CONTRO L'ARROGANZA DEL POTERE:

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Tuesday, June 21, 2016

Alla ricerca dell'Alvaro perduto



Cosa è una passione? L’ossessione per qualcosa che non si può avere? L’idea fissa per un amore non corrisposto? Un pensiero ossessivo verso una idea che accompagna tutta la nostra vita?

Una passione è questo e altro. Ma può essere anche una passione per uno scrittore misconosciuto e rimosso dalla cultura italiana, d’altro canto in linea con la rimozione della questione meridionale.
Questo film è la storia della passione di Pino Colosimo per un autore importante del novecento italiano, Corrado Alvaro, ma principalmente, per il primo libro da lui scritto, inseguito dal nostro protagonista per più di trent’anni e poi trovato e che finalmente arricchisce la sua biblioteca Alvariana, unica e straordinaria.


a cura di Pino Colosimo


Il Risorgimento fu un quotidiano fondato a Napoli il 4 ottobre 1943 (dopo la fine dell'occupazione nazista della città) in sostituzione dei tre quotidiani partenopei all'epoca esistenti.
Dal marzo al luglio del 1947 fu diretto da Corrado Alvaro che lasciò presto per divergenze ideologiche con l'editore. VI PROPONGO ORA LA LETTURA DI UN ARTICOLO che ALVARO firmò il 20 MARZO 1947. Consiglio la lettura di questo articolo di difficile reperibilità.

Rispettosi di tutte le libertà, non saremo noi a rimproverare al governo di non aver voluto governare con la paura, e di aver lasciato la piena libertà a tutte le tendenze del paese a ricostituirsi e a manifestarsi. Così esso conosce, poiché sono alla luce del sole, quali sono i pericoli per la democrazia italiana. Così i partiti che partecipano al governo possono misurare fino a qual segno il paese li può seguire. E veramente il paese non può seguirli che nell’opera primordiale dell’assetto di una democrazia italiana, del rispetto della legge e dei fondamentali diritti e doveri dell’uomo civile. Ma il governo ha veduto allontanarsi l’opinione pubblica, disinteressarsi di quello che è vita politica, gettarsi sui pettegolezzi e gli scandali, ma pubblici, ma denunziabili dagli uomini liberi. E’ che il sospetto dell’ingiustizia, della corruzione e dell’arbitrio, le stesse accuse che i partiti al governo si lanciano fra di loro, minano l’autorità dello Stato, mettendo in discussione la Giustizia. E’ a questo punto che s’inserisce l’azione di malcontento e di sobillazione, facili ad attecchire nei momenti di sconforto. E’ qui che s’inseriscono i delitti politici, è così che si arriva a chiedere conto d’una giustizia compiuta sui responsabili della rovina dell’Italia, che, se la pietà umana rifugge, la coscienza civile e la volontà di riscatto devono accettare.
 

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