CONTRO L'ARROGANZA DEL POTERE:

PER LA LEGALITA', PER LA PARTECIPAZIONE, PER LA TRASPARENZA. PER IL CONFRONTO,PER LA CONDIVISIONE, PER L'INCLUSIONE, PER LA SOLIDARIETA', PER LA PROGETTUALITA', PER LA REALIZZAZIONE, PER L'ACCOGLIENZA, PER IL RISPETTO








Saturday, September 30, 2017

2015 23 SETTEMBRE VICESINDACO MANNINO DETRMINA 104 INCARICO DITTA FERRANTE GIACOMO PASS DELL'AQUILA 00747370823 GIARDINELLO MINAFRA 181 DETERMINA PAGAMENTO

2015 23 SETTEMBRE VICESINDACO MANNINO DETRMINA 104 INCARICO DITTA FERRANTE GIACOMO PASS DELL'AQUILA 00747370823 GIARDINELLO MINAFRA 181 DETERMINA PAGAMENTO
2015 11 DICEMBRE FERRANTE GIUSEPPE 17. 04 1980 FIGLIO DI GIACOMO  CASSAZIONE  SENTENZA 2741 2016  SENTENZA APPELLO PA 3765 12 02 2014 FURTO A ISOLA 1 MARZO 2009 
Riceviamo e pubblichiamo:
DICHIARAZIONE A VERBALE DEL SINDACO SIGNOR STEFANO BOLOGNA AL CONSIGLIO COMUNALE DEL 5 OTTOBRE CHE RIVELA LE MOTIVAZIONI DELL'INEFFICIENZA DELLA MACCHINA BUROCRATICA AMMINISTRATIVA DEL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE 


Addio a Gianna Franco, anima del teatro torinese

Addio a Gianna Franco, anima del teatro torinese

E' stata fondatrice del Gran Serraglio, sua la prima idea dello Juvarra

Instancabile organizzatrice, capace di raccogliere attorno alle sue idee persone altrettanto appassionate, "donna di teatro" prima di tutto ma anche curiosa di temi apparentemente lontani come la scienza, la psicologia, la medicina alternativa: è morta oggi Gianna Franco, una delle anime dell'ex Teatro Juvarra.


Gianna Franco, nata a Torino nel 1951, laureata in psicologia, ha fondato nel 1971, con Mariano Meli, Richi Ferrero e gli attori della compagnia sperimentale Zoo di Michelangelo Pistoletto, il Gran Serraglio, una delle compagnie storiche del teatro di ricerca italiano.  Nel 1985, assieme a Ferrero, divenuto nel frattempo suo marito, fonda "Il Magnifico Atelier”, gigantesca struttura industriale dove si allestiscono le installazioni di teatro urbano, si progettano e si costruiscono le scenografie per realtà esterne, come il Teatro Regio di Torino e il Museo della Scala di Milano.



Da  lei viene la spinta a occupare gli spazi del teatro Artigianelli, proprietà dei padri Giuseppini, e farne la casa del Teatro Juvarra e del Café Procope, di cui affidò la direzione a Sergio Martin, divenuto poi suo compagno di vita e da cui ha avuto un figlio.



Quando lo Juvarra fu chiuso, Gianna Franco non si diede per vinta e immaginò una nuova casa del teatro al Rettilario, nell'ex zoo di Torino: un progetto purtroppo mai andato in porto.



http://torino.repubblica.it/cronaca/2017/09/30/news/addio_a_gianna_franco_anima_del_teatro_torinese-176965393/


Rassegna stampa su Giovanni Rissone

da La Repubblica del 08-03-1990

Prende il via allo Juvarra la rassegna "Follia a teatro"

Spunta dietro al sipario la passione della mente

Si comincia stasera con "La doppia vita di Anna O." Il contributo negato dell'assessorato alla Sanità




Il progetto "Follia a teatro" prende il via questa sera al teatro Juvarra con La doppia vita di Anna 0. della cooperativa Tne di Bologna, spettacolo scritto e diretto da Luigi Gozzi e ispirato a un caso psicanalitico irrisolto. La proposta viene dalla compagnia Granserraglio, e nasce da un'idea della sua presidente, Gianna Franco, grande appassionata delle tematiche psicanalitiche e dei nessi che legano il teatro con quelle che Freud definiva "le passioni della mente".
Le tecniche di concentrazione, di immedesimazione e di finzione che si esprimono nei seminari teatrali attoriali, si legge nella presentazione del progetto, sono oggi utilizzate sia in psichiatria che in psicanalisi poiché consentono risultati terapeutici di grande interesse nel percorso di riappropriazione dell'io disturbato. E non è un caso che il maggior esponente della psicanalisi italiana, Cesare Musatti, abbia scritto per il teatro tre lavori ispirati a problematiche psicanalitiche. Una conferma di come il fatto teatrale possa riprodurre nel rapporto attore-spettatore condizioni simili ai meccanismi che regolano il rapporto tra analista e paziente. "Follia a teatro" si presenta in forma ridotta rispetto alle ambizioni iniziali. Infatti è venuto a mancare, a poche settimane dall'inizio, un concreto contributo economico da parte dell'Assessorato per la Sanità della Regione Piemonte. Questo spiega l'assenza del gruppo Stalker, che da molti anni agisce all'interno degli ex Ospedali Psichiatrici di Collegno e di Grugliasco, una vera autorità in materia dei rapporti tra teatro e malattia mentale, tra "diversi" e "normali". Mancherà anche Michele di Mauro, che insieme al regista milanese Roberto Petrolini avrebbe dovuto coordinare un seminario della durata di alcuni mesi da cui sarebbe poi nato uno spettacolo. Resta immutata tuttavia la struttura portante del progetto: tre spettacoli e altrettanti dibattiti ai quali parteciperanno numerosi esponenti delle varie tendenze e scuole che compongono il variegato mondo della psicanalisi, della psichiatria e della psicoterapia.
Dopo La doppia vita di Anna 0., in scena fino all'11, sarà riproposto Ella di Herbert Achternbush, produzione '89 del Granserraglio per la regia di Richi Ferrero. E infine, solo per un giorno, il 27 marzo, sarà presentato Nemico mio -anagramma di manicomio- di e con Dario D'Ambrosi. Autore e attore molto stimato e rappresentato negli Stati Uniti, fondatore del "Teatro Patologico", D'Ambrosi sostiene che esistono strettissime parentele fra il malato di mente e l'attore, affetti entrambi da un'identica schizofrenia che confonde il piano di realtà e irrealtà, costringendo gli uni e gli altri a identità irreali e immaginarie. Tra i partecipanti ai dibattiti che seguiranno ogni prima, Nico Casagrande, uno dei sei componenti del gruppo di Basaglia; Pier Maria Furlan, che rappresenta invece la psichiatria tradizionale; Giovanni Rissone, vice-presidente di "Psichiatria democratica"; Roberto Beneduce, esponente della scuola napoletana; Paolo Henry ed Eugenio Calvi, presidente dell'albo degli psicologi recentemente fondato in Italia.
Claudia Apostolo




Quando il palcoscenico diventa un laboratorio

La doppia vita di Anna 0.Ella e l'uomo di Nemico mio che saluta tutti prima di una sua impossibile e onirica gita al mare, saranno l'occasione di un incontro-dibattito che si svolgerà al termine di ogni debutto delle tre piéces.
"Sul palcoscenico - spiega Gianna Franco, presidente del Granserraglio - compariranno i protagonisti di quel teatro che è anche la follia: psicanalisti, psichiatri, psicologi per confrontarsi col pubblico. Il teatro è inteso come esempio, testimonianza, indispensabile laboratorio d'analisi e lente d'ingrandimento delle ragioni della follia".
"Mettiamo in scena l'affannoso e tragico regno del disagio mentale in un complesso disegno che va dagli aspetti di schizofrenia, alle varie forme di nevrosi ed isteria, alla terapia mancata".
"Crediamo quindi - aggiunge Gianna Franco - che il nostro lavoro teatrale possa essere messo a disposizione del pubblico e che, tramite la presenza di operatori specifici nel cameo delle malattie mentali, si possa condurre quel confronto che è contributo all'approfondimento del problema. Ciascuna rappresentazione, dunque, sarà argomento di studio sui differenti metodi terapeutici. Registi, attori, pubblico e "addetti ai lavori" saranno coinvolti in questo teatro-verità. Non per nulla il dibattiti hanno un unico tema: "Follia e verità"".
"Il fatto teatrale - prosegue Gianni Franco - riproduce nel rapporto attore-spettatore condizioni simili ai meccanismi tipici del rapporto analista-paziente".
Agli spettacoli che proseguiranno a sipario chiuso partecipano, fra gli altri, Nico Casagrande, Paolo Henry, Pier Maria Furlan, Giovanni Rissone, Roberto Beneduce, Antonio Avagnina, Giovanni Callegari, Eugenio Calvi, Giovanni Castaldi, Giancarlo Ricci, Valeria La Via e Riccardo Vasconi.
R. P.

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http://www.giovannirissone.it/manager-sanita-pubblica-emergenza-rassegna-stampa/giovanni-rissone-19900308LaRepubblica.htm





FRANCA GIANNA,GRANSERRAGLIO,RICHI FERRERO,MELIU MARIANO,GIANNI MILANO,TORINO,TEATRO,ANNA CUCULO,CLAUDIO BONDIOLI,GIAMPAOLO BODO,DARIO TUCCI,,EZIO VERNA,MAURIZIO CAVAGLIA ,JUVARRA 

RIFIUTI SENTENZA CORTE DI CASSAZIONE N 22531 2017 MENO TASSE PER DISSERVIZI

2017 27 SETTEMBRE  RIFIUTI SENTENZA CASSAZIONE  22531 DIRITTO  RIDUZIONE TARIFFA INEFFICIENZA SERVIZI  














RAPPA ROCCO,CROCE ANTONINO, EQUITALIA,TARSU,RACCOLTA DIFFERENZIATA,MINAFRA,MANNINO,RIFIUTI ISOLA ECOLOGICA,ISOLA DELLE FEMMINE CORTE DI CASSAZIONE ,FULMINE GROUP SRL,DIONISI,TRIBOTO, CARTELLE PAZZE,2014

RIFIUTI SENTENZA CORTE DI CASSAZIONE N 22531 2017 MENO TASSE PER DISSERVIZI  2017 15 Marzo Bologna Sindaco Comunicazioni President Rappa Delib Giunta 173 2016 Determ 1 Sett 356 2016 g.m. 167 e 179 2016

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2015 12 OTTOBRE BOLOGNA SINDACO C.C. 45 INTERROGAZIONE NEVOLOSO PAGANO PDR SOLLECITI PAGAMENTO TARSU 2012 INGIUSTIFICATO EQUITALIA ROCCO RAPPA

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2017 29 GIUGNO BOLOGNA SINDACO EQUITALIA ROCCO RAPPA N 299 ESTERNALIZZAZIONE FULMINE GROUP SRL  RACCOMANDATE TARI 2014 

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Sunday, September 24, 2017

2015 29 GIUGNO PROT INT UTC 380 SIINO GIUSEPPE 41 SOPRAL VIA FALCONE 26 28 30 F5 PART 316 317 L.E. 17 09 08 13 DIFFORMITA' LA DUCA 67 GIAMBRUNO 88 IMAPSTATO 51 MALLIA 71 GAMBINO 76

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ARTICOLO 172 COMMA 2 TUEL CIRCOLARE 1280 27 GIUGNO 2013 ART 15 PRESTITI PER DEBITI FUORI BILANCIO 10 LUGLIO 2017 CASSA E DEPOSITI E PRESTITI S.P.A. MODIFICA CIRCOLARE 1280 27 GIUGNO 2013 FINANZIAMENTO PERIFERIE

Dispositivo dell'art. 194 TUEL

 
1. Con deliberazione consiliare di cui all'articolo 193, comma 2, o con diversa periodicità stabilita dai regolamenti di contabilità, gli enti locali riconoscono la legittimità dei debiti fuori bilancio derivanti da:
1.      a) sentenze esecutive;
2.      b) copertura di disavanzi di consorzi, di aziende speciali e di istituzioni, nei limiti degli obblighi derivanti da statuto, convenzione o atti costitutivi, purché sia stato rispettato l'obbligo di pareggio del bilancio di cui all'articolo 114 ed il disavanzo derivi da fatti di gestione;
3.      c) ricapitalizzazione, nei limiti e nelle forme previste dal codice civile o da norme speciali, di società di capitali costituite per l'esercizio di servizi pubblici locali;
4.      d) procedure espropriative o di occupazione d'urgenza per opere di pubblica utilità;
5.      e) acquisizione di beni e servizi, in violazione degli obblighi di cui ai commi 1, 2 e 3 dell'articolo 191, nei limiti degli accertati e dimostrati utilità ed arricchimento per l'ente, nell'ambito dell'espletamento di pubbliche funzioni e servizi di competenza.
2. Per il pagamento, l'ente può provvedere anche mediante un piano di rateizzazione, della durata di tre anni finanziari compreso quello in corso, convenuto con i creditori.
3. Per il finanziamento delle spese suddette, ove non possa documentalmente provvedersi a norma dell'articolo 193, comma 3, l'ente locale può far ricorso a mutui ai sensi degli articoli 202 e seguenti. Nella relativa deliberazione consiliare viene dettagliatamente motivata l'impossibilità di utilizzare altre risorse.


Sez. 15.
Prestiti per debiti fuori bilancio
L’articolo 194 del TUEL prevede la possibilità per gli Enti di riconoscere la legittimità dei debiti fuori bilancio derivanti da:
a) sentenze esecutive;
b) copertura di disavanzi di consorzi, di aziende speciali e di istituzioni, nei limiti degli obblighi derivanti da statuto,
ai mutui di cui all’art. 194, comma 3 del TUEL si applica limitatamente alla copertura dei debiti fuori bilancio maturati anteriormente all’8 novembre 2001, data di entrata in vigore della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.
Sulla base del combinato disposto della normativa richiamata, sono finanziabili esclusivamente i debiti fuori bilancio di cui alle lettere a), d) ed e) del primo comma dell’articolo 194 del TUEL. Nell’ambito delle suddette fattispecie, sono finanziabili a prescindere dalla loro data di maturazione i debiti relativi a spese di investimento qualificate ai sensi dell’art. 3, commi 18 e 19, della legge 24 dicembre 2003, n.350, mentre sono finanziabili esclusivamente se maturati anteriormente al termine dell’8 novembre 2001 i debiti originati da spese correnti.
Per debito maturato si intende quello che presenti, alla data di riferimento, i requisiti di certezza, liquidità ed esigibilità.
La contrazione dei prestiti deve intervenire nel medesimo anno solare nel quale è deliberato il riconoscimento dei debiti finanziati. Fa eccezione la sola ipotesi in cui l’Ente faccia ricorso alla predisposizione del piano triennale di rateizzazione di cui all’art. 194, comma 2 del TUEL, nel qual caso l’Ente può stipulare uno o più mutui nel corso di ciascun anno, in conformità a quanto previsto nel piano medesimo.
Ferma restando la disciplina generale, come sopra descritta, si ritiene utile richiamare l’attenzione su alcune specifiche fattispecie.
Con riferimento ai debiti fuori bilancio derivanti da interessi e rivalutazione monetaria - la cui natura di spese correnti impone la verifica della data di maturazione del debito ai fini della finanziabilità - gli Enti possono ricorrere all’indebitamento limitatamente alla quota calcolabile fino al termine del 7 novembre 2001. Fanno eccezione gli interessi e la rivalutazione monetaria eventualmente liquidati con i provvedimenti conclusivi di procedure espropriative, che sono ammissibili al finanziamento nella misura calcolabile sino alla data di deposito del provvedimento, anche qualora gli accordi bonari, i decreti di esproprio o le sentenze siano stati, rispettivamente, adottati o depositate successivamente al 7 novembre 2001.
Quanto all’ipotesi di debiti derivanti da sentenze esecutive depositate anteriormente all’8 novembre 2001, cui abbia fatto seguito, in data successiva al 7 novembre 2001, una sentenza di grado superiore o una successiva pronuncia emessa in sede di giudizio di ottemperanza, si distinguono le seguenti ipotesi:
a) laddove il giudizio abbia ad oggetto spese di parte corrente, è finanziabile il solo importo liquidato nella sentenza esecutiva depositata anteriormente all’8 novembre 2001, mentre è esclusa la finanziabilità della maggiore somma eventualmente risultante dal provvedimento successivo a tale data.
b) laddove il giudizio abbia ad oggetto spese di investimento, è ammesso a finanziamento il maggiore importo liquidato nel provvedimento successivo.

Si conferma, inoltre, la finanziabilità dei debiti fuori bilancio derivanti da parcelle professionali emesse anteriormente all’8 novembre 2001, per il cui pagamento sia stato emesso un decreto ingiuntivo depositato in data successiva al predetto termine.
Si evidenzia, da ultimo, che non può essere riconosciuta la legittimità, ai sensi dell’art. 194 del TUEL, dei debiti fuori bilancio derivanti da accordi transattivi e che questi ultimi, pertanto, non possono essere finanziati come tali, per un duplice ordine di ragioni. In primo luogo, l’elencazione di cui all’articolo 194 del TUEL, che è da considerarsi, come ricordato, tassativa, non comprende gli accordi transattivi. In secondo luogo, le transazioni presuppongono la decisione dell’Ente di pervenire ad un accordo con la controparte, per cui è possibile per l’Ente definire tanto l’insorgenza dell’obbligazione quanto i tempi dell’adempimento ed utilizzare, pertanto, la normale procedura di spesa.
Per quanto attiene all’ipotesi in cui, a fronte di una sentenza esecutiva di condanna al pagamento di una determinata somma, l’Ente pervenga ad un successivo accordo transattivo con la controparte, il riconoscimento ai sensi dell’art. 194 del TUEL dovrà avere ad oggetto il debito fuori bilancio derivante dalla sentenza esecutiva, per una somma corrispondente al minor importo rideterminato in esito all’accordo transattivo.

L’elenco dettagliato dei documenti richiesti nell’ambito dell’istruttoria dei prestiti ordinari destinati al finanziamento dei debiti fuori bilancio è disponibile nella relativa sezione del sito internet della CDP. 


10 LUGLIO 2017  CASSA E DEPOSITI E PRESTITI S.P.A. MODIFICA  CIRCOLARE 1280 27 GIUGNO 2013 FINANZIAMENTO PERIFERIE


CASSA DEPOSITI E PRESTITI S.P.A. 

Modifiche alla circolare CDP S.p.A. n. 1280  del  27  giugno  2013  e s.m.i. recante "Condizioni generali per l'accesso  al  credito  della gestione separata  della  Cassa  depositi  e  prestiti  societa'  per azioni, ai sensi dell'art.5 comma 7 lettera a),  primo  periodo,  del D.L. 30-9-2003 n. 269, convertito nella Legge 24 novembre n. 2003, n.   326, da parte di enti locali di cui al D.Lgs. 18-8-2000, n. 267"


  Alla Circolare CDP S.p.A. 27 giugno 2013, n. 1280 e s.m.i,  recante "Condizioni generali per l'accesso al credito della gestione separata della Cassa  depositi  e  prestiti  societa'  per  azioni,  ai  sensi dell'art. 5 comma 7 lettera a), primo periodo, del D.L. 30-9-2003  n. 269, convertito nella legge 24 novembre n. 2003, n. 326, da parte  di enti locali di cui al D.lgs. 18-8-2000, n. 267",  sono  apportate  le modifiche di seguito indicate:
  Alla Parte III: CONDIZIONI GENERALI, cap. 2 PRESTITI FLESSIBILI:
  alla Sez. 5 "Tassi  di  interesse",  all'inizio  della  sezione  e' inserita  la  frase  "Nel  periodo  di  ammortamento,   al   prestito flessibile si applica un  tasso  di  interesse  variabile,  calcolato sulla base delle stesse modalita' previste per il prestito  ordinario (cfr. parte III, cap. 1, sez. 1, par. 2 e sez. 2), fatto salvo quanto previsto al successivo paragrafo 3 della presente Sezione.";
  Alla Parte III: CONDIZIONI GENERALI, cap. 3  PRESTITI  INVESTIMENTI FONDI EUROPEI:
  alla Sez. 6, il titolo della sezione "Flessibilita' nella  gestione del regime di tasso di interesse" e' sostituito dal titolo "Tassi  di interesse" e all'inizio della  sezione  e'  inserita  la  frase  "Nel periodo di ammortamento, al PFE si  applica  un  tasso  di  interesse variabile, calcolato sulla base delle stesse modalita'  previste  per il prestito ordinario (cfr. parte III, cap. 1, sez. 1, par. 2 e  sez. 2), fatto salvo quanto  previsto  al  successivo  paragrafo  1  della presente Sezione.";
  Alla Parte  III:  CONDIZIONI  GENERALI,  e'  inserito  il  seguente capitolo:
  Cap. 4. PRESTITI RIQUALIFICAZIONE PERIFERIE URBANE
  Premessa
  Il  prestito   riqualificazione   periferie   urbane   ("PPU")   e' finalizzato  ad  agevolare  la   realizzazione   degli   investimenti (individuati ai sensi dell'articolo  3,  comma  18,  della  legge  24 dicembre 2003, n. 350)  rientranti  nel  programma  straordinario  di intervento per  la  riqualificazione  urbana  e  la  sicurezza  delle periferie delle  citta'  metropolitane  e  dei  comuni  capoluogo  di provincia di cui all'art. 1, commi 974-978, della legge  28  dicembre 2015, n. 208.
  Il PPU e' destinato esclusivamente a:
  i) comuni capoluogo di provincia;
  ii) comune di Aosta;
  iii) citta' metropolitane;
  iv) comuni delle aree metropolitane partecipanti al bando approvato con  il  DPCM  25  maggio  2016  ("Bando")  unitamente  alla   citta' metropolitana di riferimento ("Ente/i"), assegnatari,  ai  sensi  del DPCM del 6 dicembre 2016, delle risorse statali a valere  sul  "Fondo per l'attuazione del Programma straordinario  di  intervento  per  la riqualificazione urbana  e  la  sicurezza  delle  periferie"  di  cui all'art. 1,  comma  978,  della  legge  n.  208/2015  ("Finanziamento Statale"), da  destinare,  in  tutto  o  in  parte,  all'investimento finanziato con il PPU ("Contributo').
  Gli Enti, ai fini della richiesta del PPU,  devono  avere  assolto, tra gli altri, i seguenti adempimenti:
  aver perfezionato con la  Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri ("PCM') la  convezione  di  cui  all'art.  10,  comma  2,  del  Bando ("Convenzione PCM")    ovvero, in alternativa, per i soli  comuni  ricompresi  nelle  aree metropolitane  (partecipanti  al   Bando   unitamente   alla   citta' metropolitana di riferimento:
  aver perfezionato con la citta'  metropolitana  di  riferimento  un atto regolante, tra l'altro, il trasferimento, in favore del  comune, delle risorse, a valere sul Finanziamento Statale, da  destinare,  in tutto o in parte, alla realizzazione  dell'investimento  oggetto  del PPU;
  aver approvato i progetti definitivi/esecutivi nei termini previsti dalla Convenzione PCM ovvero, qualora  i  progetti  non  siano  stati approvati entro i suddetti termini, e' necessario che  la  PCM  abbia confermato la  concessione  del  Finanziamento  Statale,  non  avendo proceduto alla revoca dello stesso ai sensi della Convenzione.
  Al PPU si applica la procedura di  finanziamento  prevista  per  il prestito ordinario, sia per quanto  attiene  all'istruttoria  che  al perfezionamento del contratto (cfr. parte II, sez. 2 e 3).
  Al PPU si applica altresi' la disciplina del prestito ordinario CDP relativa agli interessi di mora (cfr. parte III,  cap.  1,  sez.  5), alla pubblicita' (cfr. parte III, cap.  1,  sez.  9),  alla  cessione totale o parziale del contratto (cfr. parte III, cap.1, sez. 13).
  Non sono finanziabili mediante il PPU i debiti  fuori  bilancio  di cui all'art. 194 del TUEL, i conferimenti di capitale e l'acquisto di partecipazioni azionarie.
  L'importo minimo del PPU e', di norma, pari a cinquemila euro.
  Sez. 1 Pre-ammortamento    II pre-ammortamento  decorre  dalla  data  di  perfezionamento  del contratto e termina il 31 dicembre 2022, fatto salvo quanto  previsto alla successiva Sez. 4.
  Sull'importo  della  singola  erogazione  maturano   interessi   di preammortamento nel periodo compreso tra la data  dell'erogazione  ed il giorno precedente l'inizio dell'ammortamento.
  Il pagamento degli interessi di pre-ammortamento maturati nel primo semestre di ciascun anno solare  di  pre-ammortamento  e'  effettuato alla data del 31 luglio immediatamente successivo; il pagamento degli interessi  di  pre-ammortamento  maturati  nel  secondo  semestre  e' effettuato alla data del 31 gennaio dell'anno successivo.
  Il pagamento dell'ultima quota di interessi di pre-ammortamento  e' effettuato alla data di scadenza del periodo di pre-ammortamento  (31 dicembre).
  Tutti i pagamenti sono effettuati  mediante  addebito  diretto  sul conto corrente bancario dell'Ente.
  Sez. 2. Periodo di utilizzo
  Le erogazioni  a,  valere  sul  capitale  concesso  possono  essere effettuate nel corso del periodo  di  utilizzo,  su  richiesta  ed  a favore dell'Ente, con le modalita' previste in relazione ai  prestiti ordinari (cfr. parte III, cap. 1, sez. 8).  Il  periodo  di  utilizzo decorre dalla data di perfezionamento del contratto e termina  il  31 dicembre 2022.
  Entro il termine del periodo di utilizzo, l'Ente ha  in  ogni  caso facolta' di  richiedere  un  periodo  di  utilizzo  aggiuntivo  (cfr. seguente sez. 5).
  Sez. 3. Ammortamento
  L'ammortamento  decorre  dal   primo   gennaio   dell'anno   solare successivo al termine del  periodo  di  pre-ammortamento  ed  ha  una durata, in base alla scelta dell'Ente, di 5, 10, 15 o 20 anni.
  La durata complessiva del PPU, dalla  stipula  alla  scadenza,  non puo'  essere  superiore  a  26  anni,  a  seconda   della   tipologia dell'investimento finanziato, e deve essere in ogni caso  commisurata alla vita utile di quest'ultimo.
  La durata di ammortamento dei PPU destinati all'acquisto di  arredi ed attrezzature informatiche non puo' essere superiore a 10 anni.
  Il  PPU  e'  rimborsato  in  rate   semestrali,   posticipate,   da corrispondersi alle scadenze del 30  giugno  e  del  31  dicembre  di ciascun anno di ammortamento, ciascuna comprensiva di quota  capitale costante, e quota interessi (cfr. seguente sez. 6).
  Sez. 4 Flessibilita' nella decorrenza dell'ammortamento
  Entro  il  termine   del   30   novembre   di   ciascun   anno   di pre-ammortamento, l'Ente potra' richiedere a  CDP  di  anticipare  la decorrenza    dell'ammortamento    al         gennaio     dell'anno dell'ammortamento successivo, esclusivamente nei seguenti casi:
  i. qualora l'importo del prestito sia stato interamente erogato;
  ii. qualora, pur non essendo stato  interamente  erogato  l'importo del prestito, l'Ente certifichi una delle  seguenti  circostanze:  i) l'avvenuta realizzazione dell'investimento; ii) che la somma  erogata e'   sufficiente   alla   realizzazione    dell'investimento;    iii) l'impossibilita' di completare l'investimento; iv) che  la  copertura finanziaria dell'investimento e' assicurata  impiegando  risorse  non derivanti da altro indebitamento di natura creditizia.  In  tal  caso l'importo del PPU sara' conseguentemente ridotto,  senza  che  l'Ente debba corrispondere alla CDP alcun indennizzo.
  In conseguenza  dell'anticipo  della  decorrenza  dell'ammortamento saranno modificate  le  date  di  pagamento  indicate  nel  piano  di ammortamento, nonche' la data di scadenza del PPU, restando invariata la durata del periodo di ammortamento del PPU.
  Sez. 5 Flessibilita' nella gestione del capitale concesso
  Qualora l'Ente non abbia  richiesto  di  anticipare  la  decorrenza dell'ammortamento ed  il  capitale  concesso  non  sia  completamente erogato alla data del 30 novembre 2022, l'Ente potra'  richiedere  di effettuare le erogazioni fino  alla  scadenza  dell'ammortamento  del prestito, con riferimento all'intero importo non erogato (conversione totale) ovvero  ad  una  parte  soltanto  del  medesimo  (conversione parziale).  La  richiesta  di  conversione  totale  o  parziale  deve pervenire alla CDP, mediante telefax o gli altri strumenti telematici indicati nel sito Internet della CDP, a pena di decadenza,  entro  il 30 novembre 2022.
  Par. 1 Conversione totale
  In caso di  conversione  totale,  entra  in  ammortamento  l'intero capitale concesso, che puo' essere  utilizzato  dall'Ente,  al  netto delle somme gia' erogate nel periodo di utilizzo, fino alla  scadenza dell'ammortamento del prestito,  senza  la  corresponsione  di  alcun indennizzo.
  Par. 2 Conversione parziale
  In caso di conversione parziale, entra in ammortamento il  capitale effettivamente erogato, aumentato dell'ulteriore somma che l'Ente  ha chiesto di poter utilizzare entro la scadenza dell'ammortamento.
  In  tal  caso,  l'Ente  e'  tenuto  a  corrispondere  alla  CDP  un indennizzo  pari  allo  0,50%  della  differenza  tra   il   capitale originariamente concesso e quello che entra  in  ammortamento,  salvo che  l'Ente  certifichi  che   la   realizzazione   dell'investimento finanziato sia comunque assicurata, in ragione  dell'accertamento  di un'economia di spesa e/o del reperimento di risorse di bilancio,  con esclusione di quelle derivanti da indebitamento di natura creditizia.
Tale indennizzo deve essere corrisposto alla CDP  contestualmente  al pagamento  dell'ultima  rata  di  interessi  di  preammortamento,  in corrispondenza   della   data   di   scadenza    del    periodo    di pre-ammortamento.
  Par. 3 Quota del prestito non erogata
  In caso di conversione totale o parziale, sulla quota del  PPU  non erogata  riconosce  all'Ente,  a  decorrere  dalla  data  di   inizio dell'ammortamento  (inclusa),  una  somma,  nei  termini  e  con   le modalita' previsti in relazione ai prestiti ordinari (cfr. parte III, cap. I, sez. 6).
  La CDP provvede  a  versare,  pro  quota,  agli  enti  che  abbiano rimborsato i prestiti con ammortamento scaduto,  le  eventuali  somme che non siano state erogate nel corso dell'ammortamento.
  Par. 4 Riduzione automatica
  Qualora, alla data di scadenza del periodo di utilizzo, il capitale concesso sia stato erogato solo in parte e l'Ente non  abbia  chiesto la  conversione  parziale  o  totale,  l'importo  del   prestito   e' automaticamente ridotto al totale della somma erogata nel  corso  del periodo di  utilizzo,  al  netto  delle  eventuali  somme  rimborsate anticipatamente. In tal caso l'Ente e' tenuto  a  corrispondere  alla CDP, i1 31 dicembre dell'anno solare in cui avviene  detta  riduzione automatica, un indennizzo di mancato utilizzo pari allo  0,50%  della differenza tra l'importo del capitale concesso e quello del  capitale erogato nell'ambito del periodo di utilizzo. Tale indennizzo  non  e' dovuto  nel  caso  in  cui  l'Ente  certifichi  una  delle   seguenti circostanze: i) l'avvenuta realizzazione dell'Investimento ovvero ii) che   la   somma   erogata   e'   sufficiente   alla    realizzazione dell'Investimento  ovvero   iii)   l'impossibilita'   di   completare l'Investimento   ovvero   iv)   che    la    copertura    finanziaria dell'Investimento e' assicurata impiegando risorse non  derivanti  da altro indebitamento di natura creditizia.
  Par. 5 Estinzione senza indennizzo
  Nel caso in cui, alla scadenza del periodo  di  utilizzo,  non  sia stata effettuata alcuna erogazione  e  non  sia  stata  richiesta  la conversione, parziale  o  totale,  l'Ente  ha  facolta'  di  chiedere l'estinzione del PPU.
  In caso di estinzione; l'Ente e' tenuto a corrispondere alla CDP un indennizzo di mancato utilizzo pari allo 0,50% dell'importo concesso, salvo  che   l'Ente   certifichi   l'impossibilita'   di   realizzare l'investimento ovvero che la copertura finanziaria  del  medesimo  e' integralmente assicurata mediante risorse di bilancio, con esclusione di quelle derivanti da indebitamento di natura creditizia.
  Par. 6 Diverso utilizzo
  La CDP puo' autorizzare l'Ente ad utilizzare la quota del  PPU  non erogata per realizzare un investimento, di importo  non  inferiore  a cinquemila euro, diverso da quello per cui  il  prestito  stesso  era stato originariamente  concesso,  nei  termini  e  con  le  modalita' previsti per il diverso utilizzo dei prestiti  ordinari  (cfr.  parte III, cap. I, sez. 12).
  Sez. 6. Tassi di interesse
  Nel periodo  di  ammortamento,  al  PPU  si  applica  un  tasso  di interesse variabile, calcolato  sulla  base  delle  stesse  modalita' previste per il prestito ordinario (cfr. parte III, cap. 1,  sez.  1, par. 2 e sez. 2), fatto salvo quanto previsto al successivo paragrafo 1 della presente Sezione.
  Sulle  somme  erogate  nel  periodo  di  pre-ammortamento  maturano interessi a  tasso  variabile,  calcolati  utilizzando  il  parametro euribor aumentato della maggiorazione in vigore alla data di  stipula del prestito,  ad  esclusione  del  primo  importo  di  interessi  di pre-ammortamento di ogni singola erogazione, calcolato utilizzando il primo parametro euribor vigente alla data dell'erogazione,  aumentato della maggiorazione.
  Tale maggiorazione,  che  dipende  dalla  durata  dell'ammortamento scelta dall'Ente al momento della domanda di prestito, e' determinata e resa nota,  di  norma  settimanalmente,  dalla  CDP  attraverso  il  proprio sito Internet,  resta  invariata  per  tutta  la  durata  del prestito ed e' applicata con le medesime  modalita'  previste  per  i prestiti ordinari (cfr. parte III, cap. 1, sez. 2).
  Il parametro euribor ed il primo parametro euribor  sono  calcolati secondo i criteri indicati nella parte III, cap. I, sez. 1, par. 2  e nella sez. 4 della presente Circolare.
  Nel corso del rapporto di finanziamento l'Ente puo'  esercitare  le opzioni di modifica  del  regime  di  tasso  d'interesse  di  seguito illustrate.
  Par. 1 Opzione tasso fisso
  L'Ente che, in alternativa:
  a) abbia incassato il Contributo assegnatogli per la  realizzazione dell'investimento nella  misura  definitiva  dello  stesso  ed  abbia effettuato il rimborso anticipato obbligatorio di cui alla successiva sez. 8 ovvero
  b) abbia comunicato alla CDP la revoca del Contributo, nel corso di ciascun  anno  di  pre-ammortamento,  alle  condizioni   di   seguito indicate, ed ammortamento,  fatta  eccezione  per  l'ultimo  anno  di ammortamento, avra' la facolta' di scegliere che all'ammortamento del Prestito sia applicato un tasso di interesse fisso (l'"Opzione  Tasso Fisso").
  In corso di pre-ammortamento, l'Opzione  Tasso  Fisso  puo'  essere esercitata esclusivamente nei seguenti casi:
  qualora il prestito sia stato integralmente erogato, ovvero    qualora, pur non essendo stato integralmente erogato  il  prestito, l'Ente  certifichi  i)  l'avvenuta  realizzazione   dell'investimento ovvero ii) che la somma erogata  e'  sufficiente  alla  realizzazione dell'Investimento  ovvero   iii)   l'impossibilita'   di   completare l'investimento   ovvero   iv)   che    la    copertura    finanziaria dell'investimento e' assicurata impiegando risorse non  derivanti  da altro indebitamento di natura creditizia. In tal caso  l'importo  del prestito  sara'  conseguentemente  ridotto  e   l'Ente   non   dovra' corrispondere alla CDP alcun indennizzo.
  Nel caso di esercizio  dell'Opzione  Tasso  Fisso  nel  periodo  di pre-ammortamento, l'inizio dell'ammortamento decorrera' in ogni  caso dal 1° gennaio immediatamente successivo.
  Nel caso di esercizio  dell'Opzione  Tasso  Fisso  nel  periodo  di ammortamento,  essa  avra'  effetto  dal    gennaio  immediatamente successivo alla data in cui essa sia stata esercitata.
  Il tasso fisso e' pari al tasso Interest  Rate  Swap  sulla  durata finanziaria  corrispondente  al  tasso  finanziariamente  equivalente ("TFE"), calcolato il  terzo  venerdi'  antecedente  il  31  dicembre dell'anno in cui l'Ente esercita  l'Opzione  Tasso  Fisso,  aumentato della maggiorazione di cui alla precedente sez. 6.
  Il TFE e' determinato con le modalita' indicate nella nota  tecnica allegata alla Circolare.
  La richiesta di esercitare l'Opzione Tasso Fisso,  unitamente  alla dichiarazione concernente il ricorrere di una delle condizioni di cui alle suddette lettere a) e b), dovra' pervenire alla CDP, a  pena  di decadenza, entro il 30/11 di  ciascun  anno  di  pre-ammortamento  ed ammortamento, fatta eccezione per l'ultimo anno di ammortamento.
  Sez. 7 Rimborso anticipato volontario
  A partire dal secondo anno solare di pre-ammortamento  l'Ente  puo' imborsare anticipatamente alla CDP, in misura totale o parziale,  in corrispondenza del 30 giugno e del 31 dicembre di  ciascun  anno,  le somme erogate.
  Quanto alle  modalita'  operative  per  la  richiesta  di  rimborso anticipato, si applica la medesima disciplina prevista per i prestiti ordinari, alla quale si rinvia (cfr. parte III, cap. 1, sez. 10).
  Par. 1 Rimborso anticipato in pre-ammortamento
  Nel corso del periodo di pre-ammortamento  il  rimborso  anticipato volontario delle somme erogate e' consentito esclusivamente  mediante l'impiego di risorse di bilancio dell'Ente, con esclusione di  quelle derivanti da indebitamento di natura creditizia.
  In tal caso, l'Ente deve corrispondere alla CDP, oltre al  capitale rimborsato anticipatamente, gli interessi dovuti alla data  prescelta per il rimborso. Non e' previsto il pagamento di alcun indennizzo.
  Par. 2 Rimborso anticipato in ammortamento
  Nel corso del periodo di ammortamento l'Ente puo'  rimborsare  alla CDP il  prestito.  Il  rimborso  anticipato  parziale  e'  consentito esclusivamente nel caso in cui il prestito sia totalmente erogato.
  Par. 2.1 Rimborso anticipato totale in ammortamento
  Nel caso di rimborso anticipato totale in ammortamento, l'Ente deve corrispondere alla CDP l'intera rata (comprensiva di quota totale  in capitale e quota interessi) in scadenza alla data  prescelta  per  il rimborso, nonche'  la  differenza,  se  positiva,  tra  la  quota  di capitale erogata e quella ammortizzata, come risultante a seguito del pagamento della rata in scadenza alla data di pagamento prescelta per il rimborso.
  Qualora la  quota-di  capitale  ammortizzata  risulti  superiore  a quella erogata, la differenza e' corrisposta dalla CDP all'Ente.
  A fronte  dell'esercizio  della  facolta'  di  rimborso  anticipato totale in ammortamento, l'Ente deve, inoltre, corrispondere alla CDP, nel caso di prestito in ammortamento a tasso fisso, un indennizzo  di importo pari al differenziale, se positivo, tra la somma  dei  valori attuali delle rate di ammortamento  residue  ed  il  relativo  debito residuo; i valori attuali delle rate  di  ammortamento  residue  sono calcolati  impiegando  i  fattori  di  sconto   utilizzati   per   la determinazione  della  maggiorazione  relativa  ai  PPU   della   CDP pubblicata nel sito Internet della CDP ed in vigore  alle  ore  12:00 del terzo venerdi' antecedente la data prescelta per il rimborso. Nel caso di prestito in ammortamento a tasso variabile, non e' dovuto  il pagamento di alcun indennizzo.
  Par. 2.2 Rimborso anticipato parziale in ammortamento
  A fronte del rimborso anticipato parziale in  ammortamento,  l'Ente deve  corrispondere  alla   CDP,   oltre   al   capitale   rimborsato anticipatamente, l'intera rata (comprensiva di quota capitale e quota interessi) in scadenza alla data prescelta per il rimborso.
  Nel caso di una quota di prestito in ammortamento  a  tasso  fisso, sara' inoltre dovuto un importo pari al differenziale,  se  positivo, tra la somma dei valori attuali delle rate di ammortamento residue ed il relativo debito residuo, moltiplicato  per  il  rapporto  tra  (i) l'importo rimborsato anticipatamente e (ii) il debito residuo.
  Nel caso di prestito in  ammortamento  a  tasso  variabile  non  e' dovuto il pagamento di alcun indennizzo.
  Sez. 8 Rimborso anticipato obbligatorio
  A partire dal semestre  successivo  alla  data  di  stipula  e  per l'intera durata del prestito, l'Ente che abbia  incassato  in  misura totale o parziale il  Contributo  e'  obbligato  a  darne  tempestiva comunicazione alla CDP e a rimborsare  anticipatamente  il  prestito, per un importo pari a quello incassato, alle condizioni previste  per il rimborso anticipato volontario, di cui alla precedente sez. 7.
  Nel caso di rimborso anticipato obbligatorio,  parziale  o  totale, non e' dovuto il pagamento di alcun indennizzo.
  Sez. 9 Riduzione in ammortamento
  L'Ente  che  non  abbia  esercitato  l'Opzione  Tasso  Fisso,  puo' chiedere la riduzione dell'importo di un  PPU  in  ammortamento,  non completamente erogato, nei termini e con le modalita' previsti per  i prestiti ordinari CDP (cfr. parte III, cap. 1, sez.  11),  in  quanto applicabili.
  Sez. 10 Garanzie e impegni
  Il PPU e' garantito mediante delegazione  di  pagamento,  ai  sensi dell'art. 206 del TUEL (cfr. parte III, cap. 1, sez. 7 ).
  La delegazione di pagamento e' rilasciata al momento della stipula, per tutta la durata del prestito e con riferimento all'intero importo concesso, e deve essere sostituita o integrata mediante  il  rilascio di una o  piu'  ulteriori  delegazioni  qualora  l'Ente  eserciti  le facolta' relative alla gestione del capitale concesso e/o  del  tasso d'interesse, di cui alle precedenti sezioni 4, 5, 6 e 9.
  L'Ente, mediante la sottoscrizione  del  contratto  si  impegna  ad esibire e/o produrre alla CDP, su semplice richiesta di quest'ultima, qualsiasi  documentazione  che  la  CDP,  a   proprio   insindacabile giudizio, riterra' utile ad accertare il rispetto dell'obbligo di cui alla precedente sez. 8 e a consentire alle  persone  designate  dalla CDP di effettuare presso gli uffici dell'Ente tutte le verifiche  che esse riterranno opportune, agevolando il loro compito.
  Sez. 11 Risoluzione e recesso
  Le cause e le modalita' di risoluzione del contratto di un PPU sono le medesime previste per i prestiti ordinari (cfr. parte III, Cap. 1, sez. 14), alle quali si aggiunge la violazione, da  parte  dell'Ente, degli obblighi relativi al rilascio di  una  o  piu'  delegazioni  di pagamento in sostituzione o ad integrazione di quella originariamente rilasciata, secondo le modalita' di  cui  alla  precedente  sez.  10, nonche' il mancato rispetto dell'obbligo di  rimborso  anticipato  di  cui alla precedente sez. 8.
  In  conseguenza  della  risoluzione  del  contratto,  l'Ente   deve corrispondere alla CDP, entro  quindici  giorni  dalla  richiesta  di quest'ultima:
  i. l'importo erogato dalla CDP, al netto del capitale ammortizzato;
  ii. gli interessi maturati fino alla data di risoluzione;
  iii. gli eventuali interessi di mora fino al giorno  dell'effettivo pagamento e gli altri accessori;
  iv. il risarcimento  del  maggior  danno  derivante  alla  CDP  dalrimborso  anticipato,  calcolato  con  le  modalita'  di   cui   alla precedente sez. 7, parr. 1 e 2 a seconda che la  risoluzione  avvenga nel periodo di pre-ammortamento ovvero di ammortamento;
  v. un importo pari allo 0,125 per cento del debito residuo. Qualora l'Ente rilasci alla CDP, ai sensi del contratto di PPU, dichiarazioni false, incomplete non corrette o non  accurate,  la  CDP,  fino  alla prima erogazione, puo' recedere dal contratto. Il recesso si verifica al momento in cui la  CDP  ne  da'  comunicazione  all'Ente  mediante telefax  o  lettera  raccomandata  a/r  ovvero  mediante  gli   altri strumenti telematici indicati nel sito internet della CDP e ,non puo' dare luogo ad  alcun  corrispettivo  in  favore  dell'Ente  a  nessun titolo, ivi compreso il risarcimento del danno.
  Con la sottoscrizione del contratto del PPU, l'Ente  si  obbliga  a risarcire, manlevare e tenere indenne CDP rispetto ad  ogni  perdita, passivita'  od  onere,  che  non  si  sarebbe   verificato   ove   le dichiarazioni e le garanzie  rilasciate  dall'Ente  medesimo  fossero state veritiere, complete, corrette ed accurate.
    Roma, 10 luglio 2017

                      L'amministratore delegato
                            Fabio Gallia

BOLOGNA STEFANO, CASSA DEPOSITI E PRESTITI, CIRCOLARE 1280 27 GIUGNO 2013, CORTE DI CASSAZIONE, CROCE ANTONIO, DEBITI FUORI BILANCIO. ISOLA DELLE FEMMINE, LO BIANCO, LO JACONO, MUTUI, SENTENZE ESECUTIVE,




 ARTICOLO 172 COMMA 2 TUEL  CIRCOLARE 1280 27 GIUGNO 2013 ART 15 PRESTITI PER DEBITI FUORI BILANCIO  10 LUGLIO 2017 CASSA E DEPOSITI E PRESTITI S.P.A. MODIFICA CIRCOLARE 1280 27 GIUGNO 2013 FINANZIAMENTO PERIFERIE