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Friday, June 10, 2016

Canale Boccadifalco, 20 anni per definire un progetto e senza neanche un bando

Canale Boccadifalco, 20 anni per definire un progetto e senza neanche un bando


canale boccadifalco foto livesiciliaIl Consiglio comunale ha approvato in variante urbanistica un progetto di opera pubblica per l’eliminazione degli scarichi fognari nel canale di Boccadifalco adottando un atto che, pur essendo utile e opportuno sotto il profilo ambientale, presenta numerose criticità. Il progetto, che sembrerebbe sia stato conferito a trattativa privata nel 1997, ha oggi un valore di circa 9 milioni di euro, di cui un milione per competenze tecniche. Dubito che sia corretto conferire o confermare appalti di servizi di valore europeo senza la preventiva gara di evidenza pubblica (che in questa materia è diventata obbligatoria dal 2006).

Inoltre è giuridicamente irrituale che un procedimento possa durare quasi vent’anni, senza che peraltro vengano accertate le eventuali responsabilità – interne o dei professionisti incaricati – per tale ritardo. Tra l’altro, trattandosi di una variante in quanto l’intervento non è previsto dal vigente Piano regolatore generale, si dovrebbero applicare le norme sulle varianti urbanistiche. Queste ultime impongono la pubblicazione degli atti anche sulla Gurs e prevedono la possibilità di presentare opposizioni e osservazioni (che nella fattispecie non sono state consentite), anche da parte di soggetti terzi diversi dai proprietari espropriati.

Un’ulteriore anomalia: pur approvando un progetto definitivo di un’opera pubblica del valore di circa 9 milioni, nella delibera manca il parere contabile e anzi si sostiene che l’atto non comporti spese. In mancanza di copertura finanziaria contestuale all’atto, a mio avviso, il provvedimento va considerato nullo e in violazione delle norme di contabilità. Sembrerebbe infatti che l’opera sia stata inserita in una programmazione finanziaria, ma al momento non risulta dall’atto se sia stato emesso il decreto di finanziamento. Da qui a mio avviso la possibile nullità dell’atto. 

Infine, indipendentemente dall’anomalo percorso di un progetto che vede la luce dopo vent’anni, non è chiaro se gli scarichi fognari che si riversano oggi nel canale Boccadifalco – che dovrebbe contenere solo acque bianche – siano stati autorizzati o siano abusivi. In quest’ultimo caso sarebbe opportuno avviare le relative procedure sanzionatorie, anche di natura economica, con l’obiettivo di evitare un possibile danno all’erario. Trasmetterò gli atti alla Corte dei conti ed anche all’assessorato regionale per verificare, pur trattandosi di una variante, se sia necessaria la Vas-Via.
la vicepresidente vicaria
del Consiglio comunale di Palermo
Nadia Spallitta




Palermo & appalti in caduta libera: quella fogna d’oro di passo di Rigano

La storia la racconta la vice presidente vicaria del Consiglio comunale di Palermo, Nadia Spallitta. E’ la storia di uno scarico fognario pensato vent’anni fa al costo di una ‘milionata’ di vecchie Lire. Progetto riesumato con la solita variante urbanistica (ma i componenti della commissione Urbanistica del Comune di Palermo non ne sanno nulla?). E presentato oggi, con un colpo di ‘bacchetta magica’, al mirabolante prezzo di 10 milioni di Euro. E le opposizioni di centrodestra?
Nella città che ha speso oltre 320 milioni di Euro per 15 chilometri circa di Tram senza gallerie, dove è stato già deciso di avviare due Zone a Traffico Limitato (ZTL) ignorando le prescrizioni di una legge regionale non c’è da stupirsi che un progetto per un improbabile scarico fognario di oltre vent’anni fa venga ‘magicamente’ riesumato. La ‘magia’, chiamiamola così, consisterebbe nel fatto che questo vecchio progetto, che negli anni ’90 del secolo passato sarebbe costato qualche ‘milionata’ di Lire, costi oggi circa 10 milioni di Euro!
La storia – che ha dell’incredibile – l’ha racconta la vice presidente vicaria del Consiglio comunale di Palermo, Nadia Spallitta (PD).
“Esprimo molte perplessità – scrive in un comunicato Nadia Spallitta – su una delibera, proposta dall’assessore Emilio Arcuri e approvata dal Consiglio comunale in pochi minuti, senza un dibattito e un approfondimento che consentissero di analizzarne alcune criticità”.
Da questo passaggio si capisce che la ‘panella’ verrà spartita tra maggioranza e opposizione: altrimenti ci sarebbero state ‘tragedie’. Il silenzio e la velocità di approvazione di una delibera, a Sala delle Lapidi – sede del Consiglio comunale – significa, storicamente, che “‘a pentula vugghi pi tutti”, come diceva la ‘buonanima’ di Salvo Lima, che non a caso è stato, tra e altre cose, sindaco di Palermo.
“Con tale atto – scrive sempre Nadia Spallitta che non ha conosciuto certe ‘delizie’ degli anni ’60 – è stato approvato un progetto il cui incarico era stato dato vent’anni prima, nel ’97, ad alcuni professionisti e relativo all’eliminazione degli scarichi fognari nel canale Passo di Rigano. In primo luogo mi domando come abbia funzionato in questi vent’anni. Inoltre non mi è ben chiaro come sia stato possibile che una progettazione, iniziata nel ’97, sia terminata nel 2016”.
Potenza della ‘magia’ di Palazzo delle Aquile, gestione orlandiana, con lestricatine consociative di Forza Italia…
“Tra l’altro – osserva sempre la vice presidente del Consiglio comunale – il progetto, che nel ’97 aveva costi contenuti e in Lire, nel 2016, cioè oggi, presenta un aggravio della spesa a mio avviso inaccettabile: 10 milioni di euro! Di cui: 100 mila circa per la progettazione definitiva, 380 mila euro per la progettazione esecutiva, 130 mila per le consulenze geologiche, 140 mila per la sicurezza e inoltre circa 200 mila per le espropriazioni”.
“L’iter di questo progetto – prosegue Nadia Spallitta – è stato piuttosto complesso e presenterò un’interrogazione per capire, ad esempio, come mai sia stato conferito, e poi confermato, un incarico di progettazione che non era previsto dal Piano regolatore; come sia stato dato, e poi confermato, un incarico di progettazione, se è vero, come sembrerebbe dagli atti, che i 10 milioni di Euro siano stati stanziati solo nel 2012 con una delibera CIPE (e poi confermati nel 2014 con provvedimento del Ministero dell’Ambiente); come mai l’Amministrazione non abbia ritenuto di accertare eventuali responsabilità nell’enorme ritardo della progettazione in capo ai professionisti esterni o agli stessi uffici comunali”.
Insomma, ce ne sono di cose strane in questa storia. “Sembrerebbe infatti – scrive sempre la vice presidente del Consiglio comunale – che il progetto sia stato rielaborato più volte in questi vent’anni durante i quali, per altro, sono mutati leggi e i prezziari. Più precisamente sembrerebbe che nel 2002 l’ufficio del Genio civile abbia restituito il progetto senza rilasciare l’approvazione tecnica. Ugualmente, nel 2012, la Conferenza speciale dei servizi, trattandosi di opere idrauliche, ha chiesto ulteriori aggiornamenti, verifiche e indagini. Ancora nel 2013, sono stati richiesti chiarimenti e informazioni sul progetto definitivo e solo nel 2015 è stata rilasciata l’autorizzazione dall’ufficio del Genio civile”.
“Infine – conclude Nadia Spallitta – trovo singolare che ancora oggi l’Amministrazione proponga varianti urbanistiche piuttosto che avviare in Consiglio la discussione sul nuovo Piano regolatore”.
P.S.
Una domanda e una considerazione.
La domanda: la Commissione Urbanistica del Comune è al corrente di questa storia?
La considerazione. Negli anni ’70 del secolo passato, in una via di Palermo, campeggiava la seguente scritta: “Quando la merda avrà valore i poveri nasceranno senza culo”. Non è che, per caso, con questo scarico fognario d’oro stia magari per materializzarsi la citata ‘profezia’?

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