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Thursday, November 24, 2016

Sentenza TAR del Lazio su rinnovo AIA inceneritori Colleferro

N. 11720/2016 REG.PROV.COLL

N. 15602/2015 REG.RIC


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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
(Sezione Prima Ter)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 15602 del 2015, integrato da motivi aggiunti, proposto da:
Comune di Colleferro, rappresentato e difeso dall'avvocato Vittorina Teofilatto, con domicilio eletto presso il suo studio in Roma, viale delle Milizie, 1; 
contro
Regione Lazio, rappresentata e difesa dall'avv. Teresa Chieppa, domiciliata in Roma, via Marcantonio Colonna, 27, presso la sede della avvocatura regionale;
Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliata in Roma, via dei Portoghesi, 12; 
nei confronti di
Soc Lazio Ambiente Spa, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dagli avvocati Giorgio Fraccastoro e Nicola Tassoni, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Giorgio Fraccastoro in Roma, via Piemonte, 39; 
e con l'intervento di
ad adiuvandum:
- Rete per la tutela della Valle del Sacco ed altre associazioni, rappresentate e difese dall'avvocato Vittorina Teofilatto, con domicilio eletto presso il suo studio in Roma, viale delle Milizie, 1;
- Associazione Raggio Verde, rappresentata e difesa dagli avvocati Daniela Terracciano e Alessandro Di Matteo, con domicilio eletto presso Studio Legale Di Matteo - Terracciano in Roma, viale delle Milizie N.1; 
per l'annullamento
- della determinazione della Regione Lazio n. G12095 dell’8.10.2015, relativa all’estensione della validità dell’autorizzazione integrata ambientale dell’impianto di termovalorizzazione e recupero energetico da CDR sito nel Comune di Colleferro - località Collesughero.

Visti il ricorso, i motivi aggiunti e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio di Regione Lazio e di Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e di Soc Lazio Ambiente Spa;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 7 novembre 2016 il dott. Alessandro Tomassetti e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO e DIRITTO
Con il ricorso in epigrafe il Comune di Colleferro ha impugnato la determinazione della Regione Lazio, Direzione Territorio, Urbanistica, Mobilità e Rifiuti, del 08.10.2015, n. G12095, pubblicata sul B.U.R. Lazio in data 15.10.2015 e comunicata al Comune il 14.10.2015, nonchè tutti
gli atti presupposti e consequenziali.
In particolare, con la determinazione impugnata, la Regione Lazio ha proceduto ad estendere la durata della Autorizzazione Integrata Ambientale dell’impianto di termovalorizzazione e recupero energetico da CDR sito nel Comune di Colleferro in località Collesughero, fino all’8 maggio 2019, previa accettazione della estensione della garanzia fideiussoria relativa alle attività del gestore Lazio Ambiente S.p.a. fino all’8 maggio 2012, dopo che la Lazio Ambiente S.p.a., gestore l’impianto, aveva presentato istanza di rinnovo dell’AIA del 9 maggio 2009 in data 4 novembre 2013.
Secondo la Regione Lazio, l’AIA dell’impianto in questione, che sarebbe venuta a scadere l’8 maggio 2014, poteva essere estesa fino all’8 maggio 2019 essendo, medio tempore, stata attuata nel nostro ordinamento la direttiva comunitaria 2010/75 che prevede che le autorizzazioni degli impianti possono avere una durata decennale ed essendo stata emanata la circolare del Ministero dell’Ambiente prot. n. 2295 del 27 ottobre 2014, che ha dato linee di indirizzo sulle modalità applicative delle novità introdotte dal D.Lgs. n. 46/2014 di attuazione della direttiva comunitaria 2010/75.
Con successiva nota prot. n. GR/02/16/43297 in data 27 gennaio 2016, la Regione Lazio ha comunicato l’avvio di un procedimento di riesame ex art. 29 octies D.Lgs. n. 152/2006, a seguito delle modifiche normative intervenute in attuazione della direttiva 2010/75/UE, con particolare riferimento al quadro emissivo ed al piano di monitoraggio e controllo.
Tale nota è stata impugnata con motivi aggiunti dalla odierna ricorrente con riguardo alla circostanza secondo cui, nonostante la asserita inottemperanza alle prescrizioni dell’AIA 2009, la Regione Lazio ha consentito la proroga dell’impianto non imponendo la sospensione – ex art. 29 decies, comma 9, D.Lgs. n. 152/2006.
Si sono costituiti in giudizio la Regione Lazio, il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e la Soc Lazio Ambiente Spa.
Hanno proposto intervento ad adiuvandum l’associazione Raggio Verde, l’associazione Rete per la tutela della Valle del Sacco ed altre associazioni.
Alla udienza del 7 novembre 2016 il ricorso è stato trattenuto in decisione.
Il ricorso ed i motivi aggiunti sono improcedibili per sopravvenuta carenza di interesse.
Così come evidenziato negli atti di causa, infatti, nota prot. n. GR/02/16/43297, in data 27 gennaio 2016, la Regione Lazio ha comunicato l’avvio di un procedimento di riesame ex art. 29 octies, D.Lgs. n. 152/2006, a seguito delle modifiche normative intervenute in attuazione della direttiva 2010/75/UE, con particolare riferimento al quadro emissivo ed al piano di monitoraggio e controllo (si legge nella citata nota che “Preso atto che il citato D.Lgs. 11 maggio 2005, n. 133 è stato abrogato il 01/01/2016 per effetto dell’introduzione del Titolo III-bis all’interno del D.Lgs. 152/06 Parte IV dal D.Lgs. 4 marzo 2014, n. 46 “Attuazione della direttiva 2010/75/UE relativa alle emissioni industriali (prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento)”, occorre procedere ad un riesame, ai sensi dell’art. 29-octies del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i., dell’autorizzazione integrata ambientale (A.I.A.) rilasciata alla medesima Società, ed in particolare dovranno essere oggetto di nuova valutazione il quadro emissivo ed il piano di monitoraggio e controllo. Ai fini dell’espletamento del procedimento in oggetto viene richiesto a codesta Società di produrre l’idonea documentazione tecnica finalizzata al riesame unitamente alla cd. relazione di riferimento di cui all’art. 29-sexies, comma 9 sexies, Comunicazione della Commissione Europea 2014/C136/01, come stabilito con D.M. Min. Ambiente n. 272 del 13.11.2014, che sarà valutata nell’ambito del procedimento di riesame”).
Appare evidente, dunque, che il disposto riesame non può che determinare la carenza di interesse al ricorso introduttivo, superato dalla necessaria rivalutazione – come, peraltro, richiesto dalla parte ricorrente – della autorizzazione integrata ambientale che condurrà ad un nuovo provvedimento confermativo ovvero modificativo dell’AIA oggetto di impugnazione.
Quanto, poi, agli atti impugnati nei motivi aggiunti, occorre osservare come l’avvio del procedimento di riesame dell’AIA, determini la improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse sia dell’impugnazione della nota regionale in data 10 gennaio 2016 (relativa alla presa d’atto della ottemperanza alla prescrizione n. 8), sia dell’impugnazione della nota del 15 gennaio 2016 (che impone un monitoraggio specifico per tre mesi dei piezometri), in considerazione del fatto che il disposto riesame avrà ad oggetto la valutazione di idoneità di tutti i parametri ambientali di esercizio dell’impianto.
In merito, infine, alla impugnazione della nota prot. n. GR/02/16/43297 in data 27 gennaio 2016, di avvio del procedimento di riesame, sotto il profilo della disposta proroga dell’impianto in luogo della sospensione ex art. 29 decies, comma 9, D.Lgs. n. 152/2006, è sufficiente rilevare che la Regione, nella comunicazione di avvio del procedimento di riesame, correttamente richiama il disposto di cui all’art. 29 octies, comma 11, D.Lgs. n. 152/2006, secondo cui “Fino alla pronuncia dell'autorità competente in merito al riesame, il gestore continua l'attività sulla base dell'autorizzazione in suo possesso”.
In presenza del riesame, infatti, trova applicazione il disposto di cui all’art. 29 octies, comma 11, D.Lgs. n. 152/2006, mentre la sospensione ex art. 29 decies, comma 9, D.Lgs. n. 152/2006, trova fondamento su presupposti differenti che richiedono, in ogni caso, un idoneo accertamento ed una previa contestazione (art. 29 decies, comma 9, D.Lgs. n. 152/2006 “In caso di inosservanza delle prescrizioni autorizzatorie o di esercizio in assenza di autorizzazione, ferma restando l'applicazione delle sanzioni e delle misure di sicurezza di cui all'articolo 29-quattuordecies, l'autorità competente procede secondo la gravità delle infrazioni: a) alla diffida, assegnando un termine entro il quale devono essere eliminate le inosservanze, nonché un termine entro cui, fermi restando gli obblighi del gestore in materia di autonoma adozione di misure di salvaguardia, devono essere applicate tutte le appropriate misure provvisorie o complementari che l'autorità competente ritenga necessarie per ripristinare o garantire provvisoriamente la conformità; b) alla diffida e contestuale sospensione dell'attività per un tempo determinato, ove si manifestino situazioni, o nel caso in cui le violazioni siano comunque reiterate più di due volte all'anno; c) alla revoca dell'autorizzazione e alla chiusura dell'installazione, in caso di mancato adeguamento alle prescrizioni imposte con la diffida e in caso di reiterate violazioni che determinino situazioni di pericolo o di danno per l'ambiente; d) alla chiusura dell'installazione, nel caso in cui l'infrazione abbia determinato esercizio in assenza di autorizzazione”).
Conseguentemente e per i motivi esposti, il ricorso ed i motivi aggiunti sono improcedibili per sopravvenuta carenza di interesse, mentre le spese processuali possono essere compensate per intero tra le parti in considerazione della sussistenza di giusti motivi, anche in relazione all’intervenuta risoluzione della vicenda sotto un profilo meramente processuale.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima Ter), definitivamente pronunciando sul ricorso e sui motivi aggiunti, come in epigrafe proposti, li dichiara improcedibili per sopravvenuta carenza di interesse.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 7 novembre 2016 con l'intervento dei magistrati:
Germana Panzironi, Presidente
Alessandro Tomassetti, Consigliere, Estensore
Francesca Romano, Referendario
 
 
L'ESTENSOREIL PRESIDENTE
Alessandro TomassettiGermana Panzironi
 
 
 
 
 
IL SEGRETARIO

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