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Thursday, September 04, 2014

▶ Inchiesta/ Vi raccontiamo come la dottoressa Patrizia Monterosso è stata nominata Segretario generale della Regione REDAZIONE 4 SETTEMBRE 2014 La Italcementi di Isola delle Femmine inquina? - Video Dailymotion

Inchiesta/ Vi raccontiamo come la dottoressa Patrizia Monterosso è stata nominata Segretario generale della Regione 

REDAZIONE 4 SETTEMBRE 2014 

POLITICA – Un'associazione - "perche' no. . . Qualcosa si muove" - ha effettuato una certosina ricerca storica spulciando tra decine di leggi e delibere della giunta regionale. Il tutto alla ricerca delle 'pezze di appoggio' su una discussa nomina. Dalla giunta lombardo alla giunta crocetta ha scoperto  una continuita' che. . .

di Paolo Luparello
Qualche tempo fa si parlato sulla stampa della vicenda dell’attuale Segretario generale della Regione siciliana, dott.ssa Patrizia Monterosso, riguardo al ricorso presentato da due ex dirigenti generali in ordine alla legittimità della sua nomina e al pronunciamento del Tar Sicilia (Tribunale amministrativo regionale) che, di fatto, ha bocciato il ricorso.
Quello che però è sfuggito ai più, e questo lo si può anche desumere dai commenti all’'articolo di LinkSicilia (http://www.linksicilia.it/2014/05/dirigenti-generali-della-regione-illegittimi-la-sentenza-del-tar-sicilia-testo-integrale/), è il fatto che il ricorso respinto dei due dirigenti regionali non comportava automaticamente che la nomina della dott.ssa Monterosso fosse legittima, merito nel quale il Tar non è entrato.
Probabilmente la materia ha attirato l’attenzione da parte degli addetti ai lavori, ma non certo dell’opinione pubblica “generalista” che probabilmente ha classificato la materia come “beghe tra dirigenti aspiranti a un posto al sole”!
In questi giorni in cui si parla di mancanza di opportunità di lavoro in Sicilia e scelta obbligata ad abbandonarla alla ricerca di fortuna in altri lidi, i più lontani possibili, e in cui il Governo regionale va in fibrillazione per l’oramai famigerato “flop day” del Piano Giovani Sicilia, la vicenda della dott.ssa Monterosso può gettare una nuova luce sulle possibilità di carriera di brillanti e capaci professionisti che potrebbero ambire alle più alte cariche della burocrazia regionale (alle quali di norma si accede attraverso la strada del pubblico concorso e comunque nel rispetto di specifiche normative) anche se maturano la propria professionalità prevalentemente o totalmente all'’ombra della politica.
Ci sono infatti professionisti il cui curriculum vitae si compone di attività legate a incarichi negli uffici di diretta collaborazione dei componenti dei governi o derivanti da nomine sempre su proposta di soggetti politici. Di norma, il politico o il “governante” si dovrebbe avvalere di professionisti che, a prescindere dalla componente anagrafica, dovrebbero avere una loro professionalità, qualità per la quale se ne chiedono i servigi. Ma non sempre è così e capita sovente in Sicilia che giovani professionisti con professionalità e competenza ancora tutte da dimostrare vengano chiamati a far parte degli uffici di gabinetto et similia e iniziano così la loro “carriera” e la costruzione del loro curriculum basato quasi esclusivamente su incarichi “politici” e che schiuderà loro sempre nuove vette professionali.
Oggi i curricula di esperti e consulenti, e non solo, sono pubblicati “obbligatoriamente” sui siti web istituzionali e la loro consultazione è vivamente consigliata. Ma torniamo alla dott.ssa Monterosso.
La dott.ssa Monterosso possiede i requisiti di legge per ricoprire il suo attuale incarico?
Qui non si tratta di capire se l'attuale Segretario generale della presidenza della Regione è in grado di assolvere l’incarico a lei conferito, ma se possiede i requisiti previsti dalla normativa vigente in materia di incarichi di livello dirigenziale generale a soggetti esterni all’Amministrazione regionale.
E’ bene ricordare, infatti, che la dott.ssa Monterosso non è una dirigente a tempo indeterminato dell’Amministrazione regionale!
La dott.ssa Monterosso è, da più di 10 anni destinataria, di incarichi presso uffici di diretta collaborazione dei vertici politici del Governo della Regione siciliana e non solo.
L’esame del suo curriculum vitae non fa certo chiarezza sulla rispondenza dei suoi titoli e della sua esperienza professionale ai requisiti previsti dalla normativa vigente (avere espletato almeno 5 anni di lavoro in funzioni dirigenziali), così come non fa chiarezza la delibera della Giunta regionale n. 248 del 2012 nella quale se ne traccia un profilo professionale di grandissimo spessore (che nessuno le nega), ma che per il raggiungimento del requisito dei cinque anni necessari per il conferimento dell’incarico di dirigente generale deve far ricorso al periodo in cui ha svolto l’incarico di Capo di Gabinetto proprio per il presidente della Regione (Lombardo) ( … e anche su questo incarico non sono pochi i dubbi sulla sua ammissibilità come requisito per la nomina a dirigente generale!).
La delibera in questione è stata adottata poco tempo prima delle dimissioni del presidente Lombardo, dimissioni largamente annunciate da tempo, con la quale si nomina la dott.ssa Monterosso Segretario generale della presidenza Regione per 4 anni (e anche in questo eccedendo il limite previsto in 3 anni dalla norma).
Qui sorge spontanea una domanda: ma se per raggiungere i 5 anni di “incarichi dirigenziali” nel 2012 si è dovuto fare ricorso all’incarico di capo di gabinetto del presidente (Lombardo), come è stato possibile che la dott.ssa Monterosso potesse soddisfare il requisito previsto dalla normativa vigente quando fu nominata per la prima volta dirigente generale nel 2005?
In effetti, il presidente Lombardo il problema se lo era dovuto porre e il suo Governo dovette adottare la delibera della Giunta n. 238 del 2010. Delibera che fu adottata dopo l’avvio di una “iniziativa” della Corte dei Conti sui dirigenti generali "esterni" e in ragione della quale il Presidente Lombardo fece avviare una istruttoria con tanto di commissione e pareri di illustri costituzionalisti.
Di quella delibera vi proponiamo alcune parti.
Tra le motivazioni della mancanza delle condizioni per la nomina della dott.ssa Monterosso a dirigente generale vi proponiamo il testo di un “Ritenuto” e di un “Considerato” della delibera di Giunta n. 238 del 2010.
Il “Ritenuto” è il seguente …
… Ritenuto che la descritta condizione soggettiva non legittimava la nomina della dott.ssa Monterosso nell’'anno 2005, di modo tale che le prestazioni dalla stessa effettuate fino al 29 dicembre 2009 possono essere valutate nei limiti dell’art. 2126 cod. civ., come peraltro riconosciuto nelle proprie deduzioni dall’interessata, e dunque come attività di mero fatto che se, ai sensi dell’art. 2041 cod. civ., consolida il diritto al riconoscimento del debito per le prestazioni rese (seppur nei limiti infra specificati), non consente di valutare utilmente tale periodo, ai fini del conferimento di ulteriori incarichi di direzione generale, atteso che, in caso contrario, si finirebbe per asseverare il conseguimento di tali incarichi in forza di provvedimenti difformi dall’art.19 comma 6 del D.Lgs. n. 165/2001;” …
Il “Considerato” è il seguente:
“Considerato, ai fini della valutazione del provvedimento di conferimento dell'’incarico affidato con deliberazione della Giunta Regionale n. 585 del 29 dicembre 2009 e con D.P.Reg. n. 300058 del 19 gennaio 2010, che la ritenuta illegittimità del precedente provvedimento di nomina, quale Dirigente generale (anno 2005 e seguenti), non consente alla dr.ssa Monterosso di conseguire l’anzianità in qualifica dirigenziale prescritta per la nomina dall’art.19, comma 6 del D.Lgs. n. 165/2001, nel testo modificato dal D.Lgs. n. 150/2009, né realizza le condizioni alle quali la stessa norma subordina la nomina in presenza di una particolare specializzazione professionale, che deve oggi comunque integrarsi con un’esperienza, anche infradirigenziale, quinquennale;” …
In appresso riportiamo quanto “Delibera” la Deliberazione …
“… Per i motivi esposti in premessa, in adesione ai principi desumibili dalla nota n.0007216 del 3 maggio 2010 della Procura regionale presso la Corte dei Conti della Sicilia, di ritenere l’insussistenza delle condizioni prescritte dall’art.19, comma 6, del D.Lgs. n. 165 del 30 marzo 2001, nel testo anteriore al D.Lgs. n. 150 del 27 ottobre 2009, per la nomina della dr.ssa G.P.Monterosso, quale dirigente generale del Dipartimento regionale Pubblica Istruzione dell’Assessorato regionale dei beni culturali ed ambientali e della pubblica istruzione, disposta con deliberazione della Giunta regionale n. 230 del 10 giugno 2005, di conseguenza caducandola, anche in quanto viziata nell’istruttoria per difetto di accertamento tecnico preventivo dei presupposti, dando mandato al Presidente della Regione di adottare analogo provvedimento di secondo grado relativamente al D.P.Reg. n. 02738 del 21 giugno 2005 di ritirare, pertanto, nell’esercizio del potere di autotutela, la deliberazione della Giunta regionale n. 585 del 29 dicembre 2009, nonché, per la parte di interesse, le deliberazioni della medesima Giunta n. 2 del 14 gennaio 2010 e n. 10 del 15 gennaio 2010, dando mandato al Presidente della Regione di provvedere, di conseguenza, al ritiro del D.P.Reg. di nomina n. 300058 del 19 gennaio 2010, sussistendo i presupposti dell’attualità dell’interesse pubblico nonché i profili di legittimità suffragati dagli espletati approfondimenti tecnici, e disponendo, al contempo, ai sensi dell’art. 2041 cod.civ., il riconoscimento del debito relativo alle prestazioni medio tempore rese, nei limiti di importo a tal riguardo posti dalla sentenza Corte dei Conti, Campania, n. 127/2009.”
Oggi la dott.ssa Monterosso è Segretario generale della presidenza della Regione siciliana, la più alta carica della burocrazia regionale in forza di una deliberazione di Giunta del Presidente Rosario Crocetta nella quale non c’è traccia di quanto riportato nella deliberazione 238 del 2010 della Giunta del Presidente Lombardo, così come della stessa non c’è traccia nella deliberazione 248 del 2012 sempre della Giunta del Presidente Lombardo.
Ecco, se il presidente della Regione, al di là della fiducia che ripone nella dott.ssa Monterosso e delle cui capacità professionali nessuno discute, spiegasse una volta per tutte come i suoi uffici sono stati in grado di confortarlo nella decisione che ha assunto nel 2013 (delibera della Giunta regionale n. 49 del 2013) di confermare nell’incarico la dott.ssa Monterosso, rimuoverebbe un pesante interrogativo che grava sulla chiave di volta su cui ha basato l’intero assetto burocratico del suo Governo.
Sappiamo da notizie di stampa, che riportano dichiarazioni del presidente, che in Giunta non sempre viene letto tutto ciò che viene sottoposto all’approvazione (sempre a proposito della vicenda Piano Giovani Sicilia), ma in questo caso forse sarebbe opportuno che si facesse rinfrescare la faccenda da funzionari informati dei fatti e, magari, da quegli uffici che hanno predisposto gli atti e che sono tenuti all’esercizio del controllo, anche nell'interesse dell'organo politico per preservarlo da possibili danni erariali. E magari potremmo venire a scoprire che la dott.ssa Monterosso possiede i requisiti previsti dalla normativa e le ragioni per cui la deliberazione 238 del 2010 non deve più trovare applicazione.
Se non verrà fatta chiarezza su questa vicenda si darà adito alla sempre più diffusa credenza che, con le opportune relazioni e senza doversi cimentare con noiose pratiche concorsuali, si possono scalare le vette della burocrazia … ma finché ci saranno delle norme, si dovrà tenere da conto che ci sarà sempre qualcuno che proverà a chiederne il rispetto … e la nostra Associazione “Perché no…qualcosa si muove” si è assunto quel ruolo non facile.
Paolo Luparello, presidente dell’Associazione “Perché no…qualcosa si muove” (Blog http://www.perchenosicilia.org )
Per leggere il manifesto dell’Associazione vai sul link che segue: http://goo.gl/O1ySgL
http://palermo.meridionews.it/articolo/27979/inchiesta-vi-raccontiamo-come-la-dottoressa-patrizia-monterosso-e-stata-nominata-segretario-generale-della-regione/





   

Osservazioni Rinnovo DECRETO A.I.A. 693 18 LUGLIO 2008 Italcementi Isola Delle Femmine 02-09-14



ALL’ASSESSORATO REGIONALE TERRITORIO ED AMBIENTE
   SERVIZIO 1 Via Ugo La Malfa,
169    
90146 – Palermo
Tel.
091.7077121, Fax 091.7077139 

E p.c.
AL PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIANA
ON.LE ROSARIO CROCETTA
PALAZZO D’ORLEANS
PIAZZA INDIPENDENZA 21
90129 PALERMO
Fax 091 7075199 tel 091 7075281

ALL’ASSESSORE REGIONALE DEL TERRITORIO E DELL’AMBIENTE
Via Ugo La Malfa, 169    
90146 - Palermo
tel.: 091 7077870 - fax: 091 7077963


AL DIRIGENTE GENERALE DEL
DIPARTIMENTO AMBIENTE
DELL’A.R.T.A.
Dott. Gaetano Gullo
Via Ugo La Malfa, 169    
90146 - Palermo
091 7077807 - 091 7077223 Fax: 091 7077294

ALLA PROCURA DELLA
REPUBBLICA
C/O TRIBUNALE DI
PALERMO
PIAZZA V.E. ORLANDO 1
90138 PALERMO

Comado Carabinieri Tutela per l'Ambiente
Nucleo Operativo Ecologico
Piazza Principe di Camporeale 64
90100 PALERMO
tel. 091/6788076, Fax 091 515142  

Al Presidente della IV Commissione
Ambiente e Territorio
c.a. Giampiero Trizzino
fax 0917054564


Oggetto: OSSERVAZIONI  – Procedimento di rinnovo Autorizzazione Integrata       Ambientale della Italcementi S.p.a. di Isola delle Femmine




Con riferimento, alla pubblicazione del giorno 8 agosto 2014, apparso sul sito dell’A.R.T.A.
dipartimento: “Avviso pubblico procedura di rinnovo aia per cementeria Italcementi di Isola delle Femmine (ex comma 3, art 29-quater, d.lgs. 152/06 e s.m.i.) “     (vedi allegati 1 e 2  )  
il Comitato Cittadino  Isola Pulita di Isola delle Femmine, associato a Legambiente, formula le seguenti osservazioni:


1.   Il Comitato rileva innanzitutto la nullità del DRS 683 del 18 luglio 2008 in quanto emanato da soggetto che non ne aveva titolo.

L’ing. Vincenzo Sansone, firmatario del provvedimento, non era di fatto il dirigente responsabile del Servizio  VIA-VAS poichè il decreto del Dirigente Generale pro tempore che ne approvava il contratto di lavoro fino al 16 dicembre 2008 è datato 17 dicembre 2008 (DDG n. 1474), cioè

risulta essere stato adottato 5 mesi dopo l’autorizzazione concessa dall’ing.
Sansone alla Italcementi.

      Nel citato DDG l’arch. Tolomeo fa riferimento alla nota a sua firma, DTA n. 17818 del 29 febbraio 2008, con la quale avrebbe affidato all’ing. Sansone l’incarico di responsabile del Servizio.

       E’ persino superfluo evidenziare che l’affidamento (o attribuzione) di un incarico dirigenziale non può avvenire con una semplice nota ma esclusivamente con un apposito provvedimento. Altrettanto dicasi nel caso di proroga, in quanto, per la gerarchia degli atti amministrativi, essa può avvenire con un provvedimento di pari livello della precedente attribuzione, giammai con una nota.

      Sarebbe come concedere o prorogare una autorizzazione, p.e. alle emissioni in atmosfera, un AIA, ecc., con una nota e non con un provvedimento specifico.

      A tal proposito, il Comitato rileva che deve presumersi che sia il dirigente generale arch. Pietro Tolomeo che l’ing. Sansone non potessero ignorare, per manifesta evidenza, l’illegittimità di una procedura e di una nomina del tutto irregolare, non valida e, di conseguenza, priva di  ogni efficacia amministrativa.

      Ma c’è  anche di più.

      Nella nota n. 17818 l’arch. Tolomeo motiva la procedura adottata richiamando l’art. 36, comma 9, del CCRL dell’area della dirigenza.

      Si tratta di un richiamo del tutto improvvido che contraddice completamente il suo stesso operato, in quanto il comma 9 recita “Nelle ipotesi in cui non vi siano modifiche della struttura né motivi 
che giustifichino eventuali rotazioni o comunque il mancato rinnovo del 
contratto, e non vi sia una valutazione negativa dell’operato del dirigente, 
allo stesso deve essere garantita la 
stipula di un nuovo contratto individuale senza soluzione di continuità per 
l’azione amministrativa e gestionale entro e non oltre i successivi trenta 
giorni”.

      Ne consegue che l’arch. Tolomeo ha operato anche in palese violazione del CCRL dell’area della dirigenza e che il conferimento dell’incarico all’ing. Sansone è avvenuto in modo irregolare, illegittimo e non retrodatabile, tutte ragioni per cui, in ogni caso, l’ing. Sansone alla data di emanazione del DRS n. 693, il 17 luglio 2008, non aveva il titolo né il potere occorrenti a formalizzare il provvedimento dell’AIA.      
   

2.   Stanti i rilievi di nullità sollevati al punto 1) il Comitato potrebbe anche esimersi da ulteriori considerazioni. Cionondimeno, la presunta autorizzazione e l’attuale avvio della procedura del suo preteso “rinnovo” si prestano a far eccepire altri motivi di irregolarità anch’essi di manifesta evidenza.

      a) L’art. 6 del DRS n. 693 prevedeva che “Il 
provvedimento definitivo sarà subordinato alle risultanze della visita di 
collaudo. Gli enti preposti al controllo esamineranno in quella sede le 
risultanze della suddetta visita e potranno, se ritenuto necessario, modificare 
le condizioni e prescrizioni autorizzative”.

      L’art 7 precisava che “L’Autorizzazione Integrata Ambientale viene subordinata al rispetto delle condizioni e di tutte le prescrizioni impartite dalle competenti attività intervenute in sede di conferenza dei servizi…che fanno parte integrante e sostanziale del presente decreto…”. Nelle pagg. 4-11 venivano specificati le “Prescrizioni relative alle attività di recupero di rifiuti come materie prime”, i “Limiti alle emissioni”, le “Prescrizioni relative all’impianto”, le “Prescrizioni relative ai combustibili utilizzati ed ai consumi energetici “, le “Prescrizioni relative ai rifiuti prodotti “ e le “Prescrizioni relative alle attività di monitoraggio (Piano di monitoraggio e controllo)”. Veniva fatto obbligo all’azienda di procedere “entro 24 mesi dal rilascio dell’autorizzazione alla conversione tecnologica (“revamping”) dell’impianto con il completo allineamento alle Migliori Tecnologie Disponibili previste per il settore del cemento…”, ma nel caso del mancato “revamping” “…comunque adeguare l’impianto esistente alle M.T.D. attraverso i seguenti interventi” [quelli sopra specificati].

      Tuttavia, alla scadenza dei 24 mesi risulta che nessuna delle autorità preposte si è premurata di  adempiere agli obblighi discendenti dalle prescrizioni di propria competenza contenute nel DRS n. 693 al fine di rendere definitiva o meno l’autorizzazione.
      b) Il 9 giugno del 2011, a distanza di 36  mesi e cioè con un anno di ritardo, il Servizio 1, riconoscendo che “il decreto prevedeva condizioni e  prescrizioni da attuare con scadenze temporali…da effettuarsi entro 24 mesi dalla data di rilascio”, teneva la riunione di un tavolo tecnico “al fine di verificare se la società Italcementi ha provveduto a dare corso alla attuazione delle prescrizioni contenute nel decreto di riferimento”.

      Dalla lettura del verbale risulta che, ad eccezione della Italcementi che dichiara di operare nel rispetto delle prescrizioni previste dall’autorizzazione, inspiegabilmente nessuna delle autorità competenti alle verifiche si pronuncia nel merito, p.e. sugli interventi strutturali, limitandosi la discussione solo ad alcuni aspetti relativi al monitoraggio delle emissioni ed al posizionamento delle centraline di rilevamento degli inquinanti.
      Quindi,
il dato che se ne trae e che dopo 36 mesi dal rilascio del provvedimento AIA
restavano privi di ogni verifica quei presupposti e quelle prescrizioni che

avrebbero dovuto rendere valida e definitiva l’autorizzazione.   


      Da allora ad oggi, cioè a distanza complessiva di 6 anni dal DRS n. 693, la situazione, come è noto e come risulta agli atti, è rimasta del tutto invariata: ai rilievi di nullità del provvedimento si somma anche la mancanza di validità di merito, in quanto nulla è dato a sapere circa il rispetto di tutte le prescrizioni che avrebbero dovuto essere rispettate dall’Italcementi nei termini di 24 mesi dalla data di emanazione dell’autorizzazione.


       Questo Comitato, pertanto, nel sottolineare l’inspiegabile comportamento degli enti deputati al controllo di attuazione del DRS n. 693, fa presente che mancano del tutto i presupposti per procedere al rinnovo di una autorizzazione da considerarsi, in primis, di per sé inesistente e, eventualmente, non più valida almeno dal luglio del 2010.


       Alla luce delle superiori considerazioni, questo Comitato ritiene inattuabile la procedura di  rinnovo essendo, invece, necessaria un’autorizzazione ex novo.
          
           Comitato Cittadino Isola Pulita
           COORDINATORE
           GIUSEPPE CIAMPOLILLO
           posta certificata: GIUSEPPECIAMPOLILLO@pec.it
           email: isolapulita@gmail.com
           SITO:

           http://isoladellefemmineitalcementieambiente.blogspot.it/












Isola delle Femmine 2 settembre 2014

Inviate con posta certificata il giorno 2 settembre 2014
Inviate con rettifica con posta certificata il 2014-09-03



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<oggetto>OSSERVAZIONI – Procedimento di rinnovo Autorizzazione Integrata
Ambientale della Italcementi S.p.a. di Isola delle Femmine </oggetto>
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S.p.A.</gestore-emittente> <data zona="+0200">
<giorno>03/09/2014</giorno> <ora>12:49:27</ora>
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Il
giorno 04/09/2014 alle ore 16:20:05 (+0200) il messaggio con Oggetto

": OSSERVAZIONI ? Procedimento di rinnovo Autorizzazione Integrata
Ambientale della Italcementi S.p.a. di Isola delle Femmine " inviato da
"giuseppeciampolillo@pec.it"

ed indirizzato a:

prot.procura.palermo@giustiziacert.it ("posta certificata")

è stato accettato dal sistema ed inoltrato.

Identificativo del messaggio: opec275.20140904162005.15534.02.1.15@pec.aruba.it

L'allegato daticert.xml contiene informazioni di servizio sulla trasmissione






Allegato 1 Osservazioni A.I.A. Decreto 693 18 Luglio 2008 Firma Sansone Respons Procedimento Cannova Gianfranco






Allegato 2 Osservazioni A.I.A. 2008 17 Dicembre Tolomeo d.g. Nomina Sansone Dirigente 2 Servizio Via Vas





Allegato 3 Osservazioni A.I.A. Zuccarello 9 Giugno 2011 Tavolo Tecnico Prescrizioni Presente Cannova ARCH GIANFRANCO


Allegato 4 Avviso Richiesta Rinnovo Assessorato 1 Servizio Via Vas 8 Agosto 2014


Allegato 5 Italcementi 17 Gennaio Chiede Rinnovo Decreto 693 2008 Relazione Tecnica







Osservazioni Rinnovo DECRETO A.I.A. 693 18 LUGLIO 2008 Italcementi Isola Delle Femmine 02-09-14,CANNOVA,SANSONE,ZUCCARELLO,TOLOMEO
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XVI  Legislatura ARS

                                 MOZIONE

  N. 286 - Rimozione del Segretario generale  della  Presidenza della Regione siciliana.
                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

              PREMESSO che:

              il nucleo di Polizia tributaria della Guardia  di finanza  di  Palermo  indaga  ormai  da  tempo   sui finanziamenti agli enti  di  formazione  nell'ambito dei PROF (Piano regionale per l'offerta formativa);

              secondo gli inquirenti, sulla base  di  quanto  è emerso  dall'indagine  sulla  nota   vicenda   delle integrazioni  finanziarie  concesse  agli  enti   di           formazione, sono stati  assegnati  dei  fondi  extra  budget  'immotivati'   agli   enti   di   formazione siciliani in aggiunta a  quelli  previsti  dal  PROF 2007 per un  ammontare  complessivo  superiore  a  4 milioni di euro;

              i fondi extra budget sarebbero  stati  utilizzati per assumere nuovo personale e per finalità  diverse rispetto a quelle previste dalla  legge,  ossia  per coprire la  differenza  delle  retribuzioni  laddove fossero scattati aumenti contrattuali;

              la Corte dei conti ha condannato in  primo  grado  il   capo   del   dipartimento   della    Formazione  professionale  a  quel  tempo  in  carica,  dott.ssa Patrizia Monterosso, oggi Segretario generale  della Presidenza della Regione siciliana, oltre a  diversi  politici di spicco, Assessori e dirigenti;

              la dott.ssa Patrizia Monterosso,  condannata  per aver concesso agli enti di formazione  professionale fondi  extra  budget  considerati  illegittimi   dai          magistrati contabili, dovrà risarcire  all'erario  1 milione e 279 mila euro;
              la condanna fa riferimento ai soli  finanziamenti erogati nel 2007 e non a  quelli  erogati  nel  2008  (pari a 14,5 milioni di euro), nel 2009 e  nel  2010            (che ammontano a 4,9 milioni  di  euro  per  ciascun anno), per un importo complessivo pari a  poco  meno  di 25 milioni di euro;

              la Procura regionale della  Corte  dei  conti  ha avviato delle indagini sulle  nomine  dei  dirigenti esterni alla Regione, e che nel corso dell'inchiesta            sarebbe stata  coinvolta  anche  l'allora  dirigente  generale del dipartimento della Pubblica istruzione,  dott.ssa Patrizia Monterosso;

              la Corte  dei  conti  contestava  il  ricorso  ai  dirigenti     generali     esterni     da      parte dell'Amministrazione regionale, senza che  prima  si fosse verificato  se  tali  posti  potessero  essere  occupati   dal   personale   interno   alla   stessa            Amministrazione;
              RILEVATO che:
              il primo atto della  vicenda  delle  integrazioni  finanziarie concesse agli enti di formazione  risale al settembre  del  2013  quando,  sulla  base  delle            indagini  del  nucleo  di  Polizia   tributaria   di  Palermo, vennero condannati dalla Corte  dei  conti, con sentenza definitiva,  l'ex  Assessore  regionale   Mario Centorrino e l'ex dirigente generale  Gesulado  Campo  per  danno  all'erario,  avendo  disposto  di  talune somme non programmate;

              l'inchiesta riaperta di recente nel settore della  formazione  professionale  ha   portato   per   nove persone,  fra  burocrati  e  politici,   una   nuova condanna della Corte dei conti,  che  ha  nuovamente censurato il metodo delle integrazioni,  ossia  quei finanziamenti extra budget concessi agli  enti  alla   fine delle  attività  formative,  senza  motivazione adeguata;

              nell'atto di citazione, depositato dalla  Procura della Corte si legge che la Guardia  di  finanza  ha depositato un'informativa che ricomprende, oltre  ai           finanziamenti illegittimi del 2007, i danni erariali scaturiti  dalle  integrazioni  successive  al  PROF  2007;

              a seguito delle acquisizioni istruttorie e  delle memorie  depositate   da   funzionari   e   politici coinvolti nelle indagini della Procura  della  Corte dei conti, sotto la lente dei  magistrati  contabili  sono finite oltre 70 procedure di integrazione,  per           un importo complessivo di 5 milioni di euro  erogati a 38 enti di formazione;

              l'indagine condotta  dal  sostituto  Procuratore, dott. Gianluca Albo, ha avuto nel  mirino  il  piano formativo  del  2007,  irrobustito  da  integrazioni           finanziarie fatte nel 2008 e nel 2009;

              l'istruttoria ha  portato  all'individuazione  di coloro che si sono resi responsabili di  illegittime elargizioni  di  fondi,  fra   i   quali   l'attuale           Segretario generale di Palazzo  d'Orleans,  dott.ssa  Patrizia Monterosso, spicca per la pesante  condanna a  suo  carico  per  danno  erariale  alla   Regione  siciliana;

              CONSIDERATO che:

              Salvatore   Taormina,   attuale   dirigente   del dipartimento Finanze e per anni dirigente generale e Segretario generale dell'Amministrazione  regionale,           ed  Alessandra  Russo,  per  alcuni  anni  dirigente generale dell'Assessorato  regionale  Lavoro,  hanno presentato    ricorso    davanti    al     Tribunale           amministrativo regionale contro la nomina,  avvenuta a luglio 2012, di Patrizia Monterosso  a  Segretario  generale della Presidenza della Regione;

              il  Governo  della  Regione  ha   confermato   la dott.ssa  Patrizia   Monterosso   quale   Segretario generale  della  Presidenza  della  Regione,   prima           volta, nella storia della Regione, che la  più  alta  carica amministrativa regionale viene affidata ad un esterno;

              la sentenza di  condanna  in  primo  grado  della   Corte dei conti ha stabilito che  gli  extra  budget  costituiscono un danno per l'erario poiché si tratta  di cifre non programmate ma sborsate  dalla  Regione  per pagare il personale;
              la   motivazione   della   sentenza   è   fondata sull'assunto  secondo  il  quale  non  è   possibile incrementare  la   cifra   dei   finanziamenti   già           stanziati, restando vietato sforare il budget;

              con la prosecuzione delle indagini e le possibili  ulteriori condanne, in vista dello  svolgimento  del successivo grado di giudizio,  non  si  esclude  che           l'ammontare  del  risarcimento  possa   notevolmente  aumentare;

              il giudizio espresso nell'atto di  citazione  dal Pubblico Ministero, Gianluca Albo, è stato severo in quanto punta il dito contro  il  'disinvolto  avallo  delle   richieste   di   integrazione    finanziaria sprovviste di un titolo giuridico a loro sostegno  e di qualsiasi utilità' [...] in quanto 'espressione di  intollerabile leggerezza e negligenza funzionale  in  tutte le fasi del procedimento di integrazione';

              secondo il Procuratore della Corte dei conti si è in   presenza   di   una   violazione   dei   canoni comportamentali  previsti  tanto  dal   buon   senso           comune, secondo i quali  un  ente  privato  non  può gestire arbitrariamente  risorse  pubbliche,  quanto dal buon senso gestionale, che  deve  rispondere  ai principi di trasparenze ed economicità;

              in data 13 marzo 2014, l'avv. Anna Rosa Corsello, dirigente del  dipartimento  regionale  del  lavoro,  dell'impiego, dell'orientamento, dei servizi e delle           attività  formative,  dichiarava  dinanzi   alla   V Commissione  legislativa  permanente  dell'Assemblea regionale siciliana 'Cultura, formazione  e  lavoro'  di aver riscontrato la totale mancanza di  controlli  nei rendiconti degli enti,  circostanza  da  lei  in           passato più  volte  segnalata  attraverso  relazioni inviate al Governo regionale;

              RITENUTO che:

              il comportamento adottato dalla dott.ssa Patrizia Monterosso, nella qualità di capo  del  dipartimento della  formazione  professionale,  rappresenta   una           palese violazione dei solenni principi sanciti dalla Costituzione italiana, che, all'art. 54,  impone  ai cittadini cui sono affidate  funzioni  pubbliche  il dovere di adempierle con disciplina e onore;

              il comportamento della dott.ssa Monterosso appare contrario  ai  principi  del  buon  andamento  e  di  imparzialità cui devono essere ispirati  i  pubblici uffici che sono al servizio esclusivo della Nazione,  secondo quanto  prescritto  dal  combinato  disposto  degli articoli 97 e 98 della Costituzione;

              a livello nazionale, il D.P.R. 10  gennaio  1957, n. 3 (Testo unico delle disposizioni concernenti  lo statuto degli impiegati civili dello Stato) prevede,           all'art. 84,  la  destituzione  dall'incarico  quale pena inflitta a coloro che si  rendano  responsabili  di atti che rivelino mancanza del senso dell'onore e morale nell'espletamento del  pubblico  incarico,  a coloro  che  per  dolosa   violazione   dei   doveri d'ufficio arrechino grave pregiudizio allo Stato o a enti pubblici o a privati, a coloro che  si  rendano responsabili di un illecito  uso  o  distrazione  di somme amministrate,

                    IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              a rivedere la propria posizione e a rimuovere  la dott.ssa    Patrizia    Monterosso dall'incarico  dirigenziale di Segretario generale della Presidenza           della  Regione  siciliana,   in   quanto   coinvolta nell'indagine della scelta dell'attuale Governo  dei dirigenti esterni e  condannata,  seppur  ancora  in  primo  grado,  dalla  Corte  dei  conti  per   danno erariale a seguito  delle  integrazioni  finanziarie  illegittime  erogate  agli  enti  della   formazione  professionale.

              (26 marzo 2014)
              CIACCIO -  CANCELLERI  -  ZAFARANA  -  PALMERI  -           CAPPELLO  -  TANCREDI  -   CIANCIO   -   FERRERI   -           MANGIACAVALLO - SIRAGUSA -  TRIZZINO  -  FOTI  -  LA  ROCCA - ZITO - GRECO G.



http://www.ars.sicilia.it/icaro/doc235-1.jsp?print=TRUE&icaQueryId=1&icaDocId=4 


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