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Sunday, July 31, 2016

Crocetta convocato dall'Antimafia Fari puntati sulla massoneria Mafia e massoneria comandano ancora in Sicilia Castelvetrano capitale della massoneria. Ecco tutti i nomi degli iscritti e gli intrecci

Crocetta convocato dall'Antimafia  Fari puntati sulla massoneria



Lo attendono le domande sul segretario generale della Regione Monterosso, citata da un pentito. 

PALERMO - Il prossimo 2 agosto il governatore Rosario Crocetta sarà ascoltato dalla commissione nazionale antimafia a Roma, nella sua sede di Palazzo San Macuto. La decisione di convocare il presidente della Regione scaturisce dall'esito che ha avuto la recente missione che la commissione ha condotto a Palermo e Trapani, nel corso della quale si è parlato di indagini giudiziarie che riguardano i contatti tra mafia e massoneria. Tra le domande che attendono il governatore siciliano quelle relative a Patrizia Monterosso, segretario Generale di Palazzo d'Orleans. Il nome della Monterosso nel corso del processo a Catania contro l'ex governatore Raffaele Lombardo, è stato fatto dal pentito agrigentino Giuseppe Tuzzolino.

Tuzzolino ha affermato che la Monterosso avrebbe fatto parte di una loggia massonica di Castelvetrano, dove avrebbe fatto da garante ad una serie di affari sugli impianti eolici. La Monterosso ha già smentito la circostanza con un secco "Non appartengo alla massoneria" e annunciando la presentazione di denunce e querele rivendicando il fatto di essere semmai "parte offesa". In commissione nazionale antimafia però la circostanza ha suscitato attenzione. Critico è stato il leghista "siciliano" Angelo Attaguile: "Come siciliano - ha detto - sono preoccupato, i politici passano i burocrati restano, da siciliano mi preoccupo che al Governo regionale ci siano funzionari e burocrati che non dovrebbero stare al loro posto". La Commissione ha convocato anche i gran maestri degli ordini massonici: il 3 agosto verrà sentito in gran maestro del Grande Oriente Stefano Bisi.
http://livesicilia.it/2016/07/30/crocetta-convocato-dallantimafia-fari-puntati-sulla-massoneria_772970/



Mafia e massoneria comandano ancora in Sicilia

La prossima settimana la Commissione Parlamentare Antimafia affronterà il tema centrale dell'oscuro che attraversa da troppo tempo la Sicilia


Quale ruolo gioca la massoneria in Sicilia? Con chi si alleano le logge segrete che continuano ad esistere ed operare nell'Isola? I magistrati siciliani si sono imbattuti in questi giochi pericolosi, sanno che esistono logge segrete. Segrete perché devono restare oscuri attori e sceneggiature. All'inizio della prossima settimana la Commissione Parlamentare Antimafia affronterà proprio il tema centrale dell'oscuro che attraversa da troppo tempo la Sicilia: i legami della massoneria con la mafia, la politica e l'economia. 

Tema da niente, si potrebbe dire. E di quella massoneria che fa capolino dietro l'insostenibile lunghezza della latitanza di Matteo Messina Denaro, a Trapani. Si, perché se c'è un luogo dove questo incontro appare devastante è proprio il Trapanese. La Commissione lo ha deciso dopo le audizioni in Sicilia. Ha convocato il presidente della Regione, Rosario Crocetta e i gran maestri degli ordini massonici. Nel corso della missione a Palermo e Trapani tanto si è parlato di indagini giudiziarie che riguardano i contatti tra mafia e massoneria.  

C'è la latitanza del boss mafioso Matteo Messina Denaro, ma anche quell'inquinamento continuato della vita politica, sociale ed economica dell'Isola. Martedì 2 agosto a Palazzo San Macuto, a Roma, verrà sentito il presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta. 

A lui si chiederà di Patrizia Monterosso, potente segretario generale della regione. Nel processo contro l’ex governatore Raffaele Lombardo, il pentito agrigentino Giuseppe Tuzzolino ha detto che la Monterosso farebbe parte di una loggia massonica di Castelvetrano ( il paese di Matteo Messina Denaro ) dove avrebbe fatto da garante ad una serie di affari sugli impianti eolici. "Non appartengo alla massoneria - ha già replicato la Monterosso -le uniche volte in cui mi sono imbattuta in cose che riguardano questo tipo di associazione sono state delle mail ricevute all’indirizzo istituzionale della segreteria generale, nel luglio 2015 ho ricevuto due messaggi da una loggia di Catania, c’era una lista di 17 nomi, forse si trattava di iscritti, ma io ho subito denunciato alla Polizia Postale di Catania, a novembre 2014 nella casella di posta è arrivata una email del Grande Oriente d’Italia, direttamente da Palazzo Giustiniani. Anche in questo caso ho denunciato".  

Vedremo cosa dirà, in proposito, Crocetta. Vedremo cosa chiederà l'Antimafia. Dopo Crocetta, il 3 agosto, sarà la volta dei gran maestri degli ordini massonici, verrà sentito in gran maestro del Grande Oriente Stefano Bisi. "Intendiamo sapere se siano a conoscenza di logge segrete nel trapanese - aveva detto la Bindi in Sicilia - logge segrete della cui esistenza abbiamo appreso dai magistrati. E soprattutto come intendano comportarsi".



Castelvetrano capitale della massoneria. Ecco tutti i nomi degli iscritti e gli intrecci




Essere massoni non è reato” dice Stefano Bisi del Grande Oriente d’Italia. E non ha torto. Se lo fosse, avremmo avuto 500 potenziali soggetti da arrestare nella sola provincia di Trapani.
Ciò che invece interessa gli inquirenti è semmai quanto questi gruppi di persone possono influire sulle attività amministrative e il funzionamento degli enti pubblici. 

C’è un dossier che viene fuori da un’indagine portata avanti dal procuratore di Trapani Marcello Viola e dai suoi sostituti, sull’influenza e il condizionamento della massoneria (o meglio, di una sua parte) nel territorio. Si tratta - ne abbiamo già parlato diffusamente - di un documento che la sezione informativa della Digos ha inviato alla Prefettura, in cui da una parte si ripercorre la vicenda di Iside2, la loggia trapanese segreta (e quindi illegale) scoperta nel 1986, di cui facevano parte l’ex ministro Udc Calogero Mannino, il deputato regionale Dc Francesco Canino (morto nel 2014) e il parlamentare nazionale Aldo Bassi (morto nel 2004). Era la loggia che accoglieva mafiosi come Natale L’Ala e Mariano Agate ed altri indiziati mafiosi come Calogero Atria, Gioacchino Calabrò, Giuseppe Mandalari, Antonino Melodia. Ma v’erano anche vice prefetti, vice questori, bancari, consiglieri comunali e provinciali, ex sindaci, imprenditori. Insomma, tutta la Trapani che contava. E’ una sorta di disamina del passato relativo alle ormai note vicende verificatesi nella provincia di allora

Il dossier, nella sua seconda parte, parla invece di 19 logge (in realtà potrebbero essere di più) presenti attualmente nella città di Trapani e nella sua provincia. 6 di queste opererebbero tutte a Castelvetrano.

In queste ci sono assessori ed ex consiglieri comunali della città.

C’è il vicesindaco Giuseppe Rizzo (presente in due logge: “Francisco Ferrer 908” di Castelvetrano e “Giordano Bruno” di Salemi), nominato assessore dal sindaco Felice Errante nel luglio 2014, in modo da permettere l’ingresso in consiglio di Calogero Giambalvo (il discusso consigliere primo dei non eletti del Fli, poi arrestato per mafia ed in seguito assolto, intercettato a millantare amicizia e vicinanza con il superboss Matteo Messina Denaro).

C’è l’assessore Salvatore Stuppia (loggia “Italo Letizia 345”), nominato a sorpresa della giunta Errante, con una nomina accettata senza condividere la scelta col Pd (ormai in rotta col sindaco), che poi lo ha cacciato dal partito.

C’è anche l’assessore Girolamo Signorello (loggia “Francisco Ferrer 908”).

Il nome dell’assessore Enzo Chiofalo invece, anche se non risulta iscritto in nessuna delle sei logge attualmente operanti, spunta invece in una fantomatica loggia all’obbedienza di piazza del Gesù, chiamata “Italo Letizia”. I componenti di questa loggia sarebbero stati truffati da alcuni “fratelli” della vecchia “Iside 2” che avrebbero proposto loro l’iniziazione per l’inserimento. Il tutto prese il via nel 2006, in seguito all’arrivo in questura di un esposto anonimo firmato “Veri massoni stanchi”.

Tra gli (ormai ex) consiglieri comunali, troviamo invece nelle logge attualmente operanti:

Salvatore Ingrasciotta (loggia “Demetra 240”), il più votato di tutti alle scorse amministrative con 448 voti, Piero Barresi e Gaetano Accardo (loggia “Enoch 238”), Tommaso Bertolino (inscritto a due logge: “Oriente” di Castelvetrano e “Giordano Bruno” di Salemi), Piero D’Angelo e Maurizio Piazza (loggia “Francisco Ferrer 908”).

C’è Bartolomeo La Croce (anche lui inscritto a due logge “Oriente”di Castelvetrano e “Garibaldi” di Mazara del Vallo) portato alla ribalta nazionale da Le Iene, mentre si scaglia contro l’inviato Filippo Roma che cerca di intervistare Giambalvo. Forse tra i pochi massoni ad aver subito un pubblico rimprovero a causa di un comportamento sconveniente. Qualche giorno dopo l’uscita del servizio su Italia Uno, il presidente Cafiso si trovò infatti costretto a fargli la ramanzina durante un consiglio comunale. Un “teatrale” rimprovero per lui e per l’altro collega Francesco Bonsignore, colorato personaggio che però non risulta inscritto a nessuna delle sei logge castelvetranesi presenti nel dossier della questura.

Negli elenchi troviamo anche il “fratello di un fratello”. Si tratta di Antonino Lo Sciuto. Un “fratello” della loggia “Hipsas” del Grand Orient de France, che però è anche il fratello del deputato regionale Giovanni Lo Sciuto, componente della Commissione Parlamentare Antimafia della Regione Siciliana e “nuovo alleato” del sindaco Errante, facendo parte entrambi da un po’ di tempo dello stesso partito (Ncd).

Ma tra i “fratelli” di spicco, oltre a quelli collegati in modo più o meno indiretto alla politica di Palazzo Pignatelli, ce ne sono tanti altri, molto conosciuti in diversi ambiti:

Felice Crescente (dirigente Unità 176 Condotta Agraria) è maestro venerabile della “Loggia Demetra 240”.

Nicola Li Causi, della loggia “Demetra 240”, figlio del compianto Vito Li Causi ed amministratore del poliambulatorio specialistico “Multimedical” inaugurato l’anno scorso.

Domenico Lombardo (“Demetra 240”), ex dipendente della Gruppo 6 Gdo. Oggi segretario del Partito Socialista di Castelvetrano e presidente della cooperativa Terramia alla quale è stato affidato l’opificio confiscato al re dei supermercati Despar Giuseppe Grigoli.

Nicolò Miceli (“Demetra 240”), presidente del Club Unesco di Castelvetrano.

Francesco Seidita (“Demetra 240”), ingegnere del progetto Medcot per il comune di Castelvetrano, sulla trasformazione della posidonia spiaggiata in compost.

Francesco Vasile (“Demetra 240”), avvocato del Comune di Castelvetrano.

Orazio La Monaca (“Francisco Ferrer 908”), pluripremiato architetto del Comune di Castelvetrano.

Silvestro Perrone e Antonio Pizzo (entrambi dell’Hipsas), imprenditori dell’associazione Libero Futuro.

Abbiamo poi tutti i membri del direttivo del Collegio dei Rossi, l’associazione che si occupa di eventi culturali e presentazione di libri. Fanno parte della stessa loggia (“Enoch 238”): il presidente Nicola Cascio Ingurgio, il vice presidente Davide Brillo, il segretario Giuseppe Pappalardo ed il tesoriere Pietro La Cascia (ex assessore della giunta Pompeo). E’ l’associazione no profit che si è occupata anche della presentazione di Euploia, il pregevole volume del Soprintendente del Mare della Regione Siciliana Sebastiano Tusa. L’edizione del libro è di Angelo Mazzotta, massone della stessa loggia.
Anche il Centro Commerciale Naturale ha una suo ombrello massonico, dal momento che il presidente Giovanni Messina Denaro e i tecnici della Nastasi Consulting fanno parte della loggia “Oriente”.

Nella loggia “Italo Letizia 345” c’è anche un giornalista di Menfi: Pietro Capizzi, collaboratore del Giornale di Sicilia, di Tele Radio Sciacca e addetto stampa della Cantina Settesoli. E’ la stessa loggia del castelvetranese Leonardo Ciulla, ingegnere gestionale della Settesoli. Ed è con la Settesoli che quest’anno il Dipartimento Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana ha firmato il primo contratto di sponsorizzazione per il parco archeologico di Selinunte. Mentre, qualche mese fa, la nomina di “Custode dell’identità territoriale Genius Loci” da parte della Libera Università Rurale “Saper&Sapori” è toccata a Francesca Capizzi, figlia di Pietro (anche lei giornalista) che succede al sindaco di Campobello di Mazara Giuseppe Castiglione, che ha custodito l’identità territoriale nel 2015.

Nell’intera provincia (almeno dagli elenchi del dossier) le “sorelle” sono una decina, sei delle quali appartengono a logge operanti a Castelvetrano.

E poi c’è una coppia in cui marito e moglie appartengono entrambi alla massoneria, ma in due logge diverse: lei nella “Hipsas” di Castelvetrano e lui nella “Philadelphion” di Mazara del Vallo.

Infine troviamo anche due poliziotti: Giuseppe Gucciardo (“Francisco Ferrer 908”) e Michele Tortorici (“Hipsas”)

Certo, il fatto che il dossier contenga anche la lista degli appartenenti (non riportata in questo articolo) alla vecchia loggia illegale trapanese (Iside2) scoperta negli anni ’80, aveva ingenerato in alcuni massoni di oggi (regolarmente registrati alla questura) una legittima indignazione nel vedere i propri nomi accostati a quelli dei mafiosi. Ribadendo quindi che l’appartenenza ad una loggia massonica (non coperta) è garantita dalla stessa Costituzione, pubblichiamo di seguito l’elenco degli iscritti alle sei logge di Castelvetrano, che rimane comunque non esaustivo rispetto al panorama massonico del territorio.
Quasi 200 dei 460 massoni della provincia di Trapani sono castelvetranesi. Ai cittadini non rimane che sperare nella loro positiva influenza sul benessere della collettività. Magari i “poteri forti” potrebbero riuscire laddove i “poteri morti” hanno fallito.
Egidio Morici
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ITALO LETIZIA 345
Appartenente alla Massoneria Universale
La serenissima gran loggia nazionale italiana rito scozzese

  • PISANI Donato Maria, nato a Castelvetrano il 02/08/1956. Funzionario amministrativo ASL Castelvetrano. MAESTRO VENERABILE;
  • CAPIZZI Pietro, nato a Menfi (AG) il 19/04/1957. Giornalista pubblicista GdS e TRS di Sciacca, impiegato e addetto stampa presso cantine Settesoli di Menfi;
  • CARONNA Giovanni, nato a Castelvetrano il 29/04/1964. Commercialista con studio proprio;
  • CIULLA Leonardo, nato a Castelvetrano il 18/01/1975. Ingegnere gestionale presso Cantina Settesoli – Menfi;
  • CICALA Giuseppe, nato a Trapani il 18/09/1962. Con nota datata 12/01/2015 comunicava per conoscenza alla Questura di aver presentato le dimissioni dalla suddetta loggia;
  • GIACALONE Stefano, nato a Santa Ninfa il 23/04/1953. Imprenditore edile.
  • CICALA Andrea, nato ad Erice il 29/04/1991, dimessosi in data 12/01/2015;
  • NICETA Filippo, nato a Palermo il 09/07/1952. Bancario in pensione;
  • SIGNORELLO Antonino, nato a Castelvetrano il 20/06/1959. Impiegato;
  • SIGNORELLO Vincenzo, nato a Castelvetrano il 18/08/1953. Rappresentante;
  • STUPPIA Salvatore, nato a Mazzarino (CL) il 15/12/1959. Medico dermatologo;
  • MISTRETTA Simone, nato a Castelvetrano il 22/07/1967. Infermiere presso ospedale di Castelvetrano;
  • VIRTUOSO Enrico Salvatore, nato a Caracas (Venezuela), il 27/02/1963. Infermiere professionale;
  • VALENTI Gaspare, nato a Baden (Svizzera) il 22/06/1969. Appartenente Ministero delle Finanze (G.D.F.);
  • MESSINA DENARO Francesco, nato a Castelvetrano il 18/08/1961. Impiegato
  • MAURO Biagio, nato a Trapani il 06/07/1967. Infermiere presso ospedale Castelvetrano;
  • BONDI Melchiorre, nato a Castelvetrano il 28/01/1969. Insegnante;
  • BENTIVEGNA Fabio, nato a Sciacca (AG) il 14/01/1973;
  • NOVARA Francesco, nato a Trapani il 18/06/1967.


DEMETRA 240
Appartenente alla Gran Loggia Regolare d’Italia degli antichi, Liberi ed Accettati Muratori,
con sede a Roma, obbedienza Gran Loggia Regolare di Sicilia

  • ACCARDO Simone, nato a Castelvetrano il 20/07/1967;
  • ANCONA Gaspare, nato a Castelvetrano il 30/06/1973;
  • BONSIGNORE Giovanni, nato a Castelvetrano il 26/08/1959;
  • CATALANOTTO Francesco, nato a Castelvetrano il 03/08/1975;
  • CRAPAROTTA Giovanni, nato a Castelvetrano il 21/10/1960;
  • CRESCENTE Felice, nato a Castelvetrano il 16/12/1960. MAESTRO VENERABILE;
  • FERRO SALVATORE, nato a Castelvetrano il 16/01/1957;
  • FONTANELLI Gaspare, nato a Castelvetrano il 13/01/1962;
  • FONTANELLI Giuseppe, nato a Castelvetrano il 19/10/1989;
  • GORGONE Domenico Fabrizio, nato a Palermo il 06/08/1971;
  • GRAFFEO Vincenzo nato a Castelvetrano il 19/04/1973;
  • INGRASCIOTTA Salvatore, nato a Castelvetrano il 23/01/1968;
  • LA GRASSA Giuseppe, nato a Castelvetrano il 16/05/1973;
  • LI CAUSI Nicola, nato a Castelvetrano il 27/06/1975;
  • LOMBARDO Domenico, nato a Castelvetrano il 22/081960;
  • MAPELLI Francesco, nato a Castelvetrano il 22/07/1984;
  • MICELI Nicolò, nato a Castelvetrano il 02/08/1955. MAESTRO VENERABILE
  • REPOLLINO Carmelo, nato a Butera il 04/08/1974;
  • RISALVATO Giovanni, nato a Castelvetrano il 05/06/1974;
  • RIZZO Giovanni, nato a Castelvetrano il 29/07/1966;
  • SALLUZZO Gaspare, nato a Castelvetrano il 20/03/1956;
  • SCANDALIATO Nicolò, nato a Castelvetrano il 02/09/1969;
  • SCATURRO Francesco, nato a Salemi il 12/11/1980;
  • SCHIFANO Giuseppe, nato a Ribera il 16/091979;
  • SEIDITA Francesco, nato ad Erice il 08/05/1976;
  • SVIZZERO Santo, nato a Castelvetrano il 25/02/1965;
  • VASILE Francesco, nato a Castelvetrano il 28/03/1965;
  • VENEZIA Piero Maria, nato a Castelvetrano il 04/08/1971;
  • VITRANO Giuseppe, nato a Palermo il 22/08/1973;
  • VIZZINISI Fabio nato a Castelvetrano il 24/10/1964;


ENOCH 238
Appartenente alla Gran Loggia Regolare d’Italia degli antichi, Liberi ed Accettati Muratori,
con sede a Roma, obbedienza Gran Loggia Regolare di Sicilia

  • SCIUTO Pasquale, nato a Castelvetrano il 06/10/1959. MAESTRO VENERABILE
  • CASCIO INGURGIO Nicola, nato a Castelvetrano il 13/05/1963;
  • MAZZOTTA Angelo, nato a Castelvetrano il 22/10/1938;
  • LA ROCCA Danilo, nato a Castelvetrano il 15/07/1958;
  • BARRESI Pietronato a Castelvetrano il 02/11/1972. Ex consigliere comunale di Castelvetrano;
  • LUPPINO Gianvito, nato a Campobello di Mazara il 27/06/1969;
  • ALAIMO Alessandro, nato a Palermo il 30/10/1971;
  • GIGLIO Salvatore (detto Rino) nato a Castelvetrano il 05/09/1957;
  • PALAZZOTTO Giancarlo, nato a Castelvetrano il 19/03/1974;
  • ACCARDO Gaetano Salvatore, nato a Castelvetrano il 22/04/1960. Ex consigliere comunale di Castelvetrano;
  • LA CASCIA Pietro, nato a Castelvetrano nato a Castelvetrano il 14/01/1970;
  • SPINA Giuseppe, nato a Mazara del Vallo il 18/07/1982;
  • PAPPALARDO Giuseppe, nato a Catania il 30/01/1962;
  • GRIMALDI Domenico Giovanni, nato a Castelvetrano il 11/09/1981;
  • BRILLO Davide, nato il 30/04/1986;
  • GORGONE Fabrizio Domenico, nato a Palermo il 06/08/1971


ORIENTE
Appartenente alla Gran Loggia d’Italia degli antichi, Liberi ed Accettati Muratori,
Massoneria Universale di rito scozzese antico ed accettato
Obbedienza di Piazza del Gesù, Palazzo Vitelleschi

  • ANCONA Giuseppe, nato a Castelvetrano il 31/01/1951;
  • BERTOLINO Tommasonato a Baden (Svizzera) il 20/10/1965;
  • BUA Domenico, nato a Palazzo Adrano (PA) il 04/07/1986;
  • BUA Giacomo, nato a Palazzo Adrano (PA) il 15/11/1975;
  • BUCERI Saverio, nato a Menfi (AG) il07/01/1958;
  • DI GREGORIO Paolo, nato a Mazara del Vallo il 03/11/1969;
  • DI PIETRA Francesco, nato a Campobello di Mazara il 21/11/1955;
  • DI PIETRA Giuseppe, nato a Mazara del Vallo il 16/03/1990;
  • DI PRIMA Vincenzo, nato a Castelvetrano il 03/06/1971;
  • DI STEFANO Vincenzo, nato a Campobello di Mazara il 28/02/1965
  • DRAGO Giovanni, nato a Salemi il 14/03/1974;
  • ERDFELD Omero, nato a Pisino (Croazia) il 20/12/1947
  • ERRANTE Adriano, nato a Castelvetrano il 27/06/1980;
  • FABUOZZO Antonino, nato a Napoli il 13/12/1974;
  • FERRARO Antonino, nato a Castelvetrano il 19/02/1988;
  • INGARGIOLA Giovanni, nato a Castelvetrano il 03/02/1957;
  • LA CROCE Bartolomeo, nato a Castelvetrano il 16/08/1954;
  • LO CASTRO Vito, nato a Salemi il 03/10/1969;
  • MESSINA DENARO GIOVANNI, nato a Castelvetrano il 04/05/1972;
  • MONTALBANO Maurizio, nato a Castelvetrano il 11/11/1968;
  • NASTASI Pietro, nato a Castelvetrano il 06/08/1975;
  • NASTASI Santo, nato a Castelvetrano il 22/05/1951;
  • NASTASI Vincenzo, nato a Castelvetrano il 15/10/1970;
  • ODDO Francesco, nato a Palermo il 24/03/1976;
  • PANZINI Elisa, nata ad Ancona il 03/01/1964;
  • POLLINA Giuseppe Massimo, nato a Castelvetrano il 16/04/1970;
  • SARDO Ornella, nata a Marsala il 09/03/1960;
  • SCIRE’ Marco, nato a Torino il 28/12/1979;
  • SESSA Francesco, nato a Ribera (AG) il 25/12/1978;
  • TARDIA Davide Romeo, nato ad Erice il 13/02/1972;


FRANCISCO FERRER 908
Massoneria Italiana Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani (G.O.I.)

  • ABATE Carmelo, nato a Castelvetrano il 05/11/1951;
  • BARRESI Alfredo, nato a Castelvetrano il 05/07/1953;
  • BATTAGLIA Giuseppe, nato a Trapani il 16/11/1958;
  • BONSIGNORE Giovanni, nato a Castelvetrano il 09/10/1942;
  • CESARE Lorenzo, nato a Partanna il 03/12/1970;
  • D’Angelo Piero, nato a Castelvetrano il 22/07/1958;
  • DE LUCA Mario, nato a Orzinuovi il 06/12/1970;
  • DE SIMONE Giovanni, nato a Castelvetrano il 22/05/1932;
  • DITTA Leonardo, nato a Calatafimi il 23/05/1957;
  • ERRANTE Giuseppe, nato a Castelvetrano il 24/11/1976;
  • GERMILLI Claudio, nato a Castelvetrano il 25/11/1954;
  • GIGANTE Giovanni, nato a Palermo il 10/10/1965;
  • GUCCIARDO Giuseppe, nato a Castelvetrano il 26/06/1974
  • LA MONACA Orazio, nato a Castelvetrano il 25 11/1957;
  • LUCENTINI Domenico, nato a Castelvetrano il 01/06/1944;
  • MALTESE Vito, nato ad Alcamo il 20/04/1963;
  • MANUGUERRA Francesco, nato a Gela il 03/01/1967;
  • MARCANTONIO Gaetano, nato a Trapani il 11/07/1965;
  • MICELI Vito, nato a Castelvetrano il 01/02/1933;
  • MISTRETTA Silvio, nato ad Erice il 06/08/1979;
  • MONTELEONE Salvatore, nato a Castelvetrano il 18/07/1961;
  • PAOLA Quintino, nato a Castelvetrano il 28/08/1956;
  • PIAZZA Giuseppe, nato a Castelvetrano il 08/01/1969;
  • PIAZZA Maurizio Silvestro, nato a Castelvetrano il 17/09/1962;
  • PISCIOTTA Giacomo, nato a Marsala il 22/06/1968;
  • PISCIOTTA Tommaso, nato a Castelvetrano il 06/11/1936;
  • RIZZO Gaspare, nato a Castelvetrano il 28/06/1935;
  • RIZZO Giuseppe, nato il 12/01/1975. Assessore e vicesindaco di Castelvetrano;
  • RIZZUTO Lorenzo, nato il 26/01/1975;
  • RUISI Giovanni, nato il 17/12/1963;
  • SCIABICA Santo Giuseppe, nato il 09/12/1969;
  • SCIACCA Leonardo, nato a Castelvetrano il 23/06/1956;
  • SCIACCOTTA Filippo, nato a Castelvetrano il 04/06/1960;
  • SCIORTINO Lucio, nato a Castelvetrano il 05/09/1963;
  • SIGNORELLO GIROLAMO, nato a Castelvetrano il 17/10/1958. Assessore al Comune di Castelvetrano;
  • TAMBURELLO Salvatore, nato ad Erice il 04/08/1968;
  • TRIOLO Giampiero, nato a Castelvetrano il 18/12/1955;
  • TRUSCELLI Pietro, nato a Castelvetrano il 06/08/1940;
  • VETRANO Vincenzo, nato a Castelvetrano il 09/11/1965;
  • VIOLA Graziano, nato il 08/06/1974;
  • VIVIANO ANDREA, nato a Partanna il 24/02/1959;
  • ZINNANTI Baldassare, nato a Partanna il 13/05/1962
  • ZINNANTI Sebastiano, nato il 02/05/1956.


HYPSAS
Massoneria aderente al G.O.D.F. (Grand Orient De France)

  • BULGARELLO Angelonato a Partanna il 18/11/1967;
  • CALANDRINO Leonardo, nato a Castelvetrano il 01/02/1962;
  • CIRAVOLO Biagio, nato a Sciacca il 23/09/1966;
  • CIRRINCIONE Benedetto, nato a Castelvetrano il 13/06/1951;
  • DRAGO Giuseppe, nato a Castelvetrano il 28/05/1973;
  • ERRANTE Beniamino, nato a Castelvetrano il 02/05/1971;
  • FERRARA Domenico, nato a Castelvetrano il 09/08/1964;
  • GIOIA Francesco, nato a Palermo il 29/09/1988;
  • GIOIA Giuseppe, nato a Castelvetrano il 18/04/1957;
  • GULOTTA vincenzo, nato a Santa Margherita Belice (AG) il 07/02/1958;
  • BELLINA Paolo Italia, nato a Castelvetrano il 06/01/1967;
  • LABRUZZO Emiliano, nato a Mazara del Vallo il 03/08/1978;
  • LA CROCE Francesco, nato a Castelvetrano il 25/09/1963;
  • LO SCIUTO Antonino, nato a Castelvetrano il 04/12/1964. Fratello del deputato regionale Lo Sciuto Giovanni;
  • LOMBARDO Saverio, nato ad Erice il 21/06/1975;
  • MAGRO Gaspare, nato a Caltagirone il 05/06/1965;
  • MARCHESE Annamarianata a Salemi il 22/06/1972;
  • PERRONE Eliseo, nato a Partanna, il 27/06/1980;
  • PERRONE Silvestro, nato a Castelvetrano il 11/09/1971;
  • PISCIOTTA Silvestro, nato a Castelvetrano il 09/12/1963;
  • PIZZO Antonio, nato a Castelvetrano il 13/03/1951;
  • RUSSO Giuseppe, nato a Sciacca il 04/03/1951;
  • SAVAGLIO Francesca, nata a Castelvetrano il 19/07/1959;
  • SAVAGLIO Serafina, nata a Cerisano il 07/04/1955;
  • SALVO Vincenzo, nato a Castelvetrano il 15/04/1958;
  • SCIACCA Rosalba, nata a Partanna il 16/12/1962;
  • TORTORICI Michele, nato a Castelvetrano il 16/10/1971;
  • ZINNANTI ANTONINO, nato a Partanna il 02/04/1969;
  • CALANDRINO ANDREA, nato a Castelvetrano il 15/12/1987.


Di seguito invece l’elenco (non esaustivo) di castelvetranesi (nativi o residenti) presenti in altre logge della provincia:

  • MARTINO Mario (loggia “Philadelphion”, Mazara del Vallo”)nato a Castelvetrano il 29/07/1957. Insegnante. MAESTRO VENERABILE;
  • CATALANO Riccardo(loggia “Philadelphion”, Mazara del Vallo”)nato a Castelvetrano il 19/12/1971. Geometra;
  • ETIOPIA Giovanni Maurizio, (loggia “Philadelphion”, Mazara del Vallo”)nato a Castelvetrano il 29/07/1966. Sindacalista Ugl;
  • LISCIANDRA Francesco, (loggia “Philadelphion”, Mazara del Vallo”)nato a Castelvetrano il 04/07/1971. Architetto;
  • GIANNILIVIGNI Ferdinando (loggia “Cronos 183”, Trapani), nato a Castelvetrano il 29/10/1980. Avvocato;
  • SALVO Vincenzo (loggia “Giordano Bruno”, Salemi), nato a Castelvetrano il 15/04/1958 Avvocato;
  • MAGRO Gaspare (loggia “Giordano Bruno”, Salemi), nato a Caltagirone il 05/06/1965. Commercialista;
  • BERTOLINO Tommaso (loggia “Giordano Bruno”, Salemi), nato a Baden (CH) il 20/10/1965. Architetto;
  • RIZZO Giuseppe (loggia “Giordano Bruno”, Salemi), nato a Palermo il 12/01/1975. Avvocato;
  • PISCIOTTA Silvestro (loggia “Garibaldi”, Mazara del Vallo), nato a Castelvetrano il 09/12/1963;
  • MONTALBANO Maurizio (loggia “Garibaldi”, Mazara del Vallo), nato a Castelvetrano il 11/11/1968;
  • GIOIA Giuseppe (loggia “Garibaldi”, Mazara del Vallo), nato a Castelvetrano il 18/04/1957; Medico presso l’ospedale di Castelvetrano
  • LA CROCE Francesco (loggia “Garibaldi”, Mazara del Vallo), nato a Castelvetrano il 25/09/1963;
  • INGARGIOLA GIOVANNI (loggia “Garibaldi”, Mazara del Vallo), nato a Castelvetrano il 03/02/1957;
  • CLEMENTE PIETRO (loggia “Garibaldi”, Mazara del Vallo), nato a Castelvetrano il 26/06/1965;
  • ITALIA Bellina (loggia “Garibaldi”, Mazara del Vallo), nata a Castelvetrano il 06/01/1979;
  • LA CROCE Bartolomeo (loggia “Garibaldi”, Mazara del Vallo), nato a Castelvetrano il 13/08/1954;
  • GIOIA Giuseppe (loggia “Federico II”, Trapani), nato a Castelvetrano il 18/04/1957; Medico presso l’ospedale di Castelvetrano. MAESTRO VENERABILE;
  • PISCIOTA Silvestro (loggia “Federico II”, Trapani), nato a Castelvetrano il 09/12/1963;
  • CUSENZA Vito (loggia “Pitagora”, Trapani), nato a Castelvetrano il 29/09/1971;
  • CAVARRETTA Gaspare (loggia “Abele Damiani”, Marsala) nato a Castelvetrano il 20/01/1938;
  • ERRANTE Nicolò (loggia Domizio Torrigiani”, Campobello di Mazara), nato a Castelvetrano il 28/03/1949. Pensionato;
  • LEGGIO Silvestro Gaspare (loggia Domizio Torrigiani”, Campobello di Mazara), nato a Castelvetrano il 31/08/1967. Geometra;
  • BARRUZZA Paolo (loggia Domizio Torrigiani”, Campobello di Mazara), nato a Castelvetrano il 18/03/1973. Imprenditore agricolo;
  • VALENTI Calogero (loggia Domizio Torrigiani”, Campobello di Mazara), nato a Castelvetrano il 14/05/1977. Massofisioterapista;
  • DI GANCI Mario (loggia “Valle di Cusa”, Campobello di Mazara), nato a Castelvetrano il 28/08/1970.
L’articolo che segue è tratto da vice.com ed è firmato da Vincenzo Marino
“Un vero e proprio potere parallelo in grado di inquinare l’attività amministrativa e la gestione della cosa pubblica”: è quanto emerso dall’informativa redatta da Questura e Procura di Trapani, i cui passaggi sono stati pubblicati ieri, martedì 31 maggio, dall’edizione palermitana di Repubblica.
Dal report emergerebbe una diffusione pressoché capillare delle logge massoniche – segrete o scoperte – sul territorio trapanese: 19, e di diverse obbedienze, in tutta la provincia, per un totale di 460 iscritti su 400mila abitanti — tra cui boss, membri delle forze dell’ordine, funzionari di prefettura, medici, imprenditori, politici, amministratori.
Ben sei di queste logge sarebbero attive nel territorio di Castelvetrano, il paese d’origine di Matteo Messina Denaro, l’ultimo grande latitante di Cosa Nostra. Il comune siciliano risulta essere quello con più iscritti, in proporzione alla popolazione: c’è la Loggia Italo Letizia 345, la Loggia Demetra, la Loggia Enoch, la Loggia Oriente, la Francisco Ferrer, la Hypsas.
Il dossier nasce anche grazie a una delle numerose indagini trapanesi che sono arrivate a toccare i confini di una loggia locale. Stando agli inquirenti, nella città di Alcamo – per esempio – avrebbe trovato luogo un “comitato d’affari” che avrebbe influenzato scelte e “politiche e amministrative,” col coinvolgimento dell’ex vicesindaco Perricone, ritenuto vicino alla famiglia Melodia. Stesso meccanismo anche per enti come il Centro per l’Impiego, della quale un dirigente regionale, arrestato di recente, sarebbe stato indicato come “fratello” della loggia Myrhiam.
Stando a quanto temuto dalla Procura, il recente e rianimato “condizionamento tentacolare” della vita politica, sociale ed economica da parte di alcuni gruppi di potere farebbe evincere quanto “la massoneria,” in zona, sia tornata a essere “più potente di prima.”
Già in passato, infatti, Trapani è stata una delle ‘capitali’ siciliane della massoneria: in una famosa inchiesta del 1986, furono scoperte – sotto le insegne del circolo culturale Scontrino – sette logge massoniche, composte da 200 iscritti in chiaro e 100 segreti.
L’indagine confluì in un processo che portò a sei condanne: il capo della squadra mobile che coordinò le operazioni, Saverio Montalbano, venne rimosso dopo qualche giorno per “uso improprio dell’auto di servizio.”
Sempre di recente, nello stesso territorio, un’indagine era arrivata a colpire anche l’ex vescovo di Trapani Francesco Miccichè, epurato già nel 2011 da papa Ratzinger. Per lui l’accusa era di appropriazione indebita, stalking e truffa, per un sistema che avrebbe coinvolto i fondi dell’8 per mille e gli appalti per la gestione dei centri di accoglienza dei migranti gestiti da una rete di cooperative ed enti riconducibili alla Curia.
Proprio grazie alle intercettazioni, i pm sono riusciti ad arrivare alla massoneria anche in questo caso: aderenti alla loggia, stando ai pm, sarebbero stati sia il titolare della ditta sia il progettista incaricati – senza alcuna gara d’appalto – della costruzione della nuova chiesa, della canonica e del teatro parrocchiale del centro di Paceco.
L’indagine attuale, coordinata dal procuratore Marcello Viola, mostrerebbe quanto appaia “lecito chiedersi fino a che punto la quotidiana e multiforme attività di enti pubblici non sia subdolamente pilotata dall’influenza di poteri occulti assai più penetranti della purtroppo diffusa logica clientelare, della dilagante corruzione o ancora delle ben note pressioni intimidatorie di chiara matrice mafiosa.”
È sempre dal dossier di questi giorni che si delineerebbe un “clima di tensione, minacce e avvertimenti,” e si farebbero nomi importanti della vita pubblica e politica locale e nazionale. Tra i “fratelli” delle logge di zona – la Iside 2, tra le più note – emerge infatti il nome dell’ex ministro Calogero Mannino, la stessa frequentata da boss mafiosi del calibro di Mariano Agate, Natale L’Ala, Gioacchino Calabrò e Antonino Melodia.






Mafia & Massoneria: un pentito tira in ballo Patrizia Monterosso. Che smentisce


A raccontare questa storia è Il Fatto Quotidiano. La firma è del giornalista siciliano Giuseppe Lo Bianco. Che cita alcuni passaggi dei verbali depositati nel processo d’appello a Raffaele Lombardo, condannato in primo grado a sei anni e otto mesi per mafia. La smentita di Patrizia Monterosso. Un fatto politico è certo: l’attuale Segretario generale della presidenza della Regione è l’espressione della continuità tra il Governo Lombardo e il Governo Crocetta. Non sappiamo se a proteggerla sia la massoneria. Ma la copertura politica del PD siciliano c’è e si vede…
Nel processo di appello all’ex governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, emergono particolari inquietanti che riguardano il Segretario generale della presidenza della Regione, Patrizia Monterosso. A svelare tanti retroscena del connubio mafia, politica & massoneria è Giuseppe Tuzzolino, un architetto che, dopo essere stato arrestato nel 2013, da oltre due anni collabora con i magistrati. A raccontare su Il Fatto Quotidiano tante storie che lasciano di stucco è Giuseppe Lo Bianco, uno dei più bravi cronisti di giudiziaria della Sicilia, autore di libri-inchiesta di successo. Come Profondo nero, volume che Lo Bianco ha scritto insieme con Sandra Rizza. Un’inchiesta che ricostruisce i retroscena della morte di Enrico Mattei, legandola al delitto di Pier Paolo Pasolini.
Lo Bianco, nel ricostruire una storia che tocca i ‘nervi’ scoperti della Sicilia, a tutti i livelli, parte dai verbali depositati nel processo d’appello a Raffaele Lombardo, condannato in primo grado a sei anni e otto mesi per mafia. Dove si parla di “un cellulare che si chiama Vertu, che costa circa 4.000 euro e non è intercettabile” utilizzato da Matteo Messina Denaro.
Nei verbali si legge che il boss mafioso nativo di Castelvetrano, per un certo periodo, ha vissuto nascosto in Andalusia, ad Almeria, dove avrebbe ricevuto una busta con 300.000 Euro, frutto una tangente di un milione di Euro legata a un appalto andato in scena in Sicilia. A portare questi soldi a Matteo Messina Denaro sarebbe stato proprio Tuzzolino, un professionista che Lo Bianco descrive come “cerniera tra mafia politica e massoneria”.
“L’architetto sottoposto al programma di protezione – scrive Lo Bianco – svela l’esistenza di una loggia massonica segreta a Castelvetrano che incassa una tangente del 5 per cento per ogni appalto del fotovoltaico chiamata Il Tronco della vedova”. Una storia che porterebbe – stando sempre alle rivelazioni di Tuzzolino – a Patrizia Monterosso, che nell’articolo viene definita “fedelissima di Crocetta”.
Precisazione giusta, quella di Lo Bianco. Patrizia Monterosso ha cominciato a calcare i piani alti dell’Amministrazione regionale con Totò Cuffaro, è stata ‘valorizzata’ dal Governo di Raffaele Lombardo, che l’ha nominata Segretario generale della presidenza della Regione, ed è stata confermata, fino ad oggi, al vertice della burocrazia regionale dall’attuale presidente della Regione, Rosario Crocetta, con la ‘benedizione’ del senatore Giuseppe Lumia, alleato del presidente della Regione.
Il riferimento a Crocetta è esatto: è stato il governatore dell’Isola a difendere Patrizia Monterosso anche quando il Segretario generale si è ‘beccata’ una condanna dalla Corte dei Conti: condannata a risarcire alla Regione oltre un milione di Euro per lo scandalo degli extrabudget della formazione professionale.
Patrizia Monterosso viene più volte citata da Tuzzolino anche per i suoi presunti rapporti con un esponente dei servizi segreti.
“Era una nostra sorella in massoneria – scrive Lo Bianco citando i verbali di Tuzzolino – e si occupava degli interessi di tutti i componenti della Loggia La Sicilia. Si è occupata di far comunicare la massoneria di Trapani con Raffaele Lombardo, ad esempio, nell’interesse della società Vento Divino, di Nicastri, poi sequestrata. La Monterosso faceva parte della Loggia di Castelvetrano, poiché era la più vicina al presidente. Però era capace, era una donna in gamba, considerate che lei per l’autorizzazione di un parco fotovoltaico a Parma ci indirizzò personalmente da un uomo dei servizi segreti, Leonardo Rinaldi.
Fino ad oggi sono stati in tanti a chiedersi da dove arrivasse il potere di Patrizia Monterosso: basti pensare che in sua difesa, oltre a Crocetta, è sceso in campo il PD siciliano. Questo è successo quando il gruppo parlamentare all’Ars del Movimento 5 Stelle ha presentato una mozione che punta, di fatto, a ‘sbarellare’ la dottoressa Monterosso dalla Segreteria generale della presidenza della Regione.
Correttamente, visto che esistono precedenti, il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, ha messo in discussione la mozione. Ma il gruppo parlamentare del PD è insorto. Sostenendo che la mozione sarebbe irregolare. Dimenticando che l’Aula, negli anni in cui alla presidenza della Regione c’era Totò Cuffaro, ha messo all’ordine del giorno una mozione che puntava alla rimozione dei dirigenti generali nominati dallo stesso Governo Cuffaro.
Insomma, per il PD siciliano, le nomine degli alti burocrati del Governo Cuffaro possono essere discusse dall’Aula. Ma Sala d’Ercole non deve discutere la nomina di Patrizia Monterosso, che non è altro che il ‘capo’ dei dirigenti generali della Regione che, ai tempi di Cuffaro, potevano invece essere messi in discussione. Due pesi e due misure, insomma.
Che vogliamo dire con questo? Che forse il grande potere della dottoressa Monterosso potrebbe essere stato svelato dall’articolo di Lo Bianco: potere che potrebbe essere legato alla massoneria declinata, in questo caso, al femminile.
La replica di Patrizia Monterosso non si fa attendere e la leggiamo su LiveSicilia:
“Non conosco la persona che ha dichiarato quelle cose – dice Patrizia Monterosso – e non conosco nessuna delle persone citate in quell’articolo”.
“Non ho e non ho mai avuto interessi a Castelvetrano – aggiunge il Segretario generale della presidenza della Regione – né mi sono mai occupata di Fotovoltaico”.
“Perché sono state dichiarate quelle cose? Non ne ho idea”.
Tutto falso, insomma, Compresa l’appartenenza a una Loggia massonica:
“Non faccio parte e non ho mai fatto parte della massoneria. Né potrei mai farne parte in futuro”. Una smentita su tutta la linea, insomma. Alla quale seguirà anche una “querela per calunnia”.
L’inchiesta di Lo Bianco racconta altri particolari che riguardano le gradi figure della mafia dei nostri giorni:
“Io ho conosciuto Morgana Rinaldi, sua figlia, a New York, e la frequentai per circa un mese; in quel periodo, mentre un giorno lei si trovava in casa mia, io ricevetti la visita di Leonardo Lo Verde, rappresentante della famiglia Gambino, lei si rese conto delle mie interessenze con Cosa Nostra e mi disse che il padre era dei servizi segreti e che anche lei aveva un passaporto di servizio; in particolare, mi spiegò che il padre e Lombardo partecipavano a una impresa che operava nel settore dei pannelli solari costituita subito dopo le elezioni regionali”.
“La stessa Rinaldi mi chiese di partecipare con 400.000 euro all’affare. Lo chiesi a Messina Denaro che non mostrò di fidarsi di Lombardo. L’affare venne definito a Milano presso lo studio dello stesso Rinaldi e in quella occasione egli ci disse che era il solo che poteva ottenere le licenze per il fotovoltaico dall’amministrazione Lombardo”.
Sulla vicenda intervengono i parlamentari del Movimento 5 Stelle all’Ars:
“Le notizie riportate dal Fatto Quotidiano che riguardano il segretario generale della Regione, Patrizia Monterosso, sono gravissime e meritano un celere approfondimento, per questo abbiamo chiesto la sua convocazione in commissione Antimafia”.
Ul riferimento è alla commissione Antimafia del Parlamento siciliano presieduta da Nello Musumeci. 
“I fatti raccontati – dicono i deputati Giorgio Ciaccio e Stefano Zito – sono gravissimi, l’apertura di una indagine conoscitiva è quantomeno doverosa”




Do ut des: Mafia e Massoneria in un “triplice fraterno abbraccio”


Oggi vi proponiamo l’inchiesta della GDF del colonnello RobertoManna che, insieme ai militari della Tributaria del colonnello Alberto Nastasia e agli uomini del Gico, guidati dal capitano Paolo Bombaci, hanno sgominato il “mondo di mezzo” siciliano 
Una “mafia parallela” che mantiene rapporti con Cosa Nostra e usa Cosa Nostra come braccio operativo. La massoneria come potere assoluto che si infiltra anche negli ambienti più impensabili.
Quello che emerge dagli atti dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Catania coordinata dal Reggente Michelangelo Patanè, insieme al procuratore aggiunto Carmelo Zuccaro e ai magistrati Rocco LiguoriRaffaella Vinciguerra e Giuseppe Sturiale, svela particolari agghiaccianti su massoneria deviata, logge segrete e mafia.
IMG_9369Un mondo di mezzo siciliano ben celato, una sutura tra illegalità e legalità, tra il “triplice fraterno abbraccio” dei Fratelli massoni e le minacce dei boss. 
A raccontare di questo rapporto è il collaboratore di giustiziaSanto La Causa che già a partire dal 1995 traccia un quadro di quelli che sarebbero gli interessi tra Logge segrete e mafia.
Un legame stretto soprattutto quello di BenedettoSantapaola, che già a partire da quegli anni vuole trasformare la mafia con la strategia delle collusioni tra colletti bianchi e padrini.


A spiegare come già dal 1995 Benedetto Santapaola fosse legato ad una loggia segreta per scalare la cima infiltrandosi nel tessuto sociale più alto della Catania bene, presentato a personaggi autorevoli, è il collaboratore di giustizia Maurizio Avola che rivela:
” …Voglipreliminarmente far presente una circostanza che ho avuto modo ai apprendere nel corso delle miconversazioni con Marcello DAGATA. Intendo riferirmi cioè al fatto che i verticid“Cosa Nostra” sono inseriti nelle logge segrete della Massoneria. Benedetto SANTAPAOLA, secondo quanto riferitomi dal D’AGATA, è quindi inserito in una loggia segreta dellaMassoneria. Attraverso tale inserimento eglè statpresentato ai personaggi autorevoli del mondo accademico delle istituzioni dCatania . 
..Continua, sempre nel 1995... “Noso dire con precisione in che modoquetempo, AldoERCOLANO avesse questconoscenze. Come ho già dichiarato allit.GdCatania, però, CosaNostra aveva ed ha tuttora organici rapporti con la Massoneria, pecui debbo concluderchle predette conoscenze di Aldo ERCOLANO derivassero appunto dquesti rapporti . .... omissis ...Ciò che mi risultè che le conoscenze dpersone importanti” fuori da Cosa Nostra, gliappartenenti quest’ultimorganizzazione le possono avere solper itramite dellaMassoneria. La Massoneriainsomma, per quello che mi risulta, è come una mafia parallelache mantiene rapporti con CosNostra ed utilizza Cosa Nostra come braccio operativo”, senzasporcarsi direttamente le mani”.
I rapporti tra la mafia, la massoneria e l’imprenditoria vanno ben oltre i pranzi conviviali e si spingono fino alle richieste da parte dei fratelli massoni di aggiudicare appalti e “risolvere questioni” in cambio di una ricompensa per la famiglia mafiosa. 
Un particolare episodio riguarda un fratello Massone, l’ imprenditore Giuseppe Garofalo, che chiede “aiuto al fratello” Cavallaro per  risolvere una precisa questione su un appalto aggiudicato ad una ditta di Paternò che poi eseguirà i lavori. 
Durante una conversazione con Michele Lombardo,  Nuccio Cavallaro esprime delle perplessità sulla condotta tenuta da Aldo Ercolano in merito a questa vicenda, ( ricordiamo che nell’ambito delle estorsioni alla pizzeria “Al Vicolo Pizza e Vino” lo aveva definito “quaqquaraqqua” per non aver reagito alla denuncia dell’imprenditore).
Un atteggiamento “pazzotico” quello di Aldo Ercolano, secondo il Cavallaro, che avrebbe messo  a repentaglio la stessa associazione  poiché senza il suo intervento diretto nell’affare avrebbe causando una perdita di guadagno per lui e l’ associazione:
“Cavallaro:”Però, in certe cose, si deve ragionare …. NOI ALTRI ORA.. .io poi parlo con …. MICHELE: posso parlare (Cavallaro alza il volume della radio) solo con ..inc.le … io …NOI ALTRI….neanche a dirsi..in quattro minuti … LUI a ME … o io con LUI…..abbiamo “Impinciuto” (Fonetico) ..che … hanno “Cascato” (Fonetico) 60 mila euro “A Dritta” (Fonetico) …. .. perchè …. perchè LUI non deve ascoltare di fare come dico io …di fatti io .. talemte ero incazzato che il suo numero magari l’ho cancellato… Michele: Perché ragiona da Pazzotico!!! ….. E’ molto intelligente, è molto intelligente ..!
‘” Cavallaro:”‘Dice una cosa … e poi ne fa un altra ….. “”"vero ..c’è un appalto ….. che mi davano subito i soldi …. … nel senso che erano I NOSTRI.. ..e questi “Travagli” (Lavori) dovevano iniziare il due di ottobre ….. inc.le ..poi che SI faceva…si prendevano due e ci cascavano ….noi altri eravamo sicuri al 100 %che questi si ritiravano …..di Paternò ….noi altri ……io mi sentivo i soldi nella sacchetta… altrettanto anche lui. …LUI giorno 2 ci ha fermato nel cantiere cioè chi paternò… ci ha traditi a noi.
Michele: Certo”
I dettagli della “Gran Loggia Massonica Federico II”, ordine di stretta osservanza, finita nell’inchiesta,  aveva come  riferimento  il “Tempio e/o Casa Massonica”,
Prima a Catania, in via Etnea, poi a San Giovanni La Punta e, subito dopo, a Pedara, vede la struttura  suddivisa in diverse singole “LOGGE”,  cui unico responsabile risultava il “Gran Maestro Venerabile”  Massimo Pellegrino, mentre a capo delle logge vi erano diversi responsabili, i “Maestri Venerabili”: Strano Angelo per la “Loggia Hamos“, Borgia Orazio per la “Loggia Hevelius”, Cortese Silvio per la “Loggia Prometheus” e Astuto Gabriele per la “Loggia kairos“, alla quale apparteneva appunto anche Sebastiano Cavallaro con il grado di “Primo Diacono”. 
Le logge dovevano lavorare a due a due per portare avanti insieme le proprie missioni.
Uno scenario, quello svelato dagli investigatori, che mostra uno dei lati più oscuri della città e gli approfondimenti in corso potranno finalmente consentire nuova luce sui mille intrecci che la soffocano da decenni.

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