CONTRO L'ARROGANZA DEL POTERE:

PER LA LEGALITA', PER LA PARTECIPAZIONE, PER LA TRASPARENZA. PER IL CONFRONTO,PER LA CONDIVISIONE, PER L'INCLUSIONE, PER LA SOLIDARIETA', PER LA PROGETTUALITA', PER LA REALIZZAZIONE, PER L'ACCOGLIENZA, PER IL RISPETTO








Sunday, January 22, 2012

COMUNICATO GRUPPO POLITICO E CONSILIARE “RINASCITA ISOLANA”

  • A PROPOSITO DELL’ASSESSORE “AMBIENTALISTA” E LE  SUE AFFINITA’ ELETTIVE

Friday, January 06, 2012

Pagamento tributi in prescrizione: quali i criteri. Indagine GdF a Mattinata


Mattinata/Manfredonia – INTERRUZIONE alla prescrizione dei tributi, con richiesta inviata ai cittadini per evitare un possibile danno erariale. Da qui le indagini della Guardia di Finanza di Manfredonia per comprendere il criterio con il quale sarebbero state inviate le interruzioni suddette. E dunque l’invito a pagare. E’ successo a Mattinata, con controlli dei finanzieri che sarebbero avvenuti il 19 febbraio. Con esiti non ancora emersi e indagini in corso.


Alla base della vicenda un vuoto di riscossione, per il Comune, tra il 2010 e l’autunno 2011, a causa dell’affidamento del servizio. Con un ipotetico ammanco di un paio di milioni di euro. La Guardia di Finanza avrebbe chiesto informazioni, nei giorni scorsi, a soggetti che lavorano presso la Andreani Tributi locale (del Gruppo Andreani di Macerata) che si occupa della liquidazione, accertamento dei Tributi, Riscossione e Gestione del contenzioso. In questo caso tanto dei tributi maggiori, (ICI e TARSU) quanto minori (ICP, DPA e TOSAP) e probabilmente, da fine marzo/aprile, della tassa di soggiorno (approvata con recente delibera di giunta).



In seguito – come emerge dalla delibera di Giunta del Comune n.214/28-10-11 – l’autorizzazione ad attivare le procedure per consentire alla Andreani Tributi s.r.l., in qualità di Concessionario dei tributi locali, di accedere agli applicativi web: Anagrafe Tributaria on-line (SIATEL Punto Fisco); Catasto on-line (SISTER); Portale del Comuni (Agenzia del Territorio); Accesso al portale INPS; Accesso a TELEMACO (Camera di Commercio); Accesso intranet Anagrafe Comune di Mattinata.





La vertenza lavoratori. Alla base del ritardo per l’affidamento del servizio l’ipotetica posizione di due lavoratori dell’ex Gestor, omonimi ed appartenenti all’UdC e Sel, dato il paventato licenziamento con l’ingresso della nuova Giunta. In seguito il bando di gara con un ipotetico accordo Sel/UdC contro il licenziamento dei dipendenti. Da qui la soluzione trovata sarebbe stata quella del passaggio da 2 contratti full time a 3 part-time (2 tra i precedenti appartenenti del Sel e UdC, uno per Fli) ed uno full per l’ufficio dirigenziale della Andreani Tributi di Mattinata. Un dato importante perchè proprio dal passaggio dal part al full time deriverebbe l’aggressione subita da un dipendente della società dei tributi (con altra polemica emersa sul caso, vedi in seguito).


L’ANTEPRIMA DI STATO NELL’APRILE 2011, PRIMA DEL BANDO. I CONTRASTI CON LA MANFREDONIA TRIBUTI – L’ASSESSORE AI TRIBUTI DELLA PA DI MATTINATA SACCO : “MEGLIO IL BANDO PUBBLICO PER L’INDIVIDUAZIONE DEL SOGGETTO IDONEO PER IL SERVIZIO” – “Già la precedente amministrazione Iannotta – disse a Stato l’assessore Sacco – aveva deciso di esternare saggiamente il servizio dei tributi con regolare gara alla Tributi Italia Spa (passata in seguito – come noto – in amministrazione straordinaria) fino alla Soget Italia Spa (con scadenza il 31 dicembre 2010, si ricorda che i tributi maggiori erano gestiti dallo stesso Comune)”. In forza alla legge 448/2011, art.8 esternalizzazione servizi, il Comune di Mattinata decise di aderire alla società Gestione Tributi di Manfredonia “anche per una similitudine dell’utenza dei diversi comuni (Manfredonia e Monte Sant’Angelo) che la società serviva”. Dopo l’invio della deliberazione del consiglio comunale (delibera CC n.36-22.07-2010) al Comune sipontino, nello stesso consiglio comunale l’ufficio ragioneria della PA di Mattinata, mediante un calcolo, aveva ritenuto che “il 7,5% dell’aggio stabilito non sarebbe andato a gravare su ulteriori spese, con quota allineata alla precedenti”. In seguito all’approvazione, con delibera di GC di Manfredonia, dell’ingresso nella Gestione tributi Spa del Comune di Mattinata (quota 2% azioni categoria A2, aggio 7,5 %), la gestione Tributi di Manfredonia informa il Comune mattinatese, con relativa missiva, che l’ingresso del nuovo soggetto pubblico sarebbe stato condizionato alla garanzia – della stessa gestione tributi – per la quale l’operazione da definirsi non avrebbe avuto riflessi sugli aspetti economici, finanziari, gestionali e funzionali futuri della stessa Spa.


“La Gestione Tributi Spa – spiegò Sacco – ha chiesto (con missiva del 23.03.2011) di rideterminare sugli assetti di bilancio, l’incidenza dei costi comuni di gestione proporzionalmente alle quote di partecipazione di tutti i soggetti pubblici della stessa Gestione Tributi Spa”. “Il Consiglio comunale di Mattinata sovrano sull’argomento – disse l’assessore – nello stesso atto è stato chiarissimo precisando come l’aggio era stato fissato al 7,5% su tutti i tributi gestiti dalla Spa del Comune di Manfredonia, proprio per non variare il gettito, l’aggio sui tributi in riferimento agli anni precedenti”. “In considerazione della rideterminazioni anche incidenti su ulteriori costi comuni di gestione proporzionali alle quote di partecipazione, l’amministrazione comunale di Mattinata ha ritenuto opportuno di sottoporre al Consiglio comunale una nuova proposta di delibera nella quale si è previsto l’affidamento dei servizi relativi ai tributi locali tramite un bando ad evidenza pubblica (come avvenuto, ndR) utile per l’individuazione di un soggetto idoneo al servizio”. Da qui la revoca dell’ingresso della Pa di Mattinata, come stabilito anche con una revoca della G.C. di Manfredonia.



L’ANTICIPAZIONE: “INDIVIDUARE GLI EVASORI ANCHE PER EVITARE L’INCREMENTO DELLE TASSE” – “Il Comune di Mattinata si riunirà a riguardo il 21 aprile >per approvare oltre ad altri ordini del giorno la proposta succitata (il bando pubblico per la gestione tributi)”, disse Sacco. “L’auspicio dell’amministrazione – terminò l’assessore – resta quello di individuare il soggetto maggiormente idoneo al servizio anche per fronteggiare l’emergere di possibili soggetti evasori”. Il fenomeno a Mattinata non era infatti circoscritto (come del resto a Manfredonia – Ass. Rinaldi: “1000 contribuenti non hanno pagato la Tarsu, mancano 1,5 milioni”, ndr e L’aumento della Tarsu a Manfredonia). L’individuazione degli evasori nell’ambito dei tributi (tarsu/Ici) avrebbe dovuto evitare un possibile incremento delle tariffe dei servizi .




L’invio delle interruzioni alla prescrizione dei tributi. Nel periodo di vuoto dell’affidamento del servizio (per qualcuno dovuto ai possibili licenziamenti dei precedenti dipendenti della Gestor, con opposizione da Manfredonia) molti tributi sarebbero caduti in prescrizione, decorsi i 5 anni per la riscossione. Per non commettere un ipotetico danno erariale la società delegata del Comune avrebbe allora inviato un centinaio di interruzioni alle prescrizioni a cittadini del centro. Le somme non sono conosciute. La segnalazione alla GdF sarebbe partita proprio da questo riscontro: quali i criteri per l’invio per i pagamenti?. Dalla segnalazione i controlli della Guardia di Finanza con delucidazioni chieste alla dirigenza della Andreani di Mattinata e alle forze politiche. Si attendono sviluppi.



LA PRESUNTA AGGRESSIONE AI DANNI DI UN DIPENDENTE DELLA SOCIETA’ DI RISCOSSIONE. LA POLEMICA FRA COORD. SEL RIZZI E SINDACO L.R. PRENCIPE . Ma come detto al servizio tributi a Mattinata si correla un altro episodio. Proprio di recente , il coordinatore Sel di Capitanata D.Rizziaveva inviato una nota nella quale aveva espresso solidarietà al lavoratore mattinatese Vincenzo Di Mauro per una “brutale aggressione subita”. Questi avrebbe chiesto ipoteticamente alla società di riscossione tributaria – dove lavorava part-time – di essere assunto a tempo pieno. Ma in questo modo evitando l’assunzione di un altro soggetto. Da qui due individui avrebbero aggredito l’uomo nel pomeriggio del 28 gennaio (ma il caso non sarebbe stato denunciato alle forze dell’ordine). “Vogliamo mettere in evidenza come il gesto possa annoverarsi quale ennesimo e brutale episodio di una guerra tra poveri, spesso sapientemente innescata, che atteggiamenti ambigui – in questo caso da parte dell’Amministrazione comunale di Mattinata per cui la società in questione svolge l’incarico di riscossione tributaria – contribuiscono a fomentare tra gli stessi lavoratori precari”, disse il coordinatore Sel. “Pare infatti, in base alle informazioni in nostro possesso – continuò Rizzi – che il brutale pestaggio del signor Di Mauro sia maturato a seguito di promesse di assunzione e di miglioramento delle aspettative lavorative alimentate ad arte per chissà quali inconfessabili motivi e che, considerando sia il contesto locale che l’eccezionale ‘fame di lavoro’ che caratterizza Mattinata così come tanti altri piccoli centri del Gargano, essa fosse addirittura prevedibile”.




La replica del sindaco Prencipe. “Faccio presente al sindaco Domenico Rizzi che l’Amministrazione Comunale di Mattinata impronta i suoi comportamenti a principi di correttezza e di trasparenza ed ha a cuore la sorte dei propri concittadini ponendo ai primi posti della propria agenda istituzionale i temi del lavoro e della legalità” “Pertanto, pur riconoscendo pienamente il diritto di critica, invito Rizzi a documentarsi prima di intervenire in maniera sconsiderata nei confronti dell’Istituzione da me rappresentata, la cui immagine ed onorabilità tutelerò in ogni sede”, concluse Prencipe nelle dichiarazioni.

“La Gestione Tributi vuole rideterminare i costi, preferiamo il bando”


Mattinata – “LA Gestione Tributi aveva chiesto di rideterminare, sugli assetti del bilancio, l’incidenza dei costi comuni di gestione proporzionalmente alle quote di partecipazione di tutti i soggetti pubblici della partecipata. Da qui la decisione di affidare i servizi tramite l’indizione di un bando pubblico”. Il Comune di Mattinata, come riferisce a Stato l’assessore ai tributi, al bilancio e alle attività produttive A. Sacco, ha deciso dunque di rinunciare all’ipotesi di ingresso nella Gestione Tributi S.p.A. del Comune di Manfredonia, nella misura del 2% delle azioni di categoria A2. Dopo le precedenti delibere, relative alla partecipazione del Comune del sindaco L.R. Prencipe, il Comune di Manfredonia aveva informato la stessa amministrazione mattinatese di una prossima rideterminazione dei costi di gestione proporzionalmente alle quote di partecipazione dei singoli soggetti interessati al servizio tributi della partecipata. Da qui l’uscita dalla Spa da parte del comune garganico.

LA VICENDA – Come già pubblicato ( Focus ), il Comune di Manfredonia aveva stabilito l’ingresso del Comune di Mattinata nella locale Gestione Tributi Spa, “nella misura del 2% delle azioni di categoria A2″: così in base a quanto stabilito con la delibera di Giunta comunale n.56 del 03.03.2011 su proposta dell’Assessore al Bilancio, Rinaldi Pasquale, che aveva esposto la Relazione del Dirigente del 3° Settore Bilancio, Demanio e Patrimonio, Nigro Michelangelo.

DELIBERA DI CONSIGLIO DEL COMUNE DI MATTINATA DELLO SCORSO 22 LUGLIO 2010 – In precedenza, il Comune di Mattinata (FG), con nota prot. n. 351 del 12 gennaio 2011, acquisita dal Comune di Manfredonia in data 14 gennaio 2011, al prot. n. 1460, aveva trasmesso la Delibera di Consiglio n. 36 del 22 luglio 2010, con la quale l’ente manifestava la volontà di acquisire il 2% delle azioni citate. Prima dell’ingresso del Comune di Mattinata, l’assetto societario della Gestione Tributi S pa di Manfredonia (presidente Pasquale Aulisa, ex consigliere di maggioranza, con uffici a Manfredonia in via delle Antiche Mura , per il servizio di accertamento e riscossione dei tributi locali, delle entrate patrimoniali ed assimilate e a Monte Sant’Angelo in via Per Manfredonia, ufficio) era così composto: 58% Comune di Manfredonia, pari a 6.960 numero azioni, del valore nominale di € 69.600,00, di cui 3.600 numero azioni di categoria A1 e 3.360 di categoria A2; 2% Comune di Monte Sant’Angelo, pari a 240 numero azioni, tutte di categoria A2, del valore nominale di € 2.400,00; 40% AIPA S.p.A., pari a 4.800 numero azioni, tutte di categoria B, del valore nominale di € 48.00,00. Con l’adesione del Comune di Mattinata nel capitale sociale della Gestione Tributi S.p.A. il nuovo assetto societario della Spa, nel rispetto della maggioranza pubblica, sarebbe andato dunque a rideterminarsi con il 56% a favore del Comune di Manfredonia; il 2% per il Comune di Monte Sant’Angelo, il 2% pertanto al Comune di Mattinata, pari a 240 numero azioni, tutte di categoria A2, del valore nominale di € 2.400,00 e il 40% – come in precedenza – all’AIPA S.p.A. Ma l’accordo è ora saltato. Da fonti interne il Comune di Mattinata, tanto la Giunta Prencipe quanto l’opposizione, avrebbe preferito istituire da subito un ufficio interno al Comune per la gestione di tutte le riscossioni per i tributi.

FOCUS GESTIONE TRIBUTI, L’AMMINISTRAZIONE CONTROLLATA, INSINUAZIONE AL PASSIVO DEL COMUNE DI MANFREDONIA PER 110MILA EURO, GLI APPALTI DELL’AIPA, IL DRAMMA DEGLI EX LAVORATORI, LE INDAGINI DELLA GDF NUCLEO DI PT DI FOGGIA – Focus 

Nella delibera precedente (5.03.11 n.56) della G.C. di Manfredonia si precisava come il capitale sociale della Gestione Tributi debba essere di “maggioranza pubblica per tutta la durata della Società”, così come stabilito dall’art. 8 dello Statuto – Partecipazione pubblica maggioritaria: “Il capitale sociale deve essere costituito, per tutta la durata della Società: nella misura minima complessiva non inferiore al 60%, da un uguale numero di azioni di categoria A1 e A2, detenute da Soggetti Pubblici; per la restante parte, da azioni di categoria B, detenuta da Soci Privati”. L’ingresso del Comune di Mattinata, nella misura del 2% delle azioni di categoria A2, non avrebbero vìolato le percentuali di partecipazione pubblica sancite dallo Statuto, (approvato dal Consiglio Comunale di Manfredonia con Delibera n. 59 del 19 luglio 2006), visto l’art. 9, comma 3 dello Statuto, con il quale si stabilisce che “Ogni azione dà diritto ad un voto, con l’unica eccezione che le azioni di categoria A2 sono prive del diritto di voto nelle assemblee convocate per la nomina delle cariche sociali” e visto l’art. 11 – Trasferimento delle Azioni di categoria “A1” e “A2” – con il quale si stabilisce: “Le azioni di categoria A1 e A2 possono essere trasferite, nei limiti consentiti dal presente Statuto e dalla Legge, esclusivamente a favore di Soggetti Pubblici, fermo restando il diritto di prelazione disciplinato dal successivo art. 14”. Difatti, le azioni di categoria non danno ai soggetti che ne acquisiscono il potere di voto all’interno del Cda. La costituzione della Gestione Tributi Spa discende dalla Delibera del Consiglio Comunale n. 59 del 19 luglio 2006, con la quale si era stabilito di promuovere la costituzione di una Società per Azioni a prevalente capitale pubblico locale per la gestione delle entrate comunali; a seguito dell’espletamento della gara ad evidenza pubblica è stato poi individuato il socio privato, Società AIPA S.p.A. per la costituzione della società mista; tenuto conto della costituzione tra il Comune di Manfredonia e la AIPA S.p.A. della SpA “Gestione Tributi S.p.A.”, iscritta al registro delle imprese di Foggia in data 8 novembre 2007 al n. 255904; mentre con contratto di Servizio Rep. 6655 del 7 dicembre 2007 era stata affidata alla Gestione Tributi S.p.A. l’attività di gestione delle entrate tributarie e patrimoniali, di cui è titolare il Comune di Manfredonia; per il trasferimento delle quote azionarie della Società gestione Tributi S.p.A. detenute dal Comune di Manfredonia è stato nominato il Notaio Antonio Rizzo Corallo. Da qui la Giunta comunale ha deliberato di esprimere il nulla osta alla richiesta di ingresso del Comune di Mattinata nella compagine sociale della Gestione Tributi S.p.A., “a condizione che il Socio Pubblico, Comune di Monte Sant’Angelo, non eserciti il diritto di prelazione“.

Nella delibera del Comune di Manfredonia si precisava come vista la nota prot. n. 6691 del 24 febbraio 2011 che il Dirigente del 3° Settore del Comune di Manfredonia aveva inviato alla Gestione Tributi S.p.A., si chiedeva: “di fare una valutazione relativamente ai riflessi di tale eventuale ingresso su tutti gli aspetti non solo economici e finanziari, ma anche gestionali e funzionali. In altri termini, è necessario conoscere l’impatto derivante dall’eventuale ingresso di un altro socio sulle attività e sui conti del Comune di Manfredonia, al fine di non pregiudicare il livello dei servizi prestati a favore di questo ente”. Con nota prot.n. 7100 del 28 febbraio 2011 la Gestione Tributi S.p.A. garantiva che: “Nessuna interferenza, né qualitativa, né gestionale e neanche economico‐finanziaria, pertanto, potrà derivare al sinallagma contrattuale in essere tra la scrivente società e codesta On.le Amministrazione, rapporto in essere, d‘altra parte, regolato da specifiche condizioni contrattuali individuate – anch’esse – in relazione e proporzione alle diverse misure di impegno e remunerazione oltre che alle differenti caratteristiche economiche e gestionali del Comune di Manfredonia”.

LE NUOVE ENTRATE IN CONTO CAPITALE SAREBBERO STATI PARI A 2.400 EURO – L’ingresso del Comune di Mattinata al capitale sociale della Gestione Tributi S.p.A. avrebbe determinato un’entrata in conto capitale di € 2.400,00 da iscrivere nel Bilancio 2011 nel Comune di Manfredonia.

Ora invece, come del resto precisato nella seduta di G.C. n.20 del 05.04.2011 n.84 la revoca della delibera n.56 del 3 marzo 2011, relativa all’ingresso del Comune di Mattinata nella Gestione Tributi Spa nella misura del 2% delle azioni di categoria A2.


L’ASSESSORE AI TRIBUTI DELLA PA DI MATTINATA SACCO: “MEGLIO IL BANDO PUBBLICO PER L’INDIVIDUAZIONE DEL SOGGETTO IDONEO PER IL SERVIZIO”
 – “Già la precedente amministrazione Iannotta – dice a Stato l’assessore Sacco – aveva deciso saggiamente di esternare il servizio dei tributi con regolare gara alla Tributi Italia Spa (in seguito in amministrazione straordinaria) fino alla Soget Italia Spa (con scadenza il 31 dicembre 2010, si ricorda che i tributi maggiori sono gestiti dallo stesso Comune)”. In forza alla legge 448/2011, articolo 8 esternalizzazione servizi, il Comune di Mattinata decide di aderire alla società Gestione Tributi di Manfredonia “anche per una similitudine dell’utenza dei diversi comuni (Manfredonia e Monte Sant’Angelo) che la società serviva”. Dopo l’invio della deliberazione del consiglio comunale (delibera CC n.36-22.07-2010) al Comune di Manfredonia, nello stesso consiglio comunale l’ufficio ragioneria della PA di Mattinata, mediante un calcolo, aveva ritenuto che “il 7,5% dell’aggio stabilito non sarebbe andato a gravare su ulteriori spese, con quota allineata alla precedenti”. In seguito all’approvazione, con delibera di GC del Comune di Manfredonia, dell’ingresso nella Gestione tributi Spa del Comune di Mattinata (quota 2% azioni categoria A2, aggio 7,5 %), la gestione Tributi Spa di Manfredonia informa il Comune mattinatese, con relativa missiva, che l’ingresso del nuovo soggetto pubblico sarebbe stato condizionato alla garanzia della stessa gestione tributi per la quale l’operazione non avrebbe avuto riflessi in futuro sugli aspetti economici, finanziari, gestionali e funzionali della stessa Spa.

“La Gestione Tributi Spa – spiega Sacco – ha chiesto (con missiva del 23.03.2011) di rideterminare sugli assetti di bilancio, l’incidenza dei costi comuni di gestione proporzionalmente alle quote di partecipazione di tutti i soggetti pubblici della stessa Gestione Tributi Spa”. “Il Consiglio comunale di Mattinata sovrano sull’argomento – dice l’assessore Sacco – nello stesso atto è stato chiarissimo precisando come l’aggio era stato fissato al 7,5% su tutti i tributi gestiti dalla Spa del Comune di Manfredonia, proprio per non variare il gettito, l’aggio sui tributi in riferimento agli anni precedenti. In considerazione della rideterminazioni anche incidenti su ulteriori costi comuni di gestione proporzionali alle quote di partecipazione, l’amministrazione comunale di Mattinata ha ritenuto opportuno di sottoporre al Consiglio comunale una nuova proposta di delibera nella quale si è previsto l’affidamento dei servizi relativi ai tributi locali tramite un bando ad evidenza pubblica utile per l’individuazione di un soggetto idoneo al servizio”. Da qui la revoca dell’ingresso della Pa di Mattinata, come stabilito anche con revoca della G.C. di Manfredonia.

“INDIVIDUARE GLI EVASORI ANCHE PER EVITARE L’INCREMENTO DELLE TASSE” Il Comune di Mattinata si riunirà a riguardo il 21 aprile per approvare oltre ad altri ordini del giorno la proposta succitata (il bando pubblico per la gestione tributi). “L’auspicio dell’amministrazione – termina Sacco – resta quello di individuare il soggetto maggiormente idoneo al servizio anche per fronteggiare l’emergere di possibili soggetti evasori”. Il fenomeno a Mattinata non è infatti circoscritto (come del resto a Manfredonia – Ass. Rinaldi: “1000 contribuenti non hanno pagato la Tarsu, mancano 1,5 milioni”, ndR ). L’individuazione degli evasori nell’ambito dei tributi (tarsu/Ici) potrebbe evitare dunque un possibile incremento delle tariffe dei servizi (come avvenuto ripetendo nello stesso comune sipontino)



g.defilippo@statoquotidiano.it 

Finiscono in tribunale gli articoli in difesa dell'ambiente a Isola delle Femmine



Finisce in Tribunale il blogger Pino Ciampolillo, per i suoi articoli in difesa dell’ambiente a Isola delle Femmine.
Domani 28 dicembre 2011 davanti al Tribunale per la querela fatta dal funzionario della Regione Sicilia Servizio 3 Dottore Salvatore Anzà.
La querelle verte su tre articoli apparsi sui siti di Isola Pulita riguardanti i dubbi espressi circa la regolarità seguita nella procedura sull’Autorizzazione Integrata Ambientale alla Italcementi.
Inoltre la querelle riguarda il famigerato Piano dell’aria Sicilia verosimilmente identico a quello adottato nella regione Veneto.



















Arpa,Anzà,decreto n. 693 7/08,FUMANE,Giudice,TAR PALERMO 2592/2008,Pappagallo,Pennuto Rosso,Ricorso al TAR 02462/2009, Ricorso TAR Italcementi N. 02436/2008, TAR VENETO 00227/2011

Finiscono in tribunale gli articoli in difesa dell'ambiente a Isola delle Femmine



Finisce in Tribunale il blogger Pino Ciampolillo, per i suoi articoli in difesa dell’ambiente a Isola delle Femmine.
Domani 28 dicembre 2011 davanti al Tribunale per la querela fatta dal funzionario della Regione Sicilia Servizio 3 Dottore Salvatore Anzà.
La querelle verte su tre articoli apparsi sui siti di Isola Pulita riguardanti i dubbi espressi circa la regolarità seguita nella procedura sull’Autorizzazione Integrata Ambientale alla Italcementi.
Inoltre la querelle riguarda il famigerato Piano dell’aria Sicilia verosimilmente identico a quello adottato nella regione Veneto.



















Arpa,Anzà,decreto n. 693 7/08,FUMANE,Giudice,TAR PALERMO 2592/2008,Pappagallo,Pennuto Rosso,Ricorso al TAR 02462/2009, Ricorso TAR Italcementi N. 02436/2008, TAR VENETO 00227/2011

2012 4 GENNAIO Addio a Filippo Salamone, ‘re degli appalti pubblici nella Sicilia degli anni 80 Lettera aperta agli assassini di mio Figlio Stefano Maiorana e del padre Antonio.

2012 4 GENNAIO Addio a Filippo Salamone, ‘re degli appalti pubblici nella Sicilia degli anni  80 Lettera aperta agli assassini di mio Figlio Stefano Maiorana e del padre Antonio.





La memoria ritorna a un articolo del sole 24 ore. Quel giorno - forse nella primavera del 1989, o forse nel 1990 - il quotidiano della confindustria pubblicava la  classifica , se così si può dire, dei più importanti gruppi imprenditoriali della sicilia di quegli anni. La sorpresa era negli occhi di tutti: l'impresem di filippo salamone era al primo posto. Allora i  mitici’, o  famigerati’ cavalieri del lavoro di catania - i vari costanzo, rendo, graci, finocchiaro, parasiliti, puglisi cosentino - erano già entrati in crisi, colpiti, in alcuni casi, da vicende giudiziarie. A palermo il gruppo cassina segnava il passo, ostacolato in tutto e per tutto dalla  primavera  di leoluca orlando. Nessuno, però, immaginava che il gruppo agrigentino fosse diventato così forte.
GIULIO AMBROSETTI 

La memoria ritorna a un articolo del Sole 24 Ore. Quel giorno - forse nella primavera del 1989, o forse nel 1990 - il quotidiano della Confindustria pubblicava la ‘classifica’, se così si può dire, dei più importanti gruppi imprenditoriali della Sicilia di quegli anni. La sorpresa era negli occhi di tutti: Impresem di Filippo Salamone era al primo posto. Allora i  mitici , o  famigerati cavalieri del Lavoro di Catania - i vari Costanzo, Rendo, Graci, Finocchiaro, Parasiliti, Puglisi Cosentino - erano già entrati in crisi, colpiti, in alcuni casi, da vicende giudiziarie. A Palermo il gruppo Cassina segnava il passo, ostacolato in tutto e per tutto dalla  Primavera  di Leoluca Orlando. Nessuno, però, immaginava che il gruppo agrigentino fosse diventato così forte.
Oggi, a distanza di oltre vent anni, i ricordi sbiadiscono. La morte di Filippo Salamone, avvenuta ieri, rientra in quel grande e imperscrutabile gioco che è la vita di ogni uomo. Travolto da una serie di infarti, Salamone, dopo lunghe e sofferte vicende giudiziarie, era finito nella propria casa. La Giustizia, che anche in Italia, ogni tanto, riesce ad essere magnanima, aveva concesso all'imprenditore i benefici della detenzione domiciliare.
E  stato un personaggio, Filippo Salamone. Nel bene e nel male, un grosso personaggio. Venuto su - questo va detto per inciso - dal nulla. Un uomo, un imprenditore che si è fatto da sé. Magari senza andare molto per il sottile.
Partito da Aragona, piccolo centro alle porte di Agrigento, entrato nell'edilizia per caso o per fortuna, deve fare i conti, come si dice in questi casi, con la gavetta. La sua fortuna si chiama Salvatore Sciangula, il democristiano di Porto Empedocle, cognato del parlamentare nazionale della Dc, Giuseppe Sinesio. Sciangula, nel 1986, viene catapultato sulla plancia di comando dell'assessorato regionale ai Lavori pubblici. Ed è proprio accanto all'assessore che Salamone costruirà il suo impero economico.
Allora il bilancio della Regione siciliana era florido. C'erano tanti soldi. Che venivano spesi per la realizzazione di grandi opere pubbliche (che, in alcuni casi, o venivano lasciate a metà, o venivano abbandonate). Non solo. Il 1986 è l'anno della legge per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno: la legge nazionale n. 64. Per il Sud è una rivoluzione. Dalla vecchia Cassa per il Mezzogiorno che  calava  dall'alto i progetti - che spesso non avevano né capo né coda e, in molti casi, erano avulsi dal contesto economico e sociale in cui venivano inseriti d'ufficio - si passava alla programmazione e alla gestione dal  basso’. Sarebbero state le Regioni del Sud a programmare e a gestire i 120 mila miliardi di vecchie lire: a tanto ammontava lo stanziamento di questa legge. Il tutto con il coordinamento dell’Agenzia per il Mezzogiorno e del Dipartimento, che avevano preso il posto della vecchia Cassa per il Mezzogiorno.
Su questo punto si apre uno scontro politico (e non soltanto politico). Ai grandi gruppi economici del Nord, che nel Sud d'Italia, fino ad allora, con la Cassa per il Mezzogiorno avevano fatto il bello e il cattivo tempo, l'idea che questo grande flusso di denaro pubblico venisse controllato direttamente dalle Regioni del Sud, che diventavano protagoniste del proprio sviluppo, non andava giù. Nel bel mezzo di questa dialettica, che ben presto diventerà uno scontro, si posiziona la mafia, pronta a lucrare ora sui gruppi siciliani, ora sui gruppi nazionali.
Questo, grosso modo, è lo scenario in cui si trova ad operare Filippo Salamone. Che, nel 1986, ha già all'attivo un'esperienza, sempre da imprenditore edile, nella discussa realizzazione degli hotel della Sitas di Sciacca. Con Sciangula assessore ai Lavori pubblici, però, il gioco diventa grande. Forse troppo grande. In quegli anni Sciangula ha già  divorziato  dal cognato, esponente storico della Cisl siciliana - e quindi della sinistra Dc di Forze nuove - per passare, armi e bagagli, con gli andreottiani di Salvo Lima.
A questa rottura, in realtà, non erano in molti a credere. I maligni sostenevano che, con il passaggio tra gli andreottiani, Sciangula, abilissimo a districarsi tra i  flutti  delle correnti democristiane, era riuscito a declinare ciò che allora sembrava politicamente  indeclinabile . Era riuscito, da neo-andreottiano, ad acciuffare il più importante (e più ricco) assessorato con un presidente della Regione - Rino Nicolosi - della sinistra democristiana (corrente Dc in quegli anni maggioritaria in Sicilia e spesso in antitesi con Lima). Era riuscito a garantire la sinistra Dc e gli andreottiani, non scontentando le altre correnti del suo partito. Tenendo, contemporaneamente, buoni rapporti con il Psi, con il Psdi, con il Pri e con il Pli. Politicamente, un mago.
E' chiaro che un politico così abile, chiamato a gestire migliaia di miliardi di vecchie lire, doveva mettersi accanto qualcuno che, in materia di appalti pubblici, doveva essere, nel suo settore, almeno bravo quanto Sciangula lo era in politica. E sarà questo il ruolo di Filippo Salamone che, nella complicata, se non impossibile, legislazione dei lavori pubblici regionale di quegli anni, era uno dei pochi che non perdeva mai il filo. Facendo anche - ovviamente - gli interessi del suo gruppo, l'Impresem.
Di Salamone è stato detto tutto è il contrario di tutto. Che decideva a chi affidare gli appalti. Che si incontrava con i mafiosi. Che era il grande organizzatore di  tavoli  e  tavolini . Che era il simbolo di un'imprenditoria rapace, interessata più alla gestione che alla realizzazione di grandi opere pubbliche. E' fuor di dubbio che in quegli anni - gli anni del completamento delle grandi dighe che, di fatto, nonostante le centinaia di miliardi di vecchie lire spese, non venivano mai completate, vere e proprie tele di Penelope  appaltizie - gli sprechi di denaro pubblico erano all'ordine del giorno.
Agli  annali resta una considerazione dell'allora parlamentare dell'Ars, Franco Piro, che, commentando il continuo ricorso alla  somma urgenza per l'assegnazione di lavori pubblici che, nella migliore delle ipotesi, sarebbero state completate nei decenni successivi (quando, ovviamente, non sono state lasciate a metà), disse che la vera urgenza era quella di gestire l'enorme flusso di denaro pubblico e non certo quello di realizzare le opere.
In realtà, alla spartizione degli appalti pubblici partecipavano tutti, mafia compresa. Un'onorata società che si limitava o a  mettere a posto  i cantieri riscuotendo il  pizzo’ (in fondo, quello che fa ancora oggi), o a gestire i subappalti con proprie imprese.Bisognava trovare, insomma, il  giusto equilibrio  tra gruppi nazionali - che alle logiche siciliane  non sono mai rimasti estranei - gruppi isolani e, naturalmente, la mafia.
Nella seconda metà degli anni '90 ho intervistato, per l'inchiesta Sicilia, l'allora capogruppo del Pci (e poi del Pds) all'Ars, Gianni Parisi. Che mi ha raccontato di un suo compagno di partito che, alla fine degli anni '80, gli organizzò un incontro con Filippo Salamone. In quegli anni Parisi era uno dei pochi politici che, spesso, attaccava Salamone. Che, a un certo punto, volle parlare con lui.
Parisi mi ha raccontato che per oltre un mese declinò l’invito. Poi, pressato, decise di incontrare Salamone nella sede del gruppo parlamentare all'Ars. Parisi non è un tipo che ama i giri di parole. Per sua natura, va subito al dunque. L’incontro fu molto brusco. Salomone, che aveva una sua logica, spiegò a Parisi che qualcuno doveva comunque prendersi la briga di trovare una  sintesi  tra tanti pretendenti, mafia compresa. Sennò, lasciò capire, sarebbe finita a  pistolettate . Parisi gli rispose che questo  qualcuno  non doveva certo essere lui né altri soggetti: la sintesi, obiettò, doveva deciderla il mercato. Risposta che, ovviamente, non deve aver convinto molto Salamone.
Forse la parabola discendente di Salamone comincia con la palma di primo in classifica assegnatagni dal Sole 24 Ore. Forse il suo destino - come quello di altri grandi imprenditori siciliani - era già scritto nei 120 mila miliardi di vecchie lire stanziati per il Sud che i grandi gruppi del Nord volevano gestire - e in parte gestiranno - non certo per fare gli interessi del Sud.
Nei primi anni '90, quando esplode Tangentopoli - che in Sicilia prenderà il nome di Mafiopoli, visto che i pubblici appalti si celebravano solo con la presenza di quel convitato di pietra che si chiama mafia - anche Filippo Salamone e il suo gruppo, l'Impresem, finiscono nell'occhio del ciclone. Disavventure che sfiorano appena suo fratello Fabio, apprezzato magistrato, che chiederà e otterrà il trasferimento a Brescia.
Poi il lungo silenzio. Concluso ieri a quasi settantanni (li avrebbe compiti nel marzo del prossimo anno). Con il passaggio a miglior vita - come avviene spesso in questi casi - Filippo Salamone si porta nella tomba i mille segreti imprenditoriali, giudiziari, ma anche politici, di una lunga e tormentata stagione.

https://palermo.meridionews.it/articolo/74654/protezione-civile-oltre-40-comuni-senza-piano-a-palermo-ce-ma-restano-troppi-interrogativi/




Fra tre giorni il Mondo intero festeggerà il Santo Natale : le Famiglie sono in fermento, hanno addobbato l’albero, hanno scelto i regali, predispongono il menù per il cenone…sarà un Natale più “magro”… ma il piacere di star insieme, ritrovarsi con figli, fratelli, zii, nonni è impagabile e questa gioia non è riducibile neanche in tempo di crisi.


C’è chi da anni non festeggia, non c’è l’umore giusto, non c’è l’atmosfera giusta…Quando ad una madre mancano i Figli…non c’è ricorrenza che meriti festeggiamento ed il Natale è un appuntamento al quale non si vuole arrivare perché, fra le altre, è la festa per la Famiglia per eccellenza.


Il Natale è altresì l’appuntamento più importante per scegliere il perdono, la pacificazione, il bene, il rimettersi in discussione e ricominciare da PERSONA NUOVA che guarda ai propri simili quali Fratelli in Gesù Cristo che nasce ogni anno per prenderci per mano e condurci alla salvezza dell’Anima.


In occasione di questo Santo Natale voglio chiedere agli assassini di mio Figlio Stefano che DICANO LA VERITà! perchè non c’è più tempo… Che si consegnino alla giustizia!


COSA è ACCADUTO IL 3 AGOSTO 2007 ???


nel cantiere di via del Levriere ad ISOLA DELLE FEMMINE


a pochi chilometri dalla metropoli palermitana???


Per anni ho voluto fortemente credere che non fosse accaduto niente di estremo e che avrei riabbracciato mio Figlio, ma dopo aver letto quanto custodito nelle pagine dei fascicoli d’indagine unitamente alle eccellenti deduzioni dell’Avvocato Giacomo Frazzitta e dei Suoi collaboratori, ho dovuto abdicare ad altre logiche.


Riporto alcuni stralci tratti dalle ultime pagine della RELAZIONE FINALE che il Comando Provinciale dei Carabinieri ha inoltrato alla PROCURA DELLA REPUBBLICA-PRESSO IL TRIBUNALE DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA, relativamente alla “Scomparsa di MAIORANA Antonio e Stefano;


Pag 41-42 :


* “…l’arresto dei noti latitanti LO PICCOLO Salvatore ed il figlio Sandro…ha contribuito a chiarire un aspetto fondamentale della vicenda : la matrice mafiosa della scomparsa.”


• “Chi poteva aver realizzato un’operazione così efficiente, dal punto di vista criminale, visto che dei due scomparsa non è stata trovata traccia?”


• “…escludendo a priori l’allontanamento volontario, risulta incontrovertibile un dato di fatto essenziale : tutta l’operazione criminale era stata orchestrata con certosina precisione, senza nulla tralasciare al caso e con il probabile coinvolgimento di più persone.


• “A conferma che la regia era già stata pensata e ponderata a priori, vi è la strana coincidenza del non funzionamento di tutti i sistemi di video sorveglianza del tratto di strada che dal cantiere di isola delle Femmine conduceva al parcheggio dell’aereoporto FALCONE BORSELLINO, dove il 4 agosto 2007 (a notte fonda) era stata rinvenuta la Smart dei MAIORANA.”


Va attenzionato altresì, un’altro dato incontrovertibile ovvero che:


• “…l’ultima localizzazione del telefono cellulare di Maiorana Antonio fino alle ore 10:16 del 3.08.07 è in una cella che copre il cantiere di Isola delle Femmine”


• “…l’ultimo contatto certo del telefono cellulare di Maiorana Stefano del 3.08.07 ha impegnato la medesima cella del ponte radio del padre”.


Mi chiedo e Vi chiedo…:


1) PERCHE’ MIO FIGLIO AVREBBE DOVUTO LASCIARE IL PROPRIO TELEFONO CELLULARE IN CANTIERE ?…E COSI’ PURE IL PADRE CHE NON SE NE PRIVAVA MAI!Tanto più che, a detta dei testimoni, si sarebbero allontanti per un probabile sopralluogo nel territorio del Comune di Torretta!


2) GIACCHE’ I SISTEMI DI VIDEO SORVEGLIANZA, nel tratto di strada dal cantiere all’aereoporto - la fatidica mattina del 3.08.07 - NON ERANO FUNZIONANTI, COSA CI DA LA CERTEZZA CHE A PARCHEGGIARE LA SMART BIANCA…SIA STATO MIO FIGLIO STEFANO? Tanto più che nè Stefano, nè il padre sono stati ripresi dalle telecamere all’interno dell’aereostazione !!!


Questo e tant’altro riconduce al cantiere di Isola delle Femmine quale luogo in cui si è consumato il crimine; da qui la richiesta del mio legale di procedere alla ricerca di “eventuali resti dei due scomparsi”mediante utilizzo di georadar nell’area circostante il cantiere di Isola delle Femmine ed all’interno del cantire stesso.


MI APPELLO AL MIO DIRITTO DI MADRE DI DARE UNA SEPOLTURA DIGNITOSA A MIO FIGLIO!


A COLORO CHE SI SONO MACCHIATI DI TANTO ORRORE…di tanta, tantissima crudeltà - a fronte anche del prezzo altissimo che ha pagato l’altro mio Figlio minore Marco - CHIEDO DI PENTIRSI E LIBERARSI DALL’ORRENDA PRIGIONE IN CUI SI SONO RECLUSI…CHE E’ LA MENZOGNA!


Come possono guardare negli occhi i loro figli, mogli, parenti e amici senza sentirsi sprofondare nelle orrende spire del rimorso !


Auspico che la notte di Natale possa scuotere le loro coscienze.


Auspico che il bisogno di liberarsi dalla menzogna li induca a consegnarsi alla giustizia e ad avviare quel processo di pentimento e di riedificazione che non lasci più spazio al cattivo esempio, sia nell’ambito delle loro famiglie che nella società tutta.


AUSPICO CHE LA SICILIA RINASCA A NUOVA UMANITà
F.to La mamma di Marco e Stefano Maiorana. A distanza di qualche mese come dobbiamo interpretare la dichiarazione del PROFESSORE? Ad OGGI cosa ha FATTO il professore per dare CONCRETEZZA a siffata dichiarazione di INTENTI?

 

Clamorosa notizia il Sindaco di Isola delle Femmine intervenendo alla manifestazione in occasione del 4° anniversario della scomparsa di Antonio e Stefano Maiorana dal cantiere della Calliope di Isola delle Femmine afferma :

“…io l’ho già detto a Rossella (Accardo) sono disposto in qualsiasi momento ad andare davanti ad un magistrato ed affermare che sulla Calliope si è fatto un COLPO DI MANO contro il Consiglio Comunale che aveva votato contro la costruzione, un COLPO DI MANO contro gli acquirenti degli appartamenti della Calliope che hanno acquistato non al prezzo di edilizia convenzionata………..”.

A questo punto il Signor Sindaco deve chiarire alla Cittadinanza   chi sono stati gli autori del COLPO DI MANO?

Chi ha beneficiato dei risultati del COLPO DI MANO?

Non si sente Egli stesso Reponsabile del COLPO DI MANO? (visto che all’epoca ricopriva la carica di Vicesindaco?)

Vista la  Sua convinzione   che il piano di costruzione della Calliope   risultava essere un COLPO DI MANO perché nella Sua funzione di Sindaco ha rilasciato la licenza edilizia n 14.

Lei ricorderà certamente, Signor Sindaco tutte le licenze edilizie sono state concesse sotto la Sua gestione! Quindi dobbiamo supporre che inconsapevolmente Lei ha dato una mano affinchè il COLPO DI MANO avesse un esito positivo?

ORA che il PROFESSORE si è  convinto che il Piano Costruttivo della Calliope è stato un COLPO DI MANO perché non smentisce le voci pubblicate su carta stampata e mezzi televisivi a proposito di  appartamenti “donati” a figli di ex amministratori per  facilitare l’iter burocratico amministrativo?

(In attesa  che il PROFESSORE risponde alle nostre domande  stiamo  preparando un dossier sull’affair della Calliope, sulla sparizione di Antonio e Stefano Maiorana e l’ambiente e personaggi in cui è maturato questo efferato “sequestro di persona”)

POPRIETARIO DEL TERRENO VERDE AGRICOLO SIG. BANDIERA SALVATORE

-DESTINAZIONE D’USO INIZIALE VERDE AGRICOLO superficie estesa mq. 13.627 volume pari a 28.414,14 densità territoriale mc/mq 2,08.

-RAPPRESENTANTI LEGALE RAPPRESENTANTE CALLIOPE spa. SIG.RA LO CICERO MARIA ANTONIETTA LEGALE RAPP.TE SA.BA.spa. BANDIERA ROSANNA

-PROGETTO per la realizzazione di 50 alloggi di edilizia convenzionata-agevolata legge 457/78

18.4.2003 Il programma di Costruzione redatti dall’Ing Lascari Gioacchino prevede la realizzazione di 52 alloggi;

27.5.03 Commissione Edilizia del Comune di Isola esprime parere negativo sul progetto;

17.7.03 Commissione Edilizia Comunale di Isola esprime parere favorevole per 50 alloggi vista la perizia giurata del progettista ING Lascari Gioacchino

24.9.2003 DELIBERAZIONE DEL COMMISSARIO AD ACTA (DR. MARIO MEGNA) CHE APPROVA LA PROPOSTA DI DELIBERAZIONE DELL’U.T.C. ARCH GIANBRUNO

20.4.05 UFFICIO TECNICO ISOLA EMETTE ORDINANZA N 23

19.5.05 UFFICIO TECNICO COMUNE ISOLA DELLE FEMMINE EMETTE ORDINANZA N 26

1.6.05 IL COMUNE DI ISOLA CONCEDE LICENZA EDILIZIA n 14

27.8.07 UFFICIO TECNICO COMUNE ISOLA DELLE FEMMINE SU RICHIESTA CARABINIERI EMETTE ORDINANZA N 29 SOSPENSIONE LAVORI A CARICO DI LO CICERO MARIA ANTONIETTA E BANDIERA ROSANNA RAPPRESENTANTI DELLA CALLIOPE S.R.L. VIALE REGIONE SICILIANA 2629 PALERMO

6.6.07 ordine del giorno della Commissione Edilizia di Isola delle Femmine al punto 15 pratica n 12/7 IMMOBILIARE LA CALLIOPE s.r.l. istanza del 3/4/07 prot 3981 "PROGETTO DI VARIANTE AI SENSI DELL'ART 15 L 47/85 RELATIVO A 9 CORPI DI FABBRICA DENOMINATI A,B,C,D,E,F,G,H,I PER COMPLESSIVI 50 ALLOGGI PER CIVILE ABITAZIONE IMPRESA CALLIOPE.

18.4.2003 Il programma di Costruzione redatti dall’Ing Lascari Gioacchino prevede la realizzazione di 52 alloggi;

27.5.03 Commissione Edilizia del Comune di Isola esprime parere negativo sul progetto;

Il 30 maggio ‘03 l’arch. Monica Giambruno trasmette al dott. Megna, copia dell’estratto del verbale n. 30 del CEC dove si evinceva il “PARERE NEGATIVO” all’approvazione del programma costruttivo

17.7.03 la Commissione Edilizia Comunale di Isola esprime parere favorevole per 50 alloggi vista la perizia giurata del progettista ING Lascari Gioacchino

24.9.2003 DELIBERAZIONE DEL COMMISSARIO AD ACTA (DR. MARIO MEGNA) CHE APPROVA LA PROPOSTA DI DELIBERAZIONE DELL’U.T.C. ARCH GIANBRUNO

19 marzo ‘04 durante una seduta consiliare con punto all’ordine del giorno una Interrogazione formulata dal Consigliere DIONISI geom Vincenzo del gruppo Nuova Torre con domande relative alle delibere del Commissario n.48/03 e di Consiglio n. 56/03, Isola per Tutti, di cui faceva parte nella funzione di Vicesindaco il PROFESSORE abbandonano  l’aula, non curante del COLPO DI MANO che si stava perpetrando nei Confronti del C.C., degli acquirenti degli appartamenti, della Legalità della Trasparenza.

20.4.05 UFFICIO TECNICO ISOLA EMETTE ORDINANZA N 23

19.5.05 UFFICIO TECNICO COMUNE ISOLA DELLE FEMMINE EMETTE ORDINANZA N 26

1.6.05 IL COMUNE DI ISOLA CONCEDE LICENZA EDILIZIA n 14

27.8.07 UFFICIO TECNICO COMUNE ISOLA DELLE FEMMINE SU RICHIESTA CARABINIERI EMETTE ORDINANZA N 29 SOSPENSIONE LAVORI A CARICO DI LO CICERO MARIA ANTONIETTA E BANDIERA ROSANNA RAPPRESENTANTI DELLA CALLIOPE S.R.L. VIALE REGIONE SICILIANA 2629 PALERMO

Della Calliope erano soci al 50% la compagna di Maiorana, Karina Andre Gabriela, argentina, e Dario Francesco Lopez, genero di Salvatore Bandiera, proprietario del terreno su cui l'impresa stava costruendo.

Della Edilia, invece, risultano soci i figli di Bandiera e l'imprenditore palermitano Francesco Paolo Alamia. Alamia, che è stato anche assessore comunale a Palermo, era tra i soci della immobiliare Inim insieme a Filippo Alberto Rapisarda, e, secondo gli inquirenti, avrebbe avuto rapporti d'affari con l'ex sindaco di Palermo Vito Ciancimino, condannato per mafia.

    
 
 

Isola delle Femmine, commemorato il quarto anniversario della scomparsa dei Maiorana

Organizzato un presidio nel residence "Calliope", poi la piantumazione di un alberello di ulivo e una messa serale

Un presidio nel residence “Calliope” di via del Levriere, ad Isola delle Femmine, la simbolica piantumazione di un alberello d'ulivo e una messa serale all'aperto, per ricordare il 4° anniversario della scomparsa degli imprenditori Antonio e Stefano Maiorana, padre e figlio, inghiottiti, si presume, dalla “lupara bianca”, il 3 agosto del 2007. La madre di Stefano, Rossella Accardo, chiede giustizia per una vicenda avvolta nel giallo che ha distrutto la sua famiglia, visto che il 6 gennaio del 2009, per la disperazione, si tolse la vita, gettandosi dal balcone di casa dei suoi nonni in via Generale Arimondi, a Palermo, anche il figlio minore Marco. Un evento nel quale, secondo lei, le colpe sono non solo della mafia, ma anche delle istituzioni politiche. Fra i presenti alla cerimonia di ieri sera anche il sindaco di Monreale Filippo Di Matteo e quello di Isola delle Femmine Gaspare Portobello.
I particolari e le interviste nel TG 7
( 4 agosto 2011 )

Caso Maiorana, Rossella Accardo chiede la riapertura dell'indagine

La donna vuole arrivare fino in fondo per trovare esecutori e mandanti dell'agguato

Ha chiesto la riapertura dell'indagine perchè vuole andare fino in fondo, la signora Rossella Accardo, per trovare esecutori e mandanti del misterioso presunto caso di “lupara bianca” che ha riguardato il suo ex marito Antonio Maiorana e suo figlio Stefano. I giudici Francesco Del Bene e Gaetano Paci hanno deciso di chiudere l'inchiesta dopo il suicidio di Marco Maiorana del 6 gennaio del 2009, ma lei e il suo avvocato, Giacomo Frazzitta, sperano che da settembre la giustizia possa riprendere il suo cammino e svegliarsi da un letargo che alla signora Rossella sta facendo più male di una coltellata al cuore. Lo fa con il supporto delle forze dell'ordine, tenendo gelosamente con sé i verbali stilati dai Carabinieri del Comando provinciale di Palermo, secondo i quali si trattò di un agguato di stampo mafioso. I militari, inoltre, come si legge in una nota, esprimono forti dubbi anche sull'improvviso black-out, avvenuto la mattina del 3 agosto del 2007, dell'impianto di videosorveglianza nel tratto autostradale che va da Isola delle Femmine all'aeroporto “Falcone-Borsellino” di Punta Raisi, dove fu poi rinvenuta la Smart di Stefano Maiorana. Secondo la signora Accardo gli inquirenti non hanno fatto tutto il possibile per scoprire la verità.
I particolari e l'intervista nel TG 7
( 4 agosto 2011 )

Isola delle femmine ricorda i Maiorana

Rossella Accardo, madre di Stefano Maiorana, scomparso quattro anni fa insieme al padre, dal loro cantiere di lavoro, ieri, in occasione del quarto anniversario della scomparsa, ha chiesto la riapertura delle indagini, chiuse, a suo giudizio troppo frettolosamente. Lo ha fatto con un presidio presso il cantiere che oggi è diventato un residence, al quale ha partecipato anche il sindaco di Isola delle Femmine e quello di Monreale in rappresentanza del consorzio sviluppo e legalità.

Il giallo Maiorana 2 Un pc distrutto prima del suicidio

Dopo quattro anni, la signora Rossella non s’è arresa: «Io spero ancora di riabbracciare mio figlio, e mi auguro che anche il mio ex marito possa tornare» . Sono spariti la mattina del 3 agosto 2007, padre e figlio, Antonio e Stefano Maiorana, 47 e 22 anni, la loro Smart parcheggiata all’aeroporto di Punta Raisi e nessun’altra traccia.
La Procura di Palermo ha chiesto l’archiviazione del procedimento aperto a carico di ignoti, ma il legale di Rossella Accardo già Maiorana s’è opposto. Ci sono altre indagini da svolgere, sostiene l’avvocato Giacomo Frazzitta. Compresa una perlustrazione con il georadar nel cantiere di Isola delle Femmine, dove i due uomini sono stati visti per l’ultima volta, «alla ricerca di eventuali resti degli scomparsi» .
Almeno tentiamo di trovare i corpi, suggerisce l’avvocato. Per poi provare a risalire agli eventuali assassini. «Ma io confido che almeno Stefano, il quale potrebbe aver visto qualcosa che non doveva vedere, sia tenuto sequestrato da qualche parte» , insiste Rossella Accardo.
Che in questa storia ha già pianto un cadavere: Marco Maiorana, l’altro suo figlio, suicidatosi il 6 gennaio 2009. Una fine quasi certamente collegata alla scomparsa del padre e del fratello, che rende più drammatico e intricato un «giallo» senza finale. Dopo il suicidio, la madre trovato un appunto scritto da Marco su una vecchia copia di Topolino: «Mio padre diceva che se vuoi sconfiggere il tuo nemico devi fartelo amico.
Con Karina abbiamo distrutto la memoria del pc dove si conserva il materiale con cui si teneva… Sapevo che quella mattina mio fratello andava a discutere qualcosa di grave e non sono riuscito a trattenerlo» . Particolari che il ragazzo non aveva mai rivelato negli interrogatori resi. Karina Andrè, argentina di dieci anni più giovane, era la nuova fidanzata di Antonio Maiorana. Secondo inquirenti e investigatori è «persona avvezza a mentire» , che ha dato l’impressione «di volere depistare o comunque allontanare dalla ricerca della verità» ; fino al punto di ritrovarsi indagata per favoreggiamento dei responsabili della scomparsa di Antonio e Stefano Maiorana.
Ma anche questa seconda inchiesta non ha portato a niente. A parte la convinzione che Karina abbia celato particolari importanti e distrutto la memoria del computer del suo compagno, con la complicità del più giovane dei Maiorana. Che non può raccontare più niente. «Karina sa tutto, e aveva completamente plagiato Marcuccio— accusa la signora Rossella —. L’ha preso in giro dicendogli che i carabinieri avevano rubato gli orologi di suo padre nelle perquisizioni, mentre invece li aveva presi lei per rivenderli» .
Un dettaglio accertato dalle indagini. Come altri comportamenti misteriosi della donna, che si aggiungono alla memoria informatica cancellata. In questi quattro anni Karina ha cercato di dimenticare Antonio Maiorana e s’è costruita una nuova vita, accanto a un altro uomo. Ma prima che sparisse, era entrata negli affari di quello precedente.
Maiorana, che a suo modo può definirsi un imprenditore, si occupava della costruzione di un residence a Isola delle Femmine, metà strada tra Palermo e Punta Raisi, una cinquantina di appartamenti dal valore complessivo di oltre 7 milioni di euro. Dieci giorni prima della sua scomparsa aveva fatto intestare il cinquanta per cento della società Calliope, interessata alla costruzione del residence, proprio a Karina.
L’altra metà delle azioni erano passate a Dario Lopez, genero del proprietario del terreno, col quale il 1 ° agosto 2007 Maiorana litigò venendo alle mani. Pure lui, secondo gli inquirenti, è un testimone «spesso evanescente» . Anche nella ricostruzione della mattina del 3 agosto, quando andò a prendere un caffè con Antonio e Stefano Maiorana. Poi nessuno li ha più visti.
Alcuni approfondimenti sollecitati dall’avvocato Frazzitta ruotano intorno alle mosse e alle «omissioni» di Lopez. La sua cliente, la signora Rossella, è convinta che la verità sia nascosta in quel cantiere divenuto nel frattempo un concentrato di case abitate da inquilini ignari dei segreti del nuovo «caso Maiorana» , riedizione di quello cresciuto intorno alla scomparsa del grande fisico siciliano Ettore Majorana — correva l’anno 1938 — su cui s’indaga ancora oggi.
Questa è una storia diversa, in cui ha fatto capolino anche la mafia; per la terra dove s’è consumata e per qualche nome comparso nell’indagine: dal costruttore Francesco Paolo Alamia, già vicino al sindaco mafioso Vito Ciancimino, al capo elettricista del cantiere, considerato legato al boss di Cosa nostra Salvatore Lo Piccolo e a suo figlio Sandro; ma i pentiti hanno riferito che il capo mafia cercò di conoscere il destino dei Maiorana, senza successo.
Un presunto avvistamento in Spagna nel 2008 e due cadaveri senza nome abbandonati lungo una strada dei Pirenei non hanno portato a nulla. «— su questa vicenda pesa l’omertà di una Sicilia che preferisce digerire ciò che accade nel proprio ventre anziché buttarlo fuori» , denuncia Rossella Accardo.
Presto un giudice dovrà decidere se approfondire le indagini, come chiede la donna, o lasciare che il fascicolo vada in archivio. Completo dell’intercettazione in cui Francesco Paolo Alamia si chiedeva, a proposito della misteriosa scomparsa: «Fare sparire a due persone… uno che, mischino, non c’entra niente… Significa essere belve umane… E quindi se il male è proporzionale all’errore che ha fatto, minchia, quanto deve essere questo errore?» .
*LA CALLIOPE E GLI APPARTAMENTI *T.A.R. -LA CALLIOPE E GLI APPARTAMENTI -L'AFFAIR DELLA CALLIOPE Appartamenti ad amministratori? -Calliope Alamia Bandiera Maiorana Isola delle Femmine -Isola delle Femmine libera: la calliope la storia di una grande ... -NuovaIsoladelleFemmine: L'AFFAIR DELLA CALLIOPE -MISTERI Il 3 agosto l'imprenditore siciliano è sparito nel nulla ... -Rossella Accardo Chi l’ha visto? 11/09 Maiorana/Ciancimino -Rossella Accardo Gennaio/09 Chi l’ha visto? -Rossella Accardo dopo i 2 anni dei Maiorana -il mio weblog: la calliope una storia di verde agricolo -diregiovani - l'affair della calliope ex amministratori ... -il mio weblog: isola delle femmine la calliope emessa ordinanza di ... -chi l'ha visto 4.2.08 maiorana calliope ... -L'Errico: buona l'ultima? -storie -ciampolillopinoisoladellefemmine: LA CALLIOPE LA SPECULAZIONE ... -Gli affari di don Vito al Nord riaprono il fascicolo su Alamia -MAFIA: CIANCIMINO, I PIZZINI DI PROVENZANO E IL CASO MAIORANA -Palermo/ Ciancimino interrogato sulla scomparsa dei Maiorana ... -Palermo, Ciancimino consegna i pizzini di Provenzano alla procura ... -Sequestrato un cantiere abusivo un affare da cinquanta villette -A Chi l' ha visto? la scomparsa dei Maiorana -Isola, negli affari la chiave del giallo -Il boss e il mistero di Isola -Isola, stop al cantiere del mistero -Isola, il 'no' a una ditta dietro il giallo -Depistaggi e silenzi nel giallo di Isola -Una donna nel mistero di Isola -Giallo di Isola: un testimone ha visto il sequestro -Un business da cinque milioni dietro la scomparsa dei Maiorana -'Basta subire'. Una lettera svela il giallo di Isola -Giallo Maiorana un mese dopo riemerge la pista dell' omicidio -Dalla truffa milionaria alla fuga in cantiere la chiave del mistero La lite con i soci, il trasferimento delle quote e un dossier che non si trova Le indagini -Una taglia per le ricerche dei Maiorana -Relazione Commissione Parlamentare Antimafia 1985