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Sunday, October 23, 2011

Burocrazia, il flop della riforma fallisce la guerra alle pratiche-lumaca

Burocrazia, il flop della riforma fallisce la guerra alle pratiche-lumaca

EMANUELE LAURIA

ERA una delle norme manifesto del governo Lombardo. Un testo che, disse il governatore nel giorno dell' approvazione, avrebbe dovuto «cambiare radicalmente il rapporto tra amministrazione, imprese e cittadini». Sei mesi dopo il governo ha certificato all' Ars il fallimento della legge sulla semplificazione amministrativa. Delineando il contorno di un paradosso: la riforma della burocrazia mai decollata per colpa della burocrazia. Proprio così. Accade in Sicilia, a Palermo, nel ventre di Mamma Regione. Fu annunciata come una svolta, il 26 marzo, la normativa che finalmente offriva termini certi all' universo di "utenti" dell' ente. E chiedeva a ogni capo dipartimento di mettere per iscritto i tempi di disbrigo di ogni singola pratica. Un "onere" cui i vertici della burocrazia della Regione avrebbero dovuto far fronte entro sei mesi. Ma ciò non è successo: solo sette dipartimenti su 28 hanno rispettato i tempi. I più rapidi sono stati i dirigenti della segreteria generale, della Funzione pubblica, dei due dipartimenti dell' assessorato alla Salute, delle Infrastrutture, dell' Istruzione e dei Beni culturali. In realtà, neanche per queste strutture l' iter previsto della legge si è completato pienamente. Perché, altra contraddizione contenuta nella legge, per attuare la riforma burocratica è stato previsto un sistema con sette passaggi amministrativi: il capo dipartimento prepara un regolamento che attraverso l' assessore va all' esame dell' ufficio legislativo e legale, poi al Cga, quindi deve essere recepito con una delibera di giunta, a quel punto serve un decreto del presidente della Regione e infine bisogna attendere la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. Tutto, ovviamente, è rimasto sulla carta. E il governo è dovuto correre ai ripari, facendosi approvare in tutta fretta dall' Ars una proroga di 90 giorni per l' attuazione della riforma. Anche perché sull' amministrazione cominciava a volteggiare l' ombra dei contenziosi: la stessa legge, infatti, prevede che in mancanza di un regolamento per ogni pratica vige un termine massimo di un mese, scaduto il quale un cittadino o un' impresa possono chiedere il risarcimento dei danni alla Regione. E gli stessi dirigenti inadempienti sono soggetti a un' azione di responsabilità. Nel frattempo, negli uffici regionali, è cominciato lo scaricabarile. Perché è vero che sette capi dipartimenti si sono spinti più avanti degli altri nell' attuazione della legge ma sono comunque fermi alla "tappa" del Cga. E chi viene additato come ritardatario ora non ci sta. Gianluca Galati, capo dipartimento dell' Energia, dice che lui lo schema di decreto l' ha approvato in tempo utile («dieci giorni fa») e l' ha trasmesso al suo assessore che l' ha girato a Caterina Chinnici, titolare della Funzione pubblica. «Non è certo mia la responsabilità se il procedimento non si è completato». La vicenda ha creato una nuova frattura nella maggioranza: l' Udc, con il capogruppo Giulia Adamo, ha votato la proroga di tre mesi «solo per senso di responsabilità»: «Non siamo soddisfatti - dice la Adamo - e presenteremo una interrogazione per conoscere l' operato degli uffici e i motivi che hanno rallentato l' entrata in vigore del provvedimento». E la stessa Chinnici si è trovata costretta a criticare gli alti burocrati. L' assessore ricorda «l' impegno profuso per la completa attuazione della legge, anche attraverso l' adozione di 4 circolari a mia firma e una direttiva del presidente della Regione, nonché l' istituzione, presso l' ufficio di gabinetto, di un gruppo di lavoro ad hoc per coadiuvare l' amministrazione». Malgrado ciò, prosegue la Chinnici, «abbiamo registrato che ancora oggi non sono pervenute tutte le proposte da parte dei dipartimenti e tra quelle pervenute solo 7 hanno già ottenuto il parere favorevole dell' ufficio legislativo e legale». Data «la complessità dell' iter», conclude l' assessore, «era evidente l' impossibilità di rispettare il termine del 26 ottobre». Se ne riparlerà tra tre mesi. Sempre che non ci siano nuove proroghe.



Chinnici: 'Parte civile contro il funzionario arrestato'

L' ASSESSORE alla Funzione pubblica, Caterina Chinnici, ha inoltrato alla giunta la richiesta di costituzione di parte civile della Regione per il risarcimento del danno all' immagine, nel procedimento penale a carico del funzionario della motorizzazione civile di Palermo, Antonino Nobile, arrestato, lo scorso 15 maggio, in flagranza di reato, per corruzione. Nobile era stato licenziato ma poi reintegrato in servizio a seguito della decisione del Collegio arbitrale di disciplina. Di qui la sospensione dal servizio da parte della Regione fino alla conclusione del procedimento penale.


La Chinnici:

QUELLA norma, adesso, finisce sotto accusa. Contestata persino dall'assessore alla Funzione pubblica, Caterina Chinnici: «Alla luce dell'aumento dei casi di pensionamenti anticipati, c'è bisogno certamente di rivedere i criteri della legge 104», dice. Si limita a questa considerazione, la Chinnici, che sulla materia - afferma il portavoce - non vuole aggiungere nulla. D'altronde, accanto all'ex magistrato, in giunta siede Pier Carmelo Russo, l'assessore alle Infrastrutture che della legge nel mirino ha usufruito, scatenando polemiche e accuse anche dall'interno del governo. In un feroce scambio di battute, nel novembre scorso, fu un altro assessore, Marco Venturi, a ricordare lo status di baby-pensionato del collega bagherese.
Russo oggi la prende con filosofia. Nega di aver fatto richiesta di rientrare nei ranghi della Regione dopo la morte del padre (facoltà che, peraltro, difficilmente gli verrebbe accordata) e si dice d'accordo con la Chinnici: «Rivedere la "104". E perché no?». L'ex segretario generale della Presidenza rivolge una sola preghiera al cronista: «Vorrei rispetto per la memoria di chi non c'è più».
Ma, al di là dei dolorosi casi personali, è il fenomeno a preoccupare amministratori e dirigenti. Quella fuoriuscita di massa che, in spregio alle regole esistenti nel resto del Paese, si verifica in questo periodo alla Regione. Ignazio Tozzo, capo del fondo pensioni, dice che la «104 si potrebbe limitare ai casi di handicap gravi». Anche se, per primo, immagina la possibilità «di abolire del tutto quella norma». D'altronde, i quesiti sono almeno un paio: quanto vanno in profondità le visite delle Asl sulla gravità dei parenti che i regionali dichiarano di dover accudire?E ancora: chi controlla che il congiunto viene assistito per davvero? E in ogni caso, Alfredo Liotta, ex capo del personale e oggi membro del consiglio direttivo del fondo pensioni, ammette che il rischio di qualche "trucco" - seppur perfettamente in linea con la legge - esiste: «Abbiamo riscontrato casi di dipendenti che, pur avendo da tempo parenti malati, decidono di chiedere i benefici della 104 quando si accorgono che i congiunti sono in fin di vita. In modo da ottenere il privilegio e conservarlo per il resto della propria esistenza».
Calcoli cinici, molto probabilmente singoli casi che fanno arrabbiare quegli stessi regionali costretti a vivere storie dolorose tra le mura familiari. Ma davanti a macroscopici buchi nel sistema, il capo dipartimento del Personale, Giovanni Bologna, allarga le braccia: «Nell'ordinamento dello Stato il pensionamento anticipato è consentito ai dipendenti che lamentano gravi malattie, non ai parenti degli infermi. Io credo che la normativa regionale debba avvicinarsi a quella statale, altrimenti il federalismo diventa favoritismo nei confronti di qualche realtà regionale». Fin qui, il discorso verte sull'equità di trattamento all'interno dello stesso Paese.
Ma Bologna non nasconde che la «104», oggi, rappresenta uno strumento utile per sfoltire gli organici: «È evidente che, per alleggerire un'amministrazione che ha ventimila dipendenti, la possibilità di un pre-pensionamento può essere allettante». I conti sono presto fatti: la Regione, almeno fino a questo momento, preleva dai propri bilanci sia i soldi degli stipendi che quelli delle pensioni dei propri impiegati. Ed è dunque un beneficio poter concedere indennità di quiescenza ridotte come quelle che spettano a chi si mette a riposo anzitempo. In media, un babypensionato con la «104» se ne va in pensione con il 75 per cento dell'ultima indennità percepita. Ma, certo, fa specie che nell'Isola c'è chi può mettersi in pensione con la metà degli anni di servizio di un collega di un altro ente pubblico. E il punto, come afferma Bologna, è esattamente quello: «Non si può che convenire con quest'osservazione. Ma noi, dall'interno dell'amministrazione, ci chiediamo pure che senso ha tenere in servizio un dipendente che magari svolge un ruolo marginaleo in modo svogliato?». .

Lombardo: abolirò le Province siciliane Castiglione: il vero spreco è alla Regione

LE PROVINCE? «Le aboliremo noi e sarà una rivoluzione». Lo annuncia, dal suo blog, il governatore Raffaele Lombardo, il giorno dopo la bocciatura alla Camera della proposta presentata da Di Pietro. «La politica che non taglia i propri privilegi non può essere accettata» scrive il governatore, e anticipa un disegno di legge per la creazione di liberi consorzi dei Comuni a firma dell' assessore regionale alla Funzione pubblica, Caterina Chinnici. «I Comuni dovranno essere destinatari di molte competenze regionali. Perché non ci può essere una figura unica anche per 10 o 15 comuni che insieme fanno 150 o 200 mila abitanti?» polemizza Lombardo. Ma a punzecchiarlo è proprio Giuseppe Castiglione presidente della provincia di Catania e coordinatore regionale del Pdl. «Lo spreco? Quello vero è alla Regione Siciliana» sostiene Castiglione. Che aggiunge: «È da un anno che aspettiamo questo ddl, tuttavia siamo sicuri che Caterina Chinnici non metterà mai la propria firma a questo obbrobrio istituzionale».
7 LUGLIO 2011



Arrestato e riassunto l' assessore indaga


L' ASSESSORE regionale delle Autonomie locali e della Funzione ,pubblica, Caterina Chinnici, ha chiesto al dirigente generale del Dipartimento della Funzione pubblica e del personale, Giovanni Bologna, un' approfondita relazione sulla vicenda del funzionario regionale della motorizzazione civile, Antonino Nobile, arrestato in flagranza di reato, licenziato in tronco e poi riammesso in servizio. Il caso, sollevato da Repubblica, è scoppiato quando il collegio di disciplina ha disposto la riassunzione del funzionario. Il dipartimento personale della Regione ha fatto ricorso contro il provvedimento di riassunzione.

Riassunto dopo la tangente ora la Regione lo sospende

LICENZIATO perché sorpreso con la mazzetta in mano, poi riassuntoa tempo di record dopo una decisione della commissione di disciplina, e ora sospeso dal servizio fino alla sentenza definitiva. Nel frattempo, la Regione si costituirà parte civile nel processo penale a suo carico. È l'ultimo capitolo della vicenda di Antonino Nobile, il funzionario della Motorizzazione civile arrestato nel maggio 2009 mentre intascava una tangente: il governatore Raffaele Lombardo e l'assessore alle Autonomie locali e della Funzione pubblica, Caterina Chinnici, ieri hanno dato disposizione agli uffici di procedere in questa direzione. Adesso Nobile verrà sospeso dal servizio fino alla conclusione del procedimento penale e la Regione, oltre a costituirsi parte civile, impugnerà attraverso l'avvocatura dello Stato il provvedimento di reintegro davanti alla Corte d'appello.
Ma quello di Nobile diventa anche un caso politico: Salvino Caputo, deputato regionale del Pdl, punta il dito e chiede lumi sulla candidatura di Nobile nella lista "Sicilia forte e libera - Raffaele Lombardo presidente", presente alle Regionali del 2008.
«Tutto questo ha avuto una influenza nella anomala e veloce riassunzione negli uffici della Regione?» si chiede Caputo, che ha presentato una interrogazione parlamentare all'assessore Chinnici. La Chinnici, dopo il caso sollevato da "Repubblica", aveva annunciato l'avvio di una indagine interna sulle procedure seguite dalla commissione di disciplina per riassumere Nobile.
Indagine che ha prodotto la sospensione del funzionario fino alla sentenza definitiva.
Nobile era stato arrestato nel maggio scorso con l'accusa di corruzione, insieme al titolare di un'autoscuola di Partinico. Gli investigatori nell'ufficio di Nobile avevano trovato 3.900 euro, frutto molto probabilmente di altre mazzette. Nel video girato dagli inquirenti il titolare dell'autoscuola aveva necessità di anticipare una data. Data che dopo la consegna di cento euro da «mercoledì 15 maggio» era diventata «mercoledì 29 aprile». br /
g.s.
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/01/21/riassunto-dopo-la-tangente-ora-la-regione.html?ref=search

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·         IL RITORNO DELLA CORSELLO

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·         REGIONE, MOTO PERPETUO AI VERTICI  COME CROCETTA MACINA I DIRETTORI GENTE CHE VA, GENTE CHE VIENE

http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2015/03/regione-moto-perpetuo-ai-vertici-come.html


      ·         BUFERA SULLA MONTEROSSO CONDANNATA. CROCETTA: "RIMUOVERLA SAREBBE UN ABUSO"


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