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Thursday, May 14, 2015

2015 2 FEBBRAIO CASARUBBEA QUANDO I MATTARELLA ERANO SPIATI Sblocca Italia: il testo coordinato del decreto-legge in Gazzetta Decreto Legge, testo coordinato 12/09/2014 n° 133, G.U. 11/11/2014

2015 2 FEBBRAIO CASARUBBEA QUANDO I MATTARELLA ERANO SPIATI 

di Giuseppe Casarrubea 
lunedì 2 febbraio 2015



Questo è un presidente che bisogna digerire. Forse è come una medicina amara, un alimento che al primo impatto col palato dà un sapore strano. Poi, però, ti rendi conto se ti ha fatto bene o no. Vorrei proprio sperare che sia terapeutico per un'Italia che vive alla giornata, di liti, asti personali, chiacchiere e fumo. Perché è il frutto di un lungo percorso, dal cattolicesimo popolare di Giorgio La Pira e del padre Bernardo alla nascita del Pd. Una vicenda che non ha riguardato dall'esterno ma ha contribuito a costruire, lungo un travaglio di generazioni. Fino a Renzi.
Per molti, invece, il presidente neoeletto è un carro su cui si sale per essere assieme ai vincitori, senza riserve o eccezioni. Certamente sarebbe piaciuto, oltre che ai 665 grandi elettori che lo hanno votato, a molti di Forza Italia, o dei grillini se questi ultimi non avessero avuto ordini di scuderia: un nome, come quello di Imposimato, da immolare sull'altare di una patria perduta, di un dio pagano che vive di sacrifici con la pelle degli altri. Le elezioni di questo presidente segnano ancora la diaspora del tessuto democratico dei partiti e il rafforzamento del monolite Pd, unico zoccolo duro del sistema di potere, un tempo democristiano, ora impropriamente democratico, fatto di palazzi e ignoramento delle piazze, di riprese economiche sempre rinviate , di accondiscendenze alle finanze europee e ai diktat dei Paesi forti dell'Occidente.
Questo è il mio primo pensiero, che i leader politici hanno semper le stesse facce, che vuol dire restare al potere fino a quando le condizioni lo consentiranno. Cioè non ci sono alternative alla locomotiva del Pd. Se il neopresidente presta attenzione a questo fatto si renderà conto che l'Italia si muove silenziosamente verso un regime neoberlusconiano di nuova generazione, che conduce alla destra allo sfascio e al solo titolo di Stato. Una democrazia costituzionale che non ammette altro da sé.
Sergio Mattarella suscita in me una doppia spinta. Per il mestiere che fa è una garanzia di legalità e di buon senso. Un galantuomo di cui fidarsi. Ma l'aspetto che più mi colpisce è il suo essere schivo, guardingo, rattristato, come se difendersi da continui attacchi di guerra che gli si parano davanti, pronti a fargli del male. Per questo dà l'aria di un monaco solitario chiuso in una sua ascesa non mistica, tra contemplazione e azione, silenzio e impegno tutto da tavolino. Un uomo casa e chiesa, famiglia e studio. Intento a sognare e volere un'Italia ben ancorata ai suoi punti cardinali.
Molto simile, come notano gli inglesi, al fratello Piersanti. L'8 marzo 1978, l'ambasciata di Roma, nella persona di AC Goodison, è una console italiana a Palermo, che si terrà a Milano. Buona lettura che "la soluzione di compromesso [di aver scelto Mattarella al posto di Nicoletti], avviata in Sicilia il 9 febbraio, in un certo senso precorre la linea dalla Dc a livello nazionale negli ultimi mesi. Si tratta di un piccolo passo per il Pci, anche se non è stato incluso nel governo regionale siciliano ". (FCO 33/3567). Scrive Goodison: "Piersanti Mattarella, eletto il 9 febbraio del 1978 Presidente della Regione Siciliana, è nato a Castellammare del Golfo nel 1935. E 'democristiano e cattolico praticante, si noti' un politico di vocazione '. Mattarella è il figlio dell'ex Dc Ministro del Commercio, Bernardo Mattarella, che è stato accusato di avere legami con la mafia, ma lui ha sempre negato questo ed è stato discolpato da un tribunale. Negli ultimi sei anni e mezzo, Mattarella è stato ministro delle Finanze regionale ed è stato deputato regionale per 11 anni. Alle ultime elezioni è arrivato secondo nella lista del partito regionale democristiano con più di 59.000 voti. Prima di diventare deputato regionale, era un Consigliere della Città di Palermo e precedentemente aveva esercitato la professione di avvocato. Dividere il suo giorno tra lavoro, famiglia e chiesa e ha promesso di lottare contro il ristagno politico. Un uomo amabile con un modo leggermente diffidente,
Un carattere e uno stile di vita che i due fratelli, Sergio e Piersanti sono derivati ​​dalla cultura familiare, nonché dal carattere del padre Bernardo, avvocato. Dati i tempi, il fondatore della Dc, era tenuto sotto controllo dall'agente Oss "Z Sicana". Ma non c'è solo questo nel vecchio siciliano di Castellammare, il paese di Salvatore Maranzano e di Joe Bonanno, alias Bananas, capo della mafia newyorkese, che negli Usa si fa il bello e il cattivo tempo. Ma Bernardo si era tenuto alla larga da questi signori, era in stretti rapporti epistolari con don Luigi Sturzo, in esilio a Jacksonville (Florida), dove si parlava di scrittore per quanto accadeva in Sicilia tra i suoi compari di partito e in Italia. E in un'Italia che dopo lo sbarco del 1943 stava per risorgere dai ceneri del fascismo,
Nel neopresidente della Repubblica è abbastanza evidente dunque l'educazione paterna. Bernardo era il siciliano più accreditato presso la Santa Sede, dopo Giulio Andreotti, già dal primo congresso regionale della Dc, nel 1944. Il che, come abbiamo accennato, non lasciava indifferenti molte persone, una guerra dagli agenti dell'Office di Servizi Strategici, che si vede di buon occhio il suo essere repubblicano di ferro, contro quanti nel mondo della Chiesa si professavano monarchici. E non erano pochi. Non a caso, dunque, papà Francesco, un uomo che viene da molto lontano che ha informazioni molto, ha pubblicato questo comunicato al neoeletto presidente, per esprimergli i suoi auspici.
Forse non era mai successo con una tempesta tanto pressante da sorprendere: "Mi è gradito rivolgerle deferenti espressioni augurali per la sua elezione alla suprema magistratura dello stato italiano e, mentre auspico che sia della concordia del Paese, invoco sulla sua persona la costante assistenza divina per una illuminata azione di promozione del bene comune nel solco degli oggetti sociali e spirituali del popolo italiano. Con questi voti - conclude Bergoglio - invio a lei e all'intera Nazione la benedizione apostolica ".
E, subito dopo il papa, in modo analogo, si è comportata la Conferenza episcopale italiana. Tutto a posto? Non mi pare. Perché l'elezione del primo cittadino italiano riceva la benedizione apostolica del Vaticano, in quanto cattolico non è cosa che si aggiunge a uno stato laico e pluri-religioso, dove ci sono parecchi milioni di persone che sono delle più svariate religioni.
Tutte, a pari livello, tutelate dalla Costituzione italiana. Non vorrei che questa scelta di Francesco, sia in buona fede e in modo spontaneo, possa essere, però, il pretesto perché la riforma costituzionale dello Stato è più che altro, che vedano il capo dello Stato docile strumento del Vaticano. Ad esempio a partire dalla supertutela delle scuole private cattoliche.
Da Bernardo a Sergio ci sono ben quattro generazioni. La prima è quella del periodo fondativo del sistema, segnato da gruppi dirigenti, prima del 1948 laici e cattolici, poi cattolici. Segue la generazione di Sergio e Piersanti, segnata dalla barbara e ancora misteriosa uccisione di morto (1980), che apre una fase storica per Sicilia e per l'Italia. Dall'uccisione del sindaco (1984) di Palermo Giuseppe Insalaco, ammazzato nel 1988, dopo aver denunciato il sistema degli appalti nella sua città, e l'attività illecita di Ciancimino, fino all'assassinio di Salvo Lima (marzo 1992), che si politicamente la carriera di Andreotti. Seguono le stragi del 1992, con gli attentati di Capaci e via D'Amelio, e del 1993: Rapido 904, via dei Georgofili, via Palestro a Milano.
Di quello che pensava il sottosegretario, però, era bene edotta la fonte Z. Un agente segreto. Il 7 settembre 1944 in una nota confidenziale, scriveva agli uffici dello spionaggio americano che da una conversazione tiene con lui, aveva capito che il personaggio "non ha avuto una cultura eccezionale" ed era probabile che diventasse un "docile quadro agli ordini del Vaticano". Bernardo, infatti, era un sicuro anticomunista. Vieni li combattendo in solitudine Iddio e quel papa Pacelli sotto il governo sono alcune sedi arcivescovili stato stato trasformato in arsenali, come leggiamo negli atti della commissione strazia presieduta da Giovanni Pellegrino. Naturalmente per un'eventuale azione di difesa.
Certamente non era questa data data da Gaspare Pisciotta, il luogotenente del bandito Salvatore Giuliano. Nel 1952, prima che i giudici emettessero la loro sentenza a Viterbo, accusò Bernardo Mattarella di essere, assieme a Leone Marchesano, il principe Alliata e Cusumano Geloso uno tra i mandanti della strage di Portella della Ginestra. Poi si è pentiva di averla sparata grossa e si aggiungeva o toglieva a suo piacimento i nomi che sono stati scordati di aver fatto. "Gasparino" non è mai la schiena dritta e non tutto quello che diceva la diceva per il bene della verità. Trattava e ritrattava speciali per il suo tornaconto, ma senza mai cavare un ragno dal buco. Perciò i giudici di allora e la storia non gli hanno dato ragione. Ci vuole ben altro per condannare.

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MATTARELLA PIERSANTI,CIANCIMINO, LO BIANCO GIUSEPPE,DALLA CHIESA, MASSONERIA, Riina, LIMA SALVO, ,ORLANDO LEOLUCA,GIOIA,ANDREOTTI,BONTADE,PRIVITERA FRANCESCO,SALATIELLO, ZANGHI' VINCENZO, MANNINO NINO, 

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