CONTRO L'ARROGANZA DEL POTERE:

PER LA LEGALITA', PER LA PARTECIPAZIONE, PER LA TRASPARENZA. PER IL CONFRONTO,PER LA CONDIVISIONE, PER L'INCLUSIONE, PER LA SOLIDARIETA', PER LA PROGETTUALITA', PER LA REALIZZAZIONE, PER L'ACCOGLIENZA, PER IL RISPETTO








Friday, September 30, 2011

MARCIA DI PASQUA 1994 Promossa dal Partito Radicale 1994 STEFANO BOLOGNA

MARCIA DI PASQUA 1994 Promossa dal Partito Radicale, da “Nessuno tocchi Caino”, dalla Caritas Diocesana e dal Sindaco di Roma Per il tribunale internazionale permanente per i crimini contro l’umanita’ e per la moratoria universale delle esecuzioni capitali Aderisci al comitato “Non c’e’ pace senza giustizia”. Telefona al numero 06-689791 o invia un fax al numero 06-68805396


Aggiornamento del 23-03-94 ore 16:48:54

Giuseppe MONACO, Sindaco Comune Di Nettuno; Giuseppe GOLINI PETRARCONE, Sindaco Comune Di Cassino; Addis MLADOSIC, Ass. Alla Cultura Comune Di Savignano Sul Panaro; Francesco FRANCINI PESENTI, Sindaco Del Comune Di Vigodarzere; Stefano BOLOGNA, Sindaco Del Comune Isola Delle Femmine; Ignazio DI MAURO, Sindaco Del Comune Di Poggiorsini; Ubaldo MARONI, Sindaco Del Comune Di Ripatransone; Giuseppe SCHINTU, Sindaco Del Comune Di Suni; Remo PATACCA, Sindaco Del Comune Di Deruta;

Wednesday, September 28, 2011

Il processo sull'aggressione al vigile Ferrante Graziano

L'EPILOGO DI UN'AGGRESSIONE AD UN PUBBLICO UFFICIALE
Il 29 del corrente mese al Tribunale di Carini si svolgerà il processo a carico del Capitano Consigliere Lucido Salvatore che allora ricopriva la carica di Vice Presidente del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine.
Il processo relativo alla minaccia subita dal rappresentante dell'ordine Pubblico, il vigile Ferrante Graziano, presente su ordine di servizio del suo Comandante Maggiore Croce Antonino, alla seduta del Consiglio Comunale
di Isola delle Femmine svoltasi il giorno 17 ottobre 2006.
La parte sana civile e democratica dei Cittadini di Isola delle Femmine venuta a conoscenza del gravissimo episodio, che aveva visto coinvolti due rappresentanti delle istituzioni del nostro paese, aveva espresso la propria indignazione, aggravata dal fatto che l'azione messa in atto dai due "contendenti" sia avvenuta nel corso  di  una seduta del Consiglio Comunale.
La nostra speranza che tali atti e soprattutto linguaggi e comportamenti non abbiano a ripetersi, soprattutto in sedi luoghi di democrazia discussione e confronto civile.  
La parte sana civile operosa democratica e rispettosa del prossimo,  dei Cittadini di Isola delle Femmine, con la propria storia ed i  propri comportamenti “processa” quotidianamente questi comportamenti violenti aggressivi ed intimidatori che dimostrano l’arroganza il dispotismo l’abuso di potere da parte di chi dovrebbe essere deputato alla gestione della cosa pubblica.


Avviso di Garanzia per Lucido Salvatore

 
 Avviso di Garanzia per Lucido Salvatore
Avviso di garanzia per il consigliere Lucido Salvatore. Il vigile urbano Ferrante Graziano, contro cui l’amministrazione Comunale aveva adottato un provvedimento disciplinare sospensione di dieci giorni dello stipendio, nonostante il Vigile (in funzione di tutore di ordine pubblico nella seduta consiliare) avesse Egli subito l’aggressione da parte del Consigliere Lucido Salvatore durante la sedute del Consiglio Comunale del 17 ottobre dello scorso anno (seduta provvisoriamente interrotta) e nonostante che il Suo Capo Ufficio il Comandante non avesse svolta alcuna indagine sull’accaduto, la decisione da parte dell’amministrazione è stata drastica. Il Vigile Urbano sentitosi non sufficientemente tutelato nella sua funzione di tutore dell’ordine oltre che di lavoratore e di Cittadino ha ritenuto opportuno impugnare l’atto e denunciare il Consigliere Lucido salvatore per aggressione a Pubblico Ufficiale. Il magistrato che svolge le indagini ha emesso l’avviso di garanzia a carico del Consigliere Comunale.
Il Comitato Cittadino Isola Pulita esprime la propria solidarietà al Vigile Urbano Graziano e stigmatizza la condotta tenuta dall’Amministrazione Comunale nonché del Consiglio Comunale che non è stato in grado di esprimersi sulla condotta del Consigliere Lucido poco consona al ruolo e all’esempio che deve esprimere chi riveste una carica istituzionale
RISSA AL  CONSIGLIO  COMUNALE CONTRO  L’AGENTE DELLA POLIZIA MUNICIPALE

 La Rissa al Consiglio Comunale di Isola delle Femmine


Movimentata seduta Consiliare ieri sera protagonisti di quella che risultata una vera e propria lite, sono stati il Vigile Urbano Ferrante Graziano unico rappresentante con funzioni di ordine pubblico ed il Consigliere Capitano Lucido Salvatore.
Improvvisamente il Consigliere Lucido dal suo banco si rivolge, a voce alta e con gesti minacciosi, contro il Ferrante reo di usare il telefonino.
Il Lucido accusava il Ferrante: “ …è inutile che telefoni a mia moglie per riferirgli dove sono e cosa faccio……” .
In risposta il vigile Ferrante “…..guarda che io non sto affatto telefonando a tua moglie… se vuoi guarda il telefonino…”
Intanto gli animi si scaldano quando il Consigliere Salvatore Lucido con fare minaccioso invita il tutore dell’ordine pubblico fuori dalla sala consiliare: “ tu la devi finire di immischiarti tra me e mia moglie… ti devi fare i cazzi tuoi… ti faccio vedere chi sono io…”
Intanto il Presidente del Consiglio Riso Napoleone interrompe la seduta e con il Sindaco Portobello il Consigliere Rubino e Stefanini si spostano all’esterno della sala per tentare di sedare quella che è diventata ormai una baruffa tra il Consigliere Ferrante e Il vigile urbano Ferrante Graziano con gli intervenuti che tentavano di separare i contendenti.
Il comitato Cittadino Isola Pulita esprime viva indignazione per la violenza perpetrata in un luogo simbolo di legalità e di democrazia.

PENNA CARTA E CALAMAIO FERRANTE DENUNCIA L'AGGRESSIONE DA LUI SUBITA


Oggetto: Relazione di Servizio redatta dall’A.P.M. Ferrante Graziano




Giorno 17/ottobre/2006 comandato di servizio di ordine pubblico presso la sala consiliare di Via Palermo per lo svolgimento del Consiglio Comunale dalle ore fino a termine dell’esigenza, durante lo svolgimento del consiglio comunale intorno alle ore 23 circa espletando il servizio di cui sopra, venivo avvicinato dal consigliere Lucido Salvatore che con fare minaccioso mi invitava a seguire quest’ultimo fuori dall’aula consiliare.

Una volta giunti fuori il sopracitato Lucido Salvatore sempre con modi e toni minacciosi si avvicinava inveendo contro di me gridando “ la devi smettere di telefonare a mia moglie e dirle quello che faccio io, se no ti spacco la faccia” scagliandosi contro di me con le bracce protese in avanti cercando di colpirmi al viso senza riuscirci in quanto bloccato tempestivamente dallo scrivente. Vista la situazione invitavo il cons Lucido a smettere di continuare ad offendere ed inveire contro di me.

Tale fatto ha causato l’interruzione dei lavori consiliare per qualche minuto con l’intervento prima del sindaco Portobello verso il consigliere Lucido invitandolo a calmarsi chiedendo spiegazione di quanto accaduto, poi il consigliere Rubino e Stefanini e dal pubblico presente verso di me per sapere quanto accaduto.

Il sottoscritto dichiara di non aver mai avuto rapporti di nessun genere con il cons Lucido tantomeno con la moglie, se non rapporti di lavoro in quanto collega.

Riferisco, inoltre che ero l’unico agente in servizio di ordine pubblico nell’aula consiliare da l’assenza di altre forze di polizia.

Tanto si comunica per gli ulteriori adempimenti del caso.

Isola delle Femmine 20.10.2006

A.P.M. Ferrante Graziano


Avviso di Garanzia per Lucido Salvatore

Lo annunciavamo nel blog il 13 maggio 2007
Avviso di garanzia per il consigliere Lucido Salvatore. Il vigile urbano Ferrante Graziano, contro cui l’amministrazione Comunale aveva adottato un provvedimento disciplinare sospensione di dieci giorni dello stipendio, nonostante il Vigile (in funzione di tutore di ordine pubblico nella seduta consiliare) avesse Egli subito l’aggressione da parte del Consigliere Lucido Salvatore durante la sedute del Consiglio Comunale del 17 ottobre dello scorso anno (seduta provvisoriamente interrotta) e nonostante che il Suo Capo Ufficio il Comandante non avesse svolta alcuna indagine sull’accaduto, la decisione da parte dell’amministrazione è stata drastica. Il Vigile Urbano sentitosi non sufficientemente tutelato nella sua funzione di tutore dell’ordine oltre che di lavoratore e di Cittadino ha ritenuto opportuno impugnare l’atto e denunciare il Consigliere Lucido salvatore per aggressione a Pubblico Ufficiale. Il magistrato che svolge le indagini ha emesso l’avviso di garanzia a carico del Consigliere Comunale.
Il Comitato Cittadino Isola Pulita esprime la propria solidarietà al Vigile Urbano Graziano e stigmatizza la condotta tenuta dall’Amministrazione Comunale nonché del Consiglio Comunale che non è stato in grado di esprimersi sulla condotta del Consigliere Lucido poco consona al ruolo e all’esempio che deve esprimere chi riveste una carica istituzionale
IL GIUDICE DEL LAVORO CONDANNA L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE SUL PROVVEDIMENTO PUNITIVO NEI CONFRONTI DEL VIGILE URBANO FERRANTE GRAZIANO
 
Il 17 ottobre del 2006  il Vigile Urbano Ferrante Graziano che aveva subito un’aggressione, da parte del Consigliere Lucido Salvatore, mentre svolgeva servizio di ordine pubblico durante una seduta del consiglio Comunale. La relazione di servizio, presentata dal vigile al suo Capo Ufficio Comandante Croce aveva ritenuto opportuno rendere pubblico il sopruso subito informando gli organi di stampa tra cui il nostro Blog. L’amministrazione Comunale interpretando la denuncia come violazione di segreto d’ufficio aveva adottato un provvedimento disciplinare “Sospensione dallo stipendio di giorni DIECI”
Nel disposto della sentenza è stabilito le spese procedurali a carico del Comune di Isola delle Femmine
Qualche giorno addietro, Il 16 luglio scorso Il GIUDICE del lavoro con propria sentenza: annullava il provvedimento adottato, dall’Amministrazione Comunale di Isola delle Femmine posto a carico del Signor Vigile Urbano Graziano Ferrante. La  sentenza implicitamente riconosce al Ferrante la sua funzione di tutore dell’Ordine Pubblico durante la seduta consiliare del 17 ottobre dello scorso anno ed inoltre viene “automaticamente” riconosciuto il diritto di critica del Ferrante.
  
MORALE: Le casse comunali sono condannate a pagare le spese processuali.
  
Il Comitato Cittadino Isola Pulita esprime viva soddisfazione per l’esito del giudizio a favore del lavoratore cittadino tutore dell’ordine Graziano Ferrante. Ancora una volta riteniamo far rilevare che nessun atto di richiamo e/o di diffida e/o qualsiasi altra iniziativa, è stata operata nei confronti del Consigliere Consigliere Lucido reo di non aver dato un’immagine degna di una Pubblica Istituzione.
 

 

ne abbiamo parlato nel blog del 6 novembre 2007

 

Oggetto: Richiesta convocazione C.C. con l’inserimento all’ordine del giorno del seguente argomento: “Cessazione della carica di Presidente” ai sensi dell’ art. 33 dello Statuto Comunale - REVOCA.

Mozione di sfiducia del Gruppo Insieme Isola delle Femmine nei confronti del Presidente Riso Napoleone e del Vice Presidente capitano Lucido Salvatore:
- Nella seduta del 17 ottobre 2006 si asteneva ad interrompere i lavori consiliari, non verbalizzando che il Vice Presidente del Consiglio Lucido si dirigeva verso l’agente di polizia municipale per poi aggredirlo. Sicché nei confronti del Vice Presidente per tale condotta è pendente il procedimento 720/07 mod. 21b. fonte della notizia

ne parlavamo nel blog di giovedì 15 novembre 2007

 

Isola delle femmine 12 novembre 2007 a differenza di quanto affermava Andreotti che "il potere logora chi non ce l'ha". Isola delle femmine inverte il detto: "il potere logora chi ce l'ha". Chiesto dal gruppo consiliare Insieme isola delle femmine la convocazione del consiglio comunale con due punti all'ordine del giorno: revoca al presidente del consiglio comunale revoca al vicepresidente del consiglio comunale il vertice della presidenza del consiglio avrebbe ripetutamente violato le leggi e le norme statutarie mentre il vice presidente del consiglio marito della vicecomandante dei vigili urbani, avrebbe tenuto, DURANTE UNA SEDUTA DEL Consiglio Comunale del 17 ottobre 2006, un grave comportamento in contrasto con le proprie funzioni. In paese tutti i cittadini si chiedono: "ma che avrà fatto mai?" Intanto ponzio pilato accusa il gruppo insieme isola delle femmine di abuso di potere e per questo saranno perseguiti.

dal nostro blog di martedì, novembre 20, 2007

 

Ciao Graziano,
La notizia che ci avevi lasciato ci ha sconvolti, paralizzati, ci ha lasciato senza parole. No. Non volevamo e non vogliamo credere che Tu ci hai lasciato. Da parte Nostra vi è uno strenuo e vano tentativo di opporci a ciò che comunemente si dice: “essere naturale”. Noi vogliamo credere che: è nel percorrere le impervie e tortuose strade che la vita ci riserva, che incontriamo la “VIA” dell’amore della comprensione della bellezza della solidarieta’. Dimenticarti per noi sara’ molto difficile, sempre ti ricorderemo nelle tue irruenti e simpatiche espressioni., nel tuo tono di voce….. quando passeremo dalla piazza non potremo non vederti.

ciao Graziano
Pino Ciampolillo
Il processo sull'aggressione al vigile Ferrante Graziano

Sunday, September 25, 2011

Arresto Impastato, i pentiti: "Sul suo nome nessuno discuteva" MAFIA. DECAPITATA LA FAMIGLIA MAFIOSA DI BORGETTO E PARTINICO. SCOPERTO “FILO DIRETTO” CON NEW YORK Il processo sull'aggressione al vigile Ferrante Graziano

Arresto Impastato, i pentiti: "Sul suo nome nessuno discuteva"

L'imprenditore sessantatreenne, arrestato lunedì a Cinisi dalla Dia, avrebbe goduto di sponsor del calibro di Salvatore Lo Piccolo e Bernardo Provenzano. Tanto che il suo cemento finiva dappertutto e senza opposizione da parte di nessuno

PALERMO. Dove c’è cemento, lo ha detto più volte anche il procuratore Francesco Messineo, c’è quasi sempre l’ombra di Cosa nostra. E dove c’era un appalto e un po’ di calcestruzzo da versare, c’era una sola impresa e un solo nome su cui nessuno osava discutere: quello di Andrea Impastato, sessantatreenne di Cinisi arrestato lunedì dalla Dia con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. L’imprenditore avrebbe goduto di sponsor del calibro di Salvatore Lo Piccolo e Bernardo Provenzano. Tanto che il suo cemento — secondo i pm Francesco Del Bene e Gaetano Paci, che ne hanno chiesto l’arresto — sarebbe finito pure nel mega appalto del passante ferroviario.


Ma quello di Impastato non è assolutamente un nome inedito. Di lui, poco meno di dieci anni fa, aveva parlato pure il pentito Michele Seidita, esponente di spicco del mandamento di Partinico e uomo di fiducia dei Vitale: «Ricordo in particolare — mise a verbale il 28 novembre 2002 — le discussioni in merito alla costruzione del porto di Balestrate: Salvatore Imperiale (un imprenditore di Partinico ritenuto vicino ai Vitale, ndr) per tale appalto contattò un tale Lipari di Palermo per raccomandare l’aggiudicazione a favore della ditta di D’Arrigo, nipote dell’altro D’Arrigo di Borgetto, ricordo che per tale appalto ebbi un incontro con il latitante Salvatore Lo Piccolo, che a sua volta mi raccomandava per lavori la ditta di Andrea Impastato, proprietario di una cava di Carini». Ascoltato il 20 ottobre 2009, Seidita confermò tutto: «(...) un anno prima del mio arresto, avvenuto nel 2000, avevo incontrato Salvatore Lo Piccolo all’hotel Paradiso di Cinisi. L’incontro era stato procurato da Gaspare Di Maggio. In quel periodo ero il reggente del mandamento di Partinico. Al predetto incontro ero andato con Salvatore Imperiale (...). Si era anche parlato del porto di Balestrate (...) e avevo già ricevuto una segnalazione da Ignazio Melodia, responsabile del mandamento di Alcamo, per inserire un imprenditore di sua fiducia (...). Lo Piccolo mi aveva chiesto di inserire Impastato».


Al collaboratore Gaspare Pulizzi è toccato invece decrittare una lettera inviata da Gaspare Di Maggio ai Lo Piccolo: «(...) Con l’espressione “Il sig. Impastato X Cinisi non ha mandato niente” Gaspare Di Maggio si lamentava che Impastato non aveva mandato nulla per dei lavori di asfalto su strade eseguiti a Cinisi. (...) Nel 2006, Impastato in un’unica soluzione, aveva dato 10-12 mila euro a mio compare Nino Pipitone».
Sono quattro i pentiti che ricordano almeno un aneddoto legato Impastato. Tra questi c’è pure Francesco Briguglio: «Impastato — ha detto il 13 ottobre 2009 — ha un impianto di calcestruzzo in zona Carini (...). Verso il 2006... parlando con Nino Pipitone io e Di Maggio siamo entrati in merito a questo discorso: “Ma Impastato viene, fa lavori, non si degna magari ri riri stiamo andando a Cinisi a fare un lavoro”. E allora lui ci dice: “Faciti un segnale anche per tenerlo un pochettino...”». In sostanza i boss volevano capire da chi era «portato» l’imprenditore, ma fu lo stesso Lo Piccolo a sciogliere ogni dubbio: «(...) Non è che prende una posizione — ha continuato Briguglio — a dire “No, si n’avi a ghiri fuora perché non si fa così!”». No, Lo Piccolo dice: «“E vabbè.. faccillu fare assieme!” Cioè da questo io deduco che (...) il rispetto era portato a chi lo portava... e cioè cercava di accomodare sempre picchì d’altronde... confermo quello che ho detto in merito al fatto che campava proprio Provenzano».

Il 13 ottobre 2009 tocca a Francesco Franzese: «Ho avuto rapporti con l’impianto di calcestruzzo degli Impastato — ha spiegato — in occasione di un lavoro edilizio che avevo effettuato a Villagrazia di Carini, su un terreno che avevo acquistato dall’ingegnere Salvatore Mandarano. Il lavoro era stato effettuato con la società di Giuseppe Ferrante. Avevo chiesto a Nino Di Maggio, cognato di Vincenzo Pipitone, dove avrei potuto rifornirmi di calcestruzzo. Lui mi aveva consigliato Alessandro Gusmano (...). Ma Lo Piccolo mi aveva detto di prendere il cemento dagli Impastato, con i quali avrebbe parlato lui».



http://gds.it/2011/06/01/arresto-impastato-i-pentiti-sul-suo-nome-nessuno-discuteva--160313_193430/   


MAFIA. DECAPITATA LA FAMIGLIA MAFIOSA DI BORGETTO E PARTINICO. SCOPERTO “FILO DIRETTO” CON NEW YORK
21 GENNAIO 2009 
I Carabinieri del Gruppo di Monreale hanno eseguito 16 ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip presso il Tribunale di Palermo su richiesta della Dda nei confronti di altrettante persone ritenute appartenenti a Cosa nostra. L’indagine di fatto azzera il mandamento di Partinico e Borgetto, negli ultimi anni al centro di una vera e propria faida tra famiglie mafiose rivali che ha causato diversi morti.
L’indagine, denominata ‘Chartago’ riguarda la guerra fra cosche mafiose esplosa negli ultimi anni tra Partinico e Borgetto, dopo l’arresto dei fratelli Vitale, provocando sette morti e un tentato omicidio. I provvedimenti sono stati emessi dal gip del tribunale di Palermo, Piergiorgio Morosini, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia e riguardano indagati accusati di essere affiliati a Cosa nostra. L’indagine, secondo gli investigatori, avrebbe di fatto azzerato il mandamento mafioso di Partinico e Borgetto, due paesi alle porte del capoluogo siciliano, dove negli ultimi anni si e’ registrata una vera e propria faida tra le cosche mafiose rivali. Sono stati ricostruiti minuziosamente i retroscena e movente dei delitti. All’operazione hanno partecipato circa cinquecento carabinieri. Le indagini si sono svolte con la collaborazione dell’Fbi. Pare che ci sia un collegamento tra le famiglie mafiose di Partinico e Borgetto e quelle di New York. “L’area di Partinico è strategica – spiega il comandante provinciale dei carabinieri di Palermo, il colonnello Teo Luzi – perché costituisce la cerniera tra la mafia trapanese di Matteo Messina Denaro e le cosche palermitane”.
L’indagine ha messo in luce le dinamiche mafiose di un’area della provincia palermitana da sempre nota come “far west” anche in ambienti criminali a causa dell’autonomia che le locali consorterie mafiose hanno sempre cercato di salvaguardare. Importanti nelle indagini:
§  i rapporti con le famiglie mafiose statunitensi e la collaborazione con l’F.B.I.;
§  la faida tra due cordate criminali con lo scopo di acquisire il controllo del mandamento di Partinico e della famiglia di Borgetto;
§  il ruolo del latitante Domenico Raccuglia (anch’egli destinatario di un provvedimento restrittivo);
§  l’importanza strategica di tale territorio per l’intera organizzazione cosa nostra.                                         L’attività investigativa, durata oltre 2 anni, ha permesso di ricostruire le dinamiche mafiose conseguenti all’arresto dei noti VITALE alias FARDAZZA di Partinico e, soprattutto, è stata finalizzata a azzerare la capacità operativa di una delle famiglie mafiose più violente negli ultimi anni, quella di Borgetto, e menomare fortemente lo storico mandamento di Partinico, molto importante per l’intera Cosa Nostra sia per la sua collocazione geografica a cavallo delle province di Trapani, Agrigento e Palermo sia per i complessi fenomeni criminosi che lo caratterizzano. L’operazione, che rappresenta un ennesimo duro colpo a Cosa Nostra già ridimensionata dopo l’operazione dei Carabinieri “Perseo”, ha impegnato oltre 200 uomini del Gruppo Carabinieri di Monreale, supportati da unità aeree e cinofile. I militari hanno operato in un territorio notoriamente ostile e di difficile penetrazione da parte delle forze dell’ordine, solo sfiorato dall’operazione “Perseo” che non aveva infatti interessato l’area occidentale della provincia palermitana. CHARTAGO ricostruisce il tessuto criminale mafioso dell’area così come venutosi a determinare dopo l’operazione dei Carabinieri del Gruppo di Monreale “Terra Bruciata” (di cui proprio in questi giorni si sta celebrando il processo di appello) che, nel 2005, aveva azzerato i vertici della consorteria mafiosa guidata dai fratelli Vito e Leonardo VITALE, da sempre legati all’ala stragista dei corleonesi di Totò RIINA. A seguito di tale operazione, con l’avallo di Bernardo PROVENZANO, la reggenza dello storico mandamento fu affidata a Maurizio LO IACONO, figlio dell’ergastolano Francesco, legatissimo al boss di Corleone. Quest’ultimo vedeva in tale operazione un’opportunità per imporre al vivace mandamento di Partinico (definito far west negli stessi circuiti criminali) la sua politica della sommersione. LO IACONO iniziò a esercitare le funzioni intorno al giugno del 2005 trovando quasi subito l’avversione da parte sia dalle giovani leve criminali che di uno degli storici capi locali, NANIA Antonino e del figlio Francesco soprattutto nel contesto del controllo delle attività criminose più redditizie: il racket e la gestione degli appalti. Per questi motivi, la reggenza di LO IACONO durò solo pochi mesi, ovvero fino all’ottobre del 2005, quando due killer, a bordo di un ciclomotore, lo assassinarono nei pressi della sua abitazione. In ordine a tale omicidio ci si interrogò anche all’interno di Cosa Nostra tanto che Bernardo PROVENZANO chiese con un pizzino a LO PICCOLO se fosse a conoscenza di ulteriori elementi. Era il primo segnale dell’insofferenza che covava all’interno del mandamento di Partinico ed il primo atto di una vera e propria guerra interna che avrebbe, in poco tempo, causato altri fatti di sangue. Da tale data vengono lentamente alla luce due cordate che aspirano alla conquista della leadership del mandamento: una capeggiata da NANIA-GIAMBRONE e l’altra diretta da CORRAO-SALTO. Nella scalata al potere le due cordate non esitarono a appoggiarsi rispettivamente ai LO PICCOLO, in quel momento in forte espansione nell’area, e RACCUGLIA Domenico che, già in passato, era stato molto vicino ai Fardazza. In tal modo, un conflitto dai contorni territorialmente ben circoscritti, rischiò di divenire il casus belli nell’ambito della contrapposizione tra i due latitanti atteso che LO PICCOLO si stava espandendo per curare i suoi interessi (come è dimostrato anche dl suo arresto a Giardinello) sfruttando il tentativo di scalata alla locale consorteria mafiosa da parte degli scontenti NANIA-GIAMBRONE mentre il potere costituitoformato da CORRAO-SALTO tentava di difendersi con la supervisione di RACCUGLIA Domenico. La morte di LO IACONO Maurizio fu dunque un colpo durissimo per CORRAO Salvatore e, in generale, per i “fardazza”, spodestati della sin qui riconosciuta leadership di cui si impossessò LUNETTO Gaetano. Ciò, nonostante l’arresto di quest’ultimo nel 2006, fu un segnale per tutti gli addetti ai lavori che chi stava gestendo le fila del mandamento era in quel momento NANIA Antonino (odierno arrestato), in contrapposizione ai “VITALE”. NANIA Antonino, rimasto l’unico personaggio in libertà che godeva di un grosso carisma criminale, al fine di poter gestite un territorio difficilissimo, si affidò a diversi soggetti tutti fedelissimi al figlio NANIA Francesco, all’epoca latitante. Era una nuova generazione di mafiosi, tutti giovanissimi e desiderosi di mettersi in evidenza, che grazie all’appoggio dello “Zu Nino” (così gli indagati chiamavano NANIA Antonino) erano cresciuti velocemente, costruendo un solido impero economico fondato proprio sulla gestione degli appalti edili e sugli illeciti introiti derivanti dal racket dell’estorsione. Tra i più fidati collaboratori del boss, infatti, figuravano Giuseppe LO BAIDO, Antonino GIAMBRONE e FRISELLA Antonino. Ma la nuova consorteria criminale, intenzionata a gestire il mandamento senza intromissioni della vecchia guardia, non aveva fatto i conti con la sete di vendetta che intanto andava maturando sia tra i boss “veterani” detenuti (quali CORRAO Salvatore e SALTO Nicolò), sia tra i “picciotti” che ormai si vedevano tagliati fuori da ogni provento dell’organizzazione criminale. Il “boss meccanico” CORRAO Salvatore, nei colloqui in carcere monitorati dai Carabinieri del Gruppo di Monreale, spesso discuteva con il nipote MUSSO Santo, utilizzando un linguaggio criptico e mutuato dalla professione che esercitava, sulla assoluta necessità di “risistemare questa nuova officina” (ndr, nuova consorteria), ritenuta non idonea a curare le esigenze e gli interessi degli affiliati, soprattutto alla luce della dimostrata inettitudine da parte di GIAMBRONE Antonino (gommista e meccanico), a cui NANIA aveva affidato la gestione della famiglia di Borgetto. Nel corso degli stessi colloqui, spesso MUSSO Santo rincarava la dose, confermando allo zio che GIAMBRONE Antonino aveva un atteggiamento del tutto irriverente e forniva “gomme scadute” (ndr, taglieggiava) a chiunque, anche a coloro che da sempre erano definiti come “protetti” dalla famiglia mafiosa del paese. In questo contesto, le lamentele ed i propositi di morte non risparmiavano nemmeno NANIA Antonino e LO BAIDO Giuseppe, al quale CORRAO Salvatore prometteva di “rifare le sponde del camion”. Più esplicito e più determinato, nel senso, si è sempre rivelato SALTO Nicolò, anch’egli intercettato in carcere dai militari dell’Arma e arrestato nuovamente nell’operazione di stanotte insieme ai figli Antonio e Alessandro. Nel corso dei colloqui captati, infatti, il boss, fatto oggetto il 18 ottobre del 2008 di un tentativo di omicidio perpetrato presso la propria abitazione in Borgetto, si lamentava apertamente del fatto che la famiglia mafiosa reggente non faceva arrivare i soldi in carcere ed alle famiglie dei detenuti, così come avrebbe invece imposto l’obbligo codificato nel “decalogo” di “cosa nostra”. Invero, proprio i suoi figli lo rendevano continuamente edotto delle nefandezze combinate dai nuovi vertici mafiosi, che addirittura erano arrivati a chiedere la “messa a posto” al datore di lavoro di uno di loro. In questo clima di grande “incertezza mafiosa”, CORRAO Salvatore, conscio del suo piano strategico di riconquista della leadership del mandamento mafioso di Partinico e nell’attesa della scarcerazione di alcuni suoi fedelissimi tra cui SALTO Nicolò per poter iniziare una controffensiva idonea ad annientare la famiglia rivale, ordinò al nipote MUSSO Santo di fidarsi solo ed esclusivamente del boss latitante RACCUGLIA Domenico, da lui più volte indicato quale unico referente per il territorio di Partinico e Borgetto, l’uomo che, seppur latitante, avrebbe dovuto “rifare l’officina”. Pertanto, nei primi mesi del 2007 iniziano i preparativi per la controffensiva. A febbraio viene scarcerato SALTO Nicolò e già a maggio sparisce FRISELLA Antonino, braccio destro di GIAMBRONE Antonino. Nei mesi successivi la cordata vengono eliminati i maggiori collaboratori di NANIA Antonino. Nel luglio del 2007 fu assassinato LO BAIDO Giuseppe, nei pressi della propria autovettura ed è da tale data che la fazione di CORRAO-SALTO riacquista il controllo della locale consorteria. La fazione avversa, al contrario, continua a subire colpi devastanti quali l’omicidio nel novembre del 2007 di GIAMBRONE Antonino, crivellato di colpi mentre si trovava all’interno della propria officina meccanica e quello, nel febbraio del 2008, nella centralissima piazza Santa Caterina di Partinico e nonostante un disperato tentativo di fuga, dei fratelli Giuseppe e Gianpaolo RIINA, che con lo stesso GIAMBRONE Antonino si stavano occupando di alcuni lavori edili nel partinicese. La fazione capeggiata da NANIA-GIAMBRONE fu ulteriormente indebolita dall’arresto dei LO PICCOLO avvenuto nel novembre del 2007 e dall’arresto prima di GIAMBRONE Giuseppe (Ottobre 2007) effettuato dai Carabinieri di Partinico e poi del latitante NANIA Francesco, effettuato dai Carabinieri della Compagnia di Partinico (Maggio 2008) in stretta collaborazione con l’FBI. Le indagini, infatti, dimostrarono che, seppur latitante negli U.S.A., NANIA Francesco influiva in modo determinante nelle scelte strategiche della locale consorteria criminale, attraverso puntuali direttive esecutive che lo stesso boss impartiva ai suoi uomini più fidati, utilizzati come tramite – per la gestione degli “affari di famiglia” con il padre Antonino. Durante l’attività investigativa, infatti, furono riscontrati numerosissimi viaggi negli Stati Uniti sia da parte di LO BAIDO Giuseppe che da parte di GIAMBRONE Antonino: proprio grazie a questi movimenti, seguiti passo dopo passo dai Carabinieri e dall’F.B.I., si è giunti alla cattura sia di NANIA Francesco che del proprio più fedele alleato GIAMBRONE Giuseppe, ormai sentitosi in pericolo nel proprio paese e rifugiatosi da latitante negli U.S.A.. Gli uomini di CORRAO Salvatore e SALTO Nicolò, abilmente coordinati dai due boss attraverso MUSSO Santo e sempre con il placet del latitante di Altofonte, erano inoltre efficacemente organizzati in armi e pronti a scatenare una vera e propria guerra di mafia pur di riconquistare il proprio mandamento. In tale ottica, infatti, le attività tecniche installate dai Carabinieri nelle auto degli affiliati consentivano di captare, nell’ottobre del 2006, le conversazioni tra i fratelli BACARELLA Gaspare e Giuseppe e LA PUMA Salvatore, che sottendevano la preparazione di un imminente agguato teso ad eliminare GIAMBRONE Antonino. Durante le stesse conversazioni emergevano i dettagli del piano criminoso: i tre, infatti, avevano studiato i movimenti e le abitudini del rivale, si erano procurati le armi necessarie e, insofferenti, aspettavano solo il via libera ad agire, che sarebbe giunto, come acquisito nel corso delle investigazioni, dopo la scarcerazione di SALTO Nicolò. Tanta era la determinazione e la ferocia criminale della descritta “ala militare” che, per essere sicuri del buon esito dell’operazione, gli stessi addirittura si esercitavano a sparare nelle campagne tra le contrade Mirto e Romitello di Borgetto, facendo oggetto della loro azione di fuoco i cani randagi. Per assicurarsi un’ulteriore copertura a garanzia della propria impunità, inoltre, gli stessi si erano procurati anche un’autovettura rubata con la quale agire indisturbati: proprio quando tutto sembrava pronto, ed anche i Carabinieri avevano adottato tutte le contromisure per impedire l’evento criminoso, un imprevisto mandò all’aria il piano. BACARELLA Gaspare, infatti, avrebbe dovuto agire nella settimana in cui MUSSO Santo, BACARELLA Giuseppe e altri soggetti a loro vicini si erano recati negli U.S.A. per partecipare al battesimo di un loro parente. Invero, l’assenza degli uomini più fidati di CORRAO Salvatore, a loro parere avrebbe dovuto garantire loro un alibi perfetto ed indirizzare le indagini degli inquirenti verso altri fronti.
§  L’imprevisto fu che su quello stesso volo diretto a New York s’imbarcò anche GIAMBRONE Antonino, richiamato con urgenza negli U.S.A. da NANIA Francesco che forse aveva avuto le prime avvisaglie di quanto stava per accadere.
Il progetto saltò e, ritornato dopo una quindicina di giorni dall’America, GIAMBRONE Antonino sembrò molto ridimensionato nei propositi e nella gestione del mandamento: era stato posato.
Nel frattempo era rientrato in Italia anche lo zio GIAMBRONE Giuseppe che prese in mano la gestione della famiglia – estromettendo l’incapace nipote – attendendo alle proprie mansioni con atteggiamento più accondiscendente ed accorto, tentando così il riavvicinamento alla fazione rappresentata da CORRAO Salvatore e SALTO Nicolò, nel frattempo uscito dal carcere per effetto dell’indulto.
In realtà fu dimostrato, ancora una volta, che “cosa nostra” non dimentica i tradimenti: a distanza di un anno dal primo progetto omicidiario e solo dopo cinque giorni dall’arresto dello zio – condannato a 9 anni per associazione mafiosa – GIAMBRONE Antonino cadde sotto i colpi di un killer che fece irruzione nella sua officina.
La strada era ormai spianata per garantire la piena leadership del boss latitante RACCUGLIA Domenico sul mandamento mafioso di Partinico e Borgetto, organizzato secondo le direttive impartite da CORRAO Salvatore dal carcere e gestito attraverso la piena collaborazione da parte dei suoi fedelissimi tra i quali risultano spiccare le figure criminali di D’ARRIGO Andrea, SALTO Nicolò, MUSSO Santo e D’AMICO Francesco.
D’ARRIGO Andrea, soprannominato “l’acquarolo” e più volte indicato durante i colloqui in carcere da CORRAO Salvatore con il gesto dello scuotimento ripetuto di un bicchiere colmo d’acqua, era il factotumdi SALTO Nicolò, a cui faceva da autista e portaordini. Inoltre, il suo link con il latitante di Altofonte lo metteva in una posizione di grande considerazione all’interno della famiglia mafiosa di Borgetto, atteso che tutte le decisioni più delicate afferenti gli “affari” del sodalizio passavano anche attraverso la sua persona, ritenuta in grado sia di riferirne i contenuti che di riportarne fedelmente le disposizioni.
Un altro personaggio di spicco coinvolto nell’inchiesta e tratto in arresto nel corso dell’odierna operazione è D’AMICO Francesco alias “Joe l’americano”, titolare della cava di estrazione di inerti denominata “American Rock” di Montelepre. Il D’AMICO, affiliato alla famiglia mafiosa di Borgetto, rappresentava l’ala imprenditoriale del mandamento e, proprio partendo da tale attività d’impresa, le indagini sono riuscite ad acclarare gli strettissimi rapporti intercorrenti tra lui e RACCUGLIA Domenico.
D’AMICO Francesco, infatti, fu al centro di una travagliata vicenda che lo portò a cedere la gestione della cava “American Rock”, prima in parte e poi in toto, ad imprenditori gravitanti nell’orbita della fazione capeggiata dalle famiglie “NANIA” e “GIAMBRONE”.
Questo fu un dei momenti più delicati della crisi interna del mandamento di Partinico, che divenne terreno di scontro tra gli interessi economici insistenti in capo ai boss latitanti posti ai vertici di “cosa nostra”.
Da un lato, infatti, la famiglia “NANIA – GIAMBRONE”, nella conquista della leadership del mandamento partinicese, aveva mirato ad acquisire l’attività estrattiva del D’AMICO per ampliare le proprie capacità di infiltrazione nella gestione degli appalti edili, chiedendo l’appoggio, al fine di riuscire nel proprio intento, a Salvatore LO PICCOLO ed alle famiglie mafiose palermitane allo stesso vicine.
Da l’altra parte, invece, D’AMICO Francesco, da sempre vicino al latitante di Altofonte, curava con la sua attività gli interessi di quest’ultimo.
La particolare e mirata attività tecnica ha poi consentito di svelare che D’AMICO Francesco, in un ultimo tentativo di riuscire a mantenere la titolarità della cava, cercò di incontrare Salvatore LO PICCOLO per giungere ad un accordo di transizione, senza riuscirvi, tanto che l’attività fu rilevata dalla famiglia GALATI di Carini.
La faida che negli ultimi 2 anni aveva sconvolto il mandamento di Partinico e Borgetto sembrava essersi conclusa a favore della fazione capeggiata da CORRAO Salvatore e SALTO Nicolò, come testimoniato dal fatto che il danaro necessario per il sostentamento dei detenuti ed il mantenimento dei familiari dei sodali cominciava ad essere assicurato – con continuità – dalle fiorenti attività illecite appannaggio esclusivo della gestione “vincente”. A riprova del ritrovato flusso economico, i Carabinieri della Compagnia di Partinico, alcuni mesi fa, fermarono nel corso di un posto di controllo SALTO Antonio, figlio minore del boss di Borgetto, trovandolo in possesso di 70.000,00 euro in contanti e di un “pizzino” con la lista degli imprenditori taglieggiati.
Il mandamento mafioso colpito stanotte era infatti temuto da tutte le altre famiglie palermitane proprio per l’incertezza gestionale che vi regnava e per l’effervescenza criminale più volte dimostrata dai propri affiliati.
Basti pensare al recentissimo tentato omicidio in pregiudizio di SALTO Nicolò (18 ottobre 2008) che fa ipotizzare nuovi scenari.
Ma è possibile ricordare anche il provvedimento di fermo a seguito dell’indagine convenzionalmente denominata “Perseo” da cui si evince che i mafiosi palermitani temevano che “i borgettani” volessero far espandere il predominio del boss trapanese Matteo MESSINA DENARO fino ai confini della città di Palermo, se non oltre. Gli uomini d’onore, ben consci della violenza esprimibile dal sodalizio mafioso di Borgetto, temevano che potesse scoppiare una nuova e sicuramente cruenta guerra di mafia, con conseguenze difficilmente prevedibili e, pertanto, pericolose sia per gli stessi affiliati che per la gestione economica degli “affari”.



 


http://palermo.blogsicilia.it/mafia-s... Ammonta a un milione e mezzo di euro il patrimonio sequestrato dai carabinieri ad Andrea D'Arrigo, 72 anni, coinvolto nell'operazione antimafia "Carthago" che nel gennaio del 2009 aveva portato all'arresto di 16 persone appartenenti al mandamento di Partinico. Per quell'indagine, D'Arrigo era stato condannato a 6 anni in primo grado per associazione mafiosa ma era stato poi assolto in appello per non aver commesso il fatto. Servizio di Salvatore Calafiore


AUTORIZZAZIONE AL SINDACO A PROCEDERE ALLA STIPULA DELL'ACCORDO CON L'A.T.I. SIS SpA - GEODATA SINTAGMA











http://www.livesicilia.it/2011/06/17/la-corsa-al-potere-allombra-di-giuffre/









 
 





http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-bc36d360-aed8-4059-8cb9-93d501f43ffc.html

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/02/22/mafia-sigilli-al-tesoro-di-provenzano.html

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/02/22/provenzano-un-tesoro-da-150-milioni.html



http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/01/18/imprenditore-ricattato.html
Portobello,Saverio Romano,Barrale Saverio,Belmonte Mezzagno,Pappagallo,Mafia,Antimafia,Bruno,Leoncino,PALmuto,Capitano,Vedovello,Squalo,Vedovello,Fattoria degli animali,Cecchino,Comandante,Squadrista Rosso,Protezione Civile,Licenze Edilizie,Spiagge,Parchi giochi,Michele Seidita,Pino Lipari,D’Arrigo,Briguglio Sintagma S.p.a.,S.i.s. S.p.a.,Geodata S.pa.,Sipal S.pa.,Francesco,D’Amico Domenico,D’Amico Marcello,Adimino Salvatore,Adimino Ivana,Gaspare Pulizzi,Sintagma S.p.a.,S.i.s. S.p.a.a,Geodata S.p.a., Sipal. S.pa.,Francesco Franzese,Salvatore Mandarano,Giuseppe Ferrante, Nino Di Maggio,Alessandro Cusmano, Gustosita,Serio Nunzio,Bruno Pietro,Isola delle Femmine,Copacabana,Ferrarello,Cinà Pietro,Zappulla,Pipitone,Di Maggio,Francesco Puglisi,Almeyda,Pulizzi,Arch Puccio Giuseppe,Saracen,Razzanelli,Spataro,Ceraulo,Calliope,Maiorana,Alamia Paolo,Bandiera,Lopez,Guccione,Salvatore Sbeglia,Fiorella Pierina,Roberto Altadonna, ATO PA1,Licenze illegittime,A.R.T.A.,U.T.C.,Abusivismo,Rifiuti,Gestione Spiagge, aggressione,ISOLA DELLE FEMMINE,Pino Ciampolillo, Gustosita,Serio Nunzio,Bruno Pietro,Isola delle Femmine,SIS S.pa,Sud Euro Scavi,Domenico D’Amico,Galluzzo,Francesco Palermo,Medi Tour,Ninni De Simone,In.ca.s. inerti. Calcarei sud,Copacabana,Ferrarello,Cinà Pietro,Zappulla,Pipitone,Di Maggio,Francesco Puglisi,Almeyda,Pulizzi,Polizzi,Borgetto,Arch Puccio Giuseppe,Saracen,Razzanelli,Spataro,Ceraulo,Calliope,Maiorana,Alamia Paolo,Bandiera,Lopez,Guccione,Salvatore Sbeglia,Fiorella Pierina,Roberto Altadonna, Sogno.Fantasia,Libertà,Amore,Volare,

BOLOGNA STEFANO, Borgetto, ciancimino, D'ARRIGO LORENZO, EDIL FORESTALE, GEOSYSTEM,Impastato, IMPIANTO FOGNARIO VIA DEI SARACENI, LO JACONO, OPERAZIONE PETROV, Orlando, SCAVUZZO PIETRO, SEIDITA, SELMI SRL,ZANGHI, Arresto Impastato, i pentiti: "Sul suo nome nessuno discuteva" MAFIA. DECAPITATA LA FAMIGLIA MAFIOSA DI BORGETTO E PARTINICO. SCOPERTO “FILO DIRETTO” CON NEW YORK Arresto Impastato, i pentiti: "Sul suo nome nessuno discuteva" MAFIA. DECAPITATA LA FAMIGLIA MAFIOSA DI BORGETTO E PARTINICO. SCOPERTO “FILO DIRETTO” CON NEW YORK BOLOGNA STEFANO, D'ARRIGO, EDIL FORESTALE SICULA , GEO SISTEMI s.r.l., G.S.M. GRANULATI S.R.L, IMPIANTO FOGNARIO VIA DEI SARACENI, OPERAZIONE PETROV, PARRA, SCAVUZZO PIETRO, SELMI SRL,MIRTO SAS, ZANGHI' VINCENZO,















L'EPILOGO DI UN'AGGRESSIONE AD UN PUBBLICO UFFICIALE
Il 29 del corrente mese al Tribunale di Carini si svolgerà il processo a carico del Capitano Consigliere Lucido Salvatore che allora ricopriva la carica di Vice Presidente del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine.
Il processo relativo alla minaccia subita dal rappresentante dell'ordine Pubblico, il vigile Ferrante Graziano, presente su ordine di servizio del suo Comandante Maggiore Croce Antonino, alla seduta del Consiglio Comunale
di Isola delle Femmine svoltasi il giorno 17 ottobre 2006.
La parte sana civile e democratica dei Cittadini di Isola delle Femmine venuta a conoscenza del gravissimo episodio, che aveva visto coinvolti due rappresentanti delle istituzioni del nostro paese, aveva espresso la propria indignazione, aggravata dal fatto che l'azione messa in atto dai due "contendenti" sia avvenuta nel corso  di  una seduta del Consiglio Comunale.
La nostra speranza che tali atti e soprattutto linguaggi e comportamenti non abbiano a ripetersi, soprattutto in sedi luoghi di democrazia discussione e confronto civile.  
La parte sana civile operosa democratica e rispettosa del prossimo,  dei Cittadini di Isola delle Femmine, con la propria storia ed i  propri comportamenti “processa” quotidianamente questi comportamenti violenti aggressivi ed intimidatori che dimostrano l’arroganza il dispotismo l’abuso di potere da parte di chi dovrebbe essere deputato alla gestione della cosa pubblica.
Avviso di Garanzia per Lucido Salvatore
 

 Avviso di Garanzia per Lucido Salvatore
Avviso di garanzia per il consigliere Lucido Salvatore. Il vigile urbano Ferrante Graziano, contro cui l’amministrazione Comunale aveva adottato un provvedimento disciplinare sospensione di dieci giorni dello stipendio, nonostante il Vigile (in funzione di tutore di ordine pubblico nella seduta consiliare) avesse Egli subito l’aggressione da parte del Consigliere Lucido Salvatore durante la sedute del Consiglio Comunale del 17 ottobre dello scorso anno (seduta provvisoriamente interrotta) e nonostante che il Suo Capo Ufficio il Comandante non avesse svolta alcuna indagine sull’accaduto, la decisione da parte dell’amministrazione è stata drastica. Il Vigile Urbano sentitosi non sufficientemente tutelato nella sua funzione di tutore dell’ordine oltre che di lavoratore e di Cittadino ha ritenuto opportuno impugnare l’atto e denunciare il Consigliere Lucido salvatore per aggressione a Pubblico Ufficiale. Il magistrato che svolge le indagini ha emesso l’avviso di garanzia a carico del Consigliere Comunale.
Il Comitato Cittadino Isola Pulita esprime la propria solidarietà al Vigile Urbano Graziano e stigmatizza la condotta tenuta dall’Amministrazione Comunale nonché del Consiglio Comunale che non è stato in grado di esprimersi sulla condotta del Consigliere Lucido poco consona al ruolo e all’esempio che deve esprimere chi riveste una carica istituzionale
RISSA AL  CONSIGLIO  COMUNALE CONTRO  L’AGENTE DELLA POLIZIA MUNICIPALE

 La Rissa al Consiglio Comunale di Isola delle Femmine



Movimentata seduta Consiliare ieri sera protagonisti di quella che risultata una vera e propria lite, sono stati il Vigile Urbano Ferrante Graziano unico rappresentante con funzioni di ordine pubblico ed il Consigliere Capitano Lucido Salvatore.
Improvvisamente il Consigliere Lucido dal suo banco si rivolge, a voce alta e con gesti minacciosi, contro il Ferrante reo di usare il telefonino.
Il Lucido accusava il Ferrante: “ …è inutile che telefoni a mia moglie per riferirgli dove sono e cosa faccio……” .
In risposta il vigile Ferrante “…..guarda che io non sto affatto telefonando a tua moglie… se vuoi guarda il telefonino…”
Intanto gli animi si scaldano quando il Consigliere Salvatore Lucido con fare minaccioso invita il tutore dell’ordine pubblico fuori dalla sala consiliare: “ tu la devi finire di immischiarti tra me e mia moglie… ti devi fare i cazzi tuoi… ti faccio vedere chi sono io…”
Intanto il Presidente del Consiglio Riso Napoleone interrompe la seduta e con il Sindaco Portobello il Consigliere Rubino e Stefanini si spostano all’esterno della sala per tentare di sedare quella che è diventata ormai una baruffa tra il Consigliere Ferrante e Il vigile urbano Ferrante Graziano con gli intervenuti che tentavano di separare i contendenti.
Il comitato Cittadino Isola Pulita esprime viva indignazione per la violenza perpetrata in un luogo simbolo di legalità e di democrazia.


PENNA CARTA E CALAMAIO FERRANTE DENUNCIA L'AGGRESSIONE DA LUI SUBITA
Oggetto: Relazione di Servizio redatta dall’A.P.M. Ferrante Graziano




Giorno 17/ottobre/2006 comandato di servizio di ordine pubblico presso la sala consiliare di Via Palermo per lo svolgimento del Consiglio Comunale dalle ore fino a termine dell’esigenza, durante lo svolgimento del consiglio comunale intorno alle ore 23 circa espletando il servizio di cui sopra, venivo avvicinato dal consigliere Lucido Salvatore che con fare minaccioso mi invitava a seguire quest’ultimo fuori dall’aula consiliare.


Una volta giunti fuori il sopracitato Lucido Salvatore sempre con modi e toni minacciosi si avvicinava inveendo contro di me gridando “ la devi smettere di telefonare a mia moglie e dirle quello che faccio io, se no ti spacco la faccia” scagliandosi contro di me con le bracce protese in avanti cercando di colpirmi al viso senza riuscirci in quanto bloccato tempestivamente dallo scrivente. Vista la situazione invitavo il cons Lucido a smettere di continuare ad offendere ed inveire contro di me.


Tale fatto ha causato l’interruzione dei lavori consiliare per qualche minuto con l’intervento prima del sindaco Portobello verso il consigliere Lucido invitandolo a calmarsi chiedendo spiegazione di quanto accaduto, poi il consigliere Rubino e Stefanini e dal pubblico presente verso di me per sapere quanto accaduto.


Il sottoscritto dichiara di non aver mai avuto rapporti di nessun genere con il cons Lucido tantomeno con la moglie, se non rapporti di lavoro in quanto collega.


Riferisco, inoltre che ero l’unico agente in servizio di ordine pubblico nell’aula consiliare da l’assenza di altre forze di polizia.


Tanto si comunica per gli ulteriori adempimenti del caso.


Isola delle Femmine 20.10.2006


A.P.M. Ferrante Graziano
Avviso di Garanzia per Lucido Salvatore
Lo annunciavamo nel blog il 13 maggio 2007
Avviso di garanzia per il consigliere Lucido Salvatore. Il vigile urbano Ferrante Graziano, contro cui l’amministrazione Comunale aveva adottato un provvedimento disciplinare sospensione di dieci giorni dello stipendio, nonostante il Vigile (in funzione di tutore di ordine pubblico nella seduta consiliare) avesse Egli subito l’aggressione da parte del Consigliere Lucido Salvatore durante la sedute del Consiglio Comunale del 17 ottobre dello scorso anno (seduta provvisoriamente interrotta) e nonostante che il Suo Capo Ufficio il Comandante non avesse svolta alcuna indagine sull’accaduto, la decisione da parte dell’amministrazione è stata drastica. Il Vigile Urbano sentitosi non sufficientemente tutelato nella sua funzione di tutore dell’ordine oltre che di lavoratore e di Cittadino ha ritenuto opportuno impugnare l’atto e denunciare il Consigliere Lucido salvatore per aggressione a Pubblico Ufficiale. Il magistrato che svolge le indagini ha emesso l’avviso di garanzia a carico del Consigliere Comunale.
Il Comitato Cittadino Isola Pulita esprime la propria solidarietà al Vigile Urbano Graziano e stigmatizza la condotta tenuta dall’Amministrazione Comunale nonché del Consiglio Comunale che non è stato in grado di esprimersi sulla condotta del Consigliere Lucido poco consona al ruolo e all’esempio che deve esprimere chi riveste una carica istituzionale
IL GIUDICE DEL LAVORO CONDANNA L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE SUL PROVVEDIMENTO PUNITIVO NEI CONFRONTI DEL VIGILE URBANO FERRANTE GRAZIANO
 
Il 17 ottobre del 2006  il Vigile Urbano Ferrante Graziano che aveva subito un’aggressione, da parte del Consigliere Lucido Salvatore, mentre svolgeva servizio di ordine pubblico durante una seduta del consiglio Comunale. La relazione di servizio, presentata dal vigile al suo Capo Ufficio Comandante Croce aveva ritenuto opportuno rendere pubblico il sopruso subito informando gli organi di stampa tra cui il nostro Blog. L’amministrazione Comunale interpretando la denuncia come violazione di segreto d’ufficio aveva adottato un provvedimento disciplinare “Sospensione dallo stipendio di giorni DIECI”
Nel disposto della sentenza è stabilito le spese procedurali a carico del Comune di Isola delle Femmine
Qualche giorno addietro, Il 16 luglio scorso Il GIUDICE del lavoro con propria sentenza: annullava il provvedimento adottato, dall’Amministrazione Comunale di Isola delle Femmine posto a carico del Signor Vigile Urbano Graziano Ferrante. La  sentenza implicitamente riconosce al Ferrante la sua funzione di tutore dell’Ordine Pubblico durante la seduta consiliare del 17 ottobre dello scorso anno ed inoltre viene “automaticamente” riconosciuto il diritto di critica del Ferrante.
  
MORALE: Le casse comunali sono condannate a pagare le spese processuali.
  
Il Comitato Cittadino Isola Pulita esprime viva soddisfazione per l’esito del giudizio a favore del lavoratore cittadino tutore dell’ordine Graziano Ferrante. Ancora una volta riteniamo far rilevare che nessun atto di richiamo e/o di diffida e/o qualsiasi altra iniziativa, è stata operata nei confronti del Consigliere Consigliere Lucido reo di non aver dato un’immagine degna di una Pubblica Istituzione.
 

 

ne abbiamo parlato nel blog del 6 novembre 2007

 

Oggetto: Richiesta convocazione C.C. con l’inserimento all’ordine del giorno del seguente argomento: “Cessazione della carica di Presidente” ai sensi dell’ art. 33 dello Statuto Comunale - REVOCA.

Mozione di sfiducia del Gruppo Insieme Isola delle Femmine nei confronti del Presidente Riso Napoleone e del Vice Presidente capitano Lucido Salvatore:
- Nella seduta del 17 ottobre 2006 si asteneva ad interrompere i lavori consiliari, non verbalizzando che il Vice Presidente del Consiglio Lucido si dirigeva verso l’agente di polizia municipale per poi aggredirlo. Sicché nei confronti del Vice Presidente per tale condotta è pendente il procedimento 720/07 mod. 21b. fonte della notizia

ne parlavamo nel blog di giovedì 15 novembre 2007

 

Isola delle femmine 12 novembre 2007 a differenza di quanto affermava Andreotti che "il potere logora chi non ce l'ha". Isola delle femmine inverte il detto: "il potere logora chi ce l'ha". Chiesto dal gruppo consiliare Insieme isola delle femmine la convocazione del consiglio comunale con due punti all'ordine del giorno: revoca al presidente del consiglio comunale revoca al vicepresidente del consiglio comunale il vertice della presidenza del consiglio avrebbe ripetutamente violato le leggi e le norme statutarie mentre il vice presidente del consiglio marito della vicecomandante dei vigili urbani, avrebbe tenuto, DURANTE UNA SEDUTA DEL Consiglio Comunale del 17 ottobre 2006, un grave comportamento in contrasto con le proprie funzioni. In paese tutti i cittadini si chiedono: "ma che avrà fatto mai?" Intanto ponzio pilato accusa il gruppo insieme isola delle femmine di abuso di potere e per questo saranno perseguiti.


dal nostro blog di martedì, novembre 20, 2007

 

Ciao Graziano,
La notizia che ci avevi lasciato ci ha sconvolti, paralizzati, ci ha lasciato senza parole. No. Non volevamo e non vogliamo credere che Tu ci hai lasciato. Da parte Nostra vi è uno strenuo e vano tentativo di opporci a ciò che comunemente si dice: “essere naturale”. Noi vogliamo credere che: è nel percorrere le impervie e tortuose strade che la vita ci riserva, che incontriamo la “VIA” dell’amore della comprensione della bellezza della solidarieta’. Dimenticarti per noi sara’ molto difficile, sempre ti ricorderemo nelle tue irruenti e simpatiche espressioni., nel tuo tono di voce….. quando passeremo dalla piazza non potremo non vederti.





ciao Graziano
Pino Ciampolillo


Il processo sull'aggressione al vigile Ferrante Graziano