CONTRO L'ARROGANZA DEL POTERE:

PER LA LEGALITA', PER LA PARTECIPAZIONE, PER LA TRASPARENZA. PER IL CONFRONTO,PER LA CONDIVISIONE, PER L'INCLUSIONE, PER LA SOLIDARIETA', PER LA PROGETTUALITA', PER LA REALIZZAZIONE, PER L'ACCOGLIENZA, PER IL RISPETTO








Sunday, January 22, 2012

COMUNICATO GRUPPO POLITICO E CONSILIARE “RINASCITA ISOLANA”

  • A PROPOSITO DELL’ASSESSORE “AMBIENTALISTA” E LE  SUE AFFINITA’ ELETTIVE

Friday, January 06, 2012

Pagamento tributi in prescrizione: quali i criteri. Indagine GdF a Mattinata


Mattinata/Manfredonia – INTERRUZIONE alla prescrizione dei tributi, con richiesta inviata ai cittadini per evitare un possibile danno erariale. Da qui le indagini della Guardia di Finanza di Manfredonia per comprendere il criterio con il quale sarebbero state inviate le interruzioni suddette. E dunque l’invito a pagare. E’ successo a Mattinata, con controlli dei finanzieri che sarebbero avvenuti il 19 febbraio. Con esiti non ancora emersi e indagini in corso.


Alla base della vicenda un vuoto di riscossione, per il Comune, tra il 2010 e l’autunno 2011, a causa dell’affidamento del servizio. Con un ipotetico ammanco di un paio di milioni di euro. La Guardia di Finanza avrebbe chiesto informazioni, nei giorni scorsi, a soggetti che lavorano presso la Andreani Tributi locale (del Gruppo Andreani di Macerata) che si occupa della liquidazione, accertamento dei Tributi, Riscossione e Gestione del contenzioso. In questo caso tanto dei tributi maggiori, (ICI e TARSU) quanto minori (ICP, DPA e TOSAP) e probabilmente, da fine marzo/aprile, della tassa di soggiorno (approvata con recente delibera di giunta).



In seguito – come emerge dalla delibera di Giunta del Comune n.214/28-10-11 – l’autorizzazione ad attivare le procedure per consentire alla Andreani Tributi s.r.l., in qualità di Concessionario dei tributi locali, di accedere agli applicativi web: Anagrafe Tributaria on-line (SIATEL Punto Fisco); Catasto on-line (SISTER); Portale del Comuni (Agenzia del Territorio); Accesso al portale INPS; Accesso a TELEMACO (Camera di Commercio); Accesso intranet Anagrafe Comune di Mattinata.





La vertenza lavoratori. Alla base del ritardo per l’affidamento del servizio l’ipotetica posizione di due lavoratori dell’ex Gestor, omonimi ed appartenenti all’UdC e Sel, dato il paventato licenziamento con l’ingresso della nuova Giunta. In seguito il bando di gara con un ipotetico accordo Sel/UdC contro il licenziamento dei dipendenti. Da qui la soluzione trovata sarebbe stata quella del passaggio da 2 contratti full time a 3 part-time (2 tra i precedenti appartenenti del Sel e UdC, uno per Fli) ed uno full per l’ufficio dirigenziale della Andreani Tributi di Mattinata. Un dato importante perchè proprio dal passaggio dal part al full time deriverebbe l’aggressione subita da un dipendente della società dei tributi (con altra polemica emersa sul caso, vedi in seguito).


L’ANTEPRIMA DI STATO NELL’APRILE 2011, PRIMA DEL BANDO. I CONTRASTI CON LA MANFREDONIA TRIBUTI – L’ASSESSORE AI TRIBUTI DELLA PA DI MATTINATA SACCO : “MEGLIO IL BANDO PUBBLICO PER L’INDIVIDUAZIONE DEL SOGGETTO IDONEO PER IL SERVIZIO” – “Già la precedente amministrazione Iannotta – disse a Stato l’assessore Sacco – aveva deciso di esternare saggiamente il servizio dei tributi con regolare gara alla Tributi Italia Spa (passata in seguito – come noto – in amministrazione straordinaria) fino alla Soget Italia Spa (con scadenza il 31 dicembre 2010, si ricorda che i tributi maggiori erano gestiti dallo stesso Comune)”. In forza alla legge 448/2011, art.8 esternalizzazione servizi, il Comune di Mattinata decise di aderire alla società Gestione Tributi di Manfredonia “anche per una similitudine dell’utenza dei diversi comuni (Manfredonia e Monte Sant’Angelo) che la società serviva”. Dopo l’invio della deliberazione del consiglio comunale (delibera CC n.36-22.07-2010) al Comune sipontino, nello stesso consiglio comunale l’ufficio ragioneria della PA di Mattinata, mediante un calcolo, aveva ritenuto che “il 7,5% dell’aggio stabilito non sarebbe andato a gravare su ulteriori spese, con quota allineata alla precedenti”. In seguito all’approvazione, con delibera di GC di Manfredonia, dell’ingresso nella Gestione tributi Spa del Comune di Mattinata (quota 2% azioni categoria A2, aggio 7,5 %), la gestione Tributi di Manfredonia informa il Comune mattinatese, con relativa missiva, che l’ingresso del nuovo soggetto pubblico sarebbe stato condizionato alla garanzia – della stessa gestione tributi – per la quale l’operazione da definirsi non avrebbe avuto riflessi sugli aspetti economici, finanziari, gestionali e funzionali futuri della stessa Spa.


“La Gestione Tributi Spa – spiegò Sacco – ha chiesto (con missiva del 23.03.2011) di rideterminare sugli assetti di bilancio, l’incidenza dei costi comuni di gestione proporzionalmente alle quote di partecipazione di tutti i soggetti pubblici della stessa Gestione Tributi Spa”. “Il Consiglio comunale di Mattinata sovrano sull’argomento – disse l’assessore – nello stesso atto è stato chiarissimo precisando come l’aggio era stato fissato al 7,5% su tutti i tributi gestiti dalla Spa del Comune di Manfredonia, proprio per non variare il gettito, l’aggio sui tributi in riferimento agli anni precedenti”. “In considerazione della rideterminazioni anche incidenti su ulteriori costi comuni di gestione proporzionali alle quote di partecipazione, l’amministrazione comunale di Mattinata ha ritenuto opportuno di sottoporre al Consiglio comunale una nuova proposta di delibera nella quale si è previsto l’affidamento dei servizi relativi ai tributi locali tramite un bando ad evidenza pubblica (come avvenuto, ndR) utile per l’individuazione di un soggetto idoneo al servizio”. Da qui la revoca dell’ingresso della Pa di Mattinata, come stabilito anche con una revoca della G.C. di Manfredonia.



L’ANTICIPAZIONE: “INDIVIDUARE GLI EVASORI ANCHE PER EVITARE L’INCREMENTO DELLE TASSE” – “Il Comune di Mattinata si riunirà a riguardo il 21 aprile >per approvare oltre ad altri ordini del giorno la proposta succitata (il bando pubblico per la gestione tributi)”, disse Sacco. “L’auspicio dell’amministrazione – terminò l’assessore – resta quello di individuare il soggetto maggiormente idoneo al servizio anche per fronteggiare l’emergere di possibili soggetti evasori”. Il fenomeno a Mattinata non era infatti circoscritto (come del resto a Manfredonia – Ass. Rinaldi: “1000 contribuenti non hanno pagato la Tarsu, mancano 1,5 milioni”, ndr e L’aumento della Tarsu a Manfredonia). L’individuazione degli evasori nell’ambito dei tributi (tarsu/Ici) avrebbe dovuto evitare un possibile incremento delle tariffe dei servizi .




L’invio delle interruzioni alla prescrizione dei tributi. Nel periodo di vuoto dell’affidamento del servizio (per qualcuno dovuto ai possibili licenziamenti dei precedenti dipendenti della Gestor, con opposizione da Manfredonia) molti tributi sarebbero caduti in prescrizione, decorsi i 5 anni per la riscossione. Per non commettere un ipotetico danno erariale la società delegata del Comune avrebbe allora inviato un centinaio di interruzioni alle prescrizioni a cittadini del centro. Le somme non sono conosciute. La segnalazione alla GdF sarebbe partita proprio da questo riscontro: quali i criteri per l’invio per i pagamenti?. Dalla segnalazione i controlli della Guardia di Finanza con delucidazioni chieste alla dirigenza della Andreani di Mattinata e alle forze politiche. Si attendono sviluppi.



LA PRESUNTA AGGRESSIONE AI DANNI DI UN DIPENDENTE DELLA SOCIETA’ DI RISCOSSIONE. LA POLEMICA FRA COORD. SEL RIZZI E SINDACO L.R. PRENCIPE . Ma come detto al servizio tributi a Mattinata si correla un altro episodio. Proprio di recente , il coordinatore Sel di Capitanata D.Rizziaveva inviato una nota nella quale aveva espresso solidarietà al lavoratore mattinatese Vincenzo Di Mauro per una “brutale aggressione subita”. Questi avrebbe chiesto ipoteticamente alla società di riscossione tributaria – dove lavorava part-time – di essere assunto a tempo pieno. Ma in questo modo evitando l’assunzione di un altro soggetto. Da qui due individui avrebbero aggredito l’uomo nel pomeriggio del 28 gennaio (ma il caso non sarebbe stato denunciato alle forze dell’ordine). “Vogliamo mettere in evidenza come il gesto possa annoverarsi quale ennesimo e brutale episodio di una guerra tra poveri, spesso sapientemente innescata, che atteggiamenti ambigui – in questo caso da parte dell’Amministrazione comunale di Mattinata per cui la società in questione svolge l’incarico di riscossione tributaria – contribuiscono a fomentare tra gli stessi lavoratori precari”, disse il coordinatore Sel. “Pare infatti, in base alle informazioni in nostro possesso – continuò Rizzi – che il brutale pestaggio del signor Di Mauro sia maturato a seguito di promesse di assunzione e di miglioramento delle aspettative lavorative alimentate ad arte per chissà quali inconfessabili motivi e che, considerando sia il contesto locale che l’eccezionale ‘fame di lavoro’ che caratterizza Mattinata così come tanti altri piccoli centri del Gargano, essa fosse addirittura prevedibile”.




La replica del sindaco Prencipe. “Faccio presente al sindaco Domenico Rizzi che l’Amministrazione Comunale di Mattinata impronta i suoi comportamenti a principi di correttezza e di trasparenza ed ha a cuore la sorte dei propri concittadini ponendo ai primi posti della propria agenda istituzionale i temi del lavoro e della legalità” “Pertanto, pur riconoscendo pienamente il diritto di critica, invito Rizzi a documentarsi prima di intervenire in maniera sconsiderata nei confronti dell’Istituzione da me rappresentata, la cui immagine ed onorabilità tutelerò in ogni sede”, concluse Prencipe nelle dichiarazioni.

“La Gestione Tributi vuole rideterminare i costi, preferiamo il bando”


Mattinata – “LA Gestione Tributi aveva chiesto di rideterminare, sugli assetti del bilancio, l’incidenza dei costi comuni di gestione proporzionalmente alle quote di partecipazione di tutti i soggetti pubblici della partecipata. Da qui la decisione di affidare i servizi tramite l’indizione di un bando pubblico”. Il Comune di Mattinata, come riferisce a Stato l’assessore ai tributi, al bilancio e alle attività produttive A. Sacco, ha deciso dunque di rinunciare all’ipotesi di ingresso nella Gestione Tributi S.p.A. del Comune di Manfredonia, nella misura del 2% delle azioni di categoria A2. Dopo le precedenti delibere, relative alla partecipazione del Comune del sindaco L.R. Prencipe, il Comune di Manfredonia aveva informato la stessa amministrazione mattinatese di una prossima rideterminazione dei costi di gestione proporzionalmente alle quote di partecipazione dei singoli soggetti interessati al servizio tributi della partecipata. Da qui l’uscita dalla Spa da parte del comune garganico.

LA VICENDA – Come già pubblicato ( Focus ), il Comune di Manfredonia aveva stabilito l’ingresso del Comune di Mattinata nella locale Gestione Tributi Spa, “nella misura del 2% delle azioni di categoria A2″: così in base a quanto stabilito con la delibera di Giunta comunale n.56 del 03.03.2011 su proposta dell’Assessore al Bilancio, Rinaldi Pasquale, che aveva esposto la Relazione del Dirigente del 3° Settore Bilancio, Demanio e Patrimonio, Nigro Michelangelo.

DELIBERA DI CONSIGLIO DEL COMUNE DI MATTINATA DELLO SCORSO 22 LUGLIO 2010 – In precedenza, il Comune di Mattinata (FG), con nota prot. n. 351 del 12 gennaio 2011, acquisita dal Comune di Manfredonia in data 14 gennaio 2011, al prot. n. 1460, aveva trasmesso la Delibera di Consiglio n. 36 del 22 luglio 2010, con la quale l’ente manifestava la volontà di acquisire il 2% delle azioni citate. Prima dell’ingresso del Comune di Mattinata, l’assetto societario della Gestione Tributi S pa di Manfredonia (presidente Pasquale Aulisa, ex consigliere di maggioranza, con uffici a Manfredonia in via delle Antiche Mura , per il servizio di accertamento e riscossione dei tributi locali, delle entrate patrimoniali ed assimilate e a Monte Sant’Angelo in via Per Manfredonia, ufficio) era così composto: 58% Comune di Manfredonia, pari a 6.960 numero azioni, del valore nominale di € 69.600,00, di cui 3.600 numero azioni di categoria A1 e 3.360 di categoria A2; 2% Comune di Monte Sant’Angelo, pari a 240 numero azioni, tutte di categoria A2, del valore nominale di € 2.400,00; 40% AIPA S.p.A., pari a 4.800 numero azioni, tutte di categoria B, del valore nominale di € 48.00,00. Con l’adesione del Comune di Mattinata nel capitale sociale della Gestione Tributi S.p.A. il nuovo assetto societario della Spa, nel rispetto della maggioranza pubblica, sarebbe andato dunque a rideterminarsi con il 56% a favore del Comune di Manfredonia; il 2% per il Comune di Monte Sant’Angelo, il 2% pertanto al Comune di Mattinata, pari a 240 numero azioni, tutte di categoria A2, del valore nominale di € 2.400,00 e il 40% – come in precedenza – all’AIPA S.p.A. Ma l’accordo è ora saltato. Da fonti interne il Comune di Mattinata, tanto la Giunta Prencipe quanto l’opposizione, avrebbe preferito istituire da subito un ufficio interno al Comune per la gestione di tutte le riscossioni per i tributi.

FOCUS GESTIONE TRIBUTI, L’AMMINISTRAZIONE CONTROLLATA, INSINUAZIONE AL PASSIVO DEL COMUNE DI MANFREDONIA PER 110MILA EURO, GLI APPALTI DELL’AIPA, IL DRAMMA DEGLI EX LAVORATORI, LE INDAGINI DELLA GDF NUCLEO DI PT DI FOGGIA – Focus 

Nella delibera precedente (5.03.11 n.56) della G.C. di Manfredonia si precisava come il capitale sociale della Gestione Tributi debba essere di “maggioranza pubblica per tutta la durata della Società”, così come stabilito dall’art. 8 dello Statuto – Partecipazione pubblica maggioritaria: “Il capitale sociale deve essere costituito, per tutta la durata della Società: nella misura minima complessiva non inferiore al 60%, da un uguale numero di azioni di categoria A1 e A2, detenute da Soggetti Pubblici; per la restante parte, da azioni di categoria B, detenuta da Soci Privati”. L’ingresso del Comune di Mattinata, nella misura del 2% delle azioni di categoria A2, non avrebbero vìolato le percentuali di partecipazione pubblica sancite dallo Statuto, (approvato dal Consiglio Comunale di Manfredonia con Delibera n. 59 del 19 luglio 2006), visto l’art. 9, comma 3 dello Statuto, con il quale si stabilisce che “Ogni azione dà diritto ad un voto, con l’unica eccezione che le azioni di categoria A2 sono prive del diritto di voto nelle assemblee convocate per la nomina delle cariche sociali” e visto l’art. 11 – Trasferimento delle Azioni di categoria “A1” e “A2” – con il quale si stabilisce: “Le azioni di categoria A1 e A2 possono essere trasferite, nei limiti consentiti dal presente Statuto e dalla Legge, esclusivamente a favore di Soggetti Pubblici, fermo restando il diritto di prelazione disciplinato dal successivo art. 14”. Difatti, le azioni di categoria non danno ai soggetti che ne acquisiscono il potere di voto all’interno del Cda. La costituzione della Gestione Tributi Spa discende dalla Delibera del Consiglio Comunale n. 59 del 19 luglio 2006, con la quale si era stabilito di promuovere la costituzione di una Società per Azioni a prevalente capitale pubblico locale per la gestione delle entrate comunali; a seguito dell’espletamento della gara ad evidenza pubblica è stato poi individuato il socio privato, Società AIPA S.p.A. per la costituzione della società mista; tenuto conto della costituzione tra il Comune di Manfredonia e la AIPA S.p.A. della SpA “Gestione Tributi S.p.A.”, iscritta al registro delle imprese di Foggia in data 8 novembre 2007 al n. 255904; mentre con contratto di Servizio Rep. 6655 del 7 dicembre 2007 era stata affidata alla Gestione Tributi S.p.A. l’attività di gestione delle entrate tributarie e patrimoniali, di cui è titolare il Comune di Manfredonia; per il trasferimento delle quote azionarie della Società gestione Tributi S.p.A. detenute dal Comune di Manfredonia è stato nominato il Notaio Antonio Rizzo Corallo. Da qui la Giunta comunale ha deliberato di esprimere il nulla osta alla richiesta di ingresso del Comune di Mattinata nella compagine sociale della Gestione Tributi S.p.A., “a condizione che il Socio Pubblico, Comune di Monte Sant’Angelo, non eserciti il diritto di prelazione“.

Nella delibera del Comune di Manfredonia si precisava come vista la nota prot. n. 6691 del 24 febbraio 2011 che il Dirigente del 3° Settore del Comune di Manfredonia aveva inviato alla Gestione Tributi S.p.A., si chiedeva: “di fare una valutazione relativamente ai riflessi di tale eventuale ingresso su tutti gli aspetti non solo economici e finanziari, ma anche gestionali e funzionali. In altri termini, è necessario conoscere l’impatto derivante dall’eventuale ingresso di un altro socio sulle attività e sui conti del Comune di Manfredonia, al fine di non pregiudicare il livello dei servizi prestati a favore di questo ente”. Con nota prot.n. 7100 del 28 febbraio 2011 la Gestione Tributi S.p.A. garantiva che: “Nessuna interferenza, né qualitativa, né gestionale e neanche economico‐finanziaria, pertanto, potrà derivare al sinallagma contrattuale in essere tra la scrivente società e codesta On.le Amministrazione, rapporto in essere, d‘altra parte, regolato da specifiche condizioni contrattuali individuate – anch’esse – in relazione e proporzione alle diverse misure di impegno e remunerazione oltre che alle differenti caratteristiche economiche e gestionali del Comune di Manfredonia”.

LE NUOVE ENTRATE IN CONTO CAPITALE SAREBBERO STATI PARI A 2.400 EURO – L’ingresso del Comune di Mattinata al capitale sociale della Gestione Tributi S.p.A. avrebbe determinato un’entrata in conto capitale di € 2.400,00 da iscrivere nel Bilancio 2011 nel Comune di Manfredonia.

Ora invece, come del resto precisato nella seduta di G.C. n.20 del 05.04.2011 n.84 la revoca della delibera n.56 del 3 marzo 2011, relativa all’ingresso del Comune di Mattinata nella Gestione Tributi Spa nella misura del 2% delle azioni di categoria A2.


L’ASSESSORE AI TRIBUTI DELLA PA DI MATTINATA SACCO: “MEGLIO IL BANDO PUBBLICO PER L’INDIVIDUAZIONE DEL SOGGETTO IDONEO PER IL SERVIZIO”
 – “Già la precedente amministrazione Iannotta – dice a Stato l’assessore Sacco – aveva deciso saggiamente di esternare il servizio dei tributi con regolare gara alla Tributi Italia Spa (in seguito in amministrazione straordinaria) fino alla Soget Italia Spa (con scadenza il 31 dicembre 2010, si ricorda che i tributi maggiori sono gestiti dallo stesso Comune)”. In forza alla legge 448/2011, articolo 8 esternalizzazione servizi, il Comune di Mattinata decide di aderire alla società Gestione Tributi di Manfredonia “anche per una similitudine dell’utenza dei diversi comuni (Manfredonia e Monte Sant’Angelo) che la società serviva”. Dopo l’invio della deliberazione del consiglio comunale (delibera CC n.36-22.07-2010) al Comune di Manfredonia, nello stesso consiglio comunale l’ufficio ragioneria della PA di Mattinata, mediante un calcolo, aveva ritenuto che “il 7,5% dell’aggio stabilito non sarebbe andato a gravare su ulteriori spese, con quota allineata alla precedenti”. In seguito all’approvazione, con delibera di GC del Comune di Manfredonia, dell’ingresso nella Gestione tributi Spa del Comune di Mattinata (quota 2% azioni categoria A2, aggio 7,5 %), la gestione Tributi Spa di Manfredonia informa il Comune mattinatese, con relativa missiva, che l’ingresso del nuovo soggetto pubblico sarebbe stato condizionato alla garanzia della stessa gestione tributi per la quale l’operazione non avrebbe avuto riflessi in futuro sugli aspetti economici, finanziari, gestionali e funzionali della stessa Spa.

“La Gestione Tributi Spa – spiega Sacco – ha chiesto (con missiva del 23.03.2011) di rideterminare sugli assetti di bilancio, l’incidenza dei costi comuni di gestione proporzionalmente alle quote di partecipazione di tutti i soggetti pubblici della stessa Gestione Tributi Spa”. “Il Consiglio comunale di Mattinata sovrano sull’argomento – dice l’assessore Sacco – nello stesso atto è stato chiarissimo precisando come l’aggio era stato fissato al 7,5% su tutti i tributi gestiti dalla Spa del Comune di Manfredonia, proprio per non variare il gettito, l’aggio sui tributi in riferimento agli anni precedenti. In considerazione della rideterminazioni anche incidenti su ulteriori costi comuni di gestione proporzionali alle quote di partecipazione, l’amministrazione comunale di Mattinata ha ritenuto opportuno di sottoporre al Consiglio comunale una nuova proposta di delibera nella quale si è previsto l’affidamento dei servizi relativi ai tributi locali tramite un bando ad evidenza pubblica utile per l’individuazione di un soggetto idoneo al servizio”. Da qui la revoca dell’ingresso della Pa di Mattinata, come stabilito anche con revoca della G.C. di Manfredonia.

“INDIVIDUARE GLI EVASORI ANCHE PER EVITARE L’INCREMENTO DELLE TASSE” Il Comune di Mattinata si riunirà a riguardo il 21 aprile per approvare oltre ad altri ordini del giorno la proposta succitata (il bando pubblico per la gestione tributi). “L’auspicio dell’amministrazione – termina Sacco – resta quello di individuare il soggetto maggiormente idoneo al servizio anche per fronteggiare l’emergere di possibili soggetti evasori”. Il fenomeno a Mattinata non è infatti circoscritto (come del resto a Manfredonia – Ass. Rinaldi: “1000 contribuenti non hanno pagato la Tarsu, mancano 1,5 milioni”, ndR ). L’individuazione degli evasori nell’ambito dei tributi (tarsu/Ici) potrebbe evitare dunque un possibile incremento delle tariffe dei servizi (come avvenuto ripetendo nello stesso comune sipontino)



g.defilippo@statoquotidiano.it 

Finiscono in tribunale gli articoli in difesa dell'ambiente a Isola delle Femmine



Finisce in Tribunale il blogger Pino Ciampolillo, per i suoi articoli in difesa dell’ambiente a Isola delle Femmine.
Domani 28 dicembre 2011 davanti al Tribunale per la querela fatta dal funzionario della Regione Sicilia Servizio 3 Dottore Salvatore Anzà.
La querelle verte su tre articoli apparsi sui siti di Isola Pulita riguardanti i dubbi espressi circa la regolarità seguita nella procedura sull’Autorizzazione Integrata Ambientale alla Italcementi.
Inoltre la querelle riguarda il famigerato Piano dell’aria Sicilia verosimilmente identico a quello adottato nella regione Veneto.



















Arpa,Anzà,decreto n. 693 7/08,FUMANE,Giudice,TAR PALERMO 2592/2008,Pappagallo,Pennuto Rosso,Ricorso al TAR 02462/2009, Ricorso TAR Italcementi N. 02436/2008, TAR VENETO 00227/2011

Finiscono in tribunale gli articoli in difesa dell'ambiente a Isola delle Femmine



Finisce in Tribunale il blogger Pino Ciampolillo, per i suoi articoli in difesa dell’ambiente a Isola delle Femmine.
Domani 28 dicembre 2011 davanti al Tribunale per la querela fatta dal funzionario della Regione Sicilia Servizio 3 Dottore Salvatore Anzà.
La querelle verte su tre articoli apparsi sui siti di Isola Pulita riguardanti i dubbi espressi circa la regolarità seguita nella procedura sull’Autorizzazione Integrata Ambientale alla Italcementi.
Inoltre la querelle riguarda il famigerato Piano dell’aria Sicilia verosimilmente identico a quello adottato nella regione Veneto.



















Arpa,Anzà,decreto n. 693 7/08,FUMANE,Giudice,TAR PALERMO 2592/2008,Pappagallo,Pennuto Rosso,Ricorso al TAR 02462/2009, Ricorso TAR Italcementi N. 02436/2008, TAR VENETO 00227/2011

OMICIDIO DI SIMONETTA LAMBERTI A CAVA DE' TIRRENI, LA SORELLA: "CHIEDO VERITA' E GIUSTIZIA"

OMICIDIO DI SIMONETTA LAMBERTI A CAVA DE' TIRRENI, LA SORELLA: "CHIEDO VERITA' E GIUSTIZIA"




Caricato il 22 nov 2011


Avrebbe compiuto in questi giorni 41 anni Simonetta Lamberti, vittima innocente della camorra, uccisa per errore il 29 maggio 1982 a Cava de' Tirreni (Salerno) nel corso di un agguato il cui vero obiettivo era il padre, Alfonso Lamberti, giudice a Sala Consilina. Aveva 11 anni e mezzo. I colpi dei killer, i cui nomi sono rimasti sconosciuti così come non è mai stato chiarito né movente né mandante dell'agguato, ferirono il padre e ammazzarono la bambina. A distanza di quasi 30 anni da quel barbaro omicidio il caso giudiziario è stato riaperto dalla procura di Salerno dopo le rivelazioni di un pentito  di camorra le cui dichiarazioni potrebbero portare alla verità. "Da anni chiedo verità e giustizia per mia sorella", dice Serena Lamberti, sorella di Simonetta. Nei giorni scorsi ha avuto un lungo colloquio con il procuratore capo di Salerno Franco Roberti e con il pm Vincenzo Montemurro che stanno seguendo la vicenda. A Simonetta Lamberti è intitolato lo stadio di Cava de' Tirreni. La bambina viene ricordata ogni anno il 21 marzo nella giornata della memoria e dell'impegno di Libera, la rete di associazioni contro le mafie. Il primo dicembre prossimo verrà inaugurata a Napoli e dedicata alla memoria di Simonetta la biblioteca del museo del mare di Bagnoli

Finiscono in tribunale gli articoli in difesa dell'ambiente a Isola delle Femmine



Finisce in Tribunale il blogger Pino Ciampolillo, per i suoi articoli in difesa dell’ambiente a Isola delle Femmine.
Domani 28 dicembre 2011 davanti al Tribunale per la querela fatta dal funzionario della Regione Sicilia Servizio 3 Dottore Salvatore Anzà.
La querelle verte su tre articoli apparsi sui siti di Isola Pulita riguardanti i dubbi espressi circa la regolarità seguita nella procedura sull’Autorizzazione Integrata Ambientale alla Italcementi.
Inoltre la querelle riguarda il famigerato Piano dell’aria Sicilia verosimilmente identico a quello adottato nella regione Veneto.



















Arpa,Anzà,decreto n. 693 7/08,FUMANE,Giudice,TAR PALERMO 2592/2008,Pappagallo,Pennuto Rosso,Ricorso al TAR 02462/2009, Ricorso TAR Italcementi N. 02436/2008, TAR VENETO 00227/2011

DIFFAMAZIONE CORTE DI CASSAZIONE SENTENZA 48553 28 DICEMBRE 2011

CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. V PENALE - SENTENZA 28 dicembre 2011, n.48553 - Pres. Oldi – est. Fumo
Rilevato in fatto

La CdA di Salerno, con la sentenza di cui in epigrafe, ha confermato la pronunzia di primo grado, con la quale C.P. fu condannato alla pena di giustizia e al risarcimento del danno in favore delle costituite PP.CC. in quanto riconosciuto colpevole del delitto di diffamazione a mezzo stampa, commesso in data (omissis), mediante pubblicazione di un articolo sul giornale (omissis) , con il quale offendeva la reputazione dei parlamentari Co.Ge. e L.M. .

Ricorre per cassazione il difensore e deduce:

1) nullità delle sentenze di merito per inosservanza dell'art. 415 bis cpp, attesa la omessa notifica dell'avviso di conclusioni indagini.

2) manifesta illogicità e mancanza della motivazione, atteso 

a) che la CdA non ha raggiunto la prova della esistenza dell'articolo. In atti è allegata solo una fotocopia dello stesso e non vi è certezza dunque della pubblicazione del 'pezzo'. Accade frequentemente che a una anteprima di stampa non segua la effettiva pubblicazione, 

b) che l'imputato ha semplicemente esercitato il diritto di critica nei confronti di esponenti politici locali, ritenuti responsabili del degrado sociale e della mancanza di lavoro nella provincia di Caserta.

È noto che il diritto di critica ha confini più ampi di quello di cronaca e che specialmente gli uomini politici sono maggiormente esposti alla formulazione ed espressione di giudizi negativi, attesa la loro sovraesposizione pubblica. La funzione della stampa in un paese democratico è quella di esercitare controllo su chi detiene ed esercita il potere per delega dei cittadini. Sono stati rispettati i parametri enucleati dalla giurisprudenza; invero la notizia è di evidente interesse pubblico e il linguaggio può definirsi continente, attesa la natura iperbolica della espressione 'parassiti', riferita ai due uomini politici, e il diffuso processo di desensibilizzazione delle espressioni 'forti' che è in atto nella società moderna.
3) mancata assunzione di prova decisiva, dal momento che irragionevolmente la Corte salernitana si è rifiutata di acquisire un originale della copia del giornale;
4) intervenuta prescrizione del reato.

Considerato in diritto

La prima censura è inammissibile per genericità. Essa costituisce mera 'riproduzione' di censura già proposta dal giudice di appello e motivatamente respinta dallo stesso. Non si riesce dunque a comprendere per qual motivo il ricorrente, senza minimamente replicare alle argomentazioni del secondo giudice, altro non faccia che 'ricopiare' un motivo di appello, quasi che la Corte di merito non avesse dato risposta allo stesso. Non resta che rinviare alle considerazioni della Corte salernitana, la quale ha fatto corretto uso dei principi enucleati dal giudice di legittimità in tema di nullità derivante dal mancato avviso delle chiusura delle indagini di cui all'art. 415 bis c.p.. Invero è stato (reiteratamente) chiarito che la nullità del decreto di citazione a giudizio per l'omessa notifica all'imputato dell'avviso di conclusione delle indagini preliminari è di natura relativa e, pertanto, deve essere eccepita, a pena di decadenza, entro il termine di cui all’art. 491 c.p.p., subito dopo compiuto per la prima volta l'accertamento della costituzione delle parti (da ultimo: ASN 201035420-RV 248302).
Parimenti generiche sono le censure sub 3) e 2-a). L'assunto che la fotocopia dell'articolo in atti riproduca non un 'pezzo' effettivamente pubblicato, ma una mera anteprima di stampa, poi abbandonata, è meramente congetturale e, come tale, da non prendere in considerazione.
A parte il fatto che la censura è in insanabile contrasto logico con quella sub 2-b), va notato che il ricorrente, invero, non sostiene che l'articolo non sia stato pubblicato, ma che ciò potrebbe essere possibile. Orbene, è noto che una fotocopia, fino a prova del contrario, riproduce un originale ed è onere di chi nega l'esistenza dell'originale o la conformità ad esso della copia, provare o, almeno, allegare tale circostanza. E ciò è esattamente quel che il ricorrente non fa.
D'altra parte, se L. e Co. sono venuti a conoscenza del contenuto dell'articolo, detto articolo deve pur essere stato diffuso tra il pubblico.
La censura sub 2-b) è infondata.
È certamente esatto che il diritto di critica ha confini ben più ampi di quello di cronaca; è altrettanto esatto che, in esso, il requisito della 'verità' si profila in maniera ben diversa rispetto a quanto accade nel diritto di cronaca (atteso che un'opinione non è vera o falsa, ma vero o falso può essere il presupposto fattuale sul quale essa poggia); infine è vero che un uomo politico è più esposto del comune cittadino alle critiche e ai giudizi della opinione pubblica, in ragione del mandato rappresentativo che ha ricevuto e, dunque, della necessità di rendere conto del suo operato; ma non va dimenticato che la critica è valutazione argomentata di condotte, espressioni e/o idee.
Perché vi sia esercizio del diritto di critica, è necessario – allora - che il giudizio (anche severo, anche irriverente) sia collegato col dato fattuale dal quale il 'criticante' prende spunto. Altrimenti, il fatto rappresenta niente altro che occasione e pretesto per sfogare sentimenti ostili verso persone che con esso non hanno relazione.
Per quanto si legge in sentenza (e la circostanza non è contestata dal ricorrente), l'imputato, dopo aver dato conto del suicidio e del tentativo di suicidio di alcuni giovani disoccupati, accenna alla situazione di degrado sociale del Meridione d'Italia e ne indica i responsabili negli onorevoli Co. e L. , definiti 'parassiti', persone che portano a casa 22 milioni di lire al mese. A tali affermazioni il L. aggiunge la considerazione che 'a Caserta vota anche la camorra'.
Il corretto esercizio del diritto di critica avrebbe anche consentito all'imputato di indicare i due parlamentari come responsabili (morali) dei tragici gesti sopra descritti.
Sarebbe persino stato possibile giustificare come espressione di 'folclore giornalistico' la attribuzione del termine 'parassita' a uomini politici che, ben remunerati, siano (o appaiano all'autore dell'articolo) come percettori di un compenso immeritato, in quanto sproporzionato (per eccesso) all'impegno profuso e ai risultati ottenuti, ma tali severi giudizi avrebbero dovuto essere espressi all'interno di un percorso argomentativo e come corollario di un ragionamento, che. viceversa, nel caso in esame, manca del tutto.
Compito del giudice del merito non sarebbe stato certo quello di valutare (condividendolo o respingendolo) il ragionamento predetto, ma di prendere atto della sua esistenza e di verificarne la formale coerenza logica.
Di talché è assolutamente corretta la considerazione della CdA, la quale rileva come il L. abbia posto in collegamento fatti e circostanze del tutto eterogenei senza spiegare' perché Co. e L. siano chiamati in causa dai tragici episodi con la cui descrizione si apre l'articolo e senza chiarire quali siano le loro responsabilità (politiche, morali o di qualsiasi altra natura) per il degrado del Meridione e per il dilagare del potere della camorra a Caserta.
Fondato invece è il rilievo sulla intervenuta prescrizione (in data 17.7.2010 e dunque dopo la pronunzia della sentenza di secondo grado).
In presenza di ricorso, nel suo complesso, non inammissibile (la seconda censura come ricordato, è infondata), detta causa estintiva deve ritenersi operante. Per tale ragione, la sentenza impugnata va annullata senza rinvio, ma, per quanto sopra anticipato, il ricorso va rigettato agli effetti civili.

P.Q.M.

annulla senza rinvio la sentenza impugnata, agli effetti penali, perché il reato è estinto per prescrizione; rigetta il ricorso agli effetti civili.


MASSIMA
La scriminante del diritto di critica si sostanzia nella valutazione argomentata di condotte, espressioni e/o idee, per cui perché vi sia esercizio del diritto de quo è necessario che il giudizio (anche severo, anche irriverente) sia collegato col dato fattuale dal quale il "criticante" prende spunto. In mancanza l’autore della condotta risponde di diffamazione, perchè il fatto rappresenta niente altro che occasione e pretesto per sfogare sentimenti ostili verso persone che con esso non hanno relazione.




CASUS DECISUS
La Corte di Appello di Salerno confermava la pronunzia di primo grado, con la quale un giornalista era stato condannato per il delitto di diffamazione a mezzo stampa per aver offeso la reputazione di due politici. Ricorreva per cassazione il difensore, deducendo manifesta illogicità e mancanza della motivazione, in quanto l'imputato aveva semplicemente esercitato il diritto di critica nei confronti di esponenti politici locali, ritenuti responsabili del degrado sociale e della mancanza di lavoro nella provincia di Caserta.




ANNOTAZIONE
Risponde di diffamazione a mezzo stampa il giornalista che definisce dei politici parassiti perché ritenuti responsabili del degrado sociale del paese amministrato? Questa la questione cui la Corte è chiamata a dare una risposta, dopo che la difesa dell’imputato aveva sostenuto che un tale aggettivo rientra nell’esercizio del diritto di critica. Nell’occasione i giudici di legittimità evidenziano in primo luogo che il diritto di critica ha confini ben più ampi di quello di cronaca, ed, in secondo luogo, che il requisito della "verità" si profila in maniera ben diversa rispetto a quanto accade nel diritto di cronaca (atteso che un'opinione non è vera o falsa, ma vero o falso può essere il presupposto fattuale sul quale essa poggia). Infine, affermano che un uomo politico è più esposto del comune cittadino alle critiche e ai giudizi della opinione pubblica, in ragione del mandato rappresentativo che ha ricevuto e, dunque, della necessità di rendere conto del suo operato. Ciò posto, essi evidenziano che sarebbe persino stato possibile giustificare come espressione di "folclore giornalistico" la attribuzione del termine "parassita" a uomini politici che, ben remunerati, siano (o appaiano all'autore dell'articolo) come percettori di un compenso immeritato, in quanto sproporzionato (per eccesso) all'impegno profuso e ai risultati ottenuti, ma tali severi giudizi avrebbero dovuto essere espressi all'interno di un percorso argomentativo e come corollario di un ragionamento, che, viceversa, nel caso in esame, manca del tutto. Per cui essi concludono, affermando che la critica è valutazione argomentata di condotte, espressioni e/o idee, per cui perché vi sia esercizio del diritto di critica, è che il giudizio (anche severo, anche irriverente) sia collegato col dato fattuale dal quale il "criticante" prende spunto. Altrimenti, il fatto rappresenta niente altro che occasione e pretesto per sfogare sentimenti ostili verso persone che con esso non hanno relazione.