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Thursday, December 08, 2016

L'atto di precetto - guida e formula

L'atto di precetto - guida e formula


Che cosa è l'atto di precetto

L'atto di precetto non è altro che una intimazione di pagamento che deve obbligatoriamente precedere l'inizio dell'esecuzione forzata. L'art. 480 del codice di procedura civile lo definisce come "l'intimazione di adempiere l'obbligo risultante dal titolo esecutivo entro un termine non minore di dieci giorni".
L'atto di precetto è considerato dunque come un atto "prodromico" della successiva fase esecutiva.
L'esecuzione forzata, pertanto, deve essere preceduta dalla notifica, fatta personalmente al debitore, prima del titolo esecutivo , quindi del precetto . Se i due atti sono notificati insieme allora il titolo esecutivo deve precedere il precetto  (art. 479 c.p.c.) ciò significa che  l'atto di precetto va redatto di seguito al titolo esecutivo per poi essere notificato insieme a questo .
La notifica del titolo esecutivo è già di per sè idonea a comunicare al debitore l'intenzione del creditore di avviare l'esecuzione forzata per il recupero coattivo del credito. Si tratta, però, di una manifestazione implicita dell'intenzione di procedere, che invece diventa esplicita e solenne con la notificazione del precetto.
Il precetto è un atto autonomo del creditore ed ha natura recettizia ovvero non produce effetti finchè non è portato all'effettiva conoscenza del destinatario. Ciò avviene attraverso la notificazione al debitore a mezzo dell'ufficiale giudiziario.

La forma dell'atto di precetto

L'art. 480 codice di procedura civile è dedicato alla forma e al contenuto del precetto. Quest'ultimo consiste nell'intimazione al debitore di adempiere all'obbligo previsto nel titolo esecutivo entro un termine non inferiore a dieci giorni con l'avvertimento che, scaduto detto termine, si procederà con l'esecuzione forzata senza ulteriori avvisi. 

La norma dispone quali sono i contenuti imprescindibili la cui mancanza determina la nullità del precetto.
Secondo il disposto di cui all'art. 480 devono necessariamente essere indicate le parti, il titolo esecutivo e la data in cui è avvenuta la sua notifica al debitore se effettuata separatamente dal precetto. Inoltre, a pena di nullità, il precetto deve riportare la trascrizione integrale del titolo quando questo è costituito da una scrittura privata autenticata. Sarà l'ufficiale giudiziario a controllare e ad attestare la conformità della trascrizione all'originale (comma 2, art. 480 c.p.c.).
Il precetto deve poi contenere "la dichiarazione di residenza o l'elezione di domicilio della parte istante nel comune in cui ha sede il giudice competente per l'esecuzione. In mancanza le opposizioni al precetto si propongono davanti al giudice del luogo in cui e' stato notificato, e le notificazioni alla parte istante si fanno presso la cancelleria del giudice stesso" .
Tale omissione dunque non comporta un pregiudizio per la validità dell'atto. Comporta solo che se non viene fatta l'elezione di domicilio, le eventuali opposizioni al precetto saranno depositate presso il giudice dell'esecuzione del luogo in cui è stata eseguita la notifica ossia dove risiede o è domiciliato il debitore. Le eventuali notificazioni che dovranno essere fatte al creditore saranno depositate presso la cancelleria di questo giudice.

NB: in base alla nuova formulazione dell'art. 480 cpc  "Il   precetto   deve    altresi' contenere l'avvertimento che il debitore puo', con l'ausilio di un organismo di composizione della crisi o di un professionista nominato dal giudice, porre rimedio alla situazione di sovraindebitamento concludendo con i creditori un accordo di composizione della crisi  o  proponendo  agli stessi un piano del consumatore


Infine il precetto deve essere sottoscritto dal creditore istante personalmente o dal suo difensore se si avvale dell'assistenza di questi (comma 4, art. 480 c.p.c.).
Una volta che la notifica sia andata a buon fine, l'espropriazione forzata deve iniziare entro i 90 giorni successivi, decorsi inutilmente i quali, il precetto perde efficacia (art. 481 c.p.c.). 
N.B.: 
Come segnalato dal Collega Francesco Guanti aggiungiamo per completezza che anche ai fini della redazione dell'atto di precetto si dovrà tenere conto dell'Art. 125 del codice di procedura civile (Contenuto e sottoscrizione degli atti di parte). Il primo comma di tale articolo dispone: " Salvo che la legge disponga altrimenti, la citazione, il ricorso, la comparsa, il controricorso, il precetto debbono indicare l'ufficio giudiziario, le parti, l'oggetto, le ragioni della domanda e le conclusioni o l'istanza, e, tanto nell'originale quanto nelle copie da notificare, debbono essere sottoscritti dalla parte, se essa sta in giudizio personalmente, oppure dal difensore che indica il proprio codice fiscale. Il difensore deve altresi' indicare il proprio numero di fax ".

Esonero dal termine dei 10 giorni

Nel caso in cui dovesse sussistere il pericolo nel ritardo è possibile richiedere al presidente del tribunale l'autorizzazione a procedere ad esecuzione immediata senza dover attendere i 10 giorni canonici. L'autorizzazione può essere data con o senza cauzione con decreto in calce al precetto e trascritto a cura dell'ufficiale giudiziario nella copia da notificarsi  (art. 482 c.p.c.).

Fac simile di un atto di precetto

Ecco il modello da utilizzare per la redazione di un atto di precetto:
Fac- simile atto di precetto


L’articolo 13 del D.lgs n. 83 del 27 giugno 2015 recita infatti che ” Modifiche al codice di procedura civile – 1. Al codice di procedura civile sono apportate le seguenti modificazioni: a) all’articolo 480, secondo comma, e’ aggiunto, in fine il seguente periodo: «Il precetto deve altresì contenere l’avvertimento che il debitore può con l’ausilio di un organismo di composizione della crisi o di un professionista nominato dal giudice, porre rimedio alla situazione di sovraindebitamento concludendo con i creditori un accordo di composizione della crisi o proponendo agli stessi un piano del consumatore.»;

Il provvedimento è stato ispirato da due diverse esigenze:
  • da un lato l’esecutivo ha cercato di dare un taglio alla tempistica necessaria per le operazioni di recupero del credito, contemperandola però con il tentativo di evitare un aggravamento delle situazioni critiche, sempre più numerose in un Paese come il nostro ancora nel pieno di una crisi economica la quale non sembra intenzionata a lasciare campo libero alla auspicata ripresa. Va infatti ricordato che il credit crunch, ovvero la stretta in atto da parte degli istituti bancari, abbia reso sempre più complicato l’accesso al credito da parte di un gran numero di nostri concittadini. Di conseguenza anche onorare i propri debiti è diventato un peso insostenibile per molte economie familiari, aumentando a dismisura i casi in cui i creditori si trovano costretti a ricorrere ad atti estremi al fine di poter tutelare il proprio interesse.
Molti i temi trattati dal decreto, con una particolare attenzione proprio alla formulazione dell’atto di precetto, che è stato sensibilmente modificato con l’aggiunta di una specifica dicitura tesa ad imporre al creditore di avvertire il debitore sull’esistenza della possibilità di arrivare ad una ricomposizione della crisi. In alternativa, lo stesso creditore può a sua volta elaborare un piano di rientro del debito da prospettare al consumatore, nel quale si prevede l’intervento di un organismo di composizione della crisi creato all’uopo, oppure l’assistenza di un professionista la cui nomina sia stata effettuata dal Giudice.
In forza delle modifiche intervenute, l’atto di precetto risulta comunque sensibilmente modificato rispetto alla versione originaria. Prima della riforma l’articolo 480, intitolato “Forma del precetto”, stabiliva infatti che lo stesso doveva essere corredato, a pena di nullità, degli estremi delle parti, ovvero il nome, il cognome, la data e il luogo di nascita delle controparti, oltre alla loro residenza e codice fiscale. Inoltre era necessaria la presenza della data in cui era avvenuta la notificazione del titolo esecutivo nel caso in cui la stessa fosse avvenuta in via separata, oltre all’integrale trascrizione dello stesso nelle eventualità previste dalla normativa vigente. Nei casi di questo genere prima di comporre la relazione della notifica, l’ufficiale giudiziario, doveva a sua volta procedere alle dichiarazione della avvenuta verifica della trascrizione, ovvero constatare che la stessa avesse piena corrispondenza con il titolo originale. Inoltre doveva essere eletto il domicilio della parte che aveva prodotto l’istanza nel comune ove aveva la sua sede il giudice delegato alla esecuzione del provvedimento.
Nel caso in cui anche uno solo dei contenuti ricordati fosse in difetto, poteva scattare il processo di opposizione del debitore, tramite l’attivazione di un giudizio da portare davanti al giudice del luogo di notifica. Infine, l’atto di precetto doveva essere firmato dal difensore, prima di essere notificato di persona al debitore.

 
Con l’articolo 13 del provvedimento entrato in vigore il 27 giugno, l’articolo che abbiamo ricordato viene ad essere modificato nel seguente modo: “Il precetto deve altresì contenere l’avvertimento che il debitore può, con l’ausilio di un organismo di composizione della crisi o di un professionista nominato dal giudice, porre rimedio alla situazione di sovraindebitamento concludendo con i creditori un accordo di composizione della crisi o proponendo agli stessi un piano del consumatore“.
L’introduzione di questo avvertimento, in aggiunta a quanto stabilito in precedenza, risponde soprattutto all’esigenza di permettere una ricomposizione tale da soddisfare entrambe le parti. Da un lato, infatti, il creditore potrebbe rientrare più facilmente della sua esposizione, mentre dall’altro il debitore può cercare di rimediare alla propria situazione debitoria adottando un piano più sostenibile, creato grazie al risolutivo intervento dell’organismo preposto alla composizione della situazione o di un professionista in grado di far accordare le parti sulla base degli interessi di entrambe. Un modo per favorire i processi di riconciliazione tra le parti e anche di evitare che troppe vertenze di questo genere vadano a finire in giudizio, sovraccaricando il sistema.
Andrebbe anche messo nel dovuto rilievo come grazie alla nuova formulazione dell’atto di precetto, verranno ad essere sottratti al procedimento di confisca tutti gli importi che risultino sotto il minimo considerato indispensabile per poter vivere, ovvero quelli corrispondenti all’assegno sociale di 448,52 euro, aumentato a sua volta della metà, raggiungendo in tal modo i 672,78 euro. Le pensioni che non riescono a toccare questo livello saranno sottratte ad eventuale processo di pignoramento, mentre nel caso che vadano ad eccederlo, proprio la parte che va a oltrepassarlo potrà invece essere sottoposta al sequestro per un quinto dell’importo.

Prelievo dal conto corrente

Va poi precisato che nella eventualità che le somme in questione siano sul proprio conto corrente in una data antecedente al pignoramento, il prelievo in questione può avere come oggetto esclusivamente gli importi che corrispondano al triplo dell’assegno sociale, ovvero 1.345,56 euro. Nel caso in cui l’accredito delle somme avvenga in una fase successiva al pignoramento o in contemporanea con lo stesso, potrà essere sottoposto a sequestro un massimo pari ad un quinto dell’importo.


Pignoramento e iscrizione di ipoteca su casa

Cosa succede se non reagite alla carella con il pagamento o impugnandola: il pignoramento

Non pensate di fare come succedeva negli anni 80′ quando sentivi che tanto io non ritiro le raccomandate alla posta perché sono cambiate di molto le cose. Quella gran simpaticona di Equitalia andrà avanti inesorabilmente con l’azione di riscossione per cui le fasi successive saranno le intimazione di pagamento, l’iscrizione di ipoteca e pignoramento. Potete per cui leggere l’articolo di approfondimento dedicato proprio al pignoramento o esproprio di casa in cui vedrete quando è possibile procedere ad esproprio forzoso, i limiti di importo e come impugnarla.

Pignoramento beni strumentali dell’azienda

Leggete qualora abbiate un’attività a rischio anche l’articolo dedicato al Pignoramento delle attrezzature o macchinari aziendali in quanto potranno rivalersi anche su quelli i vostri creditori.

Pignoramento presso terzi

Altre novità anche nel caso del pignoramento presso terzi che prevedono che il pagamento da parte del terzo pignorato del quinto delle pensioni e degli emolumenti, dovrà avvenire entro 60 giorni (contro i 15 giorni di prima)

Fonte: Atto di precetto - guida legale con formula 
(www.StudioCataldi.it) 


DECRETO-LEGGE 27 giugno 2015, n. 83
Misure urgenti in materia fallimentare, civile e processuale civile e di organizzazione e funzionamento dell'amministrazione giudiziaria. (15G00098) (GU n.147 del 27-6-2015 )

Art. 13 Modifiche al codice di procedura civile 1. Al codice di procedura civile sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 480, secondo comma, e' aggiunto, in fine il seguente periodo: «Il precetto deve altresi' contenere l'avvertimento che il debitore puo', con l'ausilio di un organismo di composizione della crisi o di un professionista nominato dal giudice, porre rimedio alla situazione di sovraindebitamento concludendo con i creditori un accordo di composizione della crisi o proponendo agli stessi un piano del consumatore.»;

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