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Tuesday, March 22, 2016

Giallo Maiorana, svolta nelle indagini: indagati i 2 soci

Giallo Maiorana, svolta nelle indagini: indagati i 2 soci

Accusati di omicidio dalla procura Dario Lopez e Francesco Paolo Alamia, soci dei Maiorana del cantiere di Capaci dal quale scomparvero il 3 agosto del 2007
Giallo Maiorana, svolta nelle indagini:  indagati i 2 soci
ANTONIO MAIORANA 
È la svolta che si attendeva da tempo. La scomparsa degli imprenditori Antonio e Stefano Maiorana è un caso di omicidio. È con quest'accusa che la procura ha indagato Dario Lopez e Francesco Paolo Alamia, soci dei Maiorana del cantiere di Capaci dal quale scomparvero il 3 agosto del 2007. Una svolta sulla quale trapela molto poco. Di certo c'è che carabinieri e magistrati hanno le idee abbastanza chiare.



A portarli sulla strada giusta sarebbe stata un'intuizione felice che avrebbe aperto le porte del movente. L'omicidio sarebbe maturato nell'ambito di contrasti per grossi affari legati ai cantieri edili. Si tratta di contrasti per grosse somme e nei quali si sarebbero inserite anche questioni private. Una storia molto cruda sulla quale è importante lasciare spazio al silenzio, per adesso, per non compromettere le indagini. Gli accertamenti del Ris su una suola di gomma e un sacco, ritrovati a Villagrazia di Carini a gennaio, sono state rinviate a giugno per motivi d'indagine.



L'inchiesta, coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi e dai pm Francesco Del Bene e Roberto Tartaglia, sarebbe molto complessa e non è escluso nemmeno che ci sia anche la mano della mafia dietro al delitto. Alamia, socio in affari di Maiorana dagli anni Ottanta, è stato anche assessore comunale a Palermo e avrebbe avuto rapporti d'affari con l'ex sindaco mafioso Vito Ciancimino. Indagato per concorso in associazione mafiosa insieme a Dell'Utri e Berlusconi, la sua posizione venne archiviata nel 1997. Dario Lopez, invece, sarebbe stato uomo di mediazione, colui che garantiva la tranquillità del cantiere.

Giacomo Frazzitta, l'avvocato che difende l'ex moglie di Maiorana, Rossella Accardo, aveva offerto spunti investigativi sui soci delle due vittime: messaggi e contatti telefonici sospetti. Gli approfondimenti poi si erano inabissati e l'indagine era stata archiviata. Della pista che portava al cantiere nel 2008 parlò anche il pentito Gaspare Pulizzi, ex braccio destro del boss Salvatore Lo Piccolo: «Lo Piccolo mi aveva detto che la scomparsa dei Maiorana è stata determinata da contrasti interni al cantiere».

Nel  gennaio del 2009, poi, si suicida il fratello di Stefano, Marco. Si ricostruì che il ragazzo non aveva retto al dolore, adesso sembra chiaro che era depositario dei segreti del padre e del fratello. D'altronde in una copia di un Topolino era stata trovata anche questa frase: «Con Karina (la donna del padre, ndr) abbiamo distrutto la memoria del pc…Sapevo che quella mattina mio fratello andava a discutere qualcosa di grave e non sono riuscito a trattenerlo».

 

Pulizzi, ritenuto uno dei collaboratori più stretti di Lo Piccolo, in pratica ha ricostruito le strategie del boss, le alleanze e gli obiettivi 
Il pentito rivela anche i retroscena della sparizione dell'imprenditore edile Antonio Maiorana e del figlio Stefano, spariti il 3 agosto scorso. Dietro la scomparsa non ci sarebbe la mano della mafia, ma dei contrasti sorti nell'ambito lavorativo. Pulizzi racconta che "Lo Piccolo aveva detto che la scomparsa dei Maiorana è stata determinata da contrasti interni al cantiere". 

L'imprenditore e il figlio stavano realizzando alcune palazzine a Isola delle Femmine, nel Palermitano, e il 3 agosto si erano allontanati dal cantiere. 
continua su.... 

Comitato Cittadino Isola Pulita 

01/02/2008 
http://www.lasiciliaweb.com/index.php?id=1305 

http://la-rinascita-a-isola-delle-femmine.blogspot.com/2008/01/calliope-italcementi-prefabbricati-nord.html#links 










ANTONIO E STEFANO MAIORANA SCOMPARSI DA ISOLA di isolapulita



Mistero Maiorana: torna l'argomernto "mafia", e rispuntano i soliti noti della politica

Chiuse senza risultati le indagini sulla scomparsa dell'imprenditore e del figlio. Una vicenda che intreccia politica, cosche e appalti. E svela legami con gli storici soci di Dell'Utri - Rivolta contro la Cassazione. Così Berlusconi scambia il Parlamento per il suo scudo personale (di Marco Damilano - l'Espresso)
 
Cuffaro-cannoliIl caso Maiorana è chiuso. Non ci sarà alcun processo per capire che fine abbiano fatto l'imprenditore Antonio Maiorana e il figlio Stefano, scomparsi il 3 agosto nel 2007 a Palermo. Dalla procura è partita la notifica che chiude i sei anni di indagini con un sostanziale nulla di fatto. La mole di carte, intercettazioni, documenti bancari e societari, e verbali di testimoni non ha nno fatto luce sulla sorte di Maiorana e sui motivi della sua scomparsa.L'unica certezza è che relazioni con ambienti mafiosi, cemento e politica sono stati i tre peccati capitali di Antonio Maiorana.

Dalla carte dell'inchiesta è spuntato anche il tentativo di contattare Matteo Messina Denaro. Puntando sull'intercessione del boss latitante, Maiorana voleva entrare nel "gioco grande" di Cosa Nostra imprenditrice. I fatti risalgono al 2006, un anno prima della scomparsa del manager. Lo rivela la testimonianza - agli atti dell'indagine coordinata dai pm Francesco Del Bene e Gaetano Paci - di A.R., una "fonte" di Castelvetrano, chiamata dai magistrati a rendere informazioni dei suoi rapporti con l'imprenditore. Seguendo la ricostruzione, Maiorana avrebbe voluto realizzare a Selinunte un resort turistico da quasi 7000 posti. Il lasciapassare all'opera faraonica sarebbe dovuto arrivare da politici - nei verbali si fa riferimento ad amministratori locali e deputati regionali - e dal network di faccendieri vicini a Messina Denaro. Nel rispondere alle domande dei pm, la fonte A.R. fa il nome di Giuseppe Grigoli, l'ex gestore dei supermercati Despar in Sicilia, ritenuto un prestanome della "primula rossa" della mafia trapanese. Maiorana sarebbe entrato in contatto con Grigoli per capire i margini di realizzazione di quel progetto turistico. Non solo: l'imprenditore palermitano avrebbe cercato un abboccamento diretto con la famiglia del latitante.


La scomparsa di Maiorana è una dark story che intreccia mafia, potere politico e imprenditoria. I carabinieri del reparto operativo di Palermo hanno ricostruito, passo per passo, l'intera storia di Maiorana. Cresciuto sotto l'ala protettrice dello zio, il costruttore messinese Giuseppe Contarini, si lancia nel mondo dell'edilizia residenziale all'inizio degli anni Ottanta, con il consorzio Coreca 2000. All'epoca tra i suoi partner c'è anche Massimo Ciancimino, discusso protagonista delle rivelazioni sulla trattativa Stato-mafia. Tutti i progetti di Maiorana si svilupperanno con il medesimo canovaccio: sponsor politici - nel 2000 vantava contatti diretto con l'allora presidente della Regione Totò Cuffaro - e relazioni border line con personaggi contigui alle cosche. Storico, ad esempio, è il rapporto di Maiorana con Francesco Paolo Alamia, l'ingegnere e politico legato alla cerchia di Marcello Dell'Utri sin dagli anni Settanta, coinvolto con la sua Inim immobiliare nel fallimento della Venchi Unica e indagato più volte per le sue relazioni con i boss. 

Maiorana e Alamia erano partner anche nel cantiere vicino all'aeroporto palermitano, dove la loro società Calliope stava realizzando decine di appartamenti. Qualche giorno prima della scomparsa, l'imprenditore era riuscito a realizzare un passaggio di quote societarie, estromettendo nei fatti l'antico socio Alamia. Anche per quell'impresa, Maiorana e i suoi partner avevano rispettato il codice non scritto di Cosa Nostra, facendo lavorare operai legati al clan Lo Piccolo e al mandamento mafioso di Brancaccio. Nonostante la decisione dei magistrati palermitani, Rossella Accardo, ex moglie dell'imprenditore scomparso, continua a battersi per la ricerca della verità. In questa storia ha perso i suoi due figli. Stefano è scomparso insieme al padre; Marco, travolto dalla pressione, si è tolto la vita a gennaio del 2009: quando mafia e cemento camminano insieme, la storia insegna che le colpe dei genitori ricadono anche sui figli.


http://iltafano.typepad.com/il_tafano/2013/07/mistero-maiorana-mafia-e-rispuntano-i-soli.html

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