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Tuesday, November 22, 2016

Entro dicembre i Comuni dovranno restituire 500 milioni di Euro di scoperture alle banche. E i debiti fuori Bilancio?



Entro dicembre i Comuni dovranno restituire 500 milioni di Euro di scoperture alle banche. E i debiti fuori Bilancio?



Lo prevede la riforma della contabilità dello Stato, il Decreto nazionale n. 118 del 2011. Di fatto, i Comuni dell’isola, che sono creditori, verso la Regione, di 465 milioni di Euro, stanno lavorando con le scoperture facendo pagare gli interessi agli ignari cittadini. Non solo. A fine anno arrivano i pagamenti dei debiti fuori Bilancio, forse il più grande raggiro inventato dalla politica negli ultimi dieci anni. Li pagheranno con le scoperture bancarie? I consiglieri comunali che approveranno il pagamento dei debiti fuori bilancio con eventuali scoperture rischiano o no il danno erariale? 
La notizia viene tenuta bassa per non creare allarmismo. Ma è lì, prevista da una legge dello Stato: la riforma della contabilità pubblica, provvedimento noto anche come Decreto nazionale n. 118 del 2011. In base a questa legge, entro il 31 dicembre di quest’anno i Comuni dovranno azzerare le scoperture di tesoreria(leggere indebitamento con le banche). Per la Sicilia si annuncia, di fatto, un disastro finanziario, se è vero che i Comuni della nostra Isola sono indebitati con le banche per una cifra di poco superiore ai 500 milioni di Euro.
Renzi viene spesso in Sicilia e ci viene a dire che, per il Sud ci sono pronti gli sgravi fiscali. Ma né lui, né i sindaci siciliani – che sono quasi tutti del centrosinistra – ci raccontano come stanno in realtà le cose. Ve lo diciamo noi come stanno le cose, Bilanci pubblici alla mano.
I Comuni siciliani aspettano – e siamo già a fine novembre – che la Regione eroghi la terza e la quarta annualità delle risorse finanziarie previste dalla legge. Si tratta di circa 170 milioni di Euro.
All’appello mancano anche 180 milioni di Euro per il pagamento dei precari.
A questi si sommano i 115 milioni di fondi PAC che l’assessore-commissario della Regione siciliana, nei mesi scorsi, assicurava che avrebbero potuto essere utilizzati per il pagamento delle rate dei mutui: cosa non vera, come ha sempre sostenuto – ma mai ascoltato – il vice presidente dell’ANCI Sicilia, Paolo Amenta.
Se sommiamo questi fondi si arriva a 465 milioni di Euro: questi i soldi che la Regione siciliana deve ancora versare ai Comuni.
Guarda caso, sono, pressappoco, i debiti dei Comuni siciliani con le banche.
Di fatto, su circa 500 milioni di debiti che i Comuni hanno contratto con il sistema bancario, ben 465 milioni di Euro sono soldi che la Regione non ha erogato ai Comuni.
Poi ché siamo a fine novembre sta per succedere quanto segue.
I Comuni siciliani, contemporaneamente, entro il 31 dicembre dovranno pagare:
le tredicesime ai dipendenti;
una parte delle rate dei mutui;
i fornitori.
Contemporaneamente, a norma del Decreto 118, dovranno rientrate dalle scoperture bancarie.
Domande.
Prima domanda: se la Regione non erogherà ai Comuni siciliani i 465 milioni di Euro come faranno a rientrare dalle scoperture bancarie?
Seconda domanda: se, com’è probabile, il Governo nazionale autorizzerà i Comuni a non rimborsare le scoperture con le banche chi è che pagherà gli interessi?
Li pagherà il Governo nazionale di Matteo Renzi che ha tagliato i fondi alla Regione siciliana e ai Comuni?
Li pagherà la Regione siciliana che non eroga ai Comuni i 465 milioni di Euro del 2016?
Oppure li pagheranno gli ignari cittadini siciliani – che già pagano le addizionali più alte d’Italia – con nuove tasse e nuove imposte comunali?
Ultima domanda: siamo a dicembre, periodo in cui i Comuni – con un voto dei Consigli comunali – pagano i debiti fuori Bilancio. Se anche quest’anno – alla luce delle prescrizioni previste dal Decreto 118 – i Comuni dovessero autorizzare il pagamento dei debiti fuori Bilancio, i consiglieri comunali che voteranno questi provvedimenti non sarebbero a rischio di danno erariale?
Infatti, se non ci dovessero essere i soldi per rientrare dalle scoperture con le banche, come potrebbero, i Consigli comunali, autorizzare il pagamento dei debiti fuori Bilancio?
I debiti fuori Bilancio di quest’anno verrebbero forse pagati con le scoperture di tesoreria dalle quali, gli stessi Comuni, in base al 118, dovrebbero rientrare?
Aspettiamo risposte…
Decreto legislativo del 23 giugno 2011 n. 118 -
1-quater. Agli enti locali che presentino, nell'ultimo rendiconto deliberato, un disavanzo di amministrazione ovvero debiti fuori bilancio, ancorche' da riconoscere, nelle more della variazione di bilancio che dispone la copertura del disavanzo e del riconoscimento e finanziamento del debito fuori bilancio, e' fatto divieto di assumere impegni e pagare spese per servizi non espressamente previsti per legge. Sono fatte salve le spese da sostenere a fronte di impegni gia' assunti nei precedenti esercizi.»;
Per vincoli formalmente attribuiti dall'ente si intendono quelli previsti dal principio applicato 9.2, derivanti da "entrate straordinarie, non aventi natura ricorrente, accertate e riscosse cui l'amministrazione ha formalmente attribuito una specifica destinazione. E' possibile attribuire un vincolo di destinazione alle entrate straordinarie non aventi natura ricorrente solo se l'ente non ha rinviato la copertura del disavanzo di amministrazione negli esercizi successivi, ha provveduto nel corso dell'esercizio alla copertura di tutti gli eventuali debiti fuori bilancio (per gli enti locali compresi quelli ai sensi dell'articolo 193 del TUEL, nel caso in cui sia stata accertata, nell'anno in corso e nei due anni precedenti l'assenza dell' equilibrio generale di bilancio)". Con particolare riferimento alle regioni si rappresenta che:  
g) gli impegni derivanti dal conferimento di incarico a legali esterni, la cui esigibilita' non e' determinabile, sono imputati all'esercizio in cui il contratto e' firmato, in deroga al principio della competenza potenziata, al fine di garantire la copertura della spesa. In sede di predisposizione del rendiconto, in occasione della verifica dei residui prevista dall'articolo 3, comma 4 del presente decreto, se l'obbligazione non e' esigibile, si provvede alla cancellazione dell'impegno ed alla sua immediata re-imputazione all'esercizio in cui si prevede che sara' esigibile, anche sulla base delle indicazioni presenti nel contratto di incarico al legale. Al fine di evitare la formazione di debiti fuori bilancio, l'ente chiede ogni anno al legale di confermare o meno il preventivo di spesa sulla base della quale e' stato assunto l'impegno e, di conseguenza, provvede ad assumere gli eventuali ulteriori impegni. Nell'esercizio in cui l'impegno e' cancellato si iscrive, tra le spese, il fondo pluriennale vincolato al fine di consentire la copertura dell'impegno nell'esercizio in cui l'obbligazione e' imputata. Al riguardo si ricorda che l'articolo 3, comma 4, del presente decreto prevede che le variazioni agli stanziamenti del fondo pluriennale vincolato e dell'esercizio in corso e dell'esercizio precedente necessarie alla reimputazione delle entrate e delle spese reimputate sono effettuate con provvedimento amministrativo della giunta entro i termini previsti per l'approvazione del rendiconto.
- l'utilizzo dell'avanzo di amministrazione accertato, a seguito dell'approvazione del conto consuntivo dell'esercizio precedente, a condizione che siano rispettate le seguenti priorita':
a) per finanziamento di eventuali debiti fuori bilancio;
b) al riequilibrio della gestione corrente;
c) per accantonamenti per passivita' potenziali (ad es. al fondo crediti di dubbia esigibilita');
d) al finanziamento di spese di investimento e/o estinzione anticipata di prestiti.
Al fine di consentire la procedura contabile descritta, e' necessario che, nel sistema informativo contabile dell'ente, sia introdotta un'apposita procedura contabile che consente la registrazione dell'impegno e del pagamento per azioni esecutive, ai fini del riconoscimento dei debiti fuori bilancio gia' pagati, da effettuarsi in assenza di stanziamento.
E' del tutto scorretta e, al fine di garantire il rispetto del principio della competenza finanziaria, non puo' piu' essere seguita, la prassi che prevede, a seguito del necessario riconoscimento dei "debiti fuori bilancio":
a) la richiesta al tesoriere di trasportare i sospesi all'esercizio in corso (successivo a quello in cui il pagamento e' stato effettuato),
b) l'impegno e l'emissione dell'ordinativo con imputazione all'esercizio in cui il debito e' formalmente riconosciuto.
Infatti, tale prassi comporta l'imputazione degli impegni e dei pagamenti ad un esercizio successivo a quello di competenza e, conseguentemente, l'elaborazione dei rendiconti finanziari relativi ai due esercizi considerati "non veri": il rendiconto dell'esercizio in cui il pagamento e' stato effettuato non rappresenta tutte le spese di competenza dell'anno, quello successivo rappresenta spese che non sono di competenza dell'esercizio.
SERVIZIO DI TESORERIA 
Pertanto, in attuazione di tale principio, e' obbligatorio, per gli enti, regolarizzare tutte le carte contabili riguardanti le anticipazioni di tesoreria ed i relativi rimborsi ed e' assolutamente esclusa la possibilita' di registrare le anticipazioni di tesoreria a saldo. Il tesoriere recepisce tale impostazione d'iniziativa senza attendere indicazioni dell'ente; resta inteso che il tesoriere produce il proprio conto con le carte contabili relative all'utilizzo ed al rientro dell'anticipazione di tesoreria per la parte che eventualmente dovesse risultare ancora non regolarizzata.
Il mancato utilizzo degli incassi vincolati per il pagamento delle spese correnti ai sensi dell’articolo 195 del TUEL comporta l’attivazione dell’anticipazione di tesoreria e, conseguentemente, la relativa spesa per interessi passivi.
E’ pertanto necessaria, da parte degli enti, la massima attenzione nella gestione della propria liquidità, compresa quella temporaneamente depositata presso altri conti correnti e di depositi, al fine di evitare che l’ente vada in anticipazione quando dispone di risorse liquide e la relativa spesa per interessi.
Nel caso in cui, alla fine dell’esercizio, l’ente risulti in anticipazione di tesoreria, le disponibilità liquide presentano un importo pari a zero. Le anticipazioni di tesoreria sono rappresentate tra i debiti.

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