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Sunday, June 11, 2017

Comune di Palermo Sindaco eletto: Leoluca Orlando (Centrosinistra)




  • 400 sezioni su 600
  •  
  •  
Quando  l risultato è ufficiale, la riga del candidato eletto sindaco si colora di rosso

LEOLUCA ORLANDO

Centrosinistra
46,28 %
81.114 voti
SEGGI
Movimento 139
8,60% (13.046 voti), 0 seggi
Palermo 2022
8,57% (13.003 voti), 0 seggi
Democratici e Popolari
8,40% (12.750 voti), 0 seggi
Uniti per Palermo
7,49% (11.365 voti), 0 seggi
Sinistra Comune
6,94% (10.524 voti), 0 seggi
Alleanza per Palermo
4,44% (6.733 voti), 0 seggi
Mosaico Palermo
3,62% (5.491 voti), 0 seggi
http://www.repubblica.it/static/speciale/2017/elezioni/comunali/palermo.html

Elezioni 2017, lista Mosaico Palermo: i voti di tutti i candidati al consiglio comunale
Ecco le preferenze dei candidati della lista a sostegno di Leoluca Orlando alle comunali dell'11 giugno
 
Elezioni 2017, lista Mosaico Palermo: i voti di tutti i candidati al consiglio comunale
Qui saranno pubblicati i risultati dei candidati al consiglio comunale nella lista Mosaico Palermo. I seggi si chiuderanno domenica 11 giugno alle ore 23. Le operazioni di scrutinio avranno inizio subito dopo.
Sezioni scrutinate 435/600 (Fonte: Comune di Palermo)
Ardizzone Stefania 83
Bellia Emanuele 86
Bologna Rosa Rita (detta Rosa, detta Rita)
73
Caldarella Edoardo (detto Cardarella, detto Cardarelli, detto Cantarella) 138
Cardella Francsco Paolo (detto Paolo) 159
Carnevali Francesco Paolo 52
Contino Alessandra 51
Correnti Guido 30
D'Agostino Davide 123
Di Maio Gaetano 35
Errera Giovanni 200
Failla Vincenzo 203
Farina Isidoro 67
Fiorino Guido 267
Gentile Antonio 100
Gianforte Sabrina 38
Giglio Umberto 186
Guercia Raffaele 223
La Porta Giorgio (detto Lo Porto, detto Cinque, detto Marinaro) 225
Lo Bianco Leonardo 224
Lo Nigro Gaspare 61
Lo Vetere Massimo 384
Madonia Gino 217
Manzella Maurizio 939
Marchello Giuseppe 139
Marchese Gabriella 78
Martello Antonino Aurelio (detto Antonio, detto Tonino) 278
Messina Fabio (detto Pizzo Free) 3
Musso Pietro 124
Novelli Loredana 94
Orlando Margherita (detta Erita) 124
Palma Romilda 137
Panzarella Gaetano (detto Manlio) 168
Pedalino Giuseppe (detto Pippo) 135
Pillitteri Maria Grazia 377
Pistone Antonia 59
Pontorno Anna 141
Restivo Vito 241
Saporito Anna 275
Tripi Erina 108


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PALERMO - Quando scatta il premio di maggioranza? Qual è la soglia di sbarramento che una lista deve superare per eleggere dei consiglieri? Quanti sono i seggi in palio a Sala delle Lapidi e nelle varie circoscrizioni? Sono queste alcune delle domande con cui sono alle prese, in queste settimane, partiti, liste civiche e aspiranti candidati. Rispetto al 2012, infatti, la normativa ha subito più di una variazione e sono in parte cambiate le regole con cui si eleggeranno i prossimi sindaci e consiglieri siciliani.


Novità che assumono un peso rilevante specie a Palermo, dove cinque anni fa Leoluca Orlando riuscì in quella che molti definirono un’impresa: vincere al ballottaggio e riuscire a ottenere 30 consiglieri su 50 con una sola lista, lasciando agli altri le briciole e scoprendosi dominus incontrastato della vita politica cittadina.


TRASCINAMENTO Ma, come detto, alcune cose sono cambiate ed è con queste che adesso bisognerà fare i conti. Partiamo dalla novità più sostanziale, ossia la reintroduzione dell’effetto trascinamento. Le legge prevede il così detto voto disgiunto, il che significa che nella stessa scheda si può votare al tempo stesso per una lista e per un candidato sindaco non collegati tra loro. Se un elettore esprime una preferenza per un candidato o una lista ma non per il sindaco, il voto va direttamente al sindaco collegato alla lista (anche se l’elettore non ha espresso esplicitamente la preferenza). Un meccanismo che premia inevitabilmente il candidato sindaco con più liste a sostegno: basti pensare che nel 2012 quasi un terzo dei votanti espresse un voto solo per la lista, senza indicare il sindaco.


BALLOTTAGGIO C’è poi la questione della soglia per la vittoria a primo turno. Se nessuno dei candidati a sindaco ottiene almeno il 40% delle preferenze (e non più il 50), si va al ballottaggio. Una curiosità: nel caso (rarissimo) che due candidati a sindaco abbiano a primo turno lo stesso numero di voti (superiore al 40%), a decidere sono i voti presi dalle liste collegate o, in ultima istanza, la più giovane età. Al ballottaggio invece, a parità dei voti dei sindaci e delle liste, vince il più anziano.


VOTO DI GENERE Il consiglio comunale di Palermo scenderà da 50 a 40 inquilini, con un taglio anche ai gettoni di presenza; quelli di circoscrizione da 16 (15 consiglieri più il presidente) a massimo 10 (nove consiglieri più il presidente, a meno che Sala delle Lapidi non decida di tagliare ulteriormente). Altro elemento nuovo è il voto di genere, che ha la scopo di aumentare la presenza femminile nei consigli: in ogni lista, sia al consiglio comunale che in quello di circoscrizione, uno dei due generi non potrà essere rappresentato da più di due terzi dei candidati. In parole povere in una lista di 40 candidati per il consiglio comunale, almeno 13 dovranno essere donne; in una da nove per il quartiere, saranno almeno tre. Le liste per Sala delle Lapidi dovranno avere da 27 a 40 candidati, quelle per le circoscrizioni da sei a nove. Ma quante firme servono per presentare una lista? Per le liste non rappresentate in Parlamento da mille a duemila, con l’avvertenza che questa volta i controlli (dopo il caso M5s) sono stati annunciati come molto più serrati.


L’elettore potrà esprimere una o due preferenze per i consiglieri: nel caso di voto doppio, uno dovrà essere per un uomo e l’altro per una donna (pena la nullità della seconda preferenza). Il voto di genere però complicherà non poco le cose ai candidati. Stando agli annunci, nella prossima competizione elettorale abbonderanno le liste civiche, o meglio quelle che non potranno contare su un voto di opinione legato al simbolo del partito: in poche parole, i voti dovranno venire per la maggior parte dai candidati, contrariamente a quanto accaduto in passato. Per ottenere i seggi in consiglio comunale, la lista dovrà raggiungere almeno il 5% dei voti validi (tra 14 mila e 15 mila preferenze circa) che, suddivisi per 40 candidati (di cui almeno 13 donne), fanno una media di 300-400 voti a candidato. Motivo per cui gli sherpa delle coalizioni in campo stanno scegliendo con cura chi candidare.


PREMIO DI MAGGIORANZA Andiamo al premio di maggioranza, che nel 2012 consegnò una maggioranza bulgara a Orlando ma il cui meccanismo non è mutato. Il sindaco che vince al primo turno ottiene il premio (ossia il 60% dei seggi, cioè 24), a patto che le sue liste abbiano preso il 40%; al ballottaggio, il sindaco vincente ottiene comunque il premio a meno che le altre liste coalizzate non abbiano almeno il 50%. Un sistema che rende difficile ottenere il premio a primo turno, ma molto più agevole prenderlo al secondo. Attenzione, però: al calcolo della soglia del premio al ballottaggio, concorrono solo le liste che hanno superato il 5%. Inoltre un seggio va di diritto al miglior candidato sindaco sconfitto (che abbia ricevuto almeno il 20% delle preferenze).


CIRCOSCRIZIONI Per le circoscrizioni, non c’è soglia di sbarramento ma anche qui vige la regola secondo cui un seggio va al miglior candidato presidente perdente (il che fa scendere i posti a disposizione dei consiglieri a otto). Le firme necessarie vanno da 350 a 700 (a meno che la lista non abbia lo stesso simbolo di una presentata per il consiglio comunale). Valgono anche qui il voto disgiunto, il voto di genere e l’effetto trascinamento.


Infine è stata introdotta anche la mozione di sfiducia per il presidente del consiglio comunale, che deve essere approvata da almeno due terzi dei consiglieri.


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