CONTRO L'ARROGANZA DEL POTERE:

PER LA LEGALITA', PER LA PARTECIPAZIONE, PER LA TRASPARENZA. PER IL CONFRONTO,PER LA CONDIVISIONE, PER L'INCLUSIONE, PER LA SOLIDARIETA', PER LA PROGETTUALITA', PER LA REALIZZAZIONE, PER L'ACCOGLIENZA, PER IL RISPETTO








Wednesday, November 16, 2016

ACCESSO AGLI ATTI OBBLIGHI DI PUBBLICITA' TRASPARENZA NELLE PUBBLICHE AMINISTRAZIONI LE SANZIONI

AUTORITA' NAZIONALE ANTICORRUZIONE
PROVVEDIMENTO 16 novembre 2016 
Regolamento in materia di  esercizio  del  potere  sanzionatorio,  ai sensi dell'articolo 47 del decreto legislativo 14 marzo 2013, n.  33, come modificato dal  decreto  legislativo  25  maggio  2016,  n.  97. (16A08402) (GU n.284 del 5-12-2016)
Parte I

                L'AUTORITA' NAZIONALE ANTICORRUZIONE

  Vista la legge 6 novembre 2012, n. 190, recante  «Disposizioni  per la prevenzione e la repressione della corruzione  e  dell'illegalita' nella pubblica amministrazione»;
  Visto  il  decreto  legislativo  14  marzo  2013,  n.  33,  recante «Riordino della disciplina riguardante gli obblighi  di  pubblicita', trasparenza e diffusione di informazioni  da  parte  delle  pubbliche amministrazioni», adottato ai sensi dell'art. 1, commi 35 e 36  della predetta legge n. 190 del 2012;
  Visto il  decreto  legislativo  25  maggio  2016,  n.  97,  recante «Revisione  delle  disposizioni  in  materia  di  prevenzione   della corruzione, pubblicita'  e  trasparenza,  correttivo  della  legge  6 novembre 2012, n. 190, e del decreto legislativo 14  marzo  2013,  n. 33» adottato in attuazione dell'art. 7 della legge 7 agosto 2015,  n. 124;
  Visto l'art. 19 del decreto legislativo 19  agosto  2016,  n.  175, recante  «Testo  unico  in  materia  di  societa'  a   partecipazione pubblica» adottato in attuazione dell'art. 18 della  legge  7  agosto 2015, n. 124;
  Vista la legge 24 novembre 1981, n. 689, riguardante «Modifiche  al sistema penale», con particolare riferimento agli articoli  da  13  a 18;
  Vista la legge 5 luglio 1982, n. 141, recante «Disposizioni per  la pubblicita'  della  situazione  patrimoniali  titolari   di   cariche elettive e di cariche direttive di alcuni enti»;
  Visto l'art. 14, comma 4, lettera g)  del  decreto  legislativo  27 ottobre 2009, n. 150, recante «Attuazione della legge 4  marzo  2009, n. 15, in materia di ottimizzazione della  produttivita'  del  lavoro pubblico e di efficienza trasparenza delle pubbliche amministrazioni» che attribuisce all'Organismo indipendente di valutazione il  compito di attestare l'assolvimento degli obblighi relativi alla trasparenza;
  Visto l'art. 34-bis del decreto-legge  18  ottobre  2012,  n.  179, convertito  in  legge  17  dicembre  2012,  n.  221,   che   consente all'Autorita' nazionale anticorruzione di  potersi  avvalere  per  le attivita' di  vigilanza  di  propria  competenza  dell'ausilio  della Guardia di finanza;
  Ritenuto necessario disciplinare,  in  virtu'  di  quanto  previsto dall'art. 47, comma 3 del decreto legislativo 14 marzo 2013,  n.  33, come modificato dall'art. 38 del decreto legislativo 25 maggio  2016, n.  97,  il  nuovo  potere  sanzionatorio  attribuito   all'Autorita' nazionale anticorruzione;
  Ritenuto necessario interpretare la disposizione di cui al comma  3 dell'art. 47 del decreto legislativo  14  marzo  2013,  n.  33,  come modificato dall'art. 38 del decreto legislativo 25  maggio  2016,  n. 97, in maniera coerente con le altre disposizioni di cui allo  stesso articolo,   anche   per   garantire   omogeneità   di    trattamento nell'esercizio del potere  sanzionatorio  in  materia  di  violazione degli obblighi di trasparenza;
  Ritenuto, pertanto, che l’Autorità nazionale  anticorruzione  deve considerarsi competente a irrogare le sanzioni di cui ai commi  1-bis e 2 dell'art. 47 del decreto legislativo 14 marzo 2013, n.  33,  come modificato dall'art. 38 del decreto legislativo 25  maggio  2016,  n. 97, e di conseguenza  anche  di  quelle  previste  dall'art.  19  del decreto legislativo 19 agosto 2006,  n.  175,  in  quanto  esse  sono determinate per relationem  attraverso  il  richiamo  al  più  volte citato art. 47 del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33;

                              E m a n a                        il seguente regolamento:
                               Art. 1
                             Definizioni

  Ai fini del presente regolamento, si intende per:
    a) «Autorita'», l'Autorita' nazionale anticorruzione;
    b) «Presidente», il Presidente dell'Autorita';
    c) «Consiglio», il Consiglio dell'Autorita';
    d) «Ufficio», l'Ufficio competente dell'istruttoria  relativa  al procedimento sanzionatorio per le violazioni  sanzionabili  ai  sensi dell'art. 47 del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33;
    e) «responsabile del  procedimento»,  il  dirigente  responsabile dell'Ufficio, ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241, art. 5;
    f) «amministrazioni ed enti  interessati»,  i  soggetti  compresi nell'ambito di applicazione del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33;
    g) «responsabile per la trasparenza», il soggetto individuato  da ciascuna  amministrazione  ai  sensi   dell'art.   43   del   decreto legislativo 14 marzo  2013,  n.  33,  ovvero  il  Responsabile  della prevenzione corruzione, individuato in conformita' all'art. 1,  comma 7, della legge 6 novembre 2012, n. 190, come modificato  dal  decreto legislativo, 25 maggio 2016, n. 97;
    h) «OIV» l'Organismo indipendente di valutazione di cui  all'art. 14 del 25 maggio 2016, n. 97;
    i)  «responsabile  della   violazione»,   il   responsabile   del comportamento  sanzionato  ai  sensi   dell'art.   47   del   decreto legislativo n. 14 marzo 2013,  n.  33  o  dell'art.  19  del  decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175.
                               Art. 2
                  Oggetto e ambito di applicazione

  1. Il presente regolamento disciplina il procedimento sanzionatorio per l'irrogazione, da parte dell'Autorita',  delle  sanzioni  di  cui all'art. 47 del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 e  dell'art. 19 del decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175.
                               Art. 3
                    Responsabile del procedimento
  1. Il responsabile del procedimento e'  il  dirigente  responsabile dell'Ufficio  competente  dell'istruttoria  per  l'irrogazione  delle sanzioni di cui  al  presente  regolamento.  Egli  puo'  individuare, all'interno  dell'Ufficio,  un   funzionario   per   lo   svolgimento dell'istruttoria relativa ai singoli procedimenti.
  2.  Il  responsabile  del  procedimento  assicura   il   legittimo, adeguato,  completo  e   tempestivo   svolgimento   dell'istruttoria, garantendo il contraddittorio e l'effettivita' del diritto di  difesa dei soggetto/i  obbligato/i  destinatario/i  della  comunicazione  di avvio del procedimento.
Parte II
PROCEDIMENTO SANZIONATORIO
                               Art. 4
                            Accertamento
  1. L'Ufficio, qualora nello svolgimento dei  compiti  di  vigilanza sul rispetto  degli  obblighi  di  pubblicazione,  anche  avvalendosi dell'attivita' della Guardia di finanza, d'ufficio o su  segnalazione di parte, rilevi l'esistenza di fattispecie sanzionabili,  chiede  al responsabile  della  trasparenza  dell'amministrazione  o   dell'ente interessato di fornire, nel termine di trenta giorni, le  motivazioni del mancato adempimento e, nel caso di mancata comunicazione da parte dei soggetti obbligati, di trasmettere i dati identificativi completi del soggetto inadempiente. La richiesta e', altresi', inviata all'OIV o  all'Organismo  con  funzioni   analoghe   dell'Amministrazione   o dell'ente  interessato,  affinche'  lo  stesso  attesti,   ai   sensi dell'art. 14 lettera g) del decreto legislativo 27 ottobre  2009,  n. 150, lo stato di pubblicazione dei  dati  riferiti  alle  fattispecie sanzionabili,  con   atto   in   data   successiva   alla   richiesta dell'Ufficio.
  2. Il responsabile della trasparenza  e  l'OIV  o  l'Organismo  con funzioni analoghe, danno riscontro, anche  con  una  nota  congiunta, alla richiesta  dell'Autorita',  indicando  i  motivi  della  mancata pubblicazione e, qualora la stessa dipenda  da  omessa  comunicazione del   soggetto   obbligato,   trasmettono   all'Autorita'   i    dati identificativi,  l'indirizzo   di   posta   elettronica   certificata personale, e l'indirizzo di residenza dal soggetto medesimo,  forniti all'Amministrazione/Ente.
  3. Nel caso in cui dalla nota del responsabile della trasparenza  o dell'OIV o Organismo con funzioni analoghe emerga l'insussistenza dei presupposti per  l'applicazione  della  sanzione,  l'ufficio  dispone l'archiviazione,  dandone   comunicazione   al   Consiglio   mediante predisposizione di un report mensile; negli  altri  casi  procede  ai sensi del successivo art. 5.
                               Art. 5
       Avvio del procedimento e contestazione della violazione

  1. Qualora, sulla base delle indicazioni fornite  dal  Responsabile della trasparenza, dell'attestazione dell'OIV  o  dell'Organismo  con funzioni analoghe o dell'annotazione  predisposta  dalla  Guardia  di finanza, l'Ufficio rilevi la sussistenza dei presupposti di  fatto  e di diritto per l'applicazione  della  sanzione,  provvede,  entro  il termine di 90 giorni, alla trasmissione della comunicazione di  avvio del  procedimento  nei  confronti   del   soggetto   obbligato   alla comunicazione,  dandone   notizia   anche   al   responsabile   della trasparenza e all'OIV o all' Organismo con funzioni analoghe.
  2.  La  comunicazione  di  avvio  del  procedimento  contiene,  nel rispetto di quanto previsto nella legge 24 novembre 1981, n. 689:
    a) la contestazione della  violazione,  con  l'indicazione  delle disposizioni violate, delle  relative  norme  sanzionatorie  e  delle sanzioni comminabili all'esito del procedimento, nonche' la  menzione della possibilita' di effettuare, entro 60 giorni, il pagamento della sanzione in misura ridotta ai  sensi  dell'art.  16  della  legge  24 novembre 1981, n. 68, indicandone le modalita';
    b) l'invito ad inviare, entro il termine perentorio di 30 giorni, memorie  e   documentazione   difensiva   e   richiesta   di   essere personalmente sentito;
    c) l'Ufficio e la  persona  responsabile  del  procedimento,  con indicazione dei contatti per eventuali richieste di  chiarimenti  e/o comunicazioni successive;
    d) il termine di 120 giorni per la conclusione del  procedimento, decorrente dalla scadenza dei 30 giorni di cui alla lettera b).
  3. Il pagamento in misura  ridotta  determina  la  conclusione  del procedimento.
  4. L'Ufficio, ogni 30 giorni, predispone l'elenco  dei  soggetti  a cui e' stata  contestata  l'omessa  pubblicazione  dei  dati  di  cui all'art. 14 del decreto legislativo 14 marzo 2013,  n.  33,  ai  fini della  successiva  pubblicazione  sul  sito  dell'Autorita',   previa informativa al  Consiglio,  ai  sensi  dell'art.  45,  comma  4,  del medesimo decreto legislativo.
                               Art. 6

                             Istruttoria
  1.  Il  responsabile  del  procedimento,  qualora  sia   necessario acquisire ulteriori elementi  di  valutazione  o  informazioni,  puo' richiedere  alle  amministrazioni  o  enti  interessati,  ovvero   ai soggetti obbligati, al responsabile della  trasparenza  o  all'OIV  o altro Organismo con funzioni analoghe  o  alla  Guardia  di  finanza, documenti, informazioni o chiarimenti, assegnando un termine  per  la risposta o per l'invio dei documenti, fermo restando  il  termine  di conclusione del procedimento di cui all'art. 5, comma 2, lettera d) .
  2. Nel caso in cui il soggetto destinatario della comunicazione  di avvio del procedimento abbia richiesto, nel rispetto del  termine  di cui all'art. 5, comma 2, lettera  b)  del  presente  regolamento,  di essere  sentito,  l'Ufficio  entro  30  giorni   fissa   l'audizione, convocando  l'interessato  con  atto  scritto  che  indica  la   data dell'audizione ed il luogo in cui essa sara' espletata. Il termine di conclusione  del   procedimento   e'   sospeso   dalla   convocazione dell'audizione sino alla data di svolgimento della stessa.
  3. Dell'audizione viene dato atto in  apposito  verbale  nel  quale sono sinteticamente  riportate  le  dichiarazioni  rese  ed  indicata l'eventuale  ulteriore  documentazione  depositata.  Il  verbale   e' sottoscritto da tutti i partecipanti all'audizione e dello stesso  e' consegnata copia ai soggetti intervenuti.
                               Art. 7

                    Conclusione del procedimento

  1. Al  termine  della  fase  istruttoria,  qualora  non  sia  stato effettuato il pagamento in misura  ridotta,  l'Ufficio  sottopone  al Consiglio le risultanze istruttorie, proponendo:
    a) l'archiviazione, qualora sia stata riscontrata  l'assenza  dei presupposti di fatto o di diritto per la comminazione della sanzione;
    b)  l'irrogazione  di  una  sanzione  amministrativa  pecuniaria, definita entro i limiti minimo e massimo edittali  tenuto  conto  dei criteri di cui all'art. 11 della legge 24 novembre 1981, n. 689.
  2. Il Consiglio, ricevuta la proposta dell'Ufficio, se non  ritiene necessario disporre ulteriori accertamenti ed effettuare  l'audizione del  soggetto  destinatario  della   comunicazione   di   avvio   del procedimento,  dispone  o  l'archiviazione  del  procedimento  ovvero l'adozione del provvedimento di irrogazione della sanzione, indicando i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno  determinato la decisione,  anche  con  riferimento  alla  misura  della  sanzione comminata.
  3. Il provvedimento, a firma del  Presidente,  indica  altresi'  le modalita' e il termine entro il quale effettuare il pagamento e viene notificato  al  responsabile   dell'inadempimento.   Dell'esito   del procedimento viene data comunicazione al RTPC ed all'OIV al Organismo con funzioni analoghe.
  4. Nel  caso  di  mancato  pagamento  della  sanzione  nel  termine indicato   nel   provvedimento,   l'Ufficio    competente    provvede all'iscrizione a ruolo delle somme dovute.
Parte III
                               Art. 8

                    Comunicazioni e notificazioni

  1.  Le  comunicazioni   e   le   notificazioni   nei   procedimenti disciplinati dal  presente  regolamento  sono  effettuate  presso  la casella di posta elettronica certificata (PEC), ai sensi  dell'  art. 48 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n.  82  recante  «Il  codice dell'amministrazione digitale» e in coerenza con quanto previsto  dal codice  di  procedura  civile  in  merito  al  riconoscimento   della
validita' della notifica a mezzo PEC  (art.  149-bis  del  codice  di procedura civile).
  2. In mancanza di PEC, le comunicazioni e le notificazioni  possono essere    effettuate    dal    responsabile     della     trasparenza dell'amministrazione o dell'ente interessati, ai sensi dell'art.  14, comma 4, della legge 24 novembre 1981, n. 689,  mediante  consegna  a mani proprie contro ricevuta o con lettera raccomandata con avviso di ricevimento. Nei casi in cui il soggetto destinatario  dell'atto  non sia facilmente reperibile la comunicazione o la notificazione  potra' avvenire con consegna dell'atto  per  il  tramite  della  Guardia  di finanza.
  3. Le medesime  disposizioni  si  applicano  alla  trasmissione  di documenti e di richieste connesse all'istruttoria.
                               Art. 9

                         Disposizioni finali

  1.  Per  tutto  quanto  non  espressamente  previsto  dal  presente regolamento, si applicano i principi e le disposizioni della legge 24 novembre 1981, n. 689.
  2. Per il computo dei termini previsti dal presente regolamento  si applica l'art. 155 del codice di procedura civile.
                               Art. 10
            Entrata in vigore e disposizioni transitorie

  1. Il presente regolamento e'  pubblicato  sul  sito  istituzionale dell'Autorita' ed entra in  vigore  il  giorno  successivo  alla  sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
  2. Il presente regolamento sostituisce  ed  abroga  il  regolamento adottato dall'Autorita' il 15 luglio 2015, pubblicato nella  Gazzetta Ufficiale n. 176 del 31 luglio 2015 e si applica anche agli  illeciti posti in essere prima della sua entrata in vigore, per  i  quali  non sono stati ancora trasmessi gli atti al prefetto ai sensi dell'art. 9 del regolamento del 15 luglio 2015 da ultimo indicato.
    Approvato dal Consiglio nella seduta del 16 novembre 2016

                                               Il Presidente: Cantone

    Depositato presso la segreteria del Consiglio in data 18 novembre 2016
Il segretario: Esposito 
http://www.gazzettaufficiale.it/atto/stampa/serie_generale/originario 
 L. 5 luglio 1982, n. 441 (1).

Disposizioni per la pubblicità della situazione patrimoniale di titolari di cariche elettive e di cariche direttive di alcuni enti.
1. Le disposizioni della presente legge si applicano:
1) ai membri del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati;
2) al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai Ministri, ai Sottosegretari di Stato; 3) ai consiglieri regionali;
4) ai consiglieri provinciali;
5) ai consiglieri di comuni capoluogo di provincia o con popolazione superiore ai 50.000 abitanti (1/a).
2. Entro tre mesi dalla proclamazione i membri del Senato della Repubblica ed i membri della Camera dei deputati sono tenuti a depositare presso l'ufficio di presidenza della Camera di appartenenza:
1) una dichiarazione concernente i diritti reali su beni immobili e su beni mobili iscritti in pubblici registri; le azioni di società; le quote di partecipazione a società; l'esercizio di funzioni di amministratore o di sindaco di società, con l'apposizione della formula «sul mio onore affermo che la dichiarazione corrisponde al vero»;
2) copia dell'ultima dichiarazione dei redditi soggetti all'imposta sui redditi delle persone fisiche;
3) una dichiarazione concernente le spese sostenute e le obbligazioni assunte per la propaganda elettorale ovvero l'attestazione di essersi avvalsi esclusivamente di materiali e di mezzi propagandistici predisposti e messi a disposizione dal partito o dalla formazione politica della cui lista hanno fatto parte, con l'apposizione della formula «sul mio onore affermo che la dichiarazione corrisponde al vero». Alla dichiarazione debbono essere allegate le copie delle dichiarazioni di cui al terzo comma dell'articolo 4 della legge 18 novembre 1981, n. 659 (2), relative agli eventuali contributi ricevuti. Gli adempimenti indicati nei numeri 1 e 2 del comma precedente concernono anche la situazione patrimoniale e la dichiarazione dei redditi del coniuge non separato e dei figli conviventi, se gli stessi vi consentono. I senatori di diritto, ai sensi dell'articolo 59 della Costituzione, ed i senatori nominati ai sensi del secondo comma dell'articolo 59 della Costituzione sono tenuti a depositare presso l'ufficio di presidenza del Senato della Repubblica le dichiarazioni di cui ai numeri 1 e 2 del primo comma, entro tre mesi, rispettivamente, dalla cessazione dall'ufficio di Presidente della Repubblica o dalla comunicazione della nomina. 3. Entro un mese dalla scadenza del termine utile per la presentazione della dichiarazione dei redditi soggetti all'imposta sui redditi delle persone fisiche, i soggetti indicati nell'articolo 2 sono tenuti a depositare un'attestazione concernente le variazioni della situazione patrimoniale di cui al numero 1 del primo comma del medesimo articolo 2 intervenute nell'anno precedente e copia della dichiarazione dei redditi. A tale adempimento annuale si applica il penultimo comma dell'articolo 2.
4. Entro tre mesi successivi alla cessazione dall'ufficio i soggetti indicati nell'articolo 2 sono tenuti a depositare una dichiarazione concernente le variazioni della situazione patrimoniale di cui al numero 1 del primo comma del medesimo articolo 2 intervenute dopo l'ultima attestazione. Entro un mese successivo alla scadenza del relativo termine, essi sono tenuti a depositare una copia della dichiarazione annuale relativa ai redditi delle persone fisiche. Si applica il secondo comma dell'articolo 2. Le disposizioni contenute nei precedenti commi non si applicano nel caso di rielezione del soggetto, cessato dalla carica per il rinnovo della Camera di appartenenza.
5. Le dichiarazioni patrimoniali indicate nei precedenti articoli vengono effettuate su uno schema di modulo predisposto dagli uffici di presidenza del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, d'intesa tra loro.
6. Entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge i membri in carica del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati devono provvedere agli adempimenti indicati nei numeri 1 e 2 del primo comma dell'articolo 2.
7. Nel caso di inadempienza degli obblighi imposti dagli articoli 2, 3 e 6 il Presidente della Camera alla quale l'inadempiente appartiene lo diffida ad adempiere entro il termine di quindici giorni. Senza pregiudizio di sanzioni disciplinari eventualmente previste nell'ambito della potestà regolamentare, nel caso di inosservanza della diffida il Presidente della Camera di appartenenza ne dà notizia all'Assemblea.
8. Tutti i cittadini iscritti nelle liste elettorali per le elezioni della Camera dei deputati hanno diritto di conoscere le dichiarazioni previste nell'articolo 2, secondo le modalità stabilite nell'articolo 9. Tutti i cittadini iscritti nelle liste elettorali per le elezioni della Camera dei deputati hanno altresì diritto di conoscere, secondo le modalità stabilite dal Presidente della Camera dei deputati, le dichiarazioni previste dal terzo comma dell'articolo 4 della legge 18 novembre 1981, n. 659 (3).
9. Le dichiarazioni previste nei numeri 1 e 3 del primo comma dell'articolo 2, nonché quelle previste dagli articoli 3 e 4 vengono riportate in apposito bollettino pubblicato a cura dell'ufficio di presidenza della Camera di appartenenza. Nello stesso bollettino devono essere riportate, per ciascun soggetto, le notizie risultanti dal quadro riepilogativo della dichiarazione dei redditi, depositata ai sensi del numero 2 del primo comma dell'articolo 2. Il bollettino è a disposizione dei soggetti indicati nell'articolo 8.
10. Per i soggetti indicati nel numero 2 dell'articolo 1, che non appartengono ad una delle due Camere, competente per l'applicazione di tutte le precedenti disposizioni è il Senato della Repubblica. Per i soggetti indicati nel comma precedente i termini stabiliti dal primo comma dell'articolo 2 e dal primo comma dell'articolo 4 decorrono, rispettivamente dal momento dell'assunzione della carica e dal momento della cessazione dalla medesima.
11. Le disposizioni degli articoli da 2 a 9 si applicano anche ai soggetti indicati nei numeri 3, 4 e 5 dell'articolo 1, secondo le modalità stabilite dai rispettivi consigli. La pubblicazione prevista nell'articolo 9 viene effettuata, per quanto riguarda le regioni, sul bollettino previsto dagli statuti per la pubblicazione delle leggi e, per quanto riguarda i consigli provinciali e comunali, su apposito bollettino.
12. Le disposizioni di cui agli articoli 2, 3, 4, 6 e 7 si applicano, con le modificazioni di cui ai successivi articoli:
1) ai presidenti, vicepresidenti, amministratori delegati e direttori generali di istituti e di enti pubblici, anche economici, la cui nomina, proposta o designazione o approvazione di nomina sia demandata al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Consiglio dei Ministri od a singoli Ministri;
2) ai presidenti, vicepresidenti, amministratori delegati e direttori generali delle società al cui capitale concorrano lo Stato o enti pubblici, nelle varie forme di intervento o di partecipazione, per un importo superiore al venti per cento;
3) ai presidenti, ai vicepresidenti, agli amministratori delegati ed ai direttori generali degli enti o istituti privati, al cui funzionamento concorrano lo Stato o enti pubblici in misura superiore al cinquanta per cento dell'ammontare complessivo delle spese di gestione esposte in bilancio ed a condizione che queste superino la somma annua di lire cinquecento milioni;
4) ai direttori generali delle aziende autonome dello Stato;
5) ai direttori generali delle aziende speciali di cui al regio decreto 15 ottobre 1925, n. 2578, dei comuni capoluogo di provincia o con popolazione superiore ai centomila abitanti (4).
13. Le dichiarazioni e gli atti indicati negli articoli 2, 3, 4 e 6 devono essere trasmessi, per quanto riguarda i soggetti indicati nei numeri 1, 2, 3 e 4 dell'articolo 12, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e, per quanto riguarda i soggetti indicati nel numero 5 dello stesso articolo, al sindaco od al presidente dell'amministrazione locale interessata.
14. La diffida di cui all'articolo 7 è effettuata per quanto riguarda i soggetti indicati nell'articolo 12, secondo i casi, dal Presidente del Consiglio dei Ministri o dal sindaco o dal presidente dell'amministrazione locale interessata i quali, constatata l'inadempienza, ne danno notizia, rispettivamente, nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica o nell'albo comunale o provinciale. Si applicano le disposizioni degli articoli 8 e 9.
15. Per i soggetti indicati nel numero 1 dell'articolo 12, la cui nomina proposta o designazione o approvazione di nomina spettino ad organi della regione, e per i soggetti indicati nei numeri 2 e 3 del medesimo articolo 12, per i quali la regione concorra, nella percentuale ivi prevista, al capitale o al funzionamento, le regioni provvedono ad emanare leggi nell'osservanza dei principi dell'ordinamento espressi dalla presente legge.
16. All'onere finanziario derivante dalla presente legge si provvede nell'ambito degli stanziamenti di bilancio per il funzionamento di ciascuna Camera. Le regioni, le province ed i comuni provvedono con i fondi stanziati per il funzionamento dei rispettivi consigli.  

Pubblicata nella Gazz. Uff. 16 luglio 1982, n. 194. (1/a) Numero così sostituito dall'art. 26, L. 27 dicembre 1985, n. 816, riportata alla voce Comuni e Province. Peraltro, l'art. 274, D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 ha abrogato la citata legge n. 816/1985. (2) Riportata alla voce Partiti politici. (3) Riportata alla voce Partiti politici. (4) Vedi, anche, l'art. 17, comma 22, L. 15 maggio 1997, n. 127, riportata alla voce Ministeri: provvedimenti generali.



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