CONTRO L'ARROGANZA DEL POTERE:

PER LA LEGALITA', PER LA PARTECIPAZIONE, PER LA TRASPARENZA. PER IL CONFRONTO,PER LA CONDIVISIONE, PER L'INCLUSIONE, PER LA SOLIDARIETA', PER LA PROGETTUALITA', PER LA REALIZZAZIONE, PER L'ACCOGLIENZA, PER IL RISPETTO








Friday, April 15, 2016

N. 00965/2016 REG.PROV.COLL N. 03947/2015 REG.RIC RICORSO AL TAR ACCESSO AGLI ATTI

N. 00965/2016 REG.PROV.COLL N. 03947/2015 REG.RIC RICORSO AL TAR ACCESSO AGLI ATTI 


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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia
(Sezione Prima)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 3947 del 2015, proposto da:
Salvatore Morici, rappresentato e difeso dall’avv. Vittorio Fiasconaro, con domicilio eletto presso lo studio del predetto difensore in Palermo, via Goethe n. 1; 
contro
il Comune di Santa Flavia, in persona del Sindaco pro tempore, non costituito in giudizio; 
per l'ottemperanza
della sentenza resa dal T.A.R. Sicilia, Sez. I, n. 2028/2015, depositata in data 31.07.2015.

Visti il ricorso e i relativi allegati;
Vista la memoria e la documentazione prodotte dalla difesa del ricorrente;
Visti tutti gli atti della causa;
Visti gli artt. 112 e ss. cod. proc. amm.;
Relatore il consigliere dott.ssa Maria Cappellano;
Udito alla camera di consiglio del giorno 7 aprile 2016 il difensore del ricorrente, come specificato nel verbale;
Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue.

FATTO e DIRITTO
A. – Con il ricorso in esame, notificato via pec il 14 dicembre 2015 e depositato il 29 dicembre, il Sig. Salvatore Morici ha chiesto l’esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza n. 2028/2015 resa da questo Tribunale, di accoglimento del ricorso in materia di accesso, con la quale è stato ordinato al Comune di Santa Flavia di consentire la visione e l’eventuale estrazione di copia degli atti ivi specificati; con condanna dell’ente locale al pagamento delle spese di giudizio (pari a € 500,00, oltre oneri accessori come per legge).
Parte ricorrente, la quale ha notificato la sentenza al Comune in data 06.10.2015, a fronte della perdurante inerzia, ha chiesto che venga ordinato all’ente locale di conformarsi alla suddetta decisione, di cui ha depositato in atti la relativa attestazione di passaggio in giudicato, consentendo l’accesso ai documenti; e che, per l’ipotesi di perdurante inottemperanza all’ordine di esibizione, venga nominato un Commissario ad acta e venga disposta la condanna di cui all’art. 114, co. 4, lett. e), cod. proc. amm.; vinte le spese.
B. – Il Comune di Santa Flavia non si è costituito.
C. – Con memoria depositata in vista dell’adunanza camerale parte ricorrente ha insistito nelle domande formulate con il ricorso, rendendo nota la perdurante mancata esecuzione della sentenza.
Quindi, alla camera di consiglio del giorno 7 aprile 2016, presente il difensore di parte ricorrente, il ricorso è stato posto in decisione.
D. – Il ricorso è fondato.
Osserva il Collegio che parte ricorrente ha ritualmente proposto il presente ricorso e che la sentenza n. 2028/2015 di questa Sezione – divenuta definitiva, come da attestazione della competente Segreteria del C.G.A., depositata in atti - risulta tutt’ora non eseguita dal Comune intimato, il quale sebbene evocato in giudizio tramite notifica all’indirizzo pec estratto dal registro PP.AA. (v. attestazione del difensore), non si è costituito in giudizio.
Deve anche rammentarsi che, con la citata sentenza, questa Sezione ha precisato che l’oggetto del giudizio era limitato all’accesso alla documentazione di cui al punto n. 2 della richiesta (documentazione relativa alla gara e ai lavori di rifacimento dell’impianto fognario); e che il Comune avrebbe dovuto consentire ”… l’accesso agli atti relativi alla gara in interesse, con esclusione – cui provvederà il Comune di Santa Flavia con appositi “omissis” – di eventuali parti contenenti dati afferenti la sfera personale di terzi, o afferenti gli interessi “professionale, finanziario, industriale e commerciale” della ditta e dei progettisti e/o direttore dei lavori interessati, ai sensi dell’art. 24, co. 6, lett. d), della l. n. 241/1990, da intendersi quale eventuale documentazione suscettibile di rivelare segreti tecnici e commerciali o di determinare pregiudizi.
Considerata la potenziale mole degli atti oggetto dell’istanza di accesso, il Comune dovrà preliminarmente consentire la sola visione degli atti richiesti e, successivamente, il rilascio delle copie, che il ricorrente dovrà specificamente indicare.
Non potranno, invece, essere oggetto né della visione né dell’accesso i seguenti documenti, eventualmente presenti nel carteggio dell’ente locale:
- documenti costituenti, secondo la prospettazione emersa nel corso della gara, segreti tecnici o commerciali;
- eventuali pareri legali acquisiti dalla stazione appaltante per la soluzione di liti, potenziali o in atto;
- relazioni riservate del direttore dei lavori e dell'organo di collaudo sulle domande e sulle riserve del soggetto esecutore del contratto…”.
Rispetto a tali statuizioni, non risulta che il Comune di Santa Flavia abbia, quantomeno, iniziato a dare esecuzione al decisum (v. memoria del ricorrente dep. il 22.03.2016); né, non essendosi costituito in giudizio, ha potuto rendere note eventuali ragioni ostative alla puntuale esecuzione della decisione sotto il profilo della ostensione dei documenti.
Il Collegio deve, quindi, affermare l’obbligo del Comune intimato di dare esecuzione alla sentenza n. 2028/2015, con i limiti e con le modalità indicate nella motivazione dello stesso giudicato in ordine alla visione ed estrazione di copia della documentazione richiesta.
Il ricorso va, quindi, accolto e, per l’effetto, va dichiarato l’obbligo del Comune di Santa Flavia di conformarsi al giudicato di cui in epigrafe, consentendo al ricorrente l’accesso agli atti richiesti, nel rispetto dei limiti indicati nella sentenza, nel termine di giorni trenta (30) dalla notificazione, a cura di parte, della presente sentenza.
Per l’ipotesi di inutile decorso del termine di cui sopra, va nominato fin d’ora quale commissario ad acta il Segretario Generale del Comune di Santa Flavia, affinché, su istanza dell’interessato, provveda in via sostitutiva a tutti gli adempimenti esecutivi nell’ulteriore termine di giorni trenta (30).
E. – Va, altresì, accolta la domanda di fissazione di una somma di denaro ai sensi dell’art. 114, co. 4, lett. e), cod. proc. amm..
La disposizione appena richiamata stabilisce, nella prima parte, che il giudice dell’ottemperanza, quando accoglie il ricorso, “salvo che ciò sia manifestamente iniquo, e se non sussistono altre ragioni ostative, fissa, su richiesta di parte, la somma di denaro dovuta dal resistente per ogni violazione o inosservanza successiva, ovvero per ogni ritardo nell’esecuzione del giudicato; tale statuizione costituisce titolo esecutivo”.
Per quanto attiene ai presupposti indicati dal citato art. 114, co. 4, lett. e), nel caso di specie l’applicazione della penalità non sembra poter determinare un effetto “manifestamente iniquo”, considerato che viene in rilievo l’accesso ai documenti amministrativi, le cui disposizioni, com’è noto, attengono ai livelli essenziali delle prestazioni di cui all’art. 117, co. 2, lett. m), della Costituzione (v. art. 29 l. n. 241/1990); né è stata fornita o si può ravvisare alcuna giustificazione circa la mancata ostensione degli atti;, né i comportamenti imposti dalla sentenza presentano particolare complessità, anche considerando che questo Tribunale ha indicato le modalità di concreta esecuzione.
Il Collegio ritiene, pertanto, di accogliere la richiesta di corresponsione di una penalità di mora, la quale decorre dalla notificazione della presente pronuncia fino all’effettivo adempimento all’ordine contenuto nella sentenza n. 2028/2015; e, comunque, non oltre il termine di trenta giorni assegnato al Comune di Santa Flavia per l'adempimento spontaneo, dovendo a tal punto attivarsi in via sostitutiva il Commissario ad acta.
Invero, la possibilità per il privato - una volta decorso l’ulteriore termine assegnato alla p.a. - di utilizzare il più penetrante ed incisivo intervento sostitutivo (come sopra disposto), renderebbe in definitiva iniqua la possibilità per la parte ricorrente di continuare a fruire del rimedio, indiretto e di carattere propulsivo, delineato dalla sanzione pecuniaria di cui all’art. 114, co. 4, lett. e), cod. proc. amm..
Il Collegio, inoltre, ritiene equo determinare la detta penalità in € 20,00 per ogni giorno di ritardo, a partire dalla data di notifica della presente sentenza e fino allo spirare del termine, su indicato, assegnato al Comune per l’adempimento spontaneo.
Va anche precisato che nel mandato del Commissario ad acta è compreso il pagamento dell’eventuale penale maturata ai sensi dell'art. 114, co. 4, lett. e) cod. proc. amm..
F. – Le spese del giudizio seguono, come di regola, la soccombenza, e sono liquidate in dispositivo.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, Sezione Prima, definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, dichiara l’obbligo del Comune di Santa Flavia di dare esecuzione al giudicato formatosi sulla sentenza n. 2028/2015 di questo Tribunale, nei modi e nei termini di cui in motivazione.
Per l’ipotesi di perdurante inottemperanza del Comune alla scadenza del termine assegnato per l’adempimento, dispone l’intervento sostitutivo di cui alla stessa motivazione.
Condanna il Comune di Santa Flavia, ex art. 114, comma 4, lett. e), cod. proc. amm., a corrispondere alla parte ricorrente la somma, come determinata in motivazione, per ogni giorno di ulteriore ritardo nella esecuzione della sentenza, secondo le modalità, nei termini e nei limiti indicati nella stessa motivazione.
Condanna il Comune di Santa Flavia al pagamento, in favore del ricorrente, delle spese di giudizio, che si liquidano nel complessivo importo di € 1.000,00 (euro mille/00), oltre oneri accessori come per legge.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Dispone che copia della presente sentenza sia inviata, a cura della Segreteria di questo Tribunale, al Segretario Generale del Comune di Santa Flavia, con raccomandata con avviso di ricevimento.
Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 7 aprile 2016 con l'intervento dei magistrati:
Calogero Ferlisi, Presidente
Caterina Criscenti, Consigliere
Maria Cappellano, Consigliere, Estensore
 
 
L'ESTENSOREIL PRESIDENTE
 
 
 
 
 
DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 15/04/2016
IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)


https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=4B5A3EVAZDOJNRPL7OKHGJJNZM&q=VITTORIO%20or%20FIASCONARO

N. 02028/2015 REG.PROV.COLL  N. 00772/2015 REG.RIC ACCESSO AGLI ATTI RICORSO AL TAR 




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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia
(Sezione Prima)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 772 del 2015, proposto da:
Salvatore Morici, rappresentato e difeso dall’avv. Vittorio Fiasconaro, con domicilio eletto in Palermo, via Goethe n. 1; 
contro
il Comune di Santa Flavia, in persona del Sindaco pro tempore, non costituito in giudizio; 
per l'annullamento
del silenzio serbato sulla istanza di accesso agli atti inoltrata dal ricorrente al Comune in data 29.12.2014;
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore il primo referendario dott.ssa Maria Cappellano;
Udito alla camera di consiglio del giorno 24 giugno 2015 il difensore del ricorrente, presente come specificato nel verbale;
Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue.

FATTO e DIRITTO
A. – Con ricorso notificato il 24 febbraio 2015 e depositato il 6 marzo seguente, il sig. Salvatore Morici – abitante nel Comune di Santa Flavia – ha impugnato il silenzio formatosi sulla richiesta di accesso presentata dal predetto in data 29.12.2014.
Espone:
- di subire da oltre un anno un grave danno a causa delle infiltrazioni di liquami di ogni genere risalenti all’interno della propria abitazione, anche in occasione di piogge; e di ritenere che tale situazione derivi, verosimilmente, da una errata sistemazione del pozzetto di scarico dell’abitazione, e dalla errata configurazione del sistema di allaccio all’impianto fognario comunale, di cui ha chiesto al Comune intimato il rifacimento, oltre al risarcimento dei danni finora asseritamente patiti;
- di avere chiesto, con la citata istanza, copia sia della nota presentata al Comune di Santa Flavia, tramite il proprio legale, in data 09.12.2013; sia, di tutti gli atti relativi alla gara di appalto per i lavori di riqualificazione ambientale di Corso Filangeri, dove il predetto ha la propria abitazione, al fine di vagliare la correttezza tecnica del progetto, dei lavori e, in definitiva, per identificare le relative responsabilità.
Poiché il Comune non ha fornito alcun riscontro a detta istanza di accesso, l’odierno istante - il quale manifesta l’interesse alla ostensione degli atti sia in vista di una azione risarcitoria, sia a causa della lesione del proprio diritto alla salute - ha chiesto che venga accertata l’illegittimità del rifiuto implicito del Comune di Santa Flavia e, conseguentemente, il suo diritto a prendere visione ed estrarre copia della documentazione richiesta, con vittoria di spese; precisando di avere reperito l’istanza del 09.12.2013, con conseguente delimitazione dell’oggetto del giudizio alla (sola) documentazione tecnica relativa ai lavori in interesse.
B. – Il Comune di Santa Flavia, seppure ritualmente intimato, non si è costituito in giudizio.
C. – Alla camera di consiglio del giorno 24 luglio 2015 il ricorso è stato posto in decisione su richiesta del difensore di parte ricorrente, presente come da verbale.
D. – Il ricorso, proposto ai sensi dell’art. 116 cod. proc. amm., è fondato nei termini appresso precisati.
D.1. – Preliminarmente, vanno riconosciuti in capo al ricorrente l’interesse e la legittimazione ad esercitare il diritto di accesso.
L’art. 22, co. 1, lett. b), della l. n. 241/90, stabilisce che “ai fini del presente capo si intende: …(omissis)… b) per ”interessati”, tutti i soggetti privati, compresi quelli portatori di interessi pubblici o diffusi, che abbiano un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l’accesso…”.
Con la richiesta di accesso, l’istante ha dimostrato di essere titolare di un interesse diretto, concreto e attuale per la tutela di una situazione giuridicamente rilevante, poiché ha motivato la richiesta di ostensione dei documenti con l’intendimento di proporre azione contro il Comune intimato per i danni che lo stesso asserisce di subire a causa del malfunzionamento dell’impianto fognario di via Filangeri – i cui lavori sarebbero stati ultimati il 19.08.2010 - documentando di avere già inoltrato una diffida a dicembre 2013.
Deve anche precisarsi che, come chiarito dallo stesso istante nel ricorso, l’oggetto del giudizio resta limitato alla documentazione di cui al punto n. 2 della richiesta (documentazione relativa alla gara e ai lavori di rifacimento dell’impianto fognario); mentre, per quanto attiene al documento richiesto al punto 1) della stessa istanza di accesso, lo stesso è stato reperito prima della proposizione del ricorso (v. nota prot. n. 20817 del 09.12.2013).
Ciò premesso e precisato, appare utile rammentare che l’odierno ricorrente ha richiesto di estrarre copia dei seguenti documenti, per i quali permane l’interesse:
tutti gli atti di gara relativi all’appalto per i “Lavori di riqualificazione ambientale di Corso Filangeri” di cui al bando pubblicato dal Comune nell’anno 2008. In particolare (ed in via meramente esemplificativa e non esaustiva): elaborati grafici, computo metrico, capitolato speciale d’appalto, elenco prezzi. Ed inoltre, stati di avanzamento, elaborati grafici e progettuali di eventuali varianti in corso d’opera, verbale di fine lavori, verbale di collaudo. Ciascun atto completo degli allegati pertinenti” (cfr. istanza di accesso del 29.12.2014, in atti).
La richiesta di accesso attiene, pertanto, agli atti relativi ad una procedura ad evidenza pubblica, rispetto ai quali, in linea di principio, non sono configurabili, né sono stati addotti – stante il contegno silente tenuto dal Comune intimato – elementi in grado di ostare legittimamente al richiesto accesso; né, tantomeno, vengono in rilievo eventuali controinteressati, i quali – vale la pena rammentarlo – sono “tutti i soggetti, individuati o facilmente individuabili in base alla natura del documento richiesto, che dall'esercizio dell'accesso vedrebbero compromesso il loro diritto alla riservatezza (art. 22, co. 1, lett. c, l. n. 241/1990).
Deve, del resto, evidenziarsi, per un verso, la portata generale dell’art. 24 della l. 241/1990, il quale estende ampiamente il novero degli atti soggetti all’accesso; per altro verso, e con riferimento specifico alla ostensibilità degli atti di gara, la specifica disciplina contenuta nell’art. 13 del d. lgs. n. 163/2006, il quale, oltre ad operare un chiaro rinvio alla generale disciplina contenuta nella legge sul procedimento amministrativo, consente, seppure nel ristretto contesto delle gare di appalto, l’accesso a tutti i documenti di gara, con esclusione, peraltro, della documentazione contenente segreti tecnici o commerciali, di eventuali ulteriori aspetti riservati delle offerte, individuati con regolamento, nonché delle relazioni riservate del direttore dei lavori e dell'organo di collaudo sulle domande e sulle riserve del soggetto esecutore del contratto.
Ritiene, pertanto, il Collegio che, in analogia a quanto prescritto dal citato art. 13, deve essere consentito l’accesso agli atti relativi alla gara in interesse, con esclusione – cui provvederà il Comune di Santa Flavia con appositi “omissis” – di eventuali parti contenenti dati afferenti la sfera personale di terzi, o afferenti gli interessi “professionale, finanziario, industriale e commerciale” della ditta e dei progettisti e/o direttore dei lavori interessati, ai sensi dell’art. 24, co. 6, lett. d), della l. n. 241/1990, da intendersi quale eventuale documentazione suscettibile di rivelare segreti tecnici e commerciali o di determinare pregiudizi.
Considerata la potenziale mole degli atti oggetto dell’istanza di accesso, il Comune dovrà preliminarmente consentire la sola visione degli atti richiesti e, successivamente, il rilascio delle copie, che il ricorrente dovrà specificamente indicare.
Non potranno, invece, essere oggetto né della visione né dell’accesso i seguenti documenti, eventualmente presenti nel carteggio dell’ente locale:
- documenti costituenti, secondo la prospettazione emersa nel corso della gara, segreti tecnici o commerciali;
- eventuali pareri legali acquisiti dalla stazione appaltante per la soluzione di liti, potenziali o in atto;
- relazioni riservate del direttore dei lavori e dell'organo di collaudo sulle domande e sulle riserve del soggetto esecutore del contratto.
D.2. – Conclusivamente, il ricorso deve essere accolto nei sensi e nei limiti suindicati.
E. – Le spese di giudizio seguono la soccombenza e si liquidano come da dispositivo.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, Sezione Prima, definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie nei sensi e nei limiti indicati in motivazione e, per l’effetto, annulla per quanto di ragione il silenzio serbato dal Comune di Santa Flavia sulla istanza di accesso agli atti presentata dal sig. Salvatore Morici.
Ordina al Comune di Santa Flavia di esibire i documenti richiesti, nei limiti e secondo quanto specificato in motivazione.
Condanna il Comune di Santa Flavia al pagamento delle spese di giudizio in favore del ricorrente, che liquida in € 500,00 (euro cinquecento/00), oltre oneri accessori come per legge.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 24 luglio 2015 con l'intervento dei magistrati:
Nicolo' Monteleone, Presidente
Maria Cappellano, Primo Referendario, Estensore
Luca Lamberti, Referendario
L'ESTENSOREIL PRESIDENTE
DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 31/07/2015
IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)



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