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Monday, June 27, 2016

Siracusa, Zappulla e Princiotta: "Tangenti, corruzione, affari poco puliti al Comune... tutti a casa"




Siracusa, Zappulla e Princiotta: "Tangenti, corruzione, affari poco puliti al Comune... tutti a casa"


Tangenti, corruzione, affari poco puliti e una gestione della cosa pubblica torbida. Da questi presupposti il consigliere comunale Simona Princiotta e il deputato Pippo Zappulla hanno chiesto l'azzeramento della Giunta, di tutte le cariche dei presidenti di commissioni, le dimissioni del capogruppo del Pd Francesco Pappalardo e, in ultimo, le dimissioni del sindaco. Ma solo dopo che i rinvii a giudizio arriveranno a destinazione.
Ecco di seguito la sintesi delle dichiarazioni rese dal parlamentare e dal consigliere nel corso delle conferenza stampa odierna, che può essere vista sulla pagina Facebook di SiracusaNews.
"Proprio in premessa intendiamo sottolineare che non siamo delle belve affamate di sangue giustizialista né siamo alla ricerca di sentenze da tribunali del popolo. Manteniamo il massimo del rispetto non solo per il diritto di ognuno a difendersi e tutelare la propria posizione ma anche dell’amarezza che si prova nel ricevere avvisi e rinvii. Nel farlo riteniamo, però, di dovere sottolineare che un conto è il sostegno amichevole altro è non prendere atto che siamo in presenza di comunicazioni di conclusioni delle indagini in cui si ravvisano chiare e precise ipotesi di reato che preannunziano possibili e probabili rinvio a giudizio e aperture di veri e propri processi. Altro è non rendersi conto che quello che ormai è clamorosamente evidente a tutta la città che siamo in presenza di una grande questione morale e politica.
In ogni caso, i provvedimenti che la Procura della Repubblica di Siracusa sta assumendo fanno giustizia di tutta la letteratura patetica e vittimista, falsamente garantista di questi ultimi due anni. Le interrogazioni consiliari di Simona Princiotta, gli interventi in aula e in commissione, le nostre conferenze stampa con richieste urgenti di risposte e interventi non erano né inventate né strumentali, né volevano rappresentare la via giudiziaria alla battaglia politica. Quell’asticella della legalità evidentemente era aveva ceduto troppe volte lasciando ampi margini di equivoco e di limacciosità.
Certo i rinvii a giudizio non sono condanne e in uno stato di diritto sono le sentenze ad accertare innocenza o colpevolezza. E non possiamo che rispettare procedure, tempi e diritti di ognuno. Ma alla politica occorre riconoscere il compito di fare valutazioni, riflessioni e assumere comportamenti e decisioni di competenza. Se, come ormai chiaro, almeno tre fascicoli di indagini si concludono con diverse richieste di rinvio a giudizio, se cioè si intercettano ipotesi concrete di reato direttamente riconducibili all’attività amministrativa, alla gestioni di servizi e di appalti pubblici, è venuto il tempo delle decisioni della politica.
Consideriamo la proposta avanzata di azzerare la giunta comunale importante, ma solo un primo atto politico. Pensiamo, altresì, fondamentale affermare che ogni iscritto e dirigente del Pd che riceverà rinvii a giudizio nell’ambito dell’attività amministrativa si debba dimetta dal ruolo ricoperto e, cautelativamente, sospedersi dal partito; si azzerino, inoltre, tutte le presidenze delle commissioni consiliari, il capogruppo Pappalardo lasci il ruolo. Ma, soprattutto, qualsiasi cosa potrà apparire puro tecnicismo, se non si darà il senso e il valore più autentico ad un partito che non ha paura di fare i conti con se stesso, anche con i suoi limiti ed errori, che sul terreno della trasparenza e coerenza non ha cedimenti né accomodamenti.
Il Pd si rimetta, dunque, alla testa di una nuova stagione di legalità per la crescita e lo sviluppo della città di Siracusa. Per farlo seriamente bisogna smetterla con i pannicelli caldi, con le mediazioni inutili e pericolose. E lo vogliamo dire con la franchezza e la durezza che occorre: la mediazione e il compromesso sono arti nobili nella politica, ma sulla legalità non si media.
In presenza di rinvii a giudizio il Comune si deve costituire parte civile; se il sindaco si rifiuta, come pare avere dichiarato, di azzerare la Giunta è del tutto evidente che si mette di fatto fuori dal partito e il Pd, tutto il Pd, ne deve trarre le dovute conseguenze. Si apra, inoltre, nel pd, ma allargando a tutte le forze politiche e sociali che si richiamano al centro sinistra e alla società civile,una verifica programmatica sull’amministrazione comunale di Siracusa: si riprendano i valori e i principi fondamentali del programma politico-elettorale del centrosinistra. E la si smetta con il patetico vittimismo: nessuno sostiene che la giunta comunale e l’intero consiglio è un covo di delinquenti e di corrotti. Anche perché quando si dice che 'tutto è mafia nulla è mafia'. Nessun processo di piazza ma per carità si evitino paradossali processi di beatificazione.
Le responsabilità penali sono sempre personali e ognuno risponde degli eventuali reati commessi; ma se sono diversi i soggetti e le ipotesi di reato, sarebbe forse il caso di sospettare che un intero sistema non ha funzionato, sarebbe forse il caso di sospettare che si è operato con troppa spregiudicatezza e superficialità, e per dirla con brutalità, forse si potrebbe configurare un sistema sbagliato che alimenta e consente comportamenti anomali e talvolta pure illegali. Queste riflessioni avevamo stimolato in decine di conferenze stampa al sindaco Garozzo. Abbiamo ricevuto, al contrario, risposte sempre nervose, stizzite, talvolta condite con offese e insulti.
Invece della disponibilità a parlarne, invece di risposte di merito sulle questioni poste, abbiamo letto di dichiarazioni di solidarietà all’ex presidente del consiglio comunale, indagato per reati pesanti, abbiamo assistito all’espulsione della consigliera Princiotta dal gruppo consiliare del pd, all'isolamento politico e personale della stessa, agli attacchi continui al deputato Zappulla, reo di interessarsi troppo delle vicende comunali e di ostinarsi a condividere iniziative e conferenze con Simona Princiotta.
Abbiamo incassato il no alla commissione consiliare di inchiesta sulla gestione degli asili nido, la richiesta di espulsione dal pd della consigliera Princiotta, denunzie per calunnie, etc. In una dichiarazione Garozzo auspicava che prima o dopo gli si dovevano delle scuse: bene oggi lui le deve a noi, ai tanti iscritti e militanti del Pd, all’intero partito, alla città. E un’altra leggenda metropolitana va snidata e svelata: non è chi denunzia, chi fa notare le criticità, chi evidenzia rischi, chi propone correttivi a ledere l’immagine dell’amministrazione e del Pd in città. Sono i comportamenti anomali e scorretti, sono le delibere sbagliate, gli appalti non trasparenti, sono gli attachi piu’ o meno velati alla magistratura.
Oggi sono gli iscritti al Pd, la stragrande maggioranza dei militanti e iscritti al Pd di Siracusa e non solo che chiedono conto e ragione a chi sta contribuendo a questo danno. Infine chiariamo il rapporto tra politica e magistratura. Più persone (rammento l’assemblea cittadina del 4 giugno al Mater Dei) ci hanno accusato di parlare troppo con i magistrati e con il Procuratore della Repubblica come se questo fosse un reato. In verità pensiamo siano altri i reati di cui provare imbarazzo, vergogna e dare conto e ragione alla giustizia e ai cittadini. Quello di rubare, di coltivare interessi personali in ruoli pubblici, di alterare le gare, etc. Fermo restando che sarebbe il caso di preoccuparsi di chi mantiene rapporti troppo stretti con affaristi, corrotti e corruttori, non ci vogliamo sottrarre al merito del rilievo.
Consideriamo sbagliato ipotizzare la via giudiziaria nella battaglia politica e non crediamo che chi svolge attività politica ad ogni livello debba considerare la denunzia legale la normalità (peraltro il nostro giudizio rimane negativo su grande parte dell’operato della giunta comunale a prescindere dalle vicende giudiziarie). Le denunzie presentate sono, infatti, il frutto di situazioni limite, di mancate risposte alle sollecitazioni politiche, a interrogazioni in commissione e in aula, insomma un ultima ratio rispetto e vicende considerate non chiare e trasparenti che non trovavano soluzioni politiche. Consideriamo però delirante solo immaginare che la Magistratura si possa prestare alle diatribe interne alla politica e ai partiti.
Chiediamo rispetto serio e rigoroso dei ruoli e per quanto ci riguarda pieno, convinto e serio sostegno all’azione della Magistratura e un particolare apprezzamento va al procuratore della Repubblica, Giordano, per il coraggio e la serietà che sta dimostrando in queste così come in tante altre vicende importanti e delicate per la giustizia siracusana. Immaginare e teorizzare, come ci pare di avere letto e sentito, di chissà quali complotti, di atteggiamenti persecutori della Magistratura è non solo sbagliato e di cattivo gusto ma rappresenta la precisa volontà di chi vuole continuare a non misurarsi nel merito delle vicende e dei contenziosi riportando tutti alla mente i periodi e le argomentazioni berlusconiani.
Ognuno è libero di scegliere la tecnica di difesa che ritiene, ma quella di attaccare la Magistratura ci appare la peggiore, quella che allontana ancora di più gli interessati dalla gente e dai cittadini. Quando sentiamo e leggiamo di più di 12 fascicoli di indagini non emettiamo sentenze e non assumiamo certo atteggiamenti giustizialisti ma è inaccettabile gridare allo scandalo evocando chissà quali poteri forti e manovre occulte.
No, care amiche e amici, anche del nostro partito: noi vogliamo esercitare e contribuire a riaffermare il primato della politica, non ci ergiamo a tutori e paladini della legalità né impartiamo lezioni di moralità, ma nessuno si può permettere di dirci se possiamo o meno rivolgerci alla Magistratura e alla Procura della Repubblica quando riteniamo giusto e doveroso farlo. Questo vale per tutti e per Simona Princiotta che non ha fatto altro che difendersi dalle intimidazioni, che ha fatto il suo dovere di pubblico ufficiale e di cittadina onesta, cioè segnalare alla magistratura eventuali ipotesi di reato; ci viene semmai da chiedere conto a chi eventualmente si è colpevolmente sottratto ad un diritto ma anche ad un preciso dovere.
E a scanso d’ogni dubbio ed equivoco: abbiamo aderito (e con noi la stragrande maggioranza degli iscritti) al Partito democratico della lotta al malaffare, alla corruzione, alla criminalità organizzata, al Partito democratico della legalità e non a quello dell’omertà e dell’accomodamento. Ci è parso, infine, di avere letto e ascoltato di dichiarazioni del sindaco che sinceramente ci hanno lasciato sgomenti, sconcertati e fortemente contrariati.
Nessuna autocritica, neanche il barlume di una riflessione sulle ragioni di così tanti provvedimenti e indagini; un attacco palese alla magistratura che non è riuscito a nascondere dietro generici attestati di rispetto; pare che addirittura ci sia certa stampa che si sia accanita contro di lui e la sua giunta. Sinceramente dichiarazioni inaccettabili e imbarazzanti. Anche ai rappresentanti dell’informazione va la nostra incondizionata stima e solidarietà e lo facciamo anche quando non parlano bene di noi. Ci siamo consolati, confessiamo, solo quando pare abbia dichiarato polemicamente che quella che dirige non è una amministrazione di sinistra. Qualcuno lo informi che è stato eletto da un programma e un’alleanza di centrosinistra, che si trova in un partito progressista con una delle componenti culturali e politiche fondanti e fondamentali proprio della sinistra democratica. Quale giunta pensa di dirigere Garozzo or dunque? Si sente a capo di una giunta civica e del Partito della Nazione?
Anche in questo caso a chi gli sta vicino chiediamo di informarlo urgentemente che non è né l’uno né l’altro e che il partito della nazione è già fallito. Pare che abbia pure interpretato le posizioni di Sinistra Riformista come una implicita richiesta di ottenere un assessorato in giunta. Abbiamo avuto modo di dire più volte che non è aggiungendo un posto a tavola che si risolvono evitano politici, programmatici, giudiziari e morali. Che non confonda eventuali aspettative personali sempre possibili con le scelte serie e rigorose di una intera componente.
Area che oggi si pone non certo l’interesse di parte ma dell’intero partito e del centrosinistra siracusano. Perché il modo migliore per favorire i populismi, la demagogia e consegnare ad altri il governo della città è proprio quello di gestire così il comune e di rispondere in tal modo ai provvedimenti della Magistratura. Per tutto questo e per quanto ci riguarda la battaglia dunque continua".

APPALTI,COMMISSIONE ANTIMAFIA, BONAFEDE,BOTTARO ATTANASIO,COMUNE, CORRIZIONE,DI PAOLA, DOSSIER,FRANZO' ALFREDO, GAROZZO, MAFIA, PD,PICCIONE ROSARIO, PRINCIOTTA, RENZI, SIRACUSA,SULLO ANTONIO, TANGENTI, TAURO,ZAPPULLA,

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