CONTRO L'ARROGANZA DEL POTERE:

PER LA LEGALITA', PER LA PARTECIPAZIONE, PER LA TRASPARENZA. PER IL CONFRONTO,PER LA CONDIVISIONE, PER L'INCLUSIONE, PER LA SOLIDARIETA', PER LA PROGETTUALITA', PER LA REALIZZAZIONE, PER L'ACCOGLIENZA, PER IL RISPETTO








Thursday, March 10, 2016

INTERROGAZIONE PARLAMENTARE CHIUSURA PASSAGGIO A LIVELLO VIA TRAPANI DI ISOLA DELLE FEMMINE

  MANNINO, BUSTO, DAGA, DE ROSA, MICILLO, TERZONI e ZOLEZZI. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che: 

   l'Ente Ferrovie dello Stato spa – divisione infrastruttura – zona territoriale insulare – trasmetteva al comune di Isola delle Femmine il progetto definitivo predisposto dalla ITALFERR spa, Gruppo FS, denominato «Nodo di Palermo – Raddoppio Palermo Notarbartolo – Isola delle Femmine» e «Nodo di Palermo – Raddoppio in affiancamento Isola delle Femmine – Carini», affinché fosse esaminato ed approvato dagli organi competenti; 
   il consiglio comunale di Isola delle Femmine, giusta delibera n. 100 del 22 dicembre 2000, esprimeva parere contrario in ordine alla compatibilità ambientale dello «studio di impatto ambientale» e del progetto sopra citato, chiedendo la redazione di un nuovo progetto e stabilendo, altresì, il mantenimento del passaggio a livello di via Trapani; 
   l'Ente Ferrovie dello Stato spa – divisione infrastruttura – zona territoriale insulare, giusta nota prot. n. 4577 del 5 aprile 2001 – presentava, dunque, al comune di Isola delle Femmine una nuova soluzione progettuale per garantire il mantenimento del passaggio de quo al fine di consentire il passaggio veicolare; 
   il consiglio comunale di Isola delle Femmine, nuovamente investito della questione, con delibera n. 22 del 12 aprile 2001, approvava la localizzazione delle opere – tra cui il mantenimento del passaggio a livello di via Trapani – del progetto «Nodo di Palermo – raddoppio Palermo Notarbartolo – Isola delle Femmine» e «Nodo di Palermo – Raddoppio in affiancamento Isola delle Femmine – Carini», in variante ai vigenti strumenti urbanistici – provvedimento che, tra le altre cose, disponeva espressamente che qualunque modifica di carattere urbanistico progettuale apportata in sede di conferenza di servizi avrebbe comportato l'obbligo di riesame da parte del consiglio comunale (la citata delibera è stata approvata nella conferenza di servizi del 29 ottobre 2001 e l'accordo della conferenza è stato, successivamente, approvato con decreto presidenziale della regione siciliana del 24 luglio 2002, ad oggi mai modificato); 
   nel verbale della riunione del tavolo tecnico tra il comune di Isola delle Femmine, ITALFERR spa e, la società S.I.S. s.c.p.a., tenutosi presso il Palazzo comunale di Isola delle Femmine in data 15 marzo 2012, si sottolineava che RFI avrebbe fatto pervenire al comune la bozza della convenzione con il comune da sottoporre al consiglio comunale contenente anche la proposta di chiusura del passaggio a livello di via Trapani; 
   precedentemente, in data 2 marzo 2012, RFI aveva inviato al Comune di Isola delle Femmine una nota, a firma del dottor Andrea Cucinotta, all'interno della quale si evidenziava che «poiché il passaggio a livello esistente in via Trapani è direttamente interessato alle fasi realizzative riguardanti sia la suddetta nuova viabilità e sia i lavori per il nuovo piano regolatore della Stazione ferroviaria di Isola delle femmine che, in assetto definitivo, prevede la soppressione dello stesso passaggio a livello presente in ambito stazione, lato Trapani, si dà espresso avviso che in unico all'Autorizzazione all'esecuzione dei lavori per la nuova viabilità complanare 3, dovrà essere autorizzata la chiusura dell'anzidetto passaggio a livello»; 
   il comune di Isola delle Femmine, con deliberazione di giunta comunale n. 59 del 24 agosto 2012, chiedeva ad RFI di provvedere alla redazione di una proposta progettuale per la realizzazione a proprie cure e spese di un passaggio pedonale aereo o sotterraneo che consentisse il collegamento bidirezionale lungo la via Trapani attraverso l'esistente passaggio a livello destinato alla chiusura – peraltro, alla vigilia dello scioglimento per infiltrazione mafiosa del comune di Isola delle Femmine, avvenuta in data 12 novembre 2011, non era stato emanato alcun atto giuridicamente valido che disponesse la chiusura del passaggio a livello; 
   ciononostante, la commissione straordinaria con i poteri di giunta comunale, giusta deliberazione n. 134 del 10 settembre 2014, in considerazione del fatto che non era stato formalizzato un atto di indirizzo per la chiusura del passaggio a livello di via Trapani – senza il quale RFI non avrebbe potuto procedere alla definizione di tutto il complesso delle predette opere – deliberava di autorizzare RFI a procedere alla chiusura del passaggio a livello di via Trapani, contestualmente all'apertura della strada denominata «complanare 3»; 
   si evidenzia, peraltro, che la citata deliberazione non disponeva alcuna variante al progetto del raddoppio ferroviario allegato alla delibera consiliare n. 22 del 12 aprile 2001 – che ha previsto il mantenimento del passaggio a livello – né, tantomeno, una variante al piano regolatore di soppressione del passaggio a livello; 
   successivamente, in data 26 febbraio 2015 – in seguito alla richiesta del gruppo consiliare PDR «Patto dei Democratici per le Riforme» finalizzata alla consegna della documentazione in ordine alla chiusura del passaggio a livello di via Trapani ed alla conseguente richiesta di convocazione del consiglio comunale (note nn. 1474/2015 e 1475/2015) – si è tenuta la seduta del consiglio comunale nella quale è stata votata, all'unanimità, la mozione con cui sono stati stabiliti tre obiettivi: il mantenimento del passaggio a livello di via Trapani al fine di consentire il passaggio veicolare e pedonale; l'attivazione di ogni legittimo percorso ed iniziativa utile per garantire il mantenimento del citato passaggio; l'istituzione di un tavolo tecnico con ITALFERR spa, RFI e S.I.S. s.c.p.a., per l'individuazione di una possibile soluzione al problema; 
   il gruppo PDR ha, inoltre, proposto di non chiudere il consiglio comunale e di aggiornarlo a 30 giorni; tale proposta e la rispettiva votazione all'unanimità non sono state riportate all'interno del corpo del testo della delibera di Consiglio Comunale e, pertanto, sono state oggetto di integrazione nella successiva seduta di consiglio comunale nel punto all'o.d.g. «lettura ed approvazione dei verbali della seduta precedente»; 
   a distanza di giorni 30, il presidente del consiglio comunale, dottor Pietro Salvatore Rappa, non ha convocato il consiglio comunale sulla questione sopra richiamata, né ha convocato il consiglio comunale aperto alla cittadinanza per discutere la vicenda con i cittadini, come aveva promesso e garantito nella seduta del 26 febbraio 2015; 
   pertanto, in data 13 maggio 2015, giusta nota prot. n. 5999, il gruppo consiliare decreto del Presidente della Repubblica ha provveduto a formalizzare richiesta di convocazione di consiglio comunale in ordine alla chiusura del passaggio a livello ed al completamento del raddoppio ferroviario anche al fine di avere conoscenza dell'esito del tavolo tecnico che il sindaco, nella seduta del 26 febbraio 2015, si era impegnato a convocare; 
   soltanto in data 14 maggio 2015, a distanza di 77 giorni il sindaco, Stefano Bologna, giusta nota prot. n. 6125, ha provveduto ad inoltrare alla ITALFERR spa, ad RFI ed a S.I.S. s.c.p.a., formale richiesta di un incontro sul tema del passaggio a livello di via Trapani; 
   a tal riguardo, in data 3 giugno 2015, è pervenuta al comune di Isola delle Femmine una nota della ITALFERR spa con cui la società ha comunicato che la delibera n. 9 del 26 febbraio 2015 risulta in netta contraddizione con la precedente delibera n. 134 del 10 settembre 2014, chiedendo di non considerare la delibera n. 9 del 26 febbraio 2015 ed invitando il comune per il giorno 5 di giugno 2015 alla consegna di un tratto della viabilità della «Complanare 3» e la contestuale chiusura del passaggio a livello, con un preavviso di soltanto 48 ore; 
   in data 5 giugno 2015, il sindaco del comune di Isola delle Femmine, Stefano Bologna, Rfi, la Dtp di Rfi, Italferr spa, il decreto-legge ed il contraente generale, sottoscrivono un verbale di consegna della «complanare 3», ove viene precisato, tra le altre cose, che si procederà ad una «consegna anticipata» in quanto in «pendenza di Collaudo Finale» – verbale nel quale il comune si obbliga, altresì, a tenere Rfi e l'impresa esecutrice completamente sollevate ed indenni da ogni responsabilità, reclamo, azione e molestia da parte di terzi; 
   in data 5 giugno 2015, il comune di Isola delle Femmine ha disposto – con ordinanza n. 57 del 4 giugno 2015 – l'apertura alla pubblica fruizione della nuova viabilità denominata «Complanare 3» e la conseguente chiusura al traffico nel tratto di viabilità in corrispondenza del passaggio di via Trapani; 
   è opportuno ricordare, a tal proposito, che le opere riguardanti l'assetto territoriale ed in particolare le opere che prevedono la modifica del piano regolatore generale del comune sono soggette alla preventiva autorizzazione del consiglio comunale, quale organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo, e che gli unici atti giuridicamente validi ed efficaci emanati dal consiglio comunale di Isola delle Femmine in ordine alla sopra citata vicenda sono le delibere n. 100 del 22 dicembre 2000 e n. 22 del 14 aprile 2001, le quali hanno stabilito, come già evidenziato in precedenza, il mantenimento del passaggio a livello di via Trapani; 
   si rammenta inoltre che, l'articolo 42, comma 2, lettera b) del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, recante «attribuzione dei consigli», assegna in maniera espressa al consiglio comunale la competenza in materia di piani territoriali ed urbanistici, programmi annuali e pluriennali per la loro attuazione ed eventuali deroghe ad essi sottolineando, altresì, al comma 4, che le deliberazioni su queste materie non possono essere adottate in via d'urgenza da altri organi del comune; 
   la chiusura del passaggio a livello di via Trapani che costituisce uno snodo fondamentale per i collegamenti nel centro abitato sta di fatto determinando numerose criticità per i cittadini del comune di Isola delle Femmine e gravi ripercussioni sociali, economiche e di mobilità per l'intera collettività che, ad oggi, non sono ancora state risolte né, tantomeno, mitigate con l'adozione di adeguate misure –: 
   di quali elementi disponga il Ministro interrogato circa i fatti esposti in premessa e, in particolare, di quali elementi disponga circa lo stato di attuazione del progetto relativo all'infrastruttura ferroviaria in questione, tenendo conto delle rilevanti criticità che sono state evidenziate. (4-12405)
INTERNO
Interrogazione a risposta immediata:
   BIANCOFIORE e BRUNETTA. — Al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che: 
   il nostro Paese era presente all'ultimo Consiglio europeo dei Ministri dell'interno, nella persona del Ministro interrogato e lo sarà nuovamente giovedì 10 marzo 2016, per discutere dell'attuale situazione in materia di migrazione e per esaminare possibili azioni future; 
   nell'ultimo Consiglio europeo l'Austria ed altri Paesi hanno chiesto, senza suscitare particolari rimostranze da parte del Governo italiano, la sospensione del Trattato di libera circolazione di Schengen, facendo riferimento alla «clausola di particolare emergenza», nel caso specifico a giudizio degli interroganti non applicabile prevista dal medesimo Trattato, contravvenendo alla decisione adottata a maggioranza qualificata dall'Unione europea sulla ripartizione delle quote dei migranti; 
   recentemente il Presidente del Consiglio dei ministri, dottor Matteo Renzi, ha incontrato a Roma il Cancelliere austriaco, Werner Faymann, che, durante l'incontro bilaterale a Palazzo Chigi, gli ha prospettato l'intenzione di chiudere le frontiere con l'Italia al Brennero, a Dobbiaco e a Tarvisio al fine di respingere i migranti in arrivo dal nostro Paese, senza peraltro suscitare alcuna reazione negativa del Presidente del Consiglio dei ministri; 
   il 18 e il 19 febbraio 2016 si è tenuto il Consiglio europeo dei Capi di Stato e di Governo, nel quale il cosiddetto gruppo di Viesegrad, che si era riunito il 16 febbraio 2016 a Praga con la partecipazione anche di Bulgaria e Macedonia, ha chiesto la sospensione del Trattato di Schengen; 
   il Presidente del Consiglio dei ministri, dottor Matteo Renzi, ha sempre contestato, evidentemente a parere degli interroganti solo a parole e a fini di politica interna, la «politica dei muri» che sta mettendo fine al grande sogno dell'Europa, ormai uncinato dal prolificare di fili spinati;
   il filo spinato e le vere e proprie barriere annunciate dal Ministro dell'interno austriaco, Johanna Mikl Leitner, alla frontiera del Brennero creeranno un collo di bottiglia in Alto Adige, dove confluiranno e stanzieranno migliaia di disperati provenienti dal Sud del mondo; 
   nonostante gli accordi del 1992, l'Austria rivendica ancora la cosiddetta Schutzfunktion, intollerabile funzione di tutela su una porzione dello Stato italiano, con ciò a giudizio degli interroganti violando la sovranità nazionale, per la qual cosa il Governo dovrebbe richiamare l'ambasciatore austriaco; 
   il Presidente del Consiglio dei ministri, dopo forti pressioni dell'opinione pubblica, dei partiti e della comunità del Trentino-Alto Adige/Suedtirol ha denunciato con un «no» mediatico, la presa di posizione dell'Austria, che però non ha accettato le imposizioni europee, minando di fatto l'accordo di libera circolazione che è a fondamento dell'Europa; 
   persino il presidente della provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher, si è detto estremamente deluso dall'Austria; 
   la chiusura della frontiera al valico del Brennero causerà devastazioni sul piano turistico, della sicurezza dei cittadini e della convivenza sociale; 
   dopo le dichiarazioni del prefetto di Treviso di essere pronta a confiscare le case sfitte agli italiani per metterle a disposizione dei migranti, anche in Alto Adige si è diffuso il terrore tra i proprietari di case, creando grave allarme sociale; 
   il dramma dell'immigrazione si sta già ravvisando per alcuni operatori economici locali e nazionali, come un grande affare sul modello di altre incresciose situazioni che hanno suscitato l'indignazione degli italiani; 
   sono evidenti i rischi che la comunità altoatesina corre a causa dell'arrivo in massa di profughi extracomunitari e quanto sarà difficile per un territorio così piccolo, affetto da storici conflitti etnici, sopportare situazioni di grande tensione e riuscire a mantenere il livello di sicurezza; 
   sul territorio altoatesino, per ammissione della stessa Austria, ci saranno anche problemi di viabilità, perché verrà introdotto il limite di velocità dei 30 chilometri all'ora, cosa che cagionerà caos al Brennero e sull'A22, autostrada a sole due corsie, causando danni ambientali ed economici, soprattutto agli autotrasportatori, con ricadute drammatiche sulla libertà di circolazione; 
   la provincia autonoma di Bolzano si sta facendo carico di trovare le risorse e di montare le tendopoli in varie zone lungo il confine del Brennero, mentre, dall'altra parte del confine, l'Austria sta schierando centinaia di poliziotti frontalieri per respingere i migranti provenienti dall'Italia; 
   persino le Nazioni Unite, attraverso l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, hanno messo sotto osservazione il Brennero e l'Alto Adige per il rischio «dramma umanitario» –: 
   se il Governo sia determinato a difendere concretamente l'Italia, gli italiani e la sicurezza nei suoi confini, intervenendo duramente in Europa e chiedendo sanzioni, come l'esclusione dalla ripartizione dei fondi europei e la sospensione della libera circolazione delle merci, per quei Paesi aderenti che chiudano unilateralmente le frontiere. (3-02093) 




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