CONTRO L'ARROGANZA DEL POTERE:

PER LA LEGALITA', PER LA PARTECIPAZIONE, PER LA TRASPARENZA. PER IL CONFRONTO,PER LA CONDIVISIONE, PER L'INCLUSIONE, PER LA SOLIDARIETA', PER LA PROGETTUALITA', PER LA REALIZZAZIONE, PER L'ACCOGLIENZA, PER IL RISPETTO








Wednesday, October 31, 2012

CHI L’HA VISTO? L’ULTIMA VOLTA SUA APPARIZIONE UFFICIALE RISALE AL 31 AGOSTO


CHI L’HA VISTO? L’ULTIMA VOLTA SUA APPARIZIONE UFFICIALE RISALE AL 31 AGOSTO

L’ultimo suo avvistamento risale al 31 agosto 2012 in occasione della seduta per "consigliare" al suo AMICO di staccare la spina per qualche giorno, e fare un viaggio. La situazione, in paese  era troppo tesa. Viaggio ? Dove?    A Bruxelles naturalmente! A partire da  quel giorno  i suoi amici di cordata  ne hanno perso le   tracce. Lui è scomparso!
Le ricerche che si sono estese ai paesi confinanti non hanno avuto alcun esito.  Gli amici più vicini ci riferiscono che negli ultimi mesi viveva in uno stato di ansia che lo aveva portato ad una sorta di depressione. Era scontroso era  contro tutto e tutti. Nulla gli andava bene! Il tutto, proseguono gli amici, ha avuto inizio quella mattina di giovedì 26 aprile scorso. Lo stesso livello di prostrazione  l'ebbe per i fumi della cementeria. Era Ossessionato sognava delle altissime torri all’ingresso del paese che emettevano fumi contenenti inquinanti che Lui chiamava: Polveri sottili, zinco, mercurio, benzene, cromo esavalente VI……. Delle vere e proprie farneticazioni.  Preziosa, per Lui si rivelò  la vicinanza degli amici nell'aiutarlo a superare la crisi. Si è vero, c'è stato poi il periodo della munnezza ripeteva in maniera ossessiva di vedere munnezza dappertutto in ogni angolo di strada. Di notte sognava munnezza! Pensava addirittura che la cementeria bruciava i rifiuti. Assurdo!!! Va detto che la cementeria  ha rappresentato le sue fortune politiche amministrative che gli hanno permesso di non essere trasferito verso le freddi valli del Trentino.
Per fortuna anche questa fu brillantemente superata.  Intanto continuano ad accumularsi le indennità maturate dello scomparso. Che nessuno ritira.  Gli "amici"  ripongono le loro  ultime speranze di rintracciarlo attraverso la trasmissione Chi l’ha visto? 
A cura del comitato cittadino Isola Pulita di Isola delle Femmine

Tuesday, October 30, 2012

MUNNEZZA ORDINANZA 34 TRASGRESSORI MULTE TELECAMERE A ISOLA DELLE FEMMINE


L’ultimo suo avvistamento risale al 31 agosto 2012 in occasione della seduta per "consigliare" al suo AMICO di staccare la spina per qualche giorno, e fare un viaggio. La situazione, in paese  era troppo tesa. Viaggio ? Dove?    A Bruxelles naturalmente! A partire da  quel giorno  i suoi amici di cordata  hanno perso le   tracce dello scomparso. Le ricerche che si sono estese ai paesi confinanti non hanno avuto alcun esito.  Gli amici più vicini ci riferiscono che negli ultimi mesi viveva in uno stato di ansia che lo aveva portato ad una sorta di depressione. Era scontroso era  contro tutto e tutti. Nulla gli andava bene! Il tutto, proseguono gli amici, ha avuto inizio quella mattina di giovedì 26 aprile scorso. Lo stesso livello di prostrazione  l'ebbe per i fumi della cementeria. Preziosa, per Lui. si rivelò  la vicinanza degli amici nell'aiutarlo a superare la crisi. Si è vero c'è stato poi il periodo della munnezza ripeteva in maniera ossessiva di vedere munnezza dappertutto in ogni angolo di strada. Di notte sognava munnezza!  Per fortuna anche questa fu brillantemente superata.  Intanto continuano ad accumularsi le indennità maturate dello scomparso. Gli "amici"  ripongono le loro  ultime speranze di rintracciarlo attraverso la trasmissione Chi l’ha visto?

A Isola delle Femmine intanto le postazioni del “grande fratello”, poste nei pressi nei pressi delle montagne di rifiuti che si sono accumulati nelle tante discariche a cielo aperto, continuano a fissare nelle  immagini  cittadini  intenti a conferire e/o abbandonare i rifiuti in orari non consentiti da una delibera sindacale.

Oltre NOVECENTO sono le multe notificate, dal Comando della Polizia Municipale, ai tanti Cittadini isolani. Scopriamo che a parecchi Cittadini isolani sono state notificate più multe.


Non vogliamo dilungarci oltre e lasciamo lo spazio ad un COMUNICATO STAMPA pervenutoci   dal Comitato  Cittadino Fiato sul Collo di Isola delle Femmine:




COMUNICATO STAMPA 

Signor Gaspare Portobello, per i cittadini di Isola delle Femmine, a partire dal 27 ottobre 2012, LEI perde il titolo di PROFESSORE, ciò in ragione del significato etimologico della parola PROFESSORE “  ….. colui che agisce in favore della  realizzazione culturale dell'individuo ”.

Lei ancora una volta ha dimostrato di essere il meno indicato a definirsi tale. La ragione? :

“….con le telecamere sono stati individuati i trasgressori e TRA QUESTI ANCHE QUANTI HANNO CRITICATO QUESTA AMMINISTRAZIONE PER L’INEFFICIENZA DEL SERVIZIO PER LA RACCOLTA RIFIUTI” . (fonte: tv7 partinico 27.10.12 e GDS 28.10.12)

Un professore trasmette, ai propri alunni, che un efficace e proficuo processo di comunicazione è basato sull’accettazione dell’altro, sul confronto con l’altro, sull’accettazione della critica al proprio operato. 

Lei Signor Portobello Gaspare è stato speculare alla problematica della munnezza delle telecamere, della pulizia delle strade, del decoro del nostro paese, degli orari di conferimento dei rifiuti…….


Lei con la Sua dichiarazione ha volutamente esprimere tutto il suo ODIO verso TUTTI i Cittadini che hanno avuto il coraggio di criticare il Suo operare  e quello della Sua amministrazione.


LEI con la Sua dichiarazione ha espresso il suo ODIO verso tutte le persone perbene che hanno osato criticare Lei e la Sua Amministrazione di essere i responsabili  delle montagne di munnezza sparse lungo le strade del nostro paese per ben 131 giorni dal 1 gennaio 2012.



LEI con la Sua dichiarazione ha espresso il suo ODIO verso persone, tra cui qualche malcapitato turista, che hanno osato criticare Lei e la Sua Amministrazione, in occasione dellultima stagione balneare in cui lintero litorale isolano è rimasto ricoperto di munnezza ad  ogni ora del giorno e della notte: MUNNEZZA PUZZA CANI PISCIO ESCREMENTI AVANZI DI CIBO IN DECOMPOSIZIONE ……al punto che diversi ospiti dellalbergo sono stati costretti ad anticipare la loro partenza, come il caso di parecchie disdette per le condizioni di degrado in cui versava in quelle settimane  l’intero paese di Isola delle Femmine.


Si! Si! Si!  Signor Portobello basta fare un click ed Internet Ti informa delle condizioni igienico ambientale di Isola delle Femmine.



LEI con la Sua dichiarazione ha espresso il suo ODIO verso TUTTI i  Cittadini, anche Suoi Elettori, che hanno avuto il gran coraggio di criticare Lei e la Sua Amministrazione per l’enorme DEBITO di OLTRE SEI MILIONI che AVETE contratto verso l’ATO PA 1.


Signor Portobello, lo dica chiaramente non vedeva l’ora di scaricare il Suo ODIO la Sua rabbia la Sua violenza verbale, verso i cittadini che Lei ritiene essere la causa delle accuse mossegli per  infiltrazioni mafiose nellAmministrazione da Lei rappresentata e che come atto finale porterà molto probabilmente ad uno scioglimento del Consiglio Comunale a Isola delle Femmine.



Signor Portobello oggi con la Sua dichiarazione ci ha confermato che della munneza del decoro del paese dello spazzamento delle strade della pulizia della salute dei Cittadini, dellambiente in generale NON gliene frega niente.  A Lei interessava solamente ed unicamente  esprimere il Suo ODIO verso quelli che Lei considera NEMICI. Loccasione era troppo ghiotta per non approfittarne. Cosi si è buttato a capofitto.



Signor Gaspare Portobello, per Noi nessun dubbio circa il Suo comportamento, non è certo la prima volta, ricordiamo come fosse oggi quella sera del 2006, in Consiglio Comunale dove Lei in SETTE RIGHE è riuscito a cancellare oltre VENTI ANNI di amicizia, lealtà rispetto.
Ieri Come oggi ODIO ODIO solo ODIO verso le persone, invece che critiche verso i  loro comportamenti.


Signor Portobello Gaspare non si meravigli se oltre al titolo di Professore la stragrande maggioranza dei Cittadini di Isola delle Femmine hanno decretato la perdita da parte Sua del Titolo di Sindaco.

Per Noi da oggi in poi Lei è il SIGNOR Gaspare Portobello nostro concittadino. I Suoi comportamenti i Suoi provvedimenti e da ultimo la Sua dichiarazione ne decretano  la decadenza da Sindaco:


“….con le telecamere sono stati individuati i trasgressori e TRA QUESTI ANCHE QUANTI HANNO CRITICATO QUESTA AMMINISTRAZIONE PER L’INEFFICIENZA DEL SERVIZIO PER LA RACCOLTA RIFIUTI” .


Lei ha fatto una scelta essere di parte quindi escludere una parte, per noi significativa, la maggioranza di cittadini.

Signor Gaspare Portobello, essendo ora   libero da impegni istituzionali si  legga l’ ordinanza n 34 da Lei emessa quando era Sindaco. L’ordinanza citata nelle multe, che il Comandante dei Vigili Urbani dottor Croce Antonino invia ai trasgressori, delle disposizioni circa il conferimento dei rifiuti, individuati dalle telecamere.

Signor Gaspare Portobello Nel leggere l’ordinanza si renderà conto che il primo trasgressore all’ordinanza risulta essere proprio Lei!

Lei Signor Gaspare Portello è stato ieri lo è oggi  TRASGRESSORE dell’ordinanza n 34 del 23 luglio 2009 firmata sindaco Gaspare Portobello che dipone……..:

1. RACCOLTA DIFFERENZIATA EFFETTUATA ATTRAVERSO SERVIZI DI TIPO “PORTA A PORTA”

2. RACCOLTA EFFETTUATA ATTRAVERSO CONTENITORI STRADALI

a. Contenitori stradali adibiti a raccolta dei rifiuti solidi urbani indifferenziati (cassonetti)

b. Contenitori stradali adibiti a raccolta dei rifiuti solidi urbani differenziati

Campane per la raccolta della carta e cartone (di colore bianco)

Campane per la raccolta del vetro (di colore verde)

Campane per la raccolta della plastica( di colore giallo)

Cassonetto per la frazione organica 

La raccolta viene effettuata con frequenza giornaliera dal lunedì al sabato. Bla bla bla bla …….

Al Comandante della Polizia Municipale dottore Croce Antonino chiediamo in copia delle verifiche effettuate dal giorno 24 luglio 2009 in ottemperanza a quanto disposto dalla delibera 34.

All’Ufficio Tecnico Comunale di Isola delle Femmine chiediamo di produrre in copia esposti segnalazioni e denunce dell’inosservanza a quanto la delibera sindacale 34/2009 dispone.

Signor Gaspare Portobello a questo punto decida Lei a chi inviare la multa per aver trasgredito alla delibera n 34 del luglio 2009.

Comitato  Cittadino "Fiato sul Collo" Isola delle Femmine 

2007 28 APRILE Pio La Torre, l'uomo che voleva "prosciugare" la mafia

2007 28 APRILE Pio La Torre, l'uomo che voleva "prosciugare" la mafia




La lotta per l'occupazione delle terre incolte, 200 ettari di feudo abbandonato dai latifondisti a Bisacquino, e la richiesta di esproprio e assegnazione a braccianti e contadini senza terra gli costarono una reclusione di 17 mesi all'Ucciardone. Aveva 23 anni ed era passato in un colpo solo dall'università alla Federterra alla galera, dov'era rinchiuso quando gli nacque il primo figlio. Famiglia poverissima, il richiamo dei diritti dei più poveri tra i poveri di Sicilia fu un imperativo irresistibile: il primo per Pio La Torre. 

Ne seguirono molti altri, ché a quei tempi, negli Anni Cinquanta Sessanta Settanta, essere militante e dirigente del Partito comunista quello voleva dire: un impegno a rotta di collo, costasse quello che costasse, per i diritti, la legalità, il lavoro, i bisogni dei più umili, la redenzione di una terra come la Sicilia, violata dal banditismo, dai fascisti, dagli americani, dai mafiosi di ogni epoca e risma.
E da una classe dirigente che l'ha sfruttata, sventrata, svenduta, corrotta, rosicchiata nelle coste e nelle zolfare; nei giardini della Conca d'Oro e negli orti e nelle serre; sui litorali invasi dai liquami e nei piani regolatori della speculazione edilizia; con il grande affare dei "signori dell'acqua", il "mare color del vino" delle distillerie mafiose, il business dei rifiuti, le discariche abusive, le opere pubbliche e tutto il gran traffico delle macchine movimento terra per la costruzione di strade cantieri porti aeroporti.
Un altro impegno di La Torre, condotto senza risparmiarsi nonostante il tiepido assenso dei vertici nazionali del suo stesso partito, fu quello per la mobilitazione popolare e la raccolta di un milione di firme contro l'installazione dei missili Pershing e Cruise a Comiso: «122 testate nucleari puntate contro il Mediterraneo, contro la pace», diceva ai compagni e alle compagne cui chiedeva incalzante, aggressivo - e da quello avrebbe misurato affidabilità e capacità politica - impegni precisi, concreti, quotidiani: nei quartieri, nei paesi, nelle sezioni e nelle cellule, per raggiungere il milione di firme promesso - minacciato - sotto una petizione al governo «per fermare - lui credeva, ma fu sconfitto - quel progetto guerrafondaio» e «suscitare larghe manifestazioni unitarie - insisteva, e vinse - di protesta popolare» alle quali parteciparono centinaia di migliaia non tanto di militanti comunisti quanto di giovani pacifisti venuti da mezza Europa.
E, sopra tutto, l'impegno contro la mafia. A cominciare dalla relazione di minoranza che porta il suo nome e che vale la pena ancora oggi andare a rileggere, perché nel 1976 raccontava già tutto e diventerà infatti un libro dal titolo emblematico di Mafia e potere politico , presentata a nome del Pci alla prima Commissione parlamentare antimafia. 
L'ultima proposta, firmata con il democristiano Virginio Rognoni, riguardava il riconoscimento del delitto di associazione a delinquere di stampo mafioso - diventerà l'articolo 416-bis del Codice penale - che prevedeva il sequestro e la confisca dei patrimoni illeciti provenienti da estorsioni, usura, riciclaggio, droga, prostituzione, e introduceva nuove norme per il controllo sugli appalti pubblici e l'obbligo della certificazione antimafia.
Una proposta che non passerà nemmeno dopo l'uccisione del parlamentare comunista, ma soltanto quattro mesi dopo, il 13 settembre, diventata in fretta e furia la legge 646, quando la scia di sangue delle stragi eccellenti travolgerà anche il prefetto di Palermo e la sua giovane moglie, il 3 settembre in via Isidoro Carini: il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa era stato nominato con poteri speciali proprio all'indomani dell'attentato a La Torre e Di Salvo. 
Nella proposta di legge, che diventerà appunto la "Rognoni-La Torre", si sosteneva che per colpire davvero la mafia bisognava intervenire sui patrimoni e nelle tasche; cioè in quello che Cosa Nostra aveva di più caro: l'accumulazione criminale. E si ipotizzava anche che i beni sottratti alla criminalità organizzata e ritornati nella legalità dovessero essere restituiti alle comunità locali che ne erano state depredate con la violenza e la paura. 
Un impegno, quello in Commissione antimafia, andato avanti per tutti i dieci anni del suo mandato parlamentare, dal 1972, quando venne eletto per la prima volta, fino a quella mattina di venticinque anni fa, il 30 aprile 1982, quando un commando di killer mafiosi lo assassinò a colpi di mitraglietta assieme al suo autista e fedele compagno Rosario Di Salvo, un giovane di trent'anni padre di tre bambine che gli faceva anche da guardaspalle.
Andavano, verso le nove di mattina, Pio e Rosario, chiacchierando in macchina del più e del meno: dell'ultima riunione in qualche paese in giro per la Sicilia; della prossima non facile direzione del Partito, prevista per quella mattina, in preparazione di ulteriori iniziative contro i missili. Due persone normali che sono in confidenza e che si vedono tutti i giorni, condividendo le parti piccole e le grandi avventure del comune impegno politico; due amici che vanno via tranquilli, senza sospetto, per quelle stradine anguste dietro la vecchia città alle spalle di Palazzo dei Normanni, lungo il muro di cinta della Caserma Turba.
Erano bellissimi! Rosario era un giovane gentile e fascinoso. Capelli ricci e occhi verdi, ti guardava e sorrideva. Sua moglie Rosa lo teneva d'occhio con impegno. Ed era sempre di buon umore e sempre pronto, in attesa che si concludessero le infinite riunioni, ad accompagnare o riprendere a scuola i figli dei vari dirigenti che in quelle riunioni affondavano fino a perdere il senso del tempo e della realtà.
Pio era un uomo aitante, alto, snello, occhi scuri inquieti, bocca pronta alla battuta e al sorriso sarcastico con cui ti fulminava, ma anche a una ruvida bonomia che disarmava. Come quella volta, l'ultimo 8 marzo, quando aveva detto alla responsabile femminile che di politica non capiva niente, ma poi le aveva mandato un cesto di ortensie azzurre con un biglietto bizzarro: «Io non capisco niente di donne».
Quella mattina di un 30 aprile qualsiasi, stranamente uggioso per Palermo, di solito già piena del profumo di zagara e dei piccoli globi gialli dei nespoli dietro ai muretti a secco degli orti, se ne andavano in macchina per vecchie strade e vicoli, sempre gli stessi, tra la casa affittata in Corso Pisani da quando La Torre era ritornato a Palermo come segretario regionale del partito, otto mesi prima - lui, un migliorista, con una segreteria tutta occhettiana - e Corso Calatafimi, dov'era la Villa Palagonia, sede della federazione palermitana e del comitato regionale del Pci.
Non ci sono più arrivati. I killer su due moto li affiancano, gli tagliano la strada. Rosario capisce qualcosa, fa in tempo a estrarre la pistola e a sparare qualche colpo, a vuoto. Pio ha una delle sue reazioni rabbiose e cerca di scalciare fuori dal finestrino in un inutile atto di difesa. Resterà così, crivellato dai colpi, con una gamba che pende dalla fiancata. Rosario, colpito in testa e in faccia, rimarrà riverso al posto di guida, appoggiato all'indietro come se dormisse. 
Qualcuno, anonimo, chiama la polizia. Arriva la prima volante, capisce di chi si tratta, allerta la Questura, la Prefettura, i magistrati, i giornalisti. Giungono tutti insieme, sgommando, quando non c'è più niente da fare. 
Vengono avvertiti i compagni in attesa in Corso Calatafimi, a quattro passi. Arriveranno di corsa, a piedi, senza fiato, increduli. Qualcuno si inginocchia, qualcuno si mette a piangere, qualcuno corre ad armarsi gridando: «Lo ammazzo! Lo ammazzo!». Uno degli uomini più vicini a Pio non dimentica il ghigno feroce di Vito Ciancimino che in Consiglio comunale gli aveva detto, gonfio d'odio: «La Torre, lo conosco. E' venuto al mio paese e in un comizio mi ha accusato di essere un mafioso e di essermi arricchito con la politica».
Dopo, quel grido verrà interpretato come un'accusa interna, uno dei tanti depistaggi che segneranno la tormentata vicenda dei processi per quell'omicidio politico-mafioso. Sarà la testimonianza di un pentito a chiarire che gli esecutori furono Giuseppe Lucchese e Antonino Madonia. Ma sul movente e sui mandanti rimane il buio fitto. Si continua a dibattere sulla pista dei missili piuttosto che su quella del sequestro dei beni, per la relazione all'Antimafia sui rapporti tra mafia e politica anziché per l'impegno che stava imprimendo al partito in direzione della legalità, mettendo in discussione anche i rapporti del Pci con alcuni istituti bancari e con settori imprenditoriali, come i "quattro cavalieri" di Catania Rendo-Graci-Costanzo-Finocchiaro, nonché le pratiche e le alleanze delle cooperative e delle associazioni dei produttori. Un impegno politico che disturbava, e di molto, le trame occulte degli affari in città e in tutta la Sicilia. 
Basta questo? Bastava, per far fuori come un cane il segretario regionale del Partito comunista italiano? Anche di meno, dicono alcuni: Armando Sorrentino, avvocato della famiglia La Torre nei processi che si sono susseguiti; o Claudio Fava, epigono e a sua volta segretario regionale di quella formazione politica, oggi parlamentare europeo, figlio del direttore de "I Siciliani" Beppe Fava, morto ammazzato dalla mafia catanese. 
Sta di fatto che Pio La Torre era un pericolo per tanti, poiché incarnava un impegno e un imperativo a proposito del quale Achille Occhetto scriverà, nella prefazione al libro di Agostino Spataro Mafia & Missili : «Occorreva spezzare quell'intreccio d'interessi economici e politici che la mafia ha costruito sia con i capitali illeciti e le sue alleanze, sia con le credenziali internazionali e militari acquisite svolgendo quella funzione anticomunista e antidemocratica che ha consentito in Sicilia il proliferare silenzioso e indisturbato di basi militari, della Nato e degli Stati Uniti, rivitalizzando, come nel 1943, i noti collegamenti tra mafia siciliana e servizi segreti americani».
E poi non ci si deve scordare che quell'assassinio si colloca, nella primavera dell'82, esattamente a metà strada sulla pista innondata di sangue degli omicidi eccellenti: tra la fine del 1970, quando scompare il giornalista de "L'Ora" Mauro De Mauro e in via dei Capuccini viene ucciso il procuratore Pietro Scaglione, primo magistrato caduto sotto i colpi di lupara, e la metà del 1992, quando a saltare in aria saranno Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, due dei magistrati più prestigiosi e più esposti del pool antimafia.
Prima del segretario del Pci era stato ucciso il presidente della Regione siciliana Piersanti Mattarella, il 6 gennaio 1980. E il segretario provinciale della Dc Michele Reina, e Giuseppe Insalaco, sindaco di Palermo. Verrà assassinato anche Salvo Lima, uno dei politici più vicini alle cosche, il 12 marzo di quel '92 della "grande mattanza", alla rotonda di Mondello.
E poi giornalisti come Giovanni Spampinato, Cosimo Gristina, Peppino Impastato, Beppe Alfano, Mario Francese, Mauro Rostagno. E i magistrati Cesare Terranova, Gaetano Costa, Rocco Chinnici, Antonino Saetta, Gian Giacomo Ciaccio Montalto, Rosario Livatino, e con loro gli uomini delle scorte e poliziotti e carabinieri come il colonnello Russo nel bosco di Ficuzza, ed Emanuele Basile nella piazza di Monreale, e Boris Giuliano e Ninni Cassarà: tra le forze dell'ordine oltre 60 morti nell'olocausto mafioso.
Per non dimenticare imprenditori come Libero Grassi, sacerdoti come Don Puglisi, funzionari onesti come Giovanni Bonsignore, sindacalisti, comuni cittadini e le vittime di vendette trasversali come il piccolo Di Matteo e i figli di Tommaso Buscetta. Persino l'esattore Ignazio Salvo, amico degli amici, "sparato" sul vialetto della sua villa.
Quindici anni di terrorismo mafioso, fino a quel 1992 in cui le stragi ordinate dai corleonesi raggiunsero il loro punto più feroce ed esibito, il 23 maggio con l'attentato di Capaci e il 19 luglio con l'autobomba di Via D'Amelio; che produrranno però, finalmente, la reazione dello Stato con l'operazione "Vespri siciliani" e della società civile con il "movimento dei lenzuoli". 
Oggi la mafia è rintanata. Si nasconde. Si annida nei salotti bene e nel giro delle amicizie importanti. Pratica la sommersione decisa da Bernardo Provenzano perché non è più il tempo del sangue ma degli affari: quelli della borghesia mafiosa, dei rapporti organici tra Cosa Nostra e potere istituzionale; quelli che nascono e si alimentano in un tessuto sociale e culturale e attraverso assetti economici e politici permeabili alla corruzione, alla complicità, alle coperture reciproche, allo scambio di favori contro voti, di seggi contro affari. Come scriveva trent'anni fa Pio La Torre. 
Chi ha dei dubbi dia una sbirciata alle decine di liste e migliaia di candidati alle elezioni amministrative del 13 e 14 maggio; capirà che in palio non c'è lo scranno a Palazzo delle Aquile, che pure assicura un bel gruzzolo a tanti consiglieri altrimenti senza arte né parte, ma il prossimo sacco di Palermo.




1982-1983-1984 (formato PDF 13,41 MB)

  • Copie delle querele presentate dall'On. Michelangelo Russo, Deputato regionale PCI, il 16/6/1990, e da Elio Sanfilippo, già segretario provinciale del PCI, il 26/6/1990, contro i giornalisti della rivista "Avvenimenti" per l'articolo pubblicato il 13/5/1990 - che riporta dichiarazioni virgolettate di Paolo Serra sulla lotta dell'On. La Torre nel partito per la "pulizia" -- inoltrata dall'Ufficio della Squadra di P.S. della Polizia di Stato presso la Procura della Repubblica di Palermo al Procuratore della Repubblica del Tribunale di Palermo il 19/6/1990. Fotocopia dell'articolo firmato Michele Gambino e Antonella Mascali.
  • "Copia della trascrizione della trasmissione Samarcanda del 24/5/1990" (tra gli intervistati anche Zupo, mancano alcune pagine), inviata dal Sostituto procuratore G. Lo Forte al G.I. per l'unione agli atti del procedimento penale n. 1178/89 R.G.U.I. Palermo, 7/7/1990.
  • "Verbale di sommarie informazioni: testimonianza di Elio Rossitto ", G.I. Pignatone e Morvillo. 19/7/1990.
  • "Verbale interrogatorio di indiziato di reato connesso, Costanzo Pasquale ", da parte del P.M. Giovanni Falcone. 25/7/1990.
  • Lettera inviata da "un gruppo di comunisti siciliani" (senza firme) al G.I. Leonardo Guarnotta, presso il Tribunale di Palermo, con l'elenco di esponenti del PCI regionali e nazionali+l'On. Rino Formica, allora Ministro delle Finanze da interrogare per l'omicidio La Torre. 26/7/1990.
  • "Esame testimonio senza giuramento di Maria Fais" al G.I. Guarnotta, Tribunale di Palermo - Ufficio Istruzione. 4/8/1990.
  • Scambio di comunicazioni tra il Presidente del Tribunale di Palermo, Antonino Palmeri e il G.I. Leonardo Guarnotta, relativa all'interrogazione a risposta scritta n. 4-19894 del Dep. Parlato (res. n. 475 del 30/5/1990) in cui si parla di documenti delicati e tutelati dal segreto istruttorio sugli omicidi Dalla Chiesa, La Torre e Mattarella, inviati dal Tribunale di Palermo al Prefetto Sica. 6/8/1990; Guarnotta risponde che non sono mai stati trasmessi documenti di quel tipo al prefetto. Palermo, 10/8/1990.
  • I Sostituti procuratori della Repubblica, Pignatone e Ayala inoltrano al G.I. del Tribunale di Palermo, Paolo Borsellino le testimonianze di Michelangelo Russo [10/1/1983-30/11/1983]; di Mario D'Acquisto [18/1/1983-30/11/1983]; di Carmelo Costanzo [8/2/1983]; di Luigi Colombo [17/1/1984] e di Francesco Finocchiaro [17/1/1984]. Palermo, 17/9/1990.
  • "Processo verbale di interrogatorio dell'imputato Motisi Ignazio". G.I. Guarnotta. 28/9/1990.
  • Ritagli "Corriere della Sera" del 31/3/1982 firmati da Leonardo Sciascia e altri.    







http://www.misteriditalia.it/lamafia/cosa-nostra/prefetto/DallaChiesaIlprefettolamafiacatanese.pdf

1992 17 MARZO VIVIANO LA REPUBBLICA I MATTARELLI CONTRO MARTELLI CI INSULTA MATTARELLA CONTRO MARTELLI ' CI INSULTA' - la Repubblica.it


I MATTARELLA CONTRO MARTELLI ' CI INSULTA'



PALERMO - E' polemica dura tra Martelli e la famiglia Mattarella. Ieri, dopo le dichiarazioni della vedova di Piersanti Mattarella che replicava alle "intollerabili" affermazioni di Martelli, il ministro ha rincarato la dose provocando questa volta anche la reazione del vice segretario democristiano, Sergio Mattarella, tanto indignato da abbandonare il suo abituale self-control. E' uno scontro al limite degli insulti. Martelli dice di non avere voglia di alimentare altre polemiche, ma non riesce a mandar giù le dure parole con le quali Irma Mattarella ha rotto un silenzio durato dodici anni. La vedova del presidente della Regione siciliana assassinato dalla mafia, domenica ha rinfacciato a Martelli "l' ambigua" campagna elettorale condotta in Sicilia cinque anni fa "all' insegna dell' ipergarantismo nei confronti dell' azione della magistratura". Ieri il ministro della Giustizia ha ribattuto: "non voglio polemizzare con la vedova Mattarella e rispetto il suo dolore, ma questo non giustifica né i falsi né gli insulti pesanti". "La mia campagna elettorale nel 1987 a Palermo - continua Martelli - ebbe come leit-motiv la contestazione quotidiana della mafia, dei mafiosi di tutte le specie e la pubblica difesa del maxi processo e del giudice Falcone. Infine questi undici mesi da ministro della Giustizia sono segnati da uno sforzo senza precedenti e senza tregua per promovere la lotta dello Stato contro il crimine è dunque l' esatto contrario di una fuga da Palermo e dal suo dramma". Ma Martelli non si ferma qui. Sabato aveva attribuito "allo stesso Piersanti Mattarella" l' esercizio del potere in "un ruolo di confine e di cerniera tra il lecito e l' illecito, forse sforzandosi di contenere la mafia, in qualche caso colludendo con essa", ieri ha tirato in ballo anche il padre, Bernando, uno dei leader storici della Dc in Sicilia. "Bernardo Mattarella - sostiene il ministro - secondo gli atti della commissione antimafia e secondo Pio La Torre, fu il leader politico che traghettò la mafia siciliana dal fascismo, dalla monarchia e dal separatismo, verso la Dc. Può darsi, come molti affermano, che il figlio Piersanti si sia riscattato da quella storia familiare e che per questo sia caduto". "Ormai siamo al paradosso - replica Sergio Mattarella - L' altro ieri Martelli ha aggredito un ricordo di mio fratello, oggi - afferma il vicesegretario democristiano - cambia bersaglio e aggredisce quello di mio padre. Martelli la deve smettere con questa incivile abitudine di insultare le persone morte da tempo; questo attiene non alla politica ma soltanto alla educazione e alle basi elementari della convivenza civile ed umana". "E poi sono tutte menzogne. Mio padre - ricorda Sergio Martarella - fu notoriamente antifascista, contro la mafia che era monarchica e separatista. Fu repubblicano e fu il principale avversario del separatismo in Sicilia come tutti sanno. Poi - suggerisce con amara ironia Mattarella - Martelli visto che, purtroppo, è ministro della Giustizia, potrebbe anche andarsi a leggere alcuni atti giudiziari e sentenze che dicono chiaramente quale è stato l' atteggiamento di mio padre nei confronti della mafia". Mattarella passa al contrattacco ricordando anche lui, la campagna elettorale condotta in Sicilia nel 1987 dal ministro di Grazia e giustizia. "Non intendo ulteriormente alimentare polemiche che mi sembrano di livello incompatibile con la politica - afferma - ma mia cognata ieri ha fatto una puntualizzazione che aveva il dovere di fare. Per parlare della campagna elettorale di Martelli nell' 87 in Sicilia, basterebbe consultare i giornali di allora sulle sue affermazioni e posizioni elettorali". Contro Martelli si scaglia anche Giuseppina Zacco, vedova di Pio La Torre, il segretario regionale del Pci ucciso dalla mafia. La vedova La Torre esclude che il nome di Lima possa essere messo vicino a quello di suo marito, di Piersanti Mattarella, di Dalla Chiesa e dei giudici assassinati e sostiene che "Lima era mafioso anche se non c' è mai stato tribunale della Repubblica a provarlo".
di FRANCESCO VIVIANO



https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1992/03/17/mattarella-contro-martelli-ci-insulta.html














































L’ultimo suo avvistamento risale al 31 agosto 2012 in occasione della seduta per "consigliare" al suo AMICO di staccare la spina per qualche giorno, e fare un viaggio. La situazione, in paese  era troppo tesa. Viaggio ? Dove?    A Bruxelles naturalmente! A partire da  quel giorno  i suoi amici di cordata  hanno perso le   tracce dello scomparso. Le ricerche che si sono estese ai paesi confinanti non hanno avuto alcun esito.  Gli amici più vicini ci riferiscono che negli ultimi mesi viveva in uno stato di ansia che lo aveva portato ad una sorta di depressione. Era scontroso era  contro tutto e tutti. Nulla gli andava bene! Il tutto, proseguono gli amici, ha avuto inizio quella mattina di giovedì 26 aprile scorso. Lo stesso livello di prostrazione  l'ebbe per i fumi della cementeria. Preziosa, per Lui. si rivelò  la vicinanza degli amici nell'aiutarlo a superare la crisi. Si è vero c'è stato poi il periodo della munnezza ripeteva in maniera ossessiva di vedere munnezza dappertutto in ogni angolo di strada. Di notte sognava munnezza!  Per fortuna anche questa fu brillantemente superata.  Intanto continuano ad accumularsi le indennità maturate dello scomparso. Gli "amici"  ripongono le loro  ultime speranze di rintracciarlo attraverso la trasmissione Chi l’ha visto?

A Isola delle Femmine intanto le postazioni del “grande fratello”, poste nei pressi nei pressi delle montagne di rifiuti che si sono accumulati nelle tante discariche a cielo aperto, continuano a fissare nelle  immagini  cittadini  intenti a conferire e/o abbandonare i rifiuti in orari non consentiti da una delibera sindacale.

Oltre NOVECENTO sono le multe notificate, dal Comando della Polizia Municipale, ai tanti Cittadini isolani. Scopriamo che a parecchi Cittadini isolani sono state notificate più multe.


Non vogliamo dilungarci oltre e lasciamo lo spazio ad un COMUNICATO STAMPA pervenutoci   dal Comitato  Cittadino Fiato sul Collo di Isola delle Femmine:




COMUNICATO STAMPA 

Signor Gaspare Portobello, per i cittadini di Isola delle Femmine, a partire dal 27 ottobre 2012, LEI perde il titolo di PROFESSORE, ciò in ragione del significato etimologico della parola PROFESSORE “  ….. colui che agisce in favore della  realizzazione culturale dell'individuo ”.

Lei ancora una volta ha dimostrato di essere il meno indicato a definirsi tale. La ragione? :

“….con le telecamere sono stati individuati i trasgressori e TRA QUESTI ANCHE QUANTI HANNO CRITICATO QUESTA AMMINISTRAZIONE PER L’INEFFICIENZA DEL SERVIZIO PER LA RACCOLTA RIFIUTI”. (fonte: tv7 partinico 27.10.12 e GDS 28.10.12)

Un professore trasmette, ai propri alunni, che un efficace e proficuo processo di comunicazione è basato sull’accettazione dell’altro, sul confronto con l’altro, sull’accettazione della critica al proprio operato. 

Lei Signor Portobello Gaspare è stato speculare alla problematica della munnezza delle telecamere, della pulizia delle strade, del decoro del nostro paese, degli orari di conferimento dei rifiuti…….


Lei con la Sua dichiarazione ha volutamente esprimere tutto il suo ODIO verso TUTTI i Cittadini che hanno avuto il coraggio di criticare il Suo operare  e quello della Sua amministrazione.


LEI con la Sua dichiarazione ha espresso il suo ODIO verso tutte le persone perbene che hanno osato criticare Lei e la Sua Amministrazione di essere i responsabili  delle montagne di munnezza sparse lungo le strade del nostro paese per ben 131 giorni dal 1 gennaio 2012.



LEI con la Sua dichiarazione ha espresso il suo ODIO verso persone, tra cui qualche malcapitato turista, che hanno osato criticare Lei e la Sua Amministrazione, in occasione dellultima stagione balneare in cui lintero litorale isolano è rimasto ricoperto di munnezza ad  ogni ora del giorno e della notte: MUNNEZZA PUZZA CANI PISCIO ESCREMENTI AVANZI DI CIBO IN DECOMPOSIZIONE ……al punto che diversi ospiti dellalbergo sono stati costretti ad anticipare la loro partenza, come il caso di parecchie disdette per le condizioni di degrado in cui versava in quelle settimane  l’intero paese di Isola delle Femmine.


Si! Si! Si!  Signor Portobello basta fare un click ed Internet Ti informa delle condizioni igienico ambientale di Isola delle Femmine.



LEI con la Sua dichiarazione ha espresso il suo ODIO verso TUTTI i  Cittadini, anche Suoi Elettori, che hanno avuto il gran coraggio di criticare Lei e la Sua Amministrazione per l’enorme DEBITO di OLTRE SEI MILIONI che AVETE contratto verso l’ATO PA 1.


Signor Portobello, lo dica chiaramente non vedeva l’ora di scaricare il Suo ODIO la Sua rabbia la Sua violenza verbale, verso i cittadini che Lei ritiene essere la causa delle accuse mossegli per  infiltrazioni mafiose nellAmministrazione da Lei rappresentata e che come atto finale porterà molto probabilmente ad uno scioglimento del Consiglio Comunale a Isola delle Femmine.



Signor Portobello oggi con la Sua dichiarazione ci ha confermato che della munneza del decoro del paese dello spazzamento delle strade della pulizia della salute dei Cittadini, dellambiente in generale NON gliene frega niente.  A Lei interessava solamente ed unicamente  esprimere il Suo ODIO verso quelli che Lei considera NEMICI. Loccasione era troppo ghiotta per non approfittarne. Cosi si è buttato a capofitto.



Signor Gaspare Portobello, per Noi nessun dubbio circa il Suo comportamento, non è certo la prima volta, ricordiamo come fosse oggi quella sera del 2006, inConsiglio Comunale dove Lei in SETTE RIGHE è riuscito a cancellare oltre VENTI ANNI di amicizia, lealtà rispetto.
Ieri Come oggi ODIO ODIO solo ODIO verso le persone, invece che critiche verso i  loro comportamenti.


Signor Portobello Gaspare non si meravigli se oltre al titolo di Professore la stragrande maggioranza dei Cittadini di Isola delle Femmine hanno decretato la perdita da parte Sua del Titolo di Sindaco.

Per Noi da oggi in poi Lei è il SIGNOR Gaspare Portobello nostro concittadino. I Suoi comportamenti i Suoi provvedimenti e da ultimo la Sua dichiarazione ne decretano  la decadenza da Sindaco:


“….con le telecamere sono stati individuati i trasgressori e TRA QUESTI ANCHE QUANTI HANNO CRITICATO QUESTA AMMINISTRAZIONE PER L’INEFFICIENZA DEL SERVIZIO PER LA RACCOLTA RIFIUTI”.


Lei ha fatto una scelta essere di parte quindi escludere una parte, per noi significativa, la maggioranza di cittadini.

Signor Gaspare Portobello, essendo ora   libero da impegni istituzionali si  legga l’ ordinanza n 34 da Lei emessa quando era Sindaco. L’ordinanza citata nelle multe, che il Comandante dei Vigili Urbani dottor Croce Antonino invia ai trasgressori, delle disposizioni circa il conferimento dei rifiuti, individuati dalle telecamere.

Signor Gaspare Portobello Nel leggere l’ordinanza si renderà conto che il primo trasgressore all’ordinanza risulta essere proprio Lei!

Lei Signor Gaspare Portello è stato ieri lo è oggi  TRASGRESSORE dell’ordinanza n 34 del 23 luglio 2009 firmata sindaco Gaspare Portobello che dipone……..:

1. RACCOLTA DIFFERENZIATA EFFETTUATA ATTRAVERSO SERVIZI DI TIPO “PORTA A PORTA”

2. RACCOLTA EFFETTUATA ATTRAVERSO CONTENITORI STRADALI

a. Contenitori stradali adibiti a raccolta dei rifiuti solidi urbani indifferenziati (cassonetti)

b. Contenitori stradali adibiti a raccolta dei rifiuti solidi urbani differenziati

Campane per la raccolta della carta e cartone (di colore bianco)

Campane per la raccolta del vetro (di colore verde)

Campane per la raccolta della plastica( di colore giallo)

Cassonetto per la frazione organica 

La raccolta viene effettuata con frequenza giornaliera dal lunedì al sabato. Bla bla bla bla …….

Al Comandante della Polizia Municipale dottore Croce Antonino chiediamo in copia delle verifiche effettuate dal giorno 24 luglio 2009 in ottemperanza a quanto disposto dalla delibera 34.

All’Ufficio Tecnico Comunale di Isola delle Femmine chiediamo di produrre in copia esposti segnalazioni e denunce dell’inosservanza a quanto la delibera sindacale 34/2009 dispone.

Signor Gaspare Portobello a questo punto decida Lei a chi inviare la multa per aver trasgredito alla delibera n 34 del luglio 2009.

Comitato  Cittadino "Fiato sul Collo" Isola delle Femmine