CONTRO L'ARROGANZA DEL POTERE:

PER LA LEGALITA', PER LA PARTECIPAZIONE, PER LA TRASPARENZA. PER IL CONFRONTO,PER LA CONDIVISIONE, PER L'INCLUSIONE, PER LA SOLIDARIETA', PER LA PROGETTUALITA', PER LA REALIZZAZIONE, PER L'ACCOGLIENZA, PER IL RISPETTO








Wednesday, November 30, 2016

AIELLO EMILIA RICORSO AL TAR N. 02067/2016 REG.PROV.PRES. N. 00701/2010 REG.RIC

Pubblicato il 30/11/2016

N. 02067/2016 REG.PROV.PRES.

N. 00701/2010 REG.RIC



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REPUBBLICA ITALIANA

Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia
(Sezione Seconda)

Il Presidente
ha pronunciato il presente
DECRETO
sul ricorso numero di registro generale 701 del 2010, proposto da:
Emilia Aiello, rappresentato e difeso dall'avvocato Massimo Barrile C.F. BRRMSM68T16E974Z, con domicilio eletto presso il suo studio in Palermo, via P.Pe di Villafranca N.10; 
contro
Comune di Isola delle Femmine in Persona del Sindaco P.T. non costituito in giudizio; 
per l'annullamento
ingiunzione di rimessa in pristino stato dei luoghi per opere realizzate in assenza di concessione edilizia;

Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l'art. 82, co. 1, cod. proc. amm.;
Considerato che il ricorso risulta depositato il giorno 27 aprile 2010;
Considerato che nel termine e nel modo previsti dal citato art. 82, co. 1, cod. proc. amm. non è stata presentata nuova istanza di fissazione di udienza.

P.Q.M.
Dichiara perento il ricorso indicato in epigrafe.
Nulla per le spese.
La Segreteria darà comunicazione del presente decreto alle parti costituite. Ai sensi dell'art. 85, co. 3, cod. proc. amm., nel termine di 60 giorni dalla comunicazione ciascuna delle parti costituite può proporre opposizione al Collegio, con atto notificato a tutte le parti e depositato presso la Segreteria entro 10 giorni dall'ultima notifica.
Così deciso in Palermo il giorno 25 novembre 2016.



COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE PROVINCIA DI PALERMO 

SANATORIA EDILIZIA – ABUSIVISMO - CONTROLLO DEL TERRITORIO * * * * * 

ORDINANZA N°19 del Registro Ordinanze DEL 11 Febbraio 2010 

OGGETTO: ORDINANZA DI RIPRISTINO DELLO STATO DEI LUOGHI a carico di: Aiello Emilia, nata a S. JUAN LES ARENAS (SPAGNA) e residente a Isola delle Femmine (PA) a Piano Levante n°2. 

IL RESPONSABILE DEL III SETTORE Visto il verbale di sopralluogo protocollo n°1935 del 10/02/10, redatto da questo U.T.C. congiuntamente alla locale stazione dei Carabinieri, a carico di Aiello Emilia, nata S.Juan Les Arenas (Spagna) il 25/02/30 e residente a Isola delle Femmine a Piano Ponente n°2, nella qualità di proprietaria dell’immobile sito in Isola delle Femmine in via Palermo n°23 censito in catasto al foglio di mappa n°5, particella n°363, immobile a una elevazioni fuori terra oltre il torrino scala realizzato anteriormente alla Legge del 17/08/42 n°1150; Rilevato che gli abusi consistono in: -realizzazione, al piano terra, posteriormente all’immobile, di un manufatto in muratura con copertura in legno e tegole ed infissi esterni in alluminio e vetri; -realizzazione, al piano terra, posteriormente all’immobile di che trattasi, di un muretto di recinzione in conci di tufo e relativa pavimentazione dell’area circoscritta dallo stesso muretto; -realizzazione, al primo piano, lastrico solaio, di un manufatto in muratura con copertura in legno e tegole e infissi esterni in alluminio e vetri; rilevato che le opere risultano realizzate in: -area sottoposta a vicolo paesaggistico di cui alla Legge del 29/06/39 n°1497 e successive modifiche e integrazioni; -area sottoposta a vincolo sismico di cui alla Legge del 02/02/74 n°64 e successive modifiche e integrazioni; -area ricadente nella fascia di rispetto demaniale di cui all’articolo n°54, n°55 e n°1161 del Codice della Navigazione; rilevato che, alla luce di quanto su esposto si ravvisa la violazione della vigente legge urbanistica di cui all’articolo n°7 della Legge 47/85 e la violazione agli articoli n°54, n°55 e n°1161 del Codice della Navigazione; Visto il vigente strumento urbanistico ed il regolamento edilizio; Visto il disposto di cui agli articoli n°2 e n°3 della Legge Regionale 37/85; Visto il disposto degli articoli n°7 della Legge 47/85; Vista la Legge Regionale del 16/04/03 n°4 ; Vista la Legge 1497/39 e successive modifiche ed integrazioni; Vista la Legge Regionale del 12/06/76 n°78; Visto il Codice di Navigazione e successive modifiche e integrazioni; ORDINA A Aiello Emilia nata a S. Juan Les Arenas (Spagna) il 25/02/30 e residente a Isola delle Femmine a Piano Ponente n°2 

LA RIMESSA IN PRISTINO DELLO STATO DEI LUOGHI a propria cura e spese di quanto realizzato in assenza di Concessione Edilizia e di Autorizzazione nell’immobile sito in questa via Palermo n°23 e censito in catasto al foglio n°5, particella n°363, entro il termine perentorio di giorni NOVANTA dalla notifica del presente provvedimento, con l’avvertenza che, in difetto, si procederà all’applicazione delle disposizioni e delle sanzioni previste dalla Legge 47/85 e Legge Regionale 37/85 e successive modifiche e integrazioni. DISPONE Che copia del presente provvedimento venga notificata all'interessato e comunicata alla Procura della Repubblica presso la Pretura circondariale di Palermo, al Servizio di Igiene Pubblica, all’Ufficio Distrettuale delle Imposte Dirette, all’Ufficio del Genio civile, alla Soprintendenza BB.CC.AA., al Segretario Comunale, al Comando Stazione Carabinieri di Isola delle Femmine, al Comando di Polizia Municipale, al Messo Notificatore del Comune di Isola delle Femmine. Gli Agenti di P.M. sono incaricati della vigilanza e dell’esecuzione della presente ordinanza. Il presente provvedimento può essere impugnato, ai sensi della legge 06.12.1971 n° 1034, avanti al Tribunale Amministrativo Regionale, entro SESSANTA giorni dalla data di notificazione dello stesso. 

Il Responsabile del 3° Servizio 

 Arch.Giovanni Albert Responsabile del III Settore UTC Arch. Sandro D’Arpa 



 Il Presidente
 Cosimo Di Paola 

C.G.A. PRONUNCIAMENTO LIDO MIRAMARE DI CATALDO CATALDO

Pubblicato il 30/11/2016
N. 00445/2016REG.PROV.COLL.
N. 00973/2015 REG.RIC.
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REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il CONSIGLIO DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA PER LA REGIONE SICILIANA
in sede giurisdizionale
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 973 del 2015, proposto dal sig. Orazio Cataldo quale titolare del “Lido Miramare” di Isola delle Femmine, rappresentato e difeso dagli avvocati Giovanni Immordino e Giuseppe Immordino, con domicilio eletto presso il primo in Palermo, via Libertà 171; 
contro
Comune di Isola delle Femmine, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall'avvocato Giancarlo Pellegrino, con domicilio eletto presso il suo studio in Palermo, via Principe di Granatelli 37; 
per la riforma
della sentenza del T.A.R. SICILIA – PALERMO, Sez. I, n. 1015/2015, resa tra le parti, concernente la certificazione di agibilità e l’autorizzazione edilizia rilasciate al “Lido Miramare”, nella parte in cui circoscritte alla sola stagione estiva.
Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio del Comune di Isola delle Femmine;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 16 novembre 2016 il Cons. Nicola Gaviano e uditi per le parti gli avvocati Giovanni e Giuseppe Immordino e Giancarlo Pellegrino;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.


FATTO e DIRITTO
1 Il sig. Orazio Cataldo, titolare di concessione demaniale marittima per la gestione di uno stabilimento balneare attivo sotto la denominazione di “Lido Miramare” nel Comune di Isola delle Femmine, con ricorso al T.A.R. per la Sicilia impugnava gli atti (autorizzazione edilizia n. 12 del 9.5.2013 e certificazione di agibilità n. 9 del 11.6.2013) con cui il Comune aveva circoscritto alla sola stagione estiva (con termine al 30 settembre) l’efficacia del certificato di agibilità e dell’autorizzazione edilizia rilasciati per tale Lido, e aveva imposto, senza distinzione fra le sue diverse parti, lo smontaggio di tutte le sue strutture e il ripristino dello stato dei luoghi entro quindici giorni dalla fine della stagione estiva.
Il ricorrente deduceva, in particolare, che il concessionario demaniale marittimo avrebbe avuto il pieno diritto, ai sensi dell’art. 2 della L.R. n. 15/2005, previa una mera comunicazione all’Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente (in seguito, semplicemente A.R.T.A.), di prolungare anche nella stagione invernale l’occupazione delle aree oggetto di concessione e mantenere in situ le strutture adibite a servizio dello stabilimento balneare (nella specie, un chiosco bar e relativi annessi).
Con il ricorso si lamentava, inoltre: la contraddittorietà della condotta del Comune, che negli anni precedenti avrebbe autorizzato l’utilizzo del chiosco bar anche nel periodo invernale; la carenza di motivazione; la mancata indicazione dell’interesse pubblico sotteso a una scelta fortemente lesiva dell’interesse privato; la mancata comunicazione di avvio del procedimento.
Il Comune resisteva all’impugnativa del sig. Cataldo rappresentando, in sintesi, quanto segue.
Lo stesso A.R.T.A., nel riscontrare, con la sua nota del 14 febbraio 2012, la comunicazione con cui l’interessato aveva manifestato la propria intenzione di mantenere anche nel periodo invernale il menzionato chiosco bar con i relativi annessi, lo aveva invitato a produrre a supporto dell’istanza “copia della concessione edilizia rilasciata dal Comune di Isola delle Femmine … e provvedere all’accatastamento delle opere in questione”, in quanto il mantenimento delle opere in situ per tutto l’anno ne avrebbe escluso eo ipso la natura precaria.
La Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali, inoltre, con nota del 30 aprile 2012 aveva rappresentato di non aver mai “emesso alcuna autorizzazione in merito all’intera struttura dello stabilimento balneare in oggetto”, precisando che nella specie non sarebbe stato applicabile l’art. 46 della L.R. 17/2004 (silenzio assenso) in quanto le opere si trovavano entro i 150 mt. dalla battigia, fascia soggetta ex lege a inedificabilità assoluta in forza dell’art. 15 L.R. n. 78/1976.
Il Comune evidenziava, infine, che la limitazione dell’efficacia temporale degli atti impugnati sarebbe scaturita, nelle more dell’approvazione del Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo, sia dall’art. 19 delle N.T.A. del vigente P.R.G., che circoscriveva appunto l’impianto di attrezzature strumentali alla balneazione al solo periodo estivo, sia dall’art. 15, lett. a), L.R. n. 78/1976, che escludeva dal generale vincolo di inedificabilità entro la fascia dei 150 mt. dalla battigia le sole opere destinate alla “diretta fruizione del mare”, categoria entro la quale il chiosco non sarebbe stato sussumibile in quanto organismo privo di diretta strumentalità con la fruizione del mare.
La domanda cautelare di parte ricorrente veniva respinta dal T.A.R. con ordinanza recante la seguente motivazione: “Ritenuto che, ad una sommaria cognizione, il ricorso non appare assistito da adeguato fumus boni juris avuto riguardo alle articolate deduzioni difensive di cui alla memoria del Comune resistente e, in particolare, al richiamato disposto dell’art. 15, lettera a, della l.r. n. 78/1976 ed alla prospettabilità della destinazione alla diretta fruizione del mare solo relativamente alla stagione estiva”.
Questo C.G.A. riformava però il provvedimento di prime cure con ordinanza del 17 gennaio 2014, osservando che “si manifestano anche sotto il profilo del danno attuale profili di rilevanza per le ragioni del ricorrente che giustificano la richiesta misura cautelare”.
Il ricorrente, infine, dopo aver puntualizzato che “la materia del contendere non verte sulla pacifica legittimità delle opere installate, ma sulla possibilità o meno di mantenerle anche dopo la chiusura della stagione balneare”, insisteva sul proprio “diritto alla destagionalizzazione” assicurato dall’art. 2 L.R. n. 15/2005, da riferirsi “non solo al titolo demaniale, ma anche a quelli relativi ad interessi pubblici concorrenti”.
2 Il Tribunale adìto con la sentenza n. 1015/2015 in epigrafe respingeva il ricorso, reputandolo infondato.
3 Seguiva avverso tale sentenza la proposizione del presente appello da parte del soccombente, che riproponeva le proprie doglianze e sottoponeva a critica gli argomenti con cui il Tribunale le aveva disattese.
Il Comune appellato resisteva all’impugnativa dell’interessato anche nel nuovo grado di giudizio, deducendone l’infondatezza e concludendo per la conferma della sentenza di prime cure.
La domanda cautelare proposta unitamente all’appello trovava accoglimento con ordinanza del 17-18 dicembre 2015.
Il Comune ribadiva le proprie tesi con una successiva memoria, cui faceva riscontro ex adverso uno scritto di replica con il quale l’appellante riprendeva i propri argomenti e controdeduceva alle obiezioni dell’Ente, insistendo per l’accoglimento dell’appello.
Alla pubblica udienza del 16 novembre 2016 la causa è stata trattenuta in decisione.
4 L’appello, che richiede un preventivo inquadramento in fatto e in diritto della materia del contendere, abbisogna d’incombenti istruttori.
5a La controversia, com’è stato già osservato dal Tribunale, verte sulla previsione dell’art. 2 della L.R. n. 15/2005, secondo il quale “La gestione di stabilimenti balneari è consentita per tutto il periodo dell'anno, al fine di svolgere le attività collaterali alla balneazione avvalendosi della concessione demaniale in corso di validità, delle licenze e delle autorizzazioni di cui sono già in possesso per le attività stagionali estive, previa comunicazione di prosecuzione dell'attività all'autorità concedente competente per territorio con l'indicazione delle opere e degli impianti da mantenere installati”.
5b In proposito giova subito ricordare che l’attuale appellante si è avvalso di tale previsione in occasione della propria domanda del 23 dicembre 2008 di autorizzazione di variazioni alla concessione demaniale già assentitagli, come si evince, in particolare, dalla relazione tecnica del 4 marzo 2008 allegata alla domanda (figurante negli allegati all’appello come doc. 6), recante appunto l’enunciazione della “intenzione del committente di proseguire, anche nel periodo invernale, le attività collaterali alla balneazione, quali ristorazione e somministrazione di cibi e bevande, ai sensi dell’art. 2 della L.R. n. 15 del 2005”.
Va dato inoltre atto che l’A.R.T.A. con il proprio provvedimento dell’8 febbraio 2010 risulta avere assentito tale domanda nei termini in cui era stata proposta. Ciò si desume dalla clausola della pag. 2 del provvedimento, che prescrive che “Tutte le strutture situate entro la fascia di 20,00 mt dalla linea di battigia dovranno essere comunque rimosse alla fine della stagione balneare”. La clausola lascia difatti intendere, a contrario, come alcuna rimozione sia dovuta, alla fine della stagione estiva, per le strutture del Lido ubicate a più di 20 metri dalla battigia.
5c Tanto premesso, la controversia richiede al Collegio di prendere posizione sulla portata del già citato art. 2 L.R. 15/2005, sull’interpretazione del quale si deve sin d’ora dissentire, almeno per taluni aspetti, dalle conclusioni cui è pervenuto il primo Giudice.
Il Tribunale, partito dalla considerazione che la norma regionale, nell’intento di favorire lo sviluppo delle attività turistiche anche oltre il consueto orizzonte temporale, ha operato un’estensione ex lege dei relativi titoli abilitativi, privando l’autorità preposta al rilascio di tali concessioni del potere di subordinarle a una valutazione discrezionale propriamente intesa, ha sottolineato che nella specie erano stati gravati, però, provvedimenti emessi non già dalla “autorità pubblica competente alla gestione del demanio marittimo”, bensì dalla diversa autorità, il Comune, che, quale ente esponenziale di una collettività locale, presiede all’assetto urbanistico di tutto il suo territorio.
Ciò posto, il Tribunale ha espresso l’avviso che la norma in esame sarebbe, “con ogni evidenza, tesa alla (sola) regolamentazione del potere (regionale) di gestione del demanio marittimo e non pare aver inteso sovrapporsi, torcendola, sull’ordinaria ripartizione della potestà amministrativa in punto di gestione del territorio.”
La norma, quindi, “opera sì una “destagionalizzazione” (…), ma limitatamente a quanto di competenza dell’autorità preposta alla tutela, gestione e valorizzazione del demanio marittimo (in Sicilia la Regione), impregiudicate le attribuzioni riservate ad altre autorità da norme statali per la tutela di altri e diversi interessi pubblici.
E’, pertanto, ragionevole … riferire gli effetti dell’art. 2 alle sole deliberazioni dell’autorità cui compete la gestione del demanio marittimo: conseguentemente, la “destagionalizzazione” della concessione demaniale marittima prosciuga (…) lo spatium deliberandi dell’autorità demaniale, ma non determina anche la parallela evaporazione degli altri e diversi presidi autorizzativi (urbanistici, sanitari, ambiental-paesistici) previsti dalla legge ed esclusi dalla “liberalizzazione” proprio perché afferenti (quanto meno anche) ad altri interessi pubblici e (non a caso) attribuiti alla cura di diverse autorità.”
5d L’interpretazione del Tribunale, benché non priva di logica astratta, non può però essere condivisa.
La norma in esame, infatti, sin dal proprio testo letterale esprime un disegno che non si presenta circoscritto alla regolamentazione del solo potere regionale di gestione del demanio marittimo, dal momento che il legislatore regionale ha imperniato la possibilità, per i concessionari, di svolgere le attività collaterali alla balneazione per tutto il periodo dell'anno sull’avvalimento, da parte loro, non solo “della concessione demaniale in corso di validità”, ma altresì “delle licenze e delle autorizzazioni di cui sono già in possesso per le attività stagionali estive”.
Su questa base il Consiglio ha avuto dunque già modo di delineare un approccio ermeneutico diverso da quello seguito dal Tribunale, facendo osservare, con le proprie decisioni 12 marzo 2015, n. 267, e 9 giugno 2015, n. 431, come il legislatore regionale abbia voluto così estendere la validità temporale dei titoli, concessori e autorizzatori, posseduti dal soggetto richiedente, ivi incluse le autorizzazioni edilizie e paesaggistiche, “sottraendo alle amministrazioni competenti il potere di subordinare l’assenso al prolungamento dell’attività, per tutto l’anno, a una valutazione di tipo discrezionale” (tanto non senza segnalare nel contempo, tuttavia, l’ipotizzabilità di interessi suscettibili di conflitto -legati, in particolare, alla tutela del paesaggio e dell’ambiente- con la finalità turistico-ricreativa perseguita dal legislatore, e quindi di correlativi dubbi sulla legittimità costituzionale della norma regionale).
5e L’interpretazione così seguita dal Consiglio è risultata suffragata da un ulteriore e più recente intervento del legislatore regionale, che con la L.R. 17 marzo 2016, n. 3, al suo art. 42, commi 4 e 5, nel ribadire e articolare maggiormente la precedente previsione dell’art. 2 L.R. n. 15/2005 ha disposto quanto segue:
Ai concessionari del demanio marittimo è consentito il mantenimento delle strutture balneari per tutto l'anno solare, al fine di esercitare le attività complementari alla balneazione, avvalendosi della concessione demaniale in corso di validità rilasciata per le attività stagionali estive. Le autorizzazioni amministrative, le licenze, i nulla osta, il parere igienico-sanitario, rilasciati dagli enti preposti sul demanio marittimo per le attività connesse e complementari all'attività balneare hanno validità temporale pari a tutto il periodo della concessione demaniale in essere.”
“Ai fini dell'esercizio delle attività di cui al comma 4, i concessionari sono tenuti a presentare la sola comunicazione di prosecuzione dell'attività all'autorità concedente con l'indicazione delle opere e degli impianti da mantenere installati nonché la richiesta di rideterminazione del canone all'ente concedente.”
5f Una linea interpretativa quale quella seguita nella specie dal Tribunale, d’altra parte, farebbe dell’art. 2 L.R. n. 15/2005 una norma sostanzialmente priva di possibilità applicative. Questo soprattutto a fronte della permanente vigenza dell’art. 15 della L.R. 12 giugno 1976, n. 78, che impone che le costruzioni debbano essere arretrate di metri 150 dalla battigia, e stabilisce che entro questa fascia siano consentite –per quanto qui rileva- solo le “opere ed impianti destinati alla diretta fruizione del mare”.
5g Per converso il legislatore regionale del 2005, pur non apportando espresse deroghe alle norme generali in materia di concessione edilizia, ha avvertito la necessità di un raccordo delle proprie norme con quella sulla ricordata fascia di rispetto, lasciando intendere come le une e l’altra debbano essere coordinate.
L’art. 1, comma 4, della L.R. n. 15/2005 stabilisce infatti: “Ai fini delle disposizioni di cui all'articolo 15, lettera a), della legge regionale 12 giugno 1976, n. 78, le opere connesse all'esercizio delle attività di cui al comma 1 sono considerate opere destinate alla diretta fruizione del mare quando previste nei piani di utilizzo delle aree demaniali marittime approvati ai sensi della presente legge e sono soggette ai provvedimenti edilizi abilitativi nei comuni competenti per territorio, validi per tutta la durata delle concessioni demaniali marittime, anche se rinnovate senza modifiche sostanziali.”
Mentre, quindi, il primo Giudice ha rinvenuto senz’altro nella permanente vigenza della fascia di rispetto dell’art. 15 della L.R. n. 78/1976 una ragione d’infondatezza del ricorso del sig. Cataldo (unitamente all’ulteriore ragione costituita dalla mancanza del parere della Soprintendenza BB.CC.AA.), sullo specifico punto sembra imporsi una risposta più problematica. Giacché, giusta quanto previsto dall’art. 1, comma 4, L.R. n. 15/2005, l’inclusione di determinate opere in seno ai piani di utilizzo delle aree demaniali marittime approvati ai sensi dell’art. 4 della stessa L.R. comporterebbe la qualificabilità delle medesime quali “opere destinate alla diretta fruizione del mare”, rendendole di riflesso compatibili con il vincolo della fascia di rispetto (laddove nel caso opposto il concessionario potrebbe comunque mantenere le proprie strutture, ove già detenute prima della legge, sia pure quali opere meramente stagionali, ai sensi dell’art. 4, comma 2 bis, della stessa L.R. n. 15).
Tutto questo, però, fermo restando che, se non prima, quantomeno dal momento testé indicato, ossia di pari passo con la piena legittimazione delle opere stesse, siccome previste dal piano di utilizzo, quali strutture non più solo stagionali ma ormai permanenti, dovrebbe affermarsi anche la correlativa necessità di munirle di un pieno titolo edilizio, con tutte le conseguenze che da ciò scaturirebbero (salvo verificare l’incidenza, sul punto, della previsione dell’ultimo periodo del comma 3 dell’art. 4 della L.R. n. 15/2005, come ora sostituito dall’art. 39 della L.R. n. 3/2016).
6 Il Collegio dopo questo primo inquadramento della materia del contendere rileva la conseguente esigenza di acquisire elementi istruttori ai fini della decisione della causa.
All’uopo si avverte, infatti, l’utilità di acquisire, con le modalità di cui al seguente dispositivo:
- documentati chiarimenti dal Comune di Isola delle Femmine sullo stato attuale del procedimento che dovrebbe condurre all’adozione, da parte sua, del piano di utilizzo delle aree demaniali marittime previsto dall’art. 4 della L.R. n. 15/2005 (e succ. modif.), con la precisazione delle attività all’uopo fin qui compiute, nonché dei tempi prevedibilmente necessari per la conclusione dell’iter dell’adozione del piano;
- chiarimenti da parte dell’Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente sullo stato attuale, nell’intero territorio regionale, degli adempimenti previsti dall’art. 4 L.R. cit., anche con l’indicazione degli ambiti territoriali con riferimento ai quali si sia già pervenuti all’approvazione dei piani di cui si tratta;
- copia del provvedimento della Soprintendenza dei BB.CC.AA. di Palermo del 5 febbraio 2014 di cui è menzione nello scritto di replica (pag. 13) depositato dalla parte appellante il 26 ottobre 2016;
- copia delle determinazioni assunte dal Comune appellato sulla richiesta di concessione edilizia presentata dal sig. Cataldo.
P.Q.M.
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, in sede giurisdizionale,
interlocutoriamente pronunciando sull'appello in epigrafe, e riservata al definitivo ogni questione in rito, sul merito e sulle spese, ordina al Comune appellato e all’Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente, per quanto di rispettiva competenza, il deposito degli elementi istruttori di cui in motivazione, da effettuare nel termine di gg. 45 dalla notificazione o comunicazione in via amministrativa della presente sentenza.
Spese al definitivo.
Rinvia per il prosieguo del giudizio all’udienza pubblica del 10 maggio 2017.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Palermo nella Camera di consiglio del giorno 16 novembre 2016 con l'intervento dei magistrati:
Hadrian Simonetti, Presidente FF
Nicola Gaviano, Consigliere, Estensore
Carlo Modica de Mohac, Consigliere
Alessandro Corbino, Consigliere
Giuseppe Barone, Consigliere


L'ESTENSORE
IL PRESIDENTE
Nicola Gaviano
Hadrian Simonetti





IL SEGRETARIO


https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=FHYXC32DGEYAXZH5XCMCXUFWFY&q=ISOLA%20or%20DELLE%20or%20FEMMINE






N. 00766/2015 REG.PROV.CAU







N. 00973/2015 REG.RIC












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REPUBBLICA ITALIANA

Il CONSIGLIO DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA PER LA REGIONE SICILIANA
in sede giurisdizionale
ha pronunciato la presente
ORDINANZA
sul ricorso numero di registro generale 973 del 2015, proposto da:

Orazio Cataldo Nella Qualità di Titolare del Lido Balneare "Lido Miramare", rappresentato e difeso dagli avv. Giovanni Immordino, Giuseppe Immordino, con domicilio eletto presso Giovanni Immordino in Palermo, Via Liberta' 171;

contro
Comune di Isola delle Femmine, rappresentato e difeso dall'avv. Giancarlo Pellegrino, con domicilio eletto presso Giancarlo Pellegrino in Palermo, Via Principe di Granatelli, 37; 
per la riforma
della sentenza del T.A.R. SICILIA - PALERMO: SEZIONE I n. 01015/2015, resa tra le parti, concernente certificazione di agibilità e autorizzazione edilizia riferito al lido miramare circoscritti alla sola stagione estiva;

Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;
Visto l'art. 98 cod. proc. amm.;
Visto l'atto di costituzione in giudizio di Comune di Isola delle Femmine;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Vista la domanda di sospensione dell'efficacia della sentenza del Tribunale amministrativo regionale di reiezione del ricorso di primo grado, presentata in via incidentale dalla parte appellante;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 17 dicembre 2015 il Cons. Antonino Anastasi e uditi per le parti gli avvocati Giovanni e Giuseppe Immordino e G. Pellegrino;

Considerato che le argomentazioni dell’appellante in ordine agli effetti derivanti dalla “destagionalizzazione” prevista dall’art. 2 legge reg. 2/2005 meritano attento approfondimento in sede di merito;
Considerato che sussiste il periculum in relazione ai costi che comporterebbe lo sgombero invernale della struttura;
P.Q.M.
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, in sede giurisdizionale,
accoglie l'istanza cautelare (Ricorso numero: 973/2015) e, per l'effetto, sospende l'esecutività della sentenza impugnata.
Spese della presente fase cautelare compensate.
La presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione ed è depositata presso la segreteria della Sezione che provvederà a darne comunicazione alle parti.
Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 17 dicembre 2015 con l'intervento dei magistrati:
Raffaele Maria De Lipsis, Presidente
Antonino Anastasi, Consigliere, Estensore
Vincenzo Neri, Consigliere
Giuseppe Mineo, Consigliere
Alessandro Corbino, Consigliere
L'ESTENSOREIL PRESIDENTE


DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 18/12/2015
IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.

https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=HES5RWHI3OH2ZV33HM7S7CTDYI&q=ISOLA%20or%20DELLE%20or%20FEMMINE



MIRAMARE ORAZIO CATALDO CGA 18 2014 TAR 1 SEZIONE 542 2013


N. 00018/2014 REG.PROV.CAU.
N. 00900/2013 REG.RIC.           
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Il CONSIGLIO DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA PER LA REGIONE SICILIANA
in sede giurisdizionale
ha pronunciato la presente
ORDINANZA
sul ricorso numero di registro generale 900 del 2013, proposto da:

Orazio Cataldo N.Q., rappresentato e difeso dall'avv. Giovanni Immordino, con domicilio eletto presso Giovanni Immordino in Palermo, via Liberta' 171;

contro
Comune di Isola delle Femmine in Persona del Sindaco P.T., rappresentato e difeso dall'avv. Giancarlo Pellegrino, con domicilio eletto presso Giancarlo Pellegrino in Palermo, via Principe di Granatelli, 37; 
per la riforma
dell' ordinanza cautelare del T.A.R. SICILIA - PALERMO: SEZIONE I n. 00542/2013, resa tra le parti, concernente autorizzazione edilizia ad installare strutture balneari sul lido - imposizione rimozione integrale di tutte le strutture a fine stagione

Visto l'art. 62 cod. proc. amm;
Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;
Visti tutti gli atti della causa;
Visto l'atto di costituzione in giudizio di Comune di Isola delle Femmine in Persona del Sindaco P.T.;
Vista la impugnata ordinanza cautelare del Tribunale amministrativo regionale di reiezione della domanda cautelare presentata dalla parte ricorrente in primo grado;
Viste le memorie difensive;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 15 gennaio 2014 il Cons. Giuseppe Mineo e uditi per le parti gli avvocati G. Immordino e G. Pellegrino;

Ritenuto che, nei limiti della cognizione propria del giudizio cautelare, si manifestano anche sotto il profilo del danno attuale profili di rilevanza per le ragioni del ricorrente che giustificano la richiesta misura cautelare.
Ritenuto che per la natura della controversia esistono ragioni per giustificare tra le parti le spese del giudizio
P.Q.M.
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, in sede giurisdizionale,
Accoglie l'appello e compensa tra le parti le spese del giudizio
La presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione ed è depositata presso la segreteria della Sezione che provvederà a darne comunicazione alle parti.
Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 15 gennaio 2014 con l'intervento dei magistrati:
Raffaele Maria De Lipsis, Presidente
Silvia La Guardia, Consigliere
Marco Buricelli, Consigliere
Pietro Ciani, Consigliere
Giuseppe Mineo, Consigliere, Estensore






L'ESTENSORE

IL PRESIDENTE










DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 17/01/2014
IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)


N. 00542/2013 REG.PROV.CAU.
N. 01358/2013 REG.RIC.           
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REPUBBLICA ITALIANA
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia
(Sezione Prima)
ha pronunciato la presente
ORDINANZA
sul ricorso numero di registro generale 1358 del 2013, proposto da:

Cataldo Orazio, in proprio e nella qualità di titolare e legale rappresentante del lido balneare denominato “lido Miramare”, rappresentato e difeso dall'avv. Francesco Rappa, presso il cui studio in Palermo, via Sferracavallo, n. 146/A, è elettivamente domiciliato;

contro
Comune di Isola delle Femmine, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dall'avv. Giancarlo Pellegrino, presso il cui studio in Palermo, via Principe Granatelli, n. 37, è elettivamente domiciliato; 
per l'annullamento
previa sospensione dell'efficacia,
- della certificazione di agibilità n. 9 dell’11 giugno 2013, nella parte in cui l'Ufficio Tecnico — III Settore — Urbanistica - Edilizia Privata del Comune diIsola delle Femmine ha imposto genericamente e senza distinzione tra le diverse parti che compongono lo stabilimento balneare denominato "Lido Miramare" che "... La presente certificazione di agibilità si intende valida per la sola stagione balneare 2013 e comunque fino alla data del 30.9.2013, così come previsto dalla relativa concessione con obbligo di smontaggio delle strutture entro i gg. 15, fatte salve eventuali altre proroghe che l’A.R.T.A. intenderà rilasciare in forma esplicita e che potrà essere concessa in virtù del relativo provvedimento. ... ;"
- della precedente autorizzazione edilizia n. 12 del 9.5.2013, notificata il 10.5.2013, con riferimento alla parte in cui lo stesso Ufficio ha disposto del tutto genericamente e senza alcuna distinzione tra le diverse parti che compongono lo stabilimento balneare "Lido Miramare" che "... . conclusione della stagione balneare, vengano smontate le strutture ripristinato lo stato dei luoghi entro il termine di gg 15 dalla fine stagione balneare fissata per il 30.09.2013,"
- nonché, di ogni ulteriore atto e, o, provvedimento comunque collegato, connesso e/o consequenziale.

Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti l'atto di costituzione in giudizio e la memoria del Comune di Isola delle Femmine;
Vista la domanda di sospensione dell'esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;
Visto l'art. 55 cod. proc. amm.;
Visti tutti gli atti della causa;
Ritenuta la propria giurisdizione e competenza;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 5 settembre 2013 la dott.ssa Aurora Lento e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto che, ad una sommaria cognizione, il ricorso non appare assistito da adeguato fumus boni juris avuto riguardo alle articolate deduzioni difensive di cui alla memoria del Comune resistente e, in particolare, al richiamato disposto dell’art. 15, lettera a, della l.r. n. 78/1976 ed alla prospettabilità della destinazione alla diretta fruizione del mare solo relativamente alla stagione estiva;
Ritenuto, pertanto, di rigettare l’istanza cautelare.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Prima)
respinge l’istanza cautelare;
Compensa le spese della presente fase cautelare.
La presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.
Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 5 settembre 2013 con l'intervento dei magistrati:
Filoreto D'Agostino, Presidente
Aurora Lento, Consigliere, Estensore
Maria Cappellano, Primo Referendario

DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 05/09/2013
IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

A CURA DEL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA DI ISOLA DELLE FEMMINE


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MIRAMARE ORAZIO CATALDO CGA 766 2015 RICORSO 973 2015 TAR 1 SEZIONE 542 2013, CGA 00045,IMMORDINO,DIONISI PDUM,DEMANIO MARITTIMO ,BOLOGNA,GIAMBRUNO,CALTANISETTA