CONTRO L'ARROGANZA DEL POTERE:

PER LA LEGALITA', PER LA PARTECIPAZIONE, PER LA TRASPARENZA. PER IL CONFRONTO,PER LA CONDIVISIONE, PER L'INCLUSIONE, PER LA SOLIDARIETA', PER LA PROGETTUALITA', PER LA REALIZZAZIONE, PER L'ACCOGLIENZA, PER IL RISPETTO








Wednesday, January 30, 2019

2019 30 GENNAIO Carabinieri notificano 11 avvisi di garanzia per traffico illecito di rifiuti, frode in pubbliche forniture ed evasione fiscale Indagini sul traffico illecito dei rifiuti nel palermitano, arriva la nota del legale della Ecogestioni Che fine fa la differenziata di Isola delle Femmine? 2015 15 AGOSTO Che fine fa la differenziata di Isola delle Femmine?

2019 30 GENNAIO Carabinieri notificano 11 avvisi di garanzia per traffico illecito di rifiuti, frode in pubbliche forniture ed evasione fiscale























L’attività di indagine che ha portato agli odierni avvisi di garanzia, trae origine da un accertamento effettuato nell’anno 2014 presso l’impianto di gestione rifiuti di Santa Flavia di proprietà della SER.ECO S.r.l. ove vennero segnalate alcune irregolarità nella gestione dei rifiuti, a seguito delle quali la Procura della Repubblica di Palermo investì per lo svolgimento delle indagini gli uomini del Corpo forestale dello Stato, oggi Carabinieri Forestali. 
Le indagini, sviluppate anche mediante l’utilizzo di attività tecniche quali intercettazioni telefoniche e captazione di immagini e durate complessivamente quasi due anni, sono state estese anche a un  secondo impianto sito nel Comune di Cefalà Diana, anch’esso di proprietà della SER.ECO S.r.l. ma in condivisione con l’A.T.O. ALTO BELICE AMBIENTE. Le indagini hanno inoltre riguardato la società Ecogestioni S.r.l., amministrata di fatto dalla stessa compagine societaria della SER.ECO srl, e specializzata nell’attività di trasporto rifiuti conto terzi. A seguito dell’aggiudicazione di appalti pubblici per un importo complessivamente superiore a €. 700.000, le suddette società effettuavano, ciascuna apparentemente in maniera autonoma, i servizi di trasporto e di gestione dei rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata per conto di numerosi Comuni del Palermitano.
L’attività investigativa ha consentito di accertare l’esistenza di un’attività organizzata per il traffico illecito di ingenti quantitativi di rifiuti urbani pericolosi e rifiuti speciali pericolosi (stimati in 82 tonnellate) che venivano arbitrariamente classificati come rifiuti non pericolosi e come tali conferiti a un impianto non autorizzato alla ricezione di rifiuti pericolosi con sede nella Provincia di Mantova il cui amministratore risulta indagato in concorso con i legali rappresentanti della SER.ECO della ECOGESTIONI e dell’ALTO BELICE AMBIENTE. Le indagini consentivano altresì di accertare la frode realizzata dalla ECOGESTIONI, in concorso con la SERECO, consistente nell’artificioso aumento del peso dei rifiuti conferiti dai Comuni presso l’impianto di Cefalà Diana.

A conclusione delle indagini, dirette dalla Procura della Repubblica di Palermo (originariamente assegnate al Proc. Agg. Dott. Sergio Demontis e successivamente curate e coordinate dal Proc. Agg. Dott.ssa Marzia Sabella e dal Sost. Proc. Dott.ssa Claudia Ferrari), militari di questo Centro Anticrimine Natura – N.I.P.A.A.F., notificavano 11 avvisi ex art. 415 bis c.p.p. emessi della Procura della Repubblica di Palermo, a carico di nove persone fisiche per i reati di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti e frode nelle pubbliche forniture, e a carico delle stesse società coinvolte per i profili di responsabilità amministrativa delle persone giuridiche. Grazie al supporto dei militari del nucleo di polizia tributaria del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Palermo, le indagini consentivano altresì di accertare ulteriori reati di natura fiscale e tributaria per oltre € 200.000 di tributi non versati.

















Il nostro cartone appena scaricato in attesa di essere avviato sul nastro trasportatore e compattato in balle;
A sinistra le balle di plastica già compattate 
I materiali vengono conferiti presso la piattaforma SER.ECO che ha effettuato anche i trasporti ed i noleggi di cassoni scarrabili, cassonetti d

a 1.100 e contenitori da 360

2015 15 AGOSTO Che fine fa la differenziata di Isola delle Femmine?



Isola delle Femmine ha avviato la raccolta differenziata già da cinque mesi e i risultati si sono visti: il paese è pulito, i costi si sono sensibilmente ridotti ed è stato concesso uno sconto sulla tassa dei rifiuti. Ma che fine fanno i materiali raccolti? La redazione de “Il giornale di Isola” ha deciso di capire meglio come funziona il sistema e quindi siamo andati fino a Santa Flavia, alla piattaforma SerEco, dove viene mandata la differenziata – mentre il resto va in discarica, a Bellolampo o a Siculiana.  
In questa piattaforma il Comune di Isola delle Femmine invia carta e cartone, il vetro, la plastica e gli ingombranti. Il cartone e la carta, delle utenze domestiche e non domestiche, vengono imballati e trasportati, a carico del Comieco a Mesola, presso Cartitalia. Insomma vanno a finire nella lontana provincia di Ferrara. Il vetro, invece, va alla Sarco srl di Marsala, a carico del Coreve. La plastica, anch’essa trasportata alla piattaforma SerEco a carico del Comune di Isola, viene pressata e trasferita alla Lvs di Termini Imprese, piattaforma del consorzio Corepla. Per quanto riguarda gli ingombranti (materassi, elettrodomestici e così via) vengono selezionati per tipologia ed avviati a allo smaltimento finale. Dopo attenta selezione, per togliere i materiali ferrosi e tutti le altre frazioni recuperabili, il legno viene conferito alla piattaforma Sidermetal di Carini. Il verde da potatura e la frazione umida sono conferiti separatamente in cassoni alla Sicilfert.
In visita all’impianto abbiamo chiesto quanti Comuni conferiscono la raccolta differenziata nella piattaforma SerEco: pochi, e soprattutto mancano all’appello tutti i Comuni limitrofi all’impianto, come Bagheria e Casteldaccia.
Isola delle Femmine è uno di quei pochi Comuni. Occorre sottolineare l’importanza della raccolta differenziata di tutti i materiali, sia quelli per i quali si riceve il contributo Conai, come la plastica, il vetro, carta e cartone, sia quelli per i quali bisogna pagare, come il verde da potatura (10 euro a tonnellata) o l’umido (85 euro a tonnellata), oppure gli ingombranti. Un altro aspetto di cui tenere conto è la fase di intercettazione e la qualità dei materiali. Più alta è qualità dei materiali, più alto è il contributo Conai, che va dai 45 euro del vetro, agli oltre 300 euro della plastica, passando per i 96 euro del cartone. Una balla di plastica
Occorre anche sottolineare che la corretta gestione dei rifiuti passa obbligatoriamente attraverso una razionale organizzazione del servizio di raccolta differenziata. Bisogna conoscere la composizione merceologica dei rifiuti prodotti nel territorio comunale. A Isola si é potuto constatare che la capacità di intercettazione del cartone, del vetro, della frazione umida soltanto di un gruppo limitato di utenze non domestiche, unito alla frazione del verde da potatura, dal legno e dagli ingombranti delle utenza domestiche, hanno fatto il record del 40% di raccolta differenziataa Maggio. Adesso la percentuale è scesa al 25%, a causa delle attività stagionali che, tranne rare eccezioni, presentano un altissimo conferimento di rifiuto indifferenziato.
Appare evidente che i cittadini residenti di Isola delle Femmine non possono pagare una Tari altissima a causa delle attività stagionali. Occorre che l’amministrazione comunale, il consiglio comunale si prenda delle precise responsabilità nei confronti di queste utenze e decida che cosa fare nel 2016: o si triplica la Tari o anche queste attività devono fare la differenziata, anche quando respirano, come ho dichiarato al Consiglio comunale del 30 luglio 2015.
Ma tornando alla differenziata. Siamo arrivati fino a Santa Flavia, ma il percorso dei rifiuti è ancora lungo. Come abbiamo visto, addirittura il cartone va a finire nel Nord Italia. E chissà quale sarà poi il suo destino. Una cosa è certa, con la raccolta differenziata non finirà a macerare nelle discariche, ma avrà una nuova vita!
di Pino D’Angelo


http://www.giornaleisola.it/archives/3735

http://isoladellefemminepulita.blogspot.com/2016/08/ 




2018 18 MAGGIO GIUNTA 63 RACCOLTA DIFERRENZIATA CONVENZIONE MGF SIREIN AGESP SICILFERT SIDERMETAL EXAKTA
 


 2017 7 APRILE GIUNTA 38 ASSENTE CALTANISETTA APPROVAZIONE CONVENZIONE COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE ECOGESTIONI SRL DI S. FLAVIA  RIFIUTI CONVENZIONE COMUNE ISOLA DELLE FEMMINE ECOGESIONI SRL SANTA  Flavia Rifiuti

 


2016 13 MAGGIO BOLOGNA MINAFRA D'ANGELO BILLECI SANTA FLAVIA ECOGESTIONI SRL ECO RERV SR

2016 13 MAGGIO ORDINANZA 22 BOLOGNA ECOGESTIONI SRL SER.ECO SRL MINAFRA D'ANGELO


2016 9 MARZO GIUNTA 32 AGESP CONTRATTO TRA AGESP E COMUNE APPROVATO AFFIDAMENTO  SERVIZIO AFFIDAMENTO 13 DIPENDENTI ATO E CONDIZIONI CONTRATTUALI DETERMINA 244 30 12 2015
RIFIUTI AFFIDAMENTO DETERMINA 118 03 08 2015 DITTA ECOGESTIONI SRL BAGHERIA MINAFRA SERVIZIO RACCOLTA DIFFERENZIATA ISOLA DELLE FEMMINE 6 MESI 73MILA 350 EURO (2)
2019 30 GENNAIO Carabinieri notificano 11 avvisi di garanzia per traffico illecito di rifiuti, frode in pubbliche forniture ed evasione fiscale Indagini sul traffico illecito dei rifiuti nel palermitano, arriva la nota del legale della Ecogestioni Che fine fa la differenziata di Isola delle Femmine? 2015 15

 RITROVATI 600 FUSTI RIFIUTI RADIOATTIVI 1996, BOLOGNA STEFANO,CAPACI,CARINI, D'ANGELO GIUSEPPE, ECOGESTIONI Srl, ECORAD SICURAD, ISOLA DELLE FEMMINE, SANTA FLAVIA, SER ECO Srl, TUMORE AL CERVELLO

Tuesday, January 29, 2019

Procura, esposto contro cementificio umbro, Onorevole Agea: "Emissioni potenzialmente dannose per l’ambiente e salute umana" „ Procura, esposto contro cementificio umbro, Onorevole Agea: "Emissioni potenzialmente dannose per l’ambiente e salute umana"

Procura, esposto contro cementificio umbro, Onorevole Agea: "Emissioni potenzialmente dannose per l’ambiente e salute umana" „ Procura, esposto contro cementificio umbro, Onorevole Agea: "Emissioni potenzialmente dannose per l’ambiente e salute umana"  

Procura, esposto contro cementificio umbro, Onorevole Agea: "Emissioni potenzialmente dannose per l’ambiente e salute umana"
I portavoce del M5S chiedono al Procuratore di appurare se le emissioni prodotte dal cementificio "Cementir" di Spoleto siano dannose per l’ambiente e per la popolazione

 
Procura, esposto contro cementificio umbro, Onorevole Agea: "Emissioni potenzialmente dannose per l’ambiente e salute umana"
Rischi ambientali e sanitari per i cittadini prodotti dal coincenerimento di rifiuti e rischi di perdita di resistenza meccanica dello stesso cemento prodotto. Sono i punti focali contenuti nell’esposto inviato alla Procura della Repubblica di Spoleto sottoscritto dagli eurodeputati del M5S Piernicola Pedicini e Laura Agea. I portavoce del M5S chiedono al Procuratore di appurare se le emissioni prodotte dal cementificio "Cementir" di Spoleto siano dannose per l’ambiente e per la popolazione ed eventualmente adottare misure cautelari per i responsabili e il sequestro degli impianti.  ,COMMISSIONE EUROPEA,
Nell’esposto-denuncia, presentato “dopo  approfondimenti effettuati nel corso delle nostre attività parlamentari”, i rappresentanti del M5S scrivono al Procuratore di Spoleto riguardo i possibili rischi, derivanti dall’emissione di metalli pesanti tossici per l’ambiente e dannosi per la salute umana, del coincenerimento dei forni di cemento. "Una situazione complicata quella del coincenerimento dei rifiuti nei cementifici - dichiara l’eurodeputato Piernicola Pedicini – qui è in ballo ogni giorno la salute dei cittadini e,  in particolare,  quella dei bambini esposti a cromo e cadmio attraverso l’inalazione e l'assorbimento della pelle, mentre in pochi fanno affari bruciando  rifiuti.  
Procura, esposto contro cementificio umbro, Onorevole Agea: "Emissioni potenzialmente dannose per l’ambiente e salute umana"
Dopo aver presentato esposti per altri cementifici che utilizzano questa pratica, chiediamo alla magistratura di intervenire anche a Spoleto: la salute dei cittadini e la tutela dell’ambiente devono essere sempre al primo posto”. "Proprio in queste settimane sto negoziando con Commissione e Consiglio Europeo gli ultimi dettagli della revisione della direttiva sulla presenza di agenti cancerogeni e mutageni sul posto di lavoro – conclude la Agea – a dimostrazione del fatto che il M5S tutela a 360 gradi la salute dei cittadini così come quella dei lavoratori italiani ed europei".  



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2019 26 GENNAIO TAR PALERMO SIINO GIUSEPPE ARANA SANDRA ORDINANZA N. 00133 2019 REG.PROV.CAU N. 00703 2018 REG.RIC. ISOLA DELLE FEMMINE

2019 26 GENNAIO  TAR PALERMO SIINO GIUSEPPE ARANA SANDRA ORDINANZA N. 00133 2019 REG.PROV.CAU N. 00703 2018 REG.RIC.  ISOLA DELLE FEMMINE

2019 26 GENNAIO TAR PALERM... by on Scribd

2019 15 GENNAIO CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 73 2019 PRSP COMUNE DI ADRANO RENDICONTO 2015 2016 PREVISIONE 2016 2018 divieto di assumere impegni e pagare spese


2019 15 GENNAIO   CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 73 2019 PRSP COMUNE DI ADRANO RENDICONTO 2015 2016 PREVISIONE 2016 2018 divieto di assumere impegni e pagare spese

2019 15 GENNAIO   CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 73 2019 PRSP COMUNE DI ADRANO RENDICONTO 2015 2016 PREVISIONE 2016 2018 divieto di assumere impegni e pagare spese



                                                                                                                                                             Deliberazione n.73/2019/PRSP

 

   REPUBBLICA ITALIANA

La Corte dei conti
Sezione di controllo per la Regione siciliana
nell’adunanza del 15 gennaio 2019, composta dai Magistrati:
Luciana Savagnone
Luciano Abbonato
Ignazio Tozzo
               - Presidente
               - Consigliere
               - Consigliere -relatore
******
Visto l’art. 100, secondo comma, e gli artt. 81, 97 primo comma, 28 e 119 ultimo comma, della Costituzione;
visto il R.D. 12 luglio 1934, n. 1214 e successive modificazioni;
vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20 e successive modificazioni;
visto l'art. 2 del decreto legislativo 6 maggio 1948, n. 655, nel testo sostituito dal decreto legislativo 18 giugno 1999, n. 200;
visto il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successive modificazioni, recante il Testo Unico degli Enti Locali (T.U.E.L.) e, in particolare, l’art. 148 bis;
visto l’art. 7, comma 7, della legge 5 giugno 2003, n. 131;
visto l’art. 1, commi 166 e 167, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006);
visto, altresì, l’art. 1, comma 610, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006), il quale espressamente prevede che le disposizioni della predetta legge “sono applicabili nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con le norme dei rispettivi statuti”;
vista la deliberazione di questa Sezione n. 142/2016/INPR del 12 luglio 2016, avente ad oggetto: “Linee guida e relativi questionari per gli organi di revisione economico-finanziaria degli enti locali, per l’attuazione dell’art.1, commi 166 e seguenti, della legge 23 dicembre 2005, n.266 - rendiconto della gestione 2015”;
 vista la deliberazione di questa Sezione n. 143/2016/INPR del 12 luglio 2016, avente ad oggetto: “Linee guida e relativo questionario per gli organi di revisione economico-finanziaria degli enti locali, per l’attuazione dell’art.1, commi 166 e seguenti, della legge 23 dicembre 2005, n.266 - bilancio di previsione 2016-2018”;
vista la deliberazione di questa Sezione n. 102/2017/INPR del 19 maggio 2017, avente ad oggetto: “Linee guida cui devono attenersi, ai sensi dell’art.1, comi 166 e seguenti, della legge 23 dicembre 2005 n.266 (legge finanziaria 2006), gli organi di revisione economico-finanziaria dei comuni siciliani nella predisposizione della relazione sul rendiconto 2016”;
esaminate le relazioni compilate dall’Organo di revisione del Comune di Adrano sul rendiconto 2015 e 2016 e sul bilancio di previsione 2016/2018, pervenute a questa Sezione, tramite SIQUEL;
viste le osservazioni formulate con nota prot. n. 77475183 del 12 dicembre 2018 dal magistrato istruttore in sede di deferimento;
vista l'ordinanza del Presidente della Sezione di controllo n. 10/2019/CONTR, con la quale la Sezione medesima è stata convocata per l’odierna adunanza per pronunciarsi in ordine alle anzidette osservazioni;
esaminata la memoria del Comune di Adrano prot. n. 1183 dell’11 gennaio 2019;
udito il relatore, consigliere Ignazio Tozzo;
uditi per il Comune di Adrano il dr. Angelo d’Agate, sindaco, il dr. Giuseppe Currao, assessore al Bilancio, la d.ssa Innocenza Battaglia, segretario generale e la d.ssa Maria Garofalo, responsabile dei Servizi finanziari.
******
L’art. 1, commi 166 e 167, della legge n. 266 del 2005 (legge finanziaria per l’anno 2006) ha previsto, ai fini della tutela dell’unità economica della Repubblica e del coordinamento della finanza pubblica, l’obbligo - a carico degli Organi di revisione degli enti locali - di trasmettere alla Corte dei conti una relazione sul bilancio di previsione dell’esercizio di competenza e sul rendiconto dell’esercizio medesimo, formulata sulla base dei criteri e delle linee guida definite dalla Corte.
Al riguardo, occorre evidenziare la peculiare natura di tale forma di controllo, volto a rappresentare agli organi elettivi, nell’interesse del singolo ente e della comunità nazionale, la reale situazione finanziaria emersa all’esito del procedimento di verifica effettuato sulla base delle relazioni inviate dall’Organo di revisione, affinché gli stessi possano attivare le necessarie misure correttive. Esso si colloca nell’ambito materiale del coordinamento della finanza pubblica, in riferimento agli articoli 97, primo comma, 28, 81 e 119 della Costituzione, che la Corte dei conti contribuisce ad assicurare quale organo terzo ed imparziale di garanzia dell’equilibrio economico-finanziario del settore pubblico e della corretta gestione delle risorse collettive, in quanto al servizio dello Stato-ordinamento, in forza del novellato quadro scaturito dalla legge costituzionale n.1 del 2012 e dalla legge c.d. rinforzata n. 243 del 2012. 
La giurisprudenza costituzionale, anche alla luce dei successivi interventi legislativi in materia (da ultimo, sentenza n. 39 del 2014 che richiama altresì le precedenti n. 60 del 2013, n. 198 del 2012, n. 179 del 2007), ne ha precisato contenuti e fondamento, affermando che il controllo finanziario attribuito alla Corte dei conti e, in particolare, quello sui bilanci preventivi e sui rendiconti degli enti locali, va ascritto alla categoria del sindacato di legalità e di regolarità – da intendere come verifica della conformità delle (complessive) gestioni di detti enti alle regole contabili e finanziarie – e ha lo scopo, in una prospettiva non più statica (com’era il tradizionale controllo di legalità-regolarità), ma dinamica, di finalizzare il confronto tra fattispecie e parametro normativo all’adozione di effettive misure correttive da parte dell’ente, funzionali a garantire l’equilibrio del bilancio e il rispetto delle regole contabili e finanziarie.
Presupposto indefettibile per l’espletamento dei controlli demandati alla Sezione è l’esame dei contenuti della relazione sul rendiconto, la cui redazione e trasmissione sono previste, per legge, da parte dell’Organo di revisione dell’ente. 
******
Con l’atto di deferimento indicato in premessa, il magistrato istruttore, dopo una disamina delle relazioni pervenute sul rendiconto 2015 e 2016 e sul bilancio di previsione 2016/2018, ha formulato una serie di osservazioni, evidenziando molteplici profili di criticità.
Al riguardo veniva trasmessa una memoria da parte dell’Ente, con nota prot. n. 1183 dell’11 gennaio 2019, contenente deduzioni in ordine alle osservazioni mosse.
In linea generale il Comune rappresenta che la maggior parte dei rilievi formulati in sede di deferimento sono già stati oggetto di pregresse pronunce da parte della Sezione di Controllo, da ultimo con la deliberazione n. 107/2016/PRSP relativa al consuntivo 2014.
Le misure correttive adottate dal Consiglio comunale si sono rilevate inadeguate, per espressa ammissione dell’Ente, non avendo individuato azioni efficaci che abbiano contribuito a superare le irregolarità evidenziate ed a ripristinare gli equilibri di bilancio. Pertanto l’Amministrazione si è determinata a ricorrere alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale per prevenire lo stato di dissesto, in modo da individuare tutte le misure necessarie per ripristinare l’equilibrio strutturale del bilancio e per assicurare l’integrale ripiano del disavanzo di amministrazione ed il finanziamento dei debiti fuori bilancio.
Il Piano è stato adottato con deliberazione consiliare n. 61 del 15 dicembre 2016 e rimodulato con deliberazione n. 21 del 20 marzo 2018.  
Ciò premesso, si riassumono i profili di criticità, allo stato degli atti, posti a base dell’odierno deferimento:
1.      Da una verifica effettuata all’interno del sistema Siquel, la relazione dell’Organo di revisione per il 2015 e per il 2016 non risulta corredata dai seguenti allegati richiesti dalle linee guida, approvate con deliberazione n. 142/2016/INPR del 12 luglio 2016 di questa Corte:
-        parere sul rendiconto dell’Organo di revisione;
-        certificazione della verifica del rispetto degli obiettivi del pareggio di bilancio;
-        prospetto di monitoraggio e il prospetto relativo alle variazioni del saldo di finanza pubblica per la partecipazione ai patti di solidarietà, come indicato in nota alla sezione terza del questionario.

Con la memoria trasmessa il Comune produce i documenti mancanti, contemplati nelle linee guida approvate dalla Sezione, regolarizzando pertanto la pregressa carenza documentale.

2. Il ritardo nell’approvazione del rendiconto 2015 (delibera n.45 del 12 agosto 2016), quello nell’approvazione del bilancio di previsione 2016 (delibera di C.C. n. 58 del 26 ottobre 2016)) e del rendiconto 2016 (delibera di C.C. n. 37 del 27 settembre 2017) rispetto ai termini di legge.

L’Amministrazione evidenzia che i ritardi sono dovuti alla complessità del nuovo sistema contabile basato sul principio della competenza potenziata che prevedeva, per l’anno 2015, la duplice adozione degli schemi di bilancio e di rendiconto previsti dal DPR n. 194/1996, unitamente agli schemi di bilancio e di rendiconto di cui al d.lgs. n. 118/2011.
Nel prendere atto delle deduzioni fornite, non può che confermarsi la sussistenza del profilo di criticità, atteso che i termini fissati non sono derogabili e che peraltro tali giustificazioni non sono invocabili certamente per il rendiconto 2016, la cui data di approvazione (27 settembre 2017) è ampiamente successiva a quella normativamente individuata. Tali ritardi impediscono il fisiologico divenire del ciclo di bilancio, non rendendo tempestive le attività di programmazione e gestione e ritardando conseguentemente le verifiche finanziarie demandate alla Corte in sede di controllo del bilancio e del rendiconto.

3. Uno squilibrio tra entrate e spese correnti aventi carattere non ripetitivo di € 682.348,05 per l’esercizio 2015 e di € 1.252.096,99 per il 2016.

In memoria viene confermata la fondatezza del rilievo mosso senza che ne vengano esplicitate le motivazioni, evidenziandosi che negli esercizi successivi il dato tra entrate e spese correnti aventi carattere non ripetitivo risulta essere stato allineato.

4.       Relativamente ai flussi di cassa si osserva:
-        un saldo di cassa complessivo, sia al 31 dicembre 2015 che al 31 dicembre 2016, pari a zero, sintomatico di una grave carenza di liquidità in grado di compromettere l’ordinaria funzionalità dell’Ente, dimostrata dal crescente ricorso all’anticipazione di tesoreria in continuità con gli esercizi precedenti. Al riguardo si evidenzia che per il 2015 l’importo complessivamente concesso, ai sensi dell’art. 222 del TUEL, ammonta ad € 6.006.027,90, di cui di cui una quota pari ad € 1.228.842,92 rimasta inestinta a fine esercizio. Nel 2016 il ricorso ad anticipazioni di tesoreria non restituite a fine esercizio risulta pari ad € 776.524,66 a fronte di un’anticipazione concessa di € 5.593.815,11 con notevole aggravio della spesa per interessi pari a € 118.045,19 per il 2015 e € 107.000,00 per il 2016 a causa dell’elevato numero di giorni di utilizzo dell’anticipazione (gg.360/365);
-        l’utilizzo di fondi di cassa vincolata per le finalità di cui all’art. 195 del TUEL e non ricostituiti per € 2.519.420,35 in aumento rispetto al dato del 2014. Nell’esercizio 2016, inoltre, sono state utilizzate e non ricostituite entrate vincolate per € 1.111.482,10.  
 
L’Ente conferma le violazioni evidenziate, non avendo provveduto a restituire le anticipazioni di tesoreria al 31 dicembre 2015 e 2016 ed avendo dovuto sostenere l’onere dei relativi interessi passivi. Precisa che, nello spirito di autolimitarsi nell’utilizzo annuo dell’anticipazione di tesoreria, ha autorizzato il tesoriere comunale ad accantonare una quota pari a € 70.000,00 mensili a deconto del limite massimo di anticipazione, programmando così un graduale rientro dall’esposizione debitoria. Viene evidenziato infine che la situazione di cassa alla data del 31 dicembre 2018 è in leggero miglioramento rispetto agli esercizi precedenti.
Il Collegio constata l’assenza di idonee giustificazioni che possano superare le criticità contestate, rilevando che la gestione di cassa conferma un quadro di grave squilibrio finanziario, che la tardiva e solo parziale assunzione di iniziative efficaci, soprattutto nel settore della realizzazione delle entrate proprie, hanno seriamente aggravato e che, in assenza di necessarie azioni correttive, appare di difficile riequilibrio. Si rammenta infatti che tali profili erano già stati ampiamente presi in esame in seno alla deliberazione 107/2016/PRSP, dove si era rimarcato il ricorso patologico alle anticipazioni di tesoreria, che tuttavia permane senza soluzione di continuità, snaturando la ratio dell’istituto che mira a sopperire temporanee e contigenti carenze di liquidità superabili nel breve periodo, mentre nel caso di specie è divenuto un costante strumento di sovvenzionamento, che genera rilevanti interessi passivi. Sotto tale profilo non si registrano nel corso degli esercizi finanziari in esame tangibili passi in avanti, circostanza che induce a dover richiedere di mettere in campo un reale potenziamento delle attività di riscossione da un lato ed un ridimensionamento delle spese dall’altro, onde tendere ad un graduale riequilibrio finanziario che allo stato attuale appare obiettivamente lontano.   
5.      In merito alla capacità di riscossione si registra:
-        per il 2015 una bassa capacità di riscossione in conto competenza delle entrate del Titolo I° di solo € 7.917.396,35 su circa € 24.051.211,87 di entrate accertate con una percentuale del 32,91%; per i proventi di beni e servizi la percentuale di riscossione è di appena l’8,7% (riscossioni per € 263.644,51 su entrate accertate di € 3.025.061,41); per il 2016 per il Titolo I° l’Ente ha riscosso € 8.453.541,79 a fronte di accertamenti per € 14.375.622,67;
-        preoccupante il dato nell’attività di contrasto all’evasione tributaria con riscossioni pari a zero nell’esercizio 2015 (in presenza di accertamenti relativi all’IMU di € 476.314,00), e in assenza di accertamenti relativi recupero evasione altri tributi. Per il 2016 a fronte di accertamenti di € 749.983,85 (€ 700.883,85 evasione IMU e € 49.100,00 altri tributi) le riscossioni ammontano ad € 171.550,49, con una percentuale del 22,87%.

L’Amministrazione espone che la scarsa percentuale di riscossione delle entrate proprie rappresenta la causa principale della grave carenza di liquidità, comportando il continuo ricorso all’anticipazione di cassa. Il tributo che maggiormente non viene riscosso è la tassa sui rifiuti, che dal 2013 rientra tra le attribuzioni comunali. Si è proceduto a verificare ed aggiornare la banca dati dei contribuenti e ad emettere i ruoli suppletivi, che sono stati notificati entro il 31 dicembre 2018. Tuttavia, a causa della crisi economica, pochissimi utenti riescono a pagare entro i termini e alcuni di loro hanno richiesto una rateizzazione dei pagamenti.
Per quanto concerne l’IMU si evidenzia un calo delle riscossioni volontarie da addebitare certamente all’aumento dell’aliquota base al 10,60 per mille.
Per combattere l’evasione tributaria si è proceduto all’affidamento del servizio per “Attività di supporto alla riscossione coattiva dei crediti tributari” relativamente alla TARSU, ICI, TOSAP e ICP e le riscossioni derivanti dall’attività di accertamento sono state contabilizzate in conto residui per ogni singolo tributo.
In ordine allo specifico rilievo riguardante gli accertamenti IMU di cui alla relazione istruttoria, il Comune chiarisce che l’accertamento per l’anno 2015 di € 476.314,00 si riferisce all’approvazione del ruolo coattivo ICI 2007 reso esecutivo e trasmesso in data 29 ottobre 2015 per la riscossione coattiva ad Equitalia spa: la riscossione risulta quindi pari a zero in relazione alla data di esecutività del ruolo. Per l’anno 2016 l’accertamento di € 749.983,85 è relativo all’ICI 2011 e ad altri tributi minori, la cui riscossione coattiva avviene per il tramite dell’ingiunzione fiscale ai sensi del R.D. n. 639/1910, avvalendosi di una società di supporto e le riscossioni derivanti da tale accertamento ammontano ad oggi ad € 580.000,00.
In adunanza la responsabile comunale dei Servizi finanziari riferisce che la situazione odierna, sebbene ancora precaria, registra dei miglioramenti rispetto alle annualità prese in esame nell’odierna adunanza; è stata attivata la riscossione coattiva, prima affidata ad Equitalia (con scarso profitto) e successivamente facendo ricorso ad una società esterna che fornisce supporto tecnico all’ufficio tributi interno all’Ente: la percentuale di miglioramento si assesta intorno al 10-12 per cento.
Interviene l’assessore al bilancio, evidenziando che la sua Amministrazione si è insediata a fine giugno e che ha individuato tra le priorità il problema della riscossione e le misure adottate per farvi fronte: scindere l’ufficio tributi da quello del bilancio e l’esternalizzazione del servizio della riscossione coattiva.

Nel dichiarare fondato anche tale profilo di criticità, occorre rammentare che per procedere ad un’efficace azione di recupero dell’evasione tributaria, occorre porre in essere stringenti iniziative volte dapprima a far emergere le sacche di evasione, anche mediante l’effettuazione di controlli incrociati, e, successivamente, ad avviare le conseguenti azioni di recupero, anche di natura coattiva. Dalla documentazione in atti risulta che il Comune si stia indirizzando su tale strada, ma azionando con tardività le iniziative di recupero forzoso pur in presenza di squilibri finanziari crescenti, che impongono invece un coordinamento di urgenti iniziative volte a potenziare il fronte delle entrate.
Preoccupa soprattutto quanto affermato in ordine alle difficoltà di riscossione coattiva delle entrate, che non possono che riflettersi negativamente sugli equilibri finanziari, né si reputa possano essere ulteriormente remorate le iniziative che l’Ente intende assumere per il rilancio delle imprescindibili attività di accertamento e riscossione dei tributi, in assenza delle quali dovranno essere elaborate puntuali azioni di contenimento della spesa. 
Rilievi analoghi erano stati già diffusamente mossi con la citata deliberazione n. 107/2016/PRSP, nella quale l’Ente era stato compulsato ad adottare misure effettive, anche attraverso il potenziamento degli uffici competenti, per incrementare le attività connesse all’accertamento ed alla riscossione, ma non pare che gli sforzi sinora messi in campo abbiano dato luogo negli esercizi 2015 e 2016 ad apprezzabili risultati, sul cui perseguimento tuttavia occorre puntare quale strumento principe per un risanamento delle casse comunali.

6.      Con riferimento alla gestione dei residui attivi si rilevano gravi inefficienze nella riscossione dei crediti con un notevole peggioramento registrato nel 2016 rispetto all’esercizio precedente, in particolare si segnala:
-        il considerevole ammontare dei residui attivi pari rispettivamente a € 35.740.001,78 per il 2015 - € 24.411.689,62 relativi alla gestione competenza ed € 11.328.312,16 in conto residui. Nell’esercizio 2016 un incremento che porta il totale dei residui ad € 41.621.653,37, di questi sono riferiti alla competenza €11.826.928,51 ed € 29.794.724,86 risultano in conto residui;
-        con riferimento alla movimentazione dei residui iniziali, un basso tasso di realizzazione dei residui attivi per l’esercizio 2015 del Titolo I pari 10,63%, in quanto i residui iniziali sono € 17.999.636,80 e riscossi sono € 2.993.874,91; per il Titolo III, il tasso di realizzazione è pari al 6,61%, i residui iniziali sono € 4.456.988,63 ed i riscossi € 294.722,71. Per il 2016 la percentuale di riscossione del Titolo I si attesta ai valori dell’anno precedente, pari al 10,72 %: i residui iniziali ammontano ad € 21.523.712,93 ed i riscossi ad € 2.308.877,45; per il Titolo III la percentuale di realizzazione è in diminuzione (1,41 %): i residui iniziali sono pari ad € 2.897.693,83 e i riscossi ad € 41.029,54;
-        il consistente importo dei residui passivi del titolo I pari ad € 17.689401,18, riferiti per € 11.162.725,23 ad esercizi precedenti ed € 6.526.675,95 di competenza;
-        il disallineamento tra il Tit.9 delle entrate di € 2.760.723,22 e il Tit.7 delle spese di € 390.160,21 per il 2016.

L’Amministrazione deduce, preso atto del consistente volume dei residui attivi, evidenziando che il peggioramento registrato a chiusura del 2016 risente delle operazioni di riaccertamento straordinario dei residui alla data del 1° gennaio 2015 e di reimputazione all’esercizio successivo dello stock per cui sussistevano i titoli giuridici per mantenerli in bilancio.
Il consistente importo dei residui passivi risente invece della mancanza di liquidità che non permette il pagamento tempestivo dei fornitori a conclusione del procedimento di spesa.
Infine viene precisato che il disallineamento tra il Tit. 9 delle entrate ed il Tit 7 delle spese si giustifica con la circostanza che tra le entrate sono riportate le continue anticipazioni finanziarie in favore dell’ATO CT3 “Simeto Ambiente” spa erogate durante gli anni 2005/2011.
In adunanza il relatore rileva che in seno alla memoria l’Ente fa riferimento al fatto che le entrate sono maggiori in quanto sono riportate le anticipazioni finanziarie in favore dell’ATO Simeto Ambiente; al contempo si fa riferimento ad una restituzione di anticipazione finanziaria, relativa ad un debito nei confronti della Regione: chiede pertanto se tale dato è correlato alle medesime anticipazioni finanziarie ricevute in entrata dalla Regione e successivamente riversate alla Simeto Ambiente spa.
La responsabile dei Servizi finanziari spiega che non si tratta delle stesse somme e riferisce che, dal 2004 in poi, quando la gestione del servizio, compreso quello delle entrate, è transitata in capo alla società Simeto Ambiente, il Comune non ha introitato alcuna somma. Tuttavia, la società faceva frequente ricorso alle anticipazioni del Comune per il pagamento dei fornitori a cui non riusciva a far fronte a seguito dei problemi di riscossione. Tali somme sono state pertanto iscritte nelle partite di giro: il credito maturato dal Comune è considerevole ed è asseverato sia dai revisori comunali che da quelli della società debitrice.
Alla stregua del quadro rappresentato, a fronte del quale l’Ente ammette la anomala consistenza dei residui attivi, pur giustificandone l’incremento nel 2016 a seguito delle reimputazione dei residui provenienti dal riaccertamento straordinario, non può che addebitarsi tale criticità alle difficoltà dell’attività di riscossione dei tributi, come emerge anche dalle modeste percentuali di realizzo dei residui relativi alla gestione di competenza. Viene peraltro sottovalutato che persiste un elevato stock di residui attivi datati, sul cui mantenimento in bilancio si manifestano forti perplessità in ordine ad una corretta applicazione dei principi della contabilità armonizzata.
Il Collegio quindi conferma appieno tutti i profili di criticità sollevati, sottolineando che sia di palmare evidenza che la perdurante contabilizzazione, quali crediti in scadenza nell’esercizio, di poste attive, verosimilmente in buona parte insussistenti, contribuisce alla già stigmatizzata progressiva erosione di liquidità, ingenerando strutturali squilibri di cassa, ma nel contempo determina una non veridicità del risultato di amministrazione.
Si richiama conseguentemente l’attenzione del responsabile dei servizi finanziari su quanto previsto dal punto 9.1 del principio contabile 4.2, che così recita: “Trascorsi tre anni dalla scadenza di un credito di dubbia e difficile esazione non riscosso, il responsabile del servizio competente alla gestione dell’entrata valuta l’opportunità di operare lo stralcio di tale credito dal conto del bilancio, riducendo di pari importo il fondo crediti di dubbia esigibilità accantonato nel risultato di amministrazione. In tale occasione, ai fini della contabilità economico patrimoniale, il responsabile finanziario valuta la necessità di adeguare il fondo svalutazione crediti accantonato in contabilità economico patrimoniale (che pertanto può presentare un importo maggiore della quota accantonata nel risultato di amministrazione) e di riclassificare il credito nello stato patrimoniale”.
Qualora non si registrino iniziative significative in ordine alla verifica degli anomali volumi di residui attivi contabilizzati, la Sezione demanda all’Organo di revisione il compito di vigilare sulle motivazioni del mantenimento dei residui attivi nel conto del bilancio, anche attraverso controlli a campione sui più vetusti.
Per converso, il rilevante importo di € 6.526.675,95 relativo ai residui di competenza è emblematico della complessa situazione finanziaria in cui versa l’Ente, che gli impedisce di procedere con correntezza al pagamento dei propri creditori, in ragione delle conclamante difficoltà di realizzazione delle entrate proprie.

7.      Riguardo alla situazione debitoria dell’Ente si registra:
-        l’ulteriore esposizione debitoria registrata in quanto alle anticipazioni di liquidità ai sensi del dl. n. 35/2013, del d.l.102/2013 e del d.l. n. 66/2014 incassate nel 2013 e nel 2014 per l’importo totale di € 8.872.048,9, va aggiunta la somma di € 1.949.640,19, incamerata ai sensi del d.l. n. 78/2015;
-        la presenza di debiti fuori bilancio riconosciuti pari ad € 52.168,75 relativamente all’esercizio 2015 interamente riconducibili alle previsioni di cui alla lett. A dell’art.194 del TUEL; nel 2016 si registra un incremento dei debiti fuori bilancio riconosciuti il cui importo è di € 81.130,07;
-        un’elevata esposizione debitoria dell’Ente nei confronti della società Enel Sole: a seguito di sentenza passata in giudicata, il debito del Comune, al netto di un acconto già versato di € 2.755.727,41, risulta essere di € 2.049.269,99;
-        un rimanente debito di € 6.711.086,41 nei confronti della Regione Siciliana, per somme erogate a titolo di anticipazione finanziaria per il ripianamento dei debiti relativi alla gestione integrata dei rifiuti verso la società ATO “Simeto Ambiente” spa.

In memoria l’Amministrazione deduce che il ricorso alle anticipazioni di liquidità con Cassa Depositi e Prestiti si è reso necessario per far fronte al pagamento dei debiti nei confronti dei fornitori, in considerazione del tasso di interesse molto conveniente rispetto agli interessi passivi sull’anticipazione di tesoreria ed agli interessi moratori per ritardato pagamento.
Per quanto concerne il coacervo dei debiti fuori bilancio, ivi compresi quelli contratti maturati nei confronti di Enel Sole, è stata effettuata una ricognizione complessiva e l’elenco di tali debiti è stato inserito nel piano di riequilibrio finanziario pluriennale, approvato con deliberazione n. 61 del 15 dicembre 2016, rimodulato in venti anni con la citata deliberazione n. 21 del 20 marzo 2018. I debiti fuori bilancio dovranno essere riconosciuti dal Consiglio comunale e successivamente liquidati anche in forma rateale, previo accordo con i creditori.
E’ stato costituito un “Fondo oneri e rischi passività potenziali” per permettere all’Ente, in caso di soccombenza, di dare copertura finanziaria ai debiti derivanti da sentenze sfavorevoli.
Per quanto concerne il debito di € 6.711.086,41 nei confronti della Regione per somme erogate a titolo di anticipazione finanziaria per il ripianamento dei debiti dell’ATO Simeto Ambiente spa, in data 19 settembre 2018 è stata inoltrata richiesta al competente Dipartimento regionale per ottenere una dilazione dei tempi di restituzione della somma. Si evidenzia comunque che il Comune è creditore nei confronti della predetta società dell’importo di oltre € 10.000.000,00, asseverato dagli stessi revisori dei conti della Simeto ambiente, come precedentemente evidenziato.
Nell’accertare la fondatezza dei rilievi formulati, il Collegio osserva che occorre analizzare con grande attenzione la complessiva massa debitoria dell’Ente, il quale asserisce di aver compiutamente effettuato tale ricognizione in occasione della predisposizione del piano di riequilibrio finanziario pluriennale, in corso di esame istruttorio presso il Ministero dell’Interno. Nelle more della disamina del Piano e della sua eventuale approvazione, diviene fondamentale dare concreta applicazione alle misure individuate in seno allo strumento di risanamento pluriennale, in modo da non arretrare dalle previsioni di rientro ivi individuate.
Nel contempo, oltre a dare concreta attuazione a quanto ivi previsto, occorre assicurare una gestione di competenza in equilibrio, allo scopo di non incrementare la massa debitoria, in modo da mantenere attendibili i programmi di riequilibrio pluriennale calibrati su un coacervo di posizione debitorie già censite.
Si osserva ancora che la presenza di debiti fuori bilancio costituisce un fenomeno patologico che pregiudica gli equilibri di bilancio e la governabilità dei conti. L’insorgenza di tali partite debitorie, anche se riferite a sentenze sfavorevoli immediatamente esecutive, è indubbiamente sintomatica della violazione di principi contabili basilari, tra cui quello che impone di deliberare il bilancio in equilibrio in sede di programmazione e, conseguentemente, preclude, nel corso della gestione, di sostenere spese in mancanza di copertura sui pertinenti capitoli di bilancio. Ne discende infatti che dal riconoscimento dei debiti fuori bilancio, consentito nelle forme previste dall’art. 194 del TUEL, specie se reiterato e riferito ad importi rilevanti quali quelli in esame, può derivare una grave alterazione degli equilibri di bilancio in quanto le reali esigenze di spesa dell’Amministrazione si appalesano superiori rispetto alle risorse finanziarie stanziate, con la conseguente necessità di dover reperire ulteriori mezzi di copertura. Giova ricordare infine che i responsabili dei servizi dell’Ente hanno l’obbligo di effettuare periodiche ricognizioni, ai sensi dell’art. 193 TUEL, ai fini di un monitoraggio costante della situazione gestionale, volto alla tempestiva segnalazione delle passività all’Organo consiliare e all’eventuale rimodulazione dei programmi di spesa per non fare aggravare l’esposizione debitoria complessiva.
La grave situazione debitoria complessiva rilevata ed il reiterarsi del fenomeno dei debiti fuori bilancio impongono di mantenere l’applicazione delle restrizioni previste dall’art. 188, comma 1 quater, del TUEL, già oggetto della precedente deliberazione n. 107/2016/PRSP.

8.      La necessità di verificare il rispetto degli obiettivi del pareggio di bilancio 2016 mediante il prospetto di calcolo del saldo obiettivo 2016 e del saldo tra entrate e spese finali valide ai fini del saldo di finanza pubblica, sulla scorta dei dati del rendiconto 2016.
L’Ente ha trasmesso una copia del modello Certif. 2016 inviato al MEF, dalla disamina del quale si evince un saldo tra entrate e spese finali valide ai fini del saldo di finanza pubblica pari ad € 6.552,00.

9.      Il superamento del valore limite di tre parametri di deficitarietà strutturale, disciplinati dal D.M. 18/02/2013, come di seguito riportato:
-        parametro 2: volume dei residui attivi di nuova formazione provenienti dalla gestione di competenza e relative ai titoli I e III, con l’esclusione delle risorse a titolo di fondo di solidarietà di cui all’art.1, comma 380 della legge 24 dicembre 2012 n. 228, pari a circa il 78,78% per il 2015 e pari al 50,91% per il 2016 rispetto agli accertamenti delle entrate medesime, esclusi gli accertamenti delle predette risorse a titolo di fondo di solidarietà (soglia 42%);
-        parametro 4: volume dei residui passivi complessivi provenienti dal titolo I pari al 65,59% per il 2015 e in aumento per il 2016 con una percentuale del 92,51%;
-        per l’esercizio 2016 si aggiunge il parametro 3: ammontare dei residui attivi di cui al titolo I e III provenienti dalla gestione dei residui attivi, con l’esclusione delle risorse a titolo di fondo di solidarietà di cui all’art.1, comma 380 della legge 24 dicembre 2012 n. 228, pari a circa al 190,50% rispetto agli accertamenti delle entrate dei medesimi titoli, esclusi gli accertamenti delle predette risorse a titolo di fondo di solidarietà (soglia 65%).

In memoria vengono confermati gli sforamenti dei parametri di deficitarietà strutturale sopra evidenziati, precisando che il mancato rispetto del parametro n. 3 è stato determinato dall’operazione di riaccertamento straordinario dei residui, come precedentemente rappresentato.

Alla stregua di quanto dedotto dall’Amministrazione, si confermano i profili di criticità rilevati, segnalandosi la necessità che vengano effettivamente intraprese azioni risolutive, volte a conseguire il rispetto dei parametri di cui al D.M. 18/02/2013. Si rammenta, infatti, che analoghi rilievi erano stati mossi per i medesimi parametri nn. 2, 3 e 4, concernenti rispettivamente i residui attivi di nuova formazione, i residui attivi provenienti dalla gestione dei residui e la percentuale dei residui passivi, in sede di verifica del rendiconto 2014, senza che siano state poste in essere idonee azioni correttive. In particolare, il mantenimento di residui non riscuotibili pregiudica l’attendibilità delle risultanze contabili e determina ricadute negative sugli equilibri di bilancio. Si ribadisce quindi l’esigenza che l’Organo di revisione vigili sulla correttezza delle operazioni di riaccertamento ordinario dei residui effettuate dall’Ente, con particolare riferimento a posizioni creditorie vetuste o difficilmente esigibili.
In ogni caso, anche tali indicatori denotano la oggettiva sussistenza di una situazione di pesante criticità finanziaria, che impone l’adozione di efficaci misure in materia di riscossione delle entrate e di lotta all’evasione tributaria, con la conseguenza che in assenza di una reale capacità propulsiva nel settore della riscossione delle entrate, occorre che vengano contratte le spese, considerata la bassa percentuale di riscossione registrata.
************
Alla luce della disamina sin qui operata, il Collegio ritiene di dover formulare le seguenti considerazioni.
L’art.148 bis del TUEL prevede che, in caso di accertamento, da parte della competente Sezione regionale di controllo, di squilibri economico-finanziari, della mancata copertura di spese, della violazione di norme finalizzate a garantire la regolarità della gestione finanziaria o del mancato rispetto degli obiettivi posti col patto di stabilità interno, è fatto obbligo agli Enti di adottare, entro 60 giorni dalla comunicazione del deposito della pronuncia di accertamento, i provvedimenti idonei a rimuovere le irregolarità, a superare i rilievi mossi e a ripristinare gli equilibri di bilancio, da trasmettere alla Sezione per le verifiche di competenza.
Nei casi più gravi, la reiterata violazione delle disposizioni contabili, la mancata trasmissione dei provvedimenti correttivi o la loro mancata attuazione, determina l’effetto di precludere all’Ente inadempiente la realizzazione dei programmi di spesa per i quali è stata accertata la mancata copertura o l’insostenibilità finanziaria 
L’adozione da parte della Corte di specifiche pronunce ha lo scopo di dare impulso all’attuazione di idonee misure correttive da parte dell’Ente, che devono coinvolgere l’ampia platea dei soggetti destinatari mediante atti vincolanti da adottarsi secondo le rispettive competenze.
La natura di tale tipologia di controllo, ascrivibile alla categoria del riesame di legalità e regolarità, impone che i contenuti della pronuncia specifica adottata dalla Corte vengano comunicati ordinariamente anche al Consiglio Comunale, cui è demandata, nella qualità di organo di indirizzo e controllo politico-amministrativo, la competenza a deliberare le citate misure correttive, previa proposta della Giunta comunale, e a verificarne nel tempo la reale attuazione.
Ciò premesso, si osserva che la maggior parte dei rilievi sopra descritti sono già stati oggetto di pronuncia di accertamento della Sezione nei precedenti controlli finanziari, da ultimo con la deliberazione n. 107/2016/PRSP relativa al consuntivo 2014.  L’Ente ha trasmesso la deliberazione n. 50 del 3 settembre 2016 con cui, prendendo solamente atto della deliberazione della Corte, ha fatto ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale ex art.243 bis Tuel. Con deliberazione n.61 del 15 dicembre 2016 è stato adottato il piano di riequilibrio finanziario pluriennale, successivamente rimodulato con delibera n.21 del 20 marzo 2018. Il persistere delle irregolarità segnalate e l’aggravarsi di determinati profili di criticità denotano una notevole precarietà degli equilibri di bilancio, che rischia di riverberarsi anche sugli esercizi futuri, nonostante l’attivazione della procedura di riequilibrio pluriennale. In particolare, a titolo esemplificativo, si evidenziano le criticità relative alla assenza di un’adeguata lotta all’evasione tributaria, alla minima capacità di riscossione, alla mole di debiti fuori bilancio, al ricorso costante all’anticipazione di cassa con i connessi costi per interessi passivi, all’incremento della mole dei residui attivi e passivi, alla rilevantissima massa debitoria venutasi a creare.
In considerazione dei gravi elementi di criticità emersi e della reiterata presenza di consistenti debiti fuori bilancio, questa Corte ritiene che l’Ente, nelle more dell’eventuale dell’approvazione del piano di riequilibrio finanziario pluriennale, debba essere assoggettato alle limitazioni di spesa previste dall’art. 188, comma 1 quater, del TUEL. Si rammenta che l’applicazione del predetto divieto di assumere impegni e pagare spese per servizi non espressamente previsti per legge sussiste fino a quando permane l’onere di copertura del disavanzo effettivo accertato o di quello derivante dai debiti fuori bilancio da riconoscere e finanziare, condizioni che il Comune è tenuto a verificare e su cui l’Organo di revisione deve attentamente vigilare.
In conclusione, la Sezione accerta il permanere di numerose rilevanti irregolarità contabili e criticità di bilancio che, ove non vengano corrette, possono generare risultati di amministrazione non veritieri e non rispondenti alle disposizioni contabili vigenti, mettendo a rischio gli equilibri di bilancio e inasprendo le tensioni in termini di cassa per il permanere di irrisolte difficoltà di riscossione delle entrate.
L’Ente deve pertanto provvedere a rimuovere le irregolarità accertate, adeguando i programmi di spesa alla reale capacità di riscossione delle entrate, da incrementare anche mediante strumenti coattivi, assicurando così il tempestivo pagamento delle obbligazioni.
P. Q. M.
La Corte dei conti, Sezione di controllo per la Regione siciliana, ai sensi dell’art. 148 bis del TUEL, accerta, relativamente ai rendiconti 2015 e 2016 e al bilancio di previsione 2016/2018 del Comune di Adrano, la presenza delle irregolarità contabili e dei profili di criticità esaminati nella parte motiva per i punti 2, 3, 4, 5, 6, 7, 9.
Dispone che, nelle more dell’eventuale approvazione da parte della Sezione del piano di riequilibrio finanziario pluriennale, attualmente all’esame istruttorio del Ministero dell’Interno, l’Ente venga assoggettato alle limitazioni previste dall’art. 188, comma 1 quater, del TUEL.
DISPONE
che l’Ente trasmetta a questa Sezione di Controllo le misure correttive da adottare entro il termine di cui all’art. 148 bis, comma 3, del TUEL ai fini della relativa verifica.
O R D I N A
che, a cura del Servizio di supporto della Sezione di controllo, copia della presente pronuncia sia comunicata al Consiglio Comunale - per il tramite del suo Presidente - oltre che al Sindaco e all’Organo di revisione del Comune di Adrano.
Così deciso in Palermo nella Camera di consiglio del 15 gennaio 2019.
L’ESTENSORE                                                                     IL PRESIDENTE
       (Ignazio Tozzo)

                     (Luciana Savagnone)



 Depositata in segreteria il 20 marzo 2019
      IL FUNZIONARIO RESPONSABILE
                    (Fabio Guiducci)




ADRANO, BOLOGNA STEFANO, COLLEGIO REVISORI DEI CONTI, corte dei conti, Croce Antonio, DEBITI FUORI BILANCIO, DELIA, DISSESTO, FORINO, ISOLA DELLE FEMMINE, MONREALE, PALERMO, PARTINICO, PUCCIO DEBORAH, 
2019 15 GENNAIO CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 73 2019 PRSP COMUNE DI ADRANO RENDICONTO 2015 2016 PREVISIONE 2016 2018 divieto di assumere impegni e pagare spese