CONTRO L'ARROGANZA DEL POTERE:

PER LA LEGALITA', PER LA PARTECIPAZIONE, PER LA TRASPARENZA. PER IL CONFRONTO,PER LA CONDIVISIONE, PER L'INCLUSIONE, PER LA SOLIDARIETA', PER LA PROGETTUALITA', PER LA REALIZZAZIONE, PER L'ACCOGLIENZA, PER IL RISPETTO








Monday, May 31, 2010

BELLOLAMPO IN DAGATO CAMMARATA IL SINDACO DI PALERMO

Indagato il sindaco Cammarata per la discarica di Bellolampo

Contestate al primo cittadino ipotesi di reato che vanno dal disastro doloso all'inquinamento delle acque e del sottosuolo, dalla truffa alla gestione abusiva della discarica, fino all'abbandono dei rifiuti speciali

Indagato il sindaco Cammarata per la discarica di BellolampoIl sindaco di Palermo, Diego Cammarata, è indagato dalla Procura nell'ambito dell'inchiesta sulla discarica di Bellolampo gestita dall'Amia, l'ex azienda municipalizzata per la raccolta dei rifiuti. Al sindaco vengono contestate ipotesi di reato che vanno dal disastro doloso all'inquinamento delle acque e del sottosuolo, dalla truffa alla gestione abusiva della discarica, fino all'abbandono dei rifiuti speciali. Secondo l'accusa, infatti, Cammarata avrebbe impartito gli ordini su come gestire l'ex municipalizzata e anche la discarica.

L'avviso di garanzia, firmato dal Pm Geri Ferrara, è stato notificato questa mattina al sindaco. In questo momento è in corso un'ispezione dei tecnici inviati dalla Procura nella discarica di Bellolampo.

Oltre Cammarata, per presunte irregolarità nella gestione della discarica sono indagate altre 12 persone: in pratica tutti i vertici dell'Amia dal 2007. Tra questi Gaetano Lo Cicero, fino a pochi mesi fa commissario liquidatore dell'ex municipalizzata, e i dirigenti Aldo Serraino e Giovanni Gucciardo, che si sono alternati nella gestione del sito di Bellolampo.

Al centro dell'inchiesta la formazione dell'enorme lago di percolato, il liquido rilasciato dai rifiuti, altamente inquinante, che si è formato nella discarica. Nelle scorse settimane dagli accertamenti disposti dai pubblici ministeri Ferrara e Maria Teresa Maligno, titolari del fascicolo, era emersa la presenza di solfiti, nitrati e metalli nelle acque di alcuni pozzi della zona. Da qui l'ipotesi che il percolato si sia infiltrato nel sottosuolo e nella falda acquifera. Il percolato, inoltre, sarebbe tracimato a valle, finendo per inquinare il torrente Celona che alimenta il canale Passo di Rigano, le cui acque finiscono nel mare dell'Acquasanta. I pubblici ministri indagano pure sullo smaltimento delle ecoballe provenienti dalla raccolta differenziata che, invece di essere dirottate nei centri speciali, sarebbero finite in discarica insieme ai rifiuti ingombranti e ai tronchi delle palme uccise dal punteruolo rosso.

I commissari straordinari dell'Amia, Sebastiano Sorbello e Paolo Lupi, intanto, facendo un primo bilancio a un mese dall'ordinanza della Protezione civile emanata per la funzionalità e la messa in sicurezza della discarica, annunciano che "dal 24 al 30 maggio il prelievo di percolato nella discarica di Bellolampo è passato da duemila a tremila tonnellate e, grazie all'affidamento del servizio a più ditte di smaltimento, la raccolta salirà fino a quasi quattro mila tonnellate a settimana".

L'Amia afferma di essere "impegnata in una massiccia azione di prelievo del liquido stagnante in superficie, con la prioritaria finalità di prosciugare il 'lagò che costituisce il più immediato pericolo per l'ambiente. Ciò consentirà anche di abbassare il livello dell'accumulo di liquido nella quarta vasca, di procedere alla chiusura della falla apertasi nei mesi scorsi in una parete e di completare le opere di messa in sicurezza dell'area di sversamento".

E' stata inoltre ripristinata, sostengono in una nota, l'attività di pretrattamento dei rifiuti, con il potenziamento dell'impianto da 400 a 600 tonnellate al giorno di capacità, con la sistemazione dei due impianti esistenti, con il noleggio di un terzo tritovagliatore che sarà consegnato a giorni e con l'acquisto, grazie ad un finanziamento della Protezione civile per circa 500 mila euro, di un nuovo impianto. L'insieme di questi interventi ha "adeguato la capacità di pretrattamento alla quantità di rifiuti, circa 1.500 tonnellate, conferita quotidianamente in discarica, e ha anche consentito - affermano i commissari straordinari - di smaltire i cumuli di rifiuti da trattare, la cui giacenza nel piazzale aveva reso necessaria l'ordinanza del premier Silvio Berlusconi".

E scade oggi l'autorizzazione, concessa in deroga con ordinanza della presidenza del Consiglio dei ministri lo scorso 30 aprile, che consentiva lo smaltimento dei rifiuti urbani a Bellolampo. L'ordinanza stabiliva che il sindaco Cammarata doveva provvedere tramite l'Amia a smaltire il percolato presente nella discarica, utilizzando le risorse economiche anticipate dalla Regione siciliana. La questione rifiuti è al centro di due incontri tra Comune, Amia, Prefettura e Regione per decidere le azioni da intraprendere per lo smaltimento nella discarica di Bellolampo.

(31 maggio 2010)



Quei termovalorizzatori mai costruiti 'puzzano' di mafia

La "denuncia" di Lombardo e "l'affare più grande che in Sicilia si sia concepito"



La Guardia di finanza, coordinata dalla Procura di Palermo che ha aperto un'inchiesta su presunte infiltrazioni mafiose nell'affare dei termovalorizzatori in Sicilia, ha eseguito ieri alcune perquisizioni nelle sedi di tutte le associazioni temporanee di impresa, delle società consortili e delle agenzie pubbliche interessate alla costruzione degli inceneritori. Le perquisizioni sono state effettuate a Milano, Roma, Palermo, Cagliari, Caltanissetta, Enna e Agrigento. Gli inquirenti avrebbero già riscontrato alcune anomalie nell'ambito degli ingenti flussi finanziari attorno all'operazione dei termovalorizzatori e adesso stanno indagando per verificare non solo l'esistenza di infiltrazioni della mafia ma anche di eventuali episodi di corruzione e altre irregolarità.La Procura di Palermo sta indagando sul bando di gara per la realizzazione di quattro termovalorizzatori - uno a Bellolampo (Palermo), uno a Casteltermini (Agrigento), Paternò (Catania) e Augusta (Siracusa) - mentre nei giorni scorsi il presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo aveva denunciato più volte, attraverso la stampa, che dietro ai termovalorizzatori c'erano anche ingenti interessi delle cosche mafiose e per questo aveva consegnato una memoria alla Procura. "Quello dei termovalorizzatori è l'affare del secolo, il più grande che in Sicilia si sia concepito [...] La mafia si è infilata in un sistema che le avrebbe consentito [...] un affare che avrebbe fruttato, chi dice cinque, chi dice sette miliardi di euro, e una rendita annua di centinaia di milioni di euro per i prossimi 20-30 anni", aveva denunciato Lombardo parlando all'Ars un mese fa della sua vicenda giudiziaria (LEGGI).
Tra le aziende perquisite la Falck, che capeggiava tre dei quattro raggruppamenti di impresa assegnatari dell'appalto, la Daneco Gestione Impianti e l'ente appaltante: l'Arra, l'Agenzia Regionale Rifiuti ed Acque. Perquisita anche la Altacoen, ditta ennese, ammessa alla gara anche se priva di certificato antimafia, della quale il Governatore aveva parlato particolarmente, un'impresa indicata come vicina al boss Nitto Santapaola che avrebbe dovuto realizzare il termovalorizzatore di Paternò.

La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Palermo in un comunicato ha aggiunto che la vicenda dei termovalorizzatori, che ha avuto inizio con le gare d'appalto indette nel 2002 dall'allora commissario straordinario per l'emergenza rifiuti - l'allora presidente della regione Sicilia, Salvatore Cuffaro -, è "già nota alle cronache a motivo dell'annullamento, decretato dall'Alta Corte di Giustizia Europea, poi intervenuto in esito alla mancata attuazione delle procedure europee per il bando di gara". Dopo le dimissioni dell'ex governatore Cuffaro, il nuovo governo di Raffaele Lombardo ha deciso di sospendere il piano dei rifiuti e di annullare le gare per i termovalorizzatori.
Le due imprese che vinsero la gara d'appalto sono Actelios del gruppo Falck, che avrebbe dovuto realizzare tre impianti, e Waste, incaricata per il quarto. Non è ancora stato possibile avere un commento di Waste mentre Actelios ha dichiarato di aver consegnato alla Guardia di Finanza la documentazione richiesta: "Actelios SpA [...] comunica, in merito a un'indagine contro ignoti, di aver consegnato alla Guardia di Finanza tutta la documentazione inerente la partecipazione alla procedura ad evidenza pubblica del 9 agosto 2002, richiesta nell'ambito delle attività di acquisizione dei documenti presenti all'interno delle proprie sedi".

E intanto ieri sera il governatore siciliano Raffaele Lombardo è stato sentito, come "persona informata sui fatti", dai pm di Palermo che indagano proprio sulle presunte infiltrazioni mafiose e irregolarità nella realizzazione dei termovalorizzatori in Sicilia. Lombardo ha risposto alle domande dei sostituti Nino Di Matteo e Sergio De Montis e dell'aggiunto Leonardo Agueci.
Il presidente, sentito per un paio d’ore dai magistrati, ha chiarito alcuni punti dell’esposto presentato in marzo dall’assessore all’Energia del suo governo, Pier Carmelo Russo, dove si faceva riferimento ai costi esorbitanti della gestione commissariale dei rifiuti nell'Isola (209 milioni di euro, 40 dei quali assorbiti dalla macchina burocratica) e si ricostruiva l'iter, iniziato nel 2002 con il Piano regionale sulla gestione dei rifiuti, che ha condotto al progetto di quattro mega termovalorizzatori.
Dall'interrogatorio reso ieri sera da Lombardo, sarebbero emerse, come apprende l'Adnkronos, "informazioni utili".

L'INCHIESTA - La lunga storia dei termovalorizzatori siciliani, finiti sotto inchiesta prima ancora di essere realizzati, potrebbe essere scritta nell’enorme mole di documenti sequestrati ieri dalla Guardia di Finanza. Centinaia di pagine acquisite dalle Fiamme Gialle negli archivi delle società che si aggiudicarono la gara per la costruzione - poi annullata dalla Corte di Giustizia Europea - che potrebbero rivelare un accordo spartitorio tra imprenditori interessati ad accaparrarsi i lavori, presunte infiltrazioni mafiose e funzionari pubblici compiacenti pronti a chiudere un occhio in cambio di tangenti. Un affare da 4 miliardi di euro stoppato da una sentenza che, nel 2007, bocciò la gara per difetto di publicizzazione. Ma secondo i pm della Dda di Palermo ci sarebbe ben altro che vizi di forma.
La vicenda dei termovalorizzatori emerge in diverse inchieste: quella per concorso esterno in associazione mafiosa a carico dell’ex governatore siciliano Salvatore Cuffaro; quella sul progetto di realizzazione dell’inceneritore di Bellolampo. Spunti investigativi messi insieme dai pm dopo la presentazione in Procura di un dossier sugli impianti da parte dell’assessore regionale all’Energia Russo, più volte sentito dai magistrati e dopo la denuncia del Governatore. Il dossier del governo regionale, dunque, è l’ultimo campanello d’allarme che induce i pm a disporre un’indagine generale su tutti e quattro gli impianti. E per far luce sul business incompiuto, definito da Lombardo "l’affare del secolo", la Procura ha delegato alla Finanza la perquisizione delle sedi di tutte le associazioni temporanee di impresa vincitrici della gara, delle società consortili e dell’Arra, l’agenzia regionale dei rifiuti e delle acque che fu l’ente appaltante.

L’ipotesi investigativa è quella di un accordo di cartello tra le quattro Ati aggiudicatarie che, con la compiacenza di funzionari pubblici a cui sarebbero andate tangenti, si sarebbero spartite a tavolino i lavori e poi, dopo la bocciatura europea, avrebbero fatto andare deserte le gare successive per indurre la Regione ad abbandonare la strada del bando pubblico. Un’intesa, quella ipotizzata, che risalirebbe a prima del 2002 quando, attraverso l’Arra, la Regione bandì la gara. Della vicenda si occuparono l’ex presidente della Regione Salvatore Cuffaro, in qualità di commissario straordinario dell’emergenza rifiuti, e il suo vice Felice Crosta. Ad aggiudicarsi l’appalto furono quattro raggruppamenti di imprese: la Pea di cui faceva parte la Safab, poi coinvolta in un’inchiesta di corruzione, la Platani Energia Ambiente, la Tifeo e la Sicil Power. Tre Ati erano capeggiate dal gruppo Falck e uno da Waste Italia. Diversi i punti da chiarire: dalla partecipazione alla gara di un’impresa, la Altecoen, priva di certificazione antimafia – la ditta venne estromessa, ma la gara proseguì -, alla costituzione delle Ati in presenza dello stesso notaio. E ancora i criteri scelti per l’individuazione dei siti sui quali dovevano sorgere i termovalorizzatori: Palermo, Casteltermini, Augusta e Paternò. Aree individuate, su previsione del bando, dalle stesse ditte che avevano presentato le offerte teoricamente al buio senza la minima sovrapposizione territoriale. La gara fu però annullata dalla Corte di Giustizia Europea che contestò il mancato rispetto della procedura di evidenza pubblica imposta dalla direttive europee. Le due successive bandite l’anno scorso sono andate deserte.


[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing, Ansa, Reuters.it, AGI]

- Termovalorizzatori siciliani: tutto da rifare (Guidasicilia, 23/07/08)


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*C.V. Dott. Croce Antonio Responsabile Settore Vigilanza (Polizia Municipale).
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CEMENTERIE SICILIANE RICORSO AL TAR N. 02574/2010 REG.DEC.N. 01513/1996 REG.RIC

CEMENTERIE SICILIANE RICORSO AL TAR N. 02574/2010 REG.DEC.N. 01513/1996 REG.RIC


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REPUBBLICA ITALIANA

Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia
(Sezione Prima)

Il Giudice delegato
ha pronunciato il presente
DECRETO
Sul ricorso numero di registro generale 1513 del 1996, proposto da:
Cementerie Siciliane S.p.A., rappresentata e difesa dagli avv. Giacomo D'Asaro, Bruno Lucchini, con domicilio eletto presso Giacomo D'Asaro in Palermo, via XX Settembre 29; 
contro
Provincia Regionale di Palermo, rappresentato e difeso dall'avv. Ignazio Mirabella, con domicilio eletto presso Ignazio Mirabella in Palermo, via P. Paternostro 43; Comune di Isola delle Femmine; Assessorato Reg.Le del Territorio e dell'Ambiente, Presidente della Regione Siciliana, rappresentati e difesi dall'Avvocatura Stato, domiciliata per legge in Palermo, via A. De Gasperi 81; 
per l'annullamento
previa sospensione dell'efficacia,
INTIMAZIONE AD EFFETTUARE IL MONITORAGGIO DELL'ATMOSFERA CIRCOSTANTE IL TERRITORIORIO IN CUI SONO UBICATE LE CEMENTERIE SICILIANE.

Visto il ricorso con i relativi allegati;
Visto l'art. 9 della legge 21 luglio 2000, n. 205, come modificato ed integrato dall'art. 54 D.L. 25 giugno 2008 n. 112 e dall'art. 57, comma 1, L. 18 giugno 2009 n. 69;
Considerato che il ricorso risulta depositato il giorno 10 aprile 1996;
Considerato che nel termine e nel modo previsti dal citato art. 9, comma 2, primo e secondo periodo, della legge 21 luglio 2000 n. 205 non è stata presentata nuova istanza di fissazione di udienza;

P.Q.M.
Dichiara perento il ricorso indicato in epigrafe.
Spese compensate.
La Segreteria darà comunicazione del presente decreto alle parti costituite. Nel termine di 60 giorni dalla comunicazione ciascuna delle parti costituite può proporre opposizione al Collegio, con atto notificato a tutte le parti e depositato presso la Segreteria entro 10 giorni dall'ultima notifica.
Così deciso in Palermo il giorno 1 marzo 2010.





Il Giudice delegato
Pier Luigi Tomaiuoli





DEPOSITATO IN SEGRETERIA
Il 10/03/2010
IL SEGRETARIO




https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=ZK75YL7KDMBN2NBAMDZJZLGNLM&q=isola%20or%20delle%20or%20femmine

*Lettera aperta al sindaco di Isola delle Femmine



CAVE, CEMENTERIE SICILIANE, EMISSIONI IN ATMOSFERA, ISOLA DELLE FEMMINE, ITALCEMENTI, MONOSTRALLA, PETCOKE, PIAN DELL'AIA, RAFFO ROSSO, TAR, TORRETTA,CARINI,MARIO D'ACQUISTO

' NAPOLITANO E' OK LO SPIAVO DAL ' 48'


' NAPOLITANO E' OK LO SPIAVO DAL ' 48'

19 MAGGIO 1996 

ROMA - "Glielo dico in un orecchio: Napolitano era il mio candidato unico". Federico Umberto D' Amato si versa un altro bicchiere di Chardonnay, accarezza il suo silenzioso yorkshire che si chiama Flic, dà fuoco all' ottava Philip Morris in un' ora. "Ho una grande stima di lui, è un uomo freddo, freddo al punto giusto per poter fare il ministro dell' Interno". 

Lo hanno chiamato in molti modi, D' Amato. Il Grande Fascicolatore, il Re degli Spioni, l' Uomo Nero dell' ufficio Affari Riservati del Viminale. C' è molto di esagerato e qualcosa di vero in queste definizioni. Di vero c' è che il prefetto Federico Umberto D' Amato, nonostante il vestito di flic gastronome che si è cucito poi addosso, si porta sulle spalle di pensionato di 78 anni un fardello di storie inconfessabili che vanno dal Sifar a Roberto Calvi transitando per golpe Borghese, Gelli, P2. Per poco meno di 40, è stato l' ascoltatissimo consigliere di governi e ministri. Per decenni, è stato indicato dal Pci come l' uomo che spiava i comunisti per conto degli americani. E ora che un ex-comunista s' è insediato nel suo Viminale, come la mettiamo? 

"Che vuole che faccia? Mi metto a sedere e vedo che succede. I governi passano e i capi divisione restano". Tutto cambi perché nulla cambi? "Bello mio, ma è già tutto cambiato. Veramente pensi che i poliziotti abbiano ancora paura dei comunisti? La paura dei comunisti è un sentimento scomparso da tempo al Viminale, e ben prima che crollasse quel benedetto Muro". Prefetto, mica vorrà dire che non ha mai spiato i comunisti? "Certo, che li ho spiati. Era il mio mestiere, ho diretto l' ufficio speciale della Nato". Anche Napolitano, ha spiato? "Era il mio mestiere". Lavoro illegittimo? "Era tutto legittimo. Eravamo nell' immediato dopoguerra, 1947 o 1948. Io stavo allora all' ufficio politico della Questura e tenevo d' occhio quei giovanotti, Negarville, Reale, Napolitano...". Ma quell' "attenzione" è andata oltre il dopoguerra... 

"Sicuro che è continuata. Venne la ' guerra fredda' e nacque il ' Casellario politico centrale' dove venivano raccolte le schede degli uomini ' più attivi e pericolosi' della sinistra e della destra. C' era anche Napolitano, anche lui ebbe diritto alla sua brava scheda". Insomma, schedavate i comunisti? "Non è una novità, figlio mio. Era tutto fatto all' acqua di rose, però. Si diceva al commissario di Ps: tal dei tali abita nel tuo quartiere, dategli un' occhiata di tanto in tanto e se cambia domicilio, segnalate a questa autorità". 

Tutto qui? "Gesù, ma allora tu non hai capito che questa è stata una Repubblica fondata non sul lavoro, come dice la Costituzione, ma su una paura tutta da ridere. I borghesi tremavano come foglioline al pensiero dei cosacchi in piazza San Pietro. I comunisti avevano paura dello Stato che immaginavano repressivo, occhiuto, efficiente. Invece, quello era uno Stato sfessato e quella paura faceva felici e ricchi soltanto i ciarlatani, i magliari, i venditori di fumo. 

Qualcuno si è seduto anche al Viminale". 

Chi? "Tambroni, ad esempio. Il peggior ministro dell' Interno che ho conosciuto. Era un provincialotto, si sistemò al Viminale e perse la testa. Strinse legami pericolosi e illeciti con settori della Cia". Che cosa fece? "Si accordò con uno della Cia che veniva da Trieste e insieme crearono un nucleo investigativo speciale - un gruppo di irregolari, soprattutto italo-americani - che si piazzò dentro il Viminale con a capo un questore. Con le notizie raccolte da questi sciamannati, Tambroni si presentava in Parlamento a raccontare risibili storie sui ' propositi rivoluzionari' del Pci. Ma, in fondo, il Pci era il falso bersaglio". Quello vero qual era? 

"I veri avversari di Tambroni non erano i comunisti, ma i suoi amici democristiani. Il ' nucleo speciale' gli serviva per controllare la vita privata dei suoi nemici politici, e incastrarli. Poi, li chiamava nel suo studio, apriva il cassetto della scrivania e diceva: ' Amico mio, se io apro questo cassetto...' ". 

E che aveva nel cassetto? "Praticamente niente, ma la tattica funzionava perché ognuno di noi si porta dietro la sua ombra".

Tambroni è stato un pessimo ministro. E gli altri? "Ce ne sono stati di ottimi. Ottimo è stato Romita, straordinari Scelba, Paolo Emilio Taviani e Francesco Cossiga". Scalfaro non è nel novero?

"Non mi pronuncio su Scalfaro, altrimenti quest' intervista diventa un guaio". E i peggiori? "Gesù, Gava! Lo vedi che mi mancano i capelli. Mi caddero quando Antonio Gava divenne ministro dell' Interno. Avevo appena smesso i calzoni corti e già mio padre - Federico, questore - diceva che erano mariuoli". 

E i capi della polizia? "Ce ne sono stati di ottimi. Carcaterra, Vicari, Zanda, Meneghini, Parlato, Coronas. Gente che non ha mai fatto un intrallazzo, semmai gli intrallazzi se li facevano i ministri, da soli". Vincenzo Parisi non è nella schiera? "Soltanto perché ho 78 anni. L' ho dimenticato. Un grandissimo capo della polizia. Soltanto un imbecille come Maroni poteva liquidarlo in quel modo facendogli venire l' infarto fatale". Se dovesse dare un consiglio a Napolitano, che cosa gli direbbe? "Gli direi innanzi tutto: signor ministro, io so che lei non ha mai creduto a quella sciocca paura che ha diviso l' Italia per cinquant' anni. 

Anche per questo, io so che lei sarà un buon ministro dell' Interno. Le posso dare due consigli. 

Come diceva Talleyrand ai suoi direttori generali, anche lei deve rispettare la regola et surtout pas trop de zéle, mai troppo zelo. La sua poltrona ha il difettuccio che chi ci arriva può credersi un padreterno. E' uno di quegli incarichi che producono deliri paranoici, soprattutto una pericolosa mania di grandezza. 

Quindi, niente zelo, onorevole ministro!". E il secondo consiglio? "Mai mangiare al ministero. La cucina dei ministeri, e anche di Palazzo Chigi, è abominevole". Un' ultima domanda. Che c' era in quelle schede intestate a Napolitano? 

"Guagliò, ma tu sei scemo! Se lo dico nella tua intervista, che cosa ci metto nel mio libro di memorie?".

di GIUSEPPE D' AVANZO

https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1996/05/19/napolitano-ok-lo-spiavo-dal.html



*Promemoria per il Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello











1991 15 OTTOBRE LE ACCUSE DI FALCONE AL C.S.M. LEOLUCA ORLANDO ALFREDO GALASSO COSTANZO SAMMARCANDA I FASCICOLI NEI CASSETTI DI FALCONE CUFFARO 

 
1987 9 APRILE VERBALE PENTITO ANTONINO CALDERONE TRIBUNALE MARSIGLIA PRESENTE GIOVANNI FALCONE  MAESTRIA RAMPULLA ORDIGNI


Thursday, May 27, 2010

Isola delle Femmine Bilancio Previsione 2010 Caro "Sindaco" Prof Gaspare Portobello Mafia o Antimafia?


Isola delle Femmine Bilancio Previsione 2010





L’”assessore” rosso in volto (la stessa tonalità di rosso della sua capigliatura) urla al Segretario: 

“Segretario metta a verbale….Segretario metta a verbale…. Il Consigliere ha detto che sono fasullo….”. 
Il Consigliere di rimando al Segretario: “Signor Segretario scriva che LUI è fasullo come lo è il bilancio di previsione che si sta proponendo a questo Consiglio Comunale…è un bilancio non veritiero e quindi falso”. 
Le frasi su riportate ben sintetizzano lo svolgimento della seduta del Consiglio Comunale svoltosi nella serata di ieri. 
I punti all’ordine del giorno rappresentavano un’ottima occasione per illustrare una prospettiva di crescita e di sviluppo economico e sociale di Isola delle Femmine. 

INVECE !!!! minchia, ma che schifiu!!!!!!!!!!! 

Continua a leggere su…. 
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2010/05/isola-delle-femmine-consiglio-comunale.html


Isola delle Femmine Consiglio Comunale Bilancio Previsione 2010 6 maggio 2010

L’”assessore” rosso in volto (la stessa tonalità di rosso della sua capigliatura) urla al Segretario:
“Segretario metta a verbale….Segretario metta a verbale…. Il Consigliere ha detto che sono fasullo….”.
Il Consigliere di rimando al Segretario: “Signor Segretario scriva che LUI è fasullo come lo è il bilancio di previsione che si sta proponendo a questo Consiglio Comunale…è un bilancio non veritiero e quindi falso”.
Le frasi su riportate ben sintetizzano lo svolgimento della seduta del Consiglio Comunale svoltosi nella serata di ieri.
I punti all’ordine del giorno rappresentavano un’ottima occasione per illustrare una prospettiva di crescita e di sviluppo economico e sociale di Isola delle Femmine.
INVECE !!!! minchia, ma che schifiu!!!!!!!!!!!
Un Consiglio Comunale come al solito rissoso, inconcludente, volgare, penoso, avvilente, incapace di offrire una qualsiasi via d’uscita dal pantano in cui versa il nostro paese!
Sapete Cittadini qual’è la mission della squadra Portobello, Cutino,PALazzotto and Company?: cercare la rissa ad ogni costo, sparare nel mucchio con intimidazioni, denunce, querele (l’ultima querela è contro Pino Ciampolillo e la rivista il Vespro), tutto questo per mascherare la propria incapacità amministrativa, la loro intenzione, come sempre, è quella di buttare tutto in rissa, tutto deve diventare una caciara. Mettere tutti a tacere. Urlare per zittire!
La presenza del “sindaco” che con gli occhiali appannati dal vapore acqueo del risentimento della rabbia, del livore, farebbe bene a pulirseli ed in fretta, prima che rischi di Sbattere il naso contro i grandi ostacoli di oggi e di domani che renderanno sempre più “incerto” il suo cammino amministrativo.
La VERITA’ è pronta a disvelarsi gentilissimi Signori! Per diventare patrimonio comune dei Cittadini di Isola delle Femmine ed essere per la Giustizia motivazione di indagine giudiziaria affinchè si affermi, anche nel nostro Comune di isola delle Femmine, il diritto alla giustizia, alla trasparenza, alle pari opportunità e al rispetto delle diversità delle idee e delle opinioni fonti di arricchimento e di sviluppo etico economico e sociale di una Comunità.
PENOSO! Non essere stati capaci di presentare uno straccio di relazione sulle “Opere Triennali”.
Eccovi cittadini di Isola delle Femmine come è stato affrontato l’ordine del giorno sulle “Opere Triennali”.
Presidente del Consiglio: “Chi vota a favore delle opere triennali? Contrari? Astenuti?
La Proposta di delibera delle OPERE TRIENNALI è approvata?
E’ SQUALLIDO?

SI E’ PROPRIO SQUALLIDO!

Ma soprattutto vergognoso e falso. Perché, come ha esordito il Presidente del Consiglio, il libro dei sogni delle opere triennali: e’ un atto dovuto, un atto propedeutico alla discussione sul bilancio.
A supportare la tesi del Presidente del Consiglio Rag Alessandro Giucastro il Responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale: “Non ho nulla da dire”.

Il messaggio cifrato al Consiglio Comunale è stato molto chiaro ed univoco:
E’ INUTILE DISCUTERE VOTATE E BASTA!
Le opere Triennali che dovrebbero dare un’immagine di un PAESE totalmente cantierato e migliorato nella sua vivibilità! In mano a questi SIGNORI diventa un atto burocratico.
Un atto da alzata di mano.


SQUALLIDO SQUALLIDO SQUALLIDO SQUALLIDO

IL BILANCIO anche qui nessun entusiasmo, nessuna immagine di un’economia in movimento, nessuna immagine di miglioramento ed implementazione di servizi per la comunità, nessuna relazione politica di supporto e di indicazione di scelte strategiche (per favore “Sindaco” Portobello non dica che la sua era una relazione).
Alla richiesta di chiarimenti e di dimostrazione della veridicità dei numeri una serie di:

Non so!
Non ho dietro i Documenti!

Forse!
Ma!
Non sapevo!
FASULLO FASULLO FASULLO FASULLO FALSO FALSO FALSO NON VERITIERO ……..
Poco Probabile è: La Giunta Portobello prevede di incassare 800.000 euri di multe;
Vero è Il Responsabile della P.M. dichiara multe per 450.000 euri per il 2009;
Poco Probabile è: La Giunta Portobello prevede un recupero di evasione per 300.000 euri;
Vero è: La Giunta Portobello aumenta la TARSU per i Cittadini;
Vero è: La Giunta Portobello dice che i tributi per l’acqua verranno versati alla A.P.A.;
Vero è: I Cittadini di Isola delle Femmine si ritroveranno aumenti per il servizio idrico approvati dalla Giunta Portobello;
Vero è: Nel Bilancio di previsione non vi è traccia del debito verso l’ATO;
Vero è: I Cittadini saranno costretti, per legge, a vedersi ripartito il debito verso l’ATO;
E’ pur vero che per garantirsi una certa liquidità delle spese correnti (che ammonta a 6 milioni e 107.000 euri) si richiede una anticipazione di tesoreria di 6 milioni di euri.
Dal bilancio si legge che la spesa per spese correnti ammontano a 6 milioni e 107.00 euri. E’ solo una coincidenza che nel bilancio di previsione si prevede di ricorrere ad una anticipazione di tesoreria pari a 6 MILIONI di euri?
A questo punto non resta che confidare in un’azione “risarcitoria” da parte della Corte dei Conti, così come richiesto dal Consigliere Giuseppe Caltanisetta in nome di tutto il gruppo consiliare di Rinascita Isolana.
“Approvazione Bilancio di previsione per l’anno 2010 e Bilancio pluriennale 2010/2012”.
Il Presidente propone al Consiglio Comunale l’adozione della seguente deliberazione:
“Approvazione Bilancio di previsione per l’anno 2010 e Bilancio pluriennale 2010/2012”.
IL CONSIGLIO COMUNALE
Vista la seguente proposta di delibera del servizio finanziario:
Visto il D.Lgs 18/08/2000, n.267 “testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti Locali”
Visto il D.P.R. 31/01/1996, n. 194 “Regolamento per l’approvazione dei modelli di cui all’art.114 del D.Lgs 25/02/1995, n. 77″;
Vista la Legge Finanziaria 2010 Legge 23.12.2009 n° 191 , pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale
G.U. n. 302 del 30-12-2009 – Suppl. Ordinario n. 243
Considerato che il termine per la deliberazione consiliare del bilancio di previsione 2010 è prorogato al 30 aprile 2010. (D.M. 17 dicembre 2009, in G.U. n. 301 del 29 dicembre 2009).
Vista la relazione previsionale e programmatica, il bilancio di previsione pluriennale ed il progetto di bilancio annuale che ai sensi e per gli effetti degli artt. 162, 170 e 171 del D.Lgs n.267/2000, sono stati predisposti dalla Giunta con propria deliberazione n. 32 del 19/03/2010;
Vista la propria deliberazione n._ approvata nella stessa seduta del presente atto, con cui si è provveduto a determinare per l’anno 2009 le tariffe ed i contributi per i servizi a domanda individuale;
Vista la propria deliberazione n._ approvata nella stessa seduta del presente atto, con cui sono stati fissati i prezzi unitari di concessione o concessione delle aree da destinare a insediamenti residenziali, produttivi e terziari;
Vista la deliberazione di Giunta Comunale n.31 del 19/03/2010 ” determinazione annuale delle percentuali da destinare alle finalità indicate dall’art.208 D.Lgs. 258/92 codice della strada “;
Acquisita la relazione dell’organo di revisione, presentata in data 13/04/2010 prot n. 5263 conformemente alle indicazioni dell’art. 239, l° comma lett. b) del D.lgs. 267/00, dalla quale emerge un motivato giudizio di congruità, di coerenza e di attendibilità contabile delle previsioni di bilancio;
Visto lo statuto del Comune, esecutivo a norma di legge;
Visto il regolamento di contabilità, esecutivo a norma di legge;

DELIBERA
1)   di approvare il bilancio di previsione 2010 e relativi allegati (bilancio pluriennale 2010/2012, relazione previsionale e programmatica) negli elaborati che formano tutti parte integrante e sostanziale del presente atto, presentante le seguenti risultanze:

E N T R A T A Riepilogo dei Titoli

titolo I
ENTRA TE TRIBUTARIE €. 2.568.000,00
titolo II
ENTRA TE DERIVANTI DA CONTRIBUTI E TRASFERIMENTI CORRENTI DELLO STATO, DELLE REGIONI E DI ALTRI ENTI NEL SETTORE PUBBLICO ANCHE IN RAPPORTO ALL’ESERCIZIO DI FUNZIONI DELEGA TE DALLA REGIONE €. 2.529.50,82
titolo III
ENTRA TE EXTRA- TRIBUTARIE €. 1.050.154,80
titolo IV
ENTRA TE PER ALIENAZIONE E AMMORTAMENTO DI BENI PATRIMONIALI, PER TRASFERIMENTI DI CAPITALI E RISCOSSIONE DI CREDITI €. 764.68,00
titolo V
ENTRA TE DERIVANTI DA ACCENSIONE DI PRESTITI €. 9.600.000,00
titolo VI
ENTRATE DA SERVIZI PER CONTO DI TERZI €. 3.272.222,00

Avanzo Amministrazione applicato €. 65.405,87

TOTALE ENTRATE €. 19.829.981,49

S P E S A: Riepilogo dei Titoli
titolo I
SPESE CORRENTI €. 6.107.601,49
titolo II
SPESE IN CONTO CAPITALE € 4.352.658,00
titolo III
SPESE PER RIMBORSO DI PRESTITI €. 6.097.500,00
titolo IV
SPESE PER SERVIZI PER CONTO DI TERZI €. 3.272.222,00

TOTALE SPESA €. 19.829.981,49

2)   di dare atto della presenza dell’equilibrio di bilancio tra le previsioni di spesa e le corrispondenti previsioni di entrata, risulta dai seguenti allegati al bilancio che formano parte integrante della presente deliberazione:
1. Bilancio di previsione Entrata 2010
2. Bilancio di Previsione spesa 2010
3. Riepiloghi della spesa-corrente -e/capitale e Rimborso prestiti
4. Quadro riassuntivo generale
5. Risultati differenziali
6. Bilancio pluriennale 2010/2012- Entrata
7. Bilancio pluriennale spesa 2010/2012 per programmi
8. Riepilogo bilancio pluriennale per programmi
9. Riepilogo bilancio pluriennale spesa 2010/2012.
3)   di ritenere impegnate, ai sensi dell’art. 183 comma 2 del D.Lgs. 267/00, le spese dovute:
a) per il trattamento economico tabellare già attribuito al personale dipendente e per i relativi oneri riflessi;
b) per le rate di ammortamento dei mutui e dei prestiti, interessi di preammortamento ed ulteriori oneri accessori;
c) per le spese dovute nell’esercizio in base a contratti e disposizioni di legge.
4)   di dare atto che, sulla base del bilancio deliberato, la Giunta Comunale, con proprio atto, definirà il Piano Esecutivo di Gestione ai sensi dell’art.169 del D.Lgs. 267/00 e del vigente regolamento comunale di contabilità.



IL CONSIGLIO COMUNALE
Il Presidente, preliminarmente, ringrazia la commissione consiliare al bilancio per il lavoro svolto.
Il Sindaco da lettura di una relazione che allega alla presente per costituirne parte integrante.
Il Consigliere Caltanissetta chiede di conoscere i dati che facciano ritenere certi e veritieri gli stanziamenti in entrata derivanti dalla lotta all’evasione in tema di ICI e TARSU, chiedendo in particolare di conoscere se si sia proceduto alla redazione di un apposito ruolo, anche in funzione di quanto affermato dai revisori nella loro relazione.
Il Responsabile del settore finanziario, presente in aula, precisa che gli importi iscritti in bilancio sono la conseguenza di valutazioni operate su un’indagine a campione effettuata utilizzando nuovi programmi informatici e sulla base di quanto accertato dal corpo di Polizia Municipale.
Il Consigliere Caltanissetta chiede di conoscere quanto effettivamente accertato nell’anno 2009 quali entrate conseguenti a contravvenzioni per violazione del codice della strada, stante che, per quanto a sua conoscenza, il comando di P.M. avrebbe comunicato accertamenti per € 463.000 e non per € 922.000 come iscritto nel bilancio di previsione.
Il Responsabile del settore finanziario evidenzia come detta cifra sia stata iscritta sulla base di quanto comunicato dal comando di P.M. ed inserita nella delibera della Giunta Municipale in sede di ripartizione dei proventi ex art. 204 del codice della strada. Evidenzia come ogni funzionario si assuma la responsabilità delle proprie affermazioni per cui in bilancio è stata iscritta la somma indicata dal comandante del corpo di P.M.
Il Consigliere Caltanissetta evidenzia come egli abbia eccepito sull’accertamento definitivo del 2009 e non sullo stanziamento del bilancio 2010.
Il Responsabile del settore finanziario afferma che il dato riferito all’esercizio precedente è solo indicativo e viene inserito per mera conoscenza stante che i dati definitivi faranno parte del conto consuntivo 2009, non in discussione in questa sede.
Il Presidente afferma che la miglior risposta ai dubbi del Consigliere è costituita dal fatto che il collegio dei revisori ha dato parere favorevole sul bilancio nel suo complesso; concede, pertanto, la parola al Presidente del collegio di revisione.
Il Dr. Genco, componente del collegio, evidenzia come in sede di predisposizione del bilancio di previsione il comandante del corpo di P.M. abbia fornito il dato che è stato inserito in bilancio, dopo l’approvazione dello schema di bilancio da parte della G.M. il comandante, possibilmente a seguito di ulteriori accertamenti, ha fornito un dato diverso da quello comunicato in precedenza.
Il Consigliere Battaglia ribadisce come il dato relativo all’anno precedente risulti solo funzionale a garantire le valutazioni dei consiglieri e non abbia carattere tassativo.
Il Responsabile del settore finanziario evidenzia come il dato relativo all’accertamento vada ad aggiungersi a quanto già incassato nel corso dell’anno, per cui l’accertamento complessivo sarà dato dalla somma di più dati e verrà evidenziato in via definitiva in sede di conto consuntivo.
Il Presidente invita a posporre ogni valutazione in merito ai proventi dalle contravvenzioni per violazione del codice della strada all’atto dell’esame del conto consuntivo dell’esercizio 2009.
Il Consigliere Caltanissetta afferma che l’inserimento in bilancio di un dato non rispondente a verità vanificherebbe le valutazioni dei consiglieri sugli stanziamenti di bilancio.
Chiede, quindi, che venga messa a verbale la seguente dichiarazione: “attesa l’impossibilità di conoscere gli estremi documentali relativi all’accertamento 2009 delle risorse finalizzate al codice della strada e considerato quanto richiesto dai revisori, si evidenzia la dubbia opportunità delle previsioni di competenza 2010 (in fatto concreto) in relazione alla risorsa in questione”.
Continuando nell’esame del bilancio, chiede, quindi, le seguenti informazioni:
1.   In merito all’anticipazione di tesoreria di cui al titolo V° chiede se sussiste una posizione debitoria arretrata, ottenendo una risposta negativa da parte del responsabile del settore finanziario:
2.   notando che nella parte attinente lo smaltimento dei rifiuti è prevista una spesa di personale di circa € 190.000 chiede a cosa si riferisca stante che il servizio risulta gestito dall’ATO; Il Responsabile del settore finanziario evidenzia come in detto capitolo trovino allocazione alcune unità non transitate all’ATO idrico e personale amministrativo interno;
3.   come sia stato calcolato lo stanziamento per il servizio di raccolta rifiuti solidi urbani; il
Responsabile del settore finanziario risponde che lo stanziamento comprende
a)   il costo del servizio da corrispondere all’ATO per un importo di € 809.000,00 pari all’importo previsto nel piano industriale 2005;
b)   servizi di pulizia straordinaria non di competenza dell’ATO, quali il litorale e scali di alaggio;
c)   interventi di disinfezione disinfestazione e derattizzazione.
Chiede, quindi, se corrisponde al vero o sia almeno verosimile il dato contenuto in una scheda contabile in suo possesso, fornitagli dall’ATO, dalla quale risulta un debito di questo Comune nei confronti dell’ATO di oltre € 1.500.000.
Il Presidente lamenta che detti dubbi non siano stati sollevati in sede di commissione bilancio il cui scopo è quello di fornire ai consiglieri tutte le informazioni di cui gli stessi necessitano. In questa sede, invece il responsabile del settore finanziario non è in grado di attestare la veridicità di alcun documento presentato.
Il Sindaco da lettura di una nota a firma del responsabile del settore finanziario che fissa in € 163.000,00 l’esatto ammontare del debito del Comune nei confronti dell’ATO.
Il Consigliere Caltanissetta afferma che il documento di cui il Sindaco ha dato lettura è incompatibile con i dati della scheda in suo possesso e chiede di conoscere quale dei due dati sia quello esatto.
Il Responsabile del settore finanziario invita a rinviare ogni valutazione al fine di consentirgli di effettuare dei controlli con gli atti disponibili in ufficio, confermando, comunque, la validità della nota di cui il Sindaco ha dato lettura.
Il Consigliere Caltanissetta afferma che egli ha presentato richiesta di rilascio di specifici atti agli uffici comunali che non hanno provveduto a fornirglieli per cui egli ha dovuto acquisire ogni utile notizia direttamente presso gli uffici dell’ATO.
Il Presidente evidenzia come tutti i consiglieri godano di pari trattamento avendo pari diritti presso gli uffici comunali siano essi di maggioranza che di minoranza; Se una richiesta non è stata evasa vuol dire che sussistevano taluni impedimenti, come ad esempio la presenza di dati sensibili su cui opera la tutela della privacy.
Il Consigliere Caltanissetta chiede di conoscere il riflesso che avrebbe sui residui l’esistenza di un debito di € 1.500.000.
Il Responsabile del settore finanziario riafferma che i dati richiesti attengono alle risultanze del conto consuntivo non in atto in esame. Per quanto attiene, comunque, ai residui rinvia ad un’apposita determina del proprio settore che indica tutti i residui in essere, sia attivi che passivi, per cui invita a prendere in esame detto provvedimento.
Il Presidente, ritenendo che informazioni sul credito vantato dall’ATO possano essere fornite dall’assessore Cutino, al fine di favorire il dibattito, concede a questi la parola. Detta valutazione viene contestata dai consiglieri di minoranza ed i conseguenti clamori costringono il Presidente a sospendere brevemente la seduta. Alla ripresa, calmati gli animi ed abbassati i toni, il Presidente invita l’Assessore Cutino ad intervenire.
L’assessore Cutino chiede che venga messa a verbale la seguente dichiarazione: “l’assessore Cutino si ritiene leso nella sua dignità di persona e di amministratore laddove viene apostrofato dal Consigliere Billeci Orazio con le seguenti parole “sei un fasullo”. La presenza degli assessori all’interno di questo consesso, laddove tra l’altro avviene per specifico invito del Presidente, è legittima e meritevole di rispetto e credo determinante per la corretta e buona conduzione dei lavori consiliari, pertanto, i consiglieri tutti dovrebbero approvare lo sforzo che questa Giunta Municipale mette sempre in atto per assicurare la presenza in consiglio a supporto dei consiglieri”. Dopo aver precisato che se chiede di intervenire non lo fa per spirito di protagonismo ma solo per fornire chiarimenti in funzione della presenza in consiglio, insieme al Sindaco, cui si vuole dare supporto, entrando nel merito dell’ammontare del debito nei confronti dell’ATO dichiara di non condividere le affermazioni del Consigliere Caltanissetta che risultano fuorvianti specialmente laddove esibisce un documento, di incerta provenienza, di cui chiede che, seduta stante, ne vengano certificate le risultanze. Afferma che, comunque, l’ammontare del debito, qualunque esso sia, non va imputato a questo bilancio risultando già inserito nei bilanci dei rispettivi esercizi. Invita a confrontarsi con spirito democratico.
Il Consigliere Caltanissetta ribadisce che il bilancio dell’ATO prevede un credito nei confronti di questo Comune di circa € 3.700.000 e chiede se in ogni caso sia verosimile fissare in € 1.500.000 la posizione debitoria del Comune. Chiede, inoltre, se in aggiunta all’importo citato esistano ulteriori fatture emesse a carico del Comune di Isola delle Femmine, in quanto in assenza il bilancio dell’ATO sarebbe errato.
Il Sindaco, dopo aver evidenziato come anche lo stesso ATO fornisca dati contrastanti, ribadisce che la differenza tra la cifra prevista da questo Comune e quella richiesta dall’ATO discenda da una diversa base di valutazione iniziale ( costo sostenuto-costo previsto nell’unico piano industriale approvato, quello del 2005) nonché dalla valutazione dei servizi offerti, che secondo questo Comune non sarebbero tutti quelli previsti nel piano industriale e la cui assenza comporterebbe una decurtazione dei costi che questo ufficio tecnico ha valutato nell’ordine del 40%. Sulla base di queste valutazioni il debito di questo Comune è quantizzabile in € 163.000. Da dette valutazione divergenti scaturisce la materia del contendere in atto esistente tra quest’Amministrazione e l’ATO PA1.
Il Consigliere Caltanissetta ribadisce ancora una volta di ritenere corretto, sulla base del piano industriale un debito di € 1.500.000 e reitera la richiesta di conoscere se esistono fatture emesse dall’ATO non conteggiate e non contestate.
Il Responsabile del settore finanziario invita a porre dette domande al responsabile del settore tecnico cui compete la gestione del servizio.
Il Consigliere Caltanissetta afferma, che secondo quanto affermato dal responsabile del settore tecnico nessuna fattura è stata oggetto di contestazione. Riepilogando, a suo avviso, il Sindaco avrebbe riconosciuto l’esistenza di un debito di € 1.500.000 così calcolato secondo le previsioni del piano industriale 2005, a detto importo si aggiungerebbero ulteriori € 2.200.000 per fatture emesse dall’ATO e non contabilizzate, tuttavia non vengono fornite prove documentali sulla effettiva consistenza del debito, sull’esistenza di ulteriori fatturazione e sull’esistenza di contestazioni.
Tornando, quindi, all’esame del bilancio chiede delucidazioni sulle previsioni del bilancio pluriennale su cui i revisori hanno espresso un parere estremamente critico, precisando che detto bilancio non costituisce una formalità ma è un documento necessario ed indispensabile; Evidenzia come il collegio definisca i bilanci degli esercizi 2011 e 2012 pressapochistici e identici tra loro.
Il Presidente ribadisce ancora una volta, come nonostante le diverse valutazioni il parere del collegio nel suo complesso sia comunque positivo.
Il Sindaco in considerazione delle critiche sollevate dal gruppo Rinascita Isolana chiede se il gruppo abbia predisposto delle proposte correttive che  prevedano il ripiano degli asseriti debiti e che individuino le voci di spesa da stornare per il ripiano delle affermate situazioni debitorie.
Il Consigliere Caltanissetta afferma che la presentazioni di emendamenti correttivi presupporrebbe che la maggioranza avesse avuto un diverso atteggiamento nei confronti della minoranza, in assenza non ha senso chiedere una proposta di collaborazione. Le valutazioni sulla correttezza del bilancio saranno operate dalla Corte dei Conti alla quale si chiede che venga trasmesso il presente documento. Il gruppo si è limitato ad evidenziare gli errori e le incongruenze esistenti nel bilancio.
Il Sindaco afferma che non si chiedeva la collaborazione del gruppo di minoranza ma si auspicava un comportamento concludente con le osservazioni fatte che proponesse modalità di gestione contabile delle affermate situazioni debitorie e che andasse ad individuare le risorse da stornare.
Il Consigliere Caltanissetta afferma che non si sta dimostrando disponibilità a cogliere l’importanza dei contenuti rispetto alle forme e ciò dimostra l’assenza di un clima di rispetto dell’opposizione.
Il Presidente, contestando le affermazioni del Consigliere Caltanissetta in ordine al rispetto dell’opposizione, afferma che gli uffici comunali ed in particolare gli addetti al settore finanziario hanno sempre fornito la massima collaborazione; Il Sindaco ha sempre dato ampia prova di rispetto dell’opposizione cercando di coinvolgerla anche in incontri con autorità sovracomunali, ed in dette occasioni è stato il gruppo Rinascita Isolana a non partecipare. Il Consiglio ha sempre operato con la massima trasparenza e legalità su tutti gli atti sui quali è sempre stata consentita un’attenta analisi.
Il Consigliere Guttadauro a nome del gruppo Progetto Isola dà lettura di un emendamento.
Il Consigliere Battaglia afferma che l’emendamento presentato dal gruppo ha solo una connotazione politica all’interno di un bilancio ampiamente condiviso e oggetto di uno studio approfondito. La percezione di un clima ostile da parte della minoranza è frutto della propria sensibilità, detta percezione, comunque, non avrebbe precluso la possibilità di presentare un emendamento che avesse magari individuato soluzioni che avrebbero potuto evitare aumenti della TARSU. Afferma che partecipare ai lavori della commissione sarebbe stata la chiave giusta che avrebbe permesso a questo consesso un dibattito sereno. Non è l’assessore Cutino che avvelena il clima, anzi questi viene assaltato non appena chiede di parlare. Preannuncia il voto favorevole del gruppo sull’emendamento.
Il Consigliere Caltanissetta ribatte che quando l’opposizione si riferisce ad un clima di ostilità valuta la violazione dei diritti della minoranza, laddove non le vengono forniti gli atti richiesti. La presentazione dell’emendamento dimostra l’asservimento del gruppo di maggioranza all’Amministrazione in quanto ci si limita a spostare una cifra pari ad appena all’uno per mille dello stanziamento complessivo, Ciò dimostra in maniera limpida l’impossibilità di qualsiasi forma di collaborazione. Preannuncia la presentazione, quanto prima, di una mozione sulle cause che hanno impedito al gruppo di partecipare all’incontro presso l’assessorato Regionale Territorio ed Ambiente.
Si accerta l’allontanamento dall’aula dei consiglieri Cardinale e Mannino presenti n. 12.
Il Presidente poiché nessuno chiede ulteriormente di intervenire pone in votazione l’emendamento del gruppo Progetto Isola ed assistito dagli scrutatori nominati ad inizio di seduta, accerta il seguente esito:
Presenti e votanti n.12, voti favorevoli espressi per alzata di mano n. 8, voti contrari n.4 (i
consiglieri Caltanissetta; Billeci, Crisci e Nevoloso)
Il Consigliere Caltanissetta fa la seguente dichiarazione di voto sul bilancio: “Preannuncia il voto contrario del gruppo Rinascita Isolana, innanzitutto perché le previsioni di bilancio risentono di un’assoluta assenza di pianificazione stante che la maggior parte degli stanziamenti risultano obbligatori e gli stanziamenti discrezionali risultano assolutamente dubbi. Resta tutta da verificare l’attendibilità di maggiori entrate ed in particolare dei 100.000 euro che dovranno conseguire dalla lotta all’evasione ICI, dei 200.000 da reperire con la lotta all’evasione TARSU, per i quali non viene fornita alcuna dimostrazione; dei 350.000 euro che dovrebbero provenire da sanzioni per violazione del codice della strada, su cui non è possibile fare anche in questo caso alcuna valutazione non essendo possibile nemmeno avere conoscenza di quanto accertato nel 2009; Le restanti previsioni risultano ottimistiche e poco realistiche. A ciò si aggiunga l’esistenza di una posizione debitoria nei confronti dell’ATO rifiuti per circa 3.700.000 euro. Di conseguenza il bilancio risulta poco responsabile e incapace di assicurare qualsiasi possibilità di rilancio dell’economia isolana.
Ribadisce la richiesta che la delibera e l’intero bilancio venga trasmessa alla Corte dei Conti”.
Il Consigliere Battaglia dà lettura di un documento che si allega alla presente per farne parte
integrante.
Il Presidente, poiché nessuno chiede ulteriormente di intervenire, pone in votazione il bilancio così come emendato ed assistito dagli scrutatori nominati ad inizio di seduta, accerta il seguente esito:
Presenti e votanti n.12, voti favorevoli espressi per alzata di mano n. 8, voti contrari n.4 (i
consiglieri Caltanissetta; Billeci, Crisci e Nevoloso).
Il Consigliere Dionisi chiede che la presente deliberazione venga dichiarata immediatamente
esecutiva.
Il Presidente, poiché nessuno chiede ulteriormente di intervenire, pone in votazione la proposta del consigliere Dionisi ed assistito dagli scrutatori nominati ad inizio di seduta, accerta il seguente esito:
Presenti e votanti n.12, voti favorevoli espressi per alzata di mano n. 8, voti contrari n.4 (i consiglieri Caltanissetta; Billeci, Crisci e Nevoloso)
Per effetto delle superiori votazioni IL CONSIGLIO:
D E L I B E R A
Di approvare il bilancio di previsione dell’esercizio 2010, il bilancio triennale 2010/2012 e la relazione revisionale e programmatica come meglio indicata nella proposta di deliberazione.
Dichiarare la presente immediatamente esecutiva
Il Presidente informa il Consiglio Comunale che a seguito dell’approvazione del Bilancio e della dichiarazione di immediata esecutività dello stesso l’ultimo punto all’ordine del giorno non và più trattato.
I lavori vengono chiusi alle ore 22,10.


A cura del comitato cittadino Isola Pulita di Isola delle Femmine





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Caro "Sindaco" Prof Gaspare Portobello Mafia o Antimafia?


Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, tra qualche ora saranno le 17 e cinquaottominuti, e come sempre mi succede, penso a quale potrebbe essere il mio piccolo contributo per onorare la memoria dell’UOMO Giovanni Falcone, un contributo atto a denunciare i tanti assassinii e le tante ingiustizie che vengono perpetrate contro la parte più debole della Società, un contributo che denunci i tanti diritti negati.
Un contributo capace di trasformarsi in un unico e grande urlo contro chi “avvelena” nella mente nel fisico e nello spirito un’intera comunità al solo scopo di perseguire il proprio interesse personale fatto di soldi e di potere.
Il problema è, caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, da dove partire?
Ma soprattutto con Chi?
Con chi, nella sua funzione di “Sindaco” nel seno di un consenso di un Consiglio Comunale dichiara apertamente:
“Giova ricordare peraltro che il personaggio proprietario del bene confiscato, in occasione delle scorse elezioni amministrative, sosteneva il candidato della lista Rinascita Isolana, Rosario Rappa”…
Come dire il Consiglio Comunale è stato eletto anche grazie ai voti dei mafiosi?
Con chi, come LEI Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, QUERELA i Cittadini che con spirito di sacrificio con abnegazione con tantissimo senso civico si sforzano di informare, raccontare i fatti, collegare i fatti tra loro e dare loro una sequenzialità nel loro accadimento?


Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, riportare atti, riportare deliberazioni, riportare dichiarazioni, ricordare gli impegni presi in campagna elettorale che non siete stati capaci di mantenere, informare i Cittadini di Isola delle Femmine dell’enorme spreco di risorse economiche del comune, informare delle assidue e persistenti presenze nella Casa Comunale di personaggi su cui l’amministrazione della giustizia ha sentenziato, informare i Cittadini di Isola delle Femmine dei legami di parentela che legano personaggi della Pubblica Amministrazione con il mondo degli affari della speculazione della mafia…
Questo, Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello è il mio piccolo contributo alla memoria dell’UOMO Giovanni Falcone ed ai tanti UOMINI senza ZII, non conosciuti, che quotidianamente si battono contro l’ingiustizia la sopraffazione e il RISPETTO DELLA DIGNITA’ UMANA.


Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello il mio impegno, in questo momento, è rivolto inoltre ad impedire che la Sua QUERELA nei miei confronti non DIVENTI un fatto personale tra me e la Sua persona (su cui, per educazione ricevuta, nutro sempre RISPETTO), ma venga riportata nel suo giusto alveo di una QUERELA tutta politica. Perché i fatti denunciati nell’articolo “La Kupola della politica a Isola delle Femmine ” è una DENUNCIA POLITICA, sono FATTI che mettono in discussione VALORI che non sono certamente appannaggio del solo Cittadino Ciampolillo, bensì sono VALORI che appartengono anzi devono appartenere a tutta una Comunità. Pensa veramente Lei Signor “Sindaco” che il VALORE “libertà di espressione” possa appartenere solo al sottoscritto Pino Ciampolillo?


NO! Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello il VALORE “libertà” appartiene oltre che al sottoscritto, all’amico Rubino, agli amici de il Notiziario, agli amici del Vespro, appartiene al compagno Ambrogio Conigliaro, all’amico Stefano Bologna come a Caltanisetta ed al gruppo di Rinascita Isolana, il VALORE LIBERTA’ appartiene a tutti quei Cittadini di Isola delle Femmine che liberamente non l’hanno votato, ma comunque si aspettavano da Lei risposte concrete ai tanti problemi che attanagliano Isola delle Femmine.


No! Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello non è stata una dimenticanza non aver citato Lei e tantomeno il Suo GRUPPO, per un semplice motivo: Lei nel QUERELARMI ha di fatto dichiarato che il VALORE “libertà di espressione” non fa parte della Sua Personalità come non fa parte della personalità dei membri del Suo Gruppo che non hanno espresso la loro contrarietà alla sua decisione di QUERELARMI. Insomma non fa parte del vostro bagaglio Culturale.


Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, mi chiedevo se la Sua coscienza, ha avuto qualche dubbio, oppure un rimorso, quantomeno un piccolissimo ripensamento nel momento in cui si faceva stilare la QUERELA , contro la mia persona e della redazione de il “Vespro”.



Caro Signor “Sindaco” sa perfettamente che ex amministratori di Isola delle Femmine con i Cittadini onesti di Isola delle Femmine sono ancora oggi in attesa di un Suo atto, di una Sua dichiarazione, di una Sua difesa e/o smentita alle accuse riportate da Stampa e televisione, accuse riprese e ripetute nei comizi elettorali delle amministrative scorse, circa le supposte destinazioni di alcuni appartamenti della Calliope in cambio di facilitazioni e “snellimento” delle pratiche edilizie?


Non si è fermato neppure un attimo a pensare ciò? male...male..male..male



Caro Signor, “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, a questo punto, la devo lasciare, per ritrovarmi fra qualche minuto sotto l’albero di Falcone in Via Notarbartolo, con i Cittadini onesti e amanti della LIBERTA’ se Lei riesce a liberarsi da lacci e lacciuoli dello ZIO di turno, l’appuntamento è sotto l’albero di Falcone.

Pino Ciampolillo





“Possiamo sempre fare qualcosa”. In memoria di Giovanni Falcone


“Possiamo sempre fare qualcosa”. In memoria di Giovanni Falcone

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Sono trascorsi diciotto anni dalla strage che il 23 maggio 1992 uccise, insieme alla moglie e alla scorta, Giovanni Falcone. Voglio ricordarlo con le parole che Marcelle Padovani dedica al magistrato come nota introduttiva all’edizione del 1995 di Cose di Cosa Nostra:
“Non avrebbe voluto diventare un eroe, Giovanni Falcone. Perché era convinto che uno Stato tecnicamente attrezzato e politicamente impegnato potesse sconfiggere il crimine organizzato facendo a meno di tanti sacrifici individuali.
Per Falcone, la responsabilità collettiva di un ufficio specializzato, di un’istituzione locale, di una Procura nazionale, avrebbe dovuto cancellare le singole personalità, le singole reponsabilità e dunque la vulnerabilità dei singoli operatori dell’Antimafia: “Quando esistono gli organismi collettivi,” diceva “quando la lotta non è concentrata o simboleggiata da una sola persona, allora la mafia pensa due volte prima di uccidere.” Non avrebbe dunque, Falcone, voluto diventare un eroe. “Vale la pena”, gli avevo chiesto durante un’intervista televisiva del gennaio 1988, “vale la pena rischiare la propria vita per questo Stato?” E lui rispose, un po’ sconcertato: “Che io sappia, c’è soltanto questo Stato, o più precisamente questa società di cui lo Stato è espressione”. Non eroe per vocazione, ma servitore dello Stato: questo era il giudice Falcone.
Era anche – per essere esatti: per questo motivo era – un uomo appassionato di conoscenza, curioso, preciso, pignolo, pragmatico, ossessivamente rigoroso nel rispetto delle forme, sempre alla ricerca di un indizio, di un’informazione, di una verifica, di una prova. Quando interrogava un mafioso, ciò avveniva soltanto dopo aver sgomberato la mente da ogni pregiudizio, da ogni preconcetto, da ogni giudizio ideologico. Mandò un ufficiale della Guardia di Finanza per verificare se nella tale piazzetta a San Paolo in Brasile ci fosse, all’inizio degli anni Ottanta, quel banco di ferro dinanzi a quella falegnameria di cui Tommaso Buscetta aveva parlato nelle sue confessioni. Non per amore del dettaglio accessorio, ma per accertare l’attendibilità dell’insieme della testimonianza dell’ormai celebre “pentito”. In un paese dove troppo spesso ci si accontenta di approssimazioni, di valutazioni, di finti sondaggi, di cifre non verificate, lui si distingueva – e si distingue ancora – per un rigore quasi matematico nella ricerca della verità. Anche per questo, dunque, Falcone fu un grande servitore dello Stato. Un servitore dello Stato che metteva lucidamente in conto anche il sacrifico della propria vita.”
Un sacrificio che c’è stato, e che tuttavia non ci priva della speranza che la sua battaglia possa un giorno essere vinta. Per questo alla memoria della figura umana e professionale di Giovanni Falcone non può che unirsi una massima che, secondo il giudice, “andrebbe scolpita sullo scranno di ogni magistrato e di ogni poliziotto” (p. 153): possiamo fare sempre qualcosa.
Parole che, se davvero abbiamo a cuore il lavoro di Falcone e di quanti hanno sacrificato la propria vita per sconfiggere la mafia, dovremmo fare nostre anche da semplici cittadini – non solo in occasione delle ricorrenze, ma ogni giorno.
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22 maggio 2010
fonte: http://ilnichilista.wordpress.com/2010/05/22/possiamo-sempre-fare-qualcosa-in-memoria-di-giovanni-falcone/

Giovanni Falcone e la paura


Giovanni Falcone e il coraggio


Giovanni Falcone: “La mafia avrà una fine”

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“Si muore quando si viene lasciati soli”

Giovanni Falcone






*Caro "Sindaco" Prof Gaspare Portobello Mafia o Antimafia?
*“Possiamo sempre fare qualcosa”. In memoria di Giovanni Falcone?
*DISTRIBUTORE BENZINA AL PORTO DI ISOLA?

*I TURISTI SCAPPANO DA ISOLA DELLE FEMMINE
SICILIA RIFIUTI: ** Rifiuti in Sicilia, un dossier anonimo
*Candidato alle elezioni amministrative anche un nipote del boss

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Isola Pulita
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Isola delle Femmine Consiglio Comunale Bilancio Previsione 2010 6 maggio 2010
*“Sono disposta a vendere una delle mie ville per disporre dei fondi necessari a impedire il successo delle liste avversarie da quella di Portobello



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Isola delle Femmine Consiglio Comunale Bilancio Previsione 2010 6 maggio 2010
*Arrestato Il Sindaco è accusato di peculato, falso, abuso d'ufficio, truffa aggravata e violazioni al Testo unico in materia edilizia

*Consiglio Comunale Isola delle Femmine 1 febbraio 2010 Rinascita Isolana: Le Vostre collusioni con i POTERI FORTI
*
Isola delle Femmine 16 Gennaio 2010 Rinascita isolana Denuncia il Segretario dr. Scafidi
*Consiglio Comunale 18/9/09 Interrogazioni. Croce Antonio Ato Idrico Associazione Protezione Civile Maggioli
*
Consiglio Comunale Isola delle Femmine 6 Agosto 2009 Rinascita Isolana: "Assessore" CUTINO dimettiti Revocate l'incarico al geom Impastato
*
Bilancio di previsione 2010 proroga al 30 giugno
*La solidarietà dalle Valle dei Templi

*Morte di un Siciliano
*Isola Ecologica di Isola finanziata dalla C.E., Ditta Zuccarello, AL.TA. Borgetto, ATO/PA1?
Dr. Croce, Bruno, geologo Cutino,Puglisi, Ing. Francavilla Arch Licata, M.A.M. s.n.c., geom Dionisi.........
*SEQUESTRATE LE SCHEDE ELETTORALI
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CONSULENZE e..............
*I PACCHI DELL'AMBIENTALISTA rosso-verde-arancione
*M.A.M. s.n.c. PALazzotto Pizzerie verde e Isola ecologiche
*M.A.M. s.n.c. Progetto di Variante ed Elezioni Amministrative
*Consiglio Comunale Su ATO rifiuti e Ripubblicizzazione Acqua Bene Comune
*Angela Corica
*LA CRICCA DEGLI APPALTI
*La munnezza di Isola delle Femmine vale tanto oro quanto pesa
*DELIBERE DELLA GIUNTA PORTOBELLO 2010
*DELIBERE CONSIGLIO COMUNALE
*Rapporto ecomafia 2008 - Sicilia, ciclo dei rifiuti, la monnezza è “Cosa Nostra”
*
Controllo su atti Enti Locali Circolari e Legge Regionale 44/1991
*
U.R.P. Isola delle Femmine inadempiente pag 7
*
Ingegnere Francavilla Stefano
*
APPROVATI CANTIERI DI LAVORO
*
Ingegnere Lascari Gioacchino
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Ingegnere Lascari Gioacchino Scalici
*C.E n.03-2010 - Enea Orazio Ing Lascari
*C
onsulenti Geologi Eletti
*
Dr. Marcello Cutino geologo
*
Cutino dr. Marcello Pet-coke Portobello DIMISSIONI
*Consiglio Comunale Isola delle Femmine 6 Agosto 2009 Rinascita Isolana: "Assessore" CUTINO dimettiti Revocate l'incarico al geom Impastato
*
Minagra dr. Vincenzo Biologo
*Minagra dr. Vincenzo Consulente ambientale del Sindaco Portobello
*
Le acque d’oro di Ambiente e Sicurezza Dr. Minagra
*Vincenzo dr. Minagra Pet-coke Cutino Portobello
*
I COSTI DELLA POLITICA INCARICHI DIRIGENZIALI A LAVORATORI PRECARI
*
Vigilanza e controllo degli enti locali - Ufficio ispettivo

*ISOLA ecologica PIANO Levante CANTIERI lavoro M.A.M. Pizzerie e........
*
APPROVATI CANTIERI DI LAVORO
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Cantiere Lavoro all’isola ecologica
*Isola ecologica
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Architetto Licata Geologo Cutino Incaricati di……
*
Architetto Licata
*Restauro Torre
*
Consiglio Comunale 25 giugno 2009 Insediamento "Sindaco" a Isola delle FemmineDichiarazione Rinascita Isolana

*Accesso agli Atti Dichiarazione Redditi Amministratori
*Isola delle Femmine CARTA DEI VALORI "Servire il Paese"
*Interrogazione Parlamentare su infiltrazione mafiosa a Isola delle Femmine
*Esposto Denuncia Corte dei Conti e Assessorato per danni ERARIALI
*Mi si è ristretto il pene! Colpa dell'inquinamento
*Raccolte 350 firme dei pescatori contro l’installazione del distributore al porto
*Distributore di benzina al porto. Pescatori o diportisti?
*Gestione Porto Ordinanza Capitaneria 20/08
*LA PESCA IL PORTO A ISOLA DELLE FEMMINE
*Impastato Giovanni Assessore LLPP inaugura il porto di Isola
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*ISOLA DELLE FEMMINE TRA STORIA E TRADIZIONE
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*C.V. Dott. Croce Antonio Responsabile Settore Vigilanza (Polizia Municipale).
*C.V. Sig. Tricoli Antonino Responsabile Settore Attività Produttive, Tributi ed Acquedotto






AIELLO,COSTANZO, CUTINO, DIONISI, IMPASTATO, Lucido Antonella, PALazzotto, POMIERO,MAFIA,SORELLE POMIERO, VASSALLO, 2010 BILANCIO,GENCO,FANALE,BILLECI,REVISORI DEI CONTI,CROCE MAGGIORE ANTONIO Isola delle Femmine Bilancio Previsione 2010 Caro "Sindaco" Prof Gaspare Portobello Mafia o Antimafia?