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Friday, April 22, 2016

Anna Rosa Corsello accusata di peculato. La sua replica: “Mai commesso tale reato” Biosphera, guerra aperta contro la Corsello Le liquidazioni che piacciono a tutti In Sicilia i "pozzi neri" dello spreco






Anna Rosa Corsello accusata di peculato. La sua replica: “Mai commesso tale reato”


Nuova misura interdittiva a carico di Anna Rosa Corsello, già dirigente generale dei dipartimenti Lavoro e Formazione professionale della Regione siciliana. L’accusa: si sarebbe appropriata di somme in qualità di liquidatore di due società regionali. La replica: “Il compenso mi è stato attribuito dall’assemblea dei soci, cioè dalla Regione siciliana”

Nuovi guai giudiziari per Anna Rosa Corsello, già dirigente generale dei dipartimenti Lavoro e Formazione professionale della Regione siciliana. I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Palermo le hanno notificato una nuova ordinanza interdittiva dai pubblici uffici. Un atto che porta la firma del Giudice per le indagini preliminari (Gip) del Tribunale di Palermo che, su richiesta della Procura della Repubblica, ha disposto la sospensione, per sei mesi, della dottoressa Corsello dalle funzioni di liquidatore di due società che fanno capo alla Regione: Biosfera spa e Multiservizi spa. Disposto anche il sequestro preventivo di oltre 140 mila Euro.

Le indagini sono coordinate dal Procuratore Aggiunto, Dino Petralia, e dal Sostituto Procuratore, Luca Battineri. Tutto parte da un’inchiesta della Corte dei Conti, che ha già emesso nei confronti della dottoressa Corsello l’atto di citazione in giudizio. La magistratura è chiamata a verificare l’eventuale esistenza di responsabilità penali.
Il reato ipotizzato è il peculato per una presunta, indebita autoliquidazione di compensi in qualità di liquidatore delle due società regionali (carica che la dottoressa Corsello ricopre dal 2011).
“Quest’ultima, in particolare, violando il principio in base al quale il trattamento retributivo dei dirigenti pubblici è onnicomprensivo – scrive la Guardia di Finanza – si sarebbe appropriata di compensi relativi ad incarichi aggiuntivi che dovevano essere obbligatoriamente versati alla propria Amministrazione e confluire nelle risorse destinate al trattamento economico accessorio della dirigenza”.
La replica della dottoressa Corsello sulla propria pagina facebook:
“Ancora una volta sono destinataria di una misura interdittiva disposta nei miei confronti, su richiesta della Procura della Repubblica di Palermo. Ancora una volta vengo accusata di reati che non ho mai commesso, stante che il compenso, per il lavoro da me svolto come commissario liquidatore di due società, mi è stato attribuito dall’assemblea dei soci, ossia dalla Regione siciliana e non costituisce incarico aggiuntivo, cui si riferisce il principio dell’onnicomprensività. Ciò nonostante, mi viene irrogata una misura interdittiva a fronte della restituzione delle somme percepite nelle more del giudizio civile, con cui ho ritenuto di tutelare i miei diritti, già avviata da ben un anno. Dov’è l’esigenza cautelare che giustifica e deve supportare l’adozione della misura?”.
“Ancora una volta – aggiunge sempre Anna Rosa Corsello – presenterò ricorso al Tribunale del riesame avverso l’ingiusto provvedimento di cui sono vittima. Sono certa che un giorno, quando finalmente la giustizia, in cui fermamente credo, riconoscerà la correttezza del mio operato, qualcuno dovrà pagare per i danni che mi sono giornalmente arrecati anche, e forse soprattutto, sotto il profilo dell’immagine e della onorabilità che difenderò e tutelerò con le unghia e con i denti”.
NEL 2014.......................



Biosphera, guerra aperta  contro la Corsello

Il collegio sindacale, l'organo che vigila sui conti, all'attacco della liquidatrice: ricorso al tribunale per chiederne la rimozione. Ma lei si difende: "Tutto in regola. I sindaci, forse, non hanno la situazione chiara". Il 6 giugno il caso finirà davanti al giudice civile.

PALERMO – La guerra di Biosphera cova sottotraccia da settimane, ma esploderà all'inizio di giugno. In trincea sono scesi da un lato il collegio sindacale dell'azienda controllata dalla Regione e dall'altro il liquidatore Anna Rosa Corsello, personaggio di spicco dell'entourage di Rosario Crocetta e direttore generale di due dipartimenti-chiave, Formazione e Lavoro. Il terreno di battaglia sarà l'udienza fissata dal presidente facente funzioni della Sezione Impresa del tribunale di Palermo Daniela Galazzi, che il 6 giugno ascolterà i contendenti dopo il ricorso con il quale i componenti del collegio sindacale, Vincenzo Alitano, Onofrio De Luca e Giuseppe Mazzeo hanno chiesto la revoca dell'incarico del liquidatore accusandolo di “gravi irregolarità e omissioni”. Irregolarità e omissioni che, però, per Anna Rosa Corsello, semplicemente, non sussistono: “Tutti gli adempimenti sono stati attivati. Il collegio sindacale, forse, non ha la situazione chiara”.
Che la situazione sia complessa, d'altro canto, è un fatto. Non a caso, per esporlo al tribunale civile, il collegio sindacale - l'organo chiamato a vigilare sui conti - ha presentato un corposo ricorso: nel documento, depositato all'inizio di aprile, viene esposto un ampio campionario di contestazioni, dal mancato versamento dell'Iva, delle ritenute fiscali e dei contributi previdenziali di ottobre e dicembre 2012 alla mancata riscossione di un credito da sei milioni di euro. In mezzo c'è spazio per la “scorretta tenuta e custodia dei libri sociali”, che i sindaci ritengono di avere scoperto dopo un'ispezione condotta alla fine di marzo, e per l'accusa di non aver “nemmeno presentato il progetto di bilancio relativo all'esercizio chiuso al 31.12.2012”.
Tanto basta, ai sindaci, per invocare provvedimenti drastici. Secondo i "garanti dei conti", infatti, le informazioni fornite dalla liquidatrice sono "carenti" e c'è un "aggravarsi inesorabile della situazione debitoria". Il collegio sindacale, come si legge nel ricorso, predisposto dall'avvocato Luciano Carra, “intende denunciare il fondato sospetti di gravi fatti e/o ommissioni nella gestione della Biosphera spa in liquidazione” e chiede che il tribunale “disponga l'ispezione giudiziaria dell'amministrazione della Biosphera spa in liquidazione e, accertate tali irregolarità nella gestione, provveda alla revoca del liquidatore, avvocato Anna Rosa Corsello, ed alla nomina di un liquidatore giudiziario”.
La dirigente-liquidatrice, però, non ci sta. “Il credito – dice – viene riportato da anni. È un credito nei confronti della Regione, che controlla Biosphera, e non è né liquido né esigibile, e anzi è stato oggetto di contestazione. In base a un regolamento del 2001, prima di avviare un'azione legale contro la Regione siamo tenuti ad attivare un tavolo di conciliazione con l'assessorato al Bilancio”. Un tavolo che, secondo Anna Rosa Corsello, “è stato attivato un mese fa”. Cioè dopo il ricorso: “Ma le interlocuzioni col Bilancio – spiega Corsello - vanno avanti da tempo. La situazione è complessa: quelle somme vanno inserite in Finanziaria. Io capisco qual è l'obiettivo del ricorso: accelerare la liquidazione. Ma se faccio causa si crea un danno all'erario: chiunque vinca, per pagare le spese legali si useranno soldi pubblici. I sindaci, essendo privati, non lo capiscono. Vogliono che sia nominato un commissario liquidatore che faccia causa piuttosto che un dirigente della Regione che discute con la sua amministrazione”.
Corsello si dice certa di avere le carte a posto anche su tutti gli altri fronti. “Il progetto di bilancio – dice – è pronto, ma l'assessorato deve rispondermi su quel credito. Se io lo tolgo, il bilancio 2012 e quelli precedenti cambiano. Ho anche convocato sette volte l'assemblea dei soci, ma non si possono riunire senza certezze. I versamenti di Iva, tasse e contributi? La società non ha risorse, come si fa a pagare? Neanche io ricevo lo stipendio”. Sui libri contabili, infine, il problema sarebbe legato a un trasloco: “Fra gennaio e aprile – afferma la liquidatrice – abbiamo fatto il trasloco da via Ruggiero Settimo a via Michelangelo. I libri contabili non c'erano perché erano impacchettati e custoditi nei nuovi locali. Qualche giorno fa abbiamo completato il trasloco: chiunque può vederli”. Chi abbia ragione lo deciderà il giudice. Ma la guerra, nei fatti, è già esplosa.
 http://livesicilia.it/2014/05/19/non-ha-pagato-liva-e-non-presenta-il-bilanciobiosphera-e-guerra-aperta-contro-la-corsello_488803/


Modello per il Curriculum Vitae Allegato Informazioni personali Cognome Nome Corsello Anna Rosa Data di nascita 05/07/1953 – Cefalù (Pa) Qualifica Dirigente Amministrazione Dipartimento Regionale Lavoro Incarico attuale Dirigente Ispettorato Regionale Lavoro E-mail arcorsello@regione.sicilia.it Telefono 0917071025 Mobile: 3206581533 Fax 0917071020 Titolo di Studio e Professionali Esperienze lavorative Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza con lode Altri titoli di studio Avvocato ESPERIENZE PROFESSIONALI (incarichi ricoperti) Date 22 Novembre 2012 Nominata con Delibera di Giunta Dirigente Generale ad interim del Dipartimento Regionale dell’Istruzione e della Formazione Professionale Date 27 Gennaio 2012 Nominata con Delibera di Giunta Dirigente Generale del Dipartimento Regionale Lavoro Assessorato della Famiglia delle Politiche Sociali e del Lavoro Date 5 Dicembre 2011 Liquidatore Biosphera Date 7 ottobre 2011 Commissario Straordinario Consorzio Autostrade Siciliane Date Settembre 2011 Lavoro o posizione ricoperti Liquidatore Multiservizi spa Date Luglio- Settembre 2011 Lavoro o posizione ricoperti Presidente Multiservizi spa Date Dal 27 Maggio 2009 ad oggi Lavoro o posizione ricoperti Direzione Ispettorato Regionale del lavoro Date Dal 5 Giugno 2008 al 26 Maggio 2009 Lavoro o posizione ricoperti Capo di Gabinetto Assessore Regionale al Lavoro della Previdenza Sociale, della Formazione Professionale e dell’Emigrazione Date Dal 1 Gennaio 2004 al 4 Giugno 2008 Lavoro o posizione ricoperti Direzione del Servizio Ufficio Provinciale del Lavoro di Palermo Date Dal Dicembre 2000 al 31 Dicembre 2003 Lavoro o posizione ricoperti Direzione del Centro per l’Impiego di Cefalù .............
http://www.regione.sicilia.it/lavoro/uffici/orgn/CV/CorselloAnnaRosa.pdf 

MULTISERVIZI S.p.a. 

Lunedì 23 Marzo 2015 ACCURSIO SABELLA 

Le liquidazioni che piacciono a tutti  In Sicilia i "pozzi neri" dello spreco



Le storie degli enti che non sono mai stati liquidati. Ai tempi di Maradona e di "Ritorno al futuro" iniziò lo scioglimento di uno di questi enti inutili. E non si è ancora concluso. Da allora, le aziende da chiudere sono ancora tutte lì. E continuano a costare milioni di euro ai siciliani.


PALERMO - Maradona in quei giorni sbarcava in Italia. Sarebbe diventato il re di Napoli e il pibe de oro. Ma il campionato lo vincerà a sorpresa l'Hellas Verona. Era un anno di sogni e speranze, il 1985 scandito dalle note We are the world e dall'arrivo sui grandi schermi di “Ritorno al futuro”. In quell'anno, trent'anni fa, iniziò la liquidazione dell'ente regionale Siace. Non si è ancora conclusa.

Perché la Sicilia è terra di “pozzi neri”, che in silenzio sembrano inghiottire persino il tempo. E insieme a quello, quantità enormi di soldi e futuro. La liquidazione della società Siace spa, nata per la fabbricazione di carta e cartone, somiglia proprio alla costante erosione delle termiti nel legno. Secondo dopo secondo, anno dopo anno, le casse pubbliche “sganciano” indennità per accompagnare verso la fine un ente già finito. Ma che rimane pervicacemente “vivo”. Nel caso dell'ente dalla liquidazione più lunga del pianeta, per fortuna, l'indennità corrisposta al liquidatore, stando al sito ufficiale della Regione siciliana dal quale sono ricavabili molti dei dati che proporremo, è poco più che simbolica: ottomila euro per Gaetano Chiaro. Il dirigente che nel frattempo ha sostituito, all'assessorato alla Salute, l'attuale ragioniere generale Salvatore Sammartano. Che di liquidazioni sembra intendersi, visto che ha contribuito a inserire, nell'ultima Finanziaria approvata dalla giunta due giorni fa e tra pochi giorni all'Ars, una norma che prevede l'istituzione di un ufficio che si occuperà delle liquidazioni degli enti pubblici legati alla Regione.

La Siace, però, è una società partecipata. Come lo sono Biosphera e Multiservizi, spa, queste ultime sono state sciolte per creare la nuova mega-società Servizi ausiliari sicilia. Ma anche in questo caso lo “scioglimento” si traduce in un continuo consumo di risorse: quelle necessarie per garantire ad Anna Rosa Corsello due compensi lordi rispettivamente da 25 mila e 40 mila euro. Che si aggiungono, ovviamente, alla indennità “omnicomprensiva” di dirigente generale, già superiore ai 160 mila euro lordi annui. Somme, quelle per la liquidazione, che dovrebbero, norme alla mano, essere per metà restituite all'Economia. Ma sull'effettiva restituzione di queste indennità, erogate a diversi dirigenti della Regione, le notizie sono contraddittorie e poco chiare.

Il Ciem invece aveva il compito di occuparsi della gestione di eventi e fiere. La società, nata nel 1999 è in liquidazione dall'agosto del 2009. Al liquidatore Baldassare Quartararo vanno diecimila euro. Ma fino a pochi mesi fa, lo stipendio del direttore generale Antonino Giuffrè sfiorava i 195 mila euro lordi. Succede poi che la Regione decida di mettere su una società con un leggero ritardo. È il caso dell'Info Rac Map spa nata nel 2007 per l'esecuzione della convenzione di Barcellona sulla protezione del Mediterraneo dai rischi dell'inquinamento. Un accordo datato... 1976. Dopo trent'anni d'attesa, però, la società ha sofferto di “liquidazione precoce”, giunta ad appena due anni dalla nascita. Anche il liquidatore di questa società è Baldassare Quartararo: ecco altri 25 mila euro lordi annui.

In una terra senza lavoro come la Sicilia non poteva mancare la società col compito di “promuovere l'occupazione”. Così nasce Lavoro Sicilia. Un ossimoro già nella denominazione di una azienda nata nel 2001 e in liquidazione recentemente, che assicura al liquidatore dimissionario Giovanni Ravi altri 25 mila euro lordi. E anche le Terme di Sciacca e Acireale (per le prime il governo, tra le polemiche, sembra pronto a interrompere qualsiasi attività) hanno assicurato compensi ai liquidatori: 32 mila euro lordi a Carlo Turricciano nominato già da Raffaele Lombardo e la metà per Luigi Bosco.

Ma insieme alle partecipate, per le quali il governo ha da tempo creato un ufficio ad hoc per le liquidazioni dai risultati finora quantomeno modesti (se si esclude la rotazione dei dirigenti apicali), ecco anche alcuni “enti pubblici vigilati”. Sono questi l'oggetto della nuova norma prevista in finanziaria che dovrebbe creare un ufficio dedicato a questi soggetti in liquidazione. A dire il vero, un ente avrà una sua specifica norma nelle legge di stabilità. L'Arsea è un ente che dovrebbe occuparsi dei contributi agli agricoltori. Un ente inutile, visto che dal 2006 è servito solo per stanziare indennità ai direttori generali, pagare affitti in edifici vuoti. Per l'ultimo amministratore, Claudio Raciti, in passato assai vicino a Lombardo, un compenso lordo di quasi cento mila euro annui. L'Ufficio per le liquidazioni, invece, sembra intenzionato finalmente a chiudere l'Ente di sviluppo agricolo. Al momento, però, a guidarlo c'è un commissario. Francesco Calanna al quale il governatore rinnova di mese in mese il contratto. Un amministratore fidato, evidentemente. E del resto era stato in passato anche un militante del Megafono, il movimento fondato da Rosario Crocetta. In quell'ente, poi, ecco un direttore generale dal cognome noto: Maurizio Cimino è cugino del deputato Michele, passato dai fasti berlusconiani alla rivoluzione crocettiana. Per il manager, che ha dichiarato a Livesicilia di guadagnare non più di 6.500 euro netti, ecco uno stipendio base da 110 mila euro annui, ai quali si aggiungerebbero anche ulteriori indennità.

Basta spostare una lettera dell'acronimo, e dai campi coltivati dell'Esa si arriva all'enorme buco nell'acqua dell'Eas. L'ente acquedotti siciliano è in liquidazione dal 2004. Al liquidatore Dario Bonanno è assicurato un compenso annuo lordo da 40 mila euro, mentre gli amministratori costano altri 37 mila euro annui. Di alcune settimane fa, la denuncia del liquidatore: l'assessore Calleri, con un decreto, ha sostanzialmente regalato 100 milioni a Siciliacque. La società privata che deve all'ente pubblico un canone. Sull'Eas, insomma, piove sul bagnato.

Ma gli enti pubblici sono davvero una “miniera d'oro” per amministratori vari.Per restare in tema, l'ente minerario Ems e l'ente per la promozione industriale Espi, insieme all'Azasi (l'azienda asfalti siciliani) hanno rappresentato, nella metà del secolo scorso, il tentativo della Regione di farsi “imprenditrice”. Tentativo miseramente fallito: gran parte degli stanziamenti pubblici venivano infatti utilizzati per colmare i debiti contratti dagli enti. Così, nel 1997 la Regione si arrende e avvia il processo di dismissione. La liquidazione viene avviata nel 1999. E viene nominato un commissario: Rosalba Alessi. Dopo sedici anni, le società sono ancora lì. Insieme al liquidatore. E al suo compenso lordo da oltre trentamila euro l'anno. Solo la liquidazione di questi tre enti è costata finora almeno mezzo milione di euro.

Al di là dei compensi agli eterni liquidatori, ovviamente, queste società-zavorra, drenano parecchi milioni di euro anche e soprattutto per altri motivi. Quelle aziende sono state per lungo tempo (e lo sono ancora in molti casi) il paradiso dei consulenti. Solo per fare un esempio, tra il 2009 e il 2012, stando ai dati raccolti dalla Corte dei conti, società già in liquidazione come Lavoro Sicilia spa hanno pagato oltre 3,3 milioni di euro in incarichi a esperti. Ma ancora più allarmanti sono le perdite denunciate da queste aziende. Sempre nel periodo 2009-2012, ad esempio, alcune società hanno fatto registrare “rosso fisso” in ogni esercizio finanziario. È il caso, ad esempio, ancora di Lavoro Sicilia, del Ciem, di Multiservizi e delle Terme di Sciacca e Acireale. Capaci in molti di casi di perdere più di un milione di euro in un solo anno. Sempre in quel periodo, i costi “di produzione” delle società partecipate in liquidazione hanno sforato il dato complessivo dei due milioni di euro. Circa mezzo milione l'anno solo per tenere in vita, come detto, società che avevano, come unico obiettivo, quello di “sciogliersi”. E che continuano a sfornare consulenti, al ritmo di quasi due milioni di euro l'anno. Perché le liquidazioni, in fondo, fanno comodo a tutti. E con grande comodità in effetti procedono questi scioglimenti. La Siace, infatti, dopo trent'anni, è ancora lì. Diego Maradona, invece, quest'anno festeggerà i suoi primi 55 anni.


http://livesicilia.it/2015/03/23/le-liquidazioni-infinite-fanno-comodo-a-tutti-la-sicilia-dei-pozzi-neri-dello-spreco_608492/


http://pti.regione.sicilia.it/portal/page/portal/PIR_PORTALE/PIR_Ammtrasparente/PIR_EntiControllati/PIR_Societapartecipate/PIR_Multiservizi

https://news.google.it/news/story?ncl=dZ3S0sW8Gf-rDqM&ned=it

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