CONTRO L'ARROGANZA DEL POTERE:

PER LA LEGALITA', PER LA PARTECIPAZIONE, PER LA TRASPARENZA. PER IL CONFRONTO,PER LA CONDIVISIONE, PER L'INCLUSIONE, PER LA SOLIDARIETA', PER LA PROGETTUALITA', PER LA REALIZZAZIONE, PER L'ACCOGLIENZA, PER IL RISPETTO








Sunday, July 17, 2011

1995 9 NOVEMBRE MUSOTTO IN CELLA PER MAFIA

MUSOTTO IN CELLA PER MAFIA





PALERMO - C' è il pentito che lo ha incontrato in compagnia del latitante co



Corleonese Leoluca Bagarella. Ci sono intercettazioni telefoniche sui suoi contatti quotidiani con una dozzina di capimafia. C' è il boss che racconta: "Era lui che ci avvertiva dei mandati di cattura". C' è l' ex ministro di Grazia e giustizia Martelli che ricorda una campagna elettorale quando - sempre lui - gli rivolse "il pressante invito" di recarsi all' Ucciardone. Ci sono dossier dei carabinieri sugli uomini d' onore che vigilavano le sue terre. Ci sono inchieste della Dia che rivelano il volto sconosciuto di uno dei professionisti più noti di Palermo: Francesco Ciccio Musotto, rampollo di una famiglia importante della Sicilia occidentale, avvocato penalista, presidente della Provincia di Palermo eletto nelle liste di Forza Italia con più di 300 mila voti. Francesco Ciccio Musotto, ieri notte, è stato arrestato. Per mafia. Il prefetto Serra l' ha subito sospeso dalle funzioni, i procuratori l' hanno già interrogato all' Ucciardone. Si è conclusa così - dopo un tam tam assordante che annunciava da almeno due mesi la cattura dell' avvocato-presidente - una clamorosa investigazione, un' indagine costruita con pedinamenti, intercettazioni, appostamenti e irrobustita poi con le dichiarazioni di 10 pentiti che hanno svelato come Francesco Musotto "assisteva i latitanti, procurava occasioni per lucrare pubblico denaro, assicurava supporti logistici anche durante la commissione di gravi delitti...". Nella sua masseria ai piedi delle Madonie, un boss incaricò un uomo d' onore "di uccidere una persona di Cefalù". Tutti i segreti della doppia vita dell' avvocato-presidente sono contenuti in 135 pagine firmate dai sostituti procuratori Antonella Consiglio e Alfonso Sabella e dal giudice delle indagini preliminari Alfredo Montalto. Con il presidente della Provincia sono finiti all' Ucciardone altri 4 "insopettabili": il fratello Cesare, agente immobiliare; il veterinario Daniele De Lisi; l' architetto Salvatore Scardina; il commerciante Francesco Bonomo. Ma l' inchiesta è soprattutto puntata su Francesco Musotto, accusato non di favoreggiamento o di semplice concorso ma di "partecipazione" all' associazione criminale Cosa Nostra. Una storia che comincia con alcuni "servizi sul territorio" finiti in una relazione dei carabinieri di Cefalù. Indagini su incontri di boss in un casa di Finale di Pollina, un paesino al confine tra le province di Palermo e Messina. Una casa in viale Stazione n. 1, la casa di Francesco Musotto. Appuntamenti nella masseria dell' avvocato-presidente per discutere di "affari", telefonate incrociate con capimafia, poi improvvisamente l' apparizione a Finale di Pollina del più sanguinario dei sicari mafiosi: Leoluca Bagarella, il cognato di Totò Riina. Il racconto è del pentito Tullio Cannella, costruttore edile molto noto a Palermo, uno dei fiancheggiatori catturati subito dopo l' arresto di Bagarella nel giugno scorso. "...Nel giugno 1993 parlai ancora con Cesare Musotto, mi disse di andare nella sua campagna...giunto sul posto trovai oltre a Cesare Musotto, suo fratello Francesco, persona che mi colpì per l' atteggiamento arrogante che mostrava, il Bagarella, Salvatore...lo Spinnato...". Nel giugno del 1993 Leoluca Bagarella era latitante, era uno dei grandi ricercati di tutte le polizie europee. E ricorda ancora Cannella: "Mi sono recato un' altra volta in quella casa e, dopo che Francesco Musotto gli aveva personalmente aperto il cancello, si era incontrato con Bagarella concordando che l' indomani lo stesso Bagarella si sarebbe trasfertito in un villaggio turistico vicino...". L' indomani Bagarella si trasferì. Viaggiò su una Fiat Panda. C' è, agli atti dell' inchiesta, una foto di quell' auto con un "misterioso guidatore" a bordo. Nel documento dei procuratori c' è anche la testimonianza di Totò Cancemi, un tempo capo della "famiglia" di Porta Nuova: "L' avvocato Musotto era vicino al capomandamento della Noce Raffaele Ganci e a Salvatore Sbeglia (uno degli imputati della strage di Capaci ndr), l' ho saputo da Ganci che mi ha anche specificato che tramite Sbeglia l' avvocato Musotto lo avvertiva dei provvedimenti di cattura...". C' è la testimonianza del pentito Salvatore Giorgianni: "Nella casa di Francesco Musotto mi recai per incontrare un certo Angelo che veniva da Palermo...ci appartammo per parlare di alcuni fucili mitragliatori per un duplice omicidio che dovevamo commettere a Milano che interessava tale Mercuri o Mercurio Francesco...". C' è la testimonianza dell' imprenditore delle Madonie Bruno Capomaccio, un altro pentito: "Mio fratello Massimo mi ha detto che Cesare e Francesco Musotto erano molto vicini ai Farinella e che c' era una vecchia amicizia anche tra i Farinella e il padre dei Musotto...anzi mi disse che i Musotto con i Farinella erano tutta una cosa sola...". La "carriera" di Francesco Musotto è stata ricostruita anche attraverso le parole dell' ex ministro Martelli che, ai procuratori, ha ricordato come fu invitato da Musotto all' Ucciardone durante la campagna per le politiche dell' 87. Totò Riina aveva ordinato allora di votare socialista. Come la "famiglia" Farinella ordinò di votare Musotto alle elezioni del Presidente della Provincia nel 1994. Quando fu eletto presidente, Tullio Cannella incontrò Bagarella. Che così commentò l' exploit elettorale del loro candidato: "Lo attaccano tutti...l' importante che lui sia là". Nell' atto di accusa c' è anche la storia di un pagamento-lampo emesso a favore del boss Brusca dal neo Presidente, la vergognosa vicenda della Provincia che non si è subito costituita parte civile nel processo per la strage di Capaci, un' intrecciata ricostruzione di scandali nella Sanità e l' "abbandono" di un cliente - così almeno lo racconta lui - dell' avvocato Orazio Campo "perché volevo denunziare fatti che coinvolgevano soggetti riconducibiili alla criminalità organizzata". Lo stesso teste, Achille Vuturo, imprenditore con interessi nel settore sanitario, una volta grado 33 della massoneria, ha detto ai magistrati: "Mi rivolsi un giorno a Francesco Musotto che mi salutò secondo il rito massonico ed io risposi allo stesso modo...".
ATTILIO BOLZONIhttps://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1995/11/09/musotto-in-cella-per-mafia.html

BOLOGNA STEFANO, CANNELLA TULLIO, Ciancimino, COSSIGA, 
CRES,   Falcone, GALASSO ALFREDO, MATTARELLA BENEDETTO, 
MUSOTTO FRANCVESCO,
ORLANDO LEOLUCA, PUCCIO PIETRO, RETE, 
SANSEVERINO RIVA, SISPI, ZANGHI' VINCENZO, 


Isola delle Femmine. Furto a impresa costruzioni.
Notiziario di Lunedì 17 Gennaio 2000

Terzo furto di mezzi, in otto mesi, a Isola delle Femmine, all' impresa Giusylenia di Agrigento che sta  realizzando la rete idrica del paese. Dall' autoparco comunale sono stati rubati un camion e un mini  escavatore. In precedenza erano stati rubati un escavatore, due compressori e un martello pneumatico. 

Il danno si aggira sui circa 300 milioni. La ditta lavora ad Isola delle Femmine dal mese di maggio  dello scorso anno, dopo essersi aggiudicata la gara di appalto per un importo complessivo di due miliardi  e 100 milioni. Secondo il sindaco di Isola delle  Femmine, Stefano Bologna, quest'ultimo episodio ''più che  un furto e' un attentato contro l'amministrazione comunale''. ''Sono molto preoccupato - aggiunge -  anche perchè non si era mai verificato un fatto  simile in passato. Evidentemente la cosa nuoce a  chi controlla questo territorio. Questi episodi bloccano il proseguimento dei lavori e il processo di miglioramento dei servizi che stiamo portando avanti''.


 http://www.akragas.net/tva/art.php?art=2000_01_17_006_isola_delle_femmine_furto_a_impresa_costruzioni

I segreti della Casta su Facebook

La vendetta di un ex precario


Sconti, viaggi e auto blu: i privilegi della politica nelle rivelazioni di un dipendente licenziato dopo 15 anni: boom di accessi alla sua pagina

ROMA
Finte scorte, furti fasulli per ottenere rimborsi, minacce inesistenti per ottenere l'auto blu, viaggi gratis per amici e parenti, sconti giganteschi e stipendi elencati uno ad uno per mettere a nudo i privilegi della politica. A far tremare il Palazzo con decine di rivelazioni sulla vita quotidiana dei deputati è un anonimo ex precario, licenziato dopo 15 anni di lavoro, che ha deciso di vendicarsi mettendo online
un blog e pubblicando su Facebook «tutti i segreti della casta di Montecitorio», su un'omonima pagina del social network. E la popolarità della pagina si propaga con la rapidità di un focherello che diventa rogo: in poche ore - cavalcando l'ondata di antipolitica che anche negli ultimi giorni è divampata sulla rete dopo la cancellazione dei previsti tagli agli stipendi dei parlamentari - ha già raggiunto oltre 45mila fan.

E così ce n'è per tutti. Perchè certe marche d'auto fanno sconti anche del 20% ai parlamentari, e perché certe compagnie telefoniche applicano tariffe assai ridotte? E poi barbieri pagati, a detta dell'autore, 11 mila euro al mese e tutti provenienti dalla stessa regione del presidente della Camera che li assunse. Poliziotti costretti a fare da chauffeur alle mogli degli onorevoli di giorno e ad accompagnare il deputato di turno dall'amante la sera. Poi il capitolo furti finti: secondo l'infuriato Spidertruman sarebbero decine le finte denunce di furti di computer portatili effettuate dai deputati solo per aver diritto al rimborso e poterne comprare altri.

Tra le invettive sono finite anche le scorte di polizia, ottenute molto spesso, a suo dire, grazie a finte lettere di minacce inviate ad hoc magari con l'inserimento nella busta di qualche bossolo. E poi i viaggi gratis per amici e parenti dei parlamentari ottenuti grazie ai punti "Millemiglia" accumulati con ai viaggi gratuiti a cui i membri del parlamento hanno diritto.

Le rivelazioni sono appena all'inizio, assicura Spidertruman. Insomma, i privilegi della Casta finiscono per l'ennesima volta nel mirino del Web anche se su certi dettagli sarà dura distinguere tra la realtà dei fatti e l'arrabbiatura dell'anonimo vendicatore.

 Sconti, agevolazioni, tariffe ad hoc: un «bottino» di documenti che testimonierebbe i privilegi di cui gode la Casta politica italiana. Tutto «nero su bianco». È quanto promette di rivelare una fonte anonima, che racconta di essere stata licenziata dopo 15 anni di precariato a Palazzo Chigi. Una sorta di vendetta che si traduce in una pagina Facebook e un blog (isegretidellacasta.blogspot.com) che fanno tremare le sale del potere.


Un ufficio in ogni casa! non solo in parlamento, anche al domicilio dei portaborse!

pubblicata da I segreti della casta di Montecitorio il giorno domenica 17 luglio 2011 alle ore 2.20
 





























Che sono tutte queste carte intestate della Camera dei Deputati? null'altro che il disboscamento selvaggio della foresta. io ne ho ancora la casa piena. come mai? semplice.
il deputato, o chi per lui, manda un fax allo 06/6760XXX, servizio cancelleria camera dei deputati, e chiede di far recapitare a qualsiasi indirizzo in qualsiasi parte dell'Italia, uno stock di cancelleria. Dopo pochi giorni arriva un camion con cartoni pieni zeppi di materiale non solo cartaceo ma di qualsiasi genere, un vero e proprio ufficio che lui sceglie di impiantare non solo presso i suoi uffici, ma anche a direttamente a casa dei suoi sguatteri, così potranno anche fare a qualsiasi ora del giorno e della notte, un pò di  lavoro a domicilio.
Non c'è limite alla provvidenza, il camion sbarca anche sull'isola dell'arcipelago intorno alla Sicilia, nella sua seconda come nella sua terza casa, tanto chi se ne frega.....pagano i cittadini.

FONTE DELLA NOTIZIA

 

Le condizioni speciali di acquisto riservate ai deputati! poverini: mica possono comprare un auto a prezzo di mercato

pubblicata da I segreti della casta di Montecitorio il giorno sabato 16 luglio 2011
 
Questo è solo lo sconto della peaugeot, al quale va aggiungersi poi quello che ogni concessionaria liberamente applica ai comuni mortali (figuriamoci al parlamentare)! poveri deputati: mica possono comprarsi un auto al prezzo di mercato!!! con quel poco che guadagnano!!! e questi sono solo quelli della Peugeot, ora cerco le altre marche!


I segreti della casta di Montecitorio
indovina-indovinello: i 9 barbieri che lavorano nella barberia di montecitorio, guadagnando 11.000 euro al mese sudati tagliando in media 2 o 3 cape gloriose al giorno, come mai parlano tutti lo stesso accento??? e come mai è lo stesso accento dell'allora presidente della camera che li assunse attraverso un bel concorso pubblico trasparente come i suoi capelli??? chi era costui?  alle ore 15.45

 

La poco "onorevole" scorta armata per portare la moglie a far la spesa e il marito dall'amante.

pubblicata da I segreti della casta di Montecitorio il giorno sabato 16 luglio 2011

Nel mentre il padrone-deputato svolge le sue interminabili recite teatrali (leggasi incontri pubblici), mi capitava a volte di chiacchierare con alcuni agenti delle forze dell'ordine preposte al "servizio scorte" del Viminale.
In tanti esprimevano un forte senso di frustrazione nel dover svolgere mansioni particolare mortificanti.
Il mio "amico di sventura", il caposcorta del deputato-padrone, aveva iniziato la carriera nella squadra mobile di Palermo ed era finito ad accompagnare la moglie del deputato a fare la spesa tutte le mattine, mentre la sera gli toccava portare il deputato a casa dell'amante o ai festini in giro per le ville dei Parioli.
Un racconto molto simile di un agente "anonimo" venne riportato alcuni mesi fà in quest'intervista : http://www.lettera43.it/attualita/2086/la-scorta-delle-escort.htm
Mi chiedevo spesso come e perchè avveniva un simile dispendio di risorse e uomini.
Dopo un pò di anni non solo ho scoperto come funzionava il meccanismo, ma ne sono diventato mio malgrado complice e vittima: nel prossimo post vi spiego.
spidertruman




C'è un agenzia di viaggio all'interno di montecitorio, alla quale tutti i deputati si rivolgono per fare qualsiasi biglietto aereo (naturalmente gratis) da e per qualsiasi destinazione italiana....
 

sabato 16 luglio 2011



Questo invece sono le condizioni tariffarie riservate per i deputati!!sono del 2008, oggi sono ancora più vantaggiose! Anche qui, mica possono spendere come i comuni mortali!!! l'unico negozio abilitato ad attivare questa tariffa è il negozio tim in Largo Chigi: mostri il tesserino parlamentare ed ecco per te la tariffa DEPUTAT!





I noti ladri che si aggirano a Palazzo Marini, sede degli uffici dei singoli parlamentari.

 
Palazzo Marini, piazza San Silvestro, Roma.

Qui di ladri non ce ne sono tanti, ma uno solo, che però risulta molto più scaltro dei tanti parlamentari che sopravvivono con "solo" 14.000 euro al mese. Lui intasca dalla Camera dei deputati all'incirca 2 milioni di euro al mese.
Il suo nome è Sergio Scarpellini, un noto palazzinaro romano che guadagna, solo attraverso l'affare di Palazzo Marini, 150 volte più del "misero" stipendio parlamentare.
Lo scandalo già alcuni anni fà venne fuori.
In pratica la camera dei deputati paga 25 milioni l'anno per l'affitto dell'intero Palazzo Marini, per 20 anni.
Il palazzo Scarpellini l'ha comprato con un mutuo, le cui rate vengono pagate dalla Camera dei Deputati.
Geniale, vero?
Ma non è finita qui.
Il vero scandalo non è solo regalare a questo signore qualcosa come 150 stipendi parlamentari al mese, o 2000 stipendi normali, ma è anche e soprattuto nella misera funzionalità di questa struttura.
Qui infatti hanno gli uffici i parlamentari "sfigati": i segretari di partito, i capigruppo, i presidenti di commissione hanno gli uffici all'interno di Montecitorio, ma essendo gli spazi limitati (limitati un corno: ho visto finanche 10 stanze con centinaia di metri quadri a disposizione di un singolo capogruppo d'opposizione), restavano qualche centinaio di deputati da sistemare.
questi li hanno spediti a palazzo Marini, che è in piazza san silvestro, sono 500 metri o poco meno da montecitorio, ma essendo che i peones sono a roma solo dal martedì pomeriggio al giovedì per le votazioni, ed essendo il loro mestiere in quei giorni incentrato essenzialmente nel premere il pulsantino del voto al suono della campana, non possono permettersi il lusso di allontanarsi così tanto.
E così quel palazzo è sempre vuoto, spettrale, cammini per centinaia di metri per i suoi labirintici corridoi senza trovare mai un'essere umano, un segno di vita.
I corridoi sono sempre vuoti, le tasche dei palazzinari collusi invece sono sempre piene!

spidertruman


i misteriosi ladri che si aggirano nel Transatlantico


poliziotti di servizio presso l'ufficio di polizia all'interno di Palazzo Montecitorio ci sono ormai abituati.Ogni giorno c'è sempre un deputato che denuncia il furto del suo costosissimo computer portatile , così come non disdegnano alcune giovani deputate dal denunciare il furto della propria pelliccia di valore.
Ma come mai, malgrado i rigidi controlli all'ingresso di montecitorio, continuano ad agire indisturbati questo manipolo di ladri nel transatlantico e delle aule di Montecitorio?
Forse perchè probabilmente i ladri sono coloro i quali entrano ed escono dall'ingresso principale quando vogliono: i deputati infatti sono gli unici esentati dai controlli. Ma perchè i deputati dovrebbero denunciare furti a montecitorio?????
Semplicemente perchè c'è una polizza assicurativa che copre qualsiasi furto di qualsiasi entità che avviene all'interno di Palazzo Montecitorio.
Poi si offendono se uno parla di quel palazzo come un covo di ladri!




indovinello

indovina-indovinello: i 9 barbieri che lavorano nella barberia di montecitorio, guadagnando 11.000 euro al mese sudati tagliando in media 2 o 3 cape gloriose al giorno, come mai parlano tutti lo stesso accento??? e come mai è lo stesso accento dell'allora presidente della camera che li assunse attraverso un bel concorso pubblico trasparente come i suoi capelli??? chi era costui?

 

 

 

 


sabato 16 luglio 2011

trasferimento qui

ho già ricevuto una lettera da facebook che mi intima a rimuovere i contenuti della pagina "I SEGRETI DELLA CASTA DI MONTECITORIO".
ora cerco di traslocare tutto qui su questo blog nel giro di pochi minuti, sperando che qui la censura non arrivi.
ci lavoro da subito, voi intanto aiutatemi a far circolare il blog!

spidertruman

I segreti della casta di Montecitorio, Deputati, Sindaci,Berlusconi,Partiti,Sindacati,Rizzo,Stella,Privilegi,Ruberie,Sprechi,Logge massoniche.Bisignani,Milanese

Thursday, July 07, 2011

1998 MAFIA OMICIDIO D'AGOSTINO VINCENZO LA DIA ARRESTA GIUSEPPE SENSALE


1998 MAFIA OMICIDIO D'AGOSTINO VINCENZO LA DIA ARRESTA GIUSEPPE SENSALE
MAFIA: OMICIDIO D'AGOSTINO, DIA ARRESTA GIUSEPPE SENSALE



Palermo, 12 dic. 1998  -(Adnkronos)- Il centro operativo di Palermo della Direzione Investigativa Antimafia ha arrestato il cinquantanovenne Giuseppe Sensale, originario di Capaci (Pa). L'arresto e' avvenuto in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa il 5 dicembre scorso per l'omicidio e la distruzione del cadavere dell'imprenditore Vincenzo D'Agostino, scomparso a Palermo il 3 dicembre del 1991. Secondo le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, D'Agostino sarebbe stato ucciso a Capaci nel deposito di carburante di Sensale. Il cadavere sarebbe stato poi sciolto nell'acido all'interno di una baracca.
Il provvedimento di custodia cautelare e' stato notificato in carcere ad altre cinque persone, attualmente detenute: Salvatore Biondino, Salvatore Biondo, Antonino Troia, Giovanni Battaglia e Simone Scalici, considerati elementi di spicco di alcune famiglie mafiose del palermitano.
Gia' indagato per associazione a delinquere di tipo mafioso ed arrestato nel 1993, Giuseppe Sensale era stato scarcerato il 9 luglio scorso in seguito ad una sentenza di assoluzione della Corte d'appello di Palermo.
(Sin/Gs/Adnkronos)


«La crisi consiste precisamente nel fatto che il vecchio sta morendo e il nuovo non può ancora nascere» (Antonio Gramsci)

Mafia, sequestro di beni a Capaci  “Quel costruttore è un prestanome”
I  beni di un imprenditore edile in  odor di mafia sono finiti sotto sequestro. Il  provvedimento dei giudici della sezione misure di prevenzione colpisce il patrimonio di Giuseppe Sensale, 60 anni di Capaci, noto alle forze dell'ordine per storie legate a Cosa nostra e sul quale adesso hanno indagato i finanzieri del  Gico. Il provvedimento della magistratura, sollecitato dalla Procura, colpisce le società «Angela » e «  Nafedil», quattro fabbricati e un magazzino che si trovano in via  Florio a Capaci. Roba del valore complessivo di un miliardo e 600 milioni  in base alle stime delle fiamme gialle, che Sensale avrebbe accumulato illecitamente.

Gli investigatori avrebbero accertato una sproporzione tra gli acquisti dell'imprenditore e i redditi dichiarati, arrivando alla conclusione, anche sulla base delle indicazioni di alcuni collaboratori dì giustizia, che l'uomo sarebbe un prestanome della «f ami glia» di  Partanna Mondello. A detta dei finanzieri, il  costruttore sarebbe legato «al clan dei  Carollo e avrebbe fatto da prestanome alle famiglie  Cusumano e  Riccobono».

I guai giudiziari per Giuseppe Sensale, che è detenuto, erano cominciati nel '93, quando era stato arrestato per associazione mafiosa. Un'accusa per la quale l'uomo era rimasto cinque anni in carcere ottenendo, poi, dopo un lungo iter giudiziario,  l'assoluzione. Uscito diprigione, l'imprenditore era finito di nuovo in manette nel dicembre del 98, nell'ambito di un blitz della Dia sul l'omicidio  dell'imprenditore Vincenzo D'Agostino, che il 3 dicembre del '91 venne strangolato e sciolto nel l'acido. Un'esecuzione che, secondo l'accusa, avvenne in un magazzino dì Capaci gestito proprio da  Gìuseppe Sensale. A parlare della vicenda furono i collaboranti Francesco Onorato e  Giovan  Battista Ferrante, secondo i quali sarebbe stato Sensale ad attirare l'imprenditore nella trappola preparata dai boss di Cosa nostra.

Già in passato altri beni dell'imprenditore di Capaci erano  fíniti  sotto sequestro, tra i quali una cava in territorio di  Cinisi. Ma Sensale, assistito dall'avvocato Maurizio Bellavista, si è sempre opposto contro i provvedimenti. Sostenendo di aver costruito il suo patrimonio grazie al lavoro e che, vista la sentenza di assoluzione dall'accusa di appartenere a Cosa nostra, non ci sono i presupposti di legge per colpire il patrimonio. « Il mio assistito è stato assolto dall'accusa di associazione mafiosa  - afferma l'avvocato Bellavista  - ma nonostante questa pronuncia è stato anche avviato il  procedimento di confisca dei beni. Un provvedimento contro il quale abbiamo presentato ricorso».

Virgilio Fagone
EMEROTECA ASSOCIAZIONE MESSINESE ANTIUSURA ONLUS


UN SUCCOSO BUSINESS
SALVO LIMA PREMEVA SU SIINO PERCHÉ QUESTI APRISSE LA PORTA DEL CIRCUITO SICILIANO DEGLI APPALTI PUBBLICI AGLI IMPRENDITORI VICINI ALLA SINISTRA

La svolta con la partecipazione del PCI alla spartizione degli appalti in forma continua, a Milano come a Palermo, risale alla metà degli anni ‘80. La DC siciliana, nelle persone di Lima e Ciancimino, affidarono all’ex pilota di rally Angelo Siino il compito di orchestrare i cartelli delle imprese a cui assegnare gli appalti pubblici.  Siino era un borghese che di mafiosi ne conosceva tanti, fratello massone della loggia Orion di Palermo, imparentato con il boss Balduccio Di Maggio, amico dei Brusca di San Giovanni Jato. Il meccanismo in Sicilia prevedeva che, per ogni appalto assegnato, l’azienda versasse una imposta del 4,5 per cento così suddivisa: 2 per cento ciascuno a boss e politici e uno 0,5 destinato a lubrificare gli impiegati e funzionari della macchina burocratica. Una oliatina agli ingranaggi questa, perché imbarazzanti pratiche uscissero indenni ad ogni controllo.  L’organizzazione gestita da Siino e Lima divennne sempre più capillare, per assumere sul finire degli anni ‘80, il controllo dell’intera isola. Per avere una idea degli esiti di tale meccanismo, basti pensare che nel decennio ‘88-’98, 60 ditte rispondenti a 11 imprenditori, si accaparrarono il 40% degli appalti Anas, pari a una fetta di circa 350 miliardi di vecchie lire, su di una torta di 880. Il restante 60% del giro di affari era spartito da ben 500 imprese. Un imprenditore che protestava o sgarrava poteva se fortunato, subire intimidazioni o rimanere escluso dal susseguente giro di giostra, ma in taluni casi si arrivava alla sua eliminazione, come accadde nel 1991 al costruttore Vincenzo D’Agostino, invitato da amici in un casolare di campagna a trascorrere un weekend, strangolato e sciolto nell’acido.  Salvo Lima premeva su Siino perché questi aprisse la porta del circuito siciliano agli imprenditori vicini alla sinistra ed i primi a varcarla furono i fratelli Stefano ed Ignazio Potestio, costruttori legati da tempo a doppio filo con il Pci. L’ingresso anche delle cooperative rosse era imminente e Siino trattò, di li a poco, con Pietro Martino, rappresentante Conscoop in Sicilia. Fu il primo passo di una estensione del fenomeno in molti angoli dell’isola.  Nel mirino la costruzione di strade, super strade, tangenziali, ospedali, scuole, strutture sportive.
Queste nuove collaborazioni servirono per accrescere il giro di miliardi che sarebbe affluito verso
l’isola ma, soprattutto, per costruire una vera e propria copertura a sinistra, coinvolgendo nelle operazioni illecite forze politico economiche di riferimento alla maggiore opposizione antimafia. Una svolta di questa natura era destinata a suscitare acuti mal di pancia su entrambi i fronti.
     Molti dirigenti comunisti erano contrari ad avvicinarsi così pericolosamente a tali compromettenti soggetti ma, purtroppo, questi assennati consigli furono destinati a cadere nel vuoto. Dall’altra parte, a molti mafiosi l’umore si anneriva al pensiero di      accettare gli odiati rossi quali soci in affari: il Pci era il fresco artefice della poltrona saltata a Vito Ciancimino.
Tra questi, il rozzo e sanguinario Totò Riina sarebbe stato uno dei più ostici, e difatti nella sua Corleone la direttiva rimase praticamente inascoltata. Senza aver nulla da invidiare in fatto di crudeltà, molto diverso sarebbe stato l’atteggiamento di Bernardo Provenzano. Egli si rivelò un sottile politico, un abile stratega, un fine ragioniere. “Zio Binu” comprendeva quanto i soci comunisti sarebbero stati preziosi nel mascherare, con la loro presenza, le irregolarità sistematiche dell’impianto. Nella regione di Villabate-Bagheria, dove egli si sarebbe trasferito sul finire degli ‘80, Tommaso Orobello presidente della coop “La Sicilia”, divenne uno degli imprenditori intimi di Provenzano. Il Comune di Villabate (che vide vicesindaco Antonino Fontana), sarebbe stato a lungo retto da una amministrazione di sinistra.  Nella vicina Bagheria dove tutto era mafioso, le cooperative andavano a braccetto con imprese “chiacchierate”. Nella terra che coprì la lunga latitanza del boss, le coop rosse erano nei vertici delle strategie di assegnazione degli appalti.
Angelo Siino venne arrestato nel 1991 e scelse poi di convertirsi al pentitismo. Nel giro di un breve
tempo, seppur con sfumature e competenze più variegate, egli venne sostituito da Pino Lipari, colui
   che sarebbe divenuto una sorta di manager tuttofare e prestanome di Bernardo Provenzano. Dalla ricostruzione di Siino giunsero i dettagli di un sistema complesso e  minuzioso, e soprattutto nomi e circostanze che coinvolgevano imprenditori e ammini stratori locali con riferimenti nazionali, della maggioranza e anche dell’opposizione.
Il duo Simone Castello e Antonino Fontana proseguì la sua carriera sul fronte mafioso politico imprenditoriale con il fulcro operativo nella zona di Bagheria-Villabate, la stessa di Provenzano, condendo le loro attività di svariate truffe.
A Bagheria, il Consiglio comunale era stato sciolto ben 13 volte, le ultime nel 1993 e 1999. Poco prima dell’ultima intrusione degli ispettori della procura nelle sedi comunali, nel 1998, Simone Castello finì in manette e, nell’arco di qualche tempo, in successione, subirono la stessa sorte i fratelli Potestio, i due manager delle cooperative rosse Pietro Martino e Tommaso Orobello, il direttore della coop Cspa di Partinico, Raffaele Casarubia e nel 2003 lo stesso Antonino Fontana. Inutile sottolineare come la situazione fosse “politicamente imbarazzante” per una sinistra siciliana colta in diversi suoi esponenti con le mani nel sacco, anche se rare furono le ammissioni di colpa e le richieste di pulizia interna incondizionata.  Più spesso, dalla sede centrale di Roma, arrivavano le esternazioni scandalizzate di chi si scagliava verso la magistratura. Una reazione di lesa maestà non troppo lontana da quelle che conosciamo come rituali da parte di altre forze politiche, come quelle che al tempo rispondevano alla Casa delle Libertà.
Fontana non venne espulso dai DS ma ufficialmente si autosospese. Secondo la Procura egli aveva aiutato i Potestio (suoi lontani parenti) nel Comune di sinistra di Ficarazzi ma, soprattutto, come sostiene il pentito Salvatore Barbagallo, aveva protetto le famiglie mafiose di Bagheria e Villabate e quindi il boss Provenzano. Fontana, per la Cosa Nostra territoriale, prosegue Barbagallo, era un cavallo fidato su cui puntare, esponente di un partito, il Pds, in fase crescente e quindi in grado di assicurare le giuste coperture.
(38. – “Epilogo - Mafia: uno Stato nello Stato” 2012-2013)
Salvatore Musumeci

CAPACI NON ESISTE LA PAROLA MAFIA
il piano regolatore dei commissari ha accontentato i costruttori. 3 liste in gara per il consiglio comunale sciolto per mafia dopo la morte di Falcone

VOTO NEL PAESE DELLA STRAGE . Il piano regolatore dei commissari ha accontentato i costruttori. La macelleria di un candidato di sinistra chiusa per mancanza di clienti


A Capaci non esiste la parola mafia Nei programmi non si parla esplicitamente di lotta alle cosche Passato e futuro del piccolo centro legati alle lottizzazioni: uno stillicidio di attentati, bombe e incendi tra ' 91 e ' 92 Tre liste in gara per il consiglio comunale sciolto d' autorita' subito dopo la morte di Falcone

DAL NOSTRO INVIATO CAPACI (Palermo) . "Troppi giardini, troppe scuole, troppe strade, mi dicono. Che deve diventare, una citta' da fantascienza Capaci con questo piano regolatore? Parlo per le lamentele sentite in piazza, io le carte manco le ho viste". Capelli stirati e baffetti neri come la giacca, Giuseppe Tarallo, con il suo sguardo alla Mimi' Metallurgico, e' il candidato piu' comprensivo per le "vittime" del piano regolatore approvato dai commissari ad acta dopo lo scioglimento per mafia del Comune dove si vota oggi. Lui, tallonato dai "ragazzini" della Sinistra e dai "costruttori" della terza lista, va a caccia di quel 60 per cento di voti un tempo custodito nella cassaforte democristiana di Capaci, il paese a meta' strada fra Palermo e Punta Raisi, famoso in tutto il mondo perche' qui la storia si ferma e ricomincia il 23 maggio ' 92. Eppure non e' facile trovare la parola mafia nei programmi. In quello di Tarallo che ha ribattezzato "Amicizia" il suo partito si annuncia solo che "la lotta ai condizionamenti della criminalita' organizzata sara' prioritaria", pero' dopo l' acrobatico capitolo sulla "tutela del territorio": "A tal fine non sembra utile il permanere di un vincolo paesaggistico che rischia di ingessare il territorio". La comprensione per le "vittime" che si vedono negare la costruzione della villetta, del magazzino, del rustico, trapela anche nella lista "Insieme per Capaci" ma uno dei promotori, Giusto Baiamonte, corrispondente del Giornale di Sicilia, rifiuta sdegnato l' insinuazione di essere longa manus dei costruttori. Nel programma che lancia in pista come sindaco un geometra dell' ufficio tecnico della vicina Isola delle Femmine, Cosmo Rappa, hanno pero' dimenticato la parola mafia, promettendo piuttosto "eventuali necessarie modifiche al piano regolatore...". E per fortuna aleggia l' "eventualita' ", perche' in realta' quelle carte per dieci anni non si potranno affatto modificare, ne' interessa piu' di tanto i grandi costruttori della zona, paghi dell' inserimento nello strumento urbanistico di sei megalottizzazioni. Ed e' questo che evoca una manovra da Gattopardo perche' in queste lottizzazioni si giocano passato e futuro di Capaci, prima e dopo la strage. Lo stillicidio di attentati, bombe e incendi che fa scattare l' inchiesta della prefettura sei mesi prima dell' apocalisse si consuma, infatti, fra il ' 91 e il ' 92 proprio per convincere i consiglieri indecisi ad approvare le sei grandi speculazioni. Poi, il 23 maggio, si blocca tutto. Scotti e Martelli si ricordano dell' inchiesta e lo scioglimento sfratta tutti dal municipio. Si grida alla pulizia. Qualche articolo sui giornali, cortei, concerti, comizi antimafia e poi il venticello dell' oblio cancella Capaci dalle cronache lasciando ai tecnici, ufficialmente super partes, il compito di mettere a punto un piano regolatore in cui le sei lottizzazioni rientrano come se nulla fosse accaduto. Ecco il cavallo di battaglia della terza lista, quella dei "ragazzini" come Antonio Vassallo, figlio di un macellaio che ha dovuto chiudere la bottega sul corso perche' il "passa parola" ha azzerato i clienti di un negozio dove si trovavano costate e volantini della Rete. Adesso il bancone e' vuoto e nel retrobottega si fanno le riunioni con Pietro Puccio, tessera Pds, il candidato della lista "Per Capaci" in cui si ritrovano anche Rifondazione, Acli e soprattutto i volontari del "Gruppo giovanile 88", quelli del presepe antimafia, delle targhe in memoria di Falcone, di concerti e cortei scrutati con glaciale distacco da ominicchi muti, capaci di far parlare un bambino al posto loro dopo la strage: "Finalmente ci siamo tolti questo di davanti...". L' ombra del 23 maggio per molti pesa come un' ingiustizia. "Che c' entra Capaci?". Capaci c' entra perche' Nino Troia, spalla di Riina, il suo negozio di mobili ce l' ha in piazza. E Giovanni Battaglia, altro "soldato" in campo per la strage, lavorava nella cava di Giuseppe Sensale, l' uomo che ha protetto la latitanza di Toto' ' u Curtu, ora indicato come il grande amico di Giuseppe Tarallo, pronto a respingere l' infamia: "Io sono amico di tutti, conosco Sensale come persona perbene ma non mi corico ne' mangio con lui e se ha sbagliato paghi". Di "sciacallaggi sull' onda mafiosa" parla anche Baiamonte che ha lasciato i "ragazzini" del Gruppo giovanile "perche' il Pds l' ha colorato di rosso". Ma Vassallo replica con un sorriso ironico e resta l' unico a parlare di "decementificazione", ad evocare lo spettro delle ruspe, come Pietro Puccio che fra un comizio e l' altro entra nel bar piu' grande, ordina un caffe' e, alle spalle, ode la cantilena di un boss in liberta' : "Gia' pagato".
Cavallaro Felice
Pagina 12
(30 gennaio 1994) - Corriere della Sera

MAFIA OMICIDIO D'AGOSTINO VINCENZO LA DIA ARRESTA GIUSEPPE SENSALE


TRAPANI - Qualche ora prima che scattasse la più grossa operazione di mafia nel Trapanese, i boss parlavano tranquillamente al telefono. Erano stati intercettati dai carabinieri, ma quando i militari hanno fatto irruzione nelle loro case, molti erano già fuggiti. Sull' operazione "Petrof" che ieri notte ha portato in carcere 54 tra boss e picciotti della provincia di Trapani, c' è qualche ombra, il "sospetto" che qualche talpa abbia avvertito all' ultimo momento il numero uno di Cosa Nostra a Trapani, un insospettabile gioielliere, Vincenzo Virga, ed altri boss che hanno fatto perdere le loro tracce. Tra i magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, che dal luglio scorso in gran segreto hanno raccolto le dichiarazioni di un importante pentito di mafia, c' è "disappunto" per la fuga di una ventina di mafiosi, tanto da indurre il procuratore aggiunto di Palermo Luigi Croce, durante la conferenza stampa, a dire che "Cosa Nostra gode di una buona protezione anche nel Trapanese". L' operazione "Petrof", così chiamata dal nome proprio del pentito Pietro Scavuzzo, ha però consentito agli inquirenti di avere un organigramma quasi "inedito" di Cosa Nostra a Trapani e nella sua provincia. Una dettagliata mappa delle "famiglie", con nomi di incensurati ed insospettabili che per anni hanno avuto il controllo totale sulle attività illecite nel Trapanese. Scavuzzo ai giudici Consiglio, De Francisci, Ingroia, Napoli e Pistorelli, coordinati dal procuratore aggiunto Luigi Croce, ha raccontato tutto quello che sapeva sugli uomini d' onore del Trapanese. Tra questi anche l' ex sindaco del Pri ed ex presidente dell' Associazione armatori di Mazara del Vallo, Ignazio Giacalone (anche lui uccel di bosco) e l' ex assessore repubblicano, Vincenzo Calafato. Giacalone, hanno detto i pentiti (oltre Scavuzzo hanno dato un contributo anche Rosario Spatola, Bartolomeo Addolorato e Vincenzo Calcara), "era stato un capo-elettore" dell' ex ministro del Pri Aristide Gunnella, ed il clan mafioso di Mazara del Vallo "è stato in vario modo agevolato da alcuni consiglieri comunali appartenenti a diversi partiti politici, nonché da alcuni sindaci dello stesso comune". Calafato, hanno detto invece i pentiti, "è un uomo con forti agganci politici preposto da Cosa Nostra a mantenere stabili rapporti con gli ambienti politici regionali". Sia il ruolo del gioielliere Virga che quello dell' ex sindaco Giacalone e l' ex assessore Calafato, secondo il pentito che li ha conosciuti personalmente, era di primo piano. 


A CURA DEL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA DI ISOLA DELLE FEMMINE



DECRETO SCIOGLIMENTO CONSIGLIO COMUNALE ISOLA DELLE FEMMINE

PUGLISI BALDASSARE TORRETTA ADDIO PIZZO 5 SUB APPALTO COLLETTORE  LICENZA EDILIZIA 1 2010  EDIL CP

BRUNO PIETRO ADDIO PIZZO 5 OPERAZIONE SAN LORENZO 1 E 2 2000 CON BILLECI VASSALLO NUNZIO SERIO

GEOMETRA ASSESSORE CONDANNA 1 2 GRADO CASSAZIONE ABUSO EDILIZIO CITATO NEL DECRETOO SCIOGLIMENTO A PAG 42 NONOSTANTE CIO’ BOLOGNA LO CANDIDA NEL NOVEMBRE 2014 B.B.P. POMIERO GIUSEPPE BRUNO PITERO BRUNO GIOVANNI BADALAMENTI IL FUNERALE A CUI PARTECIPA IL 2 DICEMBRE 202 è QUELLO DLLA MADRE DI VIVISENDI ANNA NATA IL 23 10 20 A PAG 14 DEL DECRETO APPALTO FOGNATIìURA I CARAVELLO

GRAN CAFFE’  A PAG 50 DEL DECRETO DI BRUNO GIUSEPPE NIPOTE DI BRUNO PIETRO SONO COINVOLTI STEFANO BOLOGNA COME SINDACO COME VICESINDACO  IL COMANDANTE DEI VIGILI URBANI MAGGIORE CROCE ANTONIO LA RESPONSABILE DELL’UTC GIAMBRUNO MONICA IL SINDACO PORTOBELLO LICENZE EDILIZIE ILLEGITTIME SORELLE POMIERO S.N.C.

VASSALLO ANTONIETTA MOGLIE DI BILLECI ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE ADDIO PIZZO 5:BRUNO PIETRO PUGLISI BALDASSARE DI TORRETTA CINA’ PIETRO (IMPOSTO ALLA CALLIOPE DA LO PICCOLO) OMICIDIO ENEA VINCENZO CONDANNA IN PRIMO GRADO  IN APPELLO IN CASSAZIONE BRUNO PIETRO ADDIO PIZZO CONDANNA IN 1 IN 2 GRADO IN CASSAZIONE DECRETO DI INCANDIDABILITA’ DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA: BOLOGNA RAPPRESENTA INIZIO FINE DI PORTOBELLO


CROCE ANTONIO 1960 1 SETTEMBRE VIALE ITALIA 9 ISOLA MARITO DI MICALI MARIA LETIZIA 1961 12 NOVEMBRE IMPIEGATA AL COMUNE DI CARINI, SORELLA DI MICALI FILIPPO DIRIGENTE POSTE ITALIANE 1960 4 MARZO CHE RISULTA ESSERE COGNATPO DEL SEMPRETERNO SINDACO BOLOGNA STEFANO  1960 28 OTTOBRE
CROCE ANTONIO 1983 LUGLIO Pubblico Impiego – Contratto a tempo determinato – trimestrale impiegato d’ordine trimestralista addetto ai servizi di vigilanza ausiliaria
CROCE MAGGIORE ANTONIO 1986 Incarico del Comune di Isola delle Femmine per la progettazione, direzione lavori, misura e contabilità dell’area antistante il plesso scolastico elementare “F.sco Riso” di via Romeo.
CROCE VIGILE ANTONIO 1987 Pubblico Impiego – Contratto a tempo indeterminato e a tempo pieno VIGILE
CROCE ANTONIO 1991 NOVEMBRE   su disposizione del Sindaco pro-tempore N. 107201, veniva assegnato all’Ufficio Segreteria e Contratti, con i seguenti incarichi: diretta collaborazione con il Segretario Comunale Capo nella gestione e  tenuta dell’Ufficio Contratti (stipula contratti a seguito gare di appalto, etc.); collaborazione alla redazione e tenuta degli atti deliberativi della Giunta e  del Consiglio Comunale; gestione del sistema informatico della Segreteria comunale consistente in sistemi di gestione della videoscrittura e in software per l’archiviazione  dati e indice sistematico delle deliberazioni di giunta e consiliari; adempimenti relativi alla gestione dei dati sulla situazione  patrimoniale dei Consiglieri Comunali; adempimenti di competenza del Segretario Comunale in ordine agli  adempimenti in materia di abusivismo edilizio di cui all’articolo 7 ex  legge n. 47/85; adempimenti connessi alla gestione dati dell’Ufficio del Personale. CROCE ANTONIO 1993 12 APRILE   con disposizione del Sindaco pro-tempore N. 4588, in  aggiunta ai compiti svolti di cui al punto precedente, veniva incaricato di  gestire gli adempimenti amministrativi dell’Ufficio Notifiche, nonché il  coordinamento dei Messi notificatori;  - 1993 22 DICEMBRE   con disposizione del Sindaco pro-tempore N. 12901, in aggiunta ai compiti svolti di cui ai due punti precedenti, veniva incaricato di collaborare con il responsabile dell’Ufficio del Personale, per la gestione giuridica  del personale CROCE DOTTOR ANTONIO 1995 13 MARZO con atto della Giunta Comunale N. 246, il sottoscritto veniva inquadrato, in forza dei titoli prodotti e dell’esperienza maturata, nella qualifica funzionale di “Operatore CED” con il carico di lavoro di cui al precedente   e l’aggiunta della gestione dell’Ufficio Statistica, l’U.R.P.;  - oltre ai compiti di cui sopra il sottoscritto nel periodo suddetto, ha collaborato direttamente con il Sindaco pro-tempore, curandone la Segreteria Particolare, l’Ufficio Stampa e provvedendo alla redazione delle relazioni semestrali che il Sindaco presenta al Consiglio Comunale sullo stato di
attuazione del programma politico - Nell’ambito di tale collaborazione con il Sindaco,   ha ideato, curato e collaborato, per la realizzazione di numerose attività, quali fra le più rappresentative; Organizzazione della cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria al famoso ex giocatore italo-americano di baseball, Joe Di Maggio i cui genitori ebbero i natali a Isola delle Femmine;   organizzazione della cerimonia di gemellaggio con la cittadina americana di Pittsburg in California, mediante l’ideazione e la pianificazione di visite e scambi di vario tipo; 27 maggio al 5 giugno 1994 ORGANIZZA  l’intero soggiorno in Sicilia di un centinaio di ospiti americani, organizzando visite in ambito regionale e incontri con personalità di spicco sia pubbliche che private; 2004 25 OTTOBRE  11 NOVEMBRE organizzazione di un viaggio negli Stati Uniti   con il Sindaco per il rafforzamento del rapporto di gemellaggio e l’avvio di rapporti commerciali fra i rispettivi operatori turistici e commerciali ideazione e organizzazione di un gemellaggio con la cittadina umbra di  Bevagna (PG) con la quale sono state pianificate e realizzate numerose  visite reciproche curate dal sottoscritto. CROCE DOTTOR ANTONIO 2000 26 GENNAIO     ha svolto questa attività contemporaneamente al servizio presso il Comune di Isola delle Femmine, di cui al punto precedente, che è stato prestato in regime di part-time al 50% con autorizzazione a svolgere una seconda attività) PRESSO LA DITTA   C.S.l. - Centro Servizi Informatici (amministratore unico Carla Cilluffo) ex Computer Line di VincenzoCiluffo, con sede in Carini, Via Pescara n. 1 direzione aziendale svolta con la società informatica C.S.I. dove   dirigeva uno staff di lavoro interno, costituito da n. 2 amministrativi, n. 4 tecnici informatici e un commerciale, nonché staff esterni costituiti da personale reclutato in diverse province siciliane.; S.I.A. SISTEMI INFORMATICI AVANZATI AMMINISTRATORE CARLA CILLUFFO VIA SALERNO 24 CARINI
CROCE DOTTORE ANTONIO 2000 11 GIUGNO  i rientra nel rapporto di lavoro con il Comune di Isola delle Femmine nell’orario a tempo pieno, assegnato inizialmente all’Ufficio Personale (Tutte ditte che a tutt’oggi hanno rapporti di lavoro con il  Comune di Isola delle Femmine. I rapporti con gli Cilluffo testimone di nozze
CROCE DOTTORE ANTONIO 2000 20 OTTOBRE   con provvedimento del Direttore Generale N. 12253, veniva costituito l’Ufficio di Igiene Ambientale, Contratti e Appalti,  affidandone   la direzione e il coordinamento, sia degli impiegati addetti all’Ufficio, sia degli operai addetti ai servizi esterni di raccolta e smaltimento rifiuti, spazzamento, giardinaggio, etc. 2001 27 LUGLIO   determinazione N. 28, il Sindaco ha assegnato ad interim, la competenza temporanea per mesi uno, dell’11° Settore – Ufficio Tecnico, Servizio LL.PP. e Manutenzione; 2003 30 MAGGIO   determinazione dirigenziale N. 157, a seguito di progressione verticale interna, veniva inquadrato nella categoria “D/1 – Istruttore Direttivo 3° Settore – Igiene Ambientale, Contratti, Gare e Appalti, Informatizzazione Uffici, U.R.P., Statistica Ricordiamo tutti l'isola ecologica di Isola delle Femmine? Ricordiamo percaso il costo dell'opera? Ricordiamo quando è stata collaudata? Ricordiamo quante volte è stata utilizzata l'opera? Ricordiamo chi era l’assessore all'ambiente allora? Ricordiamo chi era il responsabile ambiente allora? Ricordiamo chi era l'azienda che raccoglieva e smaltiva i rifiuti allora? 2003 NASCE L’ISOLA ECOLOGICA Costo parecchi MILIONI POR SICILIA 2000 2006 deliberazione Cassa Depositi e Prestiti n 259  26 settembre 2002 24 LUGLIO DELIBERA CONSIGLIO COMUNALE N 34 APPROVA LA COSTRUZIONE DELL’ISOLA ECOLOGIA A PIANO LEVANTE A RIDOSSO DI CIVILI ABITAZIONI   LA DITTA ZUCARELLO  S.N.C. DI BORGETTO operante nella raccolta rifiuti in paese VINCE la gara di appalto per la RACCOLTA DIFFERENZIATA PORTA A PORTA CONTRATTO CHE GLI VIENE REGOLARMENTE RINNOVATO OGNI ANNO.
CROCE DOTTOR ANTONIO DAL 2001 AL 2003  quale responsabile del servizio di Igiene Ambientale, ha pianificato e strutturato un progetto di lavoro finalizzato all’ottimizzazione delle risorse umane disponibili, nonché al contenimento delle spese di gestione soprattutto per quella relativa al conferimento in discarica dei rifiuti, abbattendola di alcune centinaia di migliaia di euro, attraverso l’incremento della Raccolta Differenziata che è passata dallo 0% del 2000, al 28% circa nel 2003, ottenuta mediante una capillare campagna di informazione, pubbliche manifestazioni e progetti di vario tipo fra i quali quello realizzato in collaborazione con le locali scuole elementari e medie, consistente in un concorso per la elaborazione di slogan sul rispetto dell’ambiente e del territorio, i migliori dei quali oltre ad essere stati premiati sono stati stampati in dei cartelli con l’indicazione della classe scolastica che li ha elaborati e installati in diversi punti del paese. 
isola ecologica piano levante isola delle femmine
C O L L A U D O:
Decreto 25500 del 26.6.09 protocollo Isola 10761 del 6.7.09 Collaudatore Arch Daniela Piano Opera finanziata: con decreto fin com.le 1121 del 13.x.2003 Euri 76.103 Responsabile Igiene Ambiente Isola dr. Croce Antonio (provvedimento Direttore Generale 12253 20 ottobre 2000 con il quale si affida al Dr. Croce Antonio la direzione e il coordinamento, sia degli operai addetti ai servizi esterni di raccolta e smaltimento rifiuti, spazzamento, giardinaggio etc. A far data dal 6 marzo 2001 determinazione 9/01 incarico di : Istruttore del 2° settore IGIENE AMBIENTALE, U.R.P., INFORMATIZZAZIONE UFFICI, STATISTICA. IN DATA 30 MAGGIO 2003 DETERMINAZIONE 157 INQUADRATO "D/1 ISTRUTTORE DIRETTIVO 3° SETTORE IGIENE AMBIENTALE, CONTRATTI, GARE E APPALTI, INFORMATIZZAZIONE UFFICI, U.R.P., STATISTICA".
Per tutto l'anno 2003 Il dr. Croce ha collaborato alla PREDISPOSIZIONE del piano industriale per l'AVVIO operativo della Società ATO PA1, SOPRATTUTTO per quel che riguardava i rapporti con i Comuni soci ed il MONITORAGGIO degli specifici servizi di IGIENE AMBIENTALE fino a quel momento assistenti nei vari Comuni Soci, al fine di OTTIMIZZARE il TRASFERIMENTO degli stessi dall'ambito locale a quello comprensionale. IL dr. Croce Antonio responsabile dell'Ufficio di Igiene Ambientale dirige un gruppo di lavoro formato da 3 impiegati e 12 operai oltre a curare i rapporti con una serie di AZIENDE PRIVATE del settore e successivamente la pianificazione del passaggio del servizio dall'ambito comunale a quello comprensoriale.
Resp. Lavori Architetto LICATA ANDREA   (2007 9 agosto provvedimenti giudiziari riguardano Rosario Bordonaro, 55 anni, impiegato dell’Ufficio tecnico del Comune di Torretta, Gaspare Caravello, 41 anni, Antonio Di Maggio, 35 anni, Benedetto Dragotta, 58 anni, funzionario del Comune di Torretta, Salvatore Ferranti, 36 anni, Matteo La Barbera, 34 anni e Pietro La Barbera, 32 anni, figli del vecchio boss Michelangelo La Barbera, Andrea Licata, 47 anni, architetto libero professionista, Stefano Mannino, 58 anni, Rosario Mignano, 43 anni, imprenditore, Francesco Sirchia, 69 anni, Francesco Spinelli, 49 anni, imprenditore)

Delibera 133 4.8.03 proposta dal responsabile Igiene Ambiente Isola dr. Croce Antonio geom Cumba Salvatore Relatore prog esecutivo cantiere lavoro Euri 2.216 Direzione lavori Architetto Licata Andrea cessazione attività lavorativa 14.5.2004 protocollo 6050 comunicazione ufficio dr. CROCE ANTONIO  ZUCCARELLO ZUCCARELLO ZUCCARELLO ZUCCARELLO 
CROCE VIGILE ANTONIO 1 GENNAIO 2004 Comandante della Polizia Municipale con il grado di Maggiore - Categoria “D/ 3” - Capo del 4° Settore-Vigilanza – Titolare di posizione organizzativa e assegnatario di P.E.G. (Piano Economico di Gestione)
2009 4 GIUGNO IL SINDACO GASPARE PORTOBELLO A RIDOSSO DELLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE   con determina  n. 13 del 4 giugno 2009     inquadra  il dipendente Croce Antonio nella categoria giuridica D3
POLITICA ELEZIONI REGIONALI tesserato nelle file del partito politico “La Margherita” ha svolto attività di militanza politica in sinergia con la segreteria regionale del partito; 2001 ELEZIONI REGIONALI IL 24 GENNAIO NELLE FILE DELLA  MARGHERITA LISTA N 3 PALERMO NON ELETTO ZANGARA ANDREA  ELETTO
2011 19 MARZO  Autovelox taroccati, coinvolti anche i comuni di Isola delle Femmine e Trappeto. Ma gli amministratori negano ogni responsabilità Isola delle Femmine  il comune ha rescisso il contratto con la Garda Segnali già nel 2004. 
CROCE MAGGIORE ANTONIO 20 GIUGNO 2016     AFFIDAMENTO GESTIONE PARCHEGGI SOSTA E SICUREZZA CHIARAMONTE RG 45.550,00 Codice identificativo gara (CIG): 67033871F3
2017  GENNAIO FEBBRAIO DETERMINE SINDACALI  2 4 5 MAGGIORE CROCE NOMINA SETTORE FINANZIARIO INCREMENTO INCENTIVO SOSTITUTI 2017 27 GENNAIO 2017    BOLOGNA SINDACO AL MAGGIORE CROCE ANTONINO ADEGUAMENTO INDENNITA' 12.911,42 LA CITATA DETERMINA 2 E' STATA NOTIFICATA IL 17 GENNAIO ALLE ORE 10.57,18 CROCE MAGGIORE ANTONIO 2017 20 MARZO   BOLOGNA SINDACO DETERMINA SINDACALE 7 INCARICO DI VICE SEGRETARIO COMUNALE MAGGIORE ANTONINO CROCE RESPONSABILE  COMANDANTE POLIIA MUNICIPALE DIRIGENTE SETTORE FINANZIARIO PRENDI 3 E  2017 28 APRILE 2 BOLOGNA SINDACO MAGGIORE CROCE 215 7045786E87 1 ANNO GESTIONE PARCHEGGI PERSONALE PARCHIMETRI SEGNALETICA ARREDO 55 MILA EURO 2017 22 GIUGNO    MAGGIORE ANTONINO CROCE DOMANDE CONCORSO ALTA PROFESSIONALITA' 25 POSIZIONE PROTOCOLLO 2017 31 LUGLIO    BOLOGNA SINDACO DELIB GIUNTA 94 RENDICONTO 2016 MAGGIORE ANTONIO CROCE  PUCCIO DEBORAH LA RETRODATAZIONE DELLA NOMINA 2017 25 SETTEMBRE   BOLOGNA SINDACO GIUNTA 120 ASSENTE CALTANISETTA RENDICONTO 2016 CONTRODEDUZIONI AL PARERE NEGATIVO REVISORI MAGGIORE CROCE E COLLETTO 2017 21 DICEMBRE   CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE SRCSIC 51 2017 PRSP 2014 2015 PREDISSESTO FINANZIARIO MAGGIORE CROCE ANTONINO IL GIALLO DELLA NOMINA  DEBORAH PUCCIO 2017 29 DICEMBRE 2017   CONS COM SCHEMA BILANCIO PREVISIONE 2017 19 MAGGIORE CROCE NOTA INTEGRATIVA TRAN2 LO BIANCO ZANGHI AVV PARERE NEGATIVO REVISORI CORTE DEI CONTI 51 2017 PRSP 2018 17 GENNAIO   DETERMINA BOLOGNA 2 MAGGIORE CROCE ARCHITETTO MONICA GIAMBRUNO EQUITALIA RAPPA ROCCO ARCHITETTO MINAFRA ENRICO
2018 23 MARZO   BOLOGNA NOMINA N 11 RESPONS TRANISZIONE DIGITALE COMANDANTE VIGILI VICE SEGRETARIO CAPO RAGIONERIA E.....
CROCE MAGGIORE ANTONIO  2018 21 DICEMBRE COMANDANTE CROCE N  876 SIA SRLS SISTEMI INFORMATICI AVANZATI AMMINISTRATORE UNICO CARLA CILUFFO 1989 VIA SALERNO 24 PART IVA I 063578108260        
CROCE MAGGIORE ANTONIO 2019 12 FEBBRAIO RESPONSABILE UNICO DEL PROCEDIMENTO CAPITOLATO SPECIALE PER L’AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI GESTIONE, LAVORAZIONE E POSTALIZZAZIONE DELLE SANZIONI ELEVATE DAL CORPO DI P.M. COMPRESO IL NOLEGGIO DI APPARECCHIATURE ELETTRONICHE PER IL CONTROLLO DEI VEICOLI C.I.G.: 7705479A6B  











ADDIO PIZZO  CONDANNA IN 1 IN 2 GRADO CASSAZIONE 

ANGELA,BOLOGNA STEFANO, D'ARRIGO, EDIL FORESTALE SICULA, G.S.M. GRANULATI S.R.L, GEO SISTEMI s.r.l., IMPIANTO FOGNARIO VIA DEI SARACENI, MIRTO SAS,NAFEDIL OPERAZIONE PETROV, SENSALE, PARRA, SCAVUZZO PIETRO, 1998 MAFIA OMICIDIO D'AGOSTINO VINCENZO LA DIA ARRESTA GIUSEPPE SENSALE