CONTRO L'ARROGANZA DEL POTERE:

PER LA LEGALITA', PER LA PARTECIPAZIONE, PER LA TRASPARENZA. PER IL CONFRONTO,PER LA CONDIVISIONE, PER L'INCLUSIONE, PER LA SOLIDARIETA', PER LA PROGETTUALITA', PER LA REALIZZAZIONE, PER L'ACCOGLIENZA, PER IL RISPETTO








Thursday, December 15, 2016

C.G.A. 00042/2015 CARUSO DANIELE CARUSO CLAUDIO RAPPA ROCCO DI MAGGIO VINCENZO SIINO FANALE ALBERT

Numero 00141/2016 e data 23/02/2016


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REPUBBLICA ITALIANA

CONSIGLIO DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA PER LA REGIONE SICILIANA
Adunanza delle Sezioni riunite del 15 dicembre 2015

NUMERO AFFARE 00042/2015
OGGETTO:

Ricorso straordinario al Presidente della Regione siciliana proposto da CARUSO DANIELE avverso ordinanza di demolizione di opere edilizie abusive del Comune di Isola delle Femmine n. 22 del 23 maggio 2012.
Istanza di sospensione.
LA SEZIONE
Vista la relazione n. 285/250.13.8 dell’8 gennaio 2015, con la quale la Presidenza della Regione siciliana – Ufficio legislativo e legale – ha chiesto il parere del Consiglio di Giustizia Amministrativa sul ricorso straordinario indicato in oggetto.
Esaminati gli atti e udito il relatore, Consigliere Giovanni Lo Bue;

PREMESSO
Con ricorso straordinario al Presidente della Regione siciliana, notificato al Comune di Isola delle Femmine in data 3 luglio 2013, il signor Caruso Daniele ha impugnato, chiedendone l’annullamento previa sospensione, l’ordinanza n. 22 del 23 maggio 2012, con la quale il Comune di Isola delle Femmine ha ordinato la demolizione delle opere edilizie realizzate abusivamente dal ricorrente nel lotto di terreno sito in via dei Saraceni, n. 31, consistenti in n. 6 corpi di fabbrica con struttura in cemento armato ad una elevazione fuori terra, aventi ciascuno superficie di circa mq. 33 circa.
Il ricorrente premette in fatto che in data 07 dicembre 2004, la signora Bellis Ernesta, dante causa dello stesso, presentava istanza di condono edilizio ai sensi della L. n. 326/2003, per il rilascio della concessione in sanatoria relativa alle opere (due dei sei corpi fabbrica ad unica elevazione denominati “E” e “F)” realizzate nel lotto di terreno sito in Isola della Femmine in viale dei Saraceni n. 31, identificato in catasto al N.C.E.U foglio 3 particella 1766, della consistenza di mq. 27 e 25 circa.
A seguito del decesso della richiedente ad essa sono subentrati gli eredi fra i quali l'odierno ricorrente.
Il Comune con provvedimento n. 7 del 24 aprile 2012 ha denegato la superiore istanza ed il signor Caruso Daniele, unitamente al fratello Caruso Claudio, hanno impugnato il provvedimento negativo in sede giurisdizionale innanzi al TAR Palermo ed il relativo giudizio è, alla data del presente ricorso, pendente.
Dopo avere trascritto i motivi del citato ricorso innanzi al T.A.R., il ricorrente affida il presente gravame avverso l'ingiunzione di demolizione in oggetto ai seguenti, rubricati, motivi :
I) Illegittimità derivata.
Il ricorrente eccepisce che l'ordinanza n.22 del 23 maggio 2012 trova il suo presupposto logico e giuridico nel provvedimento di diniego di concessione n.7 del 24/04/2012 che a parere del ricorrente è viziato per i motivi esposti nel ricorso pendente presso il TAR Sicilia sez. PA che qui intende ripetuti e trascritti.
II) Incompetenza
Il ricorrente lamenta che l'ordinanza n.22 del 23 maggio 2012 è stata emessa non dal Dirigente Responsabile dell'Area III bensì da un “funzionario”senza alcun riferimento di preventiva attribuzione di potere allo stesso.
III) Eccesso di potere sotto il profilo del difetto di istruttoria,
atteso che ad avviso del ricorrente l'Amministrazione non ha fornito alcuna motivazione specifica in ordine al preteso pregiudizio urbanistico né un'adeguata comparazione di tutti gli interessi pubblici e privati coinvolti, limitandosi a rilevare violazioni di carattere formale; non ha, inoltre, tenuto conto delle osservazioni depositate omettendo di effettuare le opportune verifiche in ordine all'epoca di realizzazione dei manufatti in argomento.
IV) Violazione del principio del contraddittorio
Il ricorrente deduce che l'ordinanza gravata è stata emessa e notificata solo nei confronti di uno dei controinteressati. Pertanto gli altri controinteressati non hanno potuto partecipare alla formazione degli atti e non sono stati messi nelle condizioni di spiegare le loro difese.
Il Comune di Isola delle Femmine ha trasmesso la documentazione occorrente per la trattazione del ricorso ed il rapporto di cui all’art. 9 del D.P.R. n. 1199/1971, precisando che l’ordinanza impugnata è stata emessa dal Responsabile del III Settore Tecnico-Urbanistico, ing. Francesca Usticano, nominata dalla Commissione straordinaria con determina n, 2 del 27 dicembre 2012 e che l’area su cui ricadono le opere in contestazione è soggetta a vincolo di inedificabilità assoluta ai sensi dell’art. 15 della L. r. n. 78/1976.
Precisa, inoltre, il Comune che, con verbale di sopralluogo n. 152/05 del 21 maggio 2005 del Comando di Polizia Municipale era stata contestata la realizzazione, sul lotto di terreno identificato in catasto al foglio 3, particella 1766, di n. 6 corpi di fabbrica identificati con le lettere da “A “ad “F” per i quali, con ordinanza n.14/R.O. del 7 aprile 2006, era già stata ordinata l'immediata sospensione dei lavori e il ripristino dello stato dei luoghi, con esclusione di un corpo di fabbrica per il quale era stata presentata istanza di condono ai sensi della L. n. 326/2003. Successivamente, in data 9 giugno 2006, la Bellis presentava istanza di accertamento di conformità ai sensi dell'art.13 della L. n. 47/1985 per il rilascio di concessione in sanatoria per la realizzazione, sempre, in via dei Saraceni n.31, dei predetti corpi fabbrica ad unica elevazione fuori terra denominati con le lettere da “A” a “F”, con esclusione dei corpi “E” ed “F”, in ordine ai quali era stata prodotta istanza di condono. La Commissione edilizia comunale, nella seduta del 20 giugno 2006 si esprimeva negativamente e la menzionata signora Bellis, in data 28 novembre 2006, proponeva ricorso in via straordinaria, per l'annullamento, previa sospensione, del silenzio-rigetto formatosi sull'istanza di accertamento di conformità. Il predetto ricorso è stato definito con D.P. n. 546 del 29 settembre 2009 il quale ne dichiarava il rigetto.
Con ordinanza n.5 del 8 febbraio 2012, accertata la continuazione della realizzazione delle opere, in assenza di permesso di costruire, è stata ordinata altra sospensione dei lavori e, con provvedimento n. 7 del 24 aprile 2012, il Comune ha denegato il rilascio della concessione in sanatoria relativa all'istanza di condono edilizio, presentata in data 7 dicembre 2004, ai sensi della L. n. 326/2003 per la regolarizzazione dei due corpi fabbrica ad unica elevazione denominati “E” e “F”.
Sottolinea infine l'Amministrazione che “rimangono esclusi dall'ordinanza n. 22...” ( oggetto del presente ricorso) “… i corpi denominati “E” ed “F” oggetto del diniego di sanatoria n. 7 del 24/4/2012”.
CONSIDERATO
Il ricorso in esame, regolare sotto il profilo fiscale, appare ricevibile essendo stato presentato entro il termine di centoventi giorni dalla data di notifica del provvedimento impugnato al ricorrente, che dichiara di averne avuto conoscenza in data 19 marzo 2013 senza essere smentito dal Comune. Esso è tuttavia in parte inammissibile e in parte infondato, come rilevato anche dall’Ufficio legislativo e legale della Presidenza della Regione.
Con riguardo al primo motivo di gravame, infatti, se ne rileva l’inammissibilità in quanto le doglianze circa la pretesa invalidità derivata dal provvedimento di diniego, eccepite nel ricorso innanzi al T.A.R., sono relative al diniego sull'istanza di condono edilizio, presentato dalla Bellis, in data 07 dicembre 2004 e, pertanto, le stesse non sono attinenti all'ordinanza di demolizione gravata. Infatti, come puntualizzato dal Comune, il diniego (e di conseguenza il gravame in sede giurisdizionale) si riferisce ad opere abusive diverse da quelle contestate nell'ordinanza n. 22 del 23 maggio 2012, impugnata in questa sede, e nello specifico relativo ai corpi fabbrica denominati con le lettere “E” e “F”.
Con riguardo al secondo motivo di gravame si osserva che lo stesso non è meritevole di accoglimento in quanto non risulta corrispondente al vero la circostanza secondo la quale il provvedimento impugnato è stato emesso da un funzionario che era privo dell'attribuzione dei poteri; invero anche solo da un attenta lettura del provvedimento medesimo si poteva constatare che accanto alla firma del Responsabile del servizio II è presente anche la firma del Responsabile del Settore III al quale è attribuibile l'emissione del provvedimento.
Del pari infondato è, poi, il terzo motivo di gravame. Infatti, secondo il costante orientamento giurisprudenziale, presupposto per l’emanazione dell’ordinanza di demolizione di opere edilizie abusive è soltanto la constatata esecuzione di queste ultime in assenza o in totale difformità dal titolo concessorio, per cui l’ordinanza stessa è atto dovuto ed è sufficientemente motivata con l’accertamento dell’abuso, essendo in re ipsa l’interesse pubblico alla rimozione di esso. (cfr. Cons. Stato, Sez. V, 11 febbraio 1999, n.143 e Sez. II, 12 maggio 1999, n. 729/ /99; C.G.A., Sezioni riunite, 5 aprile 2011, n. 940/10; 10 gennaio 2012, n. 2281/11; 12 dicembre 2012, n.1164/12; 14 aprile 2015, n. 558/14; 20 ottobre 2015, n. 969/14). Peraltro nella specie l'ordinanza di demolizione consegue al rigetto dell'istanza di accertamento di conformità, nonché al decreto presidenziale di rigetto del ricorso straordinario presentato avverso il silenzio rigetto della suddetta istanza ed è, quindi, atto vincolato e dovuto.
Anche il quarto motivo di ricorso non risulta meritevole di accoglimento atteso che la giurisprudenza univocamente ritiene che la mancata notificazione al comproprietario dell'ingiunzione non inficia di per sé la legittimità della disposta misura repressiva essendo sufficiente notificare l'ingiunzione di demolizione ad uno solo dei comproprietari o al solo responsabile dell'abuso i quali devono adoperarsi in funzione ripristinatoria e non sanzionatoria dell'atto.(cfr. C.G.A., Sezioni riunite, 7 giugno 2011, n. 728/10).
Alla stregua delle considerazioni sopra svolte, il ricorso risulta infondato.
P.Q.M.
Il Collegio, a Sezioni riunite, esprime l’avviso che il ricorso debba essere respinto.

 
 
L'ESTENSOREIL PRESIDENTE
Giovanni Lo BueClaudio Zucchelli
 
 
 
 
IL SEGRETARIO
Giuseppe Chiofalo



DINIEGO CONCESSIONE EDILIZIA BELLIS ERNESTA CARUSO DANIELE E CLAUDIO ISOLA DELLE FEMMINE, si dimettono i consiglieri comunali di minoranza Si attende la nomina del Commissario Straordinario
COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE
PROVINCIA DI PALERMO
Ufficio Tecnico - III Settore UTC: II Servizio Sanatoria e Abusivismo
Via C. Colombo n.3 – 90040 - Isola delle Femmine

DINIEGO DI CONCESSIONE IN SANATORIA N.07 del 24/04/2012

Il Responsabile del III Settore

• Vista l’istanza di Sanatoria Edilizia presentata ai sensi del D.L. 30 settembre 2003 n. 269 in data 07/12/04, prot. n. 14233, dalla Sig.ra Bellis Ernesta, nata a Sacile (PN) il 04/03/1914, residente a Padova, via A. Ampere n. 82, C.F.: BLLRST14C44H657Z, comprendente due sub-istanze:

1. Istanza progr. 01 per la realizzazione di un fabbricato a solo piano terra per civile abitazione avente una superficie utile di mq. 27,00 in viale dei Saraceni su terreno censito al N.C.T. al F. 3 part. 1766 sub 2;

2. Istanza progr. 02 per la realizzazione di un fabbricato a solo piano terra per civile abitazione avente superficie utile di mq.25,00 in viale dei Saraceni su terreno censito al N.C.T. al F. 3 part. 1766 sub 3;

• Considerato che la sig.ra Bellis Ernesta, sopra generalizzata, risulta deceduta in Isola delle Femmine il 19/08/11 e pertanto gli eredi risultano essere i figli CARUSO DANIELE nato a Palermo il 23/02/1951 ed ivi residente in via Polara n. 97 c. f.: CRS DNL 51B23 G273M, e CARUSO CLAUDIO nato a Palermo il 13/11/1952 e residente a Padova in via A. Ampere n. 82, c.f.: CRS CLD 52S13 G273Z;

• Visti gli atti tecnico progettuali allegati alla domanda;

• Viste le dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà, rese ai sensi del D.P.R. 445/2000, nelle quali la sig. Bellis Ernesta, sopra generalizzata, dichiara che le opere oggetto di istanza di sanatoria prot. n. 14233 del 07/12/04, progr. 01 e 02 sono state realizzate alla data del 10/01/03;

• Accertato, sulla base dei riscontri effettuati da questo ufficio sulla cartografia acquisita dall’Assessorato Territorio e Ambiente ed in particolare Carta Numerica Regionale Foglio 5940310 – Ripresa aerea Agosto 2004 e quindi in epoca successiva al 31/03/2003 indicato dal comma 25 dell’art. 32 D.L. 269/2003 quale termine per l’ultimazione delle opere abusive suscettibili di sanatoria, che il terreno sito in viale dei Saraceni del Comune di Isola delle Femmine ed individuato in catasto al foglio 3 particella 1766 sul quale sono state realizzate le opere abusive oggetto dell’istanza di sanatoria prot. n° 14233 del 07/12/2004, alla data della ripresa aerea (agosto 2004) era libero da fabbricati e/o costruzioni;

• Ritenuto, pertanto, pacificamente acclarato che alla data del 31/03/2003 le opere abusive in oggetto specificate non erano state né iniziate, né tanto meno ultimate e che conseguentemente per le stesse non sussistono i presupposti di fatto e di diritto previsti dalla legge per l’ammissibilità a sanatoria, ed in particolare quello della ultimazione delle opere entro il termine legislativamente previsto;

• Vista la richiesta di notifica provvedimento del 07/03/2012, prot. n. 0003590 a carico di Caruso Daniele, e l’ulteriore richiesta di notifica provvedimento del 07/03/2012 prot. n. 0003591, a carico di Caruso Claudio;

• Considerato che il Preavviso di Diniego di Concessione Edilizia in Sanatoria ai sensi dell’art. 11 bis, comma 1 della L.R. n. 10/91, del 07/03/2012 prot. n. 0003589, è stato regolarmente notificato al Sig. Caruso Claudio, sopra generalizzato, in data 15/03/12 secondo le modalità previste dall’art. 140 c.p.c. dall’ufficio messi del comune di Padova, ed al sig. Caruso Daniele, sopra generalizzato, in data 15/03/12 regolarmente notificato all’interessato dall’ufficio messi del comune di Palermo;

• Rilevato che entro il termine assegnato per la presentazione di osservazioni, è pervenuta in data 23/03/12, prot. n. 4432, da parte della ditta Caruso Daniele, sopra generalizzato, una richiesta di archiviazione del procedimento per decorrenza dei termini;

• Considerato che nelle osservazioni fatte pervenire dalla ditta Caruso Daniele non è contenuto alcun elemento utile a superare i motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza di condono, limitandosi l’interessato a ritenere che “le motivazioni ostative addotte da questo Ufficio Tecnico siano frutto di errore”;

• Accertato, tuttavia, che le opere realizzate abusivamente per le quali è stata richiesta la relativa legittimazione, non risultano suscettibili di sanatoria in quanto per le stesse non sussistono i presupposti di fatto e di diritto previsti dalla legge per l’ammissibilità a sanatoria ed in particolare i quanto: a) non è verificata la condizione del completamento al rustico delle opere abusive entro la data del 31/03/2003 termine previsto dal comma 25 dell’art. 32 D.L. 269/2003; b) le opere abusive sono comunque non suscettibili di sanatoria in quanto rientrano nell’ipotesi di insanabilità di cui all’art. 32 comma 27 lettera d) D.L. 269/2003 trattandosi di opere abusive non conformi allo strumento urbanistico realizzate in area soggetta a vincolo paesaggistico imposto prima della esecuzione dell’abuso; c) le opere abusive non sono comunque sanabili in quanto realizzate in area soggetta a vincolo assoluto di in edificabilità operante ope legis in forza dell’art. 15 lett. a) L.R. 78/76;

• Visto l’art. 32, comma 25, del D. L. 30 settembre 2003, n. 269 convertito con modificazioni dalla L. 24 novembre 2003 n. 326;

• Rilevato che gli immobili risultano censiti al N.C.E.U. del Comune di Isola delle Femmine al foglio n. 3 particella 2314, sub 1 (corte), sub. 2 e sub 3;

• Vista la Legge 28 febbraio 1985 n. 47 recepita dalla L.R. n. 37/85 e ss.mm.ii.;

• Visto l’art. 32 della Legge 30 settembre 2003 n. 326;

• Visto l’art. 15 lett. a) L.R. 78/76;

• Visto l’art. 24 della L.R. 5 novembre 2004 n. 15;

• Visto l’art. 107 del D. Lgs del 18 agosto 2000 n. 267;

• Visti gli strumenti urbanistici comunali vigenti;

DENEGA

• La concessione edilizia in sanatoria per le opere abusive oggetto dell’istanza di condono edilizio presentata ai sensi del D.L. 30 settembre 2003 n. 269 convertito con modificazioni dalla L.24 novembre 2003, n. 326, in data 07/12/04, prot. n. 14233, progr. 01 e 02, pratica n. 79/04, dalla Sig.ra Bellis Ernesta, nata a Sacile (PN) il 04/03/1914, residente a Padova, via A. Ampere n. 82, C.F.: BLLRST14C44H657Z, per la realizzazione di un fabbricato a solo piano terra per civile abitazione avente una superficie utile di mq. 27,00 in viale dei Saraceni su terreno censito al N.C.T. al F. 3 part. 1766 oggi N.C.E.U. F. 3 part. 2314 sub 2 (progr. 01) e fabbricato a solo piano terra per civile abitazione avente superficie utile di mq.25,00 in viale dei Saraceni su terreno censito al N.C.T. al F. 3 part. 1766 oggi N.C.E.U. F. 3 part. 2314 sub 3 (progr. 02), oggi di proprietà di CARUSO DANIELE nato a Palermo il 23/02/1951 ed ivi residente in via Polara n. 97 c. f.: CRS DNL 51B23 G273M e CARUSO CLAUDIO nato a Palermo il 13/11/1952 e residente a Padova in via A. Ampere n. 82, c.f.: CRS CLD 52S13 G273Z, stante l’improcedibilità della stessa in quanto per le stesse non sussistono i presupposti di fatto e di diritto previsti dalla legge per l’ammissibilità a sanatoria ed in particolare i quanto: a) non è verificata la condizione del completamento al rustico delle opere abusive entro la data del 31/03/2003 termine previsto dal comma 25 dell’art. 32 D.L. 269/2003; b) le opere abusive sono comunque non suscettibili di sanatoria in quanto rientrano nell’ipotesi di insanabilità di cui all’art. 32 comma 27 lettera d) D.L. 269/2003 trattandosi di opere abusive non conformi allo strumento urbanistico realizzate in area soggetta a vincolo paesaggistico imposto prima della esecuzione dell’abuso; c) le opere abusive non sono comunque sanabili in quanto realizzate in area soggetta a vincolo assoluto di in edificabilità operante ope legis in forza dell’art. 15 lett. a) L.R. 78/76;

DISPONE

Di notificare agli interessati a cura del messo comunale, l’originale del presente atto, nei modi prescritti dalla legge.

Avverso il presente provvedimento l’interessato può proporre ricorso giurisdizionale al competente T.A.R., entro 60 giorni dalla data di notifica.

Il Responsabile del Servizio Il Responsabile del Settore Urbanistica

F.to Arch. Monica Giambruno F.to Ing. Francesca Usticano


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