CONTRO L'ARROGANZA DEL POTERE:

PER LA LEGALITA', PER LA PARTECIPAZIONE, PER LA TRASPARENZA. PER IL CONFRONTO,PER LA CONDIVISIONE, PER L'INCLUSIONE, PER LA SOLIDARIETA', PER LA PROGETTUALITA', PER LA REALIZZAZIONE, PER L'ACCOGLIENZA, PER IL RISPETTO








Wednesday, February 13, 2019

Friday, February 08, 2019

Thursday, February 07, 2019

Tuesday, February 05, 2019

Il Cacciatore Michele Geraci e Alfonso Sabella a "Portechiuse"

Il CacciatoreMichele
Michele Geraci e Alfonso Sabella parlano col giornalista Andrea Purgatori della situazione mafiosa nel territorio di Caccamo, delle indagini in corso e delle cause dell'omicidio dell'ex-consigliere comunale Domenico Geraci. Tratto da "Portechiuse" del 15/02/1999.
 Geraci e Alfonso Sabella a "Portechiuse"   























https://www.raiplay.it/video/2018/02/Il-Cacciatore-Intervista-Portechiuse-Michele-Geraci-Alfonso-Sabella-cc9a0fcd-4c8b-438d-aef7-cbc5c74771c3.html

I dieci comandamenti

https://www.raiplay.it/video/2018/11/I-Dieci-Comandamenti-Malasorte-3f25cc1f-2a64-4742-a402-7ad14d542e1a.html


Se si ha bisogno di cure mediche, quanto conta il luogo in cui si è nati? In Italia il diritto alla salute è davvero uguale per tutti? "Malasorte" ci mostra la disuguaglianza sanitaria che esiste nel nostro Paese. Domenico Iannacone ci porta in Calabria, una regione dove i livelli minimi di assistenza non sono garantiti, mostrandoci ospedali enormi mai entrati in funzione e completamente saccheggiati, reparti chiusi, macchinari nuovi senza medici specialisti e nosocomi fantasma che non hanno mai avuto neppure un nome. Vibo Valentia, Rosarno, Oppido Mamertina, sono solo alcune delle realtà calabresi simbolo di una sanità assente e inadeguata in cui è possibile morire perfino per un'appendicite, e dove le istituzioni di fronte a tutto questo rimangono silenti. In questo sfascio a molti cittadini non resta che emigrare per farsi curare.

I dieci comandamenti

https://www.raiplay.it/video/2018/11/Pane-Nostro---I-Dieci-Comandamenti--224cdba9-62b4-4136-bab9-66f2b51798c7.html

Monday, February 04, 2019

2019 4 FEBBRAIO TAR PALERMO N. 00192/2019 REG.PROV.CAU. N. 00200/2019 REG.RIC. De Luca Rosaria, Ferrante Daniele, Ferrante Giuseppina Viviana e Ferrante Gaetano

2019 4 FEBBRAIO TAR PALERMO N. 00192/2019 REG.PROV.CAU. N. 00200/2019 REG.RIC. De Luca Rosaria, Ferrante Daniele, Ferrante Giuseppina Viviana e Ferrante Gaetano

Pubblicato il 04/02/2019
N. 00192/2019 REG.PROV.CAU.
N. 00200/2019 REG.RIC.
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REPUBBLICA ITALIANA

Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia
(Sezione Seconda)

Il Presidente
ha pronunciato il presente
DECRETO
sul ricorso numero di registro generale 200 del 2019, proposto da 
De Luca Rosaria, Ferrante Daniele, Ferrante Giuseppina Viviana e Ferrante Gaetano rappresentati e difesi dall'avvocato Antonino Cambria, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso il suo studio in Palermo, via Agrigento, n. 7; 
contro
Comune di Isola delle Femmine, non costituito in giudizio; 
nei confronti
Ferrante Giuseppe, non costituito in giudizio; 
per l'annullamento
previa sospensione dell'efficacia,
IMPUGNATIVA ORDINANZA DIRIGENZIALE DI DEMOLIZIONE E DI RIPRISTINO STATO DEI LUOGHI;

Visti il ricorso e i relativi allegati;
Vista l'istanza di misura cautelare monocratica proposta dai ricorrenti, ai sensi dell'art. 56 cod. proc. amm.;
Considerato sussistente il pericolo temuto, avuto riguardo al proposito fattivo manifestato dal controinteressato, sicchè si può accogliere la suindicata istanza.

P.Q.M.
Accoglie l’istanza di misura cautelare monocratica.
Fissa per la trattazione collegiale la camera di consiglio del 20/02/2019.
Il presente decreto sarà eseguito dall'Amministrazione ed è depositato presso la Segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.
Così deciso in Palermo il giorno 4 febbraio 2019. IL PRESIDENTE COSIMO DI PAOLA 





  

Saturday, February 02, 2019

2019 1 FEBBRAIO Tre provvedimenti antimafia inchiodano ditte ed estorsori TRA ISOLA DELLE FEMMINE CAPACI SFERRACAVALLO CARDILLO

Tre provvedimenti antimafia inchiodano ditte ed estorsori












Tre provvedimenti antimafia inchiodano ditte ed estorsori











Tre provvedimenti interdittivi antimafia sono scattati quest’oggi per mano del Prefetto di Palermo. Molteplici elementi e circostanze hanno verificato il pericolo di infiltrazione mafiosa nelle ditte Nautica Barcarello Società Cooperativa, Frutti di mare Cardillo di Bosco Maria Chiara e Ceramiche Gitochi di Salvatore Cacocciola & C. s.a.s. Anche un fermo emesso ai danni di P.G. dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo-  Direzione Distrettuale Antimafia, denominato  CUPOLA 2.0 bis, concernente l’arresto in data 22.01.2019 di cinque soggetti ritenuti appartenenti all’organizzazione mafiosa “cosa nostra”.
Cosa nostra da anni faceva regolarmente uso del cantiere nautico Barcarello a Sferracavallo per incontri tra mafiosi, in quanto la struttura è isolata e comoda per nascondersi. A favorire questo modus agendi anche le misure di difesa passive che lo stesso cantiere che gestisce la struttura approntava. Non solo, il cantiere era in uso a Calogero Lo Piccolo, ritenuto capo del mandamento di Resuttana-San Lorenzo, che qui aveva organizzato un incontro anche nel mese di maggio 2017, benché ancora detenuto, ma occasionalmente a Palermo in permesso premio per la nascita del figlio primogenito. Lo stesso cantiere anche recentemente veniva utilizzato per incontri tra lo stesso Lo Piccolo ed altri importanti esponenti mafiosi, tra i quali Settimo Mineo, capo del mandamento di Pagliarelli, già condannato per mafia nel maxi processo istruito dal Dr. Giovanni Falcone e poi ancora arrestato nell’operazione “Gotha” e condannato per associazione mafiosa, ritornato in libertà nel 2013, nuovamente tratto in arresto con l’operazione “Cupola 2.0” del 4 dicembre 2018, e Leandro Greco, detto “Michele”, nipote diretto del capomafia Greco Michele, detto “il Papa, per avere diretto il mandamento mafioso di Ciaculli, tutti individuati come capi mandamento,  della commissione provinciale di Palermo di “cosa nostra”. Altro elemento comprovante per gli inquirente è la vicinanza dell’effettivo gestore a diversi soggetti condannati per mafia, oltre che il coinvolgimento di Corrao “Giovannino”, identificato quale effettivo gestore del rimessaggio, in un’attività di veicolazione di messaggi funzionali agli incontri tra i predetti affiliati.

Quanto alla ditta Frutti di mare Cardillo, con sede a Palermo in via Tommaso Natale si è appurato che è stata costituita due mesi dopo la precedente scarcerazione di Giuseppe Serio, nuovamente arrestato con il fermo di P.G. denominato Cupola 2.0 bis in quanto indagato, tra l’altro,  per avere fatto parte della famiglia mafiosa di Tommaso Natale, in evidenziati rapporti con Calogero Lo Piccolo. L’attività in questione risultava nella piena disponibilità dello stesso Serio che, nella propria zona di influenza,  imponeva ai ristoratori delle località Sferracavallo e Mondello la fornitura dei propri prodotti ittici, operando in quel territorio in regime di monopolio ed estromettendo con modalità tipicamente mafiose altri rivenditori. Da un’intercettazione risulta anche la fornitura di “cozze morte”, cioè con la data di consumazione scaduta. 
Provvedimento anche per Ceramiche Gitochi di Salvatore Cacocciola il cui padre Carmelo è stato arrestato perché “soggetto intraneo al consesso criminale di stampo mafioso operante sul territorio di Capaci ed Isola delle Femmine, oltre che direttamente “sponsorizzato” dai Lo PiccoloE’  indagato per il delitto di cui all’art.416 bis c.p., tra l’altro, per avere esercitato un capillare controllo del territorio a Capaci ed Isola delle Femmine al fine di attingere le informazioni preliminari necessarie per consentire a Erasmo Lo Bello e agli altri sodali di inoltrare le pretese estorsive con particolare riferimento ai lavori edili e di movimento terra, come ad esempio nel caso dell’estorsione in danno dell’imprenditore; avere messo a disposizione degli esponenti di vertice della famiglia mafiosa di Carini, i locali della “Ceramiche per l’edilizia” siti in Carini, quali Pipitone Angelo Antonino, Pipitone Vincenzo, Pipitone Antonino cl.69, Pulizzi Gaspare, consentendo loro riunioni riservate, alle quali tra l’altro partecipava personalmente, al fine di dirimere questioni attinenti le attività illecite operate sul territorio di Carini e la relativa spartizione dei profitti.”.
Nel provvedimento di fermo è scritto che Cacocciola Carmelo “presta la sua attività lavorativa presso il negozio di rivendita di ceramiche intestato a suo figlio Salvatore, ma di fatto a lui direttamente riconducibile e impone la fornitura dei materiali”. Dalle recenti intercettazioni telefoniche su utenze  intestate alla predetta società, formalmente nella titolarità del figlio Salvatore, risulta che il Cacocciola sr. si recava  “ presso il cantiere di… per assumere informazioni sull’impresa che stava realizzando i lavori di costruzione della palazzina e proporsi come fornitore del materiale necessario per la realizzazione del fabbricato. Lo stesso che poi ha riferito le informazioni a Erasmo Lo Bello il quale si era recato dal costruttore… per effettuare la richiesta estorsiva”.


Come è scritto nel provvedimento di fermo,  Lo Bello Erasmo, detto “Orazio”, già condannato per il delitto di cui all’articolo 416 bis c.p. e reggente già negli anni ‘90 della famiglia mafiosa di Carini, è soggetto “con ruolo direttivo e di indirizzo, in seno alla famiglia mafiosa che opera sul territorio di Capaci ed Isola delle Femmine” ed ha intrattenuto relazioni con diversi esponenti di rilevo del mandamento mafioso di Tommaso Natale, quali Serio Nunzio e Lo Piccolo Calogero”.


Cupola 2.0, interdittiva antimafia per tre attività Sarebbero state teatro degli incontri tra i boss

 

Protagoniste del provvedimento della prefettura di Palermo la Nautica Barcarello, la Frutti di mare Cardillo e la Ceramiche Gitochi. Lì si tenevano i summit tra i rampolli di cosa nostra, Greco e Lo Piccolo, con il presunto nuovo capo della commissione provinciale, Settimo Mineo
Sarebbe stato il teatro di diversi summit tra i nuovi boss emergenti di cosa nostra. Per questo la prefettura di Palermo ha fatto scattare l'interdittiva antimafia per la ditta Nautica Barcarello, società cooperativa. Stangata che colpisce anche la antimafia le ditte Frutti di mare Cardillo di Bosco Maria Chiara e Ceramiche Gitochi di Salvatore Cacocciola & c. sas. Il provvedimento arriva dopo il secondo blitz dell'operazione Cupola 2.0, che ha portato in manette i rampolli di cosa nostra Leandro Greco .
Secondo la prefettura palermitana ci sarebbero «molteplicicongruenti elementi ecircostanze» che comprovano «il pericolo dell'infiltrazione mafiosa nella società. Riguardo alla prima impresa, sarebbe stato provato l'utilizzo da parte di cosa nostra del cantiere nautico, che si trova a Barcarello, frazione di Sferracavallo, come luogo di molteplici incontri di soggetti mafiosi; lì, inoltre, Calogero Lo Piccolo, indicato come capo del mandamento di Resuttana-San Lorenzo, avrebbe organizzato almeno un incontro nel maggio 2017, quando era ancora detenuto. Lo Piccolo infatti si trovava a Palermo in permesso premio per la nascita del suo primogenito. 
La stessa attività di rimessaggio sarebbe stata poi usata per gli incontri tra il presunto boss e altri importanti esponenti mafiosi, tra i quali Settimo Mineo capo del mandamento di Pagliarelli, designato al vertice della ricostituita Commissione provinciale, arrestato il 4 dicembre nell'ambito della prima operazione "Cupola 2.0", e Leandro Greco, alla guida del mandamento di Ciaculli e nipote del 'Papa', Michele Greco. 
L'attività Frutti di mare Cardillo di Bosco Maria Chiara, con sede a Palermo in via Tommaso Natale: è stata costituita due mesi dopo la scarcerazione di Giuseppe Serio, nuovamente arrestato nel blitz "Cupola 2.0 bis" in quanto indagato, tra l'altro, per avere fatto parte della famiglia mafiosa di Tommaso Natale, in rapporti con Calogero Lo Piccolo. L'attività risultava nella piena disponibilità di Serio che avrebbe imposto ai ristoratori delle località Sferracavallo e Mondello la fornitura dei propri prodotti ittici, operando in quel territorio in regime di monopolio ed estromettendo con modalità tipicamente mafiose altri rivenditori. Da un'intercettazione risulta anche la fornitura di "cozze morte", cioè con la data di consumazione scaduta. 
Infine, Ceramiche Gitochi di Salvatore Cacocciola & c. sas, con sede a Capaci, in via Kennedy: il padre del socio accomandatario, Carmelo Cacocciola, risulta tra gli arrestati e il provvedimento di fermo lo indica come interno al gruppo mafioso attivo a Capaci e Isola delle Femmine, con il compito di raccogliere le informazioni preliminari necessarie per esercitare le pressioni estorsive con particolare riferimento ai lavori edili e di movimento terra; inoltre avrebbe messo a disposizioni locali della ditta per riunioni riservate. Nel provvedimento di fermo è scritto che Cacocciola «presta la sua attività lavorativa presso il negozio di rivendita di ceramiche intestato a suo figlio Salvatore, ma di fatto a lui direttamente riconducibile e impone la fornitura dei materiali».




























2019 1 FEBBRAIO Tre provvedimenti antimafia inchiodano ditte ed estorsori TRA ISOLA DELLE FEMMINE CAPACI SFERRACAVALLO CARDILLO




capaci, COLLETTI FILIPPO, GRECO LEANDRO, ISOLA DELLE FEMMINE MAFIA, LO BELLO ERASMO, LOPEDIL,LO PICCOLO CALOGERO, LO SICCO PIETRO, SANSONE GAETANO, SCHIFANI RENATO, SERIO GIUSEPPE, SIRCHIA GIOVANNI, VILLA ANTICA

Annuncio Morte Giovanni Falcone

Annuncio Morte Giovanni Falcone

Ciancimino - papello (contratto tra stato e mafia) - torrealta

Ciancimino - papello (contratto tra stato e mafia) - torrealta

Ciancimino - papello (contratto tra stato e mafia) - torrealta

Ciancimino - papello (contratto tra stato e mafia) - torrealta

Ciancimino - papello (contratto tra stato e mafia) - torrealta

Servizio della RAI sul "Palazzo dei veleni"

Servizio della RAI sul "Palazzo dei veleni"

Servizio della RAI sul "Palazzo dei veleni"

Giovanni Falcone nella storica puntata di Samarcanda 1990

Giovanni Falcone nella storica puntata di Samarcanda 1990

L'Automobile - Paolo Fresu & Gianmaria Testa (live)

L'Automobile - Paolo Fresu & Gianmaria Testa (live)

Friday, February 01, 2019

1964 21 GENNAIO RAPPORTO BEVIVINO PREFETTO PALERMO ISPEZIONE AL COMUNE DI PALERMO LICENZE EDILIZIE ABUSIVISMO CIANCIMINO LIMA VASSALLO GIOIA


1964 21 GENNAIO RAPPORTO BEVIVINO PREFETTO PALERMO ISPEZIONE AL COMUNE DI PALERMO LICENZE EDILIZIE ABUSIVISMO CIANCIMINO LIMA VASSALLO GIOIA



      Dalla relazione della commissione ispettiva I nominata con decreto del presidente della Regione siciliana n. 25719 del 15 novembre 1963, integrata con decreto n. 0212 del 21 gennaio 1964, per una « Ispezione straordinaria presso il comune di Palermo » (Relazione Bevivino). (Relazione Bevivino - pagina 21)




 Situazione amministrativa delle pratiche relative alle costruzioni sprovviste di licenza o comunque abusive. Nel corso della costruzione di un edificio, gli uffici tecnici comunali sono tenuti ad effettuare ispezioni allo scopo di verificare l'esatta rispondenza dei lavori al progetto approvato. Normalmente i rilievi che si contestano riguardano o la difformità dei lavori dal progetto approvato o la mancanza di licenza di costruzione. A richiesta della commissione, era stato rimesso in un primo tempo un elenco dei verbali contravvenzionali per infrazioni edilizie relative agli anni dal 1959 (novembre) al 1963, dal quale risultava che per tutti i verbali elencati, in numero di 213, non era stato ancora adottato alcun provvedimento definitivo da parte dell'amministrazione. Ciò anche per atti che risalivano a molti anni addietro. 

Sollecitato di chiarimenti su tale circostanza, il direttore dell'ufficio tecnico ha chiesto di poter disporre un riesame dei fascicoli ed ha quindi ripresentato alla commissione lo stesso prospetto ma aggiornato (allegato 13), dal quale risulterebbe che le pratiche contravvenzionali tuttora in corso di espletamento sono 110, di cui soltanto 10 interessano edifici ubicati nel centro urbano e costituenti le infrazioni più onerose (allegato 14). 

Come si può rilevare, molti progetti figurano « regolarizzati » a distanza di molti mesi dall'accertamento dell'infrazione. È ancora da notare che le comunicazioni alla sezione urbanistica del provveditorato alle opere pubbliche con la richiesta del parere di competenza ai sensi dell'articolo 32 della legge 17 agosto 1942, n. 1150, hanno avuto corso soltanto in questi giorni. 

A tale proposito il responsabile del servizio (dirigente della sezione III/S) al quale la commissione ha fatto rilevare il notevole ritardo con cui si sta procedendo a questo adempimento, ha giustificato l'evidente inerzia con la carenza di personale, ammettendo inoltre esplicitamente che si sta dando corso alla mancata procedura amministrativa dopo gli accertamenti di questa commissione. Anche il capo dell'ufficio tecnico ebbe ad avvertire tale deficienza. Talché nel luglio dello scorso anno, ritenne necessario diramare un ordine di servizio (allegato 15), con il quale si davano disposizioni ai dipendenti uffici per la esecuzione delle procedure previste dalla legge. Peraltro, come si è visto, con assai scarso risultato.

(Relazione Bevivino - pagina 31) Convenzione tra il comune e i signori Terrosi e Consorti per l'approvazione di un piano di zona di iniziativa privata riguardante l'appezzamento dì terreno in località Cirato delle Ròse. 

L'ingegner Colaianni e l'ingegner Ferretti, del gruppo consiliare comunista, hanno presentato alla commissione ispettiva un " promemoria (allegato 19) nel quale, al punto 1), viene segnalato che il piano regolatore generale 1959 definisce « zona convenzionata » un'area di proprietà Terrasi e Consorti, che non risulterebbe, agli esponenti, ancora convenzionata con atto pubblico. La commissione ispettiva ha potuto accertare, sull'argomento, quanto segue. Con delibera n. 133 del 12 ottobre 1955, il commissario del comune di Palermo approvò un compromesso tra il comune ed i signori Terrasi e Consorti, stipulato tra l'allora sindaco Scaduto ed i predetti. La giunta provinciale amministrativa, nella seduta del 9 dicembre dello stesso anno, rinviò la delibera commissariale in considerazione della eccessiva ed ingiustificata onerosità del compromesso nei confronti dell'amministrazione comunale. Il comune, in data 29 febbraio 1956, controdedusse e la giunta provinciale amministrativa accogliendo le osservazioni, approvò la delibera nella seduta del 23 marzo 1956 (n. 24975 Div. 4'). 

Tuttavia, nell'agosto del 1957, l'ufficio comunale dei lavori pubblici propose la revoca di tale delibera, ritenendola superata dal piano regolatore generale del 1956; la giunta municipale, in accoglimento di tale proposta, con sua delibera n. 4983 del 14 novembre 1957, revocò la delibera commissariale n. 133. La commissione provinciale di controllo non riscontrò in tale provvedimento vizi di legittimità. Il provvedimento di revoca adottato, come sopra detto, dalla giunta municipale fu ratificato dal consiglio comunale con delibera n. 486 del 23 novembre 1959. Il provvedimento di revoca era ispirato alla necessità di salvaguardare il piano regolatore generale. Ma nel 1962, e precisamente il 30 aprile, il consiglio comunale, con delibera n. 290, decise inopinatamente di approvare la convenzione Terrasi. 

La commissione provinciale di controllo, peraltro, in data 25 luglio 1962 pronunciò l'annullamento della delibera ed il segretario generale del comune, con sua lettera del 22 aprile 1963 diretta all'assessore ai lavori pubblici comunicò che lo schema di convenzione Terrasi, dopo l'annullamento da parte della commissione provinciale di controllo doveva essere riproposto ex novo. Ciò non pertanto, il piano regolatore generale del 1959, come risulta dall'elaborato al 1:2000, foglio 19, riporta una zona convenzionata sui terreni di Terrasi e Consorti (allegato 20). Non risulta, a tutt'oggi, stipulata, con atto pubblico, alcuna regolare convenzione. Infatti la nuova convenzione non è stata ancora approvata dal consiglio comunale. 

(Relazione Bevivino - pagina 35) La Lomia Vittorio - Tagliavia Romano - Hugonj Vincenzo - Costruzione di un edificio per civile abitazione in via Notarbartolo angolo via Libertà. 

La pratica ha inizio il 25 luglio 1960, quando i nominati in oggetto presentarono all'ufficio tecnico comunale un piano di lottizzazione, relativo alle particelle catastali, 63, 65, 66, 68, 73 e 74. La sezione per il piano regolatore dell'ufficio tecnico rilevò che il progetto ricadeva parte in zona di edilizia a densità fondiaria di 21 metri cubi/metri quadrati, classe F6 e parte in zona edilizia a densità 16 metri cubi/metri quadrati, classe FA secondo il piano regolatore generale approvato dal presidente della Regione (allegato 21). Tale piano di lottizzazione venne approvato dalla commissione edilizia nella seduta del 25 luglio 1960 (lo stesso giorno della presentazione del progetto) a condizione «che per una profondità di metri 40 dall'allineamento di via Notarbartolo, l'altezza dell'edificio prevista nel lotto A non superi i metri 28 e che il distacco dal confine Moncada sia portato a metri 14». Tale condizione rispecchiava il dettato dell'articolo 19, lettera A), del regolamento edilizio integrativo.


Successivamente, in data 12 ottobre 1960, la commissione edilizia diede parere favorevole a che il distacco, già previsto in metri 14, dal confine Moncada, venisse ridotto a metri 10. Il 29 dicembre 1960, i proprietari presentavano una variante al piano di lottizzazione, con la quale il progetto si adeguava alle condizioni dettate dalla commissione edilizia nella seduta del 25 luglio. Prevedeva, inoltre, l'aggiunta di un corpo alto metri 24 sul fronte di via Notarbartolo. La commissione edilizia, su conforme parere degli uffici tecnici, concesse il nulla osta di sua competenza nella seduta del 9 gennaio 1961. Questa, la fase relativa all'approvazione del piano di lottizzazione. Il 16 gennaio 1961 venne presentato dai proprietari un progetto per la costruzione di un fabbricato di civile abitazione, uffici e negozi (allegato 22). 

Nella stessa giornata la commissione edilizia diede parere favorevole al progetto per la parte strutturale, a condizione che venisse presentato un dettagliato studio dei progetti, e venne rilasciata regolare licenza di costruzizone il 23 febbraio, con n. 202. Tuttavia ancor prima di venire in possesso della licenza e precisamente il 18 gennaio 1961, il signor La Lomia presentò una variante al progetto edilizio approvato, consistente in un diversa distribuzione interna e nella determinazione ad appartamenti del piano tipo ed a magazzini del piano terra per l'ultimo tronco dell'edificio di metri 38 prospettante via Notarbartolo angolo via Libertà. Inoltre era prevista la progettazione di un piano attico, non indicato nel precedente progetto. La variante presentava anche un dettagliato studio dei prospetti, come richiesto dalla commissione edilizia. La commissione edilizia, il 6 febbraio 1962 esaminava il progetto e lo rinviava per un migliore esame. Il 10 luglio dello stesso anno, in seguito a tale decisione, i proprietari presentavano un altro progetto di variante (allegato 23).


La commissione edilizia lo prendeva in esame il 17 luglio e così si esprimeva: « sentito il relatore, il quale illustra le particolari condizioni in cui si trova l'area, sia in rapporto alle prescrizioni dell'articolo 19 del regolamento integrativo sia in rapporto alle previsioni del piano regolatore generale quale è risultato dal decreto presidenziale di approvazione dello stesso, così come si legge nella relazione d'ufficio dell'I 1 luglio 1962, esprime parere — in linea d'interpretazione delle prescrizioni di piano regolatore generale — che in quella cantonata posta all'angolo sud-est tra via Libertà e via Notarbartolo debba sorgere un edificio che risolva il problema del raccordo con il complesso edilizio fronteggiante sulla cantonata .apposta a nord-est, e tenga conto di tutti i problemi estetici relativi alla visione dei prospetti su via Notarbartolo, su via Libertà e sul verde privato. Pertanto, poiché il progetto di variante non corrisponde a tali requisiti, la commissione edilizia non ritiene di approvarlo ». Tre giorni dopo, e precisamente il 20 luglio, il La Lomia ripresentava altro progetto di variante dei progetti e delle piante del piano terra e del piano quinto. 

Lo stesso giorno 20 luglio, la commissione edilizia, mentre confermava il parere espresso il 17 luglio sulla necessità che nell'angolo sorgesse un edificio che assicurasse il raccordo armonico con l'altra cantonata, riteneva che: a) per consentire la costruzione 'dell'edificio sarebbe stato necessario derogare alle norme dei distacchi e consentire che in questo caso la distanza tra il confine di verde privato e il fronte dell'edificio fosse quello di metri 1,50 stabilito dal codice civile; . b) che tale riduzione, nel mentre avrebbe consentito che sulla via Libertà potesse prospettare un corpo di fabbrica di larghezza appena sufficiente ai fini estetici, non avrebbe arrecato inconveniente di ordine igienico nel distacco, essendo quest'ultimo confinante con una zona di verde privato; ed esprimeva pertanto parere favorevole a che il consiglio comunale, a norma dell'articolo 19, lettera h), del regolamento edilizio integrativo, approvasse il progetto, che avrebbe assicurato il raccordo armonico con il complesso edilizio posto nell'altra cantonata. 

Il consiglio comunale, con atto deliberativo n. 340 del 20 luglio (lo stesso giorno — quindi — in cui fu presentato il progetto ed ebbe luogo la seduta della commissione edilizia) a seguito anche del parere favorevole espresso dall'ufficio legale, approvò, ad unanimità di voti con l'intervento di 51 consiglieri sui 60 assegnati al comune di Palermo, il progetto per la costruzione dell'edificio. È da mettere in evidenza che l'ordine del giorno per la seduta del consiglio comunale del 20 luglio 1962 porta la data del 14 luglio stesso anno ed al n. 48 è registrato l'affare « approvazione, a norma dell'articolo 19 del regolamento edilizio integrativo, del progetto per la ricostruzione dell'edificio posto ad angolo sud-est fra via Notarbartolo e via Libertà ». Il progetto in esame, come si è visto sopra, fu presentato il 20 luglio. La commissione provinciale di controllo, con provvedimento emesso nella seduta del 10 agosto 1962, e trasmesso al comune con il foglio n. 12578/15421 dell'I 1 agosto stesso anno, annullò tale delibera consiliare. L'amministrazione comunale, senza nulla innovare al contenuto dell'atto deliberativo annullato, con due deliberazioni della giunta municipale n. 2789 del 18 settembre 1962 e n. 2988 del 19 ottobre stesso, anno riprodusse l'argomento dell'approvazione del progetto La Lomia conformemente alla deliberazione consiliare del 20 luglio. Con lettera datata 20 novembre 1962 n. 7767, il presidente della commissione provinciale di controllo, a seguito di carteggio intercorso, comunicava al sindaco di Palermo « che la deliberazione in oggetto (ricostruzione dell'edificio di civile abitazione di proprietà La Lomia e Consorti sito in via Notarbartolo angolo via Libertà) è stata riconosciuta legittimamente adottata nella seduta di questa commissione di controllo del 9 novembre 1962 ». Corre l'obbligo a questa commissione di rilevare che fino al 25 gennaio 1964 (data della presente indagine), le due delibere di giunta municipale sopra citate, adottate con i poteri del consiglio, non sono state ratificate. 

Risulta che la deliberazione n. 2988 è già iscritta all'ordine del giorno del consiglio comunale, che sarà diramato nei primi giorni del corrente mese di febbraio (allegato 24). (Relazione Bevivino - pagina 62) Vassallo Francesco - Edificio in via Quarto dei Mille 9. 

L'impresa Francesco Vassallo, il giorno 18 aprile 1961, presentò un progetto per la costruzione di un edificio in via Quarto dei Mille, comprendente uno scantinato, un piano terra, sei piani elevati ed un piano attico. L'edificio ricadeva in zona a densità fondiaria di 14 metri cubi/metri quadrati della classe F3, secondo il piano regolatore generale del 1959. La costruzione doveva sorgere in zona già edificata. La sezione III/B dell'ufficio, tecnico espresse il parere che il progetto doveva essere esaminato secondo le norme del regolamento edilizio ordinario; secondo tali norme il progetto risultava regolare. In data 16 maggio 1961, la commissione edilizia espresse parere favorevole, e venne rilasciata la licenza di costruzione n. 856 per un piano scantinato, un piano terra, sei piani elevati ed un piano attico. La ditta Vassallo ripresentò, per altro, un nuovo progetto il 4 febbraio 1963, con una variante consistente nella aggiunta di un superattico ed in modifiche planimetriche al piano terreno e al primo piano.


Con questa variante, inoltre, venivano ridotti i cortili in corrispondenza del piano terreno e del primo piano e ciò allo scopo di poter ampliare l'edifìcio. La commissione edilizia, in data 12 febbraio 1963, espresse parere favorevole alla variante. La commissione ispettiva ha ritenuto di disporre un sopralluogo (allegato 33), dal quale è risultato che la costruzione eseguita è difforme dal progetto approvato. E precisamente: a) il piano superattico non è arretrato nel retro prospetto, come era previsto nel progetto di variante; b) sono stati eseguiti nel retroprospetto piccoli corpi aggiunti lungo i corpi di fabbrica fino al confine e per l'altezza del solo primo piano (allegato 34). I rapporti per l'abitabilità (allegato 35) ed il certificato di fine lavori (allegato 36) compilati dall'ufficio tecnico rispettivamente il 3 ottobre 1962 ed il 1° dicembre 1962 dichiarano' invece che la costruzione è conforme al progetto approvato. Su quest'ultima circostanza, il capo dell'ufficio tecnico — a richiesta della commissione ispettiva — ha fornito alcuni chiarimenti (allegato 37), secondo i quali i corpi abusivi risultano tecnicamente costruiti dopo il rilascio del certificato, che non è « coperto » da licenza e per cui non è stato rilasciato il rapporto di abitabilità. 

(Relazione Bevivino - pagina 64) Moncada Girolamo - Costruzione in via Lazio - Edificio F. La costruzione rientra in zona edilizia a densità fondiaria 12,5 metri cubi/metri quadrati - classe £8, secondo il piano regolatore generale del 1959 (variante n. 3). 

L'edificio fa parte della lottizzazione Lipari e Taormina (allegato 39); i corpi bassi ed il piano attico del costruendo edificio non erano previsti nella lottizzazione. II progetto venne presentato il 12 giugno 1961 (periodo di vacanza delle norme di salvaguardia). La commissione edilizia, esaminatolo il 20 giugno 1961, espresse parere favorevole, con l'esclusione dei corpi bassi e del piano attico. Venne, quindi, rilasciata la licenza di costruzione 1457 del 30 ottobre 1961, per scantinato, piano terra e sette piani elevati. Il 4 agosto 1961, e cioè prima del rilascio della licenza, venne presentata una variante al progetto originario; consisteva nella aggiunta di uno stenditoio coperto e di corpi bassi. La commissione edilizia espresse parere favorevole alla variante il 6 settembre 1961. La commissione ispettiva ha ritenuto opportuno disporre una ispezione in data 18 gennaio corrente anno dalla quale è risultato che: a) è stato costruito il piano attico; b) il corpo basso di cui al grafico di progetto è stato modificato ed ampliato, come dalle linee rosse segnate nello stesso grafico di piano terreno (allegato 39). Detti lavori di modifica ed ampliamento sono tuttora in corso di esecuzione; le nuove strutture murarie sono state presumibilmente aggiunte dopo la ultimazione dell'edificio principale. 

La commissione ispettiva ha chiesto chiarimenti su tale circostanza al dirigente dell'ufficio tecnico, il quale ha presentato una dichiarazione del competente servizio (allegato 40) dalla quale emerge che, ove la ditta avesse presentato spontaneamente nel 1960 progetto di variante per la costruzione del detto piano attico, questa avrebbe potuto approvarsi. Si ricorda che la commissione edilizia nella seduta del 20 giugno 1961 aveva escluso la costruzione del piano attico. 

(Relazione Bevivino - pagina 66) Natoli Anna in Cataliotti - Costruzione in corso Calatafimi angolo via Marinuzzi Il progetto di costruzione venne presentato il 2 febbraio 1960. 

Secondo quanto osservato dalla sezione V dell'ufficio tecnico, l'edificio ricadeva in zona di espansione a densità 3,5 metri cubi/ metri quadrati - classe i?10, secondo il piano regolatore generale del 1599 (allegato 41). La sezione II1/B, per quanto di sua competenza, osservò che l'edificio aveva una cubatura di 16734 metri cubi, mentre la cubatura calcolata secondo le norme dello stesso piano regolatore generale era di 5000 metri cubi. 

Esaminato con il regolamento edilizio, il progetto sarebbe risultato conforme; mentre, come si è detto, per il piano regolatore generale la cubatura risultava molto superiore a quella consentita. La commissione edilizia diede parere favorevole il 22 febbraio stesso anno senza porre alcuna condizione, per un piano terra, sette piani ed un piano attico. Si osserva che la commissione edilizia non ritenne di doversi adeguare ai rilievi della sezione III/B dell'ufficio tecnico e non ritenne di applicare le norme del piano regolatore generale che, nel periodo in esame, erano salvaguardate. Inoltre, in data 24 ottobre 1960, venne presentato, questa volta a nome di Vassallo Francesco, un progetto di variante per la costruzione di un ottavo piano sul corso Calatafimi. La sezione 1II/B e lo stesso dirigente dell'ufficio tecnico confermarono che tanto il progetto quanto la variante non rispettavano, per cubatura ed altezza, le norme del piano regolatore generale. La commissione edilizia, tuttavia, non tenendo conto, ancora una volta, del parere degli uffici tecnici, espresse il voto favorevole alla variante. In sostanza, la commissione edilizia e, successivamente, gli amministratori, non hanno ritenuto, per il progetto in esame e per gli altri casi analoghi, di avvalersi delle norme di salvaguardia, perché — a loro avviso — le soluzioni dei progetti in esame non "sconvolgevano" il piano regolatore generale. Al contrario, secondo questa commissione ispettiva, una notevole diversa den sità fondiaria in un dato lotto, turba gravemente l'equilibrio urbanistico della zona. 

Nel caso in esame, il volume è stato più che triplicato (16.734 metri cubi), oltre l'ottavo piano della variante, in confronto ai 5000 metri cubi previsti e concessi dal piano regolatore generale. Mentre, sia nel certificato di fine lavori (allegato 42) sia nel rapporto di abitabilità (allegato 43) viene affermato che la costruzione è conforme ai progetti approvati, da un sopralluogo disposto da questa commissione ispettiva (allegato 44) è risultato che l'impresa: a) ha unificato gli ingressi; b) ha costruito dei corpi bassi; e) ha aumentato lo spessore dei corpi di fabbrica; d) ha ridotto la terrazza del piano attico; tutto ciò senza che, dal fascicolo, risulti alcuna approvazione da parte degli organi comunali. Il capo dell'ufficio tecnico, a richiesta della commissione ispettiva, ha fornito in merito alcuni chiarimenti (allegato 45), dai quali risulterebbe che i corpi abusivi sarebbero stati costruiti in epoca posteriore agli accertamenti degli uffici. 

(Relazione Bevivino - pagina 69) Moncada Girolamo e Messina Eugenio - Costruzione di due fabbricati in via Nino Bixio. 

Il progetto venne presentato il 14 ottobre 1959. La costruzione, secondo il parere espresso dalla sezione V dell'ufficio tecnico, rientrava in zona di espansione a densità edilizia urbana fino a 2,5 metri cubi/metri quadrati, secondo il piano regolatore del 1956. La sezione III/B, osservato che l'edificio rientrava nella lottizzazione D'Arpa e fratelli, approvata dalla commissione edilizia nella seduta del 1° dicembre 1958, rilevava che il progetto non si uniformava a detto piano di lottizzazione per la maggiore lunghezza prevista negli edifici: tre metri per l'edificio B e due metri per l'edificio C, con conseguente aumento di 1.000 metri cubi di volume. Non si uniformava inoltre allo stesso piano di lottizzazione per il minore distacco dagli edifici stessi in corrispondenza del collegamento a terrazza (metri 4,70 anziché metri 6). Il progetto prevedeva, inoltre, un piano rientrante che non risultava arretrato in maniera regolamentare. Entrambi i piani attici risultavano arretrati, su tre fronti, di metri 2 anziché di metri 3,40; in corrispondenza del quarto fronte erano a filo del fabbricato. La commissione edilizia, il 9 novembre 1959, espresse parere favorevole alla unica condizione che venise eliminato il piano attico. 

' Successivamente, in data 23 marzo 1960, il signor Moncada presentò un progetto di variante. La sezione llllB, esaminato il progetto di variante, osservò che la planimetria non corrispondeva alle previsioni del progetto e che era prevista una maggiore altezza' di quella indicata nel piano di lottizzazione D'Arpa e fratelli (metri 25,40 anziché metri 21). La commissione edilizia, il 31 gennaio 1961, espresse parere favorevole, a condizione che il piano attico venisse arretrato su tutti i fronti in misura regolamentare e che fossero rispettati i distacchi e gli arretramenti previsti nel piano di lottizzazione. Venne ancora presentata altra variante, in data 1" luglio 1961, consistente nella costruzione di un piano attico nei due edifici e di ulteriori ambienti sopra il piano attico (già escluso come si è detto sopra, dalla commissione edilizia). La sezione III/B osservò che la variante non era regolamentare, perché non solo non venivano arretrate le fabbriche, come aveva prescritto la commissione edilizia, ma anche perché venivano ulteriormente ridotti gli arretramenti e l'interpiano (ridotto a metri 2,90).

La commissione edilizia espresse, peraltro, parere favorevole alla variante il 4 luglio 1961, senza porre alcuna condizione. La licenza di costruzione (n. 1006) venne concessa il 25 luglio 1961. 

(Relazione Bevivino - pagina 72) Vassallo Francesco - Edificio A, B, C e D in via Lazio. Il progetto di costruzione degli edifici sopra indicati fu presentato all'ufficio tecnico il 27 gennaio 1961. 

Faceva parte di un piano di lottizzazione a nome Lipari e Citarda, approvato dalla commissione edilizia il 13 giugno 1960. Comprendeva uno scantinato, un piano terra, un ammezzato, sei piani elevati ed un attico. Rientrava, secondo la relazione della competente sezione V, in zona edilizia a densità fondiaria di 9 metri cubi/metri quadrati della classe E7, secondo il piano regolatore generale del 1959. Secondo le osservazioni della sezione 1II/B, la superficie coperta con corpi bassi superava quella ammessa dalle norme di attuazione di metri quadrati 1,50, su metri quadrati 680. La commissione edilizia, nella seduta del 30 stesso mese (tre giorni dopo la presentazione del progetto) si espresse favorevolmente senza porre alcuna condizione. Il 3 giugno 1962, l'impresa presentò una variante relativa a tutti e quattro gli edifici, consistente nella creazione di uno scantinato, di un seminterrato e di un piano rialzato facente parte dei corpi accessori. Con tale variante, si superava di circa metri quadrati 200 la superficie, e di centimetri 80 l'altezza ammissibile. La commissione edilizia il giorno 5 successivo (due giorni dopo la presentazione della variante) diede parere favorevole senza porre alcuna condizione. Si osserva che l'impresa, con i corpi bassi di metri 4,80 di altezza, anziché di metri 4, ha potuto realizzare due elevazioni (piani) al posto di una. In data 17 novembre 1962 l'impresa presentò un'altra variante per gli edifici B e C, consistente di una diversa distribuzione interna; la commissione edilizia espresse parere favorevole il 20 stesso mese. Si rileva che l'amministrazione comunale ha concesso la licenza al progetto originario e alle successive varianti nelle more della stipulazione della convenzione. 

Questa procedura, è stata seguita dalla amministrazione nella maggior parte dei casi esaminati dalla commissione ispettiva. Per quanto riguarda il progetto delle costruzioni in esame, si osserva che esso prevedeva un fronte di metri 115. Tale fronte era regolamentare nel momento della presentazione del progetto (gennaio 1961). Ma, nelle more del rilascio della licenza, era stato approvato dal presidente della Regione il nuovo piano regolatore generale, nel quale veniva tra l'altro determinato in non più di 100 metri (articolo 72 delle norme di attuazione) il fronte degli edifici del tipo di quello in esame. Da ciò, la perplessità, che si evince dalla lettura degli atti del fascicolo, delle sezioni tecniche competenti, circa il rilascio della licenza con la detta norma della lunghezza infinita e con quella successiva, che limitava a 100 metri la lunghezza infinita (115 metri). In questo modo, è stato possibile all'impresa edificare con una volumetria superiore a quella stabilita dal decreto presidenziale. 

(Relazione Bevivino - pagina 75) Vassallo Francesco - Edifìcio in corso Calatafimi angolo via Torrazzi. 

L'impresa presentò il progetto il 27 aprile 1959. La costruzione rientrava in zona  di espansione a densità edilizia urbana sino a 2,5 metri cubi/metri quadrati del tipo R6 e venne esaminato dai servizi competenti secondo le norme del regolamento edilizio ordinario, al quale il progetto si uniformava. La commissione edilizia concesse parere favorevole il 18 maggio 1959 e venne rilasciata la licenza n. 1208 per un pianterreno e sette piani elevati. Fu presentato successivamente, il 27 ottobre 1960, un progetto di variante consistente in modifiche alla distribuzione dei piani; nella copertura di una" parte del cortile; nella creazione della portineria al di sopra di tale ambiente e nell'ampliamento del settimo piano che si arretrava di metri 2,60 con l'altezza di metri 3. La sezione 11I/B riteneva, nel suo rapporto, insufficiente questo arretramento. 

La commissione edilizia il 3 novembre 1960, espresse parere favorevole, senza porre alcuna condizione ed applicando le norme del piano regolatore generale. Sta di fatto che, dal sopralluogo disposto da questa commissione ispettiva (allegato 46) e contrariamente a quanto dichiarato nel rapporto di abitabilità (allegato 47), l'edificio risulta costruito in difformità al progetto e alle varianti approvate. Infatti, sono stati aggiunti dei corpi al primo piano, come risulta dai disegni allegati (allegato 48). Il capo dell'ufficio tecnico, a richiesta della commissione ispettiva, ha fornito in merito alcuni chiarimenti (allegato 49) secondo i quali sarebbero state effettivamente compiute alcune irregolarità all'atto della costruzione del fabbricato.
                                                                                                                                          


CIANCIMINO, VASSALLO FRANCESCO,,TERRASI,ZANGHI' VINCENZO,LIMA,BEVIVINO,PROVENZANO,PALERMO,ANDREOTTI,ORLANDO LEOLUCA ZANGHI' SANTO,MASSONERIA



1964 21 GENNAIO RAPPORTO BEVIVINO PREFETTO PALERMO ISPEZIONE AL COMUNE DI PALERMO LICENZE EDILIZIE ABUSIVISMO CIANCIMINO LIMA VASSALLO GIOIA