CONTRO L'ARROGANZA DEL POTERE:

PER LA LEGALITA', PER LA PARTECIPAZIONE, PER LA TRASPARENZA. PER IL CONFRONTO,PER LA CONDIVISIONE, PER L'INCLUSIONE, PER LA SOLIDARIETA', PER LA PROGETTUALITA', PER LA REALIZZAZIONE, PER L'ACCOGLIENZA, PER IL RISPETTO








Wednesday, August 07, 2013

2013 17 LUGLIO REVOCA TRATTO DI SPIAGGIA L4 E CONTESTUALE AFFIDAMENTO PORZIONE LOTTO L3 A NOTE IN LIBERTA'

COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE
Provincia di Palermo
V settore UTC –LLPP  e manutenzioni

      
DETERMINA DEL V SETTORE N. _______ DEL 17/07/2013

Oggetto: Revoca parziale per l'aggiudicazione provvisoria – tratto di spiaggia L4 - adiacente lo stabilimento balneare “Super Lido Battaglia” e contestuale affidamento di porzione del Lotto L3 alla ditta “Note in Libertà”.

Premesso che:
            Questo Comune con concessioni nn. 688 del 04/10/2006 (rep. 771/06) e n. 685 del 04/10/2006 (rep. 788/06) ha ottenuto la concessione per attrezzare i tratti di spiaggia libera, rispettivamente indicati nelle succitate concessioni  L4 di mq. 540 ed L1, L2 L3 di mq. 5905,00;
            Con D.A. dell'Assessorato Territorio ed Ambiente del 17/06/2013 n° 138/GAB sono state rinnovati provvisoriamente d'ufficio i titoli concessori fino al 31/12/2015;
            Con Delibera della Commissione Straordinaria con i poteri di Giunta Municipale – n. 72 del 27/06/13 immediatamente eseguibile, sono state dettate le linee guida per l’affidamento in concessione della gestione, vigilanza e salvataggio delle spiagge libere del Comune di Isola delle Femmine per la stagione balneare 2013;
            L’organico del Comune, carente sia sotto il profilo qualitativo che quantitativo di adeguate figure professionali, non consente di svolgere direttamente la gestione dei servizi di cui alla concessioni sopra citate;
            Con determina del responsabile del V settore n° 12 del 28/06/2013 – si è proceduto all’approvazione del capitolato speciale d’appalto e del bando di gara per l’affidamento di alcuni servizi necessari alla fruibilità dei tratti di spiaggia libera in questione, e si è indetto il pubblico incanto;
            Al seguito dell’esperimento del succitato pubblico incanto i servizi de quo sono stati affidati:
            per il Lotto n. L1 e L2 alla società G.E.N.I.U.S.S. 2000 rappresentata dal sig. Furceri Maurizio;
            per il Lotto L4   alla società “Note in Libertà” di Naccari Sabrina;
            Non è pervenuta alcuna istanza per l'affidamento del Lotto L3;
            in data  11/07/2013 con nota p.llo n. 9558 è stata inoltrata istanza dal sig. Battaglia Giovanni, gestore del lido denominato “superbattaglia” istanza di revoca parziale per quanto concerne l'affidamento del Lotto al suo adiacente, identificato con L4, in quanto porzione di detto lotto risulta all'interno delle proprietà privata dei sig.ri Triolo (giusta sentenza della Corte di Cassazione  n. 6094/2011) dato in locazione al sig. Battaglia Giovanni;
            Visto l’elaborato grafico allegato alla nota p.llo n. 9558 – del 11/07/2013 – a firma del geom. Vincenzo Aronica ed il contratto di locazione registrato in data 31/07/12 – serie n. 3, sottoscritto fra i sig,ri Battaglia G. e Triolo;
            Vista l'istanza del 16/07/2013 – con nota p.llo n. ________ inoltrata dalla società “Note in Libertà” con la quale chiesto, in sostituzione del lotto L4, l'affidamento provvisorio di quota parte del Lotto “L3” per la medesima superficie pari a mq. 540,00;
            Ritenuta accoglibile la richiesta da parte della società “Note in Libertà” atteso che per il lotto L3 non era pervenuta alcuna istanza;
            Considerato che non è stato manifestato alcun interesse da parte di altre ditte in merito all'affidamento degli  altri lotti oggetto del bando, al di fuori delle due partecipanti;
            premesso quanto sopra e in autotutela
DETERMINA
            - revocare parzialmente l'aggiudicazione del 09/07/2013, relativamente al tratto di spiaggia denominato L4, affidato provvisoriamente alla società “Note in Libertà” di Naccari Sabrina;
            - affidare provvisoriamente alla società “Note in Libertà” di Naccari Sabrina, porzione del Lotto L3 per la medesima superficie (pari a mq. 540,00), ferma restando le condizioni previste nel bando di gara.
Il responsabile del V settore
Arch. Sergio Valguarnera

Al sig. Battaglia Giovanni
Via Aspromonte n. 39
90100 Palermo

alla Sig. Naccari Sabrina
n.q. Di rappresentante legale della ditta “Note in Libertà

Alla Commissione Straordinaria
SEDE

Al segretario Comunale
SEDE

BATTAGLIA FRANCESCO MARIA,  Ditta Brothers di Battaglia Francesco Maria, con sede a Isola delle Femmine, Vial dei Saraceni, n. 32,


BATTAGLIA FRANCESCO MARIA,  Ditta Brothers di Battaglia Francesco Maria, con sede a Isola delle Femmine, Vial dei Saraceni, n. 32

CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA ARTIGIANATO E AGRICOLTURA DI PALERMO ED ENNA
- UFFICIO REGISTRO DELLE IMPRESE -
VISURA ORDINARIA SENZA VALORE DI CERTIFICAZIONE
DATI IDENTIFICATIVI DELL'IMPRESA
Codice fiscale e numero d'iscrizione: FRRNLS89H53H501U
del Registro delle Imprese di PALERMO ed ENNA
data di iscrizione: 20/04/2018
Iscritta con la qualifica di PICCOLO IMPRENDITORE (sez. speciale) il 20/04/2018
Iscritta con numero Repertorio Economico Amministrativo PA-408255
Denominazione: BEMALF DI ANNA LISA FARRUGGIA
Forma giuridica: IMPRESA INDIVIDUALE
Sede: ISOLA DELLE FEMMINE (PA) VIALE DEI SARACENI 32 CAP 90040
Indirizzo pubblico di posta elettronica certificata: ANNALISAFERRUGGIA@PEC.IT
Partita IVA: 14748621001
Data della comunicazione unica per la nascita dell'impresa: 12/04/2018
CANCELLAZIONE E TRASFERIMENTO SEDE
Posizione cancellata in data 15/01/2019
Causale: TRASFERIMENTO IN ALTRA PROVINCIA
Data cessazione attività di competenza dell'Ufficio RI della provincia di PALERMO: 15/01/2019
Posizione trasferita per competenza all'Ufficio RI della provincia di ROMA
Numero REA: 1566151/RM
ATTIVITA'
- INATTIVA -
Attività prevalente esercitata dall'impresa:
Costituzione nuova Impresa ai sensi art. 9 L. 40/2007 senza immediato inizio attività economica di
STABILIMENTO BALNEARE
ADDETTI
Numero addetti rilevati al 31/12/2018
(informazione di sola natura statistica)
Totale addetti dell'impresa
II III IV
trimestre trimestre trimestre Valore medio
Dipendenti: 4 4 0 4
Indipendenti: 0 0 0 0
Totale: 4 4 0 4

TITOLARI DI CARICHE O QUALIFICHE 
1) FERRUGGIA ANNA LISA
nata a ROMA (RM) il 13/06/1989
codice fiscale: FRRNLS89H53H501U
residente a: ROMA (RM) VIA PIETRAPERZIA 39 CAP 00132
- TITOLARE FIRMATARIO
INFORMAZIONI STORICHE SUCCESSIVE ALL'ISCRIZIONE NEL REGISTRO IMPRESE
Data denuncia (CT) 15/01/2019
15/01/2019 - TRASFERIMENTO DELLA SEDE

*** fine documento ***
BATTAGLIA FRANCESCO MARIA. BEMALF DI ANNA LISA FARRUGGIA,Ditta Brothers di Battaglia Francesco Maria,

BOLOGNA STEFANO, FURCERI MAURIZIO, G.E.N.I.U.S.S. 2000, ISOLA DELLE FEMMINE, NACCARI SABRINA, NOTE IN LIBERTA', PAGANO VINCENZO INTERDITIVA, SUPER LIDO BATTAGLIA di Giovanni & C SNC, TRIOLO,





BATTAGLIA FRANCESCO MARIA,  Ditta Brothers di Battaglia Francesco Maria, con sede a Isola delle Femmine, Vial dei Saraceni, n. 32



2017 20 LUGLIO T.A.R. N. 00998/2017 REG.PROV.CAU N. 01769/2017 REG.RIC. BATTAGLIA FRANCESCO MARIA Ditta Brothers di Battaglia Francesco Maria, con sede a Isola delle Femmine, Vial dei Saraceni, n. 32 SUPER LIDO BATTAGLIA di Giovanni & C. s.n.c. BOLOGNA STEFANO, FURCERI MAURIZIO, G.E.N.I.U.S.S. 2000, ISOLA DELLE FEMMINE, NACCARI SABRINA, NOTE IN LIBERTA', PAGANO VINCENZO INTERDITIVA, SUPER LIDO BATTAGLIA di Giovanni & C SNC, TRIOLO,
NOTE IN LIBERTA',LIDO BATTAGLIA,ISOLA DELLE FEMMINE,G.E.N.I.U.S.S. 2000 ,FURCERI MAURIZIO,NACCARI SABRINA,BATTAGLIA GIOVANNI,TRIOLO,SUPER LIDO BATTAGLIA di Giovanni & C SNC,PAGANO VINCENZO INTERDITIVA,BOLOGNA STEFANO 



NOTE IN LIBERTA', ISOLA DELLE FEMMINE,G.E.N.I.U.S.S. 2000,FURCERI MAURIZIO,NACCARI SABRINA, TRIOLO,SUPER LIDO BATTAGLIA di Giovanni & C SNC,PAGANO VINCENZO INTERDITIVA,BOLOGNA STEFANO 

2013 17 LUGLIO REVOCA TRATTO DI SPIAGGIA L4 E CONTESTUALE AFFIDAMENTO PORZIONE LOTTO L3 A NOTE IN LIBERTA' BOLOGNA STEFANO, FURCERI MAURIZIO, G.E.N.I.U.S.S. 2000, ISOLA DELLE FEMMINE, NACCARI SABRINA, NOTE IN LIBERTA', PAGANO VINCENZO INTERDITIVA, SUPER LIDO BATTAGLIA di Giovanni & C SNC, TRIOLO, BOLOGNA STEFANO, CASSAZIONE,FURCERI MAURIZIO, G.E.N.I.U.S.S. 2000, ISOLA DELLE FEMMINE, NACCARI SABRINA, NOTE IN LIBERTA', PAGANO VINCENZO INTERDITIVA, SUPER LIDO BATTAGLIA di Giovanni & C SNC, TRIOLO, 2013 17 LUGLIO REVOCA TRATTO DI SPIAGGIA L4 E CONTESTUALE AFFIDAMENTO PORZIONE LOTTO L3 A NOTE IN LIBERTA'

Friday, August 02, 2013

Rifiuti, Catania è il laboratorio della mafia Sicilia seconda per illegalità ambientale SALVO CATALANO

Rifiuti, Catania è il laboratorio della mafia  Sicilia seconda per illegalità ambientale 

SALVO CATALANO 

CRONACA – Ciclo del cemento, agromafie, spazzatura, incendi e delitti contro la fauna. Sono il cuore del business della criminalità organizzata. Reati fotografati dal dossier Ecomafia 2013 di Legambiente, in cui l'isola scalza la Calabria dal secondo posto per numero di infrazioni accertate. Il settore più redditizio resta quello dei rifiuti, dove Cosa Nostra ha trovato nuove e più sofisticate modalità di infilitrazione, sperimentate per la prima volta nel Catanese. Ma tutta la Sicilia è coinvolta: da Bellolampo a Palermo e San Filippo del Mela con l'amianto, ai cantieri navali di Messina

Aumenta il business, che tocca 16,7 miliardi di euro, cresce il numero dei clan coinvolti (sei in più) e quello dei Comuni sciolti per mafia, emergono nuove e raffinate modalità criminali. Le ecomafie non conoscono recessione, soprattutto nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa: Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. E' impietosa la fotografia scattata da Legambiente nel rapporto Ecomafia 2013, Storie e numeri della criminalità ambientale. L'isola guadagna una posizione nella classifica nazionale, scavalcando la Calabria e salendo dal terzo al secondo posto. L'11,8 per cento delle infrazioni ambientali accertate in Italia sono state registrate in Sicilia (poco più di 34mila), che conquista il non invidiabile primato nei delitti contro la fauna e si piazza nei primi quattro posti a livello nazionale nelle classifiche sull'illegalità nel ciclo del cemento, per incendi dolosi e colposi e nel settore dei rifiuti. Proprio quest'ultimo rimane il core business delle organizzazioni criminali: da qui deriva il 15 per cento della ricchezza delle ecomafie ed è terreno per nuove sperimentazioni che vedono coinvolta, come laboratorio privilegiato, proprio la provincia di Catania.
Cosa Nostra ha trovato l'ultima frontiera della Rifiuti spa: la falsificazione di documenti per far figurare operazioni di raccolta differenziata in realtà mai avvenute, a cui si aggiunge il finto riciclo, tentativi di dare un volto pulito a veri e propri smaltimenti illegali di rifiuti, anche quelli speciali e altamente pericolosi. «Ancora una volta - sottolinea la relazione - com’è accaduto per le energie rinnovabili, si cerca di cannibalizzare un nuovo e promettente segmento economico, per accumulare profitti illeciti, o evitare penali nel caso di mancato raggiungimento degli obiettivi». Nel corso del 2012 la magistratura ha fatto luce per la prima volta su due sistemi di questo tipo, entrambi nel Catanese: a Caltagirone e nei centri gestiti dall'Ato Kalat ambiente e nei comuni ionici con l'operazione Nuova Ionia.
Erano false le invidiabili percentuali di raccolta differenziata raggiunte dai paesi del Calatino. Nel maggio scorso un'indagine della Procura etnea ha colpito amministratori e tecnici della Kalat ambiente, la società che si occupava della gestione integrata dei rifiuti, e i responsabili locali delle due ditte che espletavano il servizio: la Aimeri ambiente (al centro anche delle cronache dell'area ionica) e la Agesp Spa. L'accusa è di aver frodato i Comuni attestando percentuali di differenziata, anche del 70 per cento, in realtà inesistenti. Il laboratorio della truffa sarebbe stato il centro di compostaggio e di trattamento della frazione secca di Grammichele. Qui venivano portati rifiuti di ogni tipo, mischiati per cambiarne la natura e rivenduti agli agricoltori come compost di qualità, creando un danno all'ambiente e ai cittadini. E sempre Caltagirone è stata la sede della truffa legata al pastazzo di agrumi, che può essere utilizzato come sottoprodotto nel settore agricolo e zootecnico, ma solo a certe condizioni che non si sarebbero verificate.
Giarre e nei comuni ionici il sistema era ancora più articolato e coinvolgeva funzionari pubblici, assessori e sindaci, come svelato dall'indagine Nuova Ionia, durata quattro anni e conclusa con arresti e sequestri milionari. «Sembrano lontani anni luce i tempi in cui era lo stesso Comieco (Consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggi a base di cellulosica) a premiare l’amministrazione comunale di Giarre per la straordinaria performance ottenuta in tema di raccolta differenziata - ricorda Legambiente - Risultati che lanciavano la cittadina etnea a pieno titolo nell’esclusivo club dei comuni italiani virtuosi nella raccolta differenziata di carta e cartone. A distanza di quattro anni, però, il sogno sembra sfumare». A dirigere le attività di Cosa Nostra nella gestione del ciclo dei rifiuti sarebbe stato Roberto Russo, esponente spicco e parte del direttorio del potente clan locale dei Cintorino di Calatabiano. E' anche intercettando le sue telefonate con funzionari e amministratori che gli investigatori scoprono, anche qui,  la truffa della differenziata: formulari della raccolta e del conferimento con numeri inesistenti per mostrare un'efficienza non corrispondente alla realtà e, allo stesso tempo, costringere i Comuni a ricorrere alle procedure di somma urgenza per rimuovere microdiscariche e pulizie straordinarie, affidando l'incarico e ditte riconducibili allo stesso clan, nonostante i servizi fossero regolarmente appaltati e pagati all'Aimeri.
Così Russo si rivolgeva all'ex assessore all'Ecologia di Giarre, Piero Mangano, accusato di corruzione aggravata, a proposito della gestione dell'umido: «Ora devi dire grazie a me, ah! Te ne ho caricato di formulari di altri paesi». La falsificazione portava notevoli profitti al clan e all'Aimeri, che, sottolineano gli investigatori, «ha evitato di pagare le penali derivanti dal mancato raggiungimento della raccolta differenziata». «Mi raccomando - diceva un esponente del clan Cintorino al responsabile locale della ditta - Roberto questa cosa la deve curare bene, ah! Dobbiamo essere più sperti di loro... Li dobbiamo fottere alla grande! È facile arrivare; certo, se ne va un po’ di tempo, però pazienza... Lo dobbiamo sapere io e lei e basta!».
E se il Catanese è stato il laboratorio per le nuove modalità criminali, nelle altre province siciliane si registrano irregolarità tradizionali, ma non meno gravi, del ciclo dei rifiuti. Il Tribunale di Palermo ha dichiarato fallita l'Amia, la società municipalizzata che gestisce il servizio nel capoluogo e che negli ultimi dieci anni avrebbe accumulato un debito di 180milioni di euro. Mentre la Procura a febbraio del 2013 ha sequestrato la discarica di Bellolampo per l’ipotesi di disastro ambientale, causato dalla formazione di un enorme lago di percolato che ha contaminato le falde acquifere sottostanti la discarica. «Decisione necessaria – ha spiegato il procuratore capo Francesco Messineo – Perché il percolato si è infiltrato nelle falde acquifere e rappresenta un pericolo per gli abitanti».
C'è il problema dello smaltimento illecito di rifiuti fognari che non risparmia neanche la spiaggia di Sampieri e quella di Fornace, nel Ragusano, famosa in tutto il mondo per la fiction del commissario Montalbano. A gennaio del 2013 i giudici di Catania hanno sequestrato due villaggi turistici, dopo che le indagini coordinate dalla Procura distrettuale antimafia di Catania avevano riscontrato ripetuti episodi di inquinamento a mare.
E infine c'è lo scottante capitolo dello smaltimento dei rifiuti speciali, camuffati come non pericolosi dalla criminalità organizzata. Succede a San Filippo del Mela, nel Messinese, dove è in corso una strage silenziosa. Dei 220 dipendenti della ditta Sacelit che produceva eternit, 113 sono già morti a causa di malattie direttamente collegabili all'inalazione dell'amianto. Ma come se tutto questo non bastasse, continua lo smaltimento illecito dei rifiuti dell'ex cantiere. Tra il 2007 e il 2009 i prodotti contaminati sarebbero stati smistati come rifiuti normali in tre discariche: a Priolo, Gavignano e Lamezia Terme. Undici imprenditori sono indagati con l'accusa di traffico illecito di rifiuti pericolosi in concorso. E, sempre a Messina, una recente inchiesta dell'aprile 2013 colpisce i cantieri navali della zona Falcata. Qui gli investigatori hanno scoperto che dal 2006 in poi sono state smaltite 2.200 tonnellate dei residui altamente inquinanti ottenuti dopo la smerigliatura delle pareti interne ed esterne delle navi. Quella sabbia, che rimane dalla pulizia della vernice, della ruggine e di tutto il materiale che rimane attaccato alle imbarcazioni e che contiene metalli pesanti, sarebbe stata trasportata da ditte compiacenti presso impianti di recupero della zona come semplice materiale misto di demolizione, o addirittura disperso in luoghi ignoti. Secondo l'Arpa, questo sistema, che ha prodotto all'azienda napoletana un profitto di 226mila euro, ha contaminato il suolo in profondità.
[Foto di Marisa Citrano  

http://catania.meridionews.it/articolo/9338/rifiuti-catania-e-il-laboratorio-della-mafia-sicilia-seconda-per-illegalita-ambientale/

CASTELLAMMARE DEL GOLFO: LA LOGGIA ENRICO, ABUSIVO “A SUA INSAPUTA”

 by  · in Notizie dall'Italia
Cala Dell’Ovo è una delle zone più belle della costa che divide Castellammare del Golfo da Scopello e dalla riserva naturale dello Zingaro. E’ la zona che parecchi anni addietro venne “salvata” dalla cementificazione selvaggia, e dalla speculazione edilizia che anche imprese vicine alla mafia avevano programmato di compiere. Quella marcia fece nascere la riserva naturale dello Zingaro, bloccò cantieri e ruspe che erano già in movimento, ciò che esisteva già non è stato toccato, nessuna demolizione, ma semmai i “paletti” posti dalle norme di tutela ambientale e paesaggistica impedirono che si potesse continuare con il costruire. Ma ovviamente ci fu chi tentò di continuare a realizzare insediamenti abitativi, villette, profittando di una norma sopravissuta a tante leggi di tutela che consente di ricostruire manufatti laddove ne esistevano altri purchè venisse rispettata volumetria e originario impatto ambientale. O anche di recuperare l’esistente quando parecchio degradato senza ricorrere alle demolizioni. Tra le pieghe di questa norma nel 2003 un personaggio eccellente della politica, l’ex presidente dei senatori di Forza Italia ed ex ministro degli Affari Regionali, il palermitano Enrico La Loggia, tentò, assieme alla moglie, comproprietaria di un immobile proprio affacciato sul mare di Scopello, di recuperare un’antica abitazione. La concessione prevedeva il recupero ma quando i forestali andarono a fare una ispezione si resero conto che l’immobile era stato demolito e se ne stava costruendo uno del tutto nuovo. Scattò il sequestro, La Loggia e consorte finirono indagati, l’allora ministro La Loggia si difese sostenendo che “a sua insaputa” si era demolito e si stava costruendo ex novo. La tesi di La Loggia venne accolta dal giudice che alla fine di quel processo condannò il solo progettista e direttore dei lavori, architetto Vittorio Giorgianni che si assunse ogni responsabilità, spiegando che in corso d’opera, durante i lavori di recupero, si era avuto un cedimento che inevitabilmente condusse alla demolizione del vecchio manufatto. In una nota poi il ministro La Loggia ricostruì i fatti, ricordando che sua moglie «affidò ad uno stimato professionista palermitano l’incarico di predisporre, in presenza di un grave pericolo di crollo, tutta la documentazione nonchè il progetto tecnico per la ristrutturazione dell’immobile in questione». Lo stesso immobile – ricordò La Loggia – era stato peraltro acquistato con allegata perizia del tribunale che ne comprovava la precarietà strutturale – ad una vendita giudiziaria. «Con una articolata memoria, i difensori – aggiunse La Loggia – avevano già dimostrato l’assoluta regolarità dei lavori». E concluse dicendo «sarò lieto che ci sarà una circostanza (il processo ndr) nella quale si chiarirà finalmente questa vicenda che, per me, ha veramente dell’incredibile». La Loggia e la moglie non furono condannati, l’arch. Giorgianni si, “un tecnico preparato – chiosò il pm Palmeri nell’appello presentato contro la sentenza (appello poi respinto) come il progettista ed un ministro della Repubblica – stigmatizzò il pm – non potevano non conoscere precisi e logici obblighi di legge”.
Capitolo chiuso? Niente affatto. L’oramai ex ministro La Loggia pare tenga così tanto a quel luogo che è tornato a chiedere autorizzazione edilizia per ricostruire. Pensando forse che nel frattempo l’oblio poteva avere cancellato ogni ombra che si era addensata su quel cantiere. Ma adesso è scattato un sequestro bis, perché pare che tutto sia attorniato dall’originaria illegittimità. Lo scorso 5 aprile i carabinieri hanno nuovamente sequestrato quel cantiere. Stessi indagati, ex ministro e consorte, progettista e direttore dei lavori, arch. Giorgianni, identica impresa. Iscritta nel registro degli indagati anche il dirigente dell’Utc del Comune di Castellammare del Golfo, ing. Francesca Usticano. Una incredibile serie di violazioni ma stavolta si sarebbe provato che la ricostruzione (semmai possa essere compiuta, per la Procura questa non può avvenire in modo così automatico con la sola restituzione della proprietà, così come fu deciso a conclusione di quel processo) stava avvenendo con la costruzione di una volumetria superiore a quella esistente.

Insomma altro sequestro, altro processo si profila all’orizzonte, e probabilmente l’ex ministro la Loggia si appresta a ripetere che tutto ciò stava avvenendo “a sua insaputa”.

Abuso edilizio, indagato La Loggia

I CARABINIERI il 5 aprile scorso hanno sequestrato la casa al mare di Enrico La Loggia, ex parlamentare ed ex ministro. Avviso di garanzia per lui, per la moglie Maria Elena Woodrow, per l' impresa, per il progettista Vittorio Giorgianni e per Francesca Usticano, responsabile dell' ufficio tecnico del comune di Castellammare del Golfo. Una villa davanti le acque blu di Scopello - a un passo dalla riserva naturale dello Zingaro, località Cala dell' Ovo, fra l' antica Tonnara e Cala Mazzo di Sciacca, in una zona protetta da vincoli rigidissimi - che da 10 anni fa tribolare il politico palermitano. Già nell' aprile 2003, infatti, all' apertura del primo cantiere scattò il sequestro per abusivismo - bisognava consolidare la costruzione preesistente e non buttarla giù rifacendone un' altra. La Loggia fu accusato di aver iniziato i lavori senza concessione edilizia, nulla osta dei Beni Culturali, progetto esecutivo e senza denuncia di avvio al Genio Civile. Più o meno le accuse di oggi. L' allora ministro agli Affari regionali finì a giudizio con la moglie Maria Elena Woodrow e progettista Giorgianni, già assessore provinciale all' Ambiente per il centrodestra a Palermo. Alla fine l' unico condannato per violazione dei vincoli fu il progettista. Poi dieci anni di oblio. Fino a pochi mesi fa quando ha riaperto il cantiere: stessa impresa e stesso architetto. Le fondazioni dell' abuso di 10 anni fa ora diventano la struttura di una casa a due piani con travi e scale di cemento. La Procura di Trapani ritiene illegittime le concessioni in sanatoria rilasciate dal Comune di Castellammare così come la comunicazione alla Sovrintendenza. L' ingegnere responsabile dell' ufficio tecnico di Castellammare, Francesca Usticano, garantisce la regolarità della nuova concessione citando la s e n t e n z a d e l C g a d e l 25/05/2009, numero 481. «E' tutto a posto», dice. Non la vede così Angelo Di Marca, di Legambiente Sicilia, sulla stessa linea della Procura
Isola Pulita: INTERPELLANZA Chiarimenti sulle inadempienze riguardanti il Piano Regionale di Risanamento della Qualità dell’Aria CASTELLAMARE DEL GOLFO,LA LOGGIA ENRICO,ABUSIVISMO,USTICANO FRANCESCA, DI MARCA ANGELO,LEGAMBIENTE,  


Irsap, tutti nomi dei membri del Cda

REDAZIONE 
ECONOMIA – Si arroventa il clima all'ars sul blitz di confindustria sicilia che ha portato alla nomina di alfonso cicero quale presidente del cda dell'irsap,  l'ente che ha inglobato le 11 asi siciliane (aree di sviluppo industriale).
Si arroventa il clima all'Ars sul blitz di Confindustria Sicilia che ha portato alla nomina di Alfonso Cicero quale Presidente del Cda dell'Irsap,  l'ente che ha inglobato le 11 Asi siciliane (aree di sviluppo industriale).
Ieri già era successo un mezzo putiferio quando i deputati della Commissione Attività Produttive hanno scoperto che, mentre l'assessore al ramo, Linda Vancheri, dava la sua disponibilità a discutere del ddl che avrebbe dovuto ridisegnare la governance dell'ente, sottobanco procedeva alla nomina di Cicero (ve lo abbiamo raccontato qui).
Oggi la situazione appare ancora più contorta. Stamattina, infatti, i deputati hann verificato che la nomina non solo è prevista da un decreto assessoriale, ma è stata 'ratificata' da una delibera di Giunta del 23 Luglio scorso.
In buona sostanza, mentre lady Confindustria Sicilia, incontrava la Commissione Attività Produttive, le nomine erano già state fatte e approvate da tutto l'esecutivo regionale. Diciamo che i parlamentari si sentono un po' presi per i fondelli.
In ogni caso, la delibera è attesa al varco della Commissione Affari Istituzionali e si prevedono fuochi d'artificio.
Questi i nomi dei componenti del Cda nominati dal Governo Crocetta:
Alfonso Cicero, Presidente
Rosario Andreanò
Rosa Montalto (commercialista palermitana)
Filippo Ribisi (Presidente Confartigianato Sicilia)
Giuseppe Russello
Pubblicheremo a breve i loro curricula.
Irsap, il blitz di Confindustria  Irsap: l’uomo di Confindustria Sicilia nel mirino del Tar Irsap, dalla Cgil un ‘siluro’ a Cicero Irsap, 500mila euro per la sede a Caltanissetta: ecco l’esposto alla Corte dei Conti Cicero bacchettato dal Tribunale del Lavoro: “Pretestuoso” il licenziamento di Callari Irsap, domani la resa dei conti tra sedi che fioriscono e concorsi ‘straordinari’ Il Pd, la questione morale e i “Professionisti dell’antimafia 2.0?
http://palermo.meridionews.it/articolo/20425/irsap-tutti-nomi-dei-membri-del-cda/ 


BARRESI, BIANCHI, CALLERI, CARTABELLOTTA, CORSELLO, CUFFARO, FIUMEFREDDO, GIAMMANCO, INGROIA, IRFIS, IRSAP, LO  CICERO, LO BELLO, Lombardo, LUMIA, Marino, MONTANTE, SCILABRA, TOZZO, VENTURI, 



  •    CORSELLO E MONTEROSSO NEI GUAI  L'EUROPA VUOLE INDIETRO TRE MILIONI  


  • TUTTI GLI UOMINI (E LE DONNE) DEL PRESIDENTE CATALOGO GIUDIZIARIO DEL CERCHIO MAGICO
  • ARNONE GIOVANNI REVOCA INCARICO GULLO BOLOGNA CORSELLO MONTEROSSO LUPO GIAMMANCO GELARDI FEBBRAIO 2013.

·         Anna Rosa Corsello sostituisce Albert Ma in giunta si parla di patto di stabilità

http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2014/04/m5s-gestione-rifiuti-dirigente.html

·         Patrizia Monterosso nuovo capo   di gabinetto di Raffaele Lombardo

http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2014/04/il-fantasma-di-lombardo-live-sicilia.html 
  • L'INCHIESTA SUL FLOP-DAY, ANNA ROSA CORSELLO: "AI MAGISTRATI HO CONSEGNATO LE CARTE E SPIEGATO TUTTO"

·         IL RITORNO DELLA CORSELLO

http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2015/07/appunti-su-isola-delle-femmine-e.html

·         REGIONE, MOTO PERPETUO AI VERTICI  COME CROCETTA MACINA I DIRETTORI GENTE CHE VA, GENTE CHE VIENE

http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2015/03/regione-moto-perpetuo-ai-vertici-come.html


      ·         BUFERA SULLA MONTEROSSO CONDANNATA. CROCETTA: "RIMUOVERLA SAREBBE UN ABUSO"




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