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Wednesday, March 30, 2016

I cambi merce di Milanese

I cambi merce di Milanese
Ville e yacht per distribuire nomine e ottenere notizie riservate.
di Adelaide Pierucci

 
Operazioni sporche coperte dal lusso. Non solo la Ferrari e la Bentley, e i Mirò per la fidanzata, pretesi come cadeau. Ma la villa in Costa Azzurra e lo yacht.Comprava e rivendeva in nome delle tangenti Marco Milanese, il potente deputato del Pdl, ex consulente del ministero del Tesoro, che ha ospitato nella sua casa romana da 8.500 euro al mese il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, e su cui alla Camera dal 7 luglio pende un ordine di arresto firmato da Napoli.
Il gip Amelia Primavera nell'ordinanza ha ricostruito un preciso modus operandi: vendita a maggior valore per nascondere tangenti. Mazzette intascate in cambio di nomine. «Nella sua qualità di consigliere politico del ministro dell'Economia, ha promesso prima, e assicurato poi, l'attribuzione di nomine e incarichi in diverse società controllate dal ministero, ricevendo come corrispettivo somme di denaro e altre utilità».
LA CASA IN COSTA AZZURRA. Nel caso dei professionisti di Voghera, il sindaco Guido Marchese e il commercialista Carlo Barbieri (ora agli arresti domiciliari in base alla stessa ordinanza), 100 mila euro rifilati dalla cresta per la vendita di una casa in Costa Azzurra dopo essere stati piazzati in società che fanno capo a Finmeccanica.
Si stima una cifra di 500 mila euro invece dietro all'affare yacht rivenduto in maniera supervalutata, secondo i magistrati, alla società Eurotec collegata a Fabrizio Testa, poi nominato nel consiglio d'amministrazione di Enav e presidente di TecnoSky. Troncone d'indagine questo finito nella procura di Roma con l'ipotesi di finanziamento illecito ai partiti.

COMPRAVENDITE AL POSTO DI CASH. Non bustarelle, non cash insomma. Secondo il pm Vincenzo Piscitelli, Milanese, ex ufficiale della Guardia di Finanza, conoscerebbe bene il mondo finanziario e i metodi d'indagine. Meglio quindi coprire le manovre economiche con compravendite. Milanese ha informato Marchese dell'intenzione di voler vendere la villa in Costa Azzurra, valore 1 milione e 600 mila euro.
Intanto Marchese e Barbieri hanno messo in piedi una società, la Sogepa, con l'intenzione di acquistare la villa per fare un solo affare veloce: rivenderla a qualche magnate. L'acquirente, però, si sarebbe ritirato e i due, in accordo con Milanese, avrebbero avuto indietro la caparra di 650 mila euro depositati con assegni su un conto della Carige.
Nel frattempo Milanese ha venduto la villa tramite un mediatore francese che poi si è fatto vivo con Marchese: «Milanese si aspetterebbe la restituzione dei 100 documenti». Centomila euro secondo i magistrati. Una tangente che servirebbe a ricompensarlo per i favori fatti. Marchese è stato nominato nei collegi sindacali di Ansaldo Breda, Oto Melara, Ansaldo Energia, Sogin e Sace. Barbieri, che è anche sindaco a Voghera, è stato nominato nel consiglio di amministrazione della Federservizi.

Viscione spiega ai pm la vendita del Delphinus



Intanto Marco Milanese non commenta perché nella mattinata dell'8 luglio è stato sottoposto all'intervento a un'ernia a Roma, un'operazione programmata, e ha preferito quindi non parlare. Con qualcuno si sarebbe sfogato dell'affare villa. «Forse ci ho rimesso 50 mila euro...altroché».
La ricostruzione della vendita dello yacht ai magistrati l'ha fatta la gola profonda che sta mettendo alle strette il pupillo di Tremonti. Paolo Viscione, l'assicuratore di Cervinara, al centro di una frode fiscale internazionale, ha vuotato il sacco su Milanese perché a suo dire gli ha estorto tra regali e soldi quasi 1 milione di euro, in cambio di aggiornamenti sullo stato delle indagini su di lui da parte della finanza senza riuscire a stopparle.
LE CARTE DELL'INTERROGATORIO. Interrogato nel dicembre 2010 dai pm di Napoli Viscione ha spiegato che «Milanese ha una barca, aveva una barca importante, comprata da Russo di Capri... che valeva 600, 700 mila euro... lui me la voleva rifilare... e io che stavo sotto scacco non potevo dire di no così, allora ho trovato la soluzione (ride), avevo un amico che aveva bisogno di una cortesia, quella là di essere confermato in una nomina... Sidoti (il suo tuttofare ndr) mi premeva: perché non lo presentiamo a Milanese?... Invece di presentarlo, lo faccio portare da me e gli dico: senti, tu sei disposto a fare un'operazione di questo tipo? Ti compri la barca. La fai comprare a qualcuno e quello ti farà il piacere sicuramente, no... così è stato, questo si chiama Fabrizio Testa ed è il presidente dimissionario dell'Enav, Finmeccanica...».
Il pm Piscitelli: «Fabrizio?».
Viscione: «Fabrizio Testa inquisito dallo scandalo famoso delle fatture false Enav e compagnia bella... (inc.) non lo voleva, Matteoli non lo voleva, Alemanno non lo voleva, Tremonti l'ha fatto nominare...».
Pm: «Ma all'Enav?».
V.: «No, l'ha fatto diventare presidente dell'Enav, con i poteri, che poi si è dovuto dimettere, perché è nato il casino delle fatture false, è un altro discorso... però è stato nominato e si è comprato la barca... io tengo i documenti, eh..».
Fabrizio Testa, coinvolto nell'inchiesta sulle fatture gonfiate ed ex consigliere di amministrazione dell'Enav, l'11 novembre 2009 è stato nominato presidente della Techno Sky, società interamente partecipata dall'Ente nazionale assistenza al volo.

Gratis la ristrutturazione della casa romana

 
 Intanto su Milanese, ormai travolto da un terremoto, si sta abbattendo un'altra tegola. I lavori di ristrutturazione della casa nel centro di Roma affittata dal deputato del Pdl e abitata da Tremonti (leggi l'editoriale del direttore), secondo la Digos di Napoli, sarebbero stati eseguiti gratis, dal momento che non è stata trovata alcuna traccia documentale di pagamenti.
Il portone d'ingresso del palazzo al civico 24 di via
Campo Marzio a Roma. Marco Milanese pagava l'affitto
della casa che veniva utilizzata da Giulio Tremonti.
(© Ansa)
La verifica di queste presunte irregolarità era l'obiettivo delle perquisizioni compiute il 7 luglio dagli investigatori napoletani nelle sedi di due società, la Sogei e la Edicars, e nell'abitazione del costruttore Angelo Proietti (che non è però indagato).
L'ipotesi del pm Piscitelli, titolare dell'inchiesta sfociata nella richiesta d'arresto per Milanese, è che la Edicars abbia eseguito quei lavori, che ammontano a centinaia di migliaia di euro, in cambio di importanti appalti da parte della Sogei, società controllata dal ministero del Tesoro, sempre grazie alla lunga mano di Milanese.
Un altro filone dell'inchiesta riguarda le fughe di notizie coperte da segreto e il ruolo di alcuni alti ufficiali della guardia di Finanza. Al centro delle indagini il generale Michele Adinolfi (indagato nell'
inchiesta sulla P4) che, secondo quanto si è appreso, avrebbe chiesto a Tremonti di allontanare Milanese dopo che questi, nel corso di un interrogatorio reso ai pm Henry John Woodcock e Francesco Curcio, lo aveva indicato come il responsabile della fuga di notizie che aveva rivelato a Luigi Bisignani di essere intercettato.
"Yacht in cambio di nomine e appalti"  su Milanese arriva una nuova tegola

Dopo la richiesta di arresto a Napoli, una nuova inchiesta sul deputato a Roma. Due imprenditori arrestati per finanziamento illecito di CARLO BONINI


ROMA - Prima Napoli 1. Ora Roma 2. In meno di ventiquattro ore, su Marco Milanese si chiude il secondo braccio della tenaglia giudiziaria che lo ha stritolato. Il gip di Roma, Anna Maria Fattori, su richiesta del pm Paolo Ielo, contesta all'ex consigliere politico di Tremonti un nuovo reato: finanziamento illecito dei partiti.
 
             Il Dolphin 46 al centro dell'inchiesta di Roma
Lo stesso per il quale ordina la cattura degli "imprenditori" Tommaso Di Lernia e Massimo De Cesare (il primo era già detenuto nell'inchiesta sugli appalti Enav, il secondo è da ieri sera ai domiciliari) e di cui sono accusati a piede libero Fabrizio Testa, ex manager pubblico (è stato nel cda di Enav e quindi presidente della controllata "Technosky") e Lorenzo Cola, "consigliere globale di Finmeccanica", protesi del suo presidente Pier Francesco Guarguaglini, già detenuto lo scorso anno nella vicenda dei fondi neri "Digint".

E' una storia - come documentano le 33 pagine dell'ordinanza di custodia cautelare - esemplare del sistema degli appalti e delle nomine nelle società a partecipazione pubblica. Nella quale "la prova è raggiunta, perché piena", su cui Milanese ha ritenuto di non dover rispondere, un mese fa, alle domande del pm e per la quale, dunque, la Procura si prepara a disporre il giudizio a citazione diretta (Milanese verrà processato in autunno da un giudice monocratico).

Ed è una storia che gira intorno ad un magnifico yacht, un "Dolphin 64" di 20 metri della Mochi Craft, che Milanese possiede ma non è in grado di pagare. Del quale, come gli accade con le fuoriserie che cambia con la frequenza delle scarpe (Bentley, Ferrari, Aston Martin), decide dunque di liberarsi, accollandone però il costo ad altri e per giunta facendoci sopra una bella "cresta" da 224 mila euro.

Anche perché, ha gioco facile nel farlo, visto che, come uno sciame d'api sul miele, gli corre in soccorso una variopinta comitiva di giro, che della sua benevolenza e del suo potere di interferenza sulle società a partecipazione pubblica ha bisogno come l'aria. Un manager che orbita nella destra sociale di Alemanno e questua una nomina in una società controllata da Enav (Testa); due "imprenditori" rotti al giochino delle sovrafatturazioni, delle provviste nere e inseriti stabilmente nel Sistema degli appalti Enav (Di Lernia e il suo factotutm De Cesare), un'eminenza grigia di "Finmeccanica" che chiamano "il generale" (Cola).

Lo yacht, dunque. Milanese lo acquista di seconda mano nel giugno 2009, accollandosi dal vecchio proprietario un leasing di 1 milione e 97 mila euro. E' un giocattolo che, solo di rata mensile, costa dunque 20 mila euro. E che l'ex ufficiale della Finanza, che in carriera ha collezionato encomi come figurine, non ha, o non ha intenzione di spendere. Per la barca, infatti, dalle tasche dello "scapocchione fortunato" (così lo chiama Paolo Viscione, imprenditore cui munge nel tempo "una milionata" di euro in regalie e contanti) escono solo 1.200 euro, il costo della pratica di cessione del leasing. Non paga le rate, infatti. Accumula interessi di mora. E finisce con il bordeggiare sul "Dolphin" una sola estate. Finché, a dicembre 2009, segnala a Viscione di "trovarsi in imbarazzo". Insomma, dice ai pm, l'imprenditore, "mi voleva rifilare la barca". E' troppo anche per lui.

Viscione trova il modo di mollare "il pacco" ad altri. Gianni Sidoti, suo socio, ha infatti per le mani un tipo che può "risolvere il problema" e "trovare un compratore" che tolga Milanese "dall'imbarazzo". Si chiama Fabrizio Testa, conosce Sidoti perché vivono nello stesso quartiere residenziale tra Roma e il mare (Casalpalocco) ed ha un problema. E' stato fatto fuori dal cda di Enav ("dove - racconta al pm - ero stato nominato in quota Destra sociale") per i suoi dissidi con il presidente Guido Pugliesi. Ha cercato la "sponsorizzazione" di Gianni Alemanno, sindaco di Roma, per un nuovo incarico, ma non è bastata.

Si offre dunque lui per mediare la vendita, perché, spiega ancora al pm, "favorendo Milanese, cercavo una protezione politica di un deputato che si interessava alle nomine in Enav". Testa, grazie al sapiente consiglio di Cola, trova rapidamente i compratori. Di Lernia e la sua protesi De Cesare, due "imprenditori", chiamiamoli così (Di Lernia campa di fondi neri e già finanzia "L'Officina delle libertà" di Aldo Brancher, deputato Pdl condannato in appello a due anni per ricettazione nella vicenda Antonveneta), che di uno yacht non sanno che farsene. Ma che di Milanese e di un manager di Enav, sanno sì che farsene, visto che la Di Lernia vive dei subappalti di Selex, principale beneficiaria di appalti dell'Ente a trattativa diretta.

Il "Dolphin" viene quindi acquistato a cifre da capestro. Il valore non supera i 700 mila euro, ma Milanese lo piazza a 1 milione e mezzo. Una cifra in cui c'è il valore residuo del leasing, caricato dagli interessi di mora (1 milione 318 mila e 500 euro) per le rate scadute (220 mila euro) che Milanese non ha mai pagato e che pure Di Lernia, al momento del contratto, gli ha anticipato in contanti.

Milanese è finalmente "libero dell'imbarazzo". Testa viene nominato presidente di Technosky (controllata Enav), da cui sarà allontanato nell'estate 2010 dopo un audit interno. Di Lernia può continuare a campare dei subappalti Selex. Per la legge, "è finanziamento illecito a un parlamentare". Da sei mesi a 4 anni di reclusione.
(09 luglio 2011)
Così viene spartita Finmeccanica
Trovate le liste con i nomi di politici e manager per le nomine.
 
Il deputato del Pdl Marco Milanese, ex consigliere politico del ministro Tremonti

Dopo la richiesta di arresto per il parlamentare Pdl, Marco Milanese, la procura di Napoli ha rivelato altre accuse contro l’ormai ex consulente del Tesoro le dichiarazioni di imprenditori e i manager di Stato. Tutti hanno disegnato lo stesso sistema di spartizione degli incarichi e delle nomine.
Così l’inchiesta sulla
presunta corruzione di Milanese si è mescolata con quella sulle nomine pilotate in Enav; e poi con l’altra, sulla presunta loggia P4 di Luigi Bisignani. Per diventare un unico grande calderone giudiziario.
Dai vertici delle aziende di Stato, da Finmeccanica a Trenitalia, dall’Eni fino alle consociate. Cioè della fame di politici e ministri, che indicano nomi e cognomi - anche senza requisiti - di chi deve accomodarsi nei consigli di amministrazione e persino nei collegi sindacali, in un calderone in cui i secondi, che dovrebbero verificare l’attività dei primi, in realtà sono espressione degli stessi referenti politici.
Il sospetto dei magistrati è proprio che Milanese abbia preso tangenti assicurando nomine ed incarichi in società controllate da via XX Settembre, come Finmeccanica, Ferrovie dello Stato ed Enav. Anche i rapporti del parlamentare con i vertici delle Fiamme Gialle non convincono i magistrati, i quali parlano di possibili cordate in vista della nomina del comandante generale.
IL COMPUTER SEQUESTRATO.  A far comprendere ai magistrati napoletani quanto la presunta illegalità delle operazioni di lobbing di Luigi Bisignani fosse poca cosa di fronte a quello che poteva mettere in campo Marco Milanese, è stato un appunto sequestrato nel computer di Lorenzo Borgogni, il capo delle Relazione esterne di Finmeccanica e tra i principali collaboratori del presidente Guarguaglini.
S'intitola «membri esterni controllate per Milanese.doc»; e indica uno per uno i nomi dei membri dei cda e dei collegi sindacali delle principali società controllate dal colosso di piazza Montegrappa. C’è Ansaldo Energia e Ansaldo Nucleare, Oto Melara, Elsag Datamat, Selex Sema, Selex Galileo e Wass. Accanto ai soggetti da nominare i politici di riferimento, talvolta indicati per nome, altre volte per partito.
Durante la perquisizione nel suo ufficio è stato trovato un foglietto con una lista di politici scritti a penna: «Giorgetti, Milanese, Romani (Guerrera), Fortunato (Mef), Galli, Squillace x La Russa».
I RIFERIMENTI POLITICI. Borgogni ha raccontato cosa è accaduto negli ultimi tre anni: «In questo periodo, Squillace è espressione del ministro della difesa La Russa, il consigliere Galli per la Lega mentre per lo Sviluppo Economico (Scajola) il riferimento è stato il consigliere Alberti, anche se formalmente espressione dell’azionista Mediobanca. Per quanto riguarda il Tesoro la lista la consegnavo a Milanese. Naturalmente da ciascuna parte ci sono state richieste per il maggior numero di persone e per il 2010 c'è stato un tavolo di compensazione e di coordinamento dove erano presenti Letta, Milanese, Giorgetti per la Lega e io che avevo ricevuto due, tre nomi da La Russa che non poteva partecipare. In questa riunione si decise poi quale parte politica doveva presentare i curricula e per quale società (per esempio la Lega a mezzo Giorgetti chiese che un posto fosse senz'altro riservato a quel partito in Ansaldo Energia riservandosi di farmi avere un curriculum forse già datomi nell'occasione) e così via... Ricordo per esempio che il nominativo di Adolfo Vittorio per Elsag Datamat me lo diede Letta per conto di Giovanardi che poi mi chiamò in prima persona... Ricordo che il nominativo di Marchese (Guido) fu proposto da Milanese nelle caselle che spettavano al Tesoro, per la presidenza del Cs di Oto Melara e per il cda di Ansaldo Energia dove fu registrata l'incompatibilità ai sensi del codice civile. Quando sorse il problema rilevammo che era stato nominato anche l'anno precedente, sempre su indicazione del Tesoro, nel Cs di Ansaldo Breda».
Le notizie sono state riportate dal Corriere della Sera e dal Messaggero

Sabato, 09 Luglio 2011
Fonte Lettera 43

Enav/ Arrestati due imprenditori e indagato Marco Milanese (Pdl)

Pm Roma contestano illecito finanziamento ai partiti

 
Il deputato del Pdl Marco Milanese, ex consigliere politico del ministro Tremonti
Roma, 9 lug. (TMNews) - Illecito finanziamento ai partiti. Per questo reato due imprenditori sono oggetto di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Roma. Nell'inchiesta diretta dal pm Paolo Ielo risulta indagato il deputato del Pdl, Marco Milanese, ex consigliere politico del ministro Giulio Tremonti. Il parlamentare è oggetto di una richiesta d'arresto inoltrata alla Camera dai pm di Napoli.

La misura cautelare del carcere è stata emessa per Tommaso Di Lernia, titolare della Print Sistem, già finito in manette per corruzione e fatturazione di operazioni inesistenti nell'inchiesta sugli appalti dell'Enav assegnati a Selex Sistemi Integrati. Agli arresti domiciliari è stato posto Massimo De Cesare, amministratore delegato di Eurotech.

In base all'ordinanza del gip Anna Maria Fattori al centro degli accertamenti della Gdf è la vendita a Eurotech, società che si occupa della costruzione di opere civili, di una barca da 15 metri acquistata in leasing (20mila euro al mese) dall'onorevole Milanese. La vendita dell'imbarcazione, a un prezzo maggiorato rispetto al suo valore, sarebbe stata la contropartita richiesta da Milanese per la nomina, decisa dal cda di Enav su suo input, dell'ex consigliere di amministrazione dell'Ente nazionale di assistenza al volo, Fabrizio Franco Testa (anche lui indagato), a presidente di Technosky, controllata di Enav.

Per favorire la nomina, Testa avrebbe coinvolto Lorenzo Cola, l'ex consulente di Finmeccanica e Di Lernia. Ed alla fine del giro di soldi, oltre 200mila euro sarebbero finite a Milanese. Quasi certamente gli interrogatori di garanzia di Di Lernia e De Cesare si terranno all'inizio della prossima settimana.
Fonte TMNews

Il Milanese e il Romano


di Eloisa Covelli

Non bastavano i guai dell’ex braccio destro di Tremonti, Marco Milanese. Ad aggravare la posizione della maggioranza di governo c’è anche una richiesta di rinvio a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa per il ministro Saverio Romano...


     Nella foto: Saverio Romano 

Non bastavano i guai dell’ex braccio destro di Tremonti, Marco Milanese. Ad aggravare la posizione della maggioranza di governo c’è anche una richiesta di rinvio a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa per il ministro Saverio Romano.
A Napoli proseguono le indagini a carico dell’ex consigliere di Tremonti, Marco Milanese, che lo vedono indagato per corruzione, rivelazione di segreto e associazione a delinquere e su cui pende la richiesta di arresto. Guai politici anche per il ministro dell’Economia. I pm napoletani stanno cercando i pagamenti della ristrutturazione della casa di via Campo Marzio, usata da Giulio Tremonti, ma affittata dal suo braccio destro dal Pio Sodalizio dei Piceni. Ma le fatture finora non sono state trovate. La posizione di Milanese, però, si aggrava giorno dopo giorno. Dimessosi da consigliere di Tremonti per l’inchiesta P4, risulta indagato anche a Roma nell’ambito dell’indagine Enav per finanziamento illecito ai partiti. Ai pm non quadra la vendita a Eurotec, che si occupa della costruzione di opere civili, di una barca di 15 metri. Questa era stata acquistata da Milanese in leasing e poi rivenduta a un prezzo maggiorato rispetto al suo valore. Per la procura sarebbe stata la contropartita richiesta dall’ex finanziere in cambio della nomina, decisa dal cda di Enav su suo input, dell’ex consigliere di amministrazione dell’Ente nazionale di assistenza al volo, Fabrizio Testa, a presidente di Technosky, società controllata di Enav. Per la procura, a Milanese sarebbero andati 224mila euro.
E a causa dei guai giudiziari dei membri della maggioranza, la giunta per le autorizzazioni della Camera risulta intasata. Al punto che probabilmente arriverà a giudicare della richiesta di arresto di Milanese solo a settembre. Prima si deve decidere se autorizzare l’uso delle intercettazioni di Denis Verdini e poi bisogna discutere della richiesta di misure cautelari per Alfonso Papa.
A questo fosco scenario, si aggiunge quello certo non limpido sul ministro Romano. Per il gip di Palermo, Giuliano Castiglia, il titolare delle Politiche agricole deve essere processato per la sua vicinanza a Cosa Nostra. Il gip ha perciò obbligato il pm a scrivere l’imputazione, respingendo la sua richiesta di archiviazione. In sostanza la procura entro 10 giorni dovrà formulare l’accusa da portare davanti al gup. Accusa che si fonda sulle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Angelo Siino e Francesco Campanella. Il primo ha parlato, nell’ambito del fascicolo “Ghiaccio” (archiviato all’inizio del 2005, i cui atti sono stati però presi in considerazione dal gip) di un incontro con un giovane Romano che, assieme a Totò Cuffaro, si sarebbe presentato a casa sua nel 1991 per chiedergli voti. Campanella, invece, aveva riferito di una serie di episodi riguardanti l’attività amministrativa del Comune di Villabate, la realizzazione nel grosso centro alle porte di Palermo di un centro commerciale e le vicende politiche connesse, la candidatura nelle fila del Biancofiore di un aspirante deputato regionale che nel 2001 avrebbe avuto l’appoggio delle cosche. Tra gli episodi descritti da Campanella c’è anche un pranzo a Campo de’ Fiori, a Roma, in cui Saverio Romano avrebbe detto di «far parte della stessa famiglia». Un riferimento che, secondo l’accusa, sarebbe relativo alla comune appartenenza mafiosa, mentre secondo la difesa si tratterebbe solo di una comune adesione a una corrente della Dc.
Lo scorso 23 marzo, giorno in cui Romano è diventato ministro, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, aveva espresso delle «riserve sulla ipotesi di nomina dal punto di vista dell’opportunità politico-istituzionale», dato che il gip non aveva accettato la richiesta di archiviazione della procura di Palermo, tuttavia ha proceduto alla nomina poiché «non c’erano impedimenti giuridico-formali». «Sono addolorato e sconcertato; - commenta il ministro Romano - con questo provvedimento non viene chiesta solo la formulazione dell’imputazione per il sottoscritto ma vengono messe in discussione le conclusioni alle quali dopo lunghissimi approfondimenti era pervenuta la Procura di Palermo».

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Gianmaria Testa era mio amico. ‘Canzoni: so fare questo, cosa vuoi’ di Marco Aime | 30 marzo 2016

Gianmaria Testa era mio amico. ‘Canzoni: so fare questo, cosa vuoi’ 

di Marco Aime | 30 marzo 2016

“Alla domanda di Fabio Fazio, un po’ di anni fa: «Perché continui a fare il capostazione?» lui aveva risposto: «Sai, qui a Cuneo se uno ti chiede cosa fai e rispondi “il cantante”, ti dicono“no, ma come lavoro?”». Era così Gianmaria Testa, uno che anche quando ad applaudirlo erano platee nobili, internazionali, non ha mai abbandonato la semplicità, il suo venire da una provincia, quella di Cuneo, su cui si ironizza spesso, i cui abitanti sono visti come sempliciotti. Lui era un raffinato “burattinaio di parole”, per usare un’espressione di un suo collega, un impressionista della frase. I suoi testi erano pennellate apposte qui e là, che prese una per una potevano sembrare senza senso, ma che unite da un sottile filo musicale e appoggiate sulla voce bassa e calda, diventavano affreschi bellissimi, profondi, mai banaliRicordo che un giorno glielo dissi, mentre pranzavamo sulla terrazza di una trattoria nelle sue amate Langhe, dove si era trasferito, lontano da ogni centro, appunto, e lui mi rispose abbassando gli occhi, come a schernirsi:«So fare questo, cosa vuoi…». Lo disse in piemontese, dialetto che amava parlare e che ha usato per una canzone struggente e bellissima, La cà sla colin-a, in cui una donna guarda quella casa su in alto, dove sogna di andare a vivere, ma non può che guardarla da lontano, e pensare che è stato suo padre a costruirla. Ne aveva ancora la calce sotto le unghie quando è morto e quei signori che posseggono la casa non sembrano nemmeno darle troppa importanza, tanto…

Una storia di povertà, come tante raccontate da Gianmaria, il cui orizzonte non si è fermato alle colline che si inseguono “come le onde del mare”, ma quel mare lo ha attraversato raccontando vite di tanti disperati che hanno dovuto lasciare la propria casa. Ci ha ricordato, a noi italiani smemorati che anche noi, fino a poco tempo fa, eravamo dall’altra parte del mare. Ce lo ha sbattuto in faccia, costringendoci a guardare a non voltare il capo. “Eppure lo sapevamo anche noi, l’odore delle stive, l’amaro del partire, lo sapevamo anche noi…”.
No Tav: interrogato Erri De Luca in tribunale
L’ultima volta che l’ho visto era al processo di Erri De Lucaamico suo, a cui ha voluto essere vicino anche nel momento della difficoltà, nonostante fosse già ammalato. Ma c’era un amico e c’era una battaglia civile e lui era lì.
Ci siamo conosciuti aMantova, al Festival della Letteratura. Ci avevano accoppiati per un evento in piazza in cui non si sapeva bene cosa avremmo dovuto fare. Ci siamo chiesti perché noi due, e decidemmo che trovare due di Cuneo in un colpo solo forse era cosa rara. Ci mettemmo il tempo di un caffè a trovare un percorso tra parola e canto. Sapevo le sue canzoni e feci interventi brevi che di volta in volta portavano a una di esse. Mi stupiva il modo minimalista che aveva persino nel suonare la chitarra. Le corde appena toccate, i suoni ridotti al minimo, senza mai andare sopra le righe. Eppure suonava bene, molto bene, ma… come dire, meglio non ostentare troppo.
C’è un modo di dire piemontese, “a smia na roba…”, che letteralmente vorrebbe dire “sembra una cosa…”, ma che in realtà significa: sembra brutto fare vedere tutto quello che sai o sai fare, o che hai, meglio tenere un profilo basso. Gli inglesi lo chiamerebbero understatement, ma a me suona più caldo “a smia na roba…”. E a Gianmaria sembrava davvero una cosa troppo grande che si parlasse delle sue canzoni con lui, del suo successo.«So fare questo». Ecco chi era, uno che non sarebbe mai andato a un talent show né a Sanremo, che sfuggiva alla notorietà, uno che sapeva fare una cosa e la sapeva fare davvero bene.
Si chiamava Gianmaria Testa ed era un mio amico.

IL TAR SICILIA CONTRO L'AMMINISTRAZIONE DEL COMUNE DI PALERMO HA BLOCCATO I PROVEDDIMENTI DELLA ZONA A TRAFFICO LIMITATO E LE TARIFFE DELLE ZONE BLU

N. 00438/2016 REG.PROV.CAU.





N. 00773/2016 REG.RIC.








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REPUBBLICA ITALIANA

Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia
(Sezione Terza)

Il Presidente
ha pronunciato il presente
DECRETO
sul ricorso numero di registro generale 773 del 2016, proposto da:
Massimo Merighi,Marcello Robotti, Angelo Ticli, Ester Cucinotti, Domenico Perrotta, Salvatore Zangla, Giuseppe Sunseri, Emilio Di Cristina, Daniele Zanca, Danilo Lindiner, Paolo Mattina, Massimiliano Giudice, Nunzia Barreca, Carmelo Nocito, Danilo Frisco, Liliana Pizzurro, Ida Rampolla Del Tindaro, Giovanni Correro, Alessandro Sperandeo, Stefania Gattuso, Samanta Imperiale, Giacomo Aquilone, Virginia Fatta, Nicolò Pezzino, Teresa Cento, Francesca Turano Campello, Aurora Fatta, Claudia Perricone, Ada Alessia Gaeta, Giovanni Marchese, Donata Pirrone, Ciro Grillo, Luigi Salvatore Cocuzza, Stefano Sales, Sarullo Fiammetta, Tommaso Benvenuti, Filippo Modica, Maria Gabrielle Virgadamo, Antonio Gianguzza, Maria Gabriella Di Palma, Gaetano Pellitteri, Agostino Cirrito, Maria Carmela Rizzuti, Maria Poma, Maurizio Piazza, Antonino Piazza, Anna Verduci, Fabio Alfano, Rosalia Ferrara, Maria Badami, Sergio Emmola, Pietro Bonanno, Stella Bastone, Grazia Andronico, Leoluca Torretta, Francesco Paolo Caracausi, Vincenzo Sergio Consoli, Aurelio Cagnina, Ezio Gonzales, Calogero Sparacino, Enrico Turro, Marilena Marino, Stefano Piazza, Antonino Lo Presti, Carlo Croce, Antonia Pia Alagna, Viviana La Barbera, Giovanni Cappello, Patrizio Cardovino, Laura Alio, Sebastiano Canzoneri, Elena Conigliaro, Giuseppa Molinari, Maria Petricciuolo, Vincenzo Giacalone, Antonio Sciortino, Luigi Vara, Michele Vitti, Daniela Corsale, Alessandra Ferrari, Gaspare Tedesco, Giuseppe Battiloro, Gaetano Sposito, Maria Concetta Di Trapani, Gaetana Arena, Sandro La Duca, Alessandro Guarragi, Aurelia Moscato, ditta Lucia Angela, Domenico Aronica, Luigi Santoro, Pietra Merendino, Francesco Cavataio, Pierangela Tantillo, Vita Guccione, Agostino Di Prima, Antonella Candiloro, Luigi Mura, Karen Tona, Anna Messina, Giampiero Alia, Vincenzo Andronaco, Loredana Cricchio, Vincenzo Longo, Benedetto Catasino, Pitro Antonio Iovino, Antonina Motillaro, Mauro Azzaretto, Giuseppe Gambino, Valerio Salvatore Galizzi, Sergio Zoppi, Renata Maria Antonietta Gristina, Girolamo Aldo Carano, Ermanno Romano, Antonina Sacco, Marco Zancla, Silvana Miceli, Massimiliano Marletta, Luigi Farina, Patrizia Billeci, Francesco Paolo Busalacchi, Rosa Prestigiacomo, Manlio Mansueto, Antonino Siino, Luigi Colajanni, Claudio Marciano, Sebastiano Caracappa, Fabio Maria Vicari Galanti, Valentina Incrontrera, Maurizio Salustri, Gabriella Costa, Lorella Cinzia Aiosa, Licia Maria Tani, Giulia Restivo, Elena Pintus, Santo Cinoffo, Antonino Alessi, Rosario Alberti, Attanasio Zagoner, Nunzio Alberti, Alessandro Sirchia, Giuseppe Sirchia, Angelo Sirchia, Giuseppe Silvestri, quale legale rappresentante della Cantavespri s.a.s., Fabio Schillaci, Cillari Tommaso, Centinaro Giuseppe, Azzaretto Massimo, Giuseppe D’Alessandra, Giorgio Sgroi, Salvatore Albanese, Valerio Alessandro Militello, Marraccini Maria Giuseppa, Cacciatore Gaspare, Antonina D’Angela, Giampaolo D’Angelo, Cacicia Antonino, Pietro Militello, Torregrossa Salvatore, Spotorno Antonino, Mascali Angelo, Alfonso Dilio, Canino Francesca, Sposito Lucia, Sartorio Vera, Michele Gallo, Virga Michelangelo, Torregrossa Antonino, Vetri Giuseppe, Daniele Cannata, Giuseppina Vincenza Valore, Francesca Taormina, Antonino Crivello, Vincenzo Di Michele, Franca Evangelista, Maurizio La Manna, rappresentati e difesi dagli avv. Alessandro Dagnino e Giovanni Scimone, elettivamente domiciliati presso lo studio del secondo in Palermo, via Nicolò Garzilli, n. 4
contro
- Comune di Palermo, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dall'avv. Vincenzo Criscuoli, elettivamente domiciliato presso l’ufficio legale comunale in piazza Marina, n. 39;
- Amat S.p.A., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dal prof. avv. Salvatore Raimondi, presso il cui studio in Palermo, via Gaetano Abela, n. 10, è elettivamente domiciliato; 
per l'annullamento
previa sospensione dell'efficacia,
- della deliberazione n. 787 del 24 dicembre 2015 del Consiglio Comunale di Palermo, pubblicata all’albo pretorio per quindici giorni consecutivi a far data dal 28 dicembre 2015, avente ad oggetto «aggiornamento e rimodulazione del contratto di servizio AMAT Palermo 9 s.p.a.» nella parte in cui si approvano «le tariffe dei permessi di accesso alle Zone a Traffico Limitato aZTL, le tariffe delle aree soggette a sosta tariffata (Zone Blu), le tariffe del servizio di rimozione coatta dei veicoli in vigore a far data dall' 1/1/2016» e si disciplinano gli importi delle tariffe medesime, nonché le condizioni e le modalità operative per l’accesso alle due ZTL previste (denominate «ZTL 1» e «ZTL 2»), nonché nella parte in cui si approva la rimodulazione del contratto di servizio con l’AMAT s.p.a.;
- dello schema di contratto di servizio tra AMAT s.p.a. e Comune di Palermo, allegato alla predetta deliberazione n. 787 del 2015, come per effetto della stessa rimodulato, limitatamente all’art. 13, comma 1, lett. d), all’art. 13, ultimo comma e all’art. 14;
- dell’ordinanza n. 79 del 22 gennaio 2016 del dirigente dell’area della partecipazione, del decentramento, servizi al cittadino e mobilità del Comune di Palermo, con la quale vengono introdotte le nuove tariffe per le aree di sosta a pagamento;
- della delibera n. 28 del 16 febbraio 2016 della Giunta comunale di Palermo, con la quale è stato approvato il «Disciplinare tecnico della ZTL Centrale» (anch'esso impugnato), «quale ridefinizione organica dello schema delle modalità operative allegato alla Deliberazione di G.C. n. 166/2015» e si è deciso di «prendere atto delle tariffe annuali, mensili e giornaliere» in essa riportate, modificative rispetto a quelle approvate con 10 la sopra citata delibera n. 787 del Consiglio comunale, dando «mandato agli uffici competenti di procedere all’emanazione degli atti amministrativi consequenziali per l’istituzione della ZTLCentrale, ivi compresa la definizione analitica dei confini»;
- della conseguente ordinanza n. 161 del 18 febbraio 2016, del dirigente dell’area della partecipazione, del decentramento, servizi al cittadino e mobilità del Comune di Palermo, avente per oggetto «Zona a Traffico Limitato Centrale Misure di limitazione della circolazione veicolare per il contenimento dell’inquinamento atmosferico Regolamentazione accesso, transito e sosta» e del «disciplinare tecnico della ZTL» ad essa allegato;
- della delibera n. 32 del 27 febbraio 2016 della Giunta comunale di Palermo, con la quale si è deciso di «approvare una ulteriore misura di agevolazione/differenziazione per la categoria dei residenti, dei domiciliati e degli accasermati nella ZTLCentrale, prevedendo una riduzione percentuale del 10% sull’importo di euro 100 previsto per la categoria dei residenti, dei domiciliati e degli accasermati», ponendo la relativa minore entrata a carico dell’AMAT, imponendo alla stessa di rimodulare il budget 2016 in modo da «tener conto della agevolazione prevista dal presente provvedimento senza che la stessa comporti alcun onere a carico del bilancio Comunale»;
- di tutti gli atti esecutivi, pregressi e presupposti, connessi e dipendenti.

Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti l’atto di costituzione in giudizio e la memoria dell’AMAT;
Visto l’atto di costituzione in giudizio del Comune di Palermo;
Vista l'istanza di misure cautelari monocratiche proposta dal ricorrente, ai sensi dell'art. 56 cod. proc. amm.;
Vista la seconda memoria dell’AMAT;
Vista la documentazione attestante l’avvenuta ricezione dell’istanza di misure cautelari monocratiche da parte del Comune di Palermo e dell’AMAT depositata dai ricorrenti il 30 marzo 2016;
Rilevato che:
- parte ricorrente ha sottolineato l’urgenza della richiesta misura cautelare interinale in considerazione di asserite difficoltà riscontrate dall’utenza nell’acquisizione dei permessi per l’ingresso nella ZTL prima della sua entrata in vigore prevista per il 31 marzo 2016;
- tali difficoltà trovano riscontro in vari articoli di stampa;
Considerato che la trattazione dell’istanza cautelare da parte del collegio, prevista per il 6 aprile 2016, non risulterebbe, sotto tale profilo, tempestiva;
Ritenuto, pertanto, che sussista una situazione di “estrema gravità ed urgenza, tale da non consentire neppure la dilazione” dell’istanza cautelare e, pertanto, il presupposto richiesto dall’art. 56 cpa per l’adozione di misure cautelari interinali con decreto presidenziale;
Rilevato che non sembra possa derivare alcun serio inconveniente per il Comune di Palermo e per l’AMAT dal differimento per pochi giorni dell’entrata in vigore della ZTL.

P.Q.M.
Accoglie l’istanza di cautela interinale di cui in motivazione e per l’effetto sospende l’efficacia dei provvedimenti impugnati sino alla camera di consiglio del 6 aprile 2016 (costituente termine ultimo degli effetti del presente decreto) nella quale si avrà la trattazione collegiale della domanda finalizzata a ottenere la sospensiva degli stessi.
Il presente decreto sarà eseguito dall'Amministrazione ed è depositato presso la Segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.
Così deciso in Palermo il giorno 30 marzo 2016.





Il Presidente
Aurora Lento





DEPOSITATO IN SEGRETERIA
Il 30/03/2016
IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)















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