CONTRO L'ARROGANZA DEL POTERE:

PER LA LEGALITA', PER LA PARTECIPAZIONE, PER LA TRASPARENZA. PER IL CONFRONTO,PER LA CONDIVISIONE, PER L'INCLUSIONE, PER LA SOLIDARIETA', PER LA PROGETTUALITA', PER LA REALIZZAZIONE, PER L'ACCOGLIENZA, PER IL RISPETTO








Friday, October 29, 2010





Bungagiorno


Gli americani sono dei quaccheri. Lì un presidente può fare bunga bunga con Marilyn Monroe o una stagista della Casa Bianca, ma se telefonasse all’Fbi per far rilasciare una minorenne arrestata per furto, oltretutto spacciandola per nipotina di Mubarak, sarebbe costretto a dimettersi alla velocità della luce. E se dicesse di averlo fatto perché è un uomo di buon cuore? Peggiorerebbe soltanto la situazione. L’abuso di potere, la sacralità della carica, bla-bla.

Che perbenismo triste, che formalismo ipocrita. E la Francia giacobina? Neanche a parlarne. Lì un presidente può tenere nascosta una figlia tutta la vita come Mitterrand o sposare una modella col birignao più appuntito delle caviglie, ma se telefonasse alla Gendarmerie per far rilasciare una minorenne arrestata per furto, oltretutto spacciandola per nipotina di Mubarak, sarebbe costretto a ritirarsi a vita privata. I francesi non hanno una storia alle spalle che consenta loro di apprezzare certi slanci liberali. Sapranno cucinare le omelette, ma la democrazia non gli è mai riuscita bene. I tedeschi, poi: luterani, gente fanatica. Lì un cancelliere non telefonerebbe al Polizeipräsidium neanche per far rilasciare la propria, di nipotina, altro che quella di Mubarak. Ecco, forse solo in Egitto, dove la democrazia affonda nei millenni (i famosi Faraoni della Libertà), il presidente telefonerebbe alla polizia per far rilasciare una minorenne arrestata per furto. Ma non la spaccerebbe per nipotina di Mubarak, essendo lui Mubarak. Semmai per nipotina di Berlusconi: esisterà, al riguardo, un accordo bilaterale?



Poi in Questura arrivò la consigliera regionale del Pdl Nicole Minetti

«Conosciamo questa ragazza

non portatela in un centro»

Berlusconi chiamò in questura per Ruby: è una parente di Mubarak, meglio affidarla a una persona di fiducia

ROMA – Fu Silvio Berlusconi a dichiarare al capo di gabinetto della questura di Milano che Ruby era la nipote del presidente egiziano Hosni Mubarak. Fu lui, esponendosi in prima persona, a mentire sulla reale identità della giovane e a chiedere che fosse subito affidata al consigliere regionale del Pdl Nicole Minetti. Il testo della telefonata, così come è stato ricostruito dallo stesso funzionario Pietro Ostuni, è agli atti dell’inchiesta della magistratura che procede per favoreggiamento della prostituzione nei confronti della stessa Minetti, di Emilio Fede e di Lele Mora.


È il 27 maggio 2010, le 23 sono appena passate. Nella stanza del fotosegnalamento c’è Ruby, 17 anni, marocchina, fermata perché è stata denunciata da una sua amica per il furto di 3.000 euro. Lei cerca di difendersi, giura che quei soldi sono suoi. E quando le chiedono come mai è a Milano da sola, dice di essere in lite con la sua famiglia che vive a Messina. «Sono andata via, perché ho problemi con i miei genitori», chiarisce.


In un altro ufficio squilla il telefono del capo di gabinetto Pietro Ostuni. A chiamare è un uomo. Si qualifica come il caposcorta del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. E subito chiarisce il motivo della telefonata: «So che da voi c’è una ragazza che è stata fermata. È una persona che conosciamo e dunque volevamo sapere che cosa sta succedendo». Fornisce le generalità della giovane, si informa su quanto è accaduto. Ostuni inizialmente resta sul vago. E allora il caposcorta è più esplicito: «Anche il presidente la conosce, anzi aspetta che adesso te lo passo». Il funzionario rimane incredulo. Capita spesso che le personalità chiamino il gabinetto delle questure sparse in tutta Italia per i motivi più disparati, ma certo non si aspettava di parlare con il capo del governo. E invece è proprio Berlusconi a chiarire la situazione. Il resoconto della sua telefonata è nelle relazioni di servizio che sono già state depositate agli atti dell’indagine.




«Dottore – spiega Berlusconi - volevo confermare che conosciamo questa ragazza, ma soprattutto spiegarle che ci è stata segnalata come parente del presidente egiziano Mubarak e dunque sarebbe opportuno evitare che sia trasferita in una struttura di accoglienza. Credo sarebbe meglio affidarla a una persona di fiducia e per questo volevo informarla che entro breve arriverà da voi il consigliere regionale Nicole Minetti che se ne occuperà volentieri». Ostuni chiarisce che la procedura di identificazione è ancora in corso, ma assicura che si provvederà al più presto. E subito dopo chiede di accelerare lo svolgimento della pratica. Poi avvisa i poliziotti che si stanno occupando della ragazza, dell’imminente arrivo della Minetti. Genericamente spiega che la questione interessa Palazzo Chigi. Non immagina che una funzionaria riferisca ai colleghi di questo «intervento». E invece la notizia fa presto a diffondersi. Soltanto il questore Vincenzo Indolfi viene informato che è stato Berlusconi in persona a chiamare, ma comunque si capisce che Ruby ha qualcuno «importante» che l’aiuta.


Qualche minuto prima della mezzanotte Minetti arriva in via Fatebenefratelli. Le viene spiegato che bisogna attendere il via libera del magistrato di turno al tribunale dei minori, la dottoressa Anna Maria Fiorilli. Nei casi di fermo di un minore, c’è l’obbligo di informare l’autorità giudiziaria del provvedimento e poi di attendere le sue decisioni circa la destinazione dell’indagato. Ed è quanto avviene anche quella sera, così come risulta proprio dalla relazione inviata al ministro dell’Interno Roberto Maroni. Al consigliere regionale viene comunque concesso di vedere la ragazza. Ruby le va incontro, l’abbraccia, la ringrazia per quanto sta facendo. Alle 2, esattamente otto ore dopo il fermo, la giovane marocchina torna libera. Agli atti rimane la firma di Nicole Minetti che dichiara di accettare il suo affidamento. Un impegno che – evidentemente – non ritiene di continuare ad onorare
 


Una settimana dopo, il 5 giugno, Ruby litiga con una sua amica brasiliana. Interviene la polizia, la giovane viene portata in ospedale dove rimane qualche giorno. Al momento della dimissione la trasferiscono in questura proprio perché si tratta di una minorenne. Si decide di contattare il consigliere Minetti proprio perché possa andare a prenderla, visto che risulta affidataria. Ma per due volte la donna non risponde e a quel punto – dopo aver nuovamente contattato il magistrato per il “nulla osta”- arriva il provvedimento per trasferirla in una casa-famiglia a Genova. Nella sua informativa al ministro, Indolfi chiarisce che «nessun privilegio è stato concesso alla ragazza perché tutte le procedure sono state rispettate». Caso chiuso per il Viminale, come chiarisce in serata Maroni che si dice «pronto anche a riferirne in Parlamento». Ma l’indagine della procura di Milano è tutt’altro che conclusa. Moltissimi sono gli interrogativi ancora aperti.

Bisogna innanzitutto fare riscontri su chi effettivamente avvisò il presidente Berlusconi che Ruby era stata fermata ed era in questura per accertamenti: non è ancora escluso che abbia chiamato personalmente il caposcorta. In altre indagini sulle frequentazioni private del capo del governo, alcune ragazze avevano dichiarato di essere state autorizzate dallo stesso premier a contattare – in caso di necessità – direttamente il caposcorta o comunque qualcuno della segreteria. Una prassi che sarebbe stata seguita diverse volte e che anche Ruby potrebbe aver deciso di sfruttare quando ha compreso di trovarsi nei guai. E pure Nicole Minetti dovrà chiarire quale sia la reale natura del suo rapporto con Ruby, visto che prima accettò di firmare il decreto per l’affidamento della minore e poi decise di non occuparsene più.


Fiorenza Sarzanini
30 ottobre 2010
fonte:  http://www.corriere.it/politica/10_ottobre_30/sarzanini_conosciamo_ragazza_c857b278-e3f4-11df-9798-00144f02aabc.shtml



 Ruby, quella notte in cui il capo scorta passò la cornetta a Berlusconi




di Massimo Martinelli




ROMA (29 ottobre) – C’è una cornetta che passa di mano e una voce che cambia, sulla linea telefonica che corre da Roma a Milano. E che restituisce Ruby all’abbraccio delle sue amiche, Nicole Minetti e le due bellezze da urlo di Mediaset, Marysthell Polanco e Barbara Faggioli, che alle due di notte la aspettavano sul marciapiede davanti alla Questura di via Fatebenefratelli 11. È questo il nocciolo dell’indagine sulle presunte notti brave della diciassettenne marocchina che rischia di turbare la stabilità di almeno un paio di palazzi del potere romani, il Viminale e la Presidenza del Consiglio.

Perché è questa la più delicata delle ipotesi di lavoro che seguono i magistrati di Milano. I quali, secondo indiscrezioni, avrebbero già trovato alcuni puntelli investigativi sulla circostanza che la notte del 27 maggio scorso, a chiamare il capo di gabinetto della questura meneghina, Pietro Ostuni, sia stato un uomo della scorta del premier, che si sarebbe qualificato come ”caposcorta”. Ruby, alias Karima, era in stato di fermo da poche ore e quella voce al telefono ne avrebbe sollecitato l’immediato rilascio per non creare un imbarazzante caso diplomatico, dal momento che la ragazza era la nipote del presidente egiziano Hosni Mubarak.

L’ipotesi ancora tutta da verificare, ma che tuttavia i magistrati hanno deciso di prendere in considerazione, è che di fronte alle prevedibili resistenze del funzionario milanese, il caposcorta (se davvero era lui) avrebbe passato la cornetta del telefono al presidente Berlusconi in persona, che avrebbe confermato la richiesta appena avanzata dal primo interlocutore.

Ieri sera la Questura di Milano ha confermato di aver ricevuto il sollecito da Palazzo Chigi, senza chiarire chi fosse stato a chiamare. E ha spiegato che comunque, prima di rilasciare la ragazza, sono stati compiuti gli accertamenti del caso. In realtà, Ruby era in stato di fermo per un presunto furto commesso nell’appartamento di un’amica che le aveva dato ospitalità e fiducia. Qualche mattina prima, diceva la denuncia, la giovane marocchina si era svegliata sola in casa, aveva fatto le valige e se n’era andata, portandosi appresso anche un paio di Rolex e qualche migliaio di euro. Poi, quel 27 maggio, la padrona di casa aveva riconosciuto Ruby in un centro benessere, aveva chiamato il 113 e la ragazza, in prima serata era già in Questura, senza documenti e con la stampata del pc della Polizia che raccontava la sua precedente fuga dalla casa famiglia di Messina. C’è da ritenere, dunque, che se fosse stata una ragazza qualsiasi probabilmente sarebbe stata trattenuta almeno fino al giorno dopo, oppure fino al parere del pubblico ministero minorile di turno.

Eppure, nonostante questo rilascio che può apparire irrituale, ieri sera nei corridoi del Viminale si respirava un’atmosfera di serena tranquillità. Quasi che la mossa del capo di gabinetto di disporre la liberazione di Ruby non potesse essere censurata in alcun modo, viste le modalità e la motivazione della richiesta. I magistrati hanno già raccolto alcune testimonianze su quelle ore di contatti concitati tra Roma e Milano e altre ancora intendono cercarne.

Intanto, una parte del racconto della ragazza è stato riscontrato, anche sentendo i carabinieri che scortavano Emilio Fede la sera in cui Ruby dice di essere stata portata ad Arcore dal direttore del Tg4. E adesso si stanno preparando a verificare a ritroso il cammino che molte delle ragazze in cerca di notorietà che Ruby ha indicato nei suoi verbali, avrebbero percorso dagli studi delle tv private milanesi fino al parco di Arcore. Ruby ha raccontato che in almeno un’occasione ebbe modo di notare durante una delle feste di Arcore la presenza di due ministre. I loro nomi non sarebbero di alcun interesse per i magistrati.

Tuttavia a nessuno degli investigatori è sfuggito il dettaglio che spesso e inevitabilmente, tra i frequentatori della residenza del premier, ci sono personaggi della politica e dello spettacolo che conoscono perfettamente il mondo luccicante delle tv locali. E ancora, non è escluso che nei prossimi giorni i magistrati decidano di sentire altri testimoni, come ad esempio il direttore commerciale di Publitalia ’80, Luigi Ciardiello, che favorì l’incontro tra il premier e la consigliera regionale Nicole Minetti, la stessa che la sera del 27 maggio scorso si fece riaffidare dalla questura di Milano la ”minorenne” Karima, in arte Ruby Rubacuori.



Ruby, Berlusconi: amo la vita e le donne
Famiglia Cristiana: è malato, fa pietà
Premier: «Non cambio e non devo chiarire niente. Telefonata in questura? Balle. Mandai la Minetti per evitarle il carcere» 



fonte immagine


ROMA (29 ottobre) – Silvio Berlusconi al contrattacco sul nuovo scandalo della giovane marocchina Ruby e delle telefonate che sarebbero partite da palazzo Chigi per sottrarre la minorenne alla questura di Milano, dove era stata portata in seguito a un furto.

«Nessuno mi può far cambiare stile di vita» ha detto il premier oggi a Bruxelles. Poi ha negato di aver mai fatto una telefonata in questura a Milano per far liberare la ragazza («Tutte balle») anche se ha ammesso una chiamata per l’affidamento.

«Sono orgoglioso del mio stile di vita. Faccio una vita terribile, ho orari disumani. Io sono una persona giocosa, se ogni tanto sento il bisogno di una serata distensiva come terapia mentale per pulire il cervello da tutte le preoccupazioni, nessuno alla mia età mi farà cambiare stile di vita del quale vado orgoglioso – ha sottolineato il premier – Sono un ospite unico, direi irripetibile, gioioso e pieno di vita: amo la vita e le donne. Sono una persona giocosa. Il bunga bunga è una vecchia storiella bellissima di tanti anni fa che voi sapete bene e che mi ha fatto ridere molto. Anche stavolta mi fa ridere molto».

Berlusconi conferma però di aver inviato Nicole Minetti, l’ex igienista dentale ora consigliere regionale in Lombardia, alla Questura di Milano per aiutare Ruby. «È stata mandata da me per dare aiuto a una persona che poteva essere consegnata non ad una comuntà o alle carceri, che non è una bella cosa, ma data in affidamento. Avendo un quadro di vita tragico, l’ho aiutata», ha detto il premier parlando con i cronisti a Bruxelles. Ma, aggiunge in riferimento a quanto scritto oggi da alcuni quotidiani, «non ho regalato auto o altro».

«Su quanto avviene a casa mia non devo chiarire niente, perché a casa mia entrano solo persone perbene che si comportano, soprattutto, correttamente», ha poi detto Berlusconi. «Ogni giorno compio uno sforzo disumano per respingere gli attacchi nei miei confronti. So chi c’è dietro. C’è una volontà precisa di aggressione. Ma gli attacchi mi rafforzano» ha continuato il premier. Quindi, ai giornalisti che lo attendevano al termine del Consiglio europeo, ha detto: «Siate felici e sorridete quando vi guardate nello specchio, con la soddisfazione con cui lo faccio io perché la mia vita è straordinaria».

Famiglia Cristiana: il premier ha una malattia che fa tristezza e pietà. Veronica Lario «lo aveva già segnalato», Berlusconi ha «una malattia, qualcosa di incontrollabile» ed è «incredibile che un uomo di simile livello non abbia il necessario autocontrollo. E che il suo entourage stia a guardare»: lo afferma il settimanale Famiglia Cristiana in un commento pubblicato sul suo sito. Tra le reazioni all’ultima «bufera» – scrive – «ne manca una che faticheremmo a definire, qualcosa che sta fra la tristezza civile e la pietà umana».

fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=124650&sez=HOME_INITALIA



Ruby: “Silvio mi mostrò l’Audi e disse: è per te”


I verbali della giovane al centro della nuova inchiesta che coinvolge il premier. Sulla telefonata di Palazzo Chigi i pm sentiranno i poliziotti

di PIERO COLAPRICO




Per non farsi frastornare e restare ancorati alla realtà, occorre seguire quello che “fanno” i poliziotti. E intorno a questo architrave “poliziesco” vanno messi in evidenza alcuni dettagli fondamentali, per quanto surreali. Primo fatto. Alcuni detective sono in missione a Genova: ci sono andati a cercare Ruby, la minorenne invitata alle feste del premier ad Arcore, la ragazza del momento mediatico (e forse anche storico). E a cercare le sue “tracce”. Secondo fatto. Altri poliziotti, semplici agenti, graduati e funzionari, tutti in servizio in via Fatebenefratelli 11, sanno che è imminente la convocazione al palazzo di Giustizia. I magistrati intendono comprendere un po’ meglio, e al più presto, che cosa sia accaduto nella notte tra il 27 e il 28 maggio scorso. Ora, che ci sia stata una sorta di “truffa diplomatica” (Palazzo Chigi telefona spacciando la falsa notizia che “è la nipote di Mubarak” per tirar fuori l’amica del premier da un ufficio pubblico) è ormai una circostanza  -  per quanto incredibile sia  -  data per scontata. E persino l’ambasciata egiziana ci ha tenuto a far sapere che “non esiste” alcuna parentela tra il presidente e questa spigliata marocchina contrabbandata per “nipote”.

Ora veniamo ai dettagli. La diciassettenne, ha molti amici in Liguria. Li ha soprattutto nel giro della “notte”, nonostante il suo indirizzo fosse quello di una comunità per minori. I siti web si vanno riempiendo delle sue foto e delle sue performance in discoteca. E anche a Genova Ruby non è che sia stata molto riservata sull’immagine del premier e sulla sua vita milanese. Un mese fa venne fermata alla stazione di Brignole. Solita trafila che riguarda i minori, per di più è una ragazza, truccatissima, e con in tasca 5mila euro in contanti. Troppi, pensarono i poliziotti, per una che dovrebbe stare in comunità: che fai? Risposta: “Non pensate male, sono una modella, e faccio le sfilate per Lele Mora”.

Torna sempre l’ombra di Lele, e non solo la sua. Nei verbali milanesi, Ruby aveva raccontato di aver ricevuto in regalo da Berlusconi un’auto. Ieri, ricostruendo le storie delle feste con “bunga bunga” ad Arcore e dei soldi, dei gioielli, dell’abito di Valentino, avevamo omesso di citare il modello dell’auto. Bene. Alle ragazze come lei, sistemate nella comunità di Sant’Ilario, sui colli della città, che cosa raccontava Ruby? “Voi non lo sapete, ma Berlusconi mi ha regalato anche un’Audi R 8″. Le amiche di chiacchierata l’avevano presa per un’esagerazione, ma il modello corrisponde al verbale.

E nel verbale lei racconta che, nella seconda serata dell’invito ad Arcore, avviene questa scena. Arriviamo, io ed Emilio Fede, poi Silvio  -  dice  -  mi trattiene e nel giardino della villa mi mostra l’Audi e dice che è per me. “Portatemi questi verbali”, dice lei ieri sera, in un comprensibile tentativo di sfida e di minimizzare, di proteggersi e forse di proteggere “persone che mi hanno aiutato senza chiedere niente in cambio”. Che è una bella frase, anche onesta, ma in un contesto che è quello che è.

Ruby sa bene che l’emersione della “connection” (umana, e anche un po’ grottesca) tra lei, scappata dalla casetta di Letojanni, e gli inviti con grande sfoggio di generosità da parte di Silvio Berlusconi, è cominciata (ed è anche “sparita”) in questura. Era la notte tra il 27 e il 28 maggio. Cinque mesi fa. Che cos’è dunque successo tra il primo piano e lo stanzone dei fermati, quando Ruby, accusata di furto, senza documenti, incontra gli agenti? La moviola delle indagini s’è messa di nuovo in movimento. E si va avanti fotogramma per fotogramma. La “pratica Ruby”, e cioè la storia burocratica della diciassettenne Karima (il suo vero nome), residente a Letojanni, figlia di un venditore ambulante e di una casalinga con la passione per lo spettacolo, formalmente è a posto. Non è che ci siano dei dilettanti allo sbaraglio. “Nessun privilegio o trattamento preferenziale per Ruby-Karima a seguito della telefonata della Presidenza del Consiglio”, fanno sapere dalla stessa questura. Ma resiste quel gigantesco “ma” intorno alla sua liberazione notturna e alle telefonate tra “una voce” di Palazzo Chigi e l’ufficio di gabinetto. E riguarda Nicole Minetti, 25 anni, consigliere regionale Pdl per ordine di Berlusconi, con un curriculum che passa da show girl a “igienista dentale” all’ospedale San Raffaele.

Ora, è vero che Karima viene invitata dai poliziotti a parlare con i genitori in Sicilia e la telefonata è brusca: “Non ne vogliamo sapere più niente, scappa sempre, se sta a Milano tenetevela”. È vero che il Tribunale dei minori viene allertato. È vero che non si trova a Milano una comunità disponibile e Ruby, molto probabilmente, con tutte le difficoltà del caso, resterà in una camera di sicurezza della questura. Ma è anche vero, verissimo, che è accusata di furto. Che ha precedenti specifici per furto. Ma sei ore dopo il suo ingresso in questura una funzionaria arriva nello stanzone del fotosegnalemento e blocca tutto. E chi prende in carico una “scappata di casa” spacciata da Palazzo Chigi per la figlia di un capo di Stato straniero? Nicole Minetti, invitata anche lei alle feste di Arcore. La Procura vuole vederci un po’ più chiaro, anche se “a posteriori”, nei modi e nei metodi di quella che resta la “consegna”.

29 ottobre 2010

 

SILVIO BERLUSCONI BUNGA BUNGA LA LUNGA LINGUA DI RUBY MINORENNE EROTICA


Roma 29 Ottobre 2010 CORSERA.IT

Lele Mora gli ha presentato una bambola da schianto, una che mozza il fiato soltanto a guardarla. Ruby la minorenne maghrebina, che pare abbia fatto impazzire il presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi, e’ una ragazza da novanta. Possiamo dirlo, che la lingua lunga di Ruby l’ha tradita, la minorenne marocchina ha raccontato troppi fatti privati accaduti tra lei e il Premier Silvio Berlusconi.

Ruby ha raccontato nei minimi dettagli la festa di San Valentino del 14 Febbraio. Ogni particolare del suo bellissimo vestito di Valentino tempestato di cristalli Swarosky, un regalo personale del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Una festa cenone finita nelle tiepide acque della piscina interna della villa di Arcore, un tuffo nella jacuzzi, le coppe di champagne e poi il BuNGA BuNGA, la danza erotico tribale resa celebre in Italia dal leader libico Muammar Gheddafi. Una lingua lunga quella di Ruby, che forse cerca qualcosa di altro, un sottile ricatto, qualcosa per spingere Silvio Berlusconi a renderla celebre e famosa.(CORSERA.IT)

 

L’ANALISI

L’abuso di potere


di GIUSEPPE D’AVANZO

“Ho buon cuore” dice. Silvio Berlusconi ammette di essere intervenuto con la sua autorità di capo del governo sulla polizia di Milano per favorire una giovane amica in stato di fermo con sul groppo un’accusa di furto. Ha un buon cuore e, se può, una mano la dà, dice. C’è un non trascurabile requisito. Si deve essere suoi amici o dipendenti o familiari o protetti o corifei e il soccorso, la tutela, la salvaguardia arriverà.
Non scopriamo oggi che, nel regime berlusconiano, il potere statale protegge se stesso e i suoi interessi economici. Senza scrupoli e apertamente. Con l’intervento a favore della giovanissima Karima Keyek, in arte Ruby; quel potere che sempre privatizza la funzione pubblica muove un altro passo verso un catastrofico degrado rendendo “pubblica” finanche la sfera privatissima dell’Eletto. In un altro Paese appena rispettoso del canone occidentale il premier già avrebbe dovuto rassegnare le dimissioni. Siamo nell’infelice Italia e quel che la scena mostra ancora una volta non può sorprenderci perché l’abuso di potere è il sigillo più autentico del dispositivo politico di Silvio Berlusconi. È un atteggiamento ordinario, un movimento automatico, una coazione meccanica.

Il Cavaliere non accetta critiche, travolge ogni misura istituzionale. Non conosce il raziocinio politico che gli dovrebbe consigliare discrezione, affidabilità, trasparenza, equilibrio per onorare la responsabilità e rispettare il decoro della funzione. Attese sublunari per l’Eletto. Conquistato il bottino dei voti sufficienti per governare, invece di sentire gli oneri dell’incarico, se ne sente liberato. Fino al punto di non avvertire alcun disagio nell’esigere in una notte di maggio che i poliziotti facciano in fretta ad affidare una ragazzina che frequenta la sua villa e le sue cerimonie notturne a una persona di sua fiducia (una venticinquenne soubrette e igienista dentale trasformata in eletta del popolo).

In uno “Stato legislativo”, dove quel che conta è la legalità e chi esercita il potere agisce “in nome della legge”, le burocrazie sono “neutrali”, uno strumento puramente tecnico che serve orientamenti politici diversi e anche opposti. Berlusconi che non vuole essere l’anonimo esecutore di leggi e non intende governare in nome della legge, ma in nome di ciò che ritiene necessario a se stesso, pretende ora che la burocrazia dello Stato si trasformi in ufficio ubbidiente e sottomesso. Anche qui si misura un altro passo verso il precipizio perché fino a ieri – è sufficiente prendere atto del ruolo di Guido Bertolaso – il capo del governo pretendeva che le burocrazie condividessero la capacità di assumersi il suo stesso rischio politico, come fossero un’élite politica e non istituzionale. Oggi anche questo standard scolora, trasformando con un abuso di potere l’ufficio pubblico in un obbligo servile.

È soltanto una delle “violenze” che abbiamo sotto gli occhi.
Era già un abuso di potere telefonare in un pomeriggio di autunno del 2008, da un palazzo di Roma e senza conoscerla, a una ragazzina (Noemi Letizia) che sta facendo i compiti nella sua “cameretta” per sussurrarle ammirazione per “il volto angelico” e inviti a conservare la sua “purezza”. Era un abuso di potere ancora maggiore imporre ai genitori della ragazza di confermare la fiaba di “una decennale amicizia” con il premier, nata invece soltanto qualche tempo prima grazie a un book fotografico abbandonato da Emilio Fede sullo scrittoio presidenziale. È un abuso di potere – disonorevole per un uomo di Stato – trascurare la fragilità di una giovanissima ragazza, il suo evidente disagio umano e sociale, per afferrare soltanto la vitalità, la bellezza sfruttandone il bisogno e le ambiziosissime smanie. L’abuso di potere per Berlusconi ne annuncia sempre altri. Non occorre un mago Merlino per sapere che, nei prossimi giorni, una nuova “violenza” si scatenerà sulla ragazza. La poveretta, come è accaduto anche per Noemi Letizia, dovrà rettificare, correggere, negare, contraddirsi, smentire ciò che è scritto nero su bianco in un pugno di interrogatori che raccontano quanto disordinati siano tornati ad essere i comportamenti del capo del governo.
C’è qualcosa di notturno e patologico nel declino di una leadership sempre più affannosa e affannata. Nel suo crepuscolo se ne intravede il macroscopico deficit. È l’incapacità di interpretare una politica all’interno delle regole, costretta a adulterarsi in una perenne violenza istituzionale che non assicura alcun governo al Paese ma soltanto più tempo a chi governa. Già era arduo rassegnarsi a questo destino. Ora appare difficile accettare la cristallina inadeguatezza di Berlusconi. Il capo del governo appare incapace non solo di rispettare il livello di onore che la sua responsabilità dovrebbe imporgli, ma addirittura se stesso. Una previsione non può essere che cupa. L’Io ipertrofico di Berlusconi non ammette interlocutori, consigli, regole, critiche, equilibrio istituzionale, saggezza politica. Incapace di guardare in faccia la realtà che si cucina da solo, trascinerà irresponsabilmente il Paese nella sua caduta. Impedire questa rovina non può essere un dovere soltanto per le opposizioni.

29 ottobre 2010




SOMMARRIO e aggiornamenti degli argomenti più in evidenza: 
*Il boss milionario aveva il sussidio

*ROMA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DELLA F.I.O.M.

*PASOLINI CATANIA 'LA CITTÀ È UNA GOMORRA FEROCE'

*RIFIUTI - IN SICILIA SI CAMBIA?

*ANNO ZERO si farà

*L'isola Ecologica a Isola? Un vero affare! Creare l'emergenza

*Ci Chiami "Zoccole"

*Ciao Sarah e un Ciao alle tante altre.............

*Rifiutiamo i Rifiuti dell'amministrazione

*A quando la differenziata? Bugiardoni! Bugiardoni! Bugiardoni! Incapaci! Incapaci.......

*Rifiuti, la Regione taglia fondi a 159 sindaci

*Le mani della Mafia sui rifiuti Siciliani

*Relazione Commissione Parlamentare sui Rifiuti in Sicilia

*I Guai giudiziari di Emma Mercegaglia

*L’altro stipendio di Maroni

*Caso Belpietro. «L’agguato, gli spari, la fuga

*Convocazione Consiglio Comunale 7 ottobre Interrogazioni e Riequilibri Bilanci

*Interrogazione al Sindaco DIONISI geom Vincenzo: Conflitto di Interessi Privacy e U.T.C.

*Interrogazione al Sindaco Autolavaggio CAR WASH D.M.

*ORDINANZA DELL'UTC: Ripristino dello stato dei luoghi a carico di: Lo Bello Silvana e Rallo Alessandro

*Sindaco-Pescatore, dimmi dimmi mio Signor, dimmi che tornerà

*Rifiuti:occhio alla spazzatura, parte differenziata doc

*La ricchezza o la povertà la misuri dai rifiuti prodotti

*Rapporto sulle tecniche di trattamento dei rifiuti
*RACCOLTA DIFFERENZIATA E RICICLO

*Ordinanza Sindacale affidamento Raccolta Rifiuti ditta AL.TA. s.r.l. Zuccarello SICAR

*Comunicato ENAV su Installazione Antenna a Isola delle Femmine

*ISOLA DELLE FEMMINE: Non ci resta che piangere

*ANTENNA RADAR DICHIARAZIONE DEL GRUPPO “RINASCITA ISOLANA”

*IL Comitato NO radar a Isola delle Femmine chiede la convocazione URGENTE del CC

*EX Caserma NATO di Isola delle Femmine in vendita?

*EX Caserma NATO il COMUNE che fà?

*Isola delle Femmine Radr meteo o acquario marino?   

*ISOLA DELLE FEMMINE TRA STORIA E TRADIZIONE

*Federalismo fiscale

*I Beni Comuni nello spezzatino del Federalismo  

*SERIT SICILIA S.P.A. profili di illegittimità nella riscossione dei tributi

*COMUNI FISCO PARTECIPAZIONE ACCERTAMENTI RISORSE ECONOMICHE

*Con due cuori dentro È nata la bimba della donna in coma

*“In questa terra c’è bisogno di coraggio”  Manifestazione Reggio Calabria 25 sett. 2010

*Italcementi Decreto 693 18 luglio 2008 Autorizzazione Integrata Ambientale
*BENVENUTI IN PARADISO 24 SETTEMBRE 2010 "La passeggiata"

*NO ALL'ANTENNA KILLER A ISOLA DELLE FEMMINE Sicurezza Prevenzione Precauzione

*NO ALL'ANTENNA A ISOLA Incidente Aereo all'aeroporto Falcone/Borsellino

*Onorevole Signor Presidente della Repubblica

*Condannato per diffamazione il dirigente regionale Salvatore Anzà

*La patacca dei Caraibi: ora chi risponde?

*BENVENUTI IN PARADISO oggi domani ieri e……

*Formato il quarto governo LOMBARDO in Sicilia

*SENTENZA Malibu Beach s.n.c. nel RICORSO al TAR contro il Comune di Isola delle Femmine

*ASSOLTO ALBERT GIOVANNI DAL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE

*Aiello Rubino Romeo Via Falcone Via Sciascia Viale Italia Via Kennedy Via Sciascia Via Libertà

*Il Cimitero di Isola delle Femmine

*Portobello: “mi metterò di traverso non farò costruire sull’area del comparto 1…”







Discariche in Sicilia


Due ispettori dell'assessorato Territorio Ambiente Regione Sicilia, in mattinata hanno fatto VISITA all'Ufficio Tecnico Comunale di Isola delle Femmine

*IL nuovo piano Rifiuti Regione Sicilia

*Regione tagli ai gettoni dei Sindaci Rifiuti e Cementifici
*RIFIUTI - IN SICILIA SI CAMBIA?
*ANNO ZERO si farà
*Rifiutiamo i Rifiuti dell'amministrazione
*A quando la differenziata? Bugiardoni! Bugiardoni! Bugiardoni! Incapaci! Incapaci.......
*Rifiuti, la Regione taglia fondi a 159 sindaci
*Le mani della Mafia sui rifiuti Siciliani
*Relazione Commissione Parlamentare sui Rifiuti in Sicilia
*Convocazione Consiglio Comunale 7 ottobre Interrogazioni e Riequilibri Bilanci
*Rifiuti:occhio alla spazzatura, parte differenziata doc
*La ricchezza o la povertà la misuri dai rifiuti prodotti
*Rapporto sulle tecniche di trattamento dei rifiuti
*Rifiuti Zero Manifesto di Napoli
*RACCOLTA DIFFERENZIATA E RICICLO
*Ordinanza Sindacale affidamento Raccolta Rifiuti ditta AL.TA. s.r.l. Zuccarello SICAR
*ISOLA DELLE FEMMINE: Non ci resta che piangere
*Federalismo fiscale
*I Beni Comuni nello spezzatino del Federalismo
*SERIT SICILIA S.P.A. profili di illegittimità nella riscossione dei tributi
*COMUNI FISCO PARTECIPAZIONE ACCERTAMENTI RISORSE ECONOMICHE
*Italcementi Decreto 693 18 luglio 2008 Autorizzazione Integrata Ambientale
*Italcementi Delocalizzato a Palermo l'elettrodotto
*Cementifici e Territorio
*Italcementi, quando il gigante non è più ... buono
*BENVENUTI IN PARADISO 24 SETTEMBRE 2010 "La passeggiata"
*Condannato per diffamazione il dirigente regionale Salvatore Anzà
*BENVENUTI IN PARADISO oggi domani ieri e……
*Rifiutiamo i Rifiuti dell'amministrazione
*Rifiuti Regione Comuni Raccolta differenziata Circ 16/09
*Modalità di gestione dei Rifiuti
*Bilanci e Rifiuti Ass. Chinnici Circ 16 12/09 A/L Adempimenti Revisori dei Conti
*Rifiuti Regione Comuni Raccolta differenziata Circ 16/09
*Rifiuti il Comune di Marineo esce dall'ATO
*RIFIUTI CEMENTIFICI CDR PNEUMATICI INCENERITORE
*ATO RIFIUTI GESTIONE COSTI E DEBITI
*ATO Rifiuti Sentenza Corte Conti Tariffe Competenza Comuni
*A.T.O. "NON CI SONO SOLDI" I DEBITI DEI COMUNI
*Rifiuti la gestione Croce Portobello Zuccarello
*LIQUIDAZIONE 2010 A.T.O. PA1
*RIFIUTI debiti Isola delle Femmine con ATO PA 1 EURI 3.800.000
*RIFIUTI Disposiz prima del conferimento in discarica