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Sunday, June 26, 2016

Servizio rifiuti urbani dell’ARO Canicattì-Camastra: sentenza del Tar a favore della Sea N. 01652/2017 REG.PROV.COLL N. 00923/2017 REG.RIC

Pubblicato il 26/06/2017   N. 01652/2017 REG.PROV.COLL   N. 00923/2017 REG.RIC


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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia
(Sezione Terza)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 923 del 2017, proposto da:
Viviani Sergio, nella qualità di Presidente e legale rappresentante della “Ciclat Trasporti Ambiente Soc. Coop.”, rappresentato e difeso dall’avv. Lucia Di Salvo, con domicilio eletto presso lo studio del predetto difensore, sito in Palermo, via Notarbartolo n. 5; 
contro
- l’ARO Canicattì – Camastra, in persona del legale rappresentante pro tempore, non costituito in giudizio;
- il Comune di Canicattì (anche quale Comune capofila dell’ARO “Canicattì Camastra” con il Comune di Camastra) in persona del legale rappresentante pro tempore, non costituito in giudizio;
- l’U.R.E.G.A. – Sez. Provinciale di Agrigento, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato, presso i cui uffici, siti in Palermo, via A. De Gasperi n. 81, è per legge domiciliato; 
nei confronti di
SEA SERVIZI ECOLOGICI AMBIENTALI s.r.l., in proprio e quale capogruppo dell’ATI con ISEDA s.r.l. (mandante) e ECOIN s.r.l. (mandante), in persona del legale rappresentante pro tempore, non costituito in giudizio; 
per l'annullamento
del silenzio-diniego formatosi sull’istanza di accesso agli atti inviata dall’impresa ricorrente, a mezzo pec in data 13.02.2017 e reiterata a mezzo pec del 24.02.2017 alla stazione appaltante ed all’UREGA – Sez. Agrigento,
NONCHÉ PER L’EMANAZIONE
DELL’ORDINE DI ESIBIZIONE DEI SEGUENTI ATTI E DOCUMENTI:
- documenti contenuti nella “BUSTA A” – Documentazione Amministrativa del concorrente RTI: SEA Servizi Ecologici Ambientali s.r.l. Capogruppo; ISEDA srl ed Ecoin srl mandanti, inclusi i documenti inviati ai sensi dell’art. 48 D.Lgs n. 163/2006; per la comprova;
- documenti contenuti nella “BUSTA B” – Documentazione Tecnica del concorrente RTI: SEA Servizi Ecologici Ambientali srl Capogruppo; ISEDA srl ed Ecoin srl mandanti;
- documenti contenuti nella “BUSTA C” – Documentazione Economica del concorrente RTI: SEA Servizi Ecologici Ambientali srl Capogruppo; ISEDA srl ed Ecoin srl mandanti;
- verbali di gara della Commissione;
tutti richiesti a mezzo della prefata istanza di accesso.

Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l’atto di costituzione in giudizio dell’Avvocatura dello Stato per l’U.R.E.G.A. – Sez. Provinciale di Agrigento;
Vista la memoria depositata dalla parte ricorrente;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore il consigliere dott.ssa Maria Cappellano;
Uditi alla camera di consiglio del giorno 19 giugno 2017 i difensori delle parti costituite, come da verbale;
Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue.

FATTO e DIRITTO
Con il ricorso in epigrafe, notificato nelle date 14-18 aprile 2017 e depositato il 14 aprile, l’odierno istante, quale legale rappresentante della “Ciclat Trasporti Ambiente Soc. Coop.”, ha impugnato il silenzio diniego formatosi sull’istanza di accesso agli atti inviata dalla società il 13 febbraio 2017 all’U.R.E.G.A. di Agrigento e alla stazione appaltante, successivamente reiterata.
Espone:
- di avere partecipato alla procedura di affidamento del servizio di igiene urbana indetta dall’ARO “Canicattì-Camastra” con bando pubblicato sulla G.U.R.S. del 19.02.2016, insieme all’odierna controinteressata, poi individuata quale aggiudicataria provvisoria;
- che, non avendo avuto notizia dell’aggiudicazione definitiva della gara, la società inviava una istanza di accesso agli atti, sia alla stazione appaltante che all’U.R.E.G.A di Agrigento, ai sensi dell’art. 22 della l. n. 241/1990 e dell’art. 13 del d. lgs. n. 163/2006, al fine di ottenere copia dei verbali di gara e di tutta la documentazione presentata dal raggruppamento controinteressato in gara; senza ricevere alcun riscontro.
Affida il ricorso alla censura di violazione dell’art. 24 della Costituzione – violazione e falsa applicazione degli artt. 22, 23, 24 e 25 della legge n. 241/90 e ss.mm.ii. – violazione e falsa applicazione dell’art. 13 d. lgs. n. 163/2006: sussiste in capo alla ricorrente, partecipante alla gara in interesse, una posizione qualificata e differenziata a conoscere gli atti richiesti; e l’amministrazione non potrebbe neppure differire tale accesso, atteso che, a mente dell’art. 13 citato, l’accesso è differito, in relazione alle offerte, fino all’approvazione dell’aggiudicazione, da intendersi quest’ultima quale aggiudicazione provvisoria, nel caso di specie già intervenuta.
Ha, quindi, chiesto l’annullamento del silenzio formatosi sull’istanza di accesso e il conseguente ordine all’amministrazione di esibizione della documentazione richiesta; con il favore delle spese.
Si è costituito in giudizio l’U.R.E.G.A. di Agrigento; gli altri enti, pur ritualmente intimati, non si sono costituiti.
Con memoria depositata il 31 maggio 2017 parte ricorrente ha reso noto di non avere ricevuto la documentazione richiesta, sebbene il Comune di Canicattì avesse dichiarato la propria disponibilità con nota del 26 aprile 2017; insistendo, pertanto, per l’accoglimento del ricorso.
Alla camera di consiglio del giorno 19 giugno 2017, presenti i difensori delle parti costituite, come da verbale, l’Avvocatura dello Stato ha precisato che l’U.R.E.G.A. non è più in possesso della documentazione e il ricorso è stato posto in decisione.
Il ricorso - promosso dalla concorrente ammessa alla gara, in tale veste legittimata a richiedere l’accesso agli atti - è fondato.
L’art. 13, co. 2, lettere c) e c-bis, del D. Lgs. n. 163/2006 – applicabile ratione temporis – dispone che il diritto di accesso agli atti di gara è differito, “…c) in relazione alle offerte, fino all'approvazione dell'aggiudicazione;
c-bis) in relazione al procedimento di verifica della anomalia dell'offerta, fino all'aggiudicazione definitiva”.
La giurisprudenza, anche del giudice di appello, ha precisato che con l’espressione contenuta nella lettera c), il legislatore, sebbene non specifichi se si tratti di aggiudicazione provvisoria o definitiva, ha inteso fare riferimento all’aggiudicazione provvisoria (cfr. Consiglio di Stato, Sez. V, ordinanza 5 maggio 2016, n. 1820; 27 ottobre 2014, n. 5280, in senso conforme: T.A.R. Liguria, Sez. I, 22 ottobre 2015, n. 834; T.A.R. Puglia, Lecce, Sez. II, 31 luglio 2015, n. 2593).
Ad avviso del Collegio tale soluzione interpretativa è condivisibile per due ragioni:
- sul piano dell’interpretazione letterale della norma, in quanto, qualora il legislatore ha inteso attendere la conclusione della gara con l’adozione del provvedimento finale, ha fatto espressamente riferimento all’aggiudicazione definitiva (v. lettera c-bisdel citato art. 13);
- sul piano logico-sistematico, in quanto l’art. 12 dello stesso d. lgs. n. 163/2006 riferisce la “approvazione” soltanto all’aggiudicazione provvisoria, costituente il momento nel quale le operazioni di gara si sono espletate, e non sussiste più l’esigenza di non intralciare l’ordinato svolgimento di tali operazioni.
In applicazione dei suesposti principi, deve rilevarsi che nel caso di specie parte ricorrente ha chiesto di accedere alla documentazione presentata dalla controinteressata (amministrativa, tecnica ed economica), oltre che a tutti i verbali di gara; e che l’aggiudicazione provvisoria è intervenuta con il verbale del 17 gennaio 2017, con trasmissione di tutti gli atti al Dirigente preposto del Servizio U.R.E.G.A. e al R.A.G. (Responsabile Adempimenti di Gara).
In relazione a tale fase, non sarebbero ostensibili – appunto per mancanza di definitività dell'aggiudicazione, ai sensi della citata lettera c-bis) dell’art. 13 – solo gli atti attraverso i quali si sia eventualmente svolta la procedura di verifica dell'anomalia dell'offerta, la quale non consta che si sia svolta; né, del resto, parte ricorrente risulta avere richiesto tale tipologia di atti.
La documentazione oggetto dell’istanza è, pertanto, accessibile.
Deve, peraltro, darsi atto che, come precisato dall’Avvocatura dello Stato in udienza, l’U.R.E.GA. di Agrigento, che ha espletato tutte le operazioni di gara – e alla quale era pure stata inizialmente inviata l’istanza di accesso - non è più in possesso della documentazione richiesta dalla parte ricorrente.
Va, pertanto, dichiarata l’illegittimità del silenzio rifiuto serbato dal Comune di Canicattì; per l’effetto, deve ordinarsi al suddetto ente locale (Comune capofila dell’ARO e amministrazione aggiudicatrice) di ostendere i documenti oggetto della richiesta di accesso formulata in data 13 febbraio 2017 e reiterata il 24 febbraio 2017 - con facoltà della parte ricorrente di estrarne copia - entro trenta giorni dalla comunicazione o, se anteriore, dalla notificazione della presente sentenza.
Le spese di giudizio, liquidate come in dispositivo, seguono la soccombenza e sono poste a carico del Comune di Canicattì, mentre le stesse possono essere compensate con l’U.R.E.GA. di Agrigento.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, Sezione Terza, definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e per l’effetto ordina al Comune di Canicattì di ostendere i documenti oggetto della richiesta di accesso entro trenta giorni dalla comunicazione o, se anteriore, dalla notificazione della presente sentenza, con facoltà della parte ricorrente di estrarne copia.
Condanna il Comune di Canicattì al pagamento delle spese di giudizio in favore della parte ricorrente, che liquida in € 1.000,00 (euro mille/00), oltre oneri accessori come per legge.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 19 giugno 2017 con l'intervento dei magistrati:
Caterina Criscenti, Presidente FF
Nicola Maisano, Consigliere
Maria Cappellano, Consigliere, Estensore
L'ESTENSOREIL PRESIDENTE
Maria CappellanoCaterina Criscenti



https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=2JBUR2S652LK2JFT5PBEPI4LXY&q=Ciclat%20or%20Trasporti%20or%20Ambiente%20or%20soc.coop

Servizio rifiuti urbani dell’ARO Canicattì-Camastra: sentenza del Tar a favore della Sea


Con bando di gara ritualmente pubblicato l’ARO “Canicattì-Camastra” ha indetto un pubblico incanto per l’affidamento del servizio di igiene urbana nel territorio dell’ARO” Canicattì Camastra” per un importo complessivo del servizio della durata prevista di anni sette pari ad oltre trenta milioni di euro. Alla gara partecipavano la società “Ciclat Trasporti Ambiente soc.coop.” con sede in Ravenna e la SEA Servizi Ecologici Ambientali srl con sede in Agrigento, in proprio e quale capogruppo dell’ATI con ISEDA srl e Ecoin srl; quest’ultima veniva dichiarata aggiudicataria dapprima in via provvisoria, successivamente in via definitiva. Avverso il provvedimento di aggiudicazione veniva proposto un ricorso giurisdizionale davanti al TAR Sicilia dalla Ciclat trasporti soc. coop., con il patrocinio dell’Avvocato Lucia Di Salvo, con richiesta di sospensione dell’esecutività degli atti impugnati. La società ricorrente lamentava, tra l’altro,l’asserita incompetenza dell’organo che aveva adottato il provvedimento di aggiudicazione,nonchè la mancata esclusione della società aggiudicataria per avere sottaciuto un presunto errore grave nell’esercizio della propria attività professionale commesso in esecuzione di altro contratto ad evidenza pubblica. Si costituiva in giudizio la società aggiudicataria SEA Servizi Ecologici ambientali srl, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Leonardo Cucchiara, per chiedere il rigetto del ricorso, previa reiezione della richiesta cautelare;si costituiva parimenti in giudizio il Comune di Canicattì, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dall’Avvocato Loredana Vaccaro, formulando analoghe richieste. In particolare gli Avvocati Rubino e Cucchiara hanno replicato in ordine alle censure contenute nel gravame sostenendo che l’adozione del provvedimento di aggiudicazione, sebbene promanante dal Presidente dell’ARO, era stato fatto proprio dai Comuni di Canicattì e Camastra e, pertanto, nessun vizio di incompetenza avrebbe potuto essere configurato; mentre per quanto concerne i presunti errori gravi commessi dalla SEA nell’esercizio dell’attività professionale i difensori hanno sottolineato che a carico della propria assistita non era stata applicata alcuna penalità per il caso di disservizi e/o ritardi esecutivi, nè, tantomeno, alcuna risoluzione di contratto per inadempimento. Il TAR Sicilia,Palermo, Sezione terza, Presidente la Dr.ssa Maria Cristina Quiligotti, Relatore la Dr.ssa Maria Cappellano, condividendo integralmente le tesi degli Avvocati Rubino, Cucchiara e Vaccaro, ha respinto la richiesta cautelare di sospensione dell’esecuzione dei provvedimento impugnati, fissando per la trattazione nel merito del ricorso l’udienza del 13 marzo 2018. Pertanto, per effetto della pronunzia cautelare resa dal TAR Sicilia Palermo, Sezione Terza, la SEA Servizi ecologici Ambientali srl con sede in Agrigento inizierà l’esecuzione del servizio di spazzamento, raccolta e trasporto rifiuti urbani dell’ARO denominato “Canicattì-Camastra”



Servizio rifiuti urbani dell’ARO Canicattì-Camastra: sentenza del Tar a favore della Sea N. 01652/2017 REG.PROV.COLL   N. 00923/2017 REG.RIC


CICLAT TRASPORTI AMBIENTE SOC COOP,ARO CANICATTI CAMASTRA,,UREGA,SICILIA,BOLOGNA,ISOLA DELLE FEMMINE,AGESP,MINAFRA,DIFFERENZIATA, SERVIZI ECOLOGICI AMBIENTALI SRL,ISEDA SRL,ECOIN SRL, ACCESSO AGLI ATTI, 


ACCESSO AGLI ATTI, Agesp, ARO CANICATTI CAMASTRA, BOLOGNA, CICLAT TRASPORTI AMBIENTE SOC COOP, croce, ECOIN SRL, GARE, ISEDA SRL, ISOLA DELLE FEMMINE, MINAFRA, SERVIZI ECOLOGICI AMBIENTALI SRL, Sicilia, UREGA,

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