CONTRO L'ARROGANZA DEL POTERE:

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Friday, July 29, 2016

Non è che, a umma umma, bruceranno i rifiuti nelle cementerie siciliane?












Non è che, a umma umma, bruceranno i rifiuti nelle cementerie siciliane?


Il nostro dubbio nasce dalla constatazione – oggettiva – che il Governo regionale, sul fronte gestione rifiuti, è nel pallone. La stessa polemica con il sindaco di Torino, Chiara Appendino (che ha ragione da vendere: il Governo nazionale e il presidente della Regione Piemonte non possono decidere di trasferire i rifiuti siciliani a Torino senza avvertire il sindaco di questa città) sembra sia stata creata ad arte per distrarre l’attenzione generale. Ricordiamo che, già nel 2012, il Governo regionale allora retto da Raffaele Lombardo, provò a far bruciare i rifiuti nelle cementerie della nostra Isola
Possibile che tra tutte le città italiane l’unica nella quale portare i rifiuti che la Regione siciliana non sa gestire era Torino? E poi perché il Governo nazionale – parliamo del Ministro dell’Ambiente, Gianluca Galletti – e il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, hanno deciso di inviare i rifiuti della Sicilia a Torino senza avvertire il nuovo sindaco della città? Forse perché Chiara Appendino è il sindaco del Movimento 5 Stelle che ha fatto mangiare la polvere all’ex sindaco di Torino, Piero Fassino?
Questi signori del PD, come al solito, giocano sporco. Sapevano benissimo che, così facendo, avrebbe provocato la reazione stizzita dei grillini torinesi. Vabbè che Palermo non ne ha bisogno, ma secondo voi sarebbe successa una cosa diversa se una Regione amministrata dal centrodestra, appoggiata da un Governo di centrodestra, avrebbero deciso di scaricare nel capoluogo palermitano 15 mila tonnellate di rifiuti?
Da qui il nostro dubbio: il clamore mediatico sull’asse Sicilia-Torino è stato creato apposta per nascondere qualcosa? Per esempio, l’invio dei rifiuti, a umma umma, nelle cementerie siciliane? Qualcuno sta controllando che cosa sta succedendo?
Lo ricordiamo perché il ‘famigerato’ Piano dei rifiuti della Sicilia del 2012 – in realtà un Piano stralcio – prevedeva proprio di inviare i rifiuti prodotti dalla Sicilia nelle cementerie della nostra Isola. Il tutto con l’avallo di Legambiente Sicilia, allora presieduta da Domenico ‘Mimmo’ Fontana.
Oggi alla presidenza di Legambiente siede Gianfranco Zanna. Che, su tale questione, non dovrebbe pensarla come il suo predecessore.
Ricordiamo che bruciare i rifiuti nelle cementerie avrebbe effetti devastanti nell’ambiente. Non a caso, i quattro termovalorizzatori che il Governo regionale di Totò Cuffaro avrebbe voluto realizzare in Sicilia prevedevano sistemi particolari per ridurre al minimo le emissioni di sostanze inquinanti nell’aria. A monte era contemplata la raccolta differenziata (per evitare, ad esempio, che venisse bruciata la plastica). Poi erano previsto particolari filtri.
Bruciare i rifiuti siciliani nelle cementerie all’insegna dell’emergenza significherebbe riempire di diossina, metalli pesanti e altre sostanze inquinanti i centri che si trovano vicine alle cementerie. Per questo è necessario che le popolazioni che vivono nei pressi delle cementerie vigilino per evitare brutti scherzi.
Nel 2012, infatti, fu grazie alle proteste popolari che la folle decisione di bruciare i rifiuti siciliani nelle cementerie dell’isola venne bloccata. ma – lo ribadiamo – ci vollero le proteste popolari. 
La verità è che il Governo nazionale e la Regione siciliana – entrambe amministrate dal centrosinistra – non sanno come affrontare l’emergenza rifiuti che è esplosa nella nostra Isola. Lo sapete perché i rifiuti che giacciono nelle strade siciliane da due mesi si sono ridotti? Semplice: perché, in questa fase, li stanno portando quasi tutti in quello che avrebbe dovuto essere un centro di compostaggio e che, di fatto, è diventato una nuova discarica. Parliamo del centro di compostaggio di Castelvetrano, dove non sappiamo quanti rifiuti sono stati momentaneamente stoccati.
Noi ci auguriamo che si tratti di uno stoccaggio temporaneo. Anche perché a Castelvetrano non mancano certo le proteste degli abitanti e degli ambientalisti (come potete leggere qui).
Si teme, come abbiamo scritto più volte
che l’accumulo dei rifiuti nel centro di compostaggio di Castelvetrano vada ad inquinare il fiume Modione e le aree archeologiche di Selinunte e Cave di Cusa.
Resta comunque una domanda: quanti rifiuti ha accumulato Castelvetrano in quasi sette giorni? Il centro di compostaggio è già saturo e si continua a riempire in attesa di nuove soluzioni? Con molta probabilità, i parlamentari grillini, nei prossimi giorni, presenteranno un’interrogazione all’Ars e al Parlamento nazionale.
Quello che preoccupa è l’atteggiamento del Governo regionale di Rosario Crocetta, che sembra nel pallone. Il presidente della Regione ha sottovalutato l’emergenza che, un mese fa, cresceva di giorno in giorno. Con molta probabilità, si è fidato dell’assessore regionale, Vania Contraffatto. E si è ritrovato, improvvisamente, nel caos.
Da quello che sappiamo, ai titolari delle discariche siciliane aperte è stata lasciata ampia autonomia: della serie, datevi da fare per smaltire i rifiuti e fate in modo di poter accogliere altri rifiuti. Potrebbero esportarli fuori dalla Sicilia (come? a che costi?). O trovare altre soluzioni. Il tutto in un clima caotico.
Da qui le nostre perplessità. E la nostra domanda: non è che questi signori avrebbero deciso di anticipare la costruzione degli inceneritori di rifiuti in Sicilia, facendo bruciare l’immondizia nelle cementerie dell’Isola?
Ci auguriamo che i nostri dubbi vengano fugati.

Rifiuti, Castelvetrano protesta: "Non vogliamo essere la pattumiera della Sicilia"


Continuano le proteste a Castelvetrano contro la decisione del governo regionale di utilizzare l'area attrezzata del polo tecnologico di Castelvetrano, in Contrada Airone, come centro di stoccaggio dei rifiuti, per fare uscire dall'emergenza i Comuni della provincia di Trapani e di Palermo. L'impianto in questione è suddiviso in zona copertura, tettoie, zone di insufflaggio e bioreattore. L'area della tettoia è grande 2000 mq e alta 6 metri. L'impianto, è fornito di ricettori superficiali delle acque di percolazione e il percolato viene stoccato all'interno di vasche totalmente impermeabilizzate ed è dotato di sufficienti vie di comunicazione. Il deposito temporaneo dei rifiuti, è finalizzato alla lavorazione, al trattamento e al conferimento. Per Legambiente sono molti i motivi per essere allarmati:
Si tratta di un deposito preliminare e per quanto tempo si prevede lo stoccaggio?
I rifiuti saranno suddivisi per categorie ed in particolare i rifiuti speciali/pericolosi come saranno trattati ?
Si rischia di realizzare una discarica abusiva priva delle autorizzazioni del Codice Ambiente?
La VAS è stata fatta e tiene conto dello stoccaggio di 2000 tonnellate di rifiuti indifferenziati?
Quale ente controllerà la corretta gestione del sito di rifiuti indifferenziati?
Questi gli interrogativi che si pone Legambiente Sicilia sulla autorizzazione, da parte del governatore Crocetta, del deposito preliminare e transitorio di circa duemila tonnellate di rifiuti, presso il Polo Tecnologico Integrato in contrada Airone nel comune di Castelvetrano. “Preoccupa il temporaneo, poiché in Sicilia – dichiara Giuseppe Salluzzo, presidente del circolo Legambiente Crimiso di Castelvetrano - significa spesso definitivo. Molti i motivi di allarme. Intanto, l'area dell'impianto è limitrofa all'invaso del fiume Modione, il fiume che per alcuni chilometri attraversa l'area agricola ad uliveti e sfocia a mare all'interno del Parco Archeologico di Selinunte e Cave di Cusa. Inoltre, il deposito è a rischio diossina, considerato l'immane incendio che qualche giorno fa ha interessato l'impianto. Da sottolineare che l'incendio dei pascoli secchi in quella zona è regolare ad ogni estate. E ancora, il Comune di Castelvetrano è proprietario dei pozzi comunali (impianti di captazione) dell’acqua potabile da distribuire ai cittadini fruitori del servizio acquedotto, e a poche centinaia di metri in contrada Airone Staglio si trova l’impianto “ex Bottino Clemente” dove vengono raccolte tutte le acque emunte dai pozzi comunali e rilanciate ai serbatoi generali della città. Da tempo sollecitiamo l’avvio della raccolta differenziata. Solo a regime – conclude Salluzzo - servirà il polo tecnologico di contrada Airone, realizzato per il trattamento dell'umido, quindi, per la produzione di compost, ma nelle giuste quantità e modalità per un corretto trattamento di rifiuti in un ciclo che parte dalla differenziata fino al riuso dei diversi materiali”.
 Ieri il Sindaco di Castelvetrano Felice Errante si è recato presso l’area dove insiste il Polo Tecnologico di Contrada Airone per verificare lo stato dei luoghi ed il corretto svolgimento delle azioni di abbancamento dei rifiuti.
“Ho sin da subito condiviso le preoccupazioni di Legambiente, dei singoli cittadini e di alcuni gruppi politici comparse in questi giorni sulla stampa locale per la importante quantità di rifiuti che verrà stoccata in contrada Airone- ha affermato il Sindaco- In un momento di emergenza igienico-sanitaria che affligge l’intera Sicilia, compresa la nostra Castelvetrano, non ritengo ci siano margini per ragionamenti campanilistici. Così come ritengo che alle strade delle città invase da rifiuti, sia preferibile un luogo controllato. E’ bene precisare per amore di verità che l’ordinanza 12/rif del 22.7.2016 emessa dal Presidente della Regione Siciliana, e facilmente reperibile dal portale della regione, e subita dallo scrivente non autorizza nessun comune del palermitano o dell’agrigentino a stoccare temporaneamente i rifiuti su Castelvetrano".
"Sono stati autorizzati solo i comuni del trapanese, con particolare riguardo quelli ad alta presenza turistica. Ricordo comunque ancora bene quello che accadde circa 10 anni fa quando la Regione dirottò’ presso la discarica di Castelvetrano tonnellate di rifiuti del palermitano, saturandola in pochi mesi-
 continua il primo cittadino- Ad ogni buon conto stamani come responsabile della salute cittadina ho effettuato un formale accesso sui luoghi, chiedendo espressamente la presenza dell’Ufficiale Sanitario, del Comandante della Polizia Municipale,e del Dirigente del Settore Servizi Tecnici per verificare le modalità operative di abbancamento e la osservanza di tutti i presidi di sicurezza voluti dalla legge per il trattamento dei rifiuti".

"Allo stato, non ci sono ragioni che destano allarme o semplice preoccupazione di inquinamento del territorio contiguo o delle falde acquifere. Il commissario della Belice Ambiente, Sonia Alfano, giunta sui luoghi, mi ha, altresì, informato che già si sta provvedendo alla individuazione del sito di conferimento del rifiuto una volta completate le operazioni di abbancamento temporaneo. Posso assicurare- conclude Errante- che saranno giornalmente monitorate le operazioni di scarico dei rifiuti e saranno quotidianamente verificate eventuali criticità. A scanso di equivoci tuttavia ho il dovere di informare, tanto il commissario della Belice Ambiente, quanto il Presidente della Regione, che non sarà consentito nel territorio del mio comune che un luogo di temporaneo stoccaggio di rifiuti, si trasformi in discarica permanente".
UIL. "E se alla fine Crocetta avesse proprio ragione nel sostenere che i responsabili di questa emergenza sono proprio i sindaci? Capiremo nelle prossime ore la verità delle questioni. Come Uil ravvisiamo una gravissima responsabilità di chi con approssimazione e macroscopica superficialità ha agito in questi ultimi mesi nell'adottare procedure per la regolamentazione dei rifiuti che non trovano coerenza con le norme in vigore".
Lo afferma Giorgio Macaddino per la Uil Trasporti Trapani, intervendo sulla questione rifiuti.
"Poniamo alcuni quesiti che saranno oggetto di confronto già nella giornata di martedì prossimo presso la Srr ex Belice Ambiente. L'ordinanza del presidente Crocetta che da' il via libera alla Srr Trapani Sud è un risultato molto positivo che da' sollievo ai lavoratori che vedrebbero il loro futuro al sicuro solo se i sindaci nel frattempo hanno adottato le procedure per individuare il loro gestore dei rifiuti anche provvisorio con l'espletamento delle gare pre Aro in attesa di perfezionare a cura dell'Ureca la gara europea per l'aggiudicazione di sette anni del servizio. È opportuno evidenziare che già lunedì i comuni di Partanna, Santa Ninfa e Gibellina apriranno le buste per aggiudicare la gara pre Aro, il primo di agosto il comune di Salemi farà la stessa cosa permettendo a questi enti di aggiudicare la gara individuando il gestore provvisorio dei rifiuti e di conseguenza si potrà traghettare il personale da Belice alla srr ed utilizzati dalla ditta aggiudicataria. Chiederemo l'intervento del prefetto per far sì che i comuni inadempienti operino in celerità per allinearsi con le norme che regolano la materia. Chiederemo al prefetto di sollecitare il liquidatore affinché fornisca l'elenco alla Srr Trapani sud con i nomi dei lavoratori. In definitiva riepiloghiamo con queste argomentazioni: la Srr e' pronta; ma il servizio deve essere affidato dai comuni in bAse ai piano di Aro.Solo dopo la individuazione anche provvisoria dei gestori e' possbile trasferire nei vari cantieri i lavoratori, individuati dalla Belice e assunti dalla Srr. Per individuare i gestori non e' possibile usare il 191, perché l'ordinanza 6/2016 dice che va rispettato il codice appalti.Questo prevede una procedura d'urgenza all'art 63 che in 10 giorni consente di fare una gara.Se la regione dichiara lo stato di emergenza applicando le regole di protezione civile allora si può applicare il 163 del nuovo codice appalti che consente di ridurre ancora i tempi. La Uil trasporti è abituata alla sostanza delle cose e certamente non si aggroviglia in cervellotiche teorie che non fanno altro che appiattirsi in sterili discorsi . Noi siamo abituati all'analisi ed anche alla elaborazione di proposte . Il tempo ci ha sempre dato ragione".







Castelvetrano & rifiuti: perché le parole del sindaco Errante non ci convincono


Intanto il primo cittadino di Castelvetrano farebbe bene a non utilizzare la parola “abbancamento”, sostituendola con le parole “Deposito temporaneo di rifiuti”. L’abbancamento è un’altra cosa e riguarda le discariche: e se, come dice lo stesso primo cittadino, il centro di compostaggio non dovrà diventare una discarica, non c’è motivo di parlare di “abbancamento”. Tutti i nostri dubbi. A cominciare dai pareri delle varie autorità, che debbono essere motivati e non sintetici. E, possibilmente, resi pubblici
Sui rifiuti che, in queste ore, vengono dirottati nel centro di compostaggio (mai ultimato) di Castelvetrano è in corso una sorta dio commedia degli inganni. Il sindaco della cittadina del Trapanese, Felice Errante – persona per bene, per carità – dice alcune cose che, come proveremo a illustrare, cozzano contro la realtà.
Leggiamo insieme ilo comunicato che ha diffuso ieri:
“Il Sindaco della città di Castelvetrano Selinunte, Avv. Felice Errante Jr. – scrive il primo cittadino di Castelvetrano – nella mattinata odierna (ieri per chi legge ndr) si è recato presso l’area dove insiste il Polo Tecnologico di Contrada Airone per verificare lo stato dei luoghi ed il corretto svolgimento delle azioni di abbancamento dei rifiuti”.
Si tratterà di un errore: il sindaco farà riferimento non all’abbancamento, ma allo stoccaggio temporaneo. O no?
“Ho sin da subito condiviso le preoccupazioni di Legambiente, dei singoli cittadini e di alcuni gruppi politici comparse in questi giorni sulla stampa locale – si legge sempre nel comunicato – per la importante quantità di rifiuti che verrà stoccata in contrada Airone. In un momento di emergenza igienico-sanitaria che affligge l’intera Sicilia, compresa la nostra Castelvetrano, non ritengo ci siano margini per ragionamenti campanilistici. Così come ritengo che alle strade delle città invase da rifiuti  sia preferibile un luogo controllato”.
“E’ bene precisare – dice sempre il sindaco – per amore di verità che l’ordinanza 12/rif del 22.7.2016 emessa dal Presidente della Regione siciliana, e facilmente reperibile dal portale della Regione, e subita dallo scrivente, non autorizza nessun Comune del Palermitano o dell’Agrigentino a stoccare temporaneamente i rifiuti su Castelvetrano”.
“Sono stati autorizzati solo i Comuni del Trapanese, con particolare riguardo quelli ad alta presenza turistica – precisa Felice Errante -. Ricordo comunque ancora bene quello che accadde circa 10 anni fa, quando la Regione dirottò presso la discarica di Castelvetrano tonnellate di rifiuti del Palermitano, saturandola in pochi mesi.  Ad ogni buon conto, come responsabile della salute cittadina, ho effettuato un formale accesso sui luoghi, chiedendo espressamente la presenza dell’Ufficiale Sanitario, del Comandante della Polizia Municipale,e del Dirigente del Settore Servizi Tecnici per verificare le modalità operative di abbancamento e la osservanza di tutti i presidi di sicurezza voluti dalla legge per il trattamento dei rifiuti”.
“Allo stato – prosegue il sindaco di Castelvetrano – non ci sono ragioni che destano allarme o semplice preoccupazione di inquinamento del territorio contiguo o delle falde acquifere. Il commissario della Belice Ambiente, Sonia Alfano, giunta sui luoghi, mi ha, altresì, informato che già si sta provvedendo alla individuazione del sito di conferimento del rifiuto una volta completate le operazioni di abbancamento temporaneo”.
“Posso assicurare – conclude Felice Errante – che saranno giornalmente monitorate le operazioni di scarico dei rifiuti e saranno quotidianamente verificate eventuali criticità. A scanso di equivoci, tuttavia, ho il dovere di informare, tanto il commissario della Belice Ambiente, quanto il Presidente della Regione, che non sarà consentito nel territorio del mio Comune che un luogo di temporaneo stoccaggio di rifiuti si trasformi in discarica permanente”.
Primo. Non riusciamo a capire cosa c’entri il “campanilismo”: la notizia, pura e cruda, è che il Governo regionale ha disposto di utilizzare un centro di compostaggio non completato – quello di Castelvetrano – per riempirlo con 2 mila tonnellate di rifiuti.
Questo già è un fatto grave: il sindaco e il Governo regionale avrebbero dovuto, in primo luogo, accertare i motivi per i quali il centro di compostaggio di Castelvetrano e tante altre infrastrutture destinate alla raccolta differenziata dei rifiuti non sono state completate. Cosa che non è stata fatta. Di fatto, si sta utilizzando un centro di compostaggio incompleto per finalità che nulla hanno a che vedere con la raccolta differenziata dei rifiuti in generale e con l’attività di compostaggio in particolare.
Secondo.  Il sindaco Errante dice che l’ordinanza 12/rif del 22.7.2016emessa dal Presidente della Regione siciliana non autorizza i Comuni del Palermitano e dell’Agrigentino a stoccare i rifiuti nel centro di compostaggio di Castelvetrano. Solo che noi sui giornali abbiamo letto un’altra versione:
“L’impianto  opererà, prioritariamente, per il deposito dei rifiuti della provincia di Trapani, intorno a 1000 tonnellate, per i Comuni dell’Agrigentino e anche per alcune aree specifiche del Palermitano esclusivamente per il deposito temporaneo dei rifiuti accumulati per le strade, comunicati dalle Srr al Dipartimento rifiuti”. (qui potete leggere il lancio dell’AdnKronos del 22 Luglio scorso).
Il sindaco Errante converrà con noi che un conto è scrivere che l’ordinanza “non autorizza nessun Comune del Palermitano o dell’Agrigentino a stoccare temporaneamente i rifiuti su Castelvetrano”, mentre altra e ben diversa cosa è leggere che “l’impianto  opererà, prioritariamente, per il deposito dei rifiuti della provincia di Trapani, intorno a 1000 tonnellate, per i Comuni dell’Agrigentino e anche per alcune aree specifiche del Palermitano esclusivamente per il deposito temporaneo dei rifiuti accumulati per le strade”.
Abbiamo la sensazione che il sindaco Errante cerchi di esorcizzare un fatto oggettivo: la discarica di Bellolampo, a Palermo, non è in grado di abbancare i rifiuti dei Comuni del Palermitano; così è quasi matematico che i rifiuti di tanti Comuni della provincia di Palermo finiscano a Castelvetrano, trasporto agevolato da una bella autostrada che collega Palermo con Castelvetrano.
Idem per alcuni Comuni dell’Agrigentino. Il sindaco utilizza, poi, un’espressione infelice: “abbancamento temporaneo”. E’ la prima volta che leggiamo tale espressione. Pensiamo, anzi siamo certi, che il sindaco faccia riferimento al “Deposito temporaneo di rifiuti”.
Siccome il dottore Errante è un avvocato saprà di certo che il Decreto legislativo che norma queste particolari attività è stato arricchito con una prescrizione importante: il rigoroso rispetto delle direttive europee in materia di “Deposito temporaneo di rifiuti”. Queste prescrizioni vengono rispettate?
Per procedere al “Deposito temporaneo di rifiuti” occorrono i pareri – motivati e non sintetici – delle autorità sanitarie. Dove si dimostra che la presenza di rifiuti – per esempio – non inquinerà corsi d’acqua che si trovano a poca distanza. la cosa ci preoccupa perché, come ha fatti rilevare Legambiente, a breve distanza da questo luogo di stoccaggio ‘temporaneo’ scorre il Modione, che arriva nel Parco Archeologico di Selinunte, sfiorando le Cave di Cusa.
Questi pareri – ribadiamo: motivati e non sintetici – sono stati acquisiti? Se sì, il sindaco farebbe bene a renderli noti in un comunicato stampa, affinché i giornalisti possano illustrarli ai cittadini. La Democrazia funziona così. Anche perché, chi redige questi pareri si assume la responsabilità di certificare che il “Deposito temporaneo di rifiuti” non arrecherà danni alle persone, alla fauna e alla flora.
Il sindaco Errante dice che monitorerà l’attività di stoccaggio dei rifiuti a Castelvetrano. E che non consentirà “che un luogo di temporaneo stoccaggio di rifiuti si trasformi in discarica permanente”.
Il sindaco saprà che ieri sono già stati stoccati quasi rifiuti pari a quasi un quinto delle 2 mila tonnellate previste. Ciò significa che in una settimana – e forse meno – il centro di stoccaggio sarà saturo.
Sarebbe bene che l’Amministrazione comunale informi i cittadini sul trasporto dei rifiuti stoccati nelle discariche.







Rifiuti a Castelvetrano 2/ C’è il placet degli alfaniani: evidentemente non temono di perdere voti…





L’onorevole Giovanni Lo Sciuto, eletto all’Ars nel collegio di Trapani e nativo di Castelvetrano, ci dice che nel centro di compostaggio mancato di questa cittadina arriveranno solo i rifiuti dei Comuni del Trapanese. A parte che sono già tanti, non ci crediamo: la verità è che stanno creando una discarica che rischia di provocare danni enormi all’agricoltura, ai beni culturali e al turismo di queste contrade. L’incredibile caso della discarica di Sciclidenunciato da Vanessa Ferreri. L’attacco di Nino Malafarina al Governo regionale: “Supponenza e demagogia”
Come vanno le cose a Castelvetrano? Parliamo del centro di compostaggio (foto sopra) che la politica siciliana, per fronteggiare l’emergenza rifiuti che è ormai presente in quasi tutta la nostra Isola, sta trasformando in una discarica (come potete leggere qui). Abbiamo chiesto ‘lumi’ a Giovanni Lo Sciuto, parlamentare regionale eletto nel collegio di Trapani, nativo proprio di Castelvetrano.
Lo Sciuto ci dice che, in realtà, il centro di compostaggio – che a Castelvetrano è conosciuto come Polo tecnologico Integrato di contrada Airone – non è mai stato completato. E quindi non è mai entrato in funzione. La cosa non ci stupisce. In Sicilia, dai primi anni del 2000 in poi, sono stati appaltati lavori per centinaia e centinaia di milioni di Euro per realizzare centri di compostaggio e isole ecologiche: impianti indispensabili per poter effettuare la raccolta differenziata. Lavori appaltati – nel nome dell’emergenza – prima dall’Agenzia regionale per l’acqua e i rifiuti e, poi, dal dipartimento della Regione che si occupa di questo settore.
L’aspetto, come dire?, ‘misterioso’ di questa vicenda (che poi, come ora diremo, tanto misterioso non è) è che i soldi – tanti soldi pubblici, da perdere il conto! – sono stati spesi, ma la stragrande maggioranza di questi impianti non è entrata mai in funzione. E’ il caso – come ci conferma l’onorevole Lo Sciuto – dell’impianto di compostaggio di Castelvetrano.
Il perché non sono stati completati è presto detto: se li avessero completati, sarebbe venuta meno l’esigenza delle discariche, perché i Comuni dell’Isola, con i centri di compostaggio e le isole ecologiche completati, non avrebbero più avuto alibi per non partire con la raccolta differenziata dei rifiuti. Così, dal 2009 – quando Raffaele Lombardo inaugura il suo Governo con il PD e con l’appoggio di Confindustria Sicilia, mettendo fuori dalla Giunta i partiti di centrodestra che l’avevano votato in massa l’anno prima (le liste del centrodestra, alle elezioni regionali del 2008, avevano quasi sfiorato il 70%!) – la raccolta differenziata dei rifiuti, che dal 2001 fino ad allora, in Sicilia, era stata in crescita, inizia a decrescere. E cresce il ricorso alle discariche, in buona parte private.
Una tendenza, quella del ricorso alle discariche, che il Governo Crocetta ha avallato fino a qualche mese fa (non dobbiamo dimenticare che il presidente Crocetta ha messo fuori dal Governo l’ex assessore Nicolò Marino che stava lavorando per ridurre il peso dei ‘Signori delle discariche).
E oggi? Sarebbe interessante che la Guardia di Finanza, la magistratura penale e la Corte dei Conti appurassero quanto è costato ai siciliani il ‘babbio’ su queste opere appaltate e lasciate in buona parte a metà. Per verificare:
a) con quali procedure sono state appaltate queste opere (ricordiamo che con le procedure di somma urgenza si fa a meno dell’evidenza pubblica);
b) quali imprese hanno realizzato le opere lasciate a metà e perché: i responsabili ci saranno, o dobbiamo pensare che sarà impossibile rintracciare i responsabili?
c) se c’è stato danno erariale e, se ciò si è verificato, a quanto ammonta e chi deve risarcire la collettività.
Detto questo, l’onorevole Lo Sciuto ci ha detto che non è vero che a Castelvetrano stanno portando i rifiuti dei Comuni del Trapanese, del Palermitano e dell’Agrigentino: “Stanno arrivando i rifiuti della sola provincia di Trapani”, precisa il deputato regionale. Sarà, ma noi nell’ordinanza abbiamo letto di tre province.
Dopo di che chiediamo a Lo Sciuto: onorevole, se il centro di compostaggio, come lei stesso dice, non funziona, a maggior ragione i rifiuti non dovrebbero essere portati lì: questa è la prova che a Castelvetrano il Governo regionale sta creando una discarica a umma umma
“Non è così – ribatte Lo Sciuto -. Il centro di compostaggio non funziona, ma alcuni macchinari sì. Mi riferisco all’impianto per evitare che il percolato vada a inquinare il terreno”.

Ci fa piacere parlare con l’onorevole Lo Sciuto, che è persona gentile. Ma le sue precisazioni non ci convincono: a nostro modesto avviso, il suo partito – il Nuovo Centrodestra Democratico, al quale si richiama, se non ricordiamo male, anche il sindaco di Castelvetrano, Felice Errante – si sta assumendo una grande e grave responsabilità politica, consentendo al Governo regionale di risolvere i problemi che lo stesso esecutivo non ha saputo nemmeno affrontare utilizzando Castelvetrano come discarica. Mettendo a repentaglio l’agricoltura della zona, le aziende agro-industriali, i beni culturali (Parco archeologico di Selinunte e Cave di Cusa e le attività turistiche).
Non solo. Noi non crediamo che nel centro di compostaggio mancato di questa cittadina abbancheranno solo i rifiuti dei Comuni della provincia di Trapani (che, detto per inciso, sono già tantissimi!): a Castelvetrano sbologneranno anche i rifiuti di tanti centri del Palermitano, dell’Agrigentino e, forse, anche dei Comuni di altre province.
Del resto, se dalle parti del Nuovo Centrodestra Democratico hanno tanti voti e si possono permettere di perdere pure quelli di Castelvetrano e dintorni, beh, contenti loro…
Da Castelvetrano ci spostiamo in provincia di Ragusa, per la precisione Scicli. Di scena l’ampliamento dell’impianto di gestione dei rifiuti di contrada Cuturi: vicenda che, secondo la parlamentare regionale del Movimento 5 Stelle,Vanessa Ferreri, “passerà alla storia come testimonianza dell’incompetenza e dell’inadeguatezza del Governo Crocetta e dei dirigenti che gli girano intorno”.
La deputata commenta la recentissima sentenza del TAR Sicilia, sezione di Catania, che, accogliendo il ricorso della società A.Ci.F., ha sospeso il decreto dell’assessore all’Ambiente della Regione siciliana dello scorso Maggio, con il quale si sospendevano le autorizzazioni di compatibilità ambientale sul progetto di ampliamento della piattaforma di trattamento e recupero di rifiuti pericolosi e non.
“Grazie al nostro intervento – sottolinea Vanessa Ferreri – all’indomani dei provvedimenti di autorizzazione all’impianto concessi dal Governo è venuto fuori come questi fossero viziati dalla mancanza in toto del parere favorevole dell’ARPA (Agenzia Regionale Protezione Ambiente) di Ragusa. Anzi, cosa ben più grave, si è cercato di camuffare una mera richiesta di chiarimenti dell’ARPA in parere favorevole. Un abuso che ha poi denunciato l’ARPA stessa”.
“Proprio per questo motivo – prosegue puntuta la parlamentare grillina – nella scorse settimane ho scritto al presidente della Regione Crocetta, affinché tale grave ‘svista’ da parte dei Dirigenti responsabili e firmatari delle autorizzazioni non venga considerata un mero errore frutto di superficialità, stante la rilevanza dell’atto che avrebbe dato il via all’impianto di gestione dei rifiuti, e avrebbe avuto ricadute significative sull’intero territorio di Scicli. Pertanto, ho richiesto formalmente che vengano avviate le procedure per responsabilità dirigenziale e responsabilità disciplinare ex art. 21 del D.Lgs. n. 165/2001, nonché ogni altro provvedimento opportuno, compresa la rimozione o la risoluzione del contratto individuale di lavoro dei due Dirigenti responsabili, non solo per inadempimento agli obblighi contrattuali sanciti nei loro contratti, ma anche per il danno all’immagine arrecato alla Pubblica Amministrazione della Regione”.
Per la  cronaca, non è la prima volta che si riscontrano ‘stranezze’ nell’operato di dirigenti e funzionari dell’assessorato al territorio e Ambiente. Proprio sulle discariche – per la precisione, ampliamento di alcune discariche – qualcuno è anche finito in galera, così, tanto per chiarire.
“Apprendo – prosegue la parlamentare – che anche il provvedimento di sospensione delle autorizzazioni, secondo quanto affermato dai giudici amministrativi, è risultato gravemente viziato per un’altra svista procedurale, un banalissimo errore: la mancanza dell’indicazione del termine di durata dell’interruzione. Un altro fulgido esempio della superficialità e della sprovvedutezza con le quali questo Governo e i suoi burocrati, lautamente stipendiati e ‘premiati’ per la loro produttività, si prendono cura degli interessi dei cittadini”.
Quindi l’affondo finale di Vanessa Ferreri:
“Non si perda più tempo e si ponga fine il prima possibile a questa tragicomica vicenda adottando subito il provvedimento di revoca, nella speranza che ci sia qualcuno, tra i funzionari e i dirigenti della Regione, in gradi di redigerlo correttamente”.
Sull’emergenza rifiuti interviene anche con un post su facebook il parlamentareAntonio ‘Nino’ Malafarina:
“In piena estate e in piena stagione turistica, siamo sommersi da un mare dimonnezza, senza un piano rifiuti della Regione e per sentirci dire dall’assessore che in Sicilia c’è la lobby delle discariche, come se dovessimo subirle per volontà divina. Sarebbe bastato un piano di intervento razionale per evitarne l’uso senza continuare a far ingrassare i privati. Nel mentre Crocetta propone l’intervento della Protezione civile – sull’onda dell’emergenza – in un perenne stato confusionale che non risolve i nodi strutturali e ci condanna a vivere in città luride. Eppure bastava vedere i piani rifiuti di altre Regioni che da anni funzionano e copiarli. Ammesso che ci sia la capacità di copiare, di risolvere problemi e di ascoltare, ma presunzione, supponenza e demagogia lo impediscono”.

Per un deputato della maggioranza di centrosinistra non c’è male…








Rifiuti di mezza Sicilia a Castelvetrano: timori di inquinamento per Selinunte e Cave di Cusa


Noi torniamo a ribadire la nostra tesi: trasformare l’area di Castelvetrano – zona ad alta vocazione turistica (Parco archeologico di Selinunte e Cave di Cusa) e con un’agricoltura di qualità (olive da mensa, olio d’oliva extra vergine, ortofrutta di altissima qualità) – in una discarica per i Comuni di mezza Sicilia è una follia. Non si può governare così – con provvedimenti estemporanei che cambiano di giorno in giorno – una Regione di oltre 5 milioni di abitanti. Ah, dimenticavamo, nella discarica di Bellolampo, Palermo, hanno ‘scoperto’ che ci sono problemi…
Com’è noto, tantissimi Comuni della Sicilia, ormai da quasi due mesi, non sanno dove scaricare i rifiuti. Ma da ieri – almeno così si legge sui giornali – il problema sarebbe stato ‘risolto’. Come? Trasformando una delle poche stazioni di compostaggio – quella di Castelvetrano (Polo tecnologico Integrato di contrada Airone) – in discarica. Sì, avete letto bene: uno dei pochi centri di compostaggio funzionanti della nostra Isola – realizzato per agevolare la raccolta differenziata dei rifiuti – di fatto, verrà trasformato in una discarica! Qualcuno ha avvertito gli oltre 30 mila abitanti di Castelvetrano che nel loro territorio sta per prendere forma una discarica nella quale dovrebbero confluire i rifiuti di tanti piccoli e grandi centri del Trapanese, dell’Agrigentino e del Palermitano?
Ricordiamo che, per compostaggio, o biostabilizzazione, s’intende un processo biologico aerobico (in presenza di ossigeno), controllato dall’uomo, al quale si ricorre per produrre una miscela di sostanze umificate (il compost). Durante questo trattamento le componenti organiche maggiormente biodegradabili subiscono un processo di mineralizzazione.
In base alle materie prime si ha il compostaggio verde (scarti lignocellulosici), il compostaggio di qualità (varie matrici organiche selezionate), il compostaggio da rifiuti tal quali (RU non selezionati all’origine).
Non tutti i rifiuti prodotti possono produrre compost. I materiali compostabili sono i residui vegetali (paglie, potature, sfalci), i residui di lavorazione industriale di prodotti agricoli (sanse, borlande, stocchi e via continuando), i sottoprodotti della lavorazione del legno, gli scarti alimentari domestici o originati da produzioni agro-industriali, gli scarti organici originati da Rifiuti Solidi Urbani indifferenziati (RSU), le deiezioni animali (letami e liquami) e i fanghi di depurazione.
Non solo. Il processo di compostaggio ha i suoi tempi. Nella migliore delle ipotesi, se la tecnologia utilizzata è quella di avanguardia (i tunnel), il processo di compostaggio non può durare meno di 13-14 giorni. Ciò significa che un centro di compostaggio come quello di Castelvetrano può ricevere un quantitativo di rifiuti pari a quello che occorre per avviare le operazioni di lavorazione. E un’altra parte per lo stoccaggio di materiale che verrà avviato al compostaggio dopo.
Questa precisazione è fondamentale per comprendere che, se nella stazione di compostaggio di Castelventrano arriveranno – come sta avvenendo – i rifiuti di mezza Sicilia, questo non è più compostaggio, ma stoccaggio di rifiuti, ovvero trasformazione della stazione di compostaggio in discarica!
Non siamo solo noi a manifestare dubbi su quanto sta accadendo a Castelvetrano.Giuseppe Salluzzo (come potete leggere anche qui), di Legambiente, ha dichiarato:
“Un deposito temporaneo, preliminare e transitorio di circa duemila tonnellate di rifiuti presso il Polo Tecnologico Integrato di contrada Airone, nel Comune di Castelvetrano, preoccupa, poiché in Sicilia significa spesso definitivo”.
Legambiente ricorda che l’area nella quale si trova l’impianto di compostaggio è limitrofa all’invaso del fume Modione, che per alcuni chilometri attraversa un’area agricola di pregio coltivata ad uliveti (le olive di Castelvetrano rappresentano una produzione di altissima qualità).
Il fiume Modione, ricorda sempre Legambiente, sfocia in mare, all’interno delParco Archeologico di Selinunte a poca distanza dalle Cave di Cusa. Morale: la discarica – perché di una discarica si tratta – inquinerà il Modione che andrà ad inquinare l’area del Parco archeologico di Selinunte e le Cave di Cusa.
“Un altro aspetto da non sottovalutare – sottolinea sempre Salluzzo – è il rischio diossina, che non è sicuramente di poco conto, visto l’immane incendio che due giorni fa ha interessato l’impianto dove i vigili del fuoco sono dovuti intervenire per la considerevole area interessata, quasi tutta a stoppie e terreni incolti che costeggia l’impianto e il fiume, oggi tutta bruciata”.
Avvertimento importante: se i rifiuti che, in queste ore, si stanno accumulando a Castelvetrano, nell’area del Polo tecnologico, dovessero prendere fuoco, ci sarebbe anche il problema diossina: per gli oliveti, per le aziende che lavorano le olive per produrre olio d’oliva extra vergine, per il fiume Modione e per le aree archeologiche di Selinunte e Cave di Cusa.
Insomma, è inutile che ci prendiamo in giro: un conto è l’attività di compostaggio – che come abbiamo visto ha bisogno di tecniche e di tempi precisi – altra e ben diversa cosa è un centro compostaggio che viene trasformato in discarica per ‘ospitare’, così si legge in un comunicato ufficiale di qualche giorno fa, 2 mila tonnellate di rifiuti!
“Io preferisco parlare con le carte e non con anatemi come fa il presidente della Regione siciliana”, ci dice il sindaco di Castelvetrano, Felice Errante, che nella vita fa l’avvocato. Che aggiunge: “Sto studiando le ‘certe’ e mi esprimerò solo quando avrò gli elementi di giudizio. Quello che posso dire è che, nei giorni scorsi, quando il Governo regionale ha deciso di trasferire i rifiuti di mezza Sicilia nel centro di compostaggio del mio Comune, non siamo stati nemmeno avvertiti”.
Quello che pensiamo di questa incredibile storia noi l’abbiamo scritto (lo potete leggere qui per esteso): il Governo regionale ha scelto Castelvetrano per consentire a tanti Comuni della provincia di Trapani di liberare le strade dai rifiuti. E poiché Palermo e Castelvetrano sono collegati dall’autostrada Palermo-Mazara del Vallo, il Governo regionale e i sindaci di alcuni centri del Palermitano (Carini, Capaci, Cinisi, Terrasini e via continuando), attualmente con le strade sommerse dai rifiuti, hanno trovato il modo per risolvere il problema…
Lo stesso discorso vale per molti centri dell’Agrigentino che, adesso, potranno liberarsi dei propri rifiuti grazie alla strada a scorrimento veloce Agrigento-Castelvetrano.
Tutto questo avviene in piena estate, mentre i Comuni del Trapanese, del Palermitano e dell’Agrigentino sono invasi dai turisti e, di conseguenza, con una produzione di rifiuti raddoppiata, se non triplicata.
Nell’accordo c’è scritto che nell’impianto di Castelvetrano verranno trasferiti ‘temporaneamente’ 2 mila tonnellate di rifiuti. Come abbiamo fatto a individuare la quantità in modo così preciso non lo sappiamo. Quello che possiamo dire, in conclusione del nostro articolo, è che quando, tanti anni fa, cominciarono ad ammassare i rifiuti nella discarica del Catanese che dista pochi chilometri da Misterbianco e Motta Sant’Anastasia, i governanti regionali dissero che si trattava di un fatto “temporaneo” e che tutto si sarebbe risolto nel giro di qualche anno.
Oggi, a Misterbianco e a Motta Sant’Anastasia la gente è costretta a scendere in strada per difendere la propria vita.
Non possiamo non avvertire gli abitanti di Castelvetrano: state attenti perché in Sicilia, come giustamente hanno osservato i dirigenti di Legambiente, nulla è più definitivo di ciò che è temporaneo…
P.S.
Guarda caso, quando il Governo regionale ha deciso di trasferire i rifiuti del Palermitano a Castelvetrano, i gestori della discarica di Bellolampo, a Palermo, hanno scoperto che la propria discarica (cioè la stessa discarica di Bellolampo) ha ‘problemi’.
La discarica di Bellolampo non ha affatto problemi. L’assurdità – come questo blog ha scritto nei giorni scorsi (articolo che potete leggere qui) – è aver pensato di trasferire in questa discarica, che opera con una sola vasca (la sesta, per la precisione) i rifiuti di tutti i Paesi della provincia di Palermo. In condizioni ordinarie Bellolampo potrà abbancare i rifiuti di Palermo e di qualche altro Comune per un altro anno: poi dovrà essere operativa la settima vasca (che è in fase di progettazione e che dovrà essere realizzata nei prossimi mesi).
Ammassare a Bellolampo tutti i rifiuti del Palermitano sarebbe stata un’altra follia, perché la sesta vasca di questa discarica si sarebbe ‘riempita nel giro di un mese-un mese e mezzo. Lasciando in emergenza Palermo già ad Ottobre.
Ovviamente, Crocetta, il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, e i ‘geni’ che operano negli uffici regionali e comunali non ci possono dare ragione. Però, appena hanno saputo che Castelvetrano si accinge a diventare la più grande discarica della Sicilia, hanno scoperto che a Bellolampo ci sono problemi. Ma guada che caso…  
Immagine: Rifiuti dalla Sicilia a Torino: intervista a Beniamino Ginatempo (Zero Waste)
Rifiuti dalla Sicilia a Torino: intervista a Beniamino Ginatempo (Zero Waste)

Dopo il dibattito che si è aperto a Torino sul possibile trasferimento di rifiuti dalla Sicilia all'inceneritore del Gerbido, abbiamo intervistato Beniamino Ginatempo (Zero Waste Sicilia): "Il trasferimento non è una soluzione. Se anche ciò avvenisse, caricando i rifiuti sulle navi, fra quindici giorni o un mese si riproporrebbe il problema"
28 luglio, 2016
Quali problematiche hanno provocato questa situazione? I rifiuti arriverebbero da un luogo in particolare?
Derivano da una pessima organizzazione della gestione dei rifiuti in Sicilia. Quest’annosa situazione si è poi aggravata negli ultimi tempi con l’atteggiamento tenuto dalla Regione.
In Sicilia ormai tutte le discariche sono sature. La raccolta differenziata è molto bassa e non si sono realizzati gli impianti di trattamento necessari. Le discariche, in particolare, hanno operato in un contesto di illegalità in quanto non sono mai stati realizzati gli impianti di Trattamento Meccanico-Biologicoobbligatori per legge, come indicato dalle direttive europee in materia di rifiuti. L’assessore regionale Marino, della prima giunta Crocetta, tentò di imporre alle discariche di dotarsi degli impianti di TMB ma fu mandato via. I padroni delle discariche (quasi tutte private) non vollero adeguarsi. Ed essendo molto influenti hanno fatto in modo che si arrivasse a questa situazione.
Oggi le discariche sono tutte aperte in deroga e i pochi impianti di trattamento sono insufficienti. In parallelo, il presidente Crocetta ha fatto un’ordinanza imponendo un tetto massimo di conferito in discarica che è molto più basso della produzione dei rifiuti. Di conseguenza nelle grandi città, ma anche nei centri medio-piccoli, non potendo conferire la spazzatura, questa rimane per strada.  
L’esportazione rimane quindi l’unica soluzione se si vuole adottare un provvedimento emergenziale?
Ma non è una soluzione. Se anche ciò avvenisse, caricando i rifiuti sulle navi, fra quindici giorni o un mese si riproporrebbe il problema. È una situazione che non può essere risolta in questa maniera. A qualche impianto di incenerimento, probabilmente, farà piacere ricevere rifiuti da bruciare. Ma è immorale dal nostro punto di vista, quello di Zero Waste Sicilia. I rifiuti bruciati andranno a produrre diossine e nanopolveri da un’altra parte.
Zero Waste è da sempre contraria allo smaltimento. La nostra non è una filosofia. È una tecnica, che suggerisce di recuperare il massimo possibile da tutte le materie prime ancora presenti nei rifiuti. In un contesto europeo, con scarse disponibilità di risorse, il recupero dei materiali diventa la strada obbligata.
Vista la situazione siciliana, allora, quali sono secondo lei le misure da adottare, tenendo conto anche delle tempistiche stringenti?
Come prima cosa lo sblocco delle procedure per la realizzazione degli impianti di compostaggio e l'incentivazione del compostaggio domestico e di comunità. In Sicilia, da sempre, la burocrazia è stata utilizzata per sfavorire la realizzazione di buone pratiche, mantendo inalterata la situazione. Occorre, quindi, procedere con la costruzione degli impianti di Trattamento Meccanico-Biologico necessari al fabbisogno regionale favorendo il riciclo dei materiali in modo da recuperare tutto il possibile dai rifiuti. C’è lo chiede l’Europa: dobbiamo ridurre al minimo il rifiuto secco indifferenziato.

Non quindi si può pensare di gestire l’emergenza con i trasferimenti. La quantità di rifiuti che Crocetta pensa di inviare a Torino, inoltre, è una parte molto residuale rispetto alla quantità di rifiuti presente in strada. E poi, occorre tenere conto dei costi: chi pagherebbe il trasferimento e lo smaltimento? Meglio realizzare depositi temporanei e obbligare, con procedura d’urgenza, la costruzione degli impianti di TMB da parte dei proprietari delle discariche.  

Infine, la produzione e l'incenerimento di combustibile da rifiuti proposta dal governo e recepita dalla giunta Crocetta anch'essa non è una soluzione all'emergenza, visto che per costruire un inceneritore ci vogliono almeno 3 o 4 anni e comunque non ci sono gli impianti per produrre il combustibile. Invece, dopo il TMB si potrà continuare il recupero di materie prime seconde, realizzando le cosiddette "Fabbriche dei materiali"

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