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Tuesday, March 22, 2016

Mafia, fondo per vittime bloccato? Non da ora. Il caso di una donna di San Giuseppe Jato





Mafia, fondo per vittime bloccato? Non da ora. Il caso di una donna di San Giuseppe Jato


Da oltre due anni l’organismo del Ministero dell’Interno che dovrebbe coordinare le attività, “si arroga il diritto di rigettare le istanze riconosciute dai giudici. Violando la Costituzione e le pronunce della Cassazione”. Il racconto dell’avvocato Andrea Piazza parla di un abuso che di fatto blocca il fondo 
“Il fondo di rotazione per le vittime di mafia è fermo da cinque mesi”. Lo ha denunciato il vice presidente della Camera, Luigi Di Maio entrando in polemica con il premier Matteo Renzi che nega e parla di “accusa meschina”, mentre il sottosegretario Domenico Manzione, invece, aveva ammesso lo stop attribuendolo ad  un ricorso al Consiglio di Stato che aveva ‘congelato’ le richieste fino a febbraio scorso.
Chi ha ragione? Sicuramente Di Maio e Manzione, ma solo in parte. Perché, in realtà, ci sono casi che superano di gran lunga i cinque mesi e che precedono di gran lunga febbraio. Casi che “rivelano una inerzia della pubblica amministrazione che fa sospettare la volontà di rallentare se non stoppare le erogazioni del fondo di solidarietà in favore delle vittime di mafia cui i giudici hanno riconosciuto il diritto di accedervi”. A parlare è l’avvocato palermitano, Andrea Piazza. Il caso riguarda una sua assistita di San Giuseppe Jato, cui la mafia ha ucciso il fratello nel 2006 perché ritenuto autore di alcuni furti nelle case ‘sbagliate’.
L’istanza di accesso, inoltrata nel 2013, giace ancora nei cassetti del ‘Comitato di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso’, organismo del Ministero dell’Interno che dovrebbe limitarsi a coordinare le procedure, ma che invece fa di più: “Sono passati più di due anni da quando abbiamo inviato la nostra memoria- aggiunge l’avvocato Piazza- continuano a risponderci con osservazioni che nulla hanno a che fare con il loro ruolo. Basti ricordare che c’è una sentenza della Cassazione del 2008 secondo cui il Ministero dell’Interno non può decidere se un soggetto ha diritto di accedere al fondo o meno. Non può entrare nel merito, invece praticamente, lo fa, tanto che nel caso della mia assistita aveva rigettato la domanda”.
Ma come è possibile?
“Ce lo chiediamo anche noi- dice l’avvocato Piazza che in una delle sue  memorie ha fatto notare che il Comitato, così facendo, “ADOTTA UNA CONDOTTA ARBITRARIA DISATTENDONO I FONDANTI PRINCIPI COSTITUZIONALMENTE GARANTITI ARROGANDOSI L’ESERCIZIO DI FUNZIONI NON ASSEGNATA CON ECCESSO DI POTERE PREGIUDICANDO IL BUON ANDAMENTO ED IMPARZIALITA’ SCONFINANDO SOGGETTIVAMENTE NEI POTERI DI ACCERTAMENTO RIMESSI IN VIRTU’ DELLA CARTA COSTITUZIONALE ALL’ESERCIZIO DELL’AUTORITA’ GIUDIZIARIA DISAPPLICANDO PERALTRO LE STATUIZIONI DELLA SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONI UNITE SENTENZA 29 AGOSTO 2008 N. 21.927″. Da notare che nella memoria, questa parte è scritta così, a caratteri capitali, come a sottolineare  la gravità delle violazioni normative.
Non solo. C’è anche una ordinanza recentissima della Corte dei Cassazione (n.21306 del 20 Ottobre 2015) nella quale si ribadisce che “in sede di elargizioni in favore delle vittime della criminalità organizzata, la P.A. non dispone di alcun potere di valutazione discrezionale, non solo del diritto,ma finanche dei presupposti dai quali scaturisce il diritto, attribuito direttamente dalla legge all’avente diritto, sicché a tali procedimenti amministrativi, del cd. tipo accertativo, non compete affatto l’applicazione del principio del “tempus regit actum”, ma – assai più semplicemente – quello della ricognizione dei presupposti stabiliti dalla legge per la “certificazione” del diritto di credito e del suo ammontare”.
Peraltro – si legge sempre nella memoria del legale- “l’omessa citazione delle fonti normative a fondamento -nella fattispecie inesistenti- che astrattamente potrebbero dare costrutto alla posizione assunta in dispregio delle norme di legge e della suprema Corte di Cassazione, non è consentito neanche ricorrendo anche alla comune esperienza, comprendere in virtù di quali motivazioni di diritto il comitato si surrogherebbe”.
Insomma, il Comitato del Ministero dell’Interno si arroga diritto che non ha nel negare il riconoscimento di somme dovute ai familiari che hanno fatto istanza accolta dai giudici.
Quello dell’assistita dell’avvocato Piazza sarà l’unico caso in Italia? Ne dubitiamo. E se questo non è un modo per bloccare il fondo di rotazione di solidarietà alle vittime della mafia, cosa è?

Oltre 30 mila a Messina per la XXI giornata della memoria e dell’impegno. Don Ciotti: “Mafia e corruzione parassiti della società”. Foto. Video

DSCN4154MESSINA. Oltre 30 mila, soprattutto giovani, ieri hanno invaso Messina per la XXI giornata della memoria e dell’impegno in memoria delle vittime innocenti delle mafie. In contemporanea circa 350 mila persone si sono ritrovate nelle piazze di diverse città d’Italia.
Il lungo corteo guidato dai familiari delle vittime innocenti delle mafie e da Don Luigi Ciotti, anima e simbolo di Libera, ha attraversato tutta la città fino a Piazza Duomo in cui sono stati letti tutti i nomi.
Presenti anche una delegazione del presidio di Libera “Carmine Apuzzo e Salvatore Falcetta” di Alcamo, il presidio di Libera “Piersanti Mattarella” di Castellammare del Golfo e la 4° Afm con 3 rappresentanti di istituto del I.T.E.T. “G. Caruso” di Alcamo accompagnati dalle insegnanti Maria Stella Calafiore e da Stefanina Labruzzo.
DSCN4158DSCN4161Parole che suonano come macigni quelle di Don Luigi Ciotti che dal palco, ha commosso tutti ricordando gli studenti erasmus che nei giorni scorsi hanno perso la vita in un tragico incidente stradale in Catalogna.
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I ragazzi di Alcamo
“Non c’è giustizia senza verità. – ha tuonato Vincenzo Agostino al fianco di Don Luigi Ciotti – Siamo qui per voi, – ha affermato Don Ciotti – per i familiari delle vittime, siamo qui per tutti voi giovani. Abbiamo sempre più bisogno di una società che ci riconosca uguali come cittadini.DSCN4163
Le mafie sempre di più hanno imparato a sopravvivere ai cambiamenti della società: mafia e corruzione sono parassiti della società. Non sono corpi estranei ma un corpo che noi alimentiamo. Un saluto particolare- ha sottolineato – a chi oggi è arrivato dall’Argentina, dalla Tunisia e dal Messico.”

DSCN4167“Oggi penso ai testimoni di giustizia, in particolare ad Ignazio Cutrò, al loro coraggio e al loro impegno. Penso a chi combatte la mafia e apre i negozi in beni confiscati in Calabria e qui in Sicilia. Siamo e saremo sempre al fianco dei familiari delle vittime; significative le parole di giustizia di Angela Manca e di Vincenzo Agostino che oggi vive sotto scorta. Abbiamo bisogno di verità, di tanta verità.”
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DSCN4199“Penso ai beni confiscati. La confisca – continua Don Ciotti – oggi è uno strumento non ancora usato nel modo migliore ma è fondamentale, anche con tante difficoltà ha un valore fondamentale nel contrasto alle mafie. Un saluto ai magistrati, a Nino Di Matteo che oggi non è potuto venire ma ci ha mandato unaDSCN4149lettera, ai giornalisti di periferia minacciati che raccontano con passione e coraggio, agli insegnanti, a chi non è qui ma si trova nelle maggiori piazza d’Italia a seguire la diretta.” Sulle polemiche che riguardano l’antimafia ha sottolineato: “Attenti, qui si fa più la guerra all’antimafia che alla mafia. Dalle accuse circostanziate ci si può difendere, da quelle generiche si può parlare, dalle diffamazioni ci difenderemo in tribunale. Bisogna affrontare con coraggio ogni salita e difenderci dalle diffamazioni. La memoria – conclude – deve diventare davvero impegno DSCN4151quotidiano.”
La Giornata nazionale della Memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie è stata approvata all’unanimità al Senato della Repubblica, quindi istituzionalizzata, adesso passerà alla Camera.DSCN4146“Penso ai colleghi, agli amici e alle decine di famiglie che ho conosciuto nei tanti anni di magistratura che soffrono un dolore insopprimibile per l’assenza dei loro cari: è importante  – ha scritto il Presidente del Senato Piero Grasso sul suo profilo Facebook – che l’Italia interaDSCN4246dedichi loro un giorno per onorarne la memoria, e 365 per portarne avanti l’esempio con l’impegno quotidiano.”
DSCN4183Presenti tra gli altri il Presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta, il Presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone, il padrone di casa Renato Accorinti Sindaco di Messina, tanti sindaci siciliani e della vicina Calabria, oltre alle autorità religiose e militari. 

DSCN4196Tantissimi giovani, scout, ragazzi delle scuole, bambini, tutti uniti per ricordare le tantissime vittime innocenti della crudeltà mafiosa.
DSCN4197La Presidente della Commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi ai cronisti ha sottolineato che “le mafie hanno cambiato volto ma bisogna continuare su questa strada. Oggi va combattuta con le nuove armi che abbiamo a disposizione. Uccide meno ma fa affari e inquina. Tutte le istituzioni sono in piena collaborazione perché non ci possiamo dividere sul tema della mafia, va combattuta insieme. Le famiglie delle vittime innocenti delle mafie non sono sole, abbiamo un grande debito nei loro confronti. DSCN4238Questa di oggi non è una presenza formale, è giusto stare al fianco di Libera e al fianco di Don Ciotti”. E in particolare ai microfoni di Alqamah.it ha risposto sul caso Saguto:
Il Caso Saguto, rappresenta una pagina nera per l’antimafia siciliana
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DSCN4205“Si, rappresenta una pagina nera ma che è stata portata alla luce e che ha trovato le istituzioni pronte non solo a reagire ma già pronte a cambiare. Sul caso Saguto verranno accertate le responsabilità penali dei soggetti ma è stato anche il frutto di alcune debolezze del sistema al quale la Commissione Antimafia aveva già lavorato. Infatti oggi abbiamo un nuova legge.”DSCN4199
Oggi il sistema funziona correttamente?
“Aspettiamo che il Parlamento approvi definitivamente il disegno di legge che abbiamo presentato insieme ad Iniziativa Popolare. Credo che adesso sono state introdotte delle regole che avrebbero reso le cose più complicate e forse impedito che avvenissero questi episodi.”
Queste regole sono arrivate forse un po’ in ritardo
DSCN4228“No, perché  quanto mi riguarda mi ci sono messa subito a lavorare …”
Forse si poteva fare meglio in passato …
“Si, probabilmente si …”
Il presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta ai cronisti ha dichiarato: “Oggi qui a Messina lanciamo un messaggio forte. In Italia, in Sicilia c’è Libera, c’è Don Ciotti. Loro rappresentano un baluardo nella lotta contro le mafie perché vicini ai testimoni, ai familiari delle vittime ma in particolare perché svolgono un azione di legalità senza precedenti. La lotta alla mafia – ha sottolineato ad Alqamah.it – non si fa solo nei tribunali, ma anche nella società cercando di sottrarre soldati all’esercito delle mafie. L’antimafia oggi deve restare unita, ci possono essere posizioni diverse ma bisogna lottare insieme.”DSCN4230
DSCN4174Il Sindaco di Messina Renato Accorinti rispondendo alle domande dei cronisti ha sottolineato che “è stato davvero molto importante  la presenza di quasi 500 familiari di vittime innocenti delle mafie. Questo abbraccio collettivo vuol dire tanto. Da questa giornata meravigliosa in cui Messina fa vedere il suo vero volto abbiamo imparato molte cose.DSCN4239Oggi c’è una società civile organizzata, la vera vittoria è questa discussione e questa grande presenza in piazza. Ma chiediamo – ha concluso – aiuto alle istituzioni, soprattutto nel campo educativo, come faceva Don Milani. Come Sud chiediamo più infrastrutture, più servizi, aeroporti e lavoro.”DSCN4175
Infine l’abbraccio collettivo dei bambini delle scuole e degli scout a Don Luigi Ciotti che con un sorriso ha ascoltato tutte le loro richieste. Questo 21 marzo, primo giorno di primavera, è stato il 21 marzo dei giovani. In Sicilia a pochi passi dalla Calabria e contemporaneamente in tutto il DSCN4183Paese i ragazzi di Libera hanno dimostrato che “ponti di memoria, luoghi d’impegno” non è solo lo slogan della giornata, ma una promessa in nome di tutte le vittime innocenti delle mafie. Perché non esistono vittime di serie A e vittime di serie B.
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