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Tuesday, May 31, 2016

Rifiuti in Sicilia: tra l’export di munnizza e gli inceneritori siamo ormai al ridicolo!

Rifiuti in Sicilia: tra l’export di munnizza e gli inceneritori siamo ormai al ridicolo!


L’unica cosa chiara in questa vicenda è che “l’emergenza” rifiuti della Sicilia verrà utilizzata dal Governo nazionale per spendere una barca di milioni di Euro in due ‘settori strategici’: la realizzazione di inceneritori di rifiuti (che non hanno nulla a che vedere con l’emergenza, visto che, per realizzarli, passeranno almeno 5 anni!) e l’export di munnizza verso altre regioni e verso altri Paesi europei. Non potendo più esportare altro, la Sicilia di Crocetta e Faraone esporta munnizza… 
Ormai nella gestione dei rifiuti in Sicilia siamo al ridicolo. Le iniziative annunciate dal Governo nazionale e dal Governo regionale si susseguono una dietro l’altra, una più strampalata dell’altra. L’unica cosa che emerge da questa sarabanda di proposte, di proteste, di decreti, di discariche mezze vuote e mezze piene, di commissariamenti ora negati e ora concessi è che, all’insegna dell’emergenza, sta per iniziare un mangia mangia di denaro pubblico che Roma non vuole fare gestire alla Sicilia.
Siamo al ridicolo. E’ semplicemente ridicolo che il Governo nazionale e il Governo regionale, di fronte a un’emergenza – che non riusciamo a capire quanto sia vera o quanto sia inventata – stia programmando la realizzazione di sei, forse cinque inceneritori di rifiuti.
Il motivo è semplice: se c’è l’emergenza, se – come si dice – non c’è più dove seppellire i rifiuti, dal momento che, in Sicilia, i governanti regionali e non i marziani hanno scientificamente boicottato la raccolta differenziata in favore delle discariche, in molti casi private – che cosa c’entrano gli impianti per l’incenerimento degli stessi rifiuti?
Solo due rilievi.
Primo rilievo. Per realizzare un inceneritore di rifiuti, bene che vada – ma deve andare veramente bene – passano cinque anni. Dunque un inceneritore non ha nulla a che vedere con l’emergenza. A meno che “l’emergenza” non sia quella di acquistare il terreno dove sorgerà l’impianto – magari a un prezzo quattro-cinque volte superiore a quello di mercato (certe volte il ‘mercato impazzisce’…) – e quello di affidare a ‘qualcuno’ le decine e decine di milioni di Euro per realizzare l’impianto.
Insomma, a meno che “l’emergenza” non sia quella di spendere un fiume di fondi pubblici, gli inceneritori di rifiuti, sul piano logico, non hanno motivo di esistere. 
Secondo rilievo. Nella seconda metà del ‘700 Antoine-Laurent de Lavoisie, riprendendo studi precedenti ai suoi (a cominciare da quelli di Priestley), elaborò una legge, relativa alla conservazione della massa, che pare non sia ancora stata smentita: Nulla si creanulla si distruggetutto si trasforma.
Che cosa vogliamo dire? Che i rifiuti, una volta ‘infornati’ e bruciati, non scompaiono, ma si trasformano in cenere. Se in Sicilia, come si dice, si producono, ogni anno, oltre 2 milioni e mezzo di tonnellate di rifiuti, bruciandoli produrrebbero sicuramente energia e inquinamento, ma anche circa 800 mila tonnellate di cenere che, poi, dovrebbe essere smaltite. Come? Con nuove discariche dove seppellire tali ceneri.
Quindi, le discariche dove seppellire i rifiuti verrebbero sostituite da discariche dove seppellire le ceneri.
Tra i ‘programmi’ del Governo nazionale e del Governo regionale c’è anche“l’export” di rifiuti.
Non riuscendo più ad esportare le nostre arance e, in generale, i nostri prodotti agricoli, travolti dalla concorrenza di arance marocchine, di olio d’oliva tunisino, della passata di pomodoro cinese, dei pomodorini e dei datterini asiatici e via continuando esportiamo l’unica cosa che, grazie al Governo Renzi e al Governo Crocetta, la Sicilia riesce oggi ad ‘esportare’: ‘a munnizza.
Ancora non è chiaro se la nostra‘munnizza-export’ verrà dirottata in altre regioni italiane o in altri Paesi europei (la seconda ipotesi sembra la più probabile).
Va da sé che, anche con l’export dimunnizza, ci troviamo davanti a un’ipotesi che dovrebbe fare guadagnare una barca di soldi a chi trasporterà questi rifiuti e a chi li riceverà.
La cosa strana di questa “emergenza rifiuti della Sicilia” è che non sappiamo ancora se Bruxelles allenterà i vincoli per il 2017. Insomma, oltre alla mancata applicazione del Fiscal Compact per il terzo anno consecutivo, l’Italia potrebbe beneficiare di un’ulteriore agevolazione che dovrebbe scongiurare una manovra d 10-14 miliardi di Euro.
Se ne deve dedurre che il mangia-mangia sugli inceneritori di rifiuti e sull’export di munnizza made in Sicily dovrebbe essere finanziato con una quota dei fondi che l’Unione Europea concederebbe all’Italia allentando i vincoli per il 2017.
Cari Siciliani, dobbiamo essere contenti. Noi, sempre mal pensanti, pensavamo che Renzi, il sottosegretario Davide Faraone e, in generale, il PD nazionale non avrebbero assegnato risorse finanziarie alle nostra Isola. Ci siamo sbagliati. Al contrario, Renzi e Faraone hanno un ‘grande progetto’ per Sicilia: liberarci – in tempi brevi con l’export di munnizza, in prospettiva con gli inceneritori – dei rifiuti che il Governo regionale ha lasciato marcire nei nostri territori.
Insomma, fa tutto il PD: il Partito Democratico lascia marcire i rifiuti nelle nostra città e il Partito Democratico romano ci organizza l’export di munnizza e ci ‘apparecchia’ gli inceneritori…
Qualcuno obietterà: ma con le decine e decine e decine e decine e decine e decine e decine e decine e decine e decine e decine e decine e decine di milioni di Euro che si spenderanno per l’export di munnizza e per gli inceneritori, nel giro di due-tre anni, sempre in Sicilia, si potrebbe portare la raccolta differenziata dei rifiuti al 60-70 per cento, facendo lavorare anche le 13 mila persone assunte durante la ‘gloriosa’ stagione degli ATO rifiuti, persone – e non ‘cose’ – che oggi nessuno vuole pagare.
In due tre anni, con tutte le decine di milioni di Euro che il Governo Renzi intende spendere per l’export di munnizza e per gli inceneritori, si potrebbero creare le condizioni per liberare la Sicilia da rifiuti, per chiudere buona parte delle discariche oggi ancora aperte, senza bisogno di ricorrere all’export massiccio di rifiuti e, soprattutto, senza bisogno di realizzare gli inquinanti inceneritori.
Giustamente Renzi e il sottosegretario Faraone risponderanno: ma non è che potete volere tutto dalla vita? Per ora fateci gestire “l’emergenza” con l’export dimunnizza e con gli inceneritori, abbiamo già preso degli impegni…
Foto tratta da riciclanews.it
Rifiuti in Sicilia, Crocetta annuncia: “Commissari dei Comuni e cinque termovalorizzatori”


Rifiuti in Sicilia, ogni giorno c’è nuovo annuncio, che cambia tutto rispetto al precedente. L’ultimo annuncio è di  Crocetta: commissari nei Comuni che non rispettano gli standard minimi per la raccolta differenziata e cinque piccoli termovalorizzatori.
Entro due mesi verranno pubblicati i bandi per realizzare in Sicilia cinque piccoli termovalorizzatori. Nel frattempo la Regione invierà commissari in tutti i Comuni che non raggiungono livelli accettabili di raccolta differenziata. Rosario Crocetta, in un’intervista al Giornale di Sicilia traccia la rotta di medio periodo e dopo due giorni di confronto col governo nazionale mette sul tappeto le soluzioni al caos rifiuti:
«È arrivato il momento di dare attuazione a un sistema nuovo. Posso anticipare che entro due mesi pubblicheremo le prime manifestazioni di interesse per realizzare piccoli impianti di termovalorizzazione dei rifiuti. Abbiamo superato l’impostazione iniziale del ministero, che prevedeva due grossi impianti. Ora siamo in grado di ipotizzarne 5 piccoli, capaci di smaltire 150 tonnellate al giorno. Verranno localizzati in zone da cui saranno facilmente raggiungibili da tutti i Comuni che li utilizzeranno. Così abbasseremo i costi di trasporto».
Altra novità è la creazione di unico Ato regionale.  «Abbiamo fatto un’intesa che potenzierà la raccolta differenziata, l’obiettivo in questa fase di transizione è portare meno rifiuti in discarica, abbiamo realizzato un cambiamento della governance nel settore dei rifiuti con un solo Ato contro i 27 ambiti territoriali previsti, abbiamo tagliato poltrone per avere una gestione più organizzata, perché il paradosso è che i siciliani pagano tantissimo di tasse sui rifiuti per aver un pessimo servizio». Lo ha detto il sottosegretario all’Istruzione, Davide Faraone.
«Il governo nazionale sta avviando un percorso che mette ordine in questo settore – ha aggiunto Faraone – speriamo di poterci sbarazzare presto delle discariche che ora sono bandite in Europa, potenziare la raccolta differenziata, e quello che non riusciamo a differenziare lo bruciamo in sicurezza perché gli impianti sono moderni. Sono molto soddisfatto dell’intesa che si sta portando avanti».
Roma chiede che da qui a fine novembre la Regione abbia avviato le procedure per i termovalorizzatori e che entro 12 mesi incrementi la differenziata del 3%. nello step di novembre, dunque, dovrebbe bastare anche un incremento del 1,5% in aggiunta alla pubblicazione delle procedure per i termovalorizzatori. L’accordo parla di due impianti ma il nodo sono le quantità. 800 mila tonnellate quelle da smaltire sui 5 milioni che la Sicilia produce. Gli impianti proposti da Crocetta potrebbero smaltirne 750 mila. Nel frattempo accordi con le altre regioni per il conferimento dei rifiuti e gara internazionale per lo smaltimento all’estero.
“Crocetta propone 5 termovalorizzatori come Cuffaro e Lombardo prima di lui” scrive su twitter l’assessore comunista di Palermo Giusto Catania.
“Apprendiamo dalla stampa che sarebbe stato raggiunto un accordo tra il Governo e la Regione Siciliana sull’annosa questione dei rifiuti. La nuova ordinanza escluderebbe il commissariamento e autorizzerebbe l’esportazione di una parte dei rifiuti fuori regione e l’avvio immediato di tutte le procedure per la realizzazione di due mega inceneritori. Nonostante le smentite di Crocetta e della Contrafatto durante gli ultimi mesi, tutto questo era programmato, come avevamo dichiarato a gennaio scorso: discariche sature, rifiuti fuori dalla Sicilia e spese per impiantistica dannosa per l’ambiente che, nella migliore delle ipotesi, entrerà in funzione tra 4-5 anni. Qui si concretizza il completo fallimento del governo Crocetta, che solo per quanto fatto nel settore dei rifiuti dovrebbe dimettersi”. Così la deputata alla Camera Claudia Mannino, assieme al parlamentare all’Ars Giampiero Trizzino e all’eurodeputato Ignazio Corrao. “Significativo – dicono i tre portavoce – anche l’atteggiamento del Ministero, che sembra abbia imposto un aumento della differenziata del 3 per cento: possiamo dormire sogni tranquilli, entro l’anno raggiungeremo il 15 per cento, a ‘soli’ 50 punti percentuali da quanto previsto dalla legge”.








Roma boccia anche la ‘scienziata’ Contrafatto. Le proteste di Stoccolma


L’Accademia svedese che si occupa di assegnare il Nobel è molto seccata per la bocciatura dell’ecotassa voluta da Vania Contrafatto: l’Italia non comprende i suoi geni, Paese ingrato nei confronti di chi stava per risolvere, in maniera altamente innovativa, l’emergenza rifiuti in Sicilia
di Satyrus
Tra ‘scienziati’, solitamente, ci si intende. Questa volta però qualcosa è andato storto lungo l’asse scientifico Palermo-Roma e della questione pare si stia occupando anche l’Accademia di Stoccolma. Parliamo della clamorosa bocciatura da parte del Consiglio dei Ministri- menti illuminate di grande scienza- della norma fatta inserire nella scorsa finanziaria da Vania Contrafattoche prevedeva di tassare ulteriormente i Comuni siciliani che non raggiungono il 65% di raccolta differenziata con la cosiddetta ‘ecotassa’.
La trovata era costata all’assessora anni di lavoro scientifico: resta segretissima l’equazione grazie alla quale si era convinta del fatto che il nuovo balzellopotesse incentivare la raccolta differenziata nei Comuni che non possono neanche farla perché mancano tutte le infrastrutture necessarie a questo scopo.
Segreta, ma validissima, a quanto pare. Tanto che l’Accademia di Stoccolma, nonostante le solite chiacchiere siciliane secondo cui la Contrafatto in questo settore non sta facendo nulla di diverso da Cuffaro e Lombardo, voleva conferirle il Nobel per l’innovazione in tema di gestione di rifiuti. Dopo il Nobel a Crocetta per l’economia, era il minimo che potessero fare. 
La bocciatura di Roma rende le cose un po’ più complicate. In queste ore, secondo i bene informati, gli scienziati svedesi stanno tentando di convincere il Governo italiano a ripensarci e a dare ancora una chance a questa donna che, anche grazie al suo passato di magistrato (proprio come il suo predecessore Nicolò Marino che però aveva un ‘malo carattere’ e aveva fatto arrabbiare la sana Confindustria Sicilia, quindi meglio tenerlo fuori), sta facendo un ottimo lavoro in tema di rifiuti, introducendo le più moderne tecniche di smaltimento e tagliando i fili con un passato fatto di affari, di emergenze prodromiche ad una gestione allegra degli appalti e di assoluto monopolio delle discariche private.
E’ proprio vero: nemo propheta in patria (sua). 
Un piccolo particolare di colore: quando i membri dell’Accademia di Stoccolma hanno saputo che a coadiuvare i lavori della Contrafatto c’è un certo Faraone sono saltati dalla sedia: vuoi vedere che questo genio incompreso dall’Italia è pure in contatto con le antiche e avanzatissime civiltà egizie che magari le stanno dettando i segreti delle loro incredibili scoperte?  Qualcuno ha dovuto spiegargli che il Faraone cui ci si riferisce- padre o figlio che sia- non ha nulla a che vedere con gli antichi egizi. Nonostante ciò, hanno insistito: ci portiamo a Stoccolma la scienziata e i suoi aiutanti ‘faraonici’.
E chi li ferma?
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Monday, May 30, 2016

ITALCEMENTI 2016 RINNOVO AIA CONNESSO VIA SERVIZIO 1 2° DIFFIDA 45GG 11929 24 02 RIISPOSTA NON RISPOSTA ITALCEMENTI 22283 06 04 ALLEGATO 1 13 14 ITALCEMENTI 10484 18 02 16 MODIFICHE NON SOSTANZIALI

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ITALCEMENTI Arresti Terra dei Fuochi_ producevano mattoni scadenti e inquinanti per l'edilizia

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ITALCEMENTI GDS 26 MAGGIO 2016 SMALTIMENTO RIFIUTI TOSSICI POZZOLANA

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ITALCEMENTI Mafia_ Italcementi indagata nell'inchiesta Calcestruzzi - Il Sole 24 ORE

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ITALCEMENTI Nei mesi scorsi i magistrati hanno ordinato il sequestro del palazzo di giustizia di Gela, del Porto Isola-Diga Foranea di Gel

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ITALCEMENTI Perquisizione dei carabinieri del Noe all’Italcementi di Isola delle Femmine - Tele Occidente

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COSA NOSTRA PARLA La storia del pentitismo di mafia dalle rivelazioni di Leonardo Vitale a Tommaso Buscetta

COSA NOSTRA PARLA  La storia del pentitismo di mafia dalle rivelazioni di Leonardo Vitale a Tommaso Buscetta



Pochissimi giorni fa si è concluso il processo bis per la strage di Capaci in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, sua moglie e gli uomini della scorta. Si è concluso con 5 ergastoli. La richiesta riguarda Salvatore “Salvino” Madonia, Vittorio Tutino, Giorgio Pizzo, Cosimo Lo Nigro e Lorenzo Tinnirello. Sarebbero i soggetti che hanno avuto una parte fondamentale sia nella fase organizzativa dell’attentato sia nel reperimento dell’esplosivo piazzato sull’autostradaTraguardi della giustizia che sono stai possibili, negli anni, grazie ai pentiti.
La storia del “pentitismo” di mafia: dalle importanti confessioni di Leonardo Vitale e Tommaso Buscetta, i due primi importanti boss mafiosi che iniziano un percorso di collaborazione con la giustizia, alla prima legge sui “pentiti” che viene approvata in Italia nel 1991 e che segna un passo decisivo nella lotta alla mafia. Le testimonianze dei collaboratori di giustizia evocano spaccati di vita impressionanti e ricostruiscono la storia di una delle più importanti organizzazioni criminali di tutti i tempi.
Il 29 marzo 1973 Leonardo Vitale si presentò alla questura di Palermo e venne accompagnato nell’ufficio di Bruno Contrada, all’epoca commissario della squadra mobile, al quale dichiarò di attraversare una crisi religiosa e di voler iniziare una nuova vita: si autoaccusò di due omicidi, di un tentato omicidio, di estorsione e di altri reati minori, fece i nomi di Salvatore RiinaGiuseppe CalòVito Ciancimino ed altri mafiosi, collegandoli a precise circostanze, e rivelò per primo l’esistenza di una “Commissione“, descrivendo anche il rito di iniziazione di Cosa Nostra e l’organizzazione di una cosca mafiosa. Le dichiarazioni di Vitale portarono all’arresto di quaranta membri della cosca di Altarello di Baida, ma la metà di questi furono rilasciati qualche tempo dopo per insufficienza di prove. In seguito alle sue dichiarazioni, lo stesso Vitale finì nel carcere dell’ Ucciardone, dove venne sottoposto a numerose perizie psichiatriche e dichiarato seminfermo di mente, affetto da schizofrenia,. Venne quindi rinchiuso nel manicomio criminale di Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina. Parlò anche dell’omicidio del magistrato Pietro Scaglione e dell’agente Antonio Lo Russo, suo autista, ordito da Luciano Liggio e Totò Riina.
Nel 1977 Vitale finì sotto processo insieme allo zio Titta e altri 27 membri della cosca diAltarello di Baida. Alla fine del processo però gli altri imputati vennero assolti perinsufficienza di prove, lo zio ricevette una pena per omicidio e associazione a delinquere, mentre la pena di venticinque anni di carcere di Vitale venne commutata in detenzione nel manicomio criminale di Barcellona Pozzo di Gotto, di cui però scontò soltanto sette anni.Dimesso dal manicomio nel 1984, Vitale venne ucciso una domenica mattina con due colpi di lupara alla testa, sparati da un uomo non identificato che lo raggiunse all’uscita dallachiesa dei Cappuccini di Palermo, mentre era in compagnia della madre.
Quanto affermato da Vitale nel 1973 e mai creduto dagli inquirenti, trovò conferma negli anni 1985/86 e lo stesso Giovanni Falcone, insieme agli altri magistrati del pool antimafia, gli riconoscono il merito di importanti rivelazioni.
Il 25 settembre del 1979 viene ucciso in un agguato il giudice Cesare Terranova insieme al maresciallo di pubblica sicurezza, sua guardia del corpo e collaboratore, Lenin Mancuso: a parlare del progetto di questo omicidio importante fu Giuseppe Di Cristina, detto la Tigre di Riesi, pentito. Boss di prestigio, con una grande tradizione alle spalle, non vede di buon occhio la scalata al potere dei Corleonesi. Già nel ‘77 scampa a un agguato, si convince che il responsabile sia Francesco Madonia e lo elimina. La sua situazione si fa sempre più critica, allora decide di collaborare con la giustizia affidando le sue confidenze al comandante Alfio Pettinato, della compagnia di Gela. Rivela che a uccidere il colonnello Giuseppe Russo, capo della sezione investigativa di Palermo e uomo di fiducia di Carlo Alberto Dalla Chiesa, furono Totò Riina e Giuseppe Provenzano. Ma Giuseppe Di Cristina è segnato e il 30 maggio 1978 venne ucciso a Palermo dai Corleonesi.
Alla morte di Cesare Terranova, al suo posto arriva Rocco Chinnici, il quale già alla fine degli anni settanta aveva intuito cosa fosse Cosa Nostra e le sue connessioni con l’alta finanza, la politica e l’imprenditoria; una gigantesca organizzazione con capitali gestiti all’estero, collegamenti con le organizzazioni d’oltreoceano e con quelle similari in altre regioni d’Italia, i rapporti mafia-politica, la droga, l’inadeguatezza delle leggi. La grandezza di Chinnici fu anche di potenziare e rendere efficaci gli strumenti per la lotta alla mafia. Il giudice aveva capito l’importanza di lavorare in équipe e aveva gettato le basi per il futuro pool antimafia guidato da Antonio Caponnetto. Fu Chinnici a creare l’embrione del primo Maxiprocesso con il procedimento allora detto “dei 162”, importante per la ricostruzione del fenomeno mafioso, poichè denuncia i crimini di ben 162 mafiosi (Corleonesi e non), tra cui i più importanti esponenti di vertice, come Michele Greco, Totò Riina, Bernardo Provenzano, Raffaele Ganci, Giuseppe Calò, Antonino Geraci, Salvatore Montalto e Salvatore Buscemi.Fu tra i primi a capire che per comprendere realmente il fenomeno mafioso bisognava cercare tutte le interconnessioni tra i grandi delitti compiuti dalla mafia. Così come era convinto che solo un intervento globale dello Stato, avrebbe potuto sicuramente avviare il processo di sradicamento della mafia. Il 28 luglio 1983 Chinnici fu ucciso con un’autobomba. Palermo come Beirut: autobomba, tritolo, kalashnikov.
Nel 1984 atterra all’aeroporto di Fiumicino Tommaso Buscetta, Don Masino, arrestato su mandato internazionale spiccato dalla magistratura italiana. Lo accompagna il commissario Gianni De Gennaro, lo Squalo, trasferito alla Criminalpol per dirigere il Nucleo Centrale Anticrimine. A lui Buscetta chiederà di poter parlare con Giovanni Falcone. Buscetta era un mafioso diverso dagli altri, era violento, estremo, intelligente. A venti anni era il boss di Portanova. Si occupava di traffico di stupefacenti tra Italia, Stati Uniti, Brasile e Messico. Nel 1970 fu arrestato nell’ambito della French Connection, una storia di collaborazione tra Cosa Nostra e il clan dei Corso-Marsigliesi, per la raffinazione e il traffico di eroina. Fa parte delle cosche perdute, ossia delle famiglie Bontate, Inzerillo, Badalamenti, che verranno trucidate dai Corleonesi. Allo stesso Buscetta uccidono 14 familiari, tra cui due figli.
Tommaso Buscetta fornisce una chiave di lettura particolare del linguaggio delle cosche, delle simbologie, dei riti di affiliazione, delle regole, della struttura delle famiglie, delle commissioni e dei capimandamento. Della “Cupola”, insomma. Racconta di omicidi e di organigrammi.
Un altro pentito che decide di collaborare con la giustizia, e che fu autorizzato a farlo proprio da Buscetta, è Salvatore “Totuccio” Contorno, di Santa Maria di Gesù, uomo di Stefano Bontate, il” Principe” di Villagrazia, il boss in doppiopetto. Quando questi muore, nell’aprile del 1981, Totuccio Contorno capisce di avere le ore contate: decise di allontanarsi da Palermo e di riparare a Roma, da dove organizzò l’omicidio di Pippo Calò, ritenuto responsabile della morte di Bontate. Nel marzo 1982 fu arrestato a Bracciano. Dopo alcuni mesi dietro le sbarre, Contorno cominciò a rivelare informazioni sull’organizzazione mafiosa divenendo una delle fonti confidenziali del Vice Questore Antonino “Ninni” Cassarà.
Alla morte di Stefano Bontate, Francesco Marino Mannoia, il chimico delle cosche, passa con i Corleonesi. Nel 1986 viene arrestato. Quando gli uccidono il fratello, decide di collaborare con la giustizia. Due mesi dopo, nello stesso giorno, i Corleonesi gli uccidono la madre, la sorella e la zia. Solo dopo la morte di Falcone parlò dei rapporti tra mafia e politica. Fu lui a rivelare che nel 1980 Giulio Andreotti incontrò a Palermo il Boss Stefano Bontate.
Antonino Calderone, invece, è un mafioso di Catania, vicino però alla famiglia Bontate. Le sue rivelazioni portarono a 200 arresti.
Sono tanti i mafiosi che in quegli anni scelgono di pentirsi e di parlare, per paura, per non essere uccisi, per vendicarsi: sono quasi 400. Non esisteva una vera e propria legge sul pentitismo: esisteva la Legge Cossiga del 6 febbraio 1980, sull’ordine pubblico, che introduceva nel codice penale il carcere di sicurezza, nata per contrastare le attività delle BR. Ma sorsero delle polemiche e la gente cominciava a chiedersi perché lo stato dovesse fare sconti ai mafiosi, perché dovesse scendere a patti con loro, perché dovesse rendersi complice delle loro vendette.
Il 10 febbraio 1986 inizia il Maxiprocesso. Sulla base delle indagini del pool antimafia e delle rivelazioni dei pentiti, primo fra tutti Tommaso Buscetta, vengono rinviate a giudizio 475 persone. Il 16 dicembre 1987, il Maxiprocesso si concluse con 365 condanne, 2665 anni di carcere, 19 ergastoli. Sentenze confermate in Cassazione nel 1992. Se non ci furono assoluzioni, come era accaduto in passato nei processi di mafia, era perché chi aveva parlato, i pentiti, i collaboratori di giustizia, erano presenti al processo, a confermare le accuse.
Le condanne del Maxiprocesso non furono accettate da Cosa Nostra e da Totò Riina che lanciarono l’offensiva stragista: bombe a Milano, a Firenze, a Roma, la strage di Capaci, la strage di via D’Amelio… Lo Stato reagì con l’azione investigativa e con le leggi, soprattutto con il 41bis, il carcere duro, l’isolamento, che limita i contatti dei mafiosi anche con i familiari. E’ una guerra senza regole e senza limiti.
Gaspare Mutolo è un pezzo grosso di Partanna Mondello, braccio destro di Saro Riccobono, autista di fiducia e guardaspalla di Totò Riina. Si era arricchito con i traffici di droga con il Medio Oriente e le partecipazioni in appalti di costruzioni in Nord Italia. Finisce in carcere con il Maxiprocesso e teme di essere ucciso. Non gli piace quello che è diventata Cosa Nostra, non vede più onore e dignità negli affiliati, ma odio e tradimenti. Non si uccide più con le armi convenzionali, Riina preferisce l’acido e le grosse griglie per bruciare i cadaveri.
La prima legge organica che estende i benefici per i collaboratori di giustizia è la legge 82 del 1991: esclusione dell’ergastolo, forti sconti di pena, programmi di protezione per collaboranti e familiari, premi in denaro e assegni di mantenimento. Una legge che suscitò molte polemiche. Non si capiva perché dovessero essere “premiati” dei criminali. Anche perché molti di loro, in regime di protezione, continuavano a commettere reati, come Balduccio Di Maggio, Gioacchino La Barbera, Giovanni Brusca, che aveva preso il posto di Riina dopo il suo arresto e che sarà l’uomo che farà saltare in aria il giudice Giovanni Falcone, sua moglie e la scorta. L’uomo del telecomando.
I pentiti hanno parlato, hanno raccontato di stragi, estorsioni, omicidi, ricatti. Hanno portato a scoprire nascondigli, a trovare latitanti. Hanno parlato di vecchi misteri, come la morte del presidente dell’Eni Enrico Mattei, della scomparsa del giornalista Mauro De Mauro, della morte del banchiere Roberto Calvi, hanno parlato del Golpe Borghese. Hanno parlato anche di collusione, di contatti con la politica.
Nel febbraio 2001, con la legge 45, si disciplina il pentitismo e viene modificata la legislazione precedente: si prevedono la riduzione della pena e l’assegno di mantenimento, ma il pentito dovrà comunque scontare un quarto di pena e potrà accedere ai benefici di legge solo quando la sua collaborazione verrà ritenuta valida e inedita. Avrà 180 giorni per raccontare tutto quello che sa. E’ inoltre obbligato a dichiarare tutti i beni in suo possesso, sia di provenienza lecita che illecita, che lo Stato sequestrerà in via cautelativa. Anche qui si sollevarono polemiche, perché in questo modo si scoraggiava a collaborare con la giustizia e si toglieva ai magistrati un’arma importante. Il numero dei pentiti iniziò a calare, da 428 nel 1996 si arrivò a 237 nel 2007.
La forza di Cosa Nostra non è nelle stragi, che evidenziano la debolezza del sistema, ma nella capillare diffusione e infiltrazione nel quotidiano, avvelenando tutto, anche la politica. Cosa Nostra vive di delitti e di corruzione. Il suo sistema è meschino, lo sono i suoi personaggi : esaltano amicizia, lealtà e valore, in realtà raccontano di vizi, di slealtà, di sospetto, di odio, di paura. Giovanni Falcone disse: La mafia non è affatto invincibile. È un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio, e avrà anche una fine. Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave e che si può vincere non pretendendo eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni.” Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, magistrati scomodi perché “parlavano in palermitano”, che capivano il linguaggio mafioso, che conoscevano il senso dell’onore siciliano. E che avevano compreso quale forte strumento fosse il pentitismo. Il Maxiprocesso fu una vittoria, ma costò loro la vita.
Nadia Loreti/com.unica 30 maggio 2016)



RUBRICA ISOLA DELLE FEMMINE POLITICA AFFARI MAFIA AMMINISTRAZIONE

·         AIELLO FRANCESCO PAOLO 1942 VIA VERDI 24

·         aiello giuseppe benito 1935 16 GENNAIO MARITO DI ALIMENA GIUSEPPA ZIA DI BRUNO FRANCESCO GIUNTA bologna 1995 con puccio orazio 1947 27 gennaio pagano cosimo 1940 5 dicembre TITOLARE EDIL ROMEO COSTRUISCE VIA QUASIMODO SENTENZA 226/1998 SINDACO STEFANO BOLOGNA

·         Aiello Vincenzo 1934 14 FEBBRAIO MORTO  1998 19 MARZO TITOLARE HOTEL EUFEMIA MANNINO GIUSEPPE 1932 8 FEBBRAIO MORTO 2008 20 DICEMBRE SOCIO NELLA DITTA DI COSTRUZIONI SIALMA COSTRUIZIONI ACRONIMO C.A.M. CANEPA SALVATORE 1943 21 NOVEMBRE PRESIDENTE DELLA SAMANTA COSTRUZIONE MANNINO GIUSEPPE COMPONENTE COMMISSIONE EDILIZIA AIELLO VINCENZO MANNINO GIUSEPPE (PINO)

·         Albert Giovanni 13 maggio 1948 UTC SANATORIE LEGGE 26  

·         Alimena Provvidenza. residente in Isola delle  Femmine, via Volta n.6.  Bruno Antonino marito della Alimena dichiarava che detta auto era stata prelevata il mattino del  1  ottobre dal figlio Bruno Francesco socio di una impresa di costruzioni edile denominata “Immobiliare Sicania”, insieme con Vitale Paolo e Biondo Salvatore.

·         Almeida Spa di  Puccio Matteo, nato a Palermo il 29.6.1938, VIA Alla Falconara nr. 102. Il 30.01.2004, acquisiva in locazione un immobile in Viale Regione Siciliana 411/431 da allestire a Sala Bingo, di proprietà della “Edilizia Pecora s.n.c.”, immobile che veniva sublocato, dopo pochi giorni, alla stessa Almeida Spa, che non aveva ancora sfruttato la licenza assegnata e quindi non aveva ancora locali idonei per allestire una sala da gioco. Tuttavia, la società Las Vegas Bingo, anche dopo detta sublocazione, si sostituiva operativamente all’Almeida sia per la predisposizione dei locali che per l’approntamento delle attrezzature Las Vegas Bingo acquisiva nel 2004 5 maggio  i  beni dalla Almeida Spa (cessione di ramo di azienda), sovrapponendosi, quindi, anche formalmente ad essa. La “ALMEIDA S.P.A.”, con  sede a Palermo in Viale Regione Siciliana nr.751,   rappresentata da Puccio Giuseppe, nato a Palermo il 3 settembre 1963; il padre di questi, Puccio Matteo, nato a Palermo il 29.6.1938, VIA Alla Falconara nr. 102, prima del rilascio della concessione, aveva richiesto alla locale Questura il rilascio della licenza di P.S. per la conduzione della sala bingo in qualità di procuratore speciale della “ALMEIDA S.P.A.”, licenza che la Questura non aveva rilasciato.  La concessione per la gestione sala Bingo veniva rilasciata alla Almeida Spa il 1° aprile 2004 (concessione n. 325/04); il successivo 5 aprile, la Almeida Spa cedeva alla Las Vegas Bingo srl. L’immobile  iscritto al foglio 66, particella 1278 sub 64 e particella 1397 sub 1 del CaTAsto Urbano del Comune di Palermo, composto da un locale al piano terra di mq 150 e da uno al piano cantinato di mq 3500, risulta di proprietà della “Edilizia PECORA di Maurizio PECORA & C. s.n.c.”, società avente sede in Palermo in Corso Pisani nr. 26, il cui amministratore unico risulta essere Pecora Maurizio, di Francesco e Cirivello Maria, nato a Palermo il 04.02.1976.

·         ALIMENA PROVVIDENZA 1929 5 SETTEMBRE VIA VOLTA 6 MAMMA DI BRUNO FRANCESCO 1951, MOGLIE DI BRUNO ANTONINO

·         ALTADONNA LORENZO  1962 4 OTTOBRE 

·         ALTADONNA VINCENZO 1950 18 03

·         A.M.A. AIELLO VINCENZO 1934 14 FEBBRAIO TITOLARE HOTEL EUFEMIA MANNINO GIUSEPPE 1932 8 FEBBRAIO MORTO 2008 20 DICEMBRE SOCIO NELLA DITTA DI COSTRUZIONI SIALMA COSTRUIZIONI ALTADONNA SEBASTIANO

·         PARRA STEFANO 1967 9 FEBBRAIO  GENERO DI D’ARRIGO ANDREA BORGETTO

·         BILLECI SALVATORE1937 29 MAGGIO MORTO 31 MARZO 2012 PADRE DI VINCENZO E LEONARDA MARITO DI VASSALLO ANTONIETTA 1946 30 MAGGIO MORTA 14 MAGGIO 2007 LICENZA EDILIZIA 2009  SEA RESIDENCE SALICETO SRL

·         Bologna STEFANO  28 OTTOBRE 1960 SINDACO 1994 1995 1999 VICE SINDACO 2004 SINO A 15 OTTOBRE 2005 QUANDO SI E’ DIMESSO NON DISPONIBILE AD ESSERE SECONDO RACCOMANDATO da ASSESSORE Regione sanità on Ravidà banca ora Unipol

·         BOLOGNA STEFANO 1960 26 OTTOBRE, D’ARRIGO LEONARDO 27 OTTOBRE 1945 D'ARRIGO ANDREA 28 APRILE 1940, D’ARRIGO LEONARDO 1934, EDIL FORESTALE SICULA, GEO SISTEMI s.r.l., G.S.M. GRANULATI S.R.L, S.E.L.MI. S.r.l. MIRTO S.a.s. , IMPIANTO FOGNARIO VIA DEI SARACENI, OPERAZIONE PETROV, Orlando, PARRA STEFANO  NATO PARTINICO 9 FEBBRAIO 1967 GENERO DI D’ARRIGO, SCAVUZZO PIETRO,   ZANGHI, SENSALE GIUSEPPE  1939 SOCIETA’: Nafedil e Angela accusato DELL’OMICIDIO DI VINCENZO D’AGOSTINO (CALATO NELL’ACIDO) COMID METALLURGICA,TOMMASO BILLECI NATO BORGETTO 21 MARZO 1950 AMMINISTRATORE DELLA LORIA SPITALIERI ACCUSA DI ASSOCIAZIONE MAFIOSA IN PARTICOLARE NELLE TURBATIVE D’ASTA AGGIUDICAZIONE DELL’ACQUEDOTTO DELLE CONTRADE ROMITELLO, NICOLO’ SALTO 1 LUGLIO 1951

·         BRUNO FRANCESCO 1951   Una mattina del luglio 2011, le celle del carcere di Padova sono aperte per prezzo "respirare" i detenuti. Bruno si trova nel reparto Eiv (elevato indice di vigilanza). Un attimo di distrazione delle guardie carcerarie e nella sua cella piomba Di Giacomo. Al termine del pestaggio, Bruno presenta diverse fratture alle gambe e alle braccia. Il suo volto è tumefatto. La testa fracassata. Ci vorranno diversi interventi chirurgici e 500 punti di vista per la morte e la fame. Oggi si trova nel carcere di Milano-Opera, dove ha assistito al processo nel quale, nel 2013, è stato condannato a 30 anni per l'omicidio di Vincenzo Enea, un imprenditore edile di Isola delle Femmine assassinato, secondo l’accusa, per essersi rifiutato di entrare in società con alcuni mafiosi, tra cui Bruno.

·         D‟ARRIGO Domenico   14 DICEMBRE 1970, imprenditore residente a Borgetto in via Vecchia nr. 6  , responsabile dei lavori eseguiti dalla impresa “C. & C. Costruzioni srl”, con sede legale in Catania, relativi al completamento del sistema fognario del centro abitato di Capaci   DI BELLA G. l’incarico di riscuotere il pizzo imposto per i lavori di completamento del sistema fognario di Capaci, lavori realizzati dalla C. & C. Costruzioni s.r.l., società avente sede in Catania, e la cui direzione tecnica risulta affidata a D’Arrigo Domenico,  14 DICEMBRE 1970, imprenditore residente a Borgetto in via Vecchia nr. 6  Tra  Pippo DI BELLA di Montelepre e D‟ARRIGO di Borgetto  “D‟Arrigo di Borgetto forniva materiali a questa ditta ed aveva pagato, forse tramite Pippo Di Bella di Montelepre. Indagato Di Bella Giuseppe (cui il Lo Piccolo ha conferito incarico di “portare i soldi di D‟Arrigo per il lavori di Capaci”).  Il D’Arrigo per lavori di completamento del sistema fognario di Capaci (“UN LAVORO DI FOGNATURA A CAPACI”), lavori realizzati dalla C. & C. Costruzioni s.r.l., società CON  sede in Catania, per un importo complessivo di euro 1.156.988,94 (“FOGNATURA – CAPACI E IMPORTO UN MILIONE DI EURO”) e la cui direzione tecnica  affidata a D’arrigo Domenico 14 DICEMBRE 1970, imprenditore residente a Borgetto in via Vecchia nr. 6  

·         BRUNO FRANCESCO  1951 27 GENNAIO LA MAMMA ALIMENA PROVVIDENZA 1929 5 SETTEMBRE MORTA 24 DICEMBRE 2012 IL PAPA’ BRUNO ANTONINO 13 GIUGNO 1919 MORTO 3 APRILE 2008 OMICIDIO A CARINI DI STEFANO GALLINA 1 OTTOBRE 1981 PROCESSO  2289/82 ABATE + 706; 1982 8 GIUGNO OMICIDIO DI VINCENZO ENEA 1982 13 MAGGIO UCCISO A PARTANNA SOTTO LA SUA CASA D’AGOSTINO BENEDETTO AMICO DI VINCENZO ENEA DA SALVATORE LO PICCOLO E DA FRANCESCO BRUNO 1951  

·         Bruno FRANCESCO 1963 11 AGOSTO DIPENDENTE COMUNE PALERMO VIGILE URBANO PRESIDENTE ASSOCIAZIONE DI PROTEZIONE CIVILE GUARDIA COSTIERA CONVENZIONATA CON IL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE   CONDANNATO IN 1 GRADO IN APPELLO IN CASSAZIONE DISTRUZIONE DI SALMA VILIPENDIO DI CADAVERE DI VENTIMIGLIA LUCIA E COSTRUZIONE ABUSIVA DI UNA TOMBA CON 6 LOCULI GEOME CRISCI FRANCESCO CONSIGLIERE COMUNALE ASSESSORE DIMISSIONATO PER CONDANNA IN PRIMO IN APPELLO IN CASSAZIONE SENTENZA MAGGIO 2018  

·         BADALAMENTI Gaetano, non fu espulso da Cosa Nostra, la famiglia di Cinisi costituiva uno dei più importanti mandamenti della provincia di Palermo, ricomprendendo, oltre al circondario di Cinisi e Terrasini, anche i territori di Balestrate, Carini, Capaci e Isola delle Femmine (cfr. BUSCETTA, MARINO MANNOIA e MUTOLO, nonché DI MATTEO Mario Santo). Successivamente, il mandamento venne sciolto e la famiglia aggregata al mandamento di Partinico, mentre i territori che ne avevano fatto parte furono divisi tra lo stesso mandamento di Partinico e (dopo il 1982) il neo-mandamento di San Lorenzo, dopo la ristrutturazione seguita alla conclusione della sanguinosa guerra di mafia dei primi anni ’80. Sostanzialmente conformi le informazioni in possesso del collaboratore FERRANTE Giovan Battista, già esponente di spicco proprio della famiglia di San Lorenzo: “Il mandamento di San Lorenzo si estendeva fino a Carini, quindi comprendeva le famiglie di Partanna Mondello, di Tommaso Natale, di Isola delle Femmine, Capaci e di Carini.”. E aggiunge: “Quando c’era qualcosa che riguardava Terrasini, Cinisi, TRappeto….Partinico…ecco, faceva parte del mandamento di Partinico”  . Peraltro, prima che si costituisse il mandamento di San Lorenzo, incorporando in sé anche la famiglia di Partanna Mondello, era quest’ultima famiglia, facente capo a Rosario RICCOBONO, a controllare i territori di San Lorenzo e di Resuttana. Nessun contrasto quindi con le dichiarazioni di MUTOLO Gaspare in merito alla sorte del soppresso mandamento di Cinisi: “…dopo che Gaetano BADALAMENTI, diciamo è stato estromesso dalla carica che aveva, diciamo, il mandamento di Cinisi, fu affidato a Riccobono Rosario (scomparso nel Novembre del 1982: NdR), quindi, cioè, noi eravamo interessati in quel territorio……

·         BRUNO PIETRO 1946 18 NOVEMBRE COMPONENTE COMMISSIONE EDILIZIA SINDACO DI MAGGIO 1998 COSTRUZIONE VIA MONTELEONE SAMANTA SIALMA CANEPA SALVATORE MANNINO TOMMASO MANNINO GIUSEPPE ALTADONNA SIRCHIA LAURETTO   SENTENZA 226 LICENZE ILLEGITTIME SIRCHIA LAURETTO 28 APRILE  1938 MORTO  SOCIO SIALMA costruzioni  SIRCHIA ALTADONNA SEBASTIANO MANNINO GIUSEPPE Costruiscono in anni 80 in VIA MONTELEONE A ISOLA Possibili licenze edilizie 53/80 54/81 68/82 52/88  27/89 27/89 ALLA SIALMA COSTRUZIONI CANEPA SALVATORE  21 NOVEMBRE 1943 COMPONENTE DELLA COMMISSIONE EDILIZIA  E IN QUALITA DI PRESIDENTE DELLA SAMANTA COSTRUZIONI POTREBBE AVER FAVORITO MANNINO TOMMASO 1925 18 OTTOBRE  MORTO 2009 24 MAGGIO  , SOCIO DELLA SAMANTA COSTRUZIONI  FIGLIO DI GIUSEPPE E PADRE DI MANNINO ANGELO "DI MAGGIANO" 1950 12 MARZO  ASSESSORE GIUNTA BOLOGNA 2014 2000 CONDANNA OPERAZIONE SAN LORENZO 2010 ARRESTO E CONDANNA IN 1  APPELLO CONFERMA CASSAZIONE OPERAZIONE  ADDIO PIZZO 5 SOCIO CON POMIERO GIUSEPPE E BRUNO GIOVANNI DELLA B.B.P. s.n.c.

·         CALIRI INGEGNERE CALIRI UFFICIO TECNICO COMUNALE ISOLA 1995 SINDACO BOLOGNA

·         CALLIOPE IMMOBILIARE S.P.A LO CICERO MARIA ANTONIA 18 GIUGNO 1937 (MOGLIE DI ALAMIA FRANCESCO PAOLO). SA.BA. & F SPA SALVATORE BANDIERA E BANDIERA ROSANNA 19 10 1960 2001 1 FEBBRAIO CONSIGLIO COMUNALE. URGENTE RESPINGE LA RICHIESTA AREA 72 ALLOGI IMMOBILIARE CALLIOPE SPA SA.BA. & F SPA 

·         CALLIOPE SA.BA.   2003 8 AGOSTO  PERIZIA GIURATA ING LASCARI GIOACCHINO 4 10 55 MQ 1047,38 CALLIOPE SA.BA LO CICERO MARIA ANTONIA IN RAPPRESENTANZA IMMOBILIARE CALLIOPE SRL  MOGLIE DI ALAMIA FRANCESCO PAOLO BANDIERA ROSANNA RAPPRESENTANTE SA.BA. SRL ING GIOACCHINO LASCARI 4 OTTOBRE 1955 MQ 1047,38 150 METRI DAL MARE

·         CALLIOPE LO CICERO MARIA ANTONIA NATA VILLABATE 18 06 1937 (MOGLIE DI FRANCESCO PAOLO ALAMIA 1933 BANDIERA SALVATORE TITOLARE DELLA SA.BA. SRL – acronimo di SALVATORE BANDIERA) E DELL’IMPRESA BANDIERA E BANDIERA ROSANNA NATA AGRIGENTO 19 OTTOBRE 1960 UNICHE RAPPRESENTANTI DELLA IMMOBILIARE CALLIOPE SRL VIALE REGIONE SICILIANA 2629 PALERMO LOTTO DI TERRENO ACQUISTATO IL 13 GENNAIO 2005 FOGLIO 3 VERDE AGRICOLO PARTICELLE 178, 43, 54, 515, 516, 177, 181, 42, 315, 179 2005 19 MAGGIO ORDIN DEMOLIZIONE N 26 RG MONICA GIAMBRUNO SANDRO D'ARPA PART 179 CALIOPE LO CICERO MARIA ANTONIA BANDIERA ROSANNA BANDIERA SALVATORE SA BA

·         CALLIOPE IMMOBILIARE CALLIOPE s.r.l. 2005 20 APRILE ORDIN 23 RIPRISTINO COSTR SENZA LICENZA MONICA GIAMBRUNO SANDRO D'ARPA   LOPEZ DARIO 6 OTTOBRE 1967 PROCURATORE IMMOBILIARE CALLIOPE SRL GENERO DI SALVATORE BANDIERA

·         CALLIOPE SA BA NUOVA EDILIA MAIORANA   BANDIERA SALVATORE FRANCESCO ALAMIA FRANCESCO PAOLO 1933 FIGLIO  DI ALAMIA GETANO 1901  GENERO DI VINCENZO FILIPPO LO CICERO E  MARITO DI LO CICERO MARIA ANTONIA NATA VILLABATE 18 06 1937  LOPEZ dario6 OTTOBRE 1967 GENERO DI SALVATORE BANDIERA    24.9.2003 DELIBERAZIONE DEL COMMISSARIO AD ACTA (DR. MARIO MEGNA) N CHE APPROVA LA PROPOSTA DI DELIBERAZIONE DELL’U.T.C. ARCH GIANBRUNO20.4.05 UFFICIO TECNICO ISOLA EMETTE ORDINANZA N 2319.5.05 UFFICIO TECNICO COMUNE ISOLA DELLE FEMMINE EMETTE ORDINANZA N 261.6.05 IL COMUNE DI ISOLA CONCEDE LICENZA EDILIZIA 27.8.07 UFFICIO TECNICO COMUNE ISOLA DELLE FEMMINE SU RICHIESTA CARABINIERI EMETTE ORDINANZA N 29 SOSPENSIONE LAVORI A CARICO DI LO CICERO MARIA ANTONIETTA E BANDIERA ROSANNA RAPPRESENTANTI DELLA CALLIOPE S.R.L. VIALE REGIONE SICILIANA 2629 PALERMO   6.6.07 ordine del giorno della Commissione Edilizia di Isola delle Femmine al punto 15 pratica n 12/7 IMMOBILIARE LA CALLIOPE s.r.l. istanza del 3/4/07 prot 3981 "PROGETTO DI VARIANTE AI SENSI DELL'ART 15 L 47/85 RELATIVO A 9 CORPI DI FABBRICA DENOMINATI A,B,C,D,E,F,G,H,I PER COMPLESSIVI 50 ALLOGGI PER CIVILE ABITAZIONE IMPRESA CALLIOPE.3 AGOSTO SCOMPAIONO ANTONIO E STEFANO MIORANA DOPO IL SEQUESTRO DEL CANTIERE SEMBRA VENGANO CONCESSI I CERTIFICATI DI RESIDENZA AGLI INQUILINI CHE ABITANO LE CASE.  NON SAPPIAMO SE CORRISPONDA AL VERO CHE L'UFFICIO TECNICO COMUNALE DI ISOLA DELLE FEMMINE ABBIA CONCESSO IL CERIFICATO FINE LAVORI  Il Programma Costruttivo per la realizzazione di 50 alloggi da parte della Calliope Srl e Sa.Ba. Srl definiti di edilizia popolare, dal prezzo sembrerebbero case da nababbi. In realtà un occhio ai prezzi se ne deduce: il prezzo per il singolo appartamento si è aggirato intorno ai 185.000 Euri che moltiplicato per i 50 appartamenti, si è realizzato un bussiness di 9.250.000 Euri. Un grosso affare, dove i margini di guadagno sono aumentati in considerazione dell’irrisorio costo del terreno agricolo che come d’incanto viene trasformato in edilizia residenziale  Da ultime notizie circolanti nei corridoi dell’Ufficio Tecnico Comunale e Ufficio di Stato Civile di Isola delle Femmine sembra che siano state rilasciate le residenze all’interno del complesso residenziale e siano stati emessi documenti di fine lavori? L’immobiliare CALLIOPE s.r.l. ottiene un mutuo al 3% per la costruzione di immobili di edilizia popolare. Si avvia la costruzione di 48 villette a Isola delle Femmine. Il prezzo degli immobili in edilizia popolare è di 120.000euro. Gli alloggi vengono venduti a 240.000euro 120.000euro in contanti e in nero. Per gli altri 120.000euro l’immobiliare gira all’acquirente il mutuo al 3%. Un grosso affare, tenuto conto del costo irrisorio del terreno la cui destinazione era verde agricolo. Un mese prima della scomparsa di Stefano e Antonio Maiorana l’immobiliare CALLIOPE cambia assetto societario sono soci al 50% la compagna di Maiorana e Dario Francesco Lopez genero di Salvatore Bandiera proprietario del terreno.

·         CALLIOPE DI MAGGIO GIUSEPPE NATO CARINI 28 GIUGNO 1973 EFFETTUA GLI SCAVI AL CANTIERE DELLA CALLIOPE DI ISOLA DELLE FEMMINE l‘impresa Almeida il cui titolare è Puccio ARCHITETTO. Sono a CONOSCENZA LA DITTA stava eseguendo i lavori di costruzione dei capannoni della BMW di FERRARELLO ad Isola delle Femmine. I lavori di scavo per conto di Almeida erano realizzati con alcuni mezzi meccanici di Nino PIPITONE e Giuseppe DI MAGGIO, figlio di Lorenzo DI MAGGIO di Torretta.     Puccio e Ferrarello per i suddetti lavori si erano messi a posto con la famiglia mafiosa di TorrettA

·         CALLIOPE ACCATASTAMENTO APPARTAMENTI CRISCI FRANCESCO

·         CALLIOPE S.R.L. RAPISARDA ALAMIA FRANCESCO PAOLO 1933  SENTENZA 2013 DELL'UTRI SENTENZA 1352 RAPISARDA CIANCIMINO CALLIOPE SRL LOPEZ DARIO  IMMOBILIARE INIM SOFIM Nel 1980 Antonio Maiorana era stato in società con Francesco Paolo Alamia. I due avevano costituito la Progea S.C.R.L., impresa edile. Alamia, proprietaria anche del residence “Baia dei sette emiri” di Cefalù. Ed ancora Alamia era pure presente nella Calliope srl, la società che stava costruendo alcune villette a Isola delle Femmine. dieci giorni prima della scomparsa DI ANTONIO E STEFANO MAIORANA, Alamia FRANCESCO PAOLO  e la famiglia Bandiera, proprietaria del terreno, avevano firmato la cessione delle quote della Calliope a Karina Andrè, ex compagna di Maiorana padre.Dario Lopez   ne deteneva già il 50%, ALAMIA FRANCESCO PAOLO 1933 è stato anche assessore comunale a Palermo, era tra i soci della immobiliare Inim insieme a Filippo Alberto Rapisarda.  Pietro Cinà, 16 APRILE 1964  TITOLARE DI UNA IMPRESA DI IMPIANTI ELETTRICI, DITTA IMPOSTA ALLA CALLIOPE DAI LO PICCOLO. CINA’ PIETRO CHE SI firmava Alfa, scriveva al capomafia per incassare un credito di 74 mila euro per i lavori fatti nel cantiere di Isola DELLE FEMMINE. ARRESTATO NELL’MBITO DELL’OPERAZIONE ADDIO PIZZO 5. ANTONIO MAIORANA AMMINISTRATORE UNICO SINO AL 2004 DELLA Me SVIL MDITERRANEO SVILUPPO SRL  NUMERO REA PA 152058 INIZIO ATTIVITA 15 02 1989 DATA ISCRIZIONE 7 NOVEMBRE 1989 ISCRIZIONE REGISTRO DELLE IMPRESE 19 FEBBRAIO 1996 MAIORANA ANTONIO STAVA lavorando ad un progetto per un villaggio turistico a Selinunte. Per risolvere alcuni problemi burocratici, aveva cercato agganci con l'amministrazione comunale di Castelvetrano, con un deputato regionale della zona e pure con Giuseppe Grigoli, uomo Despar in Sicilia occidentale, braccio economico di Matteo Messina Denaro.

·         CALLIOPE ATTO ISPETTIVO ENTI LOCALI REGIONE SICILIA TURANO CALLIOPE SICAR

·         CALLIOPE ALAMIA FRANCESCO BORSELLINO ULTIMA INTERIVISTA RAPISARDA ALAMIA IMMOBILIARE INIM SOFIM VENCHI UNICA BERLUSCONI MANGANO CALLIOPE LOPEZ BANDIERA LO CICERO   MARIA ANTONIA BANDIERA ROSANNA MZAIORANA ANTOINIO MAIORANA STEFANO PROGEA  GECOS VIS COSTRUZIONI GIAVANNA ALAMIA  IMMOBILIARE MILLE  GIADA RONDELLA CRISTINA MUSUMECI


·         C.A.M. di AIELLO VINCENZO  1934 14 febbraio    20 dicembre 1998 VIA DELLE INDUSTRIE 9 03702830823 TITOLARE HOTEL EUFEMIA CANEPA SALVATORE 1943 21 NOVEMBRE PRESIDENTE DELLA SAMANTA COSTRUZIONE MANNINO GIUSEPPE COMPONENTE COMMISSIONE EDILIZIA

·         Canepa SALVATORE 1943 21 NOVEMBRE VIA ROSOLINO PILO 7 COMPONENTE COMMISSIONE EDILIZIA PRESIDENTE SAMANTA COSTRUZIONI BRUNO GIOVANNI SUOCERO DEL DR ALIBANI CLAUDIO

·         CANEPA SALVATORE 1943 21 NOVEMBRE VIA ROSOLINO PILO 7  SAMANTA COSTRUZIONI 

·         CARDINALE ORAZIO 1946 26 LUGLIO PROFESSORE  VIA FALCONE 84 SUCCESSORE DI SIINO FRANCESCO 1945 18 GIUGNO DECEDUTO 30 MARZO 2017 CATASTO FOGLIO DI MAPPA 1 PARTICELLA 326 E 326 BIS   TITOLARE ORIGINARIO SIINO PAOLO 12 FEBBRAIO 1902 DECEDUTO 9 GENNAIO 2001

·         COMMISSIONE EDILIZIA 1990: ALBERT GIOVANNI BURGIO SALVATORE 11 MARZO 1929 PUCCIO GIUSEPPE 27 GENNAIO 1947 MANGIARDI ING ENRICO 28 AGOSTO 1936 CANEPA SALVATORE 21 NOVEMBRE 1943 BRUNO PIETRO 18 NOVEMBRE 1946 PUCCIO ORAZIO 23 OTTOBRE 1947 GIUNTA DI MAGGIO E BOLOGNA 

·         COMMISSIONE EDILIZIA 1989 1992 : RAPPA INGEGNERE ROCCO 1 GENNAIO 1961  DI MAGGIO VINCENZO 1939 30 OTTOBRE 

·         CROCE ANTONIO 1 settembre 1960 al comune di isola dal luglio 1983 CROCE ANTONIO 1960 VIALE ITALIA 9 

·         CROCE FRANCESCO PAOLO 1936 6 FEBBRAIO MORTO  1993 30 SETTEMBRE MARITO DI MANNINO CONCETTA 1946 FIGLIA DI GIUSEPPE MANNINO  SOCIO NELLA SOCIETA’ C.A.M. ACRONIMO DI CROCE ALTADONNA MANNINO

·         CROCE GIUSEPPE 1904 28 AGOSTO  9 APRILE 1985  .  

·         Conigliaro Giulio   edificazione realizzata dalla CO.MAT s.r.l. in Capaci per conto di una società cooperativa tra il 2002 ed il 2005, realizzato un complesso di 45 alloggi a Capaci, in Via Tazio Nuvolari, per conto della cooperativa edilizia “Stratos”  Per quanto riguarda il cantiere di Capaci, poco dopo l‟inizio di lavori, ancora una volta, è stato avvicinato,   da Enzo PIPITONE,   che abita in una villa ubicata sulla strada statale, appena fuori il paese di Villagrazia.   Periodicamente, ma senza una scadenza fissa, consegnava sempre a Enzo PIPITONE in totale circa 20.000/25.000 euro, nel corso della durata del cantiere, tra il 2002 ed il 2005


·         D’AGOSTINO BENEDETTO AMICO DI VINCENZO ENEA UCCISO  SOTTO CASA A PARTANNA 13 MAGGIO 1982 DA SALVATORE LO PICCOLO E DA FRANCESCO BRUNO 1951  

·         D’ARRIGO INGEGNERE DOMENICO ISCRITTO ALBO INGEGNERI    di Palermo, dal giugno del 1997, unico ingegnere iscritto a nome D‘ARRIGO   Domenico, nato a Palermo il 14.12.1970 e residente in Borgetto, titolare di un‘attività commerciale di piccolo imprenditore con sede legale in Borgetto (PA) in via C. Colombo nr. 12, per la realizzazioni di edifici e costruzioni di opere di pubblica utilità per il trasporto di fluidi. D‘ARRIGO Domenico è figlio di D‘ARRIGO Leonardo, nato a Palermo il 06.03.1930, condannato con sentenza irrevocabile per il delitto di estorsione aggravata dal metodo mafioso, oltre che per detenzione di armi.  LA ditta ―C. & C. Costruzioni srl è stata confiscata, con decreto 28/07 – nr. 45/06, emesso dalla Corte di Appello di Catania – Sezione Misure di prevenzione- il 24.01.2007 e divenuto irrevocabile il 23.10.2007.

·         DI MAGGIO VINCENZO 1939 30 OTTOBRE SINDACO VIA.LUNGOMARE EUFEMIO 4

·         EDIL C.P. 2012 13 LUGLIO USTICANO DECADENZA N 12 DELLA LICENZA EDILIZIA N 1  20 1 2010  PARTICELLE 23 81 2382 ZONA B2 PRG D.A. 83 14 05 83 PRG ADOTTATO C.C. 3 1 AGOSTO 2007 EDIL C.P. CONOGLIO EMANUELE LUCIDO ERASMO LUCIDO ANTONINO LUCIDO MICHELE LUCIDO NAZZARENA  C.E n.01-2010 EDIL C.P. PUGLISI BALDASSARE 7 SETTEMBRE 1987 ARRESTATO NELL’OPERAZIONE ADDIO PIZZO 5  CRISCI GEOMETRA FRANCESCO 12 GIUGNO 1969 CONDANNATO IN 1 E2 GRADO E IN CASSAZOIONE ABUSIVISMO EDILIZIO  EX CONSIGLIERE COMUNALE EX ASSESSORE LAVORI PUBBLICI ADDIO PIZZO 5 BRUNO PIETRO LUCIDO ANTONINO CONIGLIO EMANUELE  LUCIDO CATERNINA MAMMA DEL GEOLOGO MICHELE EX CONSIGLIERE LUCIDO ANNA MAMMA DI TOTY LUCIDO CONSIGLIERE COMUNALE DURANTE LA GIUNTA SCIOLTA PER MAFIA NEL 2012  LUCIDO PIETRO EX CONSIGLIERE NELLA NUOVA ISOLA LUCIDO GAETANO IL GENERALE DELL’ESECITO SUOCERO DEL DR AVOLA E PADRE DELLA ROSY LUCIDO TUTTI I LUCIDI SONO PARENTI DEL SINDACO STEFANO BOLOGNA DA PARTE DELLA MADRE LUCIDO ROSA 28 GENNAIO 1936  LUCIDO MICHELE 3 APRILE 1937 MARITO DI CARDINALE RITA BARTOLA 6 GENNAIO 1943   LUCIDO ANTONINO 24 OTTOBRE 39 PROGETTISTA LOTTIZZAZIONE LO BIANCO LOTTIZZAZIONE LA PALOMA LA MOGLIE DI LUCIDO ANTONINO GIAMBONA GIUSEPPA 25 GENNAIO 1949 . PUGLISI Francesco, nato a Torretta (Pa) il 03.05.1966

·         EDIL ROMEO SNC DI PAGANO E CUTINO PIETRO 14 APRILE 1942

·         ENEA VINCENZO 20 GENNAIO 1935 AMMAZZATO 8 GIUGNO 1982 ALLE ORE 7,30 IN VIA PALERMO ALL’INGRESSO DEL VILLAGE BUNGALOW DI FROINTE AL DEPOSITO LIQUIGAS

·         FAVATA' NICOLA 1953 VIA BERNINI GIAN LORENZO 15 

·         GIAMBONA PIETRO ORAZIO 1941 7 FEBBRAIO MORTO 2010 22 NOVEMBRE FIGLIO DI GIAMBONA AMEDEO 2 GENNAIO 1908 MORTO 27 GENNAIO 1983 PASTIFICIO CAMPING LA PLAYA

·         GRAN CAFFE’ DI BRUNO GIUSEPPE 11 AGOSTO 76 NIPOTE DI BRUNO PITERO 1946 ADDIO PIZZO 5 OPERAZIONE SAN LORENZO 1 E 2 E FIGLIO DI BRUNO FRANCESCO  GRAN CAFFE’ PIANO LEVANTE 6 E 7 AUTORIZZAZIONE SUOLO PUBBLICO 5330/CC 17 02  2008 SINDACO PORTOBELLO BRUNO GIUSEPPE COGNATO DI CUTINO MARCELLO 19 OTTOBRE 1967 ASSESSORE E CONSIGLIERE CON SINDACO BOLOGNA E SINDACO PORTOBELLO ORINANZA DI RIPRISTINO DELLO STATO DEI LUOGHI 21 OTTOBRE 2009 SINDACO PORTOBELO GASPARE D’ARPA ARCH SANDRO RESPèONSABILE 3 SETTORE RESPONSABILE 3 SERVIZIO ARCH ALBERT GIOVANNI

·         IMMOBILIARE SICANIA BRUNO FRANCESCO 1951 27 GENNAIO LA MAMMA ALIMENA PROVVIDENZA IL PAPA’ BRUNO ANTONINO OMICIDIO A CARINI DI STEFANO GALLINA 1 OTTOBRE 1981 PROCESSO  2289/82 ABATE ; 1982 8 GIUGNO OICIDIO DI VINENZO ENEA

·         IMPASTATO  Giacomo  , assassinato a Isola delle Femmine il 15.01.82. Era nipote acquisito di Gaetano BADALAMENTI, avendone sposato appunto una nipote (Agata BADALAMENTI), nonché cugino di Peppino IMPASTATO. Lavorava nello stesso negozio di piastrelle e ceramiche gestito da uno dei figli di Gaetano BADALAMENTI e sito a Palermo, in via Leonardo da Vinci. Quanto alle (ulteriori) informazioni in possesso dei pentiti, MUTOLO rammenta, sempre sulla scorta delle confidenze di uomini d’onore che con la famiglia di Cinisi avevano avuto stretti rapporti, che “quel ragazzo apparteneva ad una famiglia buona, e cioè vicina alla mafia, anche se non so precisare chi in particolare degli IMPASTATO fosse uomo d’onore

·         LO CICERO GIOVANNI FRATELLO I LO CICERO SALVATORE DI SAN LORENZO DENUNCIA DI SCOMPARSA 30 AGOSTO 1984 CERCATI INVANAMENTE DA PIETRO ENEA PER INFORMAZIONI SULL’OMICIDIO DEL PADRE VINCENZO ENEA A ISOLA DELLE FEMMINE 8 GIUGNO 1982

·         MANNINO ANGELO 1950 VIA GARIBALDI 37 CONSIGLIERE COIN DI MAGGIO VINCENZO CONSIGLIERE CON ISOLA DEMOCRATICA DI STEFANO BOLOGNA AMMINISTRATORE UNICO ASSESSORE DAL 2014 CON LA SINDACATURA DI STEFANO BOLOGNA FIGLIO DI MANNINO  TOMMASO

·         Mannino Giuseppe   8 febbraio 1932 20 dicembre 2008 (PINO) SINDACO, VICESINDACO DI MAGGIO, BOLOGNA, PADRE DI MANNINO TOMMASO 1930 28 GENNAIO (VIA SIINO FOGLIO 1 PARTICELLE 140 241 1201) PADRE di MANNINO ANGELO ASSESSORE GIUNTA BOLOGNA 2014 

·         MANNINO GIUSEPPE 08 02 32      20 12   2008 E VINCENZO DI MAGGIO 1939 30 OTTOBRE COSTUITO UNA FINANZIARIA A PALERMO PROBABILMENTE PER COSTRUIRE UN COMPLESSO RESIDENZIALE IN VIA DEL GAROFANO ACCANTO ALLA SIRENETTA E AL SARACEN CON UN ALTRO IMPRENDITORE SIRCHIA (MORTO) COMPLESSO POI COSTRUITO FORSE NELLA SOCIETA VI ERA ANCHE ALTADONNA

·         Micali MARIA Letizia 12 novembre 1961 dipendente COMUNE CARINI ELETTA CONSIGLIERA COMUNALE CON LA NUOVA ISOLA DI STEFANO BOLOGNA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COUMNALE COGNATA DEL SINDACO STEFANO BOLOGNA MOGLIE DEL MAGGIORE ANTONIO CROCE COMANDANTE DELLA POLIZIA MUNICIPALE RESPONSABILE DEL SETTORE RAGIONERIA VICE SEGRETARIO COMUNALE RESPONSABILE DEI DATI DIPENDENTE DEL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE SIN DAL 1983 E’ STATO RESPONSABILE SETTORE AMBIENTE HA INVENTATO L’ISOLA ECOLOGICA ADDOSSATA A CIVILI ABITAZIONI IL PROGETTO E’ STATO FINANZIATO DALLA COMUNITA’ EUROPEA

·         MOMA BEACH a Isola delle FEMMINE VIA Amerigo Vespucci OPERA L‘esercizio commerciale   MOMA Beach. avente oggetto sociale la somministrazione di alimentie bevande. IL LOCALE ha avviato l‘attività il 12.5.2006. In data 28.3.2008 l’attività era ceduta dal socio accomandatario MOSCA Valentina alla SOCIETÀ.RO.MA DRINCK S.R.L. il cui amministratore Unico è MOSCA Massimiliano, nato a Palermo il 20.9.1971 e residente ad Isola delle Femmine, fratello della predetta Valentina.  

·         Pagano COSIMO 1940 5 dicembre 1940 giunta CON DI MAGGIO  

·         P.R.G. ISOLA DELLE FEMMINE 2016 30 DICEMBRE DETERMINA 9 GERLANDO MALLIA INCARICO NUOVO PRG CANGEMI GIUSEPPE 1946 RESTITUITI CC 33 1 AGOSTO 2007

·         P.R.G. ISOLA DELLE FEMMINE 2017 30 DICEMBRE INTEGRAZIONE 2016 30 DICEMBRE DETERMINA 9 GERLANDO MALLIA INCARICO NUOVO PRG CANGEMI GIUSEPPE 1946 RESTITUITI CC 33 1 AGOSTO 2007

·         P.R.G. ISOLA DELLE FEMMINE 2017 30 DICEMBRE DETERMINA 660 MALLIA INCARICO GIUSEPPA POLLINA 2017 30 12 INTEGR  2016 30  12  DETERMINA 9 GERLANDO MALLIA

·         PRIVITERA SALVATORE PELLERITO GIUSEPPE ALBERT GIOVANNI GIANPORCARO (COGNATO DEL DR. BURGIO) ELEZIONI COMUNALI 1978 LISTA PCI  3 LISTE UNA D.C. UNA CIVICA DI MAGGIO UNA PCI   RISULTATI DI MGGIO SINDACO LA LISTA PCI 3 CONSIGLIERI ALBERT PRIVITERA GIANPORCARO SEZIONE DEL PCI IN PIAZZA

·         Puccio Giuseppe, nato a Palermo il 3 settembre 1963; il Puccio Matteo, nato a Palermo il 29.6.1938, VIA Alla Falconara nr. 102 l‘Architetto PUCCIO    Giuseppe di Matteo Pietro e SGROI Genoveffa, nato a Palermo il 03.09.1969, residente a Palermo in Via Alla Falconara Nr.102, iscritto all‘Albo degli Architetti della provincia di Palermo al nr. 3524. Ll‘architetto PUCCIO Giuseppe, risulta essere Amministratore Delegato della ditta ―ALMEIDA S.p.A. con sede a Palermo in questo Viale della Regione Siciliana N.O. nr. 751. Ragione sociale della ditta è la realizzazione di lavori edili, industriali ed altri connessi.

·         RAPPA COSIMO 1955 8 GENNAIO MORTO 16 FEBBRAIO 1995 CIMITERO CAPACI UTC SANATORIE LEGGE 26

·         RAPPA ING ROCCO 1961 1 GENNAIO ASSESSORE LAVORI PUBBLICI CON BOLOGNA STEFANO SINDACO 28 OTTOBRE 1960 FATTO DIMETTERE PER INFILTRAZIONI MAFIOSE COGNATO DI BRUNO PIETRO 18 NOVEMBRE 1946 ARRESTO OPERAZIONE SAN LORENZO OPERAZIONE ADDIO PIZZO 5 RAPPA INGEGNERE ROCCO PROGETTISTA DI BELLIS ERNESTA VIALE DEI SARACENI ACCANTO AL SIINO ANTONIO SUOCERO DI FANALE 

·         SA.BA. CALLIOPE NUOVA EDILIA MAIORANA BANDIERA LOPEZ LO CICERO ALAMIA BOLOGNA USTICANO PORTOBELLO MONICA GIAMBRUNOD’ARPA SEQUESTRO CANTIERE BOLOGNA COMMISSARIO AD ACTA MEGNA MANLIO ATTO ISPETTIVO REGIONE DR TURANO SOCIETA’ PROCECO ALLA FOCE DEL BELICE (MAIORANA OTTENUTO UN FINANZIAMENTO)  CONTARINI SPARIZIONE DEI MAIORANA PULIZZI LO PICCOLO PIETRO CINA’

·         SAMANTA COSTRUZIONI PRESIDENTE CANEPA SALVATORE 1943 MANNINO TOMMASO FIGLIO DI MANNINO GIUSEPPE 1932 BRUNO GIOVANNI 1931 SOCIO B.B.P. SNC DI POMIERO GIUSEPPE 1937 CON BRUNO PIETRO 1946 ARRESTO OPERAZIONE SAN LORENZO OPERAZIONE ADDIO PIZZO 5

·         SAMANTA COSTRUZIONI DI CANEPA E DI MANNINO TOMMASO FIGLIO DI MANNINO GIUSEPPE 1932 LICENZE EDILIZIE ILLEGITTIME  52/88 54/81 53/80 68/82 

·         SANSONE GAETANO 1941 MOGLIE MATANO CONCETTA FRATELLO PINO SANSONE 1946 SA.MA. COSTRUZIONI (acronimo) SANSONE GAETANO MATANO CONCETTA uffici del Sansone ubicati nel condominio di via Cimabue n. 41 PA casa in via Asmara 9. villino a 300 metri dalla chiesa ed abitazione in località Aquino altro luogo di pertinenza di Giuseppe detto Pino SANSONE LO stabile sito in via Bernini dove risiedevano gli uffici di alcune sue società, che era situato A CIRCA 200/300/400 metri più avanti, sulla  sinistra, rispetto al complesso che solo in seguito verrà localizzato ai nn. 52/54 di via Bernini. diversi organismi societari, tra i quali la SICOR, l’AGRISAN, la ICOM, l’Edilizia Sansone tutti aventi sede in via Cimabue n. 41, e la SICOS con sede a via Bernini n. 129  

·         scavuzzo pietro operazione petrof

·         SIALMA COSTRUZIONI SOCIO MANNINO GIUSEPPE 1932 SIRCHIA LAURETTO 28 APRILE 1938 ALTADONNA

·         SIALMA acronimo SIRCHIA ALTADONNA MANNINO GIUSEPPE
SIALMA DI SIRCHIA 1938 ALTADONNA MANNINO GIUSEPPE 1932 LICENZA EDILIZIA 27/89  25 SETTEMBRE 1989  ILLEGITTIMA 

·         SICILEAS S.P.A. 00114090822

·         SIRCHIA LAURETTO 28 APRILE  1938 MORTO  SOCIO SIALMA costruzioni  SIRCHIA ALTADONNA SEBASTIANO MANNINO GIUSEPPE Costruiscono in anni 80 in VIA MONTELEONE A ISOLA Possibili licenze edilizie 53/80 54/81 68/82 52/88  27/89 27/89 ALLA SIALMA COSTRUZIONI CANEPA SALVATORE  21 NOVEMBRE 1943 COMPONENTE DELLA COMMISSIONE EDILIZIA  E IN QUALITA DI PRESIDENTE DELLA SAMANTA COSTRUZIONI POTREBBE AVER FAVORITO MANNINO TOMMASO, SOCIO DELLA SAMANTA COSTRUZIONI  FIGLIO DI GIUSEPPE E PADRE DI MANNINO ANGELO "DI MAGGIANO" 1950 12 MARZO  ASSESSORE GIUNTA BOLOGNA 2014 

·         SOCIETA’ OLIMPO COSTRUZIONI SRL ARENA CARMELO 8 AGOSTO 1961 AMMINISTRATORE UNICO PROCURATORE DI SPANO’ SALVATORE MARIA 15 MAGGIO 1950  LICENZA EDILIZIA 11 17 MAGGIO 2016 PARTICELLA 2384 FOGLIO 1

·         VASSALLO BILLECI BRUNO POMIERO BADALAMENTI MADONIA COPACABANA B.B.P. MORGANTINA SAZOI

·         ZANGHI CORLEONE CUGINO DI CIANCIMINO COSTITUZIONE PARTE CIVILE CONTRO MATTEO MESSINA DENARO AVV FAUSTO AMATO E IL GIOVANE PD DI  MICELI  FINANZIERE SERRA FONDO ALGEBRIS RENZI  ALBERGHI PER CONTO DI GIOTTI LEOLUCA ORLANDO PERMETTE LA PENETRAZIONE  GIAMBATTISTA LO PICCOLO LO PICCOLO SEGRETARIO COMUNE ISOLA SOCIETÀ:A.M.A. AIELLO VINCENZO (HOTEL EUFEMIA) MANNINO GIUSEPPE ALTADONNA SEBASTIANO COSTITUITA 1980 SI TRASFERISCE LA SEDE DELLA SOCIETÀ  A TRAPANI  220808x   28 04 38

·         LA DUCA ANTONINO, GIAMBRUNO MONICA, D’ARPA SANDRO, IMPASTATO GIOVANN, BOLOGNA STEFANO, POMIERO, PORTOBELLO, B.B.P., COPACABANA, GRAN BAR, BRUNO GIUSEPPE, MAFIAÌ, ADDIO pizzo 5 ,


aggiornata al 16 dicembre ore 03 

SANSONE GAETANO,,SCAVUZZO PIETRO,CIANCIMINO,ZANGHI VINCENZO,BUSCETTA  ,D'ARRIGO,BORGETTO,PIPITONE,MANNOIA MARINO FRANCESCO,MICALIZZI,MUTOLO,ENEA VINCENZO,BRUNO FRANCESCO,GALLINA STEFANO,CALDERONE,