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Thursday, February 05, 2015

Corsello e Monterosso nei guai L'Europa vuole indietro tre milioni Febbraio 2015 di Accursio Sabella “Quando il giorno era una freccia”


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Corsello e Monterosso nei guai  L'Europa vuole indietro tre milioni  Febbraio 2015 di Accursio Sabella “

Gli ispettori dell'Olaf alla Regione: "Non potevate bloccare i finanziamenti Ue per recuperare le somme illegittimamente erogate". Si tratta dei fondi cosiddetti "extrabudget", una vicenda che ha portato alla condanna della Corte dei conti Patrizia Monterosso. Da più di un anno il governo della legalità cerca in tutti i modi di "cancellare" quella macchia.

PALERMO - Questa volta al cerchio magico, la magia non è bastata. L'ex dirigente generale della Formazione professionale Anna Rosa Corsello ci aveva provato: recuperare i soldi illegittimamente erogati in passato agli enti di Formazione attraverso il “blocco” dei nuovi finanziamenti. Una mossa “caldeggiata”, persino con una lettera, dal Segretario generale Patrizia Monterosso, condannata successivamente dalla Corte dei conti proprio per l'attribuzione dei quelle somme (i cosiddetti “extrabudget). La plenipotenziaria di Palazzo d'Orleans, difesa anche in aula da rosario Crocetta proprio su questa vicenda. aveva individuato una via per “un comodo ed immediato recupero delle somme” che proprio lei e altri amministratori (compresi l'ex governatore Lombardo e alcuni suoi assessori) avevano erogato. Peccato che la via semplice individuata dal capo della burocrazia regionale fosse anche illegittima. E così l'Olaf, giunto in Sicilia nei mesi scorsi per una indagine sulla spesa dei fondi dell'Avviso 20, si è visto costretto a inviare una lettera al nuovo capodipartimento della Formazione, cioè Gianni Silvia: “Restituite quei soldi”.

Per la vicenda degli extrabudget, somme aggiuntive erogate agli enti in occasione dei Piani regionali della Formazione, come detto, la Corte dei Conti ha già condannato in primo grado per il presunto danno erariale Patrizia Monterosso (a 1,3 milioni), l'ex governatore Raffaele Lombardo (220 mila euro) e un gruppo di ex assessori: Santi Formica (dovrà restituire 379 mila euro), Carmelo Incardona (830 mila euro), Luigi Gentile (224 mila euro), la dirigente Alessandra Russo (378 mila euro), Maria Carmela Di Bartolo (474 mila euro), Salvatore di Francesca (108 mila euro) e l'ex dirigente del servizio Rendicontazione, Nino Emanuele (365 mila euro).

Un'accusa che il segretario generale ha provato a far rientrare attraverso quella “mossa”: il blocco dei nuovi finanziamenti europei destinati agli enti. “E' emerso – scrive l'Olaf – che l'Autorità di gestione (il dirigente generale della Formazione, ndr) ha applicato delle deduzioni sugli importi dovuti a otto beneficiari finali di progetti cofinanziati nel quadro dell'Avvio 20 del 2011”. Un procedimento che non poteva essere compiuto, secondo l'Olaf, perché il motivo sul quale l'amministrazione sostiene la necessità di bloccare quei finanziamenti è la necessità di recuperare i “crediti vantati dalla Regione siciliana nei confronti di tali beneficiari in relazione a progetti finanziati da fondi regionali (Prof 2007). E' pacifico dunque – scirve sempre l'Olaf – che tali riduzioni del contributo non possono essere poste in nessuna relazione con la realizzazione delle azioni cofinanziate dall'Avviso pubblico 20 del 2011”. Per farla breve, le somme illegittimamente erogate provenivano da fondi regionali, mentre quelle “recuperate” erano il frutto di finanziamenti europei.

Una contraddizione che, del resto, era apparsa evidente un po' a tutti. A cominciare dagli enti ai quali la Regione ha bloccato i finanziamenti e che in qualche caso hanno visto accolto il proprio ricorso davanti al Cga. Mentre anche la Procura di Palermo nei mesi scorsi ha provato e vederci chiaro, aprendo un fascicolo con l'iscrizione nel registro degli indagati dei dirigenti Anna Rosa Corsello e Michele Lacagnina.

E sarebbe bastato, a dire il vero, leggere le norme. In particolare un regolamento europeo del 2006 concernente i finanziamenti comunitari: “Gli Stati membri – recita l'articolo – si accertano che gli organismi responsabili dei pagamenti assicurino che i beneficiari ricevano l'importo totale del contributo pubblico entro il più breve termine e nella sua integrità. Non si applica – si legge sempre nella norma – nessuna detrazione o trattenuta né alcun onere spcifico o di altro genere con effetto equivalente che porti alla riduzione di detti importi per i beneficiari”.

E invece, qualche ente è stato costretto, dopo i decreti emessi dal dipartimento Formazione, a “restituire” le somme. All'Anfe Sicilia sono stati tolti quasi 2,2 milioni di euro, più di un milione e mezzo è stato tolto al Cefop, mentre finanziamenti al momento più bassi sono stati tagliati al Cesifop (77 mila euro), all'Ecap di Agrigento (44.500 euro), all'Isstref (circa 32 mila euro), all'Ecap di Palermo (27.600), all'Iraps Onlus (quasi 18 mila) e al Consorzio Noè (2.100 euro).

Una somma complessiva che sfiora i 4 milioni di euro, per buona parte provenienti dall'Europa. Che adesso chiede alla Regione di restituire i fondi: “Tenuto conto che il tasso di cofinanziamento del Fondo sociale europeo – scrive l'Olaf – è del 65,5 per cento, ne consegue che il contributo che non è stato utilizzato per i fini previsti dai regolamenti comunitari è pari a 2,578 milioni di euro. L'Olaf ritiene che tale contributo debba essere recuperato”.

E potrebbe non finire qui. Perché nel frattempo per altri 22 enti, “l'Autorità di gestione – si legge sempre nel rapporto dell'Olaf – ha emesso delle ingiunzioni di pagamento” simili a quelli degli enti che abbiamo citato prima. In questi casi, però, manca ancora il decreto di “deduzione” dei contributi del fondo sociale europeo. La somma più grossa chiesta indietro è il milione quasi tondo che la Regione ha contestato all'Aram. Ingiunzioni corpose sono giunte anche allo Ial Cisl (372 mila euro), al Ciofs-Fp (205 mila euro) e all'Enfaga (143 mila euro). Per questi 22 casi (una somma complessiva di 2,2 milioni di euro, di cui 1,4 milioni finanziati con Fondi europei), l'Olaf ha chiesto al dipartimento Formazione se siano state effettuate le “deduzioni” dai nuovi finanziamenti o se si intenda farlo in futuro.

La Regione ha risposto, affermando il diritto di procedere alle compensazioni con la propria quota di co-finanziamento regionale. E le compensazioni operate, secondo l'assessorato, rientrano nei limiti fissati dal regolamento comunitario: 7 milioni recuperati finora a fronte di un "limite massimo" di 12 milioni.

Numeri però che stridono con i documenti dell'Olaf, che nel fare riferimento ai decreti con cui vengono bloccate le somme, afferma che essere stata "bloccata" sarebbe l'intera somma (comprensiva quindi del finanziamento europeo). In occasione di una riunione tenuta a fine anno nei locali del dipartimento Formazione, agli investigatori dell'Olaf l'amministrazione ha anche presentato una serie di carte: pronunce del Tar e del Tribunale civile sulla richiesta di sospensiva avanzata dagli enti e alcuni pareri legali dell'Avvocatura dello Stato e dell'Ufficio legislativo e legale. Utili a sostenere l'idea del “cerchio magico” di Crocetta: evitare il danno all'erario bloccando i finanziamenti europei. “Nessuna delle citate pronunce, tuttavia, – afferma però nettamente l'Ufficio antifrode europeo – esamina la compatibilità dello strumento scelto dall'autorità di gestione, cioè la riduzione degli importi dovuti ai beneficiari finali nel'ambito dei progetti finanziati dall'Avviso 20 del 2011, con le disposizioni del regolamento comunitario”. Vale a dire la via per “un comodo ed immediato recupero delle somme”, come aveva indicato Patrizia Monterosso nella lettera inviata ad Anna Rosa Corsello. Ma stavolta al cerchio magico la magia non è riuscita.


emblema repubblica italiana
RE­PUB­BLI­CA ITA­LIA­NA
IN NOME DEL PO­PO­LO ITA­LIA­NO
LA CORTE DEI CONTI
SE­ZIO­NE GIU­RI­SDI­ZIO­NA­LE PER LA SI­CI­LIA

com­po­sta dai ma­gi­stra­ti:
Dott.​ssa Lu­cia­na Sa­va­gno­ne Pre­si­den­te
Dott. Vin­cen­zo Lo Pre­sti Con­si­glie­re
Dott. Guido Pe­tri­gni Con­si­glie­re – re­la­to­re
ha pro­nun­cia­to la se­guen­te
S E N T E N Z A N.401/2014
nel giu­di­zio per re­spon­sa­bi­li­tà am­mi­ni­stra­ti­va, iscrit­to al n. 60799 del re­gi­stro di se­gre­te­ria, pro­mos­so dal Pro­cu­ra­to­re Re­gio­na­le della Corte dei Conti per la Si­ci­lia nei con­fron­ti di:
- FOR­MI­CA Santi (c.f. FRM­SN­T52­S27I084V), nato a San Pier Ni­ce­to (ME) il 27 no­vem­bre 1952 ed elet­ti­va­men­te do­mi­ci­lia­to in S. Sal­va­to­re di Fi­ta­lia, via dei Mille n. 3, pres­so lo stu­dio del­l’avv. Ro­sa­rio Ven­ti­mi­glia, che lo rap­pre­sen­ta e di­fen­de;
- IN­CAR­DO­NA Car­me­lo (c.f. NCRCM­L64A08­H163Q), nato a Ra­gu­sa il 8 gen­na­io 1964, rap­pre­sen­ta­to e di­fe­so dagli avv.​ti Pie­tro Luigi Matta e Vin­cen­zo Bul­la­ra, ed elet­ti­va­men­te do­mi­ci­lia­to in Pa­ler­mo, Via Gio­van­ni Pa­ci­ni n. 12 pres­so lo stu­dio di que­st’ul­ti­mo.
- LOM­BAR­DO Raf­fae­le (c.f. LM­BR­FL50­R29­C351L), nato a Ca­ta­nia il 29/10/1950, rap­pre­sen­ta­to e di­fe­so dagli Avv.​ti Gae­ta­no Armao e Ti­zia­na Mi­la­na ed elet­ti­va­men­te do­mi­ci­lia­to pres­so il loro stu­dio in Pa­ler­mo, via Noto 12;
- GEN­TI­LE Luigi (c.f. GN­TL­GU59­S11­H159A), nato a Raf­fa­da­li (AG) il 11 no­vem­bre 1959, ed elet­ti­va­men­te do­mi­ci­lia­to in Pa­ler­mo, via Ober­dan n. 5 pres­so lo stu­dio del­l’avv. Gi­ro­la­mo Ru­bi­no, dal quale è rap­pre­sen­ta­to e di­fe­so, sia uni­ta­men­te che di­sgiun­ta­men­te agli av­vo­ca­ti Giu­sep­pe Im­pi­du­glia e Lucia Al­fie­ri;
- RUSSO Ales­san­dra (c.f. RS­SL­SN58­P52­G273D), nata a Pa­ler­mo il 12 set­tem­bre 1958, ed elet­ti­va­men­te do­mi­ci­lia­ta in Pa­ler­mo, via Cal­ta­nis­set­ta n. 1, pres­so lo stu­dio degli avv.​ti Giu­sep­pe Maz­za­rel­la e Ales­san­dro Mag­gio, che la rap­pre­sen­ta­no e di­fen­do­no;
- MON­TE­ROS­SO Giu­sep­pa Pa­tri­zia (c.f. MNTGP­P67­H52­G273N), nata a Pa­ler­mo il 12 giu­gno 1967 ed ivi elet­ti­va­men­te dom.​ta in P.​le Un­ghe­ri, 58 c/o lo stu­dio del­l’avv.Clau­dio Alon­gi, dal quale è rap­pre­sen­ta­ta e di­fe­sa;
- DI BAR­TO­LO Maria Car­me­la (c.f. DBRM­CR59­P65­F830S), nata a Mus­so­me­li (CL) il 25 set­tem­bre 1959, elet­ti­va­men­te do­mi­ci­lia­ta in Pa­ler­mo, via Li­ber­tà n. 171, pres­so lo stu­dio del­l’avv. Mau­ri­zio Lino, che la rap­pre­sen­ta e di­fen­de;
- DI FRAN­CE­SCA Sal­va­to­re (c.f. DFR­SV­T64­R19­C421Z), nato a Ce­fa­lù il 19/10/1964 e re­si­den­te a Pa­ler­mo in via Sa­ve­rio Ca­val­la­ri, 6, rap­pre­sen­ta­to e di­fe­so dal­l’avv. Ales­san­dra Gazzè ed elet­ti­va­men­te do­mi­ci­lia­to pres­so il suo stu­dio a Pa­ler­mo, nella Via Li­ber­tà n. 171;
- ESPO­SI­TO Lo­re­da­na (c.f. SP­SLD­N54­P41­G273P), nata a Pa­ler­mo il 1° set­tem­bre 1954 ed ivi re­si­den­te in viale Emi­lia n. 66, rap­pre­sen­ta­ta e di­fe­sa dal­l’avv. Mas­si­mi­lia­no Man­ga­no, ed elet­ti­va­men­te do­mi­ci­lia­ta pres­so il suo stu­dio, in Pa­ler­mo, via Nun­zio Mo­rel­lo n. 40;
- EMA­NUE­LE An­to­ni­no (c.f. MNLNN­N52­T09­B666M), nato a Capo d’Or­lan­do (ME) il 9 di­cem­bre 1952 e re­si­den­te a Pa­ler­mo in via Fer­di­nan­do Ferri n. 18, di­fe­so dal­l’avv. Anna Man­no­ne ed elet­ti­va­men­te do­mi­ci­lia­to in Pa­ler­mo, Via Giu­sep­pe Ales­si n. 22, pres­so il suo stu­dio;
Visti: il T.U. 12.7.1934, n.1214; il R.D. 13.8.1933, n.1038; il D.L. 15.11.1993, n.453, con­ver­ti­to, con mo­di­fi­ca­zio­ni, in L. 14.1.1994, n.19; la L. 14.1.1994, n.20; il D.L. 23.10.1996, n.543, con­ver­ti­to, con mo­di­fi­ca­zio­ni, in L. 20.12.1996, n.639.
Visti tutti gli atti e do­cu­men­ti di causa.
Uditi, nella pub­bli­ca udien­za del 18 di­cem­bre 2013, il re­la­to­re dott. Guido Pe­tri­gni, il Pub­bli­co Mi­ni­ste­ro dr. Gian­lu­ca Albo e gli av­vo­ca­ti Pie­tro Luigi Matta e Vin­cen­zo Bul­la­ra per il con­ve­nu­to In­car­do­na Car­me­lo; l’avv. Clau­dio Alon­gi per la con­ve­nu­ta Mon­te­ros­so Pa­tri­zia; l’avv. Anna Man­no­ne per il con­ve­nu­to Ema­nue­le An­to­ni­no; gli avv. ti Gae­ta­no Armao e Ti­zia­na Mi­la­na per il con­ve­nu­to Lom­bar­do Raf­fae­le; gli avv.​ti Giu­sep­pe Maz­za­rell­la e Ales­san­dro Mag­gio per la con­ve­nu­ta Russo Ales­san­dra; l’avv. Mas­si­mi­lia­no Man­ga­no per la con­ve­nu­ta Espo­si­to Lo­re­da­na; l’avv. Mau­ri­zio Lino per la con­ve­nu­ta Di Bar­to­lo Maria Car­me­la; l’avv. Gazzè per la con­ve­nu­ta Di Fran­ce­sca l’avv. Ro­sa­rio Ven­ti­mi­glia per il con­ve­nu­to For­mi­ca Santi; gli avv.​ti Gi­ro­la­mo Ru­bi­no e Mo­ni­ca Di Gior­gio (per de­le­ga del­l’avv. Lucia Al­fie­ri) per il con­ve­nu­to Gen­ti­le Luigi.
FATTO
In pre­mes­sa l’or­ga­no re­qui­ren­te as­su­me che l’i­po­te­si di danno era­ria­le con­te­sta­ta è si­mi­la­re a quel­la per cui è in­ter­ve­nu­ta sen­ten­za di que­sta Se­zio­ne nr. 2947 del­l’11/7/29.10.2012, con la quale si ac­co­glie­va la do­man­da at­to­rea per il danno era­ria­le sca­tu­ren­te da ero­ga­zio­ne sine ti­tu­lo di fi­nan­zia­men­ti in­te­gra­ti­vi, ri­spet­to al de­cre­to di fi­nan­zia­men­to ori­gi­na­rio, di­spo­sti nel 2010 in fa­vo­re del­l’en­te di for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le A.N.F.E.
L’i­po­te­si oggi con­te­sta­ta pre­sen­ta am­bi­ti sog­get­ti­vi e cro­no­lo­gi­ci dif­fe­ren­ti, in quan­to com­pren­de le fat­ti­spe­cie di danno era­ria­le de­ri­van­ti dalla ero­ga­zio­ne di somme sine ti­tu­lo, in be­ne­fi­cio di vari enti di for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le, ad in­te­gra­zio­ne dei fi­nan­zia­men­ti in loro fa­vo­re di­spo­sti per il Piano Re­gio­na­le del­l’Of­fer­ta For­ma­ti­va per l’an­no 2007 (Prof. 2007).
L’or­ga­no che pro­ce­de, av­va­len­do­si della col­la­bo­ra­zio­ne di fun­zio­na­ri no­mi­na­ti ex art. 2 l. 19/94, non­ché della Guar­dia di Fi­nan­za, ha ri­co­strui­to l’in­te­ra vi­cen­da nei se­guen­ti passi es­sen­zia­li.
Per l’as­se­gna­zio­ne dei fi­nan­zia­men­ti dei Prof. 2007, la pro­ce­du­ra ad evi­den­za pub­bli­ca ha avuto ini­zio con la pub­bli­ca­zio­ne sulla G.U. della Re­gio­ne Si­ci­lia n. 29 del 16/6/2006 del­l’Av­vi­so pub­bli­co n. 2/06/FP del 9 giu­gno 2006.
La gra­dua­to­ria de­fi­ni­ti­va dei pro­get­ti 2007 am­mes­si al fi­nan­zia­men­to, era ap­pro­va­ta con D.A. n. 852 del 3 apri­le 2007 dal­l’As­ses­so­re pro tem­po­re On.​le Santi For­mi­ca, con cui si fi­nan­zia­va­no pro­get­ti per com­ples­si­vi € 257.747.855,00.
Gli im­pe­gni di spesa per l’at­tua­zio­ne dei Prof. 2007 ve­ni­va­no adot­ta­ti dal di­ri­gen­te ge­ne­ra­le pro tem­po­re Ales­san­dra Russo.
Dal punto di vista cro­no­lo­gi­co, le pro­ce­du­re di in­te­gra­zio­ne fi­nan­zia­ria hanno avuto ini­zio im­me­dia­ta­men­te a ri­dos­so dei de­cre­ti di fi­nan­zia­men­to e sono pro­se­gui­te fino al 2009.
Le in­te­gra­zio­ni fi­nan­zia­rie ac­cer­ta­te pos­so­no di­stin­guer­si in:
• in­te­gra­zio­ni con­co­mi­tan­ti alla de­fi­ni­zio­ne dei pro­get­ti am­mes­si a fi­nan­zia­men­to dal Prof. 2007;
• in­te­gra­zio­ni suc­ces­si­ve alla de­fi­ni­zio­ne del Prof. 2007.
Tutte le in­te­gra­zio­ni fi­nan­zia­rie og­get­to della pre­sen­te con­te­sta­zio­ne sono ca­rat­te­riz­za­te da una ri­chie­sta sine ti­tu­lo da parte degli enti di for­ma­zio­ne di in­te­gra­zio­ne fi­nan­zia­ria al fi­nan­zia­men­to in loro fa­vo­re di­spo­sto per il Prof.2007 e da un aval­lo sine ti­tu­lo della ri­chie­sta da parte del­l’Am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le.
1. Con ri­fe­ri­men­to alle in­te­gra­zio­ni con­co­mi­tan­ti alla de­fi­ni­zio­ne dei pro­get­ti am­mes­si al fi­nan­zia­men­to dei Prof. 2007, viene de­scrit­to il primo pro­ce­di­men­to di in­te­gra­zio­ne fi­nan­zia­ria sine ti­tu­lo nei se­guen­ti ter­mi­ni.
Il 6 giu­gno 2007, il Di­ri­gen­te del Ser­vi­zio Pro­gram­ma­zio­ne del Di­par­ti­men­to della For­ma­zio­ne Pro­fes­sio­na­le, Maria Car­me­la Di Bar­to­lo, tra­smet­te­va al­l’As­ses­so­re For­mi­ca un pro me­mo­ria (prot. 0924/Prof/2007) aven­te ad og­get­to “ Ri­chie­ste in­te­gra­zio­ni al fi­nan­zia­men­to e va­ria­zio­ni D.A: n. 852 del 3 apri­le 2007”, ed in cui, oltre alle pro­po­ste di va­ria­zio­ni ad al­cu­ni pro­get­ti, ve­ni­va­no ri­por­ta­te 22 ri­chie­ste di vari enti, già de­sti­na­ta­ri di fi­nan­zia­men­ti del Prof. 2007 i quali ri­chie­de­va­no ul­te­rio­ri ri­sor­se fi­nan­zia­rie per la voce “ Per­so­na­le e/o per la voce “ Ge­stio­ne”.
In calce a tale nota, il Di­ri­gen­te Ge­ne­ra­le D.​ssa Russo, si ri­met­te­va alle va­lu­ta­zio­ni del­l’As­ses­so­re For­mi­ca, che sul punto (re­la­ti­vo alle in­te­gra­zio­ni) re­sti­tui­va il pro me­mo­ria, “data la ge­ne­ri­ci­tà delle ri­chie­ste pre­sen­ta­te dagli enti”, e re­sta­va in at­te­sa di una det­ta­glia­ta re­la­zio­ne sup­por­ta­ta da tutti gli atti istrut­to­ri ne­ces­sa­ri”.
Il 9 no­vem­bre 2007, con nota pro me­mo­ria prot. 3246, il Di­ri­gen­te del Ser­vi­zio Pro­gram­ma­zio­ne, Maria Car­me­la Di Bar­to­lo, ri­spon­de­va al­l’As­ses­so­re, li­mi­ta­ta­men­te a 4 enti (Con­sor­zio Ela­bo­ran­do, Ma­theis Ita­lia, E.N.F.A.G.A. Pa­ler­mo, M.A.C.), of­fren­do mo­ti­va­zio­ni em­pi­ri­che di aval­lo delle ri­spet­ti­ve ri­chie­ste di in­te­gra­zio­ne, e pre­di­spo­nen­do la “ ret­ti­fi­ca” al D.A: 852 del 3 apri­le 2007 con l’as­se­gna­zio­ne di ul­te­rio­ri ri­sor­se per i fi­nan­zia­men­ti in­te­gra­ti­vi: in calce alla nota si rin­ven­go­no i pa­re­ri fa­vo­re­vo­li sia del Di­ri­gen­te Ge­ne­ra­le, D.​ssa Russo, sia del­l’As­ses­so­re, On.​le For­mi­ca.
Il 19 di­cem­bre 2007, con nota prot. 3657, il Fun­zio­na­rio Di­ret­ti­vo del Ser­vi­zio Pro­gram­ma­zio­ne, Sal­va­to­re Di Fran­ce­sca, in­di­riz­za­va al­l’As­ses­so­re un nuovo pro me­mo­ria, in cui rap­pre­sen­ta­va di non avere an­co­ra avuto ri­scon­tro alla ri­chie­sta di ren­di­con­ta­zio­ne dei pro­get­ti degli enti che ave­va­no fatto ri­chie­sta di in­te­gra­zio­ne al fi­nan­zia­men­to per un am­mon­ta­re com­ples­si­vo di € 7.098.870,93, e che la di­spo­ni­bi­li­tà, sul ca­pi­to­lo di spese per­ti­nen­te, era di € 1.050.242,20.
Lo stes­so fun­zio­na­rio pre­ci­sa­va che, a causa del­l’ap­pros­si­mar­si della chiu­su­ra del­l’e­ser­ci­zio fi­nan­zia­rio 2007 e della ne­ces­si­tà con­se­quen­zia­le di im­pe­gna­re con tem­pe­sti­vi­tà le somme an­co­ra di­spo­ni­bi­li, va­lu­ta­va l’op­por­tu­ni­tà di as­se­gna­re la di­spo­ni­bi­li­tà re­si­dua di € 1.050.242,20, esclu­si­va­men­te, in fa­vo­re degli Enti ri­chie­den­ti l’in­te­gra­zio­ne del fi­nan­zia­men­to per la voce di spesa “ Per­so­na­le” ed in quota pro­por­zio­na­le agli im­por­ti ri­chie­sti.
In calce alla ci­ta­ta nota, il Di­ri­gen­te Ge­ne­ra­le, Dott.​ssa Di Ales­san­dra Russo, con­cor­da­va sul­l’im­pe­gno con­ta­bi­le tem­pe­sti­vo, ma su­bor­di­na­va il pa­ga­men­to delle somme alla re­la­ti­va ve­ri­fi­ca nei ren­di­con­ti; a se­gui­re l’As­ses­so­re For­mi­ca ap­po­ne­va la di­ci­tu­ra “ Visto si con­cor­da”.
Il 20 di­cem­bre 2007, con nota prot. 4756, il di­ri­gen­te del­l’U.O.2 del Ser­vi­zio Ren­di­con­ta­zio­ne, Dott. An­to­ni­no Ema­nue­le, tra­smet­te­va al Ser­vi­zio Pro­gram­ma­zio­ne le ri­chie­ste ri­sul­tan­ze tri­me­stra­li solo nei con­fron­ti del­l’En­te IS­STREF, re­pu­tan­do con­gruo un fab­bi­so­gno ag­giun­ti­vo di € 52.000,00 per le spese del “ Per­so­na­le”.
Stan­te quan­to sopra, ram­men­ta il PM, l’As­ses­so­re pro tem­po­re, On.​le For­mi­ca, de­cre­ta­va, senza al­cu­na mo­ti­va­zio­ne giu­ri­di­ca­men­te ri­le­van­te, una serie di in­te­gra­zio­ni fi­nan­zia­rie a fa­vo­re di enti già de­fi­ni­ti­va­men­te fi­nan­zia­ti per Prof. 2007.
Nella spe­cie:
i) con D.A. n. 2907 del 21 di­cem­bre 2007, l’as­ses­so­re de­cre­ta­va l’in­te­gra­zio­ne del fi­nan­zia­men­to in fa­vo­re degli enti:
- C& B S.r.l., nella mi­su­ra di € 45.022,36, per la voce “ Costo per­so­na­le”, ine­ren­te il pro­get­to prot. 0190 in­ti­to­la­to “ Lo svi­lup­po di pro­fes­sio­na­li­tà nel set­to­re in­for­ma­ti­co”;
- IS­STREF nella mi­su­ra di € 52.000,00, per la voce “ Costo per­so­na­le”, ine­ren­te il corso prot. 0369 in­ti­to­la­to “ For­ma­zio­ne per l’in­te­gra­zio­ne so­cia­le”.
Le due in­te­gra­zio­ni de­ter­mi­na­va­no un mag­gio­re onere per l’im­por­to di € 97.022,36 sul ca­pi­to­lo n. 717910 del Bi­lan­cio della re­gio­ne per l’e­ser­ci­zio fi­nan­zia­rio 2007.
ii) con D.A n. 2908 del 21 di­cem­bre 2007, l’as­ses­so­re, nel ri­chia­ma­re le pro­prie de­ter­mi­na­zio­ni espres­se in calce al pro me­mo­ria sopra evo­ca­to (n. 3246 del 9 no­vem­bre 2007), di­spo­ne­va l’in­te­gra­zio­ne del fi­nan­zia­men­to in fa­vo­re degli enti:
- Con­sor­zio E-la­bor @ndo nella mi­su­ra di € 55.370,00, per la voce Costo del per­so­na­le, ine­ren­te il pro­get­to 0647 in­ti­to­la­to “Esper­to nella va­lo­riz­za­zio­ne e pro­mo­zio­ne tu­ri­sti­co lo­ca­le”, non­ché nella mi­su­ra di € 26.488,00, per la voce “ Costo per­so­na­le”, ine­ren­te il pro­get­to prot. 0649 in­ti­to­la­to “ Re­spon­sa­bi­le azien­de agro­bio­lo­gi­che”:
- MA­THE­SIS Ita­lia S.​rl., nella mi­su­ra di € 5.562,00 per la voce “ Costo ge­stio­ne” ine­ren­te il pro­get­to n. 0805 in­ti­to­la­to “ Dios Kuroi”;
- M.A.C. Mo­vi­men­to Apo­sto­li­co Cie­chi, nella mi­su­ra di € 45.074,00 per la voce “ Costo per­so­na­le” ine­ren­te il pro­get­to prot. 0816 in­ti­to­la­to “ MAC SR Pro­get­to Fas”;
- EN­FA­GA Pa­ler­mo, nella mi­su­ra di € 59.128,92 per la voce “ Costo ge­stio­ne” ine­ren­te il pro­get­to prot.0866 in­ti­to­la­to “ Peter Pan”.
Le su cen­na­te in­te­gra­zio­ni com­por­ta­va­no un mag­gior onere, sul ca­pi­to­lo n. 717910 del Bi­lan­cio della Re­gio­ne per l’e­ser­ci­zio fi­nan­zia­rio 2007, per un com­ples­si­vo im­por­to di € 191.622,92;
iii) con D.A. n. 2909 del 21 di­cem­bre 2007, l’As­ses­so­re, nel ri­chia­ma­re le pro­prie de­ter­mi­na­zio­ni stese in calce al pre­ci­ta­to pro me­mo­ria n. 3657 del 19 di­cem­bre 2007, di­spo­ne­va l’in­te­gra­zio­ne al fi­nan­zia­men­to, per l’im­por­to cor­ri­spon­den­te al to­ta­le delle somme di­spo­ni­bi­li al 31/12/2007 sul ca­pi­to­lo 717910 (€ 1.050.242,20), in fa­vo­re degli enti:
- IN­TE­RE­FOP, nella mi­su­ra di € 63.285,00, per i pro­get­ti nn. IF2007A0081, IF2007­B0124 e IF2007­C0177;
- As­so­cia­zio­ne Nuovo Cam­mi­no, nella mi­su­ra di € 33.183,10, per il pro­get­to n. IF2007­C0141;
- Fon­da­zio­ne C.A.S., nella mi­su­ra di € 37.289,74 per i pro­get­ti nn. IF2007A0071, IF2007­B0120 e IF 2007­C0173;
- Cor­mo­ra­no Felix Soc. Coop, nella mi­su­ra di € 5.472,94, per il pro­get­to n. IF2007A0041;
- Geoin­for­ma­ti­ca So. Coop. A.r.l. nella mi­su­ra di € 9.166,60 per i pro­get­ti nn. IF2007A00223 e IF 2007­B0274;
- ASAIN­FORM (già En. A.I.P. Tra­pa­ni), nella mi­su­ra di € 6.111,07, per i pro­get­ti nn. IF2007A0067, IF2007­B0270 e IF2007­C0169;
- ECAP Agri­gen­to, nella mi­su­ra di € 129.163,24, per i pro­get­ti nn. IF2007A0050, IF2007­B0100 e IF2007­C0154;
As­so­cia­zio­ne Po­li­teia, nella mi­su­ra di € 19.689,86, per il pro­get­to n. IF2007A0016;
- C.I.R.S. Onlus Mes­si­na, nella mi­su­ra di € 6.825,70, per i pro­get­ti nn. IF2007A0038 e IF2007­C0149;
- Ecap Pa­ler­mo, nella mi­su­ra di € 28.481,30, per i pro­get­ti nn. IF2007A0054, IF2007­C0156 e IF2007­B0104;
- En­do­fap, nella mi­su­ra di € 12.986,77, per i pro­get­ti nn. IF2007A0068 e IF2007­C0170;
- En.A.I.P. Pa­ler­mo, nella mi­su­ra di € 16.523,65, per il pro­get­to n. IF2007A0064;
- I.R.A.P.S., nella mi­su­ra di € 75.157,12, per i pro­get­ti nn. IF2007­B0275, IF2007­C0316 e IF2007A0073;
- ANFE Ca­ta­nia, nella mi­su­ra di € 111.262,29, per i pro­get­ti nn. IF2007­C0133, IF2007A0006 e IF2007­B0093;
- As­so­cia­zio­ne ERIS, nella mi­su­ra di € 7.530,34, per il pro­get­to n. IF2007A0015;
- A.R.A.M., nella mi­su­ra di € 294.264,38, per i pro­get­ti nn. IF2007A0008, IF2007­B0257 e IF2007­C0136;
- E.​CO.​FORM. - CISAL, nella mi­su­ra di € 58.687,95, per i pro­get­ti nn.​IF2007A0044 e IF2007­C0151;
- A.N.F.E. Si­ra­cu­sa, nella mi­su­ra di € 11.806,88, per i pro­get­ti nn. IF2007­B0255 e IF2007­C0135;
- CE.​SI.​FO.P., nella mi­su­ra di € 81.059,20, per i pro­get­ti nn. IF2007A0031, IF2007­B0266 e IF2007­C0146;
- IRIPA SI­CI­LIA, nella mi­su­ra di € 21.197,01, per i pro­get­ti nn. IF2007A0082 e IF2007­B0125;
- Con­sor­zio NOE’, nella mi­su­ra di € 2.433,73, per i pro­get­ti nn. IF2007A0205 e IF2007­C0305;
- En.A.I.P. Agri­gen­to, nella mi­su­ra di € 4.889,87, per i pro­get­ti nn. IF2007A0061 e IF2007­C0163;
- C.F.P. “SAN PAN­CRA­ZIO” ONLUS, nella mi­su­ra di € 6.448,92, per il pro­get­to: n. IF2007A0032;
- ECAP Cal­ta­nis­set­ta, nella mi­su­ra di € 5.045,03, per i pro­get­ti nn. IF2007A0051 e IF2007­B0101;
- A.E.G.E.E. - PA­LER­MO, nella mi­su­ra di € 1.739,91, per il pro­get­to n. IF2007­C0130.
Il 24 di­cem­bre 2007 con il D.D.G. n. 1911, il Di­ri­gen­te Ge­ne­ra­le D.​ssa A. Russo adot­ta­va l’at­to di ge­stio­ne at­tua­ti­vo dei ci­ta­ti de­cre­ti as­ses­so­ria­li di in­te­gra­zio­ne, as­su­men­do l’im­pe­gno di spesa per € 1.388.887,48, sul cap. 717910.
L’im­por­to ri­sul­ta, so­stan­zial­men­te, pari alle somme delle in­te­gra­zio­ni di­spo­ste con i ci­ta­ti de­cre­ti as­ses­so­ria­li:
D.A. n. 2907 del 21 di­cem­bre 2007, con cui si è di­spo­sta l’in­te­gra­zio­ne fi­nan­zia­ria di € 97.022,36;
D.A. n. 2908 del 21 di­cem­bre 2007, con cui si è di­spo­sta l’in­te­gra­zio­ne fi­nan­zia­ria di € 191.622,92;
D.A. n. 2909 del 21 di­cem­bre 2007, con cui si è di­spo­sta l’in­te­gra­zio­ne fi­nan­zia­ria di € 1.050.242,20.
2. Con ri­fe­ri­men­to alle in­te­gra­zio­ni suc­ces­si­ve alla de­fi­ni­zio­ne del Prof. 2007, ri­cor­da il PM che, nel corso degli anni 2008 e so­prat­tut­to 2009, fa­ce­va­no se­gui­to nu­me­ro­se note del Di­par­ti­men­to della For­ma­zio­ne Pro­fes­sio­na­le, re­la­ti­ve ad ul­te­rio­ri ri­chie­ste di in­te­gra­zio­ne fi­nan­zia­ria del Prof. 2007 da parte di nu­me­ro­si enti di for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le.
Si ve­ri­fi­ca un se­con­do ed un terzo pro­ce­di­men­to di in­te­gra­zio­ne fi­nan­zia­ria, ri­spet­to ai pre­ce­den­ti ca­rat­te­riz­za­ti dal­l’es­se­re in­ter­ve­nu­ti suc­ces­si­va­men­te al­l’at­ti­vi­tà di ren­di­con­ta­zio­ne dei pro­get­ti fi­nan­zia­ti con il Prof. 2007, ma so­vrap­po­ni­bi­li alle pre­ce­den­ti in­te­gra­zio­ni es­sen­do con­no­ta­ti dalla me­de­si­ma se­quen­za svin­co­la­ta da mo­ti­va­zio­ni giu­ri­di­ca­men­te ri­le­van­ti, ov­ve­ro ri­chie­sta sine ti­tu­lo da parte degli enti di for­ma­zio­ne di in­te­gra­zio­ne al fi­nan­zia­men­to in loro fa­vo­re di­spo­sto per il Prof. 2007 e aval­lo sine ti­tu­lo della ri­chie­sta da parte del­l’am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le.
Il se­con­do pro­ce­di­men­to di in­te­gra­zio­ne ha com­por­ta­to un in­gen­te esbor­so fi­nan­zia­rio, come fa­cil­men­te evin­ci­bi­le dalla do­cu­men­ta­zio­ne ac­qui­si­ta e così sus­sun­ta.
Con nota prot. n. 1464 del 20 mag­gio 2008 del Ser­vi­zio Ren­di­con­ta­zio­ne, il Di­ri­gen­te U.O. 2 Dott. An­to­ni­no Ema­nue­le, co­mu­ni­ca­va al Ser­vi­zio Pro­gram­ma­zio­ne che, a se­gui­to di re­vi­sio­ne (ren­di­con­ta­zio­ne) delle at­ti­vi­tà svol­te nel pro­get­to n. 1999.​IT.​16.​PO.01/3.02/7.24/867 ( ex IF2007A0041) per le quali l’En­te Cor­mo­ra­no Felix aveva chie­sto una mag­gio­re somma di € 33.122,39 per ri­sor­se umane, si ri­tie­ne con­grua un’in­te­gra­zio­ne di € 33.122,39 per la voce per­so­na­le.
Con nota prot. n. 293/U.O.2 del 10 feb­bra­io 2009, il Di­ri­gen­te del Ser­vi­zio Ge­stio­ne, Dott. An­to­ni­no Ema­nue­le, co­mu­ni­ca­va al Ser­vi­zio Pro­gram­ma­zio­ne ed al Di­ri­gen­te Ge­ne­ra­le della For­ma­zio­ne Pro­fes­sio­na­le, che, a se­gui­to di re­vi­sio­ne delle at­ti­vi­tà del­l’en­te E.N.F.A.G.A. Pa­ler­mo, ap­pa­ri­va plau­si­bi­le e giu­sti­fi­ca­to un prov­ve­di­men­to di in­te­gra­zio­ne di spesa da ri­co­no­sce­re al­l’en­te in mi­su­ra ec­ce­den­te il fi­nan­zia­men­to ac­cor­da­to con il P.R.O.F. 2007 ed in par­ti­co­la­re:
- € 17.647,82 per il pro­get­to 1999/IT/16.1PO.011/5.03/7.2.4/030 (ex IF2007­C0152);
- € 69.108,67 per il pro­get­to IF2007A0048.
L’in­te­gra­zio­ne com­ples­si­va pro­po­sta era così di € 86.756,49.
Con nota prot. n. 295/U.O.2 del 10 feb­bra­io 2009 , il Di­ri­gen­te del Ser­vi­zio Ge­stio­ne, Dott. An­to­ni­no Ema­nue­le, co­mu­ni­ca­va al Ser­vi­zio Pro­gram­ma­zio­ne ed al Di­ri­gen­te Ge­ne­ra­le della For­ma­zio­ne Pro­fes­sio­na­le che, dopo una re­vi­sio­ne delle at­ti­vi­tà del­l’en­te A.R.A.M, ap­pa­ri­va per­ti­nen­te, con­gruo e giu­sti­fi­ca­to un prov­ve­di­men­to di in­te­gra­zio­ne di spesa da ri­co­no­sce­re al­l’en­te in mi­su­ra ec­ce­den­te il fi­nan­zia­men­to ac­cor­da­to con il P.R.O.F. 2007.
In par­ti­co­la­re:
- € 166.607,75 per il pro­get­to IF2007A0008;
- € 52.508,49 per il pro­get­to IF2007­B0257;
- € 487.856,12 per il prog. 1999/IT/16.​1.​PO.011/5.3/7.2.4/021 (ex IF2007­C0136);
- € 53.764,44 per il prog. 1999/IT/16.​1.​PO.011/3.02/7.2.4/944 (ex IF2007­D0002).
L’in­te­gra­zio­ne com­ples­si­va pro­po­sta era così di € 760.736,80.
Con nota prot. n. 383/U.O.2 del 16 feb­bra­io 2009, il Di­ri­gen­te del Ser­vi­zio Ge­stio­ne, Dott. An­to­ni­no Ema­nue­le in­for­ma­va il Ser­vi­zio Pro­gram­ma­zio­ne ed il Di­ri­gen­te Ge­ne­ra­le della For­ma­zio­ne Pro­fes­sio­na­le che, a se­gui­to di re­vi­sio­ne delle at­ti­vi­tà del­l’en­te CEFOP, ap­pa­ri­va per­ti­nent, con­gruo, plau­si­bi­le e giu­sti­fi­ca­to un prov­ve­di­men­to di in­te­gra­zio­ne di spesa da ri­co­no­sce­re al­l’en­te nella mi­su­ra com­ples­si­va di € 2.120.000,00, così ri­par­ti­ta:
- € 60.000,00 per il pro­get­to IF2007­B0096;
-€1.460.000,00 per il pro­get­to 1999.​IT.​16.​1.​PO.011/3.04/7.2.4/7.2.4/440 (ex IF2007­C0145);
-€260.000,00 per il pro­get­to 1999.​IT.​16.​1.​PO.011/3.02/7.2.4/7.2.4/859 (ex IF2007A0030);
- €340.000,00 per il pro­get­to 1999.​IT.​16.​1.​PO.011/3.04/7.2.4/7.2.4/954.
Con nota pro-me­mo­ria n. 325 del 18 feb­bra­io 2009 del Ser­vi­zio Pro­gram­ma­zio­ne, il Di­ri­gen­te, Maria Car­me­la Di Bar­to­lo, nel ri­chia­ma­re le note del Ser­vi­zio Ren­di­con­ta­zio­ne (prot. n. 1664 del 20 mag­gio 2008) e del Ser­vi­zio Ge­stio­ne (prot. n. 293/UO2; prot.n. 295/UO2; prot. n. 383/UO2) pre­ce­den­te­men­te in­di­ca­te, e re­la­ti­ve alle ri­chie­ste di in­te­gra­zio­ne degli enti Cor­mo­ra­no Felix, E.N.F.A.G.A. Pa­ler­mo, A.R.A.M. e CEFOP, ri­fe­ri­va al­l’As­ses­so­re Car­me­lo In­car­do­na che il fab­bi­so­gno com­ples­si­vo ne­ces­sa­rio era di € 2.336.051,61 (“al netto delle eco­no­mie rea­liz­za­te nella voce “ge­stio­ne” dei pro­get­ti del CEFOP, pari a € 324.564,07”) e che il ri­co­no­sci­men­to delle ri­chie­ste di in­te­gra­zio­ne era da fi­nan­zia­re con l’u­ti­liz­zo delle eco­no­mie rea­liz­za­te nel­l’am­bi­to del P.R.O.F. 2007 sul ca­pi­to­lo 717910 del Bi­lan­cio re­gio­na­le se­con­do le mo­da­li­tà pre­vi­ste al­l’ar­ti­co­lo 9 della L.R. n. 21/2007.
Sulla pre­ci­ta­ta nota erano, in calce, ri­por­ta­ti il pa­re­re della Dott.​ssa G. Pa­tri­zia Mon­te­ros­so ed il “si con­cor­da” del­l’As­ses­so­re On.​le Avv. Car­me­lo In­car­do­na. Que­st’ul­ti­mo, in sede di au­di­zio­ne, pur di­sco­no­scen­do la gra­fia del “si con­cor­da”, ha con­fer­ma­to che, alla sot­to­scri­zio­ne del pro­me­mo­ria, era da ri­con­dur­re una sua vo­lon­tà di con­di­vi­sio­ne del con­te­nu­to.
Ve­ni­va, dun­que, emes­so dal­l’As­ses­so­re In­car­do­na il D.A. n. 1062 del 7 apri­le 2009 , che in­te­gra­va il fi­nan­zia­men­to ori­gi­na­rio per l’ul­te­rio­re im­por­to com­ples­si­vo di € 2.282.287,17.
Il D.A. n. 1062 ve­ni­va re­gi­stra­to dalla Ra­gio­ne­ria Cen­tra­le La­vo­ro il 15/06/2009, pur se , con­te­stual­men­te, con nota prot. n. 33511 del 15/06/2009, a firma del Di­ret­to­re Capo, Lo­re­da­na Espo­si­to, la stes­sa Ra­gio­ne­ria aveva in­via­to al Ser­vi­zio Pro­gram­ma­zio­ne l’av­ver­ten­za n. 406, nella quale, dopo aver ef­fet­tua­to pic­co­le cor­re­zio­ni alle in­te­gra­zio­ni ero­ga­te al­l’en­te EN­FA­GA (€ 2.060,86 in meno per il corso IF2007A0048 ed € 272,61 in meno per il corso IF2007­C0152), di­chia­ra­va di non ri­te­ne­re rien­tran­te, tra le spese am­mis­si­bi­li per il PROF 2007, l’in­te­gra­zio­ne di € 262.236,67 in fa­vo­re del­l’en­te ARAM, poi­ché re­la­ti­va al pa­ga­men­to di ar­re­tra­ti con­trat­tua­li, così come evi­den­te nel pro­spet­to ana­li­ti­co al­le­ga­to alla nota 295 del 10/02/2009.
Se­gui­va il D.D.G n. 1116 del 18 giu­gno 2009, re­gi­stra­to dalla Ra­gio­ne­ria Cen­tra­le in data 19 giu­gno 2009 al n. 984, con cui il Di­ri­gen­te Ge­ne­ra­le, D.​ssa Mon­te­ros­so, mo­di­fi­can­do il D.D.G. n. 824 del 21 mag­gio 2007, cor­reg­ge­va e dava at­tua­zio­ne al D.A. n. 1062 del 7 apri­le 2009, im­pe­gnan­do sul ca­pi­to­lo 717910 del­l’e­ser­ci­zio fi­nan­zia­rio 2009 la somma di € 2.373.253,13 su­pe­rio­re, quin­di, di € 90.965,96 ri­spet­to a quel­lo del D.A. n. 1062 del 7 apri­le 2009.
Gli im­por­ti delle in­te­gra­zio­ni con­ces­se con il D.D.G. n. 1116 sono pari ad € 2.373.253,13.
3. In­fi­ne, se­gui­va il terzo pro­ce­di­men­to di in­te­gra­zio­ne fi­nan­zia­ria del P.R.O.F. 2007, così ca­len­da­to nei suoi pas­sag­gi es­sen­zia­li .
Con nota prot. n. 694/U.O.2 del 12 marzo 2009, il Di­ri­gen­te del Ser­vi­zio Ge­stio­ne, Dott. An­to­ni­no Ema­nue­le, co­mu­ni­ca­va al Ser­vi­zio Pro­gram­ma­zio­ne ed al Di­ri­gen­te Ge­ne­ra­le della For­ma­zio­ne Pro­fes­sio­na­le, che, a se­gui­to di re­vi­sio­ne delle at­ti­vi­tà del­l’en­te A.N.F.E. Pa­ler­mo, si ri­co­no­sce­va con­grua una in­te­gra­zio­ne di fi­nan­zia­men­to nella mi­su­ra di :
- € 499.904,52 per il pro­get­to mis. 3.02/842;
- € 165.637,23 per il pro­get­to mis. 3.04/434;
- € 37.977,76 per il pro­get­to IF2007­B0254;
Il Di­ri­gen­te pre­ci­sa­va, nelle sue con­clu­sio­ni, che sem­bra­va plau­si­bi­le e giu­sti­fi­ca­to un prov­ve­di­men­to di in­te­gra­zio­ne di spesa da ri­co­no­sce­re ado­pe­ran­do le eco­no­mie rea­liz­za­te nel PROF 2007.
L’in­te­gra­zio­ne com­ples­si­va pro­po­sta era così di € 703.519,51.
Con nota prot. n. 695/U.O.2 del 12 marzo 2009 del Ser­vi­zio Ge­stio­ne, il Di­ri­gen­te, Dott. An­to­ni­no Ema­nue­le co­mu­ni­ca­va al Ser­vi­zio Pro­gram­ma­zio­ne ed al Di­ri­gen­te Ge­ne­ra­le della For­ma­zio­ne Pro­fes­sio­na­le, che, a se­gui­to di re­vi­sio­ne delle at­ti­vi­tà del­l’en­te CIOFS-FP di Ca­ta­nia, si va­lu­ta­va per­ti­nen­te e con­gruo un ri­co­no­sci­men­to pari ad € 205.525,79 ec­ce­den­ti il fi­nan­zia­men­to con­ces­so.
Ri­le­va­va, da ul­ti­mo, il Di­ri­gen­te che il ri­co­no­sci­men­to sem­bra­va plau­si­bi­le, giu­sti­fi­can­do­si un prov­ve­di­men­to di in­te­gra­zio­ne di spesa cui far fron­te con le eco­no­mie rea­liz­za­te nel PROF 2007.
An­co­ra, con nota prot. n. 696/U.O.2 del 12 marzo 2009 del Ser­vi­zio Ge­stio­ne, il Di­ri­gen­te, Dott. An­to­ni­no Ema­nue­le, co­mu­ni­ca­va al Ser­vi­zio Pro­gram­ma­zio­ne ed al Di­ri­gen­te Ge­ne­ra­le della For­ma­zio­ne Pro­fes­sio­na­le che, a se­gui­to di re­vi­sio­ne (ren­di­con­ta­zio­ne) delle at­ti­vi­tà del­l’en­te IAL-CI­SL di Pa­ler­mo, si ri­co­no­sce­va con­grua un’in­te­gra­zio­ne di fi­nan­zia­men­to” nella mi­su­ra di :
- € 196.547,25 per il pro­get­to mis. 3.02/895;
- € 31.224,93 per il pro­get­to mis. 3.02/977;
- € 135.769,82 per il pro­get­to mis. 3.04/444;
- € 39.692,89 per il pro­get­to IF2007­B0123.
Con­clu­de­va il Di­ri­gen­te del Ser­vi­zio Ge­stio­ne re­pu­tan­do plau­si­bi­le e giu­sti­fi­ca­to un prov­ve­di­men­to di in­te­gra­zio­ne di spesa da ri­co­no­sce­re uti­liz­zan­do le eco­no­mie rea­liz­za­te nel PROF 2007.
L’in­te­gra­zio­ne com­ples­si­va pro­po­sta era di € 403.234,89.
Con nota “pro-me­mo­ria” prot. n. 1242 del 4 giu­gno 2009 del Ser­vi­zio Pro­gram­ma­zio­ne, il Di­ri­gen­te, Maria Car­me­la Di Bar­to­lo, nel ri­chia­ma­re, sia il pre­ce­den­te pro-me­mo­ria prot. 325 del 18.2.2009 nel quale l’as­ses­so­re pro tem­po­re si era di­chia­ra­to fa­vo­re­vo­le alle ri­chie­ste di in­te­gra­zio­ni fi­nan­zia­rie di al­cu­ni enti (Cor­mo­ra­no Felix, EN­FA­GA Pa­ler­mo, ARAM e CEFOP sui pro­get­ti del PROF 2007), sia le note del Ser­vi­zio Ge­stio­ne (prot. n. 694/UO2; prot.n. 695/UO2; prot. n. 696/UO2) ap­pe­na in­di­ca­te af­fe­ren­ti le ri­chie­ste di in­te­gra­zio­ne degli enti A.N.F.E. – De­le­ga­zio­ne Re­gio­na­le Si­ci­lia, CIOFS-FP ed IAL-CI­SL, co­mu­ni­ca­va al­l’As­ses­so­re ad in­te­rim, On. Raf­fae­le Lom­bar­do, che:
- il fab­bi­so­gno com­ples­si­vo ne­ces­sa­rio era di € 1.281.055,26 e che il ri­co­no­sci­men­to delle ri­chie­ste di in­te­gra­zio­ne era da fi­nan­zia­re “me­dian­te l’u­ti­liz­zo delle eco­no­mie rea­liz­za­te nel­l’am­bi­to del P.R.O.F. 2007 sul ca­pi­to­lo 717910 del Bi­lan­cio re­gio­na­le con le mo­da­li­tà pre­vi­ste al­l’ar­ti­co­lo 9 della L.R. n. 21/2007”.
Su tale nota si leg­go­no, in calce, il pa­re­re della Dott.​ssa G. Pa­tri­zia Mon­te­ros­so e la firma del Pre­si­den­te della Re­gio­ne, On. Raf­fae­le Lom­bar­do, As­ses­so­re ad in­te­rim.
Ve­ni­va, al­lo­ra, emes­so il D.A. n. 1804 del 28 lu­glio 2009, re­gi­stra­to dalla Ra­gio­ne­ria Cen­tra­le La­vo­ro, in data 31 di­cem­bre 2009, al n. 645 (sche­da n. 2240), a firma del­l’As­ses­so­re Dott. Luigi Gen­ti­le, che in­te­gra­va il fi­nan­zia­men­to ori­gi­na­rio per l’ul­te­rio­re im­por­to com­ples­si­vo di € 1.281.055,26.
Se­gui­va, quin­di, il D.D.G. n. 3427 del 30 di­cem­bre 2009 , a firma del Di­ri­gen­te Ge­ne­ra­le Pa­tri­zia Mon­te­ros­so, re­gi­stra­to dalla Ra­gio­ne­ria Cen­tra­le in data 31 di­cem­bre 2009 al n. 224 con im­pe­gno de­fi­ni­ti­vo as­sun­to n. 76 sul ca­pi­to­lo 717910 del­l’e­ser­ci­zio fi­nan­zia­rio 2009 di € 1.281.055,26.
La Ra­gio­ne­ria Cen­tra­le La­vo­ro, con nota prot. n. 29 del 4 gen­na­io 2010, in­via­va al Ser­vi­zio Pro­gram­ma­zio­ne Av­ver­ten­za n. 1046/09 nella quale met­te­va in ri­sal­to che, pur aven­do re­gi­stra­to il D.A. n. 1804 del 28 lu­glio 2009 al n. 215 del 30/12/2009 e, pur aven­do as­sun­to l’im­pe­gno re­la­ti­vo al D.D.G. n. 3427 del 30/12/2009, ri­scon­tra­va una serie di cri­ti­ci­tà.
La let­tu­ra degli atti pro­ce­di­men­ta­li e de­cre­ti sopra de­scrit­ti per­met­te di ri­le­va­re la rea­liz­za­zio­ne di in­te­gra­zio­ni eco­no­mi­che a vari enti di for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le ri­guar­do ai fi­nan­zia­men­ti già as­se­gna­ti con il P.R.O.F. 2007.
In breve, le in­te­gra­zio­ni eco­no­mi­che con­ces­se nel­l’am­bi­to del P.R.O.F. 2007 sono quan­ti­fi­ca­bi­li in € 4.992.195,87, come di se­gui­to elen­ca­te:
D.A. n. 2907 del 21/12/2007 - D.A. 2908 del 21/12/2007 - D.A. 2909 del 21/12/2007
D.D.G. 1911 del 24 di­cem­bre 2007
N. ENTE N. PRO­GET­TO IN­TE­GRA­ZIO­NE
1 IS­STREF 369 € 52.000,00
2 C&B S.r.l 190 € 45.022,36
3 Con­sor­zio e-​labor@​ndo 647 € 55.370,00
4 649 € 26.488,00
5 Ma­the­sis Ita­lia S.r.l. 805 € 5.562,00
6 M.A.C. Mov. Apo­sto­li­co Cie­chi 816 € 45.074,00
7 E.N.F.A.G.A. Pa­ler­mo 866 € 59.128,92
8 A.N.F.E. Ca­ta­nia IF2007­C0133 € 111.262,29
9 IF2007A0006
10 IF2007­B0093
11 Ass. ERIS IF2007A0015 € 7.530,34
12 ARAM IF2007A0008 € 294.264,38
13 IF2007­B0257
14 IF2007­C0136
15 E.​CO.​FORM. Cisal IF2007A0044 € 58.687,95
16 IF2007­C0151
17 A.N.F.E. Si­ra­cu­sa IF2007­B0255 € 11.806,88
18 IF2007­C0135
19 CE.​SI.​FO.P. IF2007A0031 € 81.059,20
20 IF2007­B0266
21 IF2007­C0146
22 IRIPA Si­ci­lia IF2007A0082 € 21.197,01
23 IF2007­B0125
24 Con­sor­zio NOE' IF2007A0205 € 2.433,73
25 IF2007­C0305
26 EN.A.I.P. Agri­gen­to IF2007A0061 € 4.889,87
27 IF2007­C0163
28 C.F.P. San Pan­cra­zio ONLUS IF2007A0032 € 6.448,92
29 E.C.A.P. Cal­ta­nis­set­ta IF2007A0051 € 5.045,03
30 IF2007­B0101
31 A.E.G.E.E. Pa­ler­mo IF2007­C0130 € 1.739,91
32 IN­TE­RE­FOP IF2007A0081 € 63.825,60
33 IF2007­B0124
34 IF2007­C0177
35 As­so­cia­zio­ne Nuovo Cam­mi­no IF2007­C0141 € 33.183,10
36
37 Fon­da­zio­ne CAS IF2007A0071 € 37.289,74
38 IF2007­B0120
39 IF2007­C0173
40 Cor­mo­ra­no FELIX Soc. Coop. IF2007A0041 € 5.472,94
41 Geoin­for­ma­ti­ca Soc. Coop. A r.l. IF2007A0223 € 9.166,60
42 IF2007­B0274
43 ASA­FORM En.a.i.p. Si­ci­lia IF2007A0067 € 6.111,07
44 IF2007­B0270
45 IF2007­C0169
46 E.C.A.P. Agri­gen­to IF2007A0050 € 129.163,24
47 IF2007­B0100
48 IF2007­C0154
49 As­so­cia­zio­ne Po­li­tea IF2007A0016 € 19.689,86
50 C.I.R.S. Onlus Mes­si­na IF2007A0038 € 6.825,70
51 IF2007­C0149
52 E.C.A.P. Pa­ler­mo IF2007A0054 € 28.481,30
53 IF2007­C0156
54 IF2007­B0104
56 En­do-fap IF2007A0068 € 12.986,77
57 IF2007­C0170
58 En.a.i.p. Pa­ler­mo IF2007A0064 € 16.523,65
59 I.R.A.P.S. IF2007­B0275 € 75.157,12
60 IF2007­C0316
61 IF2007A0073
To­ta­le € 1.338.887,48
D.A. 1062 del 7/04/2009
D.D.G. 1116 del 18/06/2009
N. ENTE N. PRO­GET­TO IN­TE­GRA­ZIO­NE
1 Cor­mo­ra­no FELIX Soc. Coop. IF2007A0041 € 33.122,39
2 E.N.F.A.G.A. Pa­ler­mo IF2007A0048 € 67.047,81
3 IF2007­C0152 € 17.351,41
4 A.R.A.M. IF2007A0008 € 166.607,75
5 IF2007­B0257 € 52.508,49
6 IF2007­C0136 € 487.856,12
7 CEFOP IF2007A0030 € 260.000,00
8 IF2007­B0096 € 44.940,12
9 IF2007­C0145 € 1.243.819,04
To­ta­le
€ 2.373.253,13
D.A. 1804 del 28 lu­glio 2009
D.D.G. 3427 del 30 di­cem­bre 2009
N. ENTE PRO­GET­TO IN­TE­GRA­ZIO­NE
1 A.N.F.E. De­le­ga­zio­ne Reg. Si­ci­lia IF2007A0005 € 499.904,52
2 IF2007­B0254 € 37.977,76
3 IF2007­C0132 € 165.637,23
4 CIOFS-FP Si­ci­lia IF2007A0036 € 205.525,79
5 IAL-CI­SL IF2007A0079 € 196.547,25
6 IF2007­B0123 € 39.692,89
7 IF2007­C0175 € 135.769,82
To­ta­le
€ 1.281.055,26
E’ stato, in­fi­ne, ac­cer­ta­to che le somme im­pe­gna­te con i D.D.G. 1116 del 18/06/2009 e D.D.G. 3427 del 30 di­cem­bre 2009, sono state in­te­ra­men­te cor­ri­spo­ste agli enti be­ne­fi­cia­ri.
Per quan­to con­cer­ne, in­ve­ce, il DDG 1911 del 24 di­cem­bre 2007, a fron­te di un im­pe­gno di € 1.338.887,48, sono stati cor­ri­spo­sti agli enti be­ne­fi­cia­ri € 1.103.682,81.
Se­con­do la pro­spet­ta­zio­ne at­to­rea, con la pre­de­ter­mi­na­zio­ne del fi­nan­zia­men­to, la Re­gio­ne in­di­vi­dua il li­mi­te mas­si­mo del­l’o­ne­re era­ria­le so­ste­ni­bi­le per la re­mu­ne­ra­zio­ne dello spe­ci­fi­co ser­vi­zio di for­ma­zio­ne reso dal­l’en­te pri­va­to am­mes­so a quel­lo spe­ci­fi­co fi­nan­zia­men­to, che lo stes­so ente pri­va­to si era ob­bli­ga­to a svol­ge­re, a quel­le con­di­zio­ni, con «atto di ac­cet­ta­zio­ne».
Nes­su­na norma pri­ma­ria o se­con­da­ria le­git­ti­ma l’en­te pri­va­to a ri­chie­de­re (e la Re­gio­ne ad ero­ga­re) somme ul­te­rio­ri ri­spet­to a quel­le og­get­to della ri­chie­sta di fi­nan­zia­men­to e pre­de­ter­mi­na­te nel de­cre­to di fi­nan­zia­men­to.
La stes­sa Corte co­sti­tu­zio­na­le ha af­fer­ma­to il di­vie­to di qual­sia­si in­ter­ven­to nor­ma­ti­vo a so­ste­gno dei li­vel­li oc­cu­pa­zio­na­li degli enti di for­ma­zio­ne.
Ha poi ag­giun­to la Pro­cu­ra che l’av­vi­so pub­bli­co n. 2/06/FP del 9 giu­gno 2006, con il quale l’am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le ha ban­di­to la pro­ce­du­ra ad evi­den­za pub­bli­ca re­la­ti­va al PROF 2007, che co­sti­tui­sce lex spe­cia­lis, sta­bi­li­va che “ Gli im­por­ti fi­nan­zia­ti ai pro­get­ti in­se­ri­ti nel Piano re­gio­na­le del­l’of­fer­ta for­ma­ti­va co­sti­tui­ran­no il tetto mas­si­mo delle ri­sor­se ri­fe­ri­bi­li a cia­scun pro­get­to am­mes­so a fi­nan­zia­men­to …”.
Su tale pre­sup­po­sto, la Pro­cu­ra ri­te­ne­va che l’in­te­gra­zio­ne del fi­nan­zia­men­to in­te­gras­se una tra­sgres­sio­ne dei ca­no­ni com­por­ta­men­ta­li ri­ve­nien­ti, oltre che dal buon senso co­mu­ne, se­con­do cui un ente pri­va­to non può ge­sti­re ar­bi­tra­ria­men­te ri­sor­se pub­bli­che so­ste­nen­do, senza pre­ven­ti­va au­to­riz­za­zio­ne, costi si­gni­fi­ca­ti­va­men­te mag­gio­ri di quel­li ori­gi­na­ria­men­te in­di­ca­ti nel bud­get ap­pro­va­to dal­l’Am­mi­ni­stra­zio­ne, anche dal buon senso ge­stio­na­le e dalle re­go­le di sana ge­stio­ne fi­nan­zia­ria, espres­si dai prin­ci­pi di ef­fi­ca­cia, tra­spa­ren­za ed eco­no­mi­ci­tà, di cui all’art. 1 della L. 241/1990, co­rol­la­ri del ca­no­ne co­sti­tu­zio­na­le di buona am­mi­ni­stra­zio­ne, di cui al­l’art. 97 Cost.
Se­con­do la Pro­cu­ra, il di­sin­vol­to aval­lo delle ri­chie­ste di in­te­gra­zio­ne sprov­vi­ste di un ti­to­lo giu­ri­di­co a loro so­ste­gno e di qual­sia­si uti­li­tà co­sti­tui­sce espres­sio­ne di in­tol­le­ra­bi­le leg­ge­rez­za e ne­gli­gen­za .
Nes­su­na esi­gen­za oc­cu­pa­zio­na­le può giu­sti­fi­ca­re un’al­lo­ca­zio­ne di ri­sor­se ar­bi­tra­rie e per fi­na­li­tà ex­tra­fun­zio­na­li.
Per­tan­to, rav­vi­sa­va ine­scu­sa­bi­le su­per­fi­cia­li­tà e ne­gli­gen­za fun­zio­na­le nelle con­dot­te che ave­va­no con­cor­so a de­ter­mi­na­re ezio­lo­gi­ca­men­te la con­ces­sio­ne e l’e­ro­ga­zio­ne del­l’in­te­gra­zio­ne di fi­nan­zia­men­ti as­se­ri­ta­men­te in­de­bi­ti.
Il se­gna­la­to danno ve­ni­va ri­te­nu­to cau­sal­men­te ri­con­du­ci­bi­le alla vio­la­zio­ne degli ob­bli­ghi di ser­vi­zio di vari sog­get­ti.
La ca­te­na cau­sa­le del danno era­ria­le ri­sul­ta con­se­guen­te­men­te co­sti­tui­ta dalle con­dot­te fun­zio­na­li di im­pul­so e/o di aval­lo alla ri­chie­sta di in­te­gra­zio­ne sine ti­tu­lo e, quin­di, da tutte quel­le vio­la­zio­ni degli ob­bli­ghi di ser­vi­zio che si sono con­cre­tiz­za­te in atti for­ma­li di im­pul­so e/o di aval­lo alla ri­chie­sta di in­te­gra­zio­ne, no­no­stan­te l’in­sus­si­sten­za di alcun ti­to­lo le­ga­le per po­ter­si ri­co­no­sce­re la ri­chie­sta in­te­gra­zio­ne e la inu­ti­li­tà del­l’e­sbor­so in­te­gra­ti­vo.
Nella pro­spet­ta­zio­ne at­to­rea, tali atti for­ma­li di im­pul­so e/o aval­lo da parte del­l’Am­mi­ni­stra­zio­ne at­ti­va, per le ra­gio­ni in­di­ca­te, espres­sio­ne di mas­si­ma leg­ge­rez­za e ne­gli­gen­za fun­zio­na­le, ri­sul­ta­no in se­quen­za lo­gi­ca adot­ta­ti:
- dai di­ri­gen­ti pro tem­po­re del ser­vi­zio ge­stio­ne, del ser­vi­zio pro­gram­ma­zio­ne , i quali con le loro note e pro me­mo­ria hanno sem­pre dato im­pul­so e/o aval­lo alle ri­chie­ste di in­te­gra­zio­ni sine ti­tu­lo; im­pul­so e/o aval­lo in al­cu­ni casi reso anche dal di­ri­gen­te del ser­vi­zio ren­di­con­ta­zio­ne;
- dal di­ri­gen­te ge­ne­ra­le che ha aval­la­to gli atti pro­dro­mi­ci pro­po­sti dai di­ri­gen­ti dei ser­vi­zi, i quali, come pre­sup­po­st, ave­va­no le ri­chie­ste sine ti­tu­lo degli enti di for­ma­zio­ne e ha im­pe­gna­to le ri­sor­se per le in­te­gra­zio­ni sine ti­tu­lo de­cre­ta­te dal­l’As­ses­so­re pro tem­po­re;
- dagli as­ses­so­ri pro tem­po­re che hanno con­di­vi­so i pro me­mo­ria con­te­nen­ti le ri­chie­ste di in­te­gra­zio­ne sine ti­tu­lo e adot­ta­to i de­cre­ti di in­te­gra­zio­ne fi­nan­zia­ria in ca­ren­za di qual­sia­si ti­to­lo giu­ri­di­ca­men­te le­git­ti­man­te.
Ri­le­van­za ezio­lo­gi­ca sul danno ac­cer­ta­to viene ad as­su­me­re, se­con­do il PM, la con­dot­ta del­l’or­ga­no di con­trol­lo, in par­ti­co­la­re del di­ri­gen­te della ra­gio­ne­ria pro tem­po­re, che, seb­be­ne de­pu­ta­to, ex art. 9 comma 1 DPR 20.2.1998 n. 38 e 62 l.r. 10/09, al con­trol­lo anche di le­ga­li­tà sui de­cre­ti as­ses­so­ria­li e sui de­cre­ti del di­ri­gen­te ge­ne­ra­le , li ha re­gi­stra­ti.
In al­cu­ni casi, ad­di­rit­tu­ra, pur aven­do ef­fet­tua­to dei ri­lie­vi no­no­stan­te l’e­vi­den­te ca­ren­za di un ti­to­lo le­ga­le le­git­ti­man­te l’in­te­gra­zio­ne del fi­nan­zia­men­to, in ca­ren­za di ti­to­lo le­ga­le che le­git­ti­mas­se dette in­te­gra­zio­ni e, per di più, sulla base di un’at­ti­vi­tà istrut­to­ria fon­da­ta sui pre­sup­po­sti giu­ri­di­ca­men­te ir­ri­le­van­ti e lo­gi­ca­men­te in­con­si­sten­ti
Per il ruolo api­ca­le e la piena di­spo­ni­bi­li­tà sul­l’an della con­ces­sio­ne del­l’in­te­gra­zio­ne, mag­gio­re ef­fi­cien­za cau­sa­le va rav­vi­sa­ta nella con­dot­ta degli as­ses­so­ri pro tem­po­re, che hanno sta­tui­to l’in­te­gra­zio­ne del­l’o­ri­gi­na­rio fi­nan­zia­men­to, in ca­ren­za di qual­sia­si ti­to­lo le­ga­le che le­git­ti­mas­se dette in­te­gra­zio­ni e, per di più, sulla base di un’at­ti­vi­tà istrut­to­ria fon­da­ta sui pre­sup­po­sti giu­ri­di­ca­men­te ir­ri­le­van­ti e lo­gi­ca­men­te in­con­si­sten­ti.
Equi­va­len­te alla con­dot­ta con­te­sta­ta al­l’as­ses­so­re pro tem­po­re ap­pa­re, se­con­do la Pro­cu­ra, la con­dot­ta dei di­ri­gen­ti ge­ne­ra­li pro tem­po­re, i quali hanno aval­la­to le ri­chie­ste di fi­nan­zia­men­to pro­po­ste dai di­ri­gen­ti di ser­vi­zi, e quin­di hanno data ese­cu­zio­ne tem­pe­sti­va­men­te ai ci­ta­ti de­cre­ti as­ses­so­ria­li, im­pe­gnan­do le re­la­ti­ve somme sul bi­lan­cio re­gio­na­le, ge­sten­do di tal guisa ri­sor­se fi­nan­zia­rie in ca­ren­za di una le­git­ti­ma­zio­ne le­ga­le al­l’in­te­gra­zio­ne di fi­nan­zia­men­to de­cre­ta­ta dal­l’as­ses­so­re.
Mi­no­re ef­fi­cien­za cau­sa­le va ri­le­va­ta nelle con­dot­te dei di­ri­gen­ti di ser­vi­zio e ra­gio­ne­ria.
La Pro­cu­ra ha, quin­di, con­te­sta­to un danno era­ria­le coin­ci­den­te alle in­te­gra­zio­ni ef­fet­ti­va­men­te ero­ga­te pari ad € 4.757.001,20 (€ 4.992.195,87 -235.194,67) ,la quota del 70% va ri­par­ti­ta in parti egua­li tra l’As­ses­so­re pro tem­po­re e il Di­ri­gen­te Ge­ne­ra­le; il re­stan­te 30%, in con­si­de­ra­zio­ne del­l’e­qui­va­len­za cau­sa­le delle loro con­dot­te, va ri­par­ti­ta in parti egua­li tra i di­ri­gen­ti che hanno av­via­to e dato im­pul­so alle pro­ce­du­re di fi­nan­zia­men­to e i di­ri­gen­ti della Ra­gio­ne­ria che hanno re­gi­stra­to il ti­to­lo di spesa.
Con­clu­si­va­men­te, se­con­do la Pro­cu­ra, non es­sen­do­vi al­cu­na norma che con­sen­te le in­te­gra­zio­ni ad un de­cre­to ori­gi­na­rio di fi­nan­zia­men­to, non po­ten­do­si ipo­tiz­za­re alcun so­prav­ve­nu­ta uti­li­tà e non am­met­ten­do la Corte co­sti­tu­zio­na­le alcun in­ter­ven­to di na­tu­ra as­si­sten­zia­le da parte della Re­gio­ne Si­ci­lia­na in fa­vo­re degli enti di for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le, co­sti­tui­sce danno era­ria­le, quale esbor­so in­giu­sti­fi­ca­to privo di al­cu­na uti­li­tà, l’in­te­ro am­mon­ta­re delle in­te­gra­zio­ni del fi­nan­zia­men­to che, nella fat­ti­spe­cie con­cre­ta in esame, è ri­sul­ta­to com­ples­si­va­men­te pari a € 4.757.001,20, somma cor­ri­spon­den­te alle in­te­gra­zio­ni ef­fet­ti­va­men­te ero­ga­te.
Sul com­ples­si­vo danno era­ria­le og­get­to di con­te­sta­zio­ne, pari a € 4.757.001,20, la quota del 70 % va ri­par­ti­ta in parti ugua­li tra l’As­ses­so­re pro tem­po­re e il Di­ri­gen­te Ge­ne­ra­le, men­tre il ri­ma­nen­te 30%, in virtù del­l’e­qui­va­len­za cau­sa­le delle loro con­dot­te, va ri­par­ti­ta in parti egua­li tra i di­ri­gen­ti e/o fun­zio­na­ri di ser­vi­zio che hanno av­via­to e dato im­pul­so alla pro­ce­du­ta di fi­nan­zia­men­to e i di­ri­gen­ti della Ra­gio­ne­ria che hanno re­gi­stra­to il ti­to­lo di spesa.
Per ren­de­re più age­vo­le l’in­di­vi­dua­zio­ne della re­spon­sa­bi­li­tà par­zia­ria, la Pro­cu­ra ha ram­men­ta­to gli atti del­l’am­mi­ni­stra­zio­ne at­ti­va che, aven­do dato im­pul­so e/o aval­lo alle ri­chie­ste di in­te­gra­zio­ne sine ti­tu­lo, hanno, uni­ta­men­te al­l’a­val­lo della Ra­gio­ne­ria nella fase di con­trol­lo, ca­gio­na­to il danno con­te­sta­to, pari alle somme im­pe­gna­te ed ef­fet­ti­va­men­te ero­ga­te.
1. D.D.G. n. 1911 del 24/12/2007 di € 1.338.887,48 a firma di RUSSO Ales­san­dra:
- D.A. n. 2907 del 21 di­cem­bre 2007, D.A. n. 2908 del 21 di­cem­bre 2007, D.A. n. 2909 del 21 di­cem­bre 2007, a firma FOR­MI­CA Santi;
- Pro-me­mo­ria prot. 0924 del 06 giu­gno 2007 a firma DI BAR­TO­LO Maria Car­me­la, RUSSO Ales­san­dra e FOR­MI­CA Santi;
- Pro-me­mo­ria prot. 3246 del 09 no­vem­bre 2007 a firma DI BAR­TO­LO Maria Car­me­la, RUSSO Ales­san­dra e FOR­MI­CA Santi;
- Pro-me­mo­ria prot. 3657 del 19 di­cem­bre 2007 a firma DI FRAN­CE­SCA Sal­va­to­re, FOR­MI­CA Santi e RUSSO Ales­san­dra;
- nota prot. n. 4756 del 20 di­cem­bre 2007 a firma EMA­NUE­LE Nino.
A fron­te del­l’im­pe­gno di euro 1.338.887,48 ope­ra­to con il DDG 1911/2007, in fa­vo­re degli enti di for­ma­zio­ne be­ne­fi­cia­ri delle in­te­gra­zio­ni, ri­sul­ta ero­ga­ta la minor somma di euro 1.103.682,81
2. D.D.G. n. 1116 del 18/06/2009 di euro 2.373.253,13, a firma di MON­TE­ROS­SO Pa­tri­zia:
- D.A. 1062 del 07/04/2009 a firma IN­CAR­DO­NA Car­me­lo;
- nota prot. n. 1664 del 20 mag­gio 2008 a firma EMA­NUE­LE Nino;
- nota prot. n. 293/U.O.2 del 10 feb­bra­io 2009 a firma EMA­NUE­LE Nino;
- nota prot. n. 295/U.O.2 del 10 feb­bra­io 2009 a firma EMA­NUE­LE Nino;
- nota prot. n. 383/U.O.2 del 16 feb­bra­io 2009 a firma EMA­NUE­LE Nino;
-nota pro-me­mo­ria n. 325 del 18 feb­bra­io 2009 a firma DI BAR­TO­LO Maria Car­me­la, MON­TE­ROS­SO Pa­tri­zia e IN­CAR­DO­NA Car­me­lo.
3. D.D.G. n. 3427 del 30/12/2009 di euro 1.281.055,26 a firma MON­TE­ROS­SO Pa­tri­zia:
- D.A. n. 1804 del 28/07/2009 a firma GEN­TI­LE Luigi;
- nota prot. n. 694/U.O.2 del 12/03/2009 a firma EMA­NUE­LE Nino;
- nota prot. n. 695/U.O.2 del 12/03/2009 a firma EMA­NUE­LE Nino;
- nota prot. n. 696/U.O.2 del 12/03/2009 a firma EMA­NUE­LE Nino;
- nota pro-me­mo­ria prot. n. 1242 del 04/06/2009 a firma DI BAR­TO­LO Maria Car­me­la, MON­TE­ROS­SO G. Pa­tri­zia e LOM­BAR­DO Raf­fae­le.
I D.D.G. n. 1911 del 24/12/2007 di euro 1.338.887,48, n. 1116 del 18/06/2009 di euro 2.373.253,13 e n. 3427 del 30/12/2009 di euro 1.281.055,26, sono stati tutti re­gi­stra­ti pres­so la Ra­gio­ne­ria Cen­tra­le dal di­ret­to­re pro-tem­po­re ESPO­SI­TO Lo­re­da­na.
Con­se­guen­te­men­te il danno era­ria­le com­ples­si­vo di € 4.757.991,20, se­con­do la Pro­cu­ra, va ar­ti­co­la­to e ri­par­ti­to come segue:
-As­ses­so­re For­mi­ca Santi, euro 386.288,98 (= ½ del 70% Sub 1);
-As­ses­so­re In­car­do­na Car­me­lo, euro 830.638,60 (= ½ del 70% Sub2);
-Pre­si­den­te-As­ses­so­re Lom­bar­do Raf­fae­le, euro 224.184,67 (= ¼ del 70% Sub 3);
-As­ses­so­re Gen­ti­le Luigi, euro 224.184,67 (= ¼ del 70% Sub 3);
-Di­ri­gen­te Gen.​le Russo Ales­san­dra, euro 386.288,98 (= ½ del 70% Sub 1);
-Di­ri­gen­te Gen.​le Mon­te­ros­so Pa­tri­zia, euro 1.279.007,94 (= ½ del 70% Sub 2 + ½ del 70% Sub 3);
-Di­ri­gen­te di Ser­vi­zio Di Bar­to­lo Maria Car­me­la, euro 475.799,12 (= ⅓ del 30% Sub 1 + ⅓ del 30% Sub 2 + ⅓ del 30% Sub 3);
-Fun­zio­na­rio Di­ret­ti­vo Di Fran­ce­sca Sal­va­to­re, euro 110.368,28 (= ⅓ del 30% Sub 1);
-Di­ri­gen­te di Ser­vi­zio Espo­si­to Lo­re­da­na, euro 475.799,12 (= ⅓ del 30% Sub 1 + ⅓ del 30% Sub 2 + ⅓ del 30% Sub 3);
-Di­ri­gen­te di Ser­vi­zio Ema­nue­le An­to­ni­no, euro 365.430,84 (= ⅓ del 30% Sub 3);
In data 22 apri­le 2013, si co­sti­tui­va il Dott. EMA­NUE­LE An­to­ni­no il quale, av­va­len­do­si del pa­tro­ci­nio dell’ Avv.​to Anna Man­no­ne, ha con­te­sta­to l’i­po­tiz­za­ta re­spon­sa­bi­li­tà de­du­cen­do, in primo luogo, che nel caso in spe­cie, l’in­te­gra­zio­ne con­ces­sa nel­l’am­bi­to del Prof. 2007, trova il suo fon­da­men­to e la sua le­git­ti­mi­tà nella legge re­gio­na­le 24/76 (e suc­ces­si­ve mo­di­fi­che), che re­go­la il rap­por­to di sov­ven­zio­ne tra Re­gio­ne Si­ci­lia­na e gli Enti ge­sto­ri.
Ha poi ag­giun­to che, al mag­gior onere fi­nan­zia­rio, l’Am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le ha ot­tem­pe­ra­to at­tra­ver­so le eco­no­mie di ge­stio­ne, in at­tua­zio­ne di quan­to di­spo­sto dalla legge re­gio­na­le n. 21 del­l’8/11/2007, quin­di, senza im­pie­ga­re mag­gio­ri ri­sor­se di bi­lan­cio.
Nel­l’ar­ti­co­la­ta me­mo­ria si dà con­tez­za del fatto che l’Am­mi­ni­stra­zio­ne Re­gio­na­le sop­pe­ri­sce al mag­gio­re onere fi­nan­zia­rio at­tra­ver­so le eco­no­mie di ge­stio­ne, in at­tua­zio­ne di quan­to di­spo­sto dalla legge re­gio­na­le n. 21 del­l’8/11/2007.
La di­fe­sa si è poi sof­fer­ma­ta sulla cir­co­stan­za che le de­ne­ga­te in­te­gra­zio­ni al fi­nan­zia­men­to sono state re­gi­stra­te e la loro ef­fet­ti­va ero­ga­zio­ne è av­ve­nu­ta sol­tan­to dopo il con­trol­lo pre­ven­ti­vo della Corte dei Conti Se­zio­ne con­trol­lo.
In par­ti­co­la­re i de­cre­ti di in­te­gra­zio­ne, dopo es­se­re stati emes­si, ve­ni­va­no tra­smes­si alla Corte dei conti per la re­gi­stra­zio­ne, nel caso di co­fi­nan­zia­men­to del piano for­ma­ti­vo con ri­sor­se del Fondo So­cia­le Eu­ro­peo, men­tre altri de­cre­ti di im­pu­gna­zio­ne non sono stati in­via­ti alla Se­zio­ne di Con­trol­lo della Corte dei Conti per­ché be­ne­fi­cia­va­no sol­tan­to di fi­nan­zia­men­ti re­gio­na­li e, per­tan­to, non sog­get­ti ad un con­trol­lo pre­ven­ti­vo.
Con­clu­si­va­men­te non può es­ser­vi al­cu­na re­spon­sa­bi­li­tà da parte del Dott. An­to­ni­no Ema­nue­le.
In data 24 apri­le 2013, si co­sti­tui­va il Dott. FOR­MI­CA Santi che, av­va­len­do­si del pa­tro­ci­nio del­l’Avv.to Ven­ti­mi­glia Ro­sa­rio, ha con­te­sta­to l’i­po­tiz­za­ta re­spon­sa­bi­li­tà de­du­cen­do che, nel caso in spe­cie, per l’an­no 2007, l’as­se­gna­zio­ne di ul­te­rio­ri ri­sor­se non è av­ve­nu­ta in pri­va­to, bensì dopo l’at­ti­va­zio­ne di un sub pro­ce­di­men­to ad evi­den­za pub­bli­ca, im­po­sto nel pa­re­re della CRI ed at­ti­va­to at­tra­ver­so la pub­bli­ca­zio­ne del D.A. 852 del 3 apri­le 2007.
In via istrut­to­ria è stata chie­sta l’in­te­gra­zio­ne del con­trad­dit­to­rio nei con­fron­ti di tutti i com­po­nen­ti della CRI che hanno espres­so il pa­re­re al Prof. 2007, nella se­du­ta del 29 marzo 2007; non­ché di or­di­na­re alla Re­gio­ne Si­ci­lia di pro­dur­re la sen­ten­za di con­dan­na re­la­ti­va al pa­ga­men­to in fa­vo­re degli Enti ge­sto­ri degli ar­re­tra­ti con­trat­tua­li ; in­fi­ne, di ac­cer­ta­re, ri­spet­to allo stan­zia­men­to in­te­gra­ti­vo per l’an­no 2007, quan­te somme sono state ef­fet­ti­va­men­te pa­ga­te e se si sono ve­ri­fi­ca­ti re­cu­pe­ri o re­sti­tu­zio­ni.
Sem­pre in data 24 apri­le 2013, si co­sti­tui­va la Dott.​ssa Ales­san­dra Russo che, av­va­len­do­si del pa­tro­ci­nio degli Avv.​ti Giu­sep­pe Maz­za­rel­la e Ales­san­dro Mag­gio, ha con­te­sta­to l’i­po­tiz­za­ta re­spon­sa­bi­li­tà.
Ha de­dot­to, in via pre­li­mi­na­re, che pro­prio la cir­co­la­re del 2004, ri­chia­ma­ta dalla Pro­cu­ra fa ri­fe­ri­men­to alla legge re­gio­na­le n. 24/1976, al­l’art. 2 della legge re­gio­na­le n. 25/1993 e all’art. 39 della legge n. 23/2002.
Con­tra­ria­men­te a quan­to con­te­sta­to dalla Pro­cu­ra, il prov­ve­di­men­to con­te­sta­to, vale a dire il De­cre­to di­ri­gen­zia­le n. 1911 del 24 di­cem­bre 2007 (ed ana­lo­ghe con­si­de­ra­zio­ni pos­so­no es­se­re svol­te per i de­cre­ti as­ses­so­ria­li nn. 2907,2908 e 2909), con­tie­ne un espli­ci­to ri­fe­ri­men­to alle fonti nor­ma­ti­ve ri­chia­ma­te, che, dun­que, sono state poste a fon­da­men­to delle de­ter­mi­na­zio­ni adot­ta­te.
Sul­l’as­se­ri­ta vio­la­zio­ne degli ob­bli­ghi di ser­vi­zio, il com­por­ta­men­to della dott.​ssa Ales­san­dra Russo, oltre che frut­to di un’i­strut­to­ria det­ta­glia­ta e par­ti­co­lar­men­te ap­pro­fon­di­ta, è stato sem­pre im­pron­ta­to al ri­spet­to delle norme che re­go­la­no il set­to­re.
Sul­l’i­ne­si­sten­za di ogni e qual­sia­si ipo­te­si di colpa grave, ha pre­ci­sa­to la di­fe­sa che la se­quen­za pro­ce­di­men­ta­le con­te­sta­ta, oltre ad es­se­re fon­da­ta su pre­ci­si ri­fe­ri­men­ti nor­ma­ti­vi, ha ri­ce­vu­to l’a­val­lo della Se­zio­ne Con­trol­lo della Corte dei Conti.
La Corte, lungi dal con­te­sta­re l’am­mis­si­bi­li­tà e/o li­cei­tà del ri­cor­so allo stru­men­to del­l’in­te­gra­zio­ne, ha re­go­lar­men­te pro­ce­du­to alla re­gi­stra­zio­ne dei de­cre­ti di­ri­gen­zia­li (en­tram­bi a firma della dott.​ssa Ales­san­dra Russo) n. 533 del 29.11.2006 e n. 552 del 12.12.2006, e ciò dopo aver chie­sto ed ot­te­nu­to chia­ri­men­ti sul punto.
Si im­po­ne, al­lo­ra, l’ap­pli­ca­zio­ne dell’art. 1 della legge n. 20/94, a mente del quale è esclu­sa la gra­vi­tà della colpa quan­do il fatto dan­no­so trag­ga ori­gi­ne dal­l’e­ma­na­zio­ne di un atto vi­sta­to e re­gi­stra­to in sede di con­trol­lo di le­git­ti­mi­tà, li­mi­ta­ta­men­te ai pro­fi­li presi in con­si­de­ra­zio­ne nel­l’e­ser­ci­zio del con­trol­lo.
Nella me­mo­ria, inol­tre, si ec­ce­pi­sce la vio­la­zio­ne ex art. 17, comma 30 ter de­cre­to legge 1 lu­glio 2009 n. 78, con­ver­ti­to in legge 102 /2009, ossia la nul­li­tà del­l’at­to di ci­ta­zio­ne .
La di­fe­sa ha, anche, ec­ce­pi­to la pre­scri­zio­ne, nel ri­fles­so che il prov­ve­di­men­to con­te­sta­to alla Dott.​ssa Russo (De­cre­to di­ri­gen­zia­le n. 1911 del 24.12.2007) af­fe­ri­sce somme ormai pre­scrit­te.
Sem­pre in data 24 apri­le 2013, si co­sti­tui­va la Dott.​ssa Giu­sep­pa Pa­tri­zia Mon­te­ros­so che, av­va­len­do­si del pa­tro­ci­nio del­l’Avv. Clau­dio Alon­gi, ha con­te­sta­to l’i­po­tiz­za­ta re­spon­sa­bi­li­tà.
Ha de­dot­to, in via pre­li­mi­na­re, l’im­pro­ce­di­bi­li­tà ed inam­mis­si­bi­li­tà per ca­ren­za di in­te­res­se.
L’Am­mi­ni­stra­zio­ne, in­fat­ti, si è cau­te­la­ta mu­nen­do­si di un ti­to­lo ese­cu­ti­vo, ex RD 639/1910, nei con­fron­ti degli Enti ge­sto­ri de­sti­na­ta­ri dei prov­ve­di­men­ti di in­te­gra­zio­ne dei fi­nan­zia­men­ti ot­te­nu­ti con l’af­fi­da­men­to dei pro­get­ti for­ma­ti­vi nel­l’am­bi­to del Prof. 2007,per i me­de­si­mi im­por­ti ri­chie­sti alla dr.​ssa Mon­te­ros­so con l’o­dier­no giu­di­zio.
Va, per­tan­to, di­chia­ra­ta l’i­nam­mis­si­bi­li­tà del­l’at­to di ci­ta­zio­ne, per so­prav­ve­nu­ta ca­ren­za di in­te­res­se. In­fat­ti, a se­gui­to della sen­ten­za n. 2947/2012 del 29/10/2012, l’Am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le si è de­ter­mi­na­ta ad at­ti­va­re le pro­ce­du­re per il re­cu­pe­ro di tutte le somme ero­ga­te a ti­to­lo di in­te­gra­zio­ne al fi­nan­zia­men­to ori­gi­na­rio, an­nul­lan­do i pre­ce­den­ti de­cre­ti di­ri­gen­zia­li ed emet­ten­do con­te­stual­men­te la pre­scrit­ta in­giun­zio­ne di pa­ga­men­to.
Ha poi fatto ri­chie­sta di in­te­gra­zio­ne del con­trad­dit­to­rio nei con­fron­ti degli Enti ge­sto­ri be­ne­fi­cia­ri dei prov­ve­di­men­ti di in­te­gra­zio­ne dei fi­nan­zia­men­ti.
Se­con­do la di­fe­sa ap­pa­re in­giu­sto che la pro­po­si­zio­ne del­l’a­zio­ne am­mi­ni­stra­ti­va, ob­bli­ga­to­ria ed ir­ri­nun­cia­bi­le, possa col­pi­re il di­pen­den­te e l’am­mi­ni­stra­zio­ne pub­bli­ca che ab­bia­no vio­la­to col­po­sa­men­te i do­ve­ri di uf­fi­cio e non il sog­get­to che, in vio­la­zio­ne delle stes­se o di altre re­go­le giu­ri­di­che, abbia agito do­lo­sa­men­te e/o, come nel caso in esame, si sia il­le­ci­ta­men­te ap­pro­pria­to (se­con­do la ri­co­stru­zio­ne fatta dal PM), ar­ric­chen­do­si di de­na­ro pub­bli­co.
Sulla scor­ta dei prin­ci­pi di di­rit­to sopra evi­den­zia­ti, ha chie­sto che venga di­spo­sta l’in­te­gra­zio­ne del con­trad­dit­to­rio nei con­fron­ti del Ra­gio­nie­re Ge­ne­ra­le della Re­gio­ne Si­ci­lia­na pro tem­po­re che ha prov­ve­du­to di se­gui­to al­l’e­ma­na­zio­ne del De­cre­to As­ses­so­ria­le con­ces­si­vo delle in­te­gra­zio­ni dei ci­ta­ti fi­nan­zia­men­ti, nei con­fron­ti del­l’ex As­ses­so­re re­gio­na­le alla For­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le, dr. Mario Cen­tor­ri­no e del­l’ex di­ri­gen­te ge­ne­ra­le della For­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le, dr. Lu­do­vi­co Al­bert.
In ogni caso l’a­zio­ne è in­fon­da­ta per man­can­za di colpa grave e per ine­si­sten­za del danno.
Con me­mo­ria in­te­gra­ti­va di co­sti­tu­zio­ne (de­po­si­ta­ta il 29 apri­le 2013), la dott.​ssa Mon­te­ros­so ha svi­lup­pa­to le di­fe­se già for­mu­la­te con la me­mo­ria di co­sti­tu­zio­ne già ver­sa­ta.
In data 24 apri­le 2013, si co­sti­tui­va la Dott.​ssa Maria Car­me­la Di Bar­to­lo che, av­va­len­do­si del pa­tro­ci­nio del­l’Avv. Mau­ri­zio Lino, ha con­te­sta­to l’i­po­tiz­za­ta re­spon­sa­bi­li­tà.
La di­fe­sa ha al­tre­sì ec­ce­pi­to la pre­scri­zio­ne quin­quen­na­le, l’er­ro­nea ri­par­ti­zio­ne del danno; in via su­bor­di­na­ta, co­mun­que, ha po­stu­la­to l’ap­pli­ca­zio­ne del po­te­re ri­dut­ti­vo.
Sem­pre in data 24 apri­le 2013, si co­sti­tui­va in giu­di­zio il Sig. Sal­va­to­re Di Fran­ce­sca che, av­va­len­do­si del pa­tro­ci­nio del­l’av­vo­ca­to Ales­san­dra Gazzè, ha con­te­sta­to l’i­po­tiz­za­ta re­spon­sa­bi­li­tà.
Il con­ve­nu­to ha, poi, de­dot­to la man­can­za di qual­si­vo­glia re­spon­sa­bi­li­tà, de­du­cen­do che nes­sun atto di im­pul­so o aval­lo avreb­be po­tu­to dare, dal mo­men­to che nes­sun atto di im­pul­so o aval­lo può es­se­re mai stato posto in es­se­re in ra­gio­ne della qua­li­fi­ca ri­ve­sti­ta, non sot­ta­cen­do che il pro me­mo­ria è stato re­dat­to, pur non rien­tran­do tra le sue com­pe­ten­ze, su espres­sa ri­chie­sta ver­ba­le del Di­ri­gen­te Ge­ne­ra­le, stan­te la pre­ca­ria as­sen­za del Di­ri­gen­te al­l’uo­po pre­po­sto, non­ché dal­l’as­so­lu­ta ur­gen­za, rap­pre­sen­ta­ta dal sud­det­to Di­ri­gen­te Ge­ne­ra­le, con­nes­sa al­l’ap­pros­si­mar­si della chiu­su­ra del­l’e­ser­ci­zio fi­nan­zia­rio del 2007.
Tra l’al­tro il con­ve­nu­to si è li­mi­ta­to a tra­smet­te­re il qua­dro rias­sun­ti­vo delle ri­chie­ste di in­te­gra­zio­ne, ri­met­ten­do al­l’On.le As­ses­so­re per le de­ter­mi­na­zio­ni che ri­te­ne­va op­por­tu­no adot­ta­re in me­ri­to.
In re­la­zio­ne a detto pro me­mo­ria, dun­que, nes­su­na forma di im­pul­so o aval­lo è, in alcun modo, con­fi­gu­ra­bi­le.
Del resto, dal com­bi­na­to di­spo­sto di cui al­l’art. 6 della legge re­gio­na­le 24 del 1976 e del­l’art. 2 della Legge re­gio­na­le n. 10 del 2009 , è dato evin­ce­re che l’u­ni­co or­ga­no con po­te­re di ap­por­ta­re mo­di­fi­che ed in­te­gra­zio­ni al piano for­ma­ti­vo, in quan­to di sua esclu­si­va com­pe­ten­za, è l’As­ses­so­re.
Il Di Fran­ce­sca ha, poi, de­dot­to la nul­li­tà o co­mun­que im­pro­ce­di­bi­li­tà o inam­mis­si­bi­li­tà della ci­ta­zio­ne per vio­la­zio­ne del­l’art. 163 cpc. e art. 3 r.d. 13 ago­sto 1933 n. 1038.
In ogni caso, giam­mai col­po­so (gra­ve­men­te) può de­fi­nir­si il com­por­ta­men­to del­l’o­dier­no con­ve­nu­to, in con­si­de­ra­zio­ne del fatto che, nel porre in es­se­re l’at­to con­te­sta­to , lo stes­so si è ispi­ra­to e con­for­ma­to al­l’i­ter pro­ce­di­men­ta­le se­gui­to dal­l’Am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le re­la­ti­vo al Prof. 2005 , ove le in­te­gra­zio­ni ave­va­no ri­ce­vu­to gli au­to­re­vo­li visti di rito della Corte, ap­po­sti in esito alle pun­tua­li ri­spo­ste for­ni­te dal ser­vi­zio pro­gram­ma­zio­ne e sot­to­scrit­te anche dal con­ve­nu­to.
Ha, poi, ec­ce­pi­to la pre­scri­zio­ne e de­dot­to l’er­ro­nea ri­par­ti­zio­ne del danno; ha, al­tre­sì in­vo­ca­to l’e­ser­ci­zio del po­te­re ri­dut­ti­vo sino alla con­cor­ren­za del­l’in­te­ro danno con­te­sta­to.
In data 26 apri­le 2013 , si co­sti­tui­va l’On.​le Dott. Raf­fae­le Lom­bar­do, av­va­len­do­si del pa­tro­ci­nio degli Avv.​ti Gae­ta­no Armao e Ti­zia­na Mi­la­na, che ha con­te­sta­to l’i­po­tiz­za­ta re­spon­sa­bi­li­tà de­du­cen­do, in primo luogo, che il pro me­mo­ria, a firma del di­ri­gen­te ge­ne­ra­le, tra­smes­so al con­ve­nu­to, mi­ra­va ad ac­qui­si­re una mera presa d’at­to.
Ha poi ri­cor­da­to che il Pre­si­den­te Lom­bar­do, con 11 de­cre­ti pre­si­den­zia­li del 25 mag­gio 2009, aveva re­vo­ca­to i com­po­nen­ti del­l’in­te­ra Giun­ta Re­gio­na­le (con la sola ec­ce­zio­ne del­l’As­ses­so­re alla Sa­ni­tà) e il pro me­mo­ria reca la data del 4 giu­gno 2009.
In­fat­ti, solo con il D.P. 17 giu­gno 2009, al­l’As­ses­so­re re­gio­na­le, On. Luigi Gen­ti­le, pre­po­sto, ai sensi del su­pe­rio­re art. 1, al­l’As­ses­so­ra­to re­gio­na­le dei la­vo­ri pub­bli­ci, sono state con­fe­ri­te tem­po­ra­nea­men­te le fun­zio­ni ad in­te­rim di As­ses­so­re re­gio­na­le per il la­vo­ro, la pre­vi­den­za so­cia­le , la for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le, e l’e­mi­gra­zio­ne, per il com­pi­men­to degli atti di or­di­na­ria am­mi­ni­stra­zio­ne .
Se­con­do la pun­tua­le di­fe­sa, al­lor­chè è stato sot­to­scrit­to “quel­l’i­nin­fluen­te pro me­mo­ria”, il Pre­si­den­te della Re­gio­ne, già gra­va­to da ope­ro­sis­si­mi im­pe­gni isti­tu­zio­na­li e po­li­ti­ci, do­ve­va far fron­te, da solo, a quasi l’in­te­ra Am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le.
Con suc­ces­si­vo D.D. G. n. 3427 del 30 di­cem­bre 2009, il Di­ri­gen­te Ge­ne­ra­le Dott.​ssa Mon­te­ros­so as­su­me­va l’im­pe­gno di spesa nella mi­su­ra com­ples­si­va di € 1.281.055,26, senza fare alcun ri­lie­vo sulla pro­ce­du­ra della cui va­li­di­tà la stes­sa aveva as­sun­to l’in­te­ra guida am­mi­ni­stra­ti­va.
In punto di di­rit­to, ha de­dot­to l’in­sus­si­sten­za della re­spon­sa­bi­li­tà, ai sensi e per gli ef­fet­ti del­l’art. 1, comma 1 ter della legge 20/94 (cd. scri­mi­nan­te po­li­ti­ca).
Ha, poi, ag­giun­to che gli aspet­ti giu­ri­di­ci e fi­nan­zia­ri non po­te­va­no che sfug­gi­re del tutto ad un Pre­si­den­te della Re­gio­ne, As­ses­so­re ad in­te­rim di ben dieci as­ses­so­ra­ti, di fron­te ad un atto che rias­su­me­va quan­to de­ter­mi­na­to dagli or­ga­ni bu­ro­cra­ti­ci.
In con­clu­sio­ne, il pro me­mo­ria de quo è un mero atto en­do­pro­ce­di­men­ta­le, privo di qual­sia­si ri­le­van­za ester­na. L’ar­ti­co­la­ta me­mo­ria de­fen­sio­na­le ha, poi, de­dot­to che la se­quen­za pro­ce­di­men­ta­le, nella quale si è estrin­se­ca­ta la con­dot­ta del­l’As­ses­so­re pro tem­po­re On.​le Lom­bar­do, esclu­de la sus­si­sten­za di colpa grave, in pre­sen­za di un pa­le­se con­tra­sto nor­ma­ti­vo e di una pras­si con­so­li­da­ta nel tempo ( e mai con­te­sta­ta dagli or­ga­ni di con­trol­lo).
In­fi­ne, ha ec­ce­pi­to la com­pen­sa­tio lucri cum damno e, in su­bor­di­ne, l’ap­pli­ca­zio­ne del po­te­re ri­dut­ti­vo per le con­si­de­ra­zio­ni svol­te.
In data 26 apri­le 2013 , si co­sti­tui­va in giu­di­zio la Sig.​ra Espo­si­to Lo­re­da­na che, av­va­len­do­si del pa­tro­ci­nio del­l’av­vo­ca­to Mas­si­mi­lia­no Man­ga­no, ha con­te­sta­to l’i­po­tiz­za­ta re­spon­sa­bi­li­tà, chie­den­do l’as­so­lu­zio­ne da ogni ad­de­bi­to.
In data 26 apri­le 2013 , si co­sti­tui­va l’On.​le Gen­ti­le Luigi il quale, av­va­len­do­si del pa­tro­ci­nio del­l’avv. Gi­ro­la­mo Ru­bi­no, ha de­dot­to che l’in­te­ro pro­ce­di­men­to è stato posto in es­se­re dai com­pe­ten­ti uf­fi­ci del­l’am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le , esu­lan­do dalle fun­zio­ni degli or­ga­ni di go­ver­no.
Ha poi ag­giun­to che, nel gen­na­io 2013, l’Am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le ha av­via­to il pro­ce­di­men­to di re­cu­pe­ro delle somme ero­ga­te a fa­vo­re degli enti di for­ma­zio­ne in con­se­guen­za dei con­te­sta­ti il­le­ci­ti e dun­que manca l’at­tua­li­tà del danno.
In­fi­ne, ha chie­sto che si tenga conto, nella de­ter­mi­na­zio­ne del danno, se qual­che be­ne­fi­cio l’am­mi­ni­stra­zio­ne abbia ri­ce­vu­to e venga, in ogni caso, fatta ap­pli­ca­zio­ne del po­te­re ri­dut­ti­vo del­l’ad­de­bi­to.
In data 26 apri­le 2013 , si è co­sti­tui­to il dott. In­car­do­na Car­me­lo, il quale, av­va­len­do­si del pa­tro­ci­nio degli av­vo­ca­ti Pie­tro Luigi Matta e Vin­cen­zo Bul­la­ra, ha con­te­sta­to l’i­po­tiz­za­ta re­spon­sa­bi­li­tà de­du­cen­do l’in­sus­si­sten­za della re­spon­sa­bi­li­tà, ai sensi del­l’art. 1, comma 1, ter della legge 20/94, cd. scri­mi­nan­te po­li­ti­ca.
A con­fer­ma del­l’og­get­ti­va ri­le­van­za di tale cir­co­stan­za nel giu­di­zio di va­lu­ta­zio­ne della con­dot­ta del con­ve­nu­to, la di­fe­sa ha chie­sto che venga am­mes­sa prova te­sti­mo­nia­le su pre­ci­si ar­ti­co­la­ti svi­lup­pa­ti in me­mo­ria, con il teste Gae­ta­no Di Blasi, bri­ga­die­re capo a ri­po­so della guar­dia di fi­nan­za, che ri­co­pri­va il ruolo di se­gre­ta­rio par­ti­co­la­re del­l’as­ses­so­re.
Nella de­ne­ga­ta ipo­te­si di man­ca­to ac­co­gli­men­to del­l’in­vo­ca­ta scri­mi­nan­te po­li­ti­ca , l’ad­de­bi­to mosso non può che es­se­re im­pu­ta­to al’or­ga­no di ge­stio­ne e di di­re­zio­ne am­mi­ni­stra­ti­va, posto che il pro­ce­di­men­to posto in es­se­re dagli uf­fi­ci del­l’am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le esula dalle fun­zio­ni degli or­ga­ni di go­ver­no del­l’En­te le quali con­si­sto­no in fun­zio­ni di in­di­riz­zo e con­trol­lo po­li­ti­co am­mi­ni­stra­ti­vo.
Nes­su­na vio­la­zio­ne di norme giu­ri­di­che che re­go­la­no l’e­ser­ci­zio delle fun­zio­ni am­mi­ni­stra­ti­ve e alle sue pre­sun­te con­se­guen­ze dan­no­se per l’e­ra­rio, può im­pu­tar­si al dott. In­car­do­na, non sus­si­sten­do alcun ca­rat­te­re do­lo­so e, tan­to­me­no, gra­ve­men­te col­po­so nel com­por­ta­men­to posto in es­se­re dallo stes­so.
Da ul­ti­mo, pur ri­chie­den­do la com­ple­ta as­so­lu­zio­ne, da qual­si­vo­glia ad­de­bi­to, in via su­bor­di­na­ta, ha chie­sto che sia fatta ap­pli­ca­zio­ne del po­te­re ri­dut­ti­vo.
La Pro­cu­ra ha de­po­si­ta­to, in data 3 mag­gio 2013, me­mo­ria per re­pli­ca­re alle os­ser­va­zio­ni stese nelle me­mo­rie di­fen­si­ve, os­ser­van­do quan­to segue.
La pro­ce­du­ra pre­vi­sta negli ar­ti­co­li 2 e ss. del RD 639/1010 è par­ti­co­lar­men­te com­ples­sa e de­li­ca­ta e nulla ha al­le­ga­to la di­fe­sa per di­mo­stra­re la cor­ret­tez­za for­ma­le e so­stan­zia­le .
Dal­l’au­di­zio­ne del­l’Ar­ch. La­ca­gni­na si evin­ce che, alla data del 2 mag­gio 2013, il pro­ce­di­men­to di in­ca­me­ra­men­to di­spo­sto dalla D.​ssa Cor­sel­lo era in iti­ne­re e nes­su­na prova con­tra­ria è stata for­ni­ta.
Nes­su­na in­te­gra­zio­ne del con­trad­dit­to­rio è plau­si­bi­le nei con­fron­ti degli enti be­ne­fi­cia­ri, at­te­so che la vio­la­zio­ne degli ob­bli­ghi di ser­vi­zio è im­pu­ta­bi­le solo in capo ai fun­zio­na­ri che hanno dato im­pul­so ad una mera ri­chie­sta, priva di ri­le­van­za giu­ri­di­ca.
Con ul­te­rio­re me­mo­ria, de­po­si­ta­ta in data 10 mag­gio 2013, il con­ve­nu­to Di Fran­ce­sca Sal­va­to­re ha ec­ce­pi­to la vio­la­zio­ne ex art. 17, comma 30 te, de­cre­to legge 1 lu­glio 2009 n. 78, con­ver­ti­to in legge 102 /2009, ossia la nul­li­tà del­l’at­to di ci­ta­zio­ne.
Con ul­te­rio­re me­mo­ria ver­sa­ta in atti, in data 10 mag­gio 2013, la dott.​ssa Di Bar­to­lo ha in­si­sti­to nelle ec­ce­zio­ni e de­du­zio­ni am­pia­men­te ar­ti­co­la­te nella me­mo­ria de­po­si­ta­ta il 24 apri­le u.s; ha, poi, ec­ce­pi­to la nul­li­tà per vio­la­zio­ne del­l’art. 17 comma 30 ter de­cre­to legge 1 lu­glio 2009 n. 78, con­ver­ti­to in legge 3 ago­sto 2009 n. 102,
Ha ri­ba­di­to che, non aven­do mosso la Se­zio­ne di con­trol­lo della Corte dei conti mosso al­cu­na cen­su­ra ri­spet­to al­l’at­ti­vi­tà di in­te­gra­zio­ne a suo tempo per­fe­zio­na­ta, ciò, di fatto, ha fi­ni­to per con­for­ta­re l’o­pe­ra­to, anche, per le suc­ces­si­ve an­nua­li­tà.
Con ul­te­rio­re me­mo­ria ver­sa­ta in atti in data 10 mag­gio 2013, la dott.​ssa Russo ha in­si­sti­to nelle ec­ce­zio­ni e de­du­zio­ni già for­mu­la­te.
In data 13 mag­gio 2013 la Pro­cu­ra de­po­si­ta­va la nota del­l’avv. Anna Rosa Cor­sel­lo, di­ri­gen­te ge­ne­ra­le del­l’As­ses­so­ra­to re­gio­na­le dell’ Istru­zio­ne e For­ma­zio­ne Pro­fes­sio­na­le, priva, però, degli al­le­ga­ti ri­chia­ma­ti.
Al­l’u­dien­za del 13 mag­gio 2013, in via pre­li­mi­na­re, ve­ni­va ri­le­va­to il de­po­si­to della pre­ci­ta­ta nota del­l’avv. Cor­sel­lo.
Dopo aver sen­ti­to i di­fen­so­ri in­ter­ve­nu­ti sugli aspet­ti pre­li­mi­na­ri, ve­ni­va di­spo­sto il rin­vio del giu­di­zio, al fine di ac­qui­si­re la do­cu­men­ta­zio­ne ri­chia­ma­ta e, quin­di, per ga­ran­ti­re il con­trad­dit­to­rio.
Al ter­mi­ne della let­tu­ra del­l’or­di­nan­za, la Pro­cu­ra de­po­si­ta­va e met­te­va a di­spo­si­zio­ne la do­cu­men­ta­zio­ne ri­chia­ma­ta.
In data 26 no­vem­bre 2013, la di­fe­sa del­l’On.le dr. Raf­fae­le Lom­bar­do de­po­si­ta­va la nota prot. 67531 del 22/10/2013, a firma del di­ri­gen­te del ser­vi­zio ge­stio­ne in­ter­ven­ti in ma­te­ria di for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le, ar­chi­tet­to La­ca­gni­na.
Sem­pre il 26 no­vem­bre 2013 la dott.​ssa Russo ha de­po­si­ta­to me­mo­ria con la quale ha pre­ci­sa­to che è im­ma­nen­te nel si­ste­ma giu­ri­di­co non già” il prin­ci­pio di im­mo­di­fi­ca­bi­li­tà”, bensì quel­lo di au­to­tu­te­la, in pieno ri­spet­to del­l’art. 97 della Co­sti­tu­zio­ne, dal mo­men­to che la sua ap­pli­ca­zio­ne co­sti­tui­sce di­ret­ta at­tua­zio­ne dei ca­no­ni di im­par­zia­li­tà e buon an­da­men­to.
La di­fe­sa ha, poi, pre­ci­sa­to che, nel corso del­l’an­no, sono in­ter­ve­nu­ti i man­da­ti verdi, at­tra­ver­so i quali l’Am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le, me­dian­te lo stru­men­to della com­pen­sa­zio­ne con i cre­di­ti (per i nuovi pro­get­ti for­ma­ti­vi) van­ta­ti dagli Enti, ha pro­ce­du­to a re­cu­pe­ra­re l’in­te­ro im­por­to ri­te­nu­to danno era­ria­le dalla Pro­cu­ra.
In data 27 no­vem­bre 2013, i con­ve­nu­ti Di Bar­to­lo e Di Fran­ce­sca hanno de­po­si­ta­to ul­te­rio­re me­mo­ria per av­ver­sa­re le con­te­sta­zio­ni fatte dal PM.
Sem­pre in data 27 no­vem­bre 2013 la Pro­cu­ra ha de­po­si­ta­to me­mo­ria con la quale è stato ri­ba­di­to l’im­pian­to ac­cu­sa­to­rio, pe­ral­tro, con­for­ta­to dal­l’in­ter­ve­nu­ta sen­ten­za, n. 259/2013, della lo­ca­le Se­zio­ne di Ap­pel­lo della Corte dei Conti.
La dott.​ssa Mon­te­ros­so, in data 13 di­cem­bre 2013, ha de­po­si­ta­to me­mo­ria di­fen­si­va, de­du­cen­do l’im­pro­ce­di­bi­li­tà del­l’a­zio­ne di re­spon­sa­bi­li­tà per so­prav­ve­nu­ta ca­ren­za di in­te­res­se ad agire, posto che l’Am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le ha prov­ve­du­to al re­cu­pe­ro delle somme ero­ga­te a ti­to­lo di in­te­gra­zio­ne dei fi­nan­zia­men­ti a va­le­re sul Prof. 2007.
In par­ti­co­la­re, dai c.d. man­da­ti verdi de­po­si­ta­ti in atti, l’Am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le, a de­fi­ni­zio­ne delle pro­ce­du­re am­mi­ni­stra­ti­ve in au­to­tu­te­la per il re­cu­pe­ro del­l’in­de­bi­to og­get­ti­vo, ha in­ca­me­ra­to tutte le somme in pre­ce­den­za cor­ri­spo­ste (per un to­ta­le re­cu­pe­ra­to, pari a € 4.041.106,39).
Ne con­se­gue che, in re­la­zio­ne alle con­te­sta­zio­ni mosse alla dr.​ssa Mon­te­ros­so, l’Am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le ha prov­ve­du­to a re­cu­pe­ra­re, in­te­gral­men­te, tutte le somme ero­ga­te nei con­fron­ti dei so­prae­len­ca­ti enti di for­ma­zio­ne con il DDG n. 1116 del 18 giu­gno 2009 ( € 2.373.253,13) e DDG n. 3427 del 30/12/2009 ( € 1.281.055,26) per com­ples­si­vi € 3.654.308,39.
Es­sen­do ve­nu­to mento il con­te­sta­to danno, la pre­det­ta dovrà es­se­re as­sol­ta da ogni ad­de­bi­to.
Ad oggi, nes­sun danno pa­tri­mo­nia­le ri­sar­ci­bi­le, ai sensi degli ar­ti­co­li 2043, 2056 e 1123 cod. civ., sus­si­ste in fa­vo­re del­l’am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le.
Ha con­clu­so chie­den­do che sia espe­ri­ta istrut­to­ria, al fine di ac­qui­si­re ap­po­sta cer­ti­fi­ca­zio­ne at­te­stan­te l’e­sat­to am­mon­ta­re delle somme ef­fet­ti­va­men­te re­cu­pe­ra­te ed in­ca­me­ra­te nei con­fron­ti degli enti di for­ma­zio­ne ri­chia­ma­ti e che sia am­mes­sa prova te­sti­mo­nia­le nella per­so­na del­l’Ass. Stan­ca­nel­li su pre­ci­si ca­pi­to­li di do­man­da con­te­nu­ti nella me­mo­ria ri­chia­ma­ta.
In data 10 di­cem­bre 2013 la con­ve­nu­ta Espo­si­to Lo­re­da­na ha ec­ce­pi­to la man­can­za del nesso cau­sa­le, de­du­cen­do che l’o­mo­lo­ga di­ri­gen­te della ra­gio­ne­ria del­l’As­ses­so­ra­to Re­gio­na­le al la­vo­ro è stata pro­sciol­ta da ogni ad­de­bi­to dalla lo­ca­le Sez. di Ap­pel­lo con la ci­ta­ta sen­ten­za n. 259/2013.
In ogni caso nes­su­na con­dot­ta ri­pro­ve­vo­le è pos­si­bi­le scor­ge­re nella con­dot­ta della dott.​ssa Espo­si­to.
In più di un’oc­ca­sio­ne la Corte dei conti ha re­gi­stra­to i DDG che di­spo­ne­va­no l’in­te­gra­zio­ne dei fi­nan­zia­men­ti.
Ul­te­rio­ri me­mo­rie sono state ver­sa­te dai con­ve­nu­ti On.​li, In­car­do­na Car­me­lo e Gen­ti­le Luigi.
Con la prima, la di­fe­sa (avv.​ti Matta e Bul­la­ra) ha pre­ci­sa­to che l’Am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le ha, dap­pri­ma, prov­ve­du­to ad an­nul­la­re in au­to­tu­te­la i de­cre­ti di­ri­gen­zia­li con cui erano state di­spo­ste le in­te­gra­zio­ni dei fi­nan­zia­men­ti a va­le­re sui Prof. 2007 e, suc­ces­si­va­men­te, ha prov­ve­du­to al re­cu­pe­ro, in via de­fi­ni­ti­va, delle somme nei con­fron­ti dei quali non erano state an­co­ra ero­ga­te le con­te­sta­te in­te­gra­zio­ni.
A ciò si ag­giun­ga la cir­co­stan­za che gli Or­ga­ni giu­ri­sdi­zio­na­li in­ve­sti­ti della le­git­ti­mi­tà del­l’at­to hanno ne­ga­to la so­spen­sio­ne del­l’ef­fi­ca­cia degli atti im­pu­gna­ti, ri­te­nen­do, sotto il pro­fi­lo del fumus, do­ve­ro­sa la con­dot­ta del­l’am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le.
Es­sen­do state re­cu­pe­ra­te tutte le somme og­get­to del pre­sun­to danno era­ria­le, è ca­ren­te l’in­te­res­se (art.100 c.p.c).
Manca del tutto la colpa grave, at­te­so che l’Or­ga­no di con­trol­lo (Corte dei Conti) ha eser­ci­ta­to la re­gi­stra­zio­ne dei prov­ve­di­men­ti che, negli anni, si sono suc­ce­du­ti; poi, qua­lun­que de­ci­sio­ne av­ve­ni­va pre­via con­sul­ta­zio­ne del suo Capo di Ga­bi­net­to, dott.​ssa Maria Rosa Cor­sel­lo e del suo capo del­l’uf­fi­cio tec­ni­co, dott. Ales­san­dro Spal­let­ta.
La di­fe­sa (avv. Ru­bi­no) del­l’on. Gen­ti­le, nel de­po­si­ta­re me­mo­ria in data 16/12/2013, ha chie­sto che l’at­to di ci­ta­zio­ne sia di­chia­ra­to inam­mis­si­bi­le per so­prav­ve­nu­ta ca­ren­za di in­te­res­se alla pro­nun­cia.
Al­l’u­dien­za del 18 di­cem­bre 2013, il Pub­bli­co Mi­ni­ste­ro ri­quan­ti­fi­ca­va gli ad­de­bi­ti, te­nu­to conto di quan­to, ef­fet­ti­va­men­te re­cu­pe­ra­to, solo per i se­guen­ti sog­get­ti For­mi­ca Santi (€ 378.783,96), Russo Ales­san­dra (€ 378.783,96) , Di Bar­to­lo Maria Car­me­la ( € 473.654,83), Espo­si­to Lo­re­da­na ( € 473.654,83), Di Fran­ce­sca Sal­va­to­re (€ 108.223,99). Chie­de­va la con­dan­na, per gli altri con­ve­nu­ti, per gli im­por­ti ad­de­bi­ta­ti nel­l’at­to di ci­ta­zio­ne.
Gli av­vo­ca­ti in­ter­ve­nu­ti hanno ri­spet­ti­va­men­te rei­te­ra­to le con­clu­sio­ni for­mu­la­te in atti. La di­fe­sa del­l’On. Gen­ti­le, tra, l’al­tro, ha chie­sto la ri­mes­sio­ne alle Se­zio­ni riu­ni­te della Corte in or­di­ne ad un la­men­ta­to con­tra­sto tra la giu­ri­spru­den­za della lo­ca­le Se­zio­ne di Ap­pel­lo e la III Se­zio­ne Cen­tra­le in or­di­ne al­l’at­tua­li­tà del danno in pre­sen­za di “re­cu­pe­ri”.
DI­RIT­TO
1. La fat­ti­spe­cie sot­to­po­sta al­l’e­sa­me del Col­le­gio at­tie­ne al­l’ac­cer­ta­men­to di re­spon­sa­bi­li­tà am­mi­ni­stra­ti­va in capo agli odier­ni con­ve­nu­ti af­fe­ren­te ad un’i­po­te­si di danno era­ria­le de­ri­van­te dal­l’e­ro­ga­zio­ne di in­te­gra­zio­ni con­co­mi­tan­ti e suc­ces­si­ve alla de­fi­ni­zio­ne dei pro­get­ti am­mes­si al fi­nan­zia­men­to dei Prof. 2007, ac­cor­da­te a di­ver­si pro­get­ti di for­ma­zio­ne, alla cui pro­du­zio­ne avreb­be­ro con­cor­so, sep­pur con ap­por­ti cau­sa­li di­so­mo­ge­nei, i pro­ta­go­ni­sti, oggi qui con­ve­nu­ti, della se­quen­za pro­ce­di­men­ta­le esi­ta­ta con l’e­ro­ga­zio­ne dei pre­det­ti fi­nan­zia­men­ti ag­giun­ti­vi.
2. In via pre­li­mi­na­re va esa­mi­na­ta l’ec­ce­zio­ne di nul­li­tà del­l’at­to di ci­ta­zio­ne, ai sensi del­l’art. 17, comma 30 ter, del de­cre­to legge n. 78/2009 con­ver­ti­to in legge n. 102/2009, non­ché l’art. 1, comma 1, lett. c) n. 1, del de­cre­to legge n. 103/2009 con­ver­ti­to in legge n. 78/2009 (cd. lodo Ber­nar­do).
La let­tu­ra della norma con­sen­te di ri­le­va­re che le “Le Pro­cu­re della Corte dei conti pos­so­no ini­zia­re l’at­ti­vi­tà istrut­to­ria ai fini del­l’e­ser­ci­zio del­l’a­zio­ne di danno era­ria­le a fron­te di spe­ci­fi­ca e con­cre­ta no­ti­zia di danno, fatte salve le fat­ti­spe­cie di­ret­ta­men­te san­zio­na­te dalla legge. …”.
La lu­cu­zio­ne “spe­ci­fi­ca e con­cre­ta no­ti­zia di danno”, re­ca­ta dal­l’art. 17, comma 30-ter), è stata chia­ri­ta dalle Se­zio­ni riu­ni­te con sen­ten­za QM/12/2001, nei se­guen­ti ter­mi­ni: “Il ter­mi­ne no­ti­zia, co­mun­que non equi­pa­ra­bi­le a quel­lo di de­nun­zia, è da in­ten­der­si, se­con­do la co­mu­ne ac­ce­zio­ne, come dato co­gni­ti­vo de­ri­van­te da ap­po­si­ta co­mu­ni­ca­zio­ne, op­pu­re per­ce­pi­bi­le da stru­men­ti di in­for­ma­zio­ne di pub­bli­co do­mi­nio; l’ag­get­ti­vo spe­ci­fi­ca è da in­ten­der­si come in­for­ma­zio­ne che abbia una sua pe­cu­lia­ri­tà e in­di­vi­dua­li­tà e che non sia ri­fe­ri­bi­le ad una plu­ra­li­tà in­dif­fe­ren­zia­ta di fatti, tale da non ap­pa­ri­re ge­ne­ri­ca, bensì ra­gio­ne­vol­men­te cir­co­stan­zia­ta; l’ag­get­ti­vo con­cre­ta è da in­ten­der­si come obiet­ti­va­men­te at­ti­nen­te alla real­tà e non a mere ipo­te­si o sup­po­si­zio­ni. L’e­spres­sio­ne nel suo com­ples­so deve, per­tan­to, in­ten­der­si ri­fe­ri­ta non già ad una plu­ra­li­tà in­dif­fe­ren­zia­ta di fatti, ma ad uno o più fatti, ra­gio­ne­vol­men­te in­di­vi­dua­ti nei loro trat­ti es­sen­zia­li e non me­ra­men­te ipo­te­ti­ci, con ve­ro­si­mi­le pre­giu­di­zio per gli in­te­res­si fi­nan­zia­ri pub­bli­ci, onde evi­ta­re che l’in­da­gi­ne del PM con­ta­bi­le sia as­so­lu­ta­men­te li­be­ra nel suo og­get­to, as­sur­gen­do ad un non con­sen­ti­to con­trol­lo ge­ne­ra­liz­za­to”.
In tale con­te­sto, la no­ti­zia di danno per fun­ge­re da pre­sup­po­sto del­l’at­ti­vi­tà di in­da­gi­ne del pub­bli­co mi­ni­ste­ro è suf­fi­cien­te che rap­pre­sen­ti, nei suoi trat­ti sa­lien­ti, un fatto co­sti­tuen­te ( al­me­no astrat­ta­men­te) un il­le­ci­to con­ta­bi­le, dal mo­men­to che ogni ul­te­rio­re va­lu­ta­zio­ne è ri­mes­sa dal­l’or­di­na­men­to, dap­pri­ma, al­l’or­ga­no re­qui­ren­te al­l’e­si­to della mi­ra­ta at­ti­vi­tà istrut­to­ria, e suc­ces­si­va­men­te al giu­di­ce, a con­clu­sio­ne del giu­di­zio di me­ri­to.
I re­qui­si­ti di cui sopra sus­si­sto­no ogni­qual­vol­ta la no­ti­zia sia in grado di in­di­riz­za­re l’at­ti­vi­tà di in­da­gi­ne del pub­bli­co mi­ni­ste­ro in una di­re­zio­ne ben de­ter­mi­na­ta, con esclu­sio­ne di in­da­gi­ni a tap­pe­to su un in­te­ro am­bi­to ope­ra­ti­vo del­l’Am­mi­ni­stra­zio­ne “pre­sun­ta” dan­neg­gia­ta.
Nella spe­cie un espo­sto in­di­ca­va, chia­ra­men­te, che la pra­ti­ca delle in­te­gra­zio­ni era esplo­sa negli anni 2007-2008-2009, e con mo­da­li­tà meno tra­spa­ren­ti... e sol­le­ci­ta­va at­ti­vi­tà istrut­to­ria.
Per le ra­gio­ni sopra espo­ste, l’ec­ce­zio­ne (for­mu­la­ta in­zi­la­men­te dalla dott.​ssa Russo e , poi, da altri con­ve­nu­ti) , va ri­get­ta­ta.
3.​Eccezione di ces­sa­zio­ne della ma­te­ria del con­ten­de­re non­ché im­pro­ce­di­bil­tà e ca­ren­za di in­te­res­se.
Il Col­le­gio non re­pu­ta ac­co­gli­bi­le la ri­chie­sta for­mu­la­ta dai con­ve­nu­ti, tutti, di de­cla­ra­to­ria di ces­sa­zio­ne della ma­te­ria del con­ten­de­re.
Le di­fe­se si sono pro­di­ga­te a ver­sa­re i DDG di re­vo­ca in au­to­tu­te­la delle in­te­gra­zio­ni e con­te­stua­le in­giun­zio­ne a re­sti­tuir­le, sia i suc­ces­si­vi DDG di ac­cer­ta­men­to in en­tra­ta e di con­te­stua­le or­di­ne di ver­sa­men­to me­dian­te man­da­ti verdi sulle quote del­l’av­vi­so 20 spet­tan­ti agli enti.
Sul punto, in pre­mes­sa, deve pre­ci­sar­si che, in ef­fet­ti, il DDG n. 498 del 20/2/2013 di an­nul­la­men­to in au­to­tu­te­la dei ddg. di in­te­gra­zio­ne e con­te­stua­le in­giun­zio­ne agli enti di re­sti­tu­zio­ne delle somme ri­te­nu­te non do­vu­te, com­pren­de sia le in­te­gra­zio­ni al Prof 2009, già con­te­sta­ta in altro giu­di­zio ad altri con­ve­nu­ti, sia le in­te­gra­zio­ni al Prof. 2007 oggi con­te­sta­te; inol­tre anche il DDG 1522 del 12/4/2013 di in­ca­me­ra­men­to e ac­cer­ta­men­to in en­tra­ta è unico, con evi­den­te im­pos­si­bi­li­tà di im­pu­ta­re i re­cu­pe­ri alle spe­ci­fi­che in­te­gra­zio­ni.
Si ag­giun­ga che, av­ver­so gli atti di in­giun­zio­ne, sono stati no­ti­fi­ca­ti ri­cor­si in op­po­si­zio­ne di­nan­zi al giu­di­ce or­di­na­rio .
Il danno, al­lo­ra , va con­si­de­ra­to, certo, at­tua­le e con­cre­to, non po­ten­do­si de­su­me­re al­cu­na ef­fi­ca­cia estin­ti­va da un ti­to­lo ese­cu­ti­vo non con­so­li­da­to.
In­fat­ti, se il cre­di­to del­l’am­mi­ni­stra­zio­ne è con­di­zio­na­to da un con­ten­zio­so pen­den­te (in virtù del­l’op­po­si­zio­ne al­l’in­giun­zio­ne), mai può ri­te­ner­si un cre­di­to, certo, at­tua­le e con­cre­to.
Cer­ta­men­te, ferme re­stan­do le pe­cu­lia­ri­tà del giu­di­zio di re­spon­sa­bi­li­tà am­mi­ni­stra­ti­va e la sua piena espe­ri­bi­li­tà, pur nel caso in cui l’am­mi­ni­stra­zio­ne dan­neg­gia­ta possa av­va­ler­si di stru­men­ti al­ter­na­ti­vi per ot­te­ne­re il ri­sto­ro del pre­giu­di­zio pa­tri­mo­nia­le su­bi­to, l’op­po­si­zio­ne agli atti di in­giun­zio­ne non può de­ter­mi­na­re al­cu­na ef­fi­ca­cia estin­ti­va del danno con­te­sta­to.
In tal senso co­stan­te è l’o­rien­ta­men­to della giu­ri­spru­den­za della lo­ca­le Corte dei Cont, Se­zio­ne di Ap­pel­lo (cfr. nn. 131/2013 e, ap­pun­to, la evo­ca­ta n. 259/A/2013).
Il re­cu­pe­ro, di cui si ha cer­tez­za, è stato in­di­ca­to dal Pro­cu­ra­to­re che, in li­mi­ne litis, ha ri­di­men­sio­na­to l’ad­de­bi­to nei con­fron­ti di al­cu­ni degli odier­ni con­ve­nu­ti.
Evi­den­te­men­te, delle somme ul­te­rio­ri che, nelle more del­l’e­ven­tua­le gra­va­me, po­tran­no es­se­re real­men­te re­cu­pe­ra­te, dovrà te­ner­si conto in sede di ese­cu­zio­ne della pre­sen­te sen­ten­za.
Del resto ci tro­via­mo di­nan­zi ad azio­ni di­ver­se.
L’a­zio­ne della Re­gio­ne è nei con­fron­ti degli enti che hanno fruit, in­de­bi­ta­men­te, delle in­di­ca­te in­te­gra­zio­ni dei fi­nan­zia­men­ti. Quel­la della Pro­cu­ra è di­ret­ta nei con­fron­ti di sog­get­ti di­ver­si. Di­ver­sa è, al­l’e­vi­den­za, la causa pe­ten­di.
Nel caso in spe­cie, l’Am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le ha espres­sa­men­te ri­spo­sto, con nota del 22 no­vem­bre 2013, che la mag­gior parte degli enti (IS­STREF, Cefop, Ce­si­fop, Ciofs-FP, Iripa Si­ci­lia, Ecap di Agri­gen­to, Ite­re­fop, Aram, Anfe, Ca­ta­nia, Anfe de­le­ga­zio­ne Si­ci­lia) ha im­pu­gna­to gli atti di in­giun­zio­ne.
Pe­ral­tro, il di­ri­gen­te del ser­vi­zio che ha cu­ra­to i man­da­ti verdi, Arch. La­ca­gni­na, ha tra­smes­so con nota del 27 no­vem­bre 2013, ver­sa­ta in atti dalla Pro­cu­ra, un pro­spet­to rie­pi­lo­ga­ti­vo che dà con­tez­za, per cia­scun ente, degli im­por­ti dei DDG di in­te­gra­zio­ne ri­por­ta­ti nella ta­bel­la in­di­ca­ti nel­l’at­to di ci­ta­zio­ne ( pagg. 18-20); degli im­por­ti ac­cer­ta­ti in en­tra­ta con DDG; degli im­por­ti re­cu­pe­ra­ti me­dian­te man­da­ti verdi ( trat­te­nen­do gli ac­con­ti del­l’Av­vi­so 20); degli im­por­ti re­cu­pe­ra­ti con ver­sa­men­to spon­ta­neo.
Sol­tan­to per gli enti che non hanno im­pu­gna­to le in­giun­zio­ni, ver­san­do spon­ta­nea­men­te quan­to do­vu­to, può pre­di­car­si, allo stato, ef­fi­ca­cia estin­ti­va del danno.
Pa­ri­men­ti non ac­co­gli­bi­le, per le ra­gio­ni sopra espo­ste, è la ri­chie­sta degli odier­ni con­ve­nu­ti di rin­vio del giu­di­zio in at­te­sa della de­fi­ni­zio­ne delle pro­ce­du­re di re­cu­pe­ro (in­tra­pre­se dal­l’Am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le) delle in­te­gra­zio­ni con­ces­se agli Enti.
Te­nu­to conto di tali no­ta­zio­ni, oc­cor­re re­spin­ge­re la ri­chie­sta (for­mu­la­ta dalla di­fe­sa del­l’On. Gen­ti­le) di ri­mes­sio­ne, alle Se­zio­ni riu­ni­te di que­sta Corte, della que­stio­ne di mas­si­ma re­la­ti­va al­l’as­se­ri­to re­cu­pe­ro per in­te­ro delle somme e, dun­que, della in­sus­si­sten­za del danno.
La po­stu­la­ta ri­mes­sio­ne è stata avan­za­ta per con­tra­sto (as­se­ri­to) della giu­ri­spru­den­za della lo­ca­le Se­zio­ne di Ap­pel­lo della Corte con quel­la della III Se­zio­ne cen­tra­le ( sen­ten­za 187/2007).
In real­tà, in di­spar­te quan­to sopra evi­den­zia­to, sol pre­stan­do at­ten­zio­ne alla sen­ten­za evo­ca­ta (sen­ten­za della III Se­zio­ne cen­tra­le, n. 187/2007), si legge te­stual­men­te che “ anche se è in­du­bi­ta­bi­le che il re­cu­pe­ro di cui al­l'art. 3 r.d.l. n. 295/1939 non esclu­de il giu­di­zio di re­spon­sa­bi­li­tà am­mi­ni­stra­ti­va a ca­ri­co di co­lo­ro che ab­bia­no di­spo­sto o con­sen­ti­to gli in­de­bi­ti pa­ga­men­ti di re­tri­bu­zio­ni o pen­sio­ni, tale giu­di­zio non può pre­scin­de­re dall’ at­tua­li­tà del danno, re­qui­si­to che, come esat­ta­men­te af­fer­ma­to dalla Se­zio­ne ter­ri­to­ria­le, non può coe­si­ste­re con un pro­ce­di­men­to di re­cu­pe­ro in atto il cui prov­ve­di­men­to di­spo­si­ti­vo non sia stato im­pu­gna­to dalla parte de­bi­tri­ce”.
La man­can­za, già nella de­li­nea­ta pro­spet­ta­zio­ne, di alcun con­tra­st, rende age­vo­le la reie­zio­ne della ri­chie­sta in esame.
4. Il Di Fran­ce­sca ha, poi, de­dot­to la nul­li­tà o co­mun­que im­pro­ce­di­bi­li­tà o inam­mis­si­bi­li­tà della ci­ta­zio­ne per vio­la­zio­ne del­l’art. 163 cpc. e art. 3 r.d. 13/8/1933 n. 1038.
L'ec­ce­zio­ne è priva di pre­gio.
Que­st’ul­ti­ma (di­fe­sa) ha con­tro­de­dot­to non ge­ne­ri­ca­men­te, ma pun­tual­men­te in or­di­ne ai fatti im­pu­ta­ti a cia­scun sin­go­lo con­ve­nu­to (C. Conti Lazio, Sez. giu­ri­sdiz., 03/12/2010, n. 2350): ciò di­mo­stra, sem­mai, la com­ple­tez­za e con­tez­za degli ele­men­ti of­fer­ti dal PM.
In di­spar­te tali con­si­de­ra­zio­ni, l’at­to in­tro­dut­ti­vo ap­pa­re tutto fuor­chè ge­ne­ri­co e in­de­ter­mi­na­to.
Certo, la pro­spet­ta­zio­ne può es­se­re con­di­vi­si­bi­le o meno, ma non può pre­di­car­si, af­fat­to, un’as­se­ri­ta in­de­ter­mi­na­tez­za o ge­ne­ri­ci­tà.
5. Va, del pari, ri­get­ta­ta l’ec­ce­zio­ne di com­pen­sa­zio­ne sol­le­va­ta dalla di­fe­sa della dott.​ssa Mon­te­ros­so, nel ri­fles­so che l’Am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le avreb­be com­pen­sa­to i pro­pri cre­di­ti verso gli enti di for­ma­zio­ne, de­ri­van­ti dal­l’an­nul­la­men­to in au­to­tu­te­la delle in­te­gra­zio­ni, con i pro­pri de­bi­ti verso i me­de­si­mi enti, emer­gen­ti dai pro­get­ti for­ma­ti­vi fi­nan­zia­ti negli anni suc­ces­si­vi.
Rebus sic stan­ti­bus, trat­ta­si, però , di un cre­di­to che non può tro­va­re com­pen­sa­zio­ne con il de­bi­to at­tua­le in quan­to, ai fini della com­pen­sa­zio­ne, oc­cor­re che i cre­di­ti siano certi , li­qui­di ed esi­gi­bi­li.
Sul punto, si os­ser­va che, nel caso in spe­cie, non vi è af­fat­to cer­tez­za del cre­di­to, per­ché i cre­di­ti sono di­so­mo­ge­nei e per­ché non ven­go­no fatte le ren­di­con­ta­zio­ni.
6. Sem­pre in via pre­li­mi­na­re, il Col­le­gio deve esa­mi­na­re la ri­chie­sta for­mu­la­ta dalle parti di in­te­gra­zio­ne del con­trad­dit­to­rio nei con­fron­ti degli Enti be­ne­fi­cia­ri, nei con­fron­ti di altri sog­get­ti che do­vreb­be­ro, se del caso, ri­spon­de­re a pieno ti­to­lo della re­spon­sa­bi­li­tà oggi con­te­sta­ta ( dott.​ri. Cen­tor­ri­no, Al­bert e Ra­gio­nie­re Ge­ne­ra­le pro tem­po­re della Re­gio­ne Si­ci­lia­na e com­po­nen­ti della CRI ).
La ri­chie­sta è in­fon­da­ta.
An­zi­tut­to, si ri­cor­da che la plu­ri­sog­get­ti­vi­tà dei rap­por­ti ob­bli­ga­to­ri, anche ri­sar­ci­to­ri, non con­fi­gu­ra una con­di­zio­ne per il li­ti­scon­sor­zio ne­ces­sa­rio.
Re­pu­ta, in­fat­ti, il Col­le­gio che non sia con­sen­ti­to alla Corte dei conti di­spor­re l'in­te­gra­zio­ne del con­trad­dit­to­rio nei con­fron­ti di sog­get­ti ini­zial­men­te non con­ve­nu­ti in giu­di­zio sulla base di mo­ti­va­te ar­go­men­ta­zio­ni con­te­nu­te nel­l'at­to in­tro­dut­ti­vo del giu­di­zio, anche per ef­fet­to del­l’in­ter­ve­nu­ta mo­di­fi­ca­zio­ne degli ele­men­ti che ca­rat­te­riz­za­no la re­spon­sa­bi­li­tà am­mi­ni­stra­ti­va, quali la par­zia­rie­tà e la per­so­na­li­tà, che im­pon­go­no al giu­di­ce di va­lu­ta­re ed even­tual­men­te con­dan­na­re cia­scun con­cor­ren­te esclu­si­va­men­te per l'ef­fi­cien­za cau­sa­le che il suo com­por­ta­men­to ha as­sun­to nella pro­du­zio­ne del danno, a pre­scin­de­re da quel­lo di ipo­te­ti­ci cor­re­spon­sa­bi­li ( C. Conti Si­ci­lia, Sez. giu­ri­sdiz., 26/02/2001, n.22).
Del resto, la pro­spet­ta­zio­ne del danno (fatta dal re­qui­ren­te)
è cor­re­la­ta al com­por­ta­men­to dei vari sog­get­ti, che, agen­do in con­tra­sto con i do­ve­ri di uf­fi­cio in vio­la­zio­ne della nor­ma­ti­va di ri­fe­ri­men­to, avreb­be­ro ri­te­nu­to am­mis­si­bi­le e, quin­di, con­ces­so ed ero­ga­to il fi­nan­zia­men­to in­te­gra­ti­vo in ac­co­gli­men­to delle ri­chie­ste re­la­ti­ve ad un pre­sun­to mag­gio­re costo che sa­reb­be stato so­ste­nu­to per il per­so­na­le ap­pli­ca­to nella ge­stio­ne dei pro­get­ti in que­stio­ne. Ciò viene a co­sti­tui­re spesa che non può es­se­re com­pre­sa nei pro­get­ti ap­pro­va­ti, in quan­to ec­ce­den­te i fi­nan­zia­men­ti as­se­gna­ti per l’an­no 2007; il danno è , dun­que, pre­di­ca­bi­le sol­tan­to come con­se­guen­za della con­dot­ta im­pu­ta­bi­le agli odier­ni con­ve­nu­ti, ri­te­nu­ti re­spon­sa­bi­li nella pro­spet­ta­zio­ne at­to­rea.
7. Di­sat­te­se le ec­ce­zio­ni pre­li­mi­na­ri, re­pu­ta il Col­le­gio di dover esa­mi­na­re l’ec­ce­zio­ne di pre­scri­zio­ne del di­rit­to al ri­sar­ci­men­to del danno sol­le­va­ta dai con­ve­nu­ti Russo, Di Fran­ce­sca e Di Bar­to­lo.
L’ec­ce­zio­ne è in­fon­da­ta.
Com'è noto, ai sensi del­l'art. 1 comma 2, della legge n. 20 del 14 gen­na­io 1994, come so­sti­tui­to dal­l'art. 3, comma 1, lett. B) l. 20.12.1996, n. 639, il di­rit­to al ri­sar­ci­men­to del danno era­ria­le si pre­scri­ve in cin­que anni, de­cor­ren­ti dalla data in cui si è ve­ri­fi­ca­to il fatto dan­no­so, ov­ve­ro, in caso di oc­cul­ta­men­to do­lo­so del danno, dalla data della sua sco­per­ta.
Per fatto dan­no­so deve in­ten­der­si, in ge­ne­ra­le, non il mo­men­to del com­por­ta­men­to dif­for­me dalle re­go­le, ma quel­lo del ve­ri­fi­car­si del­l'e­ven­tus damni: è da tale mo­men­to che l'or­ga­no in­qui­ren­te con­ta­bi­le può le­git­ti­ma­men­te eser­ci­ta­re l'ac­tio damni (ex plu­ri­mis, C.​conti Sez. I n. 130 del 12.05.1998; id. n. 441 del 16.12.2002;id Sez. II n. 339 del 11.11.2002).
In par­ti­co­la­re, la giu­ri­spru­den­za con­so­li­da­ta di que­sta Corte af­fer­ma che, in tema di re­spon­sa­bi­li­tà per ero­ga­zio­ne di somme non do­vu­te, la pre­scri­zio­ne de­cor­re dal mo­men­to in cui av­vie­ne il pa­ga­men­to, senza che si debba tener conto della data del fatto che ha reso do­vu­ta l'e­ro­ga­zio­ne (ex mul­tis, C.​conti, Sez. Giur.​le I n. 272 del 01.08.2002; id. Sez. I n. 304 del 18.09.2003; id. Sez. II n. 97 del 26.03.2002; id. Sez. III n. 343 del 23.07.2003).
Non v’è dub­bio che nes­su­na pre­scri­zio­ne può dirsi de­cor­sa, con­si­de­ra­te le date di ero­ga­zio­ne dei fi­nan­zia­men­ti, tanto più che l’at­to di ci­ta­zio­ne ri­sul­ta pre­ce­du­to da in­vi­ti a de­dur­re con va­len­za in­ter­rut­ti­va della pre­scri­zio­ne (C. Conti, Sez. riu­ni­te, 20/12/2000, n.14).
8. Si passa ora ad esa­mi­na­re la ri­chie­sta for­mu­la­ta, in via istrut­to­ria, di pro­ce­de­re all’ am­mis­sio­ne della prova per testi non­ché di ac­qui­si­zio­ne di do­cu­men­ta­zio­ne.
Or­be­ne, la pre­vi­sio­ne di cui al­l'art. 15 r.d. 13 ago­sto 1933 n. 1038, se­con­do cui la Corte dei conti può "di­spor­re l'as­sun­zio­ne di te­sti­mo­ni ed am­met­te­re gli altri mezzi istrut­to­ri che cre­de­rà del caso...", trova ap­pli­ca­zio­ne ove si trat­ti di ac­qui­si­re prove o mezzi di prova da for­ma­re in giu­di­zio e in oc­ca­sio­ne di esso (prove co­sti­tuen­de), me­dian­te ope­ra­zio­ni che ven­go­no com­piu­te dal giu­di­ce per la co­gni­zio­ne dei fatti ri­le­van­ti per la de­ci­sio­ne.
Si ri­le­va, però, che le de­dot­te prove non ap­pa­io­no ri­le­van­ti ai fini del de­ci­de­re, te­nu­to conto del ma­te­ria­le pro­ba­to­rio con­te­nu­to nel fa­sci­co­lo pro­ces­sua­le.
9. Quan­to ai pro­fi­li del me­ri­to si os­ser­va quan­to segue.
9.1. Le norme che in­te­gra­no la di­sci­pli­na qua­dro di ri­fe­ri­men­to nel­l’am­bi­to della Re­gio­ne Si­ci­lia sono con­te­nu­te nella LR 6 marzo 1976, n. 24, ru­bri­ca­ta «Ad­de­stra­men­to pro­fes­sio­na­le dei la­vo­ra­to­ri».
In virtù di tale legge, l’a­zio­ne for­ma­ti­va è tesa ad of­fri­re un ser­vi­zio pub­bli­co volto a fa­vo­ri­re lo svi­lup­po della per­so­na­li­tà, della cul­tu­ra e delle ca­pa­ci­tà tec­ni­che dei la­vo­ra­to­ri, e po­ten­zia­re le oc­ca­sio­ni di più ele­va­ta ca­pa­ci­tà pro­fes­sio­na­le, onde age­vo­la­re l'al­lar­ga­men­to delle pos­si­bi­li­tà di oc­cu­pa­zio­ne (art. 1, comma 2).
Ruolo fon­da­men­ta­le per la con­cre­ta at­tua­zio­ne di tale azio­ne as­su­me l’As­ses­so­ra­to Re­gio­na­le del La­vo­ro e della Coo­pe­ra­zio­ne (ora del­l’I­stru­zio­ne e della For­ma­zio­ne Pro­fes­sio­na­le), one­ra­to di pro­muo­ve­re, pro­gram­ma­re, di­ri­ge­re e coor­di­na­re le ini­zia­ti­ve di for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le (art. 1, comma 1).
L'As­ses­so­ra­to, in base alla pre­vi­sio­ne con­te­nu­ta nel­l’art. 4, rea­liz­za i corsi e le altre ini­zia­ti­ve for­ma­ti­ve av­va­len­do­si, fra l’al­tro, per quan­to di ri­lie­vo in que­sta sede, «degli enti giu­ri­di­ca­men­te ri­co­no­sciu­ti o di fatto e delle loro re­la­ti­ve forme as­so­cia­ti­ve, che ab­bia­no per fine, senza scopo di lucro, la for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le».
L’art. 5 pre­ve­de che l’As­ses­so­ra­to re­gio­na­le «pro­ce­de ogni anno alla ela­bo­ra­zio­ne del piano re­gio­na­le per la for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le», volto, fra l’al­tro, a «c) ope­ra­re una ri­go­ro­sa se­le­zio­ne delle ini­zia­ti­ve da am­met­te­re a con­tri­bu­to, sotto il pro­fi­lo del­l'ef­fi­cien­za e del­l'i­do­nei­tà tec­ni­ca dei cen­tri e del­l'a­de­ren­za delle pro­po­ste ai pro­gram­mi re­gio­na­li».
Per il fi­nan­zia­men­to del­l’at­ti­vi­tà di for­ma­zio­ne ester­na­liz­za­ta, l’art. 9 della legge re­gio­na­le di­spo­ne che, l’Am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le, oltre a farsi ca­ri­co del­l’o­ne­re re­la­ti­vo al­l’as­se­gno gior­na­lie­ro di fre­quen­za da cor­ri­spon­de­re a cia­scun al­lie­vo e degli oneri per la si­ste­ma­zio­ne con­vit­tua­le o se­mi-con­vit­tua­le per gli al­lie­vi me­de­si­mi, ero­ghi un con­tri­bu­to che «potrà, inol­tre, co­pri­re le spese re­la­ti­ve:
a) al­l'as­si­sten­za fi­sio­psi­chi­ca ai fini del­l'o­rien­ta­men­to pro­fes­sio­na­le ed alle vi­si­te me­di­che pe­rio­di­che (…);
b) al­l'ac­qui­sto del ma­te­ria­le di­dat­ti­co e di ra­pi­do con­su­mo nella mi­su­ra mi­ni­ma di una quota al­lie­vo (…);
c) al tra­spor­to degli al­lie­vi che non usu­frui­sco­no di si­ste­ma­zio­ne con­vit­tua­le;
d) agli oneri re­la­ti­vi al­l'as­si­cu­ra­zio­ne con­tro gli in­for­tu­ni per gli al­lie­vi e per il per­so­na­le ad­det­to ai corsi;
e) alla re­tri­bu­zio­ne ed agli oneri so­cia­li di legge e con­trat­tua­li per il per­so­na­le degli enti;
f) al­l'ac­qui­sto di mac­chi­na­ri ed at­trez­za­tu­re, agli am­mor­ta­men­ti, alla ma­nu­ten­zio­ne degli im­mo­bi­li, al­l'am­plia­men­to e riam­mo­der­na­men­to dei cen­tri, al­l'e­li­mi­na­zio­ne delle bar­rie­re ar­chi­tet­to­ni­che;
g) al­l'or­ga­niz­za­zio­ne e ge­stio­ne dei cen­tri e dei corsi di for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le;
h) al fun­zio­na­men­to delle com­mis­sio­ni di cui al­l'art. 12 ed al­l'art. 15.
i) alla re­tri­bu­zio­ne ed ai re­la­ti­vi oneri so­cia­li per gli ope­ra­to­ri do­cen­ti e non do­cen­ti degli enti di for­ma­zio­ne, nel pe­rio­do che in­ter­cor­re tra la chiu­su­ra di un anno for­ma­ti­vo e l'i­ni­zio del suc­ces­si­vo e per un mas­si­mo di due mesi ogni anno o fra­zio­ne di anno non in­fe­rio­re a sette mesi di ser­vi­zio (…)».
9.2. Nel­l’am­bi­to di tali pre­vi­sio­ni nor­ma­ti­ve, ar­ric­chi­te dalle pre­scri­zio­ni di prin­ci­pio con­te­nu­te nella “Legge qua­dro in ma­te­ria di for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le” 21/12/1978, n. 845 e da altre pre­scri­zio­ni di det­ta­glio di fonte re­gio­na­le, l’Am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le ha ema­na­to la Cir­co­la­re 11 giu­gno 2004, n. 6, con­te­nen­te le “Di­ret­ti­ve per la pre­sen­ta­zio­ne delle istan­ze, lo svol­gi­men­to e la ren­di­con­ta­zio­ne dei pro­get­ti for­ma­ti­vi”.
In tale atto l’am­mi­ni­stra­zio­ne for­ni­va in­di­ca­zio­ni in via ge­ne­ra­le e astrat­ta in or­di­ne alle mo­da­li­tà cui do­ve­va­no com­por­tar­si in fu­tu­ro i pro­pri di­pen­den­ti e i pro­pri uf­fi­ci. In par­ti­co­la­re ve­ni­va spe­ci­fi­ca­to che, ai fini della par­te­ci­pa­zio­ne alla se­le­zio­ne an­nual­men­te ban­di­ta, gli enti in­te­res­sa­ti do­ve­va­no pre­sen­ta­re istan­za di fi­nan­zia­men­to per i pro­get­ti for­ma­ti­vi.
L’im­por­to del­l’au­spi­ca­to fi­nan­zia­men­to è pre­ven­ti­va­to dal ri­chie­den­te con­si­de­ran­do le ca­te­go­rie di spese am­mis­si­bi­li, espres­sa­men­te pre­vi­ste.
Una volta ope­ra­ta la se­le­zio­ne, viene re­dat­to il Piano re­gio­na­le del­l’Of­fer­ta For­ma­ti­va re­la­ti­vo al­l’an­no di ri­fe­ri­men­to, nel quale, per cia­scun pro­get­to for­ma­ti­vo, è de­ter­mi­na­to l’am­mon­ta­re del fi­nan­zia­men­to.
A ter­mi­ni del cap. II, par. 6, 3° cpv, «Per i pro­get­ti in­se­ri­ti nel Piano re­gio­na­le del­l’Of­fer­ta For­ma­ti­va - P.R.O.F – il tetto mas­si­mo delle ri­sor­se ri­co­no­sci­bi­li è rap­pre­sen­ta­to dagli im­por­ti as­se­gna­ti con i prov­ve­di­men­ti di fi­nan­zia­men­to».
La Cir­co­la­re (Cap. V, par. 9) pre­ve­de, poi, che, nel­l’i­po­te­si in cui l’in­ter­ven­to ri­sul­ti am­mes­so a fi­nan­zia­men­to, il rap­por­to del sog­get­to se­le­zio­na­to con il Di­par­ti­men­to re­gio­na­le della For­ma­zio­ne Pro­fes­sio­na­le sia re­go­la­to da ap­po­si­to atto di ade­sio­ne, se­con­do un mo­del­lo pre­de­ter­mi­na­to, al­le­ga­to alla cir­co­la­re, che dovrà es­se­re sot­to­scrit­to prima del­l’av­vio, pena l’i­nam­mis­si­bi­li­tà delle spese so­ste­nu­te an­te­ce­den­te­men­te. In tale mo­del­lo è pre­vi­sto che il sog­get­to se­le­zio­na­to per svol­ge­re l’at­ti­vi­tà for­ma­ti­va espres­sa­men­te ac­cet­ti «che il fi­nan­zia­men­to as­se­gna­to con il prov­ve­di­men­to am­mi­ni­stra­ti­vo di am­mis­sio­ne ci­ta­to nel pre­sen­te atto di ade­sio­ne è solo prov­vi­so­ria­men­te ri­co­no­sciu­to e co­sti­tui­sce li­mi­te mas­si­mo di spesa».
L’ in­su­pe­ra­bi­li­tà del fi­nan­zia­men­to è ri­ba­di­ta anche nel Cap. III, par. 1.1. 6° cpv, ove, nel di­sci­pli­na­re gli “obiet­ti­vi, mo­da­li­tà e ter­mi­ni di pre­sen­ta­zio­ne delle istan­ze”, si af­fer­ma che «Il fi­nan­zia­men­to con­ces­so rap­pre­sen­ta la mi­su­ra mas­si­ma del con­tri­bu­to ero­ga­bi­le, anche nel­l’i­po­te­si in cui le spese am­mis­si­bi­li e do­cu­men­ta­te su­pe­ri­no quel­le pre­ven­ti­va­te» non­ché nel Cap. VIII, par. 1.1, ri­guar­dan­te la re­go­la­men­ta­zio­ne del­l’at­ti­vi­tà di ve­ri­fi­ca degli uf­fi­ci sui ren­di­con­ti dei be­ne­fi­cia­ri del fi­nan­zia­men­to, dove è pre­vi­sto che «Il fi­nan­zia­men­to con­ces­so rap­pre­sen­ta la mi­su­ra mas­si­ma del con­tri­bu­to ero­ga­bi­le, anche nel­l’i­po­te­si in cui le spese am­mis­si­bi­li e do­cu­men­ta­te su­pe­ri­no quel­le pre­ven­ti­va­te».
Tale cir­co­la­re, dun­que, ri­ba­di­sce, più volte e a chia­re let­te­re, il prin­ci­pio se­con­do cui la con­si­sten­za del fi­nan­zia­men­to de­ter­mi­na­ta nel PROF co­sti­tui­sce una so­glia non su­pe­ra­bi­le.
9.3. Ne­ces­si­ta ac­cla­ra­re se tale li­mi­te si im­po­ne­va anche in re­la­zio­ne al PROF 2007, cui af­fe­ri­sco­no i pro­get­ti ri­fi­nan­zia­ti sopra spe­ci­fi­ca­ti.
Tale ve­ri­fi­ca è det­ta­ta dal ri­lie­vo, messo in luce dai con­ve­nu­ti, che la pre­ci­ta­ta cir­co­la­re aveva una «va­li­di­tà ge­ne­ra­le sino al 31 di­cem­bre 2006». Dun­que, se­con­do, la de­du­zio­ne sol­le­va­ta, ri­sul­te­reb­be ca­ren­te di forza pre­cet­ti­va nel pe­rio­do cui si ri­fe­ri­sco­no i fatti di causa.
Come già ri­te­nu­to da que­sta Se­zio­ne, in altra com­po­si­zio­ne (sen­ten­za n. 2947/2012), la do­glian­za non è con­di­vi­si­bi­le.
Sem­bra ba­ste­vo­le, per con­fu­tar­la, ri­le­va­re che il con­te­nu­to com­ples­si­vo della pre­vi­sio­ne ri­guar­dan­te il li­mi­te tem­po­ra­le fi­na­le del­l’ef­fi­ca­cia della cir­co­la­re non in­du­ce, in alcun modo, a ri­te­ne­re che, alla data in­di­ca­ta, avreb­be avuto luogo il com­ple­to ed ir­re­ver­si­bi­le de­po­ten­zia­men­to della forza pre­cet­ti­va del­l’at­to.
L’in­di­ca­zio­ne della data è ac­com­pa­gna­ta, in­fat­ti, dalla pun­tua­liz­za­zio­ne che «ed è sog­get­ta ad in­te­gra­zio­ni e ag­gior­na­men­ti pe­rio­di­ci, qua­lo­ra ne­ces­sa­ri».
Que­sta for­mu­la sa­reb­be su­per­flua se, con essa, l’Am­mi­ni­stra­zio­ne aves­se vo­lu­to af­fer­ma­re il man­te­ni­men­to del po­te­re di emen­da­re il con­te­nu­to della cir­co­la­re: con o senza quel­la pre­ci­sa­zio­ne, co­mun­que, sa­reb­be stato pos­si­bi­le ap­por­ta­re, per mo­ti­va­te esi­gen­ze, mo­di­fi­che ed in­te­gra­zio­ni al testo.
A ben ve­de­re, quel­la pre­ci­sa­zio­ne im­pli­ci­ta­men­te, ma in modo per­spi­cuo, è da in­ten­de­re come pro­te­sa a sta­bi­li­re la per­du­ran­te ef­fi­ca­cia delle pre­scri­zio­ni con­te­nu­te nella cir­co­la­re anche oltre la so­glia tem­po­ra­le in­di­ca­ta, salvo even­tua­li in­ter­ven­ti di ma­nu­ten­zio­ne im­po­sti da cir­co­stan­ze con­tin­gen­ti.
In ogni caso, di­ri­men­te è la con­sta­ta­zio­ne se­con­do cui la cir­co­la­re è stata espres­sa­men­te evo­ca­ta nei prov­ve­di­men­ti che hanno ri­guar­da­to i pro­get­ti am­mes­si al fi­nan­zia­men­to per l’an­no for­ma­ti­vo 2007.
Tale ri­chia­mo non può che avere na­tu­ra re­cet­ti­zia e rende ap­pli­ca­bi­li le pre­scri­zio­ni con­te­nu­te nella cir­co­la­re, in­di­pen­den­te­men­te dai con­fi­ni tem­po­ra­li di ef­fi­ca­cia che l’Am­mi­ni­stra­zio­ne aveva avuto in animo di li­mi­ta­re.
Il ter­mi­ne con­clu­si­vo di ef­fi­ca­cia della ci­ta­ta cir­co­la­re, dun­que, non è di­ve­nu­to ope­ra­ti­vo, da un lato, per­ché, non si sono ma­ni­fe­sta­te esi­gen­ze di in­te­gra­zio­ni ed ag­gior­na­men­ti, e quin­di non si è fatto luogo ad in­ter­ven­ti emen­da­ti­vi del testo ori­gi­na­ria­men­te ela­bo­ra­to, e, dal­l’al­tro, per­ché, at­tra­ver­so il di­ret­to ri­chia­mo della cir­co­la­re, nei prov­ve­di­men­ti re­la­ti­vi alla for­ma­zio­ne per l’an­no 2007, sono stati im­por­ta­ti i con­te­nu­ti pre­cet­ti­vi della stes­sa, fra i quali anche quel­li ri­guar­dan­ti la non in­cre­men­ta­bi­li­tà della mi­su­ra del fi­nan­zia­men­to ini­zial­men­te ac­cor­da­to.
A suf­fra­ga­re il con­vin­ci­men­to della piena ope­ra­ti­vi­tà di tale in­su­pe­ra­bi­le li­mi­te, vanno svol­te due no­ta­zio­ni.
La prima ri­po­sa nel fatto che l’o­sta­co­lo al­l’in­te­gra­zio­ne del fi­nan­zia­men­to as­se­gna­to in sede di ela­bo­ra­zio­ne del PROF 2007 era tal­men­te chia­ro ed ine­lu­di­bi­le che, per su­pe­rar­lo, è stato ne­ces­sa­rio far ri­cor­so ad una ap­po­si­ta norma di legge, che au­to­riz­zas­se l’Am­mi­ni­stra­zio­ne ad agire in de­ro­ga.
Ciò è ac­ca­du­to con l’art. 39 della LR 23/12/2002, n. 23, con il quale è stata pre­vi­sta l’as­se­gna­zio­ne di ri­sor­se ag­giun­ti­ve agli enti ge­sto­ri di at­ti­vi­tà for­ma­ti­ve già am­mes­se a fi­nan­zia­men­to, de­sti­na­te al­l’im­pie­go per le spese del per­so­na­le.
D’al­tro canto, non può es­se­re igno­ra­to che il fi­nan­zia­men­to è stato con­ces­so al­l’e­si­to di una pro­ce­du­ra se­let­ti­va pub­bli­ca per la par­te­ci­pa­zio­ne alla quale era in­di­spen­sa­bi­le la for­mu­la­zio­ne di un pre­ven­ti­vo di spesa, ar­ti­co­la­to per ma­cro­ca­te­go­rie, te­nen­do conto dei pa­ra­me­tri di ri­fe­ri­men­to pre­via­men­te de­ter­mi­na­ti.
La mi­su­ra mas­si­ma del con­tri­bu­to ero­ga­bi­le co­sti­tui­sce, cer­ta­men­te, una va­ria­bi­le non se­con­da­ria, in grado di in­ci­de­re sulle di­na­mi­che con­cor­ren­zia­li, al­te­ran­do­le in modo assai si­gni­fi­ca­ti­vo.
La pos­si­bi­li­tà per l’e­ro­ga­to­re del fi­nan­zia­men­to di in­cre­men­tar­ne la con­si­sten­za a ri­chie­sta del be­ne­fi­cia­rio, so­prat­tut­to per ra­gio­ni non pre­ven­ti­va­men­te e pub­bli­ca­men­te osten­ta­te, in­fat­ti, fi­ni­reb­be per al­te­ra­re il fi­sio­lo­gi­co svol­gi­men­to delle pro­ce­du­re per l’e­ster­na­liz­za­zio­ne di un pub­bli­co ser­vi­zio, fi­na­liz­za­te a ga­ran­ti­re una cor­ret­ta al­lo­ca­zio­ne delle in­gen­ti ri­sor­se pub­bli­che de­sti­na­ta alla for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le.
Quel­la pos­si­bi­li­tà, in de­fi­ni­ti­va, col­lo­che­reb­be i sog­get­ti se­le­zio­na­ti, già de­sti­na­ta­ri di un fi­nan­zia­men­to dagli stes­si sti­ma­to con­grua­men­te re­mu­ne­ra­ti­vo del­l’at­ti­vi­tà di for­ma­zio­ne, in una po­si­zio­ne di in­giu­sti­fi­ca­to pri­vi­le­gio, po­ten­do be­ne­fi­cia­re di fi­nan­zia­men­ti ag­giun­ti­vi per eve­nien­ze che or­di­na­ria­men­te si ve­ri­fi­ca­no nei rap­por­ti di du­ra­ta (nella spe­cie, pe­ral­tro, assai breve, es­sen­do an­nua­le).
La sus­si­sten­za di og­get­ti­ve pre­clu­sio­ni alla pos­si­bi­li­tà di in­te­gra­re la con­si­sten­za del fi­nan­zia­men­to ori­gi­na­ria­men­te de­ter­mi­na­ta, in­fi­ne, è tal­men­te, chia­ra che - come ri­sul­ta dal ver­ba­le del­l’au­di­zio­ne, svol­ta­si in data 8/5/2012 su vi­cen­de ana­lo­ghe a quel­le qui esa­mi­na­te, ver­sa­to in atti in data 11/6/2012 – l’al­lo­ra Di­ri­gen­te Ge­ne­ra­le del Di­par­ti­men­to re­gio­na­le della For­ma­zio­ne Pro­fes­sio­na­le ha di­chia­ra­to che «non esi­ste la pos­si­bi­li­tà giu­ri­di­ca di in­te­gra­re in esu­be­ro il tetto del fi­nan­zia­men­to ori­gi­na­rio».
Del resto, come esat­ta­men­te (e in modo con­di­vi­si­bi­le) ha pre­ci­sa­to la Se­zio­ne di Ap­pel­lo ( sen­ten­za n. 259/A/2013)
“ espres­sio­ne car­di­ne del prin­ci­pio di non in­cre­men­ta­bi­li­tà siano da con­si­de­ra­re le li­mi­ta­zio­ni con­te­nu­te nella legge re­gio­na­le n. 24 del 1976 e suc­ces­si­ve mo­di­fi­che ed in­te­gra­zio­ni, che ha det­ta­to la nor­ma­ti­va fon­da­men­ta­le della Re­gio­ne Si­ci­lia­na sulle ini­zia­ti­ve di for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le e sulla pro­mo­zio­ne, isti­tu­zio­ne, e fi­nan­zia­men­to da parte della am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le dei corsi di for­ma­zio­ne; tali li­mi­ta­zio­ni sono espli­ci­ta­te nella cir­co­la­re ap­pli­ca­ti­va n. 6 del 2004, a cui viene fatto ampio ri­fe­ri­men­to nei prov­ve­di­men­ti emes­si per l’e­ro­ga­zio­ne delle in­te­gra­zio­ni…”.
Tale pre­clu­sio­ne non viene meno nep­pu­re lad­do­ve si vo­glia va­lo­riz­za­re la causa che ha dato ori­gi­ne alla ri­chie­sta di in­te­gra­zio­ne del fi­nan­zia­men­to, ossia la ne­ces­si­tà di con­sen­ti­re al­l’en­te at­tua­to­re dei pro­gram­mi for­ma­ti­vi, di ga­ran­ti­re ai pro­pri ope­ra­to­ri il trat­ta­men­to eco­no­mi­co sta­bi­li­to dal con­trat­to col­let­ti­vo na­zio­na­le di ca­te­go­ria.
9. 4. In di­spar­te la con­si­de­ra­zio­ne che, in ge­ne­ra­le, per la chia­ra di­sci­pli­na di set­to­re (espres­sa­men­te ac­cet­ta­ta dal­l’en­te con l’at­to di ade­sio­ne), non pos­so­no ri­per­cuo­ter­si sul­l’Am­mi­ni­stra­zio­ne le vi­cen­de, suc­ces­si­ve alla ela­bo­ra­zio­ne del PROF, che in­flui­sco­no sui costi azien­da­li e che al­te­ra­no l’e­qui­li­brio di con­ve­nien­za ri­te­nu­to ac­cet­ta­bi­le dal­l’en­te, al­lor­quan­do ha chie­sto di par­te­ci­pa­re alla se­le­zio­ne pub­bli­ca, con­fer­ma­no la in­sen­si­bi­li­tà del pa­tri­mo­nio re­gio­na­le alle pre­vi­sio­ni della con­trat­ta­zio­ne col­let­ti­va le con­si­de­ra­zio­ni ope­ra­te dalla Corte Co­sti­tu­zio­na­le nelle sen­ten­ze nn. 437/1994, 407/1995 e 127/1996.
In tali ar­re­sti, nello scru­ti­na­re la le­git­ti­mi­tà co­sti­tu­zio­na­le di norme re­gio­na­li con­cer­nen­ti i rap­por­ti tra Re­gio­ne Si­ci­lia­na ed enti di for­ma­zio­ne, il Giu­di­ce delle leggi ha esclu­so la pos­si­bi­li­tà di un ri­bal­ta­men­to sul­l’Am­mi­ni­stra­zio­ne del ca­ri­co re­tri­bu­ti­vo gra­van­te sugli enti che si av­val­go­no del per­so­na­le cui deve ap­pli­car­si il con­trat­to col­let­ti­vo, non es­sen­do la me­de­si­ma Am­mi­ni­stra­zio­ne gra­va­ta di ob­bli­ghi as­si­sten­zia­li nei con­fron­ti degli ope­ra­to­ri della for­ma­zio­ne.
Quin­di, l’E­ra­rio re­gio­na­le non “è strut­tu­ral­men­te per­mea­bi­le alle vi­cen­de con­trat­tua­li ri­guar­dan­ti gli ope­ra­to­ri della for­ma­zio­ne e gli enti a be­ne­fi­cio dei quali tali sog­get­ti pre­sta­no la­vo­ro, né tale può di­ven­ta­re at­tra­ver­so il ri­co­no­sci­men­to di fi­nan­zia­men­ti in­te­gra­ti­vi”.
In pre­sen­za di tali ele­men­ti, sem­bra plau­si­bi­le ri­te­ne­re che l’e­si­gen­za di ri­spet­ta­te il prin­ci­pio di non in­cre­men­ta­bi­li­tà del fi­nan­zia­men­to gravi sugli or­ga­ni com­pe­ten­ti della Re­gio­ne, che avreb­be­ro do­vu­to vi­gi­la­re in modo da evi­ta­re che tale prin­ci­pio fosse di­sat­te­so dagli enti di for­ma­zio­ne. Non è af­fat­to con­sen­ti­ta , in base alla nor­ma­ti­va sulla for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le vi­gen­te nella Re­gio­ne Si­ci­lia­na, l’am­mis­sio­ne al fi­nan­zia­men­to in­te­gra­ti­vo di mag­gio­ri costi nel­l’am­bi­to di un’at­ti­vi­tà au­to­riz­za­ta e dallo stes­so ente di for­ma­zio­ne ri­chie­sta ed ac­cet­ta­ta .
In tale con­te­sto, del pari con­di­vi­si­bi­li ap­pa­io­no le con­si­de­ra­zio­ni svol­te dalla Se­zio­ne di Ap­pel­lo per la Re­gio­ne Si­ci­lia­na in or­di­ne alla cor­ret­ta ese­ge­si del­l’art. 9 della legge re­gio­na­le 21/2007, se­con­do cui le eco­no­mie rea­liz­za­te sugli stan­zia­men­ti fi­na­liz­za­ti alla legge re­gio­na­le n. 24 del 1976 (at­ti­vi­tà di for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le) pos­so­no es­se­re re­iscrit­te in bi­lan­cio, per es­se­re de­sti­na­te a in­ter­ven­ti fi­na­liz­za­ti alla me­de­si­ma legge.
L’in­ter­pre­ta­zio­ne più cor­ret­ta non è quel­la che con­sen­ta di vei­co­la­re le eco­no­mie per qual­si­vo­glia in­te­gra­zio­ne di spese, già au­to­no­ma­men­te ef­fet­tua­te dagli enti di for­ma­zio­ne, al di fuori delle pre­vi­sio­ni del Prof e, in ogni caso, non pro­gram­ma­te al­l’in­ter­no del pro­ce­di­men­to in cui av­vie­ne la se­le­zio­ne dei pro­get­ti da am­met­te­re al fi­nan­zia­men­to.
Ra­gio­ni di co­mu­ne buon senso (e di lo­gi­ca giu­ri­di­ca) fanno ri­te­ne­re che ciò esuli dalla ratio della legge. In­fat­ti, l’art. 6 della ci­ta­ta legge n. 24 del 1976, al­l’art. 2, sta­tui­sce che il piano re­gio­na­le an­nua­le è pre­di­spo­sto dal com­pe­ten­te As­ses­so­ra­to re­gio­na­le del­l’i­stru­zio­ne e della for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le, sen­ti­to il pa­re­re ob­bli­ga­to­rio della Com­mis­sio­ne re­gio­na­le per la for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le, anche sulla scor­ta delle pro­po­ste avan­za­te dagli enti di for­ma­zio­ne; al comma 4 sta­tui­sce che qua­lo­ra, suc­ces­si­va­men­te al­l’ap­pro­va­zio­ne del piano an­nua­le, do­ves­se­ro de­ter­mi­nar­si con­di­zio­ni par­ti­co­la­ri, l’As­ses­so­re re­gio­na­le (oggi dell’ istru­zio­ne e della for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le) è au­to­riz­za­to, sen­ti­to il pa­re­re ob­bli­ga­to­rio della pre­det­ta Com­mis­sio­ne re­gio­na­le, ad ap­por­ta­re mo­di­fi­che ed in­te­gra­zio­ni al piano stes­so.
Va esclu­so che le eco­no­mie rea­liz­za­te pos­sa­no es­se­re de­sti­na­te per at­ti­vi­tà che l’en­te ha già por­ta­to a ter­mi­ne sfo­ran­do i fi­nan­zia­men­ti as­se­gna­ti.
E’ age­vo­le pen­sa­re, al­lo­ra, che le eco­no­mie rea­liz­za­te non pos­sa­no che es­se­re de­sti­na­te, nel­l’ot­ti­ca dei prin­ci­pi di pro­gram­ma­zio­ne, eco­no­mi­ci­tà e tra­spa­ren­za, a nuovi in­ter­ven­ti che si ri­fe­ri­sco­no al­l’of­fer­ta for­ma­ti­va an­nua­le com­ples­si­va da met­te­re in campo se­con­do le ga­ran­zie e nel ri­spet­to delle pro­ce­du­re vo­lu­te sia per l’ap­pro­va­zio­ne del piano an­nua­le che per gli in­ter­ven­ti da ese­gui­re a mo­di­fi­ca ed in­te­gra­zio­ne del piano stes­so, come pre­vi­sto dal ci­ta­to art. 6, commi 2 e 4, della legge n. 24 del 1976 e suc­ces­si­ve mo­di­fi­che e in­te­gra­zio­ni.
Tali con­si­de­ra­zio­ni val­go­no anche nel caso in cui, me­dian­te l’e­ro­ga­zio­ne di in­te­gra­zio­ni di fondi, siano fi­nan­zia­ti mag­gio­ri costi del per­so­na­le che sa­reb­be stato im­pie­ga­to dal­l’en­te di for­ma­zio­ne nella ge­stio­ne dei corsi for­ma­ti­vi.
Il costo del per­so­na­le, in ogni caso, co­sti­tui­sce una com­po­nen­te della spesa , uni­ta­men­te alle altre pre­vi­ste per lo svol­gi­men­to dei corsi di for­ma­zio­ne, per cui non può es­se­re ri­ser­va­ta al costo del per­so­na­le un bi­na­rio di­ver­so per at­trar­re sup­ple­ti­vi fi­nan­zia­men­ti al di fuori di qual­sia­si con­trol­lo del­l’am­mi­ni­stra­zio­ne pub­bli­ca ero­gan­te.
Le in­te­gra­zio­ni di fi­nan­zia­men­to as­sen­ti­te al di fuori delle nor­ma­li pro­ce­du­re pre­vi­ste dalla nor­ma­ti­va di legge, non si ap­pa­le­sa­no le­git­ti­me sol per­ché con esse siano fi­nan­zia­te mag­gio­ri spese per i costi re­tri­bu­ti­vi del per­so­na­le as­se­ri­ta­men­te so­ste­nu­te dagli enti di for­ma­zio­ne.
Non vale ad ac­cre­di­ta­re la le­git­ti­mi­tà del­l’e­ro­ga­zio­ne del­l’in­te­gra­zio­ne di­spo­sta in fa­vo­re degli Enti sopra cen­na­ti, la vi­gen­za ( as­se­ri­ta) di te­ne­re l’en­te di for­ma­zio­ne in­den­ne, sem­pre e co­mun­que, dai costi del per­so­na­le im­pie­ga­to nel­l’at­ti­vi­tà cor­sua­le e, quin­di, anche dagli even­tua­li mag­gio­ri costi de­ri­van­ti da au­men­ti re­tri­bu­ti­vi sta­bi­li­ti dal CCNL di ca­te­go­ria in­ter­ve­nu­ti du­ran­te la ge­stio­ne non co­per­ti dal de­cre­ta­to fi­nan­zia­men­to.
Si os­ser­va, in­fat­ti, che il comma 1 del­l’art. 2 della l.r. n. 25 del 1993 sta­bi­li­sce, in via di prin­ci­pio, che al per­so­na­le iscrit­to al­l’al­bo, pre­vi­sto dall’art. 14 della legge n. 24 del 1976, con rap­por­to di la­vo­ro in­de­ter­mi­na­to, è ga­ran­ti­ta la con­ti­nui­tà la­vo­ra­ti­va e ri­co­no­sciu­to il trat­ta­men­to eco­no­mi­co e nor­ma­ti­vo pre­vi­sto dal con­trat­to col­let­ti­vo na­zio­na­le di la­vo­ro di ca­te­go­ria. La qual­co­sa sta a si­gni­fi­ca­re che a detto per­so­na­le è ri­co­no­sciu­to lo sta­tus di ap­par­te­nen­te alla ca­te­go­ria del per­so­na­le della for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le a li­vel­lo na­zio­na­le.
Non ri­tie­ne il Col­le­gio che da tali pre­mes­se possa trar­si il con­vin­ci­men­to che gli oneri fi­nan­zia­ri ri­ca­da­no sem­pre e co­mun­que sul­l’am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le.
La cir­co­stan­za, poi, che l’art. 39,comma 3, della legge re­gio­na­le n. 23 del 2002 im­pon­ga agli enti di for­ma­zio­ne l’ob­bli­go di ac­cen­de­re un ap­po­si­to conto da uti­liz­za­re esclu­si­va­men­te per le spese del per­so­na­le nella mi­su­ra ne­ces­sa­ria alla co­per­tu­ra in­te­gra­le della spesa, non sta certo a si­gni­fi­ca­re che il prin­ci­pio di non in­cre­men­ta­bi­li­tà del fi­nan­zia­men­to per ogni sin­go­la spesa di­ven­ti re­ces­si­vo, al­lor­chè siano pre­sen­ti costi che, co­mun­que, ri­guar­di­no la spesa per il per­so­na­le im­pie­ga­to nella ge­stio­ne dei pro­get­ti for­ma­ti­vi.
Il Le­gi­sla­to­re, con tale norma, ha vo­lu­to di­sci­pli­na­re l’at­ti­vi­tà di ge­stio­ne degli enti di for­ma­zio­ne per ren­der­la tra­spa­ren­te, pre­stan­do at­ten­zio­ne alle fi­na­li­tà del cor­ret­to uti­liz­zo dei fondi as­se­gna­ti.
In­fat­ti, per le fi­na­li­tà di cui al ci­ta­to 3° comma, il suc­ces­si­vo 4° comma sta­tui­sce , solo per l’e­ser­ci­zio fi­nan­zia­rio 2002, che il di­par­ti­men­to della for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le avreb­be po­tu­to au­to­riz­za­re gli enti ge­sto­ri di cui alla legge n. 24 del 1976 ad uti­liz­za­re gli avan­zi di ge­stio­ne ma­tu­ra­ti esclu­den­do qual­sia­si in­te­gra­zio­ne di fi­nan­zia­men­to da parte della Re­gio­ne oltre quel­lo de­cre­ta­to.
Non si rin­vie­ne altra norma di legge re­gio­na­le che abbia au­to­riz­za­to per gli eser­ci­zi suc­ces­si­vi il fi­nan­zia­men­to per le fi­na­li­tà suin­di­ca­te.
9.5. Nel solco dei prin­ci­pi af­fer­ma­ti da que­sta Se­zio­ne (sen­ten­za n. 2947/2012), poi con­fer­ma­ta dalla lo­ca­le Se­zio­ne di Ap­pel­lo (sen­ten­za n. 259/A/2013), ri­le­va que­st’Or­ga­no adito che la cor­ret­ta im­po­sta­zio­ne di fondo delle ero­ga­zio­ni dei fi­nan­zia­men­ti de­sti­na­ti alla for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le sia sol­tan­to quel­la della pro­gram­ma­zio­ne che, na­tu­ral­men­te, non in­ve­ste uni­ca­men­te la ti­po­lo­gia e le mo­da­li­tà di svol­gi­men­to delle at­ti­vi­tà for­ma­ti­va, ma anche i costi (in­di­ca­ti nei pro­get­ti da ese­gui­re) delle at­ti­vi­tà che sa­ran­no svol­te.
Ne con­se­gue che la quan­ti­fi­ca­zio­ne dei costi deve es­se­re svol­ta in via pre­ven­ti­va. Tale si­gni­fi­ca­to di pro­gram­ma­zio­ne trova fon­da­men­to, in via pri­ma­ria, nella legge n. 24 del 1976 e, in sede espli­ca­ti­va , nella cir­co­la­re as­ses­so­ria­le del 17 feb­bra­io 2003 n. 1/03, dove, per quan­to ri­guar­da il pos­si­bi­le in­cre­men­to dei costi, in par­ti­co­la­re di quel­li re­la­ti­vi al per­so­na­le im­pie­ga­to dagli enti ge­sto­ri per l’at­ti­vi­tà di for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le, è chia­ra­men­te in­di­ca­to che l’in­cre­men­to dei costi per il per­so­na­le non possa che av­ve­ni­re a saldo in­va­ria­to ri­mo­du­lan­do in di­mi­nu­zio­ne, se ne­ces­sa­rio, la di­stin­ta voce “ ge­stio­ne”.
10. Ac­cer­ta­ta, quin­di, la sus­si­sten­za del danno era­ria­le, co­sti­tui­to dal­l’e­sbor­so in­giu­sti­fi­ca­to, so­ste­nu­to per le in­te­gra­zio­ni di fi­nan­zia­men­to , come sopra de­scrit­te, e come tale non utile per le fi­na­li­tà che l’Am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­nal, è chia­ma­ta a per­se­gui­re, in con­for­mi­tà della le­gi­sla­zio­ne del set­to­re della for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le, ri­tie­ne il Col­le­gio che il danno era­ria­le su­bi­to dal­l’E­ra­rio re­gio­na­le sia pari al­l’im­por­to glo­ba­le dei fi­nan­zia­men­ti in­te­gra­ti­vi ero­ga­ti, de­trat­to l’im­por­to di cui l’Am­mi­ni­stra­zio­ne, nelle more della ce­le­bra­zio­ne del­l’o­dier­no pro­ces­so, è riu­sci­ta, ef­fet­ti­va­men­te, a re­cu­pe­ra­re, come espres­sa­men­te in­di­ca­to dal PM in udien­za, di guisa che gli im­por­ti di danno, per al­cu­ni con­ve­nu­ti, sono stati op­por­tu­na­men­te ri­de­ter­mi­na­ti.
In­di­pen­den­te­men­te dalle cau­sa­li che hanno de­ter­mi­na­to la lie­vi­ta­zio­ne delle spese so­ste­nu­te dal­l’en­te di for­ma­zio­ne, per quan­to sopra evi­den­zia­to, i fi­nan­zia­men­ti in­te­gra­ti­vi co­sti­tui­sco­no un esbor­so in­giu­sti­fi­ca­to e, come tale, dan­no­so per l’Am­mi­ni­stra­zio­ne che ne ha sop­por­ta­to l’o­ne­re.
L’e­ro­ga­zio­ne dei tre fi­nan­zia­men­ti in­te­gra­ti­vi ha avuto luogo al­l’e­si­to di una se­quen­za pro­ce­du­ra­le, nella quale hanno as­sun­to la veste di pro­ta­go­ni­sti, po­nen­do in es­se­re con­dot­te cau­sal­men­te de­ter­mi­nan­ti, gli odier­ni con­ve­nu­ti.
11. Sotto il pro­fi­lo del nesso cau­sa­le e della colpa grave, esa­mi­nan­do la pro­gres­sio­ne istrut­to­ria, ri­spet­to al­l’e­ro­ga­zio­ne in­te­gra­ti­va, si pon­go­no quali an­te­ce­den­ti cau­sa­li:
- le con­dot­te del di­ri­gen­te e fun­zio­na­rio del ser­vi­zio pro­gram­ma­zio­ne, i quali con le loro note e pro me­mo­ria hanno sem­pre dato im­pul­so e/o aval­lo alle ri­chie­ste di in­te­gra­zio­ne sine ti­tu­lo ( di­ri­gen­te Di Bar­to­lo Maria Car­me­la fun­zio­na­rio Di Fran­ce­sca Sal­va­to­re ); la con­dot­ta del Ser­vi­zio Ren­di­con­ta­zio­ne (Dr. Ema­nue­le An­to­ni­no ); le con­dot­te dei di­ri­gen­ti ge­ne­ra­li Dr.​ssa Russo e Dr.​ssa Mon­te­ros­so, i quali, con le loro note, hanno sem­pre ri­te­nu­to di «poter ri­co­no­sce­re un prov­ve­di­men­to di in­te­gra­zio­ne di spesa al­l’En­te», pur in as­sen­za di una pre­vi­sio­ne abi­li­ta­ti­va che tanto con­sen­tis­se (anzi, più cor­ret­ta­men­te, in pre­sen­za di plu­ri­me pre­vi­sio­ni, nella cir­co­la­re che go­ver­na­va il per­ti­nen­te seg­men­to del­l’at­ti­vi­tà am­mi­ni­stra­ti­va, che esclu­de­va­no la pos­si­bi­li­tà di mag­gio­ra­re il fi­nan­zia­men­to);
- la con­dot­ta degli As­ses­so­ri On.​le Car­me­lo In­car­do­na, Luigi Gen­ti­le , Santi For­mi­ca e del Pre­si­den­te pro tem­po­re Raf­fae­le Lom­bar­do, i quali, igno­ran­do del tutto l’i­ne­qui­vo­ca di­sci­pli­na di ri­fe­ri­men­to, hanno adot­ta­to, i vari de­cre­ti am­mi­ni­stra­ti­vi con cui è stata di­spo­sta l’in­te­gra­zio­ne dei fi­nan­zia­men­ti con­ces­si ai di­ver­si Enti.
Tali con­dot­te, per il con­te­sto nel quale hanno avuto luogo, non­ché per i ruoli api­ca­li ri­ve­sti­ti nelle ri­spet­ti­ve por­zio­ni di at­ti­vi­tà e per l’e­le­va­ta qua­li­fi­ca­zio­ne pro­fes­sio­na­le dagli agen­ti, sono ad­de­bi­ta­bi­li a ti­to­lo di colpa grave.
Nella vi­cen­da in esame, in tutti i li­vel­li di pro­gres­sio­ne della se­quen­za pro­ce­du­ra­le, è rav­vi­sa­bi­le una ma­cro­sco­pi­ca ma­ni­fe­sta­zio­ne di di­sin­te­res­se per l’o­cu­la­ta ge­stio­ne delle ri­sor­se pub­bli­che.
Nella prima fase, è stata del tutto igno­ra­ta la sus­si­sten­za di in­va­li­ca­bi­li, evi­den­ti pre­clu­sio­ni alla pos­si­bi­li­tà di ero­ga­re ri­sor­se fi­nan­zia­rie ag­giun­ti­ve per le at­ti­vi­tà di for­ma­zio­ne svol­te.
Nelle suc­ces­si­ve ar­ti­co­la­zio­ni della pro­ce­du­ra, il man­ca­to ri­spet­to dei prin­ci­pi posti a pre­si­dio del­l’e­ster­na­liz­za­zio­ne dei ser­vi­zi pub­bli­ci e delle re­go­le di set­to­re, che l’Am­mi­ni­stra­zio­ne stes­sa aveva posto per il tra­spa­ren­te ed or­di­na­to eser­ci­zio dei suoi com­pi­ti, ha tro­va­to rin­no­va­to vi­go­re in­du­cen­do i sog­get­ti coin­vol­ti nel­l’a­zio­ne a con­tri­bui­re, cia­scu­no per gli adem­pi­men­ti di com­pe­ten­za, al­l’e­ro­ga­zio­ne di un fi­nan­zia­men­to in­te­gra­ti­vo non do­vu­to.
12. Di­ver­se, a vario ti­to­lo, sono le esi­men­ti in­vo­ca­te dalle di­fe­se per eli­de­re od at­te­nua­re la colpa grave.
12.1. In primo luogo, ad esi­men­te delle con­dot­te gra­ve­men­te col­po­se ri­co­no­sciu­te esi­sten­ti, è stata in­vo­ca­ta la rei­te­ra­ta pra­ti­ca di con­ce­de­re fi­nan­zia­men­ti po­stu­mi ul­te­rio­ri alle at­ti­vi­tà for­ma­ti­ve per le quali, in sede di ren­di­con­to, erano stati do­cu­men­ta­ti costi mag­gio­ri di quel­li pre­ven­ti­va­ti e fi­nan­zia­ti.
Per ciò che at­tie­ne a tale aspet­to, pur vo­len­do qua­li­fi­ca­re come “pras­si” l’in­ter­ve­nu­ta as­sun­zio­ne, da parte della me­de­si­ma Am­mi­ni­stra­zio­ne, in pas­sa­to, di ini­zia­ti­ve iden­ti­che a quel­le ge­ne­ra­tri­ci del con­te­sta­to danno, la so­glia di gra­vi­tà della colpa di co­lo­ro che quel mo­del­lo com­por­ta­men­ta­le hanno re­pli­ca­to non po­treb­be, per ciò solo, ri­sul­ta­re ri­dot­ta.
Giam­mai, in­fat­ti, l’o­mo­lo­gar­si ad una pras­si non le­git­ti­ma può tra­sfor­ma­re la rei­te­ra­zio­ne di cen­su­ra­bi­li ini­zia­ti­ve in un agire “ ste­ri­liz­za­to “ dalla colpa grave.
Dun­que, ben dif­fi­cil­men­te una con­dot­ta im­pron­ta­ta ad un pre­gres­so mo­del­lo com­por­ta­men­ta­le to­tal­men­te e ma­ni­fe­sta­men­te er­ro­neo, poi­ché con­tra­rio alla di­sci­pli­na di set­to­re, po­treb­be es­se­re ido­nea ad esi­me­re da re­spon­sa­bi­li­tà l’a­gen­te, co­mun­que, te­nu­to al­l’e­ser­ci­zio delle fun­zio­ni pub­bli­che in modo av­ve­du­to e pru­den­te, sal­va­guar­dan­do, in via prio­ri­ta­ria, il buon an­da­men­to del­l’am­mi­ni­stra­zio­ne.
Sem­mai, la per­vi­ca­ce vo­lon­tà di rei­te­ra­re una linea di con­dot­ta non con­for­me a spe­ci­fi­ci e chia­ri ca­no­ni com­por­ta­men­ta­li co­sti­tui­sce una cir­co­stan­za che, lungi da pro­dur­re ef­fet­ti esi­men­ti, può ap­pa­le­sar­si quale cir­co­stan­za ag­gra­van­te, es­sen­do piut­to­sto in­di­ca­ti­va del­l’o­mes­sa ado­zio­ne delle ap­pro­pria­te mi­su­re cor­ret­ti­ve.
Quan­to sopra vale per tutti i li­vel­li del­l’or­ga­niz­za­zio­ne: nel caso di spe­cie, dal ver­ti­ce po­li­ti­co che, senza evi­den­ti o quan­to­me­no ap­prez­za­bi­li van­tag­gi per l’Am­mi­ni­stra­zio­ne o la co­mu­ni­tà am­mi­ni­stra­ta, ha ri­te­nu­to di per­se­ve­ra­re in un’a­zio­ne am­mi­ni­stra­ti­va estre­ma­men­te fa­vo­re­vo­le per gli at­tua­to­ri dei pro­get­ti di for­ma­zio­ne e, cor­re­la­ti­va­men­te, assai gra­vo­sa per l’Am­mi­ni­stra­zio­ne me­de­si­ma, ai ver­ti­ci delle strut­tu­re bu­ro­cra­ti­che che hanno re­mis­si­va­men­te aval­la­to una mi­su­ra ope­ra­ti­va (ero­ga­zio­ne di fi­nan­zia­men­ti in­te­gra­ti­vi senza che ne ri­cor­res­se­ro i pre­sup­po­sti), il cui ef­fet­to è stato la smo­da­ta ed in­giu­sti­fi­ca­bi­le cre­sci­ta dei costi della for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le.
12.2. In se­con­do luogo, è stata pro­spet­ta­ta la sus­si­sten­za di orien­ta­men­ti giu­ri­spru­den­zia­li che in­du­ce­va­no a pro­ce­de­re in tale di­re­zio­ne.
Nean­che tale ap­proc­cio pare ac­co­gli­bi­le.
Non può, in­fat­ti, es­se­re cor­re­la­ta va­len­za esi­men­te a quel­l’o­rien­ta­men­to giu­ri­spru­den­zia­le, ela­bo­ra­to nel­l’am­bi­to di giu­di­zi pro­mos­si dal per­so­na­le di enti di for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le per il ri­co­no­sci­men­to di spet­tan­ze eco­no­mi­che e nor­ma­ti­ve di cui al con­trat­to col­let­ti­vo di set­to­re, se­con­do cui la Re­gio­ne, pur non as­su­men­do una ga­ran­zia di­ret­ta per l'a­dem­pi­men­to da parte del­l'en­te, delle ob­bli­ga­zio­ni ine­ren­ti il rap­por­to di la­vo­ro, as­su­me una «ga­ran­zia im­pro­pria» nei con­fron­ti del­l’en­te me­de­si­mo (cfr. Cass., Or­di­nan­za n. 11636 del 10/07/2012).
Se­con­do le di­fe­se dei con­ve­nu­ti, tale orien­ta­men­to giu­ri­spru­den­zia­le avreb­be giu­sti­fi­ca­to il ri­co­no­sci­men­to di un’in­te­gra­zio­ne al fi­nan­zia­men­to ori­gi­na­rio per­ché, con­sen­ten­do agli enti be­ne­fi­cia­ri di ri­co­no­sce­re le spet­tan­ze pre­vi­ste dalla con­trat­ta­zio­ne col­let­ti­va, avreb­be evi­ta­to il coin­vol­gi­men­to del­l’Am­mi­ni­stra­zio­ne nei con­ten­zio­si giu­sla­vo­ri­sti­ci e, quin­di, evi­ta­to gli oneri con­nes­si a tale coin­vol­gi­men­to dagli esiti as­se­ri­ta­men­te scon­ta­ti.
Ora, senza vo­ler­si sof­fer­ma­re sulla cir­co­stan­za (non pe­re­gri­na) che, al­l’e­po­ca dei fatti, l’o­rien­ta­men­to giu­ri­spru­den­zia­le era tut­t’al­tro che con­so­li­da­to, de­ci­si­va è la ri­fles­sio­ne che il pre­ci­ta­to in­di­riz­zo si ri­fe­ri­va ad una si­tua­zio­ne obiet­ti­va­men­te di­ver­sa.
Nei casi esa­mi­na­ti, la Re­gio­ne non aveva ero­ga­to una por­zio­ne del fi­nan­zia­men­to ori­gi­na­ria­men­te ac­cor­da­to, cioè non aveva cor­ri­spo­sto quan­to ri­co­no­sciu­to spet­tan­te in oc­ca­sio­ne della se­le­zio­ne del pro­gram­ma for­ma­ti­vo pro­po­sto. Da ciò la con­fi­gu­ra­bi­li­tà di una c.d. ga­ran­zia im­pro­pria della me­de­si­ma Re­gio­ne per il sod­di­sfa­ci­men­to delle fon­da­te pre­te­se degli ope­ra­to­ri degli enti di for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le.
Nella vi­cen­da per la quale v’è causa, in­ve­ce, il con­tri­bu­to ori­gi­na­ria­men­te de­ter­mi­na­to è stato cor­ri­spo­sto, e la que­stio­ne ri­guar­da l’e­ro­ga­bi­li­tà di un sup­ple­men­to di fi­nan­zia­men­to per con­sen­ti­re al­l’en­te di sca­ri­ca­re sul­l’e­ra­rio re­gio­na­le pro­pri costi d’im­pre­sa, as­se­ri­ta­men­te cre­sciu­ti nel corso del­l’e­sple­ta­men­to del­l’at­ti­vi­tà di for­ma­zio­ne.
Per­tan­to, l’o­rien­ta­men­to giu­ri­spru­den­zia­le ri­chia­ma­to non ap­pa­re con­fe­ren­te e, in ogni caso, in­suf­fi­cien­te per giu­sti­fi­ca­re le ri­chie­ste di fi­nan­zia­men­to ag­giun­ti­vo.
12.3. Nes­su­na ef­fi­ca­cia esi­men­te ha poi nella vi­cen­da in esame, se­con­do il con­vin­ci­men­to ma­tu­ra­to da que­sto Col­le­gio, il pa­re­re reso della CRI (Com­mis­sio­ne Re­gio­na­le del­l’Im­pie­go) il 29 marzo 2007.
Il pa­re­re reso dalla CRI sul Prof. 2007, ai sensi del comma 2 del­l’art. 6 della legge re­gio­na­le n. 24/76, è ob­bli­ga­to­rio ma non con­for­me.
La let­tu­ra del pa­re­re con­sen­te di con­sta­ta­re la vi­sio­ne as­si­sten­zia­le della For­ma­zio­ne Pro­fes­sio­na­le, cen­su­ra­ta dalle sen­ten­ze della Corte Co­sti­tu­zio­na­le (cfr. pro­nun­zie nn. 437/1994; 407/1995; 127/1996).
Si os­ser­va al­lo­ra che l’As­ses­so­re (For­mi­ca), ai sensi del comma 6 del­l’art. 2 della legge re­gio­na­le n. 24/76, aveva l’ob­bli­go di sen­ti­re la CRI, ma di non con­for­mar­si a qual­sia­si vo­lon­tà as­si­sten­zia­le della me­de­si­ma non sor­ret­ta da ti­to­lo giu­ri­di­co. Gra­va­va sul­l’as­ses­so­re di sen­ti­re la CRI, ma non di ap­piat­tir­si a quan­to in­di­ca­to da un or­ga­no che non aveva alcun po­te­re di ge­stio­ne del Prof. 2007, già pre­di­spo­sto dal­l’As­ses­so­re re­gio­na­le al La­vo­ro.
Va da sè che l’ob­bli­ga­to­rie­tà del tetto mas­si­mo di spesa dell’ im­por­to am­mes­so a fi­nan­zia­men­to non è de­ro­ga­bi­le da un pa­re­re ob­bli­ga­to­rio di un or­ga­no con­sul­ti­vo come la CRI.
12. 4. Si os­ser­va, poi, che la cd. esi­men­te po­li­ti­ca, pre­vi­sta dal­l’ar­ti­co­lo 1, comma 1-ter, se­con­do pe­rio­do, della legge n. 20 del 1994 (se­con­do cui “Nel caso di atti che rien­tra­no nella com­pe­ten­za pro­pria degli uf­fi­ci tec­ni­ci o am­mi­ni­stra­ti­vi la re­spon­sa­bi­li­tà non si esten­de ai ti­to­la­ri degli or­ga­ni po­li­ti­ci che in buona fede li ab­bia­no ap­pro­va­ti ov­ve­ro ne ab­bia­no au­to­riz­za­to o con­sen­ti­to l'e­se­cu­zio­ne”), trova ap­pli­ca­zio­ne nel caso in cui l’in­ter­ven­to, in buona fede, del ti­to­la­re del­l’or­ga­no po­li­ti­co con­si­sta nel­l’ap­pro­va­zio­ne di un atto di ge­stio­ne adot­ta­to dal com­pe­ten­te uf­fi­cio am­mi­ni­stra­ti­vo ov­ve­ro nel­l’au­to­riz­za­zio­ne o nel con­sen­so pre­sta­to al­l’e­se­cu­zio­ne di tale atto.
Nel caso di spe­cie, in­ve­ce, non vi è un atto di ge­stio­ne adot­ta­to dal com­pe­ten­te uf­fi­cio am­mi­ni­stra­ti­vo e me­ra­men­te as­sen­ti­to dal ti­to­la­re del­l’or­ga­no po­li­ti­co, ma vi è,anche un atto di ge­stio­ne adot­ta­to di­ret­ta­men­te da que­st’ul­ti­mo, sic­ché que­sti ne ri­spon­de­rà, co­mun­que, sia nel caso in cui, aven­do la com­pe­ten­za al ri­guar­do, l’ha eser­ci­ta­ta male, sia nel caso in cui, pur non aven­do­la, si è in­ge­ri­to nella com­pe­ten­za al­trui (Corte dei conti, Sez. II App., sent. n. 291 del­l’8 mag­gio 2012),adot­tan­do un atto di ge­stio­ne che ha pro­dot­to ef­fet­ti.
Gli As­ses­so­ri, a vario ti­to­lo, hanno di­spo­sto le in­te­gra­zio­ni re­ce­pen­do mere ri­chie­ste degli enti di for­ma­zio­ne e l’a­val­lo in­con­di­zio­na­to, ma non giu­sti­fi­ca­to, delle me­de­si­me con­te­nu­te nelle note dei di­ri­gen­ti.
L’ec­ce­zio­ne sol­le­va­ta dalle di­fe­se dei con­ve­nu­ti In­car­do­na e Lom­bar­do va, dun­que, di­sat­te­sa.
12.5. Tutte le di­fe­se hanno poi in­vo­ca­to, come esi­men­te, ta­lu­ne pro­nun­ce della Se­zio­ne di con­trol­lo della Corte dei Conti.
In par­ti­co­la­re, hanno sog­giun­to le di­fe­se, i de­cre­ti d’in­te­gra­zio­ne, dopo es­se­re stati emes­si, erano tra­smes­si alla Corte dei conti per la re­gi­stra­zio­ne, nel caso di co­fi­nan­zia­men­to del piano for­ma­ti­vo con ri­sor­se del Fondo So­cia­le Eu­ro­peo, men­tre altri de­cre­ti non sono stati in­via­ti alla Se­zio­ne di Con­trol­lo della Corte dei Conti per­ché be­ne­fi­cia­va­no sol­tan­to di fi­nan­zia­men­ti re­gio­na­li e, per­tan­to, non sog­get­ti ad un con­trol­lo pre­ven­ti­vo.
Al ri­guar­do, a ti­to­lo esem­pli­fi­ca­ti­vo, sono stati ri­chia­ma­ti i D.D.G. n. 533 del 29/11/2006 e DDG n. 552/2006, en­tram­bi re­gi­stra­ti alla Corte dei Conti il 16 marzo 2007: il primo nel Reg. I Fo­glio n. 57; il se­con­do nel Reg. 1 Fo­glio n. 56.
Or­be­ne, sul punto chia­ra­men­te la Pro­cu­ra (cfr. me­mo­ria de­po­si­ta­ta in data 3/5/2013) ha sot­to­li­nea­to che tutte le in­te­gra­zio­ni sono state ef­fet­tua­le con fondi re­gio­na­li e non co­mu­ni­ta­ri e quin­di nes­su­na re­gi­stra­zio­ne della Se­zio­ne di con­trol­lo ri­le­va di­ret­ta­men­te nel pre­sen­te giu­di­zio.
Do­ve­ro­so è il rin­vio alla let­tu­ra degli atti per con­sta­ta­re che il con­te­nu­to degli ini­zia­li ri­lie­vi ef­fet­tua­ti dalla Se­zio­ne di con­trol­lo non viene con­si­de­ra­to nelle giu­sti­fi­ca­zio­ni in cui l’Am­mi­ni­stra­zio­ne non fa altro che ras­si­cu­ra­re la Se­zio­ne af­fer­man­do un’ in­ter­pre­ta­zio­ne as­si­sten­zia­li­sta delle norme, però pre­clu­sa dalla Corte co­sti­tu­zio­na­le.
Dopo i ri­lie­vi, la Se­zio­ne ( sem­pre il Pro­cu­ra­to­re lo ri­cor­da) avreb­be con il pro­prio visto con­va­li­da­to gli ar­go­men­ti con­te­nu­ti nelle giu­sti­fi­ca­zio­ni n. 00661 e 0662 del 2 marzo 2007, a firma della dr.​ssa Russo e dei fun­zio­na­ri Di Fran­ce­sca e Di Bar­to­lo.
Le di­fe­se dei con­ve­nu­ti (tutti) però, per de­su­me­re la non sus­si­sten­za della colpa grave, hanno messo in ri­sal­to che la Se­zio­ne di Con­trol­lo di que­sta Corte, aveva co­mun­que re­gi­stra­to in­te­gra­zio­ni fi­nan­zia­rie ope­ran­ti su fondi co­mu­ni­ta­ri .
La que­stio­ne così pro­spet­ta­ta in­vol­ge al­lo­ra i rap­por­ti tra azio­ne pro­mos­sa dal Pro­cu­ra­to­re e fun­zio­ne di con­trol­lo eser­ci­ta­ta dalla Corte stes­sa.
Un li­mi­te certo e in­di­scu­ti­bi­le è quel­lo della pre­e­si­sten­za, “ a monte di un fatto dan­no­so”, di un atto che abbia su­pe­ra­to il va­glio del con­trol­lo pre­ven­ti­vo di le­git­ti­mi­tà.
Il Le­gi­sla­to­re ha in­tro­dot­to, con l’art. 17 della L. 3 ago­sto 2009, n. 102 (come mo­di­fi­ca­to dal­l'art. 1 del D.L. 3 ago­sto 2009, n. 103 e con­ver­ti­to con L. 3 ot­to­bre 2009, n. 141) una pre­sun­zio­ne di as­sen­za di colpa grave al­lor­chè il fatto dan­no­so trag­ga ori­gi­ne dal­l’e­ma­na­zio­ne di un atto vi­sta­to e re­gi­stra­to in sede di con­trol­lo, li­mi­ta­ta­men­te, però (se­con­do l’ag­giun­ta ope­ra­ta con il de­cre­to legge 103, poi con­ver­ti­to in legge), ai pro­fi­li presi in con­si­de­ra­zio­ne.
Le di­fe­se hanno vo­lu­to, però, va­lo­riz­za­re l’as­sen­za di colpa grave, ri­te­nen­do che il com­por­ta­men­to dei con­ve­nu­ti è stato vir­tuo­so e, co­mun­que, non cen­su­ra­bi­le per­ché, in fat­ti­spe­cie si­mi­la­ri (in­te­gra­zio­ne per fi­nan­zia­men­ti della Co­mu­ni­tà Eu­ro­pea), la Corte aveva ap­po­sto il visto.
La Pro­cu­ra, al ri­guar­do, ha messo in luce, tra l’al­tro, l’e­pi­so­di­ci­tà di tali visti.
Ora, in di­spar­te tale con­si­de­ra­zio­ne, oc­cor­re va­lu­ta­re se anche un mero visto su un prov­ve­di­men­to di in­te­gra­zio­ne, sia pure per fi­nan­zia­men­ti co­mu­ni­ta­ri, le­git­ti­mas­se o meno gli ope­ra­to­ri, di guisa che la colpa ( grave) possa ri­te­ner­si elisa.
In un primo ap­proc­cio si ri­tie­ne che il visto della Corte dei Conti in sede di con­trol­lo sui ti­to­li di spesa ha ad og­get­to la sola le­git­ti­mi­tà degli atti e non pre­clu­de alla stes­sa Corte, in sede giu­ri­sdi­zio­na­le l’ac­cer­ta­men­to giu­di­zia­le del­l’il­li­cei­tà del­l’at­to me­de­si­mo e l’at­tri­bu­zio­ne della con­se­guen­te re­spon­sa­bi­li­tà am­mi­ni­stra­ti­va a ca­ri­co dei fun­zio­na­ri coin­vol­ti nel pro­ce­di­men­to (Corte dei Conti Sar­de­gna, 5 lu­glio 1994 n. 285).
In se­con­do luogo il visto della Corte in sede di con­trol­lo si estrin­se­ca in un’at­ti­vi­tà di mero ac­cer­ta­men­to in po­si­zio­ne di as­so­lu­ta in­di­pen­den­za ri­spet­to al prov­ve­di­men­to og­get­to di sin­da­ca­to ed estra­neo nei con­fron­ti del suo pro­ce­di­men­to for­ma­ti­vo (Corte dei conti Sez. riun. 27 giu­gno 1969 n. 96).
Il vero è che la re­spon­sa­bi­li­tà am­mi­ni­stra­ti­va, si pre­sen­ta come mo­del­lo do­ta­to di cen­tra­li­tà nella du­pli­ce fun­zio­ne di pro­te­zio­ne degli in­te­res­si fi­nan­zia­ri della pub­bli­ca am­mi­ni­stra­zio­ne, e di in­cen­ti­vo al­l’ef­fi­cien­za del de­ci­de­re e del­l’a­gi­re am­mi­ni­stra­ti­vo (cfr. Corte Cost. n.371/1998), in un si­ste­ma con­trad­di­stin­to dalla «co-in­te­sta­zio­ne» alla Corte dei Conti delle at­tri­bu­zio­ni di con­trol­lo se­pa­ra­te, ma pa­ral­le­le alle at­tri­bu­zio­ni giu­ri­sdi­zio­na­li.
La cen­tra­li­tà del re­gi­me di re­spon­sa­bi­li­tà am­mi­ni­stra­ti­va nella tu­te­la degli in­te­res­si fi­nan­zia­ri della P.A. di­scen­de non solo dal re­gi­me bi­na­rio fon­da­to sulla di­stin­zio­ne tra il dolo e la colpa grave –, ma anche dalla so­prav­ve­nien­za di nor­ma­ti­ve che raf­for­za­no i col­le­ga­men­ti pro­ces­sua­li co­sti­tuen­do rap­por­ti non più di pre­giu­di­zia­li­tà ma di pre­sup­po­si­zion, in­ter­di­pen­den­za e com­ple­men­ta­ri­tà re­ci­pro­ca tra i di­ver­si pro­ces­si.
In un si­ste­ma a plu­ra­li­tà di azio­ni espe­ri­bi­li per la tu­te­la della P.A., è stato con­di­vi­si­bil­men­te af­fer­ma­to che il ri­sar­ci­men­to del danno com­pie un «salto di qua­li­tà» non solo per­ché di­vie­ne lo «stan­dard mi­ni­mo di tu­te­la» degli in­te­res­si fi­nan­zia­ri pub­bli­ci, ma so­prat­tut­to per­ché l’a­zio­ne di re­spon­sa­bi­li­tà am­mi­ni­stra­ti­va e con­ta­bi­le con­fe­ri­ta al Pub­bli­co Mi­ni­ste­ro isti­tui­to pres­so la Corte dei Conti si pre­sen­ta quale mi­su­ra ido­nea a con­fe­ri­re con­cre­tez­za, ade­gua­tez­za e pro­por­zio­na­li­tà dis­sua­si­va di fe­no­me­ni d’i­nef­fi­cien­za nella ge­stio­ne delle ri­sor­se fi­nan­zia­rie di de­ri­va­zio­ne e/o de­sti­na­zio­ne pub­bli­ca.
Mai l’a­gi­re del PM può dirsi re­ces­si­vo di­nan­zi ad un chia­ro ed evi­den­te prin­ci­pio di non in­cre­men­ta­bi­li­tà del fi­nan­zia­men­to ori­gi­na­rio e ad un’e­vi­den­te il­li­cei­tà delle in­te­gra­zio­ni fi­nan­zia­rie sine ti­tu­lo.
Mai la con­dot­ta im­pron­ta­ta ad un pre­gres­so mo­del­lo com­por­ta­men­ta­le to­tal­men­te e ma­ni­fe­sta­men­te sba­glia­to, per­ché con­tra­rio alla di­sci­pli­na di set­to­re, po­treb­be es­se­re ido­nea ad esi­me­re da re­spon­sa­bi­li­tà l’a­gen­te, co­mun­que, te­nu­to al­l’e­ser­ci­zio delle fun­zio­ni pub­bli­che in modo av­ve­du­to e pru­den­te, sal­va­guar­dan­do prio­ri­ta­ria­men­te il buon an­da­men­to del­l’am­mi­ni­stra­zio­ne (in tutte le ac­ce­zio­ni in cui esso si de­cli­na, fra cui l’o­cu­la­ta ge­stio­ne delle scar­se ri­sor­se (Nei ter­mi­ni, que­sta stes­sa Se­zio­ne, sen­ten­za n. 2947/2012, poi con­fer­ma­ta in Ap­pel­lo con sen­ten­za n. 259/2013).
Le di­fe­se, però, per de­su­me­re la non sus­si­sten­za del­l’e­le­men­to psi­co­lo­gi­co, hanno va­lo­riz­za­to, pro­prio, ta­lu­ne re­gi­stra­zio­ni della Se­zio­ne di con­trol­lo su in­te­gra­zio­ni fi­nan­zia­rie ope­ra­te su altro, ossia su fondi co­mu­ni­ta­ri.
In par­ti­co­la­re, dopo i ri­lie­vi , se­con­do le di­fe­se, la Se­zio­ne di con­trol­lo avreb­be con il visto con­va­li­da­to gli ar­go­men­ti di­fen­si­vi con­te­nu­ti nelle giu­sti­fi­ca­zio­ni rese con i prott. 0661 e 0662 del 2/3/2007 a firma del di­ri­gen­te Ales­san­dra Russo e dei fun­zio­na­ri di­ret­ti Di Fran­ce­sca e Di Bar­to­lo.
La mera let­tu­ra degli atti con­sen­te di ri­le­va­re che il con­te­nu­to degli ini­zia­li ri­lie­vi ef­fet­tua­ti dalla Se­zio­ne di Con­trol­lo non viene con­si­de­ra­to nelle giu­sti­fi­ca­zio­ni, in cui l’Am­mi­ni­stra­zio­ne altro non fa che ras­si­cu­ra­re la Se­zio­ne af­fer­man­do un’ in­ter­pre­ta­zio­ne as­si­sten­zia­li­sta delle norme, già pre­clu­sa, però dai plu­ri­mi in­ter­ven­ti della Corte co­sti­tu­zio­na­le.
13. In ade­sio­ne alla pro­spet­ta­zio­ne della Pro­cu­ra, il Col­le­gio re­pu­ta che il danno su­bi­to dal­l’e­ra­rio re­gio­na­le sia pari al­l’im­por­to glo­ba­le dei fi­nan­zia­men­ti in­te­gra­ti­vi ero­ga­ti per i pro­get­ti for­ma­ti­vi sopra spe­ci­fi­ca­ti, de­trat­to l’im­por­to di cui l’Am­mi­ni­stra­zio­ne, nelle more della ce­le­bra­zio­ne del pro­ces­so, è riu­sci­ta a re­cu­pe­ra­re.
In par­ti­co­la­re, le re­spon­sa­bi­li­tà dei con­ve­nu­ti sopra in­di­ca­ti ap­pa­re con­for­ta­ta dalla com­ple­tez­za del cor­re­do pro­ba­to­rio of­fer­to dalla Pro­cu­ra.
Ad essi, nelle mi­su­re de­li­nea­te dalla Pro­cu­ra, va ascrit­ta la re­spon­sa­bi­li­tà am­mi­ni­stra­ti­va.
Sulla ri­chie­sta di ap­pli­ca­bi­li­tà del­l’i­sti­tu­to della com­pen­sa­tio lucri cum damno (cfr me­mo­ria On.​le Lom­bar­do), come os­ser­va­to più volte da que­sta Se­zio­ne in fat­ti­spe­cie come que­ste, non può tro­va­re in­gres­so il prin­ci­pio in que­stio­ne con cui è pos­si­bi­le dare ri­lie­vo ai ri­sul­ta­ti co­mun­que con­se­gui­ti dal­l’or­ga­no con­te­sta­to nel­l’in­te­res­se della co­mu­ni­tà am­mi­ni­stra­ta: il vizio che col­pi­sce la strut­tu­ra e/o i po­te­ri di un or­ga­no pub­bli­co, in­fat­ti, fa sì che gli oneri fi­nan­zia­ri da que­sto ge­ne­ra­ti siano com­ple­ta­men­te e ir­ri­me­dia­bil­men­te con­tra legem, e per­ciò co­sti­tui­sco­no in­te­gral­men­te danno era­ria­le, re­stan­do così pre­clu­sa qual­si­vo­glia ope­ra­zio­ne com­pen­sa­ti­va.
14. Con­clu­si­va­men­te, il Col­le­gio, in ac­co­gli­men­to della ri­chie­sta at­to­rea, re­pu­ta sus­si­sten­ti i pre­sup­po­sti per
la con­fi­gu­ra­bi­li­tà della re­spon­sa­bi­li­tà am­mi­ni­stra­ti­va in capo ai con­ve­nu­ti Dr.​ssa Russo Ales­san­dra, del dott. Ema­nue­le An­to­ni­no, della Dr.​ssa Mon­te­ros­so Giu­sep­pa Pa­tri­zia, dei fun­zio­na­ri Di Bar­to­lo Maria Car­me­la e Di Fran­ce­sca Sal­va­to­re e degli As­ses­so­ri pro tem­po­re On.​le In­car­do­na Car­me­lo, Gen­ti­le Luigi, For­mi­ca Santi e del Pre­si­den­te pro tem­po­re, On.​le Lom­bar­do Raf­fae­le.
Il danno, ai me­de­si­mi im­pu­ta­bi­le a ti­to­lo di colpa grave, è da ri­par­ti­re, in con­for­mi­tà alla ri­chie­sta at­to­rea.
Ne con­se­gue che i con­ve­nu­ti de­vo­no es­se­re con­dan­na­ti al pa­ga­men­to, nei con­fron­ti della Re­gio­ne Si­ci­lia­na, delle somme di se­gui­to spe­ci­fi­ca­te.
• For­mi­ca Santi € 378.783,96
• In­car­do­na Car­me­lo € 830.638,60
• Lom­bar­do Raf­fae­le € 224.184,67
• Gen­ti­le Luigi € 224.184,67
• Russo Ales­san­dra € 378.783,96
• Mon­te­ros­so Giu­sep­pa Pa­tri­zia € 1.279.007,04
• Di Bar­to­lo Maria Car­me­la € 473.654,83
• Di Fran­ce­sca Sal­va­to­re € 108.223,99
• Ema­nue­le An­to­ni­no € 365.430,84
At­te­so che la pre­te­sa azio­na­ta ha ad og­get­to un de­bi­to di va­lo­re, detti im­por­ti do­vran­no es­se­re mag­gio­ra­ti della ri­va­lu­ta­zio­ne mo­ne­ta­ria nel frat­tem­po in­ter­ve­nu­ta, da com­pu­tar­si se­con­do l'in­di­ce dei prez­zi cal­co­la­to dal­l’I­STAT, dalla data di emis­sio­ne dei man­da­ti di pa­ga­men­to dei fi­nan­zia­men­ti in­te­gra­ti­vi alla data di pub­bli­ca­zio­ne della pre­sen­te sen­ten­za.
Sulle somme in tal modo ri­va­lu­ta­te an­dran­no cor­ri­spo­sti gli in­te­res­si nella mi­su­ra le­ga­le, de­cor­ren­ti dalla data di de­po­si­to della pre­sen­te de­ci­sio­ne e fino al­l’ef­fet­ti­vo sod­di­sfo.
Le spese se­guo­no la soc­com­ben­za e si li­qui­da­no, in fa­vo­re dello Stato, po­nen­do­ne l’o­ne­re del pa­ga­men­to in capo ai con­dan­na­ti in parti egua­li.
Il Col­le­gio deve, poi, esa­mi­na­re la po­si­zio­ne della con­ve­nu­ta Espo­si­to Lo­re­da­na.
Que­sta Se­zio­ne ri­tie­ne in­sus­si­sten­te la re­spon­sa­bi­li­tà ascrit­ta al di­ri­gen­te della Ra­gio­ne­ria cen­tra­le pres­so l’As­ses­so­ra­to re­gio­na­le del­l’I­stru­zio­ne, e della For­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le, dott.​ssa Espo­si­to Lo­re­da­na, es­sen­do pa­le­se nei suoi con­fron­ti la ca­ren­za del nesso di cau­sa­li­tà con il danno azio­na­to dal PM.
In tal senso, in con­for­mi­tà al­l’op­zio­ne er­me­neu­ti­ca svol­ta dalla lo­ca­le Se­zio­ne di Ap­pel­lo (sen­ten­za più volte evo­ca­ta n. 259/A/2013) , alla luce della nor­ma­ti­va di cui all’art. 9 del DPR n. 38 del 1988, il con­trol­lo della Ra­gio­ne­ria Cen­tra­le viene cir­co­scrit­to alla ve­ri­fi­ca di le­git­ti­mi­tà con­ta­bi­le della spesa e, so­prat­tut­to, perde le ca­rat­te­ri­sti­che di con­trol­lo im­pe­di­ti­vo sul­l’ef­fi­ca­cia degli atti.
Ciò pre­mes­so, ri­ma­ne cir­co­stan­za in­di­scu­ti­bi­le che il ruolo della Ra­gio­ne­ria Cen­tra­le e, nella spe­cie, della dott.​ssa Espo­si­to Lo­re­da­na, si col­lo­ca fuori dal pro­ce­di­men­to am­mi­ni­stra­ti­vo in base al quale sono stati emes­si i di­ver­si prov­ve­di­men­ti, cau­sa­ti­vi del danno. Ciò esclu­de che la con­ve­nu­ta Espo­si­to Lo­re­da­na abbia con­cor­so alla for­ma­zio­ne dei sud­det­ti atti da cui è sca­tu­ri­to il danno era­ria­le.
Ne con­se­gue, se­con­do il per­cor­so lo­gi­co giu­ri­di­co che il Col­le­gio ha se­gui­to, che va di­chia­ra­ta esen­te da re­spon­sa­bi­li­tà la con­ve­nu­ta ora at­ten­zio­na­ta.
In fa­vo­re della dr.​ssa Espo­si­to Lo­re­da­na, di­chia­ra­ta esen­te da re­spon­sa­bi­li­tà, il Col­le­gio, in re­la­zio­ne al suo de­fi­ni­ti­vo pro­scio­gli­men­to nel me­ri­to, li­qui­da, ai sensi del com­bi­na­to di­spo­sto del­l’art. 10 , del dl, n. 203/2005, con­ver­ti­to in legge n. 248/2005, come da ul­ti­mo mo­di­fi­ca­to dal­l’art. 17, comma 30 quin­quies, del d.l. n. 78/2009, con­ver­ti­to in legge n. 102/2009 e del­l’art. 3,comma 2 bis, del d.l. n. 543/96, con­ver­ti­to in legge n. 639/96, le spese del giu­di­zio, a fini del rim­bor­so spese da parte della Re­gio­ne Si­ci­lia­na, in com­ples­si­vi € 2.000,00, di cui 1.700,00 per ono­ra­ri e € 300,00 per di­rit­ti , oltre IVA e CPA.
P.Q.M.
La Corte dei Conti
Se­zio­ne Giu­ri­sdi­zio­na­le per la Re­gio­ne Si­ci­lia­na
de­fi­ni­ti­va­men­te pro­nun­cian­do nel giu­di­zio di re­spon­sa­bi­li­tà iscrit­to al n. 60799 del re­gi­stro di se­gre­te­ria, in par­zia­le ac­co­gli­men­to della do­man­da del Pro­cu­ra­to­re Re­gio­na­le, con­dan­na
• FOR­MI­CA Santi , nato a San Pier Ni­ce­to (ME) il 27 no­vem­bre 1952, al pa­ga­men­to, in fa­vo­re della Re­gio­ne Si­ci­lia­na, della somma di € 378.783,96 (Euro tre­cen­to­set­tan­tot­to­mi­la­set­te­cen­tot­tan­tre/96);
• IN­CAR­DO­NA Car­me­lo, nato a Ra­gu­sa l’8 gen­na­io 1964, al pa­ga­men­to, in fa­vo­re della Re­gio­ne Si­ci­lia­na, della somma di € 830.638,60 (Euro ot­to­cen­to­tren­ta­mi­la­sei­cen­to­tren­tot­to/60);
• LOM­BAR­DO Raf­fael, nato a Ca­ta­nia il 29 ot­to­bre 1950, al pa­ga­men­to, in fa­vo­re della Re­gio­ne Si­ci­lia­na, della somma di € 224.184,67 (Euro due­cen­to­ven­ti­quat­tro­mi­la­cen­tot­tan­ta­quat­tro/67);
• GEN­TI­LE Luigi, nato a Raf­fa­da­li (AG) il 11 no­vem­bre 1959,al pa­ga­men­to, in fa­vo­re della Re­gio­ne Si­ci­lia­na, della somma di € 224.184,67 (due­cen­to­ven­ti­quat­tro­mi­la­cen­tot­tan­ta­quat­tro/67);
• RUSSO Ales­san­dra, nata a Pa­ler­mo il 12 set­tem­bre 1958, al pa­ga­men­to, in fa­vo­re della Re­gio­ne Si­ci­lia­na, della somma di € 378.783,96 (tre­cen­to­set­tan­tot­to­mi­la­set­te­cen­tot­tan­tre/96);
• MON­TE­ROS­SO Giu­sep­pa Pa­tri­zia, nata a Pa­ler­mo il 12 giu­gno 1967, al pa­ga­men­to, in fa­vo­re della Re­gio­ne Si­ci­lia­na, della somma di € 1.279.007,04 ( Un mi­lio­ne due­cen­to­set­tan­ta­no­ve­mi­la­ze­ro­set­te/04;
• DI BAR­TO­LO Maria Car­me­la , nata a Mus­so­me­li (CL) il 25 set­tem­bre 1959, al pa­ga­men­to, in fa­vo­re della Re­gio­ne Si­ci­lia­na, della somma di € 473.654,83 (quat­tro­cen­to­set­tan­tre­sei­cen­to­cin­quan­ta/83);
• DI FRAN­CE­SCA Sal­va­to­re, nato a Ce­fa­lù (Pa) il 19 ot­to­bre 1964, al pa­ga­men­to, in fa­vo­re della Re­gio­ne Si­ci­lia­na, della somma di € 108.223,99 (cen­tot­to­mi­la­due­cen­to­ven­ti­tre/99);
• EMA­NUE­LE An­to­ni­no, nato a Capo D’Or­lan­do (ME) il 9/12/1952 al pa­ga­men­to, in fa­vo­re della Re­gio­ne Si­ci­lia­na, della somma di € 365.430,84 (tre­cen­to­ses­san­ta­cin­que­mi­la­quat­tro­cen­to­tren­ta/84);
somme da mag­gio­ra­re della ri­va­lu­ta­zio­ne mo­ne­ta­ria, da com­pu­tar­si, se­con­do l'in­di­ce dei prez­zi cal­co­la­to dal­l’I­STAT, dalla data di emis­sio­ne dei man­da­ti di pa­ga­men­to dei fi­nan­zia­men­ti in­te­gra­ti­vi alla data di pub­bli­ca­zio­ne della pre­sen­te sen­ten­za, non­ché degli in­te­res­si le­ga­li ma­tu­ran­di, sul­l'im­por­to ri­va­lu­ta­to, dalla data di pub­bli­ca­zio­ne della pre­sen­te sen­ten­za fino al­l’ef­fet­ti­vo sod­di­sfo.
Con­dan­na al­tre­sì i me­de­si­mi sog­get­ti al pa­ga­men­to, in fa­vo­re dello Stato, delle spese di giu­sti­zia che, sino al de­po­si­to della pre­sen­te de­ci­sio­ne, si li­qui­da­no in com­ples­si­vi € 3.693,64 ri­par­ten­do­ne l’o­ne­re in parti egua­li.
As­sol­ve la con­ve­nu­ta ESPO­SI­TO Lo­re­da­na, nata a Pa­ler­mo il 1° set­tem­bre 1954, dagli ad­de­bi­ti ascrit­ti.
Li­qui­da, in fa­vo­re della stes­sa, le spese del giu­di­zio, a fini del rim­bor­so spese da parte della Re­gio­ne Si­ci­lia­na, in com­ples­si­vi € 2.000,00, di cui 1.700,00 per ono­ra­ri e € 300,00 per di­rit­ti , oltre IVA e CPA.
Manda alla Se­gre­te­ria per gli adem­pi­men­ti con­se­guen­ti.
Così de­ci­so in Pa­ler­mo, nelle Ca­me­re di Con­si­glio del 18 di­cem­bre 2013 e del 23 gen­na­io 2014.
L’E­sten­so­re Il Pre­si­den­te
F.​to Dr. Guido Pe­tri­gni F.​to Dr.​ssa Lu­cia­na Sa­va­gno­ne
De­po­si­ta­ta in se­gre­te­ria nei modi di legge.
Pa­ler­mo, 14 marzo 2014
Il Di­ret­to­re della se­gre­te­ria
F.​to Dott.​ssa Rita Ca­sa­mi­che­le

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 “Quando il giorno era una freccia”


di Claudio Molinelli - Questo il titolo del volume  che Roberto Alborghetti ha dedicato a Papa Francesco e  al suo  contatto con l’universo della scuola.

Roberto Alborghetti, giornalista e scrittore, direttore del periodico AGeSC “Atempopieno”, è anche l’autore di “Francesco”, la prima grande biografia illustrata di Papa Francesco. Nel 40° anno della fondazione dell’AGeSC, Alborghetti ha approfondito il tema della “passione educativa”del nostro Papa con questo nuovo libro di cui Maria Grazia Rodigari, missionaria in America Latina, è autrice della traduzione dei testi originali di Bergoglio dalla lingua spagnola.
La pubblicazione, 170 pagine e 27 capitoli, è edita da  AgeSC, acronimo dell’Associazione Genitori Scuole Cattoliche che ne cura anche le presentazioni; il volume racconta in modo originale e coinvolgente gli anni di Papa Francesco nel mondo della scuola. Attingendo a materiale completamente inedito indaga il rapporto costruito nel tempo con il mondo della scuola, ma anche e soprattutto le tematiche educative care al Pontefice, le attività pastorali avviate nell’arcidiocesi di Buenos Aires, la “lezione di vita” di un vescovo che, come successore di Pietro, non smette mai di essere maestro ed educatore. Per questo l’ultimo capitolo è dedicato al racconto dello straordinario incontro del Papa con il mondo della scuola italiana in Piazza San Pietro, nel maggio 2014.
Il libro è suddiviso in due parti, divise in capitoletti. Un ampio spazio è dedicato alla formazione scolastica di Bergoglio, partendo dai banchi delle primarie fino agli studi teologici. Per il futuro Pontefice la prima scuola è il focolare domestico, seguito dalle scuole primarie e dalla figura del maestro. Bergoglio rimase sempre legato a Estela Quiroga, sua maestra elementare a Buenos Aires, morta quasi centenaria nel 2006. Fu proprio questa figura semplice a farlo innamorare dello studio: la scuola diventò allora un luogo dove l’ozio è bandito.
Il titolo “Quando il giorno era una freccia” è ispirato a una frase pronunciata dall’allora padre Jorge Mario Bergoglio nel ricordare il suo intenso e felice periodo trascorso presso la Scuola dei Salesiani a Ramos Mejia (Buenos Aires). «Ci si immergeva – ha scritto Bergoglio – in una trama di vita, preparata in modo che non ci fosse tempo ozioso. Il giorno passava come una freccia senza che uno avesse il tempo di annoiarsi. Io mi sentivo sommerso in un mondo che, sebbene preparato artificialmente con risorse pedagogiche, non aveva nulla di artificiale».
Ma la scuola è anche un grande fattore di sviluppo personale e collettivo; la seconda parte del libro si occupa delle attività educative e pastorali di Bergoglio; infatti, come ha scritto il Pontefice in un messaggio del 7 agosto dello scorso anno ai rappresentanti dell’Unione Docenti della Provincia di Buenos Aires e all’Associazione “La Alameda”, che si batte contro il lavoro in regime di schiavitù e contro l’emarginazione nella metropoli argentina: “l’educazione è la chiave per tutto il cambiamento e lo sviluppo sociale. Salute, educazione, lavoro sono prioritari per la società». Una conferma della centralità del tema educativo nel pensiero di Papa Bergoglio sempre attento e sensibile alle emergenze sociali.
http://www.orientepress.it/?p=8959


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