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Tuesday, April 19, 2016

Italcementi, pressing del governo su Heidelberg e sui Pesenti

FINANZA

Italcementi, pressing del governo su Heidelberg e sui Pesenti

DUE DIPENDENTI SU TRE DELLA SEDE STORICA DI BERGAMO SARANNO LICENZIATI, SI PARLA DI UN PIANO DI 415 TAGLI SU CIRCA 650 ADDETTI. LA SOCIETÀ ACQUIRENTE NON HA INCONTRATO IL MINISTRO, AI VECCHI PROPRIETARI SI CHIEDONO INVESTIMENTI

Milano I talcementi è per Bergamo quello che la Fiat è per Torino. Ma se il cuore del colosso del cemento tricolore nato alle porte della città nel 1864 sta per essere smantellato pezzo a pezzo, l’Italia dovrà consolarsi con l’i.Lab del Kilometro Rosso, la sede tecnologica dove Heidelberg Cement, che si appresta a rilevare il controllo di Italcementi in mano ai Pesenti, manterrà i laboratori di ricerca sui nuovi materiali da costruzione come il cemento che assorbe lo smog. Pur non avendo ancora rilevato il controllo di Italcementi, i futuri proprietari hanno già fatto sapere che l’organico degli stabilimenti italiani presenterebbe circa 250 esuberi a partire da settembre 2017 (già concordati), e che il centro direzionale di Italcementi a Bergamo verrà eliminato. Morale: oltre due dipendenti su tre della sede storica saranno licenziati, si parla di un piano di 415 tagli su circa 650 dipendenti dislocati su tutta Bergamo. E così la cifra totale dei tagli sarebbe pari a 665 persone, che rappresentano circa un quarto dell’organico del gruppo a livello nazionale (2.500 dipendenti). «E’ per noi importante preservare la forza di Italcementi e le competenze professionali che ne hanno assicurato il successo in Italia e all’estero - ha dichiarato Bernd Scheifele, Ceo di Heidelberg Cement presentando il piano di esuberi - sono certo che riusciremo a raggiungere l’obiettivo dei 400 milioni di euro di sinergie, riportando alla redditività Italcementi
attraverso miglioramenti della struttura operativa, snellimento organizzativo e sfruttando i vantaggi della nuova entità complessiva». Il fatto è che anche prima dell’arrivo di Heidelberg, Italcementi era reduce da anni di tagli e ristrutturazioni, legate anche alla difficile congiuntura, che poi ha portato tutto il settore dei materiali da costruzioni a consolidarsi. Fatto sta che Heidelberg Cement aveva fissato un incontro con le autorità, che secondo fonti vicine al gruppo è stato lasciato cadere nel vuoto dopo le dimissioni del ministro Guidi, mentre secondo fonti governative è stato semplicemente disdetto dai tedeschi. Quindi, ancora prima che si apra una trattativa formale presso il Mise, Heidelberg si è offerta di proporre a una parte degli esuberi di Bergamo, vale a dire 170 persone su 415, una nuova collocazione all’estero nelle posizioni vacanti all’interno del gruppo. Tuttavia le organizzazioni sindacali trovano questa soluzione impervia, dato che salvo importanti incentivi e alcuni casi specifici, pare difficile sradicare 170 famiglie e sparpagliarle nelle varie sedi europee del colosso tedesco. La famiglia Pesenti, che attraverso la Italmobiliare s’appresta a incassare un assegno da circa 800 milioni, si sarebbe mossa per le vie ufficiose (dato che resterà socia al 5% di Heidelberg), annunciando per quelle ufficiali che reinvestirà parte del ricavato della vendita di Italcementi nel territorio. Peraltro, per effetto dell’Opa e della fine degli incarichi operativi in Italcementi, nel 2015 l’ad Carlo Pesenti ha percepito tra bonus e emolumenti 10,4 milioni e il padre e presidente Giampiero Pesenti 5,3 milioni. «Il piano presentato da Heidelberg Cement va cambiato, per ridurre l’impatto sociale e salvaguardare il patrimonio di ricerca e competenze di Italcementi – spiega Antonio Misiani, deputato del Pd - quanto ai Pesenti, hanno promesso di reinvestire sul territorio parte dei proventi: è tempo di passare dalle parole ai fatti. Il “prendi i soldi e scappa” non è mai accettabile, lo è ancor meno da chi ha sempre predicato la responsabilità sociale dell’impresa». Ma i Pesenti i soldi non li hanno ancora presi, dato che in attesa del via libera dell’antitrust Ue e Usa all’operazione, Heidelberg Cement ha fatto sapere che conta di perfezionare l’acquisto del 45% di Italcementi annunciato la scorsa estate entro fine luglio. Così l’offerta pubblica di 10,6 euro per ogni Italcementi sul mercato, dovrebbe essere lanciata tra agosto e settembre, e a quel punto anche il titolo saluterà Piazza Affari. Intanto ai piani alti di Italmobiliare, la famiglia Pesenti avrebbe dato mandato ai consulenti di McKinsey di elaborare un piano su come e dove reinvestire l’ingente liquidità della holding. Circa il 40% del valore delle attività di Italmobiliare (2,08 miliardi a fine 2015), sarebbe infatti rappresentato dalla cassa che la società si appresta a ricevere dai tedeschi. E anche tenendo conto che la capogruppo rileverà da Italcementi BravoSolution e l’energia di Italgen (valutate insieme 241 milioni), Italmobiliare si troverà ad avere importanti risorse che bisogna capire se saranno reinvestite in nuove attività industriali oppure in asset finanziari. 1 2 Qui sopra, Giampiero Pesenti (1) presindente di di Italcementi e Bernd Scheifele (2) numero uno di Heidelberg Cement A destra, un’immagine del Kilometro Rosso a Bergamo. Qui sopra, l’andamento del titolo Italmobiliare a confronto con l’andamento del Ftse Mib

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