"cercano le chiarità le cose oscure" 




 


Tuesday, January 26, 2016

Storia di Carmelo Patti, dal niente a Cablelettra e Valtur, le inchieste e i processi /1 e 2

Storia di Carmelo Patti, dal niente a Cablelettra e Valtur, le inchieste e i processi /1



Come abbiamo raccontato ieri, è morto Carmelo Patti. Aveva 81 anni, ed è morto nella sua dimora di Robbio in Lombardia. Originario di Castelvetrano ha costruito un impero con l’azienda che ha fornito per anni a Fiat, i cablaggi della autovetture torinesi e poi con Valtur, colosso del turismo.  Negli ultimi anni finisce coinvolto in diverse inchieste giudiziarie, con la richiesta di sequestro preventivo di tutti i suoi beni da parte dei magistrati. Pubblichiamo un estratto di Cosa Grigia, di Giacomo Di Girolamo (Il Saggiatore, 2012) in cui l'autore racconta l'epopea di Carmelo Patti: 
 (...) Nel 2004 la Valtur aveva firmato un contratto di programma per costruire cinque strutture fra Trapani e Ragusa, con un onere complessivo di 52,1 milioni di euro e altri 22,3 a carico della Regione Siciliana. Totale 74,4 milioni, ma a oggi non è stata posata neanche la prima pietra.
Patron della Valtur è Carmelo Patti, originario di Castelvetrano. Ha un piccolo impero da cinque miliardi di euro.
Io me lo ricordo, Carmelo Patti. Personaggi come lui ce ne sono dappertutto nel Sud Italia, questa leva di imprenditori che danno l’idea di non saper fare nulla, e invece fanno tutto, vengono su dal niente e cambiano giro in continuazione. Te li ricordi poveri e poi improvvisamente ricchissimi, senza sapere perché, come se ti mancasse un passaggio nell’equazione mentale che fa di un mezzo fallito un imprenditore di successo.
E te li trovi con la stessa confidenza a occuparsi di cliniche sanitarie come di biomasse, di movimento merci come di formazione o di rifiuti.
Qualche anno fa Patti aveva alcune aziende che si occupavano di «cablaggi», parola misteriosa per noi ragazzini. Noi ci rendevamo conto solo che dava lavoro a tante famiglie del quartiere. In pratica, si occupava di assemblare le componenti elettriche per le automobili della Fiat prodotte nello stabilimento di Termini Imerese. «Lavorare con i fili della Fiat» era un’espressione che a un certo punto divenne il miraggio per le famiglie di noi poveri cristi. Per alcuni era l’occasione per arrotondare lo stipendio da impiegato comunale, per altri un lavoro vero e proprio. Era il 1993. I fili erano quelli dell’impianto elettrico della prima versione della Punto. Quando ci raccontavamo questa storia, ci sentivamo italiani, fieri di essere anche noi una minuscola ruota nell’ingranaggio del Paese. C’erano dei piccoli stabilimenti, garage sperduti in campagna, ci lavoravano le mamme di molti miei compagni di scuola. Altri si portavano il lavoro a casa, e anche i bambini davano una mano, i fili di rame annodati stretti, la tavola che entrava in casa, magica e misteriosa, con i suoi connettori, i tappetini di plastica rossa. Le nonne in un angolo con l’uovo di legno a rammendare i calzini mentre gli altri erano alle prese con quel gioco che gioco non era. Era un addestramento che durava poco e pure io, che ho la manualità di un elefante, riuscivo a destreggiarmi bene. Poi, tutto finì, improvvisamente, perché c’è sempre un carico di lupini che non arriva a destinazione nelle storie della povera gente che conosco, e non fu un temporale improvviso a far naufragare quella barca di speranza di un lavoro duraturo. Semplicemente, a un certo punto, l’azienda non pagò più. Il mio amico Carlo, mio fratello Carlo, con quei soldi voleva pagarsi le tasse per l’università. Non lo pagarono mai. Lui all’università smise di andarci, le aziende del giro di Patti spostarono tutto – si diceva – nel nuovo eldorado dell’imprenditoria siciliana, la Tunisia, dove il lavoro costa meno, non ci sono regole rigide, non si parla italiano, e in pochi ambiscono di andare all’università.
Noi non lo sapevamo, ma in quegli stessi anni, tra il 1995 e il 1998, in cui le nostre piccole dita annodavano fili di rame per le macchine Fiat, Patti aveva messo in piedi un sistema di scatole cinesi che portò nel 1999 la Finanza a scoprire un’evasione fiscale da trentacinque miliardi di lire.
Carmelo Patti, che aveva cominciato come semplice elettricista per poi dare vita a questo giro di aziende nell’indotto Fiat, sparì dal nostro campo visivo. Spuntò qualche anno dopo nelle pagine dei giornali come una della persone più ricche e influenti d’Italia.

_ FINE PRIMA PARTE_ CONTINUA DOMANI

http://www.tp24.it/2016/01/26/inchieste/storia-di-carmelo-patti-dal-niente-a-cablelettra-e-valtur-le-inchieste-e-i-processi-1/97489




AGUECI, ALFANO, BASILE ROSARIO, BERTOLINO ATONIA, BERTOLINO CARMELA, CAMPOBELLO, CITTA' DEL MARE, GALASSO, GEMMA ANDREA, ITALCEMENTI, PATTI CARMELO, SELINUNTE, SIINO, SOMMA ENRICO, VALTUR, ALFANO ANGELINO CORRIERE DELLA SERA 12 05 08 PIU' ROSSO D'ITALIA DIRETTA DAL PROF ALFREDO GALASSO DIFENSORE DELLA BERTOLINO COGNATA DI SINO CUGINA DI AGUECI SOMMA ENRICO
ELENA BERTOLINO GIOVANNI FIANDANCA AGUECI PRESIDENTE ISTITUTO REGIONALE PER LA VITE E DEL VINO PROFESSOR MESSINA ARENA RICCARDO VINCENZO LEONE AMMINISTRATORE BENI SIINO VINCENZO BONOMO FRANCESCO INGARGIOLA PALAZZOLO ALFANO ANGELINO AGLIASTRO MIRELLA MADONIA SOMMA ENRICO 984 RIVELAZIONI BUSCETTA MANDATI DI CATTURA 1984 FIRMATI DA FALCONE CAPONNETTO GUARNOTTA DI LELLO ARCHIVIO L'ORA

BERTOLINO GIUSEPPE 04 02 1902  FU GASPARE 323 194 FALCONE BORSELLINO GUARNOTTA CAPONNETTO DI LELLO MANDATI DI CATTURA TRIBUNALE DI PALERMO BRUNO FRANCESCO DI ANTONINO 27 05 51 LATITANTE FICARRA GIUSEPPE FU NICOLO' 24 07 21 VIA MATTEOTTI 8 ISOLA DELLE FEMMINE LO IACONO PIETRO 19 08 27 LOTTIZZAZIONE LO BIANCO DELIBERAZIONE CONSIGLIO COMUNALE ISOLA DELLE FEMMINE N 3 28 GENNAIO 2003 ARCH GIAMBRUNO UTC PIANO DI LOTTIZZAZIONE REDATTO DALL'ING PIETRO RISO E DAL GEOM LUCIDO ANTONINO SINDACO STEFANO BOLOGNA http://isoladellefemminepulita.blogspot.it/2011/10/isola-delle-femmine-lottizzazione-lo.html

1984 1. Mafiosi - MANDATI DI CATTURA  - 1984 FIRMATI DA FALCONE CAPONNETTO GUARNOTTA DI  LELLO 

BLITZ DI S. MICHELE. Foto. Emessi 366 ordini di cattura per le rivelazioni rese da Tommaso Buscetta. 29-9-1984. 
FRANCESCO BRUNO di Antonino NATO A ISOLA DELLE FEMMINE 27 05 1951 LATITANTE figlio di Alimena Provvidenza 05 09 1929 e di Antonino Bruno 13 06 1919 


Alimena Provvidenza. 05 09 1929 residente in Isola delle Femmine, via Volta n.6. Bruno Antonino 13 06 1919  marito della Alimena dichiarava che detta auto era stata prelevata il mattino del ottobre dal figlio Bruno Francesco.

6 ritagli di giornale con le immagini di alcuni degli arrestati, 4 fotografie, 3 documenti cartacei (mappa -firmata Donarelli- delle famiglie mafiose di Palermo, in triplice copia). Un ritaglio di giornale adeso alla busta.

BERTOLINO GIUSEPPE 04 02 1902 FU GASPARE 323 194 FALCONE BORSELLINO GUAROTTA CAPONNETTO DI LELLO MANDATI DI CATTURA TRIBUNALE DI PALERMO BRUNO FRANCESCO DI ANTONINO 27 05 51 LATITANTE FICARRA GIUSEPPE fonte archivio L'ORA 






AGUECI,ALIMENA PROVVIDENZA, Bertolino, BERTOLINO ELENA,BOLOGNA, BORSELLINO, Bruno Francesco, BRUNO ANTONINO, Caponnetto, DI LELLO, Enea, Falcone, FICARRA, GUARNOTTA,LEONE,LO IACONO, LUCIDO, RISO, SIINO, SOMMA ENRICO,



AGUECI, ALFANO, BASILE ROSARIO, BERTOLINO ATONIA, BERTOLINO CARMELA, CAMPOBELLO, CITTA' DEL MARE, GALASSO, GEMMA ANDREA, ITALCEMENTI, PATTI CARMELO, SELINUNTE, SIINO, SOMMA ENRICO, VALTUR,

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