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Monday, April 11, 2016

Albo Pretorio: nessuna firma elettronica negli atti pubblicati

Albo Pretorio: nessuna firma elettronica negli atti pubblicati



Riceviamo e pubblichiamo uno dei tanti articoli trasmessi alla redazione di lentepubblica.it a seguito dell’articolo pubblicato l’1 aprile u.s. dal titolo “Albo Pretorio, la Funzione Pubblica bacchetta i Comuni: il caso Augusta”.


Gentile direttore, a seguito della pubblicazione dell’articolo sul caso del Comune di Augusta, relativamente all’obbligo della pubblicazione degli atti con firma digitale, è bene evidenziare l’abbaglio preso da chi ha inviato la nota al Segretario Comunale dello stesso comune.

E’ evidente che il parere di chi ha inviato la nota non tenga conto né della funzione dell’Albo Pretorio, né delle norme dell’accesso agli atti in base alla L. 241/90.

Andiamo per ordine, partendo dalla funzione dell’Albo Pretorio che è quella di pubblicità degli atti e non di erogazione di atti originali. Infatti è corretto quanto riportato e citato con la legge del 18 giugno 2009 n. 69, all’art 32 ha disposto che: “a far data dal 1º gennaio 2010 gli obblighi di pubblicazione di atti e provvedimenti amministrativi aventi effetto di pubblicità legale si intendono assolti con la pubblicazione sui propri siti informatici da parte delle amministrazioni e degli enti pubblici obbligati” ma stiamo parlando appunto di pubblicità degli atti.

Invece è completamente falso a nostro parere quanto affermato dalla nota della Funzione Pubblica tanto che il D.Lgs. n. 33/2013 che non dice da nessuna parte che i dati debbano essere “inseriti sul web in formato non modificabile da terzi e sottoscritti con firma elettronica qualificata o firma digitale”, ma dice anzi secondo l’art. 7, che i dati pubblicati, debbano essere in formato di tipo aperto ai sensi dell’articolo 68 del Codice dell’amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e sono riutilizzabili ai sensi del decreto legislativo 24 gennaio 2006, n. 36, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, senza ulteriori restrizioni diverse dall’obbligo di citare la fonte e di rispettarne l’integrità.



Cosa si intende per formato di tipo aperto secondo l’art. 68 del Codice dell’Amministrazione digitale?

“3. Agli effetti del presente decreto legislativo si intende per:
  1. Formato dei dati di tipo aperto, un formato di dati reso pubblico, documentato esaustivamente e neutro rispetto agli strumenti tecnologici necessari per la fruizione dei dati stessi”.
 Cosa significa che sono riutilizzabili ai sensi del D.Lgs. 24.01.2006 n. 36?

Art. 5. Richiesta di riutilizzo di documenti
  1. Il titolare del dato predispone le licenze standard per il riutilizzo e le rende disponibili, ove possibile in forma elettronica, sui propri siti istituzionali.
  2. I soggetti che intendono riutilizzare dati delle pubbliche amministrazioni o degli organismi di diritto pubblico presentano apposita richiesta secondo le modalità stabilite dal titolare del dato con proprio provvedimento.
  3. Il titolare del dato esamina le richieste e rende disponibili i documenti al richiedente, ove possibile in forma elettronica, entro il termine di trenta giorni, prorogabile di ulteriori trenta giorni nel caso in cui le richieste siano numerose o complesse. Il titolare del dato non ha l’obbligo di produrre o di continuare a produrre documenti al solo fine di permetterne il riutilizzo da parte di un soggetto privato o pubblico.
  4. I poteri e le facoltà connessi al riutilizzo spettano unicamente al titolare del dato.”

Ossia, il titolare del dato deve pubblicare in forma elettronica ma per riutilizzare i dati, bisogna farne richiesta.

Aggiungiamo che se gli atti fossero pubblicati sull’Albo Pretorio con firma elettronica qualificata o digitale, sarebbero degli originali già utilizzabili senza farne alcuna richiesta. Ricordiamo infatti che non esiste più il concetto di copia, su documenti firmati elettronicamente.

Quindi, già il D.Lgs. 33/2013 dice tutt’altro e questo va nettamente in contrasto con la nota emessa dalla Funzione Pubblica, ricordando peraltro che una nota sicuramente non ha forza di legge.

Ma ricordiamo anche che se gli atti fossero disponibili, per come dice la nota della Funzione Pubblica con firma elettronica, eluderemmo del tutto la Legge 241/90 che regolamenta l’accesso agli atti secondo l’art. 25 della stessa Legge.

Riprendendo infine la teoria che bisogna pubblicare con firma elettronica per evitare brutte sorprese, vogliamo sottolineare che il documento, anche se non è pubblicato all’Albo con firma elettronica, al momento del rilascio dello stesso, dopo richiesta di accesso agli atti, l’integrità e verificabile in quanto comunque l’atto originale depositato in Comune ha la firma elettronica qualificata o digitale da cui si può evincere la data della firma, il firmatario o i firmatari, nonché l’integrità del documento.

Consideriamo anche che questa garanzia deve esserci anche dopo che gli atti hanno finito il tempo di pubblicazione, quindi se così non fosse, il problema resterebbe per tutti gli atti e per tutti i richiedenti che non potrebbero controllarne l’integrità dopo i giorni di pubblicazione all’Albo Pretorio.

Concludiamo dicendo che a nostro parere, la nota della Funzione Pubblica non offre nessun supporto giuridico, anzi contrasta completamente con le norme che regolamentano la pubblicazione dell’Albo Pretorio e l’accesso agli atti della Pubblica Amministrazione. Pertanto suggeriamo agli Enti di evitare di pubblicare documenti firmati elettronicamente, proprio per non eludere le norme su menzionate



Ecco il testo integrale del succitato art. 32:

Legge 18 giugno 2009, n. 69

"Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile"

Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 140 del 19 giugno 2009 - Supplemento ordinario n. 95

....
Art. 32.
(Eliminazione degli sprechi relativi al mantenimento di documenti in forma cartacea)
1. A far data dal 1º gennaio 2010, gli obblighi di pubblicazione di atti e provvedimenti amministrativi aventi effetto di pubblicità legale si intendono assolti con la pubblicazione nei propri siti informatici da parte delle amministrazioni e degli enti pubblici obbligati.
2. Dalla stessa data del 1º gennaio 2010, al fine di promuovere il progressivo superamento della pubblicazione in forma cartacea, le amministrazioni e gli enti pubblici tenuti a pubblicare sulla stampa quotidiana atti e provvedimenti concernenti procedure ad evidenza pubblica o i propri bilanci, oltre all'adempimento di tale obbligo con le stesse modalità previste dalla legislazione vigente alla data di entrata in vigore della presente legge, ivi compreso il richiamo all'indirizzo elettronico, provvedono altresì alla pubblicazione nei siti informatici, secondo modalità stabilite con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti per le materie di propria competenza.
3. Gli adempimenti di cui ai commi 1 e 2 possono essere attuati mediante utilizzo di siti informatici di altre amministrazioni ed enti pubblici obbligati, ovvero di loro associazioni.
4. Al fine di garantire e di facilitare l'accesso alle pubblicazioni di cui ai commi 1 e 2 il CNIPA realizza e gestisce un portale di accesso ai siti di cui al medesimo comma 1.
5. A decorrere dal 1º gennaio 2010 e, nei casi di cui al comma 2, dal 1º gennaio 2013, le pubblicazioni effettuate in forma cartacea non hanno effetto di pubblicità legale, ferma restando la possibilità per le amministrazioni e gli enti pubblici, in via integrativa, di effettuare la pubblicità sui quotidiani a scopo di maggiore diffusione, nei limiti degli ordinari stanziamenti di bilancio.
6. Agli oneri derivanti dalla realizzazione delle attività di cui al presente articolo si provvede a valere sulle risorse finanziarie assegnate ai sensi dell'articolo 27 della legge 16 gennaio 2003, n. 3, e successive modificazioni, con decreto del Ministro per l'innovazione e le tecnologie 22 luglio 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 226 del 28 settembre 2005, al progetto «PC alle famiglie», non ancora impegnate alla data di entrata in vigore della presente legge.
7. È fatta salva la pubblicità nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea, nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e i relativi effetti giuridici, nonché nel sito informatico del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti di cui al decreto del Ministro dei lavori pubblici 6 aprile 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 100 del 2 maggio 2001, e nel sito informatico presso l'Osservatorio dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, prevista dal codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.
Consulta la versione integrale della Legge 18 giugno 2009 n.69



4. Criteri generali per la pubblicazione degli atti sull’Albo on line
1 Per facilitare l’individuazione di criteri generali chiari ed omogenei, di seguito viene riportata una lista di indicazioni operative che dettagliano alcuni aspetti del processo di pubblicazione: 

1. I documenti devono essere caricati in formato elettronico. 
2. I documenti devono essere pubblicati in un formato non modificabile da terzi per garantire l’immodificabilità degli atti. 
3. Tutti i documenti pubblicati devono essere firmati con firma elettronica qualificata o firma digitale, da parte del Responsabile del procedimento che ha generato l’atto o da parte del Responsabile del procedimento di pubblicazione secondo le modalità dettagliate nel seguito. 
4. Per i documenti resi disponibili in formato non compatibile con l’accessibilità, oppure che abbiano contenuti non conformi ai requisiti tecnici di accessibilità, devono essere forniti sommario e descrizione degli scopi dei documenti stessi in forma adatta ad essere fruita con le tecnologie compatibili con l’accessibilità e devono essere indicate in modo chiaro le modalità di accesso alle  informazioni equivalenti a quelle presentate nei documenti digitali non accessibili. 
5. I documenti devono restare in pubblicazione per tutto il periodo previsto dalla normativa di riferimento. Tale periodo di pubblicazione è assicurato dal Responsabile del procedimento di pubblicazione all’atto dell’inserimento dei documenti nell’albo online. 
6. La consultazione dei documenti deve sempre riportare all’utente, chiare e ben visibili: a. l’Ente che ha pubblicato l’atto; b. la data di pubblicazione; c. la data di scadenza; d. la descrizione (o oggetto); e. la lista degli allegati, consultabili, riferiti alla pratica. 
7. L’albo online deve prevedere dei meccanismi automatici per la pubblicazione e la rimozione/archiviazione degli atti, in base alle informazioni inserite dal responsabile del procedimento di pubblicazione all’atto del loro inserimento nell’albo online, cercando di ridurre al minimo la necessità di rielaborare i documenti in momenti successivi. 
8. E’ consigliabile prevedere un periodo standard di pubblicazione di 15 giorni che deve poter essere modificato dal Responsabile del procedimento di pubblicazione prolungandolo o riducendolo in base ai diversi riferimenti normativi cui è soggetto il documento in pubblicazione. 
9. Deve essere data possibilità, al Responsabile del procedimento di pubblicazione di autorizzare la pubblicazione di atti per conto di Enti esterni. In tal caso, l’ informazione deve essere riportata in modo chiaro e ben visibile nel dettaglio del documento in fase di consultazione da parte dell’utente. 
10. Tutti i documenti inseriti devono essere numerati in ordine cronologico in base alla data e l’ora di inserimento nell’albo proprio. Il numero progressivo, univoco per anno, deve essere generato in automatico dal sistema e deve essere immodificabile. 
11. Il Responsabile del procedimento di pubblicazione deve poter tenere e aggiornare in un qualsiasi momento il Repertorio delle pubblicazioni, contenente lo storico degli atti pubblicati, dal quale si evincono le notifiche di ogni atto pubblicato. 
12. I documenti che entrano nella fase di pubblicazione non devono essere più modificabili da nessun soggetto. Deve essere fatta salva la sola possibilità di annullamento del documento, che deve rimanere comunque in pubblicazione per il periodo indicato, ma deve riportare chiaramente e ben visibile la dicitura che è stato annullato dal Responsabile del procedimento di pubblicazione o dal Responsabile del procedimento che ha generato l’atto. I documenti annullati devono rimanere conteggiati nel Repertorio di pubblicazione con l’indicazione dello stato di documento annullato. 
13. Restano a carico dell’Ente tutte le operazioni necessarie a far si che gli atti pubblicati non violino alcun aspetto della normativa vigente in merito al trattamento dei dati personali, nel rispetto delle disposizioni del Codice in materia di dati personali (D. Lgs. 30 giugno 2003 , n. 196 e s.m.i.) e delle Linee guida del Garante per la protezione dei dati personali in materia di trattamento di dati personali contenuti in atti e documenti amministrativi effettuato da soggetti pubblici per finalità di pubblicazione e diffusione sul web – 2 marzo 2011. 

https://www.iccastellucchio.gov.it/files/file/legislazione/Linee_guida_Albo_online.pdf

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