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Friday, May 19, 2017

Torna la lupara bianca

Torna la lupara bianca

CINISI Fine della pax mafiosa. È un sospetto che si pone, inquietante, da ieri pomeriggio. Da quando è stata segnalata a Cinisi la scomparsa di Giuseppe Di Maggio, 44 anni, presunto mafioso figlio del vecchio boss Procopio. I carabinieri hanno raccolto la denuncia della moglie di Di Maggio junior che era stato visto per l'ultima volta mercoledì mattina intorno alle 11. Unico indizio: il suo scooter parcheggiato in una strada del paese. In considerazione dello spessore del boss Procopio Di Maggio, esponete della commissione provinciale di Cosa nostra, la sparizione del figlio fa nascere il sospetto che qualche equilibro nella nuova mafia «sommersa» cara a Bernardo Provenzano si sia rotto e, di conseguenza, che si stiano aprendo nuovi scenari, all'interno della Cupola, ancora tutti da chiarire. E non si può sottovalutare nemmeno che Cinisi è il paese di Tano Badalamenti che potrebbe non aver perso tutto il suo potere. Giuseppe Di Maggio per due volte negli anni Ottanta era riuscito a scampare insieme al padre al piombo dei killer. La prima volta rimase ferito, la seconda invece fu il padre ad avere la peggio. Giuseppe, in quella circostanza, mise in fuga il commando di sicari sparando all'impazzata e difendendo col proprio corpo il padre. Di Maggio junior venne arrestato per il processo Maxiter con l'accusa di associazione mafiosa ma dopo due anni venne assolto. Sette anni fa lasciò Cinisi per gli Stati Uniti dove s'impiegò in una pizzeria ma finì ancora una volta nelle maglie della giustizia per il processo "Agrigento più 61". Il processo - per intendersi - nel quale era incluso il delitto del piccolo Giuseppe Di Matteo. Per un anno restò latitante negli Usa ma nel '94 fu catturato dagli agenti dell'Fbi e, subito dopo, fu estradato in Italia finendo al carcere di Pianosa per oltre tre anni. Condannato in primo grado per mafia, fu assolto in appello e il suo avvocato Ubaldo Leo, chiese un miliardo di risarcimento allo Stato.
Il vecchio boss Procopio Di Maggio sta chiuso in casa, in silenzio, nell'attesa che qualcuno gli dia notizie sulla vita del figlio. Chi lo ha visto parla di un uomo distrutto che lascia trapelare tutta la sua disperazione. Procopio Di Maggio era passato dalla vecchia mafia alla corte dei corleonesi. Nel suo passato tanti anni trascorsi in carcere, in questo momento è libero per scadenza dei termini di custodia cautelare. Attualmente è imputato nei processi "Agate Mariano", "Tempesta", e nel processo per l'omicidio di Salvo Lima per associazione mafiosa. Don Procopio ha dimostrato di allontanarsi un po' dall'icona tipica del boss. Non schivava i giornalisti ma amava sfidarli in una gara dialettica quasi pittoresca. Della mafia, naturalmente, ha sempre detto di non sapere nulla. Anche dei sui attentatori ha sempre negato di saperne qualcosa: «Non so niente di chi ha provato a uccidermi - diceva - e nemmeno quali motivi lo abbiamo spinto a una cosa così brutta». Inevitabili, gli anatemi contro i pentiti «che s'inventano fantasie e rovinano le persone oneste». Ma adesso, quella mafia di cui ha sempre negato l'esistenza, gli apparirà in tutta la sua ferocia perché, con ogni probabilità, ha colpito suo figlio, il suo delfino fidato che lo ha sempre sostenuto e difeso, appunto, anche dai sicari. In stato di libertà, Procopio Di Maggio non disdegnava di farsi vedere spesso in paese. Aiutandosi con il suo bastone passeggiava nel centro di Cinisi, sovente in compagnia del figlio Giuseppe. I due erano stati visti insieme, seduti al tavolo di un bar di piazza Vittorio Emanuele Orlando, domenica scorsa durante la manifestazione dedicata alla presentazione del film "I cento passi", dedicato a Peppino Impastato, eroe antimafia di Cinisi assassinato da Cosa nostra. A poca distanza dai due Di Maggio, una troupe televisiva intenta a riprendere la nuova Cisini che ha saputo riscattarsi dalla mafia. Forse si è cantato vittoria troppo prematuramente.

ANGELO VITALE
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2000/09/16/torna-la-lupara-bianca.html

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