CONTRO L'ARROGANZA DEL POTERE:

PER LA LEGALITA', PER LA PARTECIPAZIONE, PER LA TRASPARENZA. PER IL CONFRONTO,PER LA CONDIVISIONE, PER L'INCLUSIONE, PER LA SOLIDARIETA', PER LA PROGETTUALITA', PER LA REALIZZAZIONE, PER L'ACCOGLIENZA, PER IL RISPETTO








Tuesday, June 30, 2015

La guerra sulla gestione tra Di Guardo e i Commissari 30 Giugno 2015 - 10:45 di Erika Intrisano

 La guerra sulla gestione tra Di Guardo e i Commissari 

30 Giugno 2015 - 10:45 di Erika Intrisano


Il sindaco di Misterbianco aveva scritto al prefetto chiedendo l’ammontare delle indennità percepite dai commissari prefettizzi. Intanto l’ultima ordinanza di Crocetta prevede la chiusura della discarica.



Il sindaco di Misterbianco, Nino Di Guardo


MISTERBIANCO. Forse s'intravede la fine. Adesso c'è anche la firma del dirigente generale Domenico Armenio nel provvedimento di chiusura. Perchè stavolta ci sarebbe, - e il condizionale è quanto mai d’obbligo visto i trascorsi - un preciso aut aut da parte della Regione in merito alla tanto attesa chiusura della discarica Oikos: se da un lato il pool di commissari straordinari, aveva a sorpresa nel maggio scorso presentato una proposta di adeguamento del vecchio progetto di chiusura con cui si preannunciava l’abbancamento di 350 tonnellate di rifiuti oltre ai 240.000 metri cubi già previsti, (cosa che avrebbe conseguentemente protratto i tempi di dismissione dell’impianto), dall’altro è intervenuto il presidente Crocetta con un’ordinanza con cui fissa il termine di chiusura a oggi, 30 giugno 2015. In particolare, nel provvedimento datato 8 giugno la Regione ha stabilito che nella discarica Valanghe d’Inverno si potrà comunque continuare ad abbancare “fino al raggiungimento della capienza massima prevista nel progetto di chiusura anticipata presentato nel novembre del 2014”. Al momento, la mega pattumiera incuneata fra i territori di Misterbianco e Motta Sant’Anastasia contiene oltre 230 mila tonnellate di immondizia. Secondo i comitati no-discarica e sindaco Antonino Di Guardo, il livello di 240 mila tonnellate di rifiuti grazie al ritmo attuale di conferimento, entro l’estate e non oltre, sarà presumibilmente raggiunto. “Sì, lo confermiamo”, dichiarano a LiveSiciliaCatania i commissari Stefano Scammacca, Riccardo Tenti e Maurizio Cassarino.

L’esistenza dell’aggiornamento progettuale cui si allude, che ha messo in allarme, sindaci, comitati no-discarica e cittadini, è stato oggetto di forte scontro il 27 maggio scorso nel corso dell’ultima conferenza dei servizi nei locali dell’assessorato regionale al Territorio e ambiente di Palermo. A raccontarci i retroscena è proprio il sindaco di Misterbianco. “Quel giorno Tenti e Scamacca, - dichiara Di Guardo - affermarono che il vecchio progetto presentato dalla Oikos nel novembre 2014 non era più valido, perché la stagione appena trascorsa era stata caratterizzata da abbondanti piogge e pertanto bisognava lavorare ad un altro progetto di miglioramento. Insomma, occorrerebbe mantenere ancora operativa la discarica e abbancare altre 350 tonnellate di rifiuti oltre quelli già necessari e previsti nel vecchio progetto per chiuderla. Stanno andando oltre il loro mandato, - spiega - hanno assunto atti tesi a prolungare la vita della discarica non a chiuderla. Quella proposta era assolutamente intempestiva e provocatoria – evidenzia Di Guardo”.

Ma i commissari Oikos, respingono al mittente ogni accusa. “Sindaco e comitati – proseguono – sono assolutamente disinformati in quanto la Commissione, nell'attesa dell'approvazione del progetto di chiusura, ha presentato alla Regione sin dal 3 maggio una proposta di interventi che erano finalizzati alla sicurezza del sito e certamente non con l'obbiettivo di prolungare la vita della discarica ma di assicurare, al di là della asserita progettualità, una corretta gestione nell'attesa della chiusura vera e propria determinata dalla Regione e ancora non pervenuta. Sulla richiamata intempestività si ribadisce ancora una volta che gli interventi sono stati presentati alla Regione in data 3 maggio, esclusivamente per motivi tecnici e di sicurezza, e quindi ben prima della conferenza di servizi di fine maggio”. Il progetto originale fu sviluppato dal luminare dell’ingegneria catanese, il professore Federico Vagliasindi, appunto, secondo cui tecnicamente per favorire un’ottimale deflusso delle acque piovane occorreva predisporre determinate condizioni all’interno della discarica: in buona sostanza la dismissione definitiva unitamente alla messa in sicurezza della discarica era previo il conferimento di altre 250 tonnellate di spazzatura.

Ma durante l’incontro sarebbe esplosa la polemica, a tal punto che il direttore, Stefano Scammacca avrebbe abbandonato il tavolo. “Non appena chiesi – prosegue Di Guardo – al commissario Scammacca l’ammontare del suo compenso per l’incarico ricoperto alla Oikos si è indignato affermando che la mia domanda era al quanto sgradevole, tanto da alzarsi e abbandonare il tavolo. La mia domanda era lecita, Sono curioso di sapere ancora quanto percepiscono. Da fonti certe, ho sentito che l’ammontare degli indennizzi sfiorerebbe i 90 mila euro al mese”. A seguito di quella riunione, il sindaco misterbianchese scrive al prefetto Federico, chiedendo di conoscere l’ammontare complessivo delle indennità e degli emolumenti mensili percepiti dai commissari straordinari “sia per una legittima esigenza di trasparenza, - afferma Di Guardo - trattandosi di un incarico conferito da un Organo dello Stato, sia perché, in contrasto con quanto dichiarato nella nota prefettizia, la spesa sostenuta per i compensi dei commissari, sebbene a carico della società commissariata, grava sempre sui cittadini in quanto, incidendo sui costi, contribuisce alla determinazione della tariffa di conferimento dei rifiuti. Mi ha insospettito – aggiunge il sindaco - questa loro proposta. Il mio timore è che vogliano prolungare i tempi di gestione al fine di percepire un maggiore compenso”.

Ma i commissari si difendono e affermano: “Le provocatorie affermazioni del Sindaco si fa riferimento alla pertinente risposta della Prefettura che ha indicato la normativa di riferimento ed ha sottolineato che nella fattispecie sono stati presi in considerazione i minimi tariffari ivi previsti. Per completezza d'informazione, si precisa che i parametri di riferimento previsti dalla predetta normativa sono i seguenti: volume d'affari e attività di bilancio che nella fattispecie sono stati valutati dalla Commissione anch'essi nel valori minimi. Le indennità percepite dai commissari, - precisano - al contrario di quanto affermato dal sindaco, non gravano assolutamente sui cittadini in quanto le quote comunali vengono stabilite dalla Regione in base a parametri assolutamente diversi da quelli richiamati dal sindaco. E' vero invece e va sottolineato che in questi brevi mesi di commissariamento gli utili della discarica Valanghe d'Inverno sono sensibilmente aumentati ed, ove questo dato venisse confermato nel proseguo, i comuni utenti e, quindi, i cittadini potrebbero certamente ottenere un miglioramento delle tariffe”.
Per farla breve. Il progetto di chiusura della discarica era stato presentato nel novembre del 2014 a margine del decreto con cui l’ex direttore generale dell’assessorato all’Energia, Marco Lupo, dopo aver posto il diniego al rinnovo delle autorizzazioni integrali ambientali il 22 luglio 2013, chiedeva alla Oikos in qualità di gestore della discarica di presentare un progetto finalizzato alla chiusura e bonifica definitiva. A seguito poi dell’arresto del ex re dei rifiuti, Proto e del funzionario della regione Vincenzo Cannova, quest’ultimo accusato di avere presumibilmente intascato mazzette in cambio di agevolazioni inerenti al rilascio delle AIA, la discarica Oikos fu interessata da un’informativa antimafia interdittiva. E fu proprio la Regione a chiedere alla prefettura “di valutare la possibilità di applicare misure straordinarie di gestione al fine di prevenire e scongiurare gravissimi inconvenienti igienico sanitari”. Il prefetto della provincia catanese Maria Guia Federico, sulla base dell’art 32 del decreto legge 90/2014, rispose con un decreto con cui nominava il prefetto in quiescenza, Stefano Scammacca, l’ingegnere Riccardo Tenti e il commercialista, Maurizio Cassarino, commissari per la gestione della discarica Valanghe d’Inverno, stabilendo che “la misura straordinaria e temporanea – si legge nel decreto – perduri limitatamente alla completa esecuzione delle opere previste del progetto di chiusura.”

“Il decreto prefettizio – precisano i commissari - è stato emanato il 19 dicembre 2014 e, fino alla data odierna, il progetto di chiusura redatto da Vagliasindi per conto della OIKOS non è stato ancora approvato dalla Regione. In attesa dell'approvazione del progetto esecutivo, i Commissari, anche quali pubblici ufficiali, hanno ritenuto necessario evidenziare alla Regione le criticità di ordine tecnico e amministrativo riscontrate, e segnatamente per scongiurare probabili pericoli per la stabilità delle sponde della discarica e le dannose conseguenze derivanti anche dalla mancata regimentazione delle acque meteoriche, ha avanzato la necessità di interventi correttivi. Tali interventi prevedevano un abbancamento finalizzato esclusivamente alla stabilità del versante che peraltro ad oggi già presenta alcuni cedimenti e fenomeni erosivi – affermano - localizzati”.

Adesso, salvo interpretazioni, il presidente Crocetta chiarendo la validità del progetto presentato nel novembre 2014, non sembrerebbe avallare la proposta di miglioramento progettuale presentato dai commissari prefettizi. Ma la commissione prefettizia chiarisce: “ Non risulta che ad oggi la Regione abbia approvato il progetto di chiusura del novembre 2014. E' proprio in mancanza di ciò, per l'appunto, che la gestione commissariale ha avanzato le proposte di di adeguamento progettuale. Vale la pena di osservare – evidenziano Scammacca, Tenti e Cassarino – che alcuni degli Enti presenti alla conferenza di servizio hanno ritenuto più che motivato il piano di interventi proposto chiedendo addirittura di acquisire parere di merito del Genio Civile”.

“Oramai il decreto – conclude il sindaco Di Guardo - di chiusura della discarica, munito di tutti i visti, è alla firma del Dirigente Generale ing. Domenico Armenio. Non ci sono più scuse. Ne tengano conto tutti e, principalmente, il Governo regionale. Prendiamo atto di questa nuova ordinanza da parte del presidente e aspettiamo che si metta la parola fine una volta per tutte a questa pagina indecente del nostro territorio”.

La riflessione del comitato No-Discarica non risparmia la stoccata ai commissari. “Il 2015 potrebbe – dichiara - davvero essere l'anno della chiusura, ma non bisogna abbassare la guardia. Come abbiamo visto nelle ultime settimane i "poteri forti" lavorano a tutti i livelli per il mantenimento in vita della discarica. Dobbiamo costantemente vigilare tutti e pretendere il rispetto dei tempi, degli impegni della legge”.

TUTTI GLI UOMINI (E LE DONNE) DEL PRESIDENTE CATALOGO GIUDIZIARIO DEL CERCHIO MAGICO

Tutti gli uomini (e le donne) del presidente Catalogo giudiziario del cerchio magico

Martedì 30 Giugno 2015 - 06:00


L'arresto di Matteo Tutino è solo l'ultima vicenda giudiziaria che coinvolge un fedelissimo di Rosario Crocetta. Dalle dirigenti Monterosso e Corsello, fino al neo assessore Pistorio e all'ex pm Ingroia non sono mancate condanne (contabili), rinvii a giudizio e indagini. Ma il presidente della "moralizzazione", in questi casi, tace.

IL CERCHIO MAGICO DI CROCETTA 

PALERMO - Per essere un governatore dal “fiuto sbirresco”, come Crocetta disse di sé, qualcosa non torna. Perché a guardare bene, il “cerchio magico” del governatore è anche un girotondo di guai giudiziari, inciampi e imbarazzi.

Matteo Tutino, medico graditissimo a Rosario Crocetta, è in carcere con accuse legate alla sua attività di primario all'ospedale Cervello-Villa Sofia: peculato, truffa e abuso d'ufficio. Addebiti tutti da dimostrare, ovviamente. Un discorso che vale per il primario, così come per gli altri fedelissimi del presidente della Regione. Anche se per qualcuno, ed è il caso del segretario generale Patrizia Monterosso o del nuovo assessore Giovanni Pistorio, una sentenza dei magistrati contabili c'è già.

Eppure, in passato, per Rosario Crocetta sarebbe bastato anche meno. Uno spiffero, un venticello di sospetto era sufficiente per prendere le distanze, anche in maniera plateale e persino, magari, citando esponenti politici come Pio La Torre o intellettuali come Pier Paolo Pasolini: “Io so, ma non ho le prove”, ama ripetere Crocetta. Anche quando, magari, ha puntato il dito contro un deputato tutt'ora incensurato come Riccardo Savona, cacciandolo da una convention di un partito che non era nemmeno il suo (e lì, più che il venticello del sospetto giocò lo scirocco che muove le pale eoliche in Sicilia). O magari quando ha ricordato, a cose fatte, di aver preso le distanze, durante la campagna elettorale, dal deputato recentemente indagato Nino Dina o di aver chiuso le porte del governo ad altri parlamentari: “Vi immaginate? A quest'ora avrei in giunta Franco Rinaldi”. Un fiuto a scoppio ritardato, ovviamente. Perché mesi prima, gli stessi parlamentari tornavano buoni per sostenere la corsa a Palazzo d'Orleans del governatore.
E invece, ironia della rivoluzione, mentre il governatore sottolineava le crepe dei palazzi vicini iniziava a piovere dentro il suo cerchio magico. Fedelissimi, intoccabili e ovviamente al di sopra di ogni sospetto. Anche di fronte a sentenze o a rinvii a giudizio. Come quello, recentissimo, che ha riguardato la dirigente generale Anna Rosa Corsello. Una burocrate solo apparentemente messa da parte dopo lo scandalo del click day, e tornata al suo posto dopo la cacciata di Nelli Scilabra. Al dipartimento Lavoro, per l'esattezza. “Così non si occuperà più di Formazione”, precisò Crocetta, pochi giorni prima che la Corsello sfornasse i primi decreti riguardanti il progetto “Garanzia giovani”. Una puntualizzazione, quella del governatore, simile a quella tirata fuori in occasione delle notizie che riguardavano l'indagine sulla dirigente per un uso quantomeno “disinvolto” dell'auto blu: “In questi casi – disse Crocetta a Livesicilia – è previsto il trasferimento del dirigente, ma in questa vicenda è inutile, visto che le auto blu sono in tutti i dipartimenti”. Una giustificazione surreale che però adesso si scontra con la realtà di un rinvio a giudizio per peculato.

Sempre sul lato “burocratico” del cerchio magico, era già piovuta la sentenza di primo grado della Procura della Corte dei conti nei confronti di Patrizia Monterosso per la vicenda degli extrabudget nella Formazione. Una storia nella quale il Segretario generale (esterno) della Regione è finita sul banco degli “imputati” insieme all'ex governatore Raffaele Lombardo e ad alcuni ex assessori di quella giunta. Una condanna che Crocetta derubricò in qualcosa di poco superiore a una multa. Scatenando la reazione, nemmeno troppo diplomatica, del presidente della Sezione giurisdizionale della Corte dei Conti Luciana Savagnone, che senza mezzi termini contestò al presidente “di aver sottovalutato la portata di una sentenza di quel tipo”.

Procura contabile e Procura della Repubblica di Palermo stanno invece indagando su un amministratore fortemente voluto da Crocetta. E a dire il vero, il “caso Ingroia” è un po' diverso dagli altri. Intanto perché il governatore, indicando un ex pm alla guida di una società regionale come Sicilia e-Servizi (dopo il fallito tentativo di piazzare Ingroia a Riscossione Sicilia), affermava di essersi assicurato una sorta di “garanzia di legalità”. Inoltre, a dirla tutta, sulla vicenda delle assunzioni a Sicilia e-Servizi, a essere “rinviato a giudizio” dalla Procura contabile e a essere sotto indagine dai magistrati palermitani, è lo stesso Crocetta, che poche settimane fa ha dovuto rispondere alle domande dei pm tra i muri della caserma della Guardia di Finanza.

Ma come detto, oltre all'indagine penale (l'accusa è quella di abuso d'ufficio) c'è l'inchiesta contabile. E lì il governatore è in buona compagnia. Visto che a rispondere di un possibile danno erariale sono anche sei ex assessori della giunta. Quelli, in pratica, che hanno firmato la delibera che dava il via a quelle assunzioni. E tra questi, non mancano altri fedelissimi del governatore: dall'ex assessore alla Formazione e oggi segreteria particolare del presidente, Nelli Scilabra, all'ex segretaria del governatore poi diventata assessore al Turismo Michela Stancheris, o ancora ecco l'ex assessore all'Agricoltura Dario Cartabellotta che il presidente – prima di un recentissimo strappo – aveva “ripescato” come dirigente generale (ruolo ricoperto dal burocrate per tanti anni) per poi indicarlo come responsabile del Cluster Bio-Mediterraneo all'Expo di Milano. Un incarico sul quale sono piovute (è proprio il caso di dirlo) abbondanti polemiche. Tra gli ex componenti della giunta coinvolti nel caos Sicilia e-Servizi, poi, anche quella che Crocetta scelse come vicepresidente, Patrizia Valenti.

E a proposito di “assunzioni sospette”, il presidente della Regione, che ha più volte alzato un muro contro l'ingresso in giunta di deputati, proprio per la paura che il suo governo possa essere “macchiato” da qualche vicenda giudiziaria (per le stesse ragioni, però, cacciò dall'esecutivo Mariarita Sgarlata, assessore 'condannato' politicamente e mediaticamente per una piscina che poi si rivelò essere non abusiva), decide di abbracciare Giovanni Pistorio. Togliendosi in qualche modo un pensiero, visto che una condanna da parte della Corte dei conti all'ex assessore alla Sanità, è già arrivata: circa 35 mila euro di danno all'erario per la storia del personale della Seus-118.

Storie vecchie e storie nuove, quindi, ad agitare le acque dentro il cerchio magico. Perché l'arresto di Matteo Tutino, avvenuto stamattina, è il frutto di un inchiesta che vede, iscritto nel registro degli indagati anche Giacomo Sampieri, tra i manager della Sanità più graditi al presidente. Così gradito da spingere Crocetta a intervenire in prima persona, più di un anno fa, quando l'assessore Lucia Borsellino era in procinto di revocargli l'incarico in seguito alle indagini su Villa Sofia e anche a seri dubbi sulla gestione economico-finanziaria dell'azienda ospedaliera. Una revoca che avrebbe impedito a Sampieri di ottenere un nuovo incarico alla Regione nell'immediato futuro. Anche per questo, Crocetta spinse Sampieri a dimettersi. “Gli abbiamo reso l'onore delle armi”, commentò il governatore, che poche settimane sembra abbia proposto, senza successo, lo stesso Sampieri alla guida della Seus. Quando si dice il fiuto.





Il giallo del fascicolo "dimenticato"  Così sfumò il procedimento disciplinare

Martedì 30 Giugno 2015 - 15:00



A marzo del 2014 i carabinieri trovarono nella stanza di Sampieri un plico ancora sigillato. Era il carteggio sul procedimento disciplinare a carico di Tutino



PALERMO - È il 25 marzo 2014. I carabinieri del Nas fanno irruzione all'ospedale Villa Sofia. È il giorno in cui vengono notificati gli avvisi di garanzia al primario di Chirurgia plastica Matteo Tutino, al commissario dell'azienda Giacomo Sampieri, e al direttore sanitario Maria Concetta Martorana.

Nella stanza di Sampieri i militari oggi guidati dal comandante Giovanni Trifirò e allora da Mansueto Cosentino trovano un plico. È ancora sigillato. È il carteggio sul procedimento disciplinare a carico di Tutino che l'ospedale Sant'Elia di Caltanissetta aveva spedito a Palermo dove nel frattempo Tutino era entrato in servizio, prima “in comando” e poi come vincitore del concorso per primario. Il plico è rimasto sigillato per un anno e due mesi. Chi doveva intervenire, secondo l'accusa, ha tergiversato, chiesto pareri, preso tempo, fino a fare scadere i termini. E così il procedimento disciplinare è stato dichiarato prescritto. E qui il tema diventa non solo giuridico ma anche, e soprattutto, amministrativo e, dunque politico, perché è la politica che sceglie i manager sanitari. Nonostante la stessa politica, al suo livello più alto, e cioè con il presidente della Regione, Rosario Crocetta, affermi che “non sono mai intervenuto nell'inferno di Villa Sofia e non l'ho nominato io (riferendosi a Tutino ndr)”. Nonostante, ancora, la politica per bocca dell'assessore regionale alla Sanità, Lucia Borsellino, al quale la stessa Procura ha riconosciuto il massimo della collaborazione, si dica oggi “stupita che Tutino, indagato, da mesi sia rimasto al suo posto finora”. La stessa Borsellino che si chiede, dalle colonne di Repubblica, “come mai il provvedimento disciplinare non si è mai concluso”. Dalla politica, laddove si si aspetterebbero risposte, arrivano invece nuovi interrogativi. Una cosa è certa: nell'ultimo anno e mezzo le note sindacali erano state spedite alla direzione generale dell'ospedale, in assessorato e alla Commissione Sanità dell'Ars per chiedere chiarimenti sul curriculum di Tutino. Secondo il sindacato Cimo, il primario non aveva i titoli per vincere il concorso (circostanza citata dalla Procura nell'ordinanza). Alle note non è mai arrivata risposta. Eppure poteva essere un campanello d'allarme.

Nell'attesa è toccato alla magistratura intervenire, descrivendo lo spaccato inquietante di cui ha parlato il procuratore aggiunto Leonardo Agueci. Lo stesso giudice per le indagini preliminari, Giovanni Francolini, che ha mandato il primario ai domiciliari ha sottolineato che se le regole fossero state rispettate il caso Tutino probabilmente non sarebbe mai esploso. Perché il chirurgo plastico - almeno secondo l'accusa che naturalmente va verificata - non avrebbe dovuto e potuto lavorare a Villa Sofia. Con il provvedimento disciplinare si sarebbe interrotta sul nascere la gestione del reparto che ieri è costata a Tutino l'arresto. Ed invece è andata diversamente con un susseguirsi di atti e contro atti che, secondo i carabinieri del Nas, è solo servito per centrare l'obiettivo. Evitare lo stop a Tutino.

Ricostruiamo solo i passaggi principali del tanto tormentato quanto inutile provvedimento disciplinare. A ritenere per prima che ci fossero delle irregolarità è stata la direzione generale del Policlinico di Palermo dove Tutino era in servizio. Il chirurgo aveva eseguito al Sant'Elia degi interventi senza essere stato autorizzato. Solo che nel frattempo Tutino era stato trasferito a Caltanissetta dove il direttore sanitario era Giacomo Sampieri. Sanitario, appunto, disse a Livescilia Sampieri per sostenere che non avesse alcuna responsabilità: “In quella veste non ho mai saputo che esistesse procedimento a Caltanissetta, ce l'aveva il direttore generale”. Quando Sampieri fu nominato commissario straordinario a Villa Sofia volle Tutino al suo fianco. E così il 23 gennaio 2013 sul suo tavolo arrivò il carteggio sul provvedimento disciplinare spedito da Caltanissetta. La competenza passava a Palermo. Solo tre mesi dopo, il 6 maggio, il fascicolo venne consegnato all'ufficio provvedimenti disciplinari di Villa Sofia. O meglio, il fascicolo non c'era. C'era solo la nota di trasmissione del Sant'Elia. Il 29 maggio fu chiesto il il perché del ritardo a Sampieri che disse di non averlo aperto perché sopra vi era la scritta “riservato”. Sampieri a quel punto decise di chiedere ad un avvocato un parere per sapere se fosse sua competenza avviare il procedimento disciplinare visto che Tutino era ancora in comando. Nel frattempo Tutino divenne primario e l'avvocato arrivò alla conclusione che spettasse a Palermo a trattare la questione. Il parere dell'avvocato doveva essere vagliato dall'ufficio disciplinare. Ci furono tre riunioni - 13 novembre, 11 e 16 dicembre - sempre con un nulla di fatto. La Martorana era assente per impegni istituzionali, così come gli altri componenti alcuni dei quali impegnati altrove per decisione dello stesso Sampieri.

Finalmente l'ufficio si riunì. Era il 17 dicembre. Troppo tardi: non si poteva che dichiarare prescritto il procedimento disciplinare. Qualche mese prima, il 17 aprile, quando Sampieri fu convocato dai carabinieri disse che si sarebbe attivato al più presto con Caltanissetta. In effetti scrisse al Sant'Elia per ricevere notizie “in merito alla sussistenza di un procedimento disciplinare”. La risposta non poteva che essere di stupore: il fascicolo su Tutino era stato trasmesso il 22 gennaio precedente. E si arrivò al 27 marzo, giorno in cui i carabinieri sequestrarono il plico sigillato nella stanza di Sampieri.

Sanità, si è dimessa l’assessore Lucia Borsellino  Ma la formalizzazione ancora non è arrivata




E' il terzo assessore in pochi giorni che lascia il governo di Crocetta

L’assessore regionale alla Sanità Lucia Borsellino ha deciso di dimettersi dall’incarico. Manca solo la formalizzazione ma la notizia ormai è certa.
La decisione era maturata già ieri nel corso di una lunga giornata trascorsa in Procura della Repubblica in seguito alla emissione di un provvedimento di arresti domiciliari per il primario di Villa Sofia Matteo Tutino che rappresenta l’ennesimo colpo alla credibilità del sistema sanitario siciliano che ormai da due anni è al centro di numerosi casi da “prima pagina”,non ultimo quello che riguarda la vicenda Humanitas.
Una storia, quella che riguarda il dottor Tutino, che vede indagati anche i vertici dell’azienda ospedaliera palermitana ma nella quale l’assessorato regionale non è immune da responsabilità, avendo autorizzato con un provvedimento ad hoc la nomina a primario di Matteo Tutino (medico e amico personale del presidente Crocetta) in deroga al divieto posto dalla legge Balduzzi che condizionava nomine e assunzioni alla definizione delle nuove piante organiche.
Lucia Borsellino ha già avvertito il presidente Crocetta che ha cercato invano di dissuaderla. Adesso si attende solo la formalizzazione, che dovrebbe avvenire nelle prossime ore. Anche se – fanno notare i meno “amici” dell’assessore – non è la prima volta che l’assessore annuncia di essere pronta a dimettersi per poi ritornare alla scrivania. L’ultima volta accadde qualche mese fa in occasione della morte della piccola Nicole: il duro attacco del ministro Lorenzin aveva convinto la Borsellino a dimettersi, dimissioni poi rientrate per la pressioni politiche ricevute.

Con le dimissioni di Lucia Borsellino sono ora tre le dimissioni dal Governo regionale avvenute nell’ultima settimana: in precedenza era toccato a Leotta e Caleca. Adesso si profila con sempre maggiore probabilità l’ipotesi che in Sicilia si vada a votare subito dopo l’estate non essendoci più le condizioni minime per governare (per la verità non ci sono da tempo) nè esiste un minimo di compattezza all’interno del Pd che è il partito di maggioranza.






28 GIUGNO 2015

Sicilia, incarichi di consulenza. Nuove nomine alla Regione. Spuntano pure tre ex assessori

Gli ex assessori che diventano consulenti sono Roberto Agnello e Salvatore Calleri firmano due nuovi contratti rinnovando degli incarichi che avevano già avuto dopo il  rimpasto di novembre. E torna anche Ester Bonafede, ex assessore alla famiglia e agli ento locali, mandata via a fine 2014. Agnello, ex assessore all’Economia sostituito a novembre con Alessandro Baccei (a proposito, dicono che i rapporti con Crocetta siano di nuovo tesissimi….) continuerà ad occuparsi, per conto dell’assessorato alla Salute, di «definizione dei percorsi attuativi della certificabilità: attività di verifica sullo stato di avanzamento del Pac da parte delle aziende del Servizio sanitario regionale». Non chiedeteci cosa sia. Il nuovo contratto, valido dal primo giugno al 31 dicembre, prevede un compenso lordo di 14.460 euro. Buono. Sempre alla Sanità arriva Ester Bonafede, per lei incarico a titolo gratuito per occuparsi di «sviluppo integrato delle politiche socio assistenziali con particolare rifermento all’attività di raccordo istituzionale tra Assessorato della Salute e Assessorato perla Famiglia le Politiche Sociali e il Lavoro».  Confermato anche l’incarico di Salvatore Calleri, ex assessore all’Energia e ai Rifiuti che a novembre aveva lasciato il suo posto a Vania Contraffatto. Per lui è previsto un compenso di 13.772 euro lordi dal 10 giugno al 31 dicembre. Calleri continuerà ad occuparsi di consulenza giuridica «nell’ambito della sicurezza e della legalità» e in particolare di contratti pubblici di lavori, forniture e servizi, gare di appalto, beni confiscati alla criminalità organizzata, analisi del fenomeno della  criminalità organizzata e mafiosa. Calleri sarà consulente diretto di Crocetta, così come un altro assessore, Nelli Scilabra, ex contestata assessore alla Formazione, alla quale poi Crocetta ha dato un incarico di consulenza. Così come capo di gabinetto di Crocetta era Mariella Lo Bello, oggi assessore. Un gran via vai.  Fra le ultime nomine  da citare  quella di Roberto Immesi, giornalista che scrive per Live Sicilia, incaricato dall’assessore all’Energia e ai Rifiuti Vania Contraffatto di «consulenza per le relazioni istituzionali e sociali», con un compenso di 12.394 euro lordi per sei mesi. Incarico infine per Antonella Del Sordo, consulente dell’assessorato alle Infrastrutture e ai Trasporti per le «problematiche attinenti l’accordo di programma quadro su mobilità ecosostenibile» con un compenso di 7.863 euro lordi per tre mesi.  

Questi i nomi dell’ultima tornata. Altre consulenze erano state date il mese scorso. Sami Ben Abdelaali, il burocrate tunisino,  figura tra i consulenti direttamente nominati dal presidente della Regione Rosario Crocetta. . Per il consulente ecco altri 29.265 euro lordi per sette mesi di lavoro: dal primo maggio al 31 dicembre. Nello specifico dovrà occuparsi di fornire “assistenza all’Organo Politico nelle relazioni con i Paesi del Mediterraneo, Africa e Mondo Arabo e approfondimento e supporto al Presidente della Regione nelle problematiche afferenti all’immigrazione, Expo 2015, programma transfrontaliero Italia/Malta e Italia/Tunisia”.

Antonella Del Sordo è stata chiamata dall’assessore alle Infrastrutture Giovanni Pizzo per una consulenza per le “problematiche attinenti l’accordo di programma quadro su mobilità ecosostenibili”. 7.863 euro lordi per tre mesi di consulenza.

Stefania Guccione è stata chiamata direttamente dall’assessore Mariella Lo Bello per la Formazione. Per lei, 4.131 euro lordi per due mesi di consulenza. Quasi cinquemila euro lordi, invece, per lo stesso periodo di lavoro (due mesi) a Giuseppe Cicala. Chiamato direttamente dall’assessore al territorio Maurizio Croce, dovrà occuparsi della “valutazione delle proposte di collaborazione e partenariato con enti di ricerca, università nell’ambito dei programmi di iniziativa comunitaria Life+ e Horizon 2020”.  Sempre Croce ha rinnovato infine il contratto di Ester Daina: 5.242 euro per due mesi per esprimere parere e giudizi in materia di diritto urbanistico e ambientale.


28 GIUGNO 2015
AGNELLO,CALLERI,CUFFARO Rosaria Barresi  è il quarto assessore di Crocetta all’Agricoltura dopo Cartabellotta, Reale e Caleca. 

27 GIUGNO 2015

Il nuovo assessore all’ agricoltura della Sicilia Rosaria Barresi. Prende il posto di Caleca

Il Presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta ha nominato il nuovo assessore all’Agricoltura Rosaria Barresi, dirigente regionale, che prende il posto di Nino Caleca, che ieri ha lasciato a sorpresa il suo incarico  dopo  – a sua volta – la nomina di Giovanni Pistorio alla Funzione pubblica, ex assessore del Governo Cuffaro. Caleca ieri lasciando l’incarico aveva parlato di un “ritorno al passato”. La scelta di Barresi è condivisa da Sicilia democratica, seppure dopo qualche fibrillazione perchè il gruppo, pare, non era stato informato della scelta di Crocetta.

INDAGATO L’ASSESSORE PIZZO. C’e’ un’inchiesta della Procura di Messina sul fallimento della societa’ che ha gestito la clinica Santa Rita di Messina, un fascicolo in cui e’ indagato l’assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti, Giovanni Pizzo. A Pizzo e’ stato notificato da tempo un avviso di garanzia, ma lo si apprende soltanto adesso. Si tratta di un atto dovuto da parte dei magistrati, che hanno gia’ sentito l’assessore. L’inchiesta e’ coordinata dal procuratore aggiunto Sebastiano Ardita e condotta dal sostituto procuratore Fabrizio Monaco. 

26 GIUGNO 2015

Si dimette anche Nino Caleca. Regione, caos nel governo di Rosario Crocetta

Anche Nino Caleca, l’assessore all’Agricoltura, si è dimesso dalla giunta di Rosario Crocetta. Lo fa dopo la nomina, da parte del governatore, di Pistorio quale successore di Leotta (si era dimesso ieri sera) alla Funzione Pubblica. Pistorio non è un tecnico, è il segretario dell’Udc e per Caleca ciò rappresenta un “ritorno al passato”. Le dimissioni sono irrevocabili.
“Continuo a sognare una politica nuova, pulita e trasparente. Per la Sicilia non ci rinuncio. Avverto un totale senso di estraneità di fronte ad incomprensibili ritorni al passato. Le mie dimissioni sono irrevocabili e con affetto immediato. Presidente, ti voglio bene, Nino Caleca“.
Le dimissioni hanno suggerito a Crocetta di rinviare la conferenza stampa con la quale avrebbe discusso coi giornalisti del vertice di maggioranza appena concluso. Un vertice dal quale è emersa la necessità di ricompattare la maggioranza in vista del dibattito in Aula sulla riforma delle Province.
Nel corso dell’incontro sono emersi anche dissapori tra il presidente della Regione e l’assessore all’Economia Baccei.“Condivido la posizione del presidente – dice il deputato Nino Oddo – la politica del rigore non può essere portata avanti senza garantire  i livelli occupazionali e sulla pelle dei lavoratori “.


4 APRILE 2015

Busta paga ma senza stipendio,  ora sospesi da Regione

Per oltre un anno hanno ricevuto la busta paga ma non lo stipendio. Restando scoperti persino sul fronte dei versamenti previdenziali, assicurativi e contributivi a Inail e Inps.

Le loro posizioni però non sono mai state comunicate all'Inps e dalla firma del nuovo contratto, siglato dall'ex dirigente generale Gaetano Gullo all'inizio del marzo scorso, quando sono stati sospesi dal servizio, i 33 non hanno ricevuto nessuno stipendio.


Regione, dipartimento Ambiente senza direttore generale Gullo spostato, Marco Lupo non si è mai insediato

REDAZIONE 
POLITICA – I boatos dicono che Lupo rinuncerà all'incarico. Intanto da un mese il dipartimento è senza un direttore generale; a fine gennaio, alla scadenza del contratto,  Gaetano Gullo è stato spostato al Comando del corpo forestale e il dipartimento di via Ugo La Malfa è rimasto senza vertice amministrativo
Dal 27 gennaio il dipartimento regionale dell’ambiente è senza dirigente generale. O la cosa è gravissima oppure non si capisce davvero perché ai capi dipartimento della Regione Siciliana vengano corrisposti stipendi di centinaia di migliaia di euro.
Certo è che si tratta di uno dei dipartimenti regionali più importanti e nevralgici, dal quale passano tra l'altro, il rilascio delle autorizzazioni VAS e VIA, obbligatorie per legge per l'approvazione di progetti privati e non. 
A fine gennaio, alla scadenza del contratto, il direttore generale dell’Ambiente Gaetano Gullo - denunciato dall'associazione Rita Atria per l'autorizzazione al Muos - è stato spostato al Comando del corpo forestale, dando il via ad un altro dei tanti valzer di poltrone a cui ci ha abituato questo governo, e il dipartimento di via Ugo La Malfa è rimasto senza vertice amministrativo.
Infatti, il nuovo direttore Marco Lupo, l’esterno fortemente voluto dal governatore e dall’assessore all’Ambiente Croce, nominato con delibera di giunta n. 5 del 13 gennaio 2015, dopo aver dettato le sue  condizioni e aver preso tempo per liberarsi dai precedenti impegni, ad oggi non si è ancora insediato e, iboatos che trapelano da Palazzo D’Orleans dicono che non lo farà più e che rinuncerà all’incarico. E Crocetta, che più e più volte ha dichiarato strategico il dipartimento Ambiente, in tutti questi giorni non ha affidato nessun incarico ad interim, evidentemente ritenendo più opportuno lasciare tutto fermo.
A completare il  quadro, si legge ancora nella delibera appena citata, che all’interno del dipartimento Ambiente «Tra i profili dei dirigenti regionali selezionati (...) non vi è un soggetto che soddisfi i requisiti professionali e culturali richiesti per il conferimento dell’incarico», motivo per cui era stato nominato Lupo.
Così, dopo un intero mese, la poltrona di dirigente generale è ancora vuota e il dipartimento Ambiente è alla paralisi. Le imprese, dopo mesi di attesa, sono costrette ad aspettare ancora i mandati di pagamento, già pronti; i Comuni e le imprese continuano ad aspettare le autorizzazioni ambientali; la Commissione Europea, che chiede conto e ragione su attività di progetti Life per milioni e milioni di euro, può aspettare.
E da ultimo, continua ad aspettare il personale a tempo determinato del dipartimento, che non prende lo stipendio da 13 mesi: un caso surreale di cui ormai si parla con incredulità anche a Roma e che molti ben informati indicano come la vera causa che rende oggi così scottante la poltrona di direttore del dipartimento Ambiente.


14 GENNAIO 2015

Al Dipartimento Turismo della Sicilia viene nominato Sergio Gelardi, che già lo guidava ad interim.

13 gennaio 2015

Regione, valzer di dirigenti: ritorna Marco Lupo, Gullo al corpo forestale
La giunta Crocetta delibera alcune nomine: l'ex capo dipartimento alle Acque e ai rifiuti rientra nell'amministrazione e  va al Territorio.

18 NOVEMBRE 2014

La seconda vita dell’ex assessore Scilabra Crocetta la nomina suo segretario particolare

Nelli Scilabra, ex assessore alla Formazione coinvolta nello scandalo “Piano giovani”. E infatti i siciliani avevano ragione: per Nelli Scilabra è pronto il posto di segretaria particolare del presidente della Regione.
La nomina sarà ufficializzata nelle prossime ore, perché si devono effettuare alcune verifiche sul decreto anticorruzione. Scilabra prenderà il posto in Segreteria che fu di Mariella Lo Bello che, a sua volta, ha preso il posto che fu di Nelli Scilabra all’assessorato alla Formazione: un valzer di nomine che vede protagonista il governatore e due delle sue donne preferite, insieme agli assessori Lucia Borsellino e Linda Vancheri, che hanno visto confermato il loro posto in giunta.


5 NOVEMBRE 2014

IL RITORNO DELLA CORSELLO

Il dirigente generale Anna Rosa Corsello torna nella “squadra” del governatore Rosario Crocetta.
Il presidente le ha affidato la guida del dipartimento Lavoro, fino a due giorni fa gestito a interim da Dario Cartabellotta.
Per Corsello si tratta di un ritorno dopo la feroce polemica con l’ex assessore alla Formazione Nelli Scilabra per il fallimento del click day per la selezione dei tirocinanti nell’ambito del Piano giovani.
Corsello e Scilabra si erano accusate a vicenda per quel flop, finito prima in Parlamento e poi sul tavolo della Procura di Palermo che aprì una inchiesta, acquisendo anche gli scambi di sms tra la dirigente, finita indagata, e l’ex assessore. Dopo l’azzeramento del Crocetta bis e la formazione della nuova giunta, la Corsello torna in pista grazie ai buoni rapporti che ha sempre mantenuto col governatore Crocetta, che non ha mai nascosto stima e fiducia nel superburocrate, alla quale aveva affidato temi delicati come la “pulizia” nel bacino degli ex Pip, ridotti da 3200 a 2400 con l’espulsione dei precari che hanno continuato a delinquere nonostante beneficiassero del sussidio regionale.


29 OTTOBRE 2014

Da assessore a segretario (e ritorno) Lo Bello, l'eterna sorpresa

L'esponente politica agrigentina torna in giunta dopo un breve incarico da braccio destro di Crocetta. Come, prima di lei, era toccato a Michela Stancheris. E dopo essere stata silurata sul fotofinish durante la nascita del Crocetta-bis.

Non è l'unico incrocio, per Lo Bello. Basta scorrere la sua storia recente, per trovarne un altro: in aprile, quando nacque il Crocetta-bis, la conferma dell'esponente politica agrigentina era data per certa fino a pochi minuti prima della divulgazione dei nomi degli assessori. A sorpresa – sì, perché la sorpresa è un tratto caratteristico, in questa storia – fu però il comunicato ufficiale di Rosario Crocetta a bruciare le certezze: fuori Mariella Lo Bello, finita al centro di uno scontro con il collega di giunta Nicolò Marino, dentro Mariarita Sgarlata. Chiamata in giunta per “bilanciare” geograficamente la nomina di Ezechia Paolo Reale, siracusano come lei, e trascinata dentro il Partito democratico dopo essere stata nel Megafono fino al giorno prima.



Muos, denuncia per lo stop alla revoca   «Il dirigente regionale ha detto il falso»

SALVO CATALANO 
CRONACA L'associazione Rita Atria ha presentato una denuncia alla procura di Palermo nei confronti di Gaetano Gullo, il dirigente regionale che ha firmato l'annulamento della revoca delle autorizzazioni per l'impianto Usa. «Nel provvedimento riporta solo una parte della relazione dell'Iss da cui si evincerebbe la certezza che le parabole non fanno male, omettendo le conclusioni, dove si sottolinea che si tratta di pura teoria», spiega l'avvocato D'Antona. L'accusa è di falso in atto pubblico. Venerdì manifestazione a Niscemi

Si moltiplicano i filoni giudiziari della vicenda Muos, l'impianto miltare Usa di telecomunicazioni satellitare in costruzione a Niscemi. L'associazione Rita Atria, tramite il suo legale Goffredo D'Antonaha denunciato alla Procura di Palermo il dirigente della Regione Gaetano Gullo. Sul decreto che annulla la revoca delle autorizzazioni alla costruzione dell'impianto, dando di fatto il via libera alla prosecuzione dei lavori, non c'è la firma del governatore Rosario Crocetta, ma la sua. L'accusa è di falso in atto pubblico. «Nel provvedimento - spiega l'avvocato D'Antona - a sostegno della decisione di annullare la revoca, il dirigente riporta solo una parte della relazione dell'Istituto superiore di sanità. Estrapola il testo da cui si evincerebbe la certezza che le parabole non fanno male alla salute, omettendo le conclusioni, dove l'Iss sottolinea che si tratta di pura teoria, da verificare in concreto e che, infine, quanto affermato non può essere usato a fini autorizzativi».

Questa denuncia arriva poco tempo dopo l'esposto alla procura di Caltagirone, sempre da parte dell'associazione Rita Atria, per accertare se, come anticipato dal giornalista Antonio Mazzeo, i lavori per la costruzione del Muos nella base statunitense di Niscemi siano iniziati davvero tre anni prima del rilascio delle autorizzazioni necessarie da parte della Regione Sicilia e come mai nessuno ha chiesto conto di questa mancanza. «Il Tar di Palermo, respingendo il ricorso del Ministero della Difesa - aggiunge D'Antona - aveva sottolineato che non si poteva andare avanti senza la prova assoluta e concreta della non nocività del sistema Muos. E questa prova l'Iss non se l'è sentita di darla, non si è assunta questa responsabilità». Di conseguenza, denuncia l'associazione Rita Atria, «quanto dichiarato, riportato dal dirigente è assolutamente falso. E la falsità non promana da una querelle tra scienziati (che pure sussiste ma non è questa la sede ove discernere) ma dalla relazione stessa. Ed invero i tecnici dellIss riportano quanto trascritto dal Gullo, ma con molta onestà concludono la loro relazione, con un enorme ed insuperabile dubitativo».

L'associazione chiede quindi di fermare i lavori del Muos, «la cui ultimazione - concludono - sarebbe consentita da una autorizzazione idelogicamente falsa, infondata, non rispettosa del dettame del Tar Sicilia, sulla certezza assoluta della non nocività». La stessa richiesta che si alzerà forte dalle strade di Niscemi venerdì pomeriggio, 9 agosto, in occasione della manifestazione indetta dal Coordinamento Regionale dei No Muos. L'ultima, sostengono alcuni attivisti, prima che le tre parabole vengano issate sui blocchi di cemento.

E proprio oggi, in contrada Ulmo, due persone sono state denunciate dagli agenti del commissariato di Niscemi con l'accusa di attentato alla sicurezza dei trasporti e porto abusivo di oggetti atti ad offendere. I due, infatti, una 39enne di Trapani e un 32enne di Niscemi, sarebbero stati scoperti dopo avere collocato una serie di tavole di legno chiodate al centro della carreggiata di una strada sterrata che conduce alla stazione militare. L'uomo avrebbe dichiarato alla polizia che si trovava nella riserva naturale della sughereta per raccogliere frutti di bosco.

30 MAGGIO 2013

Dirigenti alla Regione. Parte la rotazione di Crocetta

All’Ufficio Tecnico nominato il dott. Giovanni Santone che lascia il Dipartimento Territorio e Ambiente; questo settore viene assegnato ad interim al dott. Gaetano Gullo, al fine di uniformare le politiche tra territorio e urbanistica; all’Osservatorio Epidemiologico Regionale va il dott. Ignazio Tozzo che lascia il Fondo Pensioni, quest’ultimo posto viene occupato dal dott. Rosolino Greco che lascia la Pesca; il Dipartimento Pesca viene assegnato a Felice Bonanno che lascia la Programmazione, nell’ottica di un rilancio e utilizzo dei fondi europei in quel settore. Al Dipartimento Programmazione viene nominato il dott. Falgares, proveniente dalle Infrastrutture per portare l’esperienza di concreta gestione in ambito della programmazione. Alle infrastrutture viene collocato un uomo di grande esperienza tecnica come il dott. Giuseppe Arnone che lascia l’azienda Forestale. La posizione del direttore della Forestale viene occupata dott. Lo Monaco.

Martedì 28 Ottobre 2014 

Nasce il 'Crocetta Ter'  I nomi del nuovo governo

La squadra: Borsellino, Vancheri, Contrafatto, Purpura, Caruso, Li Calzi, Caleca, Pizzo, Castronovo, Croce, Baccei, Lo Bello. Le probabili deleghe.  Non c'è l'accordo con Articolo 4

Castronovo alla Funzione pubblica, Contrafatto all'Energia, Li Calzi al Turismo, Purpura ai Beni culturali. L'intesa trovata oggi pomeriggio. I ritratti degli assessori - Baccei, il "commissario" Contrafatto, una pm ai Rifiuti - Croce, il "semplificatore

PALERMO - E' maturato nel pomeriggio l'accordo definitivo sulle deleghe del Crocetta ter. Eccole: Vania Contrafatto all'Energia, Cleo Li Calzi al Turismo, Marcella Castronovo alla Funzione Pubblica, Mariella Lo Bello alla Formazione, Maurizio Croce al Territorio, Nino Caleca all'Agricoltura, Alessandro Baccei all'Economia, Antonio Purpura ai Beni Culturali, Sebastiano Caruso al Lavoro, Giovanni Pizzo alle Infrastrutture, Lucia Borsellino alla Salute, Linda Vancheri alle Attività produttive.


23 OTTOBRE 2014
Crocetta con gli ex assessori Scilabra, Calleri, Valenti e Stancheris

Venerdì 11 Aprile 2014

Nasce il Crocetta bis:  assegnate tutte le deleghe

 Il dado è tratto. Il governatore ha assegnato tutte le deleghe. Agnello va all'Economia, l'Agricoltura a Reale. Valenti nominata vicepresidente della Regione. Ma è rottura con Raciti: "I posti del Pd sono a disposizione. Spero di riprendere a dialogare col segretario. Il partito mi ha spiegato che di Sicilia si occupa anche Faraone".

Ecco le altre deleghe: Salvatore Calleri Energia, Roberto Agnello Economia, Nico Torrisi Infrastrutture, Antonio Fiumefreddo Beni culturali, Nelli Scilabra Formazione e istruzione, Linda Vancheri Attività produttive, Mariarita Sgarlata Territorio e ambiente, Michela Stancheris Turismo, Lucia Borsellino Salute. Giuseppe Bruno Famiglia e lavoro. Bruno avrà anche la delega alla Protezione civile.

 



Venerdì 30 Novembre 2012 
Crocetta presenta  la giunta della rivoluzione

LA PRIMA GIUNTA DELL'ERA CROCETTA.  Il governatore "congela" la situazione dell'assessore agli Enti locali: "Voglio approfondirla bene". Ma lascia intendere di essere orientato a mantenere la Valenti in giunta. Il caso del figlio del fisico "è un problema risolto". Assente Marino, si attende il Csm.

Segretario generale Patrizia Monterosso: Nelli Scilabra, il più giovane assessore della giunta.Presenti quindi tutti gli altri, tranne Nicolò Marino e Patrizia Valenti. Così, ecco gli altri assessori: Luigi Bianchi (Economia), Nino Bartolotta (Infrastrutture), Franco Battiato (Turismo), Ester Bonafede (Lavoro e Famiglia), Dario Cartabellotta (Agricoltura), Linda Vancheri (Attività produttive), Antonino Zichichi (Beni culturali), Lucia Borsellino (Sanità), Mariella Lo Bello (Territorio e ambiente).

La giunta

Presidente: Rosario Crocetta
Economia: Francesca Basilico D'Amelio
Formazione: Nelli Scilabra
Infrastrutture: Nino Bartolotta
Turismo: Franco Battiato
Lavoro e Famiglia: Ester Bonafede
Funzione Pubblica: Patrizia Valenti
Agricoltura: Dario Cartabellotta
Attività produttive: Linda Vancheri
Cultura: Antonino Zichichi
Sanità: Lucia Borsellino
Territorio: Mariella Lo Bello
Energia: Nicolò Marino

25 NOVEMBRE 2012

CGIL su nomina assessore Mariella Lo Bello


 Pavarotti cantava "Nessun dorma", qua pare "Nessun veglia", o no?

  CROCETTA,BACCEI,LOMBARDO,CARDINALE,STANCHERIS,BATTIATO, PISTORIO ,MARINO,CONTRAFATTO,LUMIA,MONTANTE,FARAONE,SCILABRA,BONAFEDE,CATANZARO,CARTABELLOTTA,GUCCIONE,DEL SORDO,CICALA,CROCE,BARRESI,SANSONE,ZUCCARELLO,GULLO
post correlati:

Castronovo, le dimissioni sono ufficiali Crocetta è a caccia del sostituto


LA PROFEZIA: LA SICILIA FALLIRÀ TRA POCHI MESI, CI SARÀ LA CATASTROFE SOCIALE


LA PRIMA GIORNATA DELLA “LEOPOLDA” DEL PD DI FARAONE. TANTO CENTRODESTRA, SCONTRO SULL’ANTIMAFIA La “Leopolda sicula” per certificare il fallimento della Sicilia Giulio Ambrosetti


CORSA PER L'ASSISTENZA TECNICI C'E'  ANCHE LA SOCIETA' DELL'ASSESSORE


PER LA SICILIA È PRONTO UN BEL BILANCIO REGIONALE 2015 'FANTASIOSO' CON LA ‘BENEDIZIONE’ DI RENZI E PADOAN


N. 66 RICORSO PER LEGITTIMITA' COSTITUZIONALE 28 agosto 2014 Ricorso per questione di legittimita' costituzionale depositato in cancelleria il 28 agosto 2014 (della Regione Siciliana).


In Sicilia franano le autostrade e le strade tra piogge e incuria di Stato e Regione


Rischio naturale, tegola sulla Regione IL FALLIMENTO DELLA REGIONE SICILIA LO SCIPPO DI RENZI ALLA REGIONE SICILIA


La Sicilia abbandona l’Expo di Milano per manifesta disorganizzazione


CORTE DEI CONTI 2007 Giudizio Parificazione Rendiconto Generale Regione Siciliana Anno 2007 Allegato


REGIONE 2015 AGGIORNAMENTO BILANCIO 2016 2018 MANCANO 1500 MILIONI DI EURO 2016 2017 2018 FORESTALI SANITA ENTI LOCALI Delibera 259 13 OTTOBRE 15


REGIONE 2015 OTTOBRE Audizione in merito alle previsioni del Documento Rassegna Stampa 07 ottobre 2015


CORTE DEI CONTI 2015 10 NOVEMBRE AUDIZIONE DI BACCEI E CROCETTA DPF 2016 2018 REGIONE SICILIA


ISOLA DELLE FEMMINE BILANCIO DI PREVISIONE 2015 COMMISSARIO AD ACTA DR. CARMELO MESSINA


REGIONE 2015 AGGIORNAMENTO BILANCIO 2016 2018 MANCANO 1500 MILIONI DI EURO 2016 2017 2018 FORESTALI SANITA ENTI LOCALI Delibera 259 13 OTTOBRE 15


IN ESCLUSIVA/ Intercettato il flusso di coscienza dell’assessore Baccei


post correlati:

Castronovo, le dimissioni sono ufficiali Crocetta è a caccia del sostituto


LA PROFEZIA: LA SICILIA FALLIRÀ TRA POCHI MESI, CI SARÀ LA CATASTROFE SOCIALE


LA PRIMA GIORNATA DELLA “LEOPOLDA” DEL PD DI FARAONE. TANTO CENTRODESTRA, SCONTRO SULL’ANTIMAFIA La “Leopolda sicula” per certificare il fallimento della Sicilia Giulio Ambrosetti


CORSA PER L'ASSISTENZA TECNICI C'E'  ANCHE LA SOCIETA' DELL'ASSESSORE


PER LA SICILIA È PRONTO UN BEL BILANCIO REGIONALE 2015 'FANTASIOSO' CON LA ‘BENEDIZIONE’ DI RENZI E PADOAN


N. 66 RICORSO PER LEGITTIMITA' COSTITUZIONALE 28 agosto 2014 Ricorso per questione di legittimita' costituzionale depositato in cancelleria il 28 agosto 2014 (della Regione Siciliana).


In Sicilia franano le autostrade e le strade tra piogge e incuria di Stato e Regione


Rischio naturale, tegola sulla Regione IL FALLIMENTO DELLA REGIONE SICILIA LO SCIPPO DI RENZI ALLA REGIONE SICILIA


La Sicilia abbandona l’Expo di Milano per manifesta disorganizzazione


CORTE DEI CONTI 2007 Giudizio Parificazione Rendiconto Generale Regione Siciliana Anno 2007 Allegato


REGIONE 2015 AGGIORNAMENTO BILANCIO 2016 2018 MANCANO 1500 MILIONI DI EURO 2016 2017 2018 FORESTALI SANITA ENTI LOCALI Delibera 259 13 OTTOBRE 15


REGIONE 2015 OTTOBRE Audizione in merito alle previsioni del Documento Rassegna Stampa 07 ottobre 2015


CORTE DEI CONTI 2015 10 NOVEMBRE AUDIZIONE DI BACCEI E CROCETTA DPF 2016 2018 REGIONE SICILIA


ISOLA DELLE FEMMINE BILANCIO DI PREVISIONE 2015 COMMISSARIO AD ACTA DR. CARMELO MESSINA


REGIONE 2015 AGGIORNAMENTO BILANCIO 2016 2018 MANCANO 1500 MILIONI DI EURO 2016 2017 2018 FORESTALI SANITA ENTI LOCALI Delibera 259 13 OTTOBRE 15


IN ESCLUSIVA/ Intercettato il flusso di coscienza dell’assessore Baccei