CONTRO L'ARROGANZA DEL POTERE:

PER LA LEGALITA', PER LA PARTECIPAZIONE, PER LA TRASPARENZA. PER IL CONFRONTO,PER LA CONDIVISIONE, PER L'INCLUSIONE, PER LA SOLIDARIETA', PER LA PROGETTUALITA', PER LA REALIZZAZIONE, PER L'ACCOGLIENZA, PER IL RISPETTO








Wednesday, August 07, 2013

Viaggi ed escort con i soldi destinati ai disoccupati Bufera su manager e politici, 17 arresti Sport e grandi eventi, il giro di appalti nel mirino dei pm Dall'America's Cup ai mondiali di scherma. 2013


Viaggi ed escort con i soldi destinati ai disoccupati Bufera su manager e politici, 17 arresti  

I finanziamenti pubblici che dovevano creare occupazione finivano nelle tasche di deputati e imprenditori

Viaggi ed escort con i soldi destinati ai disoccupati

In manette Faustino Giacchetto, al centro del sistema truffaldino, l’avvocato Francesco Riggio e Domenico Di Carlo (Pd) – Indagato il senatore Francesco Scoma – Quegli strani bonifici a Sara Tommasi
La Regione Siciliana aveva stanziato 15 milioni di euro per avviare all’apprendistato 1500 disoccupati. Solo 18 di questi, però, hanno avuto la fortuna di beneficiare di un contratto. E la gran parte dei soldi è finita nelle tasche di manager e politici, attraverso viaggi, cene, regali e persino escort. E per non farsi mancare niente, ecco anche un giro di fatture inesistenti e di appalti pilotati.
C’è veramente di tutto nell’ultimo scandalo siciliano svelato dalla Procura di Palermo e che ha portato all’arresto ben 17 persone (12 in carcere e 5 ai domiciliari).  Il personaggio principale è  Faustino Giacchetto. Ufficialmente, solo un imprenditore nel campo della pubblicità. In realtà - per gli inquirenti – un gran corruttore al centro di un vero e proprio sistema truffaldino. Era lui ad elargire regali e mazzette a politici e funzionari, per canalizzare quanti più finanziamenti possibili su un Ente di formazione, il Ciapi, e per accaparrarsi in cambio i più grossi bandi sulla comunicazione della Regione.
Giacchetto è stato sbattuto in carcere. Con lui anche la moglie, Concetta Argento e la segretaria, Stefania Scaduto. Tutti accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere e corruzione.
Il provvedimento firmato dal Gip Luigi Petrucci porta in manette anche l’ultimo presidente del Ciapi, l’avvocato Francesco Riggio, candidato alle regionali con il Pd, e l’ex dirigente dell’Agenzia per l’impiego Gaspare Lo Nigro; e ancora, il già deputato regionale di Fli Luigi Gentile, il rappresentante legale regionale del Pd Domenico Di Carlo, il dirigente generale della Regione Giammaria Sparma e l’imprenditore Pietro Messina. Ai domiciliari vanno l’impresario Massimiliano Sala e due funzionari del Ciapi, Carmelo Bellissimo e Sandro Compagno.
Una seconda ordinanza in carcere, per il filone dell’indagine riguardante quattro gare dei cosiddetti “Grandi eventi” della Regione, è stata notificata ancora a Giacchetto, all’imprenditore Luciano Muratore e al funzionario regionale Antonino Belcuore: tutti, devono difendersi dall’accusa di turbativa d’asta. Ai domiciliari vanno questa volta il dirigente dell’assessorato al Turismo Elio Carreca e il capo di gabinetto vicario dell’assessore al Turismo, Bruno De Vita. L’ipotesi di reato è di corruzione.
Sono una quarantina gli indagati, tra cui appunto molti politici. Tra questi il senatore Pdl Francesco Scoma, che dovrà rispondere di corruzione. La Procura di Palermo chiederà al Senato l’autorizzazione per sequestrare al parlamentare 26.000 euro. Secondo gli inquirenti Scoma, quando era assessore regionale al Lavoro in Sicilia, avrebbe ricevuto dal Giacchetto viaggi, biglietti dello stadio e altre regalie per la somma, appunto, di 26 mila euro.
L’ex Presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Francesco Cascio, è invece indagato per finanziamento illecito dei partiti. Accusati di corruzione anche l’ex assessore al Lavoro Carmelo Incardone e Santi Formica.
Di finanziamento illecito ai partiti devono invece rispondere: Salvatore Sanfilippo (candidato sindaco al Comune di Santa Flavia, Palermo), Nicola Leanza (ex assessore al Lavoro, oggi deputato regionale e fino a qualche settimana fa capogruppo dell'Udc) e Gaspare Vitrano (ex deputato regionale del Pd attualmente sotto processo per concussione).
Perquisizioni alla sede dell’Ars, sequestrati beni per un totale di 28 milioni di euro.
Sono stati due ex collaboratori di Giacchetto a svelare i segreti del maxi giro di mazzette organizzato per ottenere finanziamenti pubblici e facili aggiudicazioni di appalti. “Emettevamo – hanno spiegato – fatture di comodo, trasferivamo somme di denaro in favore dei politici e acquistavamo beni di lusso, come orologi Patek Philippe. E ancora: viaggi per 36.000 euro in Tunisia (per 4 giorni), e un soggiorno per due sole notti da 12mila euro a Capri nell’esclusivo hotel Quisiana”. Potevano mancare bonifici da 3.000 euro in favore della soubrette Sara Tommasi? Non potevano.
I due “pentiti” non riuscivano a sottrarsi alle richieste di Giacchetto per paura di essere ammazzati. “Ci minacciava continuamente”, la giustificazione dei “collaboratori di giustizia”.  
Con quest’indagine, i pm ritengono di aver individuato il grande buco nero della Regione Siciliana, lì dove sparivano milioni di euro di soldi pubblici, forse molto di più di quei quindici ricostruiti dall’indagine.

Federico Colosimo

Fra le carte di Raccuglia spunta Rino Lo Nigro Mercoledì 18 Novembre 2009

Cominciano a trapelare le prime indiscrezioni sul contenuto della documentazione sequestrata all'ex latitante Domenico Raccuglia, catturato domenica scorsa dopo 13 anni da fuggitivo. Gli investigatori sono alle prese con i "pizzini" e con i nomi "isospettabili" di fiancheggiatori del boss di Altofonte. Emergono nomi di presunti prestanome che con le loro aziende stanno svolgendo lavori per conto della provincia. 

E viene fuori una foto, un ritaglio di giornale di Gaspare Lo Nigro, un superburocrate regionale, oggi direttore dell'agenzia regionale per l'impiego. Il particolare è stato rivelato dall'odierna edizione del quotidiano "Repubblica", in un articolo a firma di Salvo Palazzolo e Franco Viviano che, dice Lo Nigro, saranno destinatari di una querela.


Rino Lo Nigro, 54 anni, vecchio aderente alla Democrazia cristiana, del paese del boss, Altofonte, è stato vice sindaco. Nelle fila dello scudo crociato viene eletto alla provincia regionale di Palermo e nel 1990 è assessore nella giunta Lo Vasco, a Palermo. Poi diventa vice sindaco dell'esecutivo cittadino guidato dall'ex magistrato Aldo Rizzo. Nel suo curriculum anche una collaborazione con l'ex sottosegretario agli Interni, Ferdinando Russo, e più di recente, l'avvicinamento all'Udc. Il suo nome non è nuovo per i magistrati in quanto coinvolto in altre inchieste antimafia.

Nel processo Andreotti, nel 1998, Giovanni Brusca lo annovera nelle amicizie del fratello Emanuele. "Tramite Lo Nigro - diceva Brusca - mio fratello aveva appreso che il giudice Carnevale non avrebbe più presieduto il maxi processo (in Cassazione, ndr)". Ma già un anno primo, lo stesso Brusca, aveva sollevato il sospetto che Lo Nigro fosse l'autore dell'anonimo circolato a palazzo di giustizia, a Palermo, pochi giorni dopo l'eccidio di Capaci, in cui si rivelavano una serie di contatti fra mafia e politici della Dc in ascesa. Lo Nigro respinse le accuse, "non hon mai fornito notizie riservate a nessuno, non ero in grado di farlo, non ho mai scritto lettere anonime". E sulla conoscenza con Emanuele Brusca, Lo Nigro aveva tagliato corto: "Ci conosciamo dai tempi dell'azione cattolica".

Ma non è finita qui. Il nome di Lo Nigro torna nell'inchiesta sulle talpe alla Dda di Palermo. Fra le conversazioni intercettate nel salotto di Giuseppe Guttadauro, medico, boss di Brancaccio, Salvatore Aragona - altro medico vicino al boss - diceva: "Guarda che Lo Nigro è uomo del Sisde". La sua fonte? Un politico.

Infine Lo Nigro è anche nelle carte con le quali i magistrati di Palermo hanno chiesto il  rinvio a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa per l'ex governatore siciliano Totò Cuffaro. Un testimone, Gaspare Romano, ha raccontato che 15 anni fa aveva visto Cuffaro a un conviviale a Portella della Ginestra. Con lui c'erano Santino Di Matteo, Emanuele Brusca e Rino Lo Nigro.



Regione, in pensione dg senza laurea 18 MAGGIO 2010 
di Antonio Casa
Domani riunione della Giunta regionale per decidere le sorti dei nove dirigenti generali esterni, quattro sono in bilico. Verifica dei curricula: Gaspare Lo Nigro ha “soltanto” un diploma di scuola media superiore

PALERMO - Domani, in apposita seduta, il Governo regionale affronterà la questione dei dirigenti generali esterni, che si trascina dall’inizio dell’anno.


Oggi sono 9 (senza contratto, ndr) su 28, più di quelli previsti dal disegno di legge che l’assessorato regionale alla Funzione pubblica sta ultimando. Proprio domani, informa una nota, “verrà apprezzato il ddl di settore che mira a definire in modo compiuto, per il futuro, il tetto di dirigenti esterni utilizzabili nell’ambito dell’Amministrazione regionale ed i criteri per la loro scelta”.


Dietro i dg esterni premono i predecessori esclusi dall’ultima tornata di nomine. Alcuni di essi - Antonietta Bullara, Giuseppe Li Bassi, Michele Lonzi e Giuseppe Morale -, hanno presentato al Tribunale amministrativo regionale di Sicilia un ricorso avverso alle nomine. Sui 9 pende anche un ricorso alla Corte Costituzionale e un’indagine della Corte dei Conti regionale.


In bilico coloro che hanno avuto o hanno incarichi politici, come Nicola Vernuccio (Attività produttive, ex commissario del Mpa a Palermo) e Mario Zappia (Attività sanitarie, ex sindaco di Bronte), oppure con curricula che non rispondono alle aspettative delle nuove norme in materia, come Rossana Interlandi (Energia ed ex assessore al Territorio e Ambiente nel Governo Cuffaro e già nello staff del presidente Lombardo) e Patrizia Monterosso (Formazione professionale). Da decidere, infine, la sorte di Romeo Palma (Ufficio legale), Maurizio Guizzardi (Sanità), Gian Maria Sparma (Pesca) e Salvatore Barbagallo (Agricoltura), gli altri dirigenti esterni.


Si è intanto liberato, non senza sorprese, il posto di direttore generale dell’Agenzia regionale per l’impiego. Gaspare Carlo Lo Nigro, detto Rino, si è messo in pensione ad appena 55 anni, avendo maturato gli anni di servizio per andare in stato di quiescenza.


Ma scoppia il caso. Risulta al Qds che ad accelerare la decisione di farsi da parte è la scoperta dell’assenza della laurea. Lo Nigro ha “soltanto” un diploma. Una notizia confermata all’interno della giunta regionale di Governo.


Sulla scorta delle recenti disposizioni della legge “Brunetta” sulla Pubblica amministrazione, la Regione ha verificato i curricula dei propri dirigenti. È venuto fuori che per alcuni lustri Lo Nigro ha retto le sorti dell’occupazione siciliana, sempre all’interno dell’assessorato al Lavoro, vedendo passare dinnanzi a sé svariati assessori e presidente della Regione, con un semplice diploma di scuola media superiore. Eppure, ai sensi del combinato disposto dell’art. 19 (richiamato  espressamente dall’art. 9, comma 8 della legge regionale 10/2000) e dell’art. 28 del D.lgs. 165/2001, i dirigenti della Pubblica amministrazione devono essere in possesso del diploma di laurea.
Il Quotidiano di Sicilia ha cercato di contattare Lo Nigro per ottenere una replica, senza riuscirvi.

Corte dei Conti, indagini sui dirigenti esterni della Regione, 14 avvisi di comparizione


L’inchiesta è nata da un esposto presentato dal gruppo parlamentare del Popolo della Libertà all’assemblea regionale siciliana che, aveva denunciato la nomina dei nove dirigenti regionali esterni. L’indagine è stata condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Palermo. Adesso, la procura della Repubblica della Corte dei Conti sta indagando sulle nomine fatte dalla giunta Lombardo. Sotto la lente di ingrandizmento sono finiti gli incarichi all’avvocato generale dell’ufficio legislativo e legale Romeo Ermenegildo Palma, del direttore per le attività produttive Nicola Vernuccio, del direttore del dipartimento dell’Energia Rossana Interlandi, del direttore dell’agenzia regionale per l’Impiego Carlo Lo Nigro, del dirigente del dipartimento della pubblica Istruzione Patrizia Monterosso, del dirigente dell’Agricoltura Salvatore Barbagallo, del dirigente del dipartimento per la Pesca Gian Maria Sparma, del dirigente dell’assessorato alla Salute Maurizio Guizzardi e del dirigente del dipartimento regionale per le attività sanitarie Mario Zappia. Il presunto danno contestato dal procuratore della Corte dei Conti, Giuseppe Aloisio, come si legge negli inviti a comparire appena notificati, è di 2 milioni e 60 mila euro. A restituire la somma nelle casse della Regione è chiamata la giunta di governo composta da Raffaele Lombardo, Gaetano Armao, Giovambattista Bufardeci, Mario Centorrino, Caterina Chinnici, Michele Cimino, Giovanni Di Mauro, Luigi Gentile, Nicola Leanza, Pier Carmelo Russo, Massimo Russo, Antonino Strano, Marco Venturi e il dirigente capo di Gabinetto Antonino Scimemi. Dalla documentazione acquisita dai finanzieri emerge che dal 19 gennaio al 5 luglio 2010 a Nicola Vernuccio l’amministrazione ha erogato 17.594 euro; a Rossana Interlandi 12.051 euro; a Mario Zappia 20.972 euro, a Patrizia Monterosso 57.653; a Romeo Ermenegildo Palma 830.087 euro (250 mila nel 2010, 249 mila nel 2011, 234 nel 2012 e 95 mila euro per il 2013 fino a maggio); a Gaspare Carlo Lo Nigro 106 mila euro nel periodo dal 19 gennaio al 13 giugno 2010; a Gian Maria Sparma 137 mila euro dal 19 gennaio al 30 settembre 2010); a Mario Guizzardi 502 mila euro (dal 19 gennaio 2010 al primo marzo 2012, per un totale di oltre due milioni di euro. Secondo i magistrati contabili, l’amministrazione regionale, deve ricercare preventivamente al suo interno le particolari professionalità per ricoprire anche gli incarichi di dirigenti. Secondo le indagini della guardia di finanza, non risulta effettuata alcuna preliminare ricerca interna. La verifica dei requisiti sembrerebbe essere stata limitata al solo esame dei curriculum prodotti dai nove candidati come emerge dalla nota del 29 dicembre del 2009 indirizzata al Presidente della Regione dal suo capo di Gabinetto Antonino Scimemi, responsabile della segreteria tecnica della presidenza. In base ad alcune indiscrezioni dalla relazione della Guardia di Finanza i curricula dei dirigenti nominandi non sarebbero stati trovati nei fascicoli personali, né risulterebbe che la segreteria tecnica avesse mai ricevuto dall’organo politico disposizioni per avviare la procedura di valutazione dei candidati alla dirigenza. Secondo un’interpretazione estensiva, l’inchiesta della procura, della Corte dei conti è un monito anche per la giunta Crocetta che non si è discostato dalla linea tracciata dai predecessori.




DANNI ERARIALI. La magistratura contabile calcola oltre due milioni spesi dalla Regione.


Notificatigli inviti a comparire.

I dirigenti esterni scelti da Lombardo: scatta l'indagine della Corte dei Conti L' inchiesta riguarda l' intera giunta di allora e l'ex capo di gabinetto. Secondo la Procura della Corte dei Conti, occorreva prima ricercare nei ruoli interni le professionalità richieste.
...La procura della Repubblica della Corte dei Conti sta indagando sul ricorso ai dirigenti esterni da parte della Regione.
Sotto la lente dei magistrati contabili sono finite le nomine fatte dalla giunta Lombardo. Si tratta degli incarichi dati all' avvocato generale dell' ufficio legislativo e legale Romeo Ermenegildo Palma, al direttore per le attività produttive Nicola Vernuccio, al direttore per l' Energia Rossana Interlandi, al direttore dell' Agenzia regionale per l' Impiego Gaspare Carlo Lo Nigro, al dirigente del dipartimento
della Pubblica Istruzione Patrizia Monterosso, al dirigente dell' Agricoltura Salvatore Barbagallo, al dirigente del dipartimento per la Pesca Gian Maria Sparma, al dirigente dell'assessorato alla Salute Maurizio Guizzardi e al dirigente del dipartimento perle attività sanitarie Mario Zappia.
Il presunto danno contestato dal procuratore della Corte dei Conti, Giuseppe Aloisio, com esi legge negli inviti a comparire notificati, è di 2 milioni e 60 mila euro. A restituire la somma nelle casse della Regione potrebbe essere chiamata la giunta di governo di allora, composta da Raffaele Lombardo, Gaetano Armao, Giovambattista Bufardeci, Mario Centorrino, Caterina Chinnici, Michele Cimino, Giovanni Di Mauro, Luigi Gentile, Nicola Leanza, Pier Carmelo Russo, Massimo Russo, Antonino Strano, Marco Venturi e il dirigente capo di Gabinetto Antonino Scimemi. L' inchiesta è nata da un esposto presentato dal gruppo parlamentare del Popolo della Libertà all'Assemblea regionale, che aveva denunciato la nomina dei nove dirigenti. L' indagine è stata condotta dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Palermo. Dalla documentazione acquisita dai finanzieri emerge che dal 19 gennaio al 5 luglio 2010 a NicolaVernuccio l' amministrazione ha erogato 17.594 euro, a Rossana Interlandi 12.051 euro, a Zappia 20.972 euro, a Patrizia Monterosso 57.653. A Palma sono andati 830.087 euro per un periodo più lungo: 250 mila nel 2010, 249 mila nel 2011, 234 mila nel 2012 e 95 mila euro per il2013 fino a maggio. A Lo Nigro 106 mila euro nel periodo dal 19gennaio al 13 giugno 2010. A Sparma 137 mila euro dal 19 gennaio al 30 settembre 2010, a Guizzardi 502 mila euro dal 19 gennaio 2010 al primo marzo 2012.

Il totale è di oltre due milioni di euro.

Secondo la procura della Corte dei Conti l' amministrazione regionale deve ricercare preventivamente al suo interno le professionalità per ricoprire anche gli incarichi di dirigenti. Secondo le indagini della guardia di finanza, coordinate dal procuratore Giuseppe Aloisio, non risulta effettuata alcuna preliminare ricerca interna. La verifica dei requisiti sembrerebbe essere limitata al solo esame dei curriculum prodotti dai nove candidati, come emerge dalla nota del 29 dicembre del 2009 indirizzata al presidente della Regione dal suo capo di gabinetto Antonino Scimemi, responsabile della segreteria tecnica della Presidenza. I curriculum dei dirigenti nominandi non sarebbero stati trovati nei fascicoli personali, né risulterebbe chela segreteria tecnica avesse mai ricevuto dall' organo politico disposizioni per avviare la procedura di valutazione dei candidati alla dirigenza. (*IMA*) 


I CAPI D’IMPUTAZIONE SONO 84: VITTIME, COMPARI, MAZZETTE…
L’ordinanza del giudice per le indagini preliminari, dottor Luigi Petrucci, sulla richiesta di applicazione di misure cautelari “personali e reali” della Procura della Repubblica di Palermo, si compone di 674 pagine.  Quarantuno persone imdagate, diciassette sottoposte a custodia cautelare. Ben 84 i capi di imputazione, che coinvolgono a vario titolo trentasette persone fisiche e sette enti. I reati contestati vanno dall’associazione per delinquere alla corruzione, evasione fiscale, false fatturazionie, falso in atto pubblico, operazioni immobiliari fittizie ed altro, falsi documentali e finanziamenti occulti.
I fatti, secondo l’ipotesi accusatoria, accolta dal giudice per le indagini preliminari,  dottor Luigi Petrucci, “riguardano il sistema organizzato da Fausto GIACCHETTO  per drenare denaro pubblico, attraverso molteplici condotte di rilevanza penale…. il percepimento truffaldino e cospicua deviazione per finalità ad esso estranee del finanziamento comunitario, in più tronconi scaglionati nel tempo e fino al maggio 2009, per il progetto CO.OR.AP. gestito dal CIAPI per conto della Regione siciliana, mediante la corruzione dei funzionari/incaricati di pubblico servizio coinvolti nel procedimento amministrativo di concessione del contributo ed una cospicua produzione di false fatture sia per giustificare gli esborsi, sia per trasferire il profitto illecito dai fornitori del CIAPI alle persone fisiche autrici della truffa o soggetti qualificati corrotti, anche sotto forma di pagamento di spese personali.
“Dalle indagini è emerso che Faustino GIACCHETTO era a capo dell’unico centro media presente in Sicilia e, pertanto, gode di una posizione dominante rispetto ai media locali, che agevola la comprensione di molti dei fatti oggetto delle indagini e mette in luce l’estrema gravità delle condotte con le quali ha potuto, corrompendo politici e funzionari, fungere da centro media della Regione siciliana ovvero il cliente più forte economicamente nel mercato locale.
L’ipotesi accusatoria
L’ipotesi accusatoria descrive “un ingegnoso e complesso meccanismo che avuto quale unico scopo il programmato e continuo latrocinio di ingentissime somme pubbliche destinate al soddisfacimento di pubblici interessi, attraverso l’utilizzo dello schermo sociale rappresentato dell’ente di formazione CIAPI di Palermo. Tale “sistema” è stato progettato, diretto e realizzato da Faustino GIACCHETTO, apparente anonimo imprenditore nel campo della comunicazione. Il CIAPI, Centro Interaziendale Addestramento Professionale Integrato, è una associazione senza fini di lucro nata nel 1970 su iniziativa della Cassa per il Mezzogiorno, con la partecipazione societaria della FIAT, dell’Ente Minerario Siciliano, dell’Istituto Roosevelt e del C.I.A.P.I. di Siracusa. Con delibera del C.I.P.E., è passata sotto il controllo del Socio di maggioranza Regione Siciliana (Legge Regionale 6 marzo 1976 n. 25).
“Nel primo periodo di vita, l’attività del C.I.A.P.I. era finalizzata alla qualificazione e alla riqualificazione di personale giovane e adulto da destinare, essenzialmente, agli allora nascenti poli industriali di Termini Imerese e Carini, nel corso del tempo ha differenziato le proprie finalità, specializzandosi, tanto da rappresentare un punto di riferimento nell’ambito della formazione professionale, non solo a Palermo, ove ha sede, ma in tutta la Regione Siciliana.

“Il GIACCHETTO, secondo l’ipotesi accusatoria,  in particolare avrebbe creato “un vero e proprio“sistema criminale” che, attraverso continui favoritismi ed elargizioni erogate a funzionari pubblici, politici, soggetti a vario titolo operanti nel settore della comunicazione e della pubblicità, riusciva, da un lato, a far ottenere al CIAPI, che gestiva in piena autonomia, cospicui finanziamenti nell’ambito di diversi progetti via via autorizzati (CO.OR.AP., INFOA, Carovana per l’Orientamento, LABOR, FORMISPE, AttivitàFormazione Personale Enti Locali, FORUM per la LEGALITÀ), ciò in forza delle pratiche di corruttela, dall’altro, a incamerare personalmente una cospicua parte di tali provvidenze – attraverso l’utilizzo di società al medesimo riconducibili -, che utilizzava per bisogni personali, ovvero proprio per le pratiche di corruttela e per alimentare quel complesso sistema di favoritismi e scambi che nulla hanno a che fare con quella che è l’oggetto dell’amministrazione dei pubblici bisogni e del “fare politica”.
“Quindi, si può schematizzare il contenuto di questa indagine avendo come punto di riferimento l’organo della Regione Siciliana, ed in particolare l’allora Assessorato Regionale al Lavoro e Formazione Professionale e l’Agenzia Regionale per l’Impiego e la Formazione Professionale, quindi il CIAPI, ed infine GIACCHETTO Faustino quale punto di contato tra la Regione Siciliana ed il CIAPI, principale dominus e soggetto di collegamento di tutti i protagonisti del sistema.
“GIACCHETTO, formalmente collaboratore del CIAPI, all’interno dei suoi uffici siti in Palermo, via Ruggiero Settimo, in cui prestavano al suo esclusivo servizio diverse persone contrattualizzate invece con il CIAPI – coadiuvato dalla sua segretaria particolare SCADUTO Stefania -, riceveva sia i responsabili del CIAPI (il Presidente RIGGIO Francesco, ed i funzionari BELLISSIMO Carmelo, COMPAGNO Sandro e BONGIORNO Calogero), sia dirigenti regionali, ovvero LO NIGRO Carlo Gaspare (Direttore dell’ Agenzia Regionale per l’Impiego), sia vari referenti politici, tra cui assessori al Lavoro e Formazione Professionale, (per esempio FORMICA Santi, GENTILE Luigi, INCARDONA Carmelo, CASCIO Francesco, SCOMA Francesco, etc..) con cui si programmavano e si studiavano le strategie di sistema.
“In particolare, è stato accertato che a fronte di provvedimenti emessi da alcuni dei soggetti politici o del LO NIGRO, questi ricevevano regalie varie (sotto forma di mazzette in denaro contante, concessioni in uso gratuito di appartamenti, viaggi, sponsorizzazioni, abbonamenti allo stadio “Renzo Barbera”, etc.) ed anche illeciti contributi per scopi elettorali.
“I soggetti pubblici a vario titolo coinvolti sono LO NIGRO Carlo Gaspare, FORMICA Santi, GENTILE Luigi, INCARDONA Carmelo, DI CARLO Domenico, INZERILLO Gerlando, CASCIO Francesco, SCOMA Francesco, VITRANO Gaspare, CAPUTO Salvatore, DINA Antonino, ALOTTA Salvatore, SPARMA Calogero Gianmaria, SANFILIPPO Salvatore e LEANZA Nicola, nei cui confronti sono stati raggiunti concreti elementi per contestare il reato di finanziamento illecito  tranne per il LO NIGRO e SPARMA Calogero Gianmaria -, ovvero, per quegli episodi in cui è stato accertato il compimento di un atto contrario ai doveri d’ufficio, il reato di corruzione.
“A questi vanno necessariamente aggiunti il Presidente del CIAPI RIGGIO Francesco, ed i funzionari BELLISSIMO Carmelo, COMPAGNO Sandro e BONGIORNO Calogero, partecipi della truffa e del depauperamento dei soldi pubblici. Nel periodo dal 2006 al 2011 il CIAPI ha ottenuto per il finanziamento dei progetti sopra riportati somme al momento stimate per circa 93 milioni di euro.
“L’indagine ha riguardato, per il momento, esclusivamente gli accertamenti sulla regolarità delle procedure di finanziamento, rendicontazione e spesa del solo progetto CO.OR.AP. – relativo alla creazione di “sportelli multifunzionali” per favorire il contatto tra domanda e offerta di lavoro e la stipulazione di contratti di apprendistato, quindi posti di lavoro  finanziato al CIAPI dalla Regione Sicilia con l’importo complessivamente versato pari ad  15.191.274,73.
“Il procedimento trae origine dalla trasmissione, da parte dell’OLAF, di consistente mole documentale relativa a tale finanziamento, oggetto di verifica ispettiva dell’UE nel corso del 2009, allorquando gli ispettori europei, scesi a Palermo, acquisirono documenti  decreti di concessione, integrazione etcc.. – fatture ed altro relativamente al progetto CO.OR.AP., che poi ritrasmisero a questa AG.
“A fronte di tale compendio, i finanzieri hanno concentrato l’attenzione investigativa sulla verifica delle modalità di scelta dei fornitori del CIAPI e sulla regolarità formale e sostanziale delle fatture con cui i fornitori hanno documentato, anche fiscalmente, la prestazione di beni o servizi resa al CIAPI e la percezione delle somme da quest’ente pagate con i soldi pubblici. Veniva immediatamente alla luce l’impossibilità di accertare in che modo il CIAPI avesse scelto i propri fornitori, se non quello della totale ed indiscriminata discrezionalità, ed anche il riproporsi di alcune società, in particolare Sicily Comunication Srl e Media Center Srl, poi la stranezza o l’abnormità di alcune fatture emesse, soprattutto da queste due società, al CIAPI.
“investigativa a seguito delle dichiarazioni auto ed etero accusatorie  circostanziate e totalmente riscontrate  di COLLI Sergio e VITALE Angelo formali amministratori della Sicily Comunication Srl – poi divenuta Media Consulting Srl – e Media Center & Management Srl, ma in realtà succubi totali di GIACCHETTO Faustino, il quale li ha utilizzati e quasi plagiati, tanto da diventare, dietro un compenso pari a poco più di 3.000 €, il suo bancomat personale da cui attingere denaro contante del CIAPI.
“I due hanno permesso di ricostruire pienamente il sistema di ruberia, favori, regalie, e saccheggio dei fondi pubblici di cui il GIACCHETTO è stato il protagonista principale: dalle sovrafatturazioni effettuate alla creazione di fatture del tutto false con indicazione di nomi di fantasia; dai prelievi giornalieri di denaro contante che i due consegnavano al GIACCHETTO o direttamente ai corrotti, ai servizi fatti, con denaro del CIAPI, a questi ultimi o al GIACCHETTO, che li utilizzava financo per provvedere al lavaggio della propria automobile.  
“In buona sostanza, sempre da quegli uffici di via Ruggero Settimo, ove GIACCHETTO riceveva i funzionari e i politici, partivano gli ordini, impartiti dalla SCADUTO al COLLI e al VITALE, ma anche ad altri soggetti economici che lo aiutavano, con maggiore personale profitto, nell’opera di latrocinio. Sempre da quegli uffici si redigevano i provvedimenti poi fatti propri dagli organi  regionali.
“Va detto che l’opera di analisi e verifica dei documenti fiscali ha permesso di valutare, allo stato degli atti, l’importo complessivo delle somme malversate in circa 25 milioni di euro, che riguardano, tuttavia, anche gli altri progetti sopra indicati, di cui il CIAPI è stato beneficiato, va da sé che i successivi approfondimenti investigativi riguarderanno anche tali aspetti.
“Le modalità attraverso le quali GIACCHETTO e i suoi complici hanno monetizzato le provvidenze pubbliche sono state essenzialmente quelle dell’assegnare il CIAPI  e quindi del Presidente RIGGIO e degli altri membri dell’ente di formazione -  a società compiacenti la fornitura di beni e servizi a fronte dell’emissione di fatture per operazioni del tutto o parzialmente inesistenti, così è stato per le società, come detto, del VITALE, per quelle di MESSINA Pietro, di SALA Massimiliano, di MARRONE Francesco.
“Altro modo invece atteneva la scelta, sempre da parte del CIAPI, delle società Damir Srl, Alessi Spa, Gap Srl, Novantacento Srl, Start Affissioni Srl, Space Srl, Publikompass Spa, quali fornitori di servizi di pubblicità, a fronte del riconoscimento al GIACCHETTO per l’opera di “mediazione” di una percentuale consistente degli introiti incassati. 
“Singolare è invece la vicenda che ha coinvolto la società U.S. Città di Palermo Spa che gestisce la squadra di calcio del Palermo, per cui, anche qui, a fronte della stipula con il CIAPI di contratti di utilizzo delle risorse pubblicitarie e comunicative che l’associazione sportiva può offrire, GIACCHETTO riceveva in cambio biglietti e abbonamenti gratis, di cui faceva buon uso elargendoli alle persone al medesimo utili o utilizzabili per la funzione o il ruolo ricoperto.
“In alcune occasioni GIACCHETTO, utilizzando sempre le società formalmente amministrate dal VITALE/COLLI (Media Center & Management Srl e Media Consulting Srl), faceva stipulare da queste contratti preliminari di acquisto di beni immobili figurando in un’occasione venditore, in altre sua moglie ARGENTO Concetta in altre ancora terzi (MARINO Salvatore ed Eurocostruzioni Spa), cui seguiva la consegna con assegni di un importo a titolo di caparra confirmatoria. Alla scadenza del termine indicato in contratto per la stipula del definitivo ed in assenza di tale negozio per fatto attribuibile alla parte promissaria acquirente, l’importo di cui alla caparra passava nella piena proprietà del promissario venditore, e quindi i soldi del CIAPI finanziati dalla Regione e soprattutto dalla UE.
A fronte di tale quadro sconcertante, le indagini facevano luce, anche qui in maniera forse ancor piùscioccante, su come il CIAPI nei fatti dava effettiva esecuzione al progetto CO.OR.AP. finanziato e sui risultati relativi alla realizzazione di posti di lavoro: zero.
Venivano escussi alcune persone assunte dal CIAPI e impiegate negli sportelli multifunzionali, che lamentavano mancanza di risorse  tavoli, computer, etcc.. -, di direttive su ciò che dovevano fare, lasciati completamente in balia di sé stessi e che si limitavano ad apporre la presenza giornaliera senza sapere il motivo reale per cui erano stati assunti.
Fa da contraltare il fatto che per il solo progetto CO.OR.AP., il CAIPI ha contrattualizzato per un anno ben 278 persone, seguendo  come pienamente confortato dal quadro complessivo offerto dagli elementi di indagine  una logica puramente politico assistenziale e, probabilmente, di tipo clientelare.

Fonte : siciliainformazioni.com
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VIAGGI ED ESCORT CON I SOLDI DELLA FORMAZIONE - BUFERA SU MANAGER E POLITICI IN SICILIA, 17 ARRESTI

 

I maxifinanziamenti pubblici che dovevano creare occupazione finivano in generose mazzette elargite dal re della pubblicità in Sicilia, Faustino Giacchetto, diventato il gran corruttore della politica. In manette anche l'ex assessore Luigi Gentile, l'ex dirigente Rino Lo Nigro e l'ex numero uno del Ciapi, Francesco Riggio. Due ex factotum del manager parlano e svelano il sistema delle tangenti. Indagato per corruzione il senatore Pdl Francesco Scoma. Sequestrati beni per 28 milioni di euro

Quindici milioni di euro aveva stanziato la Regione Siciliana per avviare all'apprendistato 1.500 disoccupati, ma solo 18 giovani hanno avuto un contratto. E la gran parte dei soldi è finita nelle tasche di manager e politici, attraverso viaggi, cene, regali e persino escort. Eccolo, l'ultimo scandalo siciliano svelato dalla Procura di Palermo: c'era un gran corruttore al centro di un vero e proprio sistema, ufficialmente solo un anonimo imprenditore nel campo della pubblicità, Faustino Giacchetto. Era lui ad elargire regali e mazzette a politici e funzionari, per canalizzare quanti più finanziamenti su un ente di formazione, il Ciapi, e per accaparrarsi i più grossi bandi sulla comunicazione della Regione. Questa mattina, Giacchetto è stato arrestato dal nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza, guidato dal colonnello Stefano De Braco. Con lui, altre 16 persone (fra cui la moglie Concetta Argento e la segretaria Stefania Scaduto), accusate a vario titolo di associazione a delinquere e corruzione.  A tutti gli arrestati vengono sequestrati beni per un totale di 28 milioni di euro. Diversi politici risultano poi indagati: nella lista c'è il senatore del Pdl Francesco Scoma, ex assessore al Lavoro, che deve difendersi dall'accusa di corruzione. La Procura chiederà l'autorizzazione al Senato per sequestrargli 26.000 euro, tanto avrebbe ricevuto da Giacchetto sotto forma di viaggi, spese elettorali e biglietti per lo stadio. L'ex presidente dell'Assemblea regionale Francesco Cascio risponde invece di finanziamento illecito dei partiti. Questa mattina, i  hanno perquisito la sua abitazione.
I VERBALI / Due pentiti svelano il sistema Giacchetto

Con questa indagine, i sostituti procuratori Maurizio Agnello, Sergio Demontis, Gaetano Paci, Pierangelo Padova, Alessandro Picchi e il procuratore aggiunto Leonardo Agueci ritengono di avere individuato il grande buco nero della Regione Siciliana, lì dove sparivano milioni di euro di soldi pubblici, molti di più di quei quindici ricostruiti dall'indagine. Il buco nero della formazione professionale e della comunicazione. A condurre l'inchiesta è stato il nucleo tutela spesa pubblica della Finanza, guidato dal tenente colonnello Fabio Ranieri.
Gli altri arrestati
Il provvedimento firmato dal gip Luigi Petrucci porta in manette anche l'ultimo presidente del Ciapi, l'avvocato Francesco Riggio, candidato alle regionali con il Pd. Poi, l'ex dirigente dell'Agenzia per l'impiego Gaspare Lo Nigro; l'ex deputato e assessore regionale di Fli Luigi Gentile; il rappresentante legale del Pid Domenico Di Carlo; il dirigente generale della Regione ed ex assessore Giammaria Sparma; l'imprenditore Pietro Messina. Ai domiciliari vanno l'imprenditore Massimiliano Sala, e due funzionari del Ciapi, Carmelo Bellissimo e Sandro Compagno. Una seconda ordinanza in carcere, per l'indagine riguardante quattro gare dei cosiddetti "Grandi eventi" della Regione, è stata notificata ancora a Giacchetto, all'imprenditore Luciano Muratore, al funzionario regionale Antonino Belcuore: devono difendersi dall'accusa di turbativa d'asta. Ai domiciliari, con l'accusa di corruzione, vanno invece il dirigente dell'assessorato al Turismo Elio Carreca e l'ex vicario del capo di gabinetto dell'assessore al Turismo Bruno De Vita. 
I politici indagati
L'ultima inchiesta della Procura e del nucleo tutela spesa pubblica della Finanza di Palermo fa scattare un vero e proprio terremoto nella politica siciliana. Nell'ambito della prima trance dell'indagine, quella relativa ai soldi della formazione professionale, sono indagati diversi nomi noti della politica regionale. Anche loro avrebbero beneficiato dei generosi regali di Giacchetto e compagni. Ecco i politici indagati: gli ex assessori al Lavoro Carmelo Incardona (An) e Santi Formica (Pdl), l'ex consigliere comunale di Palermo Gerlando Inzerillo (Grande Sud), sono chiamati in causa per corruzione. Di finanziamento illecito ai partiti devono invece rispondere: Salvatore Sanfilippo (candidato sindaco al Comune di Santa Flavia, Palermo), Nicola Leanza (ex assessore al Lavoro, oggi deputato regionale e fino a qualche settimana fa capogruppo dell'Udc), Gaspare Vitrano (ex deputato regionale del Pd attualmente sotto processo per concussione), Nino Dina (ex deputato regionale Udc), Salvino Caputo (ex deputato regionale Pdl, di recente decaduto dall'assemblea regionale siciliana dopo una condanna definitiva per tentato abuso d'ufficio). Questa mattina, i finanzieri hanno perquisito diversi uffici dell'Assemblea regionale.
La conferenza stampa in Procura
"Le indagini che hanno portato alle due operazioni anticorruzione di oggi hanno preso le mosse da una relazione dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode, redatta al termine di una ispezione amministrativa, e dall'analisi della documentazione acquisita dalla Guardia di finanza". Così spiega il generale Stefano Screpanti, comandante provinciale di Palermo: 

La Guardia di finanza destina sempre più risorse qualificate al controllo della spesa pubblica, nella consapevolezza che si tratta di un settore importante quanto quello dell'evasione fiscale".

Fonte : palermo.repubblica.it

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MAXI-RETATA ALLA REGIONE: DICIASSETTE ARRESTI, IN MANETTE EX ASSESSORI E BUROCRATI, COINVOLTI POLITICI

Diciassette arresti per associazione a delinquere, corruzione, truffa e false fatturazioni. In manette pure due ex assessori e alcuni burocrati regionali. Quarantatré indagati, tra cui una sfilza di politici, chiamati a rispondere chi di corruzione, chi di finanziamento illecito ai partiti, chi di entrambi i reati. Società e milioni di euro sequestrati.

Le indagini del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza smascherano un sistema di tangenti che ruoterebbe attorno al projet manager Faustino Giacchetto e ad una raffica di società a lui riconducibili. Laureato in Economia, nato a Canicattì nell'Agrigentino, negli anni è diventato uno dei massimi esperti nell'intercettare i fondi europei riservati ai piani per la comunicazione. E ha fatto affari d'oro.

Le due indagini della Procura, coordinate dall'aggiunto Leonardo Agueci e dai sostituti Maurizio Agnello, Sergio Demontis, Gaetano Paci e Alessandro Picchi, si sono concentrate sul Ciapi, uno dei più grossi enti di formazione, e sui Grandi Eventi organizzati dalla Regione siciliana. “Giacchetto ha creato un vero e proprio sistema criminale, attraverso continui favoritismi ed elargizioni erogate a funzionari pubblici, politici, soggetti a vario titolo operanti nel settore della comunicazione e della pubblicità”, si legge nell'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Luigi Petrucci. E così da semplice collaboratore del Ciapi, ne sarebbe diventato il deus ex machina. Riuscendo ad allungare le mani sull'attività dell'assessorato regionale al Lavoro e alla Formazione professionale, e dell'Agenzia regionale per l'impiego.

Del "sistema Gioacchetto" avrebbero fatto parte il presidente del Ciapi, l'avvocato Francesco Riggio, e Gaspare Lo Nigro, direttore, oggi in pensione, dell'Agenzia per l'impiego. Sono entrambi finiti in manette. E poi ci sarebbero i politici con cui “si programmavano e si studiavano le strategie di sistema”. In cella sono finiti con l'accusa di corruzione gli ex assessori regionali Gianmaria Sparma e Luigi Gentile. In cambio della compiacenza nei confronti di Giacchetto avrebbero ottenuto concessioni in uso gratuito di appartamenti, viaggi, sponsorizzazioni e corposi contributi per per le campagne elettorali. E persino biglietti gratis allo stadio per assistere alle partire del Palermo. Rinaldo Sagramola, ex amministratore delegato della società rosanero, è indagato per truffa. La sua vicenda è legata all'emissione di due fatture al Ciapi per degli spazi pubblciitari mai resi.

Dell'elenco degli indagati per corruzione fanno parte anche i nomi di Francesco Scoma, Santi Formica e Carmelo Incardona. E poi c'è il capitolo delle spese elettorali - manifesti e pubblicità - pagati da Giacchetto a politici di destra e di sinistra. Da Francesco Cascio a Nicola Leanza, da Gaspare Vitrano a Salvino Caputo, a Nino Dina. L'inchiesta porta a galla un'abitudine consilidata fra i politici siciliani, quella di entrare gratis allo stadio per le partire casalinghe del Palermo; mentre l'ex amministratore delegato della società di viale del Fante, Rinaldo Sagramola, è chiamato in causa per alcune fatture false.

Il terremoto investe anche l'assessorato regionale al Turismo. Il sistema Giacchetto si sarebbe esteso anche agli Eventi culturali e sportivi organizzati in terra di Sicilia. Bandi su misura e gare pilotate con la compiacenza dei funzionari regionali avrebbero consentito all'imprenditore di gestire a suo piacimento il Taormina Fashion Award, il torneo internazionale di golf organizzato a Castiglione di Sicilia, i mondiali di scherma di Catania, e 
la Settimana di ciclismo. In manette sono così finiti, l'imprenditore Luciano Muratore e il dirigente del servizio Turistico di Taormina, Antonino Belcuore. I domiciliari sono stati concessi ad Elio Carreca, dirigente del Servizio 6 - Manifestazioni ed Eventi dello stesso assessorato. Faustino Giacchetto controllava non solo i piani di comunicazione, finendo per detenere il monopolio della pubblicità, ma la gestione delle gare, dalla fase iniziali dei bandi a quella finale dell'esecuzione dei lavori.

Fonte : livesicilia.it
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MAX OPERAZIONE DELLA GUARDIA DI FINANZA: COINVOLTI POLITICI E FUNZIONARI DELLA REGIONE

Max operazione della Guardia di finanza, che vede coinvolti politici, manager e imprenditori. In manette Giammaria Sparma di Lampedusa, l’avvocato Francesco Riggio, Gaspare Lo Nigro, l’imprenditore Pietro Messina. Ai domiciliari vanno l’imprenditore Massimiliano Sala, e due funzionari del Ciapi, Carmelo Bellissimo e Sandro Compagno.
Una seconda ordinanza in carcere, per l’indagine riguardante quattro gare dei cosiddetti “Grandi eventi” della Regione, è stata notificata ancora a Giacchetto, all’imprenditore Luciano Muratore, al funzionario regionale Antonino Belcuore: devono difendersi dall’accusa di turbativa d’asta. Ai domiciliari, con l’accusa di corruzione, vanno invece il dirigente dell’assessorato al Turismo Elio Carreca e il vicario del capo di gabinetto dell’assessore al Turismo Bruno De Vita.
Giacchetto è stato arrestato, stamattina, dal nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza. Con lui, altre 16 persone (fra cui la moglie Concetta Argento e la segretaria Stefania Scaduto), accusate a vario titolo di associazione a delinquere e corruzione. A tutti gli arrestati vengono sequestrati beni per un totale di 28 milioni di euro.
Diversi politici risultano poi indagati: Francesco Scoma del Pdl, ex assessore al Lavoro, che deve difendersi dall’accusa di corruzione, gli ex assessori al Lavoro Carmelo Incardona (An) e Santi Formica (Pdl), l’ex consigliere comunale di Palermo Gerlando Inzerillo (Grande Sud), sono chiamati in causa per corruzione. Di finanziamento illecito ai partiti devono invece rispondere: Salvatore Sanfilippo (candidato sindaco al Comune di Santa Flavia, Palermo), Nicola Leanza (ex assessore al Lavoro, oggi deputato regionale e fino a qualche settimana fa capogruppo dell’Udc), Gaspare Vitrano (ex deputato regionale del Pd attualmente sotto processo per concussione), Salvino Caputo (ex deputato regionale Pdl, di recente decaduto dall’assemblea regionale siciliana dopo una condanna definitiva per tentato abuso d’ufficio).
Fonte : siciliaonpress.com
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CIAPI & TURISMO: LA GRANDE ABBUFFATA

Dopo un anno di indagini la vicenda giudiziaria legata ai cosiddetti ‘Grandi eventi’ e alle spese pazze del Ciapi di Palermo si riaccende con un’ ‘accelerazione’ giudiziaria su politici e burocrati. Su questa storia sarà la magistratura – pubblici ministeri e, con molta probabilità, anche la giudicante – a pronunciarsi. A noi, in questa sede, interessa provare capire qual è stato – e quale continua ad essere, almeno nel turismo – il meccanismo amministrativo che sorregge questa ‘barracca’. E perché, alla fine, questo sistema arriva al mondo della politica.
Le due storie – quella del Ciapi di Palermo e quella dei ‘Grandi eventi’ – sono diverse. In comune hanno i fondi pubblici. O meglio, un’utilizzazione distorta del denaro pubblico.
Il Ciapi di Palermo si occupava di formazione professionale. Ma in questa storia la formazione non c’entra. Intanto va detto che parliamo di fondi regionali relativi ad Agenda 2000. Ovvero la Programmazione 2000-2006.
L’inghippo che coinvolge il Ciapi di Palermo comincia quando il Governo regionale, retto all’epoca da Totò Cuffaro, si ritrova tra le mani un’intera Misura del Por Sicilia 2000-2006 per il cosiddetto apprendistato.
A questo punto, a prendere l’iniziativa è l’Agenzia regionale per l’impiego, oggi soppressa, in quegli anni diretta da Rino Lo Nigro che ne era, per l’appunto, il dirigente generale. L’idea di affidare al Ciapi di Palermo la gestione di questa Misura del Por in house è del dirigente generale del’allora Agenzia per l’impiego, Lo Nigro.
La scelta di affidare in house 87 milioni di euro al Ciapi non passa inosservata. Avrebbero dovuto essere le opposizioni di centrosinistra, all’Ars, a sollevare la questione. Ma le opposizioni non proferiranno parola. Perché, come ora proveremo a raccontare, il centrosinistra, in questa storia, verrà coinvolto fino al collo.
Lo Nigro è un ex democristiano che, nei primi anni del 2000 fa parte del sistema di ex democristiani del quale Cuffaro era il leader. Ed ex democristiani erano anche Francesco Riggio e Gaspare Vitrano. Quest’ultimo, però, aveva opetato per il centrosinistra, del quale è stato parlamentare regionale fino alla scorsa legislatura.
Va detto, per correttezza, che non tutto il mondo politico siciliano era d’accordo sulla scelta dell’affidamento in house della Misura del Por Sicilia 2000-2006. Alcuni componenti dellaCommissione regionale per l’ìmpiego – due in particolare – manifestavano dubbi. Il primo a manifestare perplessità era Fabio Virdi, designato, nella Commissione regionale per l’impiego, dall’Unione regionale delle province siciliane. Il secondo a manifestare dubbi era Giuseppe Glorioso, designato – sempre nella Commissione regionale per l’impiego – dalla Cna siciliana.
L’operazione Ciapi di Palermo, come si può notare, era di natura fortemente ‘consociativa’, visto che coinvolgeva, allegramente, centrodestra e centrosinistra. Gli unici due bastian contrari erano Virdi e Glorioso.
Quali erano le ragioni dei due bastian contrari? Intanto sono due personaggi al di fuori dei giochi. In seconda battuta – elemento non secondario che è frutto di una nostra deduzione – forse non erano convinti dell’affidamento in house, visto che il Ciapi di Palermo non era un ente a totale partecipazione pubblica.
A questo punto i lettori ci chiederanno: ma cosa c’entrano gli 87 milioni di euro del Por Sicilia 2000-2006 destinati all’apprendistato con la promozione e la pubblicità? Che cosa c’entra Fausto Giacchetto? E’ quello che ci siamo sempre chiesti anche noi. Quello che sappiamo è che questi fondi per l’apprendistato sono stati utilizzati per pubblicità e promozione. E, stando a quanto ipotizzano i magistrati inquirenti, sarebbero finiti pure nelle tasche dei politici.
Prima di passare all’altro grande business – i fondi dell’assessorato regionale al Turismo per la promozione – ci sembra interessante un particolare. In quegli anni, quiando all’Ars maggioranza e opposizione ‘gozzovigliavano’ con il Ciapi di Palermo, il presidente dello stesso Ciapi godeva di un’indennità pari a circa 80 mila euro all’anno lordi. Mentre i consiglieri di amministrazione si portavano a casa 55 mila euro lordi all’anno.
E’ interessante anche il meccanismo. A proporre di dirottare al Ciapi di Palermo i ‘famigerati’87 milioni di euro era, come già ricordato, l’Agenzia per l’impiego presiedura da Lo Nigro. A deliberare la spesa di questi fondi era la Commissione regionale per l’impiego, che invece veniva presieduta dall’assessore regionale al Lavoro e Formazione professionale di turno (e, infatti, in questa storia sono coinvolti alcuni ex assessori regionali). Ed è proprio durante i lavori di questa Commissione che Virdi e Glorioso manifestavano il loro dissenso.
Poi c’è il turismo, da sempre oggetto di ‘appetiti’ da parte della politica siciliana. Alla base di tutto c’è la cosiddetta attività di promozione dell’immagine della Sicilia nel resto d’Italia e, soprattutto, nel mondo. Una promozione che, spesso, finisce per trasformarsi in una promozione della Sicilia nella stessa Sicilia e nell’organizzazione di ‘Grandi eventi’ che, almeno sulla carta, dovrebbero attirare presenze turistiche.
Un esempio classico di ‘Grandi eventi’ è il ‘Circuito del mito’, oggi sbaraccato. Il nostro giornale, nell’inverno dello scorso anno, contestava l’utilizzazione di fondi europei destinati al turismo per l’organizzazione di eventi culturali. Per un motivo semplice: perché solo i veri ‘Grandi eventi’ attirano i turisti (in ogni caso pochi). Mentre la maggior parte degli ‘eventi’ organizzati dal ‘Circuito del mito’, anche se interessanti, non attiravano alcunché, anche perché, in molti casi, non pubblicizzati.
Il ‘Circuito del mito’ è solo uno degli esempi. In realtà, a non funzionare è la ‘filosofia’ della promozione turistica della Regione. Che, unita a una pressoché totale assenza di una vera politica dell’incentivazione turistica, non dà alla Sicilia quelle presenze turistiche che la nostra Isola merita.
Basti pensare che Malta, pur non avendo il patrimonio culturale della Sicilia, in questo settore fa meglio di noi. Per non parlare di Venezia che, da sola, riceve molti più turisti di tutta la Sicilia.
Fonte : linksicilia.it
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GRANDI EVENTI: 17 ARRESTI E POLITICI INDAGATI

Un “comitato d’affari” per anni ha pilotato gli appalti dei grandi eventi in Sicilia e si e’ appropriato di rilevanti fondi comunitari destinati ai principali progetti per la formazione professionale, anche corrompendo politici e dirigenti pubblici e ricorrendo a fatture per operazioni inesistenti. E’ il quadro che emerge da indagini dirette dalla Procura della Repubblica di Palermo e svolte dalla Guardia di Finanza, che ha arrestato adesso 17 persone. I provvedimenti, 12 in carcere e 5 agli arresti domiciliari, sono emessi dal Gip su richiesta del procuratore aggiunto Leonardo Agueci e dei sostituti Calogero Gaetano Paci, Pierangelo Padova, Sergio Demontis, Maurizio Agnello e Alessandro Picchi. Disposti anche il sequestro del capitale sociale e dei beni aziendali di 5 societa’ e delle disponibilita’ patrimoniali e finanziarie riconducibili agli indagati, per un valore complessivo dioltre 28 milioni di euro. Effettuate una cinquantina di perquisizioni in abitazioni ed uffici.
Tra i politici indagati, il senatore del Pdl Franceco Scoma, ex assessore regionale al Lavoro, l’ex presidente dell’Assemblea regionale siciliana Fracesco Cascio, ora deputato regionale, anche lui del Pdl, l’ex vicepresidente ed ex assessore al Lavoro, Santi Formica, pure del Pdl, l’ex assessore al Lavoro Carmelo Incardona, all’epoca di Grande Sud, come pure l’ex consigliere comunale di Palermo, Gerlando Inzerillo. Per tutti si ipotizza il reato di corruzione, eccetto che per Cascio, indagato per finanziamento illecito dei partiti, come pure l’ex deputato regionale del Pd, Gaspare Vitrano, che era gia’ imputato di corruzione in un’inchiesta sugli appalti dell’eolico, l’ex assessore al Lavoro Nicola Leanza, deputato regionale che ha adesso fondato un suo partito dopo aver militato prima nell’Mpa e poi nell’Udc, l’ex deputato regionale del Pdl, Salvino Caputo,dichiarato decaduto la scorsa settimana dopo essere stato definitivamente condannato per abuso d’ufficio in relazione a fatti commessi quando era sindaco di Monreale, e Salvatore Sanfilippo, candidato sindaco a Santa Flavia (Palermo).

Fonte: Agi

Arrestati  l’ultimo presidente del Ciapi, l’avvocato Francesco Riggio, candidato alle regionali con il Pd. Poi, l’ex dirigente dell’Agenzia per l’impiego Gaspare Lo Nigro; l’ex deputato regionale di Fli Luigi Gentile; il rappresentante legale del Pid Domenico Di Carlo; il dirigente generale della Regione Giammaria Sparma; l’imprenditore Pietro Messina. Ai domiciliari vanno l’imprenditore Massimiliano Sala, e due funzionari del Ciapi, Carmelo Bellissimo e Sandro Compagno.
Una seconda ordinanza in carcere, per l’indagine riguardante quattro gare dei cosiddetti “Grandi eventi” della Regione, è stata notificata ancora a Fausto Giacchetto,  il pubblicitario da cui è partita l’inchiesta, all’imprenditore Luciano Muratore, al funzionario regionale Antonino Belcuore: l’accusa è di turbativa d’asta. Ai domiciliari, con l’accusa di corruzione, vanno invece il dirigente dell’assessorato al Turismo Elio Carreca e il vicario del capo di gabinetto dell’assessore al Turismo Bruno De Vita.
Fonte : linksicilia.it
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VIAGGI, SOLDI E FAVORI - I NOMI DEGLI ARRESTATI

Ecco l'elenco degli arrestati nell'inchiesta sul Ciapi. Faustino Giacchetto, Stefania Scaduto (dipendente del Ciapi, ma indicata come segretaria di Giacchetto), Francesco Riggio (noto avvocato penalista e presidente del Ciapi), l'imprenditore Pietro Messina (legale rappresentante della Effemmerre Group 007 srl e della Effemmerre Team srl, nonché titolare della Strategie di Comunicazione di Messina Pietro), Concetta Argento (moglie di Giacchetto), Gaspare Lo Nigro (ex dirigente generale dell'Agenzia regionale per l’Impiego e la Formazione professionale), Luigi Gentile (ex assessore regionale e rappresentante della Regione siciliana nel Comitato tecnico scientifico del progetto Co.Or.Ap), Domenico Di Carlo (responsabile, per conto del Consorzio Asi di Palermo, del progetto In.La Sicilia), Gianmaria Sparma (ex assessore e dirigente generale del dipartimento degli Interventi per la Pesca della Regione siciliana). Gli arresti domiciliari sono stati concessi a Sandro Compagno (capo area amministrativa del Ciapi), Carmelo Bellissimo (responsabile acquisti Ciapi) e Massimiliano Sala (titolare della ditta Filmax di Sala Massimiliano).

Nell'inchiesta sui Grandi Eventi sono finiti in manette, oltre a Giacchetto, anche l'imprenditore Luciano Muratore, Antonino Belcuore (responsabile del “Servizio 20-Servizio turistico di Taormina” dell'assessorato regionale al Turismo).

Gli arresti domiciliari sono stati concessi ad Elio Carreca (dirigente del Servizio 6 - Manifestazioni ed Eventi dell'assessorato regionale al Turismo) e Bruno De Vita (vicario del capo di Gabinetto dell'assessore regionale del Turismo della Regione siciliana).
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LA GUARDIA DI FINANZA NEGLI UFFICI DELL'ARS
Militari della Guardia di finanza si trovano da un paio d'ore a Palazzo dei Normanni, sede del Parlamento siciliano, per eseguire alcuni controlli
Militari della Guardia di finanza si trovano da un paio d'ore a Palazzo dei Normanni, sede del Parlamento siciliano, per eseguire alcuni controlli. In mattinata le Fiamme gialle avevano eseguito arresti anche di politici ed ex amministratori e notificato avvisi di garanzia per corruzione e finanziamento illecito ai partiti. Secondo quanto si apprende, gli uomini della Guardia di finanza si sono recati negli uffici della segreteria generale dell'Assemblea. (Ansa)
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ARRESTI ALLA REGIONE - I POLITICI INDAGATI

Arresti. I politici indagati. Sarebbero stati al centro di un sistema di reciproco scambio. Quello che, appunto, viene chiamato il "sistema Giacchetto".
Oltre ai due ex assessori arrestati ci sono una sfilza di politici indagati a piede libero: l'ex assessore al Lavoro e oggi senatore Francesco Scoma, per cui è stata chiesta l'autorizzazione per sequestrargli 26 mila euro, gli ex assessori al Lavoro Carmelo Incardona (An) e Santi Formica (Pdl). Questi sono sotto inchiesta per corruzione. Di finanziamento illecito ai partiti rispondono sempre a piede libero Nicola Leanza (ex assessore al Lavoro, oggi deputato regionale di Articolo 4), Nino Dina (deputato dell'Udc in carica all'Ars), Gaspare Vitrano (ex deputato regionale del Pd attualmente sotto processo per concussione), Salvino Caputo (ex deputato regionale Pdl, di recente decaduto dall'Ars per via di una condanna), l'ex presidente dell'Ars Francesco Cascio, gli ex consiglieri comunali Salvatore Alotta e Gerlando Inzerillo. Indagato anche Pippo Currenti (nella scorsa legislatura deputato di Fli, oggi con La Destra) per turbativa d'asta.
Fonte : livesicilia.it
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FATTURE GONFIATE - GLI IMPRENDITORI IN ARRESTO
Nelle due inchieste anche due imprenditori molto noti: Pietro Messina e Luciano Muratore titolari di società di comunicazione e di una ditta di allestimenti.
Tutto parte dalla denuncia presentata alla Procura di Palermo dall’imprenditore Gioacchino Pasca, che dopo l'esclusione dalle gare per la fornitura di servizi per la visita del Papa a Palermo presentò un esposto alla Procura sulla gestione dei Grandi Eventi in Sicilia. Ed oggi, la bufera che ha travolto la Regione Sicilia con diciassette arresti non ha risparmiato Piero Messina e Luciano Muratore, anche loro imprenditori. Sul provvedimento  firmato dal gip Luigi Petrucci, infatti, ci sono anche i loro nomi. II primo è titolare ed amministratore di due agenzie di comunicazione, il secondo di una ditta di allestimenti. Il ruolo di Messina emerge dall'indagine sul Ciapi, quello di Muratore, invece, da quella sui Grandi Eventi.

Nel giro di fatture emesse a favore dell'ente degli sprechi, con l'intermediazione del project manager Faustino Giacchetto, ci sarebbe stato proprio Messina, con le ditte "Strategie di comunicazione" e amministratore della "Effemmerre Group 007". Lui avrebbe acquistato dalla società AdVespa alcuni spazi pubblicitari sui prodotti editoriali de Il Sole 24 Ore ad un prezzo lievemente inferiore rispetto a quello pagato dalla prima agenzia al quotidiano. Secondo gli inquirenti ciò avveniva perché Messina riceveva diverse commesse dal Ciapi e 
la Verga, si sarebbe sentita riconoscente. In questo modo Messina poteva rivendere gli stessi spazi pubblicitari praticando un ricarico enorme, pari al 220 per cento, come hanno accertato le indagini.

"Dall’analisi della documentazione acquisita presso le imprese commerciali di Verga e Messina - di legge nel provvedimento -  emerge che,solo nell’anno 2009, la ditta Individuale Strategie di Comunicazione di Messina Pietro ha acquistato dalla AdVepa Communication S.r.l., a un prezzo complessivo di euro 11.400,00 (IVA inclusa) , spazi pubblicitari che poi rivendeva al Ciapi. di Palermo e ad altri clienti". Ma non solo fatture gonfiate e false, ma anche appalti truccati e pilotati dallo stesso Giacchetto.  In questo caso, l'imprenditore coinvolto sarebbe Muratore, 43 anni, proprietario della General Service.

Muratore è molto conosciuto nel campo degli allestimenti di palchi, campus e villaggi la sua azienda, con sede in via Terrasanta a Palermo e  gli uffici in via Belmonte Chiavelli, alla fine del 2010 vantava oltre due milioni di ricavi. Quello accertato dagli inquirenti è infatti un vero e proprio "comitato d'affari" per gestire le gare d'appalto, come quella tramite la quale Faustino Giacchetto si aggiudicò una gara pubblica nel settore della pesca, per un importo di due milioni di euro: ciò avvenne tramite la "AB Comunicazioni" in ATI proprio con la società General Service di Luciano Muratore.
Fonte : livesicilia.it
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CROCETTA: "SUBITO SOSPESI I DIPENDENTI COINVOLTI"

"Saranno immediatamente presi i provvedimenti previsti dalla legge"
"Saranno sospesi immediatamente dal lavoro tutti i dipendenti regionali coinvolti nell'indagine di oggi nell'inchiesta Ciapi e Turismo". Lo afferma in una nota il presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, il quale comunica che "in relazione alle determinazioni che saranno prese dal gip, saranno immediatamente presi i provvedimenti previsti dalla legge e che alcuni dei reati ipotizzati dalla Procura di Palermo prevedono anche il licenziamento".

http://www.iripasicilia.com/news.asp?id=828


Sport e grandi eventi, il giro di appalti nel mirino dei pm Dall'America's Cup ai mondiali di scherma.  2013

Una tappa dell'America's Cup.
Terremoto nello sport italiano. A scoperchiare il vaso di Pandora una signora, Rossella Bussetti, organizzatrice di manifestazioni sportive e a capo della società Jumbo Grandi Eventi.

IN 13 ANNI APPALTI MILIONARI. Negli ultimi 13 anni Bussetti ha messo a segno una serie di  appalti milionari: dalle Olimpiadi di Torino del 2006 all’America’s Cup di Valencia, fino ai mondiali di nuoto a Roma del 2009.
La manager aveva in gestione esclusiva anche una quota dei biglietti per i mondiali di calcio in Sudafrica. 
Bussetti è stata arrestata il 21 giugno scorso insieme con altre 16 persone: assessori, manager, imprenditori, funzionari. L'accusa per tutti è di aver pilotato le gare per l’assegnazione dei grandi eventi in Sicilia. Tra questi, secondo quanto riportato da La Repubblica, ce ne sono tre del 2011 - un torneo di golf, i mondiali di scherma e la settimana tricolore di ciclismo - tutti gestiti dall'onnipresente Jumbo.
VERTICI DELLE FEDERAZIONI NEL MIRINO DEI PM. I vertici delle federazioni non erano però all'oscuro del sistema di assegnazioni. Tanto che il procuratore di Palermo Gaetano Paci ha iscritto nel registro degli indagati anche Giampiero Sommariva, il vicepresidente della Federciclismo. Ma non è finita qui. Visto che l'indagine si è allargata a macchia d'olio anche ad altre procure, su tutte quella di Napoli. Nella città partenopea, infatti, la società di Bussetti ha costruito il villaggio dell’America’s Cup.

Dal golf alla scherma, gli affari della Jumbo

Tra gli eventi siciliani finiti sotto la lente della procura c'è la Sicilian Ladies Golf Open. Nel febbraio 2011 la Federgolf guidata da Franco Chimenti ( presidente pure di Coni Servizi) propose l'inserimento del torneo negli appuntamenti sportivi finanziati dalla Regione con i fondi europei. Un affare da 1,2 milioni di euro. Prima ancora che Palazzo dei Normanni si occopasse dell'iniziativa, la Jumbo - che all'epoca si chiamava Globe Events Management - era stata avvertita con una mail del 17 febbraio partita dal delegato regionale della federazione Salvatore Leonardi.

Nel carteggio si inserì anche Antonino Belcuore, funzionario dell’assessorato al Turismo (finito in manette). 

CONSULENZE SOSPETTE PER 140 MILA EURO. Mesi dopo, si parla di settembre, prima della gara d'appalto, Bussetti partecipa a una riunione a Roma con il presidente del comitato organizzatore Donato Di Ponziano, Belcuore e altri. Alla fine i fondi Ue andarono a due società. La Jumbo, senza presentare alcuna offerta, ricevertte però 140 mila euro per consulenze. Una spartizione del denaro, come ha sottilineato il pm, che fu «decisa a tavolino».
MONDIALI DI CATANIA: APPALTO DA 4,8 MILIONI. La Jumbo, invece, ricevette direttamente 4,8 milioni di euro per i mondiali di scherma che si svolsero a Catania, dall’8 al 16 ottobre 2011. Una vittoria scontata, visto che la società di Bussetti era l'unica a essere ammessa - in un raggruppamento di impresa - alla gara.
A dire il vero, l’altro candidato, la General Service, presentò sì un'offerta ma con poco più di mezz'ora di ritardo. «Uno stratagemma», secondo gli investigatiori, «concordato per assicurare l’aggiudicazione alla Jumbo, sul presupposto di indebite rassicurazioni per la società esclusa circa l'affidamento di futuri appalti».
Nell'affaire oltre a Bussetti ricompare pure Belcuore. Un rapporto forte il loro. Visto che la Jumbo gli anticipò il denaro per un viaggio a Rio De Janeiro. Quasi 9 mila euro che poi il funzionario dell'assessorato restituì con movimenti considerati sospetti e, secondo i pm, «meritevoli di ulteriori approfondimenti».

La General Service e la Settimana tricolore del ciclismo


Ma nel mirino degli inquirenti non c'è solo la Jumbo di Bussetti. La General Service che, secondo l'accusa, si era prestata alla vittoria a tavolino della società siciliana, si aggiudicò poi con la Settimana Tricolore del Ciclismo (18-26 giugno 2011), per un budget di 1,184 milioni di euro.

«GARA DECISA A TAVOLINO».La gara si svolse il primo giugno. E, come da copione, l'unico partecipante «come precedentemente deciso a tavolino» è la General Service insieme con la Tamaco Srl.
Una parte nell'affare lo evve anche il vicepresidente della Federciclismo Sommariva. «Io ho tutto il piacere di farti guadagnare», disse in una conversazione telefonica con Luciano Muratore, proprietario della General Service intercettata, «perché se guadagni... vuol dire che forse... prendo qualcosa anch’io».
Detto, fatto. La società di Sommariva, la Asd Domus, si aggiudicò l’organizzazione tecnica dell’evento.

http://www.lettera43.it/cronaca/sport-e-grandi-eventi-il-giro-di-appalti-nel-mirino-dei-pm_43675101891.htm
Isola delle Femmine munnezza fuoco inquinanti. LO SCHIFO 




A Isola delle Femmine, paese a VOCAZIONE TURISTICA,  continua l’inquinamento, l’aria è irrespirabile la munnezza si  accumula  sempre più fino a diventare una vera e propria discarica a cielo aperto.
Quando non vi è  più spazio per altra munnezza o quando si vuole “celare” rifiuti “SPECIALI”, si pensa bene di provocare un bellissimo incendio provocando così  l’immissione nell’aria di inquinanti dannosi alla salute umana. (diossina metalli pesanti…………..)

Purtroppo per incapacità o mancanza di volontà di chi dovrebbe essere responsabile del servizio raccolta rifiuti, si costringe  i cittadini di Isola delle Femmine a vivere in uno stato di continua incertezza:  

“vedremo domattina i cassonetti vuoti della munnezza?

Puliranno bonificheranno i siti dove per giorni settimane e messi è stata depositata la munnezza?  

Puliranno le strade e le piazze di Isola delle Femmine?

Toglieranno le erbacce che ormai adornano i cigli delle strade anche quelle centrali?

Si ricorderanno di lavare le strade almeno nel periodo estivo TURISTICO?

Questa mattina, (giornate di FLUSSO TURISTICO)  per l’ennesima volta è stato dato fuoco alla discarica  di munnezza a cielo aperto che insiste in Viale delle Industrie accanto ad un SUPERMERCATO, c’è voluto l’intervento dei vigili del fuoco per domare le fiamme.
Adesso cosa succederà? Al prossimo incendio per la munnezza che continuerà ad accumularsi nonostante… Per la SALUTE dei Cittadini un rischio in più per ricorrere a medici e medicinali……..

COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA di Isola delle Femmine



Lo so. Non è piacevole sentir dire che il proprio paese FA SCHIFO  è  SPORCO è DISORDINATO è  CAOTICO è RUMOROSO è INCOLORE è ILLEGALE è DISADORNO è INQUINATO è ILLEGALE è IRRIGUARDOSO è ESCLUDENTE è OPPORTUNISTA è “anarchico” è…è….è…

Noi amanti della LEGALITA’ della SOCIALITA’ dell’IMPEGNO SOCIALE della pratica del BUON GOVERNO della COSA PUBBLICA, avevamo tanto sperato nella volontà e nella determinazione della COMMISSIONE STRAORDINARIA GOVERNATIVA (insediatasi il 16 novembre 2012 ) a tradurre in atti deliberazioni provvedimenti, le tante “irregolarità” messe in luce nella relazione conclusiva della Commissione Ispettiva Accesso agli atti al Comune di Isola delle Femmine. 
Iniziando per esempio a riorganizzare gli uffici, in relazione a quanto la Commissione ha evidenziato:
Ufficio Tecnico Comunale
Ufficio Riscossione Tributi
Ufficio Raccolta Rifiuti spazzamento strade lavaggio delle strade
Ufficio Bonifica dei siti strade piazze vicoli inquinati dal percolato della munnezza 
Ufficio Controllo Territorio ( suolo pubblico- edilizia....) 



In 
 relazione a quanto scritto, dalla Commissione di Accesso agli atti al Comune di Isola delle Femmine, ed in virtù del ruolo di INDIPENDENZA della Commissione Straordinaria Governativa (grazie alla loro terzietà rispetto alla problematica e grazie alla loro imparzialità)ci saremmo aspettati un intervento urgente SULLA PIANIFICAZIONE URBANISTICA DEL TERRITORIO   P.R.G.


La nostra speranza era,oltremodo   suffragata dall’ordinanza Prefettizia  n 15450 del 16 novembre 2012  

RAVVISATA la sussistenza di motivi di urgente necessità che impongono un immediato intervento dello Stato, volto ad impedire, nelle more delle procedure per l’adozione del formale provvedimento di scioglimento da parte del Presidente della repubblica, ogni ulteriore deterioramento ed inquinamento della vita amministrativa e democratica dell’Ente Locale …”

QUINDI INTERVENIRE URGENTEMENTE è il MESSAGGIO DEL PREFETTO

Nella convinzione che la Commissione Straordinaria Governativa rappresenta,  un Istituto di garanzia di legalità e di democrazia per il Nostro paese, non possiamo non far presente delle sofferenze economiche sociali e culturali in cui versa il Paese di Isola delle Femmine .

Isola delle Femmine è in un continuo declino in cui non si intravede alcun futuro,le poche risorse di cui noi disponiamo il mare , le nostre bellezze naturali la    stessa struttura morfologica del Paese, 

LE STIAMO LETTERALMENTE AGGREDENDO DEPREDANDO DISTRUGGENDO.



HEL HELP HELP HELP HELP



COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA di Isola delle Femmine



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