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Saturday, May 07, 2016

Forestale condannato per mafia denuncia per diffamazione il giornalista Giletti «Tra forestali stupratori e condannati per tratta schiavi»

Forestale condannato per mafia denuncia per diffamazione il giornalista Giletti


Durante il corso della trasmissione Rai "L'Arena" era stato intervistato e presentato come esponente del clan Campanella di Pioppo

Il governatore torna su uno dei suoi cavalli di battaglia. «È indegno che siano pagati con denaro del popolo italiano e siciliano. In totale tremila ne ho trovati. Prima di me essere mafiosi era una medaglia per assumerli»
 «Tra forestali stupratori e condannati per tratta schiavi»



Forestale condannato per mafia denuncia per diffamazione il giornalista Giletti
Massimo Giletti, conduttore de "L'Arena" su Rai Uno 

I familiari di Giuseppe Campanella denunziano il conduttore de "L'Arena" Massimo Giletti per diffamazione aggravata. Ad assisterli l'avvocato Salvino Caputo. Querela presentata anche nei confronti del direttore generale della Rai e del direttore di Rai Uno. Nel corso de "L'Arena" andata in onda lo scorso 3 aprile era stato affrontato il problema dei forestali della Regione Sicilia. Durante la trasmissione è stato intervistato Giuseppe Campanella che, pur avendo subito oltre 18 anni fa una condanna per mafia, continua a lavorare come operaio stagionale presso il demanio forestale della Regione.


Il conduttore Giletti, nel corso della trasmissione, ha definito Campanella "esponente della famiglia mafiosa dei Campanella di Pioppo, ed "esponente della famiglia dei Campanella, famiglia importante nel contesto mafioso di Pioppo". "I Campanella - replica l'avvocato - non solo non hanno mai riportato condanne e sono tutti soggetti incensurati, ma non sono stati coinvolti in indagini di mafia e di criminalità organizzata. Infatti nelle recenti operazioni antimafia condotte a Pioppo dai carabinieri di Monreale nessun componente la famiglia di Giuseppe Campanella è stato coinvolta". "Ancora una volta - ha sottolineato Caputo - per garantire i livelli di ascolto si distrugge la immagine e la dignità di persone innocenti che sono stati presentate a milioni di telespettatori quali esponenti di un clan mafioso. Questo è un modo di fare televisione irresponsabile".


Dopo una ricognizione tra gli elenchi dei forestali stagionali, che ha portato alla luce anche la presenza di una cinquantina di operai con precedenti penali per reati di mafia, il residente  Crocetta, ha annunciato un giro di vite. Un mese fa la Regione ha espulso 233 pregiudicati. Tra loro anche trentadue piromani. Il servizio di Giletti prendeva spunto proprio da queste ultime vicende.

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2016/05/07/news/forestale_condannato_per_mafia_denuncia_per_diffamazione_il_giornalista_giletti-139300113/






L'Arena, Crocetta furioso contro Giordano: "E' il cantore del sistema che ha distrutto la Sicilia"


La domenica di Giletti si apre con le urla del Presidente della Regione Siciliana: prova a spiegare le sue azioni contro i braccianti Forestali, ma sono (quasi) tutti contro di lui.


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L'Arena di Giletti riparte dalla questione forestali in Sicilia e si collega con il Presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, che ha recentemente licenziato oltre cento braccianti forestali, condannati per reati legati alla mafia, contro la Pubblica Amministrazione e per piromania. Tutte figure, e condanne, che per legge non possono lavorare per le Istituzioni.
In studio, invece, c'è Maurizio Grosso, Segretario Generale Sifus Forestali Sicilia, contrario all'azione di licenziamento. 
A 'commentare' i fatti un parterre formato dagli immancabili Klaus Davi e Luisella Costamagna e dal direttore del Tg4 Mario Giordano, dal Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e dall'ex ministro Maurizio Lupi.

La discussione segue i classici canoni del talk politico, ma sembra quasi che Crocetta sia il 'processato' dai presenti, più che supportato per l'azione che cerca di condurre in Sicilia. 
"A Palermo licenziare 100 mafiosi non è una attività senza rischio e indolore"


grida Crocetta, che si ritrova a difendersi per i 25.000 braccianti forestali assunti in decine di anni dalla Regione Siciliana. Prova a dire che con i licenziamenti (per quanto tardivi e lenti, dovuti anche - a detta del Presidente - al fatto che per avere la lista completa dei forestali condannati o con carichi pendenti ha aspettato un anno e mezzo) la Regione sta risparmiando, pur trovandosi ancora a indebitarsi per pagare i forestali.

Ma Mario Giordano punta sui quei 20.000 assunti, che rinfaccia puntualmente al presidente Crocetta.
"I numeri, presidente, i numeri! Sono 20.000 i forestali o no, eh?!"
dice Giordano, parlando sopra Crocetta, che sbotta. Sudato, paonazzo, il presidente della Regione Siciliana si agita sulla poltrona del suo studio, agita i suoi fogli, quasi sperando di poter superare lo schermo per arrivare in studio. 
"Questo glielo doveva dire a quelli della sua parte politica. Glielo doveva dire a Micciché, a Cuffaro! Lei è il cantore del sistema che ha distrutto la Sicilia, che ha assunto 24mila forestali. Chi difende quel sistema ora fa il moralista!"


attacca Crocetta, mentre Giordano non arretra e si appella alla propria indipendenza di pensiero: 

"Ma quale parte politica! Si sciacqui la bocca prima di parlare!!".


Il teatrino del talk show tutte urla, tanto fumo e poco arrosto è servito.

Ci si mette poi anche il Segretario Generale del Sindacato Forestali Sicilia. Una risposta netta alla chiara domanda di Giletti su cosa ne pensi di questi licenziamenti di Crocetta è difficile da avere: si punta piuttosto su un abile equilibrio tra cerchio e botte, anche questo sostenuto con le forza dell'ugola: 
"Io sono perché questi non lavorino più, ma chi fa il carcere ha diritto a lavorare, sennò poi va dalle cosche... In Sicilia ci sono le foreste, in Lombardia i boschi, sono cose diverse...".


Una cosa è certa: gli ospiti oggi non hanno fatto che urlare per provare a spiegarsi e per non essere interrotti da qualche ospite - su tutti Giordano e il solito Davi -, col risultato che a casa, chi ha resistito, non ha cambiato le proprie (preconfezionate) idee e ha vinto un gran mal di testa. Gli altri avranno cambiato, per non rinunciare alla siesta domenicale: con quelle urla era difficile addormentarsi.
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-33fbfff9-38d1-4b3e-b8cf-96c0cfe7f812.html

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