CONTRO L'ARROGANZA DEL POTERE:

PER LA LEGALITA', PER LA PARTECIPAZIONE, PER LA TRASPARENZA. PER IL CONFRONTO,PER LA CONDIVISIONE, PER L'INCLUSIONE, PER LA SOLIDARIETA', PER LA PROGETTUALITA', PER LA REALIZZAZIONE, PER L'ACCOGLIENZA, PER IL RISPETTO








Saturday, August 29, 2009



IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO


N.09 del 13 agosto 2009

Vista

la delibera della Giunta Municipale n°57 del 10 luglio c.a., con la quale si è proceduto all’approvazione dello schema di Bilancio dell’esercizio 2009 e del Bilancio Pluriennale 2009/2011;


Visto
che il Collegio dei Revisori ha espresso il parere di competenza, per cui è possibile procedere a sottoporre detto strumento finanziario all’esame del Consiglio Comunale;
Ritenuto
necessario addivenire al più presto all’approvazione del Bilancio di previsione dell’esercizio 2009;
DETERMINA

Convocare
, per i motivi espressi in narrativa, il Consiglio Comunale per il giorno 31 agosto c.a. alle ore 18,00 presso la sala consiliare “Padre Bagliesi” sita in via Palermo, per la discussione del seguente ordine del giorno:
1. LETTURA ED APPROVAZIONE VERBALI DELLA SEDUTA PRECEDENTE;

2. APPROVAZIONE DEL PROGRAMMA TRIENNALE DELLE OPERE PUBBLICHE RELATIVO AL TRIENNIO 2009 – 2011 E DELL’ELENCO DELLE OPERE PER L’ANNO 2009;

3. MISURA PERCENTUALE DI COPERTURA DEI COSTI COMPLESSIVI DI

TUTTI I SERVIZI A DOMANDA INDIVIDUALE;

4. VERIFICA QUANTITÀ E QUALITÀ DI AREE E FABBRICATI DA DESTINARE

A RESIDENZA E AD ATTIVITÀ PRODUTTIVE E TERZIARIE;

5. PIANO DELLE ALIENAZIONI E VALORIZZAZIONI IMMOBILIARI (ART. 58

COMMA 1 L.133/2008)

6. APPROVAZIONE BILANCIO DI PREVISIONE PER L’ANNO 2009 E BILANCIO

PLURIENNALE 2009/2011;

7. AUTORIZZAZIONE ALL’ESERCIZIO PROVVISORIO 2009

IL Presidente del Consiglio Comunale

Rag.
Alessandro Giucastro





COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE

Provincia di Palermo

Ufficio del Presidente

Prot. n°12192 Lì 30 LUGLIO 2009

OGGETTO:
Convocazione Consiglio Comunale ai sensi dell’art. 125, comma 5, del testo coordinato

dal vigente ordinamento degli Enti Locali.

Ai Consiglieri Comunali


Al Signor Sindaco

Ai Signori Assessori

Al Segretario Comunale

Al Responsabile del Settore Tecnico

Arch. Sandro D’Arpa

Albo Pretorio

SEDE

Al Comando di P. M.

SEDE

Alla Locale Stazione dei Carabinieri

ISOLA DELLE FEMMINE

All’Assessorato Regionale alla Famiglia,

Alle Politiche Sociali, alle Autonomie Locali

Via Trinacria

PALERMO

Alla Prefettura U.T.G.

PALERMO

Le SS.LL., nella qualità, sono invitate a partecipare alla seduta del Consiglio Comunale convocata, ai sensi dell’art. 14 comma 5 del Regolamento del Consiglio Comunale ed ai sensi dell’art. 215, comma 5 del testo coordinato dal vigente Ordinamento Enti Locali, giusta determina presidenziale n°08 del 30 agost o 2009, presso la sala “Padre Bagliesi”, sita nei locali comunali di Via Palermo, il giorno
06 agosto c.a. alle

ore 19,00
per la trattazione degli argomenti di cui di seguito:

1. Lettura ed approvazione verbali della seduta precedente;


2. Destinazione immobile oggetto di confisca ai sensi dell’art.2-ter della Legge 575/65.

Si avverte che ai sensi dell’art. 30 della L.R. 3 Giugno 1986, n.9, come sostituito dall’art. 21 della L.R. n.26/93, la mancanza del numero legale degli intervenuti comporta la sospensione di un’ora della seduta.
Se alla ripresa dei lavori non venisse raggiunto, o dovesse venire meno, il numero legale, la seduta verrà rinviata al giorno successivo alla stessa ora e con il medesimo ordine del giorno senza ulteriore avviso di convocazione.

Distinti Saluti.

Il Presidente del Consiglio Comunale

Rag. Alessandro Giucastro




Il Presidente introduce l’argomento, rappresentando come la materia sia di competenza dell’organo esecutivo, ma il Sindaco ha voluto dare una valenza politica alla scelta coinvolgendo il Consiglio Comunale, ringrazia, pertanto, il Sindaco per la sensibilità dimostrata.
Il Sindaco, ottenuta la parola dal Presidente, illustra l’iter decisionale e politico, dando lettura delle note dell’Agenzia del Demanio che richiede il parere, nonché della risposta fornita dall’Amministrazione a detta nota. Evidenzia come dell’intendimento di destinare l’edificio ad un uso promiscuo, fosse stato informato il comando della compagnia dei Carabinieri di Carini, che dopo aver in un primo momento approvato quanto proposto, in via successiva ha rappresentato l’impossibilità di un uso promiscuo. Sulla base di detta nuova comunicazione si è stabilito di convocare il Consiglio sull’argomento. Afferma che alla decisione va attribuita valenza politica ed in tale ottica l’immobile va destinato a Caserma per la locale stazione dei Carabinieri, si impegna, comunque, a rispettare la volontà che sarà espressa dal consiglio. Dà, quindi, lettura di una relazione che allega al verbale per farne parte integrante della presente.
Si dà atto che entra in aula il Consigliere Crisci, presenti n.14
Il Cons. Caltanissetta, ottenuta la parola, afferma che non esiste alcun dubbio sulla portata e sul tenore politico della scelta di destinazione dell’immobile confiscato, ma proprio in tale considerazione, prima di entrare nel merito dell’argomento, è necessario che l’Amministrazione faccia conoscere in maniera netta gli indirizzi che il Sindaco intende dare alla propria attività amministrativa. Ribadisce come il proprio intervento prenda spunto dall’alto valore politico della decisione da prendere, per cui ripercorrendo la storia del paese e la situazione dei rapporti di affinità tra un componente della Giunta e il soggetto del provvedimento di confisca, va data applicazione al codice etico adottato dal Consiglio Comunale nella precedente legislatura.


Il Presidente rappresenta come con la scelta che si vuole operare, pur in presenza di esigenze pubbliche di diverso utilizzo dell’immobile, si vuole dare un segno tangibile della volontà di combattere il fenomeno mafioso in nome della legalità e trasparenza dell’azione amministrativa. Ribadisce come il Sindaco avrebbe potuto autonomamente disporre del bene e come, solo in funzione di un dialogo, l’argomento sia stato portato all’esame del Consiglio di cui Egli sta difendendo le prerogative.
Il Cons. Caltanissetta, ottenuta la parola dal Presidente, afferma che il gruppo in assenza delle indicazioni richieste abbandonerà l’aula.
Si allontanano i consiglieri Caltanissetta, Crisci, Mignano, Billeci e Mannino. Presenti n.9.
Il Sindaco ribadisce come la migliore dimostrazione della volontà dell’Amministrazione di contrastare il fenomeno mafioso sia costituita dalla scelta di proporre l’assegnazione dell’immobile all’Arma dei Carabinieri affinché venga destinata a Stazione. Detta scelta è stata operata su consiglio dell’assessore Cutino ed è stata condivisa da tutta l’Amministrazione. In tal modo si riconosce l’alto valore morale che l’Arma ha avuto nel combattere la mafia, lotta che ha comportato il sacrificio di tanti uomini delle istituzioni, quali carabinieri, poliziotti e magistrati.
L’assessore Cutino, ottenuta la parola dal Presidente, rappresenta come con la scelta enunciata dal Sindaco si prosegua quanto già posto in essere nella precedente legislatura, nel corso della quale, proprio su sua iniziativa, il Consiglio approvò un codice etico contro la mafia. Detta lotta è stata ritenuta di fondamentale importanza ed ha sempre e comunque contraddistinto quest’Amministrazione. Ribadisce come la scelta di destinare l’immobile a stazione dei Carabinieri non possa che essere condivisa, nonostante la carenza di immobili da destinare a pubbliche funzioni. Evidenzia come la scelta in questione assuma un più alto valore venendo operata in un territorio in cui ha avuto luogo un’efferata strage di mafia. In tal modo si segnala l’intendimento di voler operare nella massima legalità.
Il Cons. Battaglia, ottenuta la parola dal Presidente, si rammarica per l’andamento assunto da quest’assemblea, in quanto sarebbe stata auspicabile una scelta condivisa. Evidenzia come la rinuncia al bene si giustifichi solo con la destinazione a stazione dei carabinieri. Detta scelta oltre che caratterizzare la volontà dell’Amministrazione costituisce la dimostrazione tangibile della presenza dello Stato anche in considerazione che la stazione dei carabinieri verrebbe ubicata in un immobile che insiste proprio sul luogo della strage di mafia più efferata. Preannuncia il voto favorevole del gruppo progetto Isola.
Il Cons. Riso, ottenuta la parola dal Presidente, dichiara di condividere la destinazione proposta, anche se la stessa non risulta indolore per la penuria di immobili e per gli onerosi affitti che questo Comune è costretto a sostenere, non può, tuttavia, essere ignorata la richiesta dell’Arma dei Carabinieri. Auspica che la scelta porti ad una ricaduta in tema di sicurezza e di controllo del territorio con utili ricadute per questa collettività. Si augura che l’ubicazione dell’immobile consenta la realizzazione di un comando provinciale.
L’Assessore Riso, ottenuta la parola dal Presidente, esprime il proprio rammarico per l’allontanamento della minoranza in quanto un argomento così importante avrebbe richiesto l’unanimità dei consensi di tutti i gruppi consiliari, il gruppo Rinascita, invece. ha voluto dare dimostrazione della propria pochezza.

Il Sindaco, ottenuta la parola del Presidente, evidenzia come l’allontanamento dall’aula del gruppo Rinascita abbia una valenza politica di contrarietà alla destinazione proposta. Detta scelta, del resto, risulta in linea con l’atteggiamento assunto in passata da un Consigliere, facente parte oggi del gruppo Rinascita, laddove questi, gia nel 1995, ebbe a contestare scelte analoghe.
Dichiara di ritenere pretestuoso l’atteggiamento assunto dal gruppo Rinascita e reputa che al gruppo manchi la libertà mentale di contrastare la mafia, e ciò risulta preoccupante per il futuro, anche se il gruppo politico Progetto Isola andrà comunque avanti per la propria strada.
Il Presidente si dispiace per l’atteggiamento assunto dalla minoranza anche per le ricadute di immagine sul Consiglio. Pone in votazione la proposta di destinare l’immobile di che trattasi a locale stazione dei Carabinieri.

IL CONSIGLIO COMUNALE
Premesso che:

Con nota prot. n.2009/1067/F-Sicilia del 26/1/2009 l’Agenzia del Demanio ha richiesto a questo comune di indicare le finalità a cui intenderebbe destinare la villa unifamiliare sita in questo Comune contrada Quattro Vanelle, via passaggio del Cedro n. 20, oggetto di decreto di confisca ai sensi dell’art.2 ter della legge 575/1965 a carico di Bruno Pietro nato a isola delle Femmine il 18.11.1946. con nota prot. n.3189 del 23/2 c.a. questo Comune ha segnalato il proprio intendimento di destinare detto immobile in parte a sede istituzionale del Comune, per lo svolgimento di attività istituzionali e sociali rivolte principalmente ai giovani e agli anziani, ed in parte quale caserma dei Carabinieri. Il Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Carini con nota del 23 c.m., acquisita al protocollo di questo comune al n.11872 in pari data della presente, ha comunicato che “motivi di sicurezza connaturati con il servizio reso e le caratteristiche strutturali dell’immobile, appena sufficiente per le esigenze della Stazione, non consentono un uso promiscuo della struttura”.
Preso atto del dibattito di cui in premessa;
Con n. 9 voti favorevoli espressi per alzata di mano su n°9 consiglieri presenti e votanti:

D E L I B E R A
Di proporre la destinazione della villa unifamiliare sita in questo Comune contrada Quattro Vanelle, via passaggio del Cedro n. 20, oggetto di decreto di confisca ai sensi dell’art.2 ter della legge 575/1965 a carico di Bruno Pietro nato a isola delle Femmine il 18.11.1946 a Caserma dei
Carabinieri.
Il Sindaco ribadisce come la modifica della precedente proposta avanzata all’agenzia del Demanio trova la propria ragion d’essere esclusivamente nella nuova destinazione dell’immobile a Caserma dei Carabinieri.
Esaurita la trattazione degli argomenti iscritti all’ordine del giorno il Presidente dichiara chiusa la seduta. Sono le ore 19,50.



Friday, August 28, 2009


Calabria al veleno - Un’area radioattiva
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Vicenda Jolly Rosso. Il Tg1 nella edizione delle 20 di domenica 31 agosto parla di "collina radioattiva"

GUARDA IL SERVIZIO DEL TG1 (CLICCA QUI) [se non riesci a vedere il video scaricalo dal qui in wmv]Una collina radioattiva in Calabria. La conferma arriva dalle analisi svolte. Ed è mistero su cosa sia sepolto in una zona dove si registra un allarmante aumento di tumori.Servizio di Alessio Zucchini e Alessandra Di Tommaso dall'edizione delle 20.00 del 31 agosto 2009
Ecco alcuni scatti dei luoghi di cui ha parlato l'Espresso del 20 agosto scorso ed il Tg1 di domenica 31 agosto, edizione delle 20.


Testo completo



Calabria al veleno

Un'area radioattiva a pochi chilometri dal luogo del naufragio della motonave Rosso. Il sospetto di altri traffici di sostanze tossiche via mare. Con una grave minaccia per la salute

Le ultime scoperte degli investigatori.

UNA COLLINA RADIOATTIVA IN CALABRIA. LA CONFERMA ARRIVA DALLE ANALISI SVOLTE. ED E' MISTERO SU COSA SIA SEPOLTO IN UNA ZONA DOVE SI REGISTRA UN ALLARMANTE AUMENTO DI TUMORI Il mistero della motonave Rosso e lintreccio di veleni sulla costa calabrese.


Alla fine è emerso il peggio del peggio. Si è trovata un’area collinare, a pochi chilometri dal litorale cosentino, contaminata dalla radioattività. Si è scoperto che in quella stessa zona è avvenuto lo smaltimento di rifiuti tossici provenienti dalle lavorazioni industriali. Sono spuntate testimonianze che collegano questi ritrovamenti a traffici, via mare, di scorie pericolose. E soprattutto, si è riscontrato nei comuni limitrofi l’aumento dei tumori maligni, con un pericolo a tutt’oggi incombente sulla popolazione.

VIDEO Gli intrecci dei veleni sulle coste calabresi


Una vicenda terribile che parte il 14 dicembre 1990 dalla spiaggia di Formiciche, Calabria, mezz’ora di macchina a nord di Lamezia Terme. Pochi ombrelloni sparsi, turismo familiare e l’azzurro tenue del mare costeggiato dalla ferrovia. Qui, 19 anni fa, si è arenata davanti agli occhi perplessi dei residenti la motonave Rosso.


Secondo l’armatore Ignazio Messina, si trattò di un incidente provocato dal mare in burrasca. Ai magistrati, invece, venne il dubbio che a bordo ci fossero sostanze tossiche o radioattive: bidoni che avrebbero dovuto essere smaltiti sui fondali marini, e che causa maltempo sarebbero finiti sulla costa, per poi sparire nell’entroterra.


A lungo, come riferito in numerosi articoli da “L’espresso”, gli investigatori hanno cercato di scoprire la verità. Sia sul carico della Rosso, sia sulle altre carrette del mare: imbarcazioni in condizioni pietose, mandate a picco nel Mediterraneo colme di scorie. Un lavoro segnato da mille ostacoli e costanti minacce.


Il 13 dicembre 1995, dentro questo scenario, è morto in circostanze più che sospette il capitano di corvetta Natale De Grazia, consulente chiave della procura di Reggio Calabria. E intanto, dall’intreccio tra Italia e altre nazioni (europee e non, comunque disposte a tutto per smaltire pattume tossico) sono uscite le figure di agenti segreti, politici ai massimi livelli, faccendieri massoni e onorati membri della ‘ndrangheta.


Ma nonostante le migliaia di verbali, di indizi, di indicazioni sui presunti luoghi di occultamento, non si è raggiunta per anni la certezza. Ancora il 13 maggio scorso, il gip Salvatore Carpino si è trovato ad archiviare il sospetto di affondamento doloso e truffa pendente sugli armatori Messina. E loro hanno festeggiato: dichiarando che quest’atto chiude una stagione di “accuse infondate, calunnie, subdole diffamazioni e campagne stampa fondate sul nulla”.


Tutto a posto dunque? Nessuno ha trafficato via mare in rifiuti nucleari? Nessuno, soprattutto, è più autorizzato a ipotizzare retroscena inconfessabili per il caso “Rosso”? La risposta è no, purtroppo: niente è ancora tranquillo in Calabria.


Poco è stato definitivamente chiarito, in questa storia, e il primo a riconoscerlo è il procuratore capo di Paola, Bruno Giordano: il quale non soltanto sta continuando a indagare, ma ha trovato quello che si sospettava da anni: appunto la presenza, a pochi chilometri dalla spiaggia di Formiciche, sulla strada provinciale 53 che sale in collina, di un’area radioattiva.


“Prudenza e determinazione”, sono comunque le parole d’ordine. “Anzi: ancora più prudenza che determinazione”, si corregge Giordano. Teme si scateni il panico, in quest’angolo di campagna che prende i nomi di Petrone-Valle del Signore e Foresta, e che è incastrato tra i comuni di Aiello Calabro e Serra d’Aiello, lungo il greto del fiume Oliva.


Già nel 2004, l’Arpacal (Agenzia regionale protezione ambiente calabrese) aveva qui scoperto metalli pesanti e granulato di marmo, utilizzato dalla malavita per schermare la radioattività.


Allora, il perito Ornelio Morselli certificò la presenza eccedente di rame e zinco, ma anche di policlorobenzeni (Pcb) con “caratteristiche tossicologiche analoghe alle diossine”.


Se a questo si somma che un funzionario dell’ex genio civile, ha ammesso di avere visto un fusto nella briglia del fiume Oliva, si capisce perché l’ex pm di Paola, Francesco Greco, abbia ipotizzato un nesso tra il ritrovamento dei rifiuti e la motonave Rosso; e più in generale, un legame tra le sostanze tossiche e i traffici marittimi.


Una tesi che qualcuno ha cercato di catalogare come azzardata, ma che oggi, con il ritrovamento di un documento inedito, assume tutt’altro spessore. Nel 2005, infatti, un investigatore della procura di Paola ha accompagnato al fiume Oliva Amerigo Spinelli, poliziotto municipale di Amantea (paesino accanto alla spiaggia di Formiciche).


E nella sua relazione finale, ha scritto: “Spinelli indicò un’area che (…) corrisponde al greto della località Valle del Signore ed aree adiacenti “. Di più: Spinelli ha riferito “che un’ampia zona compresa tra la predetta zona e almeno 200 metri a ovest (…) era stata interessata dal deposito di rifiuti/materiali derivanti dallo smantellamento della motonave Rosso”.


In seguito, la magistratura ha indagato tra Aiello Calabro e Serra d’Aiello, Amantea e San Pietro in Amantea. Ha cercato riscontri, materiali, tutto pur di inquadrare la situazione. E infatti, nel 2007, è arrivato il secondo colpo di scena, anch’esso sconosciuto fino a questo momento.


Due ufficiali hanno notato dei camion che prelevavano terreno dai torrenti Catocastro e Valle del Signore (affluente dell’Oliva) per il ripascimento delle coste. E quando hanno ispezionato le spiagge interessate, hanno trovato svariati oggetti ferrosi, tra i quali un “coperchio (…) presumibilmente appartenente a un fusto”, pezzi di lamiera e “quattro tubi di diverso diametro” che “possono essere ricondotti, verosimilmente, a parte delle protezioni in uso sui traghetti Ro-Ro”: navi come la Rosso, con lo sportello ad hoc per imbarcare i carichi su ruote.


A questo punto, l’ispettore che due anni prima aveva accompagnato Spinelli al fiume Oliva, è tornato in azione: ha svolto un nuovo sopralluogo, ha confrontato quel panorama con le fotografie scattate dagli ufficiali, e ha messo nero su bianco: “Con certezza posso dire che i due siti coincidono, e (che il perimetro) è individuato in agro di Aiello Calabro, località Valle del Signore e aree adiacenti”.


In altre parole, è probabile che i rifiuti tossico-radioattivi abbiano viaggiato per mare, e siano stati occultati qui. La stessa conclusione, d’altronde, suggerita da altri indizi concordanti. Il primo, a cavallo tra il 2007 e il 2008, è che l’Arpacal e il perito Morselli hanno riscontrato in profondità a Foresta agro di Serra d’Aiello, la presenza di Cesio 137 (lo stesso fuoriuscito da Chernobyl).


Il secondo indizio, datato novembre 2008, è che grazie ai carotaggi “nelle immediate adiacenze della briglia del fiume Oliva”, si è trovato un sarcofago (di dimensioni ancora ignote) in cemento a circa 10 metri di profondità. E all’interno, scrivono i consulenti della procura, “c’erano concentrazioni elevate di mercurio”, presente anche in altri campioni.


Da qui, parte l’ultima svolta di questo incubo. Dalla testardaggine con cui il procuratore Giordano insegue reati che vanno dal disastro ambientale all’avvelenamento delle acque.


“Questioni fondamentali sotto il profilo della pubblica tranquillità “, le definisce. Per questo, a fine 2008, ha incaricato l’università della Calabria e il Cnr di sondare, con cartografie satellitari, eventuali anomalie termiche nell’entroterra calabro (segno di radioattività). E il 17 febbraio è arrivata la risposta: positiva.


Le anomalie ci sono, addirittura “evidenti ” a Serra d’Aiello: proprio nella zona “prospiciente al fiume Oliva”. Tanta è la delicatezza del problema, da richiedere un controllo diretto sul terreno, con il supporto del reparto Nbcr (Nucleare batterico chimico radiometrico) dei Vigili del fuoco di Cosenza e Catanzaro.


E gli esiti sono tanto gravi quanto inequivocabili: “Il monitoraggio ha permesso di individuare limitate seppur significative anomalie di radioattività”. Il 2 marzo seguente, l’Arpacal ha trasmesso alla procura “l’esito delle analisi radiometriche campali” attorno al fiume Oliva. Ed è giunta l’ennesima conferma, supportata dai rilievi in una vecchia cava che “si estende per 200-300 metri dalla provinciale 53, al chilometro sei”, di fianco all’Oliva.


Il risultato è che ci sono tracce di contaminazione. Non solo: ci sono “radionuclidi artificiali” che “non dovrebbero normalmente essere presenti nel terreno”. Ma sono stati rilevati. Ecco perché, sempre Arpacal, ha suggerito ai magistrati di svolgere ancora accertamenti, per “escludere un qualsiasi aumento del rischio alla popolazione, soprattutto di inalazione e/o ingestione”.


Ed ecco perché, in questo contesto, assume speciale rilevanza la consulenza di Giacomino Brancati, dirigente del settore prevenzione nel Dipartimento calabrese per la tutela della salute. Il quale, in un documento di 300 pagine, segnala espressamente “l’esistenza di un pericolo attuale per la popolazione residente nei territori dei comuni di Amantea, San Pietro in Amantea e Serra d’Aiello, circostante al letto del fiume Oliva a sud della località Foresta (centri di Campora San Giovanni, Coreca e Case sparse, comprese tra il mare e Foresta)”. Un allarme, dice Brancati, “dovuto alla presenza di contaminanti ambientali capaci di indurre patologie tumorali e non”, a cui va sommato “un consistente danno ambientale”.


Possibile, con queste premesse, infilare la vicenda in un faldone e seppellirla in archivio? Ha senso trascurare i segnali che rievocano il mistero della motonave Rosso? Risponderanno nel merito la Protezione civile, i carabinieri del Noe e il ministero dell’Ambiente: tutti consultati dal procuratore Giordano.


Nel frattempo, è il caso di ricordare un ultimo dettaglio. Il 9 giugno 2005, “L’espresso” ha pubblicato il dossier di un ex boss della ‘ndrangheta che si accusò di avere affondato, d’accordo con il clan Muto, carrette del mare zeppe di sostanze tossiche.


Tra le navi, ne indicava tre che transitavano “al largo della costa calabrese, in corrispondenza di Cetraro, provincia di Cosenza”. E proprio in questo tratto di mare, a 487 metri di profondità, l’Arpacal ha individuato il 14 dicembre scorso un “rilievo di forma ellittico/circolare”, lungo “circa 80 metri e largo non più di 50, che si eleva rispetto alle profondità medie circostanti di circa 4 metri”.


Guarda caso, agli investigatori risulta che il titolare della vecchia cava accanto al fiume Oliva (oggi defunto) fosse taglieggiato dagli ‘ndranghetisti Muto. «L’ennesima traccia del meccanismo di smaltimento illegale “, dicono. “L’ennesimo passo verso una verità scomoda”.


di Riccardo Bocca


Ha collaborato Paolo Orofino


espresso.repubblica.it

Cortese e Saccomanno, Cpr PRC-SE Calabria: VICENDA VERGOGNOSA E SPORCA QUELLA DELLA "JOLLY ROSSO"!


Pubblichiamo il comunicato di Cortese e Saccomanno apparso su Facebook qualche ora fa:
Speriamo vivamente che, questa volta, la Procura di Paola faccia sul serio e possa finalmente andare fino in fondo. Quella della "Jolly Rosso" è una vicenda davvero vergognosa e assai sporca. La sporcizia di questa storia, consiste nel fatto che lo smaltimento illecito di materiale tossico e radioattivo, delle scorie di quelle produzioni di morte che, già di per se stesse, andrebbero soppresse immediatamente in un mondo che volesse definirsi "giusto", è in realtà un affare gigantesco dove, pure essendo le consorterie del malaffare a farla da padrone, si accomunano pezzi interi di servizi segreti, di capitalismo predone e, addirittura, di governi di tutte le parti del mondo. Questa della "Jolly Rosso" è solo la più eclatante delle rappresentazioni del ginepraio inestricabile che sono gli affondamenti, presenti, passati e futuri, delle cosiddette carrette del mare e dei loro carichi di morte scaricati in acqua, a volte persino insabbiati nei fondali e, alla bisogna, tranquillamente anche sulla terraferma. In realtà, chissà quante di questi bastimenti velenosi sono stati affondati solo nel nostro tirreno cosentino, con conseguente, ed esponenziale, aumento delle patologie tumorali e letali in genere. Siamo di fronte ad un vero e proprio caso emblematico in cui, per fare soldi, non si guarda più in faccia nessuno, non ci si cura della qualità della vita della gente onesta e per bene, soprattutto da parte di quegli stessi poteri forti che già condizionano pesantemente la nostra esistenza e, continuamente, vorrebbero piegare, e piegano la nostra stessa coscienza. Che indaghi, dunque, la procura di Paola, che riesca, magari, a sollevare il velo, non solo sulle consorterie criminali che, spesso e volentieri, sono coloro che compiono il lavoro sporco, ma anche su quei livelli, di borghesia mafiosa e di istituzioni deviate che lucrano sulla morte altrui, e su quei pezzi di servizi segreti che hanno coperto, e coprono, questo vergognoso e immenso affare. E che affronti anche le responsabilità etiche e penali di quella mala-politica che anziché spingere per il raggiungimento della verità si è sempre maggiormente preoccupata per la presunta salvaguardia dell'economia turistica locale salvo passare poi all'incasso in termini clientelari ed elettorali. Lo faccia, la Procura, anche per il rispetto e la considerazione che tutti i cittadini per bene hanno di quel movimento di lotta, spontaneo e generoso che, negli anni passati, con encomio, ma contro mille diversi ostacoli e interessi, si è battuto e, siamo certi, è ancora disposto a battersi. Per quanto ci riguarda, con umiltà ma anche con determinazione, come abbiamo dimostrato di esserci, come organizzazione ma anche personalmente, in passato, ci saremo ancora senza nessun indugio.

Paola (CS) Lucio Cortese e Francesco Saccomanno - Comitato politico regionale Prc- Se

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Rifiuti urbani/ Solo 27 Comuni rispettano la legge, tutti …………
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SELVAGGIA AGGRESSIONE AL CANDIDATO SINDACO RUBINO ANTONINO

Rifiuti urbani/ Solo 27 Comuni rispettano la legge, tutti …………http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/08/saracen-sicileas.html

APPELLO DAL C.C. di Borgetto ai Comuni limitrofi: No alla privatizzazione dell’acqua
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TRASPARENZA COMUNICAZIONE CONOSCENZA




ATO RIFIUTI GESTIONE COSTI E DEBITI
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SANGUE all’arsenico per gli abitanti di GELA
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TURISTI A ISOLA DELLE FEMMINE
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NASCE L'ATO DELL'ACQUA DEL PALERMITANO
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Nuove speranze nella cura alle malattie del sangue
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TERRIBILE INCIDENTE FERROVIARIO A VIAREGGIO
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LOMBARDO FORMA LA NUOVA GIUNTA
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NINO RUBINO A TELEJATO FENOMENO MAFIOSO A ISOLA?
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Nino Rubino: Elezioni Amministrative Come la pensiamo
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Stefano Bologna: LE PAROLE SONO PIETRE
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Pino Rubino:LIBERE ELEZIONI A ISOLA DELLE FEMMINE?
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Isola delle Femmine: Radar meteo o acquario marino?
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La trasparenza come strumento di controllo legge 15 marzo 2009
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ITALCEMENTI: CRISI ECONOMICA E CONSEGUENZE OCCUPAZIONALI
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RIFIUTI POLITICA E SERVIZI SEGRETI
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Commissione Edilizia Comunali Sentenze
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Thursday, August 13, 2009

La lottizzazione al Comune di Terme Vigliatore denunciata da Parmaliana: trentacinque indagati dalla Procura di Barcellona FAI INFORMAZIONE



La lottizzazione al Comune di Terme Vigliatore denunciata da Parmaliana: trentacinque indagati dalla Procura di Barcellona


L'inchiesta avviata grazie alle denunce del docente poi morto suicida dopo un rinvio a giudizio per diffamazione

Un altro importante passo avanti compiuto dall’inchiesta risalente al 2004 e riguardante una lottizzazione abusiva nel Comune di Terme VigliatoreAbuso d’ufficio e falso, sono le accuse avanzate dai sostituti procuratori della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto, Michele Martorelli e Francesco Massara e dal procuratore capo, Salvatore De Luca nei confronti di trentacinque persone, tra ex consiglieri comunali, tecnici, progettisti, ex componenti della commissione edilizia e proprietari terrieri, raggiunte da avviso di conclusione delle indagini. La storia, porta la data del luglio 2004, quando il consiglio comunale di Terme Vigliatore approvò una lottizzazione in zona residenziale turistica, in contrada Pizzicarri. La vicenda però subì subito i primi intoppi. I proprietari dei terreni confinanti chiesero di poter godere di questo progetto ma ne scaturì un conflitto con il Comune che rifiutò la proposta. Il caso finì in Procura s partirono le indagini. Di lì a poco il consiglio comunale di Terme Vigliatore fu sciolto per infiltrazione mafiosa e nel dicembre 2005 si insediò una commissione prefettizia che annullò la lottizzazione. Dopo un lungo iter fatto di ricorsi e controricorsi lo scorso anno il Tar rigettò il ricorso, dando ragione al Comune.A questa vicenda può essere ricondotto il suicidio del docente universitario Adolfo Parmaliana. L’ esponente del centrosinistra con un manifesto affisso sui muri della cittadina tirrenica, aveva avanzato forti dubbi sulla lottizzazione effettuata dal Comune e per questo fu querelato per diffamazione dal capogruppo di minoranza Bartolo Cipriano, e quindi rinviato a giudizio. Il provvedimento della magistratura gettò nello sconforto il professor Parmaliana i cui esposti erano stati, invece, puntualmente ignorati. Da qui la decisione di farla finita gettandosi da un viadotto dell’autostrada Messina-Palermo all’altezza dell’abitato di Patti. E nel memoriale lasciato al fratello, Parmaliana indicò chiaramente nel rinvio a giudizio e nella frustrazione derivante dalle sue tante denunce cadute nel vuoto, la causa del suo tragico gesto.L’avviso di conclusione delle indagini ha raggiunto Bartolo Cipriano, oggi sindaco del centro tirrenico, l'allora primo cittadino Nicolò Gennaro, Vincenzo e Giovanni Torre, all’epoca dei fatti rispettivamente responsabile dell’ufficio tecnico e presidente del consiglio comunale. Indagati anche Giovanni Accetta, Vito Aliquò, Francesco Bonomo, Milena Buemi, Francesco, Santo e Rosalia Buglisi, Antonina ed Elena Cinzia Calabrò, Carmelo Cicero, Carmine Costantino, Salvatore Crisafulli, Santo Fugazzotto, Giuseppe Furnari, Francesco e Salvatore Ilaqua, Angela Maria Mancuso, Sebastiano Mazzeo, Angelino Milici, Domenico Mirabile, Giuseppe Molino, Domenico Munafò, Angelo Ofria, Salvatore Emilio Papa, Giuseppe Recupero, Salvatora Russo, Santa Scuderi, Salvatore Settineri, Angela Spinella, Filippo Neri Squadrito e Giuseppe Torre.
Giovedì, 7 maggio, 2009






Dossier suicidio Mafia, l'ultima lettera del professore suicida "La mia ultima lettera" “Informazione” a piccole dosi Un uomo in meno, tante domande in più





Indagati il sindaco Cipriano e l'ex maresciallo Gdf Pino, Le operazioni ''Gotha'' e ''Pozzo 2'' colpiscono le cosche barcellonesi




Comune di Terme Vigliatore in nove a giudizio




FAI INFORMAZIONE








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Monday, August 10, 2009

COSA BOLLE IN PENTOLA? albo pretorio isola delle femmine
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/determine-e-delibere-12-luglio-2009.html

FERNANDA PIVANO è morta
http://isoladellefemminecittadelladonna.blogspot.com/2009/08/fernanda-pivano-e-morta.html


Il SINDACO DI ISOLA DELLE FEMMINE GASPARE PORTOBELLO NOMINA GLI “ESPERTI" Nuova Commissione Edilizia Conflitto di Interesse? http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/08/il-sindaco-di-isola-delle-femmine.html

MAFIA Carini Capaci Isola delle Femmine e dintorni http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/ato-raccolta-rifiuti_16.html

AMBIENTE SINDACO & SALUTE TAR Puglia (LE) Sez. I n. 1786 del 7 luglio 2009
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/italcementi-incontro-per-contrattazi.html





PORTOBELLO a BOLOGNA stai zitto ZITTO
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Arduo commentare l’intervista del Professore Gaspare Portobello che spesso dimentica di essere Sindaco di tutti i cittadini di Isola delle Femmine e rappresentante massimo delle istituzioni democratiche. Egli nella sua veste (ruolo) di SINDACO non può assolutamente permettersi: e a cumbenienza arrogarsi il ruolo di agitatore politico, dimenticando nella circostanza che LUI E’ il sindaco di Isola delle Femmine e non il capo di un “partito” (oltretutto non sappiamo bene quale).








Complimenti Signor Sindaco finalmente si sta rendendo conto








“…Purtroppo a Isola delle Femmine non c’è una democrazia completa….”.








E Lei cosa fa per far fronte a questa “…democrazia incompiuta…”?








Portobello: " il confronto non può avvenire con questo personaggio che ahimè è deleterio per la comunità isolana, sta creando odio nelle famiglie sta creando divisione…..”








“…ci sono tante personalità di spessore c’è il PROFESSORE mignano c’è l’AVVOCATO caltanisetta ……”








Signor Sindaco Portobello a proposito dell’accusa di divisione, dobbiamo supporre che il confronto, per LEI, non può esserci con un consigliere che esercita, per esempio l’attività di operatore ecologico? oppure un operatore idrico? (niente paura non voglio parlarLe dei due sostenitori che ha fatto assumere all’ASP)








E sempre per parlare dell’accusa lanciata, al solito personaggio “deleterio” che Lei si ostina a non dare un NOME e COGNOME, che infonde odio e divisione nella Comunità isolana, e parlando di confronto Lei afferma non può esservi confronto con persone che non siano state elette?







Come e con quale stratagemma sono poi elette questa è un’altra storia –la storia dei GRANDI ELETTORI di Isola delle Femmine.







Signor Sindaco si sarà certamente reso conto che la Sua dichiarazione è alquanto allarmante perché mette in discussione il diritto alla partecipazione da parte dei Cittadini TUTTI.








Signor Sindaco con la Sua dichiarazione manda un messaggio allarmante di discriminazione: Io discuto soltanto con chi ha acquisito un titolo di laurea”.







Stia attento alle Lauree targate CEPU.







Signor Sindaco Portobello non Le sembra di assumere una posizione un po’ razzista e discriminatoria?








Signor Sindaco Portobello con questi Suoi convincimenti non Le sembra di creare LEI si! una divisione ed un odio tra i cittadini di Isola delle Femmine?

Signor Sindaco il personaggio “deleterio” di cui Lei parla è il vero destinatario del Suo messaggio?

Sicuramente Signor Sindaco Portobello Lei sa precisamente il numero di anni che ha trascorso gomito a gomito (perfino in occasione delle processioni, dove doveva difendere Stefano Bologna “dall’aggressione” di personaggi con la quale Lei oggi si accompagna) con il personaggio “deleterio”.

Signor Sindaco Portobello nel 2004 quando è stato eletto Sindaco non erano “deleteri i voti portatoLe in dote dal personaggio “deleterio”?








A questo punto mi vien da chiedere perché il messaggio al personaggio “deleterio”?








Forse per farlo TACERE, sui fatti e misfatti della vita politica amministrativa sulle alleanze con i GRANDI ELETTORI?







Su come si ottiene l’appoggio dei GRANDI ELETTORI?







Oppure sulle concessioni edilizie del Saracen, o la Calliope oppure l’Elauto o sulle procedure delle varie lottizzazioni………….







Non si rende conto che essendo stato (per Sua ammissione) il nostro personaggio “deleterio” artefice e protagonista della vita amministrativa di Isola delle Femmine, conosca a menadito la storia di Isola con i Suoi personaggi che hanno amministrato in questi ultimi anni?








Signor Sindaco Portobello Lei nella Sua intervista si erge ad un unico giudice che decide chi in questo paese ha diritto di parola non solo, La Sua posizione diventa ondivaga a seconda delle persone/gruppi/grandi elettori/imprenditori…..con cui si accompagna, tanti sono gli esempi che l’accompagnano nella Sua vita amministrativa.
Quanti dei personaggi che oggi sono al Suo fianco oggi, ieri Signor Sindaco li considerava “deleteri”?
Anzi Lei questi personaggi che oggi amministrano con Lei “ieri l’altro” li considerava PERICOLOSI! A tal proposito non vorrei ricordarle gli autori della polemica su via Don Bosco e le fognature. Oppure la polemica sulle motivazioni del ritardo dell'urbanizzazione della Via Sciascia e la ditta che abeba finalmente eseguito i lavori (indagati per mafia, si ricorda Signor Sindaco?).







Ricorda Signor Sindaco Portobello quando qualche anno addietro quelli che ora sono al suo fianco si sono resi fautori di una campagna contro le infiltrazioni mafiose nella Pubblica Amministrazione costringendo un Suo Collega alle dimissioni da Assessore?







Quante parole di “fuoco” ha urlato contro questi Signori che ora sono al Suo fianco nell’amministrare il nostro paese. Quanto si è speso Lei personalmente per difendere l'onorabilità del Suo collega contro l'attacco di quei Signori con cui Lei oggi amministra.
Non sappiamo se in questo che dobbiamo leggere quello che Lei definisce essere la " mia cultura antimafia"!

Le stesse cose che pensavano loro di Lei! Si ricorda cosa Le è stato detto da un Suo attuale compagno di “merenda” in occasione della giornata della Legalità a Isola delle Femmine nella sala parrocchiale? “ Lei sarebbe stato l’artefice di……………“ non continuo per non ricordarLe che vi sono “avversari” pronti a diventare SUOI GRANDI ELETTORI! Lei sa che a Isola delle Femmine siamo in un grosso BAZAR della coerenza, dell’onestà e dell’impegno.

15 Maggio 2009

PLATI' INAUGURATA LA NUOVA CASERMA DEI CARABINIERI

http://www.newz.it/2009/05/15/plati-inaugurata-la-nuova-caserma-dell%e2%80%99arma/6590/
http://www.newz.it/2009/03/10/plati-il-generale-siazzu-visita-la-stazione-dell%e2%80%99arma/2341/
Le foto dell'inaugurazione della caserma
http://www.melitoonline.it/Plati%20inaugurazione%20caserma%2015052009/index.html






“Il palazzo confiscato che accoglie uffici pubblici, in sostanza, dà un segnale positivo che si aggiunge a quello di avere assicurato alla giustizia il mafioso; segnala la restituzione alla collettività di ciò che la criminalità aveva sottratto ad essa”
Assessore alla Presidenza, Giovanni Ilarda.

I beni immobili confiscati e trasferiti al patrimonio del Comune interessato, sono da qualificarsi beni patrimoniali indisponibili” e come tali possono essere gestiti dall’Ente locale attraverso l’affidamento in concessione.

L’art. 2-undecies, comma 2, della legge n. 575/1965 infatti, stabilisce che

“I beni immobili sono:






a) mantenuti al patrimonio dello Stato per finalità di giustizia, di ordine pubblico e di protezione civile e, ove idonei, anche per altri usi governativi o pubblici connessi allo svolgimento delle attività istituzionali di amministrazioni statali, agenzie fiscali, università statali, enti pubblici e istituzioni culturali di rilevante interesse, salvo che si debba procedere alla vendita degli stessi finalizzata al risarcimento delle vittime dei reati di tipo mafioso;


b) trasferiti per finalità istituzionali o sociali, in via prioritaria, al patrimonio del comune ove l'immobile è sito, ovvero al patrimonio della provincia o della regione. Gli enti territoriali possono amministrare direttamente il bene o assegnarlo in concessione a titolo gratuito a comunità, ad enti, ad associazioni maggiormente rappresentative degli enti locali, ad organizzazioni di volontariato di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266, e successive modificazioni, a cooperative sociali di cui alla legge 8 novembre

1991, n. 381, e successive modificazioni, o a comunità terapeutiche e centri di recupero e cura di tossicodipendenti di cui al testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti o sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e successive modificazioni, nonché alle associazioni ambientaliste riconosciute ai sensi dell'articolo 13 della legge 8 luglio 1986, n. 349, e successive modificazioni. Se entro un anno dal trasferimento l'ente territoriale non ha provveduto alla destinazione del bene, il prefetto nomina un commissario con poteri sostitutivi;






c) trasferiti al patrimonio del comune ove l'immobile è sito, se confiscati per il reato di cui all'articolo 74 del citato testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309. Il comune può amministrare direttamente il bene oppure, preferibilmente, assegnarlo in concessione, anche a titolo gratuito, secondo i criteri di cui all'articolo 129 del medesimo testo unico, ad associazioni, comunità o enti per il recupero di tossicodipendenti operanti nel territorio ove è sito l'immobile.




SETTORE RISORSE IMMOBILIARI
servizio FITTI ATTIVI E INVENTARIO


BENI CONFISCATI
Ai sensi della
legge n.109 del 7 marzo 1996


“Disposizioni in materia di gestione di beni sequestrati o confiscati”


al Comune di Palermo sono stati assegnati i seguenti beni:



-

beni confiscati in custodia gratuita, cioè affidati provvisoriamente al Comune in attesa del decreto di trasferimento definitivo emesso dallo Stato;
-
beni confiscati trasferiti dallo Stato al Comune e già assegnanti;
-
beni confiscati trasferiti dallo Stato al Comune e ancora da assegnare.
-
beni confiscati, trasferiti dallo Stato al Comune ma non assegnati per varie problematiche;






Ai sensi della legge n.109 del 7 marzo 1996 (art.3), il Comune può amministrare direttamente il bene o assegnarlo in concessione a titolo gratuito a:

-comunità, enti o organizzazioni di volontariato (legge n.226 del 21 agosto 1991);

-cooperative sociali (legge n.381 dell’8 novembre 1991);

-comunità terapeutiche o centri di recupero e cura dei tossicodipendenti (legge n.309 del 9 ottobre 1990)


Testo integrale della legge


L’assegnazione di un bene confiscato può essere richiesta da tutte le associazioni di volontariato o dalle cooperative sociali che operino sul territorio cittadino, che possono presentare una istanza corredata dalla documentazione che attesti i requisiti previsti dalla legge: statuto, atto costitutivo, iscrizione all’albo di appartenenza (albo degli Enti locali per le associazioni di volontariato; Onlus della Prefettura per le associazioni no-profit – Camera di Commercio per le cooperative).


Tutte le richieste vengono passate al vaglio dei funzionari del Patrimonio, per la verifica dei requisiti e poi si procede all’assegnazione. La gestione dei beni immobili sarà, a breve, disciplinata da un regolamento interno, preparato dagli uffici dell’assessorato al Patrimonio e che dovrà essere approvato nel corso di una delle prossime sedute del Consiglio comunale.




Legge 31-05-1965, n. 575 - Disposizioni contro la mafia.



LEGGE 7 marzo 1996, n. 109
Disposizioni in materia di gestione e destinazione di beni sequestrati o confiscati
http://www.comune.jesi.an.it/MV/leggi/l109-96.htm







COSA BOLLE IN PENTOLA? albo pretorio isola delle femmine
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FERNANDA PIVANO è morta
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SIBERIA DISASTRO ECOLOGICO
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Woodstock Una generazione che voleva cambiare il mondo
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PORTOBELLO ZITTI TUTTI PARLO IO
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INNSE VINCE LA LOTTA DEGLI OPERAI
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SELVAGGIA AGGRESSIONE AL CANDIDATO SINDACO RUBINO ANTONINO
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PORTOBELLO CUTINO PALazzotto E IL GRUPPO Progetto destinano il bene confiscato
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Rifiuti urbani/ Solo 27 Comuni rispettano la legge, tutti …………
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SELVAGGIA AGGRESSIONE AL CANDIDATO SINDACO RUBINO ANTONINO

Rifiuti urbani/ Solo 27 Comuni rispettano la legge, tutti …………http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/08/saracen-sicileas.html

APPELLO DAL C.C. di Borgetto ai Comuni limitrofi: No alla privatizzazione dell’acqua
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