CONTRO L'ARROGANZA DEL POTERE:

PER LA LEGALITA', PER LA PARTECIPAZIONE, PER LA TRASPARENZA. PER IL CONFRONTO,PER LA CONDIVISIONE, PER L'INCLUSIONE, PER LA SOLIDARIETA', PER LA PROGETTUALITA', PER LA REALIZZAZIONE, PER L'ACCOGLIENZA, PER IL RISPETTO








Sunday, January 22, 2012

COMUNICATO GRUPPO POLITICO E CONSILIARE “RINASCITA ISOLANA”

  • A PROPOSITO DELL’ASSESSORE “AMBIENTALISTA” E LE  SUE AFFINITA’ ELETTIVE

Friday, January 06, 2012

Finiscono in tribunale gli articoli in difesa dell'ambiente a Isola delle Femmine



Finisce in Tribunale il blogger Pino Ciampolillo, per i suoi articoli in difesa dell’ambiente a Isola delle Femmine.
Domani 28 dicembre 2011 davanti al Tribunale per la querela fatta dal funzionario della Regione Sicilia Servizio 3 Dottore Salvatore Anzà.
La querelle verte su tre articoli apparsi sui siti di Isola Pulita riguardanti i dubbi espressi circa la regolarità seguita nella procedura sull’Autorizzazione Integrata Ambientale alla Italcementi.
Inoltre la querelle riguarda il famigerato Piano dell’aria Sicilia verosimilmente identico a quello adottato nella regione Veneto.



















Arpa,Anzà,decreto n. 693 7/08,FUMANE,Giudice,TAR PALERMO 2592/2008,Pappagallo,Pennuto Rosso,Ricorso al TAR 02462/2009, Ricorso TAR Italcementi N. 02436/2008, TAR VENETO 00227/2011

Finiscono in tribunale gli articoli in difesa dell'ambiente a Isola delle Femmine



Finisce in Tribunale il blogger Pino Ciampolillo, per i suoi articoli in difesa dell’ambiente a Isola delle Femmine.
Domani 28 dicembre 2011 davanti al Tribunale per la querela fatta dal funzionario della Regione Sicilia Servizio 3 Dottore Salvatore Anzà.
La querelle verte su tre articoli apparsi sui siti di Isola Pulita riguardanti i dubbi espressi circa la regolarità seguita nella procedura sull’Autorizzazione Integrata Ambientale alla Italcementi.
Inoltre la querelle riguarda il famigerato Piano dell’aria Sicilia verosimilmente identico a quello adottato nella regione Veneto.



















Arpa,Anzà,decreto n. 693 7/08,FUMANE,Giudice,TAR PALERMO 2592/2008,Pappagallo,Pennuto Rosso,Ricorso al TAR 02462/2009, Ricorso TAR Italcementi N. 02436/2008, TAR VENETO 00227/2011

OMICIDIO DI SIMONETTA LAMBERTI A CAVA DE' TIRRENI, LA SORELLA: "CHIEDO VERITA' E GIUSTIZIA"

OMICIDIO DI SIMONETTA LAMBERTI A CAVA DE' TIRRENI, LA SORELLA: "CHIEDO VERITA' E GIUSTIZIA"




Caricato il 22 nov 2011


Avrebbe compiuto in questi giorni 41 anni Simonetta Lamberti, vittima innocente della camorra, uccisa per errore il 29 maggio 1982 a Cava de' Tirreni (Salerno) nel corso di un agguato il cui vero obiettivo era il padre, Alfonso Lamberti, giudice a Sala Consilina. Aveva 11 anni e mezzo. I colpi dei killer, i cui nomi sono rimasti sconosciuti così come non è mai stato chiarito né movente né mandante dell'agguato, ferirono il padre e ammazzarono la bambina. A distanza di quasi 30 anni da quel barbaro omicidio il caso giudiziario è stato riaperto dalla procura di Salerno dopo le rivelazioni di un pentito  di camorra le cui dichiarazioni potrebbero portare alla verità. "Da anni chiedo verità e giustizia per mia sorella", dice Serena Lamberti, sorella di Simonetta. Nei giorni scorsi ha avuto un lungo colloquio con il procuratore capo di Salerno Franco Roberti e con il pm Vincenzo Montemurro che stanno seguendo la vicenda. A Simonetta Lamberti è intitolato lo stadio di Cava de' Tirreni. La bambina viene ricordata ogni anno il 21 marzo nella giornata della memoria e dell'impegno di Libera, la rete di associazioni contro le mafie. Il primo dicembre prossimo verrà inaugurata a Napoli e dedicata alla memoria di Simonetta la biblioteca del museo del mare di Bagnoli

Finiscono in tribunale gli articoli in difesa dell'ambiente a Isola delle Femmine



Finisce in Tribunale il blogger Pino Ciampolillo, per i suoi articoli in difesa dell’ambiente a Isola delle Femmine.
Domani 28 dicembre 2011 davanti al Tribunale per la querela fatta dal funzionario della Regione Sicilia Servizio 3 Dottore Salvatore Anzà.
La querelle verte su tre articoli apparsi sui siti di Isola Pulita riguardanti i dubbi espressi circa la regolarità seguita nella procedura sull’Autorizzazione Integrata Ambientale alla Italcementi.
Inoltre la querelle riguarda il famigerato Piano dell’aria Sicilia verosimilmente identico a quello adottato nella regione Veneto.



















Arpa,Anzà,decreto n. 693 7/08,FUMANE,Giudice,TAR PALERMO 2592/2008,Pappagallo,Pennuto Rosso,Ricorso al TAR 02462/2009, Ricorso TAR Italcementi N. 02436/2008, TAR VENETO 00227/2011

DIFFAMAZIONE CORTE DI CASSAZIONE SENTENZA 48553 28 DICEMBRE 2011

CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. V PENALE - SENTENZA 28 dicembre 2011, n.48553 - Pres. Oldi – est. Fumo
Rilevato in fatto

La CdA di Salerno, con la sentenza di cui in epigrafe, ha confermato la pronunzia di primo grado, con la quale C.P. fu condannato alla pena di giustizia e al risarcimento del danno in favore delle costituite PP.CC. in quanto riconosciuto colpevole del delitto di diffamazione a mezzo stampa, commesso in data (omissis), mediante pubblicazione di un articolo sul giornale (omissis) , con il quale offendeva la reputazione dei parlamentari Co.Ge. e L.M. .

Ricorre per cassazione il difensore e deduce:

1) nullità delle sentenze di merito per inosservanza dell'art. 415 bis cpp, attesa la omessa notifica dell'avviso di conclusioni indagini.

2) manifesta illogicità e mancanza della motivazione, atteso 

a) che la CdA non ha raggiunto la prova della esistenza dell'articolo. In atti è allegata solo una fotocopia dello stesso e non vi è certezza dunque della pubblicazione del 'pezzo'. Accade frequentemente che a una anteprima di stampa non segua la effettiva pubblicazione, 

b) che l'imputato ha semplicemente esercitato il diritto di critica nei confronti di esponenti politici locali, ritenuti responsabili del degrado sociale e della mancanza di lavoro nella provincia di Caserta.

È noto che il diritto di critica ha confini più ampi di quello di cronaca e che specialmente gli uomini politici sono maggiormente esposti alla formulazione ed espressione di giudizi negativi, attesa la loro sovraesposizione pubblica. La funzione della stampa in un paese democratico è quella di esercitare controllo su chi detiene ed esercita il potere per delega dei cittadini. Sono stati rispettati i parametri enucleati dalla giurisprudenza; invero la notizia è di evidente interesse pubblico e il linguaggio può definirsi continente, attesa la natura iperbolica della espressione 'parassiti', riferita ai due uomini politici, e il diffuso processo di desensibilizzazione delle espressioni 'forti' che è in atto nella società moderna.
3) mancata assunzione di prova decisiva, dal momento che irragionevolmente la Corte salernitana si è rifiutata di acquisire un originale della copia del giornale;
4) intervenuta prescrizione del reato.

Considerato in diritto

La prima censura è inammissibile per genericità. Essa costituisce mera 'riproduzione' di censura già proposta dal giudice di appello e motivatamente respinta dallo stesso. Non si riesce dunque a comprendere per qual motivo il ricorrente, senza minimamente replicare alle argomentazioni del secondo giudice, altro non faccia che 'ricopiare' un motivo di appello, quasi che la Corte di merito non avesse dato risposta allo stesso. Non resta che rinviare alle considerazioni della Corte salernitana, la quale ha fatto corretto uso dei principi enucleati dal giudice di legittimità in tema di nullità derivante dal mancato avviso delle chiusura delle indagini di cui all'art. 415 bis c.p.. Invero è stato (reiteratamente) chiarito che la nullità del decreto di citazione a giudizio per l'omessa notifica all'imputato dell'avviso di conclusione delle indagini preliminari è di natura relativa e, pertanto, deve essere eccepita, a pena di decadenza, entro il termine di cui all’art. 491 c.p.p., subito dopo compiuto per la prima volta l'accertamento della costituzione delle parti (da ultimo: ASN 201035420-RV 248302).
Parimenti generiche sono le censure sub 3) e 2-a). L'assunto che la fotocopia dell'articolo in atti riproduca non un 'pezzo' effettivamente pubblicato, ma una mera anteprima di stampa, poi abbandonata, è meramente congetturale e, come tale, da non prendere in considerazione.
A parte il fatto che la censura è in insanabile contrasto logico con quella sub 2-b), va notato che il ricorrente, invero, non sostiene che l'articolo non sia stato pubblicato, ma che ciò potrebbe essere possibile. Orbene, è noto che una fotocopia, fino a prova del contrario, riproduce un originale ed è onere di chi nega l'esistenza dell'originale o la conformità ad esso della copia, provare o, almeno, allegare tale circostanza. E ciò è esattamente quel che il ricorrente non fa.
D'altra parte, se L. e Co. sono venuti a conoscenza del contenuto dell'articolo, detto articolo deve pur essere stato diffuso tra il pubblico.
La censura sub 2-b) è infondata.
È certamente esatto che il diritto di critica ha confini ben più ampi di quello di cronaca; è altrettanto esatto che, in esso, il requisito della 'verità' si profila in maniera ben diversa rispetto a quanto accade nel diritto di cronaca (atteso che un'opinione non è vera o falsa, ma vero o falso può essere il presupposto fattuale sul quale essa poggia); infine è vero che un uomo politico è più esposto del comune cittadino alle critiche e ai giudizi della opinione pubblica, in ragione del mandato rappresentativo che ha ricevuto e, dunque, della necessità di rendere conto del suo operato; ma non va dimenticato che la critica è valutazione argomentata di condotte, espressioni e/o idee.
Perché vi sia esercizio del diritto di critica, è necessario – allora - che il giudizio (anche severo, anche irriverente) sia collegato col dato fattuale dal quale il 'criticante' prende spunto. Altrimenti, il fatto rappresenta niente altro che occasione e pretesto per sfogare sentimenti ostili verso persone che con esso non hanno relazione.
Per quanto si legge in sentenza (e la circostanza non è contestata dal ricorrente), l'imputato, dopo aver dato conto del suicidio e del tentativo di suicidio di alcuni giovani disoccupati, accenna alla situazione di degrado sociale del Meridione d'Italia e ne indica i responsabili negli onorevoli Co. e L. , definiti 'parassiti', persone che portano a casa 22 milioni di lire al mese. A tali affermazioni il L. aggiunge la considerazione che 'a Caserta vota anche la camorra'.
Il corretto esercizio del diritto di critica avrebbe anche consentito all'imputato di indicare i due parlamentari come responsabili (morali) dei tragici gesti sopra descritti.
Sarebbe persino stato possibile giustificare come espressione di 'folclore giornalistico' la attribuzione del termine 'parassita' a uomini politici che, ben remunerati, siano (o appaiano all'autore dell'articolo) come percettori di un compenso immeritato, in quanto sproporzionato (per eccesso) all'impegno profuso e ai risultati ottenuti, ma tali severi giudizi avrebbero dovuto essere espressi all'interno di un percorso argomentativo e come corollario di un ragionamento, che. viceversa, nel caso in esame, manca del tutto.
Compito del giudice del merito non sarebbe stato certo quello di valutare (condividendolo o respingendolo) il ragionamento predetto, ma di prendere atto della sua esistenza e di verificarne la formale coerenza logica.
Di talché è assolutamente corretta la considerazione della CdA, la quale rileva come il L. abbia posto in collegamento fatti e circostanze del tutto eterogenei senza spiegare' perché Co. e L. siano chiamati in causa dai tragici episodi con la cui descrizione si apre l'articolo e senza chiarire quali siano le loro responsabilità (politiche, morali o di qualsiasi altra natura) per il degrado del Meridione e per il dilagare del potere della camorra a Caserta.
Fondato invece è il rilievo sulla intervenuta prescrizione (in data 17.7.2010 e dunque dopo la pronunzia della sentenza di secondo grado).
In presenza di ricorso, nel suo complesso, non inammissibile (la seconda censura come ricordato, è infondata), detta causa estintiva deve ritenersi operante. Per tale ragione, la sentenza impugnata va annullata senza rinvio, ma, per quanto sopra anticipato, il ricorso va rigettato agli effetti civili.

P.Q.M.

annulla senza rinvio la sentenza impugnata, agli effetti penali, perché il reato è estinto per prescrizione; rigetta il ricorso agli effetti civili.


MASSIMA
La scriminante del diritto di critica si sostanzia nella valutazione argomentata di condotte, espressioni e/o idee, per cui perché vi sia esercizio del diritto de quo è necessario che il giudizio (anche severo, anche irriverente) sia collegato col dato fattuale dal quale il "criticante" prende spunto. In mancanza l’autore della condotta risponde di diffamazione, perchè il fatto rappresenta niente altro che occasione e pretesto per sfogare sentimenti ostili verso persone che con esso non hanno relazione.




CASUS DECISUS
La Corte di Appello di Salerno confermava la pronunzia di primo grado, con la quale un giornalista era stato condannato per il delitto di diffamazione a mezzo stampa per aver offeso la reputazione di due politici. Ricorreva per cassazione il difensore, deducendo manifesta illogicità e mancanza della motivazione, in quanto l'imputato aveva semplicemente esercitato il diritto di critica nei confronti di esponenti politici locali, ritenuti responsabili del degrado sociale e della mancanza di lavoro nella provincia di Caserta.




ANNOTAZIONE
Risponde di diffamazione a mezzo stampa il giornalista che definisce dei politici parassiti perché ritenuti responsabili del degrado sociale del paese amministrato? Questa la questione cui la Corte è chiamata a dare una risposta, dopo che la difesa dell’imputato aveva sostenuto che un tale aggettivo rientra nell’esercizio del diritto di critica. Nell’occasione i giudici di legittimità evidenziano in primo luogo che il diritto di critica ha confini ben più ampi di quello di cronaca, ed, in secondo luogo, che il requisito della "verità" si profila in maniera ben diversa rispetto a quanto accade nel diritto di cronaca (atteso che un'opinione non è vera o falsa, ma vero o falso può essere il presupposto fattuale sul quale essa poggia). Infine, affermano che un uomo politico è più esposto del comune cittadino alle critiche e ai giudizi della opinione pubblica, in ragione del mandato rappresentativo che ha ricevuto e, dunque, della necessità di rendere conto del suo operato. Ciò posto, essi evidenziano che sarebbe persino stato possibile giustificare come espressione di "folclore giornalistico" la attribuzione del termine "parassita" a uomini politici che, ben remunerati, siano (o appaiano all'autore dell'articolo) come percettori di un compenso immeritato, in quanto sproporzionato (per eccesso) all'impegno profuso e ai risultati ottenuti, ma tali severi giudizi avrebbero dovuto essere espressi all'interno di un percorso argomentativo e come corollario di un ragionamento, che, viceversa, nel caso in esame, manca del tutto. Per cui essi concludono, affermando che la critica è valutazione argomentata di condotte, espressioni e/o idee, per cui perché vi sia esercizio del diritto di critica, è che il giudizio (anche severo, anche irriverente) sia collegato col dato fattuale dal quale il "criticante" prende spunto. Altrimenti, il fatto rappresenta niente altro che occasione e pretesto per sfogare sentimenti ostili verso persone che con esso non hanno relazione.






Isola delle Femmine. Prima udienza del processo civile Anzà - Ciampolillo

Il processo è scaturito da una querela del dirigente regionale Anzà, nei confronti dell'ideatore del blog "Isola Pulita" Pino Ciampolillo

E' stata caratterizzata dalle richieste avanzate dai rispettivi legali, la prima udienza del processo civile scaturito da una querela fatta dal dirigente regionale del settore Ambiente, Salvatore Anzà, nei confronti di Pino Ciampolillo, ideatore del blog “Isola pulita”, un sito internet associato a Legambiente Sicilia che si occupa dei problemi ambientali del territorio compreso tra Isola delle Femmine e Capaci. Sotto accusa sono finiti tre articoli pubblicati dall'ambientalista nel 2007, che riguardavano la Italcementi con le sue emissioni in atmosfera e il Piano regionale per la tutela dell'aria e dell'ambiente, uno studio commissionato dalla Regione siciliana alla seconda sezione del dipartimento per la “Tutela dall'inquinamento atmosferico”, finito sotto i riflettori non solo della stampa, perchè alcune parti sono risultate copiate dall'omologo piano redatto dalla Regione Veneto. Salvatore Anzà è stato uno dei firmatari del documento, controfirmato dall'assessore dell'epoca, Rassana Interlandi. L'avvocato del blogger isolano, Giacomo Cirincione, si è opposto alla scelta del ricorso speciale in sede civile perchè, sostiene, “non sussistono le condizioni d'urgenza”. Inoltre, ha ribadito che Pino Ciampolillo, attraverso i suoi articoli “ha esercitato semplicemente il diritto di critica su fatti già ben noti all'opinione pubblica”. Di diverso avviso la controparte, difesa dall'avvocato Salvatore Ferrara, che ha contestato la citazione di alcuni testi, giudicati “di parte”. Ribadita, naturalmente, la richiesta di risarcimento economico (50 mila euro) per il danno all'immagine arrecato al dirigente regionale. Il giudice, adesso, dovrà decidere sulle richieste avanzate in una prossima udienza.



( 29 dicembre 2011 )
TV7Partinico


REFUSO
Un refuso (dal latino refūsus, participio passato di refundĕre, riversare[1]) è un errore di stampa causato dallo scambio o dallo spostamento di uno o più caratteri attribuito ad un problema meccanico o ad uno scambio dei movimenti delle dita durante la battitura. (Wikipedia)


In data non sospetta 23 marzo 2008 avevamo segnalato che l'Assessorato a malincuore e con un certo imbarazzo è stato costretto ad ammettere che il piano Aria Sicilia era verosimile a quello del Veneto ed alle tante altre fonti


Anche l'Assessorato Territorio Ambiente della Regione Sicilia  ammette con l'emanazione del decreto 43 del 12 marzo 2008 che nel  Piano Aria Siculo Padano qualche refuso si  sia maldestramente inserito nel Piano dell'aria della nostra regione. Quindi con il DECRETO si provvede a: CASSARE-AGGIUNGERE-TOGLIERE-METTERE........ 

Piano Aria Sicula Padano Decreto 43 12 marzo 2008


Forse all'Assessorato è mancato un  pizzico di coraggio per ammettere che effettivamente la Notizia era proprio da Striscia la Notizia?
A Pagina 1 si parla di ALCUNI errori  E/O refusi
ci chiediamo se vi è qualche copiatura E/O 
dimenticanza. Ma soprattutto non ci è chiaro 
REFUSI 


A pag 2 si chiede di CASSARE
"Comunità Montane" in effetti
non esistono più da
diversi anni.
INVECE Esistono ciò che il Piano
nel 2007 aveva "tralasciato"
La ITALCEMENTI a Isola delle Femmine
o la Bertolino a Partinico 
o.....



A pag 3 si chiede di CASSARE
     
Visto che in Sicilia non se ne trovano ..i centri storici 
utilizzando ad esempio gli argini dei fiumi e CANALI..
si chiede di CASSARE il "REFUSO" Incenti con Inventivi 
e poi via via ritroviamo anche "il piano aerologico Padano"
In questo caso si che "possiamo" parlare di
REFUSO


Naturalmente stiamo risparmiando i lettori delle oltre 25 fonti oltre al Piano Veneto (tra l'altro quello "copiato" la Comunità Europea l'aveva respinto) da cui il Piano  Sicilia ha attinto





La legge le sentenze la libertà di STAMPA i Bloggs e le differrenze con la carta sTampata:

Libertà di Stampa il Concetto di CARTA STAMPATA Blogs Televisioni

http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2010/10/due-ispettori-dellassessorato_13.html



Responsabilità nella libertà di Stampa Bloggs Giornali Riviste Televisioni Art 11 legge 47/1948

http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2011/12/italcementi-sentenza-tar-palermo-ai_23.html


Il direttore della Testata non è responsabile di omesso controllo Sentenza C. Cassazione 44126/2011

http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2011/12/italcementi-ricorso-cittadini-di-isola.html


Legge sulla stampa diffamazione legge 62/2001

Legge 47/1948 Art. 1 - (Definizione di stampa o stampato)
Sono considerate stampe o stampati, ai fini di questa legge, tutte le riproduzioni tipografiche o comunque ottenute con mezzi meccanici o fisico-chimici in qualsiasi modo destinate alla pubblicazione.

In ogni caso, il richiedente la rettifica può rivolgersi al pretore affinché, in via d'urgenza, anche ai sensi degli articoli 232 e 219 del codice di procedura penale, ordini al direttore la immediata pubblicazione o la trasmissione delle risposte, rettifiche o dichiarazioni.


Bruciatori,Copia incolla,Genchi,Isola delle Femmine.Prima udienza del processo civile Anzà  Ciampolillo, Plagio,PROCESSO ANZA’ proced 9916 II R.G. ex art 702 bis CPC,termovalorizzatori,Legge 47/1948 Art. 1,L.62/2001