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Wednesday, June 15, 2016

Le elezioni al Comune di Roma: perché la vecchia politica italiana trema





Le elezioni al Comune di Roma: perché la vecchia politica italiana trema


Provate a immaginare che cosa succederebbe se, Domenica prossima, al ballottaggio, i romani dovessero eleggere la grillina Virginia Raggi sindaco. Per la prima volta, dopo decenni di inciuci consociativi tra centrosinistra e centrodestra, comincerebbero a venire fuori i veri ‘numeri’ di Mafia Capitale, dell’Affittopoli romana, delle società del Comune di Roma, delle Municipalità, dei rapporti con i Ministeri. E anche dei reali ‘numeri’ deldeficit del Comune di Roma
A cinque giorni dal voto per i ballottaggi proviamo a raccontare il perché delle paure del Governo Renzi e, in generale, di tutta la vecchia politica. Paure che riguardano, in particolare, una città: Roma.
Partiamo da una domanda: cosa succederebbe a Roma se a vincere il ballottaggio dovesse essere Virginia Raggi, ovvero il Movimento 5 Stelle? Per la vecchia politica italiana – PD in testa, ma non soltanto per il PD – sarebbe un disastro. Proviamo a raccontare il perché.
Fino ad oggi, noi, cosa abbiamo saputo della vicenda nota come Mafia Capitale? Solo quello che ha scoperto la magistratura. Il Comune di Roma ha collaborato con la Giustizia?

La domanda è interessante. Se osserviamo quello che è accaduto da quando la Procura della Repubblica capitolina ha scoperchiato i grandi affari di Mafia Capitale fino ad oggi, ci accorgiamo che il filo conduttore del potere romano, a tutti i livelli, è stato il silenzio.
Oggi tutto il potere del Comune di Roma è nelle salde mani della vecchia politica. Di centrosinistra e di centrodestra. Ma che succederebbe se i grillini, Domenica prossima, dovessero vincere le elezioni comunali?
Avete idea di che cosa succederebbe se i grillini dovessero vincere le elezioni comunali di Roma? Ve lo diciamo noi che cosa succederebbe: che tutti i dati sull’Affittopoli romana verrebbero resi pubblici. Si scoprirebbero cose incredibili che noi, oggi, non possiamo nemmeno immaginare.
Riflettiamo insieme sulle società che fanno capo al Comune di Roma. Cosa sappiamo noi, oggi, di queste società? Poco o nulla.
Da noi in Sicilia abbiamo la Regione siciliana con le proprie società collegate. Di queste società, bene o male, conosciamo molto (ma non tutto). Se ci avete fatto caso, anche nella nostra Isola noi non conosciamo molto delle società comunali.
A Palermo – tanto per fare un esempio – siamo riusciti a sapere qualcosa, di queste società, grazie all’azione di tre consiglieri comunali: Nadia Spallitta, Luisa La Colla e Angelo Figuccia. Non conosciamo tutto, ma qual poco che conosciamo sulle società del Comune di Palermo è già incredibile: appalti affidati a soggetti esterni, consulenze ‘a pioggia’, sprechi di tutti i generi e di tutte le specie.
Avete minimamente idea di che cosa si potrebbe celare dietro le società del Comune di Roma? I veri ‘numeri’ di queste società le conoscono pochissime persone. Così come pochissime persone conoscono i veri ‘numeri’ economici e finanziari del Comune di Roma.
Sui conti economici e finanziari della Regione siciliana, bene o male, conosciamo molto. Ma sui conti economici e finanziari reali dei Comuni di Palermo, Catania e Messina conosciamo veramente poco.
Sulla Regione, ogni anno, c’è il giudizio di ‘parifica’ della Corte dei Conti. Sui Comuni c’è solo il buio.
Che cosa si nasconde dietro i conti del Comune di Roma? Si sa che, da anni, c’è un deficit. Ma qual è la sua consistenza reale?
Provate a immaginare che cosa succederebbe se Virginia Raggi, una volta eletta sindaco, dovesse decidere di rendere noti i veri ‘numeri’ del Bilancio del Comune di Roma?
Altro che crollo dei titoli di una società del Comune di Roma! A crollare sarebbe tutta la politica Romana, da Palazzo Chigi in giù…
P.S.
Ai tempi di Francesco Rutelli sindaco di Roma un bravissimo giornalista – Alberto Ronchey – provò a ragionare sui grandi lavori pubblici di Roma. Che coinvolgevano grandi palazzinari e la stessa Curia romana. Sulla vicenda cadde il silenzio. 
Oggi lo scenario non è cambiato. Pensare che gli interessi immobiliari di Roma siano riconducibili alla sola famiglia Caltagirone – che, per carità, è importante – è un errore. La Curia romana non è mai stata estranea a certe ‘operazioni’. 
Dietro le Olimpiadi ci sono interessi speculativi enormi. ‘Giochi’ magari già fatti che l’elezione dei grillini in Campidoglio potrebbero mandare all’aria…
Provate a immaginare la scena: Virginia Raggi si insedia al Comune in qualità di nuovo sindaco di Roma, inizia a chiamare a rapporto tutti i burocrati che, loro malgrado, sarebbero costretti a tirare fuori tutte le ‘carte’.
Noi stiamo ragionando su Mafia Capitale, ma il discorso riguarderebbe tutta l’Amministrazione del Comune di Roma.
Restando a Mafia Capitale, provate a immaginare che cosa verrebbe fuori nelle prime tre-quattro settimane della sindacatura Raggi: verrebbero fuori, piano piano, tutte le ‘carte’ che riguardano le cooperative e, in generale, le società che sono coinvolte nella gestione degli immigrati.
Riuscite a immaginare che cosa salterebbe fuori? I rapporti con il Ministero degli Interni, gli uffici comunali coinvolti in questa storia, uomini e cose che fino ad oggi sono rimasti nell’ombra finirebbero sotto le luci della ribalta.
Parliamo di milioni e milioni di Euro che, nel nome della solidarietà, finiscono nelle tasche di soggetti che, con la solidarietà hanno poco o nulla a che spartire…
Citiamo il caso di Mafia Capitale perché nel nostro Paese, ancora oggi, non è noto con chiarezza il giro di affari che sta dietro la gestione dei migranti. Soprattutto a Roma. I grillini al Comune metterebbero in subbuglio non soltanto il sistema romano, ma un sistema di potere e di gestione di soldi e potere che, in questo delicato settore della vita pubblica, riguarda tutta l’Italia.
Mafia Capitale, ma anche altro. Fino ad oggi – per passare a un altro argomento – cosa sappiamo delle abitazioni del Comune di Roma affittate per pochi spiccioli a politici e parenti & amici di politici? Quelli venuti fuori in questi anni sono solo parti, forse piccole, di una tela mostruosa costruita nel corso dei decenni dalla vecchia politica di centrosinistra e di centrodestra.

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