CONTRO L'ARROGANZA DEL POTERE:

PER LA LEGALITA', PER LA PARTECIPAZIONE, PER LA TRASPARENZA. PER IL CONFRONTO,PER LA CONDIVISIONE, PER L'INCLUSIONE, PER LA SOLIDARIETA', PER LA PROGETTUALITA', PER LA REALIZZAZIONE, PER L'ACCOGLIENZA, PER IL RISPETTO








Tuesday, March 07, 2017

Consip, conferma da Comparetto: "Il mister X con Tiziano Renzi sono io". Romeo non risponde ai pm

Consip, conferma da Comparetto: "Il mister X con Tiziano Renzi sono io". Romeo non risponde ai pm


Il direttore generale di Fulmine Group, società di posta privata, suffraga tramite il proprio legale quanto affermato dal papà dell'ex premier sull'incontro "segreto" a Fiumicino: si trattava di lavoro. All'interrogatorio di garanzia in carcere l'imprenditore campano arrestato per corruzione si avvale della facoltà di non rispondere. I suoi difensori: "Non ha mai conosciuto Tiziano Renzi


ROMA -  "Sono stato io a incontrare Tiziano Renzi all'aeroporto di Fiumicino. Si è trattato di un appuntamento di lavoro. L'aeroporto è stato scelto per comodità: viaggio spesso visto che la Fulmine Group ha appalti anche fuori dalla Sicilia". Alessandro Comparetto, direttore generale della società di poste private Fulmine Group, conferma dunque quanto affermato da Tiziano Renzi al Corriere della Sera, a proposito di quell'incontro che le carte dell'inchiesta Consip descrivono come "segreto". Il padre di Matteo Renzi si era difeso affermando che l'uomo con lui nelle immagini catturate all'esterno dell'aeroporto di Fiumicino era solo un "possibile fornitore" e il suo nome era Comparetto, terzo gestore postale in Italia. E Tiziano Renzi aveva ricordato di come lui si interessi anche di spedizioni porta a porta.


Ed ecco Alessandro Comparetto confermare, attraverso il suo legale, avvocato Leonardo Cucchiara, di essere lui, dunque, il "mister X" di cui hanno parlato i giornali. Su linkedin, Alessandro Comparetto figura quale direttore generale del Fulmine Group, società che, si legge, "nasce dall'idea di riunire le maggiori imprese del settore postale in un unico grande operatore nazionale, agile ed efficiente sul territorio, per competere ad armi pari con i maggiori player del mercato postale".


L'azienda riunisce 300 operatori postali. La famiglia Comparetto è la fondatrice del Gruppo. Il patron, Michele, vanta un'esperienza imprenditoriale nel settore di oltre 40 anni. Oggi è supportato dal management tecnico, organizzativo e commerciale. "Fulmine Group - si spiega su Linkedin - è presente in 20 regioni, nelle quali dispone di sedi amministrative, hub di smistamento, centri di recapito e circa 3.000 portalettere, tutti dotati di palmari GPS per garantire la tracciabilità di ogni lettera e fornire il servizio DOC (Data e Ora Certa)".


Ad attirare l'attenzione degli investigatori su quell'incontro durato "44 minuti", svoltosi dopo che Tiziano Renzi aveva raggiunto Fiumicino allontanandosi repentinamente dalla Toscana, era stata la sua coincidenza con una telefonata intercettata ritenuta "di grande importanza" ai fini dell'indagine. Quella tra Roberto Bargilli, detto Billy, l'autista del camper di Matteo Renzi durante le primarie del Pd e attuale assessore di Rignano sull'Arno, e l'imprenditore Carlo Russo, amico del papà dell'ex premier. Una telefonata, secondo gli investigatori, finalizzata a informare Russo che il telefono di Tiziano Renzi era intercettato.


"Scusami, ti telefonavo per conto di babbo.. mi ha detto di dirti di non chiamarlo e non mandargli messaggi", il dialogo secondo quanto si legge in un'informativa dei carabinieri, che annotano come le operazioni di intercettazione sull'utenza di Tiziano Renzi siano state disposte solo due giorni prima, il 5 dicembre 2016. Obiettivo dei magistrati è capire se c'è stato un nesso tra il colloquio a Fiumicino tra la persona "non identificata" e Tiziano Renzi e la telefonata in cui Billy avvisa Russo di non chiamare il padre dell'ex premier. Che fosse stato proprio il "mister X" di Fiumicino ad allertare Tiziano Renzi sul fatto che fosse controllato?


Con la conferma di Alessandro Comparetto, la difesa di Tiziano Renzi sembra incassare un punto a proprio favore la difesa di Tiziano Renzi che, fa sapere l'avvocato Federico Bagattini, ha iniziato oggi le indagini difensive spedendo all'ad di Consip Luigi Marroni l'invito a rendere dichiarazioni sull'inchiesta. Bagattini spiega: "L'invito è stato mandato a Marroni perché c'è la necessità che spieghi tutta una serie di circostanze che ci risultano diverse da come sono state rappresentate". Al momento Marroni è la sola persona convocata dal legale di Tiziano Renzi per questa attività. Nella prassi delle indagini difensive, le persone chiamate a riferire fatti possono accettare di farlo, ma possono anche ignorare l'invito.


Mentre Alfredo Romeo, l'imprenditore campano arrestato mercoledì scorso per corruzione nell'ambito dell'inchiesta Consip, si avvale della facoltà di non rispondere durante l'interrogatorio di garanzia al carcere di Regina Coeli, presenti il gip Gaspare Sturzo, il pm Mario Palazzi e il procuratore aggiunto Paolo Ielo, titolari dell'inchiesta romana. Ma attraverso una dichiarazione dei suoi legali, gli avvocati Francesco Carotenuto, Giovanni Battista Vignola e Alfredo Sorge, fa sapere "di non aver mai dato soldi a nessuno e di non avere mai incontrato Tiziano Renzi o gente legata all'entourage dell'ex presidente del Consiglio".




La "verità" di Romeo è racchiusa in una memoria messa prima a disposizione dei pm di Napoli, ora passata ai magistrati romani che hanno chiesto l'arresto dell'imprenditore. Parte del memoriale è rappresentato dalle sessanta pagine che nell'aprile del 2016 depositò proprio in Consip e inviò per conoscenza anche all'Anac e all'Antitrust. In sintesi, Romeo si descrive come "vittima" nel meccanismo di affidamento degli appalti che, a suo dire, lo stava danneggiando a favore di alcune "coop rosse". "Le mie offerte - è il ragionamento fatto da Romeo con i suoi difensori - sono sempre tra le più basse ma la discrezionalità di chi è deputato a scegliere il vincitore mi porta a perdere l'appalto".


E ancora: "Non ho mai dato una lira a nessuno". Con l'ad di Consip Luigi Marroni, sostengono i suoi penalisti, si è incontrato una sola volta come vicepresidente di una associazione di categoria e gli ha esposto esigenze ma mai a titolo personale". "Romeo non era un privilegiato, ma in Consip era un emarginato. Altro che corruttore, lui è stato fregato più volte", spiegano i legali, ai quali nei giorni scorsi l'imprenditori aveva anche detto di sentirsi vittima di una strumentalizzazione che mi sembra solo la conseguenza di un'aspra contesa di natura politica".


Intanto, mentre l'indagine prosegue tra Napoli, Roma e Firenze, la procura capitolina, a seguito delle "ripetute rivelazioni di notizie coperte da segreto", ha aperto un fascicolo, per ora contro ignoti, dopo aver revocato sabato al Nucleo operativo ecologico dell'Arma la delega per le indagini ora affidata al Nucleo investigativo dei carabinieri romani.


Le procure di Roma e Napoli, titolari dei fascicoli, negano qualsiasi tensione tra i due team di magistrati che sono al lavoro su documenti, verbali di intercettazioni e altro materiale raccolto sugli appalti della centrale acquisti della pubblica amministrazione. Venerdì, in due interrogatori in contemporanea a Roma e Firenze, sono stati sentiti rispettivamente Tiziano Renzi e il suo amico Carlo Russo, entrambi indagati per traffico di influenze. Russo si è avvalso della facoltà di non rispondere, mentre il padre dell'ex premier davanti ai magistrati di Roma, Paolo Ielo, e di Napoli, Celeste Carrano, si è detto vittima di un "abuso di cognome" messo in piedi dall'amico Russo che avrebbe parlato di lui con i vertici Consip per favorire le società di Romeo.


In settimana potrebbe essere sentito, come persona informata sui fatti, Michele Emiliano, ma sulla data fissata per l'audizione con i magistrati romani c'è il massimo riserbo. Il presidente della Regione Puglia parlerà con i pm di alcuni sms che scambiò con il ministro Luca Lotti, indagato per rivelazione di segreto, nei quali si sarebbe fatto riferimento a Carlo Russo, imprenditore amico di Tiziano Renzi e ritenuto da chi indaga punto di contatto tra Alfredo Romeo e il padre dell'ex premier. Non è escluso che
nei prossimi giorni i magistrati decidano di interrogare anche l'ex parlamentare Italo Bocchino, consulente di Romeo e indagato, come Russo e Renzi senior, per traffico di influenze, il reato che punisce forme di lobbying illecite dietro compenso o promessa di utilità

No comments: