CONTRO L'ARROGANZA DEL POTERE:

PER LA LEGALITA', PER LA PARTECIPAZIONE, PER LA TRASPARENZA. PER IL CONFRONTO,PER LA CONDIVISIONE, PER L'INCLUSIONE, PER LA SOLIDARIETA', PER LA PROGETTUALITA', PER LA REALIZZAZIONE, PER L'ACCOGLIENZA, PER IL RISPETTO








Sunday, January 30, 2011









Portobello,Cutino,Nipote,Tolomei,Dionisi,Aiello,Delegazione Trattante,D’Angelo,Sindacato,Pirrone,PALazzotto,Discriminazione,Voto di scambio,Bruno,PD,CGIL,Benzina


Cosa nostra, riaperto il caso Bosio Il medico che rifiutò il ricovero di Mangano

Cosa nostra, riaperto il caso Bosio 
Il medico che rifiutò il ricovero di Mangano


Trent'anni dopo l'omicidio del chirurgo si riapre il caso. In aula oggi la testimonianza della moglie. Dalla sua audizione il particolare sul no del dottore alla richiesta di ricoverare l'ex stalliere di Arcore
2011


Un delitto ufficialmente inspiegabile, una Palermo omertosa e ad alto tasso di collusione, una sanità accondiscendente e quasi complice con le varie cosche mafiose. Al centro di questo scenario un medico per bene, un uomo che mal sopportava le perverse dinamiche di commistione nel suo ambito lavorativo. E’ in questo clima d violenza e prevaricazione che il 6 novembre 1981 matura l’omicidio del professor Sebastiano Bosio, primario di chirurgia vascolare all’ospedale Civico di Palermo. Da allora sono passati esattamente trent’anni di silenzio e minacce alla famiglia della vittima su cui soltanto adesso si sta cercando di aprire una squarcio di verità.
Grazie alle indagini del procuratore aggiunto della dda palermitana Ignazio de Francisci e del sostituto Lia Sava si è infatti arrivato negli scorsi mesi ad aprire un processo, il primo, sull’assassinio del medico palermitano. E stamattina è toccato alla famiglia della vittima – la moglie Rosalba Patania e le figlie Liliana e Silvia – raccontare i particolari dell’omicidio che da trent’anni attende un colpevole. Unico imputato davanti la corte d’assise di Palermo è il boss Antonino Madonia, killer della famiglia mafiosa di Resuttana, detenuto a Milano in regime di 41 bis: secondo gl’inquirenti era uno degli elementi del gruppo di fuoco che quel giorno di novembre stroncò a colpi di pistola la vita del luminare.

“Eravamo appena usciti dallo studio medico – ha raccontato la vedova del primario – . Mio marito si trovava qualche passo davanti a me perché stava andando a prendere l’auto. Io ero girata. All’improvviso ho sentito una voce che lo chiamava. Pensavo fosse un paziente. Ma dopo una frazione di secondo ho sentito gli spari, mi sono girata e ho visto un giovane, in jeans, maglione e scarpe da tennis che ha iniziato a sparare contro mio marito. E ha continuato anche quando Sebastiano si era già accasciato.”
Una voce ferma, appena rotta dall’emozione, quella della vedova Bosio che ha raccontato ai giudici di aver visto in faccia l’assassino di suo marito. “Aveva uno sguardo di ghiaccio, occhi freddi, glaciali e non ha esitato un attimo a sparare. Vicino a lui – ha aggiunto la donna – c’era un complice e dopo pochi secondi sparirono. Dopo l’assassinio i passanti si nascosero nei negozi che provvidero immediatamente ad abbassare le saracinesche”. Per gl’inquirenti il complice era proprio Antonino Madonia.

Bosio, medico affermato in tutta Italia, aveva avuto negli ultimi tempi diversi problemi nell’ambito lavorativo. In quel periodo Palermo affogava letteralmente nel sangue. Omicidi quasi quotidiani che sarebbero passati alla storia come la seconda guerra di mafia e che vedevano contrapposte le due principali famiglie di Cosa Nostra: da una parte i corleonesi di Totò Riina e dall’altra i palermitani di Stefano Bontade. Capitava spesso che dopo le sparatorie i boss feriti avessero bisogno di cure mediche quanto più possibili discrete. Discrezione che non veniva probabilmente negata dai medici dell’epoca. Una prassi che a Sebastiano Bosio non piaceva per niente.
Proprio un paio di giorni prima dell’omicidio il chirurgo ricevette una telefonata all’ora di cena. Una conversazione che la moglie ha definito terribile. “Gli sentii dire ‘no, mi dispiace. Non lo faccio neppure se scende Dio in terra e se continui ti denuncio’. Quando chiuse disse di non preoccuparmi ma ero spaventata. Forse parlava di un ricovero”. A parlare dall’altro capo del telefono era il capo di Bosio, il direttore sanitario dell’ospedale Civico Beppe Lima 26/04/1923 , fratello di Salvo, il potente deputato andreottiano, ammazzato da Cosa Nostra nel 1992.

Tra i boss che venivano frequentemente ricoverati al reparto di chirurgia vascolare del Civico c’era anche Vittorio Mangano, lo stalliere di Berlusconi a Villa San Martino ad Arcore. “Ricordo che mio marito – ha raccontato sempre la vedova – mi disse che Vittorio Mangano veniva spesso ricoverato nel suo reparto”. E in passato era anche capitato che il medico palermitano venisse prelevato a casa la sera e portato con urgenza a curare un ferito.
Alcuni mesi dopo l’omicidio del marito, Rosalba Bosio leggendo il giornale riconobbe in una foto l’assassino dagli occhi di ghiaccio: era Mario Prestifilippo abilissimo killer della cosca di Ciaculli, morto ammazzato nel 1987. “Volli incontrare il dottor Giovanni Falcone, per dirglielo, e ci vedemmo in caserma, perché Falcone mi disse che in tribunale era pericoloso. Quell’incontro evidentemente non fu gradito, e così cominciarono una serie di intimidazioni”. Dopo le prime denunce l’aria per la famiglia Bosio iniziò a farsi pesante: telefonate anonime ma anche minacce più esplicite. “Dopo che mia madre parlò con Falcone – ha raccontato la figlia maggiore Liliana – una sera venni avvicinata da un giovane che non conoscevo e che non faceva parte della mia comitiva di amici. Mi disse ‘Ciao sono Mario’. Somigliava molto alla foto che mia madre vide sul giornale.” Probabilmente si trattava proprio di Prestifilippo.

L’estate successiva all’omicidio poi, avvenne un fatto ancora più inquietante. Silvia, la figlia minore dei coniugi Bosio, venne avvicinata in discoteca addirittura da Vito Ciancimino, ex sindaco mafioso del capoluogo siciliano. “In passato – ha raccontato la donna appena diciottenne all’epoca dell’assassinio del padre – avevo avuto un piccolo flirt giovanile con Sergio, uno dei figli di Ciancimino. Credo quindi che mi conoscesse. Quella sera mi vide e chiese di parlarmi. Mi disse che mio padre non si era comportato bene con un amico di un amico, che come lui era di Corleone e che mio padre aveva trattato male un suo amico personale. Poi con uno sguardo di disprezzo mi fece intendere che mio padre si era meritato la fine che aveva fatto.”
Un aneddoto agghiacciante che la dice lunga sul movente che spinse Cosa Nostra a decretare l’esecuzione del medico. Bosio si era con tutta certezza attirato le antipatie dell’associazione criminale perché trattava con freddezza i pazienti mafiosi rifiutandosi anche di offrire discrezione e omertà. Aveva voluto essere onesto e tanto era bastato per meritare la morte nel totale silenzio dei colleghi dell’epoca. Ma anche nell’indifferenza della città, non certo estranea a certe dinamiche.

“A distanza di trent’anni dall’omicidio di mio padre – ha detto la figlia Silvia – c’è chi sa e che non ha mai parlato. I nostri 30 anni sono stati anni di buio d’isolamento E’ arrivato il momento di raccontare la verita’. Adesso”.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/21/cosa-nostra-riaperto-caso-bosio-medico-rifiuto-ricovero-mangano/172177/








ANDREOTTI, BOSIO SEBASTIANO, BUSCETTA, Ciancimino, Falcone, LIMA GIUSEPPE, LIMA SALVO, madonia, MANGANO, MARIA PRESTIFILIPPO, MASSONERIA, OSPEDALE CIVICO, PALERMO, PATANIA ROSALBA, SANGIORGI,

Wednesday, January 26, 2011

Isola delle Femmine
Occhio per non vedere,
Lingua per non parlare,
Orecchio per non sentire 

Tuesday, January 25, 2011



SENZA TREGUA CONTINUANO LE EMISSIONI.

La Italcementi di Isola delle Femmine ha deciso di prolungare gratuitamente  

LA SETTIMANA DELLA SALUTE.

Grazie, al tacito assenso e con il “ben vi stà”  di comitati (di convenienza) assessori sindaco consiglieri  comunali politicanti da strapazzo (dediti esclusivamente ai propri affari), autorità sanitarie  di prevenzione  di precauzione di sicurezza e di tutela, i Cittadini di Isola delle Femmine e qualche  malcapitato turista possono beneficiare delle emissioni di polveri (che oltre ad essere fini sono anche spesse), ed una ricchissima miscela di inquinanti ,  provenienti dai TANTISSIMI camini del cementificio.
Nei rari ed eccezionali momenti di pausa delle emissioni della Italcementi, i Cittadini di Isola delle Femmine e qualche disgraziato turista che per errore ha scelto la nostra località balneare, potranno fruire dei fumi e dei cattivi odori provenienti, dalle varie discariche di rifiuti a cielo aperto che invadono il paese oltre a qualche improvvisato ed occasionale  inceneritore di pneumatici.

Tutto ciò in attesa di vedere felicemente bruciare i rifiuti nel NOSTRO CEMENTIFICIO. 

E' vero! Occuparsi di Ambiente di Industria di Turismo di Italcementi di salvaguardia del territorio, di sviluppo di turismo..... E' DIFFICILE

Significa mettere in gioco le proprie CAPACITA' e su questo essere valutati! 

Vi rendete conto? dovreste rinunciare ai vostri privilegi, ai vostri  interessi alle cose Vostre! al vostro CLIENTELISMO!

Si lo so! E' da pazzi rinunciare a tutto questo da parte Vostra è come chiederVi di essere degli IDEALISTI

E' come chiederVi di utilizzare le catene che servivano ad  incatenarsi e  dire NO al radar (per i pericolosi danni che le onde elettromagnetiche  AVREBBERO arrecati alla   salute dei cittadini), le stesse catene utilizzarle per opporVi all'azione Inquinante della Italcementi.

Lo stesso NO all'installazione del RADAR, non può essere urlato anche alla Italcementi e alla sua azione devastante?

E' difficile a Isola delle Femmine imporre alla Italcementi il rispetto delle leggi in materia ambientale di salvaguardia della salute del territorio e dei livelli occupazionali.

Mi rendo conto è difficile  perchè verrebbe a mancarvi qualche voto o qualche intervento di favore, insomma come dirvelo, per Voi è come dire NO alla mamma.  

Insomma Signori!

Chi governa non ha NEMICI, ma AVVERSARI con cui confrontarsi!

Ci rendiamo conto che il Sindaco: "...momentaneamente sono occupato in cose più importanti dei fumi della Italcementi ......." 

E' vero! Occupare il proprio tempo da dedicare in maniera compatta, organizzata e pianificata il massimo di energia per mettere a tacere chiunque pensa di mettere in discussione il proprio potere. Soggiogare pscicologicamente i lavoratori calpestando e comprando la loro DIGNITA', con il rischio di "sfasciare" un'intera macchina amministrativa.    

L’IMPORTANTE E’ LA SALUTE !!!!!!!!!!!!!!!!

 Nel mentre il nostro NIPOTE si occupa di….. ,

Nel mentre il nostro PARENTE di 6° grado (quindi NON è parente ma semplicemente un amico e SUO assessore) è impegnato a partecipare alle riunioni della Commissione Edilizia,

Nel mentre si costituiscono COMITATI fantasma per dare lustro alla “fattoria degli animali”…
………………………………………………
la Italcementi, la fabbrica di Piastrelle, la cartiera, il libero incenerimento di copertoni, la cappa di fumo che attraversa il paese e le vie respiratorie dei cittadini, le malattie conseguenti alle emissioni di inquinanti di zinco, mercurio, polveri sottili, metalli pesanti, la inquietante presenza di CROMO ESAVALENTE VI, le cause di tumori in preoccupante ascesa, le malattie asmatiche in aumento e che non conosce età, i casi di TIROIDI in preoccupante aumento, il degrado ambientale, l’ipotesi che diventa certezza della combustione dei RIFIUTI nei cementifici, il degrado urbanistico, un Ufficio Tecnico ormai allo sbando con voci di dimissioni, il deturpamento ambientale dell’intero nostro paese,  la munnezza che la fa da padrona, la illegalità dilagante, il nepotismo imperante, il clientelismo come pratica di VOTO di scambio, gli inquinanti nell’aria, nelle falde acquifere, sui nostri balconi, sulle nostre macchine, nelle nostre narici, nei nostri polmoni, l’abusivismo edilizio, la disgregazione sociale, il dominio di alcune famigghie ben interessate alla Cosa Pubblica…………

Fanno ormai parte della Kultura isolana.

COSA FARE?

Risorgere O Perire?

Questo è il dilemma

Mandarli TUTTI a casa o SOCCOMBERE?


































Italcementi fabbrica "pulita"?Ascolta con webReader
 
Ascolta con webReader

Quale impatto può avere una fabbrica altamente inquinante nei confronti del territorio? Ecco alcuni dati.


Secondo l’autorevole istituto americano EPA (environmental protection agency) “i cementifici sono la seconda fonte di diossine e furani grazie alla scelta di utilizzarli per bruciare rifiuti industriali”*. La prima fonte di diossina, manco a dirlo, è la scelta di bruciare rifiuti urbani. Dati della Italcementi alla mano, notiamo come per trasformare il cosiddetto “clinker” in cemento e calcestruzzo, la temperatura di cottura del prezioso materiale è di circa 1500 gradi. A quanto pare il principale problema imputabile all’inceneritore non sta nella trasformazione del clinker, quanto piuttosto nella modalità di bruciatura del materiale. Infatti per alimentare la sua fabbrica, l’Italcementi brucia combustile derivato dai rifiuti, ovverosia “cdr”. Come spiegato dall’emerito professore di chimica Connet, “il cdr è un pericoloso composto di carta e plastica che genera la diossina”, dove “tanto è migliore il processo di incenerimento tanto più tossiche saranno le ceneri prodotte”. I dati della stessa cementeria, fermi al 2006 e pubblicati sul sito della stessa fabbrica, sottolineano come per la produzione di clinker vengono immesse nell’aria sostanze tossiche. Per quanto riguarda le emissioni di gas serra, su una produzione ad esempio di 495 mila tonnellate di clinker, attestati nel 2006, vengono immesse nell’aria 822 kili di Co2 per ogni tonnellata di clinker prodotto. Per quanto riguarda le emissioni in atmosfera, notiamo come su 495 mila tonnellate di clinker prodotto sempre nel 2006, abbiamo avuto 6,5 grammi di polvere per ogni tonnellate di clinker prodotto, 1445 grammi di ossidi di azoto, 68 grammi di biossido di zolfo, 20 milligrammi di mercurio e 19 nanogrammi di diossina per ogni tonnellata. L’EPA però, che di sicuro non conosce la situazione Italcementi nello specifico, ha stimato che, per i cementifici che usano rifiuti come combustibile, l’emissione di diossine è pari a 24,34 nanogrammi per kilo*, dunque ben diversa dalla stima della Italcementi, che al contrario lo calcola per tonnellate.


*(dati ricavati dal sito http://www.circoloambiente.org/ )
Angelo De Luca
 
http://www.rossofajettu.org/2011/01/italcementi-fabbrica-pulita.html

Cdr bruciato nelle cementerie, altro inquinamento da evitare

di Rosario Battiato
Nella prima stesura del Piano regionale previsto lo smaltimento industriale del combustibile da rifiuti. Il governo dice no agli inceneritori, ma vuole consentire simili emissioni nocive
PALERMO – Nei giorni in cui si lavora strenuamente per l’aggiornamento del Piano regionale dei rifiuti del 2002, già rimandato a Palermo da Roma, restano ancora tanti dubbi sul futuro dello smaltimento dell’immondizia isolana.
La squadra dei superesperti della Regione adesso lavora gomito a gomito con i tecnici del ministero dell’Ambiente e della Protezione civile nazionale, così da evitare altri rinvii che potrebbero essere fatali per l’emergenza isolana e anche per il commissariamento, attualmente in mano al “delegato” Raffaele Lombardo, ma che potrebbe rapidamente passare di mano in caso di un nuovo fallimento.
Tra le tematiche ancora irrisolte resta la questione dello smaltimento della frazione residuale del rifiuto come co-combustione nei cementifici.
Proprio la prima versione del piano riporta come la fase transitoria prevede un continuo monitoraggio della situazione in progress, in particolar modo sulle capacità di abbancamento residue, ma anche sulla scelta del trattamento dei Rur (Rifiuto urbano residuo) o come recupero raccolta presso impianti di Tmb (Trattamento meccanico-biologico) o in alternativa attraverso la produzione di Cdr (Combustibile da rifiuto) dalla frazione residuale, da utilizzare in co-combustione in centrali elettriche, cementifici o altoforni.
Un passaggio che lascia qualche dubbio a proposito della sostenibilità ambientale dell’utilizzazione in cementifici, soluzione che sembra distante dai criteri di salubrità professati da chi vorrebbe una nuova era dei rifiuti in Sicilia.
Il superamento dei termovalorizzatori del periodo Cuffaro è stato un obiettivo perseguito dalla giunta Lombardo con estrema fermezza, fino a bloccare del tutto la gara prevista nel Piano rifiuti del 2002.
Da qui la scelta di optare per impianti di valorizzazione energetica del rifiuto che potessero essere in linea con le migliori tecnologie presenti in Europa, e di aumentare la raccolta differenziata. Sembra pertanto perlomeno contraddittoria la possibilità di utilizzare i cementifici considerati maggiormente inquinanti in termini di emissioni degli stessi termovalorizzatori.
Di fatto non c’è ancora niente di certo, perché il piano è in fase di elaborazione e non è stato ancora comunicato, ma i dubbi restano visto che finora non ci sono state prese di posizione contrarie. “Per dire no all’uso del Cdr come combustibile nei cementifici – si legge in un comunicato dello scorso novembre di Decontaminazione Sicilia AugustAmbiente Isola Pulita Rifiuti Zero Palermo Rete Rifiuti Zero Messina - basterebbe considerare che la legislazione Usa obbliga i cementieri ad indicare sul contenitore se il cemento, in esso contenuto, deriva o no dallo smaltimento di rifiuti. Infatti, il cemento, ottenuto con il co-incenerimento di Cdr e combustibile fossile, diventa pericoloso per la salute a causa dei rilasci dei manufatti con esso realizzati”.
In lista ci sarebbero già diverse strutture come i cementieri di Isola delle Femmine, Porto Empedocle, Ragusa, Catania e di Priolo, che aspettano l’autorizzazione del co-incenerimento del Cdr.

A questo punto il dramma delle emissioni killer dagli impianti di smaltimento dei rifiuti che sembrava essere uscito dalla porta è abilmente rientrato dalla finestra.

Articolo pubblicato il 22 gennaio 2011

http://qds.it/index.php?id=6501-cdr-bruciato-nelle-cementerie-altro-inquinamento-da-evitare

Calusco,Monselice,Isola delle Femmine,Portobello,Italcementi,Inquinamento,Cromo Esavalente VI,Tumori,Cutino,Italcementi,Benzene,Ammoniaca,Mercurio,Metalli Pesanti,Pm10,Diossine,Inceneritori

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La Italcementi di Isola delle Femmine ha deciso di prolungare gratuitamente  

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Grazie, al tacito assenso e con il “ben vi stà”  di comitati (di convenienza) assessori sindaco consiglieri  comunali politicanti da strapazzo (dediti esclusivamente ai propri affari), autorità sanitarie  di prevenzione  di precauzione di sicurezza e di tutela, i Cittadini di Isola delle Femmine e qualche  malcapitato turista possono beneficiare delle emissioni di polveri (che oltre ad essere fini sono anche spesse), ed una ricchissima miscela di inquinanti ,  provenienti dai TANTISSIMI camini del cementificio.
Nei rari ed eccezionali momenti di pausa delle emissioni della Italcementi, i Cittadini di Isola delle Femmine e qualche disgraziato turista che per errore ha scelto la nostra località balneare, potranno fruire dei fumi e dei cattivi odori provenienti, dalle varie discariche di rifiuti a cielo aperto che invadono il paese oltre a qualche improvvisato ed occasionale  inceneritore di pneumatici.

Tutto ciò in attesa di vedere felicemente bruciare i rifiuti nel NOSTRO CEMENTIFICIO. 

E' vero! Occuparsi di Ambiente di Industria di Turismo di Italcementi di salvaguardia del territorio, di sviluppo di turismo..... E' DIFFICILE

Significa mettere in gioco le proprie CAPACITA' e su questo essere valutati! 

Vi rendete conto? dovreste rinunciare ai vostri privilegi, ai vostri  interessi alle cose Vostre! al vostro CLIENTELISMO!

Si lo so! E' da pazzi rinunciare a tutto questo da parte Vostra è come chiederVi di essere degli IDEALISTI

E' come chiederVi di utilizzare le catene che servivano ad  incatenarsi e  dire NO al radar (per i pericolosi danni che le onde elettromagnetiche  AVREBBERO arrecati alla   salute dei cittadini), le stesse catene utilizzarle per opporVi all'azione Inquinante della Italcementi.

Lo stesso NO all'installazione del RADAR, non può essere urlato anche alla Italcementi e alla sua azione devastante?

E' difficile a Isola delle Femmine imporre alla Italcementi il rispetto delle leggi in materia ambientale di salvaguardia della salute del territorio e dei livelli occupazionali.

Mi rendo conto è difficile  perchè verrebbe a mancarvi qualche voto o qualche intervento di favore, insomma come dirvelo, per Voi è come dire NO alla mamma.  

Insomma Signori!

Chi governa non ha NEMICI, ma AVVERSARI con cui confrontarsi!

Ci rendiamo conto che il Sindaco: "...momentaneamente sono occupato in cose più importanti dei fumi della Italcementi ......." 

E' vero! Occupare il proprio tempo da dedicare in maniera compatta, organizzata e pianificata il massimo di energia per mettere a tacere chiunque pensa di mettere in discussione il proprio potere. Soggiogare pscicologicamente i lavoratori calpestando e comprando la loro DIGNITA', con il rischio di "sfasciare" un'intera macchina amministrativa.    

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 Nel mentre il nostro NIPOTE si occupa di….. ,

Nel mentre il nostro PARENTE di 6° grado (quindi NON è parente ma semplicemente un amico e SUO assessore) è impegnato a partecipare alle riunioni della Commissione Edilizia,

Nel mentre si costituiscono COMITATI fantasma per dare lustro alla “fattoria degli animali”…
………………………………………………
la Italcementi, la fabbrica di Piastrelle, la cartiera, il libero incenerimento di copertoni, la cappa di fumo che attraversa il paese e le vie respiratorie dei cittadini, le malattie conseguenti alle emissioni di inquinanti di zinco, mercurio, polveri sottili, metalli pesanti, la inquietante presenza di CROMO ESAVALENTE VI, le cause di tumori in preoccupante ascesa, le malattie asmatiche in aumento e che non conosce età, i casi di TIROIDI in preoccupante aumento, il degrado ambientale, l’ipotesi che diventa certezza della combustione dei RIFIUTI nei cementifici, il degrado urbanistico, un Ufficio Tecnico ormai allo sbando con voci di dimissioni, il deturpamento ambientale dell’intero nostro paese,  la munnezza che la fa da padrona, la illegalità dilagante, il nepotismo imperante, il clientelismo come pratica di VOTO di scambio, gli inquinanti nell’aria, nelle falde acquifere, sui nostri balconi, sulle nostre macchine, nelle nostre narici, nei nostri polmoni, l’abusivismo edilizio, la disgregazione sociale, il dominio di alcune famigghie ben interessate alla Cosa Pubblica…………

Fanno ormai parte della Kultura isolana.

COSA FARE?

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Questo è il dilemma

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Quale impatto può avere una fabbrica altamente inquinante nei confronti del territorio? Ecco alcuni dati.


Secondo l’autorevole istituto americano EPA (environmental protection agency) “i cementifici sono la seconda fonte di diossine e furani grazie alla scelta di utilizzarli per bruciare rifiuti industriali”*. La prima fonte di diossina, manco a dirlo, è la scelta di bruciare rifiuti urbani. Dati della Italcementi alla mano, notiamo come per trasformare il cosiddetto “clinker” in cemento e calcestruzzo, la temperatura di cottura del prezioso materiale è di circa 1500 gradi. A quanto pare il principale problema imputabile all’inceneritore non sta nella trasformazione del clinker, quanto piuttosto nella modalità di bruciatura del materiale. Infatti per alimentare la sua fabbrica, l’Italcementi brucia combustile derivato dai rifiuti, ovverosia “cdr”. Come spiegato dall’emerito professore di chimica Connet, “il cdr è un pericoloso composto di carta e plastica che genera la diossina”, dove “tanto è migliore il processo di incenerimento tanto più tossiche saranno le ceneri prodotte”. I dati della stessa cementeria, fermi al 2006 e pubblicati sul sito della stessa fabbrica, sottolineano come per la produzione di clinker vengono immesse nell’aria sostanze tossiche. Per quanto riguarda le emissioni di gas serra, su una produzione ad esempio di 495 mila tonnellate di clinker, attestati nel 2006, vengono immesse nell’aria 822 kili di Co2 per ogni tonnellata di clinker prodotto. Per quanto riguarda le emissioni in atmosfera, notiamo come su 495 mila tonnellate di clinker prodotto sempre nel 2006, abbiamo avuto 6,5 grammi di polvere per ogni tonnellate di clinker prodotto, 1445 grammi di ossidi di azoto, 68 grammi di biossido di zolfo, 20 milligrammi di mercurio e 19 nanogrammi di diossina per ogni tonnellata. L’EPA però, che di sicuro non conosce la situazione Italcementi nello specifico, ha stimato che, per i cementifici che usano rifiuti come combustibile, l’emissione di diossine è pari a 24,34 nanogrammi per kilo*, dunque ben diversa dalla stima della Italcementi, che al contrario lo calcola per tonnellate.


*(dati ricavati dal sito http://www.circoloambiente.org/ )
Angelo De Luca
 
http://www.rossofajettu.org/2011/01/italcementi-fabbrica-pulita.html

Cdr bruciato nelle cementerie, altro inquinamento da evitare

di Rosario Battiato
Nella prima stesura del Piano regionale previsto lo smaltimento industriale del combustibile da rifiuti. Il governo dice no agli inceneritori, ma vuole consentire simili emissioni nocive
PALERMO – Nei giorni in cui si lavora strenuamente per l’aggiornamento del Piano regionale dei rifiuti del 2002, già rimandato a Palermo da Roma, restano ancora tanti dubbi sul futuro dello smaltimento dell’immondizia isolana.
La squadra dei superesperti della Regione adesso lavora gomito a gomito con i tecnici del ministero dell’Ambiente e della Protezione civile nazionale, così da evitare altri rinvii che potrebbero essere fatali per l’emergenza isolana e anche per il commissariamento, attualmente in mano al “delegato” Raffaele Lombardo, ma che potrebbe rapidamente passare di mano in caso di un nuovo fallimento.
Tra le tematiche ancora irrisolte resta la questione dello smaltimento della frazione residuale del rifiuto come co-combustione nei cementifici.
Proprio la prima versione del piano riporta come la fase transitoria prevede un continuo monitoraggio della situazione in progress, in particolar modo sulle capacità di abbancamento residue, ma anche sulla scelta del trattamento dei Rur (Rifiuto urbano residuo) o come recupero raccolta presso impianti di Tmb (Trattamento meccanico-biologico) o in alternativa attraverso la produzione di Cdr (Combustibile da rifiuto) dalla frazione residuale, da utilizzare in co-combustione in centrali elettriche, cementifici o altoforni.
Un passaggio che lascia qualche dubbio a proposito della sostenibilità ambientale dell’utilizzazione in cementifici, soluzione che sembra distante dai criteri di salubrità professati da chi vorrebbe una nuova era dei rifiuti in Sicilia.
Il superamento dei termovalorizzatori del periodo Cuffaro è stato un obiettivo perseguito dalla giunta Lombardo con estrema fermezza, fino a bloccare del tutto la gara prevista nel Piano rifiuti del 2002.
Da qui la scelta di optare per impianti di valorizzazione energetica del rifiuto che potessero essere in linea con le migliori tecnologie presenti in Europa, e di aumentare la raccolta differenziata. Sembra pertanto perlomeno contraddittoria la possibilità di utilizzare i cementifici considerati maggiormente inquinanti in termini di emissioni degli stessi termovalorizzatori.
Di fatto non c’è ancora niente di certo, perché il piano è in fase di elaborazione e non è stato ancora comunicato, ma i dubbi restano visto che finora non ci sono state prese di posizione contrarie. “Per dire no all’uso del Cdr come combustibile nei cementifici – si legge in un comunicato dello scorso novembre di Decontaminazione Sicilia AugustAmbiente Isola Pulita Rifiuti Zero Palermo Rete Rifiuti Zero Messina - basterebbe considerare che la legislazione Usa obbliga i cementieri ad indicare sul contenitore se il cemento, in esso contenuto, deriva o no dallo smaltimento di rifiuti. Infatti, il cemento, ottenuto con il co-incenerimento di Cdr e combustibile fossile, diventa pericoloso per la salute a causa dei rilasci dei manufatti con esso realizzati”.
In lista ci sarebbero già diverse strutture come i cementieri di Isola delle Femmine, Porto Empedocle, Ragusa, Catania e di Priolo, che aspettano l’autorizzazione del co-incenerimento del Cdr.

A questo punto il dramma delle emissioni killer dagli impianti di smaltimento dei rifiuti che sembrava essere uscito dalla porta è abilmente rientrato dalla finestra.

Articolo pubblicato il 22 gennaio 2011

http://qds.it/index.php?id=6501-cdr-bruciato-nelle-cementerie-altro-inquinamento-da-evitare

Calusco,Monselice,Isola delle Femmine,Portobello,Italcementi,Inquinamento,Cromo Esavalente VI,Tumori,Cutino,Italcementi,Benzene,Ammoniaca,Mercurio,Metalli Pesanti,Pm10,Diossine,Inceneritori