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Sunday, March 20, 2016

Sorpresa: il Comune di Palermo che sta appioppando le ZTL perché ha bisogno di soldi ha incassato 400 milioni di Euro da Renzi! Ignorati tanti Comuni, ma pioggia di soldi a Gela Bufera sul “Patto per la Sicilia” da 2,5 miliardi Sabato 23 Gennaio 2016 - 06:00 di Accursio Sabella






Sorpresa: il Comune di Palermo che sta appioppando le ZTL perché ha bisogno di soldi ha incassato 400 milioni di Euro da Renzi!


Ma se ha incassato 400 milioni di Euro dal Governo nazionale – che in parte serviranno anche per il Tram – che bisogno ha di ‘infilare’ ancora le mani nelle tasche dei palermitani? Che cosa vuole fare di questi soldi l’Amministrazione di Leoluca Orlando? Continuare a tenere in piedi le società comunali in eterna perdita? Ma come: alla Regione siciliana il Governo Renzi nega i 550 milioni di Euro che si è impegnato a versare dopo la Finanziaria 2016 approvata dall’Ars, lasciando in mezzo alla strada Comuni, Province e altre categorie sociali, e poi eroga 400 milioni di Euro al solo Comune di Palermo?
Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, per giustificare il ‘botto’ di oltre 300 milioni di Euro di tasse in più che ha fatto pagare in questi tre anni anni ai palermitani dice che è costretto a utilizzare la leva fiscale perché deve fronteggiare i tagli dello Stato e della Regione. Sui tagli che arrivano dal Governo regionale di Rosario Crocetta, tutto sommato, ha ragione. Ma abbiamo più di un dubbio sui tagli romani. Perché analizzando bene i conti abbiamo scovato alcuni dati che ci hanno lasciato di stucco: l’erogazione, al Comune di Palermo, da parte del Governo Renzi, di circa 400 milioni di Euro! Sì, avete letto bene: il Governo Renzi, che fino ad oggi non ha erogato alla Regione siciliana 550 milioni di Euro che si era impegnato a versare dopo l’approvazione della manovra economica e finanziaria 2016 da parte dell’Ars, ha trovato invece 400 milioni di Euro per il Comune di Palermo!
Alla luce di questi dati, alcune domande sono d’obbligo. Cominciamo con le ZTL – Zone a Traffico Limitato – che l’Amministrazione comunale di Palermo sta appioppando ai cittadini, violando una legge regionale, tra le proteste di sigle sindacali e cittadini: ma se il Comune sta incassando 400 milioni di Euro per realizzare – almeno sulla carta – servizi e opere pubbliche (ci sono anche risorse finanziarie per il Tram), perché vessare i cittadini con due ZTL che gridano vendetta?
Egregio sindaco Orlando ed egregio assessore alla Mobilità, Giusto Catania: a che cosa vi servono ‘sti soldi che volete prelevare dalle tasche dei cittadini palermitani e di altri cittadini che si troveranno a passare da Palermo per lavoro, ai quali scipperete altri soldi? Forse per continuare a foraggiare le società comunali in partita?
Insomma, quello che sta avvenendo nel capoluogo siciliano ha dell’incredibile. La Palermo di Orlando, nel silenzio generale, è stata tra le città italiane più foraggiate dal Governo nazionale:
  • 800 milioni di Euro per il Passante ferroviario con i lavori bloccati da intoppi sui quali sarebbe bene indagare (quando, realizzando una galleria, si trovano vene d’acqua, o quando si lesionano palazzine sarebbe bene interrogarsi su possibili errori: lo stanno facendo?), con la prospettiva di un’altra caterva di soldi pubblici per completare i lavori:
  • oltre 320 milioni di Euro per realizzare, sì e no, 15 chilometri di Tram, senza gallerie, con irregolarità (le parole sarebbero altre…) segnalate dall’Anticorruzione nazionale; opera costosissima e realizzata in modo raffazzonato: basti vedere quello che succede ogni giorno nella rotonda di via Leonardo da Vinci dove, nonostante il ‘botto’ di soldi spesi, non sono stati realizzati nemmeno dei sottopassaggi per agevolare il traffico automobilistico;
  • 80-90 milioni di Euro per la ‘chiusura’ di un improbabile anello ferroviario con i lavori bloccati da un’inchiesta per mafia. Risultato: Piazza Politeama con alberi e strade distrutte e lasciate a metà, idem via Emerico Amari; idem via Lazio e via Sicilia. Un’opera, la ‘chiusura’ dell’anello ferroviario lasciata a metà, che dà la misura di una città allo sbando, dove la logica dell’appaltismo fine a se stesso ha travolto alberi, strade, decoro e morale.
In questo scenario arrivano altri 400 milioni dal Governo Renzi. E siccome hanno amministrato ‘bene’, dando ai palermitani una città ‘ordinata’, Orlando, l’assessore Catania e compagnia bella vogliono incassare anche i soldi di una ZTL folle – la più estesa tra le città europee -.contro la volontà di cittadini e commercianti.
Insomma, egregi amministratori comunali: non vi bastano i 100 milioni di Euro del Pon Metro e i 300 milioni di Euro del Patto per Palermo che il Governo Renzi vi ha dato? Anche i soldi della ZTL dovete scippare ai palermitani?
Che poi non sono 30 milioni di Euro all’anno, ma molti di più: perché i fornitori degli esercizi commerciali che si trovano dentro il perimetro di questa due ZTL, per entrare e scaricare la merce, dovranno pagare un ‘botto’ di soldi.
Lo sanno Orlando e i suoi assessori che cosa succederà? Che tantissimi cittadini che vivono fuori dal perimetro delle ZTL non pagheranno il pass di 100 Euro all’anno e limiteranno la loro presenza, all’interno delle aree colpite dalle ZTL, al minimo indispensabile (cioè negli orari e nei giorni in cui si circola senza pagare). Questo comporterà, automaticamente – non c’è bisogno di essere economisti per capirlo – una riduzione del volume delle attività commerciali all’interno del perimetro delle ZTL.
Forse è questo il vero fine delle due Zone a Traffico Limitato? Da una parte consentire al Comune di fare ‘cassa’ e, dall’altra, dare un’ulteriore stretta alle attività commerciali?
Ancora due considerazioni.
Prima considerazione. Che riguarda i Comuni siciliani (gli altri Comuni dell’Isola, non Palermo) lasciati senza soldi, le nove Province abbandonate (il riferimento è ai 6 mila e 500 dipendenti con il futuro a rischio, alle scuole superiori lasciate senza manutenzione e alle strade provinciali abbandonate), gli operai della Forestale e, in generale, tutte le categorie economiche e sociali che i tagli del Governo Renzi alla Regione hanno, di fatto, lasciato senza risorse finanziarie.
Ebbene, egregie categorie economiche e sociali della Sicilia lasciate senza soldi, signori sindaci, dipendenti delle nove Province siciliane: ma come, a voi Renzi vi lascia senza soldi, con l’assessore-commissario della Regione siciliana, Alessandro Baccei, che dice che dovete soffrire perché bisogna risparmiare, e poi si scopre che al Comune di Palermo, per appalti, si erogano 400 milioni di Euro? Ma come: la Regione siciliana ancora aspetta i 500-550 milioni di Euro della manovra economica e finanziaria 2016, Roma dice che in questo momento questi soldi non ci sono, e poi eroga 400 milioni di Euro ‘mansi’ al Comune di Palermo?
Seconda considerazione. Orlando e i suoi alleati della Giunta comunale – Rifondazione comunista in testa (parliamo del partito del già citato assessore comunale Giusto Catania) – si accreditano come esponenti di Sinistra Italiana, lo schieramento di Stefano Fassina e Alfredo D’Attorre che si pone in alternativa al PD di Renzi, e, contemporaneamente, Orlando e la sua Giunta incassano tutti questi finanziamenti dal Governo del PD di Renzi?
Tutto questo non è strano? Non dovrebbe far riflettere? E perché mai Renzi dovrebbe dare tutti questi finanziamenti a uomini politici che gli fanno la ‘guerra’?
I primi a riflettere dovrebbero essere i cittadini palermitani che vanno ancora dietro a Orlando e ai suoi convinti di essere alternativi al PD di Renzi. Invece…
Riflessione che dovrebbero fare anche Fassina e D’Attorre: egregi leader di Sinistra Italiana, ma chi sono i vostri referenti a Palermo?

http://www.inuovivespri.it/2016/03/20/sorpresa-il-comune-di-palermo-che-sta-appioppando-le-ztl-perche-ha-bisogno-di-soldi-ha-incassato-400-milioni-di-euro-da-renzi/#_




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Grande successo per l'amministrazione comunale di Palermo che ottiene dal Governo nazionale i finanziamenti da utilizzare per "interventi strategici sul territorio"

Palermo, 332 milioni di euro per interventi sul territorio

di VERDIANA PARASPORO
Il sindaco Leoluca OrlandoIl sindaco Leoluca Orlando torna vittorioso dalla sua missione romana a Palazzo Chigi e ottiene per Palermo un finanziamento di 332 milioni di euro fino al 2020: ritenuti soddisfacenti i progressi della città e idonee le proposte avanzate dall'amministrazione arrivano i fondi previsti dal "Patto per il Sud" del Governo nazionale da utilizzare per i cosiddetti interventi strategici sul territorio.

Il traguardo è stato raggiungo dopo aver proceduto ad un esame approfondito, da parte della struttura tecnica di missione, ed alla verifica di coerenza del piano di sviluppo della rete tranviaria, predisposto dal comune di Palermo e volto a prevedere ulteriori nuove linee di tram ed interventi infrastrutturali su viabilità interne e metropolitana.

Prova superata, quindi, per l'amministrazione che sembra aver fatto un ottimo lavoro sul fronte della mobilitàtanto da ricevere il finanziamento sperato. La struttura ministeriale, infatti, ha espresso apprezzamento per l'attività sin qui svolta e piena condivisione della proposta di implementazione della rete di mobilità.

Confermata inoltre la piena sintonia del Governo nazionale con la scelta strategica dell'Amministrazione Orlando in favore del tram e del trasporto ferrato per le città metropolitane. Un successo che regala a Palermo le risorse necessarie, con l'approvazione del sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri Claudio De Vincenti, per proseguire questo lavoro urbano per avvicinare a modelli di città europee evolute.

L'amministrazione ha ora il compito di stilare stilare, sulla base della confermata disponibilità finanziaria, un programma definitivo e dettagliato delle proposte che in generale riguardano: il potenziamento del sistema di trasmissione dati dell’amministrazione comunale e del wi-fi pubblico; potenziamento del bike e car-sharing; interventi volti alla mitigazione del rischio idrogeologico; interventi di riqualificazione della Circonvallazione e la messa in sicurezza della viabilità interna; la chiusura dell’Anello ferroviario.

Inoltre, tra gli altri interventi, è previsto il restauro del Teatro Massimo e uno sviluppo di attività culturali per la massima fruizione da parte di giovani e famiglie, nonché lo sviluppo di un sistema di comunicazione e informazione turistica; la riqualificazione di alcuni spazi urbani e interventi volti allo stimolo della socialità e partecipazione dei giovani; potenziamento dei sistemi di comunicazione e coordinamento della Polizia Municipale. E, infine, interventi di edilizia scolastica in diverse aree della città e la creazione di un laboratorio partecipato per l’autoimprenditorialità sostenibile.
8 gennaio 2016


Ignorati tanti Comuni, ma pioggia di soldi a Gela  Bufera sul “Patto per la Sicilia” da 2,5 miliardi Sabato 23 Gennaio 2016 - 06:00 di Accursio Sabella 

Di ACCURSIO SABELLA - Il governo Crocetta a novembre ha suddiviso i contributi frutto dell'accordo con Palazzo Chigi. Un mese dopo ha aggiunto venti nuovi interventi: quindici di questi riguardano la città del governatore. E anche la maggioranza insorge: "Con quali criteri sono stati distribuiti i fondi?". COMUNE PER COMUNE, TUTTI I FINANZIAMENTI Il Pd di Gela: "Dai deputati polemiche strumentali".
PALERMO - L'elenco è lungo. E ha anche un'appendice. E come si sa, spesso il veleno è sulla coda. In questo caso, sull'aggiornamento a una delibera di giunta. Una modifica con la quale il governo Crocetta ha aggiunto ai progetti finanziabili tramite il “Patto per la Sicilia”, altri venti interventi. Di questi, quindici sono indirizzati a Gela. Città d'origine del governatore. Quanto basta per far scoppiare la polemica.

Del resto, la “torta” è di quelle succulente. Due miliardi e mezzo in tutto. A tanto ammonta il plafond di investimento frutto dell'accordo tra la Regione siciliana e la presidenza del Consiglio dei ministri. A dire il vero, Palazzo Chigi si è limitato ad accogliere le proposte della Regione, che dovevano semplicemente essere compatibili con i requisiti generali fissati da Roma. Nella delibera si fa chiaramente riferimento alla “definizione dei vari interventi” operata dagli assessori. Senza nemmeno il coinvolgimento del'Anci, cioè dei Comuni destinatari degli interventi stessi. E le scelte della giunta hanno già scatenato polemiche e accuse.

Anche perché il Patto ha subìto recentemente una modifica assai “discussa”. La prima versione del documento, infatti, approvata a novembre, prevedeva il finanziamento di 129 progetti. A dicembre, però, ecco la novità. La giunta di riunisce per approvare una variazione a quel patto. In pratica, l'aggiunta di altri venti interventi per altri 97 milioni di euro. Quindici di questi venti progetti sono destinati a Gela. Tra questi, anche quello che prevede lo stanziamento di 17 milioni per la costruzione di una piscina coperta nella “zona sportiva” della cittadina che ha dato i natali al presidente della Regione. Oltre a questi, ecco altri 8,8 milioni come misura di contrasto al dissesto idrogeologico nella zona dell''”Orto pasqualello”, 19 milioni destinati alla “riqualificazione urbana” di undici diverse vie di Gela, 350 mila euro per l'”ingresso pedonale Sud dell'Ospedale con annessa villetta e area giochi”, e 200 mila euro per gli ex granai del Palazzo Ducale che oggi sono utilizzati per convegni e mostre.

Ma i finanziamenti per Gela non sono rintracciabili soltanto nella “modifica” al patto. Diversi contributi erano presenti anche nell'elenco originario. Tra questi, anche i 250 mila euro per la creazione di un'area verde attrezzata “per cani con percorso agility” nella contrada Macchitella. Sempre di Gela, caput mundi. O quantomeno capitale dei contributi distribuiti dal governo di Crocetta.. Che stridono con l'esiguità dei finanziamenti destinati ad altre città siciliane.

In realtà, la maggior parte degli investimenti riguarda interventi di consolidamento di strade, versanti e costoni; oltre a interventi di contrasto e prevenzione al dissesto idrogeologico. Previsti anche contributi per la bonifica dall'amianto (50 milioni), il trattamento del punteruolo rosso (1,7 milioni), un centinaio di milioni destinati a Termini Imerese (tra cui i 29 milioni per il porto turistico della cittadina termitana), 120 milioni finanzieranno il credito d'imposta, 115,8 milioni i collegamenti con l'aeroporto di Comiso, 190 milioni un mega impianto di depurazione nel Catanese. Molti i finanziamenti anche destinati alla zona di Messina.

Proprio la distribuzione “geografica” dei contributi ha però scatenato più di una polemica.Due giorni fa, ad esempio, in commissione bilancio il clima era incandescente. E il presidente Vincenzo Vinciullo ha dovuto faticare non poco per cercare di calmare gli animi dei deputati. La commissione adesso vuole vederci chiaro, anche perché nessun rappresentante del governo era presente durante la seduta e neppure il dirigente generale della Programmazione, Vincenzo Falgares, impegnato a Roma.

Ma come detto, ecco le accuse al governo. La maggior parte delle quali, tra l'altro, provenienti da esponenti della maggioranza. Il deputato del Pd Mario Alloro, ad esempio, ha parlato di delibera vergognosa: “Anzi, definire quel Patto una 'vergogna' – ha rincarato la dose il parlamentare - è un eufemismo. Siamo in presenza di un puro ‘negoziato politico intrattenuto con la Presidenza del Consiglio’: infatti non c’è traccia di interventi organici né di un progetto complessivo di sviluppo per la Sicilia. Il ‘Patto’ - ha aggiunto Alloro - non è altro che un’accozzaglia di misure rivolte a determinati territori che vengono favoriti in maniera abnorme rispetto ad altri. Per non parlare di aree che vengono totalmente escluse: nessun intervento, infatti, è rivolto alla provincia di Enna. Ma su 20 interventi previsti nell’emendamento aggiuntivo, ben 15 sono destinati a Gela”. Attacco al governo anche dall'altra area del Pd, quella del renziano Luca Sammartino: “L’assegnazione delle somme fatta dal governo regionale – spiega il parlamentare – non ha tenuto conto delle aspettative di tante aree dell’Isola, in particolar modo l’area metropolitana di Catania, che sono state penalizzate nonostante la necessità di affrontare i danni del rischio idrogeologico e gli interventi di bonifica ambientale. E’ indispensabile – conclude Sammartino - che il governo chiarisca i criteri usati per la suddivisione e le motivazioni che hanno portato all’esclusione di vaste zone del’isola”. E una stoccata arriva anche dal capogruppo dell'Udc Mimmo Turano: “Non voglio contestare – ha detto - la pioggia di milioni per Gela ma la sostanziale esclusione del territorio trapanese dalla programmazione del Patto per la Sicilia. Forse per qualcuno i problemi ed i disagi dei siciliani non sono tutti uguali”. E, dato il riferimento a Gela, è facile intuire chi è “qualcuno”.
PALERMO - Ecco progetto per progetto, contributo per contributo, tutti gli interventi previsti dal "Patto per la Sicilia". Puoi scaricare e leggere.

I 129 interventi del Patto approvato a novembre

I 20 progetti aggiunti a dicembre (15 destinati a Gela)

L'Ue approva il Pon Metro Pioggia di milioni sulla costa Sud

Domenica 26 Luglio 2015 - 06:18


PALERMO - Almeno 90 milioni di euro, che potrebbero arrivare fino a 130, per rimettere a nuovo la costa Sud di Palermo grazie ai fondi europei. Giungono buono notizie dall’Ue, la cui commissione ha approvato il 14 luglio scorso il Pon Metro, ovvero il piano italiano che suddivide, fra 14 città metropolitane, quasi un miliardo di euro. Adesso toccherà al governo nazionale ripartire nel dettaglio le somme, ma a Palazzo delle Aquile si comincia già a far di conto visto che gli stanziamenti arriveranno fra qualche mese e serviranno per le attività più disparate: sociale, mobilità elettrica, riqualificazione energetica delle scuole, illuminazione pubblica, sistemi di trasporto intelligenti, piste ciclabili, car e bike sharing, corsie protette per i bus, lotta alla povertà, servizi per i senzacasa, recupero di alloggi, recupero di immobili. E ancora piattaforme web, wi-fi, semafori per ipovedenti, autobus a metano, abbattimento delle barriere architettoniche, trasformazione dell’ex gasometro di via Tiro a Segno in un polo culturale e sociale.

Le 14 città sono Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Genova, Firenze, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino e Venezia: quelle del nord e centro Italia riceveranno in media 40 milioni, a quelle del Sud (fra cui Palermo) andranno invece circa 90 milioni a testa. Ma non tutti i comuni hanno rispettato i tempi per la programmazione e soprattutto l’Agenzia per la coesione dovrà ripartire i fondi sulle varie misure: potrebbe quindi capitare che ad alcune città vadano più soldi che ad altre.

Il capoluogo siciliano, da questo punto di vista, sembra essere in pole position: gli uffici guidati da Paolo Basile hanno predisposto progetti per 130 milioni, proprio nella speranza di poter agguantare risorse aggiuntive e, visto che Palermo è tra le 14 città una delle più preparate, è assai probabile che ci riesca.

"Al di là dell'importo finale di questo importante progetto, che sarà comunque adeguato a dare risposte ampie e innovative alle necessità di quel territorio, non possiamo non sottolineare che questo risultato segna due grandi successi - commenta il sindaco Orlando - prima di tutto dimostra la correttezza e l'importanza strategica dell'aver creato un'apposita area che si occupa proprio di progettare per la ricerca di nuovi fondi al di fuori del bilancio comunale e di quello regionale, sulla base di precise indicazioni e priorità politiche fornire dalla giunta e dal sindaco. Il secondo risultato è quello che unisce un importante lavoro sul piano delle emergenze, soprattutto quelle sociali, con la capacità di immaginare e costruire una città innovativa e all'avanguardia sul piano della sostenibilità e della vivibilità".

Il Pon metro rappresenta, del resto, una modalità del tutto innovativa: l’Europa, in poche parole, assegna le risorse direttamente a 100 grandi città europee nell’ambito del Fondo di Sviluppo Regionale, saltando l’intermediazione (non sempre virtuosa) delle Regioni. Il ministero ha inoltre deciso di costruire il piano nazionale basandosi sulle proposte delle varie città, delegando loro anche dei compiti di gestione del programma. In poche parole i comuni vengono responsabilizzati e viene chiesto loro di svolgere alcune funzioni come gestione, pagamenti e certificazione. Palermo ha già approvato un piano di rafforzamento amministrativo, con tanto di comitato di sorveglianza.

Palazzo delle Aquile, come detto, è in prima linea: ha presentato il suo piano nel luglio del 2014, non ricevendo da Roma alcuna osservazione o richiesta di chiarimenti. A dicembre il tutto è stato inserito in un piano complessivo che, alla vigila del Festino di Santa Rosalia, ha ricevuto il disco verde delle istituzioni comunitarie. Adesso il Mise coordinerà le città per redigere, entro fine agosto, i piani definitivi per ogni singolo territorio.

Piazza Pretoria non uscirà un centesimo, ma dovrà spendere tutto entro il 2022: i primi soldi potrebbero arrivare già tra qualche mese. Sono due le aree interessate: quella Territoriale Integrata 3 (Maredolce, Brancaccio, Bandita) e quella Territoriale Integrata 6 (Gasometro, Macello e Romagnolo), oltre ai comuni di Misilmeri e Villabate in piccola parte.

LE REAZIONI
"Grazie al prezioso e competente lavoro del dirigente Paolo Basile e della sua squadra, finalmente Palermo sembra avere una grande opportunità per rilanciare il territorio più degradato della costa palermitana e diversi settori, dal sociale ai trasporti, di questa città che ad oggi soffre un abbandono e non curanza che ha radici nel passato ma che purtroppo si è estesa anche in questo tre anni. Il Sindaco si occupi in prima persona di spendere e al meglio questi 130 milioni, non lasci che la inerzia di alcuni assessori, la burocrazia e l'incapacità di alcuni settori della amministrazione facciano perdere per l'ennesima volta un treno di sviluppo e prosperità per questa nostra bella città. Questo sembra essere l'ultimo treno per questa sindacatura, un cambio di passo é ancora possibile ma non certo con questa giunta che va cambiata in molti suoi componenti". Lo dice il capogruppo Idv Filippo Occhipinti.

"L'approvazione dei progetti inclusi nel Pon Metro è a una boccata di ossigeno per l'economia della nostra città, ma sopratutto un cambio di passo dell'interesse della pubblica amministrazione verso un territorio che da anni aspetta interventi strutturali a partire dal recupero della costa - dice Paolo Caracausi di Idv - I progetti che non sono proprio di recupero della costa ma che riprendono alcune strutture esistenti al di là dell'Oreto sono un primo passo, ma siamo ancora lontani da un recupero completo del territorio. Tra i progetti presentati non vi è il recupero del fiume Oreto che, appena completata l'opera di canalizzazione degli scarichi fognari al depuratore, rimarrà l'unica fogna a cielo aperto. Come non sono previsti il recupero della tavernetta del tiro ancora sequestrata ed in mano al demanio nazionale o il solarium distrutto e vandalizzato. Mi auguro che in fase di rimodulazione del Pon Metro ci sia la possibilità di inserire alcune di queste opere e che nel prossimo programma triennale delle opere pubbliche ci sia spazio per il porticciolo della Bandita, il mammellone di Acqua dei Corsari e la sistemazione e recupero delle altre discariche a mare. Naturalmente è eccessivo accelerare i tempi di gara e inizio lavori se non vogliamo vedere vanificato questo finanziamento, come è successo per altre opere ancora oggi non completate".

http://livesicilia.it/2015/07/26/lue-approva-il-pon-metro-pioggia-di-milioni-sulla-costa-sud_651235/















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