CONTRO L'ARROGANZA DEL POTERE:

PER LA LEGALITA', PER LA PARTECIPAZIONE, PER LA TRASPARENZA. PER IL CONFRONTO,PER LA CONDIVISIONE, PER L'INCLUSIONE, PER LA SOLIDARIETA', PER LA PROGETTUALITA', PER LA REALIZZAZIONE, PER L'ACCOGLIENZA, PER IL RISPETTO








Saturday, July 22, 2017

TAR PALERMO TRADE ECO SERVICE S.R.L. N. 01948/2017 REG.PROV.COLL. N. 01928/2016 REG.RIC Rifiuti, inchiesta sugli affidamenti a Bagheria. Stop a imprenditore col "bollino antimafia"

TAR PALERMO TRADE ECO SERVICE S.R.L. N. 01948/2017 REG.PROV.COLL. N. 01928/2016 REG.RIC







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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia
(Sezione Prima)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 1928 del 2016, integrato da motivi aggiunti, proposto da:
“No.Ve.Ma.” s.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall’avv. Girolamo Rubino, presso il cui studio in Palermo, via Guglielmo Oberdan, n. 5, è elettivamente domiciliato; 
contro
- Ministero dell’interno e U.T.G. - Prefettura di Palermo, in persona dei rispettivi legali rappresentanti pro tempore, rappresentati e difesi dall’Avvocatura distrettuale dello Stato di Palermo, presso i cui uffici in via Alcide De Gasperi 81, sono domiciliati per legge;
- Comune di Campofiorito, in persona del Sindaco pro tempore, non costituito in giudizio; 
per l'annullamento
quanto al ricorso principale:
- dell’informativa interdittiva della Prefettura di Palermo prot. n. 80677 del 18 luglio 2016, trasmessa alla società ricorrente in pari data a mezzo pec;
- dell’ordinanza del Sindaco del Comune di Campofiorito n. 17 del 20 luglio 2016, adottata in conseguenza della superiore informativa interdittiva, a mezzo della quale è stata disposta la revoca dell'affidamento del servizio di raccolta differenziata, trasporto e conferimento;
quanto ai motivi aggiunti:
- della nota prefettizia prot. n. 99573 del 7 settembre 2016, trasmessa alla società odierna ricorrente in data 8 settembre 2016 a mezzo pec, che integra e conferma nelle motivazioni l’informativa interdittiva prot. n. 80677 del 18 luglio 2016;
- della nota prefettizia prot. n. 85655 del 29 luglio 2016, trasmessa alla società odierna ricorrente in pari data a mezzo pec, con la quale la Prefettura di Palermo ha rigettato l'istanza della società ricorrente volta ad ottenere l'iscrizione nell'elenco dei fornitori prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa (c.d. white list);
- della nota della sezione regionale siciliana dell’albo nazionale gestori ambientali del 2 agosto 2016 prot. n. 21062/2016 con la quale è stata disposta la cancellazione dall’albo nazionale gestori ambientali;
- del provvedimento del Conservatore della Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Palermo del 20 luglio 2016, comunicato alla società ricorrente con nota prot. 0023671/U del 14 settembre 2016, con la quale è stata disposta nei confronti della società ricorrente la decadenza di diritto dell'attività di “commercio all'ingrosso con deposito di autoveicoli nuovi: autocarri, rimorchi e semirimorchi, veicoli industriali”.

Visti il ricorso, i motivi aggiunti e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio dell’Avvocatura dello Stato per il Ministero dell’interno e l’U.T.G. - Prefettura di Palermo;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell’udienza pubblica del 22 giugno 2017 il consigliere Aurora Lento e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato.

FATTO
Con ricorso, notificato il 25 luglio 2016 e depositato il giorno successivo, la società No.Ve.Ma. s.r.l., operante nel settore della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti, esponeva che la Prefettura di Palermo, con provvedimento prot. n. 80677 del 18 luglio 2016, aveva adottato un’informativa interdittiva nei propri confronti.
Per effetto di tale provvedimento il Sindaco del Comune di Campofiorito, con ordinanza n. 17 del 20 luglio 2016, le aveva revocato l’affidamento del servizio di raccolta differenziata, trasporto e conferimento dei rifiuti.
La ricorrente ha chiesto l’annullamento, previa sospensiva e vinte le spese, di tali provvedimenti per il seguente unico articolato motivo:
Violazione e falsa applicazione: degli artt. 3, 27, 41 e 97 della Cost.; dell’art. 3 della l. n. 241 del 1990. Violazione del principio di proporzionalità. Eccesso di potere sotto i profili: del difetto di motivazione, istruttoria e presupposti; dell’illogicità e dell’ingiustizia manifesta.
Sussisterebbe carenza d’istruttoria e motivazione.
Per il Ministero dell’interno e la Prefettura di Palermo si è costituita in giudizio l’Avvocatura dello Stato che ha depositato vari documenti.
Con ricorso per motivi aggiunti, notificato il 30 settembre 2016 e depositato il 6 ottobre successivo, esponeva che, con la nota prot. n. 99573 del 7 settembre 2016 depositata in giudizio, la Prefettura di Palermo aveva integrato la motivazione dell’informativa interdittiva prot. n. 80677 del 18 luglio 2016 oggetto del ricorso introduttivo.
Esponeva, altresì, che, per effetto dell’informativa, erano stati adottati i seguenti atti pregiudizievoli nei propri confronti: diniego prot. n. 85655 del 29 luglio 2016 d’iscrizione alla white list; declaratoria di decadenza di diritto dell'attività di “commercio all'ingrosso con deposito di autoveicoli nuovi: autocarri, rimorchi e semirimorchi, veicoli industriali”, prot. 0023671/U del 14 settembre 2016 della Camera di Commercio di Palermo; cancellazione, prot. n. 21062/2016 del 2 agosto 2016, dall’Albo nazionale gestori ambientali della Sezione regionale siciliana di detto Albo.
Ha chiesto l’annullamento, previa sospensiva e vinte le spese, di tali provvedimenti per i seguenti motivi:
1) Violazione e falsa applicazione: degli artt. 3, 27, 41 e 97 della Cost.; degli artt. 83 e ss. del d.lgs.vo n. 159/2011; dell’art. 3 della l. n. 241 del 1990. Violazione del principio di proporzionalità. Eccesso di potere sotto i profili: del difetto di motivazione, d’istruttoria e di presupposti; dell’illogicità e dell’ingiustizia manifesta.
Sussisterebbe carenza d’istruttoria e motivazione.
2) Illegittimità del provvedimento di cancellazione dall’albo nazionale gestori ambientali per violazione e falsa applicazione dell’art. 10 del D.M. n. 120 del 3 giugno 2014. Eccesso di potere sotto il profilo della violazione del principio di proporzionalità.
Con ordinanza n. 1091 del 28 ottobre 2016, l’istanza cautelare è stata rigettata.
Tale decisione è stata riformata in parte con l’ordinanza del CGA n. 73 del 6 febbraio 2017.
La ricorrente ha depositato una memoria con cui ha insistito nelle proprie domande.
L’Avvocatura ha depositato una memoria con cui ha chiesto il rigetto del ricorso, poiché infondato, vinte le spese.
Alla pubblica udienza del 22 giugno 2017, su conforme richiesta dei difensori delle parti presenti come da verbale, il ricorso è stato posto in decisione.
DIRITTO
La controversia ha ad oggetto l’informativa antimafia negativa e il diniego d’iscrizione alla c.d. white list adottati dalla Prefettura di Palermo nei confronti della società ricorrente, nonché i provvedimenti conseguenti adottati dal Comune di Campofiorito (revoca ordinanza di affidamento del servizio di raccolta differenziata, trasporto e conferimento), dalla Camera di commercio di Palermo (declaratoria di decadenza di diritto dell'attività di “commercio all'ingrosso con deposito di autoveicoli nuovi: autocarri, rimorchi e semirimorchi, veicoli industriali) e dalla sezione regionale siciliana dell’albo nazionale gestori ambientali (cancellazione dall’albo nazionale gestori ambientali).
Le doglianze dedotte in via principale, riassumibili nel difetto d’istruttoria e motivazione, sono da ritenersi fondate con conseguente accoglimento del ricorso introduttivo, come integrato dai motivi aggiunti.
Preliminarmente va precisato che la NO.VE.MA. s.r.l.: opera nel settore dei rifiuti; ha sede a Bolognetta, SS 121, Km 240,500; ha come socio e amministratore unico il signor Giuseppe Spinella; è stata costituita il 19 agosto 2013.
Ciò precisato, deve rilevarsi che gli elementi posti dalla Prefettura alla base delle proprie determinazioni sono i seguenti:
- Giuseppe Spinella (socio e amministratore unico) è figlio convivente di Ciro Spinella (dipendente della società dal 2014) il quale ha piccoli precedenti per abusi edilizi ed è stato controllato il 9 settembre 2013 con Giovanni Costantino il quale: ha legami di parentela con mafiosi ed è stato coinvolto in un’operazione di polizia insieme a molti soggetti controindicati che si è, però, conclusa con l’archiviazione;
- la società NOVEMA avrebbe rapporti qualificati con la società Trade service s.r.l., che è amministrata dal signor Salvatore Lo Faso, il quale è considerato un soggetto controindicato;
-- i rapporti qualificati emergerebbero, in particolare, dai seguenti elementi:
1) Giuseppe Spinella (socio e amministratore unico della Novema) ha ricoperto, sino al 20 febbraio 2012, la carica di consigliere nella Trade service s.r.l.;
2) Ciro Spinella (padre del socio unico e dipendente della società dal 2014) ha prestato la propria attività lavorativa presso la Trade dal 2005 al 2012;
3) tutte e due le società hanno svolto dal 2014 al 2016, con carattere di esclusività, il servizio di gestione dei rifiuti, in esecuzione di ordinanze sindacali di affidamento diretto ex art. 191 del d.lgs.vo n. 152 del 2006, per conto del Comune di Corleone, il quale è stato sciolto per sospette infiltrazioni mafiose, con d.P.R. del 12 agosto 2016;
4) un dipendente della Novema proviene dalla Trade; si tratta, in particolare, di Antonino Ciaravello, il quale, nel 2013, era dipendente della Trade e dal 2015 lo è della Novema;
5) tutte e due le società hanno il medesimo indirizzo.
A ben vedere, i piccoli precedenti per reati edilizi e l’unico incontro con un soggetto controindicato del padre convivente del socio e amministratore unico della società ricorrente debbono ritenersi irrilevanti per due considerazioni: in primo luogo, sono risalenti nel tempo; in secondo luogo, non appaiono significativi di una “vicinanza” qualificata con organizzazioni criminali.
Le contestate determinazioni finiscono, pertanto, per fondarsi sugli asseriti rapporti qualificati con la società Trade EcoService s.r.l. e sugli affidamenti diretti disposti da un Comune (Corleone) sciolto per mafia.
Per quanto riguarda il primo elemento, può prescindersi dalla valutazione delle considerazioni fatte dalla Prefettura in ordine alla società Trade e al suo amministratore (signor Lo Faso) in quanto, ai fini del presente giudizio, assumono rilevanza gli asseriti rapporti qualificati tra le due società, la cui esclusione comporta che le valutazioni relative all’una (Trade) non possono essere estese all’altra (NOVEMA).
Così inquadrata la questione, il Collegio, dopo approfondita riflessione, ritiene che la Prefettura non abbia dato adeguata dimostrazione della cointeressenza tra le due società le quali, al contrario, appaiono marcatamente autonome.
Deve, in particolar modo, rilevarsi che la circostanza che il socio/amministratore unico della società ricorrente sia stato in precedenza componente del Consiglio di amministrazione della Trade di per sé non è conducente. Infatti, ben può ipotizzarsi che il signor Giuseppe Spinella, dopo avere acquisito sufficiente esperienza nel settore dei rifiuti, abbia deciso di creare una propria società e abbia coinvolto in questa iniziativa il proprio padre e uno dei dipendenti della Trade, i quali hanno cominciato a prestare la propria attività lavorativa alle dipendenza del nuovo ente.
Sotto tale profilo va rilevato che l’interruzione dei rapporti con la Trade si è avuta già nel 2012, quando è stata costituita la NO.VE.MA di Spinella Giuseppe, alla quale è subentrata la NO.VE.MA. s.r.l. nel 2013.
Tale circostanza non sembra essere stata adeguatamente considerata, atteso che nel provvedimento prefettizio impugnato si fa riferimento esclusivamente allo “spostamento” di tre soggetti (un consigliere di amministrazione e due dipendenti) da una società a un’altra, ma non si indicano altri elementi a fondamento di una prognosi di reciproco condizionamento.
Sotto questo profilo, non appare determinante la vicinanza delle sedi le quali (come rappresentato dalla ricorrente) solo apparentemente hanno il medesimo indirizzo, in quanto sono ubicate ai due lati della trafficatissima strada statale di collegamento tra Agrigento e Palermo.
Per quanto riguarda, infine, gli affidamenti diretti disposti con ordinanza del Sindaco di Corleone ai sensi dell’art. 191 del d.lgs.vo n. 152 del 2006, trattasi di una femomenologia patologica riscontrabile – come rilevato dalla ricorrente - anche in altri Comuni siciliani di cui alcuni limitrofi a quello di Corleone (Cerda, Campofiorito, Roccapalumba, Lascari, San Cipirello, Villabate, Altofonte, Belmonte Mezzagno, Santa Cristina Gela, Cefalà Diana, Contessa Entellina); fenomenologia che, di per sé considerata, non sembra possa costituire adeguato indice sintomatico della volontà dell’Amministrazione di avvantaggiare la consorteria mafiosa.
Non può, peraltro, non rilevarsi che: l’affidamento è avvenuto per un periodo limitato (febbraio 2015/luglio 2016) e, comunque, a seguito di richiesta informale di più preventivi; la ricorrente è risultata destinataria di analoghi provvedimenti adottati dai Sindaci di Menfi, Santa Margherita Belice, Montevago, Trapani e Cefalù; identiche ordinanze continuano a essere adottate anche dalla gestione commissariale successivamente allo scioglimento per mafia.
A completare il quadro, vale, inoltre, la circostanza (menzionata nell’informativa) che la società ricorrente è stata vittima di minacce estorsive e ha collaborato attivamente con le forze dell’ordine.
In seguito alla denuncia di vari soggetti (tra cui il signor Ciro Spinella) è stato, in particolare, avviato un procedimento penale a carico di soggetti sospettati di appartenenza ad associazione mafiosa e, in particolare, al mandamento di Bagheria, in relazione al quale è stato adottato l’avviso di fissazione udienza preliminare RGNR 22497 del 2015 RGGIP 500 del 2016.
Valga, inoltre, il riferimento ai seguenti avvenimenti:
- nelle date del 3 gennaio 2016 e del 20 aprile 2015, il signor Ciro Spinella ha presentato una denuncia ai Carabinieri di Corleone per presunti attentati intimidatori subiti dalla società ricorrente;
- in data 6 novembre 2015, i Carabinieri di Lascari hanno posto sotto sequestro un autoveicolo della società che era stato incendiato;
- in data 15 maggio 2015, i Carabinieri di Corleone, a seguito di segnalazione del signor Ciro Spinella, hanno rinvenuto un bossolo di fucile nello spiazzo adibito a ricovero dei mezzi della società.
Trattasi di episodi, che dimostrano una fattiva collaborazione con le forze dell’ordine, e che avrebbero dovuto essere adeguatamente considerati nell’istruttoria che ha condotto all’adozione dell’informativa e al diniego di iscrizione alla white list.
Riassumendo, i provvedimenti prefettizi impugnati, pur motivatamente articolati e basati su di un complesso quadro investigativo, finiscono per fondarsi, in concreto, su elementi che, contrariamente a quanto ritenuto dall’Amministrazione, non appaiono essere tali da indicare, sul piano induttivo, un pericolo di condizionamento da parte delle consortiere mafiose.
Ne deriva che gli stessi sono illegittimi e che vanno ritenuti affetti da illegittimità derivata gli ulteriori atti impugnati con il ricorso introduttivo e con i motivi aggiunti, in quanto basati sull’informativa contestata.
Concludendo, per le ragioni suesposte, il ricorso è fondato e va accolto con conseguente annullamento dei provvedimenti impugnati.
Si ritiene di compensare le spese avuto riguardo alle oscillazioni giurisprudenziali in materia di informative antimafia.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Prima), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, annulla i provvedimenti impugnati.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 22 giugno 2017 con l'intervento dei magistrati:
Calogero Ferlisi, Presidente
Aurora Lento, Consigliere, Estensore
Sebastiano Zafarana, Primo Referendario
L'ESTENSOREIL PRESIDENTE
Aurora LentoCalogero Ferlisi
IL SEGRETARIO



Rifiuti, inchiesta sugli affidamenti a Bagheria. Stop a imprenditore col "bollino antimafia" 

17 AGOSTO 2016
C'è anche la ditta che ha inguaiato il comune di Corleone. I carabinieri chiedono l'acquisizione di tutti gli atti relativi agli incarichi. Interdittiva del prefetto a Salvatore Lo Faso che fattura sette milioni per il servizio di raccolta in diversi paesi


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