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Saturday, April 23, 2016

Compensi extra per i dirigenti "Stanare i furbi alla Regione"

Compensi extra per i dirigenti  "Stanare i furbi alla Regione"

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L'ex dirigente regionale Anna Rosa Corsello


Pm e finanzieri al lavoro. Quello di Anna Rosa Corsello (nella foto) rischia di non essere un caso isolato.

PALERMO - L'obiettivo è stanare eventuali furbetti fra i dirigenti regionali. Quello di Anna Rosa Corsello, sospesa dal giudice per sei mesi dall'incarco di commissario liquidatore di due partecipate, rischia di non essere un caso isolato. Altri dipendenti avrebbero intascato compensi per incarichi aggiuntivi che non gli spettavano.

Finanzieri e pubblici ministeri, ordinari e contabili, sono al lavoro. Ad alimentare i loro sospetti è l'atteggiamento dei protagonisti e dell'intera macchina burocratica regionale. Dal 2014 ad oggi più di una circolare ha imposto ai dirigenti di denunciare incarichi e compensi. È Luciana Giammanco, dirigente generale del dipartimento Funzione pubblica e personale, a confermare di avere inoltrato l'ultimo sollecito pochi giorni prima di Pasqua. Il primo risale all'estate del 2014, quando Livesicilia sollevò il caso e iniziò a chiedere chiarimenti. Da allora, dice la Giammanco,“abbiamo già portato avanti molti interventi e recuperato delle somme di denaro. Altri enti non hanno fatto sapere nulla”. Impossibile, al momento, conoscere numeri e cifre. Eppure sono passati quasi due anni. Ad attendere, con sempre meno fiducia, il quadro complessivo sono, anche e soprattutto, i magistrati contabili.

I finanzieri della Polizia tributaria agli ordini del comandante Francesco Mazzotta hanno iniziato mettere il naso sugli incarichi aggiuntivi su input del vice procuratore della Corte dei Conti, Gianluca Albo. Il primo caso è stato quello della Corsello, già citata in giudizio per danno erariale e da ieri sospesa per sei mesi dall'incarico di commissario liquidatore di Multiservizi e Biophera. I pm Bernardo Petralia e Luca Battinieri le contestato un peculato da 140 mila euro per essersi autoliquidata compensi che non le sarebbero spettati. La Corsello, allora interpellata da Livesciilia, si difese sostenendo di non rientrare nei casi per i quali la legge (la numero 19 del 2008, poi perfezionata da una circolare del 2009), prevede la decurtazione della metà del compenso. A dire il vero nel 2010, in nome della spending review, per i dirigenti generali fu inserito il principio della omnicomprensività. Non si possono ottenere compensi extra agli stipendi già percepiti.

E per i dirigenti semplici? La procedura è semplice: l'ente presso cui il dirigente ha espletato l'incarico liquida alla Regione l'intero compenso; quindi la Ragioneria generale paga il 50 per cento della somma al dipendente e versa la restante metà in un apposito fondo regionale. In molti casi l'ente o la società avrebbero pagato l'intera somma direttamente al dirigente, saltando il passaggio dal Bilancio. Insomma, c'è chi si sarebbe messo tutti i soldi in tasca.

I dirigenti regionali sono poco meno di 1.800. Ciascuno di loro - anche se non è accaduto per tutti - può essere chiamato a ricoprire incarichi altrove. Presidenti e consiglieri di amministrazione di enti, commissari straordinari, responsabili unici dei procedimenti nelle gare d'appalto: si parla di migliaia di incarichi. Il tema è stato affrontato pure con una norma che sembrava volere "sanare" la questione, almeno dal 2012 in poi.

La Procura regionale della Corte dei Conti convocò il dirigente generale della Funzione pubblica, Luciana Giammanco, e l'assessore regionale all'Economia, Alessandro Baccei. Nel corso delle audizioni emerse la falla del sistema. Non esiste un elenco degli incarichi assegnati per il semplice fatto che le nomine non sono state comunicate alla Funzione pubblica. E così bisogna fidarsi delle dichiarazione degli stessi dirigenti che, a giudicare dallo scarso effetto delle circolari, non sono stati finora tutti collaborativi. Adesso ci penseranno pm e finanzieri a sollecitarli.

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