CONTRO L'ARROGANZA DEL POTERE:

PER LA LEGALITA', PER LA PARTECIPAZIONE, PER LA TRASPARENZA. PER IL CONFRONTO,PER LA CONDIVISIONE, PER L'INCLUSIONE, PER LA SOLIDARIETA', PER LA PROGETTUALITA', PER LA REALIZZAZIONE, PER L'ACCOGLIENZA, PER IL RISPETTO








Monday, March 30, 2009

2009 25 MARZO Ciancimino: ecco chi erano i soci di mio padre

Ciancimino: ecco chi erano i soci di mio padre

di Silvia Cordella - 25 marzo 2009
Sono nomi eccellenti quelli che lunedì sono stati snocciolati in aula da Massimo Ciancimino: “Salvo Lima, Calogero Pumilia, Enzo Zanghì, Pino Blanda, Enzo Cirà  e Carlo Vizzini”, tutti “personaggi – ha detto - legati alla società del gas di mio padre da vincoli societari” più o meno occulti.


Su questi temi si è basata l’udienza che per sette ore ha visto Ciancimino Junior rispondere alle domande della sua difesa (avv. Mangano e Dominici) e del Pg dott.ssa Tardio. Una tappa importante annunciata da tempo dal figlio più piccolo di don Vito che ha ripreso il tema della compagine societaria del Gruppo Gas, rivelando che le quote “occulte” riconducibili a suo padre erano in realtà quelle rappresentate dal gruppo Brancato, in questo procedimento costituito parte civile. Dei 120 milioni della vendita della Sirco agli acquirenti spagnoli della “Gas Natural”, secondo l’imputato (già condannato in primo grado per riciclaggio, intestazione fittizia di beni e concorso in tentata estorsione), 4 milioni e 700 mila euro sarebbe stata la cifra spettante a suo padre. 
Quota che i D’Anna – Brancato  (eredi di Ezio Brancato) avevano bonificato nei conti della figlia di Lapis, messa poi a disposizione di Ciancimino nel conto svizzero “Mignon” dall’avvocato  tributarista, padre della donna. Una transazione bancaria che aveva tracciato il passaggio di denaro e spinto – secondo precedenti dichiarazioni dell’imputato - Maria e Monia Brancato a chiedere successivamente a Lapis la restituzione di quel denaro e, non ottenendolo, a denunciarlo per estorsione. 
Fatti di cui parlano Gianni Lapis e l’ex avv. del Gruppo Gas Giovanna Livreri nei verbali depositati l’altro ieri a processo. Si tratta di dichiarazioni rilasciate ai magistrati della Dda di Palermo Nino Di Matteo e Antonio Ingroia, nell’ambito di un’inchiesta appena aperta per corruzione sulla scia delle rivelazioni di Massimo Ciancimino in cui vi sarebbero implicati il Senatore Vizzini (Pdl) e l’on. Saverio Romano (Udc), che però hanno smentito categoricamente un loro coinvolgimento nella Gas. Circostanze che indicherebbero la reale riconducibilità dei prestanome di don Vito nella famiglia Brancato con il passaggio di quei 4 milioni e 700 mila euro nel conto svizzero da Brancato a Ciancimino mediante il conto di Lapis. Un coinvolgimento attivo, quello dell’altro Gruppo azionista, che avrebbe operato sotto l’ombrello protettivo di don Vito di cui sarebbe stata consapevole la stessa Livreri. L’avvocato infatti oltre a dire che Vizzini sarebbe stato socio occulto di Lapis avrebbe detto che il sostituto procuratore della Direzione nazionale antimafia Giusto Sciacchitano (padre di Antonello Sciacchitano, ex marito di Monia Brancato) si sarebbe adoperato per “proteggere” la famiglia Brancato cercando di lasciarla fuori dall’inchiesta. Ciò “grazie al suo ruolo istituzionale” e “alle sue personali relazioni e conoscenze all’interno della Procura di Palermo”. Un capitolo che ha già innescato una serie di polemiche ma che presenta evidenti spunti d’indagine, come quelli che riguardano un verbale d’interrogatorio acquisito nel processo per mafia a carico dell’ex Primario della Radiologia del Maurizio Ascoli Giovanni Mercadante. 


Chiamato a testimoniare in merito a un concorso medico il dottore Vicenzo Alessi, componente della commissione esaminatrice, ha raccontato di una cena organizzata alla fine degli anni Ottanta in via Marchese Ugo a casa di Angelo Siino, l’ex ministro dei lavori pubblici di Cosa Nostra. “Ero già stato designato componente della commissione del concorso per primario al Maurizio Ascoli – ha detto ai magistrati lo scorso febbraio - ma ancora non erano state espletate le prove previste. Nel contesto di un discorso con altri quattro o cinque invitati, relativo proprio al concorso che si sarebbe dovuto celebrare, il Siino, rivolgendosi a me parlò del Mercadante esaltandone le capacità professionali. (…) Per quello che ricordo il Siino non mi disse, ne’ io glielo chiesi, quale fosse la fonte dei giudizi espressi sul Mercadante” ma “in quella circostanza  a casa di Angelo Siino, oltre a me ed al collega, erano presenti anche numerose altre persone tra le quali il magistrato Sciacchitano ed ufficiali dell’Esercito di cui però non ricordo il nome”. Su cosa ci facesse il magistrato con dei militari a casa Siino a quell’epoca non è dato per ora saperlo. Ciò che possiamo supporre è che sarà materia d’indagine, soprattutto alla luce delle dichiarazioni di Lapis, Ciancimino e Livreri. 
Episodi che si sommano alle forti e amare critiche lanciate qualche tempo fa dal figlio del procuratore di Palermo Gaetano Costa, l’avvocato Michele Costa, secondo cui il padre fu lasciato solo da un gruppo di sostituti della sua Procura che nel maggio del 1980 non vollero firmare gli ordini di cattura contro una settantina di presunti mafiosi del clan Spatola - Inzerillo. Una decisione presa durante una riunione di giudici a casa di Sciacchitano senza invitare né avvertire il Capo dell’ufficio, che fu costretto a firmare quegli arresti da solo. Dopo questo episodio, secondo Michele Costa, fu proprio Sciacchitano a indicare suo padre, pubblicamente, come il vero responsabile di quegli arresti. Una presa di posizione che, secondo i familiari del giudice (parte civile al processo per l’omicidio), “lo isolò esponendolo al piombo della mafia”, che il 6 agosto di quell’anno eseguì la sua vendetta.  Episodi che furono chiariti dallo stesso Schiacchitano il quale, di fronte alla Corte di Catania, spiegò che quei provvedimenti di custodia cautelare non erano stati firmati per mancanza di elementi sufficienti.    
Le rivelazioni di Ciancimino stanno portando dunque a galla una serie di inquietanti retroscena, dalla Trattativa del ’92 alle cointeressenze occulte con don Vito Ciancimino di isospettabili (o quasi) personaggi. Argomenti destinati a turbare i vecchi salotti di Palermo e minare forzieri mai aperti. Ma il figlio dell’ex sindaco di Palermo va ancora oltre, aprendo la porte a una probabilità drammatica. “Qualcuno potrebbe aver ucciso mio padre” ha detto. “Ho sempre avuto mille dubbi. Io ero in Sicilia quando lui morì a Roma… era uscito quella mattina da una clinica per check-up. Aveva visto il suo medico personale. Non c’era niente, era tutto a posto. Cosa accadde nel pomeriggio e la sera nessuno lo sa”. Giovanni Falcone, quando era ancora in vita, aveva cercato di farlo collaborare. Don Vito si rifiutò. Tempo dopo erano tornati alla carica i magistrati della Procura guidata da Giancarlo Caselli, della risposta vi è traccia in un verbale del ’93: “Quando Andreotti sarà condannato anche a un solo giorno, non disperate, verrò io a trovarvi”. Andreotti fu condannato a Perugia per l’omicidio del giornalista Mino Pecorelli il 17 novembre 2002 ma don Vito Ciancimino muore alle 5 di due giorni dopo. 
Da quel giorno sono passati molti anni e Massimo Ciancimino muove i suoi primi passi in una tappa processuale che è solo all’inizi
o. 










ANGRISAN, ARACNE, BELLOMO GIUSEPPE, Ciancimino, EDILIZIA SANSONE, ICOM, MATANO CONCETTA, MONTALBANO GIUSEPPE, RIINA SALVATORE, SA.MA COSTRUZIONI, SANSONE GIUSEPPE, SICOR, SICOS, VILLA ANTICA, ZANGHI' VICENZO, 

Thursday, March 26, 2009





Comitato Cittadino Isola Pulita


Invita l’intera cittadinanza a partecipare Numerosa alla manifestazione



Del 28 marzo 2009 alle ore 10



NO alla installazione del radar a Isola delle Femmine


----------------------------------------------


Antenne pericolose?


Solo il tempo saprà contare le vittime di questo incredibile esperimento di massa.



il Piano Sanitario Nazionale (1998/2000) parlava chiaramente di "sviluppo di neoplasie" (tumori) per l'esposizione a lungo termine ai campi elettro magnetici.




Effetti dannosi alla salute umana entro 2 Km.



Danni provocati da onde elettromagnetiche


* variazione del numero dei linfociti e granulociti (esperimenti su cellule)


* variazioni del livello di anticorpi e delle attività dei macrofagi (esperimenti su animali)


* tachicardia


* dolore agli occhi


* vertigini


* depressione


* limitazione della capacità di apprendimento


* perdita di memoria


* caduta di capelli


nei paesi dell’Est europeo studi hanno evidenziato anche:


* sterilità


* aumento aborti


* abbassamento della fertilità



Appuntamento allo stadio comunale via Libertà Isola delle Femmine


L'invito è esteso a tutti i comitati le associazioni movimenti politici e di volontariato


LA SALUTE NON HA PARTITI


Comitato Cittadino Isola Pulita inviare adesione a : isolapulita@gmail.com tel 3331017981



http://www.isolapulita.it

Friday, March 06, 2009

Il direttore con poteri di polizia nel curriculum anche assegni a vuoto Territorio, il direttore si 'inventa' il vice L' assessore diserta gli incontri bloccati i nuovi impianti eolici


Il direttore con poteri di polizia nel curriculum anche assegni a vuoto




UNA "fedina" lunga due pagine: tutti procedimenti archiviati o reati depenalizzati, sottolinea lui. Ma l' elenco dei guai con la giustizia del dirigente generale Pietro Tolomeo è già un documento cult nelle mani dei sindacati. E prende le mosse da un "incidente" curioso: il neo comandante del corpo forestale è stato denunciato qualche anno fa proprio da un distaccamento della forestale, quello di Montepellegrino Falde, per abuso edilizio. Recentemente il procedimento è stato archiviato ma l' episodio desta perplessità fra i rappresentanti dei lavoratori. Anche perché è incastonato fra altre "perle" di una condotta, diciamo così, vivace del dottor Tolomeo. Il direttore vicino all' Mpa, che per via del nuovo ruolo ha poteri di polizia giudiziaria e funzioni di pubblica sicurezza (il corpo forestale può anche eseguire arresti), all' inizio degli anni ' 90 è stato più volte condannato per emissione di assegni a vuoto o senza provvista: gli è stata inflitta una multa di un milione di lire dalla pretura di Sanremo nel 1990, un' altra da 500 mila lire dalla pretura di Sciacca nel settembre del ' 91 e altre due di valore equivalente dalla pretura di Agrigento fra il ' 90 e il ' 93. In quest' ultimo caso Tolomeo fu condannato alla pena accessoria del divieto di emettere assegni per un anno. Questi reati sono stati depenalizzati nel 1999. Tipo iroso, Tolomeo. Memorabile la sua lite con un dirigente del Territorio, Gioacchino Genchi, finita su You tube. Non si scompone, il dirigente, neppure davanti a una divisa. Fermato il 15 luglio del 2000 dalla polizia nei giardini vicini a Castello Utveggio, Tolomeo perse la pazienza e chiese lui agli agenti di fornire le proprie generalità: «Io sono un agente di polizia giudiziaria», rammentò. Si beccò un deferimento per minaccia a pubblico ufficiale. E a Catania, il 29 aprile del 2004, il nuovo comandante del corpo forestale della Regione inveì contro i vigili urbani che gli avevano notificato un divieto di sosta. Fu deferito per resistenza e minacce a pubblico ufficiale. «Si tratta di episodi lontani nel tempo - dice Tolomeo - e, nel caso dei deferimenti per resistenza a pubblico ufficiale, di vicende che si sono concluse con l' archiviazione. Sarebbe il caso di ricordare che sono stato indagato decine di volte, nell' ambito nella mia attività, e non ho avuto mai un rinvio a giudizio».
e. la.


http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/03/03/il-direttore-con-poteri-di-polizia-nel.html?ref=search

Territorio, il direttore si 'inventa' il vice



Un pizzico di vanità o il desiderio di dare un riconoscimento a una stimata collega: Pietro Tolomeo, capo dipartimento dell' assessorato Territorio e ambiente, non ha resistito alla tentazione di nominare un suo vice, a pochi giorni dalla scadenza del suo mandato. Così, ha inventato la figura del dirigente generale vicario. Qualifica non prevista né dalla legge né tanto meno dal contratto dei regionali. Ma tant' è: Tolomeo, con proprio decreto, ha promosso ad agosto nel ruolo che non c' era Francesca Chinnici, dirigente di terza fascia dell' assessorato. Sarà lei, «in caso di impedimento o assenza» del capo, a firmare «tutti gli atti di competenza del dipartimento». Iniziativa inedita. Che ha lasciato di stucco i capi della burocrazia regionale. «è un atto, diciamo così, enfatico afferma il segretario generale Salvatore Taormina che non comporta di certo elementi retributivi né aspettative di carriera»

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/09/18/territorio-il-direttore-si-inventa-il-vice.html?ref=search


L' assessore diserta gli incontri bloccati i nuovi impianti eolici

IMPIANTI eolici al palo perché i funzionari dell' assessorato al Territorio disertano le conferenze di servizio e impediscono il rilascio delle autorizzazioni. E il grande business delle energie alternative, almeno per alcune imprese, si blocca. L' accusa non parte solo dal gruppo Moncada, che oggi si ritrova con 15 impianti tra il solare e l' eolico, per un miliardoe mezzo di euro, fermi in Sicilia a causa dei pareri di compatibilità ambientale che dopo due anni non arrivano (l' unico, trasformato da positivo in negativo, è arrivato proprio due giorni fa). A puntare il dito sulla scarsa solerzia dell' apparato tecnico dell' assessorato di Pippo Sorbello, chiamato in giunta dal presidente Lombardo che sul tema dell' eolico si muove senza entusiasmo apparente, è un assessore del fronte "nemico" dell' Udc, Pippo Gianni. Una guerra sotterranea, quella tra i due assessorati. Fino a ieri. Nel giorno delle denunce di Moncada, che ha presentato un esposto in Procura per chiedere «il ripristino della legalità», l' assessore Gianni, agrigentino come l' industriale che lavora a gonfie vele nel campo in America e nell' Europa dell' est, denuncia che dopo l' approvazione del Piano energetico regionale è in corso un vero e proprio boicottaggio che impedisce il rilascio delle autorizzazioni. L' assessorato ha verificato finora che su 24 conferenze di servizio (su un totale di 39) solo in 11 era presente il funzionario del Territorio. «Mi aspetto che Sorbello, che ora pare essersi reso conto delle potenzialità del piano energetico, invii i funzionari del suo assessorato, che da mesi disertano le conferenze dei servizi necessarie al rilascio delle autorizzazioni per gli impianti, causando un contenzioso fra l' amministrazione regionale e le aziende ormai non più tollerabile». Secondo Moncada le pratiche del gruppo sono state bloccate «senza motivo». Per due impianti di biomasse autorizzati nell' agrigentino,i pareri per le emissioni del fumo, richiesti nel 2007, non sono arrivati per l' assenza del funzionario. Il parere negativo, invece, riguarda la variante per il parco eolico di Agrigento, chiesta perché il terreno in precedenza individuato è risultato appartenere a mafiosi. «Abbiamo chiesto di spostare le macchine per non favorire dei delinquenti. E il progetto - dice Moncada - è stato bloccato».
ANTONELLA ROMANO

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/03/07/assessore-diserta-gli-incontri-bloccati-nuovi.html

VOTA IL SONDAGGIO “DISERTIAMO LE URNE”
http://disertiamoleurneaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/03/io-non-voto.html

Rossella Accardo mamma di Marco e di Stefano chiede udienza al PAPA
http://siciliaannouno.blogspot.com/2009/03/rossella-accardo-mamma-di-marco-e-di.html

Isola delle Femmine Città della DONNA http://isoladellefemminecittadelladonna.blogspot.com/2009/03/isola-delle-femmine-citta-della-donna.html


Qualora nella sciagurata ipotesi io ci fossi stato CERTAMENTE io DORMIVO
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/03/colleferro-i-carabinieri-del-reparto.html

Una Nuova Speculazione Edilizia?
http://isoladifuori.blogspot.com/2009/03/regalasi-cemento-selvaggio-quando.html


8 MARZO QUANDO SARò CAPACE DI AMARE
http://siciliaannouno.blogspot.com/2009/03/quando-saro-capace-di-amare.html

I CARABINIERI DEL N.O.E. AL TERMOVALORIZZATORE DI COLLEFERRO
http://isoladifuori.blogspot.com/2009/03/i-carabinieri-al-termovalorizzatore-di.html

Il “Partito Italcementi” al Consiglio comunale di Isola delle Femmine?
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/03/nasce-in-consiglio-comunale-il.html

ITALCEMENTI OPERAI IN SCIOPERO
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/03/operai-italcementi-in-sciopero.html

ITALCEMENTI 14 Sindaci impongono all’azienda il rispetto degli impegni
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/03/condono-edilizio-corte-costituzionale.html

STOP ALL’ANTENNA: L’assessore Sorbello “per evitare qualsiasi danno ai cittadini e all'ambiente…ulteriori indagini "
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/03/l-sorbello-regione-ha.html

Marcia per Marco Maiorana
http://siciliaannouno.blogspot.com/2009/03/marcia-per-marco-maiorana.html

Nasce il Forum dell’acqua