CONTRO L'ARROGANZA DEL POTERE:

PER LA LEGALITA', PER LA PARTECIPAZIONE, PER LA TRASPARENZA. PER IL CONFRONTO,PER LA CONDIVISIONE, PER L'INCLUSIONE, PER LA SOLIDARIETA', PER LA PROGETTUALITA', PER LA REALIZZAZIONE, PER L'ACCOGLIENZA, PER IL RISPETTO








Tuesday, July 31, 2018

COMMISSARIATO IL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE I COMUNI SICILIANI UNA BOMBA A OROLOGERIA

 I COMUNI SICILIANI UNA BOMBA A OROLOGERIA 













di Paola Giordano
La Corte dei Conti: drammatiche le condizioni economico-finanziarie degli Enti locali. Incapacità di riscuotere, spese troppo alte, investimenti inesistenti e pericolo default. Le Autonomie locali sono con l’acqua alla gola. A rischio servizi essenziali per i cittadini 


PALERMO – La finanza locale siciliana non gode affatto di buona salute. È quanto emerge dal check-up effettuato nelle tasche dei Comuni dell’Isola - e refertato nero su bianco - dalla Corte dei Conti nella Relazione sul Rendiconto generale della Regione siciliana relativo all’esercizio finanziario del 2017.
Obiettivo del documento redatto dai magistrati contabili è quello di controllare periodicamente l’andamento dei movimenti in entrata e uscita della Regione siciliana e dei suoi Enti locali, verificando al contempo che tali movimento siano conformi alla legge.
In questo contesto, la fotografia scattata dall’Ente che vigila sui bilanci della Pubblica amministrazione isolana non lascia infatti molte speranze: la situazione contabile in cu versano i Comuni siciliani, nel corso degli ultimi anni, si è progressivamente aggravata e non accenna a migliorare.
Ecco, capitolo per capitolo, lo scenario che emerge dai dati certificati dalla Corte dei Conti.
ENTRATE CORRENTI
Partiamo subito da uno dei tasti più dolenti all’interno di qualsiasi bilancio: quello cioè relativo alle entrate. Dopo un periodo (2013-2015) di costante decremento degli introiti e un 2016 “fortunato”, in cui si era invece assistito a un loro aumento che ha superato i 4,3 miliardi di euro, le entrate dello scorso anno si sono fermate a quota 4,14 miliardi. “Per i Comuni siciliani – si legge della relazione – si registra nell’anno 2017 un’inversione di tendenza in negativo nel trend delle riscossioni correnti”. Il che, tradotto in cifre, equivale a un calo tra le entrate del 2016 e quelle dell’anno successivo del 4,26 per cento, “con una diminuzione poco incoraggiante di tutte le tipologie di entrate correnti rispetto all’anno precedente”.
La Corte su questo fronte non può quindi che bacchettare i Comuni isolani sottolineando “la necessità che gli Enti locali adottino idonee misure organizzative volte all’incremento della riscossione delle entrate proprie e alla lotta contro l’evasione fiscale, anche mediante azioni coattive”.
SPESA CORRENTE
È dal variegato mondo della spesa corrente che arriva qualche buona notizia per le finanze locali dell’Isola. Negli ultimi cinque anni si è assistito a una decrescita, seppur lenta, della spesa di personale: dai circa 1,63 miliardi del 2013 si è passati nel 2017 a poco più di 1,43 miliardi di euro, con una riduzione del -12 per cento. Non male, si dirà, ma per ogni buona notizia ce n’è quasi sempre dietro l’angolo una cattiva: se quello per il personale è diminuita, si è registrato un elevato livello di spesa per prestazioni di servizi arrivata nell’esercizio finanziario 2017 a superare l’1,9 miliardi di euro. Le voci del bilancio comunale necessarie all’amministrazione quotidiana dell’Ente, insomma, la fanno da padrona.
SPESA IN CONTO CAPITALE
Se gli Enti locali isolani mostrano una grande generosità nello spendere sostanziosi importi per le voci relative alla spesa corrente, riescono invece a diventare “parsimoniosi” quando si tratta di investire in progetti a lungo termine che producano beni durevoli e utili per la comunità. I magistrati contabili hanno infatti constatato che “nei Comuni, la spesa in conto capitale ha seguito, in termini di cassa, un andamento decrescente passando da euro 546.067.305,22 del 2013 (109,21 pro capite) a euro 405.670.353,13 del 2017, perdendo quindi una quota rilevante pari a circa il 25 per cento dell’ammontare complessivo delle risorse da destinare ad investimenti rispetto a quelle di inizio del periodo preso in esame”.
Ciò vuol dire in sostanza che ben un quarto della fetta di spesa che può essere considerata come produttiva è stata tagliata negli ultimi cinque anni. Una mattanza, insomma.
DEBITI FUORI BILANCIO
Con quello dei debiti fuori bilancio si apre il capitolo più complesso dei bilanci comunali, poiché si tratta di uno voce che, non essendo considerata all'interno della struttura classica dei conti, non concorre alla determinazione del risultato dell’amministrazione in carica. Anche in questo caso l’asticella vola verso l’alto: dagli 81 milioni di euro di debiti fuori bilancio riconosciuti nel 2015 si è passati a circa 85 milioni nel 2016. Il 71,35% del totale di tale capitolo è riconducibile a debiti provenienti da sentenze esecutive per un ammontare complessivo di euro 61.075.643. Dalla relazione risulta che “i controlli finanziari operati dalla Corte hanno tuttavia rivelato numerosi casi di sottostima del fondo contenzioso, con conseguente esposizione integrale degli enti agli oneri da soccombenza giudiziale in caso di esito infausto del giudizio. Difficilmente, infatti, gli enti operano adeguati accantonamenti procedendo ad una ponderata ricognizione complessiva del contenzioso pendente”.
E non è tutto: ben 361.902.188 euro di debiti fuori bilancio risultano ancora in attesa di riconoscimento. Quasi il 54 per cento di essi – che tradotto in euro vuol dire 147,53 milioni – è riconducibile alle passività potenziali da contenzioso: un “importo che può determinare effetti negativi non di poco conto sugli equilibri di bilancio”. Più che di equilibrio di bilancio, insomma, si tratta di un vero e proprio squilibrio.
Quest’ultimo accertamento ha dunque bocciato sonoramente i Comuni siciliani. Dagli incassi alle spese, passando per i debiti fuori bilancio, tutti gli indicatori presi in esame dai magistrati contabili comprovano in maniera univoca una triste realtà: i conti degli Enti locali dell’Isola non tornano.

Ben il 20% delle Amministrazioni locali è in uno stato di sofferenza finanziaria
PALERMO – Sono oltre 70 gli Enti locali isolani che hanno formalmente palesato situazioni di sofferenza finanziaria. Vale a dire, in sostanza, quasi il 20 per cento dei 390 Comuni. A denunciarlo, nella relazione sul rendiconto regionale relativo all’ultimo esercizio finanziario, è sempre la Corte dei Conti della Regione siciliana. I magistrati contabili hanno segnalato anche che, nell’esercizio 2016, sono risultati “strutturalmente deficitari” nell’Isola ben otto Comuni, la metà dei quali si trova nella provincia messinese (Lipari, Nizza di Sicilia, San Fratello e la stessa Messina), cui spetta quindi il triste primato di enti in stato di sofferenza. I restanti quattro sono sparsi tra la provincia etnea (Linguaglossa, Maniace e Riposto) e quella girgentina (Raffadali).
Ma c’è un altro preoccupante dato: un pagamento su quattro viene effettuato dai Comuni grazie al ricorso alle anticipazioni di tesoreria. Ciò vuol dire, in soldoni che “da temporaneo ed eccezionale rimedio per far fronte a momentanee carenze di liquidità” tali anticipazioni “si sono trasformate in ordinario strumento di finanziamento a breve, senza il quale gli enti non riescono a soddisfare le proprie esigenze di spesa, generando quindi strutturali squilibri di cassa”. L’importo complessivo di tali anticipi nel 2017 ha infatti raggiunto la quota esponenziale di oltre 2,5 miliardi di euro, corrispondente al 27,2 per cento sul totale delle riscossioni. E non è tutto perché ampio è stato anche il ricorso, da parte dei comuni siciliani, all’istituto delle anticipazioni di liquidità (decreti legge n. 35/2013, n. 66/2014, e n. 78/2015)”. Tra il 2013 e il 2015 infatti i comuni siciliani hanno richiesto alla Cassa depositi e prestiti Spa complessivamente quasi 1,5 miliardi di euro ma ben 25 di essi “risultano inadempienti, in tutto o in parte, nella restituzione delle relative rate al 31 dicembre 2017, per un insoluto di 3.637.212,66 di euro”: un’ulteriore conferma, se non bastasse, dello stato di sofferenza finanziaria che attanaglia la finanza locale siciliana.
Per Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, rispettivamente presidente e segretario generale di Anci Sicilia, quella dei Comuni isolani è “una situazione che non ha pari rispetto al resto dell’Italia e che, pertanto, necessita di un intervento regionale e nazionale che vada, innanzitutto, nel segno del sostegno alla capacità amministrativa degli Enti”.


Armonizzazione contabile. C’è ancora molto da fare
PALERMO – Oltre ai numeri allarmanti, a emergere dalla relazione sul rendiconto della Regione siciliana stilata dalla Corte dei Conti è anche un’altra intricata questione: quella relativa all’armonizzazione contabile.
Introdotte con il Dlsg n. 118 del 2011 e perfezionate con il Dlsg n. 126 del 2014, le disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli Enti locali e dei loro organismi sono entrate in vigore il primo gennaio 2015 con l’obiettivo di consentire il consolidamento e il monitoraggio dei conti pubblici, nonché il miglioramento della raccordabilità dei conti delle amministrazioni pubbliche con il sistema europeo. La riforma stabilisce, infatti, che Regioni ed Enti locali adottino un Piano dei conti integrato: vale a dire regole contabili uniformi, consistenti anche – e soprattutto – nell’adozione di un bilancio consolidato con le aziende, società o altri organismi controllati (esclusi quelli sanitari). Ciò vuol dire che è necessario uniformare i conti già traballanti dei Comuni con quelli spesso disastrosi delle società partecipate poiché – è la legge che lo impone – i Comuni devono consolidare i propri conti con quelli delle società controllate e partecipate e degli enti ed organismi partecipati.
A distanza di tre anni dall’entrata in vigore della normativa, la strada verso l’armonizzazione si mostra ancora lunga, però: i magistrati contabili hanno infatti più volte evidenziato, all’interno della relazione sull’esercizio 2017, il “non adeguato recepimento dei principi dell’armonizzazione contabile” fino ad arrivare a sostenere che “all’esito dell’ultimo ciclo di monitoraggio finanziario, la Sezione di controllo ha riscontrato, in numerose fattispecie, che continuano a non trovare corretta attuazione i nuovi principi dell’armonizzazione contabile” o ancora che “questa Corte più volte accertato e censurato, in sede di controllo finanziario, il rispetto solo formale ed apparente degli obiettivi di finanza pubblica, attraverso anomale imputazioni di bilancio od altri artifizi contabili o violazioni dei principi della contabilità armonizzata, la cui corretta applicazione condurrebbe, in alcuni casi, ad un saldo finale negativo”.
Di armonizzazione nei bilanci degli Enti locali dell’Isola, in sostanza, si sente solo l’odore. Di strada da fare ce n’è ancora molta. Occorre iniziare a muoversi.
Articolo pubblicato il 31 luglio 2018





COMMISSARIATO IL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE I COMUNI SICILIANI UNA BOMBA A OROLOGERIA ART 243BIS TUEL, BOLOGNA,COMMISSARIO AD ACTA, CROCE ANTONINO, DEBITI FUORI BILANCIO, DELIA, DISSESTO FINANZIARIO,, FORINO, ISOLA DELLE FEMMINE, LO BIANCO, LO JACONO, MONREALE, PUCCIO DEBORAH, REVISORI DEI CONTI,

Monday, July 30, 2018

Civile Ord. Sez. L Num. 20091 Anno 2018 Presidente: NAPOLETANO GIUSEPPE Relatore: DE FELICE ALFONSINA Data pubblicazione: 30/07/2018

Civile Ord. Sez. L Num. 20091 Anno 2018 Presidente: NAPOLETANO GIUSEPPE Relatore: DE FELICE ALFONSINA Data pubblicazione: 30/07/2018

ORDINANZA sul ricorso 4332-2013 proposto da: CALCIOLARI CARLO ALBERTO C.F. CLCCLL53S30A575Z, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA BASENTO 37, presso lo studio dell'avvocato PAOLO PIZZUTI, che lo rappresenta e difende giusta delega in atti;

 - ricorrente - contro AZIENDA UNITA' SANITARIA LOCALE DI REGGIO 

EMILIA C.F. 01598570354, in persona del Direttore pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA TACITO 23, presso lo studio dell'avvocato GIOVANNI GIUSTINIANI, che la rappresenta e difende unitamente all'avvocato FRANCESCO RIZZO giusta delega in atti; - con troricorrente e ricorrente incidentale avverso la sentenza n. 1021/2011 della CORTE D'APPELLO di BOLOGNA, depositata il 10/08/2012 R.G.N. 54/2010. 

R.G.04332/2013 

RILEVATO CHE: la Corte d'appello di Bologna, in riforma della sentenza del Tribunale di Reggio Emilia, ha accolto la domanda dell'Azienda Usl di Reggio Emilia respingendo le domande proposte da Carlo Alberto Calciolari in primo grado, dirette ad ottenere l'indennità sostitutiva delle ferie non godute pari a 246,50 giorni, nel rapporto d'impiego con qualifica dirigenziale intercorso tra lo stesso e l'Ausl dal 6/12/1993 e il 16/3/2003; 

la Corte territoriale, ha accertato come incontestata l'interpretazione dell'art. 21 del c.c.n.l. del 1996 per il personale dell'area della dirigenza sanitaria, là dove lo stesso ha previsto che alla cessazione del rapporto d'impiego le ferie residue possano essere "monetizzate" solo quando il mancato godimento sia determinato da effettive e indifferibili esigenze di servizio, formalmente comprovate, o, comunque, a causa di ragioni indipendenti dalla volontà del dirigente

ha ritenuto che il Calciolari, a ciò onerato, non avesse né allegato, né provato le circostanze ostative ai godimento delle ferie, in quanto costitutive del diritto a percepire l'indennità sostitutiva; 

per la cassazione di tale pronuncia ricorre Carlo Alberto Calciolari con due censure, mentre l'Ausl resiste con tempestivo controricorso e propone, altresì, ricorso incidentale condizionato affidato a tre censure. 

CONSIDERATO CHE: con il primo motivo del ricorso principale, formulato ai sensi dell'art. 360, co.1, n.3 cod. proc. civ., il ricorrente principale deduce "Violazione e falsa applicazione di norme di diritto e dei contratti e accordi collettivi nazionali di lavoro: a) art. 36 Cost.; b) art. 2109 cod. civ. e art. 21 commi 8 e 13 del c.c.n.l. sottoscritto il 15/12/1996"; 

l'indisponibilità del diritto alle ferie, di rilevanza costituzionale, non avrebbe impedito alla Corte d'Appello di sormontare il dettato dell'art. 36 Cost., facendo prevalere sull'affermazione costituzionale del diritto alle ferie l'interpretazione autentica di una norma contrattuale, con la quale le parti sociali hanno inteso limitare la monetizzazione delle ferie residue al solo caso in cui la mancata fruizione di esse non sia imputabile al dipendente, sul quale viene fatto gravare il relativo onere della Corte di Cassazione  la violazione di legge avrebbe interessato, inoltre, la stessa applicazione della norma pattizia richiamata in motivazione, in quanto la carenza di organico del 50 per cento, mai contestata dalla controparte, aveva resa palese la difficoltà, sia per i dipendenti che per l'Azienda, di programmare un piano ferie compatibile con le esigenze di servizio. Pertanto, diversamente da quanto ha ritenuto la Corte d'Appello, sarebbero sussistite tutte le condizioni per la corretta applicazione dell'art. 21 del c.c.n.l. di settore; con il secondo motivo del ricorso principale, formulato ai sensi dell'art. 360, co.1, n.5 cod. proc. civ., lo stesso lamenta 

"Omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti";

la Corte avrebbe errato nel non porre a base del decisum un elemento, oggetto di discussione tra le parti, costituito dalla lettera protocollo n. 52878, in cui era la stessa Azienda sanitaria a riconoscere di dover ricorrere anche alla sospensione delle ferie e di tutte le assenze programmabili per i dirigenti medici, costituendo tale ammissione una grave presunzione di impossibilità di fruizione dei congedi; venendo al ricorso incidentale condizionato, con il primo motivo, formulato ai sensi dell'art. 360, co.1, n.3 cod. proc. civ., si lamenta la "Violazione e/o falsa applicazione di norme di diritto e di contratti e accordi collettivi nazionali di lavoro con specifico riferimento agli artt. 36 Cost., 2109 cod. civ. e 21, commi 8, 11, 13, c.c.n.l. dell'area relativa alla dirigenza medica e veterinaria del comparto Sanità, quadriennio 1998/2001. 

Prescrizione quinquennale del diritto all'indennità sostitutiva di ferie non godute - Decorrenza del termine prescrizionale dall'anno solare di pertinenza";

considerata la funzione dell'indennità sostitutiva, rivolta a compensare nell'ambito di un ordinario rapporto di sinallagmaticità, la prestazione lavorativa resa dal dipendente in eccesso rispetto al limite annuale legalmente e contrattualmente fissato, il termine per azionare la pretesa economica per il mancato godimento delle ferie sarebbe rappresentato da ciascun anno solare; con il secondo motivo la ricorrente incidentale contesta 

"Assimilabilità alle ferie delle giornate di riposo fruite dal dirigente"; 

i giorni di riposo di cui ha goduto il ricorrente principale, settimanalmente e continuativamente (171 giornate per la precisione), in base a quanto attestato dal sistema di rilevazione delle presenze 

- il quale, tuttavia, non giunge a scorporare autonomamente le ferie dai riposi - avrebbero dovuto ritenersi già come compensativi del diritto asseritamente violato, 2 Corte di Cassazione e poiché il numero dei riposi goduti risulta superiore a quello spettante al ricorrente principale per contratto (115 giorni);

con il terzo motivo censura, infine, la "Non equiparabilità alle ferie delle giornate di congedo aggiuntivo per rischio radiologico ai fini del calcolo dell'indennità sostitutiva pretesa dal dirigente"; data la particolare natura del diritto ai congedi aggiuntivi per rischio radiologico, riconosciuti a fronte di particolari condizioni di esposizione a fonte radioattiva dei lavoratori, le relative giornate, avrebbero dovuto essere fruite a pena di decadenza nell'anno di pertinenza, e non sono, perciò, monetizzabili; quanto al ricorso principale, la prima censura è infondata; in fattispecie sovrapponibili, l'orientamento di legittimità consolidato va nel senso che "Nel rapporto di impiego alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, il mero fatto del mancato godimento delle ferie non dà titolo ad un corrispondente ristoro economico se l'interessato non prova che esso è stato cagionato da eccezionali e motivate esigenze di servizio o da cause di forza maggiore" (in tal senso ex multis Cass. n.4855/2014); 

nel caso in esame la Corte territoriale, facendo corretta applicazione dei principio di diritto sopra riportato, ha ritenuto chiaramente disatteso l'onere di allegazione specifico dell'impossibilità di fruire delle ferie per causa non imputabile, tenuto conto della ragguardevole entità del numero di giornate di ferie non godute (246,50 giorni in dieci anni), e del fatto che al dirigente sanitario apicale non potesse imputarsi un dovere d'ufficio di collocazione in ferie del dirigente responsabile di unità operativa, né che un'impossibilità della relativa fruizione potesse essere presunta sulla base di altre circostanze (p. 3 sent.); 

la seconda censura è inammissibile; essa è priva di autosufficienza, non avendo parte ricorrente trascritto la lettera protocollo n. 52878, menzionata nel motivo di ricorso, necessaria a porre il Giudice di legittimità in grado di avere la completa cognizione della controversia e del suo oggetto, di cogliere il significato e la portata della censura, rivolta alle specifiche argomentazioni della sentenza impugnata, senza che sia necessario accedere ad altre fonti ed atti del processo, ivi compresa la sentenza stessa (ex multis cfr. Cass.n.18960/2017); quanto al ricorso incidentale condizionato esso è assorbito;  

in definitiva, non meritando le censure accoglimento, il ricorso principale è rigettato, mentre quello incidentale condizionato è assorbito; 

le spese, come liquidate in dispositivo, seguono la soccombenza. 

P.Q.M. La Corte rigetta il ricorso principale e condanna il ricorrente al rimborso nei confronti della controricorrente delle spese del giudizio di legittimità, che liquida in Euro 4000 per compensi professionali, oltre alle spese forfetarie nella misura del 15 per cento, agli esborsi liquidati in Euro 200 e agli accessori di legge. Assorbito il ricorso incidentale. 

Ai sensi dell'art. 13 comma 1 quater del d.P.R. n.115 del 2002, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dell'art. 1 bis dello stesso art.13. 

Così deciso nell'Adunanza Camerale del 18 aprile 2018 

Boz Scaggs & Duane Allman ~ Loan Me A Dime

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Pubblicato il 12 set 2010

2015 29 GIUGNO PROT INT UTC 380 SIINO GIUSEPPE 41 SOPRAL VIA FALCONE 26 28 30 F5 PART 316 317 L.E. 17 09 08 13 DIFFORMITA' LA DUCA 67 GIAMBRUNO 88 IMAPSTATO 51 MALLIA 71 GAMBINO 76

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2015 29 GIUGNO PROT INT UT... by on Scribd

Friday, July 27, 2018

Operazione PETROF 
Elezioni europee 12 giugno 1994 ELETTO ORLANDO CASCIO SINDACO PALERMO

Fognatura isola DELLE FEMMINE D'ARRIGO LEONARDO BORGETTO EDILFORESTALE LUNGOMARE ISOLA DELLE FEMMINE 
BOLOGNA 
MANDATO DI ARRESTO FIRMATO DAL GIP
BLOCCATO
Raddoppio ferroviario
Impastato andrea  cemento.sis geodata
Geosystem 
Edil forestale sicula s.r.l.
D'ARRIGO LEONARDO
PARRA STEFANO GENERO

PARRA STEFANO PARTINICO 9 FEBBRAIO 1967

SENSALE NASEDIL
SENSALE GIUSEPPE 1939 10 GIUGNO 1994 ARRESTATO SCARCERATO APRILE 1994 DOPO UN ANNO E ALCUNI MESI DI DETENZIONE ASSOCIAZIONE MAFIOSA
CALCESTRUZZI FORNITURE EDILI 
SOCIETÀ  NAFEDIL e ANGELA


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Edil forestale sicula s.r.l.
D'ARRIGO LEONARDO
PARRA STEFANO GENERO

PARRA STEFANO PARTINICO 9 FEBBRAIO 1967

SENSALE NASEDIL
SENSALE GIUSEPPE 1939 10 GIUGNO 1994 ARRESTATO SCARCERATO APRILE 1994 DOPO UN ANNO E ALCUNI MESI DI DETENZIONE ASSOCIAZIONE MAFIOSA
CALCESTRUZZI FORNITURE EDILI
SOCIETÀ  NAFEDIL e ANGELA




PARRA STEFANO,D'ARRIGO EDOARDO,BOLOGNA STEFANO,BORGETTO,EDIL FORESTALE,RETE FOGNARIA, SENSALE GIUSEPPE,NASEDIL,SCAVUZZO PIETRO,OPERAZIONE PETROV,CAPACI,ISOLA DELLE FEMMINE 
 , 

Thursday, July 26, 2018

ciampolillo pino:

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rinascita-di-isola

rinascita-di-isola: DICIAMO con grande forza NO alla candidatura di persone che hanno tratto vantaggio per la propria famiglia e per i propri amici nella funzione di Amministratori. NO alla candidatura di Condannati o indagati. PRONUNCIAMO con gran forza NO alla candidatura di persone che nel loro passato di Amministratori hanno usato il loro POTERE come mezzo di coercizione e di ricatto.
Comitato Cittadino ETICO MORALE di Isola delle Femmine

rinascita-di-isola

rinascita-di-isola: DICIAMO con grande forza NO alla candidatura di persone che hanno tratto vantaggio per la propria famiglia e per i propri amici nella funzione di Amministratori. NO alla candidatura di Condannati o indagati. PRONUNCIAMO con gran forza NO alla candidatura di persone che nel loro passato di Amministratori hanno usato il loro POTERE come mezzo di coercizione e di ricatto.
Comitato Cittadino ETICO MORALE di Isola delle Femmine

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Il donatore di Hillary Clinton è stato arrestato nel principale busto di tratta di esseri umani


erede della fortuna di Seagram Co. era tra i quattro arrestati Di: Paul Whitehead  | @NeonNettle il 25 luglio 2018 alle 14.00 





Un importante donatore di Hillary Clinton ed erede della fortuna di Seagram Co. è stato tra i quattro arrestati come parte di un'importante busta del traffico sessuale di bambini d'élite che i pubblici ministeri ritengono operasse come un "culto segreto".Clare Bronfman, figlia dell'ex presidente di Seagram, Edgar M. Bronfman, è stata incriminata martedì scorso nell'ambito dell'indagine su Nxivm, una società di marketing di alta gamma fondata da Keith Raniere, secondo quanto riferito dal portavoce del procuratore di Brooklyn, John Marzulli.Originariamente etichettati come vittime del culto sessuale NXIVM, le ereditiere di Seagram, Sara e Clare Bronfman, investirono 150 milioni di dollari della loro fortuna nell'organizzazione della tratta di esseri umani. A marzo, Ranière fu arrestato in Messico e accusato di traffico sessuale, cospirazione e lavoro forzato.

Alison Mack, l'attrice che ha reclutato schiavi sessuali per Raniere, è stata arrestata il mese successivo e accusata di reati simili.Hillary Clinton ha accettato almeno $ 30.000 per la sua campagna da un famigerato culto sessuale NXIVM secondo i registri finanziari federali.Il culto è stato ora esposto a esperimenti umani illegali tra cui cannibalismo, stupri di gruppo e traffico di bambini.



 Rapporti di fortuna : Secondo l'accusa, le quattro donne - Bronfman, Kathy Russell, Lauren Salzman e Nancy Salzman - erano membri del "cerchio interno" di Raniere insieme a Mack, e reclutato e curato partner sessuali per lui.Bronfman è uno dei sette figli di suo padre, un erede di seconda generazione che ha guidato l'espansione di Seagram durante i suoi anni di guida della compagnia.I pubblici ministeri hanno detto che Nxivm operava come uno schema piramidale, facendo pagare ai partecipanti migliaia di dollari per i corsi incoraggiandoli a iscriversi di più e reclutare altri.Raniere avrebbe creato una "società segreta" all'interno dell'organizzazione nel 2015 che reclutava le donne all'interno del gruppo per servire da "schiavi" supervisionati da "maestri", secondo i pubblici ministeri.

123114514542 di Zerohedge su Scribd




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Ci si aspettava che le reclute fornissero "garanzie" prima di aderire - incluse le informazioni dannose su amici e parenti, fotografie di nudo e diritti sui beni - che potrebbero essere utilizzate contro di loro se rivelassero l'esistenza dell'organizzazione o tentassero di andarsene, hanno detto i procuratori.Molti "schiavi" erano marchiati sulle loro aree pelviche con una pistola cauterizzante con un simbolo che incorporava le iniziali di Raniere, secondo i pubblici ministeri.Le quattro donne dovrebbero apparire nella corte federale di Brooklyn e Albany più tardi martedì. La società ha dichiarato sul proprio sito Web di aver sospeso gli eventi fino a nuovo avviso.Il caso è Stati Uniti contro Raniere, 18-cr-204, Tribunale distrettuale degli Stati Uniti, Distretto orientale di New York (Brooklyn).Secondo Zerohedge : Mentre NXIVM si è descritto come un business di auto-aiuto che ha aiutato migliaia di persone a "raggiungere il proprio potenziale" attraverso vari corsi, il "sancta sanctorum" delle donne diretto da Raniere è noto come "DOS", che significa "Dominus ossequio sororzio" - latino per "padrone sulle donne schiave".Una volta che sono un membro - o "schiavo" - sono presumibilmente incoraggiati a reclutare nuove donne nelle loro "schiave", a smettere di uscire, e ad essere chiamate 24 ore al giorno al loro "padrone".Come promemoria, il DOS richiedeva ai membri femminili di dare al loro recruiter - o "padrone" - immagini nudi o altro materiale di compromissione che potesse essere usato come ricatto prima di essere marchiato con le iniziali di Raniere sotto l'anca usando un ferro cauterizzante.

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Wednesday, July 25, 2018

24 LUGLIO 2018 MUNNEZZA A ISOLA DELLE FEMMINE IO SO CHI SONO I RESPONSABILI ……

24 LUGLIO 2018 MUNNEZZA A ISOLA DELLE FEMMINE IO SO CHI SONO I RESPONSABILI ……




Ora BASTA i CITTADINI di Isola delle Femmine, sono veramente stanchi di questa situazione di degrado sporcizia che ormai ha invaso TUTTO il NOSTRO paese. Montagne di RIFIUTI, che mettono a rischio la salute di noi cittadini
Siamo NON solo INCAZZATI ma super INCAZZATISSIMI. È impossibile passare da una situazione in cui ci si AUTOCOMPIACEVA dei risultati ottenuti (se erano VERI) nella gestione di RIFIUTI ad una situazione di EMERGENZA.

NOI CITTADINI vogliamo conoscere nome e cognome dei RESPONSABILI di questa situazione.
Il nostro "SALVATORE" NON può lavarsene le mani accusando i 13 operai AGESP DI "SABOTAGGIO". 
Operai che da QUATTRO MESI NON RICEVONO GLI STIPENDI. 
Di fronte a questo disastro "SALVATORE" COSA osa dire?
“ Questo non è il modo corretto di lamentarsi perché si è creato un disservizio in piena estate con tanta ggggente che si riversa in paese per le vacanze estive.."

Hai! Hai! Hai! " SALVATORE quale metro di giudizio Lei usa per valutare una forma di protesta e di rivendicazione?
Come si può mettere sotto accusa i 13 operai AGESP che non portano a casa lo STIPENDIO? Cosa raccontano alla moglie ai figli che non si cuonza tavola perché non ci sono piccioli?
"SALVATORE" glielo dobbiamo dire: Lei ha rotto un giocattolo che funzionava discretamente bene e lo ha reso TORBIDO, si sa dove c'è del TORBIDO qualcuno ci "SGUAZZA" 
LEI ha qualche idea di Chi ci SQUAZZA? Ce lo dica fuori i NOMI con i relativi COGNOMI.

Non è più il tempo e né tanto meno il momento di mettere la testa sotto la sabbia.
"SALVATORE" ricordi solo .una cosa che i 13 operai della AGESP non fanno parte dei " 4/5 facinorosi che vogliono bloccare la macchina amministrativa.
I 13 operai della AGESP hanno un solo obiettivo lavorare in SICUREZZA e ricevere PUNTUALMENTE le loro spettanze. E soprattutto rispetto della PERSONA Nulla di più e nulla di meno
RIPETO: FUORI I RESPONSABILI DI QUESTO DISASTRO (sul quale dobbiamo intervenire URGENTEMENTE ad evitare guai peggiori).
I soldi che il comune versa alla ditta AGESP s.r.l. soldi comprensivi di stipendi, dove vanno a finire? .
I tributi che noi Cittadini paghiamo dove vanno a finire?
Non tiratemi fuori la storia del consulente che non prepara le buste, anche perché, nell'accredito in banca sui conti correnti dei 13 operai AGESP s.r.l. non arrivano buste paghe bensì PICCIOLI.

"SALVATORE" essendo LEI uno dei contraenti del CONTRATTO CON L'AGESP S.R.L Le chiediamo perché non attiva la procedura di INADEMPIENZA CONTRATTUALE. ?
Non Le sembra questo un modo di mettere PACE e tutelare i 13 Operai peraltro NOSTRI CONCITTADINI?

"SALVATORE" GRAZIE PER tutte le risposte che certamente vorrà fornire alla cittadinanza, in maniera TRASPARENTE e PUBBLICA.




























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