CONTRO L'ARROGANZA DEL POTERE:

PER LA LEGALITA', PER LA PARTECIPAZIONE, PER LA TRASPARENZA. PER IL CONFRONTO,PER LA CONDIVISIONE, PER L'INCLUSIONE, PER LA SOLIDARIETA', PER LA PROGETTUALITA', PER LA REALIZZAZIONE, PER L'ACCOGLIENZA, PER IL RISPETTO








Wednesday, January 30, 2019

2019 30 GENNAIO Carabinieri notificano 11 avvisi di garanzia per traffico illecito di rifiuti, frode in pubbliche forniture ed evasione fiscale Indagini sul traffico illecito dei rifiuti nel palermitano, arriva la nota del legale della Ecogestioni Che fine fa la differenziata di Isola delle Femmine? 2015 15 AGOSTO Che fine fa la differenziata di Isola delle Femmine?

2019 30 GENNAIO Carabinieri notificano 11 avvisi di garanzia per traffico illecito di rifiuti, frode in pubbliche forniture ed evasione fiscale























L’attività di indagine che ha portato agli odierni avvisi di garanzia, trae origine da un accertamento effettuato nell’anno 2014 presso l’impianto di gestione rifiuti di Santa Flavia di proprietà della SER.ECO S.r.l. ove vennero segnalate alcune irregolarità nella gestione dei rifiuti, a seguito delle quali la Procura della Repubblica di Palermo investì per lo svolgimento delle indagini gli uomini del Corpo forestale dello Stato, oggi Carabinieri Forestali. 
Le indagini, sviluppate anche mediante l’utilizzo di attività tecniche quali intercettazioni telefoniche e captazione di immagini e durate complessivamente quasi due anni, sono state estese anche a un  secondo impianto sito nel Comune di Cefalà Diana, anch’esso di proprietà della SER.ECO S.r.l. ma in condivisione con l’A.T.O. ALTO BELICE AMBIENTE. Le indagini hanno inoltre riguardato la società Ecogestioni S.r.l., amministrata di fatto dalla stessa compagine societaria della SER.ECO srl, e specializzata nell’attività di trasporto rifiuti conto terzi. A seguito dell’aggiudicazione di appalti pubblici per un importo complessivamente superiore a €. 700.000, le suddette società effettuavano, ciascuna apparentemente in maniera autonoma, i servizi di trasporto e di gestione dei rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata per conto di numerosi Comuni del Palermitano.
L’attività investigativa ha consentito di accertare l’esistenza di un’attività organizzata per il traffico illecito di ingenti quantitativi di rifiuti urbani pericolosi e rifiuti speciali pericolosi (stimati in 82 tonnellate) che venivano arbitrariamente classificati come rifiuti non pericolosi e come tali conferiti a un impianto non autorizzato alla ricezione di rifiuti pericolosi con sede nella Provincia di Mantova il cui amministratore risulta indagato in concorso con i legali rappresentanti della SER.ECO della ECOGESTIONI e dell’ALTO BELICE AMBIENTE. Le indagini consentivano altresì di accertare la frode realizzata dalla ECOGESTIONI, in concorso con la SERECO, consistente nell’artificioso aumento del peso dei rifiuti conferiti dai Comuni presso l’impianto di Cefalà Diana.

A conclusione delle indagini, dirette dalla Procura della Repubblica di Palermo (originariamente assegnate al Proc. Agg. Dott. Sergio Demontis e successivamente curate e coordinate dal Proc. Agg. Dott.ssa Marzia Sabella e dal Sost. Proc. Dott.ssa Claudia Ferrari), militari di questo Centro Anticrimine Natura – N.I.P.A.A.F., notificavano 11 avvisi ex art. 415 bis c.p.p. emessi della Procura della Repubblica di Palermo, a carico di nove persone fisiche per i reati di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti e frode nelle pubbliche forniture, e a carico delle stesse società coinvolte per i profili di responsabilità amministrativa delle persone giuridiche. Grazie al supporto dei militari del nucleo di polizia tributaria del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Palermo, le indagini consentivano altresì di accertare ulteriori reati di natura fiscale e tributaria per oltre € 200.000 di tributi non versati.

















Il nostro cartone appena scaricato in attesa di essere avviato sul nastro trasportatore e compattato in balle;
A sinistra le balle di plastica già compattate 
I materiali vengono conferiti presso la piattaforma SER.ECO che ha effettuato anche i trasporti ed i noleggi di cassoni scarrabili, cassonetti d

a 1.100 e contenitori da 360

2015 15 AGOSTO Che fine fa la differenziata di Isola delle Femmine?



Isola delle Femmine ha avviato la raccolta differenziata già da cinque mesi e i risultati si sono visti: il paese è pulito, i costi si sono sensibilmente ridotti ed è stato concesso uno sconto sulla tassa dei rifiuti. Ma che fine fanno i materiali raccolti? La redazione de “Il giornale di Isola” ha deciso di capire meglio come funziona il sistema e quindi siamo andati fino a Santa Flavia, alla piattaforma SerEco, dove viene mandata la differenziata – mentre il resto va in discarica, a Bellolampo o a Siculiana.  
In questa piattaforma il Comune di Isola delle Femmine invia carta e cartone, il vetro, la plastica e gli ingombranti. Il cartone e la carta, delle utenze domestiche e non domestiche, vengono imballati e trasportati, a carico del Comieco a Mesola, presso Cartitalia. Insomma vanno a finire nella lontana provincia di Ferrara. Il vetro, invece, va alla Sarco srl di Marsala, a carico del Coreve. La plastica, anch’essa trasportata alla piattaforma SerEco a carico del Comune di Isola, viene pressata e trasferita alla Lvs di Termini Imprese, piattaforma del consorzio Corepla. Per quanto riguarda gli ingombranti (materassi, elettrodomestici e così via) vengono selezionati per tipologia ed avviati a allo smaltimento finale. Dopo attenta selezione, per togliere i materiali ferrosi e tutti le altre frazioni recuperabili, il legno viene conferito alla piattaforma Sidermetal di Carini. Il verde da potatura e la frazione umida sono conferiti separatamente in cassoni alla Sicilfert.
In visita all’impianto abbiamo chiesto quanti Comuni conferiscono la raccolta differenziata nella piattaforma SerEco: pochi, e soprattutto mancano all’appello tutti i Comuni limitrofi all’impianto, come Bagheria e Casteldaccia.
Isola delle Femmine è uno di quei pochi Comuni. Occorre sottolineare l’importanza della raccolta differenziata di tutti i materiali, sia quelli per i quali si riceve il contributo Conai, come la plastica, il vetro, carta e cartone, sia quelli per i quali bisogna pagare, come il verde da potatura (10 euro a tonnellata) o l’umido (85 euro a tonnellata), oppure gli ingombranti. Un altro aspetto di cui tenere conto è la fase di intercettazione e la qualità dei materiali. Più alta è qualità dei materiali, più alto è il contributo Conai, che va dai 45 euro del vetro, agli oltre 300 euro della plastica, passando per i 96 euro del cartone. Una balla di plastica
Occorre anche sottolineare che la corretta gestione dei rifiuti passa obbligatoriamente attraverso una razionale organizzazione del servizio di raccolta differenziata. Bisogna conoscere la composizione merceologica dei rifiuti prodotti nel territorio comunale. A Isola si é potuto constatare che la capacità di intercettazione del cartone, del vetro, della frazione umida soltanto di un gruppo limitato di utenze non domestiche, unito alla frazione del verde da potatura, dal legno e dagli ingombranti delle utenza domestiche, hanno fatto il record del 40% di raccolta differenziataa Maggio. Adesso la percentuale è scesa al 25%, a causa delle attività stagionali che, tranne rare eccezioni, presentano un altissimo conferimento di rifiuto indifferenziato.
Appare evidente che i cittadini residenti di Isola delle Femmine non possono pagare una Tari altissima a causa delle attività stagionali. Occorre che l’amministrazione comunale, il consiglio comunale si prenda delle precise responsabilità nei confronti di queste utenze e decida che cosa fare nel 2016: o si triplica la Tari o anche queste attività devono fare la differenziata, anche quando respirano, come ho dichiarato al Consiglio comunale del 30 luglio 2015.
Ma tornando alla differenziata. Siamo arrivati fino a Santa Flavia, ma il percorso dei rifiuti è ancora lungo. Come abbiamo visto, addirittura il cartone va a finire nel Nord Italia. E chissà quale sarà poi il suo destino. Una cosa è certa, con la raccolta differenziata non finirà a macerare nelle discariche, ma avrà una nuova vita!
di Pino D’Angelo


http://www.giornaleisola.it/archives/3735

http://isoladellefemminepulita.blogspot.com/2016/08/ 




2018 18 MAGGIO GIUNTA 63 RACCOLTA DIFERRENZIATA CONVENZIONE MGF SIREIN AGESP SICILFERT SIDERMETAL EXAKTA
 


 2017 7 APRILE GIUNTA 38 ASSENTE CALTANISETTA APPROVAZIONE CONVENZIONE COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE ECOGESTIONI SRL DI S. FLAVIA  RIFIUTI CONVENZIONE COMUNE ISOLA DELLE FEMMINE ECOGESIONI SRL SANTA  Flavia Rifiuti

 


2016 13 MAGGIO BOLOGNA MINAFRA D'ANGELO BILLECI SANTA FLAVIA ECOGESTIONI SRL ECO RERV SR

2016 13 MAGGIO ORDINANZA 22 BOLOGNA ECOGESTIONI SRL SER.ECO SRL MINAFRA D'ANGELO


2016 9 MARZO GIUNTA 32 AGESP CONTRATTO TRA AGESP E COMUNE APPROVATO AFFIDAMENTO  SERVIZIO AFFIDAMENTO 13 DIPENDENTI ATO E CONDIZIONI CONTRATTUALI DETERMINA 244 30 12 2015
RIFIUTI AFFIDAMENTO DETERMINA 118 03 08 2015 DITTA ECOGESTIONI SRL BAGHERIA MINAFRA SERVIZIO RACCOLTA DIFFERENZIATA ISOLA DELLE FEMMINE 6 MESI 73MILA 350 EURO (2)
2019 30 GENNAIO Carabinieri notificano 11 avvisi di garanzia per traffico illecito di rifiuti, frode in pubbliche forniture ed evasione fiscale Indagini sul traffico illecito dei rifiuti nel palermitano, arriva la nota del legale della Ecogestioni Che fine fa la differenziata di Isola delle Femmine? 2015 15

 RITROVATI 600 FUSTI RIFIUTI RADIOATTIVI 1996, BOLOGNA STEFANO,CAPACI,CARINI, D'ANGELO GIUSEPPE, ECOGESTIONI Srl, ECORAD SICURAD, ISOLA DELLE FEMMINE, SANTA FLAVIA, SER ECO Srl, TUMORE AL CERVELLO

Tuesday, January 29, 2019

Procura, esposto contro cementificio umbro, Onorevole Agea: "Emissioni potenzialmente dannose per l’ambiente e salute umana" „ Procura, esposto contro cementificio umbro, Onorevole Agea: "Emissioni potenzialmente dannose per l’ambiente e salute umana"

Procura, esposto contro cementificio umbro, Onorevole Agea: "Emissioni potenzialmente dannose per l’ambiente e salute umana" „ Procura, esposto contro cementificio umbro, Onorevole Agea: "Emissioni potenzialmente dannose per l’ambiente e salute umana"  

Procura, esposto contro cementificio umbro, Onorevole Agea: "Emissioni potenzialmente dannose per l’ambiente e salute umana"
I portavoce del M5S chiedono al Procuratore di appurare se le emissioni prodotte dal cementificio "Cementir" di Spoleto siano dannose per l’ambiente e per la popolazione

 
Procura, esposto contro cementificio umbro, Onorevole Agea: "Emissioni potenzialmente dannose per l’ambiente e salute umana"
Rischi ambientali e sanitari per i cittadini prodotti dal coincenerimento di rifiuti e rischi di perdita di resistenza meccanica dello stesso cemento prodotto. Sono i punti focali contenuti nell’esposto inviato alla Procura della Repubblica di Spoleto sottoscritto dagli eurodeputati del M5S Piernicola Pedicini e Laura Agea. I portavoce del M5S chiedono al Procuratore di appurare se le emissioni prodotte dal cementificio "Cementir" di Spoleto siano dannose per l’ambiente e per la popolazione ed eventualmente adottare misure cautelari per i responsabili e il sequestro degli impianti.  ,COMMISSIONE EUROPEA,
Nell’esposto-denuncia, presentato “dopo  approfondimenti effettuati nel corso delle nostre attività parlamentari”, i rappresentanti del M5S scrivono al Procuratore di Spoleto riguardo i possibili rischi, derivanti dall’emissione di metalli pesanti tossici per l’ambiente e dannosi per la salute umana, del coincenerimento dei forni di cemento. "Una situazione complicata quella del coincenerimento dei rifiuti nei cementifici - dichiara l’eurodeputato Piernicola Pedicini – qui è in ballo ogni giorno la salute dei cittadini e,  in particolare,  quella dei bambini esposti a cromo e cadmio attraverso l’inalazione e l'assorbimento della pelle, mentre in pochi fanno affari bruciando  rifiuti.  
Procura, esposto contro cementificio umbro, Onorevole Agea: "Emissioni potenzialmente dannose per l’ambiente e salute umana"
Dopo aver presentato esposti per altri cementifici che utilizzano questa pratica, chiediamo alla magistratura di intervenire anche a Spoleto: la salute dei cittadini e la tutela dell’ambiente devono essere sempre al primo posto”. "Proprio in queste settimane sto negoziando con Commissione e Consiglio Europeo gli ultimi dettagli della revisione della direttiva sulla presenza di agenti cancerogeni e mutageni sul posto di lavoro – conclude la Agea – a dimostrazione del fatto che il M5S tutela a 360 gradi la salute dei cittadini così come quella dei lavoratori italiani ed europei".  



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Procura, esposto contro cementificio umbro, Onorevole Agea: "Emissioni potenzialmente dannose per l’ambiente e salute umana" „ Procura, esposto contro cementificio umbro, Onorevole Agea: "Emissioni potenzialmente dannose per l’ambiente e salute umana" CEMENTIFICI, ,ITALCEMENTI,CEMENTIR,ISOLA DELLE FEMMINE,METALLI PESANTI,CROMO ESAVALENTEVI,RIFIUTI, DECRETO 693/2008, ,AGEA LAURA,PEDICINI PERNOCOLA ,SALUTE UMANA,TUMORI,AMIANTO

2019 26 GENNAIO TAR PALERMO SIINO GIUSEPPE ARANA SANDRA ORDINANZA N. 00133 2019 REG.PROV.CAU N. 00703 2018 REG.RIC. ISOLA DELLE FEMMINE

2019 26 GENNAIO  TAR PALERMO SIINO GIUSEPPE ARANA SANDRA ORDINANZA N. 00133 2019 REG.PROV.CAU N. 00703 2018 REG.RIC.  ISOLA DELLE FEMMINE

2019 26 GENNAIO TAR PALERM... by on Scribd

2019 29 GENNAIO Mancata Cattura di Provenzano -Una storia iniziata nel 1965 NAPOLI SALVATORE BERNARDO PROVENZANO ILARDO 1995 LA RIUNIONE A MEZZOIUSO

2019 29 GENNAIO Mancata Cattura di Provenzano -Una storia iniziata nel 1965  NAPOLI SALVATORE BERNARDO PROVENZANO ILARDO 1995 LA RIUNIONE A MEZZOIUSO 

NICOLO GEBBIA

Nel febbraio del 1965 il capo della Polizia Vicari, contatta a Milano il dott. Mangano che nel frattempo era stato promosso , vice questore.
“Mangano ho un altro importante incarico da conferirle. Devo chiederle di tornare in Sicilia…dovrà sgominare i mafiosi, e perseguire le connivenze con le istituzioni, qualunque esse siano, forze dell’ordine, magistratura o politica. Ha fatto un lavoro eccellente un anno fa con l’arresto di Liggio e degli appartenenti alla sua cosca, ora le chiedo di completare l’opera, e debellare questo cancro che infesta la nostra bellissima terra”.
La notte del 30 marzo 1965 La Polizia inizia un’intensa azione di perlustrazione con uomini in abiti civili nelle campagne di Casale, frazione del comune di Belmonte Mezzagno in provincia di Palermo, alla ricerca dei latitanti Calogero Bagarella e Bernardo Provenzano, segnalati in zona da fonti confidenziali al vice questore Angelo Mangano.
Un ufficiale dell’Arma, non appena venuto a conoscenza delle operazioni della Polizia, si leva in volo con un elicottero dei carabinieri. Quest’ultimo non appena individuate le pattuglie della Polizia, destina proprio in quella zona i suoi uomini.
Nel frattempo il commissario capo di Pubblica Sicurezza del commissariato di Corleone Mario Pirrò cerca di mettersi in contatto con il capitano dei carabinieri che dirige la compagnia di Corleone, non appena lo vede gli dice in tono concitato: Perché siete entrati nella zona del nostro pattugliamento? State disturbando un’importante azione di polizia. L’elicottero, le squadriglie e le camionette fanno un gran caos. Abbiamo un’operazione di appiattamento con uomini in borghese e voi vi presentate con gli squilli di fanfara!!! Abbiamo avvistato con il cannocchiale un bandito e l’abbiamo perso di vista per l’anfrattuosità del terreno, ma sappiamo che è in zona”.
E il capitano: “caro Pirrò l’ operazione dell’Arma non interessa il corleonese. E poi chi sarebbe questo bandito? Oltretutto non capisco come tu possa accettare la presenza qui a Corleone di Mangano, lede il tuo prestigio, se lui sta qui la gente pensa che tu sei un incapace, faresti meglio a dimetterti, oppure caccia a pedate il vice questore Mangano, qui non lo vogliamo, non ha lasciato buona fama”.
L’operazione di polizia fallì. Bagarella e Provenzano messi in allarme, riuscirono a far perdere le loro tracce.
Alcuni giorni dopo in Procura a Palermo, l’ufficiale dell’Arma, lo stesso che si era alzato in volo con l’elicottero, incontrò il commissario Pirrò in compagnia dei due vice questori del capoluogo siciliano, Gambino e Giabanelli. L’ufficiale dell’Arma investì in malo modo Pirrò dicendogli : “Pirrò sei un burattino nelle mani di Mangano. Avete fatto un buco nell’acqua a Casale, lo capisci che ti devi sbarazzare di Mangano? Quello ti fa perdere prestigio, devi tutelare la tua dignità”. E rivolgendosi a Gambino e Giabanelli: “E anche voi due, siete vice questori come lui, perché dovete sottostare ai suoi ordini? Questa è un’ invasione di campo che io non avrei mai permesso, ai carabinieri questo non succede. La presenza di Mangano è da considerarsi offensiva per tutte le forze dell’ordine”.Pirrò gli risponde a tono: “Noi siamo onorati di avere in Sicilia Mangano e di lavorare al suo fianco! Un grande poliziotto che ha arrestato Liggio(…) noi addetti ai lavori sappiamo bene come sono realmente andate le cose a Corleone!”.
L’ufficiale dell’Arma roso dalla rabbia si allontana; Pirrò rivolgendosi a Giabanelli e Gambino dice: “è un uomo malevolo ed invidioso, è sempre dal Prefetto Ravalli a parlare male del Capo della Polizia Vicari, di Mangano, del PM Terranova del Procuratore Scaglione ed anche dei suoi collaboratori e superiori”.
Mangano incurante degli ostacoli continua le sue serrate indagini, relazionando di continuo sulla situazione nel corleonese al questore di Palermo dott. Inturrisi .
Da una relazione del vice questore Mangano al questore di Palermo Inturrisi.
Aprile 1965.
“Sin dal 1° aprile l’organico della locale compagnia carabinieri veniva potenziato con uomini e mezzi (circa 80 uomini di cui 28 sottufficiali con una quindicina di autovetture)… con il solo scopo di seguire le varie fasi delle operazioni della Pubblica Sicurezza. Nella notte dal 2 al 3 aprile c. a., infatti, mentre gli agenti del commissariato di Corleone, rinforzati da elementi del reparto Mobile di Palermo eseguivano contemporaneamente numerose perquisizioni domiciliari in talune masserie delle contrade, Raieta, Cicio, Casale, Nicolosi, Bifarera, Drago e Rocche di Ban, le appresse indicate autovetture, oltre ad alcune campagnole, con carabinieri in abiti civili, furono sguinzagliate sulle tracce del personale operante della P.S., soffermandosi a fari spenti nelle immediate vicinanze dei luoghi delle operazioni: (segue elenco di nove autovetture private – modello, colore e numero targa – di proprietà di altrettanti carabinieri – n.d.a).
Sin dal mattino del 1° aprile in Corleone, all’ingresso ed all’uscita del paese, l’Arma istituiva degli inconsueti posti di blocco con il preciso compito di avvistare e segnalare i movimenti dei dipendenti del Commissariato, l’arrivo di rinforzi, di sorvegliare le autovetture della P.S. con targa civile, le quali ultime, venivano più volte fermate per il controllo. L’ingresso del commissariato, inoltre, veniva permanentemente sorvegliato da gruppi di carabinieri in abiti civili, che stazionavano nelle immediate vicinanze a bordo di autovetture con targa civile e controllavano tutte le persone che si recavano nell’ufficio di P.S. Quindi, fra queste, quelle che venivano ritenute in grado di fornire utili notizie per la cattura dei noti latitanti, venivano invitate alla caserma dei carabinieri e minacciate di dover fornire all’Arma, invece che al Commissariato, le notizie di cui fossero in possesso. Alcune di esse ritornate in Commissariato riferivano i fatti, e pregavano di non essere più invitate per timore di essere incluse in un rapporto di denuncia per associazione per delinquere ad opera dell’Arma. Altri invece per incontrarsi con i funzionari di P. S., chiedevano per interposta persona, appuntamenti notturni in luoghi nascosti o in trazzere non battute.
La conseguenza di questa sleale attività dell’Arma è stata la rarefazione dei confidenti di cui il commissariato poteva disporre, la diminuzione di notizie, tenuto conto che la popolazione in genere e finanche taluni professionisti, temevano di essere osservati mentre si recavano nell’ufficio di P. S:, o si trattenevano per strada con qualche funzionario e, quindi subire le minacce di rappresaglie annunziate dall’Arma.
Questi strani servizi svolti palesemente dall’Arma, suscitavano ridicoli commenti da parte della popolazione locale, che sarcasticamente commentava che ogni funzionario di P. S, aveva maggiore scorta di quanta avrebbe potuto averne il Presidente della Repubblica.
Dalla relazione del 29 maggio 1965 del questore di Palermo Inturrisi al capo della Polizia Vicari.
Chiarissima Eccellenza,
ritengo doveroso riferire sull’azione finora svolta per la cattura dei latitanti dal vice questore Mangano, su mie direttive e con la cooperazione dei funzionari della Divisione Criminale del Ministero e dei funzionari e personale della Questura di Palermo e del Commissariato di P. S. di Corleone(…).
Con l’arrivo del dott. Mangano è stato impresso un nuovo slancio all’azione di polizia nel corleonese(…). Nel corso di complesse indagini, fonti confidenziali attendibilissime ed insistenti riferivano che Provenzano Bernardo, catturando per triplice omicidio ed altro si trovava in Italia settentrionale e forse all’estero, presumibilmente in Germania, ove abitano due fratelli ed un cognato, emigrati per motivi di lavoro. Le stesse fonti affermavano che alcuni mesi addietro, il Provenzano aveva ottenuto la liquidazione della sua quota parte di proprietà di un’azienda armentizia, e che successivamente si era trasferito clandestinamente all’estero o a Venaria Reale (Torino), ove esiste un numeroso gruppo di corleonesi e dove negli anni passati il Provenzano aveva trovato occupazione(…).
(segue un corposo elenco che illustra altre importanti indagini di Polizia)…
(…)Una tale energica azione non ha mancato di avere ripercussioni, al di là del prevedibile, nell’ambiente dell’Arma, che intensificando battute, rastrellamenti, ha ripreso indagini da tempo tralasciate(…). Per altro verso, i Comandi Carabinieri dipendenti dal (…) hanno tentato di inserirsi nella fase investigativa condotta dal dott. Mangano e dai funzionari di
I successi attuati ed i possibili brillanti risultati hanno creato(…) una vera e propria psicosi del successo della P. S., che si è manifestata anche nei tentativi di influenzare negativamente ed attraverso dati inesatti lo stesso Procuratore Generale della Repubblica.

Il 19 corrente ho conferito con S. E. Garofalo, alla presenza dell’avv. Generale Mistretta, del Procuratore della Repubblica Scaglione e del colonnello CC Missori.
Il Procuratore Generale ha asserito di non essere disposto a tollerare l’attuale situazione e, che perdurando, provocherà un’inchiesta per i provvedimenti a carico degli Ufficiali di polizia giudiziaria responsabili della situazione
di tensione…Per ultimo non sono mancate da parte del (ufficiale dell’Arma che si levò in volo con l’elicottero n.d.a.) e di altri ufficiali pressioni per far incriminare l’azione del dott.Mangano.

Nel frattempo l’ufficiale dell’Arma che si levò in volo con l’elicottero, fonte di molti contrasti tra Carabinieri e Polizia venne “promosso”. Nuova destinazione Roma. Si chiamava tenente colonnello Ignazio Milillo, era il comandante del Gruppo Esterno di Palermo, aveva una figlia femmina e due maschi, che entrambi hanno seguito (in tutti i sensi) le orme paterne. La femmina, Nives, pochi anni dopo sarebbe stata assunta alle esattorie dei cugini Salvo, ed è citata nel volume 23 dell’ordinanza di rinvio a giudizio del Maxiprocesso per avere trascorso Natale e Capodanno 1982-83 in un noto albergo dei cugini, insieme al suo fidanzato , uomo d’onore della famiglia di Corso dei Mille, la più sanguinaria, ed a Stefano Calzetta, uno dei pentiti più attendibili, il quale racconta anche di quella volta che accompagnò il fidanzato di Nives fin sotto casa di un’altra impiegata delle Esattorie, a cui entrambi tagliarono le quattro gomme della macchina, perché imparasse “a non mancare più di rispetto alla signorina Nives”. Oggi è la segretaria della fondazione per la legalità intitolata a suo padre, che organizza seminari ospitati dal Comando Generale dell’Arma. Di recente Leoluca Orlando Cascio ha voluto intitolare al Milillo l’area verde antistante la Legione di Palermo, il cui comandante, Riccardo Galletta, “ha voluto ricordare il legame che da sempre unisce i Carabinieri alla città di Palermo e la figura del Generale Milillo, esempio per tutti i carabinieri presenti sull’isola”. Ora sapete perché sull’isola io mi fido solo della Polizia di Stato.

2019 17 GENNAIO LA DESTINAZIONE DELLA TASSA DI SOGGIORNO CONSIGLIO DI STATO SEZ V SENTENZA N  6644 23 NOVEMBRE 2018

Altalex
  

Imposta di soggiorno: il Consiglio di Stato interviene sul vincolo di destinazione

Consiglio di Stato, sez. V, sentenza 23/11/2018 n° 6644
Di Alessandro Del Dotto
Professionista - Avvocato
Pubblicato il 17/01/2019


 


Come noto, con l’art. 4 del d.lgs. n. 23 del 14 marzo 2011, il Legislatore ha istituito l’imposta di soggiorno affidandone la legittimazione attiva ai Comuni Capoluogo di Provincia, alle Unioni dei Comuni e a tutti i Comuni incisi negli elenchi regionali dei Comuni turistici o delle città d’arte. 

Se da più parti e in più occasioni è stata chiarita la prima condizione di attuabilità del potere impositivo (cfr. T.A.R. Toscana, Sez. I, sentenza 5 maggio 2017, n. 647; T.A.R. Molise, sentenza 25 luglio 2014, n. 4779) -  partire dalla ben nota necessità di inclusione negli elenchi di competenza delle Regioni (ovvero, di riconoscimento dello status di città d’arte) - quello che sinora era rimasto ben poco chiaro era il destino del gettito dell’imposta di soggiorno.
Di fatti, quanto all’aspetto sostanziale, si è nel tempo registrata fra i giuristi l’esistenza di posizioni diverse.

La prima è quella che riconduce l’imposta di soggiorno a species del genus tassa di scopo, con l’unica differenza che rispetto alle ordinarie “imposte di scopo” (istituite con L. n. 296/2006 - finanziaria per l’anno 2007 -, art. 1, commi 145-151) - che prevedono uno speciale iter di attivazione e uno specifico meccanismo di funzionamento, pur restando ampio e illimitato l’ambito oggettivo (“

a) opere per il trasporto pubblico urbano; 
b) opere viarie, con l'esclusione della manutenzione straordinaria ed ordinaria delle opere esistenti; 
c) opere particolarmente significative di arredo urbano e di maggior decoro dei luoghi; 
d) opere di risistemazione di aree dedicate a parchi e giardini; 
e) opere di realizzazione di parcheggi pubblici; 
f) opere di restauro; 
g) opere di conservazione dei beni artistici e architettonici; 
h) opere relative a nuovi spazi per eventi e attivita' culturali, allestimenti museali e biblioteche; 
i) opere di realizzazione e manutenzione straordinaria dell'edilizia scolastica”, elenco implementato con l’art. 6 del d.lgs. n. 23/2011) - l’imposta di soggiorno si caratterizzerebbe per una precisa definizione fatta a monte dal Governo nell’esercizio dei poteri delegati dalla Finanziaria 2007; lo scopo, per quanto ampio, si caratterizzerebbe 
nell’impiego degli introiti per tutte quelle iniziative, attività e interventi che hanno effetto diretto o indiretto nel settore del turismo, ancorché ne beneficino anche i residenti del luogo ove la stessa si applica.
La seconda è quella che la qualifica come prestazione tributaria specifica, diversa dalle ordinarie entrate tributarie, sganciata dai meccanismi e limiti delle imposte di scopo e legata all’impiego dei proventi secondo fattispecie non tassative, generiche e tuttavia necessariamente e strettamente attinenti al settore dei servizi per il turista, con ciò distinguendosi dalle fattispecie propria di “imposta di scopo” di cui al comma 149 (cioè, istituita per scopo specifico e da definire).

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Modulo Enti locali 2018 - Tributi e fiscalitàBorghi Antonio, Criso Piero, Farneti Giuseppe, IPSOA, 2018
Con la pronuncia in esame, il Consiglio di Stato disegna una fattispecie maggiormente chiara in ordine alla definizione sostanziale dell’imposta di soggiorno, nella quale viene evidenziato il punto cruciale della destinazione del gettito derivante dall’applicazione dell’imposta stessa.

La Quinta Sezione, infatti, si è occupata di scrutinare la censura della ricorrente a detta della quale l’imposta era illegittimamente prevista con la destinazione del gettito dell’imposta a sostegno tra l’altro "dei servizi pubblici locali fruibili anche dai turisti”, doglianza che il T.A.R. Lombardia, sede di Brescia, aveva invece respinto e ritenuta infondata perché la destinazione del gettito era invece conforme alla finalità del tributo prevista dal medesimo art. 4, comma 1, d.lgs. n. 23 del 2011 (secondo periodo), e cioè al "sostegno dei servizi pubblici comunque funzionali o collegati al turismo" (così riporta la sentenza appellata).
E’ in tal senso che i Giudici hanno voluto chiarire l’estrema ampiezza della disposizione dell’art. 4 di cui al d.lgs. n. 23 del 2011, la quale - è vero - sancisce che la destinazione dell’imposta è diretta al "finanziamento di interventi in materia di turismo, ivi compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive” e, dunque, in prima battuta, al medesimo settore del turismo - dalle imprese ricettive ai servizi connessi -, e tuttavia prosegue ricordando che non è escluso che essa sia impiegata per interventi "di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali locali”. 
Tuttavia, la parte decisiva della normativa risiede nella formulazione legislativa che, alle illustrate e possibili devoluzioni di spesa, aggiunge la possibilità di impiego per il sostegno "dei relativi servizi pubblici locali”.
Una locuzione decisamente generica, che lascia intendere la possibilità di estendere l’impiego del gettito non solo al campo del settore turistico, bensì anche al settore dei servizi pubblici locali generale.
In altre parole, l’imposta di soggiorno si caratterizzerebbe per essere una imposta di scopo dedicata alle municipalità (Comuni Capoluogo di Provincia, Comuni classificati o Unioni dei Comuni), caratterizzata dalla necessaria esistenza di un obiettivo (e, dunque, impiego) “aperto”, purché connesso con il settore dei servizi pubblici locali, come definiti dall’art. 112 e ss. del d.lgs. 267/2000 (c.d. Testo Unico degli Enti Locali) quali servizi pubblici aventi “per oggetto produzione di beni ed attività rivolte a realizzare fini sociali e a promuovere lo sviluppo economico e civile delle comunità locali” (art. 112).
(Altalex, 17 gennaio 2019. Nota di Alessandro Del Dotto)


CONSIGLIO DI STATO
SEZIONE QUINTA
Sentenza 15-23 novembre 2018, n. 6644
sul ricorso in appello iscritto al numero di registro generale 5793 del 2013, proposto da 
A. s.r.l., in persona dell’amministratore delegato e legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall’avvocato Massimo Giavazzi, con domicilio eletto presso lo studio dell’avvocato Luca Crippa in Roma, viale Mazzini, n. 55; 
contro
Comune di Bergamo, in persona del sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dagli avvocati Vito Gritti e Gabriele Pafundi, con domicilio eletto presso lo studio del primo, in Roma, viale Giulio Cesare, n. 14a/4; 

per la riforma
della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia, Sezione staccata di Brescia, Sezione seconda, n. 93/2013, resa tra le parti;
Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;
Visto l’atto di costituzione in giudizio del Comune di Bergamo;
Viste le memorie e tutti gli atti della causa;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 15 novembre 2018 il consigliere Fabio Franconiero e uditi per le parti gli avvocati Giavazzi e Pafundi;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
FATTO
1. La A. s.r.l., società che gestisce un albergo classificato con tre stelle nel Comune di Bergamo, propone appello contro la sentenza del Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia – sezione staccata di Brescia in epigrafe, con cui è stato respinto il suo ricorso per l’annullamento parziale del regolamento comunale istitutivo dell’imposta di soggiorno ai sensi dell’art. 4 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23 (Disposizioni in materia di federalismo Fiscale Municipale), approvato con delibera del consiglio comunale n. 213 del 12 dicembre 2011.
2. Con la sentenza appellata il giudice di primo grado ha in particolare (e per quanto ancora di interesse) ritenuto legittimi:
- il sistema di modulazione dell’ammontare dell’imposta (previsti dall’art. 4 del regolamento impugnato), parametrato, per quanto riguarda la categoria “alberghi”, sulle stelle ad essi attribuite, ai sensi della legge regionale 16 luglio 2007, n. 15 (Testo unico delle leggi regionali in materia di turismo), trattandosi di un elemento comunque in grado di assicurare il criterio di legge «di gradualità in proporzione al prezzo» previsto per tale tributo (così l’art. 4, comma 1, d.lgs. n. 23 del 2011);
- la destinazione del gettito dell’imposta (prevista dall’art. 2 del regolamento impugnato) a sostegno tra l’altro «dei servizi pubblici locali fruibili anche dai turisti», perché ritenuto conforme alla finalità del tributo prevista dal medesimo art. 4, comma 1, d.lgs. n. 23 del 2011 (secondo periodo), e cioè al «sostegno dei servizi pubblici comunque funzionali o collegati al turismo» (così la sentenza appellata);
- la soggezione all’imposta dei soggiornanti in strutture ricettive non solo per finalità turistiche, ma anche per ragioni di lavoro (prevista dall’art. 5 del regolamento), a causa dell’assenza della «pretesa differenziazione» nella norma di legge istitutiva e delle «difficoltà operative» derivanti dalla necessità per i gestori di svolgere «gravose ed invasive indagini sulle reali finalità del soggiorno dei propri clienti», con i possibili rischi di elusione del tributo (così ancora la sentenza di primo grado).
3. Con il proprio appello la A. sottopone a specifiche censure le statuizioni così sintetizzate (mentre la stessa appellante ha rinunciato, in memoria conclusionale, a quella concernente l’attribuzione al gestore della struttura ricettiva della qualità di responsabile dell’imposta, ai sensi dell’art. 3 del regolamento impugnato).
4. Si è costituito in resistenza il Comune di Bergamo.
DIRITTO
1. Con il primo motivo d’appello la A. ripropone la censura di violazione del criterio di imposizione consistente nella «gradualità in proporzione al prezzo» ai sensi dell’art. 4 d.lgs. n. 23 del 2011, relativamente alla modulazione dell’ammontare dell’imposta di soggiorno previsti dal Comune di Bergamo. In base al regolamento impugnato questi ultimi sono differenziati sulla base della tipologia di strutture ricettive (alberghi, residenze turistico-alberghiere, strutture ricettive non alberghiere, ostelli per la gioventù, attività agrituristiche) e, all’interno delle prime due categorie, sulla base delle stelle attribuite a ciascun albergo secondo il sistema di classificazione vigente in Lombardia (ai sensi della sopra citata legge regionale n. 15 del 2007). L’amministrazione ha previsto in particolare un importo crescente al crescere delle stelle attribuite alla struttura ricettiva: euro 1, 1,70, 2,50 e 3,50 rispettivamente previsti per alberghi con una, due, tre e quattro stelle ed oltre.
2. Secondo l’appellante, nell’ancorare il prelievo tributario alla qualità e quantità dei servizi offerti (come prevede l’art. 57 della legge regionale), il descritto sistema di modulazione dell’imposta di soggiorno non assicurerebbe il rispetto del criterio della «gradualità in proporzione al prezzo» ai sensi dell’art. 4 d.lgs. n. 23 del 2011, a causa del dato di comune esperienza per cui ad una classificazione superiore della struttura alberghiera non necessariamente corrisponde una tariffa superiore, come invece affermato dal Tribunale, e che proprio nel caso del Comune di Bergamo alberghi a tre stelle praticano prezzi superiori rispetto ad alberghi a quattro stelle a seconda dell’ubicazione. Secondo la società odierna appellante ciò darebbe luogo ad un’imposta regressiva contraria ai principi costituzionali in materia tributaria di capacità contributiva ed uguaglianza ex artt. 53 e 3 della Carta fondamentale, oltre che della legge delega per l’attuazione del federalismo fiscale, 5 maggio 2009, n. 42 – (art. 2, comma 2, lett. l) - in attuazione della quale è stato emanato il decreto legislativo n. 23 del 2011, istitutivo dell’imposta di soggiorno.
3. Con il terzo motivo d’appello (il secondo è stato rinunciato, come sopra accennato) la A. reitera la censura secondo cui la destinazione del gettito dell’imposta al finanziamento dei servizi pubblici locali sulla base del presupposto, addotto nel regolamento impugnato, che questi sono «fruibili anche dai turisti» si traduce in una violazione della destinazione impressa al tributo in questione dalla norma di legge istitutiva, laddove in particolare il più volte citato art. 4, comma 1, d.lgs. n. 23 del 2011 prevede che il gettito dell’imposta di soggiorno è destinato «a finanziare interventi in materia di turismo, ivi compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive, nonché interventi di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali locali, nonché dei relativi servizi pubblici locali». L’appellante evidenzia che quest’ultima espressione si riferisce ai servizi pubblici locali rivolti in via esclusiva ai turisti e che la destinazione invece prevista dal regolamento del Comune di Bergamo comporta un’interpretazione abrogatrice della norma primaria.
4. Con il quarto motivo d’appello viene censurato il capo della sentenza di primo grado con cui sono state respinte le censure relative alla soggezione all’imposta dei soggiornanti nelle strutture alberghiere per finalità non turistiche. La A. reitera al riguardo la tesi per cui la finalità dell’imposta di soggiorno è quella di introdurre un prelievo tributario a carico dei soli turisti ed in particolare di fare concorrere le persone che pernottano in strutture ricettive degli oneri sostenuti dalle amministrazioni pubbliche per i servizi al turismo, mentre l’indiscriminata estensione dell’imposta a chi è invece costretto a viaggiare per lavoro si traduce in uno sviamento della causa normativa della stessa. Con riguardo alle difficoltà applicative che, secondo il Tribunale deriverebbero da questa estensione, l’appellante oppone la circostanza che la distinzione tra le due categorie in questione è stata adottata da altre amministrazioni locali.
5. Le censure così sintetizzate sono infondate.
6. Con riguardo alla prima deve essere confermato il rilievo del giudice di primo grado, secondo cui il criterio della «gradualità in proporzione al prezzo» per la commisurazione del tributo enunciato dal citato art. 4 d.lgs. n. 23 del 2011 (con un massimo di 5 euro) deve ritenersi rispettato sulla base del sistema vigente nella Regione Lombardia di classificazione delle strutture alberghiere basato sulle stesse attribuite a ciascuna di queste ultime. Non è infatti contestabile che ad una maggiore qualità della struttura e dei servizi ricettivi che in essa sono offerti, certificata in base al sistema ufficiale di classificazione, corrisponde tendenzialmente una tariffa di soggiorno maggiore per la clientela.
7. Le deduzioni della società appellante volte a dimostrare che questa corrispondenza non sarebbe sempre rispettata non sono idonee a fare emergere vizi di illegittimità del regolamento comunale dalla stessa impugnato. Ai fini del rispetto del criterio di legge della gradualità in proporzione al prezzo del soggiorno alberghiero non si può pretendere una rigida corrispondenza tra prezzi praticati dalla singola struttura alberghiera e importo dell’imposta di soggiorno. La censura della A. è inficiata da un approccio casistico non compatibile con il carattere generale delle disposizioni regolamentari dalla stessa censurate e nell’ambito delle quali, peraltro, vi sono fattori correttivi in base ai quali si tiene conto del prezzo praticato alla clientela, ad ulteriore comprova della legittimità del criterio di graduazione adottato dal Comune di Bergamo (in particolare, con riguardo agli alberghi a tre stelle, tra cui quello dell’odierna appellante, il regolamento prevede una maggiorazione di 0,50 per prezzi superiori ad € 110 e una riduzione di pari importo per prezzi inferiori ad € 45).
8. Inoltre, all’assunto della A. secondo cui il sistema di scaglioni introdotto dal Comune di Bergamo comporterebbe effetti regressivi dell’imposizione tributaria, in violazione del principio di progressività sancito in materia dalla Costituzione (art. 53), ribadito anche per l’istituzione dell’imposta di soggiorno [art. 2, comma 2, lett. l), l. n. 42 del 2009], va opposto il rilievo per cui, da un lato, il rispetto del precetto costituzionale va verificato con riguardo al sistema tributario nel suo complesso (cfr., di recente: Corte Cost. 23 gennaio 2014, n. 8) e nell’ordinamento giuridico italiano esso è già assicurato dall’imposizione diretta sul reddito delle persone fisiche. Del pari, anche il criterio direttivo sancito dalla disposizione della legge delega sul federalismo fiscale poc’anzi richiamata («salvaguardia dell’obiettivo di non alterare il criterio della progressività del sistema tributario e rispetto del principio della capacità contributiva ai fini del concorso alle spese pubbliche») va riferito al processo di decentramento della potestà impositiva a favore degli enti locali ed in funzione del raggiungimento della loro autonomia finanziaria ex art. 119 Cost., avviato con il d.lgs. n. 42 del 2009.
Tutto ciò precisato, con specifico riguardo all’imposta di soggiorno va quindi escluso che il principio di progressività in esame sia violato laddove il prelievo a tale titolo non sia strettamente correlato alla tariffa alberghiera praticata, tenuto anche conto del suo modesto ammontare.
9. Sono inoltre infondate le censure relative al rispetto del vincolo di destinazione del gettito dell’imposta stabilito dal più volte citato art. 4 d.lgs. n. 23 del 2011, dal momento che tale disposizione, con formulazione ampia, destina l’entrata tributaria in questione al finanziamento di interventi «in materia di turismo, ivi compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive»; ed inoltre «di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali locali»; ed infine «dei relativi servizi pubblici locali». L’aggettivo «relativi» presente in quest’ultima espressione, laddove riferito ai beni culturali ed ambientali del comune impositore, può comunque essere inteso a tutti i servizi pubblici locali offerti da quest’ultimo alla collettività, quale ente pubblico a fini generali (cfr. per i comuni l’art. 13 del testo unico sugli enti locali di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267), e nell’ambito della cui azione amministrativa l’imposta di soggiorno per i non residenti si giustifica – come sottolineato dal Tribunale – per via dell’aggravio di spesa per tali servizi derivanti dall’afflusso e dal soggiorno di popolazione non residente.
10. Infine, non può dirsi contraria alla norma di legge istitutiva dell’imposta, di cui al più volte citato art. 4 d.lgs. n. 23 del 2011, la soggettività passiva prevista dal regolamento comunale impugnato per i soggiornanti in strutture ricettive per finalità non turistiche. Infatti, in base alla medesima norma l’imposta colpisce appunto il «soggiorno», a prescindere dal titolo per cui esso avviene. Inoltre, facoltizzati alla relativa istituzione sono non solo «i comuni inclusi negli elenchi regionali delle località turistiche o città d’arte», ma anche «I comuni capoluogo di provincia», tra cui Bergamo, a prescindere da una vocazione turistica degli stessi quale risultante da atti ufficiali.
11. L’appello deve pertanto essere respinto.
Le spese di causa possono nondimeno essere compensate, per la particolarità delle questioni controverse.
P.Q.M.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta), definitivamente pronunciando sull’appello, come in epigrafe proposto, lo respinge e compensa le spese.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 15 novembre 2018 con l’intervento dei magistrati:
Carlo Saltelli, Presidente
Roberto Giovagnoli, Consigliere
Paolo Giovanni Nicolo' Lotti, Consigliere
Fabio Franconiero, Consigliere, Estensore
Valerio Perotti, Consigliere


TURISMO, TASSA DI SCOPO,PUCCIO DEBORAH, CROCE ANTONIO, BOLOGNA STEFANO, CORTE DEI CONTI,BILANCIO, DANNO ERARIALI,GARE,APPALTI,RUP,VIDEOSORVEGLIANZA, VICE SEGRETARIO,RESPONSABILE FINANZIARIO POLIZIA MUNICIPALE,RESPONSABILE DATI,,attinenti al settore dei servizi per il turista, ,https://secure.adnxs.com/seg?add=3552531&t=2CONSIGLIO DI STATO SEZ V SENTENZA N  6644 23 NOVEMBRE 2018,TASSA DI SOGGIORNO, Iniziative,attivita,,art. 4 del d.lgs. n. 23 del 14 marzo 2011, servizi pubblici locali fruibili anche dai turisti, opere per il trasporto pubblico urbano, opere viarie, con l'esclusione della manutenzione straordinaria ed ordinaria delle opere esistenti, opere particolarmente significative di arredo urbano e di maggior decoro dei luoghi, d) opere di risistemazione di aree dedicate a parchi e giardini, opere di realizzazione di parcheggi pubblici, opere di restauro, opere di conservazione dei beni artistici e architettonici,opere relative a nuovi spazi per eventi e attivita' culturali, allestimenti museali e biblioteche, opere di realizzazione e manutenzione straordinaria dell'edilizia scolastica,




Appalti, BILANCIO, BOLOGNA STEFANO, corte dei conti, CROCE ANTONIO, DANNO ERARIALI, GARE, PUCCIO DEBORAH, RUP, TASSA DI SCOPO, TURISMO, VICE SEGRETARIO, VIDEOSORVEGLIANZA, 2019 17 GENNAIO LA DESTINAZIONE DELLA TASSA DI SOGGIORNO CONSIGLIO DI STATO SEZ V SENTENZA N  6644 23 NOVEMBRE 2018 https://youtu.be/PIKPTmRwUC4