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Saturday, April 23, 2016

Che ci fa Renzi al capezzale della Terra, lui che ha sposato la devastazione del territorio? Come può un toscano non eletto in Sicilia cambiare lo Statuto? Intervenga l’Ars






Che ci fa Renzi al capezzale della Terra, lui che ha sposato la devastazione del territorio?


Certo che ci vuole veramente una faccia di bronzo. Il nostro Presidente del Consiglio ha consentito ai petrolieri di prendersi il nostro mare che è stato riempito di trivelle. Le operazioni di ricerca di idrocarburi, anche in assenza di incidenti, provocano enormi danni alla fauna e alla flora marina. E poi se ne va a difendere il pianeta Terra. Che dire di un personaggio del genere?
Dobbiamo salvare il pianeta! Ormai  non c’è più tempo!  L’allarme è scattato, è cominciato il conto alla rovescia!
Salvare il pianeta? Ma di che stiamo parlando? Il pianeta si salverà sempre e comunque, è sopravvissuto a sconvolgimenti assai più  devastanti dell’aumento di qualche grado della  temperatura.
Si dice che la Terra ha la febbre. Una febbriciattola che sparirà non appena sparirà la causa e cioè l’umanità. Quando, e manca ormai poco, l’umanità si sarà estinta con le sue mani sporche di petrolio e inquinanti assortiti, la febbre del pianeta cesserà. E nel giro di 100 anni, la vita di nonna Gianna, ogni traccia dell’umanità sarà scomparsa dalla faccia del pianeta. E’ questa la verità che pochi dicono e forse sarebbe il caso di dirla tutti.
I grandi della terra, cioè i principali autori del disastro, sono al capezzale di Gea, la grande madre, “la terra che ci raccolse infanti e ci nutrìa” e che adesso è diventata la nostra nemica.
Quanta malafede tra i pochi puri! Sembra l’apologo dell’asino:
ad un asino moribondo si avvicinarono altri asini, e mentre alcuni gli praticavano la respirazione bocca a bocca, altri gli staccavano i ferri!
Tra i grandi ci sono anche gli imbucati, gli scoppati, sia per le dimensioni personali che rappresentative. Più che imbucati, sembrano proprio degli infiltrati.
Che ci fa Renzi al capezzale della Terra, quando ha sposato una politica di devastazione e sfruttamento integrale della “madre carissima”?
Ci vuole un fisico bestiale…
http://www.inuovivespri.it/2016/04/23/che-ci-fa-renzi-al-capezzale-della-terra-lui-che-ha-sposato-la-devastazione-del-territorio/#more-9157


Come può un toscano non eletto in Sicilia cambiare lo Statuto? Intervenga l’Ars


Signore e signori, il proconsole Baccei sta davvero esagerando. Trattative in solitaria, come se avesse ricevuto un mandato popolare. Urge un intervento dell’Ars, così come chiede Roberto Di Mauro per fermare questo tentativo di golpe istituzionale. Richiesta simile era arrivata da Sergio Tancredi (M5S)
Che direste se vi raccontassimo che uno straniero non eletto in Italia, ma semplicemente amico di qualche potente, volesse mettere mani sulla nostra Costituzione? La cosa, siamo certi, susciterebbe come minimo indignazione. Così come dovrebbe suscitarla la notizia secondo cui Alessandro Baccei, l’assessore regionale all’Economia, non eletto dai Siciliani (e manco dagli italiani) e pure toscano (è stato inviato qui dal Governo Renzi per fare digerire ai siciliani l’austerity alla greca) sarebbe intenzionato a mettere le mani sul nostro Statuto. Che, lo ricordiamo, è la nostra Costituzione ed ha valenza costituzionale in quanto parte della Costituzione italiana.
Ci sembra davvero troppo. Si vuole cambiare lo Statuto perché è sempre meglio che applicarlo? Si vuole cambiare lo Statuto così la Corte dei Conti siciliana la smetterà di dire che lo Stato continua a trattenere soldi che spetterebbero alla Sicilia? Qualunque sia la motivazione, a farlo dovrebbero essere non solo i Siciliani, ma i Siciliani eletti dai Siciliani.
La misura è davvero colma e prima ci renderemo conto del tentato golpe in corso e meglio sarà per tutti. L’Ars, qualche giorno fa, ha dimostrato di avere ancora un briciolo di dignità approvando la mozione con cui si chiede al Governo regionale di rivedere il famigerato accordo con lo Stato,firmato in gran segreto da Crocetta, con cui la Sicilia rinuncia a svariati miliardi di euro, nonostante la nostra regione sia in ginocchio. Una presa di posizione che, anche se tardiva, fa sperare che adesso si spinga oltre con una battaglia che miri a fermare il proconsole toscano Baccei dal mettere mani su quello che è il patrimonio costituzionale dei Siciliani. Va da sé che nessuno può fare affidamento su Crocetta che risponde al Pd nazionale, non ai Siciliani (come peraltro ha indirettamente ammesso, come potete leggere qui).
Intanto, a prendere posizione è Roberto Di Mauro (Mpa-Pds, firmatari della mozione di cui sopra): “Il voto di mercoledì a Sala d’Ercole impone al Governo regionale di adeperarsi perché lo Stato restituisca quei 5 miliardi di euro di cui il popolo siciliano è stato privato a causa dello scellerato accordo approvato dal Presidente Crocetta nel 2014 senza alcun coinvolgimento né della Giunta né tantomeno dell’ARS- dice a proposito della mozione approvata.
Quindi aggiunge:

“Leggo però oggi sulla stampa di solitarie trattative e possibili accordi sulla modifica dello Statuto regionale da parte dell’Assessore Baccei. Altro che rispetto del voto dell’ARS! A questo punto chiedo formalmente al Presidente Ardizzone di convocare con estrema urgenza l’Aula perché siano pubblicamente e formalmente discusso ed approfondito il contenuto, mantenendo quel giusto rapporto di dialogo con il Parlamento avviato con l’approvazione dell’odg n. 413 del 21 ottobre 2010. Chiedo inoltre che sia urgentemente convocato in Commissione Bilancio il Presidente della Commissione Paritetica Stato-Regione per porre fine alle gravi e clamorose violazioni istituzionali e procedurali che il Governo regionale sta compiendo nello svilire e depotenziare lo Statuto della regione siciliana e il ruolo del Parlamento”.

Una richiesta simile era arrivata anche da Sergio Tancredi (M5S): “Ho chiesto al presidente della commissione Statuto, Nino D’Asero. di convocare i componenti della commissione Paritetica per ascoltare cosa hanno elaborato negli ultimi due anni- dice il deputato del Movimento 5 Stelle. Che aggiunge: “Mi fa piacere che anche il collega Di Mauro faccia la stessa richiesta presso la Commissione Bilancio”.

Ars, approvata la mozione contro i furti ai Siciliani

Autonomia siciliana affossata da uno Stato mafioso e da banditi di passo e peracottari

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